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1.00: Drunk

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1.00: Drunk

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1.00: Drunk: someone who's drunk so much alcohol that he/ she cannot behave sensibly .

C' stato un momento in cui pensavo persino che quest'ideanon fosse poi cos folle, che magari era quel che serviva atutti, per placare gli animi e vivere serenamente, cos benecome non stavamo da un po'.

Beh, probabilmente ero ubriaca, ubriaca come quando accettai questosuicidio di affittare un appartamento assieme a quei tre .

Innanzitutto, dato che sono passati quasi cinque anni dall'ultima voltache mi avete sentita nominare, mi presento di nuovo: sono Sana Kurata,ho diciotto anni soltanto perch sono nata inmarzo, ma questa una vecchia storia, eh? - diplomata allaJimbo e iscritta alla facolt di Scienze della Comunicazionedi Osaka. Tutto perch sono una tipa comunicativa, dicono.

Inoltre ho da secoli un mio programma alla radio, che registro insieme ad una delle miemigliori amiche, Fuka Matsui, col cui aiuto cerco di capire, o magaririsolvere, i problemi dei nostri ascoltatori.

Per arrotondare i miei introiti mensili, quando possibile, poso perqualche pubblicit... Ma solo di quelle che poi finiscononei cartelloni giganti ai piani alti dei grattacieli metropolitani. Nonperch mi consideri bella ,non rientro assolutamente nei canoni tipici di bellezza giapponese e i miei capelli rossicci ne sono la prova lampante semplicemente perch con la televisione hosmesso, eccezion fatta per qualche breve intervista o comparsa. Mistressa troppo, in realt non capisco davvero come facessiquand'ero un' idol ,da bambina, con tutti quei programmi, quegli orari impossibili, queitrucchi pesanti e tutti quei riflettori.

In quel preciso istante ero seduta sul sedile posteriore dell'auto diRei, schiacciata tra il finestrino ed Aya che tentava di calmare unagitato Tsuyoshi apprensivo tanto quanto il mio managerche, lasciati a casa moglie e pargoletto (s, si era davvero sposato, edera davvero diventato pap di un bellissimo bambino), era venuto acontrollare di persona, per, testuali parole, impedirmi difare qualsiasi tipo di pazzia.

Avevamo visto circa sette appartamenti, e per ognuno aveva trovatoqualcosa da ridire, e secondo Mama aveva pure ragione.

Il pensiero di lasciare mia madre a casa da sola mi riempiva ditristezza, anche se sapevo benissimo che in realt se lasarebbe spassata come una quindicenne. S'era messa in testa dicucinare, e la signora Shimura controllava che non facesse esplodere lacasa con uno dei suoi esperimenti di cucinainnovativa. Inoltre riusciva quasi a rispettarele scadenze per la consegna dei suoi manoscritti, senza pila preoccupazione di una figlia adolescente che perde le espressioni el'ansia per la ricaduta della malattia.

Comodamente seduto sul sedile del passeggero c'era quello che un tempoera stato il centro del mio mondo andiamo, ragazzo era tropporiduttivo ossia AkitoHayama . Non che ora non lo fosse pi,ammettiamolo, ma la nostra relazione era degenerata fino al punto dilasciarci.

Finito l'incubo della mia depressione e del problema alla sua mano,argomenti entrambi chiusi a lucchetto, tab, vietati,relegati in un cassetto e dimenticati, pensavo che niente sarebbe maipi stato in grado di separarci.

Insomma, eravamo Sana e Akito, la ragazzaS. ed il ragazzoA. , mica una cosa da niente.

Credevo sarebbe stato l'amore di tutta la vita, quello che ci siaspetta di leggere tra le pagine di un libro o di vedere rappresentatoin un'opera di Shakespeare, quello che ti fa sinceramente edinnocentemente sperare nei per sempre.

Dopo il suo ritorno dall'America, la nostra storia era proseguita senzaintoppi, nemmeno la minima indecisione, fino ad un anno fa. E non miricordo nemmeno bene come terminata.

Probabilmente un pomeriggio, uno dei nostri ultimi soffocanti pomeriggiinsieme. Col tempo, com' naturale che sia, eravamomaturati. E dentro di noi era maturata, passo dopo passo, anchestavolta contemporaneamente, la convinzione che continuare a stareinsieme non ci avrebbe portati da nessuna parte. Entrambi volevamo inostri spazi, le nostre esperienze... Non che il sentimento fossescemato, c'era stato, c'era tuttora e probabilmente ci sarebbe statosempre, ma quando stai con una persona fin da bambino arriva il momentoin cui ti viene il dubbio che l'altro sia tutto soloperch ilresto non l'hai mai provato.

Cos avevamo deciso di dividere le strade, anche se poi nonle avevamo materialmente mai divise, perch era impossibile . Undolore quasi fisico, e credo per lui fosse la stessa cosa.

Io sarei sempre stata, in fondo, la sua Sana, e lui il mio Akito, senzabene un perch.

Ma d'altro canto, quella decisione era stata l'inizio della fine.

Il nostro rapporto era profondamente cambiato ( gliormoni alzava gli occhi al cielo Mama, convinta che ungiorno ci avrebbe rivisti di nuovo insieme ) ...eravamo lontanissimi , anchese vicini quasi da poterci sfiorare.

E' un concetto difficile da spiegare. Si tratta di una sensazioneambigua, che ti spinge pi verso l'altro ma al contempo tici allontana radicalmente.

Ci sopportavamo a malapena, ma eravamo gelosissimi l'un dell'altra eparlavamo raramente senza finire col litigare.

Anche se nel momento del bisogno c'eravamo sempre, come ai vecchitempi, in fondo appunto io sarei sempre stata un po' sua e lui un po' mio , non c'eraniente da fare.

Magari era davvero l'et, e tutte le esperienze condiviseinsieme.

In caso ve lo chiedeste, ovviamente Tsu ed Aya stavano ancora insieme. Anche la relazione tra Fuka eTakaishi era resistita nel tempo, nonostante la lontananza. Ironiadella sorte. Ma dopotutto, ero felice per tutti e quattro.

Arrivati! decret in quel momentoRei, facendomi tirare un sospiro di sollievo. Un'altra manciata disecondi in quell'auto e sarei impazzita, tra Tsuyoshi che si sperticavanell'elenco di pro e contro dell'appartamento che avremmo visto, lemoine di Aya, il fischiettare allegro dei mio manager e il solito gelido silenzio diAkito Hayama.

Aprii la portiera distrattamente e guardai il condominio. All'esternoera un edificio molto semplice, molto vicino al centrocitte il quartiere sembrava tranquillo. Ma anche se non lo fosse stato,dubito che gli schiamazzi notturni mi avrebbero svegliata. Avevo ilsonno pesante, io.

Seguendo le indicazioni dell'annuncio arrivammo al quarto piano, dovecon una stretta di mano ci accolse l'agente immobliare. L'internodell'appartamento sembr conquistarci tutti e quattro io, Aya, Tsuyoshi e Rei, ovviamente , Akitorestava rintanato nel suo mutismo.

Era chiaro e spazioso quanto bastava. Era sviluppato su un unico piano,ma stranamente la cosa non mi dispiaceva affatto. Si trattava di unospazio singolo, abbastanza ampio, che fungeva da salotto e cucina,delimitato ad est e ad ovest da due porte al momento chiuse, che inrealt conducevano ciasciuna ad una camera e ad un bagno.

Che ne pensi, Rei? chiesi sottovoce,aspettandomi l'ennesimo no.

Ti dir, Sana, a me questo piace davvero. E perl'affitto che dovreste pagare, mi sembra anche un buon affare! sentenzi.

Mi cadde quasi la mascella.

Davvero? esclamarono in coro Tsuyoshi ed Aya.

Lui si limit ad annuire.

Colsi al volo l'occasione, voltandomi di scatto verso l'agente che misorrideva tranquillo.

Prima di un possibile ripensamento di Rei...

Lo prendiamo! urlai quasi.

Akito fece capolino dalla porta a sinistra. Io e Tsuyoshioccupiamo quest'ala, mettiamo le cose in chiaro sbott seccato.

Mi limitai ad alzare un sopracciglio, preparandomi a rispondere a tono,secca e tagliente come costantemente ero con lui. Tranquillo, per me ed Aya fa lo stesso, tanto le camere sono arredatenello stesso modo

Dopo aver firmato il contratto, il signor Mokori l'agenteimmobiliare si conged, e Rei cilasci soli, uscendo a urlare la buona novella a quantapi gente poteva contattare dal suo cellulare.

Guardai le chiavi dell'appartamento penzolare dal mio indice, e dopoun'altra breve perlustrazione, raggiungemmo il mio manager per tornarea casa.

Ancora non ci credevo.

Due giorni dopo avevamo praticamente terminato il trasloco. Il salottoera sommerso di scatoloni, non sapevamo nemmeno pi dovemettere i piedi.

Cercavo distrattamente il caricabatterie del cellulare, eppure misembrava di averlo messo proprio accanto alla macchina fotografica..

Ho bisogno di dirvi una cosa sischiar la voce Tsuyoshi.

Alzai la testa, e mi accorsi che era teso; si torturava l'orlo dellacamicia. Aya comparve subito dietro di lui, la stessa aria leggermentecolpevole. Hayama li fissava dall'altro lato della stanza, spaesatoalmeno quanto dovevo sembrare io.

Beh, insomma.. prosegu timidamente,dietro gli spessi occhiali tondi le guance erano di un rosso acceso.

Aya lo ferm con un gesto secco della mano. Hocapito prese aria non sei capace di dirlo.Allora lo faccio io.

Fiss accigliata prima me e poi Akito. Larealt che io e Tsuyoshi non abbiamo la minimaintenzione di vivere nella stessa casa e di dormire in camere separate sput il rospo.

Inarcai un sopracciglio, leggermente sorpresa. La nostra Aya si erafinalmente data da fare. Beh, era una bella cosa.

Lo so quanto vi costa, lo so che non andate cosd'accordo ma...fatelo per noi! continuava, aveva perso ilsuo tono audace ed ora rasentava la supplica.

La guardai corrucciata. Sinceramente non capivo.

Sana, Akito... prosegu Tsuyoshi.

Solo a sentir pronunciare i nostri nomi insieme capii dovevolevano andare a parare.

No che nonera una bella cosa, che si fosse finalmente data da fare, non lo eraaffatto!

Ma stiamo scherzando? s'intromise, per fortuna,Hayama. A quanto pareva, non ero l'unica a cui la notizia non piacevaper niente.

Andiamo Tsuyoshi si volt verso dilui con le mani strette a pugno lungo i fianchi, urlando come faceva dabambino, prima che il pudore gli serrasse in gola le parole non mi dire che credevi che avremmo dormito io e te, e la mia fidanzata inun'altra stanza con Sana! alz il tono di dueottave, dando enfasi alle parole mia fidanzata.

No, calmi. Ragioniamo.

Tsuyoshi, io non condivido il letto con quello l indicai il mio bersaglio con l'indice della mano destra,assolutamente calma. Era fuori discussione.

Dividere uno spazio di quattro metri per quattro con il tuo ex non mai il massimo, soprattutto se il tuo ex Akito Hayama.

Pensiamo a tutto io e Aya. Non dovrete dormire insieme . Domanitroverete due letti singoli. Si tratta solo di condividere lo spazio. Enon provate a dirmi che siete imbarazzati dalla situazione. Perch... Accidenti, stavate insieme!Vedervi in biancheria non vi scandalizzer di certo concluse la sua breve filippica osservando il pavimento dicasa nostra.

Ma mi sembr di sentire sottovoce un finale simile a tanto visiete visti anche senza .

Strabuzzai gli occhi.

Oh, bene.

EHI, NO! urlai, esasperata.

No, no, e ancora no! Piantai i piedi a terra e incrociai le braccia alpetto, come fanno le bambine capricciose.

Segu un imbarazzato silezio.

Akito scosse la testa e poi lo ruppe, stranamente per lui.

Ti scaldi per niente era appoggiato alla porta e mi guardava con aria disufficienza a me questa proposta non fa nessun effetto , aben pensarci. Ed io al contrario tuo non sono cos egoista. Stanno insieme , una cosa normale che vogliano dormire insieme .

Detestavo lui ed il suo tono di voce, il suo essere coslogico, il suo essere cos simile alla statua di un diogreco rubata ad un museo e piazzata accanto al muro orientale delnostro salotto.

Sana, ti prego Aya mi guardava con due occhi dacerbiatto.

Alzai gli occhi al cielo.

Non sopportavo l'idea di dover vivere in uno spazio cospiccolo con lui. Se fossero stati altri tempi e fossimo andatid'accordo poteva anche essere, ma...

Allora siamo d'accordo azzard amezza voce Tsuyoshi.

Rimasi impalata per un attimo, al centro dell'attenzione.

No , che noneravamo d'accordo. Per niente.

Sana, io per te l'avrei fatto Aya si stringevanella sua felpa azzurra.

Mi sentii orribilmente in colpa, e senza quasi rendermene conto firmaila mia condanna a morte.

Oh, e vabene... mormorai sconfitta.

Avevo per caso detto che quella di affittare un appartamento tuttiinsieme mi era parsa per un momento una buona idea? Ero estremamente ubriaca.