2.00: Constant
2.00: Constant
2.00: Constant: thing or value that always stays the same
Akito Hayama e Sana Kurata, luno addosso allaltra sul pianerottolo qualsiasi di un condominio qualsiasi in centro ad Osaka.
Un anno dopo.
Come introduzione potrebbe anche sembrare avvincente, non fosse per un piccolo, minuscolo, tralasciabile dettaglio: Sana Kurata sono io .
La stessa che ha passato un anno dietro le sue folli convinzioni di separazione da ambedue le parti agognata, varie ed eventuali.
Non idee - convinzioni .
Ero convinta che un anno fosse un lasso di tempo sufficientemente lungo da permettermi di stabilire dei paletti - cio, di instaurare una convivenza civile basata su un innegabile affetto reciproco. Ben nascosto, ma fondamentalmente presente.
Ecco, affetto . Non qualcos altro.
Ero convinta che gli amori non tornassero - Fuka me lo diceva sempre, mai innamorarsi due volte della stessa persona.
Che poi, non sapevo nemmeno se lo fossi, innamorata intendo. Akito era l, io ero l, ci eravamo appena urlati addosso quanto la nostra storia fosse ormai un lontano ricordo, e.. lavevo baciato. Mi aveva baciata.
Ci stavamo baciando probabilmente da ore - non che avessi controllato, orologio alla mano. La mia attenzione verteva altrove.
E, ciliegina sulla torta, non avevamo alcuna intenzione di smettere .
Dopo equivaleva ad una scelta forse scomoda. Dopo equivaleva ad una definizione - cosera successo durante quelle ore, su quel pianerottolo, accanto alle buste della spesa? - che entrambi avevamo paura di affrontare.
Oh e noi eravamo tanto concentrati a perderci uno nelle labbra dellaltra da non accorgerci nemmeno di quellesclamazione estranea.
Oh ! il tono era indubbiamente pi alto, ma momentaneamente ludito - come gli altri sensi - era fuori uso. Troppo impegnativo usarlo.
Tsu-Tsuyoshi.. un respiro ..voglio un pizzicotto. Qui, sul braccio. pausa, altro respiro O almeno, dimmi che stai vedendo anche tu quello che vedo io.
In quel preciso istante riaprii gli occhi e indietreggiai, basita: accanto a me torreggiavano unAya e un Tsuyoshi alquanto scioccati.
Sana?! sput tra le labbra tremanti, come a confermare che non si trattasse di uno scherzo.
Perch Sana, la sua Sana, predicava da un anno quanto le divergenze con Hayama non fossero superabili.
E Sana, la sua Sana, in normali condizioni non sarebbe mai stata l a fare quel che senzombra di dubbio stava facendo quellaltra Sana.
Mi limitai ad annuire, pi a me stessa che a lei.
Chiuse gli occhi ed inspir forte.
Noi entriamo.. Vero, Akito? prese parola Tsu, visibilmente scombussolato. Si sobbarc il non indifferente peso dei sacchetti della spesa, gli caddero le chiavi, le prese di nuovo - le mani gli tremavano leggermente.
Apr con difficolt la porta e si schiar la gola.
Solo in quel momento Akito comprese lantifona e, in un all-inclusive di faccino confuso e una mano tra i capelli - al posto mio - raggiunse linseparabile amico e si chiuse la porta alle spalle.
Espirai.
Aya si sedette sul primo gradino, gli occhi appena riaperti e lespressione di vacua attesa.
Sana ripet ti prego .
Cercai la voce, persa chiss quante ore prima assieme al respiro.
C-Cosa? mi accomodai accanto a lei, eliminando dalla memoria il vivido ricordo di chi si fosse seduto al posto suo giusto qualche ora prima.
E soprattutto di cosa fosse accaduto dopo.
Ti prego, dimmi che non ho le allucinazioni. Dimmi che quello che ho visto poco fa vero. Dimmelo. suonava quasi disperato.
A-ehm, diciamo che.. iniziai, ma Aya era tanto sconvolta da decidere di saltare i convenevoli, interrompendomi.
E successo davvero?
Deglutii. ..S.
Chiuse gli occhi - io mi chiesi distrattamente quale dovesse essere la mia espressione, di nuovo. Magari sembravo una perfetta cretina - ero una perfetta cretina - o magari una cretina beota , meglio ancora.
Lo shock si tramut presto in qualcosaltro: guardai nuovamente verso Aya e non riuscii a non notare il sorriso che si era allargato sul suo viso.
Oh, Sana, te lavevo detto! url quasi, battendo le mani, ed immaginai che non stesse saltellando solo per non destare sospetti ai vicini circa la nostra sanit mentale.
Ho come limpressione che me la sentir ripetere spesso, questa frase. scossi la testa, disegnando dei cerchietti immaginari sul gradino.
Mmh.
Sperai che la conversazione si chiudesse l - ma ovviamente sbagliavo.
Sana?
Cominciavo a perdere la pazienza, lei e le sue dannate domande di rito!
Senti, sono ancora sotto shock pure io, okay? Non .. Non lavevo messo in conto, quindi lasciami abituare allidea, chiaro? le avrei volentieri riversato addosso, se solo ne fossi stata in grado. Ma di certo non lo ero, cos mi limitai a ripetere: S?
Kami, io.. Io non me laspettavo. Cio, ci credevo allinizio, ma ormai avevo anche perso le speranze. Cosa farai adesso?
Eccola, la domanda pi difficile.
Ricordo che spesso definivo Aya la mia coscienza. E il motivo era sempre pi palese.
Non ne ho la pi pallida idea.
Sana! mi rimprover come puoi dirmi una cosa del genere? Quello Akito , accidenti
Gli occhioni dolci avevano lasciato posto ad unespressione indignata.
Aggrottai le sopracciglia, in richiesta di spiegazioni.
Apr bocca - ma la richiuse subito dopo. Scosse la testa.
Seguivo come un automa i suoi gesti secchi dettati dalla sorpresa.
Una parola soltanto espir.
Quale?
Mi chiedo spesso come fai a non arrivarci le sue spalle crollarono.
Mi sentii punta nel vivo: non era la prima a ripetermi che scaltra non era laggettivo che pi mi si addiceva.
Me lo chiedo anche io buttai l, tergiversando.
Aya per non aveva smetto di sorridere. Mi pose una mano sulla spalla e con lespressione pi beata in viso mi confess uno dei suoi desideri pi grandi: Sogno di dirti questa frase da secoli. Riprenditelo, Sana. Riprenditelo .
***
Aya fu tanto gentile da invitare Fuka a cena, ovviamente. Sperava che la buona novella equivalesse ad un qualsiasi tipo di ricongiungimento serio, o forse voleva soltanto godersi la scena: inutile dirlo, nascondere qualcosa a Matsui era matematicamente impossibile.
Non sapevo ancora come, ma lei lavrebbe scoperto.
Se non altro, comunque, riuscii ad evitare Akito per tutto il tempo. Era una situazione assurda, a ben pensarci, mi sentivo terribilmente inadeguata.
E probabilmente Hayama condivideva tutte le mie sensazioni, dal momento che si isol in camera - io badai bene ad evitare quellala della casa.
Ed immaginai che anche lui sapesse a cosa stavamo andando incontro, con quella cena. Deglutii.
Mi accomodai a tavola e notai solo allora che Tsuyoshi, pesantemente ironico causa buonumore, aveva preparato il piatto di Akito accanto al mio.
Takaishi alla mia sinistra, Tsu alla destra di Akito - rispettivamente ai due estremi. E le fidanzate di fronte a noi - giusto perch Aya potesse osservare maniacalmente ogni dettaglio della cena. E magari anche Fuka.
Sospirai.
Grazie per linvito Matsui entr in scena in versione tornado, fidanzato al seguito - e a dirla tutta ero tanto distratta da non aver sentito nemmeno il campanello.
Era linizio dei giochi.
Sana, accidenti che faccia constat, avanzando verso il tavolo.
Un fantastico inizio dei giochi.
E quindi mi sono detta.. Perch non accettare? Insomma, sar un programma un po noioso ma comunque ben pagato. Non che me ne intenda di calcio, ma se non altro mi impegna solo due ore al giorno. Sana, tu che ne pensi?
Fuka era un vero mito. Voglio dire, doveva aver qualcosa di strano nel patrimonio genetico, altrimenti non si poteva spiegare come riuscisse a dire cos tante cose in cos poco tempo. Da emicrania, veramente.
Sana, ma mi ascolti? ripet.
Non le badai, continuando a fissare il mio piatto.
Kurata quella voce, invece, era impossibile da escludere - inoltre il sarcasmo di cui era intrisa avrebbe svegliato chiunque la terra ti chiama. Rispondi.
Non riuscii a bloccare il sopracciglio destro, che scatt verso lalto. Mi voltai stizzita - soprattutto perch, nonostante le ore sul pianerottolo, il suo detestabile tono non era cambiato di una virgola - e decisi di rispondere per le rime.
Hayama, ma vai a qu-
Oh, siete sempre i soliti! mi interruppe Fuka, poggiando le bacchette sopra al tovagliolo.
Deglutii vistosamente - e di sicuro anche qualcun altro doveva aver colto una nuova interpretazione a quellesclamazione.
Mi versai un bicchiere dacqua per autoconvincermi a non rispondere Oh Fuka, oggi non sai quanto hai ragione .
Dicevi? presi le redini del discorso, fingendo interesse, dopo aver bevuto un sorso. Ma Fuka gi non mi guardava pi.
Akito si sporse un po verso di lui certo che anche tu hai una faccia parecchio strana oggi
Mi star ammalando e si fiond sullennesima porzione di sushi.
Sospirai. Si prospettava una cena estremamente lunga.
Prestai attenzione, ci provai davvero. E, per quanto una parte del mio cervello rielaborasse tutte le possibili implicazioni dellormai definito caso-pianerottolo, ci riuscii.
Almeno fino al momento del dolce.
Avevo sempre adorato i Taiyaki , (*) soprattutto quelli al cioccolato. Era di certo una valanga di chilocalorie concentrata in uno stampo a forma di pesce, ma non ero il tipo da stupide paranoie per il cibo.
Il Taiyaki che stavo mangiando quella sera, per, mi sembr tremendamente insipido a confronto della mano sinistra di Hayama che, discretamente, si allung a sfiorare - lo sfiorare giusto , lunico possibile - le mie dita, sotto al tavolo.
Rabbrividii e lo guardai con la coda dellocchio - incredibile quanto quel semplice tocco riuscisse quasi ad essere elettrico , ed un istante dopo tremendamente naturale .
Perch la verit - era innegabile - le sue dita erano state intrecciate alle mie per tanti anni da essere divenute una sorta di costante della mia vita.
Qualcosa che per tanto tempo era stato essenziale - il dove, il quando e il chi erano superflui. Bastava quel suo gesto a rendermi sicura.
E incredibile quanto allo stesso tempo lui fosse imperscrutabile sotto la facciata di ventenne interessato al discorso sul marketing aperto da Takaishi.
Avrebbe potuto fare lattore, se solo avesse voluto - andiamo, non glielavrei mai permesso.
Il suo indice sfior il dorso della mia mano.
Lo sfior di nuovo.
Sana, non che mi passeresti lacqua?
Ancora una volta.
Kami, questa ragazza sorda
Risposi al contatto, con la coda dellocchio controllai Akito - fremeva - e nel campo visivo notai anche una Fuka borbottante sporgersi verso la fantomatica bottiglia dacqua e fermarsi .
Questa.. Questa poi solo la voce spezzata attir la mia attenzione.
Fuka, ancora allungata sul tavolo, guardava sbigottita lacqua di fronte a s.
Cio.
Sorrise - la quiete prima della tempesta. Ma io ancora non ne avevo idea.
Con la mano libera mi grattai la testa, confusa. Fuka iniziai toglimi una curiosit: che c di sconvolgente in una bottiglia dacqua?
Boccheggi, balbett e si strinse nelle spalle contemporaneamente. E non era affatto da lei.
Valutai in quanti secondi sarebbe tornata in s - e avrebbe ricominciato a parlare a raffica, quindi -; mi decisi per tre.
E ci azzeccai.
Sa-Sana poi ritrov la lucidit lacqua trasparente . Ci vedi attraverso, lo sai no?
Fino a prova contraria volevo risponderle, ma non mi lasci tempo.
..e io ci ho visto attraverso. Pensa che ho visto lultima cosa che credevo di vedere, la cosa per cui adesso tutti i presenti eccetto noi due lasceranno momentaneamente questa stanza!
Il resto della combriccola era tanto interdetto quanto me.
Cal un imbarazzante silenzio - come unica costante la mano di Akito nella mia.
allora? Siete tutti sordi stasera? Fuka aveva incrociato le braccia al petto.
Gesto tipico, che qualora abbinato al tono autoritario poteva significare solo lassenza di qualsiasi altro tipo di possibilit.
Aya, Tsu e Takaishi e alzarono subito, Akito allontan la mano dalla mia e li segu.
Tu e mi indic con lindice.
Mi ravvivai i capelli, sempre pi confusa - ma anche leggermente nervosa.
Io?
Oh, Sana. Potrei mettermi ad urlare. Forse meglio che raggiunga il terrazzo quanto prima. Mi sto trattenendo un sacco. gli occhi le brillavano sinistramente.
Okay, io non ero di certo scaltra. Ma lei non era di certo chiara.
Puoi.. Puoi parlare in modo normale ? azzardai, mentre lei si allontanava verso il suddetto terrazzo.
Sembrava accaldata.
Blocc tutti i muscoli del corpo. Sana, io ho visto . Ho visto le vostre mani, capisci? Kami. Non hai qualcosa di forte? Un liquore, che so. Mi devo riprendere e, se possibile, diventai esattamente come il muro: bianco e freddo.
Poi arrossii. No.. Non cominciare, ti prego.
Mi morsi il labbro inferiore Mi si era chiuso lo stomaco dalla vergogna - addio Taiyaki avanzato.
Sana, ho gi visualizzato i tuoi prossimi tre anni con Akito
La guardai nuovamente, la fiammella viva nei suoi occhi determinati. E dire che aveva bevuto solo un paio di bicchieri dacqua.
Fuka, frena! ero preoccupata. Decisamente preoccupata.
Il cantiere-Fuka era di nuovo in piena attivit, e viste le circostanze avrebbe persino potuto organizzare un matrimonio a sorpresa. Io, invece, non sapevo nemmeno che situazione avrei dovuto affrontare un paio di ore dopo, in camera con Hayama.
Sembrava di essere tornati ai tempi delle medie si sciolse nel suo miglior sorriso, che smorz la tensione e sciolse anche me.
Beh, almeno ti sei risparmiata la scena del pianerottolo. alzai le mani, esasperata Aya e Tsuyoshi devono ancora riprendersi.
La sua occhiata eloquente mi fece capire che il mattino successivo, prima di registrare alla radio, sarei stata decisamente occupata a raccontare ogni minimo dettaglio. (Fantastico, ennesimo pensiero da trasformare in insonnia. Perch non me nero stata zitta?)
E adesso sbatti fuori casa quelloca dei venerd. A calci in culo, possibilmente (**) Fuka era e restava il mio coraggio, era ormai risaputo. O per meglio dire il coraggio che a me mancava.
Fammi bere qualcosa di forte, Sana si massaggi le tempie con le dita E poi vedi di riprendertelo .
Forse, inconsciamente, lo decisi in quel momento - anche se ovviamente mi resi conto della direzione intrapresa solo quando ormai cero dentro fino al collo.
Coscienza e coraggio urlavano la stessa, unica parola.
E quando coscienza - testa - e coraggio - cuore - sono dello stesso avviso..
Mi ritrovai a sorridere allaffermazione di Fuka, cercando quel qualcosa di forte che in casa non avevo.
E poi annuii .
__________________________________________________________ (*) QUESTI sono dei Taiyaki.
(**) Fuka non ancora a conoscenza delle novit sul fronte Keiko.