2.11: Home - first part
2.11: Home - first part
2.11 : Home: Where your heart is.
PART ONE.
Mi sentivo una bambina.
Oh, non solo : mi sentivo una bambina, avevo le mani che tremavano e il cuore che mi batteva furiosamente in gola . Non sapevo cosaspettarmi n con cosa avrei dovuto fare i conti, una volta aperta la porta e incrociato lo sguardo del mio coinquilino. Cos tergiversavo, aiutando Tsuyoshi a sistemare.
Aya era sotto la doccia, nel frattempo, ed Akito recluso nella nostra stanza. Ovviamente.
Dopo luscita di scena di Fuka - assolutamente non in sordina - limbarazzo si era quasi moltiplicato, se possibile.
Il primo quarto dora era stato riempito dagli interrogatori: che ti ha detto Fuka? Che cosha visto? E successo qualcosa?
Una frase dopo laltra, insomma, sparata da due mitra (che per loccasione erano le bocche di Tsuyoshi e della sua ragazza.)
Hayama arrossendo - ma non ne ero sicura - si era defilato, io mi ero cucita la bocca dopo aver sparato la balla del secolo. Oh. Doveva parlarmi di Nao, ha visto.. Ha visto un certo articolo sul giornale...
Di certo non mi avevano creduto, ma non ci avevo fatto caso - ero troppo occupata con la mia dose quotidiana di paranoie: altri cinque minuti se nerano andati sperando con tutto il cuore che Akito non avesse ascoltato la mia uscita su Kamura.
Si sarebbe arrabbiato . E per inciso, gi non era una passeggiata parlarci quando verteva in condizioni normali - mutismo, allusioni e tutto il resto - figuriamoci quando era anche irritato.
Vai pure, faccio io la voce gentile di Tsuyoshi mi risvegli dal marasma di pensieri che mi era esploso in testa.
Solo in quel momento mi resi conto di quanto dovessi apparire assorta: ero l, accanto a lui che si dava da fare nel lavaggio dei piatti e... Stavo asciugando la stessa stoviglia da chiss quanti minuti ormai.
No, no, figurati scossi la testa. Attraversare il corridoio ed affrontare lignoto era il mio ultimo desiderio.
Si volt, sorridente.
Sai, non ho ancora avuto occasione di dirtelo. Sono davvero contento e mi spiazz.
Tsu era buono - lo confermai in quel momento.
Appoggiai lo straccio sul piano, leggermente a disagio. Quel suo modo semplice e sincero di dire le cose - e dirle davvero , senza troppi fronzoli che rischiavano soltanto di creare attrito - riusciva a lasciarmi a bocca aperta anno dopo anno. O, per la precisione, giorno dopo giorno.
Non finivo mai di stupirmene: Tsuyoshi, limpacciato, timido e costante Tsuyoshi, pur patteggiando a volte per lala y (*) , era un vero amico.
Sentii gli occhi bruciare per un secondo; ripresi lo straccio e continuai ad asciugare.
Beh.. Grazie. Ma non so nemmeno io cosabbia significato quella.. Quella.. sospirai, incapace di dare un nome alla scena del pianerottolo cosa che avete visto. Non ne abbiamo parlato
Annu. Lo so. Ma prima o poi arriver il momento del confronto, no? E il motivo per cui te lo ripeto: vai di l, Sana. Finisco io qui.
Ma notai che la voce mi tremava da matti, cos abbassai il tono fino a bisbigliare, quasi, nel tentativo di camuffarla esattamente quello il problema. Io.. Non so cosa aspettarmi.
Mi sentii improvvisamente pi leggera. Avevo condiviso i miei timori con una persona che - ne ero certa - li avrebbe presi seriamente in considerazione, e non derisi come magari, scherzando, spesso capitava con Fuka.
Fuka che comunque li prendeva in considerazione, non cera dubbio. Solo dopo aver detto la sua, per.
Erano due generi di amici diversi tra loro, eppure entrambi essenziali per farmi sentire sempre a posto, a casa , anche quando non cero.
Poi sorrise. Beh, siete in due.
Mi morsi il labbro, stringendo forte la stoffa tra le dita. Mi sentii per un attimo terribilmente egoista: in fondo tutte le mie insicurezze le stava vivendo anche Hayama, chiuso in camera nel buio della sua testa, conoscendolo.
E.. stavolta fu il turno di Tsu: abbass il tono ma notai distintamente il timbro tremante nella sua voce Credimi, - non lavrei mai messo in dubbio comunque - perch Akito quellespressione lha avuta in faccia solo tre volte.
***
Se allinizio lagitazione si era palesata solo attraverso quel leggero tremolio delle dita, quando abbassai la maniglia imponendomi di fare il minor rumore possibile stavo tremando come una foglia. Letteralmente - da testa a piedi.
Ed era assurdo da dire, ma la sensazione che mi pungeva dritta lo stomaco, senza piet, era esattamente quella che avevo provato il giorno in cui io ed Hayama ci eravamo lasciati.
Il... Sapere che ci sarebbe stato, ma il non sapere come .
Di certo, non pi come prima .
Allepoca era stato un allontanamento, in quel preciso istante era la possibilit che i centimetri di distanza si accorciassero fino a diventare millimetri. O fino a non esistere davvero pi.
Incerta sul da farsi, mi schiarii la gola, ed Akito alz gli occhi verso di me.
Era proprio come lavevo immaginato: seduto sul letto con la schiena appoggiata alla testiera, gli occhi aperti ma assenti. E la maglia col logo della palestra in cui lavorava - che aveva preso il vizio di usare esclusivamente come pigiama.
Sei... Sei rimasto sveglio chiusi la porta dietro di me.
Gi monosillabico, lapidario, teso .
Cercai di sorridere.
E allora ci siamo, eh? cominciai.
Spalanc le iridi ambrate, e tent subito dopo di ricomporsi. Kurata. Non questa frase. (**)
Mi morsi la lingua - non sarei cambiata mai, mai, mai - e mentre cercavo una qualsiasi scusa mi resi conto di quanto quella frase, invece, sintonasse col mio stato danimo.
Cos optai per la verit, senza fronzoli. Pura, semplice e disarmante verit. Come Tsu.
Invece la pi adatta per come mi sento ora
Continuava a fissarmi, immobile, e mi fece una tenerezza tremenda. Incredibile come le parole di Tsuyoshi mi stessero condizionando la serata - e me la stessero condizionando in meglio .
Vedi aveva detto Tsu non ci vuole molto per capire Akito. E come se avesse una corazza, intorno. Con quella lui si sempre difeso. Quella corazza ha sempre escluso il resto dal suo mondo. Quello sicuro, quello essenziale. Poi, Sana, sei arrivata tu. E glielhai strappata di dosso, quella corazza, quasi fino a farlo sanguinare. Pi lui cercava di allontanarti pi tu non ti davi per vinta. Te lhanno sempre detto tutti che eri una bambina piuttosto testarda, no? Ecco. Ma piuttosto, considera la corazza come una parte di lui. Rende meglio il concetto, perch Akito di quella muraglia non si liberer mai. Tu sei riuscita ad entrare nel suo mondo, quello sicuro, quello essenziale. Il resto rimasto fuori, ma tu ceri Sana, e si vedeva. Era pi tranquillo - era pi felice . Quando.. e la voce gli era vibrata, gli era vibrata terribilmente.
E a me era vibrato il cuore, perch sapevo cosa stava per arrivare.
La prima volta che ha fatto quella faccia stato quando ti sei ammalata. Ecco, era lespressione che ha chi si ritrova improvvisamente senza la terra sotto ai piedi. Tu eri debole, non riuscivi a badare a lui comeri solita fare. Era come se gli avessi strappato di nuovo a sangue la corazza per uscire dal suo mondo.
Il mio sentimento per lui era amore adolescenziale e amore materno; con.. Con la malattia ho perso quella maternit e sviluppato unicamente il desiderio di essere sostenuta a mia volta avevo ripetuto, quasi in trance, un passo del libro del dottor Iwasaki che per ovvi motivi non avrei dimenticato mai. (***)
Esattamente. Nel momento in cui tu ti sei sentita completamente spiazzata ti sei ammalata. E lui.. Lui ha fatto quella faccia. Sono modi di reagire.
E la seconda? mi aspettavo dicesse quando vi siete lasciati.
Allaeroporto, un attimo prima di partire. Era sereno, tu eri guarita, ma.. Come puoi chiedere a un ragazzino di tredici anni di essere forte di fronte alla prospettiva di tre anni in America? Di fronte allottanta percento di possibilit che al suo ritorno sia tutto irrimediabilmente cambiato? E umanamente impossibile. aveva alzato di pi la voce, sicuro.
Ero sorpresa. Non cambiato niente, in quel periodo. Quando tornato le cose erano rimaste esattamente come tre anni prima.
E il motivo per cui sono contento per voi. Perch vedi, anche prima.. Per voi passa il tempo ma come se non passasse mai. Ogni separazione.. Poi non conta pi si era guardato le mani per un istante Non so come spiegartelo. E come se voi foste legati . A prescindere dal tempo, dallo spazio.. E una cosa bellissima
E' come se restasse comunque nella mia orbita (****)
Aveva sorriso. S.
Mi ero sentita improvvisamente un macigno sul cuore. Erano parole importanti, quelle, erano parole vere .
Probabilmente erano anche concetti a cui sarei potuta arrivare da sola, se solo avessi abbandonato quella folle paura che mi attanagliava lo stomaco. Paura di rimettersi in gioco e poi accorgersi che non esiste pi, quel gioco. Poi avevo ripreso lucidit, curiosa.
Ma allora quella faccia avevo mimato malamente due virgolette lha fatta per quattro volte. Non tre.
Tsuyoshi aveva scosso la testa, convinto. Aveva gi capito a cosa stavo mirando.
Te lho appena detto. Voi siete legati . Non bastano n una separazione di tre anni per motivi di salute n una di un anno perch.. Perch vi condizioniate lun laltra credendo di non essere abbastanza a tal punto da farvi lasciare No lavevo interrotto, convinta noi ci siamo lasciati
Se vi foste lasciati dubito che vi avrei beccati sul pianerottolo a-
Vai avanti ero arrossita, inducendolo a tralasciare.
Cominciava a divertirsi.
Voglio dire, come se foste rimasti in stand-by, pi o meno. Adesso avete fatto il passo, no?
Direi
E quellanno passato.. Uno nellorbita dellaltro, come dici tu, ma non come prima, quello che fa tremare te e stampa in faccia a lui quellespressione. Perch a dispetto di tutto avete vissuto in stand-by, ma avete vissuto . Non una cosa da poco. Vi servito a capire che la strada giusta era riavvicinarvi, e se adesso.. Se adesso siete tanto stupidi da buttare tutto allaria, la volta che vi lasciate sul serio .
Tsuyoshi aveva ragione. Non cera altro da aggiungere.
E immagino che a tutto questo tu ci sia arrivato da solo avevo sorriso, sollevata dallidea che i discorsi importanti fossero finiti. Avevo un disperato bisogno di riflettere, ma non ne avevo materialmente tempo.
Immagini correttamente
Altro sorriso.
Ma e mi ero sentita in colpa. Non avrei dovuto chiedere a Tsuyoshi, ma ad Akito.
S?
Quando sono rimasta fuori con Aya, lui.. Lui che ti ha detto?
Ma tanto Hayama non me lavrebbe confessato mai.
Gli ho chiesto cosa significasse quel bacio, e..
E? pendevo dalle sue labbra. Sapere quei dettagli rendeva limminente futuro un po meno spaventoso ed incerto.
Fortunatamente per me non considerava quelle notizie come un piccolo tradimento, e mi aveva risposto ridendo: Dimmi una reazione da Akito
Oh. Di l le cose si sarebbero certamente messe male, ne ero certa.
Una frase tipica incalzava, allegro.
Le frasi tipiche di Hayama sono lassenza ingiustificata di parole o il suo non mi dispiace
Non lo so, ma comunque non mi dispiace. e mi aveva lasciata da sola in cucina, andando a raggiungere Aya.
Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo confessai, tornando al presente e stringendomi nelle spalle di un anno, per lesattezza. Il giorno in cui entrambi sapevamo cosa ci stavamo lasciando alle spalle ma non cosa avremmo dovuto affrontare
Solo che stavolta si presume che la frase abbia una connotazione positiva incroci le braccia.
Evitai di rispondere e mi morsi un labbro. Ascoltare Hayama esprimersi con frasi complesse mi aveva sempre causato incontrollabili attacchi di risa. Cos, allimprovviso.
E risi ancora.
In fondo non era la prima volta che mi capitava: quante pessime figure, accumulate in diciannove anni, quante risate fuori luogo giusto per il gusto di ridere.
Sembr offendersi, ed io mi tappai la bocca per non scocciarlo ancor di pi.
Adesso riprendiamo anche con le vecchie abitudini comment ironico, concedendosi una lieve smorfia.
Ringraziai mentalmente i Kami per aver smorzato la tensione.
Scusa. Sai che quando articoli certe frasi..
Articolate?! sugger, esasperato.
..esattamente, scoppio a ridere. E sempre stato cos
Le stesse vecchie abitudini, come se un anno fosse passato per niente. Proprio come diceva Tsu.
Ricordo. Ma non di questo che sentivo la mancanza si lasci sfuggire, lanciando una frase volutamente allusiva.
Hayama, dalla tua precedente frase si evince che avvertivi la mancanza di qualcosa. Ebbene, posso sapere cosa? cercai di darmi un tono, mentre gesticolavo scenograficamente.
Strano come mi riuscisse naturale scherzare. Stavamo parlando di cose serie , per la miseria!
S copr la fronte con una mano. Devo dire a Tsuyoshi di fare attenzione alla concorrenza. Questa faceva molto da avvocato
Guardi troppi film lo apostrofai, ben sapendo di averla appena sparata grossa.
Sicuramente annu sarcastico questo dimostra quanto poco mi conosci
E la provocazione colp in pieno.
Il sorriso mi si spense nelle labbra. Avanzai fino al mio letto, mi ci stesi ed abbracciai il cuscino.
Non vero commentai secca, guardandolo dritto in faccia.
Cal il silenzio.
Lo so
Spostai lo sguardo sulla piega del lenzuolo.
Hayama?
Che c?
Inspirai e presi coraggio: Penso che dovremmo parlarne.
Sospir. Va bene
Fui travolta da unondata dirritazione. Dannazione, era impossibile. Era un muro, quel ragazzo era un muro - anche un mulo , con quel suo solito muso ...
A qualsiasi velocit avessi guidato, non sarei mai riuscita a sfondare la parete. Era cemento armato, o addirittura qualcosa di pi resistente, forse.
Sempre collaborativo, mi raccomando inveii, liberandomi del cuscino per tirarglielo in faccia.
Gi. In realt ti conosco talmente bene da sapere persino quali sono le frasi che ti fanno perdere le staffe. E Sana, la tua espressione ogni volta che te le dico impagabile. comment, afferrando il cuscino che gli avevo prontamente tirato addosso.
Mi alzai in piedi, sperando che grazie alla tanto rinomata forza di gravit la rabbia potesse in qualche modo scendere ed impossessarsi del corpo dellinquilino dellappartamento sottostante. Non era possibile.
Laveva sempre fatto apposta.
Razza di c-
Ricominciamo con le offese, Kurata? si alz anche lui, sempre il mio cuscino tra le mani, venti inutili centimetri a dividerci.
Boccheggiai, alla ricerca di una buona risposta.
Risposta che non trovai, cos mi affidai al repertorio, concludendo, nel dettaglio, anche la frase precedentemente interrotta: Cretino
Lo sibilai apertamente, socchiudendo gli occhi.
Mi porse il cuscino, lapidario - ed iniziai a preoccuparmi, in fondo. Magari si era offeso sul serio.
Un cretino gentile chiar, mentre si allungava per prendere il suo guanciale A cui piacciono le battaglie ad armi pari
E poi mi colp.
Non per dire, ma essere presa a cuscinate da Akito Hayama non rientrava nelle mie priorit. Vivevo benissimo senza, oltretutto considerando che rischiava di diventare un vizio. Gi la seconda volta solo nellarco di tempo trascorso ad Osaka - soprassedendo le innumerevoli cuscinate allepoca in cui stavamo insieme. Ma quelle volendo potevano essere scalate dalla lista, dato che i motivi erano certamente ed unicamente scherzosi.
Spalancai la bocca - lui nel frattempo aspettava la mia prossima mossa, col cuscino appoggiato sulla spalla quasi fosse un fucile.
Mirava dritto al cuore?
E contrattaccai, continuando a riempirlo di insulti - forse anche quello stava diventando un vizio.
In breve tempo ci ritrovammo coperti di piume e ansanti, lui appoggiato alla pediera del mio letto ed io comodamente stesa al contrario.
In definitiva, i discorsoni erano andati a quel paese e la camera sembrava un pollaio.
Domani lo ripulisci tu questo schifo sillabai, concentrando la poca forza rimastami per allungare il braccio ed indicare i quattro metri per quattro zeppi di caos.
Lo sentii avanzare di qualche passo e poi scansarmi pi in l - quasi caddi dallaltro lato.
Si stese sul mio letto, di fianco a me.
Pelle contro pelle.
Scordatelo incroci le braccia dietro la testa.
Hai cominciato tu. Pulirai tu, e non voglio storie
Contaci e sullangolo destro della sua bocca spunt un ghigno.
Continuai a guardarlo - e a convincermi che no, non lo volevo assolutamente mordere, quel ghigno l a destra.
Apr soltanto un occhio, senza ombra di dubbio per accertarsi del mio livello di arrabbiatura.
Questa era una di quelle che ti facevano incazzare, se non sbaglio
E la tua strafottenza in genere, Hayama, di esempi ne puoi trovare a palate
Il ghigno si estese a met bocca.
Pensavo dicessi a bizzeffe e poi scoppiassi a ridere da sola.
Strabuzzai gli occhi, continuando a fissare il soffitto, il suo respiro accanto.
Cercando di arrabbiarmi come avrei fatto in normali condizioni.
Rido quando sei tu a parlare strano, non quando lo faccio io chiarii.
Oh, saresti perfettamente in grado anche di ridere da sola. Ti conosco.
Strinsi i pugni. Il mio cervello era diviso a met. La parte a sinistra, quella pi lontana da lui, mi consigliava di mantenere la calma. Ma la destra - oh, la destra - moriva dalla voglia di tirargli un pugno.
Stargli accanto mi rendeva violenta, era un problema da risolvere.
Inspirai, e lesse la mia indecisione interiore come unarrabbiatura.
Anche questa rientra nella categoria dei preparati per incazzatura , a quanto vedo
E il ghign prese la sua forma piena, contagiando anche langolo sinistro e spezzandomi il fiato.
Ne parli come se fosse un precotto da comprare al supermercato. Di grazia, li trovo al banco frigo? commentai, decidendo di voltargli le spalle, girandomi di lato.
Nemmeno rispose.
Pass un tempo interminabile, a mio avviso.
E il silenzio - stranamente - lo ruppe lui.
Dormi?
No
Perch ne ho unaltra, di frase cattiva. Ma sar buono, soltanto una parola.
Sbuffai. Dilla.
Solo allorecchio.
Mi obblig a ritornare con la schiena contro il materasso facendo presa sul mio fianco destro - la mia pelle leggermente scoperta era bollente o erano le sue mani ad essere ghiacciate? - e un attimo dopo era quasi completamente steso su di me, le mani ai lati della mia testa per non gravare col suo peso.
Gli occhi dritti nei miei - miele dentro cioccolato.
Probabilmente scollegai il cervello arrivati a quel punto.
Non vedevo alternative, dal momento che pensare si sarebbe comunque rivelato impossibile, in quelle condizioni.
Lo vidi solo abbassarsi sul mio orecchio destro - e la sua sinistra scivolava tra i miei capelli?
Il respiro caldo.
Gallina
E prima che potessi reagire, offendermi, urlare, prima che potessi anche solo avvicinarmi alla pi vicina presa per ricollegare il cervello (ma la nostra stanza forse ne era sprovvista) mi ritrovai una delle tremila piume che invadevano lambiente davanti agli occhi.
Fluttuava in aria, scendendo pianissimo, fino ad adagiarsi sul mio collo.
Solo questione di secondi, comunque, prima che le labbra di Hayama la sostituissero - e notai che non cera poi tanta differenza, il tocco era meravigliosamente simile.
Inizi la sua scalata, piano, risalendo il mento fino ad incrociare le mie labbra inermi che, poco ma sicuro, non si sarebbero mai e poi mai sottratte a quel contatto.
Chiusi gli occhi ma appuntai mentalmente: chiarire al pi presto se la gallina , come diceva lui, poteva svolazzare liberamente o aveva un'aia recintata dal suo proprietario .
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(*) da 1.41 Chain, first part.
(**) da 1.32 Breathless, second part.
(***) ho scritto Iwasaki poich non riesco a trovare il carattere della prima lettera del nome del dottore che cur Sana e scrisse un libro sul suo rapporto con Hayama nel manga 10. In caso qualcuno lavesse per chiss quale motivo tra le mani, se riuscisse a scrivermelo in modo che io lo possa copia-incollare mi farebbe davvero un gran favore.
(****) da 1.62 Decode, second part .
SPOILER 2.12: Home, second part.
Sana. Sar sincero: ti infili troppo spesso nel mio letto
Continui a ripeterlo
Ma tu continui a farlo!
[]
Hayama! Se proprio la cosa ti disturba, diamo un taglio originale alla faccenda e vieni tu a dormire da me