2.21: Centimetre - first part
2.21: Centimetre - first part
2.21: Centimetre: unit of lenght equal to0.01 of a metre.
PARTONE.
Non Non detto che sia-
Pu essere quel che vuole mi strinsi nellespalle, fuggendo gli sguardi apprensivi dei miei amici.
Mi pulsava una venasulla tempia destra, e sperai con tutto il cuore che, se proprio dovevatrattarsi di qualche genere di sintomo, preannunciasse una morteimminente ed indolore. Meglio quella che unorribile fine ingattabuia per aver assassinato Akito Hayama. E probabilmente anche lasua amica Keiko, sempre che amicizia fosse, la loro.
Kurata,primo indizio
Chiusi gli occhi. Alt, alt, alt. Ho fatto un certo pensierino sul togliere dimezzo qualcuno, quindi non parlarmi di indizi o liassocer veramente ad un omicidio.
Cercai di sorridere Mi ci vedete nei panni della pluriomicida?
Non ero divertente, esoprattutto non mi stavo divertendo per niente. Scoccaiunocchiata che, ne ero certa, avrebbe infiammato la schienadi Hayama fuori dalla porta, sul pianerottolo. E magari anche certi airbag .
Oh, Kami.Sono patetica mormorai infine, abbandonandomi sulla primasedia vuota.
E valutai seaggiungere alla black-list anche Den, la cui espressione ilare mi davaassolutamente sui nervi.
Sollevai entrambe lesopracciglia.
Scusa,scusa pose le mani avanti a s che sei incredibile. Ci sei dentro fino al collo, Sana, mati mai passata questa Questa cosa che provi perlui? Comunque lassassinio il delitto passionaleper antonomasia.
Sota rise. Non so se sperare che rientri in fretta o meno. Ora come ora potrestiveramente fargli del male, Sana, quindi non consigliabile.Ma aspettare fuori potrebbe persino farti infuriare di pi.Non una situazione carina.
Ma dai,Sota? Non lavrei mai detto. sbuffai.
Vivail sarcasmo.
Notai con la codadellocchio Tsu riempire un bicchiere dacqua; melo porse. Cerca di stare calma e valutali tutti , gli indizi,prima di far danni.
Accettai di buon gradolofferta ed ingurgitai qualche sorso, prima di incrociare lebraccia, pronta ad ascoltarlo. Sono tutta orecchi.
Partiamodallinizio: non so se hai notato la sua espressione, ma erasorpreso come tutti noi di vedere Keiko alla porta. Quindi di certo nonsapeva nulla del suo arrivo.
Oh, almeno questo.
E poidubito fortemente calc volutamente la parola chemetterebbe a rischio ci che sta ricostruendo con teper Lei.
Mi sentivounidiota - un passo avanti e dieci indietro.
Il tuoamico avvocato ha ragione. Den annu.
Osservailingresso. Molto spesso lavvocato del diavolo ,nel vero senso della parola.
Sana mi sentii afferrare dolcemente una spalla.
Mi voltai. Di certo non ne so quanto Tsuyoshi ed Aya, in fondo ci conosciamo damolto poco. Ma cerca di essere meno insicura. Si vede lontano un miglioche ha occhi solo per te, anche se cerca in tutti i modi di camuffarlo.Rilassati.
Sayuki mi guardavadallalto, gli occhioni sgranati e il sorriso tranquillo.Notai solo in quel momento quanto la sua natura, infondo, fosse similea quella di Aya.
Espirai.
Io vado afare una doccia. Voi Parlate, ecco. mi grattaila testa ma niente discorsi imbarazzanti.
Veramente meglio se andiamo. Siamo tutti stanchissimi, guarda Sotache faccia si ritrova. Sayu sisistem la borsa sulla spalla.
Ma nonsono stanco, e la faccia la stessa di ieri!
Ecco,appunto.
E nessunoche pensa alle mie, di esigenze! Den lo urlquasi, in faccia il finto sdegno per essere appena stato escluso daidiscorsi, con lunico risultato di far scoppiare tutti aridere.
Riuscii solo asollevare gli angoli della bocca.
Rimasi sulla porta chedava al corridoio ovest quando, dopo saluti e ringraziamenti, aprironoil portone dingresso per uscire.
Sota mimun ti telefono per raccontarti cosa vedo, Sayukigli tir uno scappellotto.
Parlerannotra poco, non ti intromettere lo apostrof.
Ecco, se non altroavrei parlato con lui. Volente o nolente.
***
Nemmeno la docciacalda e lo shampoo alla pesca riuscirono a farmi rilassare - loconstatai quando, abbassando la maniglia per entrare in camera,avvertii la totale tensione di ogni singolo muscolo.
La luce era accesa -Akito era rientrato.
Mi sistemai sul letto- il mio letto, ovviamente ,dandogli le spalle, ovviamente - ed iniziai a frizionare i capelli gocciolanti con un asciugamano; ilsilenzio o forse il gesto stesso mi irritarono, cos lasciaiperdere.
Sentii sospiraredietro la mia schiena.
Arrabbiata.
Deglutii.
Moltoacuto, mi congratulo.
Ammetteraiche anche tu da incazzata spari certe frase frasi ad effetto che-
Sta zitto lo interruppi e nonazzardarti a ridere.
Ai suoiordini. Quando ti passa avverti.
Annuii tra me e me,piegai maniacalmente lasciugamano e borbottai qualcheinsulto - non erano mai abbastanza -, il tutto contemporaneamente.
Sana?
Non risposi.
Kurata. e da domanda si era trasformata in affermazione.
Fantastico .
C qualcosa nel mio mutismo che ti giustifichi apensare che io abbia voglia di parlarne?
Segu ilsilenzio. Adesso ammetterai che parli strano.
Strinsispasmodicamente i pugni per trattenermi dal picchiarlo, o almenoprovarci.
Mi voltai alrallentatore e mi limitai a fulminarlo con lo sguardo. Buonanotte a te ed alla tua ironia fuori luogo.
Lintenzione,senza dubbio, era di alzare le coperte e nascondermici sotto, ponendofine a battute varie non richieste, ma allultimo non riusciia resistere: gli scoccai una nuova occhiataccia.
E lo ritrovail, nella stessa posa che nella mia mente ero sicura avrebbeassunto, con stampata in faccia la medesima espressione che gli avevoimmaginato addosso.
La realtmi colp come uno schiaffo in pieno viso - un meritatissimo schiaffo in pieno viso, tra laltro. Non serviva a nientescappare, tanto di lui non mi sarei liberata mai .
Probabilmente la suafunzione altro non era che restarsene l pertutto larco della mia vita a fissarmi e, soprattutto, afarmi saltare i nervi.
Nessunocera mai riuscito tanto bene quanto lui.
Valutai se dirglielo omeno, ma decisi di lasciar correre. O di posticipare.
E forseera una questione di presenza - di centimetri ,mai abbastanza da permettermi di voltare pagina.
Lui restava sempre ecomunque nella mia orbita ,lavevo ampiamente appurato.
Come se non bastasse,magari nella mia vita non ce nerano nemmeno, di pagine dascrivere, voltare e strappare in mille pezzi. Ce nera una,unica ed infinita, e sopra - ci avrei scommesso tutto - qualche gran genio ci avevascritto il suo nome. In rosso, a caratteri cubitali.
Ogni sforzo sarebbestato vano.
Oh, perfetto .
Mi staiascoltando?
Merda. Oltretuttostava pure parlando.
Cercai di darmi untono, nella speranza di sembrare anche solo in minima parte presente. A-ha.
Sempre lasolita.
Ripresi coscienza e loguardai, interrogativa. Hayama voleva parlare?
Lui era il tipo dipersona che lasciava che si creassero i malintesi, che faceva cadere idiscorsi e si rintanava nel suo mutismo.
Sgranai gli occhi elui annu, come se fosse arrivato alla mia stessaconclusione.
S, stasera sembra che la Terra giri al contrario: io stoparlando e tu te ne resti zitta.
Seppurdaccordo con lui, inarcai un sopracciglio. Sar che io ho i miei buoni motivi per non volerti parlare e tu sei sommerso daisensi di colpa perch, ed evidente ormai, haiqualcosa da nascondere?
Io non honulla da nascondere!
E Keiko venuta a chiederti il sale, immagino. bofonchiai.
Kurata,non che se-
Non devispiegarmi nulla. Non mintere-
Adessobasta interrompermi. Non hai fatto altro da quando sei entrata qui.
Tiinterrompo perch non mi va di ascoltarti. Voglio dormire,Hayama, cosa c di tanto difficile da capire? urlai, sbattendo i pugni sulle ginocchia.
Non mi andava. Era dicerto un comportamento infantile ed abbastanza sciocco, ma noncera altro da dire: per quanto mi ronzassero in testa lerassicurazioni di Sayuki, Tsuyoshi e gli altri, la sensazione di esseresoltanto unillusa si ostinava a restarmi appiccicata allapelle.
Ti staicomportando come una bambina! e le danze iniziaronoesattamente in quel momento, quando anche Akito prese ad urlare.
Ridussi gli occhi adue fessure. Sar perch forse ilmondo gira al contrario, quindi per stasera mi comporto come di solitofai tu? Spero tu riesca finalmente a capirequant irritante il tuo mutismo.
Invece di rispondermiper le rime si strinse nelle spalle: Va bene, te loconcedo: sono irritante, e per di pi mi diverto adirritarti. e mi spiazz.
Forse per merito dellasua sfacciata sincerit o del tono tranquillo con cui avevaproferito parola, allentai la stretta dei pugni e cercai di recuperarela calma.
Comportarsi da idiotinon serviva a nulla - tantonon me ne sarei liberata mai in nessun caso . Troppo tardi,ormai.
Lo sobene. e, se non altro, sperai che trovasse presto unsostituto a gallina, che ormai aveva raggiunto uncerto livello di anzianit.
Si grattla testa, alla ricerca delle parole adatte. Tornando un popi lui e un po meno me.
Sana Te la sei presa per nulla.
Oh,immagino.
Vedi diessere collaborativa, per piacere. Non sono bravo a dare spiegazioni, enon dire lo so. Potrebbe infastidirmi a morte. ammon.
Ma io lo so , Hayama.
E sai anche di essereterribilmente gelosa, di aver frainteso tutto e, che so, altre sedicicose poco carine sul tuo modo di fare?
Lasciai amezzaria il lembo di coperta che avevo afferrato soloqualche istante prima, interdetta: Quali altre sedici cose?
Si strinse nuovamentenelle spalle, si alz e mi raggiunse sul letto. A debitadistanza.
Fiss ilpavimento per mezzo minuto buono, poi espir.
Primo, seidisordinata. Ne ho abbastanza di trovare le tue magliette sottoal mio letto o i tuoi reggiseni nei miei cassetti.
Non potevo sentirmioffesa da una semplice constatazione: io ero disordinata, poco daaggiungere.
Uh, forsericordo qualcosa. mi finsi pensierosa.
Gli occhi doratientrarono nella mia visuale. Io ricordo le formiche. (*)
Eccocoserano. Se permetti mi metto comoda, mancano altrequindici Come le avevi chiamate? S, cose pococarine. e incrociai le gambe sul materasso, schiacciando laschiena sul poggiatesta.
Eravamo praticamenteuna di fronte allaltro, e non avevo nemmeno un miserocuscino a difendermi: li avevamo distrutti entrambi la sera precedente.
Numerodue: sei una ficcanaso.
Non assolutamente vero, sono solo curiosa! obiettai.
Ficcanasorende meglio. Sei testarda, smemorata, logorroica, inaffidabile,combini un sacco di casini, e soprattutto non sei in grado disistemarli.
Che cafone.Pi la lista si allungava, pi mi sentivo vibraredi rabbia. O era forse umiliazione? Lunica cosa poco carina eraservire su un piatto dargento tutti i miei difetti. Nonpotevo di certo negarli, ma questo non gli permetteva di elencarli comese stesse stilando una lista della spesa.
Abbassai lo sguardo.
Nove: seiinsicura. Hai anche paure infantili, gi.
Lumiliazionespodest del tutto la rabbia, e le mie guancesinfiammarono prima e bagnarono subito dopo.
Piangi? il suo tono era tranquillo, assolutamente calmo.
Come se stessimointrattenendo una conversazione qualsiasi.
Aldiavolo, Hayama! mi alzai di scatto, nascondendo il viso.Oltre al danno la beffa? Non star qui a far-
Ferma!Lasciami finire. mi blocc il polso sinistro, ungesto che mi riport indietro di parecchi anni.
Vivinellillusione che della gente ci si possa fidare, sei unagran credulona, nel novantanove percento dei casi parli senzariflettere e non riesci a fare un discorso lineare perchdivaghi un sacco. Nello stesso novantanove percento dei casi poi faidivagare anche me.
Cercai con tutte leforze di fermare il flusso di lacrime, per non dargli anche quellasoddisfazione. Senza riuscirci.
Se-Sei aquindici. Dato che ci siamo, perch non umiliarmi un altropo, svelando questo sedicesimo difetto? , tiraisu col naso ..Visto che ci siamo.
Seiparanoica. B, deriva dal fatto che sei insicura - anche senon lo ammetterai mai. Potrei metterci la mano sul fuoco, Sana, unsecondo dopo aver visto Keiko alla porta il tuo cervello avevagi tratto tutte le conclusioni possibili, e forse hastilato pure una serie di discorsi ipotetici che non avverranno mai.
Liberai il polso,stringendo nuovamente i pugni e dandogli definitivamente le spalle. An-Anche se fosse?
Haisbagliato tutto! mi sentii scuotere per le spalle, ma nonmi mossi di un millimetro.
Non locapisci? Ti fai solo male. Sei entrata qui e non volevi nemmeno parlareperch convinta di sapere gi tutto . Inrealt non ne hai capito niente, Sana! E nonperch tu non mi conosca come le tue tasche, soloperch sei dannatamente paranoica ed insicura!
Alloracercatene una che sia sicura di s! mi voltai.
E del trucco sfatto edei capelli appiccicati dalle lacrime e di cosa mi avrebbe visto degliocchi non mimportava niente .
Ma non lavoglio! Akito parlava solo urlando.
Se avesse avuto mezzemisure - se fosseriuscito a parlare con calma - le parole gli si sarebberoappiccicate in gola prima di trovare laria. Forselavevo sempre saputo.
Perch, puressendo paranoica ed insicura, lo conoscevo come le mie tasche.
Se non meglio.
Non Non lavoglio . Mi va bene trovare un giorno s elaltro pure i tuoi calzini spaiati nel cassetto delle miemagliette, mi va benissimo doverti accompagnare al supermercatoperch hai il senso dellorientamento di unaconfezione di sushi, doverti spiegare che non oro tuttoquello che luccica e cercare di tirare le conclusioni di un discorsoprima che tu inizi a parlare di criceti. Sono disposto anche a ripulirela cucina dopo uno dei tuoi disastri culinari, ma non Nonlascer che i tuoi filmini mentali rovinino tutto di nuovo .
Respira,e non tremare cos.
Perch successo anche quando ci siamo lasciati,no? Tu sapevi gi tutto. Tu ne eri gi convinta,che quel punto morto fosse insuperabile, eri sicura che fossimo sullastessa lunghezza donda. E ho fatto anche io la mia parte, dabravo stupido me ne sono rimasto zitto, pensando che la convinzione cheti leggevo in faccia fosse abbastanza da convincere anche me.Perch siamo due idioti, Kurata, perch iolho capito dopo che non ne eri sicura nemmeno tu, che dietroa quella bella facciata che ti sei montata per fare lattricec ancora la bambina che ha perso le espressionidal terrore di essere abbandonata. Io. Lho capito dopo .
Lultimacosa che sentii, prima di chiudere gli occhi e ricominciare a piangere,fu il suo abbraccio .
Come quando eravamobambini.
Come quando eravamoscappati, credendo di poter diventare adulti comportandoci come loro.
Come se il mondostesse davvero girando al contrario.
Non voglioripetere lo stesso errore. E scusa per averti fatta piangere. anche la sua voce era rotta.
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(*) ripresa da 1.21. Unaseconda color crema con stampa a formiche .
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