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1.12: War - second part

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1.12: War - second part

No, non un pesce d'Aprile: sto veramente aggiornando. Sono un po' in anticipo sulla tabella di marcia, lo so. Ma preferisco postare ora che magari ritrovarmi con l'acqua alla gola durante il week-end di Pasqua (e Pasquetta, pi ritorno a scuola), che gi lo so, sar tremendo. Con l'occasione auguro a tutti di passare un fantastico week-end pasquale.

E tra le righe il messaggio: se riesco a scrivere i capitoli cos in fretta il motivo c'. Siete voi . <3

1.12 War: a period of fighting or conflict between countries or states. (part two)

Il buio, a dir la verit, non mi era mai piaciuto.

E Akito lo sapeva bene. Anzi, lo sapeva benissimo, ed io ci avrei scommesso qualsiasi cosa che dietro a quei respiri calmi e regolari se la stava ridendo, silenziosamente, come un perfetto bastardo.

Non che avessi paura del buio... semplicemente, mi intimoriva. E per quanto un tempo fosse bastato il semplice respiro di Akito a tranquillizzarmi, le cose ormai erano inevitabilmente cambiate.

Mi rigirai un paio di volte nel letto, sbuffando.

Oltre a ci, il nervosismo post dichiarazione di guerra non conciliava affatto il sonno. Come diavolo si era permesso di chiedermi un favore del genere? Beh, non favore... Quella era un'imposizione bella e buona!

Sana, cortesemente , la smetti di rigirarti nel letto? Io ho tutta l'intenzione di dormire.

Soffocai un ringhio. Lo detestavo, lo detestavo, lo detestavo!

Scusa masticai, voltando le spalle alla sua parte di stanza, quasi a voler far calare un pesante sipario.

Era odioso, tremendamente odioso. In tutto quel che faceva.

Andiamo! A quale persona con un cervello mediamente funzionante sarebbe mai saltato in mente di chiedere alla propria ex fidanzata di alzare le tende perch il signorino aveva, diciamo, da fare?

Non...non normale!

Mi girai sull'altro fianco. Non avevo nemmeno la consolazione di un misero display di sveglia, dato che il principino, al contrario di me, amava il buio pi completo.

Kurata mi rimprover.

E che diamine! Colpa tua e del tuo adorato buio pesto! Lo sai, no?

Che a diciott'anni hai ancora paura del buio? S, lo so

Non ridere! perch era palese, che stava ridendo sotto ai baffi. Glielo sentivo nella voce. Maledetto. Ne ho quasi diciannove. E poi non ho paura

Ah, certo che no. Ho giusto un paio di esempi... non prosegu oltre.

Eppure mi era bastata quell'allusione, per ricordare a cosa si riferisse.

Ad anni di abbracci possessivi nel cuore della notte, ad esempio. O magari a quella stupida stellina fluorescente che avevo attaccato sul soffitto di camera sua, a Tokyo e che, non meno importante, lui aveva accettato di appendere. O forse ad entrambe le cose insieme .

Valutai lentamente quante cose fossero cambiate, e non riuscii a risparmiarmi un sorriso amaro. Strinsi il cuscino.

Io ci avevo creduto veramente.

Ma nonostante la dedizione e la speranza... mi ritrovavo chiusa in una camera troppo piccola per tutto l'imbarazzo che conteneva, e per quei due letti singoli che rappresentavano pi che mai la fine, sincera e senza via di scampo.

Ma forse era meglio cos. Il destino aveva programmi diversi per entrambi. Per, che peccato.

E per di pi, avrei dovuto davvero trovarmi un impegno fisso per il venerd sera.

Ci pensai su. La palestra, magari.

Scartai a priori l'idea. Non ne ero certa, ma mi sembrava alquanto improbabile che le palestre fossero aperte fino a, che so, l'una di notte.

Magari avrei davvero potuto andare da Fuka.

O magari avrei semplicemente fatto prima a cercarmi un fidanzato.

Al contrario di Akito, la mia vita sentimentale aveva smesso di ingranare nella maniera pi assoluta. Il mio problema non prendiamoci in giro, era un mio problema era che mi stancavo troppo presto. Orribilmente troppo presto, quasi il mio cuore non avesse esaurito l'amore.

Sana, che melodrammatica. Lanciai nell'oscurit un'occhiataccia verso quello l .

Sapere che l'amore si era estinto a causa sua rendeva il fatto pi spiacevole di quanto gi non fosse.

Mi consolai pensando che avevo avuto, almeno, la mia piccola rivincita dopo soli dodici secondi e mezzo: la sua espressione alla mia richiesta era stata davvero impagabile, non era riuscito a spiccicar parola e, cosa positiva, aveva le mani assolutamente legate. Se io dovevo togliere il disturbo avrebbe dovuto farlo anche lui, volente o nolente. Ah ah!

Tesi le orecchie: respirava ancora tranquillo. Che si fosse addormentato? Beato lui.

Provai sinceramente a tranquillizzarmi, optando per quell'esercizio che avevo letto in una rivista; bastava rilassare ad uno ad uno i muscoli del corpo, e prima o poi sarebbe dovuta arrivare la tanto attesa perdita di coscienza. Cominciai dalle gambe, ma ahim, l'operazione si rivel pi ardua del previsto, cos ci rinunciai.

Con calcolata lentezza scesi dal letto e, pregando i Kami che la moquette non scricchiolasse sotto ai miei piedi, riuscii a raggiungere la porta, che mi chiusi velocemente alle spalle.

E fui esageratamente felice di trovare le luci ancora accese .

Presi un bicchiere dal tavolo e lo riempii d'acqua fino all'orlo.

Sana, sei tu! Sugita era sul divano con un pesante libro davanti; non l'avevo notata.

S, avevo sete

Mi fissava interrogativa dallo schienale del divano in pelle.

E' davvero cos tanto difficile , questa situazione? calc volutamentela parola.

Trangugiai l'acqua in un solo sorso e mi preparai a spiegare, anche una tarda come me aveva capito a cosa si riferisse con questa situazione.

Beh cominciai Non di certo una passeggiata. E il pi delle volte anche imbarazzante, che tu e Tsuyoshi ci crediate o meno

La raggiunsi sul sof, sedendomi all'altro capo.

Lei chiuse il libro, sospirando. Mi dispiace. Dovevamo cercare qualcosa di pi grande

Ma nella mia testa pi spazio significava affitto pi alto, e di certo non ce lo potevamo permettere: per quanto fossimo stati tutti cos fortunati da trovare anche un lavoro, l'universit costava parecchio.

Le sfiorai una spalla, coperta da un pesante maglione rosa. Il suo pigiamone preferito. E provai l'irrefrenabile bisogno di rassicurare la mia piccola Sugita.

Non dire scemenze. Una casa pi grande costa di pi. E tanto io e Akito avremmo trovato comunque il modo per litigare, stanne certa terminai in una smorfia.

Ed era la verit. Per quanto mi costasse ammetterlo, la stanza in comune era solo la goccia , dietro c'era un vaso intero colmo d'acqua. Tanto per restare in tema , osservai guardando il bicchiere ormai vuoto che tenevo tra le mani.

Certo che siete due teste dure

Mi finsi colpita dall'affermazione. Ehi! Offendi lui e basta, grazie!

E scoppiammo a ridere, abbracciandoci.

Oltretutto tornai seria stamane mi ha svegliata con una doccia ghiacciata. Come se non fosse gi abbastanza gelido di suo

Aya alz gli occhi al soffitto e appoggi il mento sulle ginocchia, senza guardarmi. Non cambierete mai

Ero d'accordo.

Sana, posso dirti una cosa? azzard, guardandomi di scorcio. Era imbarazzata.

Annuii.

Non ti nascondo che in parte io e Tsuyoshi speravamo che questa convivenza forzata vi avrebbe riavvicinati. E mi dispiace che non sia cos

Fu il mio turno di evitare il suo sguardo indagatore.

Lo sapevo, che ci avevano sperato, per quanto sia io che Hayama da un anno continuassimo a ripetere che non saremmo mai pi tornati insieme.

Siamo troppo testardi per tornare indietro, e poi meglio cos.

Ci pens per un attimo. Ma lo dici perch sei abituata a dirtelo, o perch lo pensi realmente? mi si avvicin, curiosa.

Aya, vieni a dormire? ci interruppe, per fortuna, Tsuyoshi.

Dai, a nanna! Continueremo il discorso un'altra volta mi congedai rapidamente io, alzandomi dal divano.

Appoggiai il bicchiere sul tavolo e augurai ad entrambi la buonanotte.

Ero sinceramente tentata di dormire sul divano, il led rosso del televisore e una possibile lampada accesa erano davvero allettanti, ma mi costrinsi a ritornare in camera.

Chiusi piano la porta, regolando il mio respiro su quello calmo di Akito e sempre con la massima cautela arrancai a tentoni fino al mio letto.

Mi strinsi nelle coperte e chiusi ermeticamente gli occhi.

Ero davvero grata a Tsuyoshi per averci interrotte, a quella domanda non avrei proprio saputo cosa rispondere.

Non sapevo effettivamente perch fosse meglio cos. Era e basta.

Ah, Aya si faceva troppe domande e troppi problemi.

Affondai la testa nel cuscino. Dannazione, non riuscivo a dormire, e l'indomani sarei dovuta andare alla radio con Fuka, motivo per il quale non potevo permettermi di certo un atteggiamento da sonnambula. Dovevamo aiutare le persone, per la miseria! Una conduttrice semi addormentata non era il massimo.

E fu proprio nel cuore della notte, chiss quando, che mi disfai delle coperte e con attenzione raggiunsi il letto di Hayama, facendomi un po' di spazio.

Mi infilai meglio sotto alle sue lenzuola e mi resi conto di non essere per niente imbarazzata, quando le sue braccia mi accolsero involontariamente, stringendomi a lui.

Dopotutto, lui dormiva, ed io ero l solo perch avevo la necessit di almeno quattro ore di riposo.

Sospirai pi tranquilla. Quel fottuto donnaiolo con cui ero in guerra mi conciliava il sonno, decisamente.

***

Kami! Non ci credo che ti abbia chiesto una cosa del genere! sbott la mattina successiva Fuka, dopo che le ebbi raccontato le vicende.

Fuka viveva con il suo ragazzo Takaishi in un appartamento dall'altra parte della citt. La distanza mi dispiaceva, ma la potevo tranquillamente raggiungere in tram e in ogni caso l'avrei rivista un giorno s e un giorno no allo studio di registrazione. Lei non studiava pi, e aveva tutta l'intenzione di aprire un locale, motivo per cui, oltre al nostro programma, ne registrava un altro paio di tipo musicale una top 20 e un non ricordo assolutamente cosa .

S ingoiai l'irritazione insieme ad uno snack che avevo preso cinque minuti prima alle macchinette automatiche ma l'ho ripagato con la stessa moneta!

Cosa gli hai detto? strabuzz quasi gli occhi, in preda alla curiosit.

Mi dondolai sulla sedia girevole e con aria di sufficienza spiegai: L'ho gentilmente costretto a levarsi dai piedi il sabato sera

Mi strinsi nelle spalle, e lei sorrise.

Nuova fiamma, Kurata? ammicc.

Oh, no davvero. Ma lasciamogli credere che sar impegnata a fare chiss che, mentre in realt mi guster un bel film e una porzione maxi di popcorn!

Ben gli sta! Cos vede che s' fatto scappare!

La mia amica, al contrario di Tsuyoshi ed Aya, non sperava pi che io ed Akito tornassimo insieme. Era invece fermamente convinta che ci fossimo lasciati per colpa sua, e non perdeva occasione per rifilarmi frasi del genere, quasi fossero una consolazione per il mio del tutto ipoteticamente cuore spezzato.

E detto fra noi, non sapevo quale reazione fosse peggiore, tra le due. Come si suol dire, stavo tra l' incudine e il martello .

In pi, il giorno successivo si prospettava come un fantastico... venerd .

Comunque prosegu, nel tempo nemmeno lei era cambiata, la parlantina di certo non l'aveva persa domani se vuoi puoi venire a trovarmi. Obbligher Takaishi ad uscire con i suoi amici

Ma no mi sentii colpevole Non serve. Trover qualcosa da fare, sta tranquilla...

Kurata, diamine, ci vivo insieme! Se passiamo una sera divisi non c' davvero nessun problema! Cos mi dici anche che te ne pare dell'appartamento

Sospirai. Oh, e va bene. Ma sicura che non sia un distubo?

Mi sentivo un po' un peso, ma davvero non vedevo alternative.

Fuka sbuff sonoramente. Sana, eddai! Ho detto che va bene, anzi, ti ho invitata io... non farti problemi, assolutamente e sorrise.

Alzai le braccia in segno di sconfitta. Okay, okay, domani sera alle otto e tre quarti sono da te

Ma Kurata, non mi hai detto... come ha reagito stamattina quando ti ha trovata nel suo letto? continu il suo interrogatorio profondamente divertita.

Arrossii al ricordo. Era stata una scena davvero imbarazzante. Non solo perch mi trovavo nel suo letto, ma soprattutto perch si era svegliato prima di me e mi aveva trovata nel suo letto.

E si era solo limitato a dire Kurata, hai dieci secondi per allontanarti di minimo tre metri.

S, per la seconda mattina consecutiva ero proprio stata svegliata con dolcezza .

Che fortuna.