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1.61: Decode - first part

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1.61: Decode - first part

1.61 : Decode: to understand the meaning or the implications of something not obvious.

PART ONE.

Piani di evacuazione in casa Hayama, Kurata, Sasaki, Sugita: Akito, il mio tanto aitante quanto deficiente ex fidanzato, era indeciso se uscire dalla porta dingresso prima o dopo larrivo di Naozumi.

E la sua faccia la diceva piuttosto lunga: sempre il solito muro - sempre il solito mulo , sempre il solito muso - reso stavolta decifrabile dallenorme dicitura non so come potrei reagire.

E, per una volta, lungi da me il contraddirlo.

La sua teoria - che ovviamente non intendeva comunicarmi (troppo avvilente, un uomo non si abbassa a condividere i suoi dubbi, oh no - sarcasmo stava diventando il mio secondo nome) - aveva come obiettivo il non-vedere-Kamura .

Prima opzione: uscire prima. Rischio: possibilit di incontro sul pianerottolo di uno dei quattro piani che ci elevavano da terra.

Rabbrividii alla prospettiva.

Seconda - ed ultima - opzione: rintanarsi in camera ed uscire successivamente allarrivo del mio amico. Possibilmente - assolutamente! - una volta terminati i convenevoli e passati alla fase caff. Con possibilit di non-incontro allingresso.

Tamburellai con le dita sul mio avambraccio sinistro, mordendomi un labbro per soffocare una risata.

Gi non mi parlava, se lavessi preso in giro avrei rischiato una morte precoce e vagamente dolorosa.

(Rabbrividii nuovamente, ma listinto di ridere non si plac.)

Vedere Akito Hayama impalato di fronte alla porta, a crogiolarsi nella ricerca del male minore (la possibilit meno-peggio) non aveva prezzo.

E limpagabile stava nellintuire che nel suo cervello il dubbio si prospettasse come un gli spacco la testa ora, o gliela spacco dopo?.

Megalomania.

Il tutto camuffato in unapparente tranquillit.

Tremendamente orgoglioso - ah, fatti tutti con lo stampino, gli uomini. (*)

Ne hai ancora per molto? mormorai divertita.

Si gir di scatto, fulminandomi.

E se volessi salutare Nao ? . Detto in tono disinteressato e monocorde.

Sbuffai. E gi la seconda volta che mi prendi in giro, direi che ora di trovare un diversivo tergiversai, alludendo a quel suo patetico accenno di confidenza dovuto al Nao.

Non ti prendo in giro

Ah, certo che no scossi la testa.

Lui continu ad ignorarmi - peraltro era ci che meglio gli riusciva. Ed era irritante.

Apr la porta.

Dubiti di me? Sono Nao, io. (**)

E spar.

Akito non mai stato un tipo loquace, n ironico. Di certo gliela doveva aver suggerita Gomi, questa.

E - ci avrei scommesso tutto - se la rigirava in testa gi da chiss quanti mesi.

***

Entra pure sorrisi a trentadue denti, constatando con gioia che nessun livido addobbava il volto di Naozumi - ergo non aveva incrociato Akito, salendo.

Per fortuna.

Ci scambiammo un bacio sulla guancia.

Accidenti, vedo che ti sei sistemata alla grande! inizi ad aggirarsi per il piccolo salotto, sorpreso.

Stava bene, Kamura. Era dimagrito, probabilmente a causa del perenne stress a cui era sottoposto, ma per il resto lo ricordavo esattamente cos.

Grazie pigolai, leggermente sorpresa.

Dal suo punto di vista, abituato comera al lusso del suo successo, di sicuro non era una buona sistemazione, la mia, ma apprezzai comunque.

Mi prese le mani. Vestiti e usciamo, che ho una sorpresa per te.

Da quanto non lavoriamo insieme, eh? mi abbracci stretta dopo che lundicesimo flash - li avevo personalmente contati - ci accec.

Alzai gli occhi al cielo, facendogli una linguaccia.

Lui rise - dodicesimo flash.

Secoli! esclamai.

Dopo essermi cambiata in fretta e furia, Kamura mi aveva trascinata agli studi.

Aveva programmato tutto nei minimi dettagli con Rei, e una parte del mio cervello registr che ormai non ci si poteva fidare pi nemmeno del proprio agente.

Mi era stato offerto di fare da testimonial per la campagna di unemergente marca dabbigliamento - ma stavolta insieme a Naozumi.

E lavevo scoperto allultimo, cio dodici foto prima.

Sai, ancora non mi spiego il perch tredicesimo sorriso di entrambi, tredicesimo flash.

Mi voltai verso di lui; sembrava perfettamente tranquillo, anche se nascondeva negli occhi una punta di amarezza.

Di cosa? incalzai.

del tuo ritiro dalle scene. Credevo saresti tornata, dopo.. Dopo..

dopo la malattia? lo anticipai.

Annu, mi lasciai abbracciare, quattordicesimo scatto.

In effetti era una delle tante spiegazioni che gli dovevo.

In realt lo credevo anche io mi abbandonai sulla panchina piazzata sul set giusto per la scenografia, ed il fotografo sembr gradire lidea ma dopo il primo periodo di ripresa ho totalmente cambiato idea. Troppo stress, ci avevo perso la mano

Mi strinsi nelle spalle.

Nao scosse la testa, sedendosi accanto a me.

Mi scost un ciuffo di capelli dagli occhi, sistemandolo dietro lorecchio. (Quindicesima foto.)

Non credo nemmeno ad una parola confess col solito sorriso ad adornargli il volto E per lui, vero? Perch era tornato dallAmerica.

Oh, no no! mi affrettai a negare. Avrei potuto gestire entrambi - lavoro e Hayama - lo stesso. Non ho abbandonato la mia carriera per lui, voglio che ti sia ben chiaro

Sembr pensarci su.

In realt, con la malattia le mie priorit si erano nettamente modificate. Il mondo dello spettacolo - per quanto lavessi amato e continuassi a farlo - aveva preso il retrogusto dellallontanamento dalla vita reale e dai reali affetti.

Vivere come viveva Naozumi - in giro per il mondo, dietro la fama ed il successo, senza un luogo che sapesse di casa per pi di tre mesi - mi avrebbe sicuramente traumatizzata, e altrettanto certamente sarei ricaduta nel baratro.

Lavevo gi ampiamente ammessa a me stessa, in quegli anni, la debolezza.

Mi terrorizzava la solitudine, punto. Ero debole anche io, per quanto mi fossi sempre sforzata dessere forte.

La vita fatta di scelte, Nao. Io non ce la farei pi a vivere sotto le luci della ribalta, ho bisogno daltro

Okay, okay e chiss quanti altri flash ci avevano sorpresi, continuavo a fissare lobiettivo ma avevo perso il conto ma non credevo avresti mai rinunciato al mondo dello spettacolo.

Sospirai. Infatti non ci ho rinunciato. E troppo importante, per me. Il programma alla radio, le pubblicit, qualche intervista.. Sono sempre Sana Kurata. Mi sono solo data una regolata.

***

Fa come se fossi a casa tua aprii la porta dingresso con un cenno teatrale della mano.

Appoggiai la borsa sul tavolo e mi liberai delle scarpe; non sentivo il rumori dei passi di Nao.

Mi voltai: restava guardingo sulluscio, le braccia incrociate e lespressione seria.

Sospirai. Non c nessuno in casa

Sembr rilassarsi, si accomod sul divano.

Lo raggiunsi. Insomma, non credevo che Tsuyoshi ti terrorizzasse!

Sollev entrambe le sopracciglia. Non per Tsuyoshi. E non si tratta di terrore

No, non aveva voglia di scherzare.

Raccolsi i capelli in una coda alta, alzandomi per recuperare un elastico in bagno.

Ce lhai ancora con Akito? puntai al nocciolo della questione.

La sua voce arriv ovattata dalla distanza: Esattamente. Ma una cosa reciproca, credo.

Sorrisi tra me e me. Oh, puoi dirlo.

Non lo perdoner mai per quello che ti ha fatto

Dopo una breve occhiata allo specchio decisi di ritornare in salotto, e mi sedetti accanto a lui.

Osservava deciso il muro di fronte a noi. Sembrava arrabbiato.

Parli come se mi avesse rovinato lesistenza. sbuffai ci siamo lasciati , Nao. Lasciati. E labbiamo deciso insieme

Me la ripeti da un anno, questa frase

Perch vera.

Alz le mani in segno di resa, sciogliendo la tensione. Okay, okay, tralasciamo. Piuttosto, come va la convivenza?

Spostai lo sguardo verso la porta chiusa, che nascondeva la stanza che dividevo con Hayama. E.. difficile. Non riusciamo a parlare civilmente, poi con questa storia dei venerd-Akito e dei sabato-Sana.. lasciai la frase a mezzaria.

Mi guardava confuso, e mi affrettai a precisare.

Ma s, te lavevo spiegato per telefono. Il venerd devo lasciargli la stanza, il sabato lho obbligato a fare lo stesso.. E poi il suo malumore sfocia nelle cene domenicali. E insopportabile

Ed io che ero convinto che la settimana scorsa, al telefono, mi avresti detto qualcosa simile a io ed Hayama stiamo di nuovo insieme. Pensavo che questa vicinanza forzata avrebbe portato inevitabilmente a..

Kami mi coprii la fronte con il palmo destro allora era proprio quello che speravate tutti

Avevo gi sentito quel discorso fin troppe volte - Fuka, Aya e Tsuyoshi, probabilmente anche Mama la pensava cos - e non era rassicurante.

Alt. Io non lo spero affatto, ma lecito pensarlo. confess.

Non so pi in che lingua dirlo, sia a te che agli altri.. Noi non torneremo mai pi insieme. Non c pi spazio per un Sana e Akito, in un anno sono cambiate troppe cose cercai di spiegarmi.

Minfastidiva che le persone a me pi vicine fossero sicure che bastassero una stanza ed una ventina di giorni per farmi tornare insieme ad Hayama.

Perch era chiaro a tutti che non sarebbe mai potuto succedere.

No, decisamente.

Il vecchio saggio dice che se una sola cosa non cambiata un anno pu valere unora

E non cerano dubbi su quale fosse la cosa rimasta invariata, a detta di Nao: lamore .

Invece cambiata anche quella liquidai, incrociando le gambe.

Se lo dici tu alz i palmi, ennesima resa.

Mi guardai intorno, mentre calava il classico silenzio imbarazzante.

E tu, Kamura, con le ragazze? lo punzecchiai, dandogli di gomito e beandomi della mia innata capacit di cambiare discorso, regalo dei Kami lass.

Si strinse nelle spalle, e con una sincerit disarmante me lo disse.

In realt da sempre me ne piace una, ma mi sono pi o meno rassegnato, e ci sto lavorando per considerarla una specie di sorella.

Mi maledii in tutte le lingue che conoscevo. Forse non era stata una cos buona idea cambiare discorso.

Comunque continu, ed io trasalii lei sa che, se mi vorr, io ci sar. Ci sar se mi desidera come fratello, come amico, come collega o come ipotetico fidanzato.

Punt gli occhi chiari nei miei. Quella ragazza ti ringrazia, sono sicura.

Altro breve silenzio interrotto solo dalle lancette dellorologio a muro.

Mi schiarii la gola, cercando di allontanare il vago senso di colpa che mi assaliva ogni volta che Naozumi esternava i suoi sentimenti per me.

Che maleducata! Non ti ho nemmeno chiesto se vuoi qualcosa da bere mi allontanai dal divano, dirigendomi verso il frigorifero.

La casa in questo preciso istante offre.. lo aprii, nascondendo la testa dietro lanta Mmh. Acqua, limonata, coca cola. Oppure se preferisci ti preparo un sak, o magari un caff

Un bicchiere di limonata, grazie annunci.

Presi un bicchiere e lo riempii fino allorlo.

Richiusi il frigorifero e, bibita in bilico sulla sinistra, mi diressi nuovamente in salotto.

La prossima volta mi procurer una bottiglia di champagne lo presi in giro.

Ecco, ora ragioniamo finse di darsi un tono, rassettandosi la camicia.

Probabilmente non mi fu mai tanto chiaro come in quellesatto istante: io ero goffa . Talmente goffa da inciampare sulle mie stesse scarpe, riposte - lanciate - accanto al tappeto appena rincasata, talmente goffa da ritrovarmi col bicchiere s ancora in mano, ma vuoto.

Abbastanza goffa da aver appena sporcato la camicia di Naozumi con una fantastica macchia di limonata.

Accidenti cercai un fazzolettino, avvicinandomi con lintento di sistemare il sistemabile - o forse di pulire il pulibile, o forse solo di sentirmi meno in colpa sono una scema. Guarda che casino ho combinato

Tranquilla, non successo nulla ci avrei rimuginato su sol successivamente, al momento non ci badai, ma probabilmente fu quella frase a nascondere un altro suono.

La chiave che girava nella toppa.

E poi lui la bacia comment Akito, la porta ancora aperta, i pugni convulsamente stretti lungo i fianchi Bella idea, Kamura. Ci ho provato anchio, e ci sono pure riuscito. Ma ero in sesta elementare .

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(*) cit. Ale. A lei i diritti di questa frase che mi ha cos tanto ispirata. Grazie *w*

(**) alla Obana, s. Presente che sul manga ci sono quei giochi di parole, tra una battuta e laltra, che rendono solo in giapponese? Ho voluto provarne uno io - e ci ho passato sopra circa quattro giorni. Ovviamente in italiano vale molto poco. Nao, appunto il diminutivo di Naozumi, significa Onesto, sincero. E quello su cui gioca Hayama, dicendo qualcosa di simile a sono come Nao ma intendendo sono sincero.