Capitolo XX
Capitolo XX
Nuova pagina 1Disclaimer :i personaggi di Sailor Moon non mi appartengono. I relativi diritti sono dipropriet di Naoko Takeuchi e della Toei Animation.
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XXI giorno
Ore 02:30
- 9 giorni all'alba - Ehi...
- S... dimmi.
- Siamo arrivati,dovremmo scendere...
- Non occorreva miportassi qui, potevo andare benissimo in un albergo.
- Certo, adesso perscendi!
Aveva ragione Mamoru,non era il caso che rimanesse in un albergo, non per quella sera almeno.
Quello che avevatrovato, entrando in quello che restava di casa sua, non lo avrebbe dimenticatoper il resto della sua esistenza.
Tutto nero e ricopertodi fuliggine e poi c'era il caldo, tantissimo caldo. Un caldo soffocante che titoglieva anche il respiro. Era stato come entrare dentro un forno. La gola eradiventata subito arida, come se si trovasse in un deserto. I vestiti li avevasentiti aderire addosso come nelle giornate di caldo umido.
Ricordava Kondo-sama,il vigile del fuoco che li guidava, parlare con Mamoru, ma lei non li ascoltava.Lei fissava quella stanza senza riconoscerla. Dove prima c'era il divano, adessonon restava altro che un ammasso informe nero. Le poltrone e tutti gli altriarredi spariti... polverizzati. Rivedeva i momenti passati con Minako adipotizzare su come sarebbe finita la puntata del loro drama preferito. Rivedevase stessa che rileggeva gli appunti presi sui suoi pazienti. Risentiva lerisate, le litigate... e poi c'era il nero lasciato dal fuoco.
- Va tutto bene?
- No, per nulla.
Ed era vero, nullaandava bene. Si sentiva una terremotata. Senza una casa. Senza un tetto. Senzavestiti. Solo con quella misera valigia sistemata sul sedile posteriore del Suvdi Mamoru.
- Appena saliamo filidritta in bagno, ti fai una doccia e poi a letto, va bene?
Un bagno caldo eraquello che occorreva per togliere dalla pelle l'odore acre del fumo. Lo sentivanelle narici che pizzicavano, negli occhi che ancora lacrimavano - ma forsequelle erano proprio lacrime salate e non una reazione del suo organismoall'insulto esterno -, quel puzzo di fumo lo sentiva ovunque, anche tra icapelli.
- Posso lavare anche icapelli?
Era stata una domandasciocca ma necessaria per interrompere il flusso dei ricordi, delle percezioni.
- Tutto quello chevuoi.
Se non ci fosse statoMamoru... se non ci fosse stato Mamoru sarebbe stata persa. In una parola: sola.
Sola ad affrontarequella catastrofe, con suo fratello bloccato al ricevimento, cos come suanonna.
Sola a vedere la suacasa ridotta in un completo disastro,con sua madre infuriata perch andava vianel bel mezzo dei festeggiamenti.
Sola a contare i dannia cercare di salvare il salvabile con suo padre... con suo padre indifferentecome sempre.
E le ragazze via, avivere la loro vita.
********** *****
XXI giorno
Ore 02:40
- 9 giorni all'alba
- Ti avviso, potresti trovare unpo' di disordine, prima di andare non ho avuto il tempo neanche di rifare illetto!
- Scusa, dicevi? Ero soprappensiero.
Non poteva continuarecos. Da quando aveva ricevuto la telefonata di Minako, Usagi si era chiusa inuna sorta di guscio. Era l con il corpo ma non con la mente. I suoi occhierano distanti, distratti. Di sicuro fissi sul ricordo dell'appartamentoincendiato.
- Ascolta, una casaincendiata la si pu recuperare. L'importante che nessuno si sia fatto male,non credi?
Cercava di spingerla areagire, di farla uscire allo scoperto, era chiaro che stava male ma sembravanon voler condividere con nessuno i propri pensieri.
- Gi, come dici tusolo che devo metabolizzare questa cosa e... non per nulla facile.
Non era facile forseperch lui non era quello pi adatto in questa situazione. Doveva farequalcosa per scuoterla da quello stato di abbandono in cui si era rifugiata.
- Quindi pi gravedi quel che temessi!
- Cosa...
- Mi stai dandoragione!
Forse stuzzicandola,comportandosi nella maniera pi naturale possibile, forse cos ci sarebberiuscito. Forse.
- S, ma non farcil'abitudine: dammi il tempo di riprendermi!
- Allora c' ancoraqualcuno l dentro!
L'aveva vista alzaregli occhi al cielo e scuotere la testa, non tutto era perduto. Usagi era ancoral, nascosta dietro cumuli e cumuli di macerie, ma c'era.
- Pronta? Guarda chesarai la prima donna a dormire nel mio appartamento, prima di oggi non era maisuccesso!
- Apri quella porta etaci altrimenti chiamo un taxi e me ne vado!
- Eccola la miaragazza!
- Ehi...
La suoneria delcellulare aveva interrotto quello scambio di battute portando Usagi a frugaretra le tasche della borsa fino a trovare quell'aggeggio infernale che diffondeva La cavalcata delle valchirie quasi alle tre di notte; erano ancora fermidavanti la porta di casa, sul pianerottolo accanto all'appartamento del vicinodal sonno ultra leggero. Perch non si muoveva e rispondeva cos da fartornare di nuovo il silenzio?
- Minako! Che succede?!
Erano entrati dentrol'appartamento ancora al buio, e del vicino nessuna traccia. Che l'avesseroscampata?
- Ascoltami baka-chan !Calmati! Non piangere! Non piangere ho detto! Va tutto bene, stiamo entrambebene e la casa... bh qualcuno mi ha detto che unacasa incendiata la si pu recuperare!
Lo stupore di sentirripetute le sue stesse parole sembr ridare il sorriso ad Usagi.
- Vai a dormire edomattina ne riparliamo... s, ti aspetto direttamente a casa... Stasera?!...Stasera dormo da Mamoru... No! Mina piantala! Ah! Buonanotte!
Chiusa la chiamataaveva direttamente gettato il cellulare in fondo alla borsa.
- Non le hai detto delcortocircuito?
- Se lo avessi fatto sisarebbe data la colpa di tutto... e si sarebbe ridotta ad una larva peggio di meed avrei dovuto trascorrere i prossimi mille anni a consolarla... e credimi, inquesto momento ho bisogno solo di due cose: una doccia ed una discreta dormita!
L'incendio era partitoda un cortocircuito generato, con molta probabilit, dal portafotografiedigitale, almeno era questa la conclusione a cui era giunta Usagi dopo laspiegazione del vigile del fuoco. Portafotografie lasciato acceso da Minako cheera stata l'ultima ad uscire da casa.
- Ecco il mio regno!Non fare caso alle calze lasciate sul divano...
- E neanche a questi,suppongo...
Cos dicendo, Usagimetteva in mostra un paio di boxer neri che aveva recuperato proprio davanti aisuoi piedi. Oltre ai boxer incriminati, faceva mostra di un sorrisettodivertito, forse stava tornando troppo rapidamente.
- Esattamente! Nonfarmi pentire dell'invito, chiaro!?
- Come siamopermalosi... comunque, grazie. Per tutto. Io...
- Non ripeterlo pi, stato... naturale!?
Erano tornati in unasituazione di stallo, quelle in cui si ritrovavano molto frequentementedall'inizio di quel fine settimana. Un passo avanti, due indietro e poi altridue avanti ed uno indietro... e si ritrovavano ancora l, come se fosseroall'inizio di tutto.
- Vuoi che ti facciavedere il bagno? Cos fai la doccia, che ne dici?
********** *****
XXI giorno
ore 02:50
- 9 giorni all'alba
- Dormi?
- No, non ancora.
- Io... io volevoringraziarti...
Ritrovarsi Mamoru difronte non era stato calcolato.
A dire il vero non erastato calcolato neanche dividere il letto con Mamoru ma le alternative eranodue: o dormiva lei sul divano o lui. Nessuno dei due, per, voleva privarel'altro di un comodo letto e cos avevano deciso di dividerlo quel giaciglio,in fin dei conti si trattava pur sempre di un letto a due piazze ed erano dueindividui maturi ed intelligenti. Non c'era nulla di imbarazzante nel dividereun letto dove Mamoru, di sicuro, aveva fatto sesso con molte altre ragazze.
No, quel pensiero nonera coerente.
- Ancora?! Usagi sarla millesima volta che mi ringrazi, adesso basta! Tra meno di cinque ore tuofratello sar qui ed io vorrei dormire!
- S, scusa...
- E piantala pure discusarti, stai diventando pesante!
- Di solito la genteeducata ringrazia sempre quando aiutata!
- Di solito un 'grazie' pi che sufficiente. Tu da circa un'ora che non fai altro che ripetere 'Grazie.''Scusa.' Vorrei dormire, ok?
- Allora dormi ebuonanotte!
E girandosi non avevacalcolato di trovarsi gi a bordo letto finendo, cos, con la faccia sulpavimento. Il trambusto generato dalla caduta aveva fatto sporgere Mamoru dallaparte del letto che lei aveva occupato sino a pochi secondi prima. Non eraancora riuscita a rialzarsi, ma le risate di Mamoru erano arrivate ancor primadi capire cosa fosse davvero successo. Una volta realizzata la figura pietosache aveva fatto non le restava che ridere, almeno avrebbe conservato unaparvenza di dignit.
Con fatica era riuscitaa mettersi a sedere sul letto.
- Fa vedere se occorreun medico...
Ma Mamoru non avevafinito la frase perch, forse, si era accorto delle lacrime che rigavano il suoviso. Lacrime che, dapprima, erano uscite frammiste alla risate ma che adessoavevano preso il sopravvento e non riusciva pi a trattenerle. Avevano sfondatogli argini ed era inutile cercare di trattenersi.
- Ehi! Ti fa male daqualche parte? Hai forse il naso rotto, guardami su, fammi vedere se c'sangue...
- No... no... sto solometabolizzando.
- Vieni qui...
E senza darle il tempoper replicare si era ritrovata stretta tra le sue braccia, sdraiata su di unletto che profumava di buono.
********** *****
XXI giorno
ore 4:30
- 9 giorni all'alba Si era addormentatadopo aver pianto.
Si era addormentata trale sue braccia, come una bambina.
Si era addormentata danon sapeva pi quanto, ma alla fine si era addormentata.
Poteva provare anchelui a fare la stessa identica cosa.
Necessitava anche luidi una sana dormita, eppure non ci riusciva. La guardava dormire. Semplicementela guardava dormire.
********** *****
XXI giorno
ore 7:54
- 9 giorni all'alba
- Caff...
- S, ne vuoi?
- Caff... caff...caff...
- Ecco, fai attenzione caldo.
Lo aveva letteralmenteingurgidato, ma ipotizzava fosse raro che qualcuno gli preparasse la colazione.A pensarci bene, era probabile che non fosse mai capitato.
Gi lo immaginava dopoaver consumato un po' di sana ginnastica da letto riaccompagnare la donzella diturno nella propria casa. Non era il caso di essere da subito cos intimo; no,per Mamoru non era il caso di diventare intimi.
E quello era il secondopensiero sconclusionato a cui era giunta da quando era in quella casa, nonandava per nulla bene.
Non aveva dormito poimolto, ma quelle poche ore erano state sufficienti per farle ricaricare lebatterie e farla sentire un po' meno sola e meno terremotata.
Aveva ragione Mamoruquando diceva che una casa bruciata la si poteva recuperare, nulla era andatoperso e i ricordi potevano restare... e si poteva lavorare per costruirne altri,magari ancora pi importanti.
Aveva ragione lui, maquesto era meglio non farglielo sapere, soprattutto adesso che sembrava tornatopadrone delle proprie funzioni mentali.
- Va meglio?
- Direi di s.
- La mattina sei semprecos di poche parole?
Aveva annuito e si eralasciato andare sul tavolo, con un braccio a sorreggergli la testa.
- E tu? Hai finito dimetabolizzare?
- Direi di s ,ho dormito magnificamente. Hai un futuro come cuscino.
- Io non ho chiusoocchio... mi sar addormentato intorno le cinque.
- Sar che non seiabituato a dormire con una donna tra le braccia...
- E tu, invece? Seiabituata a dormire tra le braccia di un uomo?
- Era da un po' che nonmi capitava.
- Oh, ma sentila ladonna vissuta...
- Il tuo continuoalludere alla mia condizione di donna mi fa ipotizzare o che tu sia attratto dame o... che tu sia fortemente maschilista.
- Potrei dire lo stessodi te, anche tu hai alluso diverse volte alla mia condizione di uomo.
- Potresti, ma non lohai detto.
- L'ho appenainsinuato...
- Mi hai scoperta...sono una femminista convinta!
- A dire il verointendevo altro.
- Ho superato da unpezzo l'et delle cotte solo per un bel viso e un corpo ben messo.
Cio, non che bel visoed il corpo ben messo di Mamoru - che quella mattina aveva avuto modo diammirare, ma su questo preferiva sorvolare! - la lasciassero del tuttoindifferente per, s, aveva superato da un pezzo il batticuore per un sorrisoo uno sguardo indirizzatole da un uomo... attraente.
- Quindi ho un bel visoed un corpo ben messo?
- Non si pu negare laverit.
- Ti ringrazio per ilcomplimento.
- Prego.
- E dimmi un po', oggiche sei una donna matura e vissuta, cosa deve fare un uomo per attirare la tuaattenzione?
L'aveva percepitaperfettamente la nota ironica nella voce di Mamoru ma aveva preferito ignorarla.Dopotutto era pur sempre un ospite.
- Per attrarrmi un uomodeve avere molto di pi di quello che vedo. Fammi pensare, un uomo dovrebbe...sapermi sorprendere per sperare di avere una qualche possibilit!
- Io sarei capace distupirti, altro che sorprenderti!
- I tuoi metodi, Chiba- san ,li conosco sin troppo bene ed un bacio non mi stupirebbe per nulla. Come vedi,sei prevedibile.
- Bacio?! Chi haparlato di un bacio?
La situazione erasurreale. Si trovavano, di primo mattino, in cucina e flirtavano come se nullafosse, come se la casa di lei non fosse andata in parte distrutta; come se leinon si ritrovasse in mezzo ad una strada, o quasi... c'era sempre l'appartamentopoco distante da l che suo padre le aveva comprato quando aveva poco pi diquindici anni.
Un leggero tossicchiarele aveva ricordato di non essere da sola.
- Sei tornata sulpianeta Terra?
- Mi ero distratta,dicevi?
- Ti eri distrattaosservando le mie labbra?
Come? Che effettodevastante aveva il caff sulla mente di Mamoru?
- A dire il vero,riflettevo sul come siamo giunti a questo punto della conversazione.
- Che vuoi che tidica... sono un uomo pieno di sorprese io.
- E dimmi un po'... tucosa faresti per sorprendermi? Anzi no, per stupirmi?!
Lo aveva visto ilcambio di espressione sul viso di lui; era durato giusto una frazione di secondoma aveva visto il distendersi in alto dell'angolo sinitro delle labbra - carnose -; aveva visto il sopracciglio omolaterale distendersi appena e la fronte poiera tornata ad appianarsi come se... come se si preparasse a scagliare il colpovincente, quello del K.O.
Tutto era durato giustoil battito di un ciglio, ma lei aveva visto tutti quei cambiamenti, li avevivisti ma non aveva compreso che quel mutamento era l'inizio della fine.
- Quando te la spassavicon Isei avevo una cotta per te.
Il suono del citofononon era stato percepito da nessuno dei due se non al terzo tentativo.
- Sar tuo fratello,vado ad aprirgli.
E l'aveva lasciata l,da sola, sola con quella frase che le rimbombava ancora in testa.
Quando te laspassavi con Isei avevo una cotta per te.
Con quel sorrisobeffardo sulle labbra che l'aveva fatta sentire come una falena che si avvicinatroppo al fuoco, perduta.
Quando te laspassavi con Isei avevo una cotta per te.
Con quel tono di voceincolore, nessuna infrazione nella voce. Se avesse detto 'Oggi splende il sole.'forse avrebbe trasmesso pi calore.
Quando te laspassavi con Isei avevo una cotta per te.
Con quella luce negliocchi che le faceva rabbrividire sino alle ossa - ma le ossa potevanorabbrividire? -.
Cosa c'era nel caffdi Mamoru? Qualche nuovo allucinogeno? Una nuova molecola ancora sconosciuta almercato? No, impossibile. Lei era lucida e padrona del suo corpo ed aveva bevutolo stesso caff di lui, oppure... certo! Stava ancora dormendo e quello erasolo uno stupido sogno generato dalla sua mente devastata dall'esperienza dellasera notte precedente. Si sarebbe data un pizzicotto e si sarebbe accorta di nonprovare alcun dolore e cos avrebbe confermato la teoria del sogno.
Shingo e Mamoru latrovarono cos, con le lacrime agli occhi e la mano sinistra arrossata.
- Tutto bene Usagi?
- No, per nulla.
E si era buttata tra lebraccia del fratello a piangere disperata, un po' per la casa semidistrutta, unpo' perch... perch era colpa di Mamoru che, in un modo o nell'altro,riusciva sempre a farle male, anche dopo pi di dieci anni.
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XXI giorno
Ore 21:06
- 9 giorni all'alba Era fermo davantiquella porta da pi di un quarto d'ora, non aveva il coraggio di pigiare ilcampanello. Ma per quale assurdo motivo era l?
Voleva soloassicurarsi che stesse bene.
Per lei non dovevaessere stato facile entrare in casa e preparare le valigie. Inagibile per almenodue mesi, era stato questo il responso dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco.
Si era offerto diospitarla in sua casa, almeno fino a che non avesse trovato un nuovo equilibriodopo il disastro della sera prima ma Usagi era stata irreprensibile: sarebbeandata ad abitare nella casa in cui era cresciuta insieme a Shingo.
Ed adesso si trovavadavanti il cancelletto della villetta a due piani sita nel suo stesso quartiere.A due isolati dal suo condominio nella parte residenziale di Tokyo.
Senza sapere come,aveva dato al suo braccio l'ordine di sollevarsi e citofonare. Per fortuna, iltake away era ancora caldo.
Il video-citofono siillumin per un istante, subito dopo il viso di Usagi riemp il monitor.
- Mamoru!?
Aveva alzato il braccioe mostrato la busta dalla quale usciva, ancora, un buon profumino.
- Servizio adomicilio...
Sperava, almeno cos,di sembrare meno idiota.
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XXI giorno
Ore 21:10
- 9 giorni all'alba
Vederlo l, nel salonedi quella casa non lo aveva mai immaginato, eppure eccolo. In piedi, davanti alei, con in mano una busta piena di cibo da asporto.
- Mamoru, io... comefacevi a sapere che non ho ancora cenato?
- Mi ha chiamatoKunzite e mi ha chiesto di portarti la cena.
- Quella busta sarebbe la mia cena?
- Nostra. Ho pensatoche non sarebbe stato carino farti cenare da sola.
Una cena tte--tte era proprio quello che ci voleva dopo la confessione di quelmattino. Ancora lo ricordava quel maledetto brivido che aveva provato dopo lesue parole.
Doveva fare qualcosa -qualsiasi cosa! - per liberarsi di lui.
- Non occorre Mamoru,grazie davvero... immagino tu abbia da fare stasera. Avrai preso degli impegni enon voglio, ancora, far saltare i tuoi programmi. Sei stato sin troppogentile...
- Nessun impegno. Sarancora il tuo fidanzato per le prossime tre ore, o poco meno.
Meraviglioso! Nonvoleva saperne di andarsene.
- Mamoru, davvero! Vaie non preoccuparti per me! Non ho subito nessuna aggressione e posso benissimorestare da sola in casa!
- Mi stai cacciandovia?
- No!
In realt era un 'S, diamine!' ma meglio non dirlo.
- Allora perch nonposso restare? Dopotutto non mi sono pesati questi due giorni in tua compagnia.
Non poteva esseresempre quella antipatica.
No, non poteva esserloanche se lui si meritava la sua antipatia e molto altro ancora.
- Dammi qui o saresticapace di dire che ti ho lasciato sulla porta per non so quante ore! Accomodatipure che io metto tutto nei piatti. Ti va bene se ceniamo da questa parte?
La cucina era un postotroppo intimo, o troppo doloroso. Ricordava perfettamente i pomeriggi piegatasul grande tavolo a riempire pagine e pagine di quel diario che celava tutti isuoi segreti.
- Se vuoi ti possodare una mano...
- Sono io quella indebito. Tu gi portato la cena, anche perch dubito che se ti chiedessi didividere la spesa tu accetteresti... indovinato?
Il sorriso di rimandole aveva confermato le sue supposizioni.
Sashimi , ramen , tempura e daifuku ... erano tutti i suoi piattipreferiti. Non poteva essere una coincidenza, no, non poteva. Ma perch maiavrebbe dovuto avere un'attenzione simile nei suoi confronti?
Aveva cenato con ununico pensiero: capire cosa frullava nella testa di Chiba Mamoru. Ne andavadella sua sanit mentale.
Era stata una cenatranquilla, i silenzi imbarazzanti erano stati diversi ma entrambi avevano fattofinta di nulla troppo presi nel cercare di essere pronti per quando l'altroavrebbe attaccato.
Alla fine, la prima adinterrompere il silenzio, che si protraeva ormai da diversi minuti, era statalei.
- Mamoru, a che giocostiamo giocando?
Il timbro della suavoce era risultato pi duro del voluto.
- Non capisco...
- Andiamo! Ti seiprodigato in mille attenzioni. Ti sei offerto di ospitarmi a casa tua! La tuadisponibilit come imbianchino e per finire ti sei anche improvvisatofattorino! Ed hai portato una cena con tutti i miei piatti preferiti!
- Continuo a noncapire...
- Cosa. Vuoi. Da. Me.Adesso pi comprensibile?
- Esserti utile. Seirimasta senza una casa e mi sembrava gentile offrirti la mia visto che questa rimasta chiusa non so per quanti anni! Ci saranno spese di migliaia e migliaiadi yen e farti risparmiare era un'altra gentilezza... e la cena, bh la cenaera perch non mi andava di lasciarti completamente da sola dopo oggi!
- Dopo oggi? Scusaperch oggi cosa sarebbe successo?
Se sperava che fosse inpiena crisi depressiva per le rivelazioni di quel mattino si sbagliava digrosso!
- Mi chiedo perch tudebba essere sempre cos maledettamente controllata! Ho visto la tua facciaquando il funzionario ti ha detto che saresti stata fuori da casa tua per almenodue mesi!
Ah. Lui si riferiva aquello...
- Io... mi spiace...credevo...
- Lascia perdere sonoio lo stupido. Inizialmente ero convinto che il tuo essere cos indisponentenei miei confronti fosse dovuto a qualche mio atteggiamento e cos ho cercatodi modificarli ed essere pi accomodante. Dopo aver conosciuto tuo padre, hocreduto che fosse lui la causa del tuo tenermi alla larga. Con un padre cos,quale ragazza non odierebbe il genere maschile... ma sai! Sono giunto ad unaconclusione: il problema sono io! Potrei fare di tutto per esserti simpatico masarebbe tutto inutile. Ti sto sulle palle! Perfetto, ci vediamo se capitasenno... senno vaffanculo!
Era stata una stupida.Una stupida colossale. E quel vaffanculo se lo meritava tutto.
- Mamoru aspetta, io...mi dispiace.
Ma il suo 'mi dispiace'era stato detto ad una porta che era stata sbattuta in faccia a lei e forseanche ai suoi sentimenti.
Alcunevolte tacere e dare ragione il cuore la cosa migliore si possa fare.
L'angolodell'autrice
Chi non muore si rivede. E' unpo' macabra come battuta visto come si sono risolti i miei problemi personali mapurtroppo la verit.
Sono trascorsi 20 mesi, o quasi,dall'ultima volta che ho aperto una pagina word ed ho scritto un capitolo diquesta fanfiction. Oddio, stato difficilissimo. Sono meno di 30 kb e misembra di aver fatto chiss cosa! Ero indecisa se continuare o meno la storia,o per meglio dire, ero indecisa se concludere il tutto in un capitolo etogliermi il pensiero o meno... alla fine mi sono detta che se avessi seguito lamia mente contorta avrei rovinato la storia di Mamoru ed Usagi e avrei delusovoi che avete aspettato pazientemente e cos ecco il capitolo XX. Pi poverorispetto gli altri. Consideratelo una sorta di... ripresa. Il prossimo credo chesar l'ultimo, l'epilogo. Credo, perch potrei anche sbagliarmi.
Per chi notasse qualchesomiglianza con la fanfiction di Fallsofarc ' Accidente d'amore 'posso assicurarvi che non cos e che l'autrice stata da me stessaavvisata prima che pubblicassi questo stesso capitolo.
Quanto prima, tra le altre cose,rimuover il capitolo che precede questo come richiesto dal regolamento.
Grazie quindi per aver atteso eso che sono molto al di sotto dei soliti canoni ma... un po' di piet.
Grazie a tutti anche per ivostri messaggi privati, quanto prima cercher di rispondere a tutti comemeritate. Adesso vado.
Ah! Non so quando arriver ilXXI.
Alla prossima!