Capitolo XIX
Capitolo XIX
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- Legge di Murphy: un insieme di detti popolari nella cultura occidentale, a carattere ironico ecaricaturale. Si possono idealmente riassumere nel primo assioma, che inrealt la "Legge di Murphy" vera e propria, che ha dato il titolo atutto il pensiero "murphologico": Sequalcosa pu andar male, lo far. Ilfortunato autore e stilatore della summa sulla "murphologia" ArthurBloch. Si tratta di un compendio di frasi umoristiche il cui intento essenzialmente quello di deridere ogni negativit che il quotidiano propone. Ilmeccanismo ogni volta lo stesso: immagini e scenette frustranti, nelle quali facile per molti ritrovarsi, vengono descritte da Bloch con frasididascaliche, confezionate spesso e volentieri in forma statistico-matematica,cos da liberare il vissuto dal contingente, dal personale, e donargli un aditodi "validit universale", nei fatti tuttavia inesistente. (FonteWikipedia)
- Oniichan :Fratellino, impiegato in modo familiare, come una sorta di vezzeggiativo. (FonteWikipedia)
- Oneechan :Sorellina, impiegato in modo familiare, come una sorta di vezzeggiativo. (FonteWikipedia)
-Ayakashi Sisters :in Italia conosciute come Le quattro sorelle persecutrici e non a caso hoscelto proprio loro Usagi si sentir letteralmente perseguitata, ma non dicoaltro o faccio spoiler. (nda = Nota DellAutore) Sono le direttesottoposte di Rubeus. Sono molto forti, ma i loro poteri sono limitati rispettoa quelli dei nemici che prenderanno il loro posto. Nel manga riescono a rapireSailor Mercury, Sailor Mars e Sailor Jupiter, venendo per di volta in voltaeliminate da Sailor Moon. Soltanto Calaveras non riesce a rapire Sailor Venus.Nessuno della Luna Nera sembra preoccuparsi molto della loro fine. Nell'animeinvece il loro ruolo molto pi ampio. Alla fine della serie tutte e quattrovengono purificate dal cristallo d'argento , e finiscono per condurre unavita normale come abitanti della Terra gestendo un negozio di profumi.
Nell'animeil loro compito , anche, quello di contaminare col Potere Nero del CristalloCorvino i punti su cui sorger la futura Crystal Tokyo, i Crystal Point (inItalia Punte di Cristallo), in modo da impedirne la fondazione. (FonteWikipedia)
- Gals! : uno Shōjo manga di Mihona Fujii che stato pubblicato sulla rivistaRibon dalla casa editrice Shūeisha dal 1999 al 2002. Dal manga statatratta anche una fortunata serie anime omonima (intitolata in Italia Supergals!Tre ragazze alla moda ). In Italia il manga stato pubblicato dalla Dynamic Italia in 10 volumi, fra il 2003 e il 2004.L'opera nota per essere uno spaccato di vita delle sub-culture urbane chepopolano i quartieri di Tokyo, riportandone i modi, i costumi, le ritualit edil linguaggio: Gals! si trova quindi costantemente a met fra il fumetto comico(quale ) ed il saggio sociologico (quale risulta essere). Protagonista dellastoria Ran Kotobuki, sedicenneautoproclamatasi la pi grande gal del mondo. Ran del tutto determinataa vivere la propria intera esistenza seguendo i dettami etici ed estetici dellekogal, ed anche per tale ragione ha ottenuto la reputazione della pirispettata gal di Shibuya, dedicando la sua vita al divertimento. Tuttavia, Ranproviene da una famiglia di poliziotti da generazioni, infatti anche i genitoried il fratello maggiore Yamato sono in polizia, mentre sua sorella minore, gida bambina, sogna di intraprendere la tradizione di famiglia; Ran invece haaltri obiettivi per il proprio futuro, bench abbia ereditato il senso dellagiustizia della famiglia.
La serie ruota attorno alla vita quotidiana di Ran e delle sue due amiche Miyued Aya; tramite questi due personaggi secondari la serie affronta temi piuttostodelicati come i rapporti familiari, i problemi della crescita, le questionilegate all'adolescenza e fenomeni sociali come l'enjo kōsai. (FonteWikipedia)
Disclaimer :i personaggi di Sailor Moon non mi appartengono. I relativi diritti sono dipropriet di Naoko Takeuchi e della Toei Animation.
Capitolo XIX
XXgiorno
Ore16:34
-10 giorni allalba
Se fosse stata di buon umore si sarebbe accorta dello splendido tramontoche stava salutando il giorno giunto ormai al termine.
Sefosse stata serena avrebbe sentito il cinguettio degli uccellini farlecompagnia.
Sefosse stata felice si sarebbe fermata a respirare laria della primavera.
Manon era di buon umore, anzi, era decisamente arrabbiata e lo splendido tramontoche si stava per lasciare alle spalle neanche lo vedeva; al contrario, davantiai suoi occhi non vedeva altro che un cielo plumbeo carico di pioggia.
Nonera nemmeno serena, al contrario, era tormentata e si sentiva in balia delleonde del mare; anzi, il cinguettio degli uccelli non esisteva proprio e sentivasolo il rombo dei tuoni si sentiva una naufraga, al centro di una bufera,sopra una zattera mezza sgangherata pronta ad affondare da un momentoallaltro, senza lasciarle possibilit di salvezza.
Soprattutto,non era felice e non sentiva altro che un odore fetido di carogna inputrefazione; considerando il fatto che qualcuno , in quellesattomomento, ai suoi occhi era la copia sputata di una carogna, si spiegava il perchdi quel fetore. Solo un essere abietto avrebbe potuto approfittare dei ricordidi una adolescente, prendersi gioco della sofferenza e dei dolori di lei e poicolpirla a tradimento e farla soffrire, di nuovo. Se si aggiungeva cheladolescente in questione era lei si capiva il perch di tanto astio.
Macosa ne sapeva Chiba Mamoru di lei?
Cosane sapeva Chiba Mamoru del dolore che, nel corso della sua adolescenza, le avevacausato ogni volta che le loro strade si erano incrociate?
Cosapoteva capire quel caprone dellamore non ricambiato di una adolescente?
Se eri cos disperata potevi benissimo chiedere a me!
Idiota di un bradipo che purtroppo non era pi silente! Ma se erainiziato tutto per colpa sua! S dannazione, era stata tutta colpa sua! Se nonsi fosse infatuata dellessere pi spocchioso esistente sul pianeta Terraprobabilmente avrebbe avuto unadolescenza felice.
Fe-li-ce.
Edinvece invece aveva sofferto come un cane. No! No, ed ancora no! Non sisarebbe rinchiusa in camera sua a piangersi addosso per colpa di un deficientequalsiasi! Non aveva pi diciassette anni e lui non era pi il ragazzo deisuoi sogni! Probabilmente non lo sarebbe mai stato se lo avesse conosciutomeglio.
Perera in camera sua, si stava piangendo addosso ed aveva saltato il pranzo e nonvoleva saperne di scendere per consumare qualcosa. Era dalla sera prima che nontoccava cibo, se si escludeva la mela che aveva mangiato a colazione. Dovevanecessariamente riacquistare un minimo di buon senso e mettere qualcosa sottoi denti prima della meravigliosa festa a cui avrebbe dovuto prendereparte.
Bastacon le paturnie da sciocca adolescente, adesso era una donna e doveva affrontarela vita a testa alta.
Siera stiracchiata per abbandonare quella sorta di torpore di cui si cade vittimaquando si sta troppo tempo a letto, si era alzata intenzionata ad andare aconsumare uno spuntino fugace, tanto per non rischiare di svenire nel corsodella serata.
Speravasolo di non incontrare Mamoru, anzi, a dire il vero, sperava proprio che lui sene fosse andato ci avrebbe pensato dopo a cosa inventarsi con i suoi.
Ottimista,forse troppo, era uscita dalla sua stanza per scendere in cucina e supplicareNori- san di prepararle uno spuntino veloce, nulla di complicato. Passandodavanti la camera della carogna, si impose di ignorare quella porta socchiusa.Si stava complimentando con se stessa per la sua grandissima prova diautocontrollo quando la voce di lui la blocc, mandando in frantumi ilbuonumore appena ritrovato.
-Posso parlarti?
No .Questa era stata la prima risposta che le era saltata in testa, ma era statasubito messa da parte da unaltra idea ancora pi geniale: ignoralo . Ecos fece. Prosegu senza neanche guardarlo. Come se lui non fosse l conlei. Come se lui non le avesse parlato. Era arrivata alle scale quando il toracedi Mamoru si materializz davanti al suo naso. Gli aveva sbarrato la strada,perfetto.
-Hai intenzione di ignorarmi per il resto della tua vita?
S .Stavolta era stata questa la prima risposta formulata dalla sua mente ma, ancorauna volta, decise di ignorarlo. Gir e fece per tornare nella sua camera,pazienza, avrebbe saltato lo spuntino fugace. A mali estremi estremi rimedi ,e purtroppo non poteva fare diversamente. Un passo, due passi, la porta dellasua stanza, il torace di Mamoru. Aveva deciso di farla impazzire? Primalaveva umiliata, adesso si prendeva gioco di lei
-Devo necessariamente parlarti. Se vuoi possiamo fare cos tutto il giorno, perme non un problema.
-Perch non te ne sei tornato a casa, qui non hai pi nulla da fare!
Edaddio alla tattica dellignorare la carogna che puzza. Ma dopo tutto era statolui a portarla a quella reazione. Era stata dura? Forse, ma non le interessava,la rabbia covata nei suoi confronti non era scemata in quelle ore, per nulla. Edalla fine era esplosa mandando a quel paese il proposito di ignorarlo. Peccatoche lui sembrava essere del tutto integro nonostante lesplosione. Non nepoteva pi della sua presenza asfissiante.
-Ascolta Usagi
AscoltaUsagi ? Ma era impazzito? Cosa gli faceva credere che lei sarebbe rimasta l,ferma e buona ad ascoltarlo? Fin troppe volte gli aveva dato la possibilit dispiegare i suoi atteggiamenti rozzi e da cavernicolo, ma adesso basta! Non gliavrebbe permesso di prendersi gioco ancora di lei!
-No! Ascoltami tu razza di deficiente, rozza canaglia che non sei altro! Non honessuna intenzione di passare un solo minuto in tua compagnia, cerca di starmialla larga, hai capito?
-E cosa dirai a tuo padre?
-Non sono affari tuoi!
-Dannazione Usagi ho sbagliato, hai ragione! Non avrei dovuto leggere il tuodiario, ma non puoi
-Non posso cosa? Ma ti rendi conto delle assurdit che dici? Cosa hai in quellatesta cosa?
Credevadavvero che dandole ragione lei si sarebbe messa il cuore in pace ed avrebbedimenticato tutto? Credeva davvero che avrebbe dimenticato il modo in cuilaveva guardata? Come laveva giudicata senza sapere la verit dei fatti?Senza sapere se lei era stata felice di quella scelta oppure no? Cosa volevasaperne Chiba Mamoru dellinferno che le aveva fatto vivere durante la suaadolescenza; cosa ne sapeva lui dei pomeriggi trascorsi in camera a piangereperch lui non laveva degnata di un misero sguardo cosa ne poteva saperelui dei sogni di una ragazzina infranti davanti ad un muro di indifferenza?
-Ascoltami, io andiamo a questa festa, ne riparleremo dopo, ok?
-No, ascoltami tu! Non esiste nessuna relazione, nes-su-na, quindi non occorre latua presenza a nessuna feste e le tue spiegazioni puoi benissimo riservarle adunaltra, sono stata chiara!?
No,non era stata chiara visto che la carogna laveva presa per un bracciocostringendola ad entrare in camera sua. Era tutto dannatamente sbagliato e leisi stava piegando, di nuovo, alle richieste di lui. Non poteva permetterlo!
-Ignorami! Insultami! Picchiami! Ma lasciami parlare!
-No! Dannazione, non voglio sentire
Epi cercava di allontanarsi da lui e pi indietreggiava. Si sentiva intrappola.
-Stai zitta!
-IO NON STO ZITTA!
-VUOI LASCIARMI SPIEGARE, DANNAZIONE!
-TI SALTATO IN TESTA CHE IO NON VOGLIO LE TUE DANNATE SPIEGAZIONI?
Lagola le bruciava a causa delle urla. Si sentiva le guance in fiamme e sapeva disembrare una donna isterica, ma non le importava. Era cosciente del fatto che seavessero continuato ad urlare cos tanto, probabilmente, si sarebbe radunatauna gran folla dietro la porta della sua camera ma, a dire il vero, non leinteressava minimamente. In quel momento la cosa che pi le premeva era cheMamoru uscisse dalla sua stanza e che la lasciasse finalmente libera dalla suainsopportabile presenza.
Riportuna ciocca dietro lorecchio e questo gesto fece sorridere Mamoru e quelsorriso la fece imbestialire ancora di pi. Doveva mettere fine a quellastupida pagliacciata altrimenti sarebbe finita ricoverata in qualche istituto diigiene mentale.
-Non mi importa se non vuoi sentirmi, tu adesso ti siedi e mi ascolti ugualmente!
Econ un gesto secco, Mamoru laveva costretta a sedere sul letto.
Primareazione a quellimposizione era stato il lancio, verso la figura di Mamoru,di un maglione abbandonato sul letto. Se cera una cosa che si doveva evitare,necessariamente, era dare ordini ad Usagi Tsukino perch, cos facendo, siotteneva solo di scatenare ancoradi pi la sua ira.
-Vattene via, adesso!
Egi, il fatto che lei non urlasse pi doveva mettere in allerta Mamoru, ma sisapeva, gli uomini erano definiti tali perch lenti di comprendonio e cos lacarogna continuava ad imporre le sue scelte.
-No, fino a che non mi ascolterai!
Secondareazione a quella nuova imposizione il diario, stranamente di nuovo in suopossesso, diretto alla fronte di Mamoru. Peccato che lui avesse schivato ilcolpo.
-Continua pure ad usarmi come bersaglio, ma di qui non mi muovo!
-Fermati e lasciati colpire!
Nonera stata una cosa intelligente da dire, ma era quello che pensava realmente.Peccato che Mamoru non volesse essere per nulla collaborativo. Ad ogni lancio,un libro, una lampada, un pupazzo, un portapenne, lui si avvicinava sempre pi,fino a che non se lo ritrov davanti, a bloccarle i polsi senza nessunadifficolt schiacciandole la schiena sul materasso con il torace di lui acontatto con il seno di lei.
-Adesso ti calmi e mi ascolti.
Laprima reazione a quella posizione sconveniente era stata quella di rimanereimmobile, imbarazzata, con le gote che si tingevano di rosso per un improvvisoaumento dellafflusso di sangue al viso. Per un attimo, solo uno, guard lelabbra di lui, ma poi il tono derisorio della mattina torn vivo nelle sueorecchie lo stesso tono che aveva usato pochi secondi prima. Mamoru le avevaparlato come come si parla ad una bambina capricciosa che non vuole prenderela medicina e no! No! Lei non era una bambina capricciosa e Mamoru non era lamedicina.
-Toglimi le mani di dosso o inizio ad urlare.
Mamorusorrise e lei si infuri ancora di pi. Era logico no, lei lo minacciava e luise la rideva. Lui si schiacci ancora un po su di lei che riusc a sentireil fiato caldo solleticarle il collo. Per un solo istante chiuse gli occhideglutendo per ci che aveva immaginato il respiro era corto ed il caldoaumentava. Poi, come se nulla fosse, ritrovando il lume della ragione parl dinuovo, con voce per nulla decisa, al contrario, sembrava una liceale impaurita,e per questo si maledisse per lennesima volta.
-Te lo ripeto: toglimi le mani di dosso o inizio ad urlare.
-Ed io troverei un modo per zittirti.
Edil guizzo che lesse negli occhi di lui non le piacque per nulla.
-Lasciami andare.
Stavaattingendo a tutta la sua pazienza, scorta compresa, per rimanere calma e nonprenderlo a schiaffi, sempre se fosse riuscita a liberare le mani. Ma forsesarebbe riuscita a non pestarlo a sangue visto che Mamoru aveva lasciato i suoi polsi e si era alzato dal lettopermettendole cos di respirare normalmente.
-Posso parlare?
S,decisamente era stata premiata. Mamoru aveva messo da parte i suoi modiarroganti e le stava parlando con pi delicatezza? Era meglio per nonfarsi stupide illusioni, la carogna che era in lui era sempre pronta a tornare agalla, da un momento allaltro.
-Hai esattamente cinque minuti.
-Facciamo dieci?
No,si era sbagliata. I modi arroganti, Mamoru non sapeva metterli da parte e lacarogna era parte integrante del suo essere. Cos come il sorriso da pescelesso che le stava mostrando in quel momento.
-I minuti a tua disposizione sono diventati due.
-Ok ok. Allora ho sbagliato a leggere il tuo diario.
-Questo gi lo hai detto.
-Ok
-Hai detto pure questo.
Eraodiosa? S, ma non le importava. Il suo unico scopo era esasperarlo. Infantilecome comportamento? Probabile, ma Mamoru era stato pi maturo di lei leggendoil suo diario? No, per nulla. Quindi meritava la sua vendetta. Non gli avrebbereso le cose semplici, per nulla.
-Mi fai parlare oppure no?
-Finora non hai detto nulla di nuovo!
-Secondo te facile parlare quando il tuo interlocutore ti guarda come se fossilessere pi schifoso del pianeta?
-Non colpa mia se sei lessere pi schifoso del pianeta!
Esi era trattenuta dallidentificarlo come una carogna. Doveva ammettere chestava facendo dei progressi impressionanti. Se quellincontro si fosse svoltosolo unora prima, probabilmente, di Mamoru non ne sarebbe rimasto nulla tantoera furiosa.
-Usagi dannazione ho sbagliato a leggere il tuo diario, ma tu come avrestireagito a leggere quello che quello che cera scritto!
-Non lo so come avrei reagito, ma posso assicurarti che io non avrei mai letto ildiario di unaltra persona!
-Vedi! inutile parlare con te, pretendi di avere ragione su tutto, non cos?
Ok,cera qualcosa che non andava. Pretendeva di avere ragione su tutto? Ma eraunassurdit bella e buona! In quel caso lei aveva ragionissima! Era statolui ad essere nel torto pi marcio che poteva esistere, non poteva pensaredavvero di poter risolvere il tutto con un semplice Mi dispiace, non avreidovuto .
Ceraqualcosa che le sfuggiva. Le mancava un passaggio. Era come se davanti ai suoiocchi si trovassero infiniti tasselli di un puzzle ma non sapeva da doveiniziare. Vedeva che tutti si incastravano tra loro alla perfezione, ma nonerano la perfezione. Doveva tornare a ragionare a mente lucida ed evitare difarsi prendere dalle emozioni. Era chiaro come il sole che Mamoru stava provandoa dirle qualcosa, anche se i modi erano alquanto discutibili. Ma doveva capiredove voleva andare a parare il cervello bacato di quellidiota.
-Dimmi perch hai letto il mio diario.
Secon il dialogo non si arrivava ad un punto, tanto valeva passareallinterrogatorio. E tanto valeva tornare ad essere una donna matura eresponsabile e rimettere lUsagi adolescente nellandito pi remoto dellasua mente. Non aveva bisogno di comportarsi con una ragazzina, soprattuttoadesso che si trovava di fronte a Mamoru.
-Sono stato spinto dalla curiosit.
Potevaessere una risposta accettabile, se non fosse che quello che aveva davanti eraChiba Mamoru e lui non dava mai risposte accettabili, anzi, per correttezza, nondava mai risposte. Cercava di deviare i discorsi su altri lidi, ma non erastupida, e soprattutto aveva ripreso ad essere padrona della situazione, deldialogo.
-Dimmi perch hai letto il mio diario.
Nonlasciarsi prendere dalla rabbia e trattare Mamoru come faceva con i propriopazienti. Dopotutto, le prime volte, era riuscita a comunicare con lui perchnellultimo periodo aveva dimenticato di essere una psicologa?
Perch con Mamoru sei semplicemente Usagi.
-Per conoscerti.
Era preparata a tutto,tranne alla verit.
Nonostantela sorpresa, per, riusc a rimanere lucida e a non far trapelare nessunaemozione. Era una maschera. Era una psicologa. Era una donna.
-Stiamo gi provando a conoscerci, leggendo il mio diario hai solamente perso lamia fiducia.
-Io non ho mai avuto la tua fiducia.
Laparte razionale, quella legata al suo lavoro, le suggeriva di non controbatterea ci che era stato detto, al contrario, il suggerimento era di dare corda aMamoru e farlo parlare, farlo aprire ulteriormente cos da comprendere cosavolesse dire davvero. Ma, la parte istintiva, la vera Usagi, ruggiva quasi asentire quelle parole: lui la stava accusando di di aver recitato una parte,quando in realt lei aveva fatto di tutto per non lasciarsi travolgere dairicordi del passato.
-La fiducia un sentimento che va conquistato e comunque, per ottenere lafiducia di qualcuno ci vuole tempo.
Edera davvero cos. Mamoru non poteva pretendere che in venti giorni lei sifidasse completamente, ciecamente, di lui. Era qualcosa di impensabile,inconcepibile. La fiducia era come una pianta: si piantava il piccolo seme, losi innaffiava e si attendeva che germogliasse. Mamoru non aveva piantato nessunseme e non si era mai preso briga di volerlo fare.
-Tu hai mai provato davvero a darmi fiducia?
Equella domanda le aveva troncato definitivamente le gambe.
No.Non aveva mai provato. Era difficile da ammettere, ma non aveva mai provato.Dare fiducia era mettere nelle mani di qualcuno una parte di s e lei nonaveva nessuna intenzione di mettere nelle mani di Mamoru se stessa, neanche unamisera parte. Probabilmente era prevenuta, era malfidata, ma a causa di ChibaMamoru aveva sofferto tantissimo e no, non aveva mai preso in considerazionelidea di potersi fidare di lui.
-Perch dici cos?
-Perch la verit. Con me non sei mai stata Usagi.
Perchcon Mamoru sei semplicemente Usagi .
Con me non sei mai stata Usagi.
Cera un abisso tra quelloche pensava lei e quello che pensava lui. Ma, in fin dei conti, poteva darglitorto? Non era forse vero? Non aveva ragione Mamoru? Con lui era sempre statauna psicologa. Una ragazzina viziata. Una bambina ma non era mai stata Usagi.Mai.
Perch con Mamoru sei semplicemente Usagi.
No,con Mamoru era semplicemente una bugiarda.
-Cosa hai scoperto leggendo il mio diario.
-Che Usagi una romantica sognatrice e qualcuno le ha spezzato il cuore.
Assurdo!No, era assurdo, inverosimile, quasi tragicomico se non si fosse trattata dellasua vita. Lui che cercava di capire chi lei fosse lui che si chiedeva chipotesse averle spezzato il cuore lui lui che sembrava in pena per lei.
Assurdo.
Impossibile.
Inconcepibile.
Inaccettabile.
Doloroso.
Perch con Mamoru sei semplicemente Usagi.
ConMamoru non sarebbe mai stata semplicemente Usagi perch non voleva soffrireancora a causa sua.
-Sei fuori strada. Assolutamente. Nessuno mi ha spezzato il cuore per il semplicemotivo che il diretto interessato non mi ha mai rifiutata.
Perchspecificargli tutto? Perch doveva iniziare proprio da l ad essere sincera?
-E perch?
-Perch non ha mai saputo niente. Mamoru, quello che hai letto riguarda ilpassato, avevo diciassette anni e la testa piena di sciocche frivolezze.
Sciocchefrivolezze che lo vedevano come protagonista indiscusso dei suoi sogni piintimi, ma questo adesso non lo riguardava.
-Amare per te una sciocca frivolezza?
-Non si pu amare una persona che non si conosce, non credi?
Elei non sapeva nulla di quel Chiba Mamoru e, in fondo in fondo, non sapevaniente neanche di quello presente.
- quello che mi sono detto anchio solo che perch ti sei arrabbiatatanto?
Perchsi era arrabbiata tanto? Perch non ricordava se cera scritto il suo nome inquelle pagine e perch
-Mi sono sentita violata. Forse per te una sciocchezza ma la verit. Cometi sentiresti se qualcuno entrasse nei tuoi pensieri e ci sguazzasse senzanessun ritegno?
-Io non ho sguazzato senza nessun ritegno tra i tuoi pensieri.
-Oh certo! Perch non hai riso quando hai letto di come mi sono comportata peruno stupido ragazzo che non vedeva al di l del proprio ego. Non hai risoquando hai letto di come mi struggevo damore per lui. Non ti sei divertito adimmaginarmi vittima di pene damore. Andiamo Mamoru! Ti ho servito su di unpiatto dargento un modo in pi per prenderti gioco della sottoscritta, persfottermi.
-Mi sembra di non aver fatto nulla di tutto ci!
-Ne sei sicuro? Sbaglio o sei stato tu a dirmi che sono stata una stupida afidarmi di Isei!
-E ne sono tuttora convinto! Isei ti ha solo sfruttato. Si fatto una bellascopata e via!
-Non parleresti cos se sapessi come finita!
Dannatalei e la sua lingua. Mai che riuscisse a mettersi un cerotto in bocca! Ma chequalcuno le spari un colpo in testa quando le salta in mente di parlare! Dovevacontare fino a dieci prima di parlare!
-E come finita? Vi siete giurati amore eterno?
-Ecco! questo il tuo problema! Perch devi essere sempre cos maledettamentevelenoso?!
-Io non sono velenoso
-Ah no? Ed allora dimmi perch devi disprezzare Isei? Sbaglio o tuo amico?
-Io ed Isei non ci parliamo da quando sono partito per Boston!
Questolo ignorava.
-Chiss perch!
-Non esiste un perch! Dalloggi al domani sparito dalla mia vita aquesto punto so a chi devo dire grazie!
Eda quel punto aveva taciuto perch si sentiva veramente responsabile, anche senon capiva il perch
Misarebbe piaciuto essere il tuo Mamoru.
Ecco il perch. Quel bigliettino stava a significareche per Isei non si era trattato di una botta e via ma questo non potevadirlo a Mamoru.
-Mi dispiace ma non capisco in che modo io possa essere responsabile del vostroallontanamento.
Equelle parole avevano tutto un altro significato.
-Esisteva una specie di regola. Mai andare con le amiche di Rei. Si sarebberocreati troppi casini.
-Cio, fammi capire esisteva un codice segreto? Ma eravate scemi o cosa?Credevate che fossimo carne da macello?
-Proprio per evitare che foste carne da macello avevamo stipulato questa regola!Per non azzannarci come animali nel caso in cui uno ci avesse provato con unadel gruppo e lavesse fatta stare male.
-Davvero misericordioso da parte vostra. Grazie!
-Senti, inutile parlarne. Ok?
-Mi dispiace per Isei, io non credevo
-Non hai nulla di cui dispiacerti. Non stata colpa tua se ci siamo persi divista e poi, dopotutto, non eravamo amici eravamo solo due conoscenti, s deiconoscenti.
Sul non sentirsiin colpa visto il biglietto che aveva in valigia s in valigia, stavoltaera stata previdente e lo aveva nascosto subito aveva i suoi dubbi anche sei torni non le tornavano. La questione della regola la trovava assurda. Manon voleva parlarne, non in quel momento. Le interessava chiarire altro.
-Non capisco per perch hai reagito cos male quando hai saputo di Isei
Erastata assurda la reazione di Mamoru, non riusciva a spiegarsela, era come seera come se si fosse sentito offeso in qualche modo, ma lei non aveva fattonulla di male, o no?
-Dobbiamo parlarne proprio adesso?
No, perch adesso, potremmoaspettare la fine dellanno oppure fare finta di niente .Gli uomini! Erano capaci di perdersi in un bicchier dacqua.
-Mamoru, i due minuti sono scaduti da almeno un quarto dora! Muoviti aparlare!
Quelragazzo era capace di farle perdere il lume della ragione, se continuava coslavrebbe mandata in terapia, se lo sentiva!
Untocco deciso alla porta la innervos ancora di pi. Era come nei film, sul pibello accadeva qualcosa, o la puntata finiva o cera la pubblicit. Cavolo,ma quella era la vita vera, non ci potevano essere delle interruzioni senzasenso, non ci potevano essere interruzioni e basta.
-Avanti!
Lapersona che stava per entrare doveva avere un valido motivo per andarla adisturbare, altrimenti avrebbe pagato cara quella interruzione fuoriprogramma per lei era gi difficile mantenere la calma, diventavaimpossibile se la interrompevano proprio sul pi bello.
-Disturbo?
-S!
-No!
Daquando parlava contemporaneamente a Mamoru? E da quando Mamoru e Shingo eranocos amici, visto il sorriso a tuttotondo con cui il primo aveva accolto ilsecondo?
-Ho interrotto qualcosa?
-S!
-No!
Ancora?Ma era una presa in giro? Mamoru parlava solo per contraddirla? Certo che Shingodisturbava, lo si capiva da come gli aveva risposto quando aveva bussato! Ecerto che aveva interrotto qualcosa, lo si intuiva da come lo stava fulminandocon gli occhi! E dannazione, adesso mi metteva ad urlare anche nella sua mente,non sarebbe uscita viva dalla sua stanza, se lo sentiva.
-Siete sicuri di sentirvi bene?
-No, che non sto bene!
-Stiamo benissimo!
Basta!La sua pazienza era stata ampiamente esaurita, anzi, aveva terminato le scorteanche per il mese successivo e quello dopo ancora. Era arrivato il momento diprendere in mano la situazione o non ne sarebbero usciti vivi, anzi, non nesarebbe uscita.
-Tu taci. - E con un gesto secco, come quello che aveva subito pochi minutiprima, aveva costretto Mamoru a sedere. - Tu dimmi cosa c, e fallo infretta. Ho da fare con lui. - E con il pollice aveva indicato lo stesso Mamoruche la fissava basito.
-Ti cerca mamma. urgente.
Niente va mai cos male chenon possa andar peggio. Ecco, questo era uno diquei proverbi - che poi non era un vero proverbio - che cadeva a fagiolo. Erauna interpretazione diversa - ma adatta alla situazione - della legge di Murphy.Per concludere in bellezza quella magnifica giornata, ci voleva solo sua madre.Ed ancora cera tutta la serata, cosaltro sarebbe accaduto?
No.Non poteva essere vero. Quello era solo un brutto sogno, tra pochissimo sisarebbe svegliata e si sarebbe ritrovata nella sua stanza a Tokyo. Doveva esserenecessariamente cos.
-Dille che tra dieci minuti sono da lei.
-Non credo che sia una buona idea. Sta dando di matto. Dice che dopo lo scherzoche le hai fatto stamattina rischia un infarto.
Uninfarto solo perch aveva evitato una giornata, infernale, in sua compagnia inun centro di bellezza? Assurdo.
-Ho capito. Tu aspettami qui. - E con il solito fare autoritario si era rivolta aMamoru. - Shingo tu vieni con me.
Eraormai fuori dalla stanza quando aveva deciso di far capire a Mamoru che nonstava scherzando.
-Ti conviene farti trovare esattamente come ti sto lasciando se non vuoi morire!Sono stata chiara!?
Nongli aveva dato modo di ribattere. Aveva visto solo il suo pomo dAdamo alzarsiverso lalto, poi verso il basso. Questo era stato pi che sufficiente, lesue minacce erano servite allo scopo: intimidirlo.
-Mi sono perso qualche puntata?
-Oh, anchio mi sono persa qualche puntata, vero oniichan ?
Erail momento di mettere in chiaro anche con Shingo. Cosa si erano detti lui eMamoru? Poteva contare ancora su suo fratello oppure anche lui, come sua nonna,era caduto vittima del fascino da camice bianco?
-Di preciso, a cosa ti riferisci?
-Allincontro sotto la luna di ieri sera tra te e Chiba Mamoru, ad esempio.Oppure al mega sorriso con cui Mamoru ti ha accolto quando sei entrato percaso c qualcosa che io dovrei sapere?
Sesuo fratello le avesse confessato di uneventuale omosessualit di Mamorusarebbe stata certamente colpita da un ictus; non poteva aver perso la suaadolescenza dietro un ragazzo che non la considerava semplicemente perch nongli piacevano le ragazze.
-Innanzitutto non c stato nessun incontro sotto la Luna, io e Mamoru cisiamo incrociati fuori dallo studio di pap e secondo, non ho mai visto unmaschio pi etero di lui, te lo posso assicurare. Tu piuttosto, ho percepitouna strana elettricit in quella stanza. Ho interrotto qualcosa?
Avevainterrotto qualcosa? S, aveva interrotto il momento di pathos che si eravenuto a creare. Era riuscita ad entrare in comunicazione con quella parte diMamoru che non conosceva o, pi correttamente, era stato Mamoru a privarladella maschera ed a farla parlare.
-Stavamo cercando di chiarire una questione spinosa. Tutto qui.
Nonpoteva certo dire che stava cercando di estorcere, anche con la forza se fossestato necessario, il perch degli atteggiamenti di Mamoru.
-Ho capito, non vuoi scucirti pi di tanto. Va bene, ma state attenti stasera.Avrete gli occhi di tutti puntati addosso, cercate di essere una bellissimacoppia di fidanzati innamorati e pronti al matrimonio. Ci siamo capiti oneechan ?
-Non preoccuparti non gli salter al collo, n tenter di evirarlo se questo che temi! Saremo una coppia di fidanzati modello
Almeno spero .La parte finale della risposta, per, la tenne per s.
-Per sai, non so quanto dovrete recitare, prima mi sembravate parecchioaffidati.
Parecchioaffiatati loro? Non era scoppiata a ridergli in faccia solo per non offenderlo.Erano pi affiatati i coniugi Tsukino che loro due, povero Shingo!Lastinenza gli provocava brutti scherzi. Aveva fatto finto di nulla, non leandava di parlare ancora della questione anche perch era un po arrabbiatacon Shingo che aveva spezzato la tensione emotiva che si era venuta a creare ene era certa, vista la sua esperienza nel campo, Mamoru non si sarebbe lasciatosopraffare da lei una seconda volta.
-Certo! Come dici tu! Lasciami andare da mamma che star diventando matta
Eradavanti la porta della camera da letto dei suoi genitori e stava per entrarequando Shingo le blocc la mano, sorridendo imbarazzato.
-Mi dispiace.
Duesemplici parole per farle capire che la legge di Murphy non sbagliava mai sequalcosa pu andare male, lo far .
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XXgiorno
Ore18:13
-10 giorni allalba
Avevaaspettato per unora intera il suo ritorno, ma inutilmente. Di lei neanchelombra ed alla fine, un po sfiduciato ed un po rincuorato, era tornatoin camera cercando di riposare in vista della festa a cui avrebbe dovutoprendere parte.
Ilsonno tardava ad arrivare il pensiero fisso di lei non lo lasciava andare.
Ancorauna volta, stavolta con meno strati di vestiti rispetto allesperienza diNikko, aveva potuto saggiare la morbidezza dei suoi seni e questo avevarisvegliato i suoi istinti animali. Si era alzato dal suo corpo cercando dimantenere la calma, facendo finta di nulla, ma aveva notato lespressioneimbarazzata di Usagi. Aveva visto come si era soffermata a fissare le sue labbrae laveva vista deglutire come a scacciare un pensiero poco casto, o forseera lui a farsi tutte quelle illusioni. A parte quel lampo di malizia, non avevaricevuto altre reazioni da lei, se non limbarazzo.
TsukinoUsagi lo avrebbe portato alla follia, di questo ne era certo.
Sentivaancora addosso il profumo della sua pelle: fragola e vaniglia, come se sitrattasse di un gelato ed Usagi era proprio come un gelato fredda madolce. Di una dolcezza che aveva intravisto solo attraverso le pagine di queldiario, di una freddezza che aveva visto rivolta solo verso se stesso; ma perchdoveva essere lui lo sfogo di lei? Che poi se si voleva sfogare proprio con lui,bh!, poteva farlo benissimo ma in un altro modo, molto pi piacevole, moltopi passionale. S, perch era stanco, stanchissimo, dei giochi di lei.
Quellamaledetta ragazza sapeva benissimo che tra loro esisteva una strana alchimia.
Esistevauna forza misteriosa che li spingeva uno verso laltra.
Esistevauna forza magnetica che li portava a scontrarsi ed a creare delle vere e propriescintille scintille che accendevano i loro animi.
Seavesse avuto la possibilit lavrebbe azzittita a suon di baci e lei loaveva capito quel pomeriggio. Lo aveva capito perch non era riuscito atrattenere le reazioni del suo corpo.
Volevaprenderla per i fianchi e saggiare quelle labbra rosse, gonfie, piene edinvitanti. Voleva saggiarne la consistenza, voleva scoprire se erano dolci comesembravano; ma tanto lo sapeva, lei era uno zuccherino per gli altri, non perlui. Se solo avesse provato a sfiorarla, se solo avesse provato a baciarla, sesolo lavesse baciata gli avrebbe staccato le labbra con un morso, maavrebbe rischiato tanto, s per sentire il calore di lei avrebbe rischiatoquesto e molto altro ancora.
Avrebberischiato la sua incolumit fisica, sua e del suo amico, per saggiare il saporedella sua pelle lodore era afrodisiaco. Lodore della sua pelle, non ilprofumo. Perch lodore della pelle di una persona era qualcosa di naturale,incontaminato. Era qualcosa che accompagnava ogni singolo individuo sin dallanascita, qualcosa capace di renderlo unico e lodore della pelle di Usagiera dolce ma acre allo stesso tempo. Forte, deciso, ma non fastidioso, unmisto tra lesuberanza e la sensualit perch - diavolo! - lui riusciva adare un aroma a tutto, anche al carattere ed Usagi era proprio cosesuberante e sensuale soprattutto quando si arrabbiava. In quei momenti,quando la vedeva preda della collera, per lui diventava difficile controllare leproprie azioni. Il suo corpo si incendiava e diventava pregno di desiderio perlei.
Lelabbra di Usagi diventavano invitanti cos come la linea del collo, non sottilecome le ragazze che aveva avuto in passato, ma neanche cos decisa perch leiera unica. Era donna ma ancora ragazzina era un qualcosa che mandava inorbita i suoi ormoni ed i suoi pensieri pi casti.
Ilcollo, le labbra, il seno e le gambe? Quelle maledette gambe che nascondevasempre dentro a quei maledetti pantaloni. Maledetti-benedetti: maledetti perchnon gli permettevano di bearsi della vista di quella meraviglia, forti e tonichecosce che si intravedevano sotto il tessuto elasticizzato dei jeans; benedettiperch, almeno cos, non era costretto a far ricorso a continuo docce freddeper calmare il bollore che accendeva in lui ogni volta che il suo sguardo, casualmente ,si soffermava su quella porzione di lei.
E vaffanculo a tutto! Avevanecessariamente bisogno di una doccia fredda!
Maledetta,maledettissima Tsukino Usagi che non lo lasciava riposare in pace!
********** *****
XXgiorno
Ore19: 03
-10 giorni allalba
Avevatrascorso le due ore pi terribili della sua vita. Chiusa in camera con suamadre e tre estetiste, anzi no, look-maker come avevano preteso diessere chiamate. Curatrici di immagine, come se stesse per prendere parte ad ungran gal.
Lacosa pi carina che le era stata detta in tutto quel tempo, era che aveva unviso tondo come una luna piena e si era fatta violenza da sola per cercare ditrasformare quelle parole in un complimento.
Lecchinanumero uno si era occupata dei suoi capelli, lavandoli e stressandoli per pidi unora. Alla fine, come colpo di grazia, le aveva infilzato la testa con unnumero imprecisato di forcine ed i suoi capelli erano stati sistemati inunelaborata acconciatura che metteva in mostra il suo viso pieno ma se ilsuo volto era davvero cos tondo, non era meglio lasciare i capelli scioltisulle spalle? I misteri della vita.
Lecchinanumero due si era occupata del suo corpo, delle tortura da applicare ad esso.Odiava la ceretta, era dolorosa e soprattutto danneggiava i capillarisuperficiali, ma a quella torturatrice legalizzata sembrava non importare nulla.Si era occupata, nellordine, delle sue ascelle, delle sue braccia,dellinguine e pure delle gambe. Era riuscita a non farsi depilare anche ilviso, anche perch, onestamente, non che il suo viso presentasse una qualchetraccia di peluria, per fortuna. Alla fine di tutto, per, il suo martirio erastato ripagato con un bagno caldo, troppo breve a dire il vero, seguito da unmassaggio rigenerante ed il suo corpo era stato cosparso di olio di mandorleforse, era pronta per essere fritta?
Alecchina numero tre era toccato il maquillage di viso, mani e piedi perchsi, anche le unghie di mani e piedi dovevano essere coccolate e vezzeggiate. Assurditsu assurdit! Quellosarebbe stato il pomeriggio ideale per Minako e Rei, ma non certo il suo! Lapinzetta era stata dolorosissima e le sue sopracciglia erano state sfoltite diniente ma, stranamente, agli occhi delle presenti adesso sembravano pi arcuatee definite ma lei continuava a non notare differenze. Il suo viso era statoimpiastricciato con strati e strati di cremine che servivano a fissarenellordine fondotinta, correttore, cipria, fard ed ombretti. Le sue labbraerano state violentate nel vero senso della parole; un rossetto, dal coloreimprecisato, ne aveva rimodellato il contorno donandole laria di una vera epropria prostituta.
Cosaassurda? Sua madre approvava tutto ci, ma dove era finita? In un film horror?
Unavolta fuggita dalle grinfie delle Ayakashi Sisters , con sua madre quartomembro del trio a questo punto diventato quartetto, si era ritrovata in camerasua ad ammirare lopera darte e si era sentita una perfetta idiota.
Nonera possibile!
Quellanon era lei. Era assurdo. Ma quelle tre cosa avevano fatto? Era stupenda. Ohs. Era meravigliosa. I capelli erano stati raccolti in unelaborataacconciatura che lasciava cadere qualche ciocca al lato del viso regalandole unaspetto aristocratico, ma elegante. Il suo viso era stato stravolto.Lazzurro dei suoi occhi sembrava pi vivo, pi intenso, pi luminoso. Glizigomi sembravano di porcellana, lisci e brillanti, sfumati di rosa e le suelabbra le sue labbra sembrano due soffici nuvole di zucchero filato!
-Questa non sono io!
Dovevascusarmi immediatamente con lecchina uno, due e tre! Avevano fatto un lavoroegregio e forse doveva trovare loro un nuovo soprannome, pi consono allaloro bravura. Magari avrebbe attinto alla fantasia di Miky, come si chiamava ilnuovo cartone che guardava tutti i pomeriggi alla tv? Gals! , vero? Quelleerano tre ragazze alla moda che sapevano come rendere lei una principessa.
Dovevaringraziare anche sua madre. Il vestito che laveva costretta ad indossare eramagnifico! Il grigio perla risaltava la sua carnagione chiara ed il taglio stileimpero le strizzava il seno, regalandole una terza abbondante, anche se in realtportava una misera seconda. Labito cadeva morbido lungo i fianchi fermandosipoco pi in alto del ginocchio facendola sembrare una ninfa greca.
Chesua madre avesse gusto non lo aveva mai messo in dubbio, ma adesso! Adesso ledoveva fare una statua, era necessario!
Lescarpe - in tinta con labito - erano lunica nota negativa, non perchfossero brutte. Semplicemente le andavano un po strette, questo era lunicoinconveniente dellindossare qualcosa che non si era mai provato. Alte, moltopi alte delle decolt nere che aveva portato per il tubino nero castigato chepersonalmente aveva scelto per loccasione, le slanciavano le gambe scoperte.
Erameravigliosa, ma questo lo aveva detto, vero?
Siguardava allo specchio e sorrideva come una stupida, si sentiva una veraprincipessa. Era una sensazione strana e lontana, le sembrava di essere tornataindietro negli anni era qualcosa di bello! Era il momento di aggiungere gliultimi dettagli. Gli orecchini di perle e la collana in oro bianco ed eraperfetta, come non lo era mai stata in vita sua.
Laporta della sua stanza si era aperta improvvisamente, senza che lei avesse iltempo di comprendere ci che stava accadendo.
-Usagi ti dispiacerebbe aiutarmi con il nodo di questa stupida cravatta? Non miriesce bene stasera!
- Magari la prossima voltaimpara a bussare, che ne dici?
- Oneechan , da quando devo bussare per entrare in camera tua?
-Da sempre Shingo! Da sempre!
-Accidenti, ma sai che adesso che ti guardo bene devo proprio farti i mieicomplimenti, sei davvero bellissima!
Sorrisefelice iniziando a girare su se stessa per farsi ammirare.
-Allora che ne dici?
-Che se non lo stendi stasera, inizier a provarci io spudoratamente!
-Scusa, ma chi dovrei stendere?
-Mamoru, mi sembra ovvio!
-State parlando di me?
Enellesatto momento in cui Shingo si era girato verso la fonte della voce leiera rimasta pietrificata.
Bello.
Bellissimo.
Dovevasmetterla di comportarsi come unadolescente! Ok! Davanti gli occhi siritrovava un bellissimo esemplare di homo sapiens sapiens, ma questo non eratutto nella vita, no? Nel completo nero che indossava, Mamoru sembrava nontrovava neanche lei le parole per descriverlo. Non avrebbe pi utilizzatolaggettivo qualificativo bello, e neanche il relativo superlativo, era troppopoco per descriverlo in quel momento.
Mamoruemanava unaura di fascino, eleganza, mascolinit che superava di gran lungaquella a cui era sempre stata abituata. La camicia bianca, sotto la giacca nera,era il perfetto connubio tra eleganza e sobriet. Doveva necessariamenteprendere una boccata daria o sarebbe entrata in iperventilazione da l aiprossimi trenta secondi.
-S, effettivamente stavamo parlando di te! Ci chiedevamo se fossi pronto ioadesso vado, ci vediamo di sotto
- Shingo - Suo fratello nonpoteva lasciarla l, sola. Non in quel momento. - e la cravatta? - Giusto, lacravatta. Dopotutto lui era l per quella cravatta.
-Chiedo alla nonna! Oh, come si fatto tardi, devo proprio andare
Edera andato via, chiudendosi la porta alle spalle.
-Sei pronta?
No.Non era pronta, non era pronta per ritrovarselo cos cos e punto.
-Quasi, devo solo mettere questa stupida collana che ha uno stupido gancio chenon ne vuole sapere di stare aperto.
Forsenon era il gancio ad essere stupido, e forse neanche la collana. Forse era colpadelle sue mani che avevano iniziato a sudare nello stesso istante in cui luiaveva fatto ingresso nella sua camera.
-Lascia fare a me.
Econ delicatezza le aveva tolto dalle mani la collana e laveva fatta spostarepermettendole di stare davanti allo specchio ed osservare le loro immaginiriflesse. E visti cos erano davvero belli. Mamoru la sovrastava, ma non lasoggiogava. Sembrava quasi che si piegasse sulla sua figura per difenderla dalmondo esterno. Solo per un attimo i loro sguardi si erano incrociati, poi leiaveva abbassato gli occhi, iniziando a giocherellare con lanello che portavaallanulare destro.
-Sei molto bella stasera.
Quelleparole sussurrate al suo orecchio ebbero il potere di farla arrossire. Non alzil capo, non incroci il suo sguardo, rimase immobile. Le dita di Mamoru sulsuo collo erano leggere e delicate, calde. Per un attimo spero di sentire queltocco delicato anche sulle spalle ma dur giusto un attimo.
-Hai un buon profumo.
Ancoraparole sussurrate allorecchio.
Ancorail rossore diffuso alle sue guance.
Ancorala voglia di lasciarsi andare in un suo abbraccio.
Ancorala forza di restare immobile e non lasciarsi andare.
Dovevafinire tutto, in fretta.
Ilpasso avanti che fece le permise di tornare a guardare lucidamente lasituazione. Lei e Mamoru soli in camera sua. Con lui che aveva un atteggiamentoambiguo. Doveva andarsene subito.
-Scendiamo? I primi ospiti saranno arrivati.
Era riuscita amantenere un tono di voce fermo e naturale. Le gambe per le tremavanoterribilmente. Mamoru le aveva aperto la porta facendola uscire e poi subito siera affiancato porgendole il braccio.
-Stasera mi farai impazzire.
-Prego?
-Gli uomini presenti non ti toglieranno gli occhi di dosso ed io sar costrettoa vigilare su di te da buon fidanzato.
Quelleparole ebbero il potere di farle perdere lequilibrio, sarebbe pure finita conil viso spiattellato sul pavimento se Mamoru non lavesse afferrata per lavita stringendosela addosso.
Iperafflussodi sangue al viso.
Tachicardia.
Tachipnea.
Vertigini.
Nellordine,queste furono le reazioni del suo corpo.
-Gra grazie.
Salivazioneazzerata. Questa le mancava.
- Ed ecco qui il primo imbecille da mettere al proprio posto!
Seguendogli occhi di lui, alla base delle scale aveva incontrato la figura di Umino,elegante anche lui in un completo blu.
Nonsapeva se era stata la vista del suo futuro marito, o il tono di voce di Mamoru,ma riusc a risvegliarsi da quella specie di demenza adolescenziale in cui eracaduta.
-Fino a prova contraria, Umino il mio futuro fidanzato.
-Fino a prova contraria, stasera, sono io il tuo fidanzato.
Lesue orecchie avevano sentito male, non cera nessunaltra spiegazioneplausibile. Oppure oppure Chiba Mamoru aveva deciso di prendersi gioco dilei, e questa alternativa le sembrava la pi esatta, conoscendo il soggetto.
-Piantala con questo gioco, mi sembra di aver gi chiarito il punto.
-Tu non mi hai lasciato la possibilit di parlare
-Io non ti avrei lasciato la possibilit di parlare? Ma
-Non credo che sia questo il momento pi adatto per chiarire le nostredivergenze di opinione. Tuo padre ci sta guardando.
Cosdicendo, con il dorso della mano le aveva spostato una ciocca che le ricadevaproprio davanti gli occhi accarezzandole, distrattamente ,la guancia.
Adocchi esterni, quello poteva essere scambiato per un gesto intimo tra dueinnamorati.
Adocchi esterni, infatti.
Alei quella era sembrata una provocazione bella e buona. Un modo per prendersicerte libert senza rischiare la vita.
-Riprovaci, e ti stacco la mano con un morso.
Ilsorriso di lui non preannunciava nulla di nuovo. La stretta ai suoi fianchi, edil conseguente avvicinarsi al torace di Mamoru, ne furono la conferma.
-Sei ancora pi bella quando ti arrabbi.
Ok.Lei non sapeva come rispondere. Non conosceva questo gioco. Non conosceva leregole. Era con le spalle al muro.
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XXgiorno
Ore21:30
- 10 giorni allalba.
-Mi fanno male le guance a furia di sorridere.
-E tu non sorridere pi.
-Voglio scendere da queste scarpe.
-Ti stai lamentando da oltre mezzora.
Dopolo scambio di battute in cima alle scale, Usagi si era limitata a stargliaccanto senza mai rivolgergli direttamente la parola, se non in quellultimamezzora, e tutto quello che era riuscita a dire si riassumeva in ununicaparola: lamentela.
-Vieni, andiamo a ballare.
Esenza darle il tempo di ribattere, le aveva preso il polso sottile e lavevacondotta al centro del salone dove avevano iniziato a ballare sulle note di nonsapeva bene cosa. Era musica, quindi si poteva danzare. Sembrava un lentoanche se non ne era certo. Per era un modo per farla stare in silenzio edattaccarsela addosso.
-Mamoru io andiamo, mi sento a disagio.
Nonera riuscito a zittirla, ma poteva stringerla ancora un po, tanto perpunirla. Per questo le aveva passato il braccio destro dietro la schiena edaveva afferrato, s proprio afferrato non voleva correre il rischio di vederlaandar via, con la sinistra la destra di lei e subito dopo aveva iniziato amuoversi avvicinando ancora di pi i loro corpi.
-Sembri un manico di scopa, ti prego rilassati.
Edera vero, era rigida e non sembrava per nulla a proprio agio.
-Magari se togliessi quella mano dal mio sedere
-La mia mano non sul tuo sedere sicura di aver dato anatomia?
Avevaavvicinato ancora di pi i loro bacini che adesso, ad ogni movimento, sisfioravano impercettibilmente, mandandolo in una piacevole confusione. La suamano, intanto, silenziosa ed indisturbata, si era spostata lungo il fianco dilei, ed il pollice laccarezzava libero ed indisturbato.
Leguance arrossate di Usagi erano una piacevole visione.
-A che gioco stai giocando? Fino a ieri ti eri scusato per il tuo comportamento,ed oggi ci risiamo?
- Ieri sera mi sono scusato con te per il mio essere cafone. Stasera stoprovando a comportarmi da perfetto fidanzato. E sorridi un po di pi, sembriuna condannata a morte piuttosto che una fidanzata felice.
Edicendo questo si era chinato ancora di pi verso il suo viso volevabaciarla. Voleva saggiare le sue labbra rosa, gonfie, ma non lavrebbe fatto.Non davanti a tutte quelle persone. Non lavrebbe fatto perch perch sesolo ci avesse provato lei si sarebbe infuriata e lavrebbe persa per sempre.
Come se lavesse mai avuta .
Perquesto non baci le sue labbra piene; per questo si accontent di un castobacio proprio l, su quella guancia vellutata come una pesca, rosa come unfiore di ciliegio e morbida come i suoi seni.
Lasent irrigidirsi ancora di pi.
Percepil respiro di lei mozzarsi.
Videle palpebre celare lazzurro dei suoi occhi.
Avevasentito le mani di lei arpionarsi alle sue spalle e sogn di prenderla eportarla via e baciarla, baciarla fino a morire.
Manon fu cos perch Usagi si liber della sua presa e scapp letteralmentevia. Stava andando via anche lui, per fermarla, per spiegarsi, ma Sakura pensbene di bloccarlo.
-Lasciala andare, ha bisogno di prendere aria.
Quelloin realt gli era sembrato un ordine mascherato da consiglio. Osserv la donnache gli sorrideva e decise di darle retta.
-Ti va di fare ballare una vecchia signora come me?
Ecos si era ritrovato a tenere tra le braccia quella donna incredibilmenteaudace per i suoi anni. Sicuramente, in giovent, Tsukino Sakura dovevaessere stata una donna molto spregiudicata.
-Usagi mi ricorda molto me stessa alla sua et.
Eccola conferma alle sue supposizioni.
-Anchio, come lei, difficilmente sottostavo al volere di mio padre. Volevostudiare, conoscere il mondo, diventare medico
-Ma alla fine ha fatto ci che era stato scelto per lei.
-Esatto e mi sono ripromessa di non far commettere ad Usagi il mio stessoerrore io ho amato mio marito, ma non gli ho mai perdonato il suo volermicontrollare su tutto anche sulleducazione di mio figlio. Vedi Mamoru, mianipote una creatura complessa. cresciuta in un ambiente tradizionalistacome ben sai, ma cresciuta in modo diverso da come sono cresciuta io, da comesono cresciuti i suoi genitori. Usagi, a differenza di suo fratello Shingo, hasempre mantenuto le distanze da questo mondo. Ha sempre cercato di essereindipendente dai genitori, da Kenji. Non ha mai seguito il volere di suo padre.Ed adesso adesso si ritrova con le spalle al muro. Divisa tra due universi:quello tradizionalista del Giappone e quello moderno che apre le porte a nuoveopportunit. Usagi ancora non ha ben capito qual il suo posto, o meglio, sache non vuole stare da questa parte della barricata ma ha paura di perdere lasua famiglia e mio figlio fa leva su questo suo punto debole. Sa che Usagi, amodo suo, lo ama, lo stima, lo rispetta, e far gioco su questo per obbligarlaa sposare Gurio- san , anche se sa perfettamente che non adatto a lei.
-Ed io che ruolo ho in tutto questo?
-Oh, non essere sciocco! Tu sai benissimo qual il tuo ruolo! Ed adesso che seistato messo in guardia, e che sai cosa fare, vai da Usagi. Vedrai che adesso nonti aggredir.
Conuna risata sottile, lo aveva accompagnato verso la terrazza, laddove era sparitaUsagi. Quella donna era davvero incredibile. Riusciva a trasmettere serenit,ma quegli occhi nascondevano anche una profonda forza di volont. TsukinoSakura, in giovent, doveva essere una donna davvero affascinante selvaggiaed affascinante.
Comela nipote, che stava discorrendo animatamente al telefono con qualcuno, ma noncapiva chi.
- s. Calmati adesso.
Avevaalzato gli occhi al cielo spostandosi una ciocca da davanti agli occhi. Eranervosa.
- Ho capito, ma inutile chefai cos. Rilassati, ok?
Lavevavisto ma gli aveva dato le spalle, come a nascondersi come a fuggirgli.
-Parto adesso no! Minako inutile che vieni subito! Prima fammi capire cosa successo!
Siera girata nuovamente dalla sua parte ed aveva morso il labbro inferiore, come atrattenere una rispostaccia.
-Passami Kunzite ho detto passami Kunzite!
Questultimoordine era stato praticamente urlato a quella che, da ci che aveva compreso,doveva essere Minako.
-Kunzite s. Ma si pu sapere cosa successo?
Lavevavista ascoltare in silenzio, con la schiena poggiata alla balaustra delterrazzo. Si guardava la punta delle scarpe ed era ad occhi chiusi, come se sisentisse improvvisamente stanca o almeno, lui aveva percepito cos quel suoabbandonarsi alla ringhiera.
-Ho capito facciamo cos. Io vado a controllare, appena so qualcosa vichiamo, ok? Passami Minako, prima lho trattata male.
Isuoi tratti si erano distesi, ma la tensione era ancora palpabile dal comemuoveva gli occhi in cerca di un punto di riferimento. Era rimasto l accanto alei, senza intromettersi, cercando di capire cosa potesse essere accaduto. Erarimasto l sorpreso di come fosse capace, ormai, di interpretare ogni suosemplice gesto.
-Ascolta Mina- chan ! Non c bisogno che piangi, ok? Non successo nulla. Acasa non cera nessuno, ok? Stiamo tutti bene questo che conta. Respirasu mettiti un po a letto ti chiamo appena so qualcosa, s staitranquilla.
Soloquando la cameriera aveva preso il telefono che Usagi le porgeva, si era accortoanche della sua presenza.
- successo qualcosa di grave Usa- chan ?
- Io devo andare. Akiko, saidove posso trovare mia madre?!
Eper un attimo aveva visto negli occhi di lei lombra della paura.
-Usako cosa successo?
Nonsi era neanche reso conto di aver impiegato il nomignolo che avevano programmatodi usare come vezzeggiativo e la stessa Usagi sembrava non aver colto nulla.
-Niente di grave almeno spero.
-Akiko- san ,per favore, pu andare a chiamare Ikuko- san ?
-Certo!
Lacameriera stava per andare via quando la richiam indietro.
-Prima portami un bicchiere dacqua, Usagi sembra non sentirsi tanto bene.
-Che cosa successo?
Lasorreggeva per la vita anche se, probabilmente, non occorreva. E solo dopo chela cameriera era andata via aveva porto la domanda.
-Una nostra vicina di casa ha chiamato Minako dicendole che che cerano ivigili del fuoco nel nostro appartamento. Sembra che ci sia stato un incendio.
-Ecco lacqua.
Akikoera tornata con in mano un bicchiere pieno di acqua.
-Grazie, Aki- chan potresti andare a chiamare mia madre come ti ha chiesto Mamoru?
-Certo, ma tu stai bene adesso, vero?
Usagisi era limitata ad annuire riprendendo a bere.
-Ascoltami, tu vai in camera ed inizia a preparare le tue cose, parlo io con tuamadre, va bene? Ce la fai a salire da sola o vuoi che ti accompagni?
-No parlo io con mia madre non occorre che tu mi accompagni
Quellaragazza era impossibile. Sarebbe riuscita a discutere anche se moribonda.
-Vuoi lasciarmi nella tana del lupo da solo? Vai in camera tua ed inizia aprepararti. Tra meno di mezzora si torna a casa, ok?
Edalla fine era riuscito a farla cedere.
********** *****
XXGiorno
Ore23:50
-10 giorni allalba
Eraquasi mezzanotte e Mamoru aveva impiegato solo due ore per tornare a Shinagawa,invece delle tre piene che si impiegavano di solito. Aveva praticamente volatosullasfalto cercando di fare il prima possibile ed adesso, che si trovavaa pochi isolati da casa sua, aveva un po paura.
Nonavevano praticamente pi parlato da quando lei era stata spedita in camerasua ma non si stava male in quel silenzio, era rassicurante. Era come seMamoru le lasciasse il tempo per riflettere e metabolizzare tutto ci che stavaaccadendo.
-Siamo arrivati.
Conquelle parole laveva strappata dal suo mondo di silenzio e tranquillit.
Letransenne sbarravano il passaggio gi un isolato prima di casa sua. Scese dallamacchina e si strinse nel suo cappotto, anche se era aprile inoltrato continuavaa fare freddo, soprattutto alla sera.
Lefrecce del Suv si accesero, segno che lallarme era stato inserito.
-Andiamo?
Avevaannuito impercettibilmente, ma non si era mossa. Aveva paura. Una maledettissimapaura di scoprire cosa fosse successo alla sua casa.
-Dammi la mano.
Mamorule porgeva la mano e lei non sapeva cosa fare. Alla fine decise di seguire laragione ed afferrarla, aveva bisogno del supporto di qualcuno, non cera nulladi male in ci.
Ilcontatto con la mano calda, e grande, di lui ebbe il potere di farlarabbrividire ancora di pi.
-Andiamo.
Nonostantela voce le tremasse, Mamoru sembrava non essersi accorto di nulla, avanzava comese nulla fosse. Appena arrivati davanti le transenne, per, un poliziotto lifece fermare chiedendo loro di tornare indietro.
-Sono Usagi Tsukino. Una vicina mi ha chiamato informandomi di un incendioscoppiato proprio a casa mia.
Luomola squadr da capo a piedi per poi chiedere, tramite la ricetrasmittente cheaveva con s, conferma ad un collega.
-Prego, passate pure.
Senzaperdere altro tempo, ed accelerando il passo, erano arrivati proprio davanti lasua abitazione e fu invasa dal terrore.
Leautobotti dei vigili del fuoco erano due. Le gazzelle della polizia tre. Le luciblu dei lampeggianti della polizia le avevano fatto venire immediatamente il maldi testa. Tutto attorno una folla di curiosi ed un brusio di sottofondo che nonriusciva a tollerare. Si sentiva osservata, per certi versi additata. Era comeun animale da circo messo in mostra e questo non lo sopportava.
Eracasa sua ad essere andata a fuoco, non cera nessuno spettacolo a cuiassistere, perch non se ne tornavano alle proprie case visto che loro neavevano ancora una?
Facendosi largo tra la gente, era riuscita ad arrivare proprioallingresso della sua abitazione e senza aspettare oltre stava per entrarequando la voce di uno sconosciuto la blocc, mentre una mano si strinse attornoal suo polso.
Isuoi occhi risalirono al proprietario della mano e quasi si sorprese di trovarsiMamoru accanto, aveva completamente dimenticato la sua presenza.
-Mi scusi, ma dove ha intenzione di andare?
Unagente della polizia sulla cinquantina, alto e di media corporatura, le stavadavanti. Il cappello era tenuto in mano mentre con un fazzoletto si asciugava ilsudore che gli imperlava la fronte.
-Io io
Leparole non ne volevano sapere di uscire, si sentiva la gola arsa mentrelodore acre del fumo le arrivava alle narici. Solo adesso percepiva il caloreprovenire da dentro labitazione.
- Tsukino Usagi, la proprietaria dellabitazione. Io sono Chiba Mamoru.
Anchequestuomo, come il precedente, li aveva squadrati da testa a piedi per poischiarirsi la voce ed iniziare a parlare.
-Bh, mi spiace, ma al momento non potete entrare.
Sembrava che nongli importasse di nulla, e probabilmente era cos. Per quelluomo si trattavasolo di lavoro ma per lei era la sua casa. L aveva i suoi ricordi, i suoioggetti, aveva il suo mondo.
-Quella casa mia!
Esenza aspettare una risposta aveva preso di nuovo a marciare verso casa.
-Usagi aspetta!
Lapresa di Mamoru, stavolta, era stata sulle sue spalle ed era stata cosimprovvisa, e forse cos violenta, da farla sbilanciare indietro, tanto dafarle toccare il torace di lui con le spalle.
-Adesso non possibile entrare, stanno facendo dei sopralluoghi. Vedrai, appenai vigili del fuoco daranno il loro ok noi entreremo. Adesso per aspettiamoqui. Va bene?
Mamorunon le aveva lasciato le spalle e le parlava cercando di schiarire le parole.
-Usagi- san !Finalmente sei arrivata!
-Kichida- san !Quando successo?
-Verso le nove. Ho provato a chiamare te e Minako- san ma non rispondevate. I vigili del fuoco sono arrivati poco dopo ma non so in checondizioni la casa, mi spiace. Ma noi due ci conosciamo?
Lultimadomanda era stata posta a Mamoru che era rimasto in silenzio alle sue spalle.Kichida Tara era la pettegola del quartiere. Le sue giornate le trascorrevaappostata alla finestra ad osservare la vita degli altri. Minako la odiava. Pidi una volta, laveva vista spiare lei e Kunzite per poi bisbigliare conShimizu- san ,sua degna alleata nellarte delcortile.
-Ma da dove partito lincendio? Almeno questo sa dirmelo?
Avevanecessariamente bisogno di particolari. Di dettagli che laiutassero a farsiun quadro della situazione.
-Gato- san ,noi abbiamo finito!
Quelnoi abbiamo finito! ebbe il potere di farla girare immediatamente. Difronte aveva un vigile del fuoco. Non sapeva se era il capo, non le interessava.Di fronte aveva un uomo che poteva darle informazioni utili circa la suaabitazione.
-Sono Tsukino Usagi, la proprietaria dellappartamento. Pu dirmi in checondizioni si trova casa mia?
Ilragazzo perch quello che aveva davanti non era altri che un ragazzo, forsepoco pi grande di lei aveva tolto il sopra della tuta ignifuga e si stavasciacquando il viso per togliere le tracce di cenere e sporco. Finite quelleoperazioni, le diede la dovuta attenzione.
-Direi che il pian terreno andato sopra non ho controllato personalmente malincendio non si propagato oltre quello che doveva essere il soggiorno.
-Gra grazie.
Perfetto.Casa sua era andata. Il pian terreno, cucina e soggiorno non esistevano pi.Cucina e soggiorno dove lei e Minako trascorrevano la maggior parte del lorotempo insieme. Dove mangiavano, parlavano, ridevano, litigavano il soggiornodove con le altre avevano organizzato il loro ultimo pigiama-party perinaugurare la casa nuova la cucina dove si divertivano ad impiastricciarecibi diversi non esistevano pi.
-Possiamo entrare?
Mamorulaveva anticipata sul tempo.
-Se aspettate, vi accompagno io. Il tempo di prendere due mascherine.
Avevaannuito anche se non aveva capito cosa le era stato detto. Aveva perso casa,sapeva solo questo.
-Usako, vuoi un po dacqua?
-No, sto bene mi sento solo un po strana come se fossi nuda davanti atutti.
Edera cos. Si sentiva nuda al centro di una piazza gremita di gente. Era come inquei sogni quando si esce di casa e si ritrova ad andare in giro solo conlintimo indosso ecco, limbarazzo, la sensazione di disagio, era lamedesima.
-Tranquilla, ci sono io.
CeraMamoru. Stranamente questo la rassicurava.
-Eccomi. Tenete, mettetele e seguitemi, per favore non allontanatevi. messotutto in sicurezza, ma non voglio correre rischi. la prima volta che mi trovoa guidare una squadra tutta mia e non voglio certo dei problemi.
KondoM., cos cera scritto sulla targhetta ricamata sopra la tuta ignifuga cheera tornato ad indossare, aveva dato un casco di protezione ed una mascherina inplastica ciascuno. Aveva infilato prima la maschera, poi quella sorta dielmetto, sistemandosi i capelli sulle spalle. Ma quando li aveva sciolti? Non loricordava pi.
Avevachiuso gli occhi e cercato subito la mano di Mamoru, inconsciamente. Un respiroprofondo e poi via. Non sapeva, per, quello che avrebbe trovato.
Il fato, il destino, la sorte non si sapeva che nome dare a ci cheera accaduto. Non sapevano che nome dare a ci che li aveva avvicinati pi dimille parole.
Langolodellautrice
Buongiornoo buonasera, dipende dal momento in cui aprirete la pagina con il mioaggiornamento.
Prima le note liete. Come avete potuto vedere Mamoru, finalmente, hainiziato il suo gioco di seduzione nei confronti di Usagi (che ho scopertoleggersi Usaghi, ma per me rester sempre e comunque Usagi, come la scrivo laleggo!). Quanto resister la nostra psicologa (io lo so! Io lo so!)?
Per quel che riguarda lincendio fortunatamente non ho mai provatodirettamente una sventura del genere, io no, i miei zii s. stato basandomisui loro racconti e su ci che ho visto io quella sera, che ho scritto ci che accaduto. Una piccola precisazione, quando scoppiato lincendio in casadei miei zii era notte e loro dormivano non so chi abbia chiamato i vigilidel fuoco. Vi dico questo perch perch non so se effettivamente plausibile essere avvisati da una vicina in un caso simile.
Passando alle note meno liete: prima di tutto le recensioni. So che devorispondere ad almeno un migliaio di recensioni (esagero, saranno solo unatrentina, ma sono tante), lo far pian pianino (almeno questo posso farlo).
Passiamo alle note pessime: questo sar lultimo aggiornamento sino amet marzo. Questo mese particolare, dovr dare un mattone di dimensioneimprecisate e subito dopo ci sar un altro mattoncino, di dimensione ridotte masempre mattone !
Ancora una volta ringraziate Micina82, alias Giovanna, per questoaggiornamento. Se non fosse stato per lei se ne sarebbe parlato direttamentea met marzo. Questa donna ha la capacit di farmi sentire un verme, o unacarogna fate voi. Comunque, Giovanna, mettiti lanima in pace: fino a metmarzo non ci sar nulla di nuovo. Davvero.
- Usagi : nel momento in cui inizia la storia ha 25 anni. Nel corso dellasua adolescenza ha una cotta per Mamoru; cotta che dura circa sette anniquesto periodo pu essere compreso tra i suoi 12/13 ed i 19/20 anni perde laverginit a 17 anni con Isei un compagno di corso di Mamoru. Allet di 18anni entra alluniversit di Tokyo ma continua a soffrire a causa della suacotta per Mamoru. Usagi vive nella prefettura di Shinagawa.
- Mamoru : nel momento in cui inizia la storia ha 30 anni. Allet di 22anni lascia il Giappone per partire per gli USA, Boston. In quel periodo siscopre attratto da Usagi, lui addirittura afferma di aver avuto una cotta perlei, ma non dice nulla perch deve lasciare il suo paese. Mamoru vive nellaprefettura di Ginza.
Graziealle 65 persone che hanno inserito la fic tra le preferite. Soprattutto akatia22, micia247, miss moonlight, perrypotter, selenemoon, SerenityEndimion,ShessomaruJunior, SiOuXsIe, star86, StarFighter, stefyna, sun86m e Tsuki NoHokuri gli ultimi arrivati. (mi spiace aver perso bimbastupenda ed Un NuOvOMoNdO MiO E TuO)
Graziealle 108 persone che hanno inserito la fic tra le seguite. In special modoangel24, cibina, Crystal Radke, Demy84, maby90, Proca_, Sailor crystal,ShessomaruJunior, SiOuXsIe, yuuki_love, zipitina gli ultimi arrivati. (mi spiaceaver perso Cipychan87 Isilya, Mudvayne).
Grazie alle 11 personeche hanno inserito la fic tra le ricordate. Ed anche a hoshi90,nicolettaambrosino, ShessomaruJunior e SognoDiUnaNotteDiMezzaEstate, gli ultimiarrivati.
P.S. Unapiccolo favore: ragazze vi dispiacerebbe firmare le vostre recensioni con ilnome, almeno cos quando vi rispondo posso mettere un nome e sentirvi menodistanti! Grazie!
P.P.S .Ho scritto una piccola one-shot. una AU che si inserisce un paio di anni dopola conclusione di Ad un passo da te. Si intitola Il trasloco contiene spoiler e chi non volesse saperne nulla pubenissimo non leggerla. Adesso vado davvero. Grazie ancora per lattenzione!
Nuova pagina 1P.P.P.S (Nonesiste, ma voi datemelo per buono!) Volevo ringraziare Maryusa. Se questafanfiction stata inserita tra le storie scelte, lo devo ad una suasegnalazione. Ora credo di aver detto tutto. S, vi siete liberati di me!