La chiamata
La chiamata
La chiamata
Qualcuno lo stava guardando, dietro al vetro.
Diverso da qualsiasi creatura avesse mai incontrato, gli occhi scuri pesantemente ombreggiati dalle ciglia scure, sembrava uscito dal reame dei suoi sogni, gli strani sogni che lo visitavano tra le ombre ondeggianti delle alghe.
Era gi arrivato da lui, in passato, non sapeva quando perch la luna e il sole erano lontani dallacqua dove si trovava.
Come sempre si fermava davanti a lui, a lungo.
Con un colpo di coda ruot, un gesto che causava agitazione nei visitatori, quando le scaglie catturavano nuove tonalit, cambiando ad ogni spinta della coda.
La creatura degli occhi scuri non batt ciglio.
Irritato, contro ogni sua previsione, si allontan. Non riusc a trattenersi, come se un pensiero improvviso fosse riaffiorato nella sua testa con la stessa chiarezza del raggio di luce che fendeva, talvolta, lacqua della vasca-mare.
Lui sapeva chi era luomo.
Si volt e vide che il visitatore muoveva le labbra.
***
Limpulso di cacciare era un vecchio ricordo.
Nella vasca-mare aveva cibo in quantit e anche se allinizio i non-pesci con due gambe gli procuravano pesci che non gradiva, avevano imparato.
Lui, invece, aveva imparato che era meglio assecondare le bizzarrie dei non-pesci con due gambe.
A loro non piaceva chi uccideva.
Cos quando nuot lontano della sue zone preferite, dove sapeva che i branchi pascolavano, cauti per i predatori, si stup della sua audacia.
Poi prov il brivido meraviglioso della caccia.
Lasci che la luce lo oscurasse, mentre nuotava, la pelle che si mescolava al blu delle correnti profonde.
Apr la bocca, e le onde sonore attraversarono lacqua fino al branco che nuotava sotto di lui. Diversi pesci persero il ritmo, confusi. mentre il resto del branco si allontanava sempre di pi.
Quando torn nella foresta di alghe, un pesce tra ognuna delle sua mani palmate, prov una senso di delusione.
Per un attimo si era aspettato altro.
La carne era fresca, le scaglie croccanti sotto i suoi denti affilati.
Mentre masticava il pesce, sentiva in bocca il sapore del liquido rosso e dolce.
Vedeva il sangue uscire dalla bocca del visitatore dagli occhi scuri, mentre una fetta di carne pulsante, flaccida e viscida. pulsava tra le sue dita.
Si avvolse, allora, nella rete di capelli e di alghe, con i pensieri confusi e una inspiegabile voglia che gli solleticava le pinne anteriori.
***
Amava passeggiare spesso nei corridoi del Centro Acquatico, sempre pi di frequenta nella zona della creatura.
Era un essere insolito, ricoperto da scaglie cangianti, che diventavano lisce e sfumavano nel blu sulla zona superiore. Il volto avrebbe potuto essere umano, se non fosse stato per i dettagli, come gli occhi dorati o i lunghi capelli argentei, che gli davano un aspetto alieno.
Molti non capivano se fosse un maschio o una femmina. Lo chiamavano la sirena. Secondo la sua assistente era bellissimo.
Come sua prima impressione aveva pensato a qualcosa di fragile, che aveva lapparenza di spezzarsi sotto le sue dita.
Era una sensazione che aveva avuto vita breve.
Il Centro Acquatico era una grande laguna marina, dove erano stati scavati tunnel trasparenti per permettere ai visitatori di godersi in tutta sicurezza le specie marine. Il Centro era nato per celebrare la fine dellesplorazione degli oceani. Nessun abisso marino era rimasto inesplorato, e ci che gli scienziati avevano trovato nelle profondit, era raccolto nellacqua sopra la sua testa.
Luomo avrebbe voluto che rimanesse un centro di ricerche, ma i finanziatori avevano fatto pressioni per aprire la struttura al pubblico, cos lui era costretto a percorrere i corridoi di notte, quando la struttura era chiusa e tutto era avvolto nella luce azzurrina delle lampade notturne.
La creatura era diventata una della attrazioni, anche se raramente si mostrava in pubblico.
Ogni notte, per, quando percorreva il corridoio che passava sotto la sua tana, lo vedeva nuotare davanti a lui.
Sentiva quellalieno sguardo dorato su di s. Una cosa fragile ed effimera lo aveva pensato, in passato, ma non ora, in quei momenti rubati al sonno. Sentiva che era pericoloso.
Ogni notte, quando andava a dormire dopo la consueta visita al Centro, sognava di fuoco e di sangue, una fila sterminata di cadaveri, il pi bel viso di donna che avesse mai visto. Il bianco di una mano affusolata, artigli come lame che uccidevano ancora e ancora. Il segno di un ragno.
Si svegliava nel suo letto, la mente come avviluppata dalle ragnatele che popolavano i suoi sogni.
La creatura lo stava seguendo, al di l del vetro, mentre procedeva nel corridoio.
Difficile resistere al richiamo.
Luomo alz la testa. La creatura sopra di lui aveva aperto la bocca. Qualsiasi verso o parola avesse emesso fu persa nellacqua.
Che cosa sei? non pot fare a meno di chiedere luomo.
Alz la mano e la appoggi sul vetro. Dopo poco la pallida mano-pinna della creatura ombreggi la sua. Dur solo un istante di chiarezza.
Luomo cammin allindietro, mentre lessere galleggiava immobile, i lunghi capelli argentei che ondeggiavano come uno splendido anemone attorno a lui.
Aveva avuto limpressione di un ricordo, di un nome, come un riconoscimento reciproco tra loro due. Poi lesatta sensazione di voler ingannare, possedere, annichilire la creatura davanti a s, per mostrare che lui era superiore, era meglio di un sangue puro .
Luomo promise a se stesso che sarebbe sceso per lultima volta l. Era pi che mai sicuro che la creatura lo volesse uccidere, ma la sensazione sconcertante era che lui stesso voleva farlo. Il pensiero, invece che lasciargli una sensazione di disgusto, gli diede una soddisfazione senza nome.
Nota dell'autrice.
Questa storia nata per caso, ispirata da una fan art molto bella che ho trovato su tumblr: la fanart era SessNara, la fanfiction uhm no ma se vi piace considerarla cos, fate pure. E' un AU ambientata in un distante futuro in cui Sessh diventato una specie di "sirena" mentre Naraku un essere umano "normale". Perch io posso.
Ringrazio come sempre chi legge e commenta.