LNCrawler

QUARTIERE DELL’ALBERGARIA

Guida Per Palermo — liberliber.it · All chapters

QUARTIERE DELL’ALBERGARIA

QUARTIERE DELL’ALBERGARIA

Daremo principio al giro di questo terzo quartiere dal

Palazzo reale. — Questo palazzo trae la sua origine dal saraceno Adelcamo supremo comandante e principe della Sicilia, fabbricato a guisa di munita fortezza nel luogo e sulle rovine della rocca di quelli romani in magistratura, che faceano in questa città la loro residenza. È questo palazzo un aggregato di più fabbriche di differente figura di tempo in tempo edificate, e la parte centrale, ch’è la massima in ampiezza, e la più regolare in figura, fu fatta costruire dal Vicerè marchese di Vigliena nel 1616, che le tolse la forma di rocca, ossia castello, e le diede quella di palazzo, di architettura dorica, ed è composta di un pian terreno, e di due piani superiori con due ordini di ringhiere. A questo palazzo vanno annessi un giardino, un telegrafo, e l’osservatorio astronomico.

Si scenderà, dopo visitato il palazzo, nella loggia del primo ordine di esso, e dalla parte settentrionale trovasi la magnifica

Chiesa reale ed imperiale di s. pietro detta cappella palatina. — La sua fondazione si rapporta al 1129, nel quale anno il conte Rugieri pigliò la corona reale. Gli artefici che travagliarono nella detta fabbrica, e lavorarono il musaico, furono greci, come mostrano le stesse fabbriche ed i lavori. Risplende in questa chiesa la magnificenza reale di Rugieri fondatore per la struttura, e per la nobiltà della materia, della quale è fabbricata, e perciò celebre non solo in Sicilia, ma anche nell’Italia, essendo uno dei migliori monumenti dei suoi tempi che mostrano il principio del risorgimento dell’architettura. Alla porta maggiore precede un portico sostenuto da otto colonne, sette delle quali di granito di Egitto ed una di marmo bianco. La parte inferiore di questo portico fu dal fondatore incrostata di bianco marmo; ma la parte superiore restò senza ornamenti. Quindi D. Giovanni Sances Ciantro della medesima la fregiò di varie moderne immagini a musaico, che storie rappresentano dell’antico testamento con alcuni animali. Il tutto è lavorato a musaico conforme all’interno del tempio, e a lettere pure di musaico. Nell’ingresso sopra la porta si vede a musaico il genio di Palermo coi due ritratti dei già furono regnanti Ferdinando III Borbone, e di Maria Carolina arciduchessa d’Austria. L’architettura della chiesa, ch’è di figura quasi quadrata con nave, ale, e coro con fondo circolare, è di un ricco ordine arabo-normanno: le tre navi hanno due ordini di dodici colonne di finissimo marmo egiziaco, che sostengono dieci archi, e le basi e i capitelli sono di un ordine corintio-gotico normanno oltre quelle della cappella maggiore. La chiesa tutta nelle sue mura e negli archi è riccamente lavorata di musaico a rabesco, e grottesco di sassolini dorati, e variamente coloriti: vi sono effigiati dei fatti del nuovo e del vecchio testamento, e dei santi più insigni della chiesa vestiti alla greca, coi loro nomi, e con iscrizioni, parte latine, e parte greche; e l’inferiore parte dei pareti è vestita di lastre di marmo, e di porfido; il tetto è con soffitta ornata di pitture e di arabe iscrizioni, il pavimento è lastricato di marmi e di porfidi con lavori di pietre di color diverso. L’altare maggiore con gradini di marmo è di falde di porfido di musaico, e di altre preziose pietre, ed il paliotto è di una tavola salda di porfido. Rimpetto l’altare maggiore e in piè della chiesa è allogato il soglio reale, composto di musaico, di porfido, di serpentine, e di altre pregevoli pietre. Nel lato dritto della nave sta il palco della musica con organo, a cui è attaccato un lungo candelabro di marmo bianco di pregevole lavoro, e che giudicasi opera del secolo XII contemporaneo alla chiesa. Ha questa un archivio ove si conservano moltissimi diplomi greci, arabici e latini di norrnanna epoca. Alla descritta chiesa avvi quella sotterranea , ch’è antichissima.

Ritornando per la via Toledo , dopo alquanti passi s’incontra a destra la piazza Bologni , e vicina a questa sta la

Chiesa e casa professa dei padri gesuiti. — È questo uno dei migliori tempî, e dei più cospicui della città, non che per la sua vasta estensione ed ampiezza, ma ben anche per li suoi rari ornamenti, ed argenteria. La pianta è a croce latina con sua crociata, cappellone cupola, e numero otto cappelle con isfondo. L’architettura è di ordine dorico di mezzano carattere. La nave di mezzo è sostenuta da dodici pilastri di ordine dorico tutti impellicciati di marmo con disegno di variato colore, e colle imprese di diverse famiglie, le quali, a di loro spese gli abbellirono, e su dei quali si appoggiano dieci archi. La volta è di stucchi dorati, e di pitture di Filippo Randazzo. La figura del cappellone è circolare. Va ornato dal pavimento sino al cornicione di pilastri di marmi mischi lavorati a mezzo rilievo. La volta del detto cappellone e della nave di mezzo è fregiata di stucchi dorati e di pitture. Nel mezzo si alza il bellissimo altare maggiore di bei marmi lavorato, al quale si ascende per gradini di marmo nero intarsiati di altri marmi di più colori. Ammiransi nelle mura laterali due alti quadri ad olio. In tutto il corpo della chiesa sono 20 altari, la maggior parte di essi dentro cappelle molto belle, decorate di balaustrate, di pitture, di colonne marmoree, ed incrostate di marmi a varî colori. La cupola fu terminata nel 1683, la pittura è di Gaspare Serenario. Questa chiesa fu consacrata ai 16 agosto 1636, ed allora prese il nome di Gesù . Attaccata alla Casa dei Gesuiti è la

Pubblica libreria del senato. — Essa fu istituita nel 1760. Si compone di due saloni, che formano un angolo retto di canne 20 circa. Dentro scaffali di noce si conservano da 40,000 volumi impressi sì nazionali che stranieri, oltre di 2,000 pregevoli manoscritti di diversi autori siciliani e greci, che formano uno dei principali ornamenti di questa biblioteca.

Ritornando per la via del Ponticello , si va a trovare la

Regia università degli studî. — Nel 1806 fu eretta questa Università con il privilegio di conferire agli studenti in essa la laurea dottorale in teologia, filosofia, giurisprudenza, medicina e belle arti. Le cattedre ascendono a 44. Merita vedersi la galleria dei quadri, il museo di storia naturale, l’anfiteatro anatomico ec.

Intraprendendo il nostro cammino, per due cavalcavia va congiunta all’edificio dell’Università la

Chiesa di s. giuseppe dei cc. rr. teatini, con l’altra sotterranea della madonna della provvidenza, via Toledo, n o 177. — Si diè principio alla fabbrica di essa a 6 gennaro 1612, richiese l’opera di molti anni per ridursi a perfezione, e si aprì a 16 dicembre 1632: ebbe l’ultima perfezione nel 1645. Riuscì questo tempio uno dei più nobili che trovasi in città ed in Italia, sì per la magnificenza delle fabbriche, che per l’eccellenza del disegno, delle dorature, degli stucchi, e delle pitture, ma soprattutto per la grossezza e altezza delle colonne tutte di un masso. Il piantato di questa chiesa è a forma di croce latina alata con T, e cupola con lanternino sopra, e cappelle con isfondo incrostate di marmo, custodito da balaustrate, e decorate di colonne, quadri, e bassi rilievi. L’interna architettura è di ordine composto. Sonvi 26 colonne lunghe palmi 28, e quelle otto che sostengono la cupola per altezza e grossezza superano ogni credenza, tutte di un masso, e oltre al capitello ed alla base è ciascuna alta palmi 40, e la sua periferia è di palmi 16 e 8 once; costarono queste, compreso il trasporto, once 130 ognuna. Sopra le colonne della nave di mezzo si appoggiano 12 archi. Nelle lunette, che si framezzano da un arco all’altro, sono dipinti i 12 apostoli. Nelle navi laterali sono disposte in ognuna sei cappelle con isfondo, precedendovi una piccola cupola. Le pitture della volta della nave di mezzo fra grandi stucchi dorati sono di Filippo Tancredi messinese. In cima della chiesa siede il cappellone, nel cui mezzo si alza il superbo altare maggiore tutto di rare pietre dure, ornato di bronzi dorati; di pietre dure parimente sono gli alti candelieri, e i vasi del maggior gradino: il crocifisso è di avorio tutto di un masso di delicata scultura. Di marmo è il pavimento; e al par di quello del cappellone ancora è il pavimento della nave di mezzo.

Uscendo da questo tempio per la porta maggiore, al lato destro sta quella che conduce alla

Chiesa sotterranea della madonna della provvidenza. — Questa chiesa è tanto lunga e larga, quanto quella superiore, a differenza, che ove in quella vi sono delle colonne, in questa si veggono dei pilastroni, che sostengono la volta. Nelle ali stanno disposte delle cappelle, la maggior parte di esse con isfondo. L’ultima cappella è una delle più belle che si osservano in Palermo. L’altare è tutto di argento, ove è collocato il quadro della Vergine dentro una macchinetta di marmi bianchi. Questa cappella ha la volta decorata di stucchi, oro, e pitture di Pietro Novelli. Le mura laterali, incrostate di belli marmi coloriti, vanno ornate di colonne .

Ed ecco terminato il giro del terzo Quartiere . A compiere il giro della città non rimane che osservarne l’ultimo quarto.