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Disturbia, step four: about what weve never had (I)

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Disturbia, step four: about what weve never had (I)

Capitolo 50: Disturbia , step four : about what weve never had (I)

RIASSUNTO DEI CAPITOLI PRECEDENTI: Dopocinque anni di separazione e una residenza forzata in Italia per difendersi daDimitri Karkaroff e Astoria Greengrass ,Hermione torna in Inghilterra in cerca di Draco assieme al figlio Alex di cuiDraco stesso non sa nulla. Nel suo viaggio, Hermione viene aiutata da Dean, Pansy e Seth che la informano che Draco potrebbe essereancora con Raissa Karkaroff . Una traccia per trovareRaissa risiede inaspettatamente in un incontro che Draco, incalzato da Adamar durante la sua prova, aveva fatto nellaldil:una donna di nome Tatia Krasova gliaveva chiesto di riferire ad Hermione il suo nome in modo che si ricordasse dilei, anche se Hermione, in quel momento, non la conoscesse. Sulle tracce di Tatia , che si rivela essere una profetessa, il cui nome erastato celato e nascosto da Raissa, Hermione e i suoi amici giungono allultimadimora di Tatia Krasova ,in Finlandia, dove era sposata con un uomo di nome Ilai Radcenko . A casa di Tatia ,Hermione trova una lettera destinata a lei dalla ragazza e scritta ben diecianni prima e dove lei le dice tutto quello che le accaduto. Tatia era unamica dinfanzia di Dimitri eRaissa. Tatia da sempre dotata di unfortissimo potenziale magico, aveva da sempre attratto lindolescientificamente curiosa dei fratelli Karkaroff ,specialmente di Dimitri, che ne era ossessionato molto pi che innamorato.Quando per Tatia ed Ilai si erano innamorati, Raissa aveva finito peruccidere casualmente Tatia e Dimitri le avevafatto promettere di aiutarlo a fare sua una donna che suscitasse in lui lostesso interesse che gli aveva provocato Tatia ,altrimenti avrebbe rivelato ad Ilai il nomedellomicida della moglie. Hermione quindi, conosciuta la verit, ritorna inInghilterra con Ilai , Dean, Seth e Pansy , ma giunta a casa di Draco, scopre una cosastraziante: Serenity chiama Raissa mamma.Interrogando con il Veritaserum la bambina,scopre che Draco sta addirittura per sposare Raissa stessa; distrutta, Hermionedecide di andarsene senza incontrare Draco e di partire per la Finlandiacon Ilai , a cui la lega una complicit semprepi stretta. Ma, alla festa di paese dove andata con suo figlio e i suoiamici prima di partire, ricompaiono i Karkaroff ,compreso il presunto morto Dimitri. Questultimo le ordina di uccidere Dracoed Ilai e lega Alex a s stesso, di modoche qualsiasi cosa gli succeda, accada al bambino. I due spariscono con ilbambino, con loscuro ultimatum di tre giorni per impedire che lassimilazionediventi definitiva e che Dimitri non si suicidi, trascinandosi dietro ancheAlex. Tornata a casa di Draco, Hermione distrutta ricambia il bacio diIlai , poco prima che Draco ricompaia nella sua vita.Lincontro tra i due non idilliaco. Entrambi si sentono traditi lunodallaltra, in virt dei legami intanto sorti tra Hermione ed Ilai , e tra Draco e Raissa. Le cose peggiorano, quando inmodo rocambolesco e a causa dellintervento dei Karkaroff ,Draco scopre prima che Hermione gliene possa fare parola, che Alex anche suofiglio. Il clima diventa ancora pi complicato e ingestibile, quando Draco edHermione apprendono dallEmpatica Helder diessere finiti nellocchio del ciclone di una guerra millenaria tra ildemone Adamar e gli Empatici. Non potrannosconfiggere i Karkaroff e riprendersi il loro figlio,se non supereranno una prova imposta dal demone che tester il sentimento cheli unisce. Il loro amore, difatti, cinque anni prima, assieme alla creazione edistruzione dello Zahir e al ritiro dallaprova di Adamar a cui si era sottopostoDraco, ha scatenato una serie di eventi che li designa come unici possibilivincitori nei confronti del demone: solo loro possono invocare la Solutio damnationis , loscioglimento della dannazione, ossia la distruzione di ogni potere concessoda Adamar nonch della sua stessaesistenza. La prova per complicata, difficile, dura, e Draco ed Hermionedisperano di potercela fare, visto come si deteriorato il loro rapporto.La Solutio damnationis per lunico modo per sconfiggere Adamar , eliberarsi del potere dellonniscienza dei Karkaroff ,in modo da eliminarli. Nel piano di Helder ,trovano posto tutti i loro amici, riuniti per salvare il piccolo Alex Malfoy.La prova potrebbe avere conseguenze mortali per il pianeta, oltre che per lorodue e per Ilai Radcenko ,che deve fingersi morto con un complicato meccanismo biologico ed empatico peringannare i Karkaroff . Nonostante tutto, sebbenesiano certi di non potercela fare e rassicurati sul destino dei loro figliqualora la prova vada male, Draco ed Hermione accettano di sottoporsialla Solutio damnationis .Disperando di poter tornare vivi, in un clima di tregua indotto dallecircostanze, restano assieme per la loro ultima notte. Al mattino, a causadegli effetti del legame empatico tra lei ed Ilai Radcenko , Hermione scopre non solo i sentimenti delluomoverso di lei, ma anche di quanto questi inaspettatamente non siano a sensounico, cosa che la dilania. in tale sentimento confuso che Draco ed Hermioneincontrano il demone Adamar e la suacompagna di vita, Eva Dubois . La prova deldemone semplice: cancellati i tradimenti che hanno condizionato il futuro diDraco ed Hermione, il loro destino sarebbe stato completamente diverso e,secondo Adamar , avrebbero avuto quello chedavvero desideravano. Adamar li bloccaquindi in un altro mondo ed unaltra vita con una sola minuscola scappatoia perfuggire, un fantomatico giungere palma a palma: senza memoria del mondoreale, Hermione e Draco vivono due vite parallele assolutamente ignari che siaun inganno del demone. Pi tempo passa, per, e meno avranno possibilit ditornare indietro. La vita di Hermione e Draco quella pi classica che sipossa immaginare: lei sposata con Ron e ha avuto Rose ed Hugo; lui invece conAstoria da cui nato Scorpius . I due, a parte losporadico contatto al binario nove e tre quarti alla partenza dei figli per Hogwarts , non si sono mai incontrati. Hermione vive unmatrimonio fatto di crepe profonde, convinta per quasi che si tratti diqualcosa di normale. Una sera, alla Tana, Teddy Lupin e Victorie Weasley confessano alla famiglia di essere non soloinnamorati, ma anche in attesa di un bambino, motivo per il quale hanno decisodi sposarsi presto. Ed a quel punto che ricompare Draco, la cui famiglia hariallacciato i rapporti con Teddy e che pertanto interessataallorganizzazione del matrimonio. Hermione e Draco si rivedono quindi, esebbene alle associazioni di idee con la loro vecchia vita, lei provi nausea e luiun dolore al petto, entrambi sono assolutamente ignari del loro passato.Hermione, distrutta dalla percezione della crisi del suo matrimonio, sfuggealle insinuazioni di Draco, sostenendo che fosse sua volont anni prima diuccidere Silente, non essendoci riuscito solo per mancanza di tempo. Hermione,in colpa, vede Draco andare via furioso. Intanto, attorno a loro, forzemisteriose si muovono: da una parte, sotto varie forme, lonnipresente EvaDubois nascosta in mille fogge accomunate dal cameodella rosa bianca. Dallaltra parte, Isolde Crane ,apparentemente solo compagna di studi di Ginny , laquale sembra conoscere qualcosa dellintricata faccenda in cui si trovaHermione. Emblematico, anche lincontro con la rediviva Tatia ,in questo universo sposata con Dimitri da cui ha avuto una figlia di nomeCharlotte: la veggente percepisce qualcosa di strano in Hermione. Specie nelfatto che lei indossi la sua stessa collana (quella che nel mondo da cuiprovengono, Tatia aveva donato ad Hermione nellalettera prima di morire e che Hermione aveva incantato per non perdere). Lacollana, in questo mondo, indica sempre il mare. Distrutta dal senso di colpaper la sofferenza che ha indotto a Draco con le sue accuse, Hermione accoglieil ritorno a casa per le vacanze natalizie della figlia Rose che le confessa diessersi innamorata proprio del figlio di Draco, Scorpius .La ragazzina, preoccupata della disapprovazione che il padre Ron potrebbe avereper Scorpius , chiede laiuto della madre che glielopromette calorosamente: la sera di Natale, per, durante un brindisi, Ronrimarca lostilit aperta verso la famiglia Malfoy, finendo per discuterepesantemente anche con Hermione, in aperta difesa di Rose che ne rimane moltoferita. Hermione va via dalla Tana e, in preda allistinto pi puro, finisce acasa di Draco, protetta dal Mantello dellInvisibilit, per conoscere infine laverit sul tentativo di omicidio di Silente e rendersi conto se laffetto dellafiglia, nonch di Teddy, siano ben riposti. Draco completamente estraneo alclima di festeggiamenti della vezzosa e frivola moglie Astoria: infattichiuso nella stanza della madre Narcissa, gravemente ammalata. NonostanteHermione indossi il mantello che la rende invisibile, Draco si accorge dellasua presenza e i due hanno una lunga conversazione quasi amichevole, dove Dracoammette che non avrebbe mai ucciso Silente e Hermione, con sua somma sorpresa,non ha alcuna difficolt a credergli, sentendo una continua fiducia nei suoiconfronti che non riesce a spiegarsi. A suggello del momento, Draco ed Hermionesi stringono la mano, giungendo senza accorgersene a trovare la scappatoia di Adamar , il fantomatico giungere palma a palma era uncontatto delle loro mani, voluto da entrambi. Immediatamente nelle loro menti,ritorna un ricordo della loro vera vita: il momento in cui Draco us la Legilimanzia su Hermione al Petite Peste, per cercare di scoprire se fosse a conoscenza di Serenity e di Helena. Il ricordo li sconvolge entrambi, ma soprattutto Hermione arrivaautomaticamente a pensare che Draco le abbia fatto qualcosa di male in unmomento che non ricorda. Per convincerla del fatto che sia effettivamentecompletamente estraneo alla vicenda, Draco le consente di usare la Legilimanzia su s stesso allo scopo di indagare se ci siala verit. Hermione scopre cos che Draco, oltre ad essere innocente, non si mai innamorato una volta nella sua vita. La rivelazione sconvolge Hermione perlintimit della scoperta, spingendola ad allontanarsi da Draco, liquidando ilricordo come un fervido momento di immaginazione, cosa non facile da continuarea credere quando i suoi sogni iniziano ad essere popolati da un bambino che nonconosce, biondo, e che si chiama Alex. E che certa essere suo figlio. Ad aumentareulteriormente i suoi sospetti che ci sia qualcosa che non va dentro di lei, lincontrocon lEmpatica Helder , giunta nel suo ufficio perpratiche relative a suo marito Chris: la donna, oltre a percepire il germe dellegame con Draco, sente anche che Hermione vittima di una magia nera moltopotente che lei non in grado di capire da dove provenga. Le consiglia quindidi contattare il pi grande esperto di Arti Oscure, linsegnante di Hogwarts Ilariy Radcenko . Lo scambio di missive con linsegnante porta alfissare un incontro nellaccademia di magia a cui per, per la natura dellincantesimo,dovr essere presente anche Draco. Hermione per non riesce a contattarlo, ognisua lettera viene scientemente rifiutata dalluomo, finch Hermione viene asapere dalla cognata Fleur della morte di NarcissaMalfoy. La ricerca disperata di Hermione per ritrovare Draco e chiedergli scusadella sua insensibilit ed egoismo, si conclude a casa sua dove trova Draco. Ilnuovo contatto tra i due, innesca lennesimo ricordo della loro vita precedente,cosa che alla fine fa loro capire che lincontro delle loro mani che fascaturire la valanga di incomprensibili memorie. Hermione ospita Draco inufficio per la notte e, per ricambiare, luomo decide alla fine diaccompagnarla allincontro con il professor Radcenko .

29 gennaio

Igiorni avevano preso ad accelerare come sotto il tasto dellavanzamento veloce:sfrecciavano, schizzavano, sfrigolavano scoppiettanti sullorlo confuso dellasua visione periferica, ammassandosi gli uni sugli altri, traballanti comecarte da gioco.

Camminavacon il messaggio di Draco Malfoy in tasca, in borsa, in cartella: nelle ore pidisparate della giornata, chinata sui piatti da lavare, annegata nelle pratichesulla scrivania, chiusa nei vagoni della metropolitana, Hermione lo tiravafuori e lo distendeva davanti a s, lisciando le pieghe, seguendo con ipolpastrelli le linee delle lettere tratteggiate e scorticate sulla carta.

tustanotte hai fatto quello che nessuno hai mai fatto per me proprio perch,grazie a Merlino, non sei come me: rileggeva quella frase spesso, la pergamenae linchiostro profumavano, cantavano quasi, le pareva che la incensassero comeuna regina.

A sstessa raccontava compassionevole che teneva con s il messaggio per impedireche qualcun altro lo trovasse, e la cosa misericordiosamente divenne veraquando i messaggi si moltiplicarono: il 30 gennaio, la data dellincontro con Ilariy Radcenko , si avvicinava edurgeva prendere accordi. E sebbene sarebbe stato meno compromettente bruciareogni singolo messaggio, Hermione preferiva ammonticchiarli in una scatola dilatta azzurra, nellultimo cassetto della sua scrivania, al lavoro.

DracoMalfoy era dannatamente puntiglioso e preciso, Hermione lo scopr in queigiorni in modo abbastanza sorprendente. Del resto era scontato a riflettercisu: viveva sotto il ricatto costante dei Greengrass che, come lo avevano obbligato a sposare Astoria, cos potevano decidere ad untratto che fosse pi vantaggioso un divorzio, tenendo sempre in pugno comecostante merce di scambio il figlio Scorpius , la solacosa a cui Draco Malfoy era affezionato.

Percinegli anni luomo era diventato certosino nei suoi programmi ed azioni: feceintuire tra le righe ad Hermione che aveva dovuto firmare un rigido accordoprematrimoniale, le cui clausole erano piuttosto stringenti, specie in caso diinfedelt coniugale. In tralice, spaccone, aveva aggiunto che questo non eramai stato un deterrente, ma sicuramente aveva affinato la sua prudenza edingegno. Ed effettivamente, Hermione congetturava tra s e s, nel Mondo Magiconon era mai venuto fuori un solo pettegolezzo a carico dei Malfoy, ma lastrenua attenzione ai dettagli del suo compagno di avventura faceva ovviamenteindovinare che fosse dedito alla pratica delle relazioni clandestine da diversotempo.

Perci,naturalmente, quando Hermione aveva iniziato a programmare in modo neutro edinnocuo la loro trasferta ad Hogwarts , meditando diraccontare a tutti che erano semplicemente andati a trovare i loro figli, la reazionedi Malfoy fu di una freddezza estrema: se doveva partecipare a quella missionedi ricerca, doveva essere lui a stabilire le condizioni e tra queste nonfigurava quella confessione idiota. Ci mancava solo che lo vedessero andare ingiro per Hogwarts con Hermione Granger in Weasley .

Tutti,persino i pi idioti, avrebbero pensato che ci fosse qualcosa sotto, se non unarelazione sentimentale, qualcosa di quantomeno sospetto.

E,ovviamente, Draco non voleva far conoscere alla famiglia della moglie nulla chepotesse porli in un ulteriore posizione di vantaggio, compresa la conoscenzadella possibilit di essere oggetto di un incantesimo.

Percibisognava prendere ogni premura del caso.

Nessunaperci visita ingenua ai loro ragazzi: nessuno doveva vederli assieme, nemmenoi loro figli. Per quello, il problema fu facilmente risolto da Hermione conlennesimo furto del Mantello dellInvisibilit, cosa che oramai era diventatauna tale abitudine che non le procurava nemmeno una capriola di senso di colpa.

Ulteriorequestione fu lorario dellappuntamento con Radcenko .

Linsegnanteera molto impegnato, aveva gi concesso a fatica un incontro e lo aveva fissatoalle sei e mezzo di mattina. Si era scusato profusamente nelle lettere, mapoteva riceverli solo prima dellinizio delle lezioni cos da poter dedicareloro lattenzione del caso.

Naturalmente,un paio di anni prima, il problema non si sarebbe posto: si sarebberoSmaterializzati ad Hogsmeade una mezzora prima,giungendo in perfetto orario al castello. Ma da circa un lustro Hogwarts era protetta da Incantesimi molto pi stringentidi quelli degli anni in cui loro erano stati studenti. Un paio di casi divendette trasversali di ex Mangiamorte a danno dei ragazzini alloggiatinellaccademia, aveva fatto s che la Preside decidesse di allargare la zonadove la Smaterializzazione non era possibile, inglobando la stessa cittadina di Hogsmeade e costringendo gli avventori del castelload un passaggio obbligato in una piccola striscia di terra da percorrersi conmezzi ordinari come carrozze o auto babbane, in modo che qualsiasi visitatorefosse debitamente controllato ed avvistato molto prima dellarrivo ad Hogwarts .

Ilpassaggio, naturalmente, era chiuso al tramonto e riaperto solo alle prime lucidellalba. Calcolando il tempo di percorrenza fino ad Hogwarts ,passava almeno unora. Hermione, perci, dovette concludere con una fitta diansia che doveva essere attraversato la sera prima per non mancare lappuntamentocon il professore, costringendo lei e il suo riottoso compagno di viaggio apernottare per la notte.

Dinuovo, aveva scritto a Malfoy, proponendogli quindi di alloggiare ad Hogsmaede , ma naturalmente lui ancora aveva posto il veto,troppa gente conosciuta in giro, non se ne potevano certo andare in giro perore con il Mantello sulle spalle.

Ed lche, leggendo la lettera, Hermione aveva rischiato uno svenimento misto ad uninfarto.

PerchMalfoy, con una naturalezza banale persino, aveva imposto che alloggiassero inuna comunit babbana che, per forza di cose, era racchiusa nella zona protetta:si trattava di una piccola cittadina sulle rive del Lago Nero, chiamata FortLachlan. Era, secondo lui, il posto pi sicuro dove poter sostare, nonch ilpi comodo visto che era collegato con una corriera allaltra parte del Lago,praticamente in prossimit con il passaggio per Hogwarts .

Laspiegazione, naturalmente, non faceva una piega: Hermione, per, faticavaancora a credere che tale sintesi mentale fosse giunta da Draco Malfoy. Passiessere diventato pi tollerante verso Mezzosangue e Nati Babbani, ma da qui arestare un giorno in un paesino babbano, ne correva di acqua sotto i ponti.Leccesso di prudenza evidentemente poteva anche del disgusto pi sfrenato,constat mentalmente Hermione, e daltro canto, se cos stavano le cose, non sivoleva perdere lo spettacolo delle sue espressioni facciali al cospetto delmondo babbano.

Siorganizzarono quindi per partire al termine delle rispettive giornatelavorative, avrebbero attraversato la barriera per la zona protettaseparatamente cos da non essere visti assieme, per poi incontrarsi allafermata della corriera per Fort Lachlan, zona sufficientemente babbana per nonavere noie.

Draco,a questo punto, si sentiva al sicuro: aveva imbastito la solita storia dellatrasferta lavorativa per ritirare dei carichi preziosi di pozioni rare e lamoglie, impegnata a rinnovare il maniero alla morte di Narcissa, aveva annuitoassente, non degnandolo della bench minima attenzione.

PerHermione, invece la questione si complicava notevolmente.

Tuttofaceva rima con lennesima storiella, lennesima bugia, lennesima scusa,lennesima menzogna da propinare al marito, con cui condivideva ormaiunabitazione gelida, fredda, resettata sulla cortesia di plastica che eralamore per il figlio Hugo che non avrebbe dovuto preoccuparsi della distanzatra i suoi genitori: poteva dirgli la verit, Hermione lo sapeva.

Che erastata maledetta da qualcuno, che condivideva i sintomi con Draco Malfoy, cheera necessario parlare con il professore di Difesa contro le arti oscure peravere una diagnosi corretta del caso, prima che potesse diventare pericoloso.

Ronlavrebbe aiutata, ascoltata, consolata. Certo, era perfettamente da lui nonlasciarla sola.

epoi avrebbe dovuto spiegare dei ricordi che le rovinavano nella testa,potenti, spavaldi, arroganti, e che facevano sbiadire ogni sua antica memoriadella loro vita assieme. Doveva raccontare delle notti passate ad inseguirne letracce dentro le palpebre chiuse, mentre lui le russava accanto. Doveva dirgli che,in quei ricordi, Draco Malfoy era sempre una certezza, e lui invece era sempreunassenza mai nemmeno ricordata o rimpianta.

Dovevadirgli necessariamente che i ricordi, avevano scoperto, venivano richiamati daltocco delle loro mani: e allora Ron non avrebbe sentito pi nulla, perch nonconosceva dimensione dove lei avrebbe toccato la mano di Draco Malfoy, cos,dal nulla, senza costrizione e violenza.

Eallora, ancora, aperto il fondo del barile, cosa le impediva di parlare ancora?Di dirgli che lei si fidava di Draco Malfoy, che era corsa da lui non una maben due volte, che conosceva a memoria di che cosa sapessero le sue mani, chepoteva riconoscere il suo odore persino da cieca, sorda, muta, forse persino damorta?

Cosa leimpediva di dirgli che pensare di partire con Draco Malfoy le accendeva ilpetto di tremule fiammelle, che erano ansia, paura, angoscia, ma che erano lasensazione preconizzatrice di tutte le avventure che aveva vissuto da ragazza eche oramai erano sparite dalla sua vita, come nebbia al mattino? E che avrebbedato manciate degli anni con lui, con suo marito, solo per avere giorni cos,quando lattesa che era quella valigia sotto il letto, diventava un battitoasincrono nello stomaco ad ogni ora del giorno e della notte, che contava isecondi rianimandola?

Nonpoteva dirgli tutto questo.

Mentiiancora. Parl anche lei di una trasferta di lavoro.

Corsenella luce del tramonto fioco, il borsone che urtava ritmico contro il suoginocchio.

Gliocchi dorati, splendenti.

Nonsapeva di aver avuto quegli stessi occhi in un altro tempo, un altro luogo, unaltro mondo.

Era unacameriera allora, ma anche un ex Auror e la futura madre di un bambino di nomeAlex.

Eratutto diverso.

Tranneuna cosa.

DracoMalfoy che era, restava, la sua certezza.

Quando lo vedo arrivare, nel buio fumoso di questasera fredda, dimprovviso tutto diventa ligneo di consapevolezza: sono davveroqui, alla fermata di una corriera che ancora non arriva, viandante di unviaggio che unaltra bugia ai miei cari, con una valigia leggera mapesantissima assieme che ci ho messo giorni a fare, preoccupata di ognigradazione e foggia di abiti.

Ed il mio compagno di viaggio, il solo, DracoMalfoy.

Prima di vederlo, davvero, in questa seradeserta, tutto sembrava ovviamente una specie di fantasia rincitrullita comequando immagini come sarebbe vivere con le branchie, o avere i capelli bluoltremare: adesso sta succedendo sul serio e non posso tornare indietro,la menzogna detta a mio marito prende la forma della sua andatura lenta,strascicata, annoiata che si srotola lungo i passi che lo uniranno a me, allamia strada, al percorso di vita che sto scegliendo stasera.

La mia mano, sudata, scivola sulla presa dellavaligia, la regge appena, mi pare che mi sfugga dalle dita: ho accumulatovestiti per una settimana, non sapendo cosa portarmi dietro, anche se non eranecessario nulla di che visto che devo restare fuori solo una notte.

Bastava un pigiama, uno spazzolino: invece, con unaspecie di volont propria, ci era entrata una gonna a pieghe azzurra, una stolaleggera ed impalpabile, e poi un rossetto rosso vermiglio che non ho maiportato prima, orecchini lucenti ad imitare lo smeraldo, comprati di istinto,persino un profumo allodore di rosa inglese che mi dava le lacrime agli occhi.

Non sisa mai, dicevo e la valigiacresceva, pesava, si chiudeva a fatica, perch non dovevo sfigurare, perch luimi mette sempre in difficolt e non dovevo dargliene motivo, perch ci mancavasolo fare la figura della piccola fiammiferaia al suo cospetto, bastataquella sera completamente bagnata dalla testa ai piedi per cercare lui ,poi.

Parole su parole, pensieri su pensieri, accatastatiassieme mentre Hugo ripeteva la lezione di storia, mentre la televisionetrillava di una canzone rap, mentre Leda elencava gli impegni della giornata,mentre Ron sfuggiva i miei occhi appena entrava nelle stanze dove ero io: ed ioannegavo nella confettura di quelle occorrenze cerebrali, e fuori sorridevo,annuivo, correggevo, rispondevo.

Senza sentire nulla davvero, senza che nientelasciasse traccia, come se fossi fatta della stessa sostanza delle orme sullaspiaggia, cancellate dal mare.

Ora, adesso, la valigia pesa tonnellate, mi scavaun fosso sotto i piedi con lintenzione di seppellirmi come se dovesserolapidarmi: io, la spergiura, la traditrice.

Non so giocare a questo gioco, chiaro. Ho il cuorein gola, la lacrima in tasca, le guance arrossate dal vento della seraghiacciata che il lago mi soffia in faccia, alla maniera di un respiroaffannoso da moribondo. Sono sotto ad un lampione, esposta al cono di luce, hoi capelli sciolti e liberi sulla schiena, acconciati in onde morbide divaniglia perch, ancora, dovevo sentirmi a posto con me stessa, apparentementeperfetta, a mio agio, padrona della situazione. Vesto di bianco e rosso, comequando voglio sentirmi forte, spicco come un faro nel buio.

Lui no, ovviamente lui scivola nella semioscuritcome se fosse fatto di aria rarefatta, semiliquida, brumoso come un miraggio ditenebra. Ha una borsa piccola, una specie di ventiquattrore di pelle nera cheregge con forza, facendola dondolare lascivamente, come se fosse piena dipiume.

Ha un cappotto scuro con il collo alto, lo faconfondere con le ombre della sera, spuntano a fatica gli zigomi e la formaaguzza del naso. A coprire gli occhi ci pensa poi un cappello a falda larga dilana nera, sembra spuntato da un romanzo noir a tinte fosche: penso con unapunta di insania se sia qui per recitare la parte della vittima o dellassassino.

Arriva nello stesso momento in cui, con un granderombo di motore, inforcata una curva a velocit sostenuta, la corriera comparenella strada fermandosi a pochi metri da me, accecandomi con i fari come sefossi un cervo pronto ad essere investito. Meccanicamente, faccio un passoindietro per evitarla, sebbene sia sul marciapiede e non corra alcun rischio diessere calpestata.

Senza rivolgermi alcuna parola, limitandosi ad uncenno veloce della testa che vuole fungere da saluto, Malfoy attende laperturadella porta scorrevole dopo avermi superato ed essersi fermato davanti a me,dandomi le spalle.

Lo vedo con una parte remota della mia mente salirei gradini con eleganza, obliterare il biglietto per poi percorrere il corridoioalla ricerca del suo posto, il cappello nero che spicca sopra il mare di sediliconsumati di pelle rossa.

Da parte mia, non riesco a muovere nemmeno unmuscolo, neanche gli occhi, neanche le mani. Mi aggrappo alla mia valigia comese fosse la sola cosa in grado di darmi un peso, una dimensione, una specie diancoraggio fisico a qualcosa che, passo dopo passo, si sgretolaprogressivamente dentro di me, attorno a me.

Ehi bella, che fai? Sali? Guarda che questa lultima della giornata mi apostrofa duramente lautista, sporgendosi di latocon una mano gi poggiata sulla leva che regola la chiusura della porta.

Non gli rispondo, non so nemmeno io che cosadirgli, continuo assurdamente a pensare ad Hugo che tra poco si metter atavola, con le gambe che non gli arrivano al pavimento e che continuano ascalciare sotto il tavolo. Continuo a chiedermi se manger tutta la fettina dicarne, se non lascer come al solito met, tentando di nasconderla dentro lamontagnola del pur di patate. E, mentre me lo chiedo, le gambe si incollano almarciapiede, mentre rabbrividisco fin dentro le ossa.

Deve scusarmi, mia moglie una svampita di primaclasse pensi che qualcuno la chiamava la pi svampita della suagenerazione la sua mano si chiude sul mio fianco destro, mentre lancasinistra urta bruscamente contro di lui per il contraccolpo della sua presasalda, decisa, fulminea. Registro come una sorta di riflesso condizionato ilsuo odore, il solito fresco di settembre umido, ma giunge remoto alla mia testacome il residuo flebile di unillusione, come se fosse distantissimo miglia echilometri e non fosse davvero qui. Non lo sento nemmeno quando, con decisionespavalda, mi trascina per la vita nella corriera, facendomi sedere poi al mioposto vicino al finestrino, poco prima che mi segua sedendosi accanto a me conun lungo sospiro. Noto anche che, con maniacale attenzione, fa di tutto per nonsfiorarmi la mano nemmeno per sbaglio, ma me ne accorgo con una lasciviamentale che solo una consuetudine di ragionamento, di osservazione che unamia caratteristica precipua. Linformazione, come un ciottolo di fiume, scivoladentro la mia mente, sparendo alla vista e alla coscienza, assieme allaconsapevolezza del turbinare nervoso del suo sistemarsi meglio sul sedile, comese non trovasse la posizione pi comoda.

Quale parte, esattamente, del mio discorsosullessere invisibili non hai compreso, Granger ?Devo farti un disegnino? la sua voce schiocca come un colpo di frustaraggiungendomi dietro il collo, incassandosi nello spazio tra le scapole. Parlanascondendosi nel collo del cappotto, muovendo a malapena le labbra come unventriloquo. Le dita nervose tamburellano su un ginocchio.

Naturalmente io ho la voce molto pi alta di quelloche dovrebbe essere per non attirare lattenzione. Lo afferro per la manica delcappotto, cerco di portare a me i suoi occhi, ci riesco. Assottiglia lepalpebre, mi studia con attenzione mentre il mio labbro inferiore trema senzacontrollo, gli occhi che si inabissano nelle lacrime: Mio figlio mio figliosi sta mettendo a tavola adesso. Visualizzare limmagine nella testa, darle uncontorno ed un confine, una nettezza ben precisa nellorizzonte fisico deglieventi, finisce per soffocarmi in gola con un nodo di tristezza. Lo mando gi,nellesofago, sospingendolo al suono di un acuto selvaggio ma soffocato cheriecheggia sinistro dentro i sobbalzi della corriera.

Draco sgrana gli occhi, i tendini del braccioscattano sotto la manica del cappotto che ancora stringo, sembra che qualcosadi freddo gli passi lungo la schiena, mentre dice asciutto: E tu sei qui con me .

Laccentuazione sul finale mi fa staccare la manodal cappotto, mentre mi chiudo nelle spalle e pigolo a testa bassa: Non questo.

E anche questo , non dire stronzate lovedo con la coda dellocchio accavallare nervosamente una gamba, al ritmo di unsospiro lungo, fremente, irato, cosa che mi fa sentire una mocciosetta scornata. Incasso le spalle e le dita torturano senza sosta il panno leggerodel cappotto bianco.

Eppure, come mi capita spesso quando sono con lui,sebbene la decenza e il buonsenso mi impongano di tacere, mi pare sempre di nonriuscire a starmene zitta, immobile. Nelle viscere di me stessa, arde un fiumedi lava di parole incandescenti che, se me lo tengo dentro, mi scottano comefuoco liquido. Le devo dire, le devo tirare fuori.

Perci, annebbiata, guardandomi le mani in grembo,soggiungo con la voce spezzata: Non sono con lui. Non sono con mio figlio. Eho mentito a mio marito. Di nuovo. Non ricordo lultima volta che sono statasincera con lui.

Draco lascia andare un nuovo lungo sospirotrattenuto, non saprei dire se di rassegnazione o altro. La mascella serrata,lo sguardo gelido, guarda fisso davanti a s, immobile come se avesse appenascorto un Basilisco. Le labbra si muovono appena mentre geme caustico: Io nonricordo se sono stato mai sincero con la mia di consorte, la frase mi faraggelare sul posto irrigidendomi.

Sembra accorgersene perch, poggiando la nuca sulloschienale del sedile, volta lievemente la testa verso di me e soggiunge con unsorriso amarognolo: C di peggio, Granger .

Non credo che sia la stessa cosa sussurro,guardandomi le ginocchia, una fitta improvvisa di compassione e pena che miruzzola dentro il torace, annebbiandomi la vista. Rivedo dentro la mia testa laconfessione potente ed enorme che scorsi nella sua, non mi sono maiinnamorato in vita mia e, come spesso accade, mi sento fortunatissima.Spesso non riesco a capire che cosa sia rimasto del mio matrimonio e delsentimento per mio marito ma esso almeno esistito in un certo momento. Ci hafatto generare due figli. Ci ha unito in una sola carne ed anima per anni.

Lui, invece, non solo non lo prova per sua moglie,ma non sa nemmeno che significa.

Lintimit della situazione, di questa gitasegreta, mi frastorna nuovamente, riportandomi allimmaginazione le centinaiadi volte in cui, sicuramente, ha compiuto passi simili con altre donne che,dopo, si portato a letto. Lo ha ammesso lui stesso tra le righe e sembratroppo abituato a celare, a nascondere, a cercare sotterfugi ed elusioni.

Lo spio con la coda nellocchio, una sensazionediffusa di calore che si espande sul viso, ne hai portate tante sullecorriere, per poi finire negli alberghi, come sta succedendo stasera con me? Miscopro a chiedermi se, con queste fantomatiche donne, guardasse dritto davantia s, con la mascella serrata, come adesso, o se invece forse restiperfettamente immobile, ma allunghi le dita per toccare linterno delle loromani, per far sentire che ci sei, per dare il brivido che si porteranno dentrofino a quando ti chiuderai le porte alle spalle, spogliandole prima di arrivaread un letto, senza neanche stendersi supini, in piedi, come una cosa mangiatasenza fame, solo per necessit, solo per sopravvivere, solo per la colpa atrocedi non amarne nessuna.

Il pensiero, giunto allimprovviso soffuso come unacamera in penombra, mi chiude la gola, la schiarisco con un colpo di tosse.Lui, dun tratto, sussurra sottile, lo sguardo adesso basso, catturato come unafalena dalle mie dita che torturo, tormentata, in grembo: Hai ragione, Granger . Non la stessa cosa. Non siamo la stessa cosa.Tu e Weasley . E io ed Astoria. E nel mio contortomodo posso persino essere felice che non lo sia, sollevo lo sguardo, unapunta di meraviglia sul mio viso, la vedo riflessa nel piccolo sorriso che mirestituisce, lo sguardo ancora basso: Posso essere davvero felice che cisiano ancora donne che si distruggono per il senso di colpa di aver mentito alproprio marito e al proprio figlio.

La sua constatazione mi fa sentire come una speciedi bestia strana, come una sorta di animale in via di estinzione: scelgo pervolutamente di vederne il meglio come se mi avesse fatto un complimento, sebbenein modo contorto. Ignoro la fitta allo stomaco allamarezza della sua voce.

Dovrebbe essere una cosa normale ribattoingenuamente, continuando a torturare lorlo del cappotto bianco, il minuscolosorriso che mi ha rivolto che mi addolcisce la voce.

Non lo per me, non lo mai stato prosegue luisecco, sistemandosi meglio sul sedile come se non avesse pace Per questo nonposso capire cosa provi, non posso nemmeno tentare, Granger .Posso dirti per una cosa, la sua voce si curva in un accenno pi smorto esottile, come un bisbiglio impalpabile che sembra raggiungermi fin dentro ilcostato Non hai mentito per te stessa, per il tuo piacere. Come ho imparato afare io o come fa mia moglie. Sei cristallina come una mocciosa, tu . Nonlo sai fare. Spicchi come se avessi un segnale luminoso in fronte, si spezzail fiato in un suono inarticolato a met tra lo sbuffo e la risata, stemperatientrambi nel tono sarcastico. Mi stringo nelle spalle, incassandomivergognosamente, pensando alle mie riflessioni precedenti, al mio cappottobianco, al fatto che pure io avevo pensato che non avevo nulla del suo esserefurtivo. Ancora una volta, per, non so se nel suo caso, lui lo veda come unalode o come un rimprovero.

Hai mentito per proteggerli, lo hai detto tu. Pernon preoccuparli asserisce serio, convincente, rassicurante, al punto chedavvero inizio a crederci anche io E hai mentito anche per me perch ti hochiesto di farlo. Quindi la prossima volta che ti senti cos dai la colpa ame , Hermione. Ci sei abituata, sar facile, credimi. Il suo tono, larassegnazione spavalda della sua affermazione, mi fa sollevare gli occhi che,testardi, avevo tenuto fissi tutto il tempo sulle mie ginocchia serrate. A metstrada, incontro anche i suoi di occhi, arrivati finalmente ai miei.

Quello era Harry, non io sorrido con quella chevorrei interpretasse come gratitudine per il goffo tentativo di tirarmi su dimorale. Mi poggio con la testa al sedile, inclinando il viso di lato edaggiungendo lieve: Mio malgrado, ti ho sempre dato il beneficio del dubbio.

Sono preso da unondata di commozione a scoppioritardato, Granger soggiunge, roteando gli occhi etornando a guardare davanti a s con lombra, ancora, di unincrespaturasottile sulle labbra.

Mi sento in dovere di aggiungere, incespicandosulle parole: E non ti dar la colpa di niente, Malfoy. Penso che abbiamosuperato quella parte.

Cisiamo abbondantemente oltre. Se anche un tempo fossi stata cos, quale speciedi idiota sarei a darti ogni colpa del mondo come una bambinetta se, dopo,attraverso le citt e le strade soltanto per poterti trovare e sapere che staibene? Scivolandoti tra le braccia come se, inconcepibilmente, ci fossi natadentro? Come se sapessi sempre che tu, dallaltra parte, starai sempre l adaspettare, le gambe piantate per terra, il respiro immobile, la mascella dura,il corpo pronto ad incastrarsi con il mio.

Sareilipocrita del secolo.

Scrollo la testa a quel pensiero, i pensieri sonodiventati dei palloncini instabili ed isterici che se ne vanno continuamenteper conto loro. E, ancora, temo di esserci abituata, non so nemmeno io come.

Credo che mio padre si stia rivoltando nella tomba,io ela Granger legati da una specie di amicizia commenta lui con un ghigno, guardandomi di sbieco, quasi aspettandosi una miareazione di disgusto alla prospettiva. In verit, la prima cosa che provo unenorme ed incommensurabile sollievo. Essere rientrati nella confort zone dellebattute mordaci e dei punzecchiamenti, mi rassicura come non mai. Ogni voltainvece in cui viriamo verso argomenti pi intimi e personali, mi pare sempre diessere su una scialuppa di salvataggio in mezzo al mare, vicina ad annaspare sedovessi dire qualcosa di troppo, o fare qualcosa di troppo. Cosa che,puntualmente, succede con me che gli do sempre ogni possibilit di cambiarmilumore, di rendermi allegra, di farmi chiudere il cuore dentro il petto perpaura di sentirlo ancora.

Ed anche adesso, devo ammetterlo, ci riuscito perlennesima volta, facendo accucciare il mio senso di colpa dentro il fondodello stomaco come un cucciolo scornato.

Rimesto nella testa ogni retroscena subdolo dellaparola amicizia che, cos astratta ed impersonale, mi risulta comunqueconfortante nel suo essere asettica, clinica, generalizzante, come sesterilizzasse ogni cosa strana di questo rapporto. Pare una sorta di scrollatadi spalle dialettica, chiamiamola amicizia dai ed andiamo oltre. Cos cidimentichiamo del resto.

Nel concetto, rientra naturalmente una mia rispostaa tono, mentre schiocco la lingua infastidita ed alzo gli occhi al cielo: Aquanto pare, siamo sposati, tesoro . Mi hai definita tua moglie ,poco fa. Cosa che mi sta ancora procurando dodici coliche renali e quindicispasmi intestinali, ma soprassediamo. Completo il tutto con un finto conato divomito, mentre lui mi guarda con un sopracciglio inarcato e gli occhi ridotti adue fessure malevole.

Allena il tuo apparato digerente allora, Granger commenta in tralice, riassettandosi il cappottocon fare elegante e distaccato perch resterai mia moglie fino a domanimattina.

Rischio seriamente di strozzarmi con la saliva,cosa che mi fa produrre una specie di suono inarticolato vagamente somigliantead un colpo di tosse misto al principio di angina pectoris.

Che cosa?! erompo scandalizzata, cercando dilimare la voce al suo sguardo di fuoco, vista la presenza degli altriviaggiatori Capisco la prudenza, ma non sarai solo lievemente paranoico?! Siamo tra i babbani, chi diamine deve scoprirci qui?.

Mi guardo attorno per la prima volta da quandosiamo saliti a bordo, persino sulla corriera c pochissima gente. Un paio divecchietti di ritorno da qualche torneo di bocce. Una signora carica di bustedella spesa. Una mamma circondati da cinque mocciosi urlanti. Gente decisamentepericolosa insomma, non sia mai che qualcuno ci tramortisca con undeambulatore, un modellino dei Transformers o con un mazzo di porri. Fuori, lasera fredda appanna i vetri impedendo di vedere allesterno, i sobbalzi ritmicidella corriera mi fanno dedurre che stiamo ancora nelle strade sterrate attornoal Lago nero.

Siamo in un villaggio babbano a poche miglia da Hogwarts , Granger sciorinaovvio Malfoy, dopo avermi destinato una lunga occhiataccia pietosa alla miaconstatazione Un posto nemmeno lontanamente turistico, o romantico, odi una qualche attrattiva economica. Siamo letteralmente in mezzo al nulla. Nonci viene mai un emerito cane, qui, allarga le braccia in silenzio, quasi acomprendere la folla di sonnolenti avventori sul pullman che, effettivamente,ad uno sguardo pi attento, sembrano comunque saettare spesso gli occhi nellanostra direzione.

Nonostante labbigliamento da spia russa di Malfoye il mio appiattirmi sul sedile, abbiamo comunque unaria sicuramente diversada loro, pi cittadina e meno familiare. Dubito, del resto, che molta genteche non sia del posto, prenda abitualmente questa corriera. E da qualche cennodi saluto intercettato prima, deduco che gli altri viaggiatori siano pi o menodegli habitu. Naturalmente, mi tengoper me i miei pensieri, ci manca pure dargli ragione a questo punto. Incrocioperci con sussiego le braccia, alzando gli occhi al cielo, mentre continua lasua filippica: C per una categoria ben specifica di persone che qui,nonostante tutto, ci viene spesso, saettando uno sguardo dardeggiante nellamia direzione, motteggia insolente: Prova ad indovinare.

Le coppie sposate, forse? sbatto le ciglia constupore, fingendo la concentrazione da oca giuliva che non ci capisce nulladelle sue virili e complicate trame mentali, quando ovviamente ci sono arrivatada un pezzo.

Esattamente sputa fuori con accondiscendenza,anche se naturalmente dal sospiro rassegnato che lascia uscire fuori, intuiscosubito che ovviamente non si bevuto la mia manfrina Ossia i genitori dimezzosangue e che vengono a trovare i loro figli, abbassa la voce,guardandosi attorno circospetto per timore di essere sentito A questo ibabbani si sono abituati e non fa notizia in generale non fa notizia da nessuna parte che due coniugi alloggino da qualche parte. Caso diverso per un uomo eduna donna apparentemente liberi che viaggiano assieme. Scommetto che daremmo aquesta topaia di buco infernale loccasione per ciarlare per mesi. Arrivandoanche a qualche magico paio di orecchie.

Sbuffo ancora ravvivandomi i capelli con un gestovolutamente arrogante, evitando per di sottolineare che, in ogni caso, civorrebbe comunque poco per due fedifraghi o per due che hanno una qualche tramalosca, dire che sono sposati. Non che sia cos geniale come piano, ma minimose glielo faccio notare, diventer ancora pi dannatamente paranoico, costringendomiad ingurgitare otto pinte di Pozione Polisucco ,corretta al bulbo pilifero di qualche vecchietta baffuta.

Per me sei fin troppo ansiogeno, santo cielodico comunque, tanto per punzecchiarlo, attivit che trovo sempre dannatamentedivertente, specie quando respira come un mantice, profondamente, solo perresistere allimpulso di rispondermi male Se cos, mi meraviglio che non tisia portato dietro un paio di occhiali con annessi baffoni devo farmi bionda ,tanto per stare tranquilli?.

Naturalmente, Draco non mi lascia troppo tirare lacorda e, guardandomi di sbieco, soggiunge truce: B, le regole erano le mie ote ne sei scordata? Possiamo sempre tornare indietro, eliminare il tuo senso dicolpa da novella Pinocchio ed abbandonare la manfrina coniugale.

Non ho motivo di dubitare che, se lo innervosissitroppo, sarebbe davvero capace di mollarmi nel bel mezzo di questo postodimenticato dal mondo, con buona pace di tutto lincontro con il prof. Radcenko . Perci, ingoiando un groppone di orgogliosastizza, replico con un lungo respiro: Va bene, dannazione. Mi chiamo ancoraHermione o mi hai pure cambiato lidentit in qualcosa di osceno tipo, che so, Henrietta Umbridge ?.

Il nome lo fa ridacchiare tra s mentre si passauna mano nei corti capelli biondi, non posso impedirmi il tonfo dentro lostomaco al suono della risata, colloso del pensiero dolce di averglielaprocurata io.

Ora che me lo dici mi tenta parecchio comeopzione peccato non averci pensato prima Comunque no, ti chiami Margery Carrington . Il tizio che mi fa i Confundus per i documenti aveva solo questo disponibileadesso. Accontentati, tesoro . Faccio una smorfia disgustata,arricciando il naso, sembra il nome di una delle amiche sgualdrine di Leda,minimo ha preso ispirazione da qualche tizia dalla morale simile. E tu invece?Chi diamine saresti? chiedo, guardandolo storto.

Julian Carrington risponde orgoglioso e tronfiodi s stesso, del resto penso che qualsiasi cosa sia un miglioramento rispettoa Draco, seppure limitato a poche ore.

Sembra il nome di un gigol francese di bassoprofilo replico a tono, cercando di smontarlo.

Ovviamente non si scompone minimamente, anziazzarda pure uno sguardo di approvazione al mio indirizzo: Brava, inizia afabbricare un bel background, ci potrebbe servire. A te sta sicuramente bene lanovizia fuggita dal convento per amore del qui presente capolavoro divirilit.

Certo, inventiamoci il romanzo di fantascienzaadesso, ci manca solo che abbiamo avuto un figlio e tu nemmeno lo saicommento, incrociando le braccia. Il pensiero cos assurdamente scomodo chemi riempie di pelle doca le gambe, fino al fondo della schiena.

Dopo il suo ennesimo borbottio, restiamo immersi inun silenzio non scomodo, forse persino piacevole, intervallato solo daisobbalzi regolari della corriera e dalle voci degli altri viaggiatori. Miazzardo persino a chiudere gli occhi e ad appoggiare la testa contro ilfinestrino, assorbendo per un secondo la sensazione di friabile calma, prima chenaturalmente la realt contingente mi colpisca di nuovo come un treno impazzitolanciato a tutta velocit. A quel punto, per, riaprendo gli occhi conlentezza, respiro piano in modo continuo e ritmico, di modo che lansia elangoscia escano fuori dal mio corpo come un veleno cattivo. Sento ogni tantolo sguardo di Draco tornare verso di me come se stesse studiando e valutando lemie mosse, ma quando cerco di incrociare i suoi occhi, lui pare catturato dalriflesso nel finestrino mentre si approssima qualche sparuta casa di legno,dandomi quindi limpressione di essermelo immaginato.

Dopo lennesimo tornante che lautista prende consfregio assoluto della sicurezza stradale, portando la corriera quasi aribaltarsi, dal finestrino appannato vedo finalmente dei grappoli intermittentidi luci, sparsi come una coperta di diamanti sul dorso scosceso delle montagne.Gli occhi mi pizzicano quasi per la commozione, Hogwarts , non la vedevo in versione notturna probabilmente da anni, forse persino daldiploma. Un solletico sulla nuca mi informa che anche Draco, come me, catturato dalla vista, ovviamente impossibile per i babbani sul pullman che continuanoa vedere i brulli rilievi oscuri o pieni di rovine.

Sento Draco sento sporgersi leggermente verso dime, mentre aguzza la vista dentro il finestrino annacquato dal vapore. Il suorespiro mi sfiora la pelle dietro le orecchie, riconosco lodore del suo fiato,di quel afflato singolare di menta e limone di cui ho impressa nella memoriaogni singola nota olfattiva, ancora, non so nemmeno io come. Resto immobile,congelata, le spalle tese e le dita chiuse sul cappotto calato sulle mieginocchia . Sei venuta a cercare me, Granger ?. Lanuova vicinanza richiama in modo inatteso quella di qualche sera fa, costringendomia serrare gli occhi come se fossi sotto una luce intensa, abbacinante, mentretutto invece buio sotteso e soffuso e sono solo io che, cos, tento dimettere in un angolo della testa quelle immagini. La sua mano sotto il miomento, a tiro dei suoi occhi, non sia mai che scappassi altrove. La mia guanciapiccola, umida contro le sue dita aperte a coppa. La mano veloce, fulminea, chesi chiude sulla sua, la copre, la stringe. Le immagini di quel mondo che nonconosco che mi piombano nella testa.

E adessosono qui, con lui, ancora, di nuovo, sempre, le cornici cambiano, le bugiedilaniano, i colori sbiadiscono, eppure sulle corriere affollate, o nellestrade bagnate, o nei corridoi deserti, o sui pavimenti accanto ad unpianoforte: lui l ed io sono con lui.

Ancora,di nuovo, sempre.

Il ricordo di quella notte piena di pioggia e delmio comportamento assolutamente irrazionale, mi frana nel petto come unaslavina, traducendosi in un suono inarticolato di gola che anche Draco odeevidentemente perch, di scatto, si allontana fulmineo da me come se fossestato trapassato da una scarica elettrica. Limbarazzo tangibile, per fortuna,dura poco perch, con un ultimo sbuffo asincrono che ha leffetto di farmisbattere contro il sedile del passeggero di fronte a me, la corriera finalmentesi ferma, mentre la voce gracchiante dellautista bercia che siamo alcapolinea.

FortLachlan.

Con quello che pare un moto di sollievo, Dracoafferra brutalmente la sua piccola valigia con una mano dopo essersi calato dinuovo il cappello sulla testa, attento a farlo aderire perfettamente. Senzanemmeno aspettarmi, inforca il corridoio scansando persone con malagrazia,scendendo dal mezzo prima ancora che io abbia fatto in tempo a recuperare lemie cose.

Andiamobene.

NOTAAUTRICE:

Non aggiornoda, non so nemmeno io quanto tempo. Ed una cosa che per tutta una serie dimotivi mi fa stare davvero male ogni volta che ci penso, non voglio nemmeno andarea cercare appunto da quanto non lo faccio.

A chi ho avuto modo di sentire pi direttamente ho spiegato un pochino di cose,di quanto sia un periodo difficile per la mia famiglia, di quanto ci abbiainfluito sul mio carattere e sul mio approccio a tante cose della mia vita, nonda ultimo la scrittura. Dovrei scrivere un trattato a riguardo, ma non pensoche sarebbe molto interessante... Senza contare che, davvero, sembra da un paiodi anni che non abbia granch pace. Per chi legge, magari, questo pu sembrareanche una scusa o un'esagerazione... Ma davvero ci sono stati momenti in cuiera difficile anche fare le cose pi semplici, figuriamoci scrivere.

Figuriamoci se ci pensassi persino.

Questa storia per casa mia. E io ho un dovere verso di essa e verso di voi.Mi ha fatto conoscere persone che, ora, chiamo amiche. Mi ha fatto conoscereuna parte di me che non conoscevo. Mi ha fatto capire chi sono e dove voglioandare. Ed un debito cos, bisogna saldarlo prima o poi.

Perci, al netto di ci che sar di me e con tutte le cautele del caso, hodeciso di cambiare l'approccio che ho a questa storia, cercando cos in tempipi serrati di completarla.

Non faccio promesse scritte su pietra perch come vi ho spiegato, ho imparatouna mia assoluta impotenza nelle vicende della mia vita. Ma cercher invece dinon fare pi capitoli enormi e far passare anni tra uno e l'altro, ma invece difarne altri molto pi piccoli e pubblicarli magari uno ogni mese o ogni due.

Manca poco alla fine e non posso, non voglio arrendermi cos. Comincer gi daquel poco che ho, e cos continuer sperando di farcela. Perci questo capitolo cos piccolino e per questo, accanto al titolo, c un numero (I) inparentesi. solo una piccolissima e prima parte di come lo avevo concepito allinizio.Ma ci sono di nuovo, spero di esserci presto di nuovo, e questo gi adesso unsollievo. Siamo al capitolo 50 e, dopo pi di dieci anni, questo dice gimoltissimo su quanto questa storia sia stata e sia ancora una parte enormedella mia vita.

Se cisiete ancora, grazie come sempre.

Se non ci siete pi, grazie comunque per quello che mi avete dato.

Cassie ❤ ️