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Forbidden colours part II - Cerulean eyed girl

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Forbidden colours part II - Cerulean eyed girl

Capitolo 22 Forbidden colours part II Cerulean eyed girl

Capitolo 22 Forbidden colours part II Cerulean eyedgirl

Ho sempre creduto nel principe azzurro.

Nessuno lo direbbe, guardandomi, no?

Sotto lalgida razionalit e il disincantato cinismo, quella infantile consapevolezza sempre esistita. Omeglio, sempre rimasta, da quando mi stata istillata.

Quando ero bambina, se mia mamma aveva dafare, faceva la cosa pi naturale del mondo per una genitrice con una figliarompiscatole da accudire e un lavoro che reclamava attenzione, al pari e,forse, pi di me. Mi preparava un panino con burro e marmellata di albicocche,mi metteva un tovagliolo bianco sulle ginocchia per impedirmi di sporcarmi e miparcheggiava davanti alla tv, lasciandomi alla blanda custodia di una vicina.

Sbocconcellando la mia merenda, sedevo incantata a guardare i classicidella Disney, gli occhi spalancati nel rimirare principesse meravigliose,vestite di velluto e broccato, gli occhi luccicanti di zaffiro e i capellirifulgenti doro. Aurora, Biancaneve, Cenerentola, Ariel tutte, tutte ,alla fine della fiaba, incontravano un principebellissimo, biondo anchesso, dai modi gentili ed affabili che rompevalincantesimo che le imprigionava e le conduceva in un castello davorio finoalla fine dei loro felici e rifulgenti giorni.

E io ci credevo ciecamente, mi rimiravo nello specchio facendo millegiravolte e piroette, abbracciando un grande cuscino scozzese come se fosse iltorace saldo e possente del mio principe azzurro. Eppure anche allora quando ero solo una bambina, io avevo sempre una domanda curiosa e pressantenel cervello.

Allinizio, era una nebbiolina confusa che si insinuavalenta nel mio pensare, mentre mi drappeggiavo addosso la lunga tenda di pizzoavorio del salone, fingendo che fosse un vestito elegante. Poi, divenne semprepi grande ed avvolgente, mentre guardavo ancora altrifilm, colmandomi di indorate fantasie.

Una sera, quando mia mamma , torn a casa e miabbracci forte, cercando di darmi quellaffetto colpevole che mi aveva negatoper il lavoro, io storsi il naso per lodore del disinfettante chelaccompagnava sempre, dopo una giornata di ambulatorio, poi le chiesiserissima: Mamma, ma se Cenerella sposa il principeazzurro, le altre ragazze che erano andate alla festa che fine fanno? Chi sposano? .

Mia mamma mi osserv meravigliata, poi rise e mi scompigli i capelli,spaventata per un attimo dalla mia espressione compita che le aveva fattopensare chiss che.

Da allora, non vidi pi quei film.

Era come se non ci credessi pi. Avevo solo sei anni e gi la miamente uccise la mia fantasia.

Ma una parte di me non so come aveva continuato ostinatamente apensare che, in fondo, per ognuna di quelle ragazze chiamate a partecipare ad un ballo in cui non sarebbero state guardate nemmeno persbaglio, esisteva, fuori dalla porta scintillante del castello, un principe chele stava aspettando.

In fondo, la terra grande e posto per altri castelli, ce nerasempre.

Mi feci comprare da mia mamma Il piccoloprincipe di Antoine de Saint-Exupry , convinta che fosse quasi una sorta di manualeper riconoscere questa persona leggendaria. Io non ero bionda, n bella, ngentile, lavrei trovato lo stesso? E che succedeva se non losi trovava? Se era di unaltra principessa che ancora non era apparsa eche magari dormiva ancora in una foresta?

Non centrava nulla ovviamente quel libro con il mio ragionamentocretino, mi piacque molto, lo rilessi anche pi volte, ma non era stato diausilio al mio teorema.

Eppure, limmagine in copertina mi diede il modello che dovevo cercare.Un bambino elegante ed impettito, dai vestitiraffinati e seriosi, con intensi occhi chiari e capigliatura color del grano.

Draco Malfoysul treno di Hogwarts tredici anni fa.

Poi mi convinsi che non doveva essere per forza biondo insomma, anche coni capelli rossi andava bene. Diamine, erano sempre capelli, il contenutonon cambiava. Poteva anche avere un sorriso contagioso, un ariaperennemente imbarazzata e vestiti non propriamente di prima mano.

Laguancia di Ron sotto le mie labbra, prima di una partita di Quidditch .

Poi, dopo, mi dissi che anche uno che non era nato per essere unprincipe, poteva andare bene. Io non assomigliavo molto ad una principessa, quindi ci poteva anche stare che non dovessi trovare unprincipe non mi risulta che ai balli andassero anche quelle normali.

Evidentemente, il principe azzurro era fuori dalla mia portata.

Unbicchiere di sangria accostato con forza a quello colmo di Dean .

Poi basta.

Improvvisamente, avevo smesso di pensarci. Perch, insomma, una si fafilm fino ad un certo punto.

Se avessi aperto la cassetta della posta ed avessi trovato linvito ad un ballo, lavrei gettato nellimmondizia. Qualsiasiprincipe si fosse palesato ai miei occhi, si sarebbe rivelato sempre come ilfreddo e greve rospo che era, per quanto fosse vestito elegante, gentile,ammodo ed innamorato.

In fondo, io con quella tonta di Cenerentola non avevo mai avuto nientea che fare, a ben vedere. Fossi andata al ballo, fosse anche per puracuriosit, non mi sarei nemmeno sprecata a mettermi in abito lungo, maschioccando la lingua, sarei rimasta appoggiata al portone del castello,ridendo sotto i baffi.

Potevasussurrarle quello che voleva nellorecchio mentre volteggiavano nel saloneaddobbato, ma, appena le porte si sarebbero chiuse e tutti gli invitati fosserousciti, lui sarebbe tornato quello di sempre lei lavrebbe visto senzamantello, senza spada, senza uniforme.

E sarebbe statauna sconfitta.

Non era unprincipe, si divertiva solamente a fingere di esserlo.

Era una scenetta anche abbastanza patetica, quindi, io ormai nelcastello non ci entravo proprio. Non era posto per me.

Poi, in un lampo livido di giugno, in ginocchio per terra, con accanto un pianoforte a coda che vibrava ancora di notemaledette, mi ero resa conto che invece io, in un austero castello da fiaba,cero entrata, eccome. Vestita di tutto punto, perfetta, con gli occhismaglianti di illusioni. Infrante.

perch questo castello, aperto ed illuminato, non stava aspettando me. Non sono io la principessa di questafiaba.

Sono una diquelle che aspettano e sperano, avvolte nei loro vestiti inutilmente abbellitida fiocchi e trine.

Sono una diquelle che non saranno mai scelte e che guarderanno ballare i due protagonisti,sognando quellamore grande che non avranno .

E magari amerannopure, lo ameranno vedendolo danzare, perso negli occhidi una donna che non sono loro. Resteranno silenti testimoni di un amore eterno ed inestinguibile di cui non hanno conoscenza.Feriranno le mani guantate di raso, morderanno le labbra riflesse di corallo,lisceranno inutilmente la gonna di seta da inesistenti piegoline.

Ma lui passer sempre oltre, non guardandole neppure. Non guardandomi neppure.

Era unprincipe, allora, non mi ero sbagliata. Ed aveva ancheuna principessa.

Quindi ,Hermione pu anche uscire da questo castello sterminato e maestoso. Non maistata la sua di fiaba.

Che succede aquelle che vanno al ballo e non vengono scelte? Checosa fanno, dopo, quando escono nellaria crudele della notte? Quando sonosole?

Fuori il mondo pu anche essersi fermato.

E probabilmente nemmeno me ne sono accorta. Omagari, in fondo, non si fermato niente. Tutto ha continuato a girare comesempre, sono nati bambini, sono morte persone che probabilmente non lomeritavano, risate sono scoppiate con fragore, pianti evanescenti ed isterici si sono riversati su spalle amiche.

Certo che tutto continuato come sempre. Ovvio. Necessario e giusto altempo stesso.

Con leco della mia mente ancora in piedi, ho sentito che ha iniziato apiovere forte fuori da questa stanza, un tenue eco di terra bagnata mi haurtato dentro come un calcio ben piazzato, armato da struggente malinconia. Poi passato. Lo amo. Niente pu fare male dopo quello .Non vero. Ama unaltra.

qui tra lemie braccia, piange e ama unaltra.

qui e amaunaltra.

Io lo amo e ama unaltra.

Che succede aquelle che vanno al ballo e non vengono scelte? Checosa fanno, dopo, quando escono nellaria crudele della notte? Quando sonosole?

Credo di essere semplicemente rimasta cosciente dime stessa per quel movimento incredibilmente lento, ripetitivo, costante, diaccarezzargl ipiano la spalla, cercando di calmarlo. Rassicurante nel suo ripetersi comelonda del mare, lambisce lieve la terra, poi va via.

E io, uguale ma non cos piena di forza come unonda, non cos viva egorgogliante di energia da poter ripetere lo stesso gesto anche per leternit.

No.

Sono unonda che si ripete, perch non posso fare nientaltro .Come se fossi una specie di manichino, morto dentro, ma perlomeno somigliante ad una cosa che stata viva , vista da fuori. Comequelle ballerine nei carillon, congelate per sempre, in unelegante arabesque .

La musica finir ed inizier daccapo, e lorosaranno sempre ferme l, con la gamba alzata e il braccio teso, gli occhi fissinel nulla.

E, ora, sono utile fino a quando la mia mano non si fermer dall accarezzarlo, dal tentare di calmarlo, da darmi unsenso inutile. Poi smetter di averne.

Smetter di servire a qualcosa.

Smetter di fare qualcosa.

Ricomincer asentire e smetterdi esistere come me stessa, probabilmente.

Cadr a pezzi, dilaniata in milioni di miliardi di schegge. Con quelsenso consapevole che ogni minuscolo frammento continuer ad urlare, a gridare, a piangere, a disperarsi, moltiplicando infinite volte ciche sento dentro. Il mio amore stupido. Il mio dolore stupido. Il mio cuorestupido. Il mio essere una maledetta idiota stupida .

Dopo un po, Draco sembra calmarsi, i suoi singhiozzi diventano pitenui, non sento pi le lacrime bagnarmi il pigiama, spegnendosi dopo esserescivolate lungo il mio collo. La mia mano continua i suoi colpetti, non potreifermarla nemmeno se volessi, va per conto proprio come se avesse un senso tuttosuo, staccato dal resto del corpo, un impreciso senso di necessit che non socogliere nemmeno io.

Io non la potrei fermare.

Infatti, se si ferma, non per me.

costretta a fermarsi, quando Draco si stacca da me, poggiando le manisulle mie spalle, la fronte sulla mia, gli occhi rossi, il respiro corto. Unavicinanza che solo una lontananza continua, solo il preambolo di unaseparazione, come una specie di commiato, un saluto affrettato ed unultima occasione per ricordare ci che non siamo maistati, io e lui. Terra e mare. unillusione il pallido momento in cui ciunisce unonda.

Poi, saremosolo granelli di sabbia dispersi nel vento.

Dio mio, fammiandare via, accada qualsiasi cosa ma fammi andare via ti prego, non chiedermai pi nulla in tutta la mia vita

Fammi andarevia, allontanalo da me

La mano immobile e gelata a mezzaria non si muove pi, i pensieriricominciano come un fiume in piena a cui avevo solomesso un tronco come diga, mi investono in pieno e ne sono travolta ed asfissiata .

Draco si accorge del mio labbro che trema, si accorge che sto piangendoe mi guarda piangendo a sua volta, incredulo, gliocchi spalancati da bambino, come se tentasse di capire, di leggere oltre ilmio viso umido, stravolto, sconvolto, incredibilmente lontano da quello cheera, fino a qualche attimo fa. C una tenerezza nei suoi occhi che non c maistata prima, una morbidezza triste ed inquieta che misorprende, tra le mie mille lacrime nuove, una delicatezza che fonde largentodei suoi occhi, rendendolo liquido, vivido, lucente. So che mi ha abbandonatolorgoglio, la sola cosa che mi tenesse in piedi, e so che, se non lo implorodi lasciarmi andare, solo perch credo di aver anche perso la capacit diparlare.

Non mi fido di nulla di me stessa in questo momento.

N della bocca, n della testa e soprattutto del cuore.

Se sto ferma, se sto immobile, se non parlose non faccio assolutamente nulla magari, scivoler via da questo momentosenza nemmeno accorgermene.

In fondo, senon avessi chiesto chi fosse la lei di cui parlava e se non avessi suonato ilpianoforte sarei ancora cos bellamente arrabbiata con lui solo perch hatentato di baciarmi Dio, magari fossi stata per sempre piena di quella rabbia,invece che di questo amore maledetto

Amore.

Amore.

Abbasso gli occhi, singhiozzando, mentre quella parola minuscola mirisuona dentro, vibrando come una nota lugubre e stonata, lunghissima,rimbombante, trattenuta, che echeggia in un silenzio cos perfetto da sembrareirreale. Dentro, tutto silenzio, tranne che per quella parola insopportabile. Il nome.

Amore.

Improvvisamente, sento la mano di Draco sotto il mio gomito, mitrascina di peso, in piedi, trattenendomi appena. Resto con la testa bassa,facendomi trascinare passivamente di sopra, su per le scale, non chiedendominemmeno che cosa abbia in mente, non interessandomi neppure.

Si ferma davanti alla porta della sua stanza ed solo allora che alzola testa, curiosa e meravigliata, scorgendo la soglia che aprii di nascosto dalui, ma che non mi ha mai fatto varcare di sua iniziativa in tutto questo tempo.Gli occhi annebbiati di lacrime, lo scorgo spalancarla con il piede, ancoratenendomi per il gomito di malagrazia, trascinarmi dietro di lui e poichiudersela alle spalle. tutto buio, tranne per unapiccola luce accanto alla culla di Serenity.

Sento il respiro della piccola che dorme profondamente, ed istintivamente mi chiedo quanto abbia di sua mamma. HelenaJasmine Greengrass.

Non la guarderpi quella bambina.

E mi uccide. Ma non lo far. Cercherei sempre di trovare quella donna inlei.

Pur non volendoe pur non cercandola esplicitamente, cercherei sempredi vederla. E se la trovassi, non potrei sopportarlo. Nemmeno per un secondo.

Draco mi lascia un attimo nel buio, allontanandosi, non mi chiedonemmeno che stia facendo, mentre lo sento armeggiare con qualcosa nascosto inun armadio.

La curiosit mi ha portato a questo, a stare qui con il cuore a pezzi,in una stanza buia, dove dorme la figlia della sola donna che Draco abbia maiamato.

La curiosit stata lei, piccola e bastarda, a farmi restare qui. Afarmi chiedere perch Malfoy vivesse da babbano. A farmi accettare la suaproposta di lavoro assolutamente imprevista. A farmi chiedere dei suoigenitori. A farmi correre a casa di Rachel. A farmiascoltare lui che rompeva con Astoria.

E, alla fine, come pegno per questa verit che volevo assolutamente,come se avessi un diritto sovrannaturale di dover assolutamente sapere tutto,la curiosit si presa la mia anima.

Per sapere la verit, ho venduto la mia anima a questo diavolo dagliocchi chiari.

Per sapere la verit, io gli ho donato la sola cosa che mi restasse,senza che nemmeno lo sapessi.

Ho svenduto il mio cuore.

Mi sonoinnamorata di lui.

Perch non sonoandata via, quando potevo?

Quando mi si riavvicina, sembra che non abbia mai pianto, gli occhisono asciutti, lespressione seriamente consapevole di s stesso, le spalle contratte. Si ferma davanti a me e miguarda a lungo, senza dire una parola, serio, impassibile, come se mistesse soppesando, come se fossi un certo quantitativo di merce da valutare.

Basta, perfavore

Mi serro nelle spalle, abbassando gli occhi, cosciente che non ho mai smesso di piangere silenziosamente, cosciente di non aver maisentito le mie guance asciutte da quando ha pronunciato il suo nome.

Hai ragione la sua voce reca tracce di quel pianto appena trascorso,ma le cela in modo convincente. Suona freddo,distaccato, sicuro, come sempre.

Come diaminefa? Come ci riesce?

Che cosa? chiedo, non riuscendo a capire, alzando lo sguardo nellapenombra che lo rende invisibile ai miei occhi colpevolmente innamorati.

Hai ragione ripete lui con pazienza, come se davvero non avessisentito Questa storia deve finire oggi, adesso.

Non capisco mormoro ancora, un cinguettio tremante che esce dallemie labbra ancora inumidite di lacrime.

Immagino persino il suo viso nel buio, quando dice lapidario: Devisapere tutto di me e di Helena.

Espressione accigliatae labbra strette. Occhi chiarissimi e limpidi. Necessit ed impossibilit che non sia come dice lui.

Deve essere cheprego il Dio sbagliato non c altra spiegazione

Istinto di sopravvivenza, forse, mi rende improvvisamente la voce: Nonon devo sapere niente credo di avertelo gi spiegato non mi interessa. Rincuorata dal tono sicuro e deciso, edal fatto che perlomeno lurgenza del momento mi ha reso pi calma, rincaro ladose: Non ho mai voluto sapere nulla, n di te, n di Astoria, n di, unafitta intollerabile al petto, ringrazio il buio che mi consente di riprenderefiato senza che se ne accorga: n tantomeno di Helena, chiunque lei sia nonti ho chiesto mai niente e non capisco che cosa mi devi adesso.

A te magari non interessa riprende lui stoico, dandomi le spalle Maa me sin un modo contorto, ma cos, necessario che tu sappia tuttodi questa storia.

Necessario, per cosa, scusa ?! Che cosa devefinire oggi? Puoi spiegarmelo? chiedo ancora, ignorandolo ecercando di prendere tempo . Sento il sudore freddo inzupparmi laschiena, un impreciso senso di puro terrore al pensiero di sentirlo parlare dilei.

Dopo dopo che avrai visto risponde lui sibillino, voltandosiverso di me.

Visto?. Non capisco fino a quando non vedo alle sue spalle, poggiatosulla scrivania, qualcosa di vagamente circolare. Emana un lieve baglioreperlaceo, insufficiente ad illuminare la stanza, siriflette solo nei suoi occhi grigi, rendendoli ritagli di luna.

Un pensatoio.

Non soltantosentirlo parlare di lei no anche vederlo con lei non se ne parla neppure. Non ce la faccio. Nonce la posso fare.

Scuoto il capo con energia, negando quella possibilit. Ma non faccio nemmeno in tempo a farlo che Draco mi afferraper un polso, trascinandomi dietro di lui. Mi puntello con i piedi per terra,cercando di ostacolarlo, mi ritrovo persino a gridare, ma come sempre piforte di me. Serro gli occhi, un fragore dacqua nelle orecchie, mentre cadiamoentrambi nel pensatoio.

Poi pi nulla.

(NDA : da questo momento in avanti, chiaramente avremo ache fare con i ricordi di Draco. Sono in terza persona e, dal punto di vista diDraco stesso, ovviamente. Per distinguerli da quando invece a parlare Hermione, uso un carattere diverso. Ecco una piccola leggenda:

Draco ed Hermione =Hermione che parla.

Draco ed Hermione = come sempre,sono i pensieri pi intimi di Hermione stessa.

Draco ed Hermione = sono i ricordi di Draco).

La mente di Draco un inferno di porte chiuse.

Corridoi immacolati e deserti, pieni di voce attutite da porte chiuse.Alcune sono enormi, imponenti portoni dallaria antica, di legno massiccio escuro, chiusi da ferri e lucchetti sigillati. Altre sono piccole, minuscole,non ci passerebbe nemmeno un mio piede. Altre ancora, sono spalancate, ma alloro interno, c poco o nulla.

Scale a chiocciola, si arrampicano in altezza dove nemmeno la mia immaginazione riesce ad arrivare, tutto un eco di voci,rumori, odori sconosciuti che si mescolano in vario modo. tutto cos biancoda sembrare accecante, eppure cos asettico e freddo sento la mano di Dracostringere la mia, guida silente per ci che mi vuole far vedere, come unCaronte ineluttabile che mi conduce allinferno.

Il polso mi fa male, per dove mi ha stretta prima, per la forza che ci ha messo per trascinarmi qui. Alle mie spalle, vedoil gorgo dacqua che lingresso del pensatoio.

Se corressi, magari ci arriverei e lui mi riporterebbe qui. Non caltra soluzione.

Che diamine vuole ancora da me?

Girandomi a guardarlo, lo vedo immobile e fermo, rilucente dargentocome un pensiero, esattamente come me. Sono dello stesso splendore opalinoanche le mie mani che allungo oltre il mio corpo. Draco serio, impassibile,la sua mano nella mia invece di ghiaccio. Inizia acamminare, velocemente, sapendo perfettamente dove portarmi .

Mi chiedo ancora perch sta facendo tutto questo.

Non lo vuole fare, evidente, ci sta soffrendo, la sento la tensionenella sua mano eppure, pensa che sia necessario. A cosa?

Perch dover condannare entrambi a questo inutile dolore che potevarisparmiarci?

Mentre camminiamo velocemente, riesco a gettare solo brevi occhiatenelle stanze attorno a noi, mentre superiamo corridoi e saliamo scale.

Una luce calda ed ambrata da una camerasocchiusa. Porta di ciliegio dai riflessi dolcemente rossi.

Ci guardo fugacemente dentro.

Narcissa Black Malfoy guarddelicatamente il figlio, i suoi occhi azzurri scintillarono per un attimo dalriflesso dello specchio di fronte a lei.

Poi si spensero cos come si erano accesie volse lo sguardo altrove, riprendendo a spruzzarsi del profumo. Odore dirosa. Pass una mano nei lunghi capelli biondi, annodandoli poi in una crocchiasevera sulla nuca.

Sembrava molto pi grande dei suoi pochianni, sguardo vecchio dietro le palpebre lisce come petali di fiori.

Draco la chiam leggermente, le guancerosse per lindignazione, il viso infantile buffamente piegato in una smorfiadi disappunto: Madre, mi stai ascoltando ?! .

Anche se Potter non voluto diventaretuo amico comment con voce strascicata Lady Narcissa, voltandosi verso ilfiglio Non vuol dire che tu ti debba eccessivamente dolere per questo. Sar anche una celebritma, in fondo, Potter sempre unMezzosangue, e certa gente dovrebbe solo sentirsi onorata di poter camminaredove noi passiamo, la sua voce eterea assunse un tono stentoreo mentreaggiunse grave: Vedi che non se lo scordi mai, Draco .

Il bambino biondo assunse un cipiglio molto pi serio dei suoi undici anni scarsi e sierse nel suo abito di velluto verde bottiglia, sicuro di cose che non conoscevae non capiva fino in fondo, ma che erano dogmi inscindibili dalla sua persona,incontestabili e incontrovertibili.

Non accadrmai pi, madre.

Credevo di averanche dimenticato che Draco aveva tentato di essere amico di Harry, al primoanno, attirato dalla sua fama. E stranamente doveva anche esserci rimasto maleper il rifiuto subito da lui, incredibile. Continuiamo a camminare velocemente,la smania di Draco di farmi conoscere la storia di Helena mi sconvolge e mirende nervosamente curiosa di guardarmi attorno. La mente di Draco cos pienadi cose che non conosco e che vorrei conoscere ma soprattutto lassoluta consapevolezza di non volerne sapere nulla di lui e diHelena, e di esserci invece costretta, che mi fa indugiare oltre queste porte,osservando con lentezza studiata i ricordi di Draco.

Unaporta scura, massiccia, di legno nodoso, con una maniglia avviluppata nelleforme di un serpente doro .

Anchessasocchiusa, ne filtra una luce che potrei definire solamente buia.

Stavolta nonriesco a vedere al suo interno, sento solamente delle voci.

Padre, ma bellissima !! una voce entusiasta ed acuta di gioia.

Vedi di non farti soffiare la Coppa da Potter, adessouna voce adulta e scorbutica, che cela con fatica orgoglio smisurato.

La voce diLucius Malfoy.

Lo ricordaancora, allora. Ricorda ancora i suoi genitori, sebbene dica sempre ilcontrario. Sono sempre qui dentro, nel suo cuore. Come potrebbe esserealtrimenti, in fondo? Per buona parte della sua vita, ha avuto solamente loro.Spio il suo viso con la coda dellocchio, i suoi occhi sono pieni di ombre minacciose, procede velocemente come se cercasse di tenerelontani quei ricordi, palesemente contradditorio nel fatto di averli poiconservati.

Accelera ancoradi pi il passo, quando improvvisamente scorge una porta stavolta serrata,piccola come la mano di un bambino. I suoi occhi si stringono rabbiosi e la suamano mi trascina con furia, eppure, passandole davanti, sento ugualmente delleurla provenire dallinterno.

Mi si drizzanoi capelli sulla nuca, mentre riconosco una delle due voci.

Una voce femminile, resa acuta dallarabbia e dal livore. Odio filtra dalle sue parole, rendendole unte dirisentimento e di acredine. Eppure, non sembra colpita da questo, sembra abituata.

Sei davvero un idiota colossale, Malfoy!Un idiota! Ti vedo piangere e non ti dovrei chiedere che diamine hai ?! Fosse anche perch adesso per chiss quale discutibileragione, sei dalla mia parte ?! .

Io sar da molte parti, Granger, ma nonsar mai dalla tua, spero che questo ti sia chiaro. Velata da lacrime celatee vergognosamente negate, la voce del ragazzo sputa fuori quelle parole conastio.

Un tonfo di qualcosa che cade per terra.

Cristallino, Malfoy spero davvero checi lasci le penne in questa stramaledetta guerra!. Porta sbattuta.

Un sospiro, colmo di angoscia. Parolebisbigliate ad una stanza adesso vuota.

Tranquilla, Granger probabilmente sarcos셔.

Eravamo noi

Draco si ferma,improvvisamente, voltandosi verso di me. Lo guardo, sconvolta, stringendo lasua mano nella mia e portandomi laltra alle labbra.

La notte aGrimmuald Place mormoro pi a me stessa che a lui Quando ti trovai l, dasolo non ricordavo di averti detto quelle cose.

Sorride piano:Non importa quello che c adesso, non cancella quello che siamo stati fino aqualche anno fa.

Mi dispiace mormoro autenticamente pentita , abbassando gli occhi.

La sua mano mirisolleva il viso e, guardandolo, per un attimo, dimentico tutto quello che successo fino ad ora. Che sono nella sua mente, che sto per vederlo con Helena,che ha lasciato che Astoria mi controllasse che sono innamorata persa di lui e mi perdo nei suoi occhimeravigliosi.

Non importa,Hermionedavvero aggiunge convinto, trattenendo una mano sul mio visoProbabilmente ricorderai anche tu cose del genere, no?.

Annuisco,figuriamoci se non le ricordo

Eprobabilmente saranno anche di pi, conoscendomi. Sorrido leggermente, non staccarti mai da me.

Improvvisamente,i suoi occhi, sereni, serafici e tranquilli, tornano specchi torbidi e sistacca da me come se scottassi. Mi stringe di nuovo il polso con forza eriprende a camminare, dopo aver detto frettoloso: Non pensarci pi.

Incespico,seguendolo, chiedendomi ancora perch abbia tutta questa fretta.

Quello che c adesso sapessi fino a che punto cosa c perme, adesso

Dopo qualchepasso, finalmente si ferma. Respira a fatica, ma non credo che sia per losforzo, in fondo non ho fatto alcuna resistenza, convinta ormai come fossi che nonavrebbe fatto alcuna differenza. Tornano anche le lacrime nei suoi occhi, tirasu con il naso, cercando di fermarle. E allora capisco. Siamo arrivati.

Davanti a me,c un portone immenso, devo alzare la testa per guardarlo fino alla suasommit. Decorato con dei motivi di rose, incise edintagliate nel legno chiarissimo, splendono di luce propria. Come molte altreporte di ricordi nella mente di Draco, questo mastodontico portone sembrainaccessibile, ma lo sembra molto pi degli altri.

Prima di tutto,per la sua dimensione e poi per chiavistelli infiniti che ne chiudono laserratura, grande come un mio braccio.

Lo soppeso conlo sguardo in ogni particolare, accanto alla sua serratura, le rose si intrecciano in vario modo, formando in caratteri elegantile lettere H.J.G.

Sobbalzo, le mie iniziali poi, con una punta didelusione angosciosa, mi ricordo che sono anche quelle di Helena. Helena Jasmine Greengrass.

Una Greengrassancora non ci avevo pensato ma non erano solo in due? Astoria e Daphne? Chi allora questa terza Greengrass? Penso sempre che abbia a che fare con quel ramodella famiglia, se non altro perch questo giustificherebbe la presenza diAstoria, qui.

Ma ,allora, perch non ho mai sentito parlare di lei? E come me, nessun altro?

Magraconsolazione che, tra poco, mio malgrado, sapr vita, morte e miracoli suquesta donna.

Draco fa unsolo incerto cenno del capo, e il portone enorme si apre cigolando. Mi trascinaancora dietro di s, stavolta cerco anche di fare resistenza e di chiamarlo perfermarlo, ma senza successo. Ormai ha deciso e io,poco, ci posso fare. S, come no.

Malfoy! urlocon tutta la voce che mi ritrovo in gola, facendolo voltare ed ansimando per lo sforzo di continuare ad ostacolarlo, puntando i piedi perterra Quale parte, esattamente, del mio discorso non ti chiara?! Te lhodetto anche questo pomeriggio non me ne frega nulla della tua vita, sono statachiara? O devo ripetermi ancora in modo che i tuoi neuroni recepiscano il messaggio e facciano finalmente contatto?!. Il respiro corto, lo guardo confuria, sperando che interpreti i miei occhi lucidi come rabbia, e non perquello che sono realmente. Sono dura, lo so, ma davvero il solo modo che mi rimasto per salvare me stessa.

Ti ho gidetto, Granger riprende lui con la mia stessa intonazione severa ed inflessibile che non lo sto facendo per te ma solo edesclusivamente per me stesso. E che, dopo che avrai visto tutto, ti spiegheril motivo per cui lo sto facendo sei sempre quella che ambisce alla verit, alverbo assoluto, e ora ti tiri indietro ?! Cosa c che non ti va esattamente?, abbassa la voce e, per unattimo, credo che voglia usare un tono di voce soffuso e malizioso .Credo che fosse anche la sua di intenzione, mentresocchiudeva gli occhi e mi guardava intensamente, accendendo gli occhi grigi. Ma invece , la voce che gli esce, diversa.

Bassa, roca,profonda e triste . Gli occhicontinuano ad essere lucidi specchi di dolore.

Chec ? Non riusciresti avedermi con unaltra donna? mi sussurra.

Ci ha preso perfettamente.

Punta sul vivo,ribatto sicura: Non dire sciocchezze non ne vedo solo lutilit.

Ce la vedo io lutilittranquilla, le mie azionihanno sempre una motivazione, per quanto tu ne possadubitare.

Rassegnata, mi lasciocondurre passivamente oltre la soglia, convinta di aver esaurito gli argomentiche potevo portare a sostegno della mia teoria. Spero solamente che non siastata una storia lunga, perlomeno nel tempo, e che non abbiano troppi ricordiassieme. Che la storia pi importantedella sua vita, gi lo so.

Oltre lasoglia, contrariamente alle premesse, non c niente di eccezionale. Un enormespazio bianco, delimitato da uno specchio sconfinato che si estende a perditadocchio su un lato della stanza. Draco mi conduce davanti ad esso e,sofferente, poggia una mano sul vetro freddo.

Lo specchioreagisce al suo tocco, turbinando di luci, colori ed ombre sconosciute, che iniziano a sbocciare in ricordi lontani davanti ai mieiocchi, socchiusi, inutilmente, per tentare di soffrire il meno possibile, daquello che sto per vedere.

La guerra aveva avuto il pregevole dono di tirare fuori lavera natura delle persone.

A quello, non riusciva a smettere di pensare Draco Malfoy,mentre se ne stava seduto nellufficio deserto del Ministro, apparentementeipnotizzato da un arazzo che rappresentava, in colori accesi e in filigranadoro, i nomi degli Auror che avevano perso la vita in quella guerra. Come exCapo del Dipartimento degli Auror, doveva essere sembrato doveroso perScrimgeour farlo realizzare; evidentemente conosceva molte di quelle persone icui nomi erano solamente tratti di fili colorati, pallida traccia di vitadispersa nella cenere di quei giorni spezzati.

Draco chiuse le mani in grembo a pugno, chiedendosi sepoteva esistere, in chiss che luogo dimenticato da Dio, qualcosa di simile pergli altri .

Chiamava sempre cos i Mangiamorte, quelli che eranodallaltra parte come Tiger, Goyle, Nott, Zabini i suoi vecchi amici e comesua madre e suo padre.

Come se, con quellappellativo generico che definivalontananza ed estraneit rispetto a s stessi, potevaeffettivamente chiuderli fuori dalla sua mente e dalla sua memoria.

E diventare finalmente il traditore che avevano plasmato dalla sua carne e dal suo spirito.

Draco sollev gli occhi umidi, guardandosi ancora attornocon espressione impaziente, aspettando che il Ministro tornasse, dopo che loaveva lasciato nel suo ufficio da solo. I suoi occhi pigri si poggiarono suilibri antichi, sui quadri sonnecchianti, sulle pile di fogli di carta sullascrivania, senza guardarli veramente. Aveva una sola cosa nella mente.

Quella guerra aveva avuto il pregevole dono di tirare fuorila vera natura delle persone, Draco se lo ripeteva ostinatamente nella testa,come un mantra.

Lui si era scoperto un traditore.

Del suo sangue puro, della sua famiglia, del suo stessoessere che ribolliva ancora nelle profondit del suo spirito.

Perch lo aveva fatto? Era la prima volta che ci pensavacompiutamente.

Se glielo avesse chiesto un nome su quellarazzo, avrebberisposto con una sequela di ridondanti parole come giustizia, bene e coraggio.Ne avrebbe sentito il sapore pieno e avvolgente nella bocca, come latte caldo,e se ne sarebbe saziato e dissetato. Avrebbe indorato ogni suo discorso delloro gusto sconosciuto ed , in parte, ancora ostile. Etutti ci avrebbero creduto.

Ma , se glielo avesse chiesto uno di loro,degli altri? Che avrebbe detto?

Non avrebbe nemmeno risposto. Erano stati loro acostringerlo a questo. Quindi, non aveva senso che glielo chiedessero .Questa domanda, da loro, non sarebbe mai arrivata. Lo avrebbero ucciso, senzaparlare, era questa la sola cosa che avrebbero potutofare. E, per quello, non cera vitale necessit di parlare. Ameno che non si volesse costringere la vittima anche alla torturamentale.

Ma , se anche glielo avessero chiesto e luiavrebbe risposto, che cosa avrebbe detto?

Convenienza, probabilmente. Vendetta, sicuramente.

E finalmente, con qualcuno, sarebbe stato sincero.

Solo pochi, in fondo, sapevano la verit su di lui solopochi sapevano dellorigine del suo ravvedimento. Pochi. Gli altri si eranolimitati ad accettarlo con unalzata sarcastica di sopracciglio.

Di stranezze ce ne erano anche troppe in quella guerra. E,in fondo, forse tutti sapevano che la guerra mostrava la vera indole dellepersone. E la sua, bont danimo discutibile a parte, doveva essere lontana daquella del Mangiamorte. Basta. Non cera bisogno di complicate spiegazioni.

Ma essa, la spiegazione, invece cera.

S, che cera. E gli faceva schifo solo a ripensarci.

Quando era scappato da Hogwarts con Piton, dopo lomicidiodi Silente, quando aveva visto la vita dei Mangiamorte da vicino, quando avevacapito che cosa era

Repulsione. Ecco cosa aveva sentito.

Sentiva sempre il sangue sulle mani, non si staccava mai,sebbene le lavasse, sebbene non lavesse versato lui.

Ancora.

Era secco, dolciastro, appiccicoso.

Nei ricoveri di fortuna con il suo professore di Pozioni,mentre fuggivano, le sfregava con foga fino a renderle viola, nel suo giaciglioumido e sporco. Ma quella sensazione non passava mai,e lo disgustava. Immaginava ori ed incensi, ed invecenon riusciva a scordare gli occhi di Silente. Erano un tormento. Continuo,eterno, inestinguibile. Una febbre.

Lo portarono a Malfoy Manor, in fin di vita, ormai, dopogiorni passati alla diaccio, con quella febbre che nemmeno le cure di Pitonsembravano sanare. Continuava a salire, diventava fuoco progressivamente, loardeva dallinterno, sciogliendolo come burro fuso. Nellagonia, i pianti deisuoi genitori, le parole di Silente Uccidere non nemmeno facile come credonogli innocenti e grida e risa che lo tormentavano da quando era bambino, incubo infantile a cui non aveva mai dato peso. Stava per morire e losapeva, ma Piton trov la cura. E fu peggio dellamorte stessa.

Estrasse dei suoi pensieri dalla sua mente, in un barlumedi lucidit glieli mostr. Il martirio dei Paciock a cui aveva assistito quando aveva pochi mesi. Ad esso, orasi era aggiunto il ricordo dellomicidio di Silente.

Non era una febbre fisica, era una febbre mentale, causata dal rimorso che nemmeno lui sapeva riconoscere come tale.

La cura era semplice. Draco non poteva essere unMangiamorte. Doveva essere libero. Probabilmente sarebbe morto, in casocontrario. Piton lo sentenzi con serafica calma alle sue orecchie incredule.

Quella era una condanna, la medicina che, come maleficoassenzio, gli era stata prescritta.

Draco obiett con voce flebile che sarebbe passata, che forseera solo debilitato per il viaggio, che lui se ne fregava dei Paciock e diSilente. Non gli credettero. Credettero a Piton.

Potevano proteggerlo, potevano nasconderlo a Voldemort,potevano semplicemente farlo stare l e, sebbene ora fosse inutile, usare lasua salute cagionevole come spiegazione ineccepibile per la sua mancata partecipazione alle missioni dei Mangiamorte. Invece no

Lo vendettero. Al nemico.

Fu Piton a suggerirlo, servivano Mangiamorte esperti e lobarattarono con gli Auror, convincendoli che Draco fosse il vero assassino diSilente, e quindi una preda deccellenza. In fondo, senza Potter, nessunopoteva smentire quella versione; fino a quando, poi, avessero violato la suamente, sarebbe passato del tempo. E ormai la proficua transazione sarebbe giavvenuta.

I suoi genitori non fecero nulla, forse pensando chesarebbe stato pi al sicuro cos. Il silenzio pes come una lapide su di lui.

Volevano salvarsi, e quindi lo dovevano sacrificare. Il Signore Oscuro, convinto dal discorso di Piton, lo trov unmodo assai efficace per rendere utile uno che era cos debole da non servire anulla.

Febbricitante, morente, fu consegnato ad un Dissennatore che lo port su un lago deserto. Al largo, in mezzo allasuperficie liscia come petrolio dello specchio dacqua, avvenne lo scambio.

I suoi non erano venuti, cerasolo Piton. Lo gett di malagrazia su quella bagnarola e gli disse solamente,freddo: Sentiti di vivere come meglio preferisci il solo modo per restare in vita, per te.

Inutile. Bollato come tale e condannato. Non serviva pi aniente. Nemmeno ai suoi.

Gli Auror lo torturarono, per farlo confessare. Ovviamentenella sua mente non cera la confessione dellomicidio. Cera solo il ricordodell Avada Kedavra diPiton.

Ulularono come lupi feriti quando capirono linganno, loabbandonarono in una cella polverosa a Grimmuald Place. Marciva l, sempre pidebole, ormai prossimo alla morte.

Quando torn Potter, Lupin, il solo che lo aveva trattatodecentemente, ricordandosi ogni tanto di dargli da mangiare, parl con ilPrescelto. Di lui.

Gli proposero di fare il doppio gioco, quando si fosse rimesso. Era ilsoggetto ideale. Pieno di livore e odio per la parte che lo aveva rifiutato.

Non voleva. Aveva paura, sentiva che era prossimo a morire,e ne era terrorizzato. Ma il pensiero di passare dalla parte di coloro che,nella sua mente, lo tormentavano ed alimentavano lafebbre, inizi a guarirlo.

Accett.

Confusamente, cap che era il solo modo per restare invita. Come gli aveva detto Piton.

Torn dai Mangiamorte ed era un altro. Forte, freddo,severo, implacabile. Recitava. Nel cuore, portava il tradimento, come un fruttoacerbo ed immangiabile.

Andava alle riunioni, li sentiva parlare, li vedevadistruggere ed uccidere e si chiedeva sempre, nelfondo dellanima, perch non era stato degno di tutto quello. E, non trovandonerisposta, odiava.

Li odiava, odiava i suoi che non capivano il suo evitarli, odiava Voldemort. E quellodio era la linfa del suo agire,era la spinta a sapere e rivelare. Volevadistruggerli. Dimostrarli che avevano sbagliato a sottovalutarlo.

Ricordava lo scambio, la cella, la fame, le torture, lafebbre continua ed odiava sempre di pi.

Era vendetta di un ragazzino viziato, ora lo sapeva. Dopo,aveva anche pianto quando erano morti i suoi, in una notte a Grimmuald Place.Anche se era inevitabile che morissero, e lo sapeva.

Anzi doveva anche ringraziare di non essere stato costrettoa farlo lui stesso se le cose si fossero messe in altro modo

Quel pensiero era stato come una rivelazione.

Solo in quel momento, aveva capito quanto fosse statoinevitabile, quanto era entrato in una storia pi grande di lui, quanto avevacontribuito alla loro fine. Non se ne era nemmeno reso conto, preso dallideadella vendetta, come se le sue azioni non avessero dirette conseguenze, come se le informazioni che passava non avessero aiutato poieffettivamente gli Auror.

Lo aveva fatto per il suo scopo. Ferirli e colpirli. Feriree colpire coloro che lo avevano ripudiato.

E gli eroi lo avevano usato per i loro di scopi.

La guerra aveva avuto il pregevole dono di tirare fuori lavera natura delle persone.

I suoi, per non incorrere nellira di Voldemort, lo avevanoabbandonato, augurandosi con un segno sulla fronte che si salvasse in qualchemodo, ma non preoccupandosi di come ci potesse avvenire.

Gli Auror, Lupin, Potter, avevano scordato chi era, perpotersi garantire unentrata privilegiata nei segreti del nemico.

E lui traditore di s stesso edel suo sangue, per degli ideali che non avrebbe mai assimilato appieno.

Dopo poco, la guerra era finita.

Era sempre pi confuso e disorientato e, ora come ora , anche consapevole che non aveva una vita lunga. IMangiamorte sopravvissuti lo avrebbero braccato ed ,infine, ucciso. Doveva sparire, cambiare vita.

In fondo, era come si sentiva di vivere ed era il solomodo di restare in vita, per uno come lui.

Ora, la mina vagante di quella guerra, il vero fautorenascosto della sconfitta di Lord Voldemort, Draco Lucius Malfoy, aspettava diavere il beneplacito del Ministero per ricominciare una nuova vita.

Per dimenticare. O perlomeno per provare a farlo.

Il Ministro tardava a tornare, mancava gi da unora buonae Draco era sul punto di andare via, scordare la burocrazia e fare di testasua, quando la porta si apr con un cigolio metallico.

Nella stanza, entrarono tre persone: il Ministro, unoscintillio ambizioso sul viso burbero e leonino, immediatamente seguito daPotter, stanco e con i capelli spettinati, ed un uomoalto, sulla sessantina, dalla barba castana ed occhi malinconici. A Dracosembrava di conoscere questultimo, eppure non riusciva a ricordare chi fosse.

Il Ministro si sedette alla scrivania, spostando le pile didocumenti per guardare Draco in viso, mentre Potter e laltro si sistemarono ailati della scrivania. Potter sembrava esausto e, di tanto in tanto, sbadigliavasenza pudore; Draco presag che doveva essere con lui che il Ministro avevaparlato fino ad ora e si chiese che cosa lo aveva annoiato tanto.

Sperava solo, per la sua salute mentale e per la mascelladi Potter che rischiava di slogarsi a furia di sbadigli, che il colloquio si concludesse presto. Sospir, aveva come la vaga impressioneche non sarebbe andata cos.

Gi, la posa plastica di quei tre glielo suggeriva,evidentemente dovevano dissertare per ore sullannosaquestione Il destino del traditore Malfoy.

Fu il Ministro a prendere la parola, perprimo: Bene, Draco abbiamo parlato a lungo della tua, si ferm a disagio,schiarendosi la voce, prima di proseguire: della tua situazionecomprendiamo che essa, al momento, sia abbastanza difficile.

Curioso eufemismo, la parola difficile comment sarcastico Draco, schioccando la lingua Credo che sarebbe picorretta la parola mortale decisamente.

Per un attimo, Draco ebbe la sensazione che Potter avessetrattenuto un risolino, ma, quando si volt verso di lui, aveva ripreso asbadigliare come prima.

Non essere esagerato, Draco! rise forzatamenteScrimgeour, guardandolo con espressione di derisione I Mangiamortesopravvissuti sono disperati e soli non avrebbero nemmeno la forza di veniread attaccare proprio te e comunque saresti protetto con tutte le cautele delcaso.

Draco inarc un sopracciglio, scettico: Ero convinto che,alla fine della guerra, io avrei cambiato identitinsomma, non sarei pi stato pi Draco Malfoy, o avevo capito male?. Non avevacapito male, assolutamente, i patti erano sempre stati quelli. Ora, per chissquale motivo, il Ministro doveva aver cambiato idea. Getto unocchiata confusaa Potter, prima di riscuotersi e mormorare sommessamente: A questo punto,potreste anche consegnarmi ad uno dei Mangiamorte e viliberereste in fretta del problema, no?.

Non essere esagerato, Malfoy ribad Potter, con aria di sufficienza, guardandolo dagli occhiali tondi Sarannoprese tutte le precauzioni, gli Auror ti proteggeranno giorno e notte. Non vedoperch dovresti cambiare identit sarebbe un inutilescocciatura anche per te, non credi?.

Questi sarebbero problemi miei, al massimo, non penso chevi dobbiate curare delle mie noie eventuali la voce di Draco crebbe di tono edi acidit, mentre rispondeva alla frecciata di Potter. Non capivadove voleva andare a parare il loro ragionamento e, soprattutto, cheutilit potesse avere per loro non fargli cambiare identit. Perch, di utilitsi parlava. Non poteva essere ovviamente il piacere della sua compagnia.

Evidentemente, serviva ancora a qualche misteriosa ragioneche lui restasse Draco Lucius Malfoy.

Il Ministro spost a disagio il peso da una gambaallaltra: Amos ha garantito che ti dar un lavoro e ti aiuter a reinserirtinella societ non vorresti fare almeno un tentativo?. Il suo tono apparivaquasi implorante, e Draco si chiese ancora il motivo della sua insistenza.Amos? Ma Amos chi? Improvvisamente, ricord chi eraluomo accanto a Scrimgeour. Era Amos Diggory.

Non lo vedeva da quella notte, alla Coppa Tremaghi, quandoaveva pianto sul corpo del figlio Cedric, appena assassinato da Voldemort.

Era vistosamente invecchiato edimagrito, e ora lo guardava con una sorta di strana tenerezza e malinconia.

Gli diede quasi sicurezza quello sguardo, e si disse cheforse un tentativo lo poteva anche fare. In fondo, erano loro che dovevanobuttare soldi per proteggerlo, peggio per loro.

E, in fondo, restare Draco poteva anche avere i suoivantaggi. Non doveva di nuovo farsi un nome, una ricchezza, una casa.

Non era molto, ma almeno poteva ricominciare con unaposizione di vantaggio.

E, poi, nonostante tutto, sapeva che quello di cui volevaliberarsi la memoria i ricordi lo avrebbero seguito, anche se avessecambiato nome.

Alla fine, poteva anche farlo un tentativo... a contifatti, non aveva nemmeno la certezza che non lo avrebbero scovato, anche sotto altra identit, e almeno cos avrebbe sfruttato gli uominidel ministero.

Orgoglioso come sempre, non disse s, n a Potter, n alMinistro.

Annu silenzioso al solo indirizzo di Amos Diggory.

Natale era arrivato cos velocemente che Draco nemmeno sene era reso conto. Guardando fuori dalla finestra innevata del suo ufficio,quasi si sorprese di vedere le decorazioni natalizie, appese per le stradedella Londra magica. Sembravano inappropriate e inadatte, soprattuttoconsiderando che met della citt era ancora ridotta a macerie e cumuli dipolvere. Londra sembrava un pacchetto natalizio che andava in contro alla morte.

La gente ancora piangeva i suoi morti e seppelliva gliscomparsi, e non aveva alcuna voglia di festeggiare; passava silente nelle vieilluminate, indifferente al fulgore delle luci trillanti di festa dimenticata.

La guerra era finita da soli sei mesi, eppure sembrano gipassati due decenni. Draco sentiva addosso il peso deisuoi pochi anni, come se fosse un centenario, e si chiese se sarebbe statosempre cos.

Certo che sar sempre cos, si disse crudo ed onesto, distogliendo lo sguardo dai documenti su cuistava lavorando e gettando uno sguardo in tralice allAuror che stava davantialla sua porta, come guardia. Gli altri impiegati dellUfficio Regolazione eControllo delle Creature Magiche, passando, gettavano occhiate volutamentedistratte verso di lui, in realt curiose rispetto alluomo che godesse di una cos forte protezione.

Come se non sapessero chi fosse lavorava l da mesi, oramai,e perlomeno il suo nome dovevano saperlo.

A Draco, ogni momento, veniva in mente di alzarsi in piedi,fare un inchino e di dire con espressione canzonatoria: Eccomi, sono io, ildoppiogiochista Draco Malfoy!.

Ma dubitava che, anche in quel caso, avrebberosmesso di fissarlo , cosa che lo mandava ai pazzi.

Voleva una vita quanto pi isolata e solitaria possibile, ma invece il Ministro aveva trovato sommamente giusto perlui che fosse costantemente posto su un palcoscenico ed osservato in ogniangolazione.

Oddio, ad essere sinceri, avrebbepotuto anche fregarsene di quello che gli aveva ordinato in modo cossupplichevole ed andarsene per la sua strada, rifiutando la proposta di lavorodi Diggory e facendo come credeva, specie perch aveva capito che non era alsuo bene che il ministro aveva pensato con quella decisione, ma a qualcosaltroche per ancora gli sfuggiva.

Insomma, era stato usato per lennesima volta, e per l ennesima volta, aveva lasciato correre. Incroci i suoiocchi madreperla nel riflesso della finestra, si faceva schifo profondamente,da un po di tempo.

Una sensazione nuova, decisamente .Era sempre stato fin troppo orgoglioso di s stesso.Ora non ricordava che motivazione vi aveva trovato allora.

Era come se, da un po di tempo, avesse uno specchiodavanti a s che lo mostrava per come appariva dallesterno, dalla prospettivadegli altri. Ma non altri qualsiasi loro.

La guerra gli aveva reso pi vicino il punto di vista dipersone come Potter, Lupin, Weasley o la Granger , e ora non riusciva a smettere diguardarsi dai loro occhi.

Codardo.

Cos, lo avrebbero dipinto, mentre ridevano nelle loro caseornate doro e di rubino, scartando regali inutili e pulciosi.

Anche prima era cos anzi, non cera stato un solo momentoin cui non fosse stato cos, ma non gli era mai interessato. Figuriamoci, linteresse sarebbe stato unonta incancellabile sul suo onore. Ed anche ora,non era interesse ma qualcosa di diverso

Inconsciamente, forse, aveva iniziato a pensare come loro,a voler essere come loro. Schifo. Ancora. Essere dalla loro parte, gli avevafatto maturare la convinzione friabile ed assurda chedoveva essere come loro.

Era cos, no, che doveva andare? Era uno dei buoni, adesso,no? Doveva essere come loro? Ma non lo era. E nonvoleva neppure esserlo.

Si dibatteva nel ribrezzo per quel desiderio e nel disgustoper non riuscire ad attuarlo. Era nauseato da s stesso. Sempre alla ricerca spasmodica e continua di qualcuno che gli dicessecosa fare, in modo che, se avesse sofferto, se si fosse trovato male, poteva dare la colpa a qualcun altro, ma mai a s stesso. Semprealla ricerca della patetica approvazione altrui, anche se proveniva da personeche n stimava n apprezzava.

Sospir leggermente, le luci colorate che si inseguivano nei suoi occhi sterminati, e ricord con unsorrido mesto lenorme albero di Natale a casa Malfoy, che torreggiava in unangolo del salotto, colmo di addobbi argentei e verdi, come era sempre piaciutoa sua madre Narcissa, in ricordo di Hogwarts e della casata Serpeverde.

E l che mi sono sentita a casa, per la prima volta nellavita aveva detto con un sorriso dolcissimo, lunica volta che glielo avevachiesto.

Ora, gli addobbi giacevano nei sotterranei assiemeallalbero. Draco non li avrebbe mai usciti fuori.Mai. Dubitava persino di passare il Natale a Malfoy Manor.

Forse, sarebbe andato ad Hogsmeade , a mescolarsi con la gente, bevendo fino allostremo con lAuror che non gli avrebbe mai dato degli affettuosi auguri amezzanotte.

Aveva perso tutto, amici, familiari, tutto mancava soloperdere s stesso. Esisteva per inerzia, faceva quelloche andava fatto, lavorava, mangiava e dormiva. Aveva persino una specie difidanzata, una ragazza bellissima e biondissima come lui, di nome DeniseDelacour, la cugina di Fleur. Ma , era solo sesso, unmodo urgente di rinfrescare la febbre che il corpo, ovviamente, dava.

Ma , anche con lei, non sentiva pi. Nonamore, in fondo non aveva mai saputo compiutamente come fosse amare una donna,e non ne sentiva nemmeno la mancanza.

Ma anche il sesso puro e semplice avevaperso ogni attrattiva. Anche il piacere puro e semplice aveva perso ognivalore.

Cosa restava , quindi? Nulla. Quindi, in definitiva,forse aveva davvero perso anche s stesso.

Una voce austera, ma al contempo gentile, lo riscosse daisuoi pensieri: Draco, sei ancora qui?. Sulla sua soglia, in una lunga tunica blu scuro , sostava Amos Diggory, un sorrisoaperto e sincero sul volto.

Draco annu, mentre luomo entrava nellufficio, salutandodistrattamente lAuror che replic con un cenno del capo.

Pensavo che fossi gi andato via mormor luomo,sedendosi alla scrivania con espressione assorta. Sembrava sul punto di andarevia, infatti era vestito e bardato di tutto punto peraffrontare la nevosa sera dicembrina, eppure se ne stava l a chiacchierare delnulla. Draco lesse nei suoi occhi castani, piccoli ed acquosi, la voglia di parlare di altro. Qualcosa di nonmeglio identificato, ma di diverso dal semplice scambio di convenevoli tracolleghi . Quelluomo, stranamente, lo aveva preso in simpatia e Draco neera abbastanza sorpreso. Non era mai stato un ragazzo eccessivamente aperto esocievole e, in questa nuova carriera, non si comportava in modo diverso.Faceva il suo lavoro alla perfezione, sebbene non lo entusiasmasse, ma nonparlava mai con nessuno dei suoi colleghi, trascorreva le pause pranzo nel suoufficio, arrivava prima di tutti e tornava a casa pi tardi degli altri, perevitare di stare troppo nel suo maniero deserto. Il suo solo compagno eraAnthony Goldstein, la sua guardia personale. Ma nemmeno con lui parlava.

Figuriamoci si erano trovati antipatici anche ad Hogwarts, lui era anche un patetico Corvonero e oranulla della loro frequentazione forzata, poteva suggerire che tra loro siinstaurasse un rapporto diverso.

Eppure, Amos Diggory ostinatamente cercava un contatto conlui, nella maggior parte delle volte, respinto con decisa cortesia.

Draco riflett che forse gli ricordava suo figlio, Cedric,e il fatto che lui adesso fosse orfano, magari suscitava in lui un moto diaffetto. Chiss, tutto poteva essere a Draco tutto sommato ,nemmeno stava antipatico.

Era un uomo burbero, autoritario, ma onesto e diretto nei modi. Aveva anche quella patina di nobilt, datagli dallapurezza del suo sangue e dallorgoglio per la sua casata, ma non la ostentava,se non in particolari occasioni. Ed , anche allora,sembrava cos profondamente ferito dallidea che non ci fosse nessuno acontinuare la sua stirpe, dopo la morte del suo unico figlio, che il suo amorproprio ripiegava su s stesso, afflosciandosi senza forze. Il contrario di suopadre Lucius, insomma. Se mai questo possa essere considerato un difetto, sidisse mentalmente Draco con sincerit.

Lucius aveva venduto suo figlio, perch inadatto a reggereil fardello del suo cognome. Amos aveva perso un figlio che era in grado diportare quel peso in modo impeccabile.

Ironia della sorte .

Draco scroll le spalle in silenzio, spostando senzaattenzione particolare una boccetta dinchiostro sulla sua scrivania, evitandolo sguardo di Amos.

Poi, visto che il silenzioproseguiva e che stranamente oggi lo metteva a disagio, replic annoiato: Nonmi ero accorto dellora.

Amos annu pensosamente, guardandolo ancora, poi, in unsussurro quasi imbarazzato, chiese: Cosa farai aNatale, Draco?.

Draco si sorprese della sincerit della domanda e di comegli era stata posta senza preamboli. Tipica caratteristica di Amos, andava dritto al sodo. Ancora, al contrario di suopadre, che macchinava per ore prima di palesare le sue reali intenzioni.Spalanc gli occhi per un secondo, un attimo fugace ed impercettibile che nemmeno luomo di fronte a lui colse, per come era statorepentino.

Diffidenza manifesta socchiuse ancora il suo sguardo, era arrivato a fare cos pena il giovane rampollo dei Malfoy?Tra poco, anche Potter gli avrebbe fatto lelemosina?

Schifo.

Ancora.

Con orgoglio, sollev il mento appuntito e disse fiero:Non lo so, non credo che il Natale sia mai stato una delle mie sommepreoccupazioni, ed ora, meno che mai sa, quandorischi di morire ogni giorno, queste cose passano in secondo piano. Avevasputato fuori quelle parole come veleno, guardando Amos dritto negli occhi conuna durezza che non era destinata a lui, ma che da lui passava per il solofatto di essergli davanti in quel momento. Lurgenza di fare qualcosa e diplacare il nervosismo nelle mani, lo spinse a spostare ancora la boccettadinchiostro, senza un motivo apparente.

Capisco disse pensosamente Amos, non turbato dalle paroledel ragazzo e tantomeno dal suo tono. Appariva solo concentrato.

Alla fine, parl con voce leggera e apparentemente casuale,anche se i suoi occhi si erano velati per un secondo. Ma anche quellattimo, come era successo prima per Draco, fu cos rapido che il suointerlocutore non se ne accorse neppure: Anche per me, il Natale non unagrande occasione anzi credo di odiarlo profondamente. La sua voce si erafatta dura, come pietra, e Draco imbarazzato si chiese perch tutta quellansiadi sfogarsi gli fosse venuta proprio con lui.

Si sent in dovere di dire qualcosa, anche se non si sapevaspiegare questa urgenza. Aggiunseovvio, in tono casuale: Ma lei ha ancora una moglie, no ? Immagino che almeno a lei piaccia il Natale, deglut prima dicontinuare: A mia madre, piaceva il Natale . Era la prima volta dallaloro morte che nominava i suoi genitori.

Amos parve accorgersene e sobbalz lievemente, poi prosegucon un sorriso mesto: Certo, Draco, alle donne il Natale piace molto sembranopunte da unape allinizio di Dicembre, ed iniziano adinfiocchettare, impacchettare, incartare, ornare una donna in casa aiuta asentire latmosfera, ecco a mia moglie piaceva molto. Ancora i suoi occhi sivelarono e stavolta Draco, con una fitta di nervosismo, se ne accorse.

Si mosse sulla sedia, ancora chiedendosi perch stavasostenendo quella conversazione assurda proprio con lui, e chiesetitubante : Non le piace pi il Natale adesso?.

Amos sorrise tristemente, voltando il capo e guardandooltre la finestra. Quando parl ancora, la sua voce era un tremulo sussurro,sembrava che non provenisse da lui per come stonava con il suo aspetto fiero ecaparbio.

Credo che a mia moglie piaccia ancora, dovunque ella sia e scommetto che fa lalbero con Cedric, aspettandoche io un giorno li raggiunga.

Draco trem a disagio, ricordandosi improvvisamente cheaveva sempre saputo che Daisy Diggory era morta qualche anno prima, consumatadal dolore per la perdita del figlio.

Unaltra cosa che non avevano incomune i Diggory con la sua di famiglia, annot mentalmente con uno spasmo.

Eppure, aveva sempre sentito i colleghi di Diggory faresempre delle battute su sua moglie che lo aspettava a casa, sul fatto che Amosfosse molto fortunato, dandosi di gomito, alludendo al fatto insomma che fosseindiscutibilmente viva avevano un raccapricciante senso dellumorismo o cosa?

Pensavo che sua moglie fosse viva, mi scusi replicDraco con voce flebile Devo aver capito male.

Solo allora Amos sembr ricordarsi diqualcosa e si gratt la guancia con espressione distratta: Ma certo, s, smia moglie viva, vedendo lespressione confusa e disorientata di Draco,replic quasi divertito: Ho unaltra moglie, adesso, mi sono risposato qualcheanno fa per questo devi aver capito male, Draco.

Draco annu, comprendendo infine, mentre Amos proseguiva:Diciamo che per la mia seconda moglie non ha la vocazione della brava donnadi casa quindi lalbero era lultimo dei suoi pensieri quando glielo ho fattonotare, ha scrollato le spalle e lha fatto fare ad unelfo domestico.

A Draco venne curiosamente da sorridere, di cuore, come nonfaceva da tempo , allidea dei battibecchi tra Diggorysenior e la sua nuova moglie. Se ne sorprese alquanto, specialmente perch nonricordava pi il momento in cui aveva davvero riso, sembravano passati secolicome quello in cui aveva pianto, per dirne una. Esattamente come se fossemorto.

Anche Amos sorrise a sua volta, aveva una risata sempremalinconica, mai eccessivamente ilare o spensierata.

Se stasera sei libero, potresti cenare a casa nostraprosegu Amos con voce pi chiara Mi farebbe piacere presentarti mia moglie.

Draco fu ancora colpito dalla schiettezza della domanda.Per un attimo, pens di rifiutare, lapatia di quei giorni che si era attaccatacome una patina ostinata alla sua voglia di fare qualsiasi cosa. Se avesseaccettato linvito di Amos, avrebbe dovuto fare conversazione, sorridere inmodo sciocco ai commenti della moglie, mangiare con appetito quello che era statopreparato e mantenere un aspetto decoroso ed elegante.

E lui non aveva intenzione di fare niente del genere.

Immaginava gi il suo letto, la calda vestaglia di setanera, il bicchiere di Firewhisky che lo aiutava a dormire, lo scenario cupo esinistro che si vedeva dalla sua camera del Malfoy Manor.

Poi, ripens che in fondo, anche domani sera, il letto, lavestaglia, il bicchiere e la finestra sarebbero stati al loro solito posto. Edanche la sera dopo. E la sera dopo, ancora. Schifo.

Quindi , un po di diversit poteva ancheconcedersela.

Annu silenziosamente, accettando cos la proposta, ed Amos ne parve oltremodo contento e sollevato.

Uscirono entrambi nellaria fredda della sera, avevainiziato di nuovo a fioccare, e la neve cadeva silenziosamente, avvolgendotutto in una quiete che donava pace. Draco ed Amoscontinuavano a camminare in silenzio, ognuno profondamente perso nei suoipensieri e ragionamenti. Non erano realmente soli, attorno a Draco si vedevanochiaramente Auror appostati dietro ogni angolo, oltre ad Anthony Goldstein cheli seguiva a breve distanza. Ad un tratto, Draco siferm, suscitando la curiosit di Amos che lo guard senza capire, fermandosi asua volta.

I sensi acuiti dalla guerra ed attutiti dalla pace, tornarono vivi a farsi sentire in Draco. Sentivadistintamente di essere seguito, e non dallAuror. Ma da qualcun altro. Le sue orecchie sensibili avevano captato un rumore nellaneve fresca, un passo insolito che non era tipico degli Auror. Si guardattorno, eppure la strada era deserta.

Goldstein raggiunse Draco velocemente, la bacchettasguainata, dando un segnale a qualcuno degli altri Auror che li circondavano:Malfoy, cosa c?.

Draco scosse il capo, doveva esserselo immaginato. Dovevanoessere stati gli Auror.

Nulla neg, riprendendo a camminare Devo essermeloimmaginato.

Cosa? insistettero sia Amos cheAnthony, seguendolo di gran carriera, ma Draco non rispose. Se Amos smise diparlare, Goldstein insistette: Se hai questa sensazione, magari c davveroqualcunoforse dovremmo avvisare il Capo.

Draco rise leggermente, divertito: La Granger ? Ma per favorecome minimo, me la ritrovo alle costole sei gi abbastanza insopportabile dasolo, Goldstein senza che si aggiunga anche la Granger .

Il ragazzo, offeso per il commento fatto nei confronti delsuo superiore, tacque innervosito, suggerendo solo ai due di Smaterializzarsi edi non continuare la loro passeggiata per maggiore sicurezza. Draco con unlieve sospiro, afferr il polso di Diggory mentre questultimo scompariva in unpiccolo pop.

Si ritrovarono in un salotto, abbastanza grande,completamente illuminato da un lampadario di cristallo enorme che scintillavadi luce, creando riflessi arcobaleno sulle pareti, sui quadri, sui mobili,sulla libreria piena zeppa di libri antichi. Sia Draco che Goldstein, smaterializzatosi subito dopo di lui, guardarono la stanza rapiti.

Non era uguale al salotto del Malfoy Manor che era didimensione doppia, rispetto a quello, eppure aveva qualcosa in pi che Draco nonriusciva bene ad identificare.

Amos, non appena entr, accarezz distrattamente la tela diun ritratto che rappresentava una donna sulla cinquantina, seduta in unapoltrona, con un vestito cremisi. Accanto a lei, in piedi, un giovane alto,dalle spalle larghe e dagli occhi chiari ed aperti. Amos disse solo con voce fioca: Ciao Daisy . Ciao Cedric. Sono tornato a casa . I due sorrisero ed agitarono la mano calorosamente.

Draco si strinse nelle spalle, quasi a disagio. Si chiesecome facesse la moglie attuale di Diggory a vivere con quel ritratto in casacuriosamente, gli venne da sorridere, ricordando quel libro babbano Rebecca,la prima moglie, dove la nuova compagna di un ricco facoltoso doveva conviverecon il ricordo asfissiante della prima consorte del marito.

Helena! chiam Diggory a gran voce, evidentementeallindirizzo della moglie che non era in salotto. Poi prosegu, spazientito,verso Draco: Chiedo scusa per mia mogliecredo che sia di sopra, ma scendertra poco.

Draco agit la mano per dire che non importava. Helena chestrano, sembrava di aver gi sentito il suo nome

Come se Amos lavesse letto nel pensiero, disse con vocecasuale, sedendosi su una poltrona ed invitando i suoidue ospiti a fare altrettanto: Dimentico quanto io sia vecchio e quantoHelena invece sia giovane siete quasi coetanei, probabilmente la conoscete.Coetanei? Si chiese Draco meravigliato. Si era aspettato una donna abbastanzagrande, pi o meno sulla cinquantina. Hai capito, Diggory

Come si chiama ? Sua moglie,intendo? chiese Draco curioso .

Helena Jasmine Greengrass rispose Amos, sistemandosimeglio sulla sedia e chiamando un elfo domestico per far servire da bere.

Greengrass? si interrog DracoPensavo che le Greengrass fossero due Daphne ed Astoria a meno che non siadi un altro ramo della famiglia.

Amos neg con il capo: No, Helena proprio la sorella diDaphne ed Astoria, la primogenita dei Greengrassimmagino che non labbiate mai incontrata ad Hogwarts, effettivamente portatequalche anno di differenza. Draco annu, effettivamente nonricordava assolutamente una terza Greengrass . E due erano pi chesufficienti: Daphne era acida come un limone ed Astoria era appiccicosa come la colla.

Era innamorata di lui dal terzo minuto in cui aveva messopiede ad Hogwarts. Ed era decisamente seccante.

Non c due, senza tre Draco, conun roco sospiro, rimpianse il letto, il bicchiere, la vestaglia e la finestrache aveva sconsideratamente rifiutato, ignaro della prospettiva di conoscereuna nuova Greengrass.

Eccola disse Amos, alzandosi ed indicando la scala che portava al piano superiore.

Anche Draco si alz, osservando a lungo la donna che stavaentrando. E rimase a bocca aperta. Era la donna pi bella che avesse mai visto.

Helena doveva avere sui ventisette, ventotto anni, ed era alta come tutte le Greengrass. Anche le lineedel volto, sottili ed eleganti, assomigliavano molto a quelle di Daphne ed Astoria, compresi gli occhi azzurro cielo e i capellichiari. Eppure, dopo un esame superficiale, Helena appariva molto diversa dallesorelle.

Daphne aveva un volto affilato, duro, spigoloso,esattamente come il suo carattere. Gli occhi erano allungati, come quelli di unfelino, e di un colore frammisto tra il verde e lazzurro. Sembravano un marein perpetuo moto ondoso, una tempesta capace di annegarti ed ucciderti allistante. Aveva inoltre lunghissimi capelli biondo platino, lisci, ed incuteva timore con la sua sola presenza. Si curavafino allo stremo, indossava vestiti raffinati e si truccava molto. Astoria eramolto simile a Daphne, forse solamente gli occhi erano diversi, pi intensi,sul blu oltremare. Ma per il resto, sembrava la suasorella gemella.

Helena invece non assomigliava a nessuna delle due. I suoicapelli erano ondulati e di un colore pi caldo dellalgido biondo dellesorelle, castano dorato. Gli occhi splendevano come due turchesi sul bel voltoa forma di cuore, ed assomigliavano ad un chiaro cieloprimaverile. Nonostante inoltre un elegante vestito di broccato color glicine ed una parure di gioielli di ametista, non eraeccessivamente truccata.

Possedeva una perfezione che non aveva bisogno di ulteriori artifici per metterla in mostra.

E contrariamente alle sorelle, aveva anche un meravigliososorriso. Partiva dagli occhi, insolente, e poi riempiva di luce le labbra rosa.

E, ora, quel sorriso era tutto per Draco Malfoy.

Draco si accorse di essere rimasto a bocca aperta, mentrelei vezzosa aveva allungato la sottile mano affusolata verso di lui per presentarsi. Su di essa, brillava molesto un anello con un diamante ed una piccola fede di platino. La moglie di Amos Diggory.

Draco si affann a prendere la mano nella sua, un brividosulla schiena, e a replicare affrettato: Sono Draco Lucius Malfoy.

Lei sorrise ancora e rispose: Helena Jasmine Greengrass.

Mi stacco dal vetro come sescottasse.

La donna che sorride dallaltraparte del vetro, ha appena detto di chiamarsi Helena Jasmine Greengrass. Non dovrei averla mai vista.

Ed invece ioconosco il suo volto a memoria.

La donna che sorride dallaltraparte del vetro, indimenticato ed indimenticabilericordo, stampata a fuoco anche nella mia mente.

Ladonna che sorride dallaltra parte del vetro Rachel Leigh.

Cassie is back again !Chiss se con vostra gioia o dispiacere! Reduce da un esame che mi ha fattoanche perdere la salute, oltre che quel poco di sanit mentale che possedevo,posto un nuovo chappy! Non so se vi piacer oppure no nel senso che la primavolta che mi cimento con i pensieri di Draco ed insomma abbastanza complicato gestirlo! Il mio intento sempre quello dicercare di lasciare un Draco fedele alloriginale della Rowling, e non direnderlo un superuomo, come appare in molte fic ,nessuno me ne voglia a male Draco non propriamente un uomo coraggioso, un uomo che subisce passivamente gli eventi e questo lhafatto, per buona parte della sua vita. Quindi anche lacircostanza del suo tradimento, non volevo che risuonasse forzata. Non me lovedo proprio uno che improvvisamente si ribella e cambia le idee che aveva per anni mi suonava pi convincente, conoscendolo,che le avesse subite. Poi ovviamente cambier ancora, diventando il Draco cheadesso state conoscendo ma per quello credo cheavrete gi intuito, che avr una grande parte Helena.

Poi, ovviamente, questa la mia esclusiva interpretazionefatemi sapere che cosa ne pensate!

Come avrete notato, il flash back non finito il capitolostava venendo troppo lungo e quindi ho preferito spezzarlo per aggiornare primasenn avreste dovuto aspettare altri tre mesi! : DInoltre, si aggiunto un sottotitolo per lo scorso chappy, The name of everything .

Per questo, avete letto invece Cerulean eyed girl e si riferisce ovviamente ad Helena. Significa, pressa poco , Ragazza occhi cielo e in questo mi haispirato la meravigliosa canzone di Loredana Errore di Amici che si chiamaappunto cos e che insomma mi ha fatto pensare ad Helena.

Come sempre, vi metto il link qualora la voleste ascoltare

http://www.youtube.com/watch?v=ecZaGq09c0A

Colgo anche loccasione per ringraziare il forum Neverending story awards !

Have a little fairy tale, infatti, nellottavoturno ha vinto ben sei awards come MigliorPersonaggio Originale per Seth Green, Miglior Commedia, Miglior StoriaIncompleta, Miglior storia scritta esclusivamente dal punto di vista di un solopersonaggio e Miglior Personaggio Femminile per Hermione Granger pi Miglior storia in assoluto! Una cosa che mi ha decisamente commosso e sorpresoquindi ringrazio ancora perquesto onore!!:D

Ringrazio ovviamente anche chi legge la mia storia, chivisita il forum (in cui, ahim , non riesco ad entrare per problemi tecnici L ) e chi la inseriscenei preferiti o nei seguiti! Grazie !!!

Ringrazio anche in questa sede la mia amica Vittoria che si letta tutta la mia storia e che ora mi tormenta perch continui! :P

E un grazie particolare epreliminare va a Seven, una persona meravigliosa, davvero, e che sono contentadi aver conosciuto tramite HALFT

In breve, purtroppo come sempre, ringrazio come sempre chiha recensito la mia storia: Haley James ( grazie davvero tantissimo dei complimenti! Spero diemozionarti sempre cos! Baci), Liven ( eheheheh ! Sono contenta che la mia crisi a posteriori siastata apprezzata! Il dna dei Malfoy lo sto effettivamente subendo molto !! Purtroppo non sono riuscita ad aggiornare prima,maledetto esame, almeno puoi comprendere il mio dolore profondo ma diciamoprima di quanto pensassi !! Baci), Seven (ovviamentecome ben sai, le tue recensioni sono sempre le mie preferite, davvero! Poverinaci metterai delle ore! Grazie ancora !! Ma tanto adesso comunichiamo inter nos , quindi mi dirai abreve che ne pensi! Baci), Lights (mamma mia, grazie!Effettivamente c molto di me dentro Hermione, ripeto la gente che mi conosce,continua a dirmi che sono io nevrosi comprese! Hai ragione perfettamente,spesso mi dilungo troppo mi raccomando quando sbaglio fammelo sempre notare! Sul serio! Kiss !), Corvetta(grazie, grazie, grazie! Spero che Draco ti abbia trafitto il cuore anche inquesto chappy!), Cygnus Malfoy (la mia cara Helder che sopporta le mie paranoie su come non sopporti Helena! grazie ! Baci), Rorothejoy (bravissima, hai azzeccato parte dellidentit di Helena! Riceverai un enormecesto di frutta dono! Scherzo! Bravissima! Grazie !! Baci !! ), Lunachan 62 (grazie dellinbocca al lupo per lesame, per fortuna andato molto bene! Kiss !), Eruanne ( grazie infinito ! Anchetu hai azzeccato la parentela di Helena con Astoria! E spartirai il cesto con rorothejoy ! Eheheh !! Baci !! ), Only V (scrivimi tutti i poemi che vuoi! Scherzi ?? !! Io adorole recensioni lunghissime, vedere seven per credere! Hai fatto tante supposizioni, molte di esse esatte, maovviamente visto che sto prendendo il dna dei Malfoy, non ti dir quali!! Hai perperfettamente inquadrato che Helena e Rachel fossero la stessa persona! Bravissima e io che credevo di essere stata imperscrutabile L scherzo !!E hai inquadrato unaltra cosa importante, e cio la somiglianza tra Helena ed Hermione! Ora non ancora venuta fuori, ma sar un puntoimportante! Come premio per la tua intuizione, ti ho dato questa bellaanticipazione !! E ho fatto anche la rima !! Baci !! E grazie !!! ), Tully Domy (benvenuta!!! Grazie dei tuoi complimenti, uno dei miei intenti primarirendere la mia storia non banale di dramione neesistono a iosa quindi non unimpresa facile! La frase finale di Draco effettivamente MOLTO cattiva, specie per Hermione, ma tranquilla! Poi recuperer !! Baci !!! ), Baby Fairy (grazie, unaltra nuova lettrice, me felice!!! Anche tuhai indovinato che Rachel ed Helena sono la stessa persona!!! Bravissima!!! Scrivimipure quanto vuoi, adoro ricevere delle recensioni anche lunghe!! Per vedere seci hai preso con la tua teoria, devi solo aspettare i prossimi chappy !! Grazie ancora !! Baci ).

A presto !!! Cassie chan!!!