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Forbidden colours part III - She's unreachable

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Forbidden colours part III - She's unreachable

NDA: In modo preliminare, stavolta procedo a ringraziamenti ed avvisivari

NDA:In modo preliminare, stavolta procedo a ringraziamenti ed avvisi vari!! IMPORTANTEEEE !!!!

  1. Il primo di essi un enorme scusa che chiedo a tutti per il ritardo di questo capitolo. So che spesso lo dico, ma chi ha modo di contattarmi via msn o tramite il forum, sa che questo stato davvero il capitolo pi difficile che abbia mai scritto. Non a caso abbastanza lungo, e non a caso arrivato dopo due mesi. La verit che il personaggio di Helena mi stato ostico sin dallinizio, non lo sopporto e questo strano, considerando che lho creato io e che, invece, per altri personaggi originali come Hayden e Seth ho unautentica adorazione. Quindi scrivere di lei stato una pena assurda, non lo dico tanto per dire!
  2. Il secondo di essi un enorme grazie per chi segue ancora questa storia, chi la commenta e chi mi segue costantemente aiutandomi e dandomi consigli. Mi riferisco a Seven ed Helder , due persone meravigliose che mi hanno aiutato in modo incredibile e che potete considerare a tutti gli effetti, gli editor di questa storia sgangherata. A voi, dedico questo capitolo per avermi sopportato e supportato nella scrittura di questo capitolo, specialmente nei miei scatti omicidi verso Helena. J Grazie, Grazie, grazie.
  3. Il terzo di essi una precisazione. Mi sono accorta, con mia somma preoccupazione, di aver messo nella storia una serie di riferimenti temporali spesso contradditori. Mi spiego questa storia lho iniziata a scrivere molto tempo fa, il settimo libro della saga non era nemmeno uscito, per questo non mi stato possibile nemmeno riscattare il personaggio di Severus Piton. Questo ha provocato che in molte parti ci siano delle contraddizioni: parlo per esempio di Hermione, che era ancora Capo degli Auror, quando Harry divenne ministro, mentre successivamente altri riferimenti temporali (specie in questo capitolo) vadano a negare tutto questo. Dovrei sostanzialmente cancellare tutta la storia, rivederla dallinizio ed eliminare queste contraddizioni tipiche di una storia che, come avrete capito, in continuo divenire, sebbene esista tutta nella mia testa (visto gli spoiler che do sempre in giro specie alle mie editor !). Ma per ovvi motivi, questo richiederebbe troppo tempo e procrastinerebbe la fine di questa storia. Non credo che sia un vostro desiderio !! Quindi prendete per buone queste contraddizioni, e non mancate eventualmente di farmele notare. A breve, quando mi sar possibile, metter sul forum una tabella temporale corretta che vi possa fare comprendere meglio tutto. Ed intanto cercher di correggere e di ovviare come posso. Chiedo sommamente scusa.
  4. il quarto di essi una specie di pubblicit che mi auto faccio a questo punto! Allora, cera qualcuno (al momento non ricordo chi) che mi aveva espresso il desiderio di far inserire questa storia tra le scelte del sito, ma non sapeva bene come fare al momento esiste un metodo pi semplice che quello di cliccare la voce Segnala per le scelte nel riquadro a sinistra, quarta riga, della pagina di ogni capitolo, e di scrivere una recensione sul motivo per cui questa storia dovrebbe essere inserita, a vostro parere, tra le scelte. Ho avuto modo di dire a molti che una cosa che io vorrei fermamente che mi accadesse un giorno ( me speranzosa!!) ma ovviamente non posso costringere nessuno e sar felice lo stesso, anche se non accadr!! Ma siccome mi era stato chiesto, almeno rispondo cos !! Stessa cosa se la vorreste segnalare per il concorso del sito, aperto fino al 30 aprile, che vuole premiare la storia con i migliori personaggi nuovi. La procedura sempre la stessa, ma si clicca sulla riga Vota questa storia per il concorso di EFP, ' Storia coi migliori personaggi originali (nuovi)' [entro il 30/04]
  5. A questo punto vi lascio alla storia, non prima di aver ringraziato tutti coloro che leggono, commentano e recensiscono questa storia!! Purtroppo oggi non posso ringraziarvi uno per uno , visto quanto tempo ho perso in questi avvisi!! Ma davvero grazie, grazie, grazie .! !!

Un enorme bacio da Cassie chan !!

Capitolo23 Forbidden colours part III Shes unreachable

Alle miepersonalissime e specialissime editor Helder e Seven con tantissimo affetto J

Semplicemente grazie J

Draco ha la mano poggiata sulvetro in un modo cos delicato che come se lo accarezzasse.

Mentre limmagine di Helena,dallaltro lato di questo specchio immaginario, bloccata in questo raggiante e,a suo modo, raggelante sorriso, Draco resta con quella mano aperta, sofferente,freneticamente contratta sul volto di quella donna. E mi ricordi me, che accarezzo la tua spalla, colmandomi di un sensoche non mi darai mai.

Non sta piangendo, non pi, eforse per me sarebbe stato anche meglio che lo facesse.

Versare delle lacrime sembraunemozione cos banale, umana, normale, attaccata al suo di dolore. Un doloreche semplicemente non pu piangere.

Si esprime solo nella sua testachina, nei capelli biondi che gli coprono gli occhi chiusi, nella fronteappoggiata al vetro, in quella mano che trema come se il suo stesso sanguestesse gelando progressivamente, mentre cinge di effimero calore lo sguardoceruleo di Helena.

O di Rachel, o di come diamine sichiama.

E io nemmenoio riesco a piangere. Come se fossi diventata come lui. Incapace di farlo. Dentro, mi sento implodere dal dolore, eppurenon riesco a piangere.

Riesco solo a fissare gli occhidi Helena. Gli occhi di Rachel. Gli occhi di Serenity.

Quando credevo che lei non fossela mamma di Serenity, per il fatto che fosse babbana,ero sollevata. Con lei non potevocompetere.

Ora, ce l hodi nuovo davanti agli occhi. Irraggiungibile.La dea, ricoperta davorio, che sfavilla nel tempio del cuore di Draco.

e io sono quella che, supplice, arranco su unascalinata infinita, chiedendo lelemosina dellamore che ha per lei.

Mi odio profondamente.

Sono disgustata da me stessa, unaschiava alla merc di questamore esecrabile, per il quale oramai fareiqualsiasi cosa.

E, in questo, rientra anchemettergli fraternamente una mano sulla schiena per cercare di calmarlo.

Come una sorella.

Mi si riempiono gli occhi dilacrime.

Draco sgrana gli occhi, come setornasse di colpo da un pensiero tutto suo, e mi guarda come se mi vedessesolamente adesso, come se si fosse scordato che cero. Tipico. Ora ceravate solo te e lei. Loguardo sofferente, come se improvvisamente, in modo repentino, io abbiacompreso tutto.

Credoche lei non ti abbia lasciato. Non una cosa umana a separarvi credo che siala morte a tenervi divisi.

LeiRachel, Helena deve essere morta.

Draco si risolleva in piedi,ergendosi in tutta la sua altezza, dandomi ancora le spalle. Lascio cadere lamia mano lungo il corpo, mentre si volta, mormorandomi: Scusami.

Come seeffettivamente avesse qualche valore chiedermi scusa, come se effettivamentegli importasse . Solo un mero scambio di convenevoli e di educate banalit.

Chiudo gli occhi, respirandoprofondamente.

Calma. Devo stare calma.

Quando gli riapro, replico senzapartecipazione: Non nulla.

Per qualche attimo, ho comelimpressione che mi stia per dire qualcosa, il suo volto diventa pi roseo esembra qualcosa di importante, i suoi occhi si velanodurgenza mentre mi fissa. Sbatto le palpebre, guardandolo a disagio. Non rabbia. Che cosa ? Sembra triste . Esembra in colpa .

La sua mano si alza, come se mivolesse afferrare come se mi volesse portare via daqui. Come se non mi volesse far vedere pi altro.

Una smorfia, poi, gli contraedolorosamente il viso, ed come se improvvisamente si ricordasse qualcosa. Ilsenso di stare qui, credo. Che solo lui sa.

E lattimo passa cos come era arrivato. E scrolla il capo, affannandosi a dirmidi avvicinarmi per continuare questo viaggio nei suoi ricordi.

Perch? chiedo con un filo divoce, avvicinandomi a lui, cercando di mantenere gli occhi asciutti Draco, ionon ho bisogno di sapere tutto questo perch? Davvero tipregospiegameloadesso . Prendo fiato, sgomento ed incertezza nei suoi occhi, prima che riprenda, la voce pi sicura: Continuer,se tu lo vorrai ma spiegami.

Evapora la lieve tensione neisuoi occhi, diventa di nuovo fredda raffica di vento che mi taglia il respiro.

Ne ho bisognoio .E questo, per il momento, deve bastarti replica duramente, sollevando ilmento, e io mi irrigidisco sotto quello sguardogelato.

Poi la suaespressione si ammorbidisce e mi sussurra: Capirai per favore, Hermione . Credici e fidati se puoi.

Un brivido mi attraversa la schiena, scivolando sulla mia pelle, finoalle gambe, e risvegliandomi per un attimo dal torpore che mi aveva preso.

Ansia convulsa nelle dita, mentre sento che qualcosa sta sfuggendo dallamia comprensione, una bolla di sapone che vola lontana da me, mentre cerco diafferrarla. Iridescente nella luce del sole, la osservo andare via. Questafrase credici e fidati, se puoi melha gi detta una volta.

A Wonderland .

Non un caso che labbia ripetuta, lo sento. Come non un caso che misia tornato in mente quel momento mi abbracci e mi disse che cosa mi disse ?

Credici e fidati se puoi. cos nonposso permettermi te, e non posso permettermi ditrattenerti qui. Non posso e basta, fosse anche che volessi tu restare.

Mi porto stancamente una mano nei capelli, spossata, perch quella frasemi tornata in mente proprio adesso?

Mi sta sfuggendo qualcosa lo sento. Come sento che, se mi sonoricordata questa cosa adesso, vuol dire che aveva un qualche senso

Diventa improvvisamente troppo tardi per una risposta.

Draco non aspetta che io dica niente, mi prende per mano e mi trascina di nuovo davanti a quello specchio.

Davanti ai miei occhi, ora di nuovo liquidi di lacrime, fioriscono nuove immagini.

Draco Lucius Malfoy non aveva mai avuto niente di babbano. Mai.

Fino a quel momento. O forse no non lo ricordava con esattezza.

Forse, fino a quel momento, Draco Malfoy non aveva mai effettivamente realizzato che cera un mondo, un universo come dirediverso da quello in cui viveva e respirava quotidianamente.

Un mondo senza magia.

Non che non avesse mai saputo che cosa fossero i babbani, cimancherebbe. Ne era stato abbondantemente indottrinato. La prima volta chegliene avevano parlato, era stato quando aveva setteanni ed era stata sua madre.

Lo aveva guardato dallalto della sua poltrona, nella luce vermiglia eliquida del caminetto, aveva storto il naso sottile alla sua domanda. Poi avevapreso fiato e gli aveva parlato del mondo dei babbani.

Con profondo disgusto, questo chiaro, e chi mai non avrebbe potuto averne?Certo, gi sua madre gli disse che cera chi non aveva disgusto per i babbani,ma nel loro mondo era cos.

Vigevano delle regole.

Ed era il disgusto che si provava davanti a quelle infime creature dellascala evolutiva.

Sua madre ne parl poco, velocemente, lasciando sfuggire le parole come se bruciassero. E dopo cap il perch. Suo padrela incener con lo sguardo, quando la sent dirgli certe cose.

Draco, sollevando lo sguardo al cielo terso di quel giorno destate,fiss gli occhi su un gabbiano che librava nellaria salmastra e carica diiodio. Era ancora troppo presto perch le spiagge aprissero, era poco dopolalba e la sabbia era ancora ricovero di bivacchi e fuochi notturni che sierano spenti al sole che sorgeva. Lontano, in un lido, solo un babbanosistemava degli oggetti che, Dio solo sapeva, a che cosa servissero.

Draco poteva ammettere, almeno con s stesso, chequella volta, davanti a quel camino, mentre nevicava fuori, fu lui curioso, fuilui che ne volle sapere di pi da sua madre.

E lei gli aveva detto qualcosa s, ma quella donna Narcissa, suamadre aveva sempre avuto la caratteristica di dire tutto e non dire niente in realt. E la curiosit in lui cresceva.

Poi suo padre lo aveva preso come sempre da parte gli aveva parlato diche consisteva davvero la vile razza dei babbani e dei mezzosangue.

E lui, sciocco bambino chiuso in un castello a guardare le montagne, avevasbagliato tutto. Aveva pensato a loro, ai babbani, in maniera assolutamenteanormale, pensava che fossero delle creature superlative perch riuscivano afare tutto senza magia. Non erano superlative, ma patetiche, arrancavano nel deserto della vita costruendo cose che poiarrivavano persino a danneggiarli.

In realt, nemmeno suo padre fu cos preciso nelle sue descrizioni, male sue parole, il tono di esse , fu sufficiente a farcapire bene a Draco la portata della cosa.

Non ci aveva ripensato, non avendone nemmeno motivo, fino a quando nonvide i babbani ad Hogwarts e cap che eranoeffettivamente diversi.

Vedere accanto, la Granger e Daphne, per credere era facile capire dove fosserocresciute.

Quella che nella sua mente era una idea lievecome una foglia, divenne del peso di una roccia, quando comp dodici anni.Quando chiese dellapertura della camera dei segreti,durante le vacanze estive. Chiese la verit su quella camera e su chi avevaavuto la meravigliosa, a suo dire, idea di aprirla per eliminare quella fecciache contaminava Hogwarts. E suo padre, per la prima volta, gli parldellOscuro signore.

Gli brillavano gli occhi.

Non aveva mai avuto quellespressione, quegli occhi, quel viso, colmocontemporaneamente di rabbia, di dolore e di trionfo, sembrava rifulgere lo invidi. Non lui, non suo padre che amava costanto quelluomo che gli aveva promesso anni prima di oltrepassare ilimiti di ogni morte, ma quelluomo stesso. Che aveva quellammirazione daparte di suo padre, che guardava sempre lui con sufficienza.

E chiss quante altre ammirazioni di padri aveva

Tornato in camera sua, aveva preso da sotto il lettoun libro. Lo aveva comprato un giorno, per caso, al Ghirigoro, a Diagon Alley .

Era un libro che gli ricordavala sua infanzia, non lo aveva mai letto, lo aveva sempre attirato la sempliceimmagine sulla copertina.

Un bambinoelegante ed impettito, dai vestiti raffinati eseriosi, con intensi occhi chiari e capigliatura color del grano.

Anche tu

Gli somigliava, ne era stato colpito e loaveva acquistato.

Ma non laveva mai letto la solavolta che aveva provato a farlo era arrivato uno schiaffo di suo padre. Primaal libro che era volato dallaltra parte della stanza, e poi alla sua faccia.

Il primo gli aveva fatto decisamente pi male.

Non ebbe il coraggio di raccogliere il libro per giorni, poi, tremante,lo raccolse e lo nascose sotto il letto, come una reliquia preziosa. Giornidopo, balbettando, buss alla porta della camera disua madre, con delicatezza. Entr senza aspettare che leirispondesse, visto che anche lei era arrabbiata con lui, e le chiese: E di unbabbano ? Madre, quella storia il Piccolo Principe di un babbano?.

Lei annu leggermente, abbassando lo sguardo, terrorizzata da quellepagine inermi.

La abbracci e le chiese scusa.

Eppure, il libro rimase l. Sotto quel letto. Avvolto dalla polvere ecircondato di cianfrusaglie, ma sempre l.

Quel giorno, a dodici anni, lo aveva ripreso. E bruciato.

Quando intimamente abbracci anche lui la causa di Voldemort, nonservivano tatuaggi spaventosi, maschere argentate e mantelli neri. Ma solo quello. Il desiderio di essere anche lui il principedi qualcun altro.

Essere considerato per qualcuno anche soltanto la met di come suo padreconsiderava il Signore Oscuro. E avrebbe potuto darglielo, lui, Voldemort. Dargli schiere di persone chelavrebbero davvero pensata cos, che lo avrebbero idolatrato, che gliavrebbero dato potere.

Questo, quando aveva dodici anni.

Prima che Voldemort tornasse, quando era ancora un fantasma rilucentenelle memorie, non carne che bramava sangue e morte.

Quando la sua vita era cambiata.

Per sempre.

Ormai nemmeno se la ricordava pi, la sua vitaprima di quel momento. Nonostante questo, nonostante il loro peso, quelle ereglaciali adesso erano finite. Come ghiaccio che si ritirava, anche la parentesidi vita di Voldemort recedeva dal tempo presente, lasciando artigli gelatisulle loro vite. Sulla sua vita, che beninteso, non sarebbe stata mai pi lastessa.

Nellalba, brill improvvisamente un vestito celeste di raso, capelli dairiflessi doro e una collana di perle chiare. Profumo di ciliegia, quel giornopi intenso. Gli raggiunse il viso, soffiando nel fresco vento di tramontana.

Draco sorrise, agitando la mano lentamente verso la donna che veniva verso di lui correndo. Un sorriso spontaneo, che partivadalla sua anima.

Un sorriso che aveva addosso da quando laveva conosciuta a dicembresarebbero stati due anni.

Eppure Draco si port stancamente una mano al petto, cercando quasi diserrare il cuore in una morsa che lo proteggesse. La sentiva ancora palpitarequellombra nera, quella che si era insinuata in tutto quello che faceva e inquello che faceva lei, che aveva raggiunto il respiroe lanima, entrando nel cibo, nellaria, nei sogni, ristagnando sulle pareti,trovando riparo negli arazzi ricamati, dormendo nei camini spenti.

La vedeva persino negli occhi dellAuror, sempre Anthony Goldstein, chesbuffava per quella levataccia mattiniera, poco distante da lui.

Era sempre l. Gett lo sguardo su Helena che si avvicinava. Lei,ingenua, credeva davvero che se ne fosse andata? Credeva davvero che non avessegi legato la loro vita, il loro destino?

Credeva davvero che dora in poi sarebbe tutto diverso per lei? Forseanche per lui?

Sorrise ancora, mentre Helena sisedette accanto a lui, sistemando il vestito celeste sulla sabbia, aprendolocome se fosse una principessa, come faceva sempre. S. Gi lo sa che lei locrede davvero.

Ed in fondo,lei dalla guerra non era mai stata sporcata. Quindi ,le lasciava la sua illusione e sperava di godere un po del suo riflesso.

Helena guard divertita,ridendo, il gelato che Draco aveva nelle mani e che si stava inesorabilmentesciogliendo, non ancora toccato da lui: Guarda Draco che, anche se babbano,non morde mica!.

La sua voce, campanelledargento.

Draco storseil naso, guardandolo come se davvero potesse mordere: Ma non potevamo andare a Diagon Alley , scusami ? Vai a vedere che queste cose babbane sono anche tossiche.

Ma chedici, Draco? rise lei, dandogli una lieve gomitata nelle costole e mangiandodi gusto il suo gelato Vivi troppo nel tuo maniero isolato dal mondolasciatelo dire.

E a me sembra che tu vivatroppo nel mondo dei babbani per essere una Greengrass comment causticoDraco, guardandola di sbieco. Lo aveva sempre pensato, sembrava sempre troppoinformata sul mondo dei babbani, ma non aveva mai espresso il suo dubbio a vocealta. Helena, spesso, sembrava strana, da questo punto di vista.

Le voleva bene, come non siaspettava, ormai era come una sorella. Eppure, difficile negare chequellaspetto spesso lo inquietava.

Si aspettava che lei sbottassenervosa ed inorridita, ma Helena si limit a sorriderein un modo quasi triste, per poi replicare: Hai ragione i miei direbbero lastessa cosa.

Draco si ritrasse a disagio,mormorando sommesso: Insomma, un pochino strana come cosa. Gli sembravacos ovvio.

Se le cose le vedi sempre esolo da un punto di vista, chiaro che tutto ti sembri ovvio replic leiseria, fissandolo con i suoi infiniti occhi azzurri, come se lo avesse lettonel pensiero. Come faceva sempre. A vederla, sembrava una deliziosa bambolina,dalle guance rosee e dagli occhi circondati da ciglia nerissime e lunghissime.Invece in lei, cera unaltra anima, una donna profonda e riflessiva. Emergevadi rado, illuminava i suoi occhi chiarissimi di sfumature cobalto di tristezzae poi annegava nel suo sorriso luminoso ed accecante.

Improvvisamente ispirata,allung lindice, attirando la sua attenzione su una casa sulla scogliera.Draco segu il suo dito, scorgendola.

La vedeva appena, eracompletamente bianca e spiccava sulla scogliera in modo quasi insolente. Aspegnere un po quel nitore, provvedevano delle siepi di rampicanti dai fiori violetto .

Helena parlcon voce sommessa: Quella casa, per esempio a me sembra bellissima, molto pidi quella di qualsiasi mago io abbia mai conosciuto!, lo disse con voceargentea, allegra, come se fosse una cosa ovvia poi, abbass la voce,puntando i suoi occhi in quelli di Draco con franchezza: eppure babbanacosa dovrei fare ? Negare la verit? Essa sempre la stessa anchese la neghi, Draco.

Il ragazzo improvvisamente sisent a disagio, sapeva di avere mille argomenti per obiettare alla suaaffermazione, permeati delle teorie ancestrali che isuoi gli avevano sempre inculcato. Eppure, ora, lassurdit della situazionegli impediva di ricordarle degnamente o forse era solo lei che gli faceva quelleffetto.

Era una bella donna inutilenegarlo ma non era solo questo

In lei, cera qualcosa Che glifaceva scordare tutto quello che era stato. Un tempo, lavrebbe temuto ora glifaceva quasi piacere.

Poteva essere tutto quello chevoleva. E persino quelle cose che erano rimaste delle certezze in lui, sisgretolavano come sabbia nel vento.

Addent con sospetto il gelato,sporcandosi anche il naso di fragola, mentre Helena rideva indicandolo. Evitdi risponderle male, e se ne sorprese ancora.

Guardandola da vicino,stranamente gli provocava una calda sensazione di tenerezza, come un formicoliocaldo dietro la nuca.

Sembrava una bambina. Aveva lapelle liscia e profumata di ciliegia, sembrava un frutto invitante, da mordere

Draco scosse il capo, ma chediamine pensava ??? !! Helena lo guard non capendo,inarcando un sopracciglio, e quindi Draco si affrett a riprendere a mangiare.

Lei era solo una sua amicacerto, era strano per lui avere unamica. Ma si eranosubito presi in simpatia, da quella sera di ormai quasi due anni prima.

Dopo averla conosciuta, avevapreso a frequentare pi assiduamente la casa dei Diggory, inizialmente solo peravere una compagnia che gli impedisse di impazzire, anche se lo avrebbe sempre negato,indipendentemente da chi fosse e da chi si trattasse. Poi per Amos, che si erarivelato un uomo straordinario ed ormai un padre perlui. Infine per lei.

Lei che rendeva zucchero ognicosa che lo circondava.

Ed ogni verit,disarmante nella sua evidenza, la rendeva una bugia nello stesso momento in cuila toccava.

Alla fine, come sempre con lei,si gust persino quel gelato e ne rimase soddisfatto. Gli venne da sorridere.Che cosa assurda. Per lui, la vita era sempre stata assurda. Ma almeno ora era assurda, in un modo quasi bello.

Cosa farai questestate? chiese Draco, guardandola di lato.

Helena agit la mano con farenoncurante: Probabilmente andremo in Scozia Amos ed io e poi dai miei, aquellultima affermazione il viso le si tinse di unavena di sarcasmo, poi disse felice: Ma potresti venite tu con noi! O hai da fare?.

Draco fece una smorfia: Dovreivedermi con Denise alla fine questa storia deve finire in qualche modo.

Capisco mormor Helena,mordicchiandosi un pollice La lascerai?.

Draco annu, guardando il soleche iniziava a sorgere, rendendo rosa il cielo: E inutile... pi ci vediamo epi aumenta il fastidio che provo per lei mi dispiace, ma cos셔.

Un tempo, non ti sarebbedispiaciuto per lei annot Helena, abbracciandosi le ginocchia.

Un tempo, non conoscevo tereplic sinceramente Draco, guardandola Scommetto che ti dispiace anche perlei anche se la conosci appena. Helena sorrise ancora,piegando la testa di lato.

Era cos bella probabilmentenon fosse stata una sua amica, ci avrebbe gi provato. Draco si ripresementalmente, chissenefrega dellamicizia, non ci provava perch era la mogliedi Amos. Altrimenti, probabilmente gi lavrebbe presa su quella stessa sabbia,fino a quando il sole non fosse sorto di nuovo. Scosse ancora il capo, vedereDenise almeno gli calmava gli ormoni ora gli aveva decisamente in subbuglio.

Forse anche meglio che io nonvenga in fondo rise Draco, cercando di distrarsi Tu ed Amos avete molto da recuperare.

Helena sorrise, ma di un sorrisodiverso. Sembrava triste: Eh gi siamo sposati da parecchio, ma non sonoancora riuscita a dargli un figlio.

Draco smise di ridere, avevafatto quella battuta solo per ricordarsi con estremo dispiacere, che il solouomo che poteva avere Helena, era suo marito. Invece laveva solo ferita.

Scusami replic compito,Helena agit la mano per dire che non importava: Hai ragione abbiamoparecchio da recuperare.

Un giorno sarai una brava madre replic Draco convinto.

Helena sorrise ancora: Forsela verit che non mi ci vedo proprio come madre entrerei in crisi gi perscegliere il nome.

Addirittura ?! .

S, insomma pensaci il nome ci che ci rende quello che siamo per tutta la vita asser lei infervorata,poi si addolc guardandolo: Io non ti riesco ad immaginare con un altro nome.

Draco distolse lo sguardoimbarazzato e lei rise ancora: Come chiameresti tuo figlio?.

Non ci penso proprio per ora adavere un figlio.

Ma , sefosse? Come lo chiameresti? insistette Helena, gli occhi chele brillavano . Sembrava dannatamente importante per lei avere unarisposta, quindi Draco si sforz di risponderle: Non so nella mia famiglia,c la tradizione di chiamarsi con i nomi delle stelle, costellazioni o similio perlomeno era cos per i Black, per questo mi hanno chiamato Draco il nomedi una costellazione quindi, forse un nome simile.

Draco ci riflett un attimo, poirispose abbastanza sicuro: Chiamerei mio figlio o Scorpius o Leo sono i duenomi su cui era in dubbio mia madre, quando sono nato.

Lei riusciva anche a fargliparlare di sua madre, quasi con tenerezza. A Draco venne di nuovo da ridere, in modo assolutamente incomprensibile.

Sono bei nomi nella miafamiglia, non abbiamo delle tradizioni simili comment lei, socchiudendo gliocchi nella luce del sole che sorgeva Io, per esempio, il mio di nome non losopporto proprio.

Mise un broncio da bambinaviziata, il labbro inferiore sporgente e gli occhi quasi lucidi di fastidio.

E Draco fece la sola cosa chegli venne in mente. Rise ancora, estrasse dalla tasca la bacchetta e disse inun sussurro: Floresco .

Nelle mani di Helena, comparveuna meravigliosa rosa bianca, molto profumata, dalla corolla gialla.

Helena la guard senza capire, eDraco sorrise: Si chiama Rosa Helenae la rosa di Helena come vedi, non seisolo tu che porti questo nome.

La ragazza la tenne tra le mani,poi dimpulso abbracci Draco, sussurrando nel suo orecchio e causandogli unbrivido sulla schiena: Grazie.

Draco la strinse a sua volta,rosa al sapore di ciliegia come una tela di profumo che si annodava nei suoipensieri.

Nel buio, il corpo disteso diAnthony Goldstein, riverso sul pavimento, non era distinguibile in nessuno deisuoi tratti. Sembrava un fantoccio, liberato dei fili che lo sospendevano su unpalcoscenico.

Draco respirava a fatica, sipul con il dorso della mano del sangue che gli colava dal naso, dove lo avevacolpito un pugno dellAuror, la cartilagine aveva ceduto, lo sentiva. Ma se ne fregava per la prima volta, nella vita da ragazzoviziato che aveva sempre fatto, non provava dolore fisico insopportabile. Perla prima volta, sopportava il dolore perch cera qualcosa di pi importante.

Non avresti dovuto colpirlouna tenera voce femminile, spaventata, interruppe il silenzio.

Fuori, scendeva una pioggia cheattutiva ogni rumore ed ogni voce, eppure lui la udlo stesso: Non mi interessa per me, potrebbe anche morire.

Draco la voce lo ammondolcemente, cercando di farlo ragionare.

Il ragazzo si volt verso dilei, le mani contratte, e sferr un violento pugno contro il muro. Ancora,nessun dolore fisico. Sangue sulle dita imbratt il muro candido.

Helena sobbalz e distolse losguardo da lui, puntandolo involontariamente nel Pensatoio, alle loro spalle,dove avevano appena rivissuto la morte di Lucius e Narcissa Malfoy.

Argento ed acquamarina, come un oceano destate i suoi occhi. Attorno a loro, silenzio,leco del pugno che si ripeteva contro le pareti vuote, le grida dei genitoridi Draco ancora nelle orecchie.

Draco sentiva che non se nesarebbero mai andate. Come quelle dei Paciock? Cosa cera di diverso tra AlicePaciock e Narcissa Black?

Il nome solo quello.

Un nome, fatto di vite intessute secoli prima , che le condannava come santa la prima eputtana la seconda.

Chiuse gli occhi, stanco, unlieve bruciore dallosso della mano. Lo guard distrattamente, doveva essererotto, ma non sentiva nulla. Helena gli prese la mano ferita nelle sue, lastrinse e Draco sent finalmente qualcosa.

Non sapeva cosa ma qualcosa edera insopportabile.

Cadde in ginocchio, piangendo,Helena si abbass subito alla sua altezza per stringerlo a sua volta. Piangevaanche lei, che non conosceva Narcissa Black n Lucius Malfoy.

Lei conosceva solamente la madre,riflessa in quel Pensatoio, che aveva chiamato il figlio mentre moriva.

Tutto quello che ho fatto finoad ora non aveva senso sempre la stessa cosa mormor sconnessamente,Helena che lo cullava tra le sue braccia come un bambino, la gonna rosa anticoche si sporcava del sangue di Draco. Il ragazzo si abbandon nel suo profumo,chiudendo gli occhi, sua madre che chiamava il suo nome sempre nelle orecchie,suo padre che esalava un ultimo respiro pesante come lanima stessa del mondo,sempre negli occhi.

Li ho uccisi io disse allafine Draco, risollevandosi e guardando Helena che continuava a piangere e silimitava a scrollare il capo, facendo segno di no.

Non avresti dovuto strappargliquel ricordo mormor lei tra le lacrime Sapevi gi chi li aveva uccisi.

Ma non sapevo perch e comedisse Draco freddo, sollevandosi in piedi ed aiutandolei ad alzarsi E questo oggi fa tutta la differenza del mondo.

Helena rabbrivid. Unombra siera rappresa nello sguardo di Draco. Qualcosa in lui era morto per sempre.

La scarsa fiducia nel mondo enella giustizia ormai non erano pi nulla.

Ma oggi anche questo finisce ripet sibillino, prese il mantello e corse fuori,sotto la pioggia. Helena cerc invano di chiamarlo, preoccupata, si ferm sullasoglia, ma lui scomparve nella pioggia che scrosciava.

Correva, incurante dellacquache si mischiava al sangue delle sue ferite, schizzi che si sollevavano al suopassaggio, grigio negli occhi come se non esistesse altro colore. Altro colore,a parte il rosso.

Sangue.

Ovunque. Su ogni cosa cheguardava, cera il sangue dei suoi genitori che lui stesso aveva ucciso. Comepoteva vivere un secondo di pi?

Sapeva che poteva vivere, lo sapeva . Perch lo aveva gi fatto. Sapeva che la vitasarebbe continuata, se lui non avesse avuto il coraggio di farla finita,piantarsi un coltello in gola o gettarsi nel vuoto o... altro.

La vita, come una punizione,sarebbe continuata.

Sarebbe stato il ricordo disempre, che non laveva mai lasciato. Il mondo fuori dalla finestra che bruciae lui intrappolato, chiuso dentro una casa divorata dalle fiamme. A guardare fuori le lingue di fuoco .

Sperando, tremando, piangendo? Magari un tempo ora, solo aspettando di morire . Perchsapeva che il fuoco avrebbe preso anche lui, un giorno.

Correva Draco, suscitandoreazioni scandalizzate nei babbani che urtava nella sua corsa, ma non se necurava. Per la prima volta, pens che, se fosse nato babbano, forse sarebbestato felice.

Beatamente ignaro dei fenomenistrani, a cui il nome magia sarebbe stato accostatosolo per gioco.

Lacrime e pioggia.

Sua madre avrebbe preparatotorte in una cucina bianca, con la finestra sempre aperta su montagne dismeraldo. Suo padre avrebbe fumato pipe in una poltronacremisi , i piedi appoggiati su uno sgabello panciuto.

Corse fino al Ministero Draco,se ne fregava che probabilmente cos facendo, sarebbe morto. Rinunciando allaprotezione degli Auror, sarebbe morto.

Gli facevano troppo schifo percontinuare a sentirli respirare vicino a lui dellaria troncata nei polmoni neisuoi, a sentirli parlare attorno a lui delle parole negate ai suoi, a sentirliridere delle stesse risate con cui avevano deriso e schernito i suoi. Ricordavatutti i loro nomi. Tutti.

Goldstein che rideva,calpestando i capelli di sua madre. Steeval chebruciava sigarette sulla fronte di suo padre. Ogni nome. Altri nomi. Un giorno,lavrebbero pagata. Bruciati in una casa sprangata, al centroesatto dellinferno . Assieme a lui. Assieme a DracoMalfoy, traditore di ogni parte del mondo .

Entr nel Ministero, non ricordandosisubito dove fosse lUfficio del Capo degli Auror. Agitazione che confondeva erendeva ruggine la sua memoria. Dove diamine ?

Gir in tondo per un bel po,poi qualcosa attir la sua attenzione, scuotendo i suoi sensi, violentandolipersino. Una risata. Risata di donna. Istintivamente si nascose dietro unacolonna.

Una risata conosciuta. Troppoconosciuta. Miele di presente e sale di passato tuttoassieme . Mescolati in quel solo suono.

Non arriv, per, la dolceciliegia del profumo che si aspettava. No. Arriv un profumo intenso, forte,penetrante. T nero e vaniglia. Contraddizione nella sua stessa esistenza.

Si sporse oltre la colonna. Isuoi occhi si sgranarono, persero delle lacrime incagliate nelle ciglia edivennero asciutti. Non poteva essere.

La Granger , il Capodegli Auror rideva piegata in due, indicando Lenticchia Weasley che era appena caduto per terra. Rideva la Mezzosangue dellarisata di Helena.

Uguali, identiche, come sorelle.

A Draco manc la salivazione, sisent soffocare, mentre lei lo superava ridendo ancora: Sei un imbranato cronico!.

Smettila, Hermione! Potevo farmi male!.

Almeno avresti imparato a noncamminare come un satiro in calore, guardando ogni essere minimamentesomigliante ad una donna. Il sorriso era evaporatoed era diventato una smorfia ironica, mentre usciva dal palazzo, riparandosidalla pioggia, sollevando il colletto della giacca che portava. Weasley cercdi difendersi e lei rise ancora, le campane dellinferno nelle orecchie diDraco.

Possibile che vedesse Helenadovunque, ormai? Anche nella Granger? Si era innamorato di lei, della moglie diAmos?

Forse era arrivata anche lorache a quellinferno, lui ci andasse per davvero. Non poteva sopportare anchequesto

poteva persino sopportare quellamore,imprevisto e non richiesto, ma non che lassassina dei suoi avesse la stessarisata della donna che ogni giorno, fosse come fosse, era la sua salvezza.

E si disse che amava Helenaandava anche bene, tanto lei non lavrebbe mai saputo. Amando Helena, vederlanella Granger aveva un ineccepibile spiegazione.

Trov il vice della Granger nelsuo studio, un incapace di nome Beckwith. Comunic la sua decisione e fu lietoche non fosse lei, la Granger. Probabilmente la Regina deiGrifondoro avrebbe fatto molte pi storie.

Invece, ci furono proteste, ma,sfoderando un contegno da perfetto Mangiamorte, Draco disse che avrebbe uccisotutti gli Auror che si sarebbero avvicinati a lui.

Nessun Auror avrebbe mosso unsolo dito per proteggerlo, se fosse stato attaccato. Questo, disse alla fineBeckwith con voce lapidaria.

Mi va benissimo premuratevi anzi che non siano loro vicino a me potrebbefinire decisamente male per loro.

Usc dal Ministero, piovevaancora.

Corse di nuovo. Voleva risentireil profumo di Helena. Disperatamente. Voleva cancellare quello del sangue,dolciastro nei suoi pensieri. E voleva cancellare quello della Granger che nonse ne andava pi via, sottofondo del massacro che lei aveva fatto nella suavita. Un giorno, lavrebbe pagata anche lei. Bruciata in unacasa sprangata, al centro esatto dellinferno .

Assieme a lui, Draco Malfoy,traditore di ogni parte del mondo.

La cosa peggiore di tutto questo, sentire anche quello che provavianche quello che pensavi dentro dico, senza emozione, guardandolo negli occhiNon vedo che cosa ci sia di utile nel farmi vedere tutto questo mi devo gettare per terra e ripeterti ancora chenon sapevo nulla dei tuoi?. Sentire il nascente amore per Helena permeare isuoi ricordi e i suoi pensieri e, nel contempo ,lodio per me fondersi assieme, mi riduce in cenere ogni secondo che passa.

Non credo di averlo mai meritato, tutto questo.

Non risponde, contrae nervosamente la mano, un pugno stretto poggiatosullo specchio. Fallo a pezzi. Per favore.

Non mi attende una risposta, se non alla fine di questo percorso leimmagini ricominciano.

Me ne vado.

Devo farti vedere una cosaprima.

Draco socchiuse gli occhi, lasabbia turbinata nel freddo vento di novembre che lo infastidiva. Attorno, uncielo grigio carico di pioggia, tuoni che lo rendevano simile ad unenorme e pulsante bestia ferita. Iniziarono anche acadere delle gocce dacqua, prima lievi, poi sempre pi intense, fino a cheinizi un vero e proprio acquazzone. Ma Draco non simosse, bagnato fino al midollo, i capelli che si appiccicavano sulla fronte, leciglia gravate da quellumido peso. Non erano lacrime, anche se sapeva divolerci piangere ma erano fredde gocce dacqua quelle che gli cadevano sulleguance e sugli zigomi.

Fredde. Come la pioggia. Nonerano lacrime. Era solo pioggia. La pioggia che, chiss come, cera sempre neisuoi ricordi e nei suoi pensieri.

Una pioggia che aveva il soloeffetto di inzuppare i suoi ragionamenti e di renderli tutti dannatamenteuguali. Privi di senso.

Draco spost distrattamente losguardo attorno a s, un barlume di rosso negli occhi, il rosso del mantello di Helena che vorticava nel vento. Il respiro dilei si condensava in piccoli sbuffi di vapore, e tremava.

Ma non erafreddo era urgenza che lui vedesse ci che lei voleva. Prima di andarsene.

Dopo aver guardato la spiaggiaattorno a lui, il mare minaccioso che schiumava contro gli scogli, la casa bianca ormai davvero un miraggio nel grigioreattorno, priva dei fiori che ladornavano e probabilmente deserta, rivolsenuovamente lo sguardo verso Helena. I capelli le siattaccavano in lunghe onde attorno al collo, sbatteva le palpebrecercando di vedere ed aveva le guance rosse. Si port una mano al viso,mettendosi i capelli dietro le orecchie e cercando ancora con lo sguardo diimplorarlo quasi, di fare quello che lei diceva.

Draco chiuse gli occhi in unsospiro doloroso, l immagine di lei impressa nellaretina che nasceva e moriva dietro le sue palpebre chiuse.

Se la sarebbe scordata mai?Sarebbe arrivato un giorno, in cui il suo stesso sangue non avrebbe reclamatodi lei, bruciando?

Quanta distanza poteva mettereun cuore innamorato per stare tranquillo?

Riapr gli occhi ed annu, lei che riacquist lo scintillio blu zaffirotipico del suo sguardo, e poi sorrise mesta. Lo prese per un polso, tiepidozefiro nel suo respiro che si mosse distintamente per i sensi di Draco nelvento freddo, e poi si Smaterializzarono. Si ritrovarono in una trafficatastrada della Londra babbana, piena di confusione e gente che correva perripararsi dalla pioggia.

Draco stranamente non se nesorprese, inconsciamente nei mesi passati aveva accostato Helena e i babbanicon una facilit che lo sorprese un po. Lei sapeva troppe cose dei babbani pernon pensare distintamente che ci avesse qualcosa a che fare. Eppure, questo aDraco rendeva limmagine di Helena solo un mistero inspiegabile, meravigliosocome unaurora fiorita in un cielo dinverno.

Non lo inorridiva o gli facevaaborrire la compagnia di lei . Ad di l di questo, Helena era sempre la creatura pi incantevole che avesse maiconosciuto.

Se ne andava per quello perchla amava e perch la desiderava. E lui non sapeva amare in modo pulito, perchnon lo era nemmeno lui pulito. Basta pensare che il suo grande amore, nasceva dal tradimento di Amos.

Ridicolo.

Del suo amore, sporco ed unto come petrolio, avrebbe sporcato anche lei, biancacome il latte.

E non se lo poteva permettere.

Draco sarebbe morto. Il suo nomeavrebbe cessato di esistere. Lui sarebbe diventato unaltra persona, negandosiper sempre a lei che era il pericolo maggiore. Al di l dei Mangiamorte che ancora volevano la sua testa.

Tutto, pur di non toccarla conil suo amore torbido.

Helena si ferm davanti ad unportone di legno rossiccio, dai vetri verde e giallo ,la maniglia un grifone intrecciato. Accanto al portone, un numero e il nome diuna strada.

Il 76 di Lancaster Road.

Helena si frug nelle tasche delmantello, uscendone una chiave piccola e rotonda. La infil nella toppa, che siapr con uno scatto metallico.

Un grande androne,una monumentale scala di marmo nero e bianco, corredata di un corrimano dorato . Una scrivania color ebano dove una donna anziana in livrea verdesonnecchiava e trasal al loro ingresso.

Helena sorrise e fece un cenno del capo, a mo disaluto. La donna rispose al saluto con un nome che Draco non conosceva e, inquel momento, non intese.

Sempre pi curioso ed esterrefatto, Draco la segusu per le scale, fino ad un appartamento, il numero

Linterno 15 .

Unaltrachiave. Ed Helena apr la porta con decisione.

Odoredi ciliegia. E Draco cap subito, ancora prima che parlasse. Quella era casasua.

Nonguard la stanza, non voleva, quasi come se quella sua s stessa che palpitava in quelle pareti, gli fosse stata celata in modo colpevoleda lei e non meritasse alcuna attenzione. Pensava solo a questo, ad un senso di possesso su Helena, sui suoi pensieri e sullastessa vita, pi che pensare che era sempre in una casa evidentemente babbana.C era un pianoforte, utensili tipicamente babbani,cose insomma di cui lui non sapeva assolutamente il significato e che nondoveva sapere nemmeno Helena. Cosera un hobby ridicolo il suo? Che sensoaveva? Perch lo aveva portato l?

Lei si sedette tranquillamente, sistemandosi la gonna come faceva sempre, nonpreoccupandosi di asciugarsi, gocce sul parquet e sul tappeto cremisi.

Noninvit Draco a sedersi, nemmeno si preoccup del fatto che fosse bagnato, comein altre situazioni forse avrebbe fatto. E lui rimase immobile, la schienaappoggiata allo stipite della porta, le braccia incrociate, lo sguardo freddo escostante che, dalla vista della morte dei suoi, si era acclimatatoperfettamente a lui e non lo aveva pi lasciato. Lo sguardo quasi di un riccio, spaventato, ma pieno di aculei che lo potesserodifendere.

Helenainizi a parlare con voce netta e chiara, da adulta, gli accenti da bambinaevaporarono come aria condensata. Draco si riscosse quasi dal suo tepore,mentre lei parlava, ogni parola del suo discorso lavrebbe ricordata per tuttala vita ogni parola del suo discorso era una freccia nel suo cammino cheavrebbe seguito, da quel momento in avanti.

Helenanon port mai i suoi occhi in quelli di lui, come faceva sempre. Restaronobassi, in tutto il tempo in cui parl.

Il valore di una donna si vede dallanello cheporta, questo diceva sempre mio padre . Non cera altro perlui che valesse la pena di essere considerato in una donna quando io e le miesorelle eravamo bambine, i miei genitori fecero realizzare per noi tre anelliperfettamente identici a quello di mia madre, lanello di fidanzamento chelaveva unita a mio padre. Tre anelli, piccoli, dellesemplici fasce doro con una pietra in sommit . Unrubino per me, uno smeraldo per Daphne, uno zaffiro per Astoria . Nientea che vedere con il diamante che torreggiava sullanulare di mia madre Lara. Ioe le mie sorelle, avvolte nei nostri vestitini di tulle e velluto, unite daquel luccicante legame, sfoggiavano quellanello come un tesoro, ambendo contemporaneamentealla gemma pi preziosa tra tutte. La pietra bianca che catturava larcobaleno.Il diamante che portava mia madre. Ma eravamo solodelle bambine e allora io non cap che quellanello era solo un giogo che misi era stato imposto. Niente di pi.

Non portai per sempre quellanello . Divenne piccolo ed un giorno lo riposi in un cassetto. Non lho piritrovato e, come me, nemmeno Daphne ed Astoria, maloro hanno sempre finto di non vedere e probabilmente non se ne preoccuparononemmeno. Lentamente di giorno in giorno, nella mia casa, sparivano delle cose. Un quadro antico di un mio antenato, porcellane finemente cesellatedoro, arazzi ricamati dargento, statuette di cristallo colorato e luce nte.Ogni giorno, la ricchezza diventava opulenza mostrata ad arte, coprendo spazisempre pi vuoti in modo studiato e non casuale. Abbassavo il capo e facevocome Astoria e Daphne, dicendomi che ci doveva essere un motivo. Ma purtroppo non lo riuscii a fare per sempre spar ungiorno, come una stella nascosta dalle nuvole, anche lanello di mia madre. Eallora le chiesi la verit

Mio padre aveva il vizio del gioco . Galeoni,milioni di galeoni, fuoriusciti dalle nostre tasche in unemorragiainarrestabile . Vendette tutto quello che aveva, compreso lorgoglio, la dignit, lamore di sua moglie che ormai lo guardavacon odio e disgusto e che non lo lasciava solo per quella morte sociale chesarebbe stata la condanna peggiore che potesse ricevere una donna come lei.Alla fine gli rimase solo una cosa da vendere, la sola merce che potesse essere una garanzia per i suoi debiti. Le sue figlie, a cui aveva dato la sola cosa che possedeva ancora e cheavesse un bench minimo valore economico, il suo cognome.

Forse fu per questo che avvertii sindallinizio una somiglianza tra me e te, Draco . Entrambi siamo stati venduti dai nostri genitori quel dolore, diessere stato rifiutato, ti resta dentro per sempre. come una macchia sullatua anima che, ostinata, non va mai via, linfamia di chi avrebbe dovutoamarti ed , invece, ha barattato quelladorazioneinfinita che avresti avuto eternamente per chi ti ha dato la vita, in virt divantaggi pi immediati. Quella macchia si attacca a tutto e a chiunque ameraida quel momento in avanti questo successo a me ma lo vedo anche in te,Draco. E forse siamo i soli su questa terra che possiamo sapere che cosa siprova e, per questo, non inorridiamo di quelluntuoso affetto che ci riversiamoaddosso. Sappiamo che la sola cosa che potremmo darci vicendevolmente,macchiandoci reciprocamente, ma non essendone toccati, essendo gi sudici di nostro, nel nostro profondo.

Miopadre aveva moltissimi debiti, alcuni di essi riusc acoprirli con operazioni pi o meno legali, spesso fiancheggiando i Mangiamortee facendo da ricettatore con i beni che sottraevano nelle loro razzie nellecase delle vittime alla fine, restarono solo tre conti da chiudere. Tre, comeme, Daphne ed Astoria. Tre conti con tre famiglieimportanti, che si potevano tranquillamente sanare con tre matrimoni, considerandoche le famiglie in questione avevano anche tre figli maschi. Una era la tua,Draco, erano i Malfoy, Helena si interruppe,soppesando la reazione di Draco, ma alle sue orecchie giunse solo un sospirosoffocato, nemmeno malinconico, triste, nervoso o sconcertato. Solo un sospirodi evidente rassegnazione, divenne solo tiepida curiosit, quando Draco chiese,temendo la risposta: Chi mi sarebbe toccata?.

Helenarispose abbastanza velocemente: So che avevano gi siglato un accordo ora,ovviamente, invalido dalla morte dei tuoi tu avresti sposato Astoria.

Perfetto, la Greengrass che sopportava meno Daphne almeno aveva il contegno di starsene per i fattisuoi e, se non la irritavi in una delle molteplici maniere in cui si potevatangere la sua regalit, non aveva niente a che fare con te. La terzaGreengrass, invece era meglio che se la scordava peggio di Pansy adolescente,il che era tutto dire. Come una domanda assolutamente insensata e una rivalsainconcepibilmente presente, prov astio ulteriore peri suoi. Perch non avevano scelto per lui Helena? Forse poteva essere suomarito ogni suo problema sarebbe sparito, avendola accanto. Sua. Solamentesua.

Ma , ovviamente, i suoi non avevano maicontemplato nulla che gli rendesse la vita pi facile.

Helena prosegu, ignara dei suoi pensieri: Laltrafamiglia erano gli Zabini, e Daphne credo che sposer Blaise . A me, invece,toccarono i Diggory. Avrei sposato Cedric Diggory. Quando lo seppi, avevosolamente diciassette anni, avevo appena finito Hogwarts, avrei voluto fare la Medimaga. Ma ,ovviamente, questo non avrebbe portato alcun giovamento alla mia famiglia. Quindimi ordinarono di lasciar perdere avrei dovuto sposareCedric al pi presto, anche se lui era di qualche anno pi piccolo di me. Nonvolevo che decidessero al mio posto, mi ribellai, piansi, mi chiusi nella miacamera. Ma non valse a nulla me lo fecero conoscere qualchegiorno prima di.

Fulunico momento in tutto quel discorso in cui la voce di Helena si incrin, pianse, nascondendosi il viso tra le mani.Mentre parlava di s, non aveva mostrato alcuna emozione, ora invece piangeva.Draco, che ancora faticava ad assorbire tutto ci che le stava dicendo, le si sedette accanto, mettendole una mano sulla spalla. Nonfece altro, non si fidava molto delle sue pulsioni mentre la vedeva piangere.Helena si calm, respir profondamente e riprese.

Lo vidi qualche giorno prima che morisse erail campione di Hogwarts, aveva una fidanzata, era felice . Rimanemmo da soli, suquella spiaggia dove andiamo spesso io e te. Mi disseche mi voleva parlare, iniziammo a correre e seminammo i nostri genitori. Miport l, su quella spiaggia. Lo ricordo come se fosse ieri, aveva solodiciassette anni io ne avevo ventuno, eppure era lui quello maturo, quelloserio e sereno. Mi disse che ne saremmo usciti e che non mi dovevo preoccupare.Che aveva una ragazza, Cho, e che ne era innamorato. Lavrebbe presentata a suopadre a torneo concluso, lavrebbe convinto a cancellare quel debito. Miavrebbe reso libera. Ho ripensato spesso a Cedric in questi anni, c molto diAmos in lui quel giorno, per un attimo folle, pensai che, forse, non mi era andata poi cos male e che, se anche lavessisposato, forse mi avrebbe reso felice. Ma Cedric morto e la mia speranza mor con lui qualche anno dopo, mor anche la mammadi Cedric. Ma quel debito continuava ad esistere miopadre fece la cosa pi ovvia, mi propose in moglie ad Amos Diggory. Lui nonvoleva, si rifiutava, diceva che ero troppo giovane e che, dalla morte dei suoicari, questioni come il denaro e la ricchezza, ormai, per lui non avevano pi importanza.Ma mio padre, invece, aveva riscoperto onore ed orgoglio e mi costrinse a sposarlo. Anche quella volta feci tutto quello cheera in mio potere per evitarlo, ma senza risultato alcuno. Amos alla fineaccett, spaventato dalla solitudine, ci sposammo in un giorno di dicembre,faceva tanto freddo forse mi incantarono, non lo so,ma non ricordo nulla di quei momenti. Solo che mi barricai nella mia stanza,rifiutando di mangiare e poi, apparentemente la mattina dopo, mi svegliai nelletto con Amos. E basta. Lui laveva capito, cap chemi avevano costretto e che mi avevano forse anche messo sotto Imperius, non miha mai toccato fino a quando non lho voluto io in fondo, il suo dolore eracos forte che nessuno avrebbe potuto sanarlo, tantomeno io e il mio amoreriottoso e rancoroso vivevamo come estranei nella stessa casa, parlandoci amalapena. Lo odiavo pensavo persino di ucciderlo. Lui che nemmeno pensava ame lo avrei voluto uccidere per quella sua incolpevole e laceranteindifferenza ero sola. Le mie sorelle mi venivano a trovare, ma raramente.Inoltre, vedendomi piangere in una casa per loro cos bella e sfarzosa, si irritavano profondamente alla fine non vennero pi

Trovaiconsolazione nel gioco estremamente appagante esoddisfacente di tradire Amos. Non so quanti uomini ho avuto in quegli anni,non lo so davvero, molti nemmeno li ricordo, nemmeno il primo, quello che siprese la mia verginit. Scrivevo i lori nomi in un quaderno e mi gloriavosadicamente di quanti fossero e di come ognuno di essi fosse una spina nelcuore di mio marito. Lui lo sapeva, credo che lo abbia sempre saputo , ma linerzia che lo contraddistingueva in queglianni, gli impediva di fare qualsiasi cosa, anche ripudiarmi. La mia rabbiacresceva, e lo tradivo ancora, desiderosa che lui si accorgesse di me, che miodiasse, che facesse qualsiasi cosa. E lui pi lo tradivo e pi mi ignorava, ergendosi quasi come un dio, immobile e lontanoche non guardava i miei peccati, preso dal compito superiore di portare da soloil peso del mondo. Non cerco giustificazioni, Draco. Non ne voglio eraccontandoti queste cose, non vado alla ricerca di parole che possanoconsolare o alleviare il mio senso di colpa verso Amos. E non le voglio nemmenoda te, Draco, tu sei il mio migliore amico, io voglio solo che tu sappia chisono davvero prima di andare via essere stata me stessa e non averti nascostonulla, come invece ho fatto in questi anni sempre e costantemente

Un uomo dur pi degli altri . Lo avevo conosciutoper caso, avevo preso labitudine di camminare per la Londra babbana, dove erosicura di non incontrare nessuno che conoscessi. In un bar, sorseggiando uncaff, incontrai un uomo era un Mago, ma era anche un babbano, aveva rinnegatola sua vecchia vita per vivere in modo semplice e normale e rifiutare degliobblighi che gli erano stati imposti. Non sono cos poche le persone chescelgono di vivere come lui, ne ho conosciute molte, ma semplicemente, di loronon si parla mai. Li si disprezza e basta, perch siritiene che abbiano scelto una vita inferiore a quella che avevano ma chiabbia vissuto la vita babbana, poi, non ne sarebbe cos sicuro, specie se fossenato in una famiglia come la mia, o come quella che intuivo dovesse aver avutolui o come la tua, Draco.

Quelluomolui non mi disse mai il suo vero nome, si faceva chiamare Daniel Ryan mi dissedi avermi vista da bambina, poteva avere qualche anno pi di me non seppi maimolto di lui, mi port nel suo mondo, diceva solo che voleva che mi liberassi come era accaduto a lui. Faceva il fotografo, di fotografia babbana Danny mi diceva sempre che adorava la fotografiababbana, quella magica prende molteplicit di attimi, nessuno dei quali davverosignificativo, se non pochissimi. La tensione, invece, della foto babbana eraquella di catturare un singolo frammento di luce, quello giusto, e diimpressionarlo per sempre. Mi insegn tutto quello checera da sapere sul mondo dei babbani, mi fece vivere una realt alternativa,mi diede persino un lavoro babbano iniziai a fare la modella, dopo che alcunesue foto, che mi aveva fatto, iniziarono a circolare nellambiente della moda.Mi chiamavano Rachel Leigh. Mi diede questappartamento, mi insegna suonare il pianoforte e ci amammo profondamente mi lasci, alla fine, ungiorno di qualche anno fa. Lui aveva guarito il mio cuore, liberandolodallastio e dal rancore, dandomi una leggerezza che non assaporavo da anni.Eppure, quando mi chiese di lasciarmi tutto alle spalle, come aveva fatto lui,non ce la feci . E lui se ne and la vita da Rachel era un giocobellissimo, mi faceva sentire viva. Ma non potevoabbandonarmi tutto alle spalle, come aveva fatto Danny. Non ce la facevo, nonriuscivo nonostante tutto, a lasciare Amos, specie dopo quello che gli avevo fatto. Il valore di una donna si vede dallanello che porta e io, al mio di anello, la fede di Amos, non avevo mai resogiustizia. Non lavevo mai amato, mai, lo avevo odiato ma non era colpa sua.Io ora ero sua moglie e nulla, nemmeno la vita di Rachel, poteva cancellaretutto quello

Tornai da Amos lui mi accolse come sempre,come una scomoda ospite, venuta solo a riempire di sgradita vita la sua casapiena di cose morte e putrefatte di Daisy e di Cedric avevo bisogno ancora direspirare, fuori da quella casa, mio malgrado . Non ero ancora cosfedele ad Amos, come avrei voluto, avevo bisogno di riempirmi di quella luceche, necessariamente, avrei dovuto poi portare a lui per impedirgli diannegare ho continuato la mia doppia vita come la babbana Rachel Leigh, perchmi rende felice e mi rende me stessa, anche se con unaltro nome. Ma non lho pi tradito mai pi, da quando finita con Danny. Ho aspettato pazientemente di espiare le mie colpe,dandogli qualcosa in cambio. Non so se sia amore, io non so cosa sia non credodi essere in grado di amare, credo che sia riconoscenza, Draco, o affetto, o devozione, non lo so ma quel giorno arrivato, un giorno sono riuscita a farmi volere da lui e finalmente mi hapresa, mio marito mi ha avuto per la prima volta. Ora sono davvero HelenaGreengrass in Diggory ma a darmi la forza di continuare ad essere Helena, contemporaneamente continuare ad essere Rachel assurdo, loso ma se ho smesso di tradirlo, se inizio persino a dire di provare qualcosa,se non annego nella mia rabbia, solo perch a volte sono anche Rachel. Anchetu, Draco, hai conosciuto solamente Rachel fino ad ora Helena, non credo che lhai mai vista probabilmente se la vedessi, non saprestinemmeno chi 腔.

Dracosentiva la bocca impastata, eppure quando parl, la sua voce non recava traccedi quel sconvolgimento intimo: Helena quella checompare quando abbassi gli occhi e non sai che rispondere, quando la tua vocediventa pi grave e perde i suoi accenti soliti, Helena la sfumatura cheprendono i tuoi occhi quando ti perdi in pensieri tutti tuoi, Helena quandoparli di avere un figlio da Amos, sotto gli occhi lucidi di lei, Draco dissequasi duro: Lho sempre vista Helena so chi sono entrambe ed amo entrambe.Quelle ultime parole gli sfuggirono dalle labbra e se ne pent immediatamente,ma per fortuna gli occhi di Helena non mutarono la loro espressionericonoscente e grata. Aveva capito che lamore di cui Draco parlava, era sololamicizia che li legava. Ovviamente. Ringrazi Dio per questo.

Helenasi strinse nelle spalle e sorrise: Ora che te ne ho parlato, mi sento meglio so che, magari, per te assurdo pensare di vivereuna vita babbana, ma.

Nonstavo pensando a questo ammise Draco, sistemandosi meglio sul divanoEffettivamente, non stavo pensando a questo avevo gi notato che avevi unastrana familiarit con le cose babbane, non sapevo perch, ma conoscendoti, nonmi mai sembrato un problema, forse solo un comportamento un po eccentrico,ma stranamente non mi ha mai inquietato quanto forse avrebbe dovuto.

E questo cosa vorrebbe dire?.

Dracopronunci quelle parole come se scottassero nella sua bocca, come se fosserofuoco liquido sulla sua lingua: Euna riflessione che ho datempo in mente se fossi nato babbano, met dei miei problemi nonsarebbero mai esistiti. Niente Signore Oscuro, niente Mangiamorte, nienteAuror avrei ancora i miei e non si sarebbero corrotti come successo, Draco sent quasi di doversi giustificare, dicendo che sapeva cheun pensiero del genere avrebbe dovuto fargli schifo, ma ormai ogni suosentimento gli sembrava drasticamente capovolto rispetto al passato.

Avevauna migliore amica. Ne era innamorato.

Eradisgustato dal suo nome. Da s stesso. Dai suoi.

Odiavagli Auror, e voleva vendetta.

Tuttooramai era cambiato. Ma non era ancora sufficiente.Seppe che la sua vita stava ancora per capovolgersi totalmente, quando Helenagli prese le mani e le strinse forte.

Disse solo cinque parole. Cinque parole chegli cambiarono lesistenza e il destino.

Draco,diventa tu Danny Ryan.

Improvvisamente lo specchio inizia aturbinare, diventa quasi vivo sotto la mia mano. Velocissime, passano tantissimeimmagini, frammenti di ricordi e sensazioni, labili ed evanescenti come nebbiemattutine che non mi dato guardare compiutamente.Sono la vita di Helena e Draco nellappartamento di Lancaster Road , dopo che Draco ha evidentemente accettato di diventareDanny Ryan. Anche quel nome viene da lei. Cerco di afferrarle mentre corrono via, segreti attimi di felicit chealmeno mi sta risparmiando.

Helenaguard Draco, inarcando un sopracciglio: Secondo me fai bene a non abbandonaredel tutto il tuo nome hai ancora discreti vantaggi da esso e poi, qualoradiventi troppo pericoloso, tronchi del tutto, un sorriso dolce, di latte emiele, Draco arross stringendosi nelle spalle: Tanto in ogni caso ci vedremolo stesso, sia che tu sia Draco sia che tu sia Danny.

Ed ancora

Helenasuonava al pianoforte, la luce del sole penetr dalla finestra, riempiendo isuoi capelli castani di riflessi di bronzo. Perdutamente assente nel suo mondo,chiuse gli occhi, non guardando nemmeno i tasti che stava premendo, conosceva quella melodia a memoria, non le serviva guardare. Forbiddencolours, i colori proibiti

Dracola osservava, senza riuscire a parlare, senza riuscire a dire una parola, incantato da quel silenzio magico che non era silenzio, eralei stessa che vibrava in quelle note che aumentavano ogni secondo dintensit.

Ogninota si conficc nella sua memoria, ferite che sanguinavano di nostalgiatriste.

Trovaqualcosa da amare allo stesso modo, Draco disse lei, gli occhi ancora chiusi,continuando a suonare Ti riempir la vita.

Nonvide le labbra di lui disegnare le parole: Io lhogi trovata.

Comeha potuto ricordare lei, sentendomi suonare? Come? Io non centro nulla. Lei irraggiungibile. Lo sar per sempre

E ancora

CorrevaHelena, Draco la inseguiva per le stanze dellappartamento di Lancaster Road . Sole di unaltra estate che finiva dalle finestre. Luicercava di sporcarla con della tempera, aveva preso a dipingere, un qualcosache amava da sempre ma che lei gli aveva fatto ricordare. Su una tela,nascosta nella sua camera, splendevano gli occhi di Helena, ma lei ancora nonlo sapeva.

E ancora

Helena dormiva placidamente,serena, distesa sul divano, Draco le poggi una coperta sulle spalle. Sorrise, guardandola muoversi e fare una piccola smorfia da bambinainfastidita . Nella luce della luna, i suoi capelli sembravano pilucenti del solito, e le ciglia placide fremevano del rumore dei suoi sogni.Draco si sedette accanto a lei e le accarezz piano laguancia, sembrava vivere di soli respiri come un fiore.

Era come quelle principessedelle fiabe addormentate in una foresta.

I contorni diventano menonitidi come un quadro bagnato dallacqua che si dissolve in un turbinio dicolori

Draco basta per favore che altro ti venuto in mente?

Un secondo velocissimo, unimmagine che nemmeno sono certa di vederedavvero. Sgrano gli occhi, poggiando di nuovo la mano sul vetro, e guardo Dracosmarrita.

Ma lui non mi guarda in risposta, non reagisce,sembra solamente spazientito. Sospira in un gemito di evidente esasperazione.

Sembra non essersi accorto di nulla. Limmagine di Helena, per un soloattimo, sparita, sostituita da unaltra. Fremito. Non unaltra immagine qualsiasi.

La ragazza dormiva scomposta,agitata, muovendosi continuamente nel letto che non gli apparteneva. Draco siavvicin sospettoso, guardandola con astio anche se lei non poteva accorgersene. Trasal, una fitta improvvisa al cuore, quando leisi mosse e fece una piccola smorfia da bambina infastidita, spostando lacoperta con un piede. Nella luce della luna, i capelli spettinati gli parveropi cespugliosi del solito in evidente contrasto con la maglia rossa da calcioche portava, e le ciglia recavano tracce di lacrime lontane che doveva averpianto. Draco si sedette accanto, non riuscendo a smettere di guardarla, un dejvu continuo nei sensi che lo frastornava. Sembrava era del tutto identica alampo di consapevolezza.

Ancora.

Era la seconda volta che gliaccadeva perch?

Sembravo io la maglia rossada calcio la prima sera che dormii al Petite Peste. Eppure, ero anchedifferente, non so come, diversa da come mi ero vista nel ricordo di Draco alministero percepivo qualcosa di insolito rispetto aprima, attraverso i suoi occhi. Ma forse non ero io oforse era un pensiero senza forma.

I ricordi riprendono e quella piccola immagine sbiadita, gi, spariscesotto strati di desolazione per quello che devo ancora vedere.

Aveva detto quelle parole, comese avesse detto che lavevano condannata da innocentealla pena capitale, e lultimo appello si fosse risolto in una mera confermadella pena precedente.

Sono incinta.

A Draco, nonostante laschioppettata sorda che aveva sentito allaltezza del cuore, era sembrata unanotizia meravigliosa, specie considerando che uno dei desideri di Helena erasempre stato quello di rendere padre Amos. Invece lei, tutto sembrava tranneche felice. Davanti alla finestra dellappartamento di Lancaster Road , quello che Draco quasi inconsciamente ormai chiamavacasa loro, teneva tra le dita in modo convulso lintelaiatura della tenda e ilsuo sguardo si perdeva lontano nel tappeto di palazzi che potevano guardarealle loro spalle, un panorama che Draco non avrebbe mai pensato di chiamarecasa e che, nella sua mente, si era sempre appellato come qualcosa diestremamente sgradito e molesto, la cui sola esistenza poteva essere di dannoalla sua persona. Ed invece, ora, era casa.

Anni dopo, Draco avrebbe ammessocon estrema chiarezza che fu in quel momento preciso che qualcosa si cre tra lui ed Helena, ma contemporaneamente si dissolse persempre.

Inerzia.

Non abbandonare il loro nome, mafarsi chiamare Rachel e Danny. Quel bambino che cresceva e respirava gi nella panciadi Helena, era il coltello alla gola. Scegliere. In quel momento. Chi siamo?

Helena e Draco. Rachel e Danny.

Linerzia che lo avevacaratterizzato, che aveva contraddistinto anche lei, ora stava per finire,Draco lo sapeva. Alla nascita di quel bambino, Helena avrebbe dovuto sceglierese continuare ad essere babbana o ritornare mente ecuore da Amos. Per quello, per lei era cos difficile e lui? Lui anche . Non poteva, logicamente, continuare ad andare inufficio ogni mattina, parlare con Amos, sopportare il magone che sentiva quando lui parlava di Helena, ascoltarlo compito quando ancoraricordava Daisy e Cedric, fare incantesimi per sedare creature pi o menopericolose e poi rientrare a casa, nella Londra babbana, usare cose chenemmeno avrebbe mai saputo in una vita passata come si chiamassero e perch esistessero,giocare in un ruolo che non era suo, ma che ipocritamente motivava innocuo conil fatto che la donna che lo aspettava tra quelle mura, si chiamasse Rachel.

Quel giorno, stava per finiretutto.

Capisco ... disse Draco, arrivandole alle spalle Devo farti vedere una cosa, Helena. Leiannu e lo segu nella sua camera da letto . Nellapenombra, distinguibili appena erano i suoi tratti di tela, ancoraincompleti .

Una donna con i suoi occhi chedormiva di tempera e di carta, non era ancora lei ma i suoi occhi, quelli s.Un cielo turchino di primavera. Draco ci aveva lavorato per giorni, perrenderli proprio loro.

Fumosa come in un sogno, sidistingueva persino la loro venatura cobalto di alcuni momenti.

Helena non fece nulla, quasi selo fosse sempre aspettato, si aggrapp solo al braccio di Draco come se temessedi cadere. Lui, davanti a lei, continu a darle alle spalle in modo ostinato.

Che cosa significa? pigol lei, in un sussurro spezzato.

Draco deglut, era arrivato ilmomento. Non poteva pi tornare indietro.

Quello che amo la cosa che miriempie la vita me lavevi detto tu di trovarla, Draco sospir, voltandosifinalmente verso di lei: Eccola.

Lei si morse il labbro in modoinquieto, lacrime gi caligine azzurra dei suoi occhi: Io non posso.

Draco fu colpito da quella suafrase, non posso cosa?

Io non ti sto chiedendo niente,Helena disse sincero, guardandola e poggiando le sue mani sulle sue spalleVolevo avere qualcosa di tuo, per sempre un giorno tu andrai via da me, osar io, non lo so. Questa vita essere Rachel e Danny, non pu continuare, losai meglio di me e io volevo avere un modo perricordarmi di te Danny, il tuo Danny, aveva ragione, sospir guardandola, lesi stava spezzando il cuore, lo sentiva dalla tensione nelle sue spallecontratte: Dobbiamo scegliere, tu devi scegliere specialmente ora che aspettiun bambino e so che probabilmente la tua strada ti porter lontano da me.

Io non posso ripet lei, la testa fra le mani, le lacrime che lebagnavano le mani.

Perch ripeteva sempre quelleparole? Possibile che non capisse che quel gioco da bambina doveva finire? Eracos importante per lei essere Rachel? Possibile che fosse cos infantile?

Draco si pent immediatamentedel suo pensiero e, quasi in colpa, si affrett ad abbracciarla, sussurrandoletra i capelli: Lo sapevi che non sarebbe stato possibile per te restare Rachelper sempre.

Era come consolare una bimba daun brutto sogno, il suo petto assorbiva i singhiozzi di lei ,facendoli suoi.

Ma non era unabambina che stava piangendo le sue parole successive fecero tremare il mondodi Draco, dalle sue fondamenta.

Non la scelta tra Rachel ed Helena a terrorizzarmi quella la potrei sopportare,Helena riprese fiato, guardandolo e poggiando una mano sul suo viso, Dracorabbrivid stringendosi nelle spalle.

Quando lei parl ancora, sisent perdere la forza e il coraggio, soggiogate da unonda devastante cheavrebbe distrutto ogni cosa nel suo percorso. Ogni cosa che negli anni aveva costruito, paletto e colonna di s stesso, limiti e confiniche lei avrebbe portato un po pi in l. Lontano da lui.

Io non posso scegliere tra te ed Amos, Draco perch la mia risposta mi rovinerebbe lavita, la rovinerebbe anche a te, ad Amos e a mio figlio e la risposta seisempre stato tu.

Lavrebbe ricordato per semprequel momento

Lhai ricordato per sempre quel momento

Ogni cosa poteva morire, fuorida quella stanza, poteva continuare linerzia, vivere,galleggiando nella sola certezza di averla accanto.

E, se linferno si sarebbe spalancato attraverso le labbra di Helena, lui cisi sarebbe gettato a viva forza, senza temerlo, bruciando assieme a lei.

La baci con foga e disperazionee lei rispose allo stesso modo. Ogni pensiero fatalmente rinviato.

Di soli nove mesi.

Draco prende a pugni lo specchio, con impeto, piangendo, e io spero che si rompa, spero che lo distrugga. Ma dimentico che qui, nulla reale, e, se quello specchio,Draco non lo vuole distruggere, non si romper. Continuer a stare l, un demoneingordo che si vuole prendere la mia anima, dopo aver rapito la sua.

Vederli baciarsi non ce la faccio, davvero. Non posso. Basta, devoandare via da qui.

Mi volto disperatamente in quellenorme spazio bianco, cercando quasiuna via di fuga da qui, una strada che so che non c, i suoi singhiozzi nelleorecchie che mi dilaniano ma che so di non poter consolare.

Non trovandola, come ovvio, mi avvicino,disperazione nella mia voce: Draco, ti prego andiamo via. Non ci credo diessere arrivata anche ad implorarlo.

Devi ancora vedere replica lui, piangendo ancora e sollevando losguardo disperato verso di me.

Smettila! urlo, facendolo sobbalzare, eco infinito della mia vocenelle pareti immacolate della sua mente che ci circondano. Mi guarda senzacapire, le lacrime prosciugate e le mie che riprendono a scorrere, dandomi unpo di sollievo. In quellurlo, ogni goccia del mio amore umiliato .

Ok, daccordo, so che non mi amer mai, ma incosa mi sarebbe utile questo supplizio continuo? Una tortura e basta lo guardosconvolta dal mio stesso urlo, stringendomi nelle spalle. So che non sa nulla di me, non sa che sono innamorata di lui maperch? Perch non mi lascia stare?

Ti prego, Draco lasciami in pace sussurro alla fine, senza vergogna,abbandonandomi del tutto e sedendomi per terra, le ginocchia piegate da questo assurdo martellare di ricordi e sentimenti chedovevano restare solamente suoi.

Lui si china alla mia altezza, mi ritraggo nel vederlo avvicinarsi a me,ne resta colpito e quasi addolorato. Ma non ci possofare nulla, non voglio che mi tocchi mai pi

Non vorrei nemmeno essere guardata daisuoi stessi occhi che hanno guardato in quel modo Helena. E che, invece, hannoguardato cos me

Non posso lasciarti in pace mi sussurra piano, sedendosi accanto ame Non ci siamo lasciati in pace a vicenda e questo ora diventatonecessario, Hermione.

Necessario a cosa ? A chi? inveisco nuovamente, la rabbia che mi prende ancora A te, che ci soffri terribilmente?O a me? c he, la mia voce si spezza e ricomincio apiangere, mentre pronuncio lestrema bugia: O a me a cui non importa nulla ditutto questo?!. Parole che vanno in una direzione e lacrime che vanno inunaltra.

E allora perch stai piangendo? mi dice lui, guardandomi, doloreinsopprimibile e inesauribile nella sua voce.

Sussurro la sola cosa che mi metter al riparo dal segreto che mi portodentro: Nonostante tutto, non voglio vederti soffrire.

Lo so bisbiglia lui, nessuna partecipazione nella voce, solo unevidenterassegnazione Ti ringrazio.

Non ce n bisogno, come non c bisogno ditutto questo, adesso.

E quasi finito, manca poco sussurra lui in risposta, come se non mi avesse nemmeno udito.

Si alza in piedi, porgendomi la mano, e so ancora con estrema chiarezzache, da questa storia non uscir fino a quando non avr visto tutto quello chechiede.

Non prendendogli la mano, mi alzo con le mie forze.

Un solo sussurro e le immagini riprendono.

Facciamo in fretta.

Sembra avermi evidentemente ascoltato, anche se ovviamente in parte,perch come poco fa, le immagini scorrono velocemente, sono frammenti diricordi assieme e di baci, lotte tra le lenzuola, la pancia di Helena checresce di giorno in giorno di pi. Una parte di me, a parte la delusione e il dolore, non riesce a provare nemmeno risentimento per il lorotradimento nei confronti di Amos Diggory. Sono cos felici mi mordo le labbraansiosamente

Luicontinua a vivere a Lancaster Road , rinvia il momentofatidico della sua decisione alla nascita del figlio di Helena, e lei fa lostesso.

Annegano i loro sensi di colpa per Amos luno nellaltra.

Lui lechiede di sposarla come Rachel e Danny, dato che avranno solamente quello dalla vita, e lei titubante, ma alla fine accetta.

Leregala un anello meraviglioso, un diamante che era appartenuto a sua madre, elei commenta tra le lacrime che non potr mai indossarlo.

Dracocontinua a vedere Amos Diggory e, di volta in volta, la pressione del tempo chescorre, lo schiaccia profondamente, lamore per Helena veleno nei suoipensieri.

Leisuona ancora il pianoforte e gli dice che avr una bambina.

E lachiamer Serenity Hope Diggory, perch crede ancora nella speranza di un futurosereno sia per loro, che per sua figlia ed Amos.

Dracopensa per la prima volta al rapporto che dovr avere con la figlia di Helena. Eppure,rinvia ancora

Draco viene attaccato a sorpresa da due Mangiamorte, a cui scampaper miracolo, mentre torna nel suo appartamento.

Non nefa parola con nessuno, stringe tra le mani la cartolina di Helena da Vienna chetrovai anche io le rose Helenae sul retro

Soche non sopporti le cartoline e che le trovi odiose ed inutili, ma insomma a questa non potevo resistere, non credi? Vienna bellissima ma con te sarebbe stata pi bella ancora. Cerca di stare attento.Ci vediamo a casa. Rachel

Lepilogodi questa storia, non so perch, mi si palesa davanti agli occhi passo passo : qualcosa deve essere successa. Non potevanoevidentemente continuare cos io non avrei potuto vivere un solo secondo cos,ma io sono io. E per questo non potreimai stare con Draco ma anche per loro, qualcosa deve essere successa semplicemente perch vivono su una nuvola, senzapensieri, e qualcosa ti riporta sempre sulla terra ad affrontare quello che hailasciato sotto di te.

Ecapisco che lepilogo si avvicina, quando Draco inizia a tremare accanto a me. Davantia noi, turbina oltre lo specchio il ricordo di unagelida notte di Natale di poco pi di un anno prima.

Sono felice che tu sia venuto, Draco la voce diAmos Diggory, per la prima volta da quando Draco lo conosceva bene, suonavaautenticamente felice. Nessun retrogusto amaro o malinconico,nessun evidente ricordo di persone morte nelle sue parole e nei suoi gesti .

Amos Diggory era felice.

E Draco Malfoy sentiva la sua gioia come una colpasulla sua persona. Il suo riso aperto, i suoi occhi scintillanti dorgoglio,erano un peso sul suo respiro che minacciava di ucciderlo ogni secondo di pi.

Quindi nata? chieseDraco malinconicamente, seguendo luomo nel salotto della sua grande casa. Inun angolo, torreggiava un enorme albero di Natale, decorato di stelle dargentoe doro. Questanno, Helena aveva deciso di farlo finalmente, forse inteneritadallimminente nascita di sua figlia, e vi aveva aggiunto una serie infinita divezzosi fiocchi rosa.

Amos guard lalbero con un altro esasperantesorriso, annuendo ed aggiungendo: S, mia figlia nata, Serenity bellissima.

Draco si chiese che cosa ci facesse l, cos duntratto e in modo cos disperatamente sincero che si chiese come mai non se lofosse chiesto prima di uscire, prima di lasciare lappartamento di Lancaster Road , quando aveva ricevuto un messaggio di Helena.Semplicemente, gli aveva scritto che la sua bambina era nata. E lui si erasentito in dovere di uscire nellaria fredda e di andare ad incontrare quella che solo per una maledetta fatalit, era figlia di AmosDiggory e non sua. Perch di occasioni, pesanti come macigni nel ricordo eleggiadri come piume nel corpo, ne avevano avute a decine. Ma Serenity, per pochi fatali giorni, era indiscutibilmente figlia di Amos.

Sarebbe cambiato qualcosa, se poi fosse stata sua?Draco se lo chiese ancora, seguendo Amos su per le scale. Forse niente forsetutto

Quando Amos apr la porta della loro camera da letto , Draco ebbe una vaga vertigine, il sudoreche gli inzuppava la schiena. Sapeva nascondere le sue emozioni e sapeva che nessuno se ne sarebbe accorto, ma ancora unaltraconstatazione ovvia gli aveva raggiunto la coscienza, causandogli un conato divomito. Si strinse la camicia, allaltezza della bocca dello stomaco, mentreAmos continuava a chiacchierare.

Quella era la camera di letto di Helena ed Amos. La camera dove ogni notte, quando fuggiva da luileggera come una farfalla di seta, lei tornava a dormire.

Era sempre stata categorica. La mattina, lei sisarebbe sempre svegliata accanto ad Amos. Nessuna scusa da inventare o bugia daraccontare, come faceva in altri casi. No. Lei doveva tornare accanto ad Amos ad ogni alba, lui che era al massimo la luna incastonata nelcielo che restava sempre presente, ma che aveva solo di che impallidire alsorgere del sole.

Anche in altri casi, era stata categorica Helena.

Lanellodi Narcissa lo teneva sempre a Lancaster Road , chiusoin un cassetto. Non lo indossava mai. Nemmeno quando era certa che Amos nonlavrebbe mai vista.

Avevaaccettato di sposarlo, ma non aveva mai nemmeno parlato del giorno o delperiodo preciso in cui farlo, anzi non ne aveva parlato pi.

Nonsmetteva mai di portare lanello di fidanzamento e la fede con le quali Amos le aveva cinto lanulare.

Nonlo lascer mai fu il pensiero con cui Draco Malfoy accolse la vista diSerenity Hope Diggory. Helena era distesa sul letto, ancora dolorante e rossain viso, ma incredibilmente felice. I suoi occhi luccicavano di gioia a stentorepressa e, quando Amos si chin a baciarla sulle labbra, lei lo abbracci dislancio, sobbalzando solo qualche secondo dopo quando si accorse della presenzadi Draco.

Erala prima volta che si scambiavano un gesto daffettodavanti a lui, erano sempre stati freddi e formali. Draco avvert la nebbiadella gelosia chiudergli la gola, serrargli il respiro, come se, ancora, soloora si rendesse conto che lei era effettivamente sempre sposata con Amos. Lavista offuscata, si avvicin al letto di Helena,fissando in mancanza di altro, la bambina tra le braccia di Helena.

Amoscontinuava a parlare entusiasta, il sorriso di Helena si era congelato sullesue labbra ghiacciate e Draco continuava a guardare Serenity.

Avvoltain una copertina azzurra, era la bambina pi bella che avesse mai visto.Dormiva placidamente tra le braccia di Helena, non emettendo nemmeno un gemito,aveva guance rotonde e rosee, capelli radi e soffici di un colore gi tendenteal biondo. I lineamenti erano molto simili a quelli di Helena, eppure avevamolto anche dellaspetto gioviale di Amos. Il miracolo pi bello fu, quando sisvegli, e rivel gi dei chiarissimi occhi celesti, in tutto e per tuttouguali a quelli della madre. Amos si sedette accanto ad Helena, accarezzandoallegramente Serenity, mentre Helena lo guardava in evidente apprensione.

Allafine, la donna finalmente par, rivolgendosi a Draco e sorridendomalinconicamente: Le dovrai insegnare a giocare a Quidditch un giorno Amosnon sa nemmeno che cosa vuol dire giocare a Quidditch!. Amos si ribell conlievi motti scherzosi allindirizzo della moglie.

Dracodeglut un paio di volte, prima di dire le parole pi difficili che avrebbe maipronunciato.

Tuttopoteva continuare. Per sempre. Cos. Questo lo sapeva.

Lui ed Helena per sempre assieme, ogni momento della vitadi Serenity come un ulteriore traguardo nella loro corsa piena di bugie, mentreambivano al tanto desiderato premio di essere sinceri con s stessi e con Amos.

Avrebberousato il primo compleanno della piccola come momento limite per parlare ad Amose poi si sarebbero detti che era troppo piccola.

Alloraavrebbero aspettato che andasse ad Hogwarts. Poi chefinisse la scuola. E cos, per sempre.

Elui, Draco, avrebbe sempre avuto la met oscura di Helena, come la luna che nonmostra mai un lato di s stessa. Poteva sopportarlo?Certamente.

Lavrebbeavuta e tanto sarebbe bastato, per tanti giorni e per tantinotti .

Sarebbestato leco del tempo immobile a schiacciarli entrambi. Un tempo che scorrevacircolare, in tondo, non procedendo mai in avanti, ma nemmeno indietro perchindietro non si poteva tornare.

Perennementein quelloggi eterno.

ConSerenity che invece cresceva. Con Amos che invece invecchiava. E con loro cheinvece vedevano il loro amore trasformarsi alla fine in unabitudinenecessaria, senza futuro alcuno.

Leisarebbe stata libera. Lavrebbe liberata dallonere di dover scegliere.Togliendosi di mezzo.

Pensandoa quello e certo che lei avrebbe capito tutto, disse in un soffio doloroso:Sar suo padre ad insegnarle il Quidditch e qualsiasicosa per lei sar giusta cos come, da sempre, deve essere in una famiglia.

Helenaovviamente comprese che stava dicendo. I suoi occhi si riempirono di lacrime,tir su con il naso cercando di calmarsi ed abbass ilviso, nascondendo il suo volto ad Amos. Eppure, annu senza una parola.

Dracosi scus con Amos, dicendo che doveva andare via, ma non fece nemmeno in tempo ad uscire che qualcosa ruppe quella quiete che non era unaquiete, ma uno sbriciolarsi silenzioso di due cuori.

Improvvisamente,Draco, senza nemmeno rendersi conto di come ci fosse avvenuto, si ritrov perterra, carponi sul pavimento, le mani sulla nuca e un enorme ronzio nelleorecchie. Attorno a lui, leco di unesplosione immane ed una nube di polvere. Il tetto era parzialmente crollato, per fortuna lontano daHelena ed Amos, che si erano chinati a proteggereSerenity. La piccola aveva iniziato a piangere.

Dracosi alz velocemente, constatando superficialmente chenon era ferito, dallo squarcio aperto sopra le loro teste filtrava un freddo egelido vento invernale, oltre che qualche fiocco di neve. Raggiunse Amos, avevaun profondo taglio sulla fronte che grondava sangue, dove era stato colpito dauna pietra. Aveva protetto Helena e Serenity con il suo corpo e, infatti, ledue non mostravano alcuna ferita.

Amossi appoggi stancamente al muro, ancora integro, una mano a trattenere ilsangue che scorreva copioso, guard il tetto distrutto e la stanza da lettocompletamente sconvolta: Ma cosa ?! .

Staibene? chiese preoccupata Helena a Draco, il qualeannu distrattamente, scuotendosi la polvere dai vestiti. La aiut ad alzarsida letto, circondandole la vita con un braccio, momentaneamente non memoredelle loro disavventure amorose; Helena infatti non sireggeva ancora in piedi dopo il parto, le mise distrattamente una coperta sullespalle, mentre lei rabbrividiva nella camicia da notte di seta leggera, stringendoSerenity.

Imbarazzata,distolse lo sguardo da lui, guardando Amos: Che successo?.

Iltetto aveva alcune assi marce, probabilmente il freddo di questi giorni deveaver peggiorato la situazione, meno male che almeno non ci siamo.

Amosfu interrotto da una nuova esplosione, stavolta proveniente dai pianiinferiori. La casa trem dalle fondamenta, e si udirono urla e strepiti di elfidomestici. Draco si chin istintivamente su Helena, stringendola, un terribilesospetto che prendeva forma nella sua testa. Divenne certezza in pochissimisecondi. Grida, risate e bestemmie provenienti dallesterno.

E poi quellurlo: Malfoy ! Vienifuori a giocare!.

Tremando,si affacci alla finestra che sembrava galleggiare nellenorme voragine che erastata aperta tra il tetto e le cantine. Nel buio, le luci dibacchette sguainate . Maschere dargento di vetusta memoria, su mantellineri. Erano solamente in due ma dovevano essere in due particolarmentepericolosi, specie se lo attaccavano da soli. Inoltre, dalla fisionomia,sembravano abbastanza simili a quei due che lo avevano attaccato qualche giornoprima. Draco chiuse gli occhi, risentendo le loro urla nelle orecchie vocifamiliari Serpeverde immediatamente colleg a due visi conosciuti. Riapr gliocchi. Pucey e Montague.

Terrore,come un formicolio sulla nuca. Pucey aveva fatto arrestare sua sorella, eramorta ad Azkaban qualche mese prima. Montague aveva portato al nascondiglio disuo padre, gli Auror lo avevano ucciso.

Vendetta.Pura vendetta ora guidava il loro agire. Non si sarebbero fermati fino a quandonon fosse morto. Anzi, no non si sarebbero fermati fino a quando non gliavessero inflitto lo stesso dolore subito.

E,solo allora, lo avrebbero ucciso.

Luiaveva solo tre persone al mondo, adesso. Amos, Helena e Serenity. Avrebberoiniziato da loro.

Conrabbia impotente, si rese conto che gli Auror probabilmente non sarebberointervenuti nemmeno per loro, orgoglio ferito di essere stati ripudiati daltraditore di ogni parte del mondo.

Nonavrebbero mosso un dito nemmeno per salvare i Diggory.

Possibileche solo ora si rendesse conto di quanto fosse stato pazzo e suicida?

Diquanto poteva buttare anche allaria la sua vita, ma aveva anche direttamentelegato al suo destino di sangue e morte anche loro tre ,innocenti ed incolpevoli?

Avrebbedovuto fare come sempre, come il suo stesso sangue Malfoy gli avrebbe sempreimposto di faresfruttare la protezione degli Auror lasciare che morissero perlui, per loro tre invece aveva fatto lidealista, come mai prima. Ma la guerra, sia come sia, non concede mai replicheallidealismo.

Lasciain vita i cinici. Ed uccide senza piet gli utopisti.

Ora,quel destino sarebbe toccato a lui. E, prima di lui, ad Amos,Helena e Serenity .

Nonpoteva permetterlo, questo si disse. Idealista, okallora eroe fino in fondo. Gli avrebbe difesi , finoalla morte, lasciando che fuggissero. Si sarebbero salvati.

Unosolo doveva morire quella notte. Ed era lui.

Ma non sapeva Draco Malfoy, in quella freddanotte di Natale che avrebbe cambiato la sua vita per sempre, che il coraggionon degli agnelli che indossano le spoglie del leone, dei serpenti solocostretti a diventare grifoni.

Probabilmente,un giorno avrebbe conosciuto quella spinta dentro, ilcalore del cuore che, di fronte alla prospettiva di perdere qualcosa di amato,diventa mobilit del corpo, slancio dellazione e velocit del pensiero.

Draco,un giorno, avrebbe conosciuto il coraggio. Difendendo una persona che ama.

Questi pensieri non sonoricordi sono pensieri di adesso

Ma , invece, quel giorno, Draco era solodesideroso di morire per sanare le sue colpe. Per liberarsi dellamoremaledetto per Helena. Per avere il perdono per la morte deisuoi . Per sanare lodioso tradimento.

Voleva moriresolo per paura e per stanchezza della vita. Non per coraggio.

Per questo,non seppe affrontare quello, invece, purissimo e niveo di Amos Diggory.

Alle suespalle, aveva visto dalla finestra i due Mangiamorte, ed aveva subito saputo che cosa fare: Draco, porta via di qui Helena eSerenity.

Che cosa ?! si volt quasi irato Draco, incontrando gli occhi seri epur sereni di Amos. Alle sue spalle, Helena livida in volto stringeva con foga maniacale Serenity al petto.

Amos poggicon affetto paterno una mano sulla spalla di Draco, il ragazzo che rabbrividleggermente. Solo Helena seppe leggere nei suoi occhigrigi commozione e lacrime represse.

Draco,figliolo inizi Amos con voce pacata Hai ancoratanto da vivere e da amare per me, non cos il mio cuore aveva gi amato eperduto quando sono morti mia moglie e mio figlioe quel giorno sono mortoanche io, era la prima volta che alludeva esplicitamente a loro, Helena caddein ginocchio, piangendo.

Helena sempre stata per me come una figlia e un colpevole tentazione a cui non sono riuscito a non cedere parlava di lei come se non ci fosse, levoci dei Mangiamorte lontani echi di morte nellaria che vibrava delle sueparole Non avrei dovuto sposarmi mai sarei dovuto morire con il ricordo diDaisy nel cuore e nel corpo. Ma ho ceduto e ho resoprigioniera Helena per sempre ma ora sono in tempo per riparare ai mieierrori e liberarla finalmente. Liberarla da questo matrimonio che non ha maivoluto. E liberarla anche dal peso di scegliere tra me ete .

Sapeva tutto.Aveva sempre saputo tutto.

Draco caddeanchegli in ginocchio, aggrappandosi al mantello di Amos, Helena poco distanteda lui nella stessa posizione, il volto chino e i capelli sparsi sul suo viso.Due figli che chiedono perdono al loro padre.

Io nonposso mormor Draco, guardando supplice Amos dal basso verso lalto, gli occhi una nebbia di lacrime che non sapeva pi piangere.

Vai con leiordin Amos con voce perentoria, guardandolo severamente Ripara al tuoerrore, proteggendola ed amandola per sempre eproteggendo ed amando anche mia figlia non morendo che potrai espiare le tuecolpe... ma solo stando con Helena e con Serenity andatevene adesso.

Draco sisollev in piedi, ergendosi in tutta la sua altezza, chiuse gli occhi pieni dilacrime: Non posso farlo, Amos.

Amos siavvicin a lui e, senza alcun preavviso, lo strinse forte, un braccio attorno alle spalle piegate. Draco trasal, deglutendo a fatica,piangendo finalmente nella stretta delluomo che non era suo padre ma che glifaceva ricordare un gesto che mancava dalla sua memoria da anni.

Lo devifare, Draco sussurr Amos al ragazzo che piangeva Rendila felice come non homai potuto fare guadagner il tempo che vi serve.

Si stacc daDraco con un sorriso mesto, prendendo per i polsi Helena e facendola rialzarein piedi come una bambolina di stracci. Il capo della ragazza and gi propriocome quello di un giocattolo inanimato, solo il braccio che reggeva Serenityera saldo. Le accarezz i capelli ricci e le baci la fronte, ripet lo stessogesto con maggiore cura e malinconia con la neonata figlia.

Sii felice,Helena perdonami, se puoi.

Aquelle parole, Helena alz lo sguardo, piangendo, e si gett tra le suebraccia: Non hai niente da farti perdonare ! Nulla! Nulla! Perdonami tu! Io ti ho tradito tante di quelle volte che ti volevo solo fare delmale e tu invece perdonami Amos! . Luomo annu, accarezzandole ancorail capo, poi la sospinse delicatamente verso Draco: Andate via adesso!.

Un nuovoscoppio fece tremare la casa dalle fondamenta.

Passate daisotterranei vi porteranno fuori di qui furono le ultime parole che disseAmos prima di Smaterializzarsi fuori, sparendo con un leggero pop.

Pochi secondidopo, mentre Draco si caricava Helena sulle spalle e prendeva Serenity inbraccio, Amos Diggory moriva nella neve fresca, a pochi passi dai restidellalbero di Natale di sua moglie Daisy. Negli occhispenti per sempre, quellultima luce che sarebbe stata come un faro perritrovare i suoi cari.

Draco correvanei sotterranei, lumidit nel suo respiro affannato e terrorizzato, un barlumedi quel coraggio nella sua folle corsa, Helena continuava a piangere sulla suaschiena.

Era doloranteper il parto e ferita nellanima, le esplosioni fuori erano sempre pi forti epi vicine.

E Draco fecela cosa pi ovvia per proteggere la sua famiglia.

La deposedelicatamente per terra, la fece nascondere in una nicchia ben protetta e ledisse di aspettarlo l.

Lei lo guardpiangendo, mormorando solamente con una voce che aveva solo del perentorioordine: Devi tornare da me e da Serenity sono stata chiara?.

Lui annu,baciandola, e corse fuori.

Era appenauscito e si ritrov nellaria fredda della notte, pronto ad affrontare iMangiamorte, ora per vivere accanto ad Helena e Serenity.

Era appenauscito che Pucey e Montague fecero esplodere la casadalle fondamenta.

Era appenauscito che il castello dei Diggory fu avvolto dalle fiamme, non risparmiandonulla.

Era appenauscito che Helena Jasmine Greengrass, che sarebbe sempre stata in Diggory e maiin Malfoy, moriva senza lasciare traccia, senza nemmeno un corpo da piangere,arso mentre proteggeva la sua bambina.

Era appenauscito che un urlo di dolore, come quello di un animale ferito, squarci lariacolma di neve, mentre i Mangiamorte ruggivano di trionfo smaterializzandosilontano.

Sotto quellaneve, in quelle lingue di fuoco, bruci la sola cosa rimasta ancora in vita diDraco Lucius Malfoy.

Il suo cuore.

Non ce la faccio, non possotrattenermi. Dimentico ogni cosa, correndo verso di lui che si accascia perterra, la mano che scivola lentamente sulla superficie fredda dello specchio,con uno stridio sordo e fastidioso. Cado per terra davanti a lui e lo abbraccioforte, stringendolo forte tra le mie braccia, le lacrime di un lutto che avevo intuitoe di cui, sebbene non possa provarne il dolore, sento la lacerazione che prova Draco,dentro di me, come se mi appartenesse da sempre. Le sue braccia mi stringonoalla vita, io ancora in ginocchio e lui seduto per terra, mi attira forte versodi s, aggrappandosi con tutte le sue forze residue a me, come se fossi il solovessillo rimasto nel suo mondo che si arrende e mostra bandiera bianca aldolore di cui piena la sua vita.

Non stata colpa tuasussurro, stringendolo ed indovinando quello che deveessere il suo tormento costante, le sue mani sulla mia schiena sussultano etremano, aprendosi piano. Nella sola occasione che, forse, in tutta la mia e lasua vita mi sar data di toccarlo ancora, appoggio la mano sulla sua testa,accarezzandogli delicatamente i capelli biondi.

Solo nel mio cuore, so esistenteun fremito ricolmo di passione nefasta, ma da fuori so che sembra che lo stia consolando come si fa con un bambino.

Semplicemente con tenerezza. Noncon amore.

Amore. Non con enorme amore che si deflagra implacabiletra i miei organi, incatenando il respiro, sciogliendo il pensiero e invadendoil cuore.

Hermione io avrei potutosalvarla Amos io glielo avevo promesso bisbiglia dolorosamente, le parolesoffocate contro il mio petto, il suo respiro caldo che si insinuasotto i miei vestiti, facendomi rabbrividire.

Stacco faticosamente il suo visoda me, prendendolo tra le mie mani e guardandolo in viso con feroce decisione: Guardami , Draco.

I suoi occhi, lucidi eppureasciutti, come chi ormai non sa nemmeno che senso abbia piangere ancora, miguardano con doloroso rimorso.

Pucey e Montague lhanno uccisanon tu ripeto con voce decisa, tirando su con il naso. Il suo dolore unoverdose, che mi hanno iniettato direttamente nelle vene e che si sostituita al mio stesso sangue, lasciandomi nellagonia lenta di sapere la miamorte vicina. Non credo di essere mai stata cos male per una cosa che non miriguardasse da vicino come se oramai tra i sentimenti di Draco e i miei, cifosse una specie di rovinosa osmosi, una parete sottilissima e piccolissima chesi frappone tra me e lui, confini nel tempo scolpiti e delimitati con selvaggiaostinazione, e che oggi sono meno che nulla.

Sono lui e lui me o forse sono solo io che sono diventata meno che niente, e lui che haassorbito il mio cuore.

Lui esiste sempre per intero.Sono io che non esisto pi.

Mi sono fuggiti quella nottecontinua Draco con un filo di voce Ed anche altre volte tante volte non sono riuscito nemmeno.

La Hermione checonoscevo, lo avrebbe dissuaso, dicendo che la vendetta inutile e che tisporca solamente lanima.

Assomiglia alla giustizia, ma inrealt ne solo una copia malriuscita.

Ma oggi, pi chemai, non so nemmeno io chi sono. Sono semplicemente nelle parole che vannodalla mia bocca al suo orecchio.

Ce la farai un giorno litroverai.

Non ci credo che tu labbiadetto commenta quasi con un sorriso, le mie ginocchia che si piegano, ricadoalla sua stessa altezza, i suoi occhi, velluto soffice di nuvola.

Nemmeno io.

Ho una cattiva influenza su dite, Granger.

Lo credo anche io.

Saresti stata una perfettaSerpeverde, in fondo mi dice con malinconia, e trovo che sia il pi grande complimento che mi avrebbe potuto fare nella vita.

Sono infida, meschina edoppiogiochista? blatero sarcasticamente, cercando di mantenere il miocontegno solito che mi imporrebbe di vedere solo condisprezzo laggettivo Serpeverde associato alla mia persona. E lui come secapisse che non ci credo nemmeno io non mi segue nel mio moto ironico,rispondendomi a tono.

Sembra persino pensarci un po,mentre si alza in piedi e ritorna in s, invitandomi silenziosamente a farealtrettanto.

solo quando tocca lo specchioche riprende a vorticare di immagini sconosciute chemi arriva la sua risposta.

Non saresti mai in grado diessere infida, meschina e doppiogiochista saresti stata semplicementelorgoglio di essere quella che sei, come ogni Serpeverde anche quando questovada contro ogni sentimento comune non sei lincarnata ed inquadrata virt dei Grifondorotu sei la forza caparbia e testarda di esseresempre quella che sei e questo non dei Grifondoro dei Serpeverde nostra o meglio, mia .

Vuoi dire che non siamo maistati cos diversi come abbiamo sempre creduto? commento fiocamente.

La sua risposta si perde nei suoiocchi che ora guardano solamente lo specchio.

La sua risposta solo un accennoallins delle sue labbra, subito sedato da unombra scura nella suaespressione.

La sua risposta viene soffocata immediatamente dallesigenza cupa che iocontinui a vedere.

E, improvvisamente, mentre leimmagini riprendono, afferro solo per un attimo quanto terrore abbia di quellarisposta.

Tac.Tac. Tac.

Semprequel rumore nelle orecchie, consolazione del suo ripetersi ed ossessione del desiderio di risentirlo.

Dracopotrebbe riassumere le sue ultime tre settimane dalla morte di Amos ed Helena, in quel suono metallico. Ci avrebbe aggiunto, almassimo, il respiro di Serenity, la bambina bionda che dormiva accanto a lui,disteso sul letto dellappartamento di Lancaster Road .Serenity aveva paura di piangere, cos sembrava da quella notte in cui perpoco aveva scampato la morte, Serenity non piangeva mai.

Comese sapesse come se anche Serenity, con la sua esperienza di vita di sole tresettimane, breve eppure gi pesantissima, sapesse che non valesse la penapiangere per nulla, se non per la morte dei suoi genitori.

Ma,siccome la sua mente era ancora troppo piccola ed ingenua per ricordarli, nella mancanza di quel dolore, non piangeva affatto.

Tac.Tac. Tac.

Ilfermaglio a forma di libellula, si apr ancora con quel suono freddo, liberandosolo per qualche secondo la voce di Helena, impressa per sempre l nellultimospasmo di vita che le era rimasto.

Logett lontano, con rabbioso dolore, e quello si apr lo stesso. Tac.

Nonfece in tempo a correre per richiuderlo. Lei parl di nuovo. Solo parole. Leultime. Nemmeno profumo o occhi o labbra o mani . Soloparole di una voce che stava morendo.

Siblocc, ed Helena parl di nuovo da quel fermaglio cheera rimasto stretto nella manina di Serenity, quando laveva ritrovata illesa,mentre di sua madre non cera traccia.

Volatanella morte, come la farfalla che era stata in vita lasciando alle sue spallesolo quel messaggio silente, per lui, nella mano di sua figlia.

Dracosi accasci piangendo, ascoltando ancora il testamento di Helena che risuonnelle pareti della sua stanza.

Tac.

Draco, io ti amo. Ti ho sempre amato, probabilmente dal primo giornoin cui ti ho visto, quella sera di dicembre che Amos ti port a casa nostra.

Non so se te lho mai dimostrato pienamente, se ilmio essere cos maledettamente egoista e codarda non ti abbia sempreprivato dellamore di cui davvero avresti dovuto avere bisogno. Non mi hai mai avuta del tutto, sono sempre stata in bilico tra te edAmos. E mai, mai, mai ti ho fatto pensare di essere davverola scelta tra te e lui. Ma lo sei. Lo sei, Draco,amore mio. Lo sei sempre stato.

Per questo, Draco, vivi, vivi ancheper me . Ed ama anche per me. Questa la primacosa che riesco a dirti e che riesco a pensare.

Draco, ama, non c niente che valga la pena di fare a questo mondo,davvero, se non amare con tutto il cuore qualcuno. Nemmeno il nostro odio, lanostra rabbia, il nostro rancore e il nostro dolore, che sadicamente ci siamosempre inflitti dentro, credendo di meritarli davvero, valgono quanto amare qualcuno con tutte le forze, proteggerlo, sostenerlo e renderlo fierodi noi. Apri il tuo cuore allamore, Draco, aprilo alla donna che destinata apossederlo. So che esiste. So che c. Nonero io, Draco. Se lo fossi stata, ti avrei reso la vita e la gioia che ti sono state negate, non ti avrei gettato ulteriore dolore etormento, provenienti solo da me. Lei, invece, la donna della tua vita, canceller queldolore e tormento dentro di te, semplicemente e tu lasciala fare, non averepaura.

Sii quello che sei, nonmentire pi, non nasconderti pi. Non c amore pi puro e perfetto di amare chi siamo davvero, e non ombre sotto falso nome,come abbiamo fatto noi. Amala Draco epi di quanto tu abbia fatto con me. Anzi, non di pi o di meno ma in un modocos unico e speciale che lei non debba mai pensare a me e soffrirne.

Non farla soffrire per me, Draco, non riversarle addossoqualcosa di cui non ha colpa. Non essere me. Per quanto tu ci riesca, Draco, dimenticati di me. O perlomenodimenticati dellamore che provavamo.

Vivi e vai avanti, scordandolo. Perch solo cos andrai avanti,amore mio io ti protegger da ogni parte dell Universo dove finir. Per sempre.

Protegger per sempre te, lei e Serenity, ovviamente. La miabambina. Mia figlia.

Dio mio, cos ingiusto la mia bambina non la vedr crescere,mai. Non sapr nemmeno chi sono no, non ce la posso fare mio Dio, non ce laposso fare

Sto per morire, Draco, lo so quindi per favore, ascolta le mieparole.

Proteggi mia figlia e fai che sia la serenit di cui porta il nome.Sono certa che troverai una donna che sia anche una mamma per lei, fai che laami come io non ho mai potuto fare e che non le facciamai rimpiangere di non avermi avuto. Draco,parla a Serenity di me quando sar il momento, quando potr capire nonomettere nulla, dille e raccontale tutta la verit. Chi sono stata davvero e ilbene che volevo a suo padre e lamore che provavo per te. E dille che la amo,da morire, che lho sempre amata e che sempre la amer .Che si fidi sempre di s stessa, che sappia di poteressere sempre quella che vuole e che crede, e che possa essere la donnamigliore del mondo quando crescer e che abbia sogni, Draco. Immensi, grandi,colorati, e che lotti tutta la vita per realizzarli come io non ho mai avuto il coraggio di fare. Sia forte nella strada della vita, cheabbia sempre amici che la sostengono ed aiutano e cheami, Draco, ami anche lei con tutta la forza che ci vuole vivendo. Perch amare vivere, Draco, mai come ora ne sono certa.

Vorrei che fossi per lei un padre, Draco, ma so di non potertelochiedere. Ho solo una cosa da chiederti.

Che sia babbana, Draco, che non cresca nel nostro mondo ti prego,Draco, che non sia mai una strega. Le faranno quello che hanno fatto a me. I Greengrass non la lascerebbero mai in pace, edio non voglio che accada. Loro non sapevano che ero incinta, avevo detto adAmos che volevo aspettare che Serenity nascesse, avevo finto una scaramanziaassurda nellipotesi che la gravidanza andasse male, ma in realt cercavo diprendere tempo. Sapevo che avrebbero avanzato delle pretese su di lei specie, dopo chehanno scoperto della mia doppia vita. Non so come abbiano fatto, e non te lhodetto perch in fondo non era importante ma mi hanno cancellato dalla famiglia.

Ma Serenity lei una Purosangue, figlia di Amos Diggory, destinata ad una rendita e patrimonio inimmaginabili. Sicumuleranno su di lei i patrimoni di quel casato che ormai, dopo Amos, estinto.

La sfrutteranno Draco, che non lo sappiano mai non avendo Amos deiparenti ancora in vita, la affideranno a loro. Tu perlei, non sei un parente, anche se, dopo Amos, sei forse la persona pi vicina ad un padre che lei abbia.

Solo per poco, lo sappiamo entrambi, Serenity non tua, nostrafiglia.

Ti prego Draco... rendilababbana, bloccale i poteri, qualsiasi cosa ma che sia babbana. Che sia libera.In quel mondo, con te, io ho vissuto i momenti pi belli della mia vita evoglio che anche Serenity conosca questa gioia

Ti prego, Draco, la sola cosa che ti chiedo davvero.

Iltestamento di Helena terminava cos. Con un respiro un popi forte . Lultimo.

Helenamoriva cos. E lui non sapeva nemmeno che altre parole avrebbe voluto, in fondocera tutto ma era solo quel pesante respiro che sentiva nelle orecchie. Sempre.Ogni giorno, ogni notte, sempre.

Tac.

Equel respiro.

Soli,a riempire quel vuoto in testa. Assieme alle parole su Serenity. Ora sapevasolo pensare alla parte su di lei a quella su s stesso, Draco non prestava la bench attenzione, considerandola assurda. Leiparlava di amare ancora e lui invece ora viveva solo per Serenity. Che spazioci sarebbe stato per lamore in tutto questo? Nulla. E nemmeno lo voleva.

Oracapiva Amos che sorrideva ad un dipinto animato insalotto con le fattezze di Daisy Diggory un giorno, avrebbe finito anche luiil quadro di Helena di cui ora aveva solo gli occhi, rendendolo vivo.

Rendendolola sola cosa viva, dopo Serenity, rimasta nella sua vita, si sarebbe perso persempre in esso, finendo di morire e restando sufficientemente esistente nellaparte in cui doveva.

Solo,per proteggere Serenity, garantire che restasse babbana e che i Greengrass nonsapessero di lei.

Epoi, appena avesse affidato Serenity a qualcuno che lo meritasse dato che era pi che mai convinto che uno come lui nonavrebbe mai potuto farle da padre, restava una sola cosa nella lista.

Pucey.Montague.

E,allora, finalmente poteva morire.

Chiusegli occhi, stanco, prese da terra il fermaglio di Helena richiudendolo ancora.Tac.

Lonascose in un cassetto della sua scrivania, chiudendolo a chiave, in modo cheSerenity non lo potesse trovare quando fosse diventata abbastanza grande dacapirne il contenuto ma troppo piccola per comprenderne lautentico significato. Si avvicin a lei, che dormiva ancora sul suo letto,pancia in gi, e le accarezz la testa con un sorriso lieve.

Lasua vita, mai come in quel momento, era Serenity. Fin quando la piccola avesseavuto bisogno di lui, Draco sarebbe rimasto vivo, o perlomeno vivo dacamminare, muoversi e parlare.

Peril resto, Draco oramai era un essere putrefatto dal dolore, dallodio e dallacolpa.

Stavaper mettere Serenity nella sua culla, quando un rumore nel soggiorno attir lasua attenzione. Pop. Qualcuno si era Smaterializzato.

Dracosospir profondamente, prese Serenity e la poggi nella sua culla. Considerandogli incantesimi che cerano nella stanza e che impedivano qualsiasiSmaterializzazione, poteva essere solo una persona.

Lasola che non voleva vedere in quel momento. E la pi assurda che, anni fa,avrebbe immaginato come soggetto privilegiato nel poterlo raggiungere inqualsiasi momento.

Malfoy!url la voce con tono autoritario e severo So che sei in casa, quindi non farefinta che non ci sei!.

Dracosospir ancora rumorosamente e si trascin pigramente in salotto, era solo perquella patina di tristezza, che oramai gli era tipica,che non strascin i piedi per terra ironicamente, come un bambino dispettoso.

Potterera in piedi, le spalle alla finestra e le braccia conserte, in attesa. Erapalesemente spazientito. Aveva laria stanca, come ogni volta che lo vedeva, latipica espressione da Potter, quello che aveva sempre dovuto portare da solo ilpeso dellumanit come Eroe del Mondo Magico. A questo si era aggiunta lastanchezza di essere adesso anche il Ministro della Magia, oltre che essere ilsolo depositario dei grandi segreti di Draco Malfoy. Se Draco lo avesse pensato anni prima, probabilmente si sarebbe messo aridere ma ora quel misto di ammirazione e di invidia che aveva sempre provatoper lui, lo aveva reso dipendente da Potter pi che da ogni altra persona almondo. Certo, anche Blaise e Pansy sapevano che era vivo ma il solo chesapesse di Serenity, era lui.

Perch?Si chiese Draco. Perch si era fidato di lui?

Semplice.Aveva messo la sua vita e quella di Serenity nelle mani di Harry, perch leconsiderava le pi adatte allo scopo.

Erarimasto ore nei sotterranei anneriti dallesplosione, nelle fondamenta delcastello distrutto dei Diggory, Serenity in braccio che piangeva e il fermagliodi Helena nelle mani.

Alleprime luci dellalba, si era stagliata nellaurora la sagoma di Harry Potter,apparentemente solo, anche se fuori si sentiva il vociare degli Auror, cosa chemai come in quel momento, feriva le orecchie di Draco.

Loaveva preso per un braccio, aiutandolo ad alzarsi, elui come un automa aveva obbedito, poi lo aveva condotto lontano, in unappartamento che non conosceva.

Avevafatto chiamare una donna che si prendesse cura di Serenity, e che portasse alui di mangiare. Gli aveva intimato di restare nascosto, e lui, senza forze, aveva obbedito, trascorrendo le ore a letto e ignorandopersino la vista ormai insopportabile di Serenity per la somiglianza con suamadre.

Siera persino occupato, dopo suo esplicito consenso, di inscenare la sua morte,nel rogo di Malfoy Manor, causato da un incidente con un drago, oltre atumulare in gran segreto Amos ed Helena.

Avevapreferito fare in questo modo, per depistare i Mangiamorte ancora sulle suetracce, decidendo di dare lannuncio della loro morte solo qualche mese dopo,in modo che fosse escluso qualsiasi collegamento tra loro e la sua presuntamorte. In fondo, solo i Greengrass avevano interesse a sapere ci ma nonparlavano con la primogenita da tempo , quindi una suamancanza di contatti non avrebbe destato sospetti.

Potteraveva anche accettato che Draco tenesse con s Serenity. Lo aveva chiamato unrisarcimento per la fine dei suoi, e Draco, sebbene non ne volesse e nemmenosentisse di meritarlo appieno, accett di buon grado.

Harry si impegn quindi a tenere nascosti entrambi, daiGreengrass e dal resto del mondo magico.

Inoltre,e di questo Draco era maggiormente grato anche se nonlavrebbe mai ammesso, Harry, al momento, semplicemente pensava al posto suo.

Luiera incapace di farlo. Era incapace di fare qualsiasi cosa.

Sisedette stancamente sul divano ed Harry lo imit,senza aspettare un suo invito, mentre Draco guardava in modo malinconico fuoridalla finestra. Gli occhi grigi si eclissarono per un attimo, ricordandoHelena.

Cercandodi non ripensare ancora a lei, chiese sgarbatamente al Ministro che cosavolesse, visto che non parlava ma sembrava smanioso didirgli qualcosa. Semplicemente sembrava che non sapesse da dove iniziare.

Potter sospir e chiese: Hai sistemato le cose ? Stai mettendo a punto la tua identit babbana?.

Dracoannu, senza troppa convinzione, ed aggiunsesolamente: Il Petite Peste il locale che aveva rilevato Helena due anni fa eche voleva gestire, una volta finita la carriera di modella... lo avevamoaffidato ad un ragazzo fino a quando era incinta, Seth Green riprendersemplicemente la mia qualifica e ci andr pi volte di quanto facessi prima.

Ottimo.

Probabilmentevender anche questappartamento comment laconicamente Draco, guardando lepareti Ed andr a vivere l non credo di sopportarnepi la vista.

Capiscosoggiunse Harry a disagio, incrociando le braccia al petto Sbloccher partedei tuoi beni e la convertir mensilmente in sterline cos non dovresti avereproblemi.

Questecose le so gi Potter cosa c di nuovo che nonriesci a dire? lo interruppe Draco bruscamente.

Harrytrasal, spalancando i grandi occhi verdi. Sorrise tra s e s, anche luivagamente sorpreso del legame inconcepibile che ora legava i loro destini.

Ricordgli anni di scuola e quanto lo aveva odiato, e si chiese, in fondo, che cosafosse cambiato. Lui, Harry, era sempre lo stesso.

Presoda mille problemi e pensieri, forse pi grandi di lui. Sempre innamorato dellastessa donna. Sempre gli stessi amici, sebbene di uno oramai non avesse quasipi notizie. Lei, Hermione.

Ma , nello sguardo di Harry Potter, dopo queipensieri si lesse la verit innegabile. Lui era sempre lo stesso.

Tecnicamentee praticamente , invece, Draco Malfoy, il suo acerrimonemico non esisteva pi. Davanti a lui, sedeva un manichino con le suefattezze, ma vuoto dentro di ogni pensiero, ricordo o volizione.

Finalmente,Harry si decise con un sospiro seccato a raccontare la spiacevole novitaccadutagli.

AstoriaGreengrass aveva scoperto tutto di lui, di Serenity e del fatto che vivesse dababbano.

Nonsi sa in quale modo ci fosse riuscita, probabilmente collegando la vita babbanadella sorella e lui evidentemente nelle rare volte in cui si erano visti,aveva intuito che tra lui ed Helena cera qualcosa. Ed aveva scoperto tutto. Voleva che lui onorasse la vecchiapromessa tra le loro famiglie e che la sposasse altrimenti avrebbe rivelatolesistenza di Serenity ai suoi. Voleva che si legassero con una PromissioGemina con Potter come garante, in modo da legare il patto alla figura dimaggiore autorit del mondo magico.

Dracochiuse gli occhi per un attimo, se ne fregava ovviamente di tutto, anche disposare Astoria. La sciocca non capiva che, facendolo ritornare nel mondo dellaMagia, probabilmente i Mangiamorte lavrebbero cercato ed ucciso, assieme a lei. La sua cotta idiota per lui, lavrebbe messa in pericoloal pari di Helena. Ma se non lo capiva, erano soloaffari suoi.

Alui importava solo di difendere Serenity. Era la sola promessa ad Helena che era rimasta in piedi e che non avrebbe maiinfranto.

Accett,ma chiese tempo.

Setteanni.

Davivere come Danny Ryan. Da babbano, sarebbe stato pi facile trovare Pucey eMontague se erano convinti che era morto . Ed ucciderli.

Intanto,Serenity sarebbe cresciuta, sarebbe stata in grado di conoscere la verit eallora lavrebbe affidata ad una famiglia babbana chemeritasse di averla.

E,magari, avrebbe trovato anche un modo per sbarazzarsi di Astoria, una voltanascosta Serenity.

Altrimenti,lavrebbe sposata, sarebbe stato seccante, ma sapeva che in quel caso avrebberoavuto vita breve assieme.

Astoria,inorgoglita dalla possibilit di diventare una Malfoy, accett senza pensieri,anche con le clausole aberranti di essere una babbana per sette anni.

Anchecon la clausola di diventare Summer Breeze Layton e di vivere al 76 di Lancaster Road. Anche con la clausola che Serenitydoveva essere protetta anche da lei, in modo che non mostrasse mai i segnidella magia.

AdAstoria, interessava solo diventare la signora Malfoy e sposare Draco, il suounico amore. Il suo era un sentimento effimero ed utilitaristico come pochi, ma si era aggrappata ad esso con tutte le sue forze,nello sfacelo della sua famiglia e della ricchezza e del prestigio, nemmenoriparati dal matrimonio di Helena o da quello previsto di Daphne.

Infondo, nessuno era i Malfoy.

Ed in fondo, il valore di una donna si vededallanello che porta.

Celebrarono la Promissio Gemina ,alla presenza di Potter. Quella sarebbe stata lultima volta che Dracolavrebbe visto prima che

Improvvisamente Draco, in curiosocontrosenso con tutto quello che ha fatto fino ad ora e che mi ha fattosoffrire enormemente, cerca di strapparmi dallo specchio e da un nuovo ricordoche sta affiorando, assolutamente involontario. Perch? Non mi ha gi fattovedere tutto quello che di peggio potesse esistere per me?

Mi artiglio allo specchio con tutte lemie forze, curiosa, con una speranza assurda che quel ricordo celatogoffamente, sia qualcosa che mi porti almeno un po diristoro dal peso che avverto dentro.

Limmagine resta ferma, sono Harry eDraco nella sua stanza al Petite Peste. I loro abiti, il lorocomportamento la data sul calendario

Una settimana dopo la luna nuova. Ioquindi sono ancora in coma nella stanza accanto ilmomento del loro incontro, quando Ginny ha pensato che Harry fosse andato acancellare la memoria a Danny Ryan. Ma in cui invecedovevano aver parlato di qualcosaltro erano stati sempre stati sibillini, nonmi avevano mai detto nulla, nessuno dei due. Anzi, solo una cosa

Almomento, per la prima volta nella vita, io e Potter una cosa in comune ce l abbiamo te

Iohanno parlato di me per quello non vuole che veda questo ricordo

Faccio forza sullo specchio con tutta la miavolont, so che, se fossimo fuori da questo Pensatoio, lui sarebbe pi forte dime. Ma qui, conta solo la volont e la mia ora evidentemente pi forte della sua. Riesce ad escludermi le immagini, restano fisse in quel flash di loro due che parlano, male parole no quelle no

Quelle no le intendo benissimo

Ed l che mi si spezza il cuore, davvero, anchese credevo che si fosse spezzato prima, mentre lo guardavo con Helena.

Quello non era ancora niente