Sinners purify sin
Sinners purify sin
Capitolo 29 Sinners purify sinCapitolo29 Sinners purify sin
Ricordo di aver letto una volta che il diamante la pietra dei matrimoni, perch quella pi dura e solida. Quella che, sipresuppone, non si dovrebbe scheggiare mai.
Non si dovrebbe incrinare, piegare, rompere inalcuna ragionevole maniera.
La realt, per, non un reticolo cristallinodi atomi di carbonio. Non che questa sia una novit, anzi.
Lho sempre saputo, non lho ignorato nemmenoper un attimo della mia vita. O meglio, la vita stessa non mi ha permesso diignorare questa cosa.
fatto di carne e sangue, un matrimonio.Pertanto, debole, friabile, attaccabile da qualsiasi morbo che attenti allasua funzionalit fisiologica.
Si insinuano presto le malattie, in unmatrimonio. Allinizio, sono deboli ed isteriche come un raffreddore, poi sicronicizzano, accompagnate da un endemico silenzio.
E diventano incurabili.
Ci si convive, come con qualunque cosa. Si vaavanti, si assumono palliativi, ci si riempie delle cure del caso. Si urla almiracolo e alla risoluzione di ogni problema, quando una nuova medicina,corroborata da medici dellultima ora, viene immessa sul mercato.
Si spia lo stato di salute delle altre coppie,ci si dice che non si in quelle condizioni, ci si d di gomito, guardando le metastasidegli altri, mentre si dissolve un altro diamante, sigillo di un amore eternofinch dura.
Ho sempre odiato tutto questo sfacelo, lovedevo nei miei, che pure si amavano. Mi ero progressivamente convinta che fosseuna cosa naturale, un decorso sistematico ed inevitabile, e, testarda, dicevoche non ne avrei mai fatto parte. Non mi sarei mai sposata.
Che senso mai avrebbe avuto?
Pranzi di Natale ipocriti, coperti dallapolvere di rapporti formali. Stessa cosa per decine di altre ricorrenze.
Il matrimonio mi ha sempre terrorizzato, anchese, come qualsiasi altra donna sulla faccia della Terra, ci ho semprefantasticato sopra. Ma forse, pi su quel giorno da vivere come unaprincipessa, piuttosto che su quello che sarebbe successo dopo. Perch, scrollatidi dosso i chicchi di riso e deposti i confetti, la sposa veniva deposta dallebraccia del suo sposo e si trovava davanti la vista di una nuova casa, pregnadellodore di vernice fresca e foriera di promesse presto dissolte.
La fantasia del mio giorno ideale, includevame, il mio futuro marito, i miei testimoni, ed una spiaggia al tramonto, comequella dove trascorro le mie attuali giornate.
Niente pranzi luculliani tra parenti serpenti efalsi amici.
Quando arrivato il mio momento, anche solo perun attimo, io ho sognato quel giorno. Vorticava come allinterno di una sferadi cristallo, tipica di una fattucchiera.
E vedevo chiaramente chi volevo che ci fosse. Imiei, Harry, Ginny, Seth e il personale del Petite Peste, Helder, ovviamenteSerenity.
Ma stata una fantasia fugace, repentina, comese temessi di guardare in quella sfera come quando andavo a Divinazione ed stato il pi grande errore della mia vita.
La vita ha sempre un senso dellironia sottilee perverso. E mi ha concesso il matrimonio intimo che volevo.
Mi ha concesso Helder ed Harry e ha esclusogli altri invitati.
Mi ha concesso laria tranquilla che volevo maha escluso la spiaggia al tramonto. Mi ha dato una chiesa gotica in una notte piovosadi febbraio.
E mi ha concesso anche di avere un figlio allacerimonia ma un figlio non nato, ancora nel mio ventre per pochi giorni. Ed haescluso la figlia nata da unaltra madre.
Ma soprattutto ha escluso il solo che avreivisto al mio fianco come marito, sebbene lo avessi negato fino alla morte.
Il mio matrimonio, oggi, una macchinaperfetta. Oliata, rodata, ben funzionante.
Fa invidia, desta stupore, ha lodore dibiscotti fatti in casa e di risate trattenute alla vista di estranei.
Scorre nelle mani unite mie e di mio marito chefanno volteggiare Alex che ride contento.
Mi guardo lanulare sinistro, dove sottileluccica nel sole del primo mattino il cerchio doro giallo che mi candida comemoglie.
Sopra di esso, un altro cerchio dello stessocolore regge una pietra piccola di colore rosso. Non un diamante.
Lo scelse mio marito, oramai cinque anni fa.Disse che era perfetta per me e, forse, oggettivamente gli diedi anche ragione.Ma sapevo che era il solito modo per legarmi a lui tramite un colore, un suono,un odore. Un qualsiasi cosa che stabilisse il filo rosso spezzato.
Difatti, non fece cenno ai diamanti. Forsedisse che costavano troppo, o forse disse che erano antiquati. O forse nondisse davvero nulla.
E, forse, quel suo silenzio fu, come sempre,manna dal cielo, perch meno parole cercava, pi cose potevo ignorare. Ofingere di ignorare.
E lui lo stesso.
il regalo pi bello che ci siamo fatti, inquesti cinque anni. Parole luccicanti e sterili, silenzi pesanti e vitali.
Guardo il suo anello, luccica come una gocciadi sangue, resa di cristallo scarlatto. Lo sfilo, trattenendolo nella mia mano.
Cerco nelle mie tasche e trovo il compagnodella mia fede nuziale. O meglio quello che sarebbe dovuto essere il suocompagno e che, chiss per quale astruso motivo, ho ancora io.
O meglio per chiss che ironia della mia vita,ho ancora io.
Ci ho pensato spesso a questa cosa, specie quelgiorno, quando, dopo quasi un anno dal giorno che mi ha rovinato la vita, midecisi a fare il cambio di stagione, cercando indumenti pi chiari e leggeriper lestate che iniziava, sperando che avessi ancora qualcosa che mi andassedopo essere diventata mamma di Alex.
E lanello era esattamente dove lavevolasciato. Dopo tutto quel tempo e dopo tutto quello che era successo era ancoranella tasca del mio cardigan azzurro.
Lo stesso che, nella fretta, avevo indossatoquel giorno.
Chiss se Draco lha mai cercato e chiss seavrebbe voluto trovarlo, perch aveva unaltra mano pi docile della mia, a cuifarlo indossare.
Quel giorno, quando lo ritrovai il dolore miottenebrava ancora la mente, e ferivo mio marito di rancore inconscio, e miofiglio di malinconica cura negletta.
Con rabbia, pensai che ce lavevo ancora io,semplicemente perch mi era destinato. Era il mio destino averlo.
Ora, dopo cinque anni, in cui il miofantomatico destino ha perso la strada di casa, penso solo che sia un caso.
cos labile la linea tra destino e caso, trafato e coincidenza, che ne sposto spesso largine a seconda della giornata edel momento.
Protetta dal silenzio della spiaggia e dallamancanza di persone, infilo lanello al dito delle promesse. Anulare sinistro.Poco sopra la fede.
Scintilla il diamante, come se fosse una stellanel primo sbocciare della sera. E, per un momento, penso quasi che centriancora il destino.
un anello sfortunato, un anello destinatoad essere sempre nascosto lanello dei matrimoni che sarebbero perfetti, ma acui manca qualcosa.
Lanello dei matrimoni che non sono reali.
Lanello del matrimonio tra Narcissa e LuciusMalfoy. Forse falso, e comunque finito prematuramente.
Lanello del matrimonio tra Danny Ryan e RachelLeigh. Falso, perch di due persone mai realmente esistite.
ed infine lanello del matrimonio traHermione Jane Granger e Draco Lucius Malfoy.
E non ho nemmeno alcun aggettivo da poterciaggiungere.
E questa, se possibile, la cosa peggiore tratutte.
Lacqua nera, scura, vischiosa. Qualcosa mi tocca la caviglia, mentre affondo ancorapi in profondit. Anche se lincantesimo mi consentisse di fare qualcosa, probabilmentenon potrei nemmeno troppo densa lacqua per essere tale, troppo gelida, tropposcura.
Ilvestito zuppo che si apre come una medusa, il ghiaccio prima nelle vene e poinei polmoni, le mani inutilmente tese verso qualcosa. Lasfissia.
Morire.
Fluttuarein quel pensiero, stanca di qualsiasi cosa. Inutile respirare ed inutile edimpossibile ogni altra cosa.
Dolcenaufragare in questo mare chi era che lo diceva?
Nonimporta. Chiudo gli occhi.
Ilsapore della torta alla fragola.
Ilcolore del mare di gennaio.
Lodoredi un libro appena comprato.
Ilgraffiare di una penna su una pergamena.
Laleggerezza cartacea delle ali di una farfalla.
Serenity. Seth. April. Harry. Ginny. Helder. Mia madre.Mio padre.
ci che amo
DracoDraco Draco
Caldoalla mano, strattone, dolore alle braccia attraversate da fitte. Acqua scorrenelle orecchie, mentre scivolo in direzione opposta.
Qualcosaltroche mi tocca velocemente, mentre come se sfuggissi via.
Impattoviolento con laria. Ancora pi gelo, dita ghiacciate tamburellano sulla miatesta.
Scrosciodacqua. Strattoni.
Vento,ancora pi freddo, pelle doca e brividi.
Qualcosadi compatto sotto la schiena. Gli occhi chiusi, riesco a tossire acqua.Ossigeno cercato riprende a circolare nei polmoni.
Lagola raschia come se ci strofinassi sopra carta vetrata. Rischio di soffocareadesso, pi che prima. Forse sanguina.
Vengosollevata di peso. Calore, lieve, lontano, soffuso come quello prodotto da unatremula candela.
Bracciache mi cingono. Il profumo diDraco.
Altrevoci. Concitazione.
Cadodolcemente nel velluto nero di un sonno profondo cento anni.
La prima cosa chesento, appena sento di essere di nuovo cosciente, il freddo.
Intenso, pungente, anchese mi sembra di non sentire pi i miei vestiti bagnati. come se fosse interno . Un gelo interno .
I miei capelli lisento ancora umidi, si attaccano al collo, asciugandosi. Sicuramente, peressere oramai quasi asciutti, deve essere passato un bel po di tempo cerco diragionare, ma il freddo cos forte che a fatica mi trattengo dal battere identi.
Le labbra mibruciano, come se fossero scottate. Cerco disperatamente una fonte qualsiasi dicalore, ma le mie mani, mollemente abbandonate, non sono ancora in grado dimuoversi da sole. Primo, perch sembrano anche esse dei pezzi di ghiaccio,secondo perch sono ancora sotto effetto del maledetto controllo di Astoria,terzo, credo di essere cos debole che se anche lo facessi, ci morirei sulcolpo. Sotto la schiena, non avverto pi il pietrisco come prima anche se non soesattamente quanto tempo fa ma la sensazione di una superficie liscia,morbida, contro la schiena, probabilmente un letto, considerando che sono distesae che sento con una parte della mia pelle ancora in grado di sentire qualcosa,il fresco di un lenzuolo poggiato sul mio corpo, che per comunque non riesce ariscaldarmi.
Le mie riflessioniriprendono, come un fiume in piena, mentre, inspirando profondamente, sento ilcurioso ed inconsueto odore che mi circonda. Un profumo di donna, forte,carico, impossibile da ignorare. Sembra il profumo alla violetta che mettevasempre mia mamma.
Non sembra quello diAstoria ed a quel nome che i miei sensi ritornano improvvisamente vigili,anche se i miei occhi restano chiusi, come se fossero incollati e non riuscissia forzarli per aprirli.
Una scossa elettrica.
Nulla a che vederecon lei, ma ugualmente forte.
Draco.
Con le mie forzeresidue, faccio forza sui miei occhi per aprirli, ma riesco solamente asocchiuderli, non riuscendo ad identificare praticamente nulla dalla minuscolalama di luce che filtra alle mie pupille. Dietro le mie palpebre chiuse, non si affacciata alcuna luce aranciata quindi penso che sia ancora notte. Dalla miaesigua prospettiva, non riesco a vedere nulla, il panico mi avvolge come unmanto pesante e soffocante. Il pensiero che non ce labbia fatta, mi serra lagola, gemo silenziosamente, deglutendo. Posso fare solo questo, altrimentiurlerei e mi alzerei per cercarlo, dovunque mi trovo. Linsofferenza alla miaprigione silenziosa, mi fa tremare di frustrazione e dolore, il gelo chepenetra ancora pi profondamente nelle mie ossa.
Mi sembra evidente diessere al coperto, non sento rumori di qualunque tipo, solo qualche suonoattutito dalle pareti.
E, probabilmente,sono anche al sicuro. Ma non posso ragionevolmente sentirmi al sicuro, se nonlo sento, se non lo vedo. Dov Draco?
Improvvisamente, unbruciore inaudito sulla fronte, come se mi avessero messo del sale sulla feritache ho poco sopra locchio, tranne che sembra provenire da qualcosa di morbidoe contemporaneamente di bagnato che preme alternativamente sullescoriazione. Sembra lodore di un disinfettante facendoforza sugli occhi, cerco di aprirli del tutto, ma non c nulla da fare. Aparte loramai ben nota sensazione che il mio corpo non mi appartenga e chegalleggi in una collosa immensit, sento le membra cos deboli e fiacche chepersino il respiro diventato doloroso e faticoso. Ogni volta che il torace siabbassa e rialza, fitte acute mi raggiungono al cuore.
Forse sono in unospedale o al San Mungo ma non sarebbe cos silenzioso.
Nonmi interessa dove sono, perch continuo a chiedermelo?
Draco dove ,maledizione? Il ricordo di tutto ci che ci successo, non so esattamentequanto tempo fa, mi sommerge ad ondate. I particolari sono chiari, netti,vividi nei loro colori ed odori, ma sembra tutto cos assurdo forse ho sognato tuttola scoperta del suo sentimento perme, le bugie di Astoria, il suo piano per farci capitolare rabbrividisco,possibile che sia stato tutto reale?
Possibileche mi sia stato mostrato che Draco Lucius Malfoy innamorato di me, HermioneJane Granger?
Comediamine pu essere successo? impossibile
Il resto, stranamente,mi sembra pi reale, pi possibile il volo oltre la ringhiera, il lago,lacqua nei polmoni il freddo ritorna prepotente attorno a me, come se cifossi ancora dentro quel lago. Tremo a quel ricordo lacqua al solo pensiero,mi assalgono le vertigini e il panico. Epoi faccio fatica a ricordare ma certo, langelo biondo lui che si tuffa.
Sono certa di averlosentito sono certa che stato lui a salvarmi. Con un brivido, ricordo ilcalore del suo corpo contro il mio.
Il suo profumo erapenetrante come non mai stato prima ero certa di essere morta. E di esserefinita in Paradiso, anche se non potevo nemmeno muovermi o aprire gli occhi.Ero certa che fosse lui mi ha stretto e portato in salvo. E poi? Dov andato?
Possibile che miabbia abbandonato qui, dovunque sono, e se ne sia andato?
La paura che siaandata davvero cos, mi stringe il cuore in una morsa.
I gesti dellignotapersona che mi sta disinfettando la ferita, cessano allimprovviso, sentogettare lontano la garza che mi stava medicando e sento anche distintamentesbuffare la suddetta persona, mentre borbotta qualcosa a mezza bocca. Nonriesco ad intendere che cosa stia dicendo, ma non sembrano cose molto gentili ecarine. Che darei per aprire gli occhi, anche mezzo secondo, ma, nonostante nonsmetta di sforzarmi, non c modo che si decidano ad aprirsi. come sbattereripetutamente la testa contro un muro di cemento armato. Con il risultato chesono frastornata esattamente come se lo avessi fatto sul serio.
Improvvisamente, sentoil rumore distinto di una porta che si apre cigolando, e la persona che accanto a me, seduta sul letto, si alza. Il materasso infatti va su e gi,tornando al suo volume originario. La sento sbuffare ancora, ma la miaattenzione non gi pi rivolta nei suoi confronti.
Draco.
Sono diventata peggiodi un cane da tartufo, quando si tratta di lui.
Lapioggia nel mese di settembre, la terra che langue unintera stagione per ilcaldo e ritrova labbraccio umido dellacqua, rifiorita vivifica dal cielo.
Non lo posso vedere,non ha nemmeno parlato, eppure so che lui. Ne sento lincomparabile pienezzache avvolge gi la stanza, comprendendo anche me. Il nodo in gola che non mifaceva respirare, si disf, ispirandomi curiosamente a piangere per il sollievodi sentire che vivo, libero, accanto a me. E una sensazione cos primordialeed appagante che adombra tutto il resto, ogni domanda ed ogni pensiero. Mi fasentire come sempre una ragazzina al primo batticuore, ma, come sempre, non ciposso fare assolutamente nulla.
Oramai, non ci voglionemmeno fare nulla. Sia anche sconveniente, assurdo ed umiliante
Come una botta intesta, ricordo qualcosa. Un pensiero. Un mio pensiero. Di tanto tempo fa quando Dean mi lasci.
Sinda bambina, sognavo lamore senza aggettivi, quello passionale, intenso e, peruna come me, assolutamente illogico. E non importa se mi dovesse mandare incorto circuito il cervello, con mia grande ansia ed angoscia, ma basta che siacos grande, bello e meraviglioso che io non possa rimpiangere nulla di quelloche ho fatto o che sto per fare.
Se potessi sorridere,lo farei a pieni polmoni.
Lamore per Draco sempre stato illogico al punto tale da farmi creare uno Zahir per liberarmi delsuo pensiero.
Ed ora, oggi, dopotanto tempo e dopo tante negazioni, non mi interessa di lui. Davvero.
Fosse stato anche unmeraviglioso sogno sentirlo dire che mi ama, non mi importerebbe.
Sono solo felice disentirmi viva, per questo sentimento che mi squarcia il petto. Felice, sulserio. Di amarlo e che lui sia vivo.
Soffrire sempre meglio del niente.
Eforse c chi ha ragione a dire che meglio amare e perdere, che non amareaffatto. Ora ne capisco appieno il senso.
Valedavvero la pena essere innamorata di Draco Malfoy.
Come sta? come prevedevo, la sua voce a raggiungermi. vistosamente stanca e vibrante. Mi chiedoangosciosamente come stia.
Quando laltrapersona, quella che mi stava disinfettando le ferite, parla, ne riconosco lavoce, ma non riesco di primo acchito a distinguere distintamente a chiappartenga. una voce pastosa, di donna, abbastanza isterica nel tono.
Quando esattamente ho detto che mi interessadel suo stato di salute?. Ecco una che non mi sopporta. Chi diamine ? Lavoce la conosco ma non mi viene in mente dove lho sentita.
I passi di Dracorisuonano cupamente nella stanza silenziosa, si siede sul letto accanto a me,sospirando. Sento il peso del suo corpo sul materasso ed arrossisco nelsentirlo cos vicino, il calore del suo corpo cos percettibile che mi sembradi non sentire pi freddo, rovente il sangue che il cuore impazzito pompa nellevene.
Credo, quando ti seiricordata che mi vuoi tanto benerisponde a tono Draco, la stanchezza non cancella lironia della sua risposta.
Anche questo lho fatto, quando ?!!.
Quella una tuaamara consuetudine, Pansy.
Trasalgo nella miaimmobilit. Se fossi in grado di muovermi, lo picchierei a sangue con unavanga mi ha portato a casa di Pansy Parkinson??? Ecco chi diamine era ed eccoanche perch non mi sopporta ampiamente ricambiata, ovviamente.
Faticosamente ricordoche cosa Draco mi disse, quando mi raccont della sua copertura come DannyRyan.
Inpochi sanno che sono ancora vivo Blaise, Pansy
Perch diamine seaveva bisogno di nasconderci, non mi ha portato da Harry? L, saremmo davverostati al sicuro e in compenso avremmo anche potuto denunciare Astoria, Pucey eMontague perch, invece, venuto qui?
Lodierna esperienzacon Astoria mi ha per insegnato che lagire di Draco Malfoy, anche seapparentemente criptico, ha sempre una sua intrinseca motivazione. Quindi,probabilmente, anche questa volta ce lha.
Orealisticamente sono arrivata al punto di fidarmi completamente di lui.
In ogni caso, appenatorno in possesso delle mie capacit fisiche, questa me la spiega eufemismoper dire che se non ce lha una spiegazione, finisco il lavoro che ha iniziatoAstoria.
Allora come sta?chiede di nuovo Draco con un filo di voce, lo sento improvvisamente pi vicino,anche se non mi sembra che si sia mosso. Ringrazio, per la prima volta, lamaledizione che mi rende una statua di sale davvero imbarazzante stare qui,mentre parla di me, e, se dovessi solo fingere di essere addormentata, mi sareisicuramente tradita. Ma, se il mio corpo non pu reagire in alcun modo, nemmenoalla sua vicinanza, allora posso chiaramente diventare unattrice da Oscar.
Credo benereplica controvoglia la Parkinson, schioccando la lingua Le ferite sonosuperficiali, niente di serio e, per limmobilit, chiaramente non so nulla,sembra una cosa potente, oscura qualsiasi cosa sia, sicuramente non sarfacile da sciogliere comunque, ha ragione alla fine, lei la persona pi esperta a riguardo o perlomeno la pi esperta a riguardo, che non abbia avutorapporti tali con il Signore Oscuro da ammazzarti, appena ti dovesse vedere..
Draco annuisce, senzapartecipazione.
Chi,esattamente, hanno chiamato? Una persona esperta, a riguardo dello Zahir,ovviamente, e forse di faccende oscure ma non direttamente legata a Voldemortchi diamine ?
Che razza di nervoso
Si solo lamentatapoco fa conclude atona Pansy, la sento stiracchiarsi come un gatto annoiatoForse per il freddo.
Metterle una copertaaddosso, no, eh?.
Pansy Parkinsonsospira noncurante, prima di replicare piccata: Non penso che me lavessidetto e il pensiero che le mie preziose lenzuola di damasco la stianotoccando, gi qualcosa di aberrante per me.
Giuro che, se ungiorno dannato mi riprendo da sta storia, lammazzo con le mie mani.
Non crederai ancoraalle sciocchezze dei Mezzosangue e simili? chiede con un vistoso sospiroDraco.
No, ma credo ancoraal potere fortemente infettivo delle Grifondoro saccenti e che fanno di cognomeGranger.
Draco,inaspettatamente, ride leggermente. La sua risata costringe anche Pansy adimitarlo e, sebbene lo stiano facendo di me, sento il cuore pi leggero.Sentirlo ridere non mi accadeva da tanto.
Certamentela Parkinson pu farlo stare decine di volte meglio di quanto faccia io
Tra me e lui, invece, sempre tutto cos dannatamente difficile forse davvero cos che io e luinon siamo destinati a starci accanto conuna come la Parkinson, sembra facile come respirare e forse magari lei loama ancora, per questo lo sta aiutando.
Mentre,per me e per lui come se forzassimo il destino
Quel pensiero, verocome non c mai stato nulla e razionale come solo un sillogismo potrebbeessere, mi fa annaspare, facendo salire le lacrime ai miei occhi morti, che nonle liberano, lasciandole incagliate l. Le ricaccio indietro a fatica.
Quando Pansy riprendea parlare, ha la voce pi calma e serena, meno isterica.
E la bambina?.
E di lstadormendo c Blaise con lei.
Labambina? Serenity ha portato qui anche lei
Ma certo, sarebbestato abbastanza semplice per Astoria prenderla e ricattare Draco per farci uscireallo scoperto, se effettivamente, come sembra, siamo riusciti a sfuggirle.Dubito che si sia arresa allidea di ucciderci entrambi, constato con unfremito.
Spero che Draco abbiapensato anche a Seth e agli altri.
Blaise quindi anche Zabini qui di bene in meglio
la voce di Pansy arompere nuovamente il silenzio. La voce scende di tono, diventando bassa eroca: Sembra cos assurdo.
Cosa? Che Astoriavoglia uccidermi?.
Anche replicaPansy, si siede anche lei sul letto, la sua voce mi arriva pi vicina Masoprattutto credo che sia assurdo che sia tu a non voler uccidere lei . Questa me la spiega credo cheDraco se avesse Astoria tra le mani, altro che ucciderla. Non penso che laperdonerebbe per pura bont divina ed, anche se lo facesse, mi trasformerei ionella peggiore delle serial killer.
Se penso a comediamine mi ha ridotta anche se miconsente di stare qui a sentirli parlare, senza problemi
Capisco che nonstanno parlando di Astoria, solo quando Draco riapre bocca.
Gi assurdo la sua voce sembra sorriderein modo quasi doloroso. Il suo eco straziante come il canto di milioni didolori sconosciuti, mi allarga il cuore, vinto dalla tenerezza e da uno stranocalore dalle parti dello stomaco.
Staparlando di me non ho sognato davvero ancora, non riesco nemmeno a pensarlo. Ancora, la parola innamorato , anche se la ripetessi millee mille volte nel cervello, non renderebbe davvero quello che sento al pensieroche lui provi anche solo la met di quello che io provo per lui. E sologettare un sasso in un lago limaccioso e torbido.
Ringrazio Dio di avercreato le orecchie in modo che funzionassero in modo completamente autonomodalla volont, e continuo ad ascoltare, il cuore in gola, il respiro corto.Cerco di calmarmi in modo che non capiscano che sono cosciente.
Ma sai qual lacosa pi assurda? chiede Draco, quasi pi che parlasse con s stesso che conPansy. La voce assente e persa nei suoi pensieri, distratta. Lei rimane insilenzio, esortandolo a continuare.
Delicatamente come se fossi una bambola diporcellana, sento una mano sul viso che mi accarezza piano gli zigomi, leguance, fino alle labbra. Sotto le sue dita, la pelle del mio viso fiorisce dibrividi freddi e caldi, assieme. Lungo il collo, scivola ghiaccio e lava.
Mi chiedo come faccia a non accorgersene, comefaccia a non rendersi conto di come mi riduca ogni volta che mi sfiora.
La pelle delle sue dita calda, sembra lasciare traccee solchi incandescenti sulla mia, come guide luminose per la prossima volta incui si approprier di nuovo del mio viso. Sfiora le mie labbra, per poifermarsi allimprovviso come se si ricordasse solo allora di Pansy.
Riprendo a respirare, quando si stacca da me. Manon un anelito di vita no. solo morte non sentirepi la sua pelle sulla mia.
La cosa pi assurda che lei insopportabile te la ricordi no?, una piccolapausa quasi divertita, ostaggio di memorie lontane. Dovrei sentirmi offesa, maquel insopportabile , il tono concui lha detto come se mi avesse ricoperta di lodi e onori per secoli.
Basta davvero cos poco, se lo fa lui basta sempreanche una briciola di pane, lasciata distrattamente per terra.
Mi sfama per mille e mille anni.
Il singhiozzo che mipreme per uscire, diventa come sempre un solo minuscolo sospiro che, nelsilenzio, rimbomba come un tuono. Eppure non credo che labbiano sentito. Dracoriprende a parlare di nuovo, senza apparentemente accorgersene.
Un piccolo movimentoimpercettibile.
E solo qualcheparola.
eppure, se nontornasse pi quella di prima, io sarei pronto a togliermi la vita.
Tum.
Un solo rombante,cupo e potente battito del cuore. Uncolpo al cuore . Riecheggia nelle orecchie come leco in una valle deserta,si ripete allinfinito ed anche oltre. Tum. Perdere un battito e questo per sempre. Sistole e diastole che sisusseguono, asimmetriche, disuguali, disarmoniche, perch hanno perso quel soloed unico battito. Milioni di secondi dopo, quando si fermer del tutto il miocuore, ricordarne la melodia a partire da quel momento. Tum.
Il cuore accelera,impazzisce, esplode nel petto, ma quel battito che io continuo a sentirenelle orecchie. Come uno schioppo che esplode sordo, come il grilletto checambia la vita di una persona, o forse di due. E che si preme in un secondo.
Le sue parolescivolano lungo le mie spalle, come un vestito di seta che sfugge leggero,scorrendo sulle braccia, fermandosi alle mani, che iniziano a tremare, senza cheme ne accorga. Sulla pelle, scaglie gelate che bruciano come linferno.
La dolcezza mi stringe un nodo in gola, pesante,opprimente, soffocante, gli occhi sempre chiusi, a malapena riesco ancora adistinguere la presenza di Draco accanto a me, persa nella dimensionefantastica dove le sue parole mi hanno portato.
Quel contrasto tra il significato delle sue parole,e il tono indiscutibilmente suo della voce, ancora un miracolo per me.
Parole dolci, parole tenere, parole innamorate fatte di iperbolichedichiarazioni di morte prematura, di promesse ridondanti eppure meravigliose epoi la sua voce, sempre roca, dura, graffiata, solo pi triste, tremula esospesa. Il mio Draco . Sempre lui,sempre odioso e saccente, sempre arrogante e indisponente ma innamorato.
Di me.
come se un paio di mani calde e leggere avesseropreso il mio cuore e lo tenessero assieme, raccogliendo e facendone combaciarei pezzi, creatisi dopo anni di delusioni e fallimenti. Quel calore si irradiaper tutto il mio corpo, lo riscalda, infiamma il mio viso, brucia i miei occhi,mi gonfia il petto di un dolore piacevole e struggente come una canzone colmadi nascosta nostalgia.
La mano si contrae nervosamente, stringendo unlembo del lenzuolo.
Me ne sono resa conto se penso che vuoi per laGranger assurdo inveiscePansy disgustata e quasi arrabbiata.
Lui continua a parlare, come se fosse un fiume inpiena a cui hanno tolto adesso un argine scomodo e fastidioso.
E stata colpa mia, quello che le successo iolho portata a questo la volevo proteggere e, lo sento deglutirepesantemente, fremere e colpire piano, forse con il pugno, la spalliera delletto. Trema la mia schiena.
Trema tutto, come se crollasse su s stesso.
Lei aveva ragione, Astoria aveva ragione la miacondanna sar questa sapere di averla avuta, sempre, e aver permesso che misfuggisse dalle dita, e solo per colpa mia ma non importa, la sua voce sispezza ancora, lasciando sfuggire un debole quanto silenzioso singhiozzo. Nonsono nemmeno certa di averlo sentito davvero.
Le mie dita tamburellano nervose, il cuore minacciadi uscirmi dal petto.
Se mi odia se lho persava bene finch sia alsicuro il mio solo pensiero, vivosolo perch lei e Serenity siano al sicuro, si lascia scappare una risatanervosa, greve, pesante, finta: mi dispiace di averti dovuto coinvolgere, macome ben ricorderai, non avrei mai dimenticato che mi devi circa cinquantamilioni di favori e per lei li avrei anche sfruttati.
Gli occhi pizzicano ancora, la mano supera il lenzuoloe gratta il materasso.
Odiarti lottavopeccato capitale e pensare che lho fatto per una vita
Dio se un giornopotessi parlarti ancora anche solo una volta
Poi accetterei anchedi essere un vegetale per tutta la vita basta che sia accanto a te
Si muove ancora, lo sento spostare il peso da unagamba allaltra e riprendere ancora, la voce adesso di nuovo rauca e strozzata:Mi va bene che mi odi va bene in fondo, labbiamo fatto per una vita, equi ancora una pausa sofferta, prolungata, piena zeppa di ricordi che aleggianocome pipistrelli nello spazio che ci separa.
Ricordi di insulti che le parole odierne riescono adissipare a fatica, come raggi di sole in un cielo plumbeo.
e nonsarebbe cos inconsueto che continuasse cos per lei anzi, come mi dimostripienamente tu, sarebbe anormale il contrario probabilmente Potter larinchiuderebbe in manicomio, se scegliesse me .
Stringo la mano a pugno, le unghie feriscono ilpalmo ghiacciato. Fremono le narici ed accelera il respiro.
Non gliene farei una colpa mai mi basta solo unacosa.
Unaltra pausa, pi lunga stavolta. La mia manorilascia la sua tensione, rimane appoggiata sulla gonna del vestito.
Deve tornare da me,Pansy aggiunge con un filo di voce Hermione deve tornare comera insopportabile, odiosa,saccente, presuntuosa, acida, arrogante ma lei , come semprestata rivoglio la donna che amo detestare poi,lei sar libera di fare quello che vuole, quasi come tentasse disperatamentedi convincere s stesso, prosegue con tono deciso e caparbio: ho persoHelena e tu sai quanto lamassi e ho perso anche i miei ma sono sempresopravvissuto se perdessi anche lei, se lei restasse per sempre cos, so chepotrei sopravvivere ancora. Ci sarebbe sempre Serenity, Seth te e Blaisepotrei vivere per la vendetta, per uccidere Pucey e Montague ed Astoria, aquesto punto potrei vivere per milioni di motivi, persino per non infastidirePotter con la mia morte, le sue parole sono fredde e aride, eppure mispingono ancora pi inspiegabilmente ad avvertirne il vuoto lacerante dentro Mail problema che non so se lo vorrei ancora non so se davvero sarei ancoracos codardo da vivere in un mondo dove lei non c pi, anche se fossepresente fisicamente, ma non pi con lanima ci vorrebbe troppa energiae,ora, dopo tanti anni sono troppo stanco per farloancora. Trema ancora tutto il mio corpo, sotto il peso di quelle parole,sotto il tono rassegnato con cui le sta pronunciando, sotto il silenzio della Parkinson.Come se guardassi dal buco della serratura, come se leggessi una pagina didiario la cosa pi intima di lui che potessi mai udire e il cuore mi sembraesplodere dallemozione di sentirlo.
Specie, per come sta parlando di me specie, percome, al di l di quel ricordo che gli stato strappato e mi stato mostrato,percepisco la dimensione del suo sentimento per me puro, disinteressato, come sempre stato come non avreimai pensato sarebbe stato
Respira a pieni polmoni, lo sento sistemarsi megliosul letto accanto a me, un suo fianco sfiora distrattamente il mio.
La mia mano sussulta, aprendosi piano.
Ho quasi ventiquattro anni ma come se ne avessitrecento sussurra fiaccamente, cos debole e stanco da sembrare assolutamenteincurante di me o di Pansy e se lei morisse, sarebbe facilissimo per memorire a mia volta finalmente .
Il tono assolutamente serio delle sue parole, mi farabbrividire di paura ed angoscia, improvvisamente presa in modo spasmodico dalritmo del mio respiro cadenzato e doloroso come sola garanzia del suo permanerein vita.
Si muove ancora, nervoso, riprende a parlare conpi energia: ma a questo non voglio pensare oggi non ci voglio pensare saiquando capito di essere innamorato di lei?. Pansy, che rimasta in mutosilenzio da quando ha iniziato a parlare, erompe con tono di voce caustico: Seti dicessi di s, mi risparmieresti il resto? Sono gi abbastanza nauseata.
Probabilmente no commenta lui, una lieveincrespatura ilare della voce.
E allora prosegui, caro amico scimmiotta lei, fingendopartecipazione. Muto il cuore, aspetto che prosegua.
Quando lho vista con un altro sussurra lui conmalinconia, mi si spezza ancora il cuore al ricordo del suo sguardo, il giornoin cui baciai Hayden. La gola mi sembra che voglia andare a fuoco, per lelacrime trattenute a stento dalla magia che mi imprigiona.
E sembrerebbe la trama di uno schifoso romanzettoma non stato perch ero geloso ok, daccordo, lo volevo ammazzare soloperch si azzardava a respirarle vicino ma alla fine non era solo questo, siferma a disagio, schiarendosi la voce prima di continuare: ero invidioso di quel patetico babbano era unidiota, ma intanto poteva starle vicino. Ripensavo a lei, a lui e mi sembravadi impazzire, non riuscivo a sopportarlo perch lui viveva e lei anche. Il babbano non era un cadavere che cammina come me la portava in giro elei stava bene e io non avrei mai potuto farlo. E non solo perch erarischioso, perch stando con me rischiava la vita o perch magari nemmenolavrebbe voluto no. Perch non sapevo farlo perch non so da anni che cosasignifica vivere esisto non vivo peggio di una fottutapianta ornamentale. Lo sento contrarre il pugno nervosamente, poggiandolo sulmaterasso, il suo dolore satura laria come un miasma tossico e velenoso.
Per la prima volta, da quando ebbi a che fare conil Signore Oscuro ho desiderato vivere prima che perlei, per me stesso e per Serenity lo sento esitare, cercare le parole eso che non sar facile ma lo far sono convinto che cercher sempre la morteormai per me come unamica, come una consolazione, sapere che esiste lapossibilit di fuggire, quasi come unuscita di sicurezza, ma voglio cercare dinon farlo pi, voglio chiudere questa storia una volta per tutte. Prima ditutto, con Pucey, Montague e la Greengrass e poi con me stesso. Lo devo primadi tutto ad Helena lei che voleva disperatamente vivere, morta, e io hosprecato tutto questo tempo. Lo devo a Serenity, perch si merita la vitacolorata che non ha avuto sua madre e non gliela devo negare io, perch sonomortalmente ferito dalla vita stessa. E, poi, lo devo ad Hermione per essernestata lartefice ed, se andr via, cercher solo di esserle grato per aver messopiede al Petite Peste quel giorno anche se chiss se sapr essere sempre cosrazionale.
Bisogno. Uno scomodo, urgente esconveniente bisogno.
Un nododi ansiosa apprensione mi serra la gola, cerco quasi un anelito di respiro,come se stessi ancora annegando, la sua disperazione che si confonde con lamia, diventando una sola. Grande, immensa, sconfinata, rappresa sulle sueparole come sangue aggrumato su una ferita. Mi manca il respiro, forse stosoffocando davvero
Ma ilbisogno di respirare e il bisogno di lui non sono minimamente comparabili.
Spillisotto il palmo della mia mano, come se mi stessero conficcando milioni dipiccoli aghi invisibilivorrei accarezzarlo, vorrei che la mia mano loattirasse vicino a me, vorrei che le mie labbra si schiudessero, vorrei parlaree dirgli che lo amovorrei
Ognicosa, pur di sentirlo vicino. Come un bisogno, come mangiare, bere, respirare,dormire, avere amici, provare gioia, essere lodati.
Unbisogno, pi grande di tutto il resto.
Il miocorpo brucia nella sua inerzia, gli arti sono come rami secchi arsi vivi dallefiamme, ogni articolazione mi duole come se avessi la febbre. Persino le ossale sento consumarsi, diventare cenere. Le corde invisibiliche tengono ferme le mie braccia lungo il corpo, si tendono impercettibilmente,trattenendomi, mentre cerco di forzarle con tutta lenergia possibile. Sitendono come elastici allungabili, arrivando quasi al punto di rottura ecostringendomi a perdere il fiato nello sforzo di tirare ancora. Il sudore miinzuppa la schiena.
Non potr esserci quando Raissa arriver glielo ho dettoriprende Draco, dopo aver respirato profondamente, la voce che torna asettica,Raissa deve essere la persona che hanno chiamato per guarirmi Devono restarequi, il Ministero non sicuro, anche Potter lo sa e mi ha detto che, qualorafosse successo qualcosa, perlomeno nei primi giorni, non sarei dovuto andare daluiPucey e Montague forse hanno dei contatti l anche se allora parlava solodi me e di Serenity, non di Hermione comunque qui sono pi al sicuro,registro le sue parole con una parte cosciente della mia mente, piccola,minuscola.
Tutto il resto va a fuoco come il mio corpo. Rogo di silenzio fermo.
non sapevo dove portarle per questo sono qui, so che visto mettendo in pericolo ma ho fatto il patetico Grifondoro fino ad ora, poiposso tornare anche il solito Serpeverde e ricattarti in qualche modo, unarisata fatta solo per abitudine .Pansy sbuffa per abitudine .
Per favore, prenditi cura di loro aggiunge alla fine conun sospiro So che sar difficile per te.
Difficile non minimamente comparabile a quello chedavvero sar avere la Granger per casa sbuffa ancora Pansy, poi sospirapreoccupata: E pensi di tornare?. Sussulto impercettibilmente, staticanellincendio che mi mette a soqquadro.
Dove sta andando?
Lui annuisce sovrappensiero, biascicando: Non dipende dame, ma ho la volont di tornare equesta, al momento, la sola cosa che posso sinceramente promettere. Pansynon replica nulla.
Dove diamine sta andando,dannazione?
Le corde cedono di qualche millimetro, nervosamente mi rendoconto di poter muovere le dita del piede. Cerco di fare forza per quanto mi siapossibile, ma sembra non avere effetto. Dietro le palpebre chiuse, le lacrime premonoper uscire.
Non mi dire che la vuoi salutare !Guarda che vomito sul serio!! urla arrabbiata Pansy, alzandosi dal letto.
Draco sussurra con un sospiro, spaccandomi dentro: Dopo averla avuta una volta, non nepotrei pi fare a menofin quando sono forte a sufficienza da tenerla lontana,devo continuare a farlo.
Seidiventato troppo melodrammatico, lasciatelo dire un tempo avresti persinoapprofittato che era incosciente per toglierti lo sfizio dice convinta Pansy,ma la sua voce trema in modo impercettibile.
Hairagione non sarebbe una cattiva idea.
Bastache lo fai lontano da me quindi possibilmente quando non in casa mia..., undebole ed inespressivo bisbiglio: Stai facendo una cosa davvero idiotaemeriteresti di morire per questoma vedi di tornare Blaise non me lo devosorbire io, se crepi.
Gli occhi, forzati fino ad essere rossi, riesconofaticosamente ad aprirsi. Ma Draco mi d le spalle e non se ne accorge. Loosservo con disperazione, non riuscendo a capire che cosa stia accadendo, temendo chestia andando incontro alla morte, solo per colpa mia. Le spalle larghe sonotese e contratte, mi perdo nel fissarlo. persino pi bello di quanto me loricordassi, i ricordi non gli rendono giustizia, nemmeno con uno sforzo incredibiledi concentrazione e precisione. Ed, anche se ha ancora i capelli bagnati,arruffati come quelli di un pulcino, e il viso sporco di terra, mi si mozza ilrespiro, come se soffocassi. Arrossisco, guardando la camicia nera aderireperfettamente alla sua pelle, rivelando ci che soltanto la mia fervida elussuriosa fantasia pu aver immaginato. Ha delle bende che gli coprono unbraccio, e qualche altra sulla fronte, ma sembra stare bene. Cercodisperatamente i suoi occhi, un controsenso cercare calore da quelle due lameghiacciate, eppure oramai per me sono diventati questo. Calore. Come quando tocchi il ghiaccio ed il tuo cervello recepiscedapprima la sensazione di freddo, ma dopo il bruciore per quel contatto,diventa quasi infuocato, non sapresti pi dire se hai caldo oppure freddo, comesarebbe logico. Ecco, Draco, per me questo. Un controsenso. Mi ha sempregelato con i suoi occhi, ma dopo sentivo che andavo a fuoco.
I suoi occhi, per, restano ostinatamente rivoltidavanti a s, non si accorge di me. Al rallentatore quasi, lo vedo aprire le labbra e pronunciare piano laformula di smaterializzazione, la bacchetta in pugno. La cupa disperazione e lapaura per dove si stia recando, da solo, senza di me a potergli fare da scudo,si traduce in unultima sferzata di energia che spezza definitivamente ilegacci invisibili.
Come unelastico teso che viene finalmente rilasciato, mi sollevo seduta sul letto,allungando la mano verso di lui.
Afferrando solo laria quel tragicomico pop ancora nelle orecchie. Un solo secondo dopo che andato via.
Le lacrime chenon piango da ore, forse da giorni, o da mesi, rovinano dai miei occhi,scoppiando in singhiozzi acuti. Mi piego in due, poggiando il viso sulle mieginocchia raccolte al petto. Sento la Parkinson parlare, e mi ricordo della suapresenza lei pu richiamarlo indietro, lei pu fare qualcosa pu riportarloda me lo deve riportare da me adesso , non mi importa che cosa ne pensa
Apro le labbra,imponendomi di urlare, ma dalla gola non esce alcun suono. Nulla.
Cerco di farmiforza, ma, se il controllo di Astoria sembra avermi liberato il corpo, la vocecomunque non esce. Sotto lo sguardo inorridito della Parkinson, mi porto unamano sul collo. Nulla. La voce non esce. Ogni altro movimento, adesso, miriesce, constato lucidamente.
Ma la voce, no la voce era la cosa che le dava pi fastidio forse me lha tolta per sempre
Granger, ma tunon eri tipo immobilizzata ? commenta malignamente la Parkinson, guardandomi storto I pattierano che mi dovevo prendere cura di una specie di bambola di pezza, non dellaGranger in tutta la sua ingombrante presenza sei ingrassata in questi anni, lo sai?.Sorride con finta comprensione, la guardo stringendo gli occhi. Concentro lamia attenzione sulla stanza, scarsamente illuminata adesso da una lama di luce,proveniente dal sole che sorge. Le pareti avorio si colorano di riflessi rosaed arancio, rendendomi visibile tutta la magnificenza del letto a baldacchinosul quale sono ancora semisdraiata, decorato da drappi preziosi cobalto ed oro.In un lato della stanza, una specchiera parzialmente coperta da una serie diboccette di vetro colorato e vari cosmetici, tra cui un rossetto rosso caricolasciato distrattamente aperto.
Con un balzo,mi alzo furiosamente dal letto, mentre la Parkinson continua ad inveirmicontro. La testa mi gira e il passo molle e fiacco, ma riesco a camminare,anche se devo subito appoggiarmi alla specchiera per non cadere, in preda allevertigini. Chiudendo gli occhi e respirando a fatica per vincere la sensazionedi venire meno, afferro il rossetto e mi affretto a scrivere sullo specchio, acaratteri cubitali: Dov andato Draco?
Perch diaminenon parli, razza di idiota? biascica nervosamente la Parkinson, scuotendo latesta piena di riccioli ardesia. Roteo gli occhi con espressione ovvia,indicando la mia gola e poi negando con il capo. Lei si illumina e sorridemalignamente: Che bello, almeno sei senza voce! Posso dire quello che voglio enon puoi rispondere! Dio, che bel regalo di Natale in anticipo!.
Sospirandorumorosamente, indico con un dito il messaggio sullo specchio, picchiettando unpaio di volte per attirare la sua attenzione.
Santo cielo,anche Draco lo chiami? vomita lei con disgusto Lui, Hermione , tu, Draco il mondo decisamente andato a scatafascio.Picchietto ancora sullo specchio, ignorandola, ma lei non si d ovviamente penadi rispondermi prima che mi scoppino le coronarie dallangoscia, ma continua atergiversare e ad esporre le sue teorie sul presunto capovolgimento dellordinecostituito, che prelude sicuramente ad un cataclisma di proporzioni bibliche. Mentreconta i giorni che ci separano dal 21 dicembre del 2012, penso irritata esconvolta: A mali estremi, estremi rimedi.
Inizio come unossessa a far cadere tutte le boccette di vetro per terra, una dopo laltra. Iflaconi si rompono, cadendo al suolo, una serie di frammenti di diamante cheluccicano nella luce del primo mattino con un fragore assordante, parzialmentecoperto dalle urla della Parkinson che tenta inutilmente di fermarmi. Laria sisatura di odori e profumi preziosi, mescolati in un olezzo poco gradito.
Alla facciaccia sua
Agli strepiti ealle urla della Parkinson che continuano a proferire epiteti irripetibilicontro la mia persona e tutti i miei antenati, la porta della stanza si apre discatto, sbattendo contro la parete. Mi giro di scatto, il cuore in gola,sperando che sia Draco, ma ovviamente non si tratta di lui, ma di BlaiseZabini, accorso alle urla. Mione!, Serenity che in braccio a lui, sidivincola cercando di venirmi in braccio.
Le corroincontro, strappandola non molto gentilmente dalle braccia dellimpietritoZabini, stringendola forte a me.
Si pu sapereche diamine sta succedendo? sussurra lui con voce esile e modulata,osservandomi con la testa inclinata di lato. I capelli neri gli copronoparzialmente i sottili ed allungati occhi verdi da felino. Distolgo lo sguardoda lui, indicando lo specchio con un dito e sperando che perlomeno lui si degnidi rispondere. Cosa che, ovviamente, non avviene. Zabini si affretta adavvicinarsi alla Parkinson, sentendo la sua versione dei fatti che riporta pio meno il mio stato mentale fortemente disturbato e reso peggiore dal mutismo.
Quindi almenoadesso si pu muovere constata lui freddamente, guardandomi dallalto inbasso. Sollevo il mento con espressione di superiorit, stringendo meglioSerenity. Zabini rotea gli occhi nervosamente, dopo aver guardato Pansy edaverle detto con voce potente e stentorea: Lo sai meglio di me che glielo abbiamopromesso . La suaattenzione torna a me, non prima di essersi riempito gli occhi di freddezza:Stiamo aspettando una persona che potrebbe aiutarti a riacquistare ilcontrollo di te stessa ma vedo che gi siamo ad un ottimo punto, mi scoccaunocchiata accondiscendente, proseguendo: se Draco ti avesse visto prima dipartire, sicuramente si sarebbe tranquillizzato.
Al mioulteriore cenno verso lo specchio, proferisce rapido: Sono affari suoi.
Come diamine far a resistere qui per pi di unora, conquesti due che non vogliono dirmi nulla?
Abbasso ilviso, le lacrime che mi appesantiscono lo sguardo, rendendo tremulo tutto ciche vedo. Serenity mi poggia una mano sul viso, dandomi un piccolo colpetto epronunciando il mio nome con laccenno di pianto. Respiro profondamente e lesorrido.
Cosa mi toccafare borbotta Zabini con voce incolore, prima di dire: Ascolta, GrangerDraco non un idiota o meglio non lo era prima di innamorarsi di te, ma perlomeno in questecose ancora il migliore ricorda che sempre il traditore diVoldemort e se non lhafatto fuori lOscuro Signore, dubito che ci riesca qualcun altro. Sollevo gliocchi, guardandolo; apparentemente sembra sincero. La mascella gli siindurisce, mentre continua: E se ci tieni a lui, invece di spaccare cose epreoccuparti della sua sorte, dovresti pensare alla tua riposarti e riprenderti, soprattutto se non seinemmeno in grado di fare magie, e qui unodiosa risata gli curva le labbra,sicuramente, dato che lavora al Ministero, ricorda perfettamente la miacondanna sei totalmente inutile ma se almeno fossi capace di parlare e di dirgliche sei, un moto di disgusto gli deforma il viso in una smorfia insomma,che sei innamorata di lui come credo che sia evidente a tutti , tranne che a lui ne acquisterebbe forza ed questo che gli serve adesso, forza non latua isteria .
Le sue parolehanno un che di indiscutibilmente vero che mi fa abbassare lo sguardo divergogna, arrossandomi le guance.
Effettivamentemi sto comportando decisamente da isterica. Che cosa penso di fare? Al momento,io non servo assolutamente a nulla. Io sono la magia.
Sono ritornata,anche se parzialmente, nel mio mondo, quello a cui davvero appartengo.
Ma da cui sonoancora mortalmente divisa, e non solo perch ho ancora la condanna che gravasulla mia testa.
Al momento, nonho nemmeno la voce sarei solamente un peso, per lui. Dovrebbe pensare solo adifendermi.
E io, invece,non posso difendere lui, n tantomeno Serenity.
Per questo devo tornare me stessa, quanto prima possibile
Inoltre, se non mi libero del tutto del controllo diAstoria probabilmente lei trover il modo di controllarmi ancora.
Annuisco con ilcapo, sedendomi sul letto e poggiando Serenity sul copriletto.
Ecco menomale sospira Zabini, estraendo la bacchetta e facendo sparire i frammenti divetro dal pavimento. La Parkinson si siede nervosamente su una sedia, agitandola gamba elegantemente accavallata avanti ed indietro.
Al momento,siamo uniti da Draco nostro malgrado ribatte Zabini con decisione Quindi almomento meglio deporre le armi non siamo amici, n mai lo saremo ma lui tiha affidato a noi, quindi meglio che ti dai una calmata.
Sbuffando,annuisco ancora, distogliendo lo sguardo da lui per guardare Serenity.
Stessa cosavale per te, Pansy aggiunge, guardando in tralice la ragazza mora cheimmediatamente sgrana gli occhi neri, arrabbiata.
Stai per casoparlando con me? O mi stai rimproverando?! inveisce lei, alzandosi estringendo rabbiosamente i pugni.
Mi sembrava dis셔.
Tu e Malfoyavete dei seri problemi! Io non ho alcun dovere nei confronti suoi o della Mezzosangueurla a squarciagola, il volto livido Se ne andato per anni, si innamoratodella Granger, e ora lo dovremmo aiutare! Lha portata anche a casa mia! Non sene parla proprio!. Attraversa la stanza a grandi passi, i tacchi che battonosul pavimento di legno, per poi aprire la porta e chiuderla bruscamente allesue spalle. Mi chiudo nelle spalle, imbarazzata, mentre Zabini sospira ancora.
Entrare nelledinamiche degli ex Serpeverde, non era una mia priorit nella vita. Decisamente.
Sono personeche ho sempre ignorato, abbondantemente ricambiata.
Invece, adesso,per il solo fatto di essere cos legata a Draco, ci sono in mezzo. Queste sono,in fondo, le persone di cui lui si fida di pi nella sua vita, tanto da sapereanche il suo segreto, cio che ancora in vita. Inoltre, da come ha parlatoprima Draco, sembrava chiaramente che Pansy sapesse tutto anche di Helena e diSerenity ed ora anche di me .
Mentre il visomi va a fuoco, ricordando ci che ha detto poco fa, di cui ogni parola mi si incisa dentro come un comandamento scavato nella roccia, tra me e Zabini calaun pesante silenzio. Lui guarda distrattamente fuori dalla finestra con sguardoassente, lucciole nella giada. Lunico rumore prodotto dal lenzuolo che vagi e su, strattonato da Serenity che ha inventato un nuovo gioco.
Sorrido,guardandola. Sono contenta che ci sia almeno lei
Sul comodino dilegno intarsiato, intravedo una penna lunga e flessuosa, di colore nero,accanto ad un calamaio di inchiostro rosso ed un foglio di pergamena. Mi sporgoper afferrarli, sicuramente mi saranno utili visto che non posso parlare.
Poi, spinta daquel silenzio imbarazzante che prosegue, mi faccio coraggio e scrivo pocherighe sulla carta, porgendole poi a Zabini.
Mi dispiace fosse stato per me, non saremmo nemmeno venutiqui ma saremmo andati dal Ministro
So quello cheha detto Draco, che il Ministero non sarebbe sicuro e che anche Harry gliavrebbe consigliato di non andare da lui, in caso di difficolt con Pucey eMontague che potrebbero avere delle spie, allinterno. Ma insomma se avessimoparlato direttamente con Harry forse avremmo arginato i rischi
Zabini afferrail foglio di carta e le legge, appallottolandolo subito dopo con stizza.
Ma chi diamine me lha fatto fare? Figurati che mi fregadelle paturnie di Blaise Zabini come se non avessi abbastanza problemi
Lo osservo conla coda dellocchio, cercando di non farmene accorgere. Era da parecchio tempoche non lo vedevo, almeno da due anni, esattamente da quando ebbi laceleberrima condanna. Lui era nellufficio di fronte al mio, ma comunque nonabbiamo mai avuto alcun genere di conversazione. sempre stato la tipicapersona che, nonostante la scuola fosse finita e nonostante la mia posizione sifosse fatta decisamente importante nel Mondo Magico, continuava a trattarmi comefaceva a Hogwarts.
Quando miincrociava nei corridoi, oppure se per qualche motivo ero costretta arivolgermi a lui per lavoro, mi guardava con la stessa espressione che miriservava sempre alle riunioni che Lumacorno allestiva al sesto anno tra glistudenti che riteneva migliori.
Lo sguardo, perla serie, che diamine ci fa lei qui?!
Uno sguardo chemi ha sempre profondamente irritato, anche quando andavamo a scuola e, alezione, rispondevo correttamente alle domande dei professori o collezionavo Euna dopo laltra i Serpeverde continuavano a guardarmi come un enorme erroredi valutazione del sistema scolastico, come la pecca, la macchia, la magagnache guastava il metro di giudizio di tutti gli altri.
Draco mi ha sempre guardato cos , ora fa quasi male ricordarlo. E, dietro di lui,venivano immediatamente la Parkinson e Zabini.
Ma, giunta adun certo punto della mia crescita, quando oramai tutte le chiacchiere deiPurosangue e dei Mezzosangue, mi erano state spiegate e ne avevo compreso imeccanismi malati e contorti, perlomeno per me, quegli sguardi mi lasciavanoindifferente.
Sapevo chi eroe non avevo bisogno di dimostrarlo a loro.
Questo, per,ovviamente, mi ha sempre impedito di osservarli bene, come invece mi tipico per mia stessanatura con tutte le altre persone. Potevo anche restare indifferente a quellosguardo o sbuffarci sopra con insofferenza, come una pioggia imprevista in unasplendida giornata di sole, ma intanto, non essendo masochista, cercavo dievitarli per quanto mi fosse possibile, specie se incrociarli implicavaautomaticamente la possibilit che Ron ed Harry finissero in punizione finoalla prossima era geologica. Di conseguenza, se per i Grifondoro, i Tassorossoe i Corvonero, ero in grado di rendermi conto di tutto, dalle relazioni pisegrete ad improvvisi cambiamenti di umore e carattere, con i beniamini diPiton non poteva ovviamente andare cos.
Blaise Zabini,quindi, al pari di tante altre persone, un illustre sconosciuto.
In fondo, lo era anche Draco. Lui, potevo conoscerlo meglio per via della suacollaborazione con lOrdine o perch era loggetto di ogni indagine di Harry apartire dal secondo anno, ma mai avrei potuto dire che cosa lo legava a Blaiseoppure a Pansy, e come si fosse evoluto il loro rapporto nel corso degli anni.Ora, chiaramente, il mio sentimento verso Draco, mi rende sensibile anche aquesto.
Nella smania diconoscere ogni cosa di lui, rientra anche Blaise Zabini.
E mi chiedoautomaticamente come mai Draco abbia scelto, quando ha deciso di fingere lapropria morte e di sparire dal mondo magico, di preservare comunque un rapportocon loro due, tra laltro un rapporto tale da spingerlo a venire qui anascondere me e Serenity.
TralasciandoSerenity, che una Purosangue, sempre di me che si parla. La MezzosangueGranger, Grifondoro fino al midollo e cocca dei professori, nonch amicastretta di Harry Potter. Insomma, come parlare dellaglio per un vampiro.
Eppure,nonostante le rimostranze e gli sbuffi, sono rimasta qui. Draco ha chiesto eloro hanno obbedito. Anzi, non hanno obbedito.
Hanno accettato.
Hanno persino accettato che lui sia innamorato di me e io dilui anche se continuano apensare che Draco si sia impazzito. E questo sicuramente il minimo eppure lostanno aiutando.
Cosa cosforte da legare tre persone in modo cos assoluto?
Osservoattentamente Blaise Zabini, quasi cercandone risposta. Non molto cambiato inquesti anni: sempre molto alto, molto pi di me ed anche di Draco, sembrasfiorare il metro e novanta. Il viso sempre spigoloso, duro, la mascellavolitiva, le labbra carnose atteggiate in una smorfia continua di fastidioaristocratico, probabilmente immatricolata in Serpeverde. I capelli sonolunghi, legati in una coda non molto lunga, sembrano la criniera di un cavallonero dal manto estremamente lucido e nobile; gli occhi verdi completanolaspetto da pirata del settecento, ulteriormente suggerito dal fatto cheindossa una camicia bianca con degli sbuffi sul davanti e un paio di pantalonineri. Apparentemente perso nei suoi pensieri, apre un cassetto della specchieradi Pansy, estraendone un pacchetto di sigarette lunghe e sottili. Ne esce una,le dita sottili laccendono con un gesto risoluto, diffondendo nellaria unodore voluttuoso di liquirizia e gelsomino. Storco il naso, voltando il visodallaltra parte, non sono nelle condizioni di parlare o meglio di gettarglipile di messaggi minatori, dato che dipendo dalla sua volont di tenere fermala Parkinson, quindi me ne rimango zitta e ferma al mio posto.
Ma come faceva a sapere che cerano l le sigarette?
Quella domandapassa decisamente in secondo ordine, quando la porta di acero bianco si apre dinuovo, immediatamente seguita da un passo flessuoso e leggero che sembra solosfiorare il pavimento. Comprendo immediatamente che non pu trattarsi dellaParkinson che, nonostante i vestiti lussuosi e i tacchi da gazzella, non ha maiavuto quel portamento, come me del resto.
Anzi, forse, iosono persino peggio della Parkinson. Io, con i tacchi, ho la decisa tendenza aschiantarmi dopo cinque passi e mezzo.
Ad entrare,avvolta da una nube di costoso profumo francese, forse una delle donne pibelle che abbia mai visto.
Alta, daglizigomi pronunciati e dal volto affilato, il corpo snello e sinuoso come quellodi una modella, non ha per assolutamente nulla in comune con la sola modellache, al momento, mi viene in mente, e cio ovviamente Helena.
Helena avevauna bellezza solare e radiosa, che ispirava un senso di tenerezza e dolcezzasoffusa. Ti faceva venire voglia di prenderti cura di lei, come se la vedessitroppo piccola e fragile per affrontare il mondo da sola. Non sono ovviamente imiei di pensieri o sensazioni alla vista di Helena sono quelli che provavaDraco quando la vedeva, ricordo con una piccola fitta al cuore.
Me le ha fattevivere sulla mia stessa pelle.
Questa donna,invece, incute solo timore e deferenza.
Ha i capellicorvini, tagliati in un caschetto particolare, come quelle ballerine dicharleston degli anni Trenta, appena sotto le orecchie.
Gli occhi sonoquasi coperti da una frangia dritta che ne copre un po il sinistro baglioregrigio verde con cui mi osserva con apparente curiosit. Infreddolita quasi,prendo in braccio Serenity come scusa per poterne rifuggire senza vergogna.
A completare iltutto, indossa un pesante mantello di velluto nero, bordato dargento, sopra unvestito che riprende la trama del mantello stesso. Tintinnano alle orecchie deipesanti pendenti di perle e diamanti.
Sembro lapiccola fiammiferaia a confronto. Labito viola di Astoria strappato in pipunti, sono ferita sul viso ed anche sporca di terreno, per non parlare deimiei capelli che sembrano un vespaio impazzito. Li osservo con vergogna nellospecchio nellangolo, le forcine hanno ceduto in pi punti, liberando cioccheribelli di colore ancora nero che vanno arricciandosi.
Fantastico la conoscesse una racchia per una volta queldannato di un Malfoy
Ora capiscoperch si innamorato di me: quando uno ha tutte queste bellissime donnedavanti agli occhi per tutta la vita, ovviamente ne diventa insensibile e si vaad invaghire di quelle senza niente di speciale.
Se non si fossecapito, sono fortemente sarcastica.
E fortemente innervosita .
Ed anchefortemente desiderosa di cavargli gli occhi una volta che lavr rivisto. Cos smette dichiamare sedicenti Miss Inghilterra per curarmi perfetto, sonodiventata anche gelosa marcia di lui laggettivo patetica ormai mi calza decisamente a pennello.
Che poi voglioproprio vedere che diamine potr fare una tipa simile per guarirmi rientrassealmeno la Parkinson e il suo grugno da carlino inferocito, e potrei sentirmimeno imbarazzata. Ed invece no deve essere emigrata in Lapponia
Zabini,cavallerescamente, si alza prontamente dalla sedia, avvicinandosi a lei ebaciandole la mano guantata di raso sempre nero. Non fa per niente freddoanzi piena estate da dove diamine viene vestita cos? Anche se Raissa mi sa che prima Draco lha chiamata cos, seeffettivamente si tratta di lei e non della sua gemella bellissima ma inutilesono proprio acida, accidenti a lui Raissa nome decisamente russo.
come legaredue concetti troppo simili per non poter essere accostati, pensare alla parola Russia e Durmstrang. Certo, lo so che quella scuola non in Russia, main Europa orientale eppure quel collegamento non so perch mi appareimprovvisamente ovvio e normale. Il suo abbigliamento mi ha ricordatoimmediatamente come erano bardati gli studenti di quella scuola, quandoarrivarono per il torneo Tremaghi. Le ulteriori considerazioni che dovrei averedi fronte unesperta di arti oscure, ma non direttamente legata a Voldemort, eil ricordo che Lucius Malfoy voleva mandare Draco a Durmstrang ma che poiNarcissa Malfoy vi si era fieramente opposta per avere il figlio vicino, mipersuadono ancora pi di quellidea. Potrebbe tranquillamente avere deicontatti, con qualcuno di l.
Cosa che,beninteso, non mi lascia decisamente tranquilla. Non mi fido granch di questadonna.
Ha uno sguardostrano, troppo curioso. Mi squadra dalla testa ai piedi, rispondendo a monosillabi alle domandecordiali e gentili di Zabini. Sembra cercare qualcosa nel mio aspetto cheevidentemente non la persuade del tutto.
Se avessi lamia voce, ovviamente le avrei gi risposto a tono. Ma, non potendolo fare,inarco un sopracciglio, fissandola interrogativa.
E lei , dunque? la sua voce ha un accento duro e marcatosulle consonanti, mi ricorda vagamente il timbro vocale di Viktor. Al contempo, ugualmente monocorde e fintamente disinteressata. Gli occhi continuano ascrutarmi come se fossi uno strano pezzo da museo, mettendomi a disagio efacendomi salire il nervosismo.
Zabiniannuisce, con unalzata di spalle: S, s, lei Hermione Granger.
Credevo chefosse immobilizzata osserva in modo volutamente assorto, gettando il mantellosu una sedia e guardandomi ancora dallalto in basso Draco aveva detto cos셔.
Stringo unpugno con crescente nervosismo. Draco lha chiamato per nome anche lei sache vivo e forse tutto il resto.
Si fida anchedi questa donna. Perch, maledizione?
Il suo sguardosi impunta sulla mia mano serrata, mi affretto a distenderla, accorgendomene,girando il capo verso sinistra. Sto diventando, oltre che patetica, ridicola . Ci manca essere gelosa a questo punto? Chidiamine me ne d il diritto? E soprattutto il momento? Draco non c, perquanto ne so potrebbe essersi incamminato a grandi passi verso una fineprematura e cruenta, e ho al momento la capacit comunicativa di un deliziosopesce rosso. Devo aggiungere anche la gelosia, cosa che peraltro non ho maiprovato in vita mia per nessuno? Non sono mai stata gelosa di Ron, di Dean nonsapevo nemmeno che cosa volesse dire. Sentivo le sfuriate di Ginny di frontealle innumerevoli fan di Harry, e mi scoppiava da ridere con superiorit. Lechiedevo persino di descrivermi che cosa provasse, per darle dei consigli,perch non sapevo proprio che cosa significasse essere gelosi di qualcuno.
Ed invece nelmeraviglioso pacchetto Innamoramento per Draco Malfoy rientra anche questo.
Avere la vogliadi sottoporre questa tipa ad un terzo grado di due ore e mezzo e non tollerarenessuno che condivida anche un solo respiro di quellinsopportabile ragazzobiondo, come se fossero tutti miei per il solo fatto di amarlo. Assurdo. Non sonodavvero pi io.
Un brivido freddo mi raggiunge il polso, quando ladonna, oggetto delle mie fantasie tormentate, fa scorrere lindice sullacicatrice dello Zahir. Mi volto, trovandola seduta sul letto accanto a me,completamente concentrata sulla ferita che deturpa la mia pelle.
Ritraggo il braccio, infastidita, stringendolo alpetto con laltra mano. Zabini mi squadra, vistosamente irritato dalla miareazione
La cicatrice c ancora ed anche i capelli sonoancora neri si rivolge a Blaise, risollevandosi in piedi Dunque, non assolutamente libera del controllo dello Zahir. Come se non lo sapessi nonho nemmeno la voce. Che grande luminare
Infatti non ha nemmeno recuperato la voceaggiunge Zabini al posto mio, appoggiandosi al davanzale della finestra, ilsole lo illumina da dietro come su un palcoscenico. Il fatto che debbanoparlare come se io non ci fossi, mi infastidisce ulteriormente.
Ho bisogno di sapere tutto di questa cosasoggiunge lei piatta, per poi guardarmi con sguardo insofferente: maimmagino che solamente lei, potrebbe dirmi tutto quello che c da sapere.Incrocio le braccia al petto, annoiata.
Estrae la bacchetta dal vestito e me la puntacontro, mi ritraggo quasi spaventata.
Devo usare la Legilimanzia su di te altrimentinon potrei sapere tutto ci che voglio o comunque ci metterei troppo tempoingiunge perentoria, gli orecchini che tintinnano per un attimo, illuminandogli occhi verdi di riflessi di ghiaccio.
Sospiro, socchiudendo gli occhi. Ovviamente, inmodo razionale, so che non c altra via se non posso parlare. Irrazionalmentesono fortemente tentata di alzarmi, darle un calcio e scappare da questa stanzaa gambe levate, pur di non sottopormi a questo stillicidio della mia privacy edei miei sentimenti. Tentando di essere anche ragionevole, mi lascio convinceredal pensiero che non colpa di questa donna se, come una cretina, sono cadutanella trappola di Astoria e ho creato uno Zahir. E dovr pur liberarmene primao poi.
Il pensiero che, se Astoria riuscisse a riaprire ilcontatto con la mia mente, potrebbe indurmi a fare del male persino a Serenityche ora gioca serena accanto a me, rompe definitivamente i miei indugi. Faccioun breve ed affrettato cenno con il capo, mentre lei, senza troppe cerimonie,preme la bacchetta contro la mia fronte, pronunciando la formula per laLegilimanzia. Serro gli occhi, non sono mai stata una bravissima Occlumante,non mi mai servito esercitarmi molto e quindi un qualcosa che non ho maipotenziato appieno. Compio perci ogni sforzo possibile per indirizzare i mieipensieri solo sullo Zahir, sul sogno che mi ha indotto Astoria e sullapreparazione della pozione, cercando di escludere il ricordo di Helder in mododa non metterla nei pasticci. Mi concentro anche sui diretti effetti delloZahir, sul senso di onnipotenza e di indifferenza, diventato velocemente odioletale, e ripenso in modo automatico sia ad Hayden che a Draco stesso.Censurando quello che ho fatto a loro due, cerco di indirizzare la sua ricercaed indagine sul controllo del mio corpo e sullo scontro con Astoria, oltre chepoi sul modo in cui prima avevo rotto lo Zahir e poi mi ero parzialmenteliberata della magia, eccetto per la voce, solo pochi minuti prima. Lasensazione di intrusione non cessa, per, l. Sento che sta cercando qualcosaltro,quasi con scetticismo e meraviglia, convinta intimamente che non sia tutto l.La respingo indietro con lultimo accenno di forza che mi rimane, una fittaimprovvisa e lancinante allo stomaco che mi ferma il respiro. Parte dei suoipensieri travalicano la barriera della sua mente, giungendo a me estremamenteconfusi ed incerti. Ma, tra essi, una cosa appare netta e chiara. Il suo nome.
Raissa Karkaroff.
Riapro gli occhi meravigliata, seguitaimmediatamente da lei stessa che mi guarda allo stesso identico modo.Ovviamente per motivi diversi dai miei. La squadro senza pudore, ecco perch miera venuto automatico collegarla a Durmstrang. la figlia di Igor Karkaroff.
Propendo per questa tesi, visto che mi sembratodi intravedere un frammento di lei con suo padre, Igor, dove si rivolgeva alui, chiamandolo appunto padre. Come faccia Draco a fidarsi di una donna simile, figlia di unMangiamorte, ancora un autentico mistero. Certo, se lui fosse qui,probabilmente replicherebbe con stizza che anche lui il figlio di unMangiamorte e che quindi questo non qualifica automaticamente Raissa come unaseguace delle Arti Oscure. Gi me lo vedo inarcare un sopracciglioperfettamente cesellato come loro ed incrociare le braccia, sbuffando e gimi vedo, a mia volta, lanciargli contro qualcosa di estremamente pesante epossibilmente anche acuminato.
So perfettamente che Lucius Malfoy era anche peggiodi Karkaroff: questultimo scapp al ritorno di Voldemort, finendo barbaramenteucciso per il suo tradimento di tanti anni prima, quando, con le suetestimonianze, aveva riempito le celle di Azkaban di seguaci del SignoreOscuro mentre Lucius rest al servizio di Voldemort praticamente sempre, finoad essere ucciso dagli Auror stessi.
Ma Draco trad i suoi molto prima della loro mortementre, per questa donna, Raissa chiss com andata Draco, a quanto pare si potuto rivolgere a lei perch conosce abbastanza le arti oscure, ma non eralegata a Voldemort, quindi non bramerebbe la testa di Draco su un piatto. Eppurenon mi fido mi guarda in modo troppo curioso e cercava qualcosa nella miamente
Come se, al pari diogni Serpeverde, non credesse che io sia stata davvero capace di creare unoZahir
Socchiudo gli occhi, fissandola, sporgendomiautomaticamente a prendere Serenity in braccio, come se la volessi difendere.Lei osserva incuriosita la mia manovra, sorridendo quasi divertita. La fulminocon gli occhi, esortandola con il mio silenzio a darmi un responso.
Lei comprende lantifona ed inizia a parlare, ovviamentenon guardando me, ma Zabini, che ha osservato tutta la scena senza fiatare,sbuffando solo ogni tanto e gettando occhiate in tralice alla porta chiusa,quasi come se volesse scappare.
Non credevo che avesse effettivamente creato unoZahir sibila in modo malevolo, sedendosi a gambe accavallate su una sedia,alzo gli occhi al cielo, incurante che mi possa vedere, e te pareva Pensavoche Draco avesse esagerato e che lei fosse semplicemente sotto qualche tipo di Imperius potenziato mainvece si tratta effettivamente di uno Zahir incredibile.
La fiducia che hanno nelle mie capacit, semprecommovente.
Si riavvia i capelli con gesto distratto,portandoli dietro le orecchie e continuando: Se non facile crearlo, immaginache cosa sia distruggerlo semplicemente impossibile eppure riuscita in entrambe le cose... anche perch, come ti stato spiegato,Granger, lo Zahir damore quello pi instabile e pericoloso si basa su unsentimento troppo potente ma al contempo troppo variabile nella sua stessanatura di conseguenza lo Zahir deve essere molto forte per gestirlo e ancoranon capisco come diamine abbia fatto.
Hai una spiegazione per questo? chiede senzareale interesse Zabini, mordicchiandosi un pollice.
Certo risponde Raissa ovvia, come se le avessechiesto se sapesse come mai lacqua delloceano evapora sotto la luce del soleCredo che sia stato, perch il sentimento che prova per Draco effettivamentemolto forte ed essendo in contraddizione con tutto quello che lei pensa eprova, ci ha messo molto per accettarlo e questo lha fatto radicareprofondamente in lei mettiamola cos, come quando ha di fronte un teoremache neghi e non accetti, ma che poi ti viene dimostrato come assolutamentereale e logico bene, quando comprendi la sua veridicit, qualsiasi obiezione onegazione dello stesso sarebbe per te inconcepibile, proprio perch sai quantoci hai messo ad accettarne la natura e ne conosci ogni possibile riflesso, ognipossibile obiezione che potrebbe essergli mossa contro, perch a suo tempo seistato tu il primo ad opporti ad esso a qualsiasi negazione, insomma, avrestilargomento per controbattere capisci che cosa voglio dire? Lo Zahir dovevalottare con la sua stessa natura che, dopo incredibili tentativi di diniego,aveva accettato di amare Draco Malfoy.
Imbarazzata, mi schiarisco la voce, cercando diriportare la loro attenzione sul fatto che, oltre ad essere presente, non divitale importanza discutere di come si sia evoluto il mio sentimento per Draco.Zabini annuisce, stranamente crucciato.
Nonostante questo, per resta comunque assurdo che, oltre a crearlo e a nonesserne uccisa, sia anche riuscito a romperlo ma la spiegazione credo che siacome sopra quando lo Zahir le imponeva di fare del male a Draco, la sua stessanatura si opposta ed stata pi forte dello Zahir stesso che alla fine si rotto Astoria contava sullo Zahir per uccidere Draco ed effettivamente, comeaccadde alla regina Artemisia, lesito sarebbe stato scontato ma lei lo harotto e quindi Astoria ha dovuto collegare la sua mente con quella dellaGranger per riuscire a controllarla e farle fare quello che voleva hasfruttato lodio ancora presente in lei per entrare in contatto con la suamente, e questo le ha permesso di renderla sua schiava lodio difficile daeliminare in tempi veloci, quando ti avvelena pu abbandonare il tuo corpo solocon grandi sforzi ma questo penso che fosse gi chiaro sia alla Granger che aDraco, no? Ve lha spiegato Astoria stessa. Annuisco senza partecipazione.Fino ad ora non mi ha detto nulla che non sapessi gi.
Veniamo ora alla rottura del controllo continua,enumerando con le dita In altri casi, vi direi di non preoccuparvi quando siha a che fare con faccende oscure come queste, si deve sempre ringraziare diessere ancora in vita per poterlo raccontare lo Zahir fa a pezzi le anime,isolandone pezzi che distrugge e controlla in questo, quanto di pi simileesista allHorcrux se questo concede una relativa immortalit, lo Zahirconsente di controllare s stessi da qualsiasi pericolo esterno legato asentimenti, sensazioni, emozioni crea statue di sale, prive di qualsiasi formaemozionale, pronte a tutto, insensibili al dolore, al piacere, al sentimentocrea insomma un essere intangibile ed invulnerabile. Rabbrividisco, sentendole sue parole.
Sono cos simili loZahir e lHorcrux ha ragione lei homutilato la mia anima in questo, sono diventata come Voldemort
Era usato pi per questo che per altro grandicondottieri, spaventati dalla possibilit di essere distratti nelle lorospedizioni e guerre, usavano lo Zahir per essere liberi da ogni pastoia dellospirito per avere quella che potrebbe essere chiamata pace ma che assomiglia solo alla morte .
La ricordoperfettamente quella sensazione ero intoccabile ma ero anche morta dentro
Per questo, ripeto, rompere uno Zahir dovrebbe giessere considerato un miracolo e lodio che la avvelena ancora probabilmente,con il tempo, abbandoner il suo corpo, specie se stata cos forte da nonfarlo mai vincere del tutto, infatti, contrariamente a quanto pensava Draco e aquanto mi ha riferito, il suo cuore non ne toccato, infatti evidente che nesia ancora innamorata ma il problema il collegamento con Astoria basta solouna goccia di quellodio, rimasto dentro di lei, per permettere ad Astoria,qualora fisicamente si avvicinasse al luogo dove la Granger si trova, diriprendere il suo controllo dovrebbe esserne completamente purificata per poterla dire al sicuro e ilsegnale evidente sarebbe il colore dei suoi occhi e dei suoi capelli cheritornerebbero normali cosa che, come evidente, non ancora successo. Fauna pausa ad effetto, guardandosi le unghie laccate di nero, mentre arrossiscodi sdegno a causa del suo silenzio prolungato ed assolutamente ingiustificato.
Da un esame sommario, per, ho capito che lasoluzione pi semplice di quello che credessi Astoria le ha imposto due tipidi controllo, uno sul corpo e uno sulla voce il secondo pi potente erecente, e, da come andata la battaglia, me lo spiego in virt del fatto che la Granger riuscita a ricontrollare la voce, come prima cosa quindi Astoriane ha dovuto intensificare la potenza, distinguendola dal resto del corpo mala chiave per farle ritornare la voce, come per purificarla, Draco stesso . Sgrano gli occhi, nonriuscendo a seguire il ragionamento di Raissa che si affanna a spiegare.
Quando Draco ha parlato con Pansy lei eracosciente e ha sentito tutto spiegaRaissa con un filo di voce, Zabini si volta a guardarmi con un espressioneirritata e scandalizzata, sollevo il mento, sebbene il viso mi vada a fuoco perla vergogna Le parole di Draco quello che ha detto e la disperazione provataal pensiero che lui andasse via le hanno consentito di rompere il controllodel corpo deduco quindi automaticamente che, per rompere il controllo sullavoce, necessario ancora che la Granger si concentri sullamore che Draconutre per lei.
Tutto qui? erompe Zabini quasi deluso.
Tutto qui conferma Raissa smortamente, alzandosiin piedi Il problema il tempo, deve accadere molto velocemente perch lodio ancora presente nelsuo corpo come una malattia messa parzialmente a tacere, localizzata nellasua gola e che ora colpisce solo la voce ma se non viene debellata del tutto,esploder come un cancro, riprendendo la sua antica potenza, perch comunquesar sempre indotta da Astoria, anche a distanza, a riacutizzarsi e leitornerebbe esattamente come era prima una morta e searrivasse al cuore, probabilmente ucciderebbe nuovamente il suo amore e leiriprenderebbe ad odiarlo oppure perderebbe completamente il controllo di sstessa, anche la coscienza sarebbe come un vegetale ed allora, anche se Dracole decantasse un poemetto stile amor cortese, lei non lo ascolterebbe nemmenopi.
Le parole di Raissa mi gelano il respiro, sebbenesotto lo sguardo dellalgida donna, cerco di mostrarmi calma e serena. Ma sentola pelle del viso diventare fredda e cinerea, le mani sudareincontrollabilmente e lanimale, mai placato ma sempre rannicchiato dentro dime, torcermi le viscere come se mordesse. Mai come ora, sento il bisognoinesauribile di avere Draco vicino e mai come ora ne avverto la mancanza comese soffocassi. Non solo perch da lui, ora, dipende la mia vita in sensostretto, ma perch ricevere una notizia simile, senza la consolazione di averlovicino mi uccide.
Quindi, se lui ora non c腔 commenta scialbamenteZabini, guardando intensamente Raissa che completa a suo posto: moltoprobabile che, quando ritorner, non la trover pi. Stringo Serenity tra lebraccia, come se fosse una bambola e io mi fossi fatta piccola piccola , incapace della bench minima forma di coraggio. Operlomeno di finto coraggio, specie davanti a Zabini e a Raissa.
Glielo ho promesso, Raissa fino a quando luitorna, deve restare in vita dice tonante Zabini, guardandola, ancora non sidanno minimamente pena e pensiero che io sia l ad ascoltarli. Raissa annuisceriflessiva: Draco non torner tanto presto lo sai e quel che peggio, chenon c alcun modo per rintracciarlo. Un barlume di ragione mi raggiunge inquella disperazione.
Persino lei sadov e che cosa sta facendo perch io, no?
Che sta facendo danon poter essere raggiunto? E soprattutto che sta facendo che, evidentemente,non vogliono dirmi?
Cala un pesante silenzio, rotto solo dai gorgheggidi Serenity che gioca contenta e beata, ignara di ci che sta accadendo. Zabinisi muove nervosamente avanti ed indietro, quasi preda di un profondo conflittoche lo fa a pezzi. Raissa, invece, resta immobile e fredda come una statua di granito,bellissima e spenta, gli occhi accesi da scintille di pensieri e riflessionitutte sue.
Mi rannicchio su me stessa, spaventata. Ormai le possibilitrimaste sono: ritornare un demone che lo vuole morto; diventare un burattinonelle mani di Astoria che uccida sia lui che Serenity; oppure congelarmi persempre come la bella addormentata. Solo che io non sono cos bella da suscitareil bacio del principespecie se, poi, quel bacio, non lo sentirei nemmeno.
Nella mia fiaba, nessun incantesimo si romper conun bacio.
Asciugo velocemente le lacrime cadute dai mieiocchi, quando Zabini riprende a parlare, incerto e titubante: Se ci fosse unmodo per mostrarle i pensieri di Draco credi che funzionerebbe?. Tremo disorpresa, guardandolo con gli occhi sbarrati.
I pensieri di Draco
Raissa, stupita a sua volta, sgrana gli infinitiocchi verdi, dicendo sgomenta: Parli dei suoi ricordi? Hai i ricordi di Draco ?.
Diecimila anni tra la domanda di Raissa e la suarisposta incerta e flebile: S Draco, da quando diventato babbano per suascelta, mi ha sempre dato a scadenze i suoi ricordi lha fatto perch temevache gli accadesse qualcosa, mentre cercava Pucey e Montague, e, se questo fosseavvenuto, io e Pansy avevamo il compito di cercare qualcuno di babbano che siprendesse cura di Serenity e, a tempo debito, quando lei fosse stata in gradodi capire, probabilmente quando avesse sviluppato gi le prime doti magiche, leavrei mostrato i suoi ricordi per farle conoscere la sua vera storia diHelena, di Draco ed anche della Granger non li ho mai guardati e non dovreinemmeno parlarne ma gli ultimi me li ha affidati stamattina quindi penso checi sia tutto di lui e della Granger. La gola mi si secca, guardandolo,pensando alla possibilit.
Prima ho parlato di spiare una pagina di diarioqui, si parla della cosa pi intima possibile.
I suoi ricordi su di me, i suoi pensieri le suepi intime sensazioni come quando mi mostr i ricordi di Helena io vidi tutto.
Anzi non vidi tutto sentii tutto come se fossi nella sua carne e nel suo sangue
Mentre attendo la risposta accigliata di Raissa,che immagino gi essere positiva, sospiro senza accorgermene.
E si tratta anche dirispondere alla domanda da un milione di sterline
Come diamine ha fattoDraco Malfoy ad innamorarsi di Hermione Granger?
Un capitolo di unadifficolt estrema e che nemmeno mi piace del tutto!! Ho avuto una specie dicrisi mistica quando lho scritto, perch mi sono convinta di scrivere inmaniera pessima e HALFT stato molto vicino ad essere seppellito nei meandridelle cose mai finite!! Ma poi ho ripreso coraggio e, cambiando qualcosa qua el dal piano originario, mi sono riuscita a sbloccare grande merito di ci vaa Raissa Karkaroff che mi ha salvato decisamente la vita con la sua presenza J diciamo che uncapitolo di transizione, nel senso che prelude al vero e grande capitolo!! I ricordidi Draco su Hermione!! E qui necessito di un consiglio!! Quando si tratta di Dracodivento disgustosamente logorroica quindi potrei ricanalizzare tutta la storiadal suo punto di vista, ovviamente andando anche a ritroso nel tempo, quindiricordi di scuola o della guerra, ma non voglio essere troppo prolissa checosa mi consigliate? L Ora, diciamo che in questo capitolo la cosa pi importante il discorso di Dracolho immaginato come la fine di un percorso, quello che beninteso vedrete nelprossimo chappy e forse questo capitolo effettivamente questo. La fine delpercorso di entrambi se Hermione ha compreso il valore di un sentimento anchequalora sia non corrisposto o doloroso, Draco ha compreso limportanza diriprendere a vivere anche senza Hermione, dato che convinto che lei lo odivolevo insomma che, da questa esperienza, entrambi crescessero prima comepersone e poi come coppia che credo che sia la cosa pi normale ed ovvia perdue che sono rimasti mortalmente delusi dallamore stesso, nonch dalla vita,nel caso di Draco. Spero di aver reso tutto questo nel capitolo, lo sperodavvero:D
EFP e la nostracarissima Erika ha introdotto una nuova funzione, RISPONDI ALLE RECENSIONI! Quindistavolta non vi risponder nel mio spazio al termine del capitolo, ma in taleforma credo che ci sia un link per la risposta al termine della vostrarecensione risponder a tutti!! J purtroppo ho sempre il pc abbastanza fregato quindinon so se riuscir a farlo per tutti con gli stessi tempi, ma prometto dirispondere!! Un enorme bacio a tutti coloro che leggono questa fic , che la commentano, seguono o inseriscono tra ipreferiti e a chi mi segue su FB! J
Al prossimo capitolo!
Cassie!