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Love song requiem step two

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Love song requiem step two

Capitolo 31 Love song requiem step two

Luomo non pu volare un assiomascontato nella sua ovviet. O perlomeno, lo dovrebbe essere.

In fondo, io, adesso, contro ogni leggefisica ed anatomica, sto effettivamente volando. In ogni senso metaforico eletterale. Quindi, come insegnano tante cose nel nostro mondo, nulla maitroppo scontato, ovvio o banale.

La vita ha sempre lo straordinario talentodi rendere tutto imprevedibilmente realizzabile.

E il bambino biondo, che si dimena sulsedile accanto a me, cercando di sporgersi dal finestrino chiuso, ne unaconcreta e tangibile testimonianza.

Non avrei mai pensato, nemmeno comeipotesi remota suggerita da un pazzo con un discutibile senso dellumorismo, diavere un figlio da Draco Malfoy.

Non ci credo nemmeno adesso, se ciripenso ma non perch sia assurdo, come comunque .

Ma perch lincontrovertibile dato che lorende mio e suo figlio, quel dato che porta i suoi capelli biondi, la sua arianobile, la sua fossetta sul mento, il suo naso arricciato

lui lontano da me migliaia dichilometri, milioni di secondi e miliardi di flagelli di emozioni.

difficile concretamente ricordarmeloripetermelo nel cervello, per renderlo reale, per non relegarlo in unadimensione quasi onirica, dove non sono sicura che tutto sia successo sulserio.

Ogni giorno, ho fatto questo sforzo,aggrappandomi con le unghie e con i denti a Draco, per non permettere che miscivolasse via dalle dita e dalla memoria. Era come stare aggrappata ad unospuntone di roccia, sospesa sulloceano ribollente, cosciente che sarebbe bastatauna sola esitazione per cadere di sotto, in un oblio nero e denso, dove sareistata rivestita di ogni giustificazione.

Quanto siamo stati assieme io e Draco,davvero? Pochissimi giorni. Da quanto siamo divisi? Cinque anni.

Voleva un figlio da me? Forse. Sa che hagi un figlio da me? No.

Che cosa ha fatto in questi cinque anni?Non lo so.

Ogni risposta era un invito a ricadere inquelloceano, che sarebbe stato miele sulle ferite che porto dovunque peressermi attaccata al suo ricordo.

E io ho scelto il sale, invece, sulle mieferite. Ho scelto che me le aprisse il vento. Ho scelto che me le infettasse laterra. Ho scelto che me le lavasse indolente la pioggia, senza farle maisparire.

Contro tutto e contro tutti.

Fino ad oggi.

Fino alle sei e trentanove di stamattina.

stato come se il mio cuore fosse esplosoin mille pezzi, sottoposto ad una deflagrazione potentissima che ha generato uncalore tale da rinsaldarne, poi, i frammenti in modo compatto ed inespugnabile.O meglio il mio cuore non mai stato intero, da quando lho perso. Oggi nesento di nuovo il confortante peso dellinterezza nel mio petto, quasi come uncucciolo addormentato sul mio torace che riscalda il mio stesso respiro.

Come quando tengo in braccio Alex, fino aquando si addormenta.

Non mi sento sola.

ecco, come se si fossero venuti aripescare dopo anni, sospesa su quella rupe, mi portassero in una casaaccogliente e mi dicessero che oramai quel mare non mi ghermir pi.

Dimenticare scordare mai pi.

Ho sempre odiato volare, sin da quando erobambina e mia madre voleva venire a trovare mia nonna in Sicilia destate.Prendevamo laereo e io mi muovevo sul sedile tutto il tempo, agitandomi epiangendo, scatenando le reazioni scioccate dei miei genitori che non eranoabituati a queste mie intemperanze, visto che ero sempre abbastanza tranquillae posata.

Ad Hogwarts, la situazione non migliorcon la possibilit concreta di staccare i piedi dal suolo, non allinterno diun uccello di metallo solido e resistente, ma a cavallo di una fragile asta dilegno: credo che la mia repulsione naturale per le scope sia ancora tramandataagli studenti di quella scuola, come leccezione tangibile della regola chevuole i maghi e le streghe grandi amanti delle scope.

Luomo non pu volare cos scontato checredo che, persino da bambina, ogni cosa che ne dimostrasse minimamente ilcontrario, mi sembrava illogica e priva di senso.

Ergo, laereo, la scopa o qualsiasi altromezzo volante, doveva schiantarsi prima o dopo, come se la forza di gravitimprovvisamente si ricordasse di fare il suo ancestrale dovere.

Ed anche da adulta, sebbene cercassisempre razionalmente di dirmi che non correvo rischi e che ci sono mezzitecnici capaci di prevenire qualsiasi tipo dincidente, sia a bordo di unascopa che di un aereo, mi tremavano sempre le gambe se dovevo affrontare delleprove del genere, come se io stessa fossi ancorata alla terra da una forza piforte di quella di gravit e che, staccandomi da essa, io perdessi appoggio erifugio.

Quindi, anche se ero costretta per ipotesia salire su un aereo o su una scopa, restavo immobile, gli occhi socchiusi, ecercavo di concentrarmi intensamente, cos da convincermi di essere sedutacomodamente sul mio letto, piuttosto che su un trabiccolo volante.

Fino ad oggi.

Fino alle nove e diciotto di stamattina.

Non ho smesso un secondo di guardare fuoridal finestrino, tenendo Alex in braccio che mi indicava case, alberi, palazzi,colline, montagne e specchi dacqua, illuminati per un attimo dal sole.Diventavano schegge di luce liquida per un secondo, poi si spegnevano mentrelaereo se li lasciava alle spalle. Come tante schegge di vetro

come le schegge di vetro del vaso cheRonald ha rotto ieri sera, facendo rovinare una cascata dacqua e fiori sultappeto cremisi del salotto.

Attonita, lho sentito prendere la giacca,inforcare luscita ed andarsene, sbattendo la porta. Sapevo che sarebbe tornatola mattina dopo, le orecchie rosse dira e lo sguardo glaciale, cercando poiogni pretesto per fare pace mediante piccoli contatti fortuiti, oppure parolesfuggite casualmente, o ancora usando Alex come ambasciatore che non puportare pena. E io avrei riso rassegnata, lasciando perdere il motivo dellalitigata, dicendo che non importava.

stato questo il punto, il lasciarperdere perch non importava. Per me ha sempre avuto un motivo quasiimbarazzante nella sua indubbia chiarezza.

A me non importa pi avere ragione in unadiscussione con lui, perch in fondo Ronald non mio marito nel senso comunedel termine.

Ovvio. Che diamine me ne dovrebbeimportare allora di avere ragione, in questo caso?

Ma lui ha scambiato questo lasciarperdere perch non importava, decisamente per altro.

Credevo che lui lo avesse capito lhosempre pensato. Insomma, come avrebbe potuto pensare il contrario? Saperfettamente che cosa ha portato al nostro matrimonio, sa perfettamente cheAlex non lo chiama nemmeno pap, sa perfettamente che persino mio figlio sa diavere un padre di nome Draco Malfoy, che ha i suoi stessi occhi e che ridenella sua stessa identica maniera.

Sa perfettamente Ronald, dei cinque regalidi Natale per Draco, nascosti in soffitta, che ogni anno ho accuratamenteincartato, messo sotto lalbero e portato via con le lacrime agli occhi, quandoNatale passava ed era tempo di mettere a posto le decorazioni. Stessa cosa peri regali di compleanno. Cinque regali ancora incartati.

Sa perfettamente Ronald, delle novecento etredici lettere che ho scritto a Draco in questi cinque anni, tenute assieme daun nastro verde come sarebbe piaciuto a lui, e che non ho mai potuto spedire.

Sa perfettamente Ronald, del saluto chefaccio a lui ogni mattina, appena apro gli occhi: Buongiorno Draco. E dellabuonanotte, ogni sera, alla fine della giornata che non mi ha riportato da lui:Dormi bene, Draco.

Solo un sussurro, perso nelle lenzuola dicotone. Un trillo festoso che va ripetendo, invece, Alex, appena si alza daletto, da quando ha scoperto per caso che lo facevo io, ed ha preteso diimitarmi.

Buongiorno mamma!! Buongiorno Ron!! Ebuongiorno anche a te, pap!!.

Ronald sa anche di questo diario, diqueste parole che scrivo ogni sera prima di addormentarmi. Lo sa, perch mivede scrivere. Lo sa, perch me ne ha chiesto il motivo, quando ho iniziato ascriverlo quattro anni fa.

E io gli ho risposto: Draco deve saperetutto di questi cinque anni, quando torneremo da lui.

Quel giorno, corrug la fronte ed arriccile labbra, ma non disse nulla. E io pensavo che avesse capito. Non che civolesse tanto, ma forse Harry gli aveva messo altre idee in testa e comunqueera meglio chiarire.

Deve aver capito, ovviamente. Questo, hopensato.

Fino al vaso rotto.

Fino a ieri.

Fino alle ventidue e quarantasette di ierisera.

Ronald non ha mai capito. Lui mi ha sempreseriamente considerato sua moglie, in ogni senso comune, metaforico ed anchepoetico del termine.

Ha sempre seriamente pensato che, infondo, non fosse vero che io amassi Draco Malfoy. Forse, non nemmeno convintoche Alex sia davvero nostro figlio, anche se somiglia a Draco cos tanto.

non ha mai seriamente pensato che sareitornata da lui, appena avessi potuto. Nessuno lha mai davvero pensato. Forsenemmeno i miei, Helder ed Hayden che sono stati con me in questi anni, lhannomai davvero creduto possibile.

Forse, pensavano che mi abituassi infretta alla mia nuova vita da neo signora Weasley, ed accettassi fino in fondoil sacrificio da madre che mi era stato imposto e che avevo accettato.

Anche loro, forse, lhanno sempre pensatacome Ron.

Non importa.

Perch, poi, arrivata la discussione eil vaso rotto delle ventidue e quarantasette di ieri sera. E Ronald se nandato, sbattendo la porta.

arrivata la lettera in filigrana dellesei e trentanove di stamattina. Ed Helder ed Hayden mi hanno salutato,abbracciando forte me ed Alex.

Ed arrivato laereo delle nove ediciotto. Ed ogni paura di volare mi evaporata dal cuore, come se librassi iostessa per la gioia.

Mentre intravedo dopo cinque anni Londra,mentre mi si avvicina con i suoi colori e suoni che non ho mai smesso diricordare, stringo forte mio figlio tra le braccia e la mia borsa da viaggio.

Il mio solo bagaglio.

Cinque regali di Natale, cinque regali dicompleanno e novecento tredici lettere.

La mia tenue ma decisa pressione sulla superficie liscia dello specchio,impedisce alle immagini successive di prendere consistenza e forma, mentrescivolano veloci come vagoni di un treno notturno, illuminati da grappoli diluci tremule mentre sfrecciano a tutta velocit. Sotto i polpastrelli, sento ilfreddo che mi suscita lo specchio, propagarsi come una serie di piccoli crampifastidiosi, anche se so che quello stesso specchio non altro che una formamentale data da Draco ai suoi ricordi, e che quindi, tecnicamente, nemmenoesiste.

Ma la logica, la razionalit, in questo posto, mi hanno gi dato ampiaprova di non esistere.

Lo specchio non reale, ok eppure, provo comunque quella sensazione difreddo sotto le dita, come se stessi indugiando su un pezzo di ghiaccio.

E non centra nulla il fatto che questo specchio abbia una fattezza costangibile da farmi dubitare costantemente sul fatto che non sia reale. Ilfreddo per quelle immagini che, nonostante la mia volont faccia scorrererapide come se avessi premuto un invisibile tasto di avanzamento veloce, misembrano sempre troppo lente, troppo cariche di dettagli e particolari cheriesco comunque a cogliere, mio malgrado.

Dettagli carichi di odio, repulsione, violenza.

E di cui io sono il centro vorticante e tenebroso, nella mente di Draco.

Piego la testa come vessata da un carico opprimente ma invisibile sulle miespalle, che mi curva la schiena come una supplice vestita solo di stracci. Soche tutto questo cambiato, ma la vividezza di quelle immagini cossconcertante e potente da darmi le vertigini.

Draco, lultima volta che mi ha condotto nei suoi ricordi, mi ha persinoprotetto da essi, anche se aveva intenzione di farmi del male in modo daallontanarmi da lui.

Adesso, che lui non c a filtrarli, mi arrivano tutti, prendendomi inpieno e tagliandomi il respiro.

Sono gli anni di Helena, certo, rivedo a sprazzi ancora la loro amiciziacomplice trasformarsi in amore, le notti proibite, i giorni rubati, la nascitadi Serenity, la morte di Amos ed Helena stessa, la disperazione e linerzia diDraco, larrivo nella sua vita di Astoria. E, rapido, vedo persino lincontrocon Seth, quando Helena era ancora viva ed aveva deciso di fondare il PetitePeste per avere una carriera alternativa alla vita da modella. Vedo, rapidicome lampi, particolari che non ho visto la prima volta, ma non mi concentrotroppo, perch tutto avvolto da una patina grigiastra, scura, come lanugineche vela ogni pensiero.

Tutto filtra dallamore per Helena prima, e per Serenity, poi. Ovvio. Manulla sembra pi forte dellodio.

dellodio per me .

Ora non sono pi la ragazzina saccente che, confrontata con lui, vincevasempre e che lo spodestava dal suo trono in modo illegittimo, e che quindi eraovvio odiare, specie se non aveva nessuna delle doti che lui riconosceva comefondanti quella supremazia. Non sono pi nemmeno la giovane donna che, per unsolo ed avventato attimo, lui ha quasi stimato in quella tenda di soccorso sulcampo di battaglia.

Non sono pi nessuna di quelle persone.

Ora lui mi vede coperta del sangue delle persone che ha amato di pi, isuoi genitori, Amos ed Helena. Sono il simbolo incarnato di tutto ci chedetesta, di tutto ci che esiste di opposto a lui e che gli ha causato dolore esofferenza. Pensa spesso a me, mi vedo nella sua mente dipinta di colori scurie glaciali, un ritratto in calce di un demone travestito da angelo.

Serro il pugno, chiudendo gli occhi sotto le palpebre che tremano. Sogna di uccidermi.

Al mattino, quando si risveglia, la sua umanit lo fa riscuotere edimenticare quelle fantasie nefaste, ma ogni notte sogna di nuovo di uccidermi.Con Harry, non riesce a prendersela, perch chiaramente lui lha aiutatoenormemente e si sente legato a lui da un sentimento frammisto di gratitudine,invidia ed avversione.

Ma, con me, diverso. Quella purezza che mi aveva riconosciuto, diventaper converso il mio personificare tutti quei valori estremamente bigotti edinquadrati che hanno portato alle morti delle persone che ama. Sono pregna diquella giustizia , priva disfaccettature, che, quando decreta un sentenza di morte, la esegue senzanemmeno battere ciglio.

In fondo ha ragione . Lavevo ginotato e pensato. Ed il motivo per cui ho deciso da tempo che non sar pi ilCapo degli Auror.

Cosa avrei fatto, solo un anno fa, se avessi saputo di tutto questo? CheDraco Malfoy mi riteneva la diretta responsabile della morte dei suoi genitorie della donna che amava?

Probabilmente nulla, lo so. Avrei replicato con tono borioso e colmo diacrobazie dialettiche, che io non ero ancora il Capo degli Auror, quando furonouccisi Lucius e Narcissa stessa cosa per Helena. Non ero pi il Capo degliAuror gi da un anno. Eppure, nulla avrebbe impedito che Draco vedesse quelsangue sporcarmi le mani.

Perch lHermione, capo degli Auror, convinta fautrice di quella giustizia, forse avrebbe trovato milionidi giustificazioni ad entrambe quelle uccisioni.

Narcissa e Lucius erano Mangiamorte e dovevano morire, poco importa come.Se Helena era senza protezione, la colpa era di Draco e del suo aver rifiutatogli Auror.

Non ci avrei mai creduto fino in fondo, e dentro ne avrei subito untormento lacerante ma, di fronte a lui, come sempre stato, dovevo vincere.Granitica come sempre.

Ora, con infinit consapevolezza, mi rendo conto che solo il mio abdicare aquel ruolo, mi ha consentito di avvicinarmi davvero a Draco.

Prima di tutto, per ragioni logistiche se fossi stata ancora il Capo degliAuror, non avrei mai cercato un lavoro. Ma soprattutto mi sarei sentita indovere di difendere il mio mondo e il mio ruolo, e so che avrei chiuso gliocchi davanti al suo dolore e alla sua rabbia.

e non avrei mai capito che cosa c di sbagliato nellergersi giudice delmondo intero, segnando spartiacque di fuoco tra il vizio e la virt, la bont ela cattiveria il bene e il male.

Me lha insegnato lui, Draco senza volerlo ovviamente. Ma lha fatto.

Ed oggi non essere pi io a ricoprire quel ruolo, per cui comunque hosudato e faticato, oggi una benedizione .

Non saprei pi essere quella persona e non sopporterei il modo con cuiDraco mi guarderebbe. Non lo potrei reggere e sopportare.

Allinizio, non me ne resi nemmeno conto, scambiai quello sguardo per ildisgusto solito che aveva per me, da quando andavamo a scuola. Ma sapevo, dentro , che era diverso.

Poi, quando inquadrai la cosa cometu sei lieto di essere Draco, io sono lieta di essere Hermione. Me stessa conle mie idee e i miei pensieri... e sono davvero stanca che tu sconti su di mecolpe altrui fu il tormento dellinferno, non appena iniziai a provarequalcosa per lui.

Poi un giorno lo sguardo spar. Cambi, mut, si trasform, come unsoffio di aria gelida diventa una brezza calda e soffice.

Sono qui, per quello sguardo. Per capire come fece a cambiare.

Sono qui, per questo.

Le immagini si fermano, riprendono a ritmo normale, come se rispondesseroalle mie domande, individuando il lontano bandolo della matassa che haintrecciato i nostri destini slegati.

A mai piarrivederci anche a te, Granger rispose a tono in maniera falsamente educataDraco, mentre la guardava scendere le scale.

La vide dallalto ripercorrere con la schiena dritta la sala piena ditavolini, fermandosi solo davanti alla saracinesca abbassata, per poi chinarsicon attenzione. Sembr indugiare qualche secondo sulla soglia, la mano di Dracosi contrasse ferocemente sul corrimano. Si rilass solo quando sent i passiveloci di lei allontanarsi in fretta, correndo quasi. Un rivolo di sudore freddogli scese lungo la schiena, facendolo rabbrividire.

Era stato bravo a restare calmo nel rivedere la Granger davanti a lui, dopocirca due anni che non la vedeva laveva vista lultima volta con Weasley,quel giorno che era corso al Dipartimento degli Auror per rinunciare alla loroprotezione.

Lerrore pi grande della sua vita lerrore che aveva ucciso Helena.

Il respiro divenne agitato, convulso, affannato, mentre la sua schienascivolava sulla parete su cui si era appoggiato per sostenersi, dopo latensione che gli aveva riempito le vene di urgenza e dolore. Seduto sulpavimento, un gomito poggiato sul ginocchio piegato, si port pensosamente unamano tra i capelli biondi, stringendone con livore una ciocca.

Era stato bravo ma forse non sarebbe dovuto esserlo. Avrebbe dovutoucciderla, appena laveva vista. Puntarle una bacchetta alla gola, vedere isuoi occhi riempirsi di lacrime, gioire del tremore nelle sue membra poi unlampo verde e finalmente lo avrebbe lasciato in pace. Brividi freddi loassalirono ancora e dovette serrare le labbra per fermarli. I soliti segni checonosceva bene, i segnali che il corpo gli mandava, quando si trattava diuccidere.

La febbre la solita febbre, che non conosceva la giustizia di ucciderelassassina di Helena.

Gli occhi grigi rotearono con fastidio, lo sguardo fisso sulle travi delpavimento.

Non era solo questo, ovviamente. In fondo, aveva gi ucciso. Mangiamorte,nemici. Ed ogni giorno pianificava la morte di Pucey e Montague. Sapevacombattere oramai quella malattia, che aveva decretato il suo destino.

Avrebbe ucciso la Granger, senso di colpa, febbre altissima, rimorso ma,dopo un po, sarebbe stato bene. Avrebbe seppellito anche lei nel cimiterodella sua mente, sempre pieno zeppo di cadaveri putrescenti.

Ma cera Potter, ricord con una smorfia, lui non lavrebbe mai accettato.Ed addio protezione del ministero, garanzie con Astoria.

Ed addio anche a Serenity. E non era ancora il momento di rinunciare allabambina.

A meno che non fosse stato proprio Potter a mandarla e perch, poi? Nonsapeva come viveva? E la Granger sembrava effettivamente sorpresa di vederlol. O aveva solamente recitato? Probabilmente era cos voleva indagare.Sicuramente.

Forse su come trattava Serenity la mano strinse il ciuffo di capelli, finoa fargli male. Erano convinti che non fosse in grado di prendersi cura diSerenity ovvio, lui era Malfoy, non poteva fare da padre adottivo ad unabambina di un anno.

Sentiva gi le loro voci, nella testa. Probabilmente pensavano, nellamigliore delle ipotesi, che la trascurasse e nella peggiore, che lamaltrattasse.

Gli sovvenne il ricordo del viso di Hermione, nitido, preciso, come se celavesse davanti agli occhi. Le palpebre lievi sopra le ciglia lunghe enerissime, gli occhi castano chiaro, la pelle del collo lasciata scoperta dallacanotta rossa che indossava, le spalle magre che avrebbe potuto afferrare conuna mano. Arriv immediatamente il ricordo della sua voce, tenuemente soffusamentre nelloscurit della sua stanza sussurrava: Harry non mi ha mandato qui,Malfoy e, se questo pu consolarti, io non so minimamente chi sia questaSerenity.

Stava mentendo stava mentendo quella dannata Mezzosangue avrebbe dovutoucciderla, altroch ed invece le aveva anche retto il gioco.

Dannazione! url, picchiando violentemente il pugno contro il pavimento.Le nocche si graffiarono, perdendo qualche flebile goccia di sangue.

Si riscosse immediatamente, quando sent dei passi su per le scale,alzandosi in piedi e scuotendo la polvere dai jeans neri. In una manciata dirapidissimi secondi, il suo volto perse tutta langoscia e la preoccupazioneche, assieme con la rabbia e lodio, avevano scavato di profonde rughe la suaespressione. Liscia come lavorio, la sua pelle riassunse un colorito normale eun cipiglio tranquillo, mentre fingeva di attardarsi annoiato sulle scale.

Eri qui, Danny? andata via la tua amica? chiese Seth con tono gentile,salendo le scale e guardando il ragazzo biondo. Draco irrigid le spalle,lespressione raggelata, mentre un groppo pesante in gola gli impediva direspirare e parlare normalmente.

Respir profondamente, cercando di dissimulare nonchalance e tranquillit:Certo possiamo finire linventario ed inizi pigramente a scendere lescale, il magone che non passava.

Super Seth, mentre diceva scherzando: E una ragazza carina! Un ponevrastenica, ma sembra simpatica non so se avrebbe mai potuto fare lacameriera, troppo poco paziente. Purtroppo non ho potuto assumerla, non avevareferenze e per il party abbiamo bisogno di una ragazza esperta soggiunseSeth con voce contrita, mentre Draco capiva con ulteriore rabbia, linganno cheaveva ordito la Granger. Fingere di essere alla ricerca di un lavoro e circuirequellingenuo di Seth.

Strinse i pugni, mentre il ragazzo chiedeva con voce tranquilla: Laconosci da tanto?.

Draco sospir lungamente, chiedendosi se Seth stesse solo tentando di fareconversazione oppure se stesse effettivamente indagando sulla Granger e sulloro inesistente legame. Avrebbe voluto urlargli tutto contro, rivelando chelei era lindiretta responsabile della morte della sola donna che avesse maiamato e la complice degli assassini dei suoi genitori, e, per un attimo folle,ci pens seriamente. Seth era un buon amico e, sebbene tutta la sua vita perlui fosse un mistero e un carico cospicuo di bugie, sapeva che il giorno in cuisi fosse deciso a dirgli la verit, Seth avrebbe capito. Dalle questioni suiPurosangue e Mezzosangue, fino al suo destino segnato di futuro Mangiamorte,arrivando persino al suo tradimento.

Era convinto Draco, che Seth avrebbe capito entrambi i tradimenti, cheancora bruciavano nelle sue vene come lava incandescente.

Quello verso i suoi genitori, quando era diventato una spia per lOrdine.

Quello verso Amos Diggory, quando era diventato lamante di sua moglie.

Seth avrebbe capito e lo avrebbe giustificato, assolto, scagionato dallesue colpe. E lui non lo voleva. Era questo il punto. Voleva restare quello cheera, anche agli occhi di Seth la finzione di quel Danny Ryan, che era un uomosenza passato.

Puro, candido, innocente, come solo una finzione pu essere.

Dentro, invece, sarebbe rimasto Draco Malfoy, il traditore di ogni partedel mondo. Quelluomo non meritava alcun ristoro o alcun sollievo alla suacondizione.

Draco, spesso, concepiva il tutto come un qualcosa di clamorosamentescontato quelluomo meritava di morire, non appena avesse affidato Serenity achi ritenesse degno di crescerla e non appena avesse ucciso Pucey e Montague.

E la Granger? Era unaltra vita che doveva prendere?

Probabilmente s pi realisticamente no.

Per Potter, certo e poi non desiderava realmente ucciderla. Non era unmostro, non lo era mai stato.

Una vita fa, avrebbe aggiunto a quel non lo era mai stato un suomalgrado. Non saper uccidere era stata la condanna sulla sua testa, infondo. Il motivo per cui i suoi genitorilo avevano rifiutato e scacciato.

Non amava prendere delle vite, non lo aveva mai amato nemmeno in guerra. Mase fosse stato costretto, le cose sarebbero cambiate.

La Granger non doveva mai pi avvicinarsi a lui, se aveva cara la pelle.

Sibil freddo come il vento, ricordandosi della presenza di Seth e dellasua ancora sospesa domanda: Era una mia compagna di scuola, Seth ma non cisiamo mai sopportati.

Divennero un sussurro di minaccia le sue ultime parole, mentre si voltavaguardando fisso lamico negli occhi con espressione raggelante.

Seth trasal, non abituato a quel viso, cos strano sul guscio vuoto cherispondeva al nome di Danny Ryan, ma perfetto come se fosse nato solo perquello, se lo si legava al nome Draco Malfoy.

non voglio pi vederla qui dentro.

Se avessi saputo tutto questo, se avessi saputo di questo suo viso epersino della sua risolutezza ad uccidermi, se mi fossi avvicinata troppo a luie a Serenity

Sicuramente non avrei davvero messo pi piede al Petite Peste e io chepensavo che era il solito odio dei tempi della scuola

Devo ringraziare di come siano andate le cose e di come questo odio cosraggelante, un giorno, si sia trasformato in amore.

Non riesce la paura a scalfirmi, ovviamente. Nonpotrei mai temerlo adesso. Per come lo amo e come ho sentito distintamente luiconfessare di amare me, non posso averne paura.

Ma non riesco a smettere di chiedermi come siapotuto tutto questo cambiare

dato che io, ingenua, il giorno dopo, ero gidi nuovo davanti ai suoi occhi.

Draco Lucius Malfoy non aveva un gran numero digiornate da enumerare, come le pi belle della sua vita. Erano poche, da potersicontare sulle dita di una mano.

Nemmeno i giorni con Helena, constat con unlieve sospiro che si perse nel vento, potevano essere considerate tali. Certo,era meraviglioso stare con lei, ma nel sottofondo della sua anima, il pensierodi Amos e langoscia per il loro futuro, gli impediva di essere felice appieno,di godersi quei momenti che, ancora non lo sapeva, avrebbero avuto brevedurata. Inoltre, Helena era sempre stata bravissima nel lasciarlo in un perennestato dinsoddisfazione, che lo consumava fino alla volta in cui lavrebbeavuta di nuovo. Non era solo il sesso, ma era soprattutto la distanza checomunque preservava nei suoi confronti, ed il fatto che, nel bene e nel male,aveva sempre rifiutato di considerarsi sua.

Era la moglie fedifraga di Amos Diggory, maintanto, ci teneva sempre a sottolineare con un gesto, con una parola, con unacurva delle labbra, che era comunque sua moglie.

Draco sospir ancora, afferrando una manciata disabbia ed osservandone poi i minuscoli granuli disperdersi nel vento, mentre lesue dita si aprivano lentamente. Gett unocchiata in tralice a Serenity, che,seduta sulla sabbia accanto a lui, contemplava affascinata il volo deigabbiani, frecce dargento nel cielo turchino e riflessi di luna nellacqua cobaltodel mare. Gli occhi di Serenity erano identici a quelli di Helena, quandovenivano l, su quella spiaggia dove era stata per la prima volta con CedricDiggory e dove aveva conosciuto per la prima, e forse lunica volta, lasperanza di un destino diverso.

Ci tornava spesso Helena, se lo ricordavaancora, forse perch ne traeva quella speranza, assente ora nel suo corpo enella sua mente. E Draco, dalla sua morte, aveva preso a venirci anche luispesso, traendone solo il beneficio di un nitido ricordo di lei.

La speranza era annegata da anni da un ricordoche non sapeva nemmeno di possedere ancora. Sciarpa calda e guance rosse.

La speranza spariva con i ricordi di Helena.Persino la villa che lei amava guardare, era stata messa in vendita.

I ricordi di Helena, profumati di ciliegia,perdevano definizione ogni giorno. Cercava di trattenerli come poteva, masapeva che presto sarebbero stati sempre meno netti.

Era il meccanismo della sua mente per continuarea sopravvivere, dimenticando in parte quel dolore. La sua mente agiva cos,senza una sua specifica volont in proposito. Non gli interessava sopravvivere,era disperato allidea di dimenticarla.

E nemmeno il quadro vivo di lei, era unaconsolazione. Non dipingeva un tratto, da quando lei era morta.

Helena si era augurata per lui, una sequela digiornate da chiamare le pi belle della sua vita, quando gli aveva lasciatoil suo ultimo messaggio. Si era augurata anche una donna, che gliele facessevivere.

Assurdo, constat come sempre, stendendosi sullasabbia, le braccia piegate sotto la nuca, e chiudendo gli occhi, le voci dirari bagnanti nella testa come un eco morente.

Anche quel giorno, il conteggio delle giornatepi belle della sua vita era fisso sul numero tre.

Una mattina in cui suo padre aveva trascorsotutto il tempo con lui e sua madre, insegnandogli il Quidditch. Il sorteggiocome Serpeverde. Serenity che diceva la sua prima parola: Danny.

La consolazione magra che poteva darsi eraccontare allo spirito di Helena, quasi come una giustificazione, era cheanche quelle pi brutte erano ferme da qualche mese al numero tre.

Le parole di Piton che dicevano che non potevaessere un Mangiamorte. Il ricordo della morte dei suoi genitori. La morte diAmos e quella di Helena.

Draco aveva invece uninvidiabile serie digiornate da definire fastidiose, al punto che, se avesse dovuto fare unasintesi dei suoi ventitr anni di vita, quelletichetta era applicabile ad unabuona met dei suoi giorni.

Sapeva che era anche il suo carattere, poco inclinea sopportare la gente in generale, ad infastidirlo pi del dovuto di fronte aduna sequela innumerevole di cose. Ad alcune giornate, poteva attribuirequellappellativo, anche se una ragazza lo aveva fissato per strada, o se uncommesso aveva cercato di vendergli qualche cosa di pi. E nonostante nonpotesse negare di essere anche sollevato di vivere da babbano, aveva anchenotato che il fastidio era aumentato da quando era senza poteri, visto chedoveva usare mezzi pubblici, avere a che fare con il traffico londinese e cosvia.

Eppure, se avesse dovuto dare una pole positionalla sua giornata pi fastidiosa, quella odierna vinceva assolutamente sututte. E la cosa meno confortante era che non era nemmeno finita.

Stil una lista di sufficienti argomenti cheperorassero questa sua ultima tesi e quel poco auspicabile primato, gli occhiancora chiusi mentre restava supino, di lui restava attento solo ludito perverificare che Serenity non iniziasse a piangere.

Punto primo, la Granger. Si era ripresentata alPetite Peste, a quanto pare ancora con la recita della ricerca del lavoro inpiedi.

Quando se lera rivista davanti, aveva fatto ecoa tutta la sua forza per non schiantarla allistante. Ma ovviamente non potevafarlo, perch era in una stanza piena di babbani, con cui viveva e lavoravaogni giorno: lincantesimo di memoria, poi, non era mai stato il suo forte enessuno, tantomeno la Granger, lo avrebbe messo nelle condizioni di chiedereaiuto ad Astoria, che invece sapeva fare quasi solo quello.

Aveva retto ancora il gioco allAuror, solo perdifendere la sua copertura, ed era rimasto oltremodo sconvolto dalla faccia dibronzo della Granger. Non soltanto continuava nella recita del posto di lavoro,ma si era persino meravigliata che lui non glielo avesse dato sul serio! Ilfastidio per la Granger in generale era, poi, anche acuito da molti punti chenon gli tornavano della vicenda.

Lei aveva accennato ad una condanna, che dovevaaver ricevuto e su cui lui si sarebbe potuto fare due risate che diaminevoleva dire? Era stata condannata? E da chi? E per cosa?

Perch poi, se voleva fare delle indagini su dilui, continuava con quella messinscena, sicuramente poco positiva visto che luicomunque non le avrebbe dato il lavoro? Poteva benissimo fare irruzione al suolocale con una decina di Auror, fare delle perquisizioni e liquidare in frettala vicenda. Invece, no, evidentemente aveva optato per la tortura mentale.

Si morse il labbro inferiore, forse la vitadella Granger era cos patetica da volerlo indurre ad ucciderla lui sarebbestato arrestato, Serenity gli sarebbe stato tolta e lei sarebbe morta comeuneroina.

Altrimenti non sapeva come spiegarsi come siazzardava anche a nominare suo padre sei identico a tuo padre magari lofosse stato, pens stringendo le labbra. Lucius lavrebbe uccisa con unasemplice scrollata di spalle.

Lui, invece, era riuscito a resistere, anchedopo quel commento. Certo, aveva immaginato con sublime soddisfazione diammazzarla sul serio ed aveva sentito il viso infiammarsi di collera cos tantoda credere di esplodere, ma ce laveva fatta.

Ne andava dei suoi progetti di vita: la suavendetta e la cura di Serenity. Solo pensando a quelle due cose, era riuscito adarsi forza sufficiente.

Ma la Granger, sebbene in modo incomprensibile,aveva anche in parte ragione. E con questo si arrivava al punto secondo: SethGreen.

S, perch se la Granger si era sentita indovere di presentarsi nuovamente da lui, era stato anche per lui, che lavevaassunta a sua insaputa.

Quando lei se ne era andata, gli aveva urlatocontro per ore, lui che assumeva la sua espressione da cucciolo abbandonatosotto la neve, ma gli occhi verdi del ragazzo continuavano a scintillareispirati.

Ergo, qualsiasi cosa avesse in mente, assumendola Granger, non gli era ancora passata.

Draco sospir a lungo, non che fosse un misteroche cosa volesse da lei e nella sua mente maledisse ancora quella dannatastrega. Seth aveva unadorazione per lui, era evidente, e conoscere una ragazzadel suo passato, doveva essere stato come un imprevisto regalo di Natale. Daquando lo conosceva, si era sempre profuso in miliardi di domande su di lui esul suo passato, non sapendo quanto scavava nel torbido. Per fortuna, di Helenaaveva un tenue ricordo e non aveva avuto modo di collegarla a lui, credendosolo che fosse la sorella di Summer. Quindi, ora che si era trovato davanti unaragazza che sicuramente sapeva molte cose su di lui, era chiaro che avrebbesfruttato la cosa. Inoltre, Seth era fondamentalmente buono, era capace diaffezionarsi a chiunque ed infatti tutti gli volevano bene; Draco non erapertanto sorpreso che sembrasse nutrire una certa simpatia anche per laGranger. Come diamine facesse ancora non era chiaro

Punto terzo: ovviamente Astoria, che aveva montatoun teatrino assurdo quando aveva visto la Granger. Laveva incantata,costringendola a credere che lei fosse davvero Summer Breeze Layton, e questoaveva evitato a Draco che la Granger fosse ulteriormente insospettita dallapresenza della sorella minore di Helena. Ma ovviamente, aveva evitato una partedel problema, perch Astoria, che gi non aveva mai visto di buon occhio laGranger come qualsiasi Serpeverde che si rispetti, aveva fatto una scenatapazzesca dato che era convinta che fosse stato lui a farla venire, in modo datrovare un modo per spezzare la Promissio Gemina. Non ci aveva tenuto asottolinearle che, se cos fosse stato, avrebbe accolto la Granger spargendopetali di rosa per aria ed intonando canti propiziatori, visto che quella farsadellessere fidanzati doveva durare ben sette anni. Ne era passato solo pocopi di uno, e gi si era pentito amaramente di come si fosse lasciatoincastrare.

E, con questo, per collegamento di idee, siarrivava al punto quarto: Potter. Erano giorni che cercava di contattarlo,innervosendosi di volta in volta alle sue mancate risposte e ai vari messaggidella segretaria che, schioccando la lingua con fastidio ed irritazione,ripeteva che il Ministro era occupato. Come diamine si azzardava Potter ad ignorarloin quel modo? Una parte razionale della sua mente sapeva che Potter, in fondo,era il Ministro, era anche abbastanza normale che fosse occupato.

Ed una vocina estremamente fastidiosa, cheparlava anche curiosamente in modo molto simile alla Granger, insinuava ancheche il suo ex nemico di scuola avesse fatto davvero tanto per lui, in queglianni.

Ma la sua propensione allo sdegno aristocratico,non gli impediva comunque di sentirsi quasi offeso dal fatto che, nonostanteavesse lasciato decine di messaggi, Potter non si decideva a richiamarlo.

Si lev bruscamente a sedere, piegando unbraccio sul ginocchio. Inoltre, se Potter lo stava evitando, questo deponevadecisamente per la tesi per cui sapesse perfettamente della Granger e deltormento che gli stava dando.

Sperava solamente che con quellultimosgradevole incontro, la parentesi Granger si fosse finalmente conclusa chiusegli occhi sofferente, stava cercando di evitare di farle del male, ma forse laprossima volta il tormento dellinferno, che per colpa anche sua stava vivendo,lo avrebbe travolto al punto tale da rendergli impossibile rispettare la suavera natura, che in fondo non era malvagia.

Lavrebbe uccisa. E sapeva anche che avrebbepotuto ucciderla in un modo terribile.

Respir a fondo laria delloceano, cercando diricavare dal profumo penetrante dello iodio una calma che non possedeva e chesperava che sarebbe giunta dal paradiso, dove si trovava Helena. Ma lei, comesempre, non lo ascoltava mai, taceva nella sua culla turchina, sorda allepreghiere sue e di sua figlia. Quasi lo derideva nel suo silenzio, mostrandoglia cosa lui invece fosse simile non alla placida assennatezza del mare, ma altorbido carnevale della pioggia.

Lontano, risuon un tuono, che squarci ilsilenzio di voci di gente che iniziava ad affannarsi per evitare il vicinofortunale, mentre iniziavano a cadere pesanti gocce dal cielo, improvvisamentericolmo di nubi.

Draco riapr gli occhi gemelli di quel cielospezzato, mentre la pioggia aumentava di intensit, affrettandosi a raccogliereSerenity per riportarla in macchina. La bambina aveva messo su un pianterelloisterico e innervosito, sicuramente indotto dalla paura che aveva dei tuoni,che oramai si susseguivano velocemente, incalzando la pioggia con il loro rombare.Sistem la bambina sul seggiolino, sistemato con cura sui sedili posteriori,assicurandosi che non si fosse bagnata, mentre Serenity continuava apiagnucolare, tirando su con il nasino. Draco cerc di rassicurarla comepoteva, ma alla vista della coda che si stava formando per tornare in citt,decise di tornare subito al posto di guida per ripartire, prima di trovarsiimbottigliato nel traffico crescente. Cosa che comunque non riusc ad evitare,la pioggia inizi a cadere sempre pi forte mentre si avvicinava quasi a passoduomo a Londra, le strade completamente intasate.

Draco cercava ancora di rassicurare Serenity, mala bambina non ne voleva sapere di stare tranquilla.

Quando arriv finalmente al Petite Peste, oramaiunora dopo, era gi scesa la sera e la pioggia non aveva smesso un secondo discendere, anzi dal grado di allagamento delle strade, a Londra doveva averiniziato a piovere molto prima. Tamburellando sul volante allennesimo semafororosso e cercando di far concentrare Serenity sulla versione storpiata dellafavola del Brutto Anatroccolo, dato che non ricordava assolutamente comefinisse, Draco si chiese per lennesima volta come diamine aveva fatto adarrivare a vivere quella vita, la vita di un ragazzo padre babbano, con unlocale sulle spalle, un amico iperprotettivo e una fidanzata nevrastenica.

Era stata Helena, era tutta dannatamente colpasua. La vedeva persino ridere di quel sorriso dolce, accucciata in un angolodel cielo, lei che magari laveva anche rimpianta una vita simile. E lui,invece, non aveva nessuna vita da desiderare.

Non desiderava tornare alla Magia, se non perstrette esigenze concrete e funzionali, tipo la Smaterializzazione che mai comeora, sarebbe stata utile.

Non desiderava tornare ad essere Draco Malfoyma non desiderava nemmeno continuare ad esistere in quella bugia incarnata, ilcui stesso nome era un altro di quelli che aveva posseduto Helena. Danny Ryan,loriginale.

In fondo, pens seguendo con lo sguardo unagoccia di pioggia che cadeva lungo il vetro, tingendosi del verde della lucedel semaforo, non desiderava esistere affatto.

Fosse evaporato come lacqua che il cieloriversava sullasfalto sarebbe stata la giusta fine, per uno come lui.Silenzio. Pace. Quiete. Li agognava come miele dorato.

Dallo specchietto retrovisore, gli occhi colmidi lacrime di Serenity furono come sempre la corda che lo legavano alla vita,che lo riportavano a galla dal mondo gonfio di morte, in cui annegava la testa,annaspando nel sangue che aveva versato per essere ancora l. Respirprofondamente, giungendo infine nel cortile esterno del Petite Peste eparcheggiando la macchina. Armeggi con la cintura di sicurezza, liberandosiinfine, ed usc fuori, cercando di non bagnarsi mentre prendeva Serenity,avvolgendola nel suo cappottino verde. La bambina, dal pianto leggero e tuttosommato ignorabile che aveva mantenuto fino a poco prima, proruppe in una seriedi schiamazzi umanamente impossibili in un esserino cos piccolo, dimenandosicome una furia tra le braccia di Draco.Stranamente nella sua psiche infantile, non voleva uscire dalla macchinamagari, aveva capito che tra poco avrebbero dovuto rincontrare Astoriaafferrando tra le manine una ciocca di capelli di Draco e tirando forte,Serenity cerc ovviamente di far intendere a suo fratello che non era poicos daccordo con lidea di tornare a casa da quella strega e che potevanobenissimo intraprendere un viaggio in Cina.

Il risultato fu che Draco ci mise circa tre orea trovare la chiave di casa, bagnandosi completamente i piedi, coperti dallescarpe leggere di tela, e, solo allinterno, quando evidentemente si rese contoche Astoria non cera, Serenity finalmente si calm, erompendo in trilliestatici. Draco sospir, era peggio di sua madre quando ci si metteva dovevaessere nata, come sua madre, per rendergli la vita un inferno.

Si rendeva conto confusamente di esserevagamente negativo in quella giornata, come sempre del resto, perch sapevaanche di adorare Serenity e di aver amato profondamente sua madre Helena.

Ma era in giornate come quelle, fastidiose comequelle, che riviveva inconsciamente lo strazio dei giorni senza di lei e tuttoquindi era inferno. Lui, Helena, Serenity, la sua vita.

Tutto.

Con quel pensiero, apr la porta di scatto,sbattendola subito alle sue spalle, bofonchiando a mo di saluto: Serenitydeve essere nata decisamente per rendermi le serate un inferno!. Le scarpe,completamente zuppe, gocciavano sul pavimento, ne osserv le travi di legnobagnarsi progressivamente. Quando sollev lo sguardo, inizialmente non not lapresenza incuriosita e divertita di Seth che sostava pigramente davanti a lui.I suoi occhi furono catalizzati completamente da qualcosa alle sue spalle.

La Granger. Ancora.

Per un attimo lunghissimo e sciocco, Draco si chiese sbigottito se non sela stesse semplicemente immaginando, se il fastidio di quella giornata non sifosse tradotto in una visione assolutamente molesta e sgradita. Ma la visioneera troppo reale per non immaginare che fosse lei, sul serio la ragazza eraseduta a gambe incrociate sul letto di Seth, una mano sospesa per aria mentreportava alla bocca delle patatine. A questo, si aggiungeva il fatto che nonindossasse lo stesso vestito azzurro della mattina, ma un paio di shorts neried una maglia rossa; come se non bastasse, poi, aveva i capelli vistosamenteumidi e sembrava che si fosse appena fatta una bella doccia.

Ancora una volta, come se fosse stata chiaramente invitata a restare, ACASA SUA.

Il nervosismo gli tinse il viso di rosso, facendolo sentire accaldato evagamente claustrofobico, sensazione che aument al sospiro malcelato di lei,mentre alzava gli occhi al cielo. Lei si permetteva di alzare gli occhi alcielo?? Lei??!! Il perenne ospite sgradito???!! Si pu sapere che razza di interessemasochistico aveva sviluppato nei suoi confronti da stargli costantementedavanti ai piedi? Non ce laveva una vita sua? E poi se voleva controllarlo,non poteva essere diretta come sempre e smetterla con tutte ste sceneggiate?Ovviamente, sperava di fargli perdere la pazienza dimostrando quanto delMangiamorte che non era mai stato, cera ancora in lui.

Non sapeva quanto fosse vicina a rincontrarlo, le dita fremevano di rabbia,mentre ostentava indifferenza, stringendo Serenity con il terrore di vederlasparire. La bambina, quasi come se stesse percependo la tensione che si eravenuta a creare nella stanza, era rimasta in un muto silenzio, non proferendopi nemmeno lombra di un sospiro o di una risata.

Improvvisamente, il viso della Granger cambi repentinamente, mentresbatteva le palpebre un paio di volte, assumendo unespressione incredulamentre lo fissava, le labbra leggermente dischiuse nella forma quasi di unapiccola o. E Draco, con una stretta gelataattorno al collo, ricord repentinamente della presenza di Serenity ancora trale sue braccia. Il senso di possesso su quella che considerava alla stregua disua figlia, si mescol con limbarazzo, quando Serenity lasci perdere levicende dei grandi che ovviamente non poteva decifrare, e mise su di nuovo ilbroncio, biascicando: Danny! Danny! Fame!!!. Era cos assurda quellasituazione, paradossale al punto da desiderare di fuggire pur di noncontinuare a viverla.

Sentiva il peso del suo stesso corpo inchiodarlo al suolo, come quelle farfalletrafitte da collezionisti sempre troppo poco consci della loro evidentecrudelt.

E lui quello era, al momento infilzato in bella mostra davanti allaGranger, sadicamente interessata ai colori della sua vita, alla ricercaspasmodica di quel tono scuro che lo avrebbe fatto gettare nella spazzatura delmondo. Di nuovo.

Lo sguardo che lei possedeva, aveva come sempre qualcosa di clinico, dichirurgico, nel modo che aveva di scandagliargli il viso, i tratti, leespressioni, come se fosse sempre sotto una lente dingrandimento.

Una parte tremolante del suo pensiero, gli ricordava che era sempre coscon lei la Granger era proprio fatta cos, non lo faceva apposta. Era nata conquello sguardo dagata, che ti perforava il cervello.

Ma, ovviamente, la maggior parte del suo riflettere non poteva essererazionale e lucido, andando anche a recuperare quel particolare che avevasempre conosciuto di lei.

Not piuttosto che gli occhi della Granger trasudavano sorpresa e, con unfremito delle dita nervose, Draco immaginava quello stesso stuporeperfettamente cesellato sul suo volto, con la maestria di uno scalpellino o diuno scultore formidabile.

Esibito ad uso e costume, della risoluzione incomprensibile che avevapreso, da qualche giorno. E cio quella di rovinargli la vita.

Era inutile la sorpresa, visto che sapeva perfettamente che quella era lafiglia di Helena, anche se non laveva mai vista in viso. Chiunque avrebbepotuto riconoscere in Serenity sua madre.

Ma se la sorpresa era inutile e fastidiosa, lilarit, che cercava ditrattenere a fatica e che evidentemente doveva essere per lei massima nelvederlo nelle vesti imbranate e poco abili di giovane padre, fu la cosiddettagoccia che fece traboccare il vaso.

Fu quellespressione a gelargli il pensiero ed il cuore, facendoglipercepire persino Serenity come un corpo estraneo tra le sue braccia, come senelle sue vene ormai scorresse solo il ghiaccio di un solo pensiero.

Doveva finire oggi quella patetica sceneggiata in quel momento lei nonera nessuno per starsene l, sul suo solito scranno da Regina del Mondo, agiudicare la sua vita

Poco importava il modo, poco importava il mezzo ma oggi doveva finire. Sisarebbe pentita di aver rimesso piede l.

Un attimo, Serenity sent Seth rispondere al posto suo, evidentementecomprendendo che non era aria. Sperava che si fosse finalmente reso conto chemettere quella ragazza nella sua stessa stanza, significava evidentemente chela voleva morta.

La Granger, alle scarne parole di Seth, sembr riassumere unespressionepensierosa, che le curv il viso in uno sguardo di profonda riflessione,venandolo di improvviso sospetto. Draco la ignor palesemente, restandoimmobile al suo posto, incapace di muoversi, finch di fronte al prolungatosilenzio, Seth pens bene di prendere in braccio Serenity, togliendoglieladalle mani gelide e trascinarsela dietro, chiudendosi la porta alle spalle.

Fu quel rapido contatto a farlo ritornare in s, come se fosse ritornato dauna dimensione lontanissima, la decisione di farla finita oggi ancora nel suocorpo, mentre cercava una soluzione che non implicasse lidea di ucciderla.Sospir vistosamente, poggiando una busta della spesa sul tavolo della cucina eprendendone a sistemare il contenuto, fingendo di non accorgersi minimamente dilei. La testa macinava alla velocit della luce, alla ricerca di una risposta,di una soluzione, gli occhi grigi apparentemente persi nelle sue faccende. Inrealt, la soluzione cera ed era semplicissima ucciderla ma ancora perchiss quale motivo, non voleva.

E non centrava nulla lavere a che fare con il Capo degli Auror, o ildover affrontare Potter, se le avesse fatto del male.

Ancora, qualcosa lo teneva fermo nella risoluzione di non torcerle uncapello, nonostante lei fosse la diretta responsabile del male di cui era pienala sua esistenza.

Ancora era pi facile convincersi a non toccarla, piuttosto che aducciderla. Come sempre, era quella la malattia che non lo lasciava mai in pace,nonostante i suoi propositi. La malattia del non uccidere.

Quella, per cui non era un Mangiamorte. Quella, per cui trov unaltrasoluzione, non appena, dalla stanza accanto, sent uno sbuffo impaziente e ilrumore di cose spostate. Se ne stava andando di nuovo

Non questa volta, Granger pens, voltandosi su s stesso per ritornaresui suoi passi.

E, in pochi secondi, le arriv davanti, fermandosi a pochi centimetri dalei, che era china a raccogliere le sue scarpe.

Che c?! replic la Granger nervosa, sollevandosi, lorecchio allenatodi Draco colse unincertezza strana della sua voce, quasi come leco di unpianto, ma non ci si sofferm nemmeno per un secondo.

La vicinanza improvvisa di lei, al punto da sentirne il profumo di vanigliae t nero, gli fece ricordare i giorni del suo passato compresa lultima voltache laveva vista.

Il Ministero, lei con Weasley che rideva della risata di Helena

Helena

La rabbia fu cos forte nel suo petto, da non permettere nemmeno al ricordoo al rimpianto della donna amata di farsi strada dentro di lui.

Ne soppes con lo sguardo tutta la figura, quei tratti che, per chiss checurioso controsenso della sua psiche, a volte sembravano assomigliare a quellidi Helena. Non quando parlava con lui, ovviamente, ma quando il suo sguardo eraposto in qualsiasi altra direzione. Quella stessa mattina, mentre parlava congli altri, prima di accorgersi della sua presenza quei pochi attimi, la piegastrana delle sue labbra o il bagliore degli occhi sembrava quasi lei perch,dannazione?

Perch, dannazione, se adesso invece era cos diversa da Helena daricordargli costantemente il loro divario inesauribile, il divario che Helenaavrebbe avuto con qualsiasi donna esistente, soprattutto con lei?

Lei che continuava a mantenere quellespressione da Regina del Mondoaggrottava le sopracciglia e stringeva gli occhi di risentimento. Ora non eralei ora, Draco, si chiedeva come diamine avesse visto Helena anche per unsecondo, in lei.

Lei, che come uno scherzo della natura, indossava persino la maglia dacalcio che gli aveva regalato Seth, ma che lui non aveva mai indossato,specificando che detestava il calcio.

Testimonianza, se mai ce ne fosse stato bisogno, che Seth aveva gi presoin simpatia la Granger: Seth idolatrava quella maglia e non la faceva indossarea nessuno, visto che lui, Draco, laveva indossata una volta. E quindi lo avevasorpreso, spesso, a sniffarla come se si trattasse di cocaina.

Ora laveva data alla Granger.

I suoi occhi grigi tornarono al suo viso e le sue labbra si arricciarono inuna smorfia di repulsione, per il pensiero che ora la stesse indossando lei.

Lei sollev ancora gli occhi al cielo, riprendendo a raccogliere le suescarpe. Fu allora, vedendola cos indifesa e al contempo ancora pregna diquellostinazione cocciuta che era stata la vera responsabile della morte diHelena, che Draco perse le ultime resistenze, decidendo di agire. La afferrbrutalmente per il polso, la sua pelle era calda, quasi bollente, ma Draco nonse ne accorse neppure. Nelle orecchie, il tonfo sordo dei sandali bianchi dilei che ricadevano sul pavimento di marmo.

Mentre era ancora china, la Granger sollev autenticamente sorpresa i suoiocchi, come se davvero non se lo aspettasse da lui. La sua pelle trem per ildolore, ne percep la tensione forte sotto le dita, mentre lei continuava aguardarlo, una nebbia fosca di lacrime negli occhi. Si sarebbe fermato selavesse vista piangere? Probabilmente no o forse s.

Ma le lacrime della Granger non erano per il dolore. Appariva solofrustrata, nervosa, impotente. E questo non bast a farlo fermare, mentre nellamente ripeteva la formula per la Legilimanzia . Perviolarle la mente.

La soluzione per non ucciderla ma si aspettava che lo fermasse da unmomento allaltro. Quindi rimase concentrato, cercando di leggerle i pensieriquanto prima possibile.

Malfoy, nel caso in cui la tua ristretta scatola cranica non labbiaimmagazzinato come concetto, me ne sto andando sussurr lei tagliente,cercando di mantenere ferma la voce, ma ancora lui non se ne dette pena.

Continuando a tenerla per il polso, con un strattone la sollevviolentemente dalla posizione accovacciata in cui era, facendola ritrovare inpiedi davanti a lui che continuava a trattenerla per il braccio sollevato,guardandola negli occhi. Doveva restare immobile, fermo, e non perdere laconcentrazione. Era senza bacchetta e doveva usare tutta la sua forza magica,senza peraltro garanzia di riuscire a violarne la mente.

Da un momento allaltro, si aspettava infatti che lei reagisse, sguainassela bacchetta e lo allontanasse da s, presagendo che cosa stava per fare.

Ma una parte remota della sua mente, registr che invece lei non stavaassolutamente reagendo. Cercava di divincolarsi, ma chiaramente non era fortequanto lui, e prese anche ad urlare, graffiandolo: Lasciami Malfoy! Ho capito,me ne sto andando!, ma, oltre a quello, nientaltro. Nemmeno nella sua mente.

E Draco si ritrov nei suoi pensieri, senza che nulla lo ostacolasse.

La mente della Granger era un labirinto intricato, impervio, che siarrampicava in miliardi di pensieri scintillanti. Tutto, per, contrariamente aquanto Draco aveva rinnegato fino a quel momento, era bianco, puro, quasiaccecante.

La mente di Hermione era il pieno e perfetto simbolo di quella che lei era;ci scommetteva Draco che, al contrario di molte altre donne, lei ascoltassesempre prima la sua testa, e poi il suo cuore. E la sua testa era intricata diragionamenti, idee, congetture che affollavano il suo cervello, ma al contempo,era anche una mente semplice, pura, incapace di concepire il male. Magari erasospettosa, diffidente, ma era sempre pronta a ricredersi.

Draco sentiva gi dentro il pensiero della Granger contaminarsi al suo, sichiese ancora perch lei non lo fermasse, facendolo vagare indisturbato. Chefosse unaltra delle sue tattiche? Ma nella mente non poteva mentire, nonpoteva fingere cose false doveva essere sincera. E quel candore, da bambinacon sgomento, si rese conto che doveva essere vero. Frug nella sua mente,incontrando ricordi che non capiva e che non riusciva ad interpretare.

Un fiore giallo, sullo sfondo di una Firenze in piena estate.

Una collana doro giallo con un ciondolo quadrato, smaltato di un bel rossoacceso.

Uno spesso braccialetto dargento, con una piccola piastrina di metallopiatto e liscio, che recava le sue iniziali.

tutti ricordi, permeati di tristezza, di malinconia, di uninsicurezzache non ricordava che la Granger avesse mai avuto.

Cercando di non farsene sopraffare, continu la sua ricerca, cercando diindirizzare il corso dei suoi pensieri verso Serenity e verso il nome HelenaJasmine Greengrass, comprendendo che cos avrebbe capito perch fosse qui equanto stesse cercando di capire del collegamento di lui, con loro. La rispostafu buia, oscura. La mente della Granger si offusc, diventando nera come lapece.

Le tenebre sopraggiunte, per Draco, furono come sbattere la testa contro unmuro. Furono uno shock, paragonabile alla scoperta rinascimentale che la Terraera tonda.

Scav meglio, pi a fondo, quasi arrivando al suo subconscio, ma larisposta era sempre quella. Chiara, netta, precisa.

Hermione Granger non era il Capo degli Auror, il giorno della morte diHelena. Lo era Beckwith, il suo vice. E non lo era da un po.

Non conosceva il nome di Helena, era convinta che le Greengrass fosserosolo due e non sapeva nulla nemmeno di Amos Diggory.

Meno che meno, di Serenity. Era insospettita dalla presenza di quellabambina, ma ammetteva che stava bene. Si chiedeva solo che diritto avesse Dracodi tenerla con s.

Basta. Nientaltro.

Hermione Granger non sapeva nulla di lui. Perch allora era l? Cerc diarrivare a quella risposta, ma penetr troppo in fondo nella sua mente. Nepercep il dolore al braccio, linsicurezza e la paura che aveva di lui.

E quel pensiero terrorizzato Mi uccider cos, come niente, senzanemmeno un urlo, e io me ne andr, senza fare assolutamente niente.

Pensava che stava per ucciderlanon si era accorta che stava violando lasua mente

Un conato di vomito lo costrinse quasi ad uscire dai suoi pensieri, quasicome se stesse fuggendo da lei. Se ne sentiva sporcato, come se lavesseviolentata. Come uno che tocca qualcosa di intoccabile e puro, di illibato evergine, senza averne alcun diritto perch lei non era lassassina di Helena.

Hermione non ne sapeva nulla. Quel giorno, per chiss quale motivo, ceraBeckwith al suo posto ed intuiva dai suoi pensieri che cera stato anche primadi quel giorno, ed anche dopo.

Fino insomma a quel momento lei infatti di Helena non sapeva nulla.

Forse, non era nemmeno pi il Capo degli Auror possibile?

Batt le palpebre con foga sorpresa, ritornando in s e lasciandole infineil polso, dopo averla guardata con un misto di curiosit e sollievo. La Grangersi massaggi piano il polso con laltra mano, poi accorgendosi delle sue guancebagnate, cerc goffamente di asciugarsi, senza farsi vedere da lui. Un vuotoallo stomaco, laveva anche fatta piangere. Tremava persino, come un pulcinobagnato.

Davvero non sapevi nulla di Serenity, Granger. La sua non fu unadomanda, fu una constatazione. Una constatazione meravigliata, se ne rendevaconto. Era come se gli avessero rovesciato tutti i pensieri, la osservavaimmobile, incapace di fare qualsiasi cosa.

Te lo dovevo dire in ebraicoantico, Malfoy? aggiunse lei, massaggiandosi ancora il polso, gli occhi chescintillavano, roteando lontani, quasi a cercare una via di fuga Non so nulladi Serenity, n tantomeno mi interessa .

Il labbro inferiore le tremava innaturalmente, battendo quasi sui denti, eDraco cerc di dirsi che era perch lidiota non laveva fermato, mentreviolava la sua mente, affrettandosi poi a distogliere lo sguardo da lei.

Si pu sapere perch sei qui allora? Di nuovo, aggiungo.

Non ti devo alcuna spiegazione, Malfoy rispose ancora la Granger, lavoce che non cessava di tremare Me ne sto andando e comunque stato Seth achiedermi di restare, ecco, tutto quel casino per Seth.

Hermione guard ancora il polso rosso e butt fuori cattiva: e poi non mivenire a dire che non sei come tuo padre.

Lui tavrebbe ucciso, Granger io ho solamente letto i tuoi pensierisput fuori Draco, con espressione ovvia, roteando gli occhi annoiatodallennesima frase dello stesso tono della Granger.

Fu gi allora, a rendersi conto, di che cosa stava cambiando lentamente.

Noia.

Non rabbia.

Era bastato assolverla dallomicidio di Helena, per rendere quel commentodella Granger innocuo. Anzi, quasi giustificato, visto che lei aveva pensato dimorire. Come, lo poteva sapere solo lei.

Certo, quella constatazione lo lamb appena, morendo nel mare di insultiche si stavano gi scambiando restando interrotta come tre punti disospensione, come una frase che non avrebbe mai completato per mesi.

Lui come non avrebbe fatto probabilmente nemmeno lei.

Perch, anche se lei lo avrebbe chiamato Danny, accettando gi da quellasera di reggergli un gioco che nemmeno conosceva

Perch, anche se lei era l per motivi che lui non poteva nemmenoimmaginare e che avevano tutto della predestinazione

per tanto, troppo, tempo, la sua mente avrebbe sempre concepito solo unpensiero.

I segreti dei Grifondoro non saranno mai quelli dei Serpeverde, ehGranger?

Cerco ossessivamente di riflettere, di pensare,di fermare quelle immagini nella mia mente, ma lo specchio di parerecontrario. Il turbinare dei ricordi, riprende immediatamente.

La ragazza dormiva scomposta, agitata, muovendosi continuamente nel lettoche non le apparteneva.

Draco si avvicin sospettoso, guardandola con astio anche se lei non potevaaccorgersene. Trasal, una fitta improvvisa al cuore, quando lei si mosse efece una piccola smorfia da bambina infastidita, spostando la coperta con unpiede. Nella luce della luna, i capelli spettinati gli parvero pi cespugliosidel solito in evidente contrasto con la maglia rossa da calcio che portava, ele ciglia recavano tracce di lacrime lontane che doveva aver pianto. Draco sisedette accanto, non riuscendo a smettere di guardarla, un dej vu continuo neisensi che lo frastornava. Sembrava era del tutto identica a lampo diconsapevolezza.

Ancora.

Era la seconda volta che gli accadeva perch?

O meglio, oramai, era indubbio che le volte in cui la Granger gli erasembrata Helena, stavano diventando decisamente troppe. Decisamente troppe, pernon pensare che gli stesse venendo una specie di Alzheimer precoce e giovanile.

O evidentemente quel Dio che rinnegava dalla mattina alla sera,maledicendolo, aveva deciso un raffinato metodo per punirlo: mostrarglilimmagine pi chiara della donna che amava, in quella che invece detestava.

Certo, ora sapeva perlomeno che la Granger non era la responsabile dellamorte di Helena e la collera eccessiva per lei, si era un po calmata, quasiaccucciandosi in un angolo della sua mente. Ma, in fondo, lei era semprelincarnazione di tutto quello che detestava e che gli aveva rovinato la vita.La cieca virt dei buoni, il patetico buonismo ipocrita degli Auror, colmo diprocedure e inghippi burocratici, nelle cui maglie morivano centinaia dipersone sotto legida di uningiusta giustizia.

Era pur sempre, il Capo degli uomini che avevano trucidato i suoi esebbene per quel fatto, la rabbia fosse inferiore rispetto a quella che provavaper la fine di Helena, questo non significava che rivedere questultima nei lineamentiseri e morbidi della Granger, non fosse un pensiero che disarmava la sua mente,lasciandolo prostrato alla ricerca di una qualsiasi forma di spiegazione.

Continu a guardarla, sporgendosi leggermente su di lei nel buio dellastanza, analizzandone il viso con attenzione quasi maniacale.

Il mistero di quella somiglianza, non si ripeteva mai quando era coscientedi s stessa, quando cio era attenta al suo agire, impostata, rigida nelle sueregole di comportamento e nei suoi prescrittivi codici morali. Allora, assumevala posa della cocca dei professori di Hogwarts, che tanto odiava, con laschiena dritta, le spalle aperte e lespressione insofferente. Nulla di nuovo,e nulla di diversamente detestabile rispetto agli anni passati.

Ma, ora, per chiss che motivo, era uscito qualcosa da lei che non avevamai riconosciuto in quegli anni. Ne trovava tracce pallide, dietro di s, nonle aveva mai notate veramente, senza impedire che si disperdessero nel tempo occorsotra di loro.

Forse aveva visto semplicemente visto la vera Granger. Quella, oltrequellatteggiamento saccente e supponente, da Regina del Mondo. E forse quellaGranger assomigliava ad Helena.

Era una sensazione quasi impalpabile, lieve come un miraggio, che loprendeva solo quando Hermione si comportava in modo naturale, senza freni esenza inibizioni.

Quando era s stessa ancora quella constatazione quasi fastidiosa loraggiunse prima che lo potesse impedire a s stesso.

Draco si prese la testa tra le mani, seduto ancora allangolo estremo delletto, dove Hermione finalmente si era calmata un po e respirava conregolarit. Le gett ancora uno sguardo, dopo aver distolto forzatamente losguardo da lei, assicurandosi che stesse ancora dormendo, soffermandosi ancorasui particolari del suo viso e quasi sincerandosi che quella somiglianza nonfosse una specie di ictus del suo cuore, che oramai voleva vedere Helenaovunque.

La Granger non le somigliava affatto, se uno la guardava bene.

I capelli potevano essere quasi dello stesso colore, forse quelli di Helenaerano leggermente pi chiari, ma la loro forma era completamente diversa.Helena era sempre ordinata e perfetta, la Granger invece era sempre indisordine. Un disordine che per la rispecchiava appieno, che non apparivasciatto come a scuola e che la rendeva semplicemente ridicola.

No, adesso Hermione Granger era una donna, fatta e finita, e, come permolte altre cose, sembrava semplicemente superiore allidea di una messa inpiega perfetta.

Gli occhi, anche se adesso erano chiusi, erano il punto di maggioredifformit tra le due. Helena aveva occhi pi allungati, quasi da gatta, e diquel turchino che incantavano tutto il mondo. Aveva inoltre unaria sempredolce, sempre indifesa, che la faceva apparire tremendamente friabile, sempresul punto di rompersi o spezzarsi. La Granger, no. Gli occhi di HermioneGranger erano grandi, di un castano anonimo, che per si illuminava per iparticolari pi sciocchi. Si sorprendeva di tutto, per tutto ma aveva ginotato tantissime volte, da quando la conosceva, che erano semplicemente occhicuriosi, che rispecchiavano unintelligenza vivace e dinamica. Per questo,erano occhi forti, serrati sotto palpebre sempre frementi di capire, occhi cheti scandagliavano alla ricerca del particolare che le sfuggiva. Lo avevaguardato cos, per ore, prima a cena, dato che Seth aveva avuto la brillanteidea di costringerlo a farla restare, oltre che imporgli persino di pensareallidea di assumerla.

Come se cercasse davvero un lavoro chiss che diamine voleva da lui

Gli aveva dato sui nervi quello sguardo, aveva avuto la tentazione dischiantarla ogni secondo. Quello di Helena, invece, lo rimpiangeva come lacquain un deserto.

Eppure, cera qualcosa, in lei in Hermione Granger che la rendeva tantosimile ad Helena. Qualcosa, nel modo di comportarsi, nellaria da bambina,negli atteggiamenti aperti e limpidi, nei sorrisi luminosi. Qualcosa che, inHermione Granger, usciva fuori solo quando non era con lui ovvio. Lo vedevaadesso, mentre dormiva lo aveva visto quel giorno al Ministero lo avevascorto nella sua mente lo aveva intravisto, mentre giocava con Serenity oparlava con Seth.

Quando abbassava le difese, quando si sentiva sicura e tranquilla quindi,con somma pace, quando non era con lui.

Le era uscito fuori solo un attimo, forse perch troppo spiazzata perrendersene conto, quando le aveva chiesto nervoso di non reggergli il gioco elei aveva sbattuto le palpebre, confusa.

Gli era sembrata pi piccola, con quelle spalle serrate a rinnegare chissche pensiero nascosto. Gli era sembrata Helena, di nuovo.

Draco scivol seduto sul pavimento, reclinando indietro la testa epoggiando la nuca sul materasso, lo sguardo fosco catturato dal soffitto, uncielo artificiale fatto apposta per lui, che oramai il cielo vero non loguardava nemmeno pi. Nel buio, solo una lama di luce argentea dalla finestra,proveniente da una falce di luna, sottile e affilata come la lama di unassassino, pronto a squarciargli la notte. Perfetto il silenzio, solo ilrespiro lieve di Hermione che dormiva alle sue spalle, una mano sotto ilcuscino, le gambe rannicchiate in posizione fetale e le labbra rosse dischiuse.Laveva guardata talmente tanto, cercando il motivo di quellassurdasomiglianza, che ne ricordava perfettamente le fattezze, dai piedi piccoli enudi alle gambe tornite e scoperte, fino al collo bianco impreziosito daqualche ciocca di capelli fino alle ciglia che sembravano pi nere, bagnate diquelle lacrime che chiss perch aveva pianto.

Mentre dormiva, aveva bofonchiato qualche parola, agitandosi, qualcosa checuriosamente assomigliava alla parola caminetto. Poi aveva sorriso piano e siera calmata, addormentandosi profondamente. Ne aveva seguito ogni movimento,come quando guardava Serenity, nel cuore della notte, assicurandosi che stessebene. Anzi quella era la prima notte, che aveva trascorso senza guardare labambina, cercando di scorgere in lei un ricordo nitido di Helena.

In compenso, ne aveva avuti decine di centinaia, quella sera, guardando lasua antica nemica.

Distogliendo lo sguardo da lei, Draco si rese conto, guardando in quelsoffitto bianco, che limmagine di Helena nel suo ricordo si era fatta pinetta e chiara. Turbato, il cuore in gola, il respiro corto, si rese conto chela ricordava meglio, guardando Hermione. Poteva poteva finire il ritratto diHelena, se lavesse avuta l tutto il giorno, se avesse potuto guardarladormire, facendosi dominare da quella magia che non sapeva da dove provenisse.Avrebbe terminato il quadro di Helena il surrogato della donna che amava e cheavrebbe preso vita, dal suo amore ancora intoccabile per lei. Come Amos cheogni sera parlava con il ritratto di Daisy, anche lui avrebbe potuto vedereHelena e parlarle come prima.

Stringerla, baciarla, accarezzarla, no sapere che era viva e reale, nonpi ma al momento, si doveva accontentare di quello per andare avanti. Sidoveva accontentare di Hermione Granger, della copia malriuscita di Helena, perandare avanti.

Rest l, fino alle prime luci della giorno, lo sguardo fisso sul soffitto,le orecchie catturate dai rumori soffici di Hermione che aveva ripreso arigirarsi nel letto. Quando lasci la stanza, era freddo del piano pertrattenere la Granger l, assieme a lui, cieco e sordo dei soliti motivi chelavrebbero spinto a gettarla in mezzo alla strada, appena si fosse svegliata,aggiungendo persino nuovi di segno opposto, come il fatto che avere unAurorper casa poteva essere utile anche per proteggere Serenity.

Ogni particolare era perfetto, ognuno fatto apposta per legare Hermione alui, a doppio filo. Un filo spesso, come non avrebbe mai nemmeno immaginato.

Un filo rosso.

Il sole sorge e tramonta tre volte. Passano tregiorni.

tre giorni, in cui, nonostante le sue premessee il suo piano apparentemente perfetto, Draco si logora nel senso di colpa peri suoi genitori. E mi tiene alla larga.

Lo seguo nelle sue stanze vuote e deserte,accompagnato solo dai gemiti di Serenity e da una turba di pensieri con ilmedesimo tono e colore.

Tradimento, voltafaccia, inganno, imbroglio, truffa, raggiro, frode,doppiezza, defezione, abiura.

solo quella parola, declinata in infiniti modidiversi.

Lo taglia come una lama sottile, insinuandosirapidamente nei suoi pensieri, proiettando ombre lunghe sul ricordo di suamadre e di suo padre. Si accascia al suolo, si porta le mani nei capelli e sidice che ancora una volta, Helena pi importante di tutto.

E, se lui vuole dipingerla, deve tenermi l,anche contro il mio volere. Anche contro la veste accecante di Auror, aliasassassino, che mi vede addosso.

Anche contro i suoi, che da quegli stessiassassini, sono stati trucidati nella peggiore delle maniere.

E si sforza di non pensarci, rimane immoto edimmobile in una stasi prolungata, uninerzia che non ha senso, unacontraddizione di gesti e parole.

Non mi parla per tre giorni, se non per radeistruzioni sul lavoro, e non si interroga sul reale motivo per cui sono l. Nonmi guarda dormire, non prova a dipingermi, evita persino il mio sguardo,illudendosi quasi che io sia una specie di accessorio, che ha messo in casacostretto da qualcuno ed accanto al quale passa controvoglia, inarcando unsopracciglio.

Chiedendosi quasi: Ma ancora qui?!, oppuredicendosi con le labbra arricciate: Certo che davvero disgustoso me neliberer un giorno.

La pigrizia di una cacciata definitiva, esibitaad arte ai suoi stessi pensieri, soccombe al sangue che ribolle nelle vene,sempre alla mia vista.

Non sono un accessorio, non sono una lampadakitsch, una scrivania di dubbio gusto estetico, una coperta dalla cromaticitimbarazzante.

Sono un passo sempre troppo pesante, fuori dallasua porta. Sono una parola sempre troppo urlata, oltre un muro. Sono un respirosempre troppo greve, attraverso il silenzio.

Sono sempre troppo viva .

E sono anche nellaffetto di Seth e Serenity,sono anche nellavversione di Astoria, che continua a litigare con lui per lamia inspiegabile permanenza.

Sono lo sguardo di Helena, che ancora noncapisce da dove mi viene.

E, allora, colpa su colpa, rimorso su rimorso,disgusto su disgusto, trascorre le notti nel pianerottolo che dividelappartamento di Seth dal suo. Le braccia conserte sul davanzale di unafinestra, gli occhi ritagli di stelle, i pensieri avviluppati attorno al miorespiro, dietro una porta chiusa.

Un respiro cos ordinario da poterlo scambiarecon quello di unaltra. Con quello dellaltra. Helena.

Un respiro che, per, essenza diunespressione che pu gi figurarsi come troppo simile a quello di unaltra. Aquello dellaltra. Ancora Helena.

Poi qualcosa si spacca, si spezza, con il tonfodi una ceramica rotta. Non riesco a coglierne i particolari precisi, sono cometagli su una tela da cui filtra una luce rossastra.

Cessa la pigrizia celata, cessa il rimorso,cessa anche linerzia.

E tutto, inspiegabilmente, cambia.

Poche, pochissime parole, pronunciate con voceaffrettata e tagliente. Senza nemmeno una presentazione, un saluto.

Subito dopo che lo squillo del telefono avevarotto il silenzio perfetto di quel pomeriggio sonnacchioso, avendo leffetto disconquassarlo fino alle ossa. Non aveva nemmeno visto chi era.

Aveva solo risposto.

Solo cinque parole.

Non avrebbe dovuto scoprirlo cos셔.

Il sospiro, lieve, leggero, sfuggito quasi percaso, per una malaccorta dimenticanza. Lirritazione a quello sbuffo, come sepesasse tonnellate.

D la verit, Potter non avrebbe dovuto proprio scoprirlo altro che non avrebbe dovuto scoprirlo cos .

Ancora un sospiro, stavolta studiato a tavolino,pathos e tormento. La sosta di un oggetto afferrato e spostato, solo pernervosismo.

Immagino come sia andata potrai ingannare lei,ma non me. La voce non ne voleva sapere di bloccarsi, continuava come ilfiume che spaccava una diga.

Lui, ancora non parlava, Harry Potter ancorarestava in silenzio, i minuscoli sospiri come tracce di vita neglettamentesfuggita.

E lui, Draco Malfoy, il traditore di ogni partedel mondo, scopriva la loquacit che non aveva mai avuto. E che avrebbe negato,dopo tre secondi netti.

Il segreto di Stato, le indagini in corsostronzate, Potter lei avrebbe fatto storie questa la realt. E vi serviva,la Granger vi serviva.

Il pugno si contrasse, senza che lo potessefermare. Lo guard quasi a disagio, sgranando gli occhi grigi ed imponendo alledita di aprirsi, dissimulando indifferenza. Ma restavano serrate, tremanti,livide.

E perfetta, per quello che fa, no, Potter?Cos pura, cos ingenua, cos pronta a credere che il mondo sia bianco e nero perfetta, no? Se avesse saputo, le avresti istillato il dubbio, e non sarebbeservita pi ovvio, naturale, potrai ingannare lei, ma non me, te lo ripeto.Assenso espresso in sospiri. Chi tace acconsente. E il pugno non ne volevasapere di riaprirsi, di sciogliersi in una mano distesa, rilassata, noncurante.

Lei non ha mai avuto nulla a che fare conquesta storia n con me. Esitazione, prima che se ne rendesse conto.Sentirsi perso, afferrare un angolo del tavolo come per reggersi, come se ilmondo si rovesciasse.

Sfuggirono le parole, lasciarono un silenzioattonito dallaltra parte, muto anche di sospiri.

Avrei dovuto saperlo.

Improvvisa fretta, dallaltro capo, come diangosciosa ansia, come di desiderio di strappargliela dalle dita, anche sottola forma di quelle parole innocenti ed assolutamente innocue.

Draco sorrise senza accorgersene, amaramente,senza allegria. A Potter, era andata bene che, per anni, lui avesse maledettola Granger, accusandola di ogni sciagura, ma ora che ammetteva che avrebbesempre dovuto sapere che lei non centrava nulla con la morte dei suoi, comeper quella di Helena, il Ministro si agitava, come se stesse per cadere dallasedia.

Malfoy, voglio solo sapere dov腔.

Mi sembrava che ti sentissi tu in vena di fareconversazione.

Sai dov? ripet lui monocorde, Draco potevagiurare di aver anche sentito la presa diventare pi forte sulla cornetta deltelefono.

Con il pollice gi sul tasto rosso, pronto ariagganciare, il ragazzo biondo replic atono, il pugno che ancora non nevoleva sapere di distendersi: Non lo so Potter, ma anche se lo sapessi, non telo direi, una piccola pausa per gustarsi quellansia crescente nel silenziodel Ministro, prima di concludere, riagganciando: E la volta buona che io ela Granger parliamo seriamente, ci buttiamo il passato alle spalle e diventiamoamici del cuore, che ne dici, eh?.

Non attese alcuna risposta, chiuse laconversazione, una risata di scherno sulle labbra sottili. Poggi il cellularesul tavolo, ovviamente aveva mentito. Chiss dovera adesso, la Granger eraimpossibile pensare di rivederla. E di parlarle ancora.

Lo aveva detto solo per fare innervosire Potter,con lo spettro di una assolutamente sgradita amicizia tra loro, figuriamoci. Inun mondo perfetto, adesso lui starebbe a cercarla, per poi chiedergli diperdonarlo, per quello che aveva detto.

Anche se era solo la verit: schifosa, orribile,nauseante, crudele. Ma sempre tale.

Nel mondo perfetto, per, anche della verit sichiedeva scusa e lui avrebbe dovuto farlo, compito, come uno scolaro che svolgeun tema sulle vacanze estive. E lei, magnanima come unimprobabile maestrinadalla penna rossa, ne avrebbe sorriso. E lo avrebbe perdonato, e tutto sarebbeandato a posto. Sarebbero diventati amici, e sarebbero solo state risate suconfidenze, sorrisi su complicit.

Ma, nel mondo vero, che non aveva nulla dellaperfezione, lui scroll le spalle e poggi il cellulare sul tavolo,accarezzando il capo di Serenity che, spensierata, giocava nel suo box.

Controll se Seth fosse tornato, ma si ricordche era andato a trovare sua madre, incontr April per le scale e le chiese dicontrollare la bambina per qualche attimo, mentre lui si faceva la doccia.April arross, annu con il capo e sal nellappartamento di Seth, dove avevalasciato Serenity. Draco scese nel sotterraneo, osservando il dipinto diHelena, ancora incompleto. Si rammaric di non aver fatto nemmeno uno schizzodella Granger. Sal di sopra, nel suo appartamento.

Gett la camicia bianca e i jeans su una sedia,senza curarsene, e si infil immediatamente in bagno, lasciando che lacquascorresse liberamente sul suo corpo, tappandogli le orecchie da milioni dipensieri che non voleva ascoltare, e che serrava dietro gli occhi chiusi.Perch, nel mondo vero, che non aveva nulla della perfezione, a Draco Malfoyimportava solo di non poter completare il ritratto di Helena, senza che laGranger gli gironzolasse attorno, e stava gi cercando un altro modo per farlo.

Ma ne era quasi sollevato, constat con unsorriso rotto dalla cascata dacqua, perch lei, la Granger, con quella assurdasomiglianza stava diventando peggio di una droga, che non poteva finire bene.

Astoria parlava di un debole che lui aveva perHermione. Non parlava di cotta, attrazione o innamoramento, no.

Per sosteneva, urlando in tutti i modi checonosceva, graduando in unampia gamma di toni che andavano dallo striduloallacuto, che avesse un debole per lei.

Debole.

Un debole non per la Granger, cosstramaledettamente insopportabile, saccente, con le sopracciglia sempre aggrottatee lespressione da Regina del Mondo.

No.

Decisamente, non per quella.

Ma, ancora, per quella che somigliava ad Helenaquella che non immaginava esistere nel corpo dellamazzone, della guerrieraGranger, quella che, tanto per intenderci, pur di non piangere, si mordeva lelabbra a sangue.

Recettivo come sempre era stato, si eraaccorto dellinsolito silenzio che la coglieva a tratti, o della piega insolitadelle sue labbra in determinati discorsi, o della nebbia vorticosa che nevelava lo sguardo in alcuni momenti. Ma poi lei indossava di nuovo la mascheradelleroina del Mondo, ostentando cinismo ed indifferenza, nascondeva i segnidelle crepe e tirava diritto. Come sempre anche se era palese che le fossesuccesso qualcosa, nei giorni precedenti.

Qualcosa che laveva persino convinta a lavorare per lui.

Ed era in quei momenti, rari, fugaci, come stelle cadenti, che la Grangerle somigliava ancora di pi. E sapeva, Draco Malfoy, che un miracolo simile nonpoteva esistere due volte su quella Terra.

La magia di rivedere la donna che amava, in una che invece detestava.

E ora pensava solo a come ritrovare qualcosa di simile. Solo a quello.Perch lui era nel mondo vero, che non aveva nulla della perfezione.

Pensava solo a quello

Solo a quello.

Solo a quello.

Solo a quello.

Non al perch la Granger fosse improvvisamente diventata cos insicura.

Non a cosa le fosse successo per renderla cos.

Non alla sua espressione, quando le aveva detto la verit sui suoi.

Non al modo infantile che aveva di negare con il capo, mentre lui parlava.

Non alla preoccupazione di Potter su dove fosse.

Non al fatto che il Ministro lavesse usata peranni, come la scintillante rappresentante di un presunto mondo vero, che doveva avere tutto della perfezione.

Lui, il solo orbo in un paese di ciechi, vedevail mondo vero, che non era perfetto. E quindi di tutte queste cose, a lui nonimportava nulla.

Gli importava solo del quadro che non potevaterminare.

Lacqua scorreva sul suo corpo in lunghi ed ampirivoli ghiacciati, facendo fiorire brividi tremuli lungo la sua pelle,giungendo a lambire lampia schiena dritta, le natiche, le gambe e i calcagni.

Con stizza, gli occhi chiusi, cerc di girareancora il rubinetto, ma si rese conto che era giunto al limite. Sconcertato, siallontan dal getto della doccia, valutando se semplicemente la caldaia non sifosse rotta e quindi non uscisse acqua calda. Inequivocabilmente, nuvole densedi vapore acqueo si sollevavano fuori dalla cabina di vetro trasparente,appannandola. Lacqua era bollente era lui, Draco, che continuava a sentirefreddo.

Con un gemito di fastidio, si rinfil sotto lacascata ghiacciata dacqua, cercando di fare in fretta e frizionando i capellicon energia, la voglia di mettersi persino a battere i denti per il gelo chesentiva. Forse aveva la febbre la pelle tirava, come se si fosse fatta troppopiccola per contenere il suo corpo, come il vestito di un bambino cresciutotroppo velocemente da risultare ridicolo in panni troppo striminziti e stretti.La pelle, poi, era incandescente. Bruciava semplicemente, facendogli quasisalire le lacrime agli occhi, una sensazione fisica senza spiegazione, come sefosse stato al sole per decenni. A questo si aggiungeva un pizzicore diffusosotto le piante dei piedi, simile ad un solletico di fastidio, che si propagavalungo gli arti inferiori in crampi quasi dolorosi.

Draco pieg la nuca, lacqua che continuava ascorrere, non portando alcun refrigerio alla pelle congestionata, poggiando lafronte contro la parete di mattoni e dando dei piccoli colpi ritmici, che glirimbombavano nel cervello. La gola gli stringeva una morsa soffocante, quasicome due mani serrate attorno alla sua pelle, come un serpente che la ostruissecompletamente con la mole del suo corpo liscio e piatto.

Ma la cosa che gli dava pi fastidio, era quellasensazione alla base del collo.

Impronta. Unimpronta. Come un segno che poi erabruciato come una malattia, su tutto il suo corpo. Letale, contagioso, e glivenne ancora da credere alle baggianate sui Mezzosangue e sul potere infettivoche avevano. Perch era meglio credere a quello, che ad altro, anche se sapevache non era stato quel minuscolo contatto, il tutto, la causa, il momentodeterminante.

Credere che la Granger fosse infettiva, erameglio che ricordare che non era mai stata cos vicina. Mai, in dodici anni.

Era pi reale.

Ma, dopo quel ricordo di dita affusolate, dalleunghie corte, che si artigliavano alla sua camicia, fu impossibile tornareindietro al mondo vero, che non aveva nulla della perfezione.

Quello dove davvero gli importava solo di nonpoter finire il quadro di Helena.

Gli importava anche di quello ma non solo diquello.

Il mondo vero, era diventato un altro.

Si era insinuato lento, subdolo nei suoipensieri, in quei cinque secondi netti. O forse era accaduto anche prima,quando aveva scoperto che la Granger non centrava nulla con la morte diHelena.

Anzi, nemmeno la conosceva quella rivelazione,effettivamente, aveva aperto un mondo, molto prima del fugace e furtivocontatto fisico che avevano avuto.

Nel primo caso, era stato un caso, ecco, in unordine perfetto, composto dalle loro vite che erano sempre corse parallele.

Parallele, s perch, sebbene la loro distanza a volte fosse stata minima,mentre condividevano le stessi classi a scuola o la stessa casa a GrimmualdPlace, lui ed Hermione Granger erano sempre stati due rette parallele.

Destinate a restare ognuno nel campo visivo dellaltro, ad ascoltare conlorecchio disinteressato il rumore dei giorni altrui, a percepire un odorediverso contaminarsi a quello dellaltro ma ferocemente destinate a nonincontrarsi mai.

E quel contatto, quando quella mattina, lei gli era franata addosso, mentreapriva la porta della sua stanza, e si era aggrappata alla sua camicia perevitare di cadere, era stato. come unombra di vento.

Fugace, rapido, senza conseguenze, se non quella che, come sempre, HermioneGranger gli era parsa Helena. Ma era stato un secondo, sui cinque di quelcontatto.

Un secondo che faceva franare il cuore, minava la sua ragione e resuscitavail suo dolore, ma sempre un secondo era stato.

Dopo quel secondo, era arrivato il solito profumo della Granger, t nero evaniglia, cos diverso dalla ciliegia dolce di quello di Helena, perch eraforte, penetrante, impossibile da ignorare, come era la stessa Granger.

E, riaprendo gli occhi, aveva scorto i suoi capelli annodati in una codaalta sul capo, da cui sfuggivano delle ciocche che le accarezzavano le spalle eche non sarebbero mai sfuggite al rigore di Helena. Ed anche quella vicinanzasi era rivelata per quella che era, perch ogni spigolo, ogni incavo, ognicurva del corpo della Granger, incastrato anche per un millesimo di secondo conil suo, non combaciava per nulla.

Non era nata per questo Hermione Granger. Era nata per questo HelenaJasmine Greengrass, per essere il pezzo mancante.

Non era stato quello, il Big Bang, il momento determinante il nuovo mondoera sorto, come unalba violenta di colori e di luci, quando aveva letto nellasua mente, dove sapeva che non poteva mentire, della sua estraneit assolutaalla morte di Helena.

Certo, quella rivelazione era stata come avere avuto sempre davanti agliocchi un bersaglio ben visibile nel buio, luminoso, tinteggiato di coloriaccesi, ed aver aspettato ogni minuto di scagliargli contro un dardo infuocato,aspettando che si avvicinasse al punto di poter colpire, per poi scoprire, inquel momento fatale, che non era il bersaglio che cercava. Ma, una parte noncos piccola di lui, soffocata dai giorni intossicati dodio per lei, forse nonci aveva mai creduto davvero che lei ne avesse colpa, lei, Hermione Granger,ingenua e trasparente come uninsopportabile mocciosa. Non avrebbe avuto quelviso cos pulito e quella mente cos candida, se ne avesse avuta colpa. Ed eraanche certo che Hermione Granger non sarebbe mai riuscita ad ingannarlo,nemmeno volendo, contraffacendo il contenuto della sua memoria, in modo daindurlo in errore.

Ora, nel nuovo mondo, era scontato e banale che fosse Beckwith ad avere colpadellomicidio di Helena ed Amos.

Quella stessa piccola parte di lui gli suggeriva subdolamente, in un modotroppo confacente al vero per non crederci, che, se ci fosse stata davvero laGranger al suo posto, lei sarebbe intervenuta per fermare quellomicidio, primadi tutto per il suo innato e detestabile spirito di giustizia, secondo, permettersi le mani sui fianchi, guardarlo con superiorit e dirgli con ariasaccente: Te lavevo detto io, che avevi bisogno degli Auror!.

Ed Helena forse ne avrebbe riso

Draco rabbrivid ancora, sotto il getto dacqua bollente, cera qualcosa dienormemente strano nellimmaginarle tutte e due assieme. La Granger ed Helena.

Di primo acchito, poteva dire che era assurdo immaginarle assieme, cosdiverse, cos lontane, contemporaneamente legate da lui e dal bisogno per una eper laltra, e divise nettamente dai sentimenti che provava per una e perlaltra.

Ma dopo un attimo, curiosamente gli parve giusto immaginarle assiemegiusto perch?

Evit i suoi pensieri irrazionali, passandosi una mano tra i capellibagnati, la sensazione di freddo che si ostinava a non passare.

I segnali del nuovo mondo, erano continuati come unepifania divina, neipassi che li avevano legati da quella mattina.

Hermione Granger si era staccata, imbarazzata da lui, era rimastosconcertato nel vederla arrossire davanti a lui. Doveva avere la febbre infondo, aveva anche gli occhi lucidi, scintillavano quasi, ma lei, come sempre,aveva tirato su con il naso ed aveva finto abilmente che le lacrime non fosseroassolutamente presenti, nei suoi occhi dagata. Come sempre.

Dopo pochi secondi era gi l a rispondergli a tono e a ritornareallautentico motivo che laveva condotta l: sapere la storia di Danny Ryan,quello che si era inventato, in modo da poter raccontare qualcosa di una suapresunta vita babbana a Seth, senza tradirlo.

Chiacchiere. Voleva indagare, tipico, era dannatamente cristallina, le sileggeva tutto in fronte, come se lo avesse stampato a caratteri di fuoco.

Ed infatti si era opposto, palesandole che nonera decisamente il piano geniale che credeva. E lei, sorpresa, gli avevarivelato il suo grande segreto.

Non era pi una strega da due anni, interdizionealluso della magia per abuso di potere quindi non era pi non solo il Capodegli Auror, non era proprio una strega. E quello collim perfettamente con ilricordo chiaro che aveva visto nella sua mente, ossia che nel giorno dellamorte di Helena, la Granger non era al comando. Era vero, se mai avesse avutobisogno di una conferma.

Aveva riso come un pazzo alla confessione dellaGranger, lennesima prova che viveva in un mondo nuovo. Lei che veniva punitaper chiss quale motivo e lui che viveva da babbano.

Cera unironia tale in quella vicenda, che gliaveva offuscato i ragionamenti, cosa a cui aveva contribuito anchelespressione di lei, simile a quella di un pesce palla in posizione dicombattimento.

Era rimasta sempre buffa la Granger e gi sistup Draco di quel pensiero. Aveva pensato buffa non ridicola.

Il mondo nuovo.

Istintivamente, quando Hermione aveva cercato diallontanarsi, infastidita dalla sua risata, Draco laveva afferrata per ilpolso. Senza accorgersene, senza rendersene conto, quasi distinto. E si erachiesto perch, sbattendo le palpebre, mentre lei guardava la sua mano che latratteneva.

Laveva fermata, quando invece sarebbe statomeno scocciante che se ne fosse andata, magari offesa mortalmente. Lavevafermata, quando non aveva alcuna intenzione di parlarle di Danny Ryan. Lavevafermata, e si era stupito del fatto che, sotto la sottile pelle del polso,sentisse il suo cuore battere forte, come se avesse sempre creduto e pensatoche la Granger non ce lavesse un cuore, come se fosse invecchiata dairagionamenti e dai pensieri, come se funzionasse con una serie di complicatiingranaggi.

Il mondo nuovo.

E poi lei lo aveva guardato e lui avevaacconsentito anche a parlarle di Danny Ryan, in fondo, con le sue domandecuriose, Seth poteva oggettivamente metterla in difficolt e costringerla adire cose che poco avrebbero collimato con la sua versione dei fatti. Quindi,anche se era palese che lei voleva indagare su di lui, utilizzando lo schermodella sua identit babbana, era meglio darle comunque qualche particolare.

Draco chiuse velocemente il rubinettodellacqua, continuando a rabbrividire ed uscendo velocemente dal box doccia.Si annod un asciugamano attorno ai fianchi, restando per qualche istanteimmobile, attonito, completamente catturato dal riflesso nello specchio, daisuoi occhi grigi che sembravano persino sillabare quelle tre parole, la chiavedel nuovo mondo.

Avrebbe dovuto saperlo.

Che Hermione Granger non centrava nulla. N coni suoi, n tantomeno con Helena.

Se comunque si sentiva la coscienza pulita, aposto, convinto comera che fosse solo una colpa della ragazza non sapere nulladel posto dove lavorava, qualcosa, per, dietro di lui continuava acontorcersi. Il mondo nuovo.

Mentre fissava i suoi occhi, nel riflesso dellospecchio, la madreperla parve quasi eclissarsi, tingersi di riflessicioccolato, diventare una nebbia di lacrime e delle parole balbettate, con ilpianto in gola.

Il mondo nuovo, anche se era stramaledettamentevero, non era ancora perfetto. Forse, non lo sarebbe mai stato. E Draco Malfoy,nonostante quel riflesso castano nei suoi occhi, pallido come un ricordo, mavivido come un rimorso, si disse che non importava. Non era colpa sua, non erasuo dovere trattenerla l, spiegarle le cose, farle capire quanto fosse statausata dai suoi amici.

Poteva anche dispiacergli, averle fatto del malecos, specie ora che sapeva quanto lei fosse dannatamente innocente di tutte lecolpe che le aveva riversato addosso, ma il senso di colpa era un nonnullarispetto a quello che, di solito, provava per Helena e la sua morte; quindisapeva ignorarlo, scansarlo, evitarlo.

Ma il mondo nuovo era di altro parere. Il mondonuovo non poteva ignorarlo, scansarlo, evitarlo, ora che si era compiuto.Nemmeno quella sera. Specie quella sera.

Quando finalmente, assicurandosi che Astoria nonfosse in giro per casa, Draco si decise ad uscire dal bagno, si rese conto cheera gi tardi, erano quasi le undici di sera. Il tempo era passato cosvelocemente, senza che se ne rendesse conto, e la cosa lo stup alquanto, vistoche, invece, le sue giornate avevano la strana abitudine di essere eterne e dinon finire mai. Dopo essersi rivestito, and a controllare ancora se Seth fossetornato, ma in segreteria c era un suo messaggio che diceva che sarebberimasto a casa della madre, per quella notte. Anche Serenity dormiva gi,comodamente distesa nel suo lettino, un pollice in bocca e lespressionerilassata. Draco sorrise nel guardarla, accarezzandole lievemente i ricciolibiondi, la bambina si spost di lato nel sonno, continuando a respirareregolarmente. April evidentemente doveva averla messa a letto, dopo averle datoda mangiare, sul tavolo della cucina cerano infatti dei residui di unomogeneizzato.

Aveva anche lasciato larmadio aperto, mancavauna coperta non se ne preoccup pi di tanto, forse al locale non cera moltagente e i suoi impiegati avevano pensato bene di trascorrere la serata,chiacchierando sulle scale, e magari faceva freddo.

Draco ciondol un po per casa, non aveva moltafame, quindi decise di prendere una boccata daria. Non aveva voglia di andarein giro, per, in fondo non era stato con Serenity tutto il giorno e non volevache, se si fosse svegliata, non lavesse visto di nuovo. Quindi, decise diuscire un po sul tetto, stranamente per la sua natura quella sera, avevavoglia di stelle e di luci, anche striminzite ed artificiali.

Sal pigramente le scale, fino alla porta dimetallo del tetto, che era accostata. Se ne chiese il motivo, ma pens chedoveva averla lasciata aperta qualcuno, senza darsene troppa pena.

Laria della notte soffi sul suo viso,spostandogli i capelli biondi dalla fronte, scompigliandoglieli. Aveva un odorebuono quella notte, come di erba bagnata e fiori di glicine, anche se nonimmaginava nemmeno da dove potesse venire un profumo del genere in piena citt.Probabilmente dai parchi di Notting Hill e quella curiosit inconsueta, ancoranella sua natura, lo costrinse a fare qualche passo per affacciarsi allaringhiera e strizzare gli occhi per vedere se effettivamente provenisse da l.

Fu solo un attimo, ed un lieve bagliorearanciato, alla sua sinistra, cattur la sua attenzione. Sembrava veniredallintercapedine tra la ringhiera e la caldaia. Si era subito spento, coscome era nato, durando solo un secondo, eppure ancora quella strana curiositnon lo lasciava in pace. Era inconsueto per lui, abituato allinerzia, essereinvece quel giorno, cos curioso di stelle, fiori e lucciole, ma non era unasensazione sgradevole.

Era solo diverso, vecchio come un ricordo ed, alcontempo, nuovo.

Il mondo nuovo.

Si sporse leggermente verso la rientranza,invisibile per chiunque entrasse, a patto di avvicinarsi, e di primo acchitopens solo che April si doveva essere impazzita, se lasciava le coperte ingiro, senza alcuna spiegazione logica.

Fu alla seconda occhiata, che quel qualcosadentro che si contorceva da quella mattina, riprese a muoversi nel suo stomacocon maggiore foga, inarcandosi, distendendosi, come un animale in gabbia. Dracotrattenne uno spasmo involontario della mano, che si stava gi di nuovoserrando, sorda alla sua volont, mentre puntava lo sguardo sulla chiomacastana che spuntava fuori dalla coperta a scacchi rossi e verdi.

Hermione non laveva visto, aveva il viso chino,probabilmente teneva la fronte poggiata sulle ginocchia. Ancora, con estremacertezza, seppe che, in quella sua morbida fortezza, non stava piangendo, maprobabilmente teneva gli occhi aperti, spalancati, fissi nei suoi pensieri.Incatenati ad una moltitudine asciutta di considerazioni. Desider, per un soloattimo, scavarle attorno un fossato, costruirle un muro alto, rendere davveroquella fortezza da bambina, una roccaforte inespugnabile.

Chiuderla a chiave, tenerla sottovuoto, in uncastello dove nessuno la toccasse pi. Toccare, non in senso fisico non cerapossesso nel suo pensiero. Cera piuttosto la considerazione di tenere unacreatura pura come lei, in una teca di cristallo.

Come la rosa della Bestia, nella favola babbanache raccontava a Serenity prima di dormire.

Non era possesso, era piet umana. Impedire cheun altro le facesse male a costo di tenerla prigioniera.

Si riscosse da quel pensiero, sbattendo lepalpebre, la Granger che ancora non si accorgeva di lui. Vide per la primavolta, nettamente, il mondo nuovo. Ne distinse i limiti, i confini, la spintarivoluzionaria che stava imprimendo ai suoi pensieri.

Scorse persino fino a dove quella storia potevaportarlo.

Il suo primo pensiero, sgomento, da seccare lagola ed inaridire la bocca, fu: Che diamine mi stai facendo, HermioneGranger?.

Il suo secondo moto, istintivo, da bloccare il respiro e imprigionare lemembra, fu di prendere la porta e di andarsene, lasciandola l.

Ma il terzo momento, inevitabile, al punto di rinfrescare gola e bocca, edi sciogliere respiro e membra, furono quelle parole: Hai parlato con Potter,quindi.

Lei non parve nemmeno averlo sentito, come se si fosse congelata, ilsilenzio che non era silenzio che pesava su di loro, come una lapide di milletonnellate. Fu di nuovo tentato di andare via e non tornare pi, sensazionegemella di quel sentirsi stupido per averle chiesto qualcosa che gi sapevaessere successo. Finalmente, dopo quelli che sembrarono anni, arriv la suavoce.

Flebile, lieve, come un pigolio: Perch farebbe qualche differenza?.

Credo che sia rilevante per me sapere se sono ancora il pi grandebugiardo della storia del mondo magico ho appena liberato uno spazio per latarga sul camino Potter me la deve da tempo.

Lironia venne fuori, senza controllo. Assieme al sollievo malcelato persentire la sua voce, quasi come se avesse temuto per un solo secondo, cheHermione avesse perso per sempre la voce. Ancora, come in una fiaba, quelladella Sirenetta, con lui al posto di quella strega, che le estirpava la paroladalle corde vocali, per fargli conoscere il suo grande segreto. Ma lei parlavaancora ma non alzava il capo, restava a testa china, come se portassesemplicemente un peso troppo grande.

Non credi di sopravvalutarti troppo? aggiunse scettica, sempre immobileIn fondo, c sempre Peter Minus in lizza Zabini,la Parkinson e mezza casata Serpeverde un sacco di Mangiamorte la concorrenza notevole, non sono affatto certa che tu sia il migliore.

Invece io ne sono sicurissimo sarebbe un duro colpo per la mia immaginee comunque non c nessuno abbastanza abile come me la targa la vincerei pi epi volte il sangue conter qualcosa, no? Sono sempre il figlio di LuciusMalfoy e quella una polizza sulla vitab, ripensandoci, non esattamenteuna polizza sulla vita, credo pi su unorribile morte e su tormenti eterni, manel multiforme mondo della menzogna indubbiamente una garanzia.

Non riusciva a sentire che cosa stesse dicendo. Nella testa, aveva solo unpensiero. Una preghiera.

Alza il capo,guardami, inarca il sopracciglio ed ostenta ogni tua dote, Granger. Dimmi chesono un idiota, dimmi che non mi credi, dimmi qualsiasi cosa che mi facciainnervosire. O che mi faccia sorridere, mentre cerchi di essere implacabile, esembri solo un buffo pesce palla in posizione da combattimento. Fammidesiderare di sbatterti per strada, fammi smettere questa ironia fastidiosaanche su mio padre, che non so da dove mi venga. O meglio, lo so da dove miviene.

Mi viene dalpensiero che tu mi liberi da questo senso di colpa. Stupido, inutile, lercio. Edal desiderio. Che tu sorrida ancora.

Sii il dannatotormento dellinferno, sii una schiavit immorale, sii una droga insulsa masorridi, Granger, dannazione.

Che diamine mistai facendo, Hermione Granger?

Questo si chiama nepotismo, Malfoy la sent obiettare contrariata, quasi come ci stesse credendo sul serio.Fece un passo, avvicinandosi e replicando convinto: Questo veramente si chiamaDNA, Granger .

Credo di essermi persa nel sottotesto della conversazione chiese sconcertata,unombra di sorriso mentre finalmente sollevava gli occhi, anche se rifuggivadal guardarlo Stiamo per caso parlando in maniera civile? Anche se comunque inun modo alquanto contorto?. Fu sufficiente. Quel sorriso fu sufficiente perfarlo tornare in s, per abbandonare quellansia senza senso e senza motivo.Vederla al sicuro nel suo castello di stoffa.

Nemmeno lui riusciva a guardarla.

Poteva dire che era vergogna, per la sofferenza che le aveva causato ilnuovo mondo avrebbe detto cos? Il vecchio, sicuramente, avrebbe replicato chenon si vergognava di guardarla, assolutamente. E perch, poi?

Lui aveva detto la verit, anche se faceva male ma era lui, la vittima,non viceversa. Quindi poteva guardarla da unaltitudine di milioni di metri, conil mento alzato che sollevava sempre lei.

Ed invece non ce la faceva. Temeva di vedere un segno qualsiasi sul suovolto una prova, una traccia, unorma delle sue parole.

E non centrava Helena per la prima volta, nemmeno lei centrava nulla,non centrava pensare che, cos, Hermione le avrebbe somigliato meno, ed addioprogetto di dipingerla centrava solo che non voleva lasciarle segni, nonlui.

Non in quel modo. Non, dopo esserle entrato nella mente cos. Lasporcassero gli altri, con i loro ragionamenti e le loro congetture, ma nonlui.

Ne aveva sporcate troppe, di persone pure.

Si sedette accanto a lei, che non parve nemmeno muoversi, per poi scrollarele spalle, dicendo, lo sguardo fisso davanti a lui: Assolutamente no, Granger,sar una tua impressione stiamo parlando solo in modo contorto.

Credo che questo sia al massimo che ci possiamo aspettare lunodallaltra, no? la sent sorridere ancora, una stretta tiepida al torace, lasensazione che, in fondo, non stesse poi cos male. O che comunque potevaandare avanti.

Recuper parte del suo autocontrollo, inarcando un sopracciglio emormorando quasi offeso: Sicuramente il massimo possibile e ti informo che gi stato un enorme sforzo ne potrebbe andare della mia salute fisica e mentale.

Lo capisco la sent sospirare, guardando davanti a s, esattamente comefaceva lui, fingendo unespressione seriamente preoccupata. Non cercava diguardarlo, nemmeno per sbaglio. Teneva le iridi puntate davanti a s, come unastatua di pietra, imitando il contegno rigido del suo corpo. Sicuramente, orasi sentiva debole, vulnerabile o forse si vergognava per quello che avevasostenuto per anni le poteva essere tipico, conoscendola.

Si stup per un istante di quante cose, suo malgrado, sapesse di lei, primache Hermione riprendesse a parlare: Deduco che adesso sia al momento per me difare lenorme sforzo, poi la sent appena bisbigliare piano: Scordati latarga per questanno, Malfoy penso che la vincer il Ministro Potters, HarryPotter il Ministro della Magia e il pi grande bugiardo del mondo.

Il Ministro?!!! No, non possibile! mormor autenticamente scioccato,era cos strano sentire quelle parole sulle labbra della Granger, era tipo comesentir dire a Voldemort che i mezzosangue erano dei validi elementi dellaComunit magica. La sent sorridere, ma poi fermarsi di botto, come seimprovvisamente si fosse ricordata che non era il caso di stare l, con lui, aridere di Potter. Giusto, che fosse il mondo nuovo, non implicava ugualmenteche non fosse un mondo assurdo ed illogico.

Come era assurda ed illogica quella vicinanza, da vecchi amici

Non erano vecchi amici, dannazione non erano nulla. Perch erano l?Assieme? Perch era ancora l, lei? Perch era ancora l, lui?

Non lo sapeva ed era un fastidio atroce, non saperlo.

Poggi il braccio piegato sul ginocchio, sospirando e sentendo lo sguardodi Hermione addosso. Per la prima volta, sembrava solo curiosa, non arrabbiata,non irritata verso di lui. Ed anche lui, in fondo, era solo curioso.

Una curiosit, luno per laltra, scoperta dopo anni quando si dice, unmondo assurdo si erano passati accanto per anni, e solo adesso erano curiosiluno dellaltra.

Ma cera una cosa che lo incuriosiva pi di tutto ora, in quellistante,che forse era il massimo della confidenza tra di loro ed in cui dovevasembrargli Helena pi di tutte le altre volte, Hermione non le assomigliavaaffatto. Le gambe ancora piegate, il mento poggiato sulle ginocchia, gli occhirossi ma asciutti, i capelli spettinati ed agitati dal vento non le somigliavapi. Ma era soprattutto latteggiamento, ora, a renderle diverse.

Helena avrebbe pianto, se la sarebbe presa con lui, probabilmente se nesarebbe andata via.

Hermione non piangeva, era stranamente gentile, non accennava a muoversi diun passo.

Cerc di cancellare quei pensieri, tornando a concentrarsi su di lei,aggiungendo in tono noncurante: Nel suo caso, si dovrebbe parlare diomissione, non di bugia vera e propria. Gli era venuto anche di difenderePotter, incredibile ma ovvio.

In fondo, era davvero difficile avere a che fare con una donna del genere,diamine come la si faceva a guardare in faccia, con quegli occhi indagatoriche aveva, e dirle la verit?

Si riscosse, per, da quel pensiero, Potter era pur sempre il suo miglioreamico. Era un suo compito. Inoltre dubitava anche che fosse stata solo unadimenticanza, anzi sicuramente non glielo aveva detto, perch era utile averlaal suo servizio.

Non pensavo davvero che non lo sapessi ero convinto, insomma, che il Capodegli Auror le sapesse queste cose aggiunse dopo un po, la voce che sipiegava in un accento di scusa, prima che lo potesse impedire.

Teoricamente s셔 rispose lei senza esitazione, sollevando il mento eraddrizzando la schiena Ma Harry mi ha spiegato che Scrimeogeor ne ha combinate molte per mettere tutto a tacere. Nessuno ne ha mai parlato,nonostante alla fine della guerra di cose simili ne venivano fuori ogni giorno.Abusi di potere, violenze, razzie. Ma mai sugli Auror soprattutto per quantoriguardava loro, il Ministro fu molto prudente. Seppell ogni cosa, voleva chela gente avesse fiducia negli Auror e nella loro rettitudine. Una cosa delgenere avrebbe tolto anche questo alla gente, anche quella residua fiducia.Quando Harry lha scoperto, ha deciso che sarebbe stato meglio lasciare le cosecomerano per evitare ulteriori scandali ormai era passato del tempo ed allafine Harry la pensava come Scrimeogeor . Mi ha dettoche cera la guerra e, se dovessimo condannare ogni persona per ogni tipo dicrimine, b non la finiremmo pi tutti sanno che gli Auror hanno ucciso ituoi, non accusare qualcun altro, questo ha detto e ha aggiunto che non propriamente utile in questo momento che tutti sappiano come li hanno uccisiquindi, gli Auror sono rimasti al loro posto e nessuno ha pi parlato di questastoria. Quando sono subentrata io nella carica di Capo degli Auror, hannologicamente supposto che non sarei stata daccordo con la decisione delMinistero, quindi non mi hanno detto nulla in modo da impedire che creassiproblemi o avessi remore verso i responsabili.

E quello che avresti fatto? le chiese, senza nemmeno accorgersene, leparole che fluirono veloci, mentre si voltava verso di lei, puntando gli occhinei suoi. Nel buio che li circondava, non riusciva a distinguere nettamente iparticolari del suo viso, quelli che, per tante ore, aveva scrutato allaricerca di quelli di Helena. Ma, ora pi che mai, non sembrava Helena, edancora si chiese quando e perch gli sembrasse lei. La Granger aveva gli occhilucidi, spalancati, ma colmi delle solite luci che risplendevano come luccioleimpazzite. Il solito sguardo da Granger, simile a quello di una bambinacuriosa, che a volte inteneriva, a volte innervosiva, sempre faceva sentire adisagio, perch sembrava che stesse sempre alla ricerca del particolare che lesfuggiva, il pezzo che non tornava. Era lo sguardo di una maestrina, cheimpartisce le lezioni ma adesso stranamente era pi soffice, pi lieve, mentresembrava quasi arrossire. Era lui, forse, che la stava mettendo a disagio,adesso, guardandola.

Ma, come sempre, lei non lavrebbe mai ammesso, infatti si limit adeglutire, ma rest con gli occhi fissi nei suoi, come se cercasse ditrasmettergli qualcosa, al di l delle sue parole.

Sussurr serissima, le labbra rosse si aprirono appena: Non sarei nemmenodiventata unAuror, se avessi saputo una cosa del genere.

Non vero le rispose distinto, distogliendo di nuovo lo sguardo dalei. Non le credeva non fino a quel punto. Stava mentendo, era sempre statabrava con le frasi deffetto. Era nata per fare lAuror e non poteva esserecos idiota da non farlo solo per un episodio. Stava esagerando ovvio.Evidentemente era in vena di spararle grosse, in modo che lui si fidasse dilei.

Era il mondo nuovo, daccordo, ma non era ancora arrivato il tempo dellafantascienza. Non la odiava pi, daccordo, poteva stimarla, va bene arriviamoanche che le faceva tenerezza, al pari di Serenity ma da qui, alla fiducia, necorreva di acqua sotto i ponti e soprattutto ne correvano di parole non cosassurde come quelle.

Ma lei non si arrese, figuriamoci, non si arrendeva mai. Le ritorn lacadenza autoritaria consueta: E verissimo, inveceho deciso di essere unAurorper impedire che tutto quello che avevo passato durante la Guerra capitasse aqualcun altro volevo disperatamente che tutto quello che Voldemort e iMangiamorte hanno fatto, fosse solamente un ricordo. Se un Auror capace difare cose del genere, se tenuto al suo posto perch in fondo non ha fattoniente di cos grave, se tutti hanno pensato che si poteva chiudere un occhio,se persino Harry ha concluso che a creare problemi potevo essere solamente io enon tutti gli altri b, allora vuol dire che non era decisamente la miastrada.

Ingenua, stupida dannata ingenua ti faranno a pezzi, un giorno o laltro

Loro ti avrebbero fatto a pezzi sai, quante volte ho raccontato a miopadre di quello che mi facevi passare a scuola? Sai quanto avrebbe voluto uccidertilui? Sai quanto avrebbe riso, se ti avessero catturato?

Avresti avuto lo stesso destino di mia madre, idiota anzi peggio perchsei ancora giovane e sei anche carina, Granger ti avrebbero violentato finoalla pazzia cresci, dannazione, prima che ti facciano a pezzi

Anche se hanno ucciso due persone che, se ne avessero avuto lapossibilit, ti avrebbero fatto fuori senza tanti complimenti? replicarrogante, guardandola ancora.

Avrebbe voluto prenderla a schiaffi, per farle entrare quei concettibasilari nella testa, spiegandole che non era compito suo salvare il mondo, macerc di calmarsi e di far filtrare via quel nervosismo, che lei gli mettevaaddosso.

In fondo, non era la sua balia.

Soprattutto in quel caso mormor lei, abbassando lo sguardo Volevodimostrare che non sono come loro ed invece alla fine non c nessunadifferenza uccidere una persona fa parte del pacchetto. E sembra quasi che nonci si possa tirare indietro, nemmeno volendolo quindi, se cos, chiaro chenon pi quello che posso fare non voglio uccidere nessuno, n ora n maichiunque egli sia.

La ferita cera, nellanima, fresca. Era solo lei che non la dava a vederema non significava che non ci fosse.

Che uno non mostri le ferite non significa che non le subisca.

Hermione Granger, forse, veniva anche ferita pi volte delle personecomuni, visto comera fatta sempre a difendere valori, in cui non credeva pinessuno ma non lo dava mai a vedere.

E adesso? Che cosa farai? le chiese lui, ancora, tornando a guardarla inviso. Ancora curioso.

La vide inarcare un sopracciglio, mentre lo guardava con espressioneassolutamente sconvolta: Ma stai bene, Malfoy? Non che hai contratto qualcherarissima malattia infettiva? Ti stai davvero interessando a che cosa hointenzione di fare?.

Ecco, accidenti alla curiosit se la doveva segare quella lingua

Non mi sto assolutamente interessando a te, Granger aggiunse calmo efreddo, incrociando le braccia e distogliendo ancora lo sguardo da lei Mi stointeressando alla mia cameriera, non ad altro e alla mia salute, se Sethdovesse scoprire che ti ho licenziato di nuovo. Gi, soprattutto alla suasalute tra lemicrania post Astoria che inveiva perch lei lavorava ancoraqui, e quella post Seth che uggiolava perch lei non lavorava pi qui erapeggio la seconda.

Almeno Astoria la poteva far tacere, minacciando davvero di rompere laPromissio Gemina con Seth non aveva armi di ricatto.

Vuol dire che lavoro ancora qui? chiese lei meravigliata, spalancando gliocchi, avvicinandosi quasi a lui, come se non credesse alle sue orecchie Manon avevi detto che.

Ricordo perfettamente che cosa ho detto la interruppe lui, velocemente.Ovvio, non si poteva accontentare di quattro parole in croce, bisognava ricordareche laveva licenziata e mettere il dito nella piaga sul senso di colpa diaverle rovinato la carriera da aspirante omicida... lei per non aggiunse altroe le fu quasi grato per questo. Quasi, ovviamente. Ci mancava esserle grato,oggi.

Almeno per il momento, la decisione sospesa, Granger solo per ilparty, sia chiaro tra pochi giorni e non farei mai in tempo a trovareunaltra cameriera, ammesso che Seth non mi ammazzi prima aggiunse risoluto edeciso a chiudere immediatamente quella conversazione imbarazzante.

Non avevo pensato a nulla di diverso da questo sorrise lievemente,guardandolo.

la ferita ancora l ma almeno sorride, di nuovo.

Ecco, appunto trattenne tutto s stesso, per non sorriderle in risposta.Che diamine, si stava rincretinendo del tutto, se si metteva anche asorriderle qualcosa filtr sul suo viso, ma si affrett ad alzarsi e avoltarsi prima che se ne accorgesse.

Ispirazione improvvisa sorrideva, certo, ma in modo pi debole. La feritacera, che non la mostrasse non significava nulla.

Non voleva essere stato lui ad infliggerla avrebbe dovuto pensarci Potter,non lui. Ancora.

E comunque, Granger aggiunse di spalle, poco certo di voler vedere checosa avrebbero riflesso i suoi occhi. Al suo cenno dassenso, prosegu: Ero davvero convinto che tu lo sapessi.

Non importa sussurr lei, in unflebile sospiro gemello del suo.

Smetterai di essere unAuror?. Dannata curiosit idiota.

Non lo so in fondo, ho due anni per decidere la condanna finir allorafinalmente qualcosa di positivo in questa storia.

Fai come vuoi, sei libera di farlo, ma esit, non voleva dire pi nulla,ma non pot impedirlo a s stesso, inspir profondamente: ma non farlo perquesta storia non se lo meritano.

Lavrebbero fatta a pezzi, se avessero potuto. Cresci, dannazione, Granger.

Sar io a giudicarlo questo, Malfoy replic fredda So solamente unacosa se dovessi tornare, non avr pace finch non avr gettato ad Azkaban iresponsabili della fine dei tuoi e questa una promessa.

Non sapeva che farsene delle sue promesse. Specie di quella, poi.

Non necessario le disse, voltandosi nella sua direzione, sibilandogelido come il vento che gli scompiglia i capelli biondi: A me non interessache siano morti, non mi interessa come sia successo, n chi sia stato a farlifuori meritavano quello che gli successo ed giusto che sia finita cosnon me ne frega nulla di questa storia e tu non mi devi niente come non midoveva nulla il Ministero ho accettato quello che mi stavano dando perch miconveniva, non per altro non voglio essere risarcito per qualcosa che forseavrei finito per fare io stesso se le cose fossero andate avanti e comunquenon voglio essere in debito con nessuno, tantomeno con te spero che questo siachiaro.

Cristallino, Malfoy ribad a sua volta, guardandolo dal basso, ma conuno sguardo da far dubitare che fosse ancora seduta Con una sola obiezioneanche a me non interessa nulla, ma di quello che potrai dirne tu lo far perme, non per te. Tu non mi dovrai nulla, mai perch lo far soltanto per me eper quello che dovrebbero essere gli Auror non per te. Questo, scordatelo,Malfoy.

Fai come ti pare le rispose acido, prima di voltarsi. Figuriamoci, fasempre come gli pare

Spar, chiudendosi la porta alle spalle, sospirando per la fine diquellestenuante conversazione. Era assurdo tutto quello che era successolaveva trattenuta di nuovo l e nemmeno con la certezza, dopo quella sera,che lei somigliasse effettivamente ad Helena. Quella sera, non laveva pirivista in lei. Era peggio dellenigma della Sfinge, accidenti a lei.

Solo a letto, si concesse il lusso di un nuovo sorriso, ripensando a quellasituazione.

Afferr il cellulare, scorse lultima chiamata, quella che aveva rotto ilsilenzio perfetto di un pomeriggio sonnacchioso, avendo leffetto disconquassarlo fino alle ossa. Spinse il tasto verde, attese in linea, presefiato quando qualcuno rispose.

Poche, pochissime parole, pronunciate con voce affrettata e tagliente.Senza nemmeno una presentazione, un saluto.

la Granger qui, Potter ma ci resta.

Ed ecco qua, il nuovocapitoletto!! E premetto che come sempre stato un parto plurigemellare!! Il motivo chiaro, passato tantissimo tempo dal mio ultimo aggiornamento ma a parte isoliti problemi di ispirazione e di immedesimazione in Draco, cosa che miriesce sempre difficile dato che non voglio trasformarlo in un personaggiomelenso, ho avuto anche alcuni casini fastidiosi che mi hanno impedito discrivere oltre che lo studio! Lasciamo perdere, v J ma adesso sono tornata con vostra gioia, spero! Mi sono fermata qui neiricordi di Draco, per due motivi: il primo strettamente pratico, e che chi misegue su FB gi conosce cera un altro ricordo da inserire, che io ho definitotenero e che mi piace alquanto ma purtroppo mi sta prendendo tempo ed passato davvero troppo dallaggiornamento. Secondo motivo, pi teorico: volevoche il chappy finisse qui, concludendo la fase dellodiodi Draco per Herm , mentre dal prossimo apriremo laparentesi della progressiva amicizia, stima ed amore. Nellultimo ricordo,infatti, ne ho messo le premesse, come vedete J Purtroppo i ricordi mi prenderanno ancora molto tempo, non ne posso tralasciaremolti e soprattutto devo rivedere che cosa ho scritto, ai tempi, dal punto divista di Hermione, per far collimare il tutto e sono passati quasi 2 anni dalprimo capitolo! J Chiedo scusa se nonriesco ad inserire i ringraziamenti per le scorse recensioni, ma ho come sempreil tempo contato, ma davvero ringrazio tutti coloro che mi seguono, sia cherecensiscano, sia che leggano solamente, sia che mi contattino su Fb , sia per altre vie, sia coloro che mi stanno aiutando arendere questa storia pi bella di quanto gi non sia in particolar modo, misento di ringraziare la mia cara Nadia che come sempre mi ha dato tanticonsigli per questo capitolo (oltre che ascoltarmi in decine di crisiesistenziali diverse!) e Ophelia che con il suo affetto riuscita a tirarmi su in parecchie occasioni grazie davvero!! Un enormebacio Cassie!:D