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Rising roses part I

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Rising roses part I

Capitolo 33 Rising roses part I

Forse, in fondo, le rose hanno sempre saputo tutto.

Quel pensiero cos apparentemente privo di senso, si insinua rapido nellamia mente, rapendomi dai ricordi, mentre strizzo gli occhi per la luce fortedel sole. Lassurdit di quel pensiero assoluta, ma un attimo dolce eliberatorio, al tempo stesso. Riprendo respiro, la mano sul petto, chiudendoforte le dita sulla camicia che indosso. Laltra mano, stringe forte quella pipiccola di Alex, che si guarda attorno incuriosito.

Mi indica qualcosa sorridendo, annuisco con il capo, mentre le sue parolesi perdono nel cupo ronzio che mi affolla le orecchie.

Le rose sembrano non essere mai cambiate, anche se so che, in cinque anni,migliaia di milioni di fiori sono nati, hanno bevuto il sole e sono appassiti,reclinando gli steli e perdendo i petali.

Eppure, sembra tutto cos maledettamente uguale da darmi le vertigini.

Sapevo che sarebbe andata cos, era scontato, questo viaggio in fondo uncalvario, fatto di stazioni obbligatoriamente destinate a ferirmi la mente,come delle spine acuminate e crudeli.

Ma soffrire sempre meglio del niente. E dopo cinque anni di niente, a meva anche bene cos.

Il dolore, il rimpianto dentro, Draco. riaverlo vicino, anche se in unaforma diversa e lacerante. Ma fa nulla il dolore rende le cose pi reali diquanto non siano mai state in questi anni.

Nulla, tranne Alex, stato reale in questi anni.

Spesso, la notte, quando Alex aveva pochi mesi, mi svegliavo e andavosilenziosamente in camera sua.

Se Ron si accorgeva che mi ero svegliata, dicevo che ero solo preoccupatache si svegliasse. Oppure che volevo controllare che stesse bene, che non cifosse nulla che non andasse.

Balle.

Colossali.

Sebbene io sia la pi ansiosa delle madri, trascorrevo le notti guardandoAlex per convincermi che fosse reale.

Quando guardavo i suoi pugnetti chiusi, mentre dormiva nella sua culletta,e la luna illuminava i suoi capelli dorati, respiravo di nuovo.

Aveva il naso di Draco, aveva i suoi capelli. Se si svegliava, aveva anchei suoi occhi. Era vero, era suo figlio, non mi ero sognata tutto, non stavovivendo la vita di un'altra donna con le memorie di unaltra ancora.

Oggi, oltre a mio figlio, anche le rose sono reali. Il loro odore semprelo stesso, mi ferisce la memoria con implacabile dolcezza, suggerendomi anchelangosciosa sensazione di attesa, con cui le ho guardate per tanto tempo.

Sono passati cinque anni, eppure la prima cosa che vedo, non appena chiudogli occhi, sono sempre le rose. Mi capita di sognarle spesso.

Boccioli, petali, corolle dischiuse o fasci ben legati da nastri di seta.Credo di sognarle anche di colori che nemmeno esistono.

Le ho evitate per anni.

Il giorno del nostro primo anniversario di matrimonio, Ron mi aveva portatoin camera un mazzo enorme di rose rosse.

Era stata la prima volta che avevo pianto davanti a lui, sciogliendo infineil segreto che portavo nel cuore.

Era stata la prima volta che avevo parlato di Draco direttamente davanti alui, nonostante ovviamente sapesse tutto e fingesse soltanto di nonricordarsene.

Avevo torturato le rose tra le dita, ne avevo staccato i petali uno ad uno sottolo sguardo sconvolto di mio marito, volutamente mi ero ferita con una spina.

E, guardando il sangue che mi sporcava le dita, avevo trovato le parolegiuste.

Come il sangue.

Io, Draco ce lho dentro, Ron e ce lavr dentro per sempre.

Ron non mi aveva pi nemmeno nominato le rose. Aveva preso ad evitarleanche lui. Persino se le vedeva su un giornale, voltava la pagina con fastidio.

Le rose sono i fiori messaggeri dei segreti.

Perch hanno un cuore segreto esse stesse: in alcune specie, la rosaappassisce prima di rivelare il suo nettare, che rimane protetto in un gusciodi petali morbidi, ma inaccessibili.

Per questo, la metafora. Regalare una rosa, dovrebbe essere come regalareun segreto.

Non avevamo pi segreti da regalarci, o meglio da rovinarci addosso, io eRon.

Io e Draco, forse, non potremmo nemmeno regalarci questo intero giardino,per quanti ancora ci pesano dentro.

Busso con decisione alla porta, oggi inizio a scioglierli tutti, uno aduno.

Ed il primo so che sar con lei.

La porta si apre, la vedo sgranare gli occhi e reggersi allo stipite dellaporta, come a ripararsi dalla sorpresa che la sta investendo. Alex la guardasenza capire, cerca il conforto della mia mano.

Aspetto volutamente che guardi in viso mio figlio. Aspetto che guardi isuoi occhi, i suoi capelli, il suo naso.

E poi finalmente le mie labbra si aprono.

Ciao Pansy.

La mente funziona in modo strano, nei momenti dicrisi.

Quando si sostiene un esame, spesso ladrenalinareclama conoscenze, che uno non penserebbe mai di aver memorizzato.

Quando ci si trova in mezzo ad una tragedia, siriscopre forza e coraggio e si fanno cose che, a mente fredda, non ci si sognerebbenemmeno di poter fare.

In guerra, ricordo donne delicate come fiori inboccio, chiudere ferite aperte dei loro compagni con le loro mani nude, premendole dita su vene che sgorgavano copiosamente sangue, concedendosi solo lacrimedi terrore e sguardi atterriti, mentre cercavano aiuto.

E, al contempo, ricordo uomini alti e nerborutiscappare terrorizzati al primo accenno di incantesimi e di lotte, anche seavevano sostenuto allenamenti durissimi.

Io stessa avevo scoperto che la mia resistenzaal dolore, al disgusto e alla paura, erano molto pi alte di quanto avessi maicreduto.

Quando la guerra finita e ho avuto tempo perpensare, trascorrevo sere intere con Ron a ricordare che cosa avevamo fattodurante il nostro viaggio. Ed eravamo sempre increduli, mentre mettevamo aposto i pezzi di quegli atroci ricordi. Come eravamo riusciti a farcela?

Per mesi forse per anni io mi sono credutaforte come una roccia. Ero persino preoccupata di questa mia forza; temevo che allafine mi rendesse impermeabile a tutto.

Ho dato a quella forza la colpa di non farmiinnamorare di Dean. Ero diventata insensibile.

Ovviamente, poi, ho finito per cambiare idea quando mi sono scopertainnamorata di Draco Malfoy.

La mia forza sempre stata un castello di carte, poggiato su pile di sale.Si sbriciolata come niente.

Non ho mai sofferto cos tanto, in vita mia.

Uno non pu mai sapere come funziona la mente inun momento di crisi, quando senti che persino le ossa si spezzano per ildolore, la rabbia, langoscia, e chiss che altro.

Nemmeno io posso saperlo ma la mente unmeccanismo molto diverso dal cuore, per quello io ho sempre affidato me stessaalla prima piuttosto che al secondo.

Il mio cuore si spezzato decine di volteancora adesso, a pezzi. Sento persino lo spazio esistente tra ogni singolopezzo del mio cuore, dentro il mio petto, come se fossero immensi buchi dariache mi succhiano via lossigeno dai polmoni, impedendomi di respirare.

La mia mente, invece, ha trovato il modo diresistere. Ancora.

Tenendomi in piedi, nonostante tutto,consentendomi di esistere ancora, sotto il peso di questa terribile ed immensapaura.

Non pensavo che avrei retto per un solo minuto. Einvece sono rimasta sana di mente non solo per un giorno ma per benventitr.

23 giorni e 8 ore, senza Draco. Con ilpensiero costante che lui stia affrontando le prove di Adamar, e stia quindi,nella migliore delle ipotesi, perdendo ogni ricordo di me.

La peggiore delle ipotesi scontata. Edimpossibile persino da pensare con il suo nome completo.

Razionalmente, questi pensieri avrebbero dovutocondurmi alla follia.

Ed invece la mente ha uno straordinario meccanismodifensivo.

Ci si abitua a tutto. Ci si abitua ancheallimpossibile, allinsopportabile, allinsostenibile.

O ci si racconta altre verit, sussurrandosi avoce bassa quelle che prima erano menzogne, facendole diventare certezze.

Ma in fondo credo che sia la stessa cosa.

Semplicemente, non considero lipotesi che lui non torni. O che perda tuttii suoi ricordi.

Non sono opzioni contemplabili e per smettere di contemplarle, devosmettere di pensare in toto.

Anestetizzandomi la mente.

Mi alzo dal letto, dove, come ogni notte, non hofatto altro che fissare ad occhi spalancati il soffitto, mettendo a tacere levoci ossessive e le domande continue che non hanno mai risposta. Da quandoDraco andato via, ho dormito circa unora a notte, se sono fortunata oesausta.

Il giorno facile da mandare avanti.

La notte un tormento eterno.

Il buio suggerisce immagini, sussurra parole,echeggia ricordi, accarezza cose mai avute e che forse non vivr mai.

Come sarebbe sentirlo dirmi, occhi negli occhi, che mi ama. Come sarebbevederlo ridere perch ho detto una cosa divertente. Come sarebbe ballare conlui, anche una volta soltanto.

Come sarebbe riaverlo anche un giorno soltanto. Forse accetterei anche ditornare indietro, al Petite Peste, di nuovo con il pensiero che non mi amermai.

Accetterei di rivivere tutto daccapo. Lodio, la rabbia, il livore.

A piedi nudi, attraverso la stanza ancora albuio. Il pavimento piacevolmente gelido contro la mia pelle. Raggiungo lafinestra, spalancando di scatto le tende scure.

Un uccello vola lontano, spaventato. Le cicalecontinuano a frinire, per nulla intimorite.

Il sole appena sorto, su un nuovo giorno senzaDraco.

Lo vedi tu il sole, da dove sei? Fa freddo o fa caldo come qui? Riesci arespirare, pensando che sono lontana?

Mi appoggio con le braccia incrociate suldavanzale, chiudendo gli occhi. Laria gi umida ed opprimente, la picalda estate degli ultimi anni qui in Inghilterra, sembra soffocarmi con la suamorsa sudata ed appiccicaticcia. Ma forse non fa nemmeno caldo, come penso.Forse fa freddo, e il caldo solo angoscia, qualcosa che sopravvive alla stasidei miei pensieri.

Sono giorni che non so dire se faccia caldo o freddo, se piova o se ci siail sole, se esisto o vivo.

Il vento scompiglia i miei capelli, sparsidisordinatamente sul lino della mia camicia da notte bianca, mentre riapro gliocchi sul giardino che circonda la casa di Pansy Parkinson. Lodore delle rose cos forte da darmi la nausea, splendono umide di rugiada le corolle mezzedischiuse, ferendomi la vista di rosso, rosa e bianco. Disposte su due filari acostruire un complicato sentiero che gira tuttattorno alla villa in stileimperiale, proprio sotto alla mia finestra si aprono in un voluttuoso cerchiocolorato, al cui centro torreggia un piccolo gazebo di pietra bianca. Lecolonne sono piene di rampicanti, ancora rose color rosso sangue che siavviluppano in altezza, come se volessero fare a pezzi la pietra bianca eliscia.

Al centro del gazebo, c un piccolo divanetto foderatodi damasco, dove Pansy spesso intrattiene i suoi ospiti, decantando per ore labellezza del suo giardino, sempre fiorito anche dinverno, e tutto grazie ad incantesimidi sua invenzione. Lultima volta che lho vista chiacchierare amabilmente con MillicentBulstrode, mi sono trattenuta a stento dallurlare dalla finestra che le piantedovevano essere massacrate da questo ciclo eterno di fioritura.

Ovviamente, mi sono morsa le labbra a sangue pernon parlare. E solo perch nessuno ovviamente sa che Pansy mi nasconde a casasua. stata la scelta migliore, mi ha confidato Raissa, perch Pansy la solache sa di Draco ma che Astoria non conosce. Draco stesso, non fidandosicompletamente di lei, non le ha mai detto che Blaise e Pansy sapevano di lui.Blaise, per, vive con i suoi. Quindi si trattava di una scelta obbligata farmirestare qui, tutto per la mia sicurezza.

Ed effettivamente in quasi un mese, Astoria nonci ha mai attaccati.

Ho spesso sentito, nei miei sogni, ancora apertoun legame con lei, lho sentita anche cercare nuovamente di controllarmi adistanza, ma si tratta di tentativi deboli ed incerti e che avvenivano solo senon ero cosciente. Se ero totalmente presente a me stessa, non lho maisentita.

Nei miei sogni, lho dapprima percepita distantee disperata, presa da una furia cieca. Poi completamente scomparsa.

Ovviamente non credo che si sia arresa, ma credoche oramai abbia capito che lenergia dello Zahir del tutto morta. Quindidovrebbe affidarsi a sistemi pi tradizionali per adempiere ai suoi piani.Insomma, credo che si stia solo riorganizzando. Ed ovvio che quindi io debbarimanere qui.

Ma, al di l della mia sicurezza, ci sono altrimotivi per cui non conveniente che qualcuno sappia che io sono qui. Motivi taciuti,ma solo perch sono scontati.

Credo che la maggior parte dei Serpeverdeconsidererebbe Pansy pazza, se lo sapesse; ma avremmo il primo caso di completaarmonia di vedute con gli ex Grifondoro, Tassorosso e Corvonero. Sarebbe pi omeno come dire che un cane ed un gatto vivono sereni, tenendosi la zampetta dinotte mentre dormono, ed anche quel caso sarebbe pi probabile.

Lunico legame tra me e Pansy Parkinson, DracoMalfoy. E sarebbe difficile spiegare anche laccostare il mio nome a quello diDraco, assieme al termine legame.

Draco morto per tutti. Draco non mi avrebbe mai guardata senzainsultarmi. Draco non starebbe mai rischiando la vita e la mente per HermioneGranger.

Sarebbe difficile spiegarlo a chiunque, anche aGinny. Persino ad Harry.

Cos, quando mi hanno detto che era molto piprudente che nessuno sapesse che fossi qui, sono stata daccordo.

Ho detto che avevo bisogno di qualche tempo perstare un po da sola, senza dare alcuna indicazione su dove mi trovassi.

Hanno persino truccato i risultati del concorsoa cui dovevo partecipare, facendo credere a tutti che avevo regolarmentesostenuto la prova con risultati eccellenti, in modo da non insospettirenessuno, cosa aberrante per le mie orecchie. Mi hanno garantito che tengono sottostretto controllo tutte le persone a cui voglio bene, cos che Astoria nonpossa vendicarsi trasversalmente su di loro. Mi hanno anche chiestoprecisamente dove si trovi la casa dei miei, cos da non tralasciare nessuno.

In generale, sono oggetto delle migliori e pisollecite cure.

Non lavrei mai detto.

Come non avrei mai detto che, giunta ad un certopunto, questa cosa, invece che infastidirmi, mi procuri solo sollievo. Pertutta la vita, mi sono sempre presa cura di me stessa e degli altri. Ora, averequalcuno che si prende cura di me in tutto, mi fa sentire protetta. Anche seper farlo, mi hanno praticamente chiuso in una scatola.

Mi hanno sistemato in una stanza che si affacciasul retro della casa, probabilmente per impedirmi di vedere Draco, qualoradovesse arrivare ed entrasse dallingresso principale, forse perch temono cheio possa fare qualcosa di stupido vedendolo e rendendomi conto che magari nonsi ricorda di me o che ferito mortalmente ed tornato solo per dirmiaddio respiro profondamente, asciugandomi la fronte sudata.

Non lo fanno per proteggermi, ovviamente. Se nefregano di me. Lo fanno solo per rendere onore alla promessa fatta a Draco,come per tutto.

In questo, rientra darmi una delle pi camerepi belle della casa, rilucente del marmo rosa e della seta delle tende e deitappeti. Oppure, mettermi a disposizione libri, musica, vestiti, persino unapiccola elfa domestica, che ogni giorno mando via con un paio di galeoni. Ho unimmenso bagno personale, pieno di boccette dei pi costosi bagnoschiuma eprofumi, oltre che di una decina di creme diverse. Inutile dire che le hoguardate tutte con fastidio, aprendo solo quello che sembrava il pi anonimodei saponi.

Pansy mi concede persino di andare in giro percasa, curiosando nella biblioteca antica, oppure di girovagare senza meta nelgiardino con Serenity. E so perfettamente che, in circostanze normali, miavrebbe messo alla porta o al pi sistemato comodamente nella cuccia del cane,nella calorosa compagnia di pulci e zecche.

Si vede che questa la sua fantasia proibita, isuoi occhi castani si restringono sempre quando mi vede e le sue narici fremonodi fastidio ed irritazione, ma mi lascia fare pi o meno quello che voglio. Delresto, non hanno bisogno di controllarmi a vista.

La mia mente sterile, nel corso dei giorni, haperfettamente inquadrato tutte le abitudini degli avventori di questa casa.

Ed ogni sei ore precise, con i ritmi di unorologio, Raissa fa il giro della propriet, delimitata da una schiera dialtissimi pioppi bianchi, e muove distrattamente la bacchetta, producendoscintille nere e rosse. A tappe, si ferma pensosamente, sussurra qualche parolaed agita la bacchetta con nonchalance, sigillandomi allinterno dellapropriet.

Compie quelli incantesimi con una tale facilit,che sembrerebbero banali Appello o Wingardium Leviosa.

Invece, sono Incantesimi Oscuri, persi da chissquante generazioni. Il loro potere, se mi affaccio alla finestra, cos forteda farmi drizzare i capelli sulla nuca.

Non sono trappole, non sono botole segrete oelettrificazioni che mi farebbero morire fulminata, appena li tocco.

Semplicemente, se mi avvicino al cancello, oalla recinzione, o ai pioppi bianchi, mi svuotano della volont di tentare lafuga. Sento le forze abbandonarmi, sento qualsiasi volizione venir meno e sentodistintamente che sono troppo potenti, anche per cercare di convincermi aforzarli. Tutto qui.

Nei primi giorni della mia prigionia, ho cercatoin tutti i modi di scardinarli. In fondo, la mia volont era stata sufficientementeforte da creare e spezzare uno Zahir, potevo farcela se mi fossi concentrataadeguatamente. Ma stavolta non cera nulla da fare.

Anche perch, con il passare dei giorni, credo che una parte di me, quellapi stanca e provata dagli eventi, abbia semplicemente smesso di provarci.

Vivo dellinerzia che qualcuno pensi al posto mio, agisca al posto mio,prenda decisioni al posto mio.

Mi dicono quando mangiare, quando bere, quando dormire, ed in fondo, allamia mente va bene cos.

Strano a dirsi, vero? E forse con questointendevo che la mia mente ha reagito in un modo che non mi aspettavoassolutamente.

I primi giorni sono stati terribili. Nonterribili, in un senso pallidamente esagerato di qualcosa di oggettivamentesopportabile.

No.

Terribili in senso stretto.

Mi sono svegliata nella camera che Pansy miaveva destinato, dopo che Raissa mi aveva addormentato con la tisana, ed eranopassate gi pi di sedici ore. Ero corsa gi, avevo percorso il giardino semprecome unossessa, non rendendomi nemmeno conto che sicuramente avevano gipensato a murarmi viva l dentro. Mi ero fermata alla vista dei pioppi bianchi,come se ci fosse un muro invisibile. Non ce la facevo nemmeno a muovere unpasso.

Avevo iniziato ad urlare, a graffiarmi il viso,a rivolgermi a loro con i peggiori epiteti, ma non si erano dati pena nemmenodi uscire dalla casa, avvolta nelle tenebre notturne.

Solo quando, cascata in ginocchio e rannicchiatain posizione fetale, mi ero arresa almeno per quella sera, Raissa era uscita. Miaveva sollevato con malagrazia per un gomito ed, in silenzio, mi avevaricondotta in camera mia senza nemmeno dirmi una parola.

Il giorno dopo, ci avevo riprovato, stavoltaconcentrando tutta la mia volont nel tentativo di spezzare lincantesimo. A gambeincrociate, ero rimasta ore ed ore seduta davanti ai pioppi, concedendomi soloil lusso di sbattere le palpebre ogni tanto, mentre convogliavo ogni miotentativo mentale per forzare la resistenza dellincantesimo.

Avevo rifiutato il cibo, avevo rifiutato didormire, avevo rifiutato qualsiasi cosa. Per tre giorni.

Finch avevo capito che la mia volont eraforte, rocciosa, granitica, ma ogni pietra si spezza contro il diamante. E l,davanti a me, invisibile come un miraggio, cera una parete di diamante.Sarebbe caduta solo quando Raissa lavesse deciso. Potevano passare anche mesiinteri, fino a quando si fosse saputo qualcosa di Draco, ma io intanto dovevorestare l.

Avevo anche cercato di convincerli a mandarmi daHarry, o da Ginny, persino da Helder, ma niente.

Raissa scrollava le spalle e Pansy taceva conespressione riverente, al suo cospetto. Credo di aver odiato la parola promessa ,pi di qualsiasi cosa al mondo.

Al quarto giorno, avevo tentato un altroapproccio.

Adamar.

Dovevo farlo venire da me. Se avesse percepitoche in me cera qualcosa che poteva interessargli, forse si sarebbe fatto vivo.Ed avrebbe lasciato in pace Draco.

Avevo fatto ricerche nella biblioteca sterminatadei Parkinson, facendomi bruciare gli occhi mentre decifravo lingue antiche erune di ogni tipo, addormentandomi sui testi polverosi non appena spuntava ilsole, e risvegliandomi per ricominciare, quando la luna ricompariva nel cielo.Anche in quel caso, mi avevano lasciato fare.

Dimitri aveva fatto molti tentativi percontattare Adamar ed ancora, a suo dire, ci stava provando, chiuso nel suocastello in Bulgaria. Ovviamente dubitavo che stesse tentando sul serio. Inogni caso ero sollevata che non ci fosse, ma sicuramente potevo riuscircimeglio io, dato che, al contrario suo, volevo davvero trovare Adamar, fermareil rito e far tornare Draco indietro.

Avevo provato con le pozioni, con gliincantesimi, con le antiche rune, con la telepatia. Avevo versato sangue dalleferite su calderoni ardenti, avevo pianto lacrime su formule ancestrali, avevotagliato ciocche di capelli ed avevo rievocato ricordi e rimpianti. Ma nulla,nessuna tecnica aveva funzionato.

La sera del settimo giorno, Raissa mi avevasollevato di nuovo di peso dal pavimento, dove mi ero prostrata in preda allosconforto, e mi aveva trascinato in camera.

Chiudendo la porta, mentre mi abbandonavo allastanchezza, aveva sussurrato al buio nero della mia camera: Adamar non puvoler niente da te. Non ti sei mai chiesta perch non ha abbia mai cercatoVoldemort? Non voleva nulla da lui e nemmeno da te. Entrambi avete gidimostrato che le vostre anime sono deboli. Tu con lo Zahir. Lui con gliHorcrux. Non pu volere nulla da persone come voi.. Ancora, ero stataparagonata al mago pi crudele di tutti i tempi. Dov finita la mia forza?

Quella notte, era stata la peggiore.

Avevo di nuovo sognato Voldemort che miviolentava, come quando ero sotto la maledizione della luna nuova.

Ma stavolta, cera anche Draco che non facevaassolutamente nulla per fermarlo. Aveva lo sguardo disgustato nel guardarmi,bello e lontano come un dio pagano.

Avevo trascorso i successivi tre giorni a letto,senza muovere nemmeno il viso, senza nemmeno aprire le tende. Ancora, avevorifiutato da mangiare. La debolezza mi chiudeva gli occhi e mi facevaprecipitare in un oblio paludoso, dove i suoni si confondevano ovattati con iricordi e dove mi sembrava di vivere mille vite in una.

Poi, un pomeriggio assolato, avevo sentitoSerenity piangere dalla camera accanto.

Ero uscita fuori scalza, ero scivolata in camerasua, lavevo abbracciata ed avevo pianto senza ritegno per ore.

Solo a quel punto, mi ero lasciata convincere amangiare, a dormire, a prendere in mano un libro che non avesse a che fare conDraco, a vedere un film.

E da quel giorno, mi sono imposta di andareavanti, di alzarmi ogni mattina trascinando il mio corpo alla ricerca diqualcosa da fare, cercando inevitabilmente di sopravvivere.

Non ho pi pianto una sola lacrima da quelmomento.

Distrazione.

Continua distrazione da me stessa.

Mi prendo cura di Serenity, leggo libri sulibri, memorizzo particolari stupidi sugli abitanti della casa.

La mia mente, per resistere, diventataparticolarmente recettiva a tutto ci che non sia Draco, riempiendosi di coseche io considero inutili, ma che invece sono vitali per colmare i vuotilasciati nei pensieri, dalla mia imposizione di non pensare a lui e a che cosagli possa accadere.

Mi sono ritrovata a conoscere con perfettachiarezza tutte le abitudini di Pansy e Raissa, le mie carceriere.

Raissa che si sveglia la mattina alle seiprecise, attiva gli incantesimi di controllo e non fa mai colazione.

Pansy che si alza da letto alle dieci passate,annaffia le sue rose ed immediatamente manda un gufo a qualcuno.

Dopo quel gufo, generalmente o ne arriva unaltro, o compare Blaise Zabini.

Si materializza sempre sul retro della casa,poco sotto la mia finestra ed anche se mi vede affacciata, ovviamente non fa ilbench minimo cenno di saluto. Corre via, il mantello che si agita alle suespalle, e sparisce dentro la casa. Poco dopo, sento sempre i suoi passiaffrettati sulle scale, mentre raggiunge la camera di Pansy, che allultimopiano.

Ne escono due ore dopo, lei con le labbra rossee gonfie, gli occhi castani colmi di lacrime, landatura incerta. Camminadavanti a lui, non lo degna di uno sguardo e lo accompagna silenziosamente allaporta. Lui esce lentamente, cerca sempre di toccarla prima di andarsene,talvolta una mano, un braccio, una spalla. A volte, se vede che sono soli, leprende il viso tra le mani senza una parola, lei si divincola e singhiozza, elui se ne va, i passi che riecheggiano nel giardino.

So che Pansy resta immobile davanti alla portaaperta per qualche minuto, fissando i passi che lui ha lasciato nella polvere,mentre i petali di rosa mulinano nellaria calda.

E poi esce in giardino, coglie una rosa e lacalpesta sotto i piedi, con freddezza, come se nemmeno lavesse curata per mesio settimane.

Sarebbe impossibile non capire che cosa ci siatra loro, dopo quella scena avevo facilmente fatto due pi due.

Quella strana familiarit che Blaise sembrava avere con la casa, la primasera che mi portarono qui, quando aveva perfettamente indovinato dove fosserole sigarette nella camera di Pansy. Larrendevolezza che dimostrava sempreverso di lei. Laria stravolta che avevano, quando mi ero risvegliata dairicordi di Draco.

E quattro pi quattro fa otto, in qualsiasilingua del mondo. stato facile capire anche il resto.

I Parkinson sono caduti in rovina con la guerra,ormai hanno poco pi che un nome stantio da difendere.

Sono spariti dalla circolazione, lasciando lafiglia in Inghilterra in questa enorme casa a salvare le apparenze di viaggidaffari, che sono solo mere fughe dai creditori.

Gli Zabini, invece, abili calcolatori che non sisono mai fatti sorprendere come aperti sostenitori di Voldemort, sono allapicedella gloria e della ricchezza.

Non potrebbero mai concretamente volere che illoro unico figlio maschio frequenti la reietta Parkinson.

C sempre stato un mondo, che non mi sono mai data pena di vedere.

Ripareremo mai agli errori che abbiamo fatto in anni ed anni?

Lo stupore che provo oggi emblematico: come se avessi sempre pensatoche loro non amino, che, siccome non fanno di cognome Potter o Weasley, non abbianodiritto di soffrire pensare che non sono la sola a stare male, consolante in modo crudele eppure fatalisticamente inevitabile.

Un giorno, quando mi ha sorpresa a guardarlamentre Blaise andava via, Pansy ha chiuso gli occhi, come se non mi volessenemmeno vedere, come se persino la mia vista le fosse improvvisamenteinsopportabile. E mi ha detto solo poche parole, che non scorder mai.

Draco il mio migliore amico, lo sar persempre e io spero davvero che torni, sano e salvo. Per tutta la vita, hodesiderato che tornasse ad essere s stesso e che smettesse di vivere comeDanny Ryan, perch quella non la sua vera vita. O meglio ho sempre volutoche tornasse da me e da Blaise. Lui non avrebbe permesso che io, la sua vocesi spezzata ed ho capito simultaneamente che voleva dire che Draco non leavrebbe permesso di innamorarsi di Blaise, vista la loro situazione. Ha ripresocon forza, guardandomi con odio: Eppure, oggi, grazie a te, la prima voltanella vita che spero che ritorni nel vostro sporco mondo babbano perch, sedecidesse di tornare nel nostro, nessuno gli perdoner mai di amare tenessuno, Granger, n quelli come noi , n quelli come voi tu glihai rovinato lesistenza, spero che ne sia consapevole.

Ho alzato il mento ed ho replicato fredda: Elui ha rovinato la mia esistenza, se per questo ma rovinare qualcosache gi non andava, non un peccato mortale stata la pi grandebenedizione che mi abbia rovinato la vita, quella patetica vita che portavoavanti ed indietro, Parkinson e il fatto che tu possa pensare che la sua nonfosse altrettanto patetica, il sintomo chiaro che non ne capirai mai nulla equando torner, perch lui torner , arriver a cambiare anche tutto ilmondo pur di restare con lui, senza bisogno dei consigli di una come te...subite pure il mondo che vivete, io ho smesso di farlo.

Da quel momento in poi, Pansy mi ha evitato comela peste. In compenso, Blaise non pi tornato nemmeno una volta.

Non so se sia perch abbia ripensato alle mieparole. Mi piacerebbe pensare che sia per questo, mi piacerebbe pensare che siaper merito mio che lei abbia preso una decisione definitiva, la stessa che leavrebbe suggerito anche Draco stesso. Ma ovviamente troppo pensare che questosia concretamente vero.

Spero davvero di averle dato la spinta nelladirezione giusta, almeno mi libererebbe da un po del senso di colpa che provo,per essere stata cos maledettamente piena di pregiudizi nel corso degli anni. Oppure,utopisticamente, io voglio gi costruire un ponte con la vita di Draco.

E la voglio affrontare per intero la vita assieme a lui, senza scappatoie.

E se decidesse di tornare ad essere s stesso, lo sosterrei, gli far scudocon tutta me stessa.

E vorrei anche che i suoi amici non lo lascino solo, perch sta con me.

Reprimo un singhiozzo a fatica, inclinando ilcapo, mentre le ginocchia mi tremano. Stare con me implica che lui siatornato. E lui torner, vero? Torner da me, vero?

Posso avere un segno qualunque, Dio? Uno qualsiasi?

Corro velocemente al comodino, versandomi unbicchiere dacqua dalla brocca di vetro anticato che ho sempre vicino al letto.La bevo velocemente, cercando di inghiottire il groppo in gola che mi impediscedi respirare ed imponendomi di stare calma.

Finalmente mi tranquillizzo superficialmente,dicendomi che non so ancora nulla di lui e che non devo pensare che stiaandando tutto male.

Andr tutto bene.

Sospiro a lungo, tornando indietro sui mieipassi e chinandomi in silenzio sul lettino di Serenity, che ho pretesoimmediatamente che portassero in camera mia, appena mi sono ripresa dalla miaparalisi emozionale. Le accarezzo dolcemente i riccioli biondi, mentre lecontinua a dormicchiare, un pollice in bocca.

Non te lo perdoner mai, mai e poi mai non hai lasciato solo me, ma ancheSerenity. Se tornerai, non te lo perdoner mai.

Apro distrattamente le ante dellarmadio, pienozeppo di abiti costosi e pregiati, che Pansy continua a far portare ogni giornoin camera mia. Sicuramente con i soldi di Draco, figuriamoci se puoipermetterseli lei. Come se me ne facessi qualcosa. Dovevi esserci qui tu,non i tuoi soldi.

Prendo una gruccia a caso, senza nemmeno vedereche cosa ho scelto, tranne per il colore, un bel blu oltremare. I vestiti dicolori accesi e vivaci sono tutti ammonticchiati in un angolo, non riuscirei avedermeli addosso.

Dopo essermi fatta un bagno ed essermi vestita,apro la porta per scendere di sotto. Incrocio Lyria, lElfa dei Parkinson, e lechiedo gentilmente di controllare Serenity e di avvisarmi non appena si dovessesvegliare. La casa ancora in silenzio, sebbene le tende siano gi tutteaperte.

Ovviamente Pansy sta ancora dormendo, mentreRaissa forse in giro a trovare modi per non farmi nemmeno uscire dalla miastanza.

Scendo in silenzio le scale di pietra bianca edesco in giardino, chiudendomi la porta alle spalle con un sospiro. Non accennonemmeno ad avvicinarmi ai pioppi bianchi, gi so che sarebbe uninutile perditadi tempo ed unulteriore botta alla mia autostima ed al momento non ne sentoestrema necessit.

O non sar piuttosto che, se dovessi scoprire una falla nellincantesimo,sarei costretta a prendere una decisione? Dovrei affrontare la realtfinalmente, sapere che successo a lui e non voglio. Lignoranza la pigrande delle beatitudini umane.

Mi siedo per terra, sullerba umida, chiudendogli occhi alla luce del sole, ancora tiepida. Il vento stormisce tra le rose,fruscii di velluto nelle mie orecchie e profumo mielato nelle narici. Lo faccioogni mattina, mi sembra di sentirmi parte della natura, se faccio cospartedei suoi ritmi giusti e necessari, che hanno un senso profondo, un noccioloindispensabile da non mettere in discussione mai. Mi d lillusione dicalmarmi. Svuota la mia mente ancora di pi. Sono ombra, luce, acqua, terra.

Divento tutto, tranne che me stessa.

Un brivido mi scuote la schiena, facendomirabbrividire, mi stringo nelle spalle, riaprendo gli occhi.

Lo sai anche tu che non torner.

Gelo su me stessa, alzandomi in piedi di scattoe facendo qualche passo indietro. Rischio anche di scivolare per terra,inciampando, ma riesco allultimo a restare in equilibrio. Senza fiato per lospavento, mi porto istintivamente una mano sul petto, il cuore minaccia dischizzarmi fuori.

La mano di Dimitri resta immobile, ancoraprotesa verso il punto dove ero seduta io fino a poco fa, come se avesse volutoaiutarmi ad alzarmi. Si raddrizza immediatamente, riassumendo il suo consuetocontegno militaresco, con le spalle dritte e la schiena eretta. Mi guarda conespressione indagatrice, trapassandomi da parte a parte. I riccioli neri sonopi scarmigliati del solito, ma gli occhi chiari splendono della solita ferrearigidit e bramosia. Non porta pi la giacca con la medaglia, ma solo unacamicia bianca su pantaloni grigi. Inclina la testa leggermente di lato,osservandomi, perso in pensieri e fantasie segrete, che non mutano in nulla lasua espressione gelida.

Da quando tornato, circa cinque giorni fa,ribattendo che aveva fatto ogni tentativo per cercare di contattare Draco senzariuscirci, ho tentato in ogni modo di evitarlo.

Ma le sue abitudini non sono cos scandite, comequelle di Pansy o di Raissa.

Anzi, di notte spesso non dorme, ma di mattina sempre in giro dalle primi luci dellalba, come se oggettivamente non gliservisse riposare. Si assenta per lunghe ore, tornando agli orari pidisparati, e trascorre la maggior parte del suo tempo in biblioteca,impedendomi quindi anche la pi proficua e piacevole delle mie occupazioni.

Ha spesso cercato di avvicinarmi, tenta sempreil contatto con me in ogni modo, sfiorandomi casualmente oppure cercando diintavolare discorsi che celano, sotto abili perifrasi, domande sulla mia magia,sulla creazione dello Zahir e sulla sua distruzione. Ovviamente, al momento,anche solo sentire la parola Zahir mi fa reagire malissimo.

Se sento nominare quella parola, la mia primareazione di alzarmi ed andarmene.

Se non avessi creduto al sogno mandatomi da Astoria, Draco forse sarebbeancora qui.

A questo, necessariamente, si aggiunge anche lasensazione di pericolo che Dimitri mi comunica, nonostante tutte lerassicurazioni di Raissa. Non sono abituata a uomini cos, a uomini il cuipotere non sta negli incantesimi che potrebbero scagliarti, ma nella loro mente,colma di conoscenze e di ragionamenti ineccepibili dal punto di vista logico.

Il suo sguardo mi studia come se fossi uncurioso esperimento scientifico, che lui si sforza di comprendere in ogni suaparte, come se fossi lincarnazione di una teoria a cui non hai mai prestatofede, ma che ora si dimostra fisicamente come vera. Forse, stando a contattocon lui, riconosco in minuscola parte quello che gli altri, a scuola, provavanoad avere a che fare con me, quando fingevo in modo verosimilmente perfetto diconoscere ogni cosa ed ogni risposta.

Una sorta di terrore reverenziale, una paura che si stempera in un senso dimuta ammirazione e di fascino sottile.

Il gioco del gatto con il topo, con laggravanteper della preda che resta paralizzata davanti al predatore, inebetita. Ionon riesco a fare nulla, quando gli sono vicina.

Annulla le mie resistenze, annienta la miaforza, mi indebolisce. Non c nulla di erotico o romantico, in questo. unbelluomo, ma non vedo neppure come fatto.

la sua mente, che gioca con la mia.

quasi un flusso di energia continuo che scorreda lui a me, una prova di resistenza continua, unestenuante lotta sotterraneadi sguardi e di parole mozzicate, dove non previsto che lui perda, dove ognipronostico sancisce il mio capitolare. Nei suoi occhi, vedo distintamente lamia immagine. Mi vede fragile, inerme, indifesa, bisognosa di lui e della suaprotezione.

Il suo sguardo mi spoglia di tutto, in ognisenso. Ritrosia, imbarazzo, terrore, paura, inquietudine, preoccupazione.

come se, solo guardandomi, mi dicesse decinedi cose, mi comunicasse tremila messaggi diversi con lintento evidente diaprire il mio guscio.

Non c nulla di male, se cedi. Sono un uomo potente e ti amer molto pidi quanto faccia Draco. Cosa Malfoy, in confronto a me?

Non permetter che Astoria ti faccia del male, la uccider con le mie manie sarai serena.

Sei piccola, sei senza magia, sei prigioniera. Nessuno ti far una colpa secedi, se diventi mia.

A Malfoy ci penser io.

Affidami il tuo corpo, la tua mente, la tua magia e diventerai una regina.

Tutto solo con uno sguardo, ogni giorno piintenso, ogni giorno pi divertito, ogni giorno pi sicuro. Ogni giorno chepassa senza notizie di Draco, sente che mi sto spegnendo poco a poco. E allorasar facile, secondo lui, manovrarmi a suo piacimento. E rendermi sua. Nonsa quanto si sbaglia

Reprimendo a stento quel senso pungente ditimore che mi comunica, mentre mi rendo conto che la prima volta checoncretamente siamo soli, mi volto di spalle, non degnandolo di uno sguardo ediniziando a muovermi per tornare dentro. Il mio passo malfermo, ma lo tengovolutamente lento per non fargli pensare che ho paura di lui.

Anche se, in realt, vorrei solo mettermi a correre

Lo sento muoversi velocemente come sempre,assomiglia alla nebbia che avanza in una giornata di novembre. Nemmeno ipetali, sparsi copiosamente sul selciato, si spostano al suo passaggio. Sembramuoversi come potrebbe fare solo un alito di vento. Rabbrividisco, sentendoloalle mie spalle.

Le sue braccia mi cingono alla vita, senzaviolenza, senza forza eccessiva, abbracciandomi da dietro. un gesto inusualeda parte sua, sembra che si pieghi su di me.

Come se per un attimo, abbia io il potere e nonlui come se fossi di nuovo io quellaforte, e lui quello debole. Come se fossi davvero io la regina, qui.

Poggia il viso contro la mia guancia, la miaschiena si adagia contro il suo petto. Lo sento respirare accanto a me in modolento, come se aspirasse il mio profumo, come se tentasse di imprimerselo nellasua mente. Sai di vaniglia sussurra, poggiando le labbra sul mio collo. Vadoa fuoco, le sue labbra lasciano un segno rovente sulla mia pelle, quando sistacca.

Non mi ha baciato, ha solo appoggiato le labbra. Certo ancora una sfida devo essere io a pregarlo di baciarmi non far pinulla senza che io non voglia

Tremo al pensiero che Pansy si affacci e miveda, mentre mi auguro che Raissa se ne accorga e che mi venga a salvare.

Questo non da me. Non da me aspettare di essere salvata e restareinerme.

Non da me.

Che cosa diamine mi sta succedendo?

Non riesco a scacciarlo il riflesso di una mente che non vuole pensare, cercare ansiosamente chi mi annulli del tutto la volont. Dimitri mi annulla lavolont.

questo che mi spinge verso di lui.

Dimitri, dopo qualche attimo di silenzio in cuisembra essersi solo bellamente gloriato della mia reazione, mi sussurra tra icapelli in tono persuasivo ma deciso: Lo sai anche tu che non torner perchlo aspetti ancora?. Il tono roco delle sue parole quasi divertito, specienel sottolineare il perch io aspetti ancora Draco.

In fondo, credo che abbia solo sottolineato che lo sto aspettando, maintanto lascio che lui mi faccia questo.

La mia mente si sveglia come sotto una cascatagelida. Riprende a pensare tuttassieme, fluisce il terrore che quello cheDimitri dica sia vero, si spaccano come cocci tutte le mie resistenze, tutte lemie tesi, tutti i miei ragionamenti tesi a dimostrare che Draco tornersicuramente, senza ombra di dubbio. Non devo nemmeno pensarci al fatto chelui non torni.

Ed invece no

Potrebbe anche essere che Draco

Sussulto improvvisamente, in preda ai brividi, ecerco di allontanare Dimitri, divincolandomi come posso. Mi disgusta tutto dilui, il calore del suo corpo, il suo respiro, la sua pelle. Improvvisamente, unsolo secondo in pi tra le sue braccia mi far rimettere.

Innervosito dalla mia reazione, che oramai nonsi aspettava pi, la sua stretta si fa pi salda, mentre mi serra le bracciaattorno alla vita. Fatico anche a respirare, il mio torace non riesce nemmeno asollevarsi, figuriamoci a tentare un qualsiasi movimento. In gola, trattengo leurla di panico che vorrei lasciar uscire.

Se Pansy mi vedesse, sarebbe la fine.

Lui respira tra i miei capelli, stringendomiancora, le sue braccia si chiudono sotto il mio seno. Mi dibatto disperata,come un uccello in gabbia, mentre lui riprende a parlare: Malfoy non torner,piccola Granger, lo vedrai da te e se anche torner, non si ricorder pinulla di te.

Cerco ancora di spingerlo via, non emettendo unsolo fiato, la tensione del suo corpo contro il mio che mi suggerisce che,sebbene sia irritato dalla mia reazione, essa lo rende pi bramoso della suaconquista. Mi rovescerebbe per terra e mi prenderebbe contro la mia volont, sepotesse. Forse teme solo Raissa e il fatto che io inizi finalmente ad urlare.

La paura mi confonde la vista, mentre confacilit impressionante, come se fossi una bambola di pezza, mi volta su mestessa, portandomi a tiro dei suoi occhi. Una delle due mani lascia libero ilmio fianco, mentre trova il mio viso che solleva, mentre cerco di tenerlo rivoltoverso il basso. Laltro braccio mi trattiene con forza, mentre continuo aspingere le mani contro il suo torace, cercando di spingerlo via, cosa che nonlo impensierisce assolutamente.

La mia mente, atterrita, richiama energiadalladrenalina che mi intossica il sangue.

Fingere

Abbandono le braccia lungo i fianchi, fingendo spossatezza,mentre fisso i suoi occhi come se mi ipnotizzassero, come se stessi per arrendermie lui mi incatenasse senza possibilit di remissione, come se le sue parolesussurrate siano la sola cosa che percepisco attorno a me. Come se persinoDraco non esistesse pi, quando il mio petto squarciato continua a ripetere ead urlare il suo nome. Si morde il labbro inferiore, soddisfatto, ed accarezzapiano i miei capelli, con aria pensosa e riflessiva. Chiudo gli occhi, sperandoche non si accorga del tremore delle mie palpebre oppure che lo fraintenda,scambiandolo per desiderio ed eccitazione.

Quando poggia la sua fronte sulla mia, liriapro, mentre mormora ancora, fissandomi dritto negli occhi con tonodolciastro: Posso aspettare anche tutta la vita che tu lo capisca, possoaspettare anni vedendoti scrutare lorizzonte, mentre lo attendi. Ma lui nontorner ed un giorno lo capirai anche tu, la sua stretta si fa meno forte,mentre porta le sue mani sul mio viso, attirandolo vicino al suo. Sfiora le mielabbra, bisbigliando suadente: e quando quel giorno arriver, sarai tu stessaad implorarmi di entrare nel mio letto.

Chiude gli occhi, preparandosi a baciarmi. Mitrattiene debolmente, certo di avermi oramai in pugno.

Un formicolio mi solletica la nuca, adesso omai pi.. .

Con disgusto e con rabbia, mi allontano diqualche centimetro e gli sputo in faccia. Approfitto del suo momento dismarrimento per divincolarmi, faccio ancora fatica a respirare, il vento caldo sembrasoffiarmi solo polvere addosso, senza alcuna forma di refrigerio.

Dimitri mi guarda con odio puro, pulendosi ilviso con la manica della camicia. Prima che pensi a qualcosaltro, ringhio adenti stretti, stringendo i pugni: Mettitelo in testa una volta per tutte io,Draco ce lho dentro sar persempre sua e se verr il giorno in cui sar di qualcun altro,specialmente tua , avverr solo in un modo: da morta .

Non lasciandogli il tempo di replicare, mi voltobruscamente su me stessa, correndo dentro casa, salendo le scale, fino abarricarmi in camera mia, chiudendo la porta a chiave.

Scivolando per terra, dopo giorni, mi concedo illusso di piangere di nuovo.

La notte calata, senza che io nemmeno me nesia accorta.

Ha sparso il suo velluto nero e lucido sullavalle, avvolgendo ogni cosa in una quiete ovattata ed irreale, pesante comeunattesa sfibrante, come se la stessa terra avesse smesso di respirare e fosserimasta in apnea, asfissiata. Il caldo continua ad essere opprimente, schiacciaogni cosa sotto una coltre umida, mentre un caldo vento di scirocco spazza lepiante e fa stormire le rose del giardino. Il vento ha un odore di cartabruciata, che mi irrita il naso, porta leco di terre lontane riarse dal sole.

Le montagne, allorizzonte, sembrano gigantiguardiani di questa quiete prima della tempesta.

un caldo anormale, quello che precede untemporale violento, gi le nuvole si addensano scure in direzione di Londra,tingendosi di un lieve bagliore aranciato, causato dalle luci artificiali.Londra alla mia destra, lontana, distinguo solo il baluginare delle luci cherompono la monocromia cobalto del cielo notturno.

Quando inizio a vedere i primi lampi vividi inquella direzione, mi abbraccio le ginocchia.

Seth si sar messo a correre per casa, cercandodi chiudere tutte le finestre, che intanto stanno iniziando a sbattere per iltroppo vento. Imprecher contro quella della cucina, la cui chiusura difettosa, e maledir la pioggia che gli bagna la camicia di Fendi. Mediter dilasciare tutto cos e torner indietro sui suoi passi, fino a quando April lorimproverer e far sbuffante marcia indietro. Non lo seguo oltre con gli occhidella mia mente, perch so perfettamente che, quando Seth ritorner in camerasua, sar solo.

E lui odia essere solo. Dormire da solo incima alla classifica delle cose pi odiose al mondo, per lui.

E, in pochi giorni, lui ha perso me, Draco eSerenity.

Seduta sul patio della villa di Pansy, cercandorefrigerio sulle fresche assi di acero bianco, poggio il mento sulle ginocchiapiegate e chiudo gli occhi.

A Seth, ho dato la stessa versione propinata atutti quanti, lui al telefono ha annuito gravemente, approvando. E mi hachiesto di Danny, se sapessi come stessero lui e Serenity e se le cose a casaloro, in America, si stessero risolvendo. Mi ha spiegato che laveva chiamatouna sua amica di nome Pansy, dicendo che era morta una loro vecchia e cara ziae che sarebbero rimasti in America per un po.

Ho evitato di dire nulla, ogni parola sarebbestata unammissione del ruolo che avevo avuto in quella chiamata. Ero stata ioa dire a Pansy di farla.

Ed invece ho cambiato bruscamente discorso eSeth non ha fiatato, pensando che, dopo la mia confessione sui miei sentimentinon corrisposti per Danny, io stessi semplicemente evitando di parlare. Cosa vera,a conti fatti ma Seth non sa quanto tutto sia cambiato, in poco tempo.

Lui mi ama, Seth. Ha cercato di proteggermi, sempre. Summer sempre statala strega che pensavi, ma si chiama Astoria. E ci vuole morti, entrambi.

Bugie, su bugie. E ho smesso di rispondere ancheai suoi messaggi, se non con monosillabi e frasi mozzicate.

Non gli dir mai una bugia, mai pi.

Se lo rivedr, se un giorno accadr, gliracconter tutta la verit, dal principio.

Unombra alle mie spalle mi fa trasalire,strappandomi ai miei pensieri. Sono sicura a chi appartenga, dato che hoaspettato ore, chiusa in camera mia, che Dimitri uscisse, ma comunque glieventi di questa mattina mi impediscono di ignorare il sobbalzo del cuore e lastretta dello stomaco.

Sinceratami che si tratta di Raissa, che sisiede accanto a me in silenzio, riprendo a fissare le nuvole che si avvicinanosempre di pi.

Draco potrebbe non tornare mai pi.

Sgrano gli occhi, sono stata io a parlare. Erala mia voce, era indiscutibilmente la mia voce, le corde vocali vibrano ancoranella mia gola.

Ho aperto le labbra per dire una cosa fredda edimpersonale, una frase fatta del tipo che sta per piovere e che forse meglioche do unocchiata a Serenity. Ho aperto bocca solo perch odio il silenzio eperch Raissa, invece, non parla mai, se non interpellata.

Ed, invece, mi uscita una cosa completamentediversa.

La verit non pi una bugia.

Il pomeriggio corso tutto tra le pareti dellamia camera, tinte prima di luce chiara e poi di un lieve bagliore rosato. Hocontato le ore ed i minuti passare, come se stessi solo allora imparando inumeri ed avessi bisogno di tutta lattenzione del mondo per memorizzarli,restando cosciente solo per i piccoli suoni inarticolati, che uscivano dallelabbra di Serenity.

Mi sono lavata la faccia pi e pi volte, perchgli occhi mi bruciano ancora dopo aver pianto stamattina, e non riesco a farliritornare limpidi.

E quando Serenity si addormentata e ho sentitosia Pansy che Dimitri uscire di casa, mi sono spinta fuori dalla porta.

Non ho passato un solo secondo ferma, immobile,come se, smettendo di muovermi, potessi interrompere il battito del mio cuore.O il piede andava avanti ed indietro, mentre leggevo, o le dita della manotamburellavano ininterrottamente. Vittima febbrile, mi sono calmata solosedendomi qui fuori, osservando la natura che si preparava al temporale e chemi sembrava vicina a me stessa e ai miei sentimenti. Perch, dentro, da questamattina, si insinuato qualcosa, una spina sottopelle come quelle delle rose,se non fai attenzione a coglierle.

Non sono riuscita a capire che cosa fosse, finoad ora.

Draco potrebbe non tornare mai pi.

Gli occhi si inumidiscono allistante, ilgiardino davanti a me, illuminato solo da decine di piccole candeletondeggianti sparse sul selciato, diventa liquido anchesso, tremolando nellemie iridi. un pensiero cos scontato che fa quasi ridere, eppure, fino astamattina, fino alle parole di Dimitri, io concretamente non ci ho maipensato.

La mia mente risorta e non c pi nulla, ora,a farla tacere.

Nessun pensiero consolante, nessuna frettolosarassicurazione, niente di niente.

Draco potrebbe non tornare mai pi o tornaresenza alcun ricordo o tornare morto.

Sospingo il dolore a quel pensiero, loseppellisco a fondo cercando di ignorarlo, e penso solo alle cose pi concrete,pi materiali.

Devo occupare la mente, occuparla ora che non pi in grado di restare vuota. Altro meccanismo per impedirmi di impazzire.

Raissa annuisce gravemente, con la codadellocchio vedo che ha chiuso gli occhi e ha serrato le labbra rubino.

Che cosa accadr a me e a Serenity? aggiungo,mantenendo calma la mia voce prima che mi dilani la disperazione alla suamancanza assoluta di reazione.

Non ha detto di no, non ha detto: Tranquilla, Draco torner, non mi hacontraddetta.

Per Serenity, credo che sappiano Blaise e Pansyche cosa fare commenta incolore Raissa, le dita che giocherellano con la suabacchetta.

Una scintilla viola sfugge dalla punta, la seguomentre vola qualche istante e poi si spegne, cullata dal vento.

Certo sospiro, cercando ancora di reprimerequel nodo che impedisce alla mia voce di non suonare troppo bassa.

Blaise aveva i ricordi di Draco, proprio permostrarli un giorno a Serenity, qualora a lui fosse capitato qualcosa. Ladaranno in affidamento a qualcuno di babbano, cos da rispettare la volont diHelena. Potr rivederla io? Una lacrima ribelle scivola lungo il mioviso, la nascondo con il palmo della mano, prima che Raissa se ne accorga.

Serenity giusto che stia qui il tuo caso diverso sospira Raissa, come se stesse parlando da sola e non pi con me.Seguo le sue parole, senza interromperla.

Ho promesso di proteggerti questo lo saiprosegue lei, sospirando ancora Ma non posso chiuderti a chiave in una stanzanon auspicabile per te, ma soprattutto per me. Ho una mia vita mi pareovvio. Non obietto al suo egoismo, in fondo viene enormemente a miovantaggio.

E la situazione con Dimitri sta peggiorandosussurra preoccupata, prima di fissarmi dritto negli occhi: Vi ho vististamattina.

Sussulto, ricordando la paura provata e ilterrore che mi stesse per violentare. Mi assale anche lincertezza, perchRaissa non lha fermato?

Riprendo fiato, non volendomi mostrare ancorapi debole di quanto gi non sia: Se avessi una bacchetta, gli farei passaretutta la voglia di avvicinarsi a me, ma ovviamente dubito che me la darete.

Raissa sorride amara: Se pensassi che tu, conuna bacchetta, potresti fermarlo, te lavrei gi data non potresti rompere gliincantesimi della propriet nemmeno volendo ma il guaio che, anche se tidessi la Bacchetta di Sambuco, non riusciresti comunque ad allontanare Dimitriogni giorno in pi che passa, senza avere notizie di Draco, per lui unavittoria stai perdendo la speranza che ritorni ed giusto. E lui approfitterdella tua debolezza.

Io non star mai con lui, se questo cheintendi borbotto offesa, serrando le spalle. O meglio star con lui, ma conla forza. La prossima volta non sar tenero come oggi.

Langoscia mi inzuppa la schiena di sudorefreddo, mentre Raissa tace persa nei suoi pensieri, confermandomiimplicitamente che la mia non semplice paura.

Raissa, alla fine, sospira di nuovo e dice: Tregiorni aspetta solo tre giorni. Poi ti accompagner io stessa al Ministeroe ti affider a Potter rischioso, lo so, ma lo molto di pi farti restarequi specie per me, non capisco che cosa tema cos tanto, ma annuiscopensosamente. In fondo mi sta dando quello che chiedo da settimane. E poitutto, pur di andarmene da qui. Dimitri la preoccupa. E non la preoccupasolo per me la preoccupa anche per s stessa.

Intanto sar meglio che tu resti sempre con me,siamo intesi? soggiunge ancora, alzandosi in piedi Non ti far nulla, se cisono io.

Annuisco, alzandomi in piedi a mia volta escrollandomi la polvere dai jeans chiari.

Per, la dimensione del potere che Dimitri ha susua sorella continua ad incuriosirmi ed, incapace di trattenermi, chiedo convoce strozzata: Raissa, io non capisco ma perch lo temi cos tanto? Infondo, lui. Un tuono violento interrompe le mie parole, sembra provenire damolto vicino e mi fa sobbalzare, seguito da una folata di vento che spegnealcune delle candele del vialetto. Adesso distinguo appena il viso di Raissa. Nonmi sono accorta che il temporale si avvicinato cos velocemente.

Sar meglio che vada a controllare Serenity hapaura dei temporali aggiungo velocemente, guardandola. Ha il viso rivoltoverso il giardino, gli occhi sono immobili, ma non distinguo la suaespressione. Sembra una statua congelata.

Raissa la chiamo leggermente, scuotendola peril braccio. Lei copre la mia mano con la sua, come se volesse al contempotrattenermi e ricavare forza da me. Continua a restare in silenzio, la sua mano gelida, il viso immobile, fisso in un punto che vede solo lei. Dopo qualchesecondo, finalmente le sue labbra si aprono. Scuote la testa incredula, fa unpiccolo sorriso e poi bisbiglia, lasciandomi la mano: Non ci sar nessuntemporale stasera anzi forse potrebbe essere la notte pi bella della tua vita .

Improvvisamente, inizio a capire. Un caloreassurdo si espande nel mio addome, mentre mi volto lentamente, guardando indirezione del vialetto dingresso.

Capitolo forse un pomorto, ma necessario!! Sono enormemente di fretta quindi ringrazio velocementetutti coloro che hanno risposto al mio appello, recensendo la storia, grazie! Storispondendo a tutti, ma purtroppo ho sempre il tempo risicato quindi lo stofacendo piano piano-.- un bacione! Cassie!!