LNCrawler

You weren't there part 2

Have A Little Fairy Tale — www.efpfanfic.net · All chapters

You weren't there part 2

Capitolo 41 You werent there part 2

Il sangue di Draco. Lho visto ben pi volte di quanto sarebbe normale.

Una volta, da ragazzina, mentre giocava una partita di Quidditch. QuandoFierobecco lo aveva colpito al braccio. A Grimmuald place, una sera in cui erastato ferito durante unoperazione contro i Mangiamorte. Nello scontro finale,quando eravamo nella tenda del pronto soccorso. Nei suoi ricordi con Helena. Quandosi era scontrato con Astoria. Quando aveva litigato con Dimitri.

Il sangue era la cosa che, inpassato, mi avrebbe sempre tenuto lontana da lui. La purezza di quel sangue ela sporcizia nel mio, erano discrimine ed argine che ci avrebbero tenuti divisiper sempre. Per questo, quando avevo visto quel liquido rubino, spesso mi erodata pena di osservarlo pi del necessario. Non trovandoci, come ovvio, alcunadifferenza.

Rosso, dallodore ferrigno, dalla consistenza densa: era esattamente comeil mio, portava alle stesse lacrime di dolore se versato, aveva la stessafunzione necessaria di trasportare vita.

Addirittura un giorno, in guerra, a causa di una sua ferita particolarmenteemorragica, mi fu chiesto il mio gruppo sanguigno, in modo che, se le cose sifossero messe male, si potesse valutare la possibilit di una trasfusione. Avevamopersino lo stesso gruppo sanguigno, 0 positivo lui e 0 negativo io. Lui a menon poteva donare sangue ma io a lui s.

Non arrivammo a questo, il sangue ce lo siamo mescolati nella pi comunedelle maniere, con lamore e quello che ci sta attorno, ma mi ricordai diquesto particolare, quandonacque mio figlio.

Il suo sangue era quello di Draco. 0 positivo.

Avevo annotato questa cosa il giorno della sua nascita con un sorrisomesto. La stirpe dei Malfoy era stata definitivamente sporcata, forse gliantenati si stavano rivoltando nelle loro tombe fredde, ma quel segno, quelminuscolo impercettibile segno, recava in s la traccia di una colpa quasicancellata, nella purezza che veniva data a mio figlio nel sangue gemello disuo padre.

Ora quel sangue anche la sola chiave di salvezza di Alex.

Ho pensato tanto, ore intere, mentre Draco ancora discuteva con Pansy, adun modo che comportasse non dirgli di suo figlio, ma assicurandomi il suosangue. Dean ne aveva di metodi per farlo, tutti poco ortodossi, ma che infondo mi hanno fatto sorridere. Qualcosa dentro di me, di mogio, spento, sordoe pigro, si era mossa in modo imprevisto, ed stata davvero come una ferita dacui gocciava sangue e che minacciava di farmi morire dissanguata. Unostillicidio che mi rendeva debole, di secondo in secondo, sempre piannebbiata, sempre meno lucida, sempre meno presente a me stessa, mentre intesta prendeva forma un pensiero che non saprei definire se positivo onegativo.

Tatia, Helena il loro continuocollegamento con me, i miei sogni su di loro, mi hanno reso pi aperta edattenta ai segni che la vita mi d sotto la forma delle pi impensabili dellecoincidenze, quelle che io per inciso, non so nemmeno quanti decenni fa, odiavoperch sembravano togliermi il controllo della mia esistenza.

Tatia mi ha lasciato una collana che, per funzionare, necessita del sanguedi Draco. Mi ha ammonito di non toglierla. Ci vuole poco a fare due pi due.

Dal Cielo, da dovunque ella sia, vogliono che io dica a Draco di suofiglio e non tra una settimana, un anno, dieci anni, come io pensavo mi fosseconcesso fare.

No.

Adesso, ora perch tanto oramai sono gi a pezzi, e tanto ormai comunquele cose stanno andando male, e tanto ormai conta sempre Alex e lui per sempre.Quindi, chissenefrega di me stessa: del resto, ormai, che rimasto di mestessa?

Non ho mai pensato di togliere a mio figlio suo padre, di non dirgli maiche Alex suo figlio ho solo pensato che adesso non fosse il momento.

Per me.

S, per me sola, che per una volta volevo essere egoista: Alex la solacosa che mi resta, e forse non volevo spartirla con lui, specie dopo che lui haconquistato tanto, tutto , senza dime. O forse mi sento cos devastata che non trovo il coraggio di inventarmi undiscorso che sia la rivelazione di quella verit o forse, ancora, dirgli diAlex avrebbe significato dover accettare che lui rientrasse nella mia vita, manon dal portone principale di una ricongiunzione voluta dal destino eperpetuata da un amore mai morto, quanto invece dalla porticina secondaria diun dovere verso suo figlio e di un affetto istantaneo per lui, che avrebbevisto me solo come mediatrice. Ecco: quando ho capito questo mentre Deanparlava, quando ho capito che volevo tenermi quella verit dentro non perchpensavo ad Alex e volevo proteggerlo, ma perch pensavo solo a me, quando misono resa conto che forse Tatia da me invece voleva proprio che superassi ilmio egoismo non scambiandolo per amore per mio figlio in quel preciso istante,ho capito che avrei detto a Draco tutto, senza remore e senza rimorsi,smettendo di usare mio figlio contro di lui. Dopo le parole di Draco, la parteremota di me, quella ancora innamorata, ancora vogliosa di combattere per lui,quella che lha aspettato cinque anni ed tornata a riprenderselo credo chesia definitivamente evaporata da me. Ed era quella parte, tesa sempre adimmaginare il ritorno di Draco nella mia vita, che non voleva e non potevadirgli di Alex. Perch voleva che tornasse perch mi amava, non perch doveva.Ora, invece, ogni ritorno di quel tipo mi precluso per sempre. Forse mi vuoleancora bene, forse non gli sono indifferente, forse anche geloso di me malamore, quello che mi ha tenuto ancorata a lui per cinque anni, lui se ldimenticato da un pezzo.

Da tre mesi dopo che io ero scomparsa.

Quindi nella nostalgia di un ritorno che non ci sar mai, posso smettere didesiderare qualsiasi cosa che non sia riavere mio figlio.

E se il cielo, il ciondolo, Seth, la vita o come la voglio chiamare,vogliono che io dica a Draco di Alex cos sia.

Quella che sono ora, la madre di Alexander Leo Malfoy e basta, ha interessee cura nellavere quel sangue: se il modo pi celere questo, allora va benecos.

Dean continua a parlare e io sento solo che la mente si annacqua nellacolpa: perch, ancora, dal ritenermi la mamma meravigliosa che mi sono semprecreduta, ho compreso che invece sono egoista e codarda. E sono una di quelledonne che si diverte ad affilare suo figlio contro il padre, solo perch lodetesta. In che cosa mi sono trasformata? In che cosa il risentimento per Dracomi ha trasformato? Oppure continuo a dare la colpa a Draco, a Raissa, adHelena, allo Zahir, a Dimitri. Ma forse questa sono io.

Una che si diverte a fare leroina, ad ergersi stoica sullaltare delbuonsenso e della giustizia ed in realt non assomiglia nemmeno al riflessosporco di quello che professo.

Lapatia mi travolge becera e fioca, come se mi avessero sfilato di nettodal corpo la colonna vertebrale, alla maniera in cui si spina un pesce. Avvertole membra intorpidite, formicolanti, prive di forza mentre Dean accanto a mecontinua a parlare, descrivendomi ancora qualche altro particolaredellincontro con la negromante. Dimprovviso, sono cos stanca da non reggerminemmeno in piedi.

Herm, stai bene? la voce premurosa di Dean mi raggiunge a stento le orecchie,mi tocca la guancia con le nocche della mano e mi guarda preoccupato Hai ilviso caldo non avrai la febbre?.

Non lo so, non credo, mi sento solo incredibilmente spossata: nego con ilcapo, dicendo che sto bene e che forse ho solo bisogno di riposare un pochino.Dean annuisce pensosamente, commenta che deve essere stata la tensione, non honemmeno mangiato nulla a pranzo ed ormai pomeriggio inoltrato. Mi indicasommariamente una camera al piano di sopra, dice che deve essere degli ospiti,niente tracce o ricordi n di Draco e nemmeno di Raissa. Annuisco con unsorriso ringraziandolo, ma salendo le scale ho ancora la sensazione che misiano state risucchiate le forze in un momento ben preciso, tra laconversazione con Draco e quella con Dean. Sfibrata, mi appoggio al corrimanodella scala, cercando di calmare le vertigini che minacciano di farmi scivolareal suolo, finch sento un braccio stringersi attorno alla mia vita, sollevarmiin modo deciso ed aiutarmi a camminare. Penso a Dean, ma lui ancora ai piedidella scala, lo intravedo con la coda dellocchio ancora bloccato in un gestoche stava facendo verso di me per aiutarmi e che poi si arenato in s stesso.Con lo sguardo annebbiato, sollevo il mento verso la persona che mi staaiutando.

Ti porto a letto vieni. Nella foschia che mi ha preso subdola le iridi,intravedo solo lo scintillio verde di un paio di occhi lucidi e tristi, che miosservano con dolcezza malinconica.

Annuisco e, del tutto esausta, mi lascio andare, affondando il viso nelcollo di Seth e ritrovandomi persino a chiudere gli occhi. Bastano pochi passiche faccio a stento, le ginocchia di pastafrolla, che Seth costretto acaricarmi sulle spalle e a trasportarmi cos al piano di sopra. La testa che continuaa pulsarmi, il volto rosso, riapro gli occhi solo quando sento Seth adagiarmipiano su un letto morbido. Dalle palpebre semi-chiuse, spio la stanza in cui mitrovo con il cuore in gola e la sua anonimit mi rassicura sul fatto che nonsia quella di Raissa. C solo un letto, una libreria vuota ed una finestrapiccola, la cui luce coperta per da delle tende pesanti e scure, cosa cherende la camera in penombra.

Mi dispiace Herm la voce di Seth mi sorprende, provocandomi un piccolosussulto che reprimo raggomitolandomi di pi su me stessa, una parte di meregistra che si seduto alle mie spalle, una mano contratta sul lenzuolo Nonavrei dovuto arrogarmi il diritto di parlare al tuo posto con Danny ero statozitto fino a quel momento e poi non ce lho fatta pi. Il materasso tremasotto il peso di una risata amara e nervosa che non gli appartiene e che mispinge, improvvisamente, a considerare tutto dimenticato. Cos, come nulla,come rugiada al sole. Quella che era arrabbiata con Seth quella era sempre laHermione che non si sentiva cos spenta e fiacca, tuttun tratto. Quella chepoteva rimproverare tutti e non s stessa. E adesso, invece io sento che nonposso fare pi niente del genere. Mai pi. E poi sembra dispiaciuto,sinceramente. Lui posso perlomeno provare a perdonarlo, sentendomi anchesincera, e non solo in colpa come con tutto il resto.

Tranquillo sussurro con un filo di voce, voltandomi su un fianco perguardarlo in viso, ha unaria da bambino dispettoso che mi spinge persino ad unlievissimo sorriso A tuo modo avevi ragione, anche se avrei voluto avere iltempo e il modo di decidere quando e come dirgli tutto, la mia voce risuonaacidula e sfiancata, presagisco che, cos facendo, Seth penser che ce lhoancora con lui. Quindi completo con il pi convincente dei toni che mi esce: Nonsono molto razionale al momento e mi dispiace anche di quello che ti ho dettoche sono sola e tutto il resto so che non vero ingiusto verso te, Pansy eDean. In ogni caso, fosse anche solo per Alex, era giusto che lui sapesse laverit.

S셔 conferma Seth, tormentando la coperta con le dita e sospirando inmodo rumoroso come a darsi forza Per poi lho sentito parlare di Raissa e l ho capito che magari anche tu avevi ragione. Che non era il caso adesso di sapereanche questo Pansy ha ragione, io non sono padre e non posso sapere come perdere un figlio. Non avrei dovuto premere perch tu avessi anche questocarico sulle spalle, adesso. Cera tutto il tempo di chiarirti con Danny, iltizzone ardente che esplode come sempre al ricordo della prigionia di Alex, miraggiunge anche nella quiete narcotica che mi annebbia, ma mi limito ad annuirecon il capo, mentre Seth ancora sorride triste, dicendomi: E stato Kevin afarmelo capire noi un giorno vorremmo diventare genitori, adottare deibambini, Seth si stringe nelle spalle e mi sembra piccolo piccolo mentre mi parla di quella fantasia dolce, mi avvicino a lui e gli poggio contenerezza la mano su un ginocchio. Seth me la stringe e continua: E Kevin miha detto che un figlio viene prima di tutto, prima persino di te stesso e miha detto che, se non ero stato in grado di capirlo con te ed Alex, forse nonero pronto ad essere pap..., stringo le labbra e sospiro a fondo, Kevin mi hafatto decisamente migliore di quella che sono come tendono a fare tutti, ma nonho energia per controbattere, mentre Seth prosegue: Mi ha fatto riflettere ed allora ho capito che aveva ragione e che io, in realt, non era a te chepensavo era a me che pensavo.Aggrotto le sopracciglia, non comprendendolo, la mano nella mia sudata efredda di quella confessione e mi chiedo se non sia la giornata dellegoismouniversale. Seth pigola piano, trattenendo le lacrime: Danny stato il mio primoamore e non lo dico con malinconia o con tristezza, ormai, lo sai bene manella mia testa, quando ho rinunciato a lui, lho fatto per te, per quella checredevo il suo grande amore, per quella che era il suo destino quel pensieronon mai andato via, nemmeno quando siete scomparsi e si rafforzato quandoho visto Alex, fa una pausa, sofferta, lunga, la sua mano nella mia trema eio cerco di non dare adito alle lacrime che stanno esplodendo sinistre sotto lepalpebre abbassate volevo che parlaste, perch ero convinto che con Raissafosse una magia delle vostre. Erocerto che lei lavesse ingannato, circuito o incantato. Ed invece era la pinormale delle cose e questo ha fatto pi male al mio vecchio orgoglio ferito,che a te per questo, Herm, ti chiedo scusa.

Non devi farlo dico piano, con un sospiro tremulo, sistemandomi megliosul letto Sia quel che sia era la cosa giusta dirgli che cosa era successo,prendo fiato e continuo ancora con un filo di voce e stasera gli dir anchedi Alex se sul resto potevo avere dubbi su questo, devo cercarne di nonaverne di mio figlio che si parla. Ha diritto ad avere suo padre. Spiegoanche sommariamente la questione del ciondolo a Seth e del sangue di Draco,cosa che ha solo indirizzato la mia scelta. E Seth sussurra, stringendomiancora la mano: Vedi che io il padre ancora non lo posso fare? Io adesso me neandrei e basta ed invece tu stai giustamente pensando ad Alex, sorrideintenerito e mormora: Sei una mamma eccezionale.

Nego con il capo e mi schernisco con vergogna, quando in realt sto soloannaspando dalla volont di urlare che non vero, che se lo fossi stata miofiglio sarebbe ancora qui, che se lo fossi stata avrei fatto ben altre sceltenegli anni e forse qui sarei arrivata con ben altro spirito, che quellodellinnamorata ferita. Ma non dico nulla, ci vorrebbe troppa forza che non hoe Seth controbatterebbe, mi darebbe contro.

E non avrebbe mai ragione mai.

Seth mi dice, alla fine, di riposare, cos da recuperare le forze per ilconfronto che mi aspetta stasera e di non preoccuparmi di nulla, Dean staorganizzando tutto per uneventuale incursione e comunque stiamo aspettando cheHarry ci faccia sapere qualcosina di pi, magari da Helder. Mi accarezza lafronte e si chiude la porta alle spalle. Scivolo in un sonno nervoso edinquieto, dove ogni volta che mi addormento mi sembra di tradire Alex e distare perdendo tempo, ed allora penso a che cosa fare, a come organizzare lasua fuga, a come salvarlo. Ammassando strategie, il sonno mi colpisce di nuovo,a tratti, facendomi ripiombare in un denso e colloso riposo che non mi calma,ma mi agita solamente, prostrandomi di immagini cupe e sanguinose, accompagnateda una litania infernale di cui non distinguo le parole. Se poi penso a cosadire a Draco, a come spiegargli che il bambino di cui ho parlato fino ad ora, anche suo allora, la possibilit di dormire si allontana ancora di pi,maciullando le mie articolazioni. Devo avere davvero la febbre, in fondo.

Non so esattamente a che ora mi risveglio, la gola secca ed il respirocorto, sentendo qualcosa di diverso: non mi sono neanche accorta di essermiaddormentata, la sensazione di calore non passata, cos come quella maledettasensazione di stanchezza paralizzante. Per avverto la presenza di qualcuno nellastanza, quindi, ricordandomi che indosso ancora il vestito della mattina, micopro pudicamente con il lenzuolo. Forse perch una parte di me ha gi capitochi si seduto sul letto accanto a me, e questo ha portato il mio cuoredecelerato ad assumere un ritmo quasi normale. Quando sento una carezza lenta edolce sulla mia testa, come se fosse fatta ad una bambina ammalata, respiro apieni polmoni lodore dello sconosciuto, che gi so chi sia, sebbene ho gliocchi chiusi, serrati. Tabacco. Cuoio.Aghi di pino .

un odore quieto, fresco, tranquillo, che rende la mia febbre pisopportabile, che mi assolve e perdona, che mi protegge e capisce. E mi fapiangere, sebbene stia ancora fingendo di dormire. Inutilmente. Perch se come sempre, se va tutto come sempre Ilai gi sa che sono sveglia, gi sa chenon ho mai dormito, gi so che forse non ci riuscir mai pi.

Mi hai lasciato sola sussurro, gli occhi sempre chiusi, alla mano che miaccarezza la fronte e che dimprovviso si ferma, immota, colpevole, vinta. Unsospiro un po pi forte, un brivido sulla schiena, il ricordo di un bacio, poilui riprende ad accarezzarmi con lentezza, non voglio che smetta e non lo fa,mentre mi risponde pacato: Non lho mai fatto n mai potrei. Ero qui fuorinon mi pareva il caso di stare in casa di Malfoy, senza uno specifico invito.Non penso che Pansy e Dean abbiano avuto bisogno di un invito, ma capisco checosa voglia dire Ilai. qualcosa di ben diverso: accettazione che lui siaqui, adesso, a far parte della mia vita in questo modo cos strano e fatalista.Dubito che Draco riuscirebbe a formulare un invito in quel senso come nonpenso che lo farei mai io, al contrario.

E adesso, allora, che cosa cambiato? chiedo con un filo di voce, nonaprendo ancora gli occhi.

Seth mormora Ilai laconico, facendo una pausa Mi ha visto in giardinoe mi ha detto che dovevo essere qui conte e che con Malfoy ci parlava lui non volevo ancora, ma ha insistito.Sorrido mio malgrado, ripensando alle parole di Seth del pomeriggio ericordandomi di quanto pu essere convincente o assillante, se ci si mette. Comprendo, in sottotesto, anche altro: Sethnon aveva mai accettato il legame che io avevo con Ilai. Mai, perch eraconvinto che io e Draco appunto ci appartenessimo. Se si convinto, noto conuna spina lacerante in petto, vuol dire che non lo pensa pi.

Mi muovo velocemente nel letto, avvicinandomi con improvvisa risoluzione adIlai, pur restando distesa nel letto. Poggio la testa sulle sue gambe, lo sentoirrigidirsi sorpreso e sento, persino nel buio della stanza e delle miepalpebre chiuse, il suo sguardo di ghiaccio nero soppesare la mia reazione. Poiqualcosa si fa pi leggero, pi vischioso e pi caldo assieme, e giurerei diaverlo sentito sorridere. Si incaglia quel sorriso dentro di me, in un puntomorbido nel petto, e sorrido timidamente a mia volta, ringraziando il buio.

Ti hanno detto del ciondolo di Tatia? chiedo senza preamboli, affondandoil viso sulle sue ginocchia.

Ilai sospira ancora piano, ed annuisce, confermandomi anche che sa di Dracoe del fatto che dovr dirgli di Alex.

E la scelta giusta e lo sai anche tu la sua voce tintinna nel buio,causandomi un altro brivido lungo la schiena e di nuovo la dimensione di quelloche sta per accadere mi frastorna ancora. Tremo, mentre mi sforzo di annuire adIlai, che naturalmente si accorge di questo. Lentamente, dolce come sempre stato, si china su di me, mi stringe per i fianchi e mi solleva seduta confacilit, come se fossi davvero una bambina piccola. Ho ancora un capogiro, masi smorza quando sento il torace di Ilai reggermi saldamente, mentre mi hasistemato in braccio a lui e mi ha chiuso con le sue braccia. Poggia la guanciasulla mia fronte, mentre mi raggomitolo contro di lui, e poi mi sussurra:Andr tutto bene mi hai capito? suo figlio, ti aiuter e non sarai sola inquesta storia.

Una scossa elettrica lungo la schiena mi fa aprire velocemente gli occhi,mentre sollevo il collo, rivolgermi a quel buio caldo che so essere lui: Nonsono mai stata sola tu ci sei stato tu.

E non servito a granch酔 ride amaramente, il cuore che mi diventaminuscolo Non ho salvato te non ho salvato tuo figlio non ho vendicatoTatia e quel che peggio che, Ilai tace a disagio, le sue braccia tremanoed improvvisamente la testa mi gira daccapo: Continua ti prego.

Perch? mastica amaro, muovendosi nervosamente e sistemandomi meglio trale sue braccia, il cuore mi annega in una melassa condensata, sentendo la suavoce scoraggiata Perch, Hermione? Fino a che punto, uno pu ammettere chetutto quello che ritiene giusto, vero e corretto tutto quello che sa che dovrebbe fare poi,semplicemente, non lo fa non lo riesce a fare, perch ogni fibra del suo corpolo spinge da una parte diversa, ed adesso io non ci dovrei nemmeno pensare,dovrei solo andarmene via da qui e basta, quel pensiero mi immobilizza, mi fatrattenere un singhiozzo e mi spinge ad aggrapparmi alla sua camicia con ledita, mentre mormora con tono disperato: Io devo andarmene da qui, Hermione.

So che ha ragione, so che non ha torto, so che ingiusto che io lotrattenga qui per questo senso di bisogno che ho maturato nei suoi confronti eche non so spiegare. So che dovrei avere la mente libera e il cuore sgombro perriflettere su quello che davvero provo per lui, senza che mi si frapponga larabbia, la disperazione, la rivalsa, il dolore. So che probabilmente dovreiproteggerlo per Tatia e mandarlo via, concedergli di salvarsi, e so forseadesso per la prima volta che questuomo era di unaltra che mi ha aiutato daunaltra vita ed un altro mondo, e che io sto ringraziando cercando diinsinuarmi nel ricordo che ha ancora di lei. quel pensiero, turpe, immondo eschifoso, che batte lapatia e mi spinge a prendere coscienza di me stessa. Conle mie residue forze, mi alzo in piedi a fatica, tenendomi vicina ad uncomodino. Da fuori non filtra alcuna luce, deduco che sia ormai sera e miarrischio velocemente ad accendere la luce di un abat jour, che ho visto poco fa. Mi abbaglia una luminescenza perlacea e smorta, checonferisce al viso di Ilai una sfumatura decadente che me lo mostra pi fragilee debole di quanto mi sia mai parso.

Resta seduto sulla sponda del letto guardandomi, mentre resto immobile, inpiedi, davanti a lui, le braccia chiuse sotto il seno a proteggermi econtenermi. Ilai ha lo sguardo pi triste di quando lho conosciuto inFinlandia, ha i capelli spettinati, le labbra rosse e il respiro affaticato,eppure gli occhi sono vivi, liquidi, intensi, incollati ai miei.

Hai ragione biascico, osservandomi i piedi nudi Hai ragione questo non giusto io sonosemplicemente unegoista non posso anzi non devo trattenerti qui, nonfaccio nulla per nascondere la lacrima che mi accarezza la guancia e che muorenel mio collo, tanto lui lintuirebbe lo stesso. Ilai stringe le labbra, fa unverso di gola e bisbiglia: Tu sei egoista, adesso? Tu?, si alza in piedi e sipara davanti a me, prima di sollevarmi il viso con due dita e sorridermi mesto,la luce bianca che disegna ombre scure sotto i suoi occhi che mi appaionosempre pi stanchi. Non mi sforzo nemmeno di trattenere le lacrime, mentre midice: Io ti ho baciato, io ti bacerei ancora, io dico una cosa e ne faccio unaltra, io mi impongo di andarmene e resto ingiardino, io mi obbligo a nontoccarti mai pi e godo nel fare lincoerente con me stesso io io e basta che so che sarai persempre di Draco Malfoy, eppure tento di strapparti pezzo dopo pezzo a lui. Ilcuore mi va in gola, ancora, di nuovo, soffocandomi, il contatto con i suoiocchi dimprovviso cos destabilizzante, che rimpiango il buio e la stasimisericordiosa che ci aveva dato.

Io non sono pi di nessuno non hai nessuno a cui strapparmi via, se nonme stessa piagnucolo, cercando di sfuggire i suoi occhi, Ilai sorride tristee dice: Lui sempre qui, Hermione, non dallaltra parte del cielo comeTatia fino a quando sar qui, sarai sua per sempre. Non so pi che dire,resto in silenzio, mi divincolo dalla sua presa e faccio un passo indietro,finendo per scontrarmi contro il muro alle mie spalle. Non ce la faccio pi aguardarlo, non ce la faccio pi. Il pensiero che se ne vada, che non possa pirifugiarmi in lui, che non ci sia pi miuccide . bastato un secondo, un solo secondo, e gi misteriosamente misono sentita meglio per, poi, il pensiero di tenerlo qui, ad aspettare checosa, poi? Che mi dimentichi Draco, che possa tornare quella ragazza pura esemplice che si meriterebbe, che tutto sparisca in una nebbia vorticante dibuone intenzioni? Almeno con lui non posso e non devo essere egoista.

Il cuore che mi martella in petto, sollevo lo sguardo e dico con un sorrisotremulo: Hai ragione, cio giusto che tu vada via io non sono sola, non tidevi preoccupare ce la far in qualche modo e poi Raissa e Dimitri voglionoanche la tua pelle meglio davvero che tu vada via tranquillo io starbene, fingo ancora un sorriso, sperando di rassicurarlo.

Ilai sorride a sua volta, tristemente, poi mi guarda piegando la testa dilato, e soggiunge: Non torno in Finlandia ma prendo una camera in paese.Quando affronterete Raissa e Dimitri io ci voglio essere solo, meglio chenon resti pi qui. Lo ripete ancora, come per convincere s stesso e me, edio annuisco daccapo, il vuoto che si allarga nel petto, risucchiandomi, lamascella tesa nel tentativo di mantenere su questo sorriso spento.

Certo, hai ragione, lo capisco vai, non ti preoccupare, star benesussurro ancora, poggiando la schiena al muro e cercando di nascondergli iltremito convulso delle mie gambe al pensiero che davvero se ne vada. Quellasensazione si acuisce ancora, quando lo vedo estrarre la bacchetta per pronunciarelincantesimo di Smaterializzazione, mantengo il respiro fermo e il sorrisostatico e tranquillo, ma so gi che appena sparir, croller piangendo, dinuovo, daccapo, come ormai so fare benissimo. Lui soppesa la bacchetta tra lemani, la rigira e la guarda come se scottasse, e getta unultima occhiata a me,che ancora trattengo le lacrime, che ancora sorrido, che ancora cerco dirassicurarlo quando so benissimo che non ce la posso fare. Perch nessuno lui, perch troppo facile stare tra le sue braccia e sentirmi a casa, perchsar anche egoista ed inconcepibile, ma sto bene adesso solo se c lui.Eppure, anche solo lombra del sospetto pigro che possa volerlo qui solo persostituire Draco, mi incatena a questa parete, non facendomi muovere.

Ciao Hermione.

Ciao Ilai.

Ilai ha gi sollevato in aria la bacchetta, compiendo la torsione del polsoche lo porter via da me, ed io mi lascio sfuggire un singhiozzo lento, cheinfrange il mio sorriso, che lo spezzetta in mille pezzi, che lo rende unplastificato retaggio di memorie che non ho pi. Con gli occhi sgranati, conlespressione persa, con il cuore in gola, vedo Ilai gettare rabbiosamente labacchetta a terra, avvicinarsi rapido a me e chiudermi tra il suo corpo e ilmuro alle mie spalle, prima di prendermi il viso tra le mani e baciarmi contutta la forza e la disperazione di cui capace. Le sue dita si artiglianogentili sulle mie guance, giocando poi dolcissime con i miei capelli, mentre lesue labbra, caldissime come un fiore dagosto, si poggiano silenti sulle mie,costernate, distrutte, piegate ed afflitte. Piange nelle mie labbra chiuse, epiango anche io, non resistendo pi, ma restando immobile, atterrita, inerme,catturata nellattimo dellinspirazione, e ritrovandomi improvvisamente senzafiato, come se annegassi. Cerco di resistere, cerco di impormi di fermarmi,cerco di comandare il mio corpo di non fare nulla, assolutamente nulla, ma lemie braccia lo cingono alla vita prima che me ne renda conto, le mie labbra siaprono ed assaggiano avide il suo sapore, il mio cuore si scontra con il suomentre gli volo tra le braccia e la mia mente mi scoppia in mano, suggerendomidi non smettere di baciarlo. Piango ancora, ed giusto cos, perch lui avevaragione, siamo solo capaci di amarci in questo dolore sordo, continuo,costante, incessante, e se non sento le lacrime sulle sue labbra, sulle mielabbra, io non lo riconosco, io non so che lui, io non posso piegarmi abaciarlo. Perch non amore questo, come non amore quello per Draco, ormai.Io so amare solo mio figlio, adesso: questo ha i contorni malaticci di unsentimento sbriciolato che la sola cosa che mi rimasta da dare a qualcuno. Anchea lui, anche ad Ilai, anche a lui che adoro tanto, che forse avrei amatopersino, che magari potrebbe rendermi felice. Anche a lui.

Non mi basta pi, con terrore mi accorgo che baciarlo soltanto non mi bastapi: che voglio averlo dentro, addosso, ovunque, ad annullarmi la memoria ed ilpensiero.

Me lasono scopata e mi piaciuto farlo, mi faceva stare bene, mi annullava ilpensiero

Con un sussulto, mi ricordo le parole di Draco suRaissa. Siamo uguali, non c che dire sempre a cavare fuori lanima, da chici sta vicino chi mai stato davvero il Serpeverde tra me e lui?

Quando Ilai si stacca da me, non vorrei che lofacesse: guardo i suoi occhi annebbiati e stanchi, le sue labbra rosse egonfie, il segno che senza volere gli ho lasciato sul collo con le dita dellamano nel tentativo di attirarlo pi vicino ed abbasso il viso, la vergogna chesi spande come un manto sulle mie spalle.

Devo andare, adesso bisbiglia lui, che invece saldo in s stesso, non ha cambiato idea, sa che non dovrebbe stare qui. E chepoi mi bacia ancora, piano, da fratello, a fior di labbra. E io gli strappoancora altri baci, veloci, rapidi, dolci come caramelle ed amari come veleno,mentre mi rassicura che, se ho bisogno di lui, potr chiamarlo in ogni momento.Ogni parola che dice, gliela soffoco sulle labbra. Ed ho freddo quando siallontana, quando afferra la bacchetta caduta per terra e quando si prepara asparire. Ho un sorriso meno tirato, pi tranquillo, reso morbido dalle suelabbra, che diventa persino sincero, mentre mi guarda serio e dice dolcemente:Se esiste anche un solo destino per cui Tatia ha voluto che ci incontrassimoperch dovessi restare con me questa sar lultima volta che ti lascioandare.

Con un groppone in gola, annuisco e sussurro: Sesar cos sar io a non permetterti di andartene pi . Glielo dicosincera, onesta, vera come non sono da giorni e come si merita che io sia.Glielo dico, perch ne sono convinta e con questa convinzione riesco adassolvere me stessa e quello che ho appena fatto. Forse, esiste davvero unmondo in cui, se non appartengo pi a Draco, divento sua. Ma se avverr, seaccadr, sar senza tutto questo che mi sconquassa il cuore: sar con Alex con meche gli gioca sulle spalle ma che chiama Draco pap, sar con me che lo baciosolo perch voglio baciarlo, sar perch voglio stargli accanto completamentepresente a me stessa, sar con Draco diventato una memoria innocente epiacevole nella testa, e non lincendio boschivo che adesso.

Sar con me che amo Ilai ed Ilai solamente, e sarcon me che mi dico che ho bisogno di lui perch lo amo, e non che lo amo perchho bisogno di lui.

Se esiste un solo destino, anche uno soltanto, chemi vede accanto a lui mi avr tutta, senza sconti, per sempre, tersa, limpidaed immacolata come un bucaneve fiorito.

Nessuno, soprattutto lui con quello che ha passato,si merita questa versione marcia e lercia di me stessa, che ama ed odia nellostesso istante, che mente ed sincera, che ha fede nello spergiuro e che ha levene sature di dolore. Nessuno persino Draco si merita questa versione di me stessa.

Ilai sorride alle mie parole, ed anche il suo un sorriso aperto, sincero, dolcissimo, onesto. Mi saluta con il palmo dellamano aperto, poi pronuncia la formula di Smaterializzazione e scompare.

La stanza, dimprovviso, sembra cos piccola evuota che voglio solo uscire da qui. Ritemprata da un nuovo coraggio, persinoda una speranza fioca nel futuro, mi sussurro decisa che devo immediatamenteparlare con Draco, dirgli di Alex e utilizzare il ciondolo di Tatia. Primariporter mio figlio a casa, prima tutto torner normale, prima torner mestessa e prima potr risolvere tutti questi nodi irrisolti che mi stolasciando alle spalle. Nel silenzio della preoccupazione dissolta, potrdavvero capire se finita tra me e Draco e se iniziata tra me ed Ilai.

La febbre sembra non essersene andata, lo specchiomi rimanda una mia immagine dagli occhi lucidi e dalle guance rosse come melemature, ho il passo ancora traballante e il fiatone, ma decido di scenderesubito di sotto per chiudere la questione con Draco. Il vestito azzurro spiegazzato e aggrinzito, quindi decido di cambiarmi velocemente: Seth deveaver portato qui la mia valigia, perch la trovo ai piedi del letto. Un paio dijeans ed una canotta bianca, mi fanno sentire pi a mio agio, ma il freddo chemi sento fin nelle ossa a causa delle febbre, mi spinge a poggiare malamenteuna felpa sulle spalle. Decido di assecondare immediatamente i residui dellacalma che Ilai mi ha lasciato addosso e di cui chiss per quanto tempo nonpotr usufruire, e decido di scendere di sotto immediatamente a cercare Draco.Apro la porta, percorro il corridoio e scendo le scale, la luce della luna miinforma che devono essere almeno le otto passate.

Gironzolo un po, ma in salotto non c nessuno, enemmeno nelle altre stanze. Alla fine, trovo in cucina Pansy e Seth, sedutiattorno al tavolo ed intenti a sbocconcellare dellinsalata. Charisma si addormentata tra le braccia di sua mamma, dorme con un ditino in bocca. E suldivano poco distante, vedo anche Serenity addormentata a sua volta, i codinibiondi legati con dei nastri azzurri. Per terra, sono sparsi dei giochi e dellebambole, cosa che mi fa dedurre che devono aver giocato assieme fino ad ora.

Herm! Seth si alza subito in piedi, premuroso,avvicinandosi a me e sfiorandomi la fronte con il palmo della mano Hai ancorala febbre?. Sorrido rassicurante e rispondo che credo che sia scesa unpochino, Pansy alle spalle di Seth, mi guarda indecifrabile maimpercettibilmente sembra allentare la tensione delle spalle.

Dove sono gli altri? chiedo velocemente,sedendomi accanto a Seth che mi porge subito da mangiare.

Dean credo che sia andato a svaligiare unafarmacia per comprare del magnesio, o che so io risponde svogliata Pansy,punzecchiando con la forchetta un pomodoro Se avessi saputo che dovevatrasformarsi nella versione maschile di Nonna papera, gli avrei detto che eroincinta a moccioso sgusciato fuori . Roteo gli occhi con espressionefintamente partecipe, rendendomi conto che adesso Dean sar semplicementeelettrico, avendo saputo della nuova gravidanza della moglie. Certo, Pansy laliquida bruscamente, ma lo splendore terso che ha assunto il suo sguardo, leinon lo pu negare e nascondere. E per fortuna, non pu nemmeno vederlo, cos danon vergognarsene o da cercare di sottrarlo agli altri. Charisma, nel sonno, fauna buffa risata e si accoccola meglio contro il petto della madre.

Chissse Alex ha avuto un incubo stanotte mi caccio a forza unaltramanciata di insalata in bocca, lottando con il solito impulso di rimettermi apiangere.

Chi ha i denti e non ha il pane mormora Seth,mettendo su un broncio Io non ho coccole da nessuno da settimane. La suaespressione mi spinge a ridere sommessamente, Seth mi guarda felice e lieto cheabbia sorriso alla sua piccola battuta: sono davvero felice che possiamotornare a guardarci cos.

Pansy per prende la mia risata come se gli stessidando manforte, magari lamentandomi anche della mia di astinenza da coccole ,e difatti blatera, agitando la mano con aria truce: Green, tu hai un fidanzatoda qualche parte o mi sbaglio? Quindi non farei propriamente il deliriotragico e tu Granger, vogliamo parlare del tuo tozzo di pane russo ? Misa che hai i denti ed anche la pagnotta.

Non dire sciocchezze arrossisco fino alla punta delledita dei piedi, nascondendomi dietro la frangetta di capelli mentre continuo amangiare.

Ah b s certo, il taglio sul labbro da bacioalla come se non ci fosse un domani te lha fatto Seth in un accessotardivo di mascolinit post adolescenziale asserisce tagliente Pansy, mentreio in imbarazzo mi strofino le labbra con il palmo della mano in modo febbrile,ricavandone una piccola striatura rossastra. Seth ridacchia del mio imbarazzo,sghignazzando, lo minaccio brandendo una forchetta e asserendo: E comunque il tozzo di pane , insomma, Ilai, accidenti a te se n andato.

Herm! squittisce Seth deluso, alzandosi in piedie facendomi sobbalzare Ma allora dillo che hai maturato uno spirito dicontraddizione nei miei confronti! Che ti ho fatto, eh? Te lho mandato persinoin camera cos che potesse farti provare il suo sfilatino!.

Possiamo smetterla con queste metafore dapanificio?! biascico sempre pi violacea e con la temperatura corporea cheminaccia di arrivare a 45 gradi centigradi, non credendoci nemmeno che lo stiafacendo questo discorso Sebbene io ed Ilai volevamo.

strapparci i vestiti di dosso.

usarci come farmaco per la castit pluriennale che ci accomuna.

Questa bella, Pans!.

Esercizio, Green... tra qualche anno ci arrivianche tu.

Dicevo continuo, massaggiandomi con ledita le tempie e controllando il mio viso congestionato sebbene io ed Ilaici siamo avvicinati molto in queste settimane, al momento non era giusto chelui stesse qui quando la situazione tra me e Draco, devo prendere fiato perproseguire: non poi cos chiara e poi, io devo parlargli di Alex adesso,lo sapete ed al momento meglio che mi concentri solo su questoIlai lhacapito ed ha deciso di allontanarsi lui divento rossa in viso ancora,ricordandomi il bacio che mi ha dato solo pochi minuti fa, e non so pi ingrado di continuare.

lui ti vuole molto bene completa Seth con unsorriso tenero e dolce, accarezzandomi la testa fraternamente, ed io annuisco,stringendomi nelle spalle.

E te lo meriti Granger sottolinea Pansy,sistemandosi meglio Charisma tra le braccia cos da nascondermi il suo viso, laguardo sconcertata per la sua gentilezza rude, mentre prosegue: Tutti, persinotu, ti meriti qualcuno che si prenda cura di te, adesso e so che il tuo nobilespirito Grifondoro si rivolter nel senso di colpa ma non devi alcuna fedelta Draco, se non quella di madre di suo figlio non contorcerti nelloliobollente.

Non lo sto facendo sorrido quietamente,guardandola.

Lo so sei pi simile a te stessa di quanto tu nonsia stata da settimane tutta tesa a fare la cosa giusta e se meritodi Radcenko, allora deo gratias per laddio alla tua te stessa martire . In modo inconsapevole, mi vieneda sorridere ancora, non so per quale motivo, ma lapprovazione di Pansyultimamente per me diventata la pi importante. Non so se la considerostrettamente una mia amica, ma forse proprio per questo che so che, quandosbaglio, non avrebbe alcuna remora daffetto a farmelo notare, come inveceaccade con Seth, Dean o Ilai. Perci, anche se a lei non lo dir mai, capiscoche sto facendo la cosa giusta solo se me lo dice lei. E considerando che cosasiamo state fino a qualche anno fa, questo davvero il vertice dei paradossiche conosco da quando mi sono innamorata di Draco.

Mi ricordo improvvisamente di lui e quella tenuesensazione di sicurezza tiepida si raggela come ghiaccio rappreso. Fingendoindifferenza e riprendendo a mangiare, chiedo pacata: E Draco dov?.

Ah b, certo nella scaletta della giornata da ritornoal passato, adesso viene la paternit tardiva bofonchia Pansy con unsorrisetto sardonico, guardandomi di sbieco Malfoy non potrebbe aver avutogiornata peggiore di questa e io lho visto quando ha preso gli orecchioni ela varicella assieme, nella stessa giornata non era una bella e mistica visione. Quando per aggrotto le sopracciglia, in attesa, chiedendole in modoalquanto palese ed impaziente dove diamine sia andato, Pansy sospira e borbottaqualcosa sottovoce che non riesco ad intendere, prima di aggiungere: Dopolilluminante chiarimento con la sottoscritta il quale per inciso si concluso con le pareti del salone immacolate e non sporche di sangue, cosa che il massimo possibile adesso Seth ha pensato bene di parlare a Draco dellanecessit che Radcenko stesse qui un momento epico da poemacavalleresco, a quelle parole Seth gonfia il petto tronfio di s stesso, madistinguo una lieve sfumatura verdastra sul suo viso, cosa che mi fa ragionevolmenteassumere che non sia stata esattamente una passeggiata corredata di gelatoparlare con Draco di me ed Ilai. Gli do comunque una pacca sulla mano, allaquale Seth mi restituisce unocchiata soddisfatta, mentre Pansy conclude contono indifferente: Alla fine il drago, geloso marcio della suaprincipessa mezzosangue di cui non ammetterebbe mai di essere ancora stracotto, andato da qualche parte a sbollire la sua rabbia ma penso che stia pertornare insomma, sempre la sua di casa, anche se tecnicamente desideriamosfrattarlo ad ogni pi sospinto.

Una parte di me, nemmeno cos piccola come potreifingere, ha un singulto tremulo alle ultime parole di Pansy: una parteadolescenziale, acerba, imberbe, ancora strettamente legata a Draco come uomoche amo, e non come padre di mio figlio, la sola cosa a cui riesco a pensareadesso. Sentire la supposizione per cui lui potrebbe essere ancora innamorato dime mi fa arrossire e tremare il cuore come se fosse fatto di cera. Non credoche passer mai questa sensazione, non abbiamo smesso di amarci per scelta econvinzione, limando odio e rabbia giorno per giorno. stato pi simile ad unaborto spontaneo, doloroso, terribilmente acuto e di cui portiamo ancora isegni e le tracce addosso, come tagli di sangue nella carne. Difficilmente ungiorno dismetter labitudine di sussultare sentendolo nominare, oppure disobbalzare parlando di lui, o anche di sperare che tutto possa tornare a posto,specie considerando che sono la mamma di suo figlio e sar sempre mia fantasiache Alex possa avere i suoi genitori assieme. Figuriamoci se possoimprovvisamente, adesso, smettere di sentire il cuore in una centrifuga sepenso a lui.

Per fortuna, almeno, ho imparato a nasconderlo:difatti, quando mugugno che spero che si spicci a tornare, Seth e Pansyannuiscono partecipi, non accorgendosi del tremito della mia voce, percettibilesolo alle mie orecchie. A quel punto, finito di mangiare, Pansy porta Charismain una camera al piano di sopra, mentre Seth fa lo stesso con Serenity, dopo diche decidiamo di organizzare al meglio il piano contro i Karkaroff, definendodelle linee guida, almeno fino a quando non tornano Dean e Draco. Ci sediamo insalotto, io con una tazza di tisana che ha leffetto di calmarmi e di cercare disnebbiare la mente da tutte le cose che potrebbero andare storte, ferendo Alexo peggio. Quando per la tristezza minaccia di sopraffarmi, Pansy fa unabattuta divertente o Seth mi stringe meglio la coperta sulle spalle, cos danon farmi prendere freddo dato che la febbre non accenna a scendere, ed allorami sento un pochino meglio. In ogni caso, ad ogni rumore provenientedallesterno e che potrebbe tradursi nel ritorno di Draco, mi scopro ancoravogliosa di prendere tempo prima di dirgli di Alex e sospiro di sollievo quandocapisco che non lui, affannandomi nella testa per trovare le parole giuste.Non so davvero se esistano queste fantomatiche parole giuste anzi di minutoin minuto, credo di capire che non ci sono parole giuste tra me e Draco, daquando ci siamo conosciuti. Non ci sono mai state. Ergo, sar meglio chenemmeno ci pensi dovr venire da s. A costo di prendergli il sangue a forza,sibilando solamente che mi serve il sangue del padre di mio figlio. Almenoglielo avr detto parlare di come agire con i Karkaroff, paradossalmente, pi semplice. Il mio istinto da ex Capo degli Auror prende il sopravvento,rendendomi pi fredda e lucida, mentre analizzo la situazione. Non sappiamodove sono nascosti, quindi in ogni caso dobbiamo aspettare che siano loro acontattarci, non possiamo pertanto studiare il terreno di scontro e capire benecome affrontarli. Ho solo alcune cose chiare e nette in mente. Primo, usare ilciondolo solo in presenza di Alex, quindi arrivata nel loro nascondiglio. Nonposso rischiare che il suo potere non sia sufficiente, se Alex fosse lontano daesso. Secondo, Dean, Pansy e Seth ovviamente restano qui. Non esiste che limetta in pericolo in alcun modo e se questo non un problema per Seth, che sadi essere dimpiccio essendo babbano, e per Pansy, che consapevole di doverrestare fuori a causa della sua gravidanza, non sar ugualmente sempliceconvincere Dean, ma spero che in questo sua moglie sia pi persuasiva di quantopotrei essere io. Ed arriviamo allultimo ed ovvio punto: con me dovrannovenire Ilai e Draco, se non altro perch dovr fingere in qualche modo che liho uccisi, altrimenti Dimitri non mi far nemmeno avvicinare ad Alex. Senzacontare che Ilai non rimarrebbe mai fuori da questa storia e dubito che lofar anche Draco, specie quando sapr che Alex suo figlio. Ovviamente, questo il punto maggiormente difficile da sbrogliare al momento: se so che,sciolto Alex dallassimilazione con Dimitri, potrei tentare di fuggire o di farfuggire almeno lui, affidandolo o a Draco o ad Ilai, so che sar difficilefarli collaborare pacificamente assieme, vista la situazione complicata di mecon ognuno dei due. E, punto non trascurabile, non so praticamente comeinscenare la loro morte. Dimitri e Raissa sanno qualsiasi cosa, scoprirebberosubito falle ed inganni di pozioni o incantesimi anche ben congegnati. Sannotutto quello che stato scritto da uomo, me lha detto Dimitri come trovarequalcosa di sconosciuto a loro? Mi lambicco il cervello per ore attorno a quelladomanda, ma non ne vengo assolutamente a capo. E non vale nemmeno laiuto diDean quando ritorna, lo sguardo acceso, carico di integratori per Pansy cheriprende a sbuffare. Quando Seth inizia a sbadigliare e Dean ingiunge a Pansydi andare a letto, che le neo-mamme devono dormire almeno sette ore anotte , cosa che gli fa guadagnare una rispostaccia acida sul sedormissi sempre sette ore a notte, adesso non sarei proprio incinta ,capisco che dobbiamo rimandare la questione a domani. Penso di chiamare Heldered Harry per chiedere il loro aiuto: la prima ha sottomano il pi grandepatrimonio non scritto, ossia quello degli Empatici, ed il secondo ha accesso afonti che sicuramente io non conosco, come i centri di sperimentazione dipozioni. Saluto Dean, Pansy e Seth, rassicurandoli e dicendoli di andaretranquillamente a dormire, mentre io mi stendo sul divano in salotto, scossadai brividi della febbre che sicuramente ha ripreso a salire. Ma devo aspettareDraco, non c verso di rimandare a domani.

Crollo di nuovo in un sonno fragile ed instabile,ogni rumore mi fa rizzare in piedi e la febbre peggiora le cose, dandomi lasensazione di essere sospesa su un vulcano di lava bollente, sebbene i brivididi freddo non mi lascino in pace. Nel buio, ogni ombra nasconde un nuovoterrore per Alex, una nuova ansia al pensiero di non trovare una soluzione o dinon riuscire a parlare con Draco. Poco prima dellalba, fiaccata e distruttadai dolori alle articolazioni e dalla sensazione di essermi ridotta come un ramoscellosecco e bruciacchiato, mi appisolo lievemente, scivolando in un sonno nero eprivo di sogni che non mi riposa, ma mi agita soltanto. A calmarmi, giunge solouna carezza fresca sulla mia fronte, che ha leffetto di placare la miaangoscia, la luce dorata che preme contro le mie palpebre chiuse e sudate. untocco delicato, lieve, dolce come il battito delle ali di una farfalla. Ed umido, bagnato, infinitamente rilassante e corroborante sulle mie tempiebollenti. Morbido, soffice nessuna mano potrebbe esserlo, sicuramente unasciugamano imbevuto dacqua fresca, che corre lungo le vene del mio sangue aportarmi refrigerio. Respiro profondamente ad occhi chiusi, mentre passa lungoi miei zigomi e giunge a bagnarmi anche le labbra secche e spaccate dal deliriodella febbre. Non apro gli occhi, non so se sia perch non ci riesco, o perchnon voglio: ed in quel momento che un sospiro pi forte, da annegata, sospingeun profumo familiare nelle mie narici, giungendo a farmi capire che non aprogli occhi perch non posso.

Perch, sebbene tutto di me spinga a forzare laresistenza degli occhi serrati, so che nel momento in cui li aprissi, Dracosmetterebbe di prendersi cura di me cos.

Varrebbe la pena anche solo per vedere i suoi occhigrigi fissi su di me, non furiosi, non arrabbiati, non colmi di livore ma solodi quel residuo di tenerezza melodiosa che aveva per me, anche sbiadita,scolorita, sporca, contaminata, ma ancora straordinariamente vera e presente.Basterebbe anche solo questo, pure se si allontanasse subito, comprendendo chenon sto dormendo, ma che sono sveglia.

Mi basterebbe.

Ma violerebbe le regole non scritte tra me e lui,quelle per cui tutto quello che ci nuota nel cuore davvero, pu avere formasolo di tocchi, di sguardi, di fruscii, da poter negare lattimo dopo.Lattenzione solerte che ha adesso per me, se fossi cosciente o pensasse che losia, me la tributerebbe solo se fosse certo al mille per mille che io non lauserei come arma contro di lui. E questa mancata ritorsione accaduta solodieci giorni della nostra vita assieme, quando ci siamo cos fusi lunonellaltra da generare un bambino.

Sono troppo orgogliosa per ammettere che respirodavvero, adesso che mi sfiora cos. Sono troppo arrabbiata per convincermi cheha sempre lodore pi buono del mondo. Sono troppo addolorata per svegliarmi esorridergli grata, come se non fosse accaduto nulla. E lui troppo orgoglioso,arrabbiato ed addolorato a sua volta per leggere meglio il mio respiroaffannato, per fare un gesto meno cauto che mi costringa a dismettere larecita, per dire il mio nome con prudenza affinch possa accorgermi di tutto. Silimita a picchiettare con solerzia la mia pelle con la stoffa bagnata, come senon fosse capace di fermarsi, come se in fondo fosse normale farlo, come se nonci fosse altra scelta. Lo sento sospirare a tratti, allontanarsi e bagnarenuovamente il tessuto, per poi tornare a me con nuova cura, diligenza edattenzione. Ad ogni tocco, la mia pelle assetata ne domanda ancora e, ad ogni tocco,conosce fame e sete nuove, al punto che comprendo ben presto, con un brivido,che non ho necessit di quella acqua seppure piacevole. Ho ancora e semprenecessit che sia lui a farmi questo. Non dovrei, e lo so bene, ma non possoevitarmi di abbandonarmi a questo gesto semplice eppure perfetto.

Che affetto ed interesse sebbene sia ad occhichiusi. Gli occhi aperti, la luce, il sole, la vita ci ricorderebbero troppo,cos da non poter essere pi naturali e sinceri come eravamo ere fa.

Il buio, il sonno, la luna, la febbre, lastanchezza, gli occhi chiusi sono la coltre insincera, dove ci concediamosprazzi di passato per nasconderci al presente.

Draco si prende tutto il tempo del mondo perrinfrescare il mio viso, piano, con gesti misurati e premurosi, prima cheancora lo senta sospirare e sussurrare, la voce bassa che fatico a sentire: Tue Radcenko non avete bisogno di alcuna mia benedizione, sobbalzo, rendendomiconto che era perfettamente cosciente che fossi sveglia, eppure mi serro nellespalle e non accenno ad aprire gli occhi, mentre prosegue: Dubito che neavresti mai avuto bisogno e dubito che tu ne abbia bisogno adesso so diRaissa, so di Dimitri, so tutto e non posso convincerti ad accettare che io tiaiuti per tuo figlio se hai bisogno di andare via, fosse anche con lui falloe basta. Ma fallo presto sai come va tra me e te come va sempre tra me ete, sospira ancora profondamente come per prendere fiato e sussurra: Nonpossiamo mettere a posto quello che stato. Eppure fingeremmo didimenticarcene cos da trattenerci luno nella vita dellaltra e poi allaprima occasione.

verrebbe tutto fuori daccapo lo so completoio al suo posto, triste, riaprendo finalmente gli occhi e trovandomelo davanti,chino su di me, il fazzoletto bagnato ancora in mano, i capelli biondispettinati e gli occhi grigi slavati dalla stanchezza. Si siede goffamente perterra, accanto al divano, la testa reclinata allindietro, guardando ilsoffitto con espressione distratta, prima di annuire.

Forse doveva andare cos셔 sussurro piano,fissando un punto imprecisato alle sue spalle, per fermare le lacrime sotto gliocchi.

No non doveva andare cos셔 dice lui deciso,forte, stringendo i pugni anche se non mi guarda ancora E andata cos per iKarkaroff non posso credere che non ce lavremmo fatta, il suo sguardo tornadimprovviso nel mio, fiero, lucido, spavaldo, mentre aggiunge lapidario: Io ete quelli che siamo stati, allora ce lavremmo fatta.

Annuisco, non sapendo se lo faccio solo per fargliintendere che labbia sentito, oppure perch sono daccordo con lui: cosaimporta, in fondo? Lui non mi perdoner mai per Ilai. Io non lo perdoner maiper Raissa. Chi se ne frega di quelli che eravamo ormai non ci siamo pi,ugualmente.

Non che importi, adesso riprende, facendonuovamente scivolare lo sguardo lontano da me e prevedendo il filo dei mieistessi ragionamenti Credo che quella parte di me di noi sia morta e sepolta,ormai rimasto solo il padre di Serenity. E quello che farei per lei e lamadre di Alexe quello che tu faresti per tuo figlio tutto filtra da questo.Persino i sentimenti che ho per te, e quelli che tu hai per me o mi sbaglio?.Annuisco ancora, dicendomi intanto che in realt qualcosa di diverso c. Epassa tutto da quello che lui farebbe per mio figlio per suo figlio. Laconsapevolezza che le cose stanno prendendo una piega pi definitiva di quelleche dovrebbero avere, mi frastorna dimprovviso, facendomi sentire spossata.Sto salutando intimamente Draco, ma in realt io non posso ancora farlo, forsenon potr mai, perch il pap di Alex. Ma lui non lo sa, non lo sa ancora, mista giustamente rescindendo dalla sua vita e non posso permetterglielo, nonancora. E non centra il sangue di cui ancora ho bisogno centra Alex, il miobambino. Qualsiasi cosa accada, comunque vada tra me e Draco, Alex ha bisognodi suo padre. Lho capito tardi ma lho capito.

Io devo parlarti c ancora una cosa che devodirti le mie parole mi esplodono in gola, mentre mi tiro ritta a sedere,rompendo la quiete mesta che ci attorniava. Draco sussulta, si rimette dritto emi guarda in attesa. Ho la gola secca, ma improvvisamente so esattamente checosa dire. Non penso a me stessa, non penso a Draco. Penso solamente a nostrofiglio. Penso che ha bisogno di suo padre. Penso che non voglio e non posso piessere da sola a fargli da genitore. Penso che tutto questo cosmaledettamente giusto, a cos tanti livelli, che ormai non posso nemmenoconcepire lombra di un dubbio. Il mio sguardo, che si era inconsapevolmenteabbassato sulle mie mani chiuse sulle ginocchia, ritorna alto e cerca gli occhidi Draco, mentre dischiudo le labbra.

Ma non trovo i suoi occhi, bassi dove erano prima,mentre lui era seduto di fronte a me. Si alzato in piedi, guarda un puntoalle mie spalle, stringe i pugni e serra la mascella. La febbre rallenta e dimolto, i miei riflessi, perch di primo acchito non capisco che diamine stiaguardando: devo persino sbattere le palpebre un paio di volte, per snebbiare lavista. Poi comprendo che sta guardando il camino spento alle mie spalle emastico maledizioni sottovoce: proprio adesso doveva essere contattato daqualche amico suo? Io e il tempismo abitiamo decisamente in due dimensionispazio temporali parallele.

Sto gi per alzarmi e togliere il disturbo, prontaa tornare dopo, quando lo sguardo di Draco torna nel mio, ed torbido, teso,preoccupato.

E l, con un brivido che nulla ha a che vedere conla febbre, mi volto piano su me stessa. Nel camino non comparsa una testafiammeggiante, come accade in tutte le comunicazioni tra maghi. invececomparsa una nebbia perlacea, dalla consistenza pi densa del mero fumo, chesta rapidamente invadendo la stanza. Preoccupata mi tiro su a sedere, coprendoil viso con una mano e temendo che si tratti di qualcosa di tossico. Cinquesecondi dopo, ne ho la conferma. Ma non si tratta di una tossicit che concernidirettamente i miei polmoni riguarda, invece, un alto grado di dannositvalevole per la mia intera persona, i miei affetti, la mia anima, il mio corpo,il mio passato, presente e futuro. La nebbia assume la consistenza netta di unmuro, e le fogge di una superficie rettangolare, quasi come se si trattasse diun televisore: splende di un bagliore smunto ed intermittente, ronzante, finchvortica in modo sinistro, materializzando due figure che assumono progressivadefinizione.

Traballo su me stessa, reggendomi in piedi edaggrappandomi al bracciolo del divano, gli occhi che mi si fanno lucidi. Mimordo le labbra, trattenendo le lacrime, che non so se siano dansia, dipreoccupazione, di dolore, di irritazione dovuta alla nebbia o di febbre. Pocoimporta, non le devono vedere lo stesso. Draco, alle mie spalle, fa un passoverso di me, mi afferra per un gomito e quasi mi costringe a stare dritta,mentre le figure mi appaiono finalmente limpide. Lo ringrazio mentalmente,mentre lascia cadere il braccio, dopo essersi sincerato che potessi stare inpiedi da sola.

Buongiorno tesoro la voce disgustosamente rocadi Dimitri mi fa accapponare la pelle, mi chiudo nelle spalle per impedire chese ne accorga. Ha un aspetto pi florido del possibile, sembra ben nutrito,riposato e sereno. Tutto il contrario di come sto io e solamente a causa sua edi sua sorella. Lei, come di consueto, non parla, ha la mascella serrata e lo sguardorivolto ostinatamente su di lui.

e buongiorno anche a te, Malfoy sogghignaDimitri, un tetro scintillio nei beffardi occhi chiari, Draco si irrigidisceancora di pi Non nego che avrei avuto maggiore soddisfazione a trovarti giin perenne posizione orizzontale ma almeno possiamo darci agli ultimiconvenevoli, Dimitri fa una studiata pausa ad effetto prima di aggiungerebiecamente: Non c bisogno di ringraziarmi per essere riuscito in ci in cuifallivi da anni ossia uccidere gli assassini della Greengrass ed anche peraverti tolto di mezzo laltra Greengrass non nego di aver tratto anche delpiacere personale da entrambe le situazioni. Draco non risponde, restaimmobile, non posso guardarlo in viso, ma la tensione che emana il suo corpo lasento persino io che sono davanti a lui.

Dov Alex? chiedo terrorizzata, guardandoDimitri con odio puro, stringendo le palpebre Che cosa gli hai fatto?!.

Nulla Granger, credimi mi rassicura malevoloDimitri, guardandomi di sbieco Ho reputato che il miglior modo per far viveread Alex questa esperienza, fosse che non la ricordasse affatto quindi tuofiglio dorme da quando labbiamo prelevato e come ben ricordi, siamouna sola cosa adesso domani sera lo saremo definitivamente quindi, se mangioio, puoi star certa che ne trae anche lui giovamento. Un piccolo sospiro micattura i polmoni, effettivamente la sola cosa buona di questa dannataassimilazione che se Dimitri sta bene, sta bene anche Alex. E quel bastardosembra stare benissimo: quindi anche il mio bambino sta bene. E se staeffettivamente dormendo come dice non si sar nemmeno reso conto di nulla. Espero che non se ne renda conto mai fino a quando non sar andata a prenderlo

Quindi Granger, non essere noiosa blateraDimitri con un gesto noncurante, come se stesse scacciando una mosca molesta,poi, ispirato, soggiunge: Qui, sta succedendo qualcosa di sommamente piinteressante e a cui darei la priorit al momento, non capisco di chediamine stia parlando, finch non mi rendo conto che Raissa si stretta nellespalle ed ha sollevato lo sguardo lievemente. Un brivido mi fa trasalire,mentre mi volto leggermente e guardo alle mie spalle. Draco ha lo sguardo fissosu di lei, gli occhi di acciaio che la trapassano da parte a parte,lespressione dura.

Tu hai fatto tutto questo a me? lintimitdi quella domanda peggiore di tutte le illazioni fatte mentalmente su diloro, peggio persino delle risposte poco filtrate che ha dato alle mie domande.La confidenza dei pronomi personali, il tono accorato ed incredulo di Dracoche, davvero, non ha mai pensato che quella donna potesse fargli del male mihanno comprendere in modo fulmineo e poco delicato quanto si sia fidato di leie quanto ci abbia tenuto a lei. come uno spiraglio di una vita che queste duepersone hanno condiviso per cinque anni: il respiro di questa casa,dimprovviso, sa ancora pesantemente di giorni trascorsi assieme, a spartirsipoca gioia e moltissima sofferenza, mischiate tutte assieme tra le lenzuoladella camera da letto. Mi sento estranea, terzo incomodo, cerco di farmipiccola in questa confidenza sussurrata tra queste due persone, mentre Dimitriridacchia ed io non so nemmeno dove guardare. Alla fine lui che guardo,Dimitri, perch lui responsabile anche di questo, anche di farmi stare qui inquesto momento, anche di questondata di fuoco liquido che mi scioglie leviscere, inducendomi al pianto.

Draco, senza esitazione alcuna, prosegue con tonospento e volutamente basso, come se stesse cercando di arrivare a qualcosa diben diverso dalle mere orecchie di Raissa: come se, a suo modo, stessecercando di farla rinsavire, ragionare, tornare in s. Ed ancora sento caldo,un rovente e vorticante incendio allo stomaco. Sa di poterselo permettere,Draco. Sa che lei lo ascolterebbe. Ovviamente, spero che lo faccia, spero chelascolti ma qualora accadesse avrei ancora una prova ben diversa da un merorapporto fisico tra loro. E questo, nonostante tutto, far sempre un maledannato dellinferno.

Eppure lo lascio fare, chiudo gli occhi, cercoquasi di sparire come se non li volessi disturbare: ho imparato troppo, inpoche ore, per permettermi recriminazioni cretine da donna innamorata che miallontanino ancora di pi da mio figlio.

Tu hai permesso che lui me la portasse viapronuncia affannato Draco, non un solo muscolo lascia intendere che stiaguardando me e non lei, mi stringo ancora nelle spalle, il fuoco che si placaun pochino, sentendolo ricordarsi di me Io mi sono fidato di te, da subito etu mi hai consolato, aiutato. E sapevi che lei sapevi che Hermione stavarischiando la vita, e tutto quello che era nelle mani di tuo fratello, Dracoabbassa ancora di pi la voce, ringhiando: Se le fosse successo qualcosa, seoggi non fosse stata in grado di essere qui, se laveste uccisa come avetefatto con la moglie di Radcenko, fa una pausa voluta, forte, tonante che haleffetto anche di gelare Dimitri, ma Draco scuote il capo come a ricacciareindietro quei pensieri in un punto oscuro dentro, non prima di aver gettato unosguardo confuso nella mia direzione, come ad accertarsi davvero che io sia qui.Tento un timido sorriso con gli occhi, ma lui volta subito il viso altrove,riprendendo: avevate un debito con me. Tu avevi un debito con me e lhaisaldato, allontanando da me la sola persona che avesse mai contato fino a quelmomento nella mia vita, ancora rabbrividisco e mi serro nelle spalle, ilcalore che non so se sia febbre, che mi toglie il fiato e mi azzera lasalivazione.

Ed adesso soggiunge stoico Draco, sibilandofreddo Per me non fate alcuna differenza entrambi... lasciate libero ilbambinoprima che vi pentiate tutti e due di esserti mescolati alla miastramaledetta esistenza. Dimitri, ovviamente, non si scompone, ridacchiabeffardo e sta per aprire bocca, ma Raissa finalmente solleva lo sguardo, gliocchi verdi corrono prima al mio viso, ritraendosi disgustati, e poi vagano suquello di Draco, mentre aggiunge, ignorando la sua minaccia: Fino ad unasettimana fa fino a pochi giorni fa non avrei mai voluto chiamareDimitri indietro dalla morte falsa, che si era imposto, parlano come se nonci fossimo, Dimitri non ne pare disturbato, sghignazza e basta, guardandomi;io, in compenso, non riesco a stare ferma con i piedi, la febbre che rende imiei movimenti fin troppo lenti ed anche se lavessi fatto tu e Serenitydovevate restare fuori. Laria assente di Raissa torna improvvisamente fintroppo presente, mentre soggiunge digrignando i denti: Ma lei si presa Ilaime lha portato via i-io ho visto come la guardava Ilai la guarda comeguardava Tatia, come non ha mai guardato me, con quellansia di uccidersi purdi proteggerla, mi stringo nelle spalle, distolgo il viso, come se leipotesse leggerci anche il modo che ha avuto Ilai di baciarmi. Non so se sia lostesso che aveva con Tatia, e nemmeno mi interessa, ma non vorrei mai che lointuisse. Draco, alle mie spalle, segue le mie manovre in silenzio, lui cheinvece difficilmente posso ingannare. Il mio sguardo corre un secondo nel suo,ma lui a distoglierlo per primo, tornando a Raissa che riprende a parlare:Ma ho visto anche come lei guardava lui e come guarda ancora anche te se nonfosse la puttana che , se si fosse accontentata solo di Ilai tu almenosaresti stato salvo ed invece vi vorrebbe entrambi, quella cagna, ancoraRaissa parla come se io non ci fossi, non mi do pena di rispondere ai suoipatetici insulti, mi basta sapere dove diamine sia mio figlio, ma se nonfiniscono sto discorso inutile, non posso ovviamente saperlo ed io non possolasciare che abbia n te, n Ilai si consolerebbe con il superstite,laiuterei persino a scegliere ed invece cos non avr nessuno dei due comenon vi avr io. La rabbia ovviamente mi raggiunge nonostante il velo dellaprudenza, della disperazione e della febbre, costringendomi a mordermilinterno della guancia nervosamente, finch non sento il sapore del sangue inbocca. come benzina sul fuoco quel tono ferrigno sulla lingua: i pugni chiusilungo i fianchi, mi ritrovo ad urlare stremata prima di rendermene conto: E tuper punire me, accetteresti anche di ammazzare la persona che dici di amare? Equella con cui hai vissuto per cinque anni? Ed ammesso che ci non ti convincache cosa diamine centra mio figlio, sua figlia?! Sei stata con Serenity percinque anni ed adesso la priveresti di suo padre?! Che razza di personasei?!. Draco alle mie spalle, raggela, come se avessi detto troppo, cosa chemi fa chiedere se non abbia esagerato. Ma, dopo, la pressione gentile che facon due dita sulla mia schiena mi fa rabbrividire di sollievo.

Dimitri chiude le braccia al petto, divertito,osservando in tralice la sorella, come ad aspettarsi la prossima battuta neldramma che stiamo mettendo in scena per suo esclusivo divertimento. Raissa nonsi scompone minimamente, ha unaria folle ed allucinata che non le ho maivisto. come se davvero avesse perso ogni cognizione del reale. Sussurra solamente:Se Serenity rester sola sar io a farle da madre come in fondo Dracovoleva, le dita di lui, sulla mia schiena, tremano piano, come sedimprovviso e finalmente abbia capito con chi diamine abbia a che fare. I suoiocchi perdono la sfumatura quieta della diplomazia che aveva assunto, perdonoogni accenno tenero di affetto verso quella donna e si spalancano nervosamente,comprendendo quanto i Karkaroff abbiano in comune tra loro. Qualsiasi ostacoloai loro obiettivi, deve morire e, in modo diverso, sono io il loro obiettivo. Lui,Ilai, Alex e persino Serenity sono inciampi trascurabili. Saranno soddisfattisolo quando sar distrutta, marcia, morta, ma di Dimitri. La mano di Dracoabbandona la mia schiena, si serra a pugno e resta sospesa lungo il fianco.

e in quanto al bambino prosegue Raissamonotona, come se stesse semplicemente organizzando una gita al mare Te lopotrai pure tenere, Granger se fai esattamente quello che ti abbiamochiesto. Per un folle e sconsiderato attimo, mi immagino in un castello nero,colmo di morte ed odio, a crescere mio figlio assieme a Dimitri. la cosa piorribile e sciagurata che abbia mai immaginato, non posso pensare che cicredano sul serio. Ma cos e me ne d conferma Dimitri cinque secondi dopo,aggiungendo casuale: Il bambino, poi, non nemmeno fastidioso credimi,Granger, mi sono anche ricreduto sul tuo moccioso, sembra un bambinointelligente e sveglio era decisamente pi odioso quando era nel tuo grembo,con quella stramaledetta barriera magica ma non ci conoscevamo ancora, adessosiamo una cosa sola andremo davvero daccordo.

Sei ancora pi pazzo di quanto non pensassi se seiarrivato persino a concepire una cosa del genere mormoro a denti stretti,facendo un passo che spero suoni come minaccioso, sebbene nella febbre moltopi traballante di quello che vorrei Mi riprender mio figlio e la farfinita con voi due, una volta per tutte. Dimitri ovviamente non si scompone,scuote il capo come farebbe un fratello maggiore che deve sempre sopportare icapricci della sorellina e mormora con voce annoiata: Domani sera,lassimilazione diventer definitiva a meno che tu non mi porti i cadaveri diRadcenko e Malfoy ed allora finalmente sar finita sul serio. Digrigno identi, nella testa rincorro gi la soluzione al problema di ingannarlo suicorpi di Ilai e Draco e divento cieca e sorda del mondo circostante, al puntoche non mi accorgo subito che calato uno strano ed inquieto silenzio nervoso,di cui non capisco lorigine e il motivo. Sollevo lo sguardo nebuloso e mirendo conto che Raissa ferma, immobile, gli occhi sbarrati ed incuriositi: hapersino un singulto sinistro di gioia, che le trasfigura il viso di una lucecattiva che subito mi d i brividi lungo la schiena. D una gomitata quieta aDimitri, che segue la direzione del suo sguardo, e sorride a sua volta,divertito, stupito, autenticamente felice. Aggrotto la fronte, non capendo e,sebbene tenti di seguire la direzione del loro sguardo, non mi sembra che cisia granch di nuovo nella stanza. Poi Dimitri scoppia a ridere senza ritegno,ottenendo di farmi ancora di pi innervosire, cos che automaticamente aprobocca per vomitargli addosso una serie di insulti e bestemmie, che per mimuoiono in gola. Perch lui, con calma e divertimento, mentre persino Raissa sitrattiene dallo scoppiare a ridere, dice perfido: Sai che c, Granger? Voglioessere generoso portami solo il cadavere di Radcenko, lo guardo senzacapire, comprendendo che deve essere successo qualcosa che, nel delirio dellafebbre, mi evidentemente sfuggito. Mi sento cos idiota che sto quasi perchiedere il perch, ma poi di istinto, guardo la schiena di Draco, grata chelui possa essere in salvo e possa restare fuori da questa storia. E gelo su mestessa.

La sua schiena contratta, la maglia appare sudatae ha i pugni stretti cos forte lungo i fianchi, che piccole gocce di sanguefranano al suolo. Sto gi per correre verso di lui, quando unaura di colorenerastro attorno al suo corpo mi avvisa che probabilmente non riuscirei atoccarlo. Sembra elettricit pura. Che diamine sta succedendo? Gli hannofatto qualcosa? Ma non ho visto nulla, non gli hanno nemmeno rivolto laparola lui che sta reagendo, cos. Ma a cosa, diamine? Non cera gi abbastanzada essere furioso? Ripercorro mentalmente le ultime fasi della conversazione,cercando qualcosa che non so, ed arrivo alla soluzione nello stesso momento incui Dimitri, prima di sparire, sibila dolciastro: Non ti perdoner mai,Granger tanto vale che resti vivo ad odiarti per sempre.

La nebbia si dirada come era nata, spegnendosi conle risate sguaiate di Dimitri e Raissa: ma il gelo nella stanza non passa,laura di Draco non passa, i suoi capelli ondeggiano di potere nero come sefosse immerso nellacqua. Non riesco a guardargli il viso, non so cheespressione abbia, terrorizzata mi rendo conto che forse non lo voglio sapere. Mista facendo autenticamente paura, davvero e cerco immediatamente di farmivicina, di parlare, di spiegare. Ma lui, con un solo singolo e flessuosomovimento della bacchetta, dopo aver pronunciato un irato: Silencio !,tronca la mia voce in gola. Ricado seduta al suolo per il forte contraccolpodellincantesimo, stringendo una mano sul collo: non ha mai usato un incantesimocontro di me, mai. E mai, con quella voce come si trattenesse dalluccidermi. quello, forse, a lasciarmi seduta inerme al suolo, senza tentare la benchminima reazione, senza provare a forzare lincantesimo. Non saprei nemmeno chedire.

Ormai nemmeno importa pi.

Dimitriha accennato che ero incinta di Alex quando ero nel suo castello... cinque annifa

Draco, davanti a me, la bacchetta quasi spezzatatra le dita nervose, pronuncia un altro feroce incantesimo che fa sollevare lacarta da parati della parete di fronte, che esplode in mille pezzi, soffiandopolvere sul mio viso. Sulla parete, dietro la carta spezzata, emerge unritratto dalla cornice antica e rovinata: una donna dallaspetto nobile, gliocchi azzurri stropicciati dal sonno e una lunga massa di capelli corvini.Draco le si rivolge inquieto, la voce tenuta faticosamente normale dal tono divoce urlato che vorrebbe sputare fuori: Nonna! Il tuo quadro il tuo quadro aGrimmuald place accanto allarazzo dei Black voglio che tu vada l! Gliultimi nomi dellalbero genealogico leggimeli!. Quella che adesso horiconosciuto come la nonna materna di Draco, Druella Rosier, sparisce dopo averfatto un vezzoso inchino, lasciando la cornice vuota. Attonita, cerco diliberarmi dallincantesimo, perch non posso sopportarlo, non posso sopportareche accada cos, non posso permettere che succeda cos e dovrei essere io,adesso, a togliergli i dubbi, persino quello infamante che, cinque anni fa, eroincinta di un altro uomo. Piango ed apro la bocca come uno stupido pesce rossoin una boccia, Draco che non si gira e volta affatto, lo sento solo digrignarei denti nellattesa, come se li stesse per spaccare. Si muove solo quando mivede alzarmi in piedi, e tentare di arrivare verso di lui: rapido, letale,veloce, mi costringe con un altro movimento della bacchetta al suolo, facendoesplodere una scarica di luce violetta contro il mio petto. Le mie costoletremano affannate, il fragore attira anche gli altri, li sento scendere lescale ma Draco, furioso, gli occhi ciechi, pronuncia un Colloportus cos forte, che la porta sembra quasi staccarsi dai cardini. Finalmente loguardo in viso: grosse gocce di sudore gli imperlano la fronte, le pupille sonodilatate e ricacciano laura grigia verso il fondo degli occhi, le labbra sonoviolacee e serrate, il respiro convulso, i capelli biondi ancora ondeggiano dipotere represso. Mi getta una sola singola occhiata, mentre giaccio inerme aisuoi piedi, tenendomi il petto dolorante con una mano, e non pena,dispiacere, dolore o confusione. solo rabbia, disgustata, livorosa,rancorosa, che mi farebbe a pezzi, se potesse. Nemmeno quando pensava che fossilomertosa complice dellomicidio dei suoi, o di Helena, mi guardava cos escopro che fa cos male, da farmi desiderare di morire allistante, in sfregiopersino ad Alex, in sfregio al mio orgoglio, in sfregio a tutto. Piangodisperata, senza poter emettere un solo suono, lincantesimo che mi bloccaanche a causa della febbre, ed ogni parola si putref nella faringe,trasformandosi in una cascata di odiosi cristalli di sale che scartavetrano lagola, facendola sanguinare di offesa e di umiliazione, oltre che di sofferenzae tristezza.

Quando Druella Rosier torna, ha anche leilespressione disgustata: guarda il nipote con astio, tenendosi un fazzolettoricamato sulle narici come se avvertisse un fetido odore di fogna.

Di chi sono gli ultimi nomi, nonna?! scoppiaDraco come se non ne potesse pi, il vaso sul tavolino accanto a lui esplode inmille pezzi, mi proteggo il viso dai frammenti di vetro.

Di traditori del loro sangue, di feccia, dimezzosangue che inzozzano la nostra purezza di stirpe piange Druella,guardando biecamente Draco che, ansimando, urla di nuovo, incendiando la tenda:Di chi sono i nomi?!. Druella sembra spaventata, assume un colorito bianco edesita, poi, terrorizzata, sputa fuori due nomi, prima di sparire nel paesaggiobucolico alle sue spalle.

Teddy Lupin, nipote di quella sciagurata diAndromeda ed Alexander Leo Malfoy, nipote della mia piccola Cissy e figliotuo e della Sanguesporco Granger.

Tutta laria, tutto lossigeno viene succhiato viadalla stanza, sostituito da un qualcosa di acquoso, viscido, denso come gliabissi di un oceano morto: qualcosa che rallenta i movimenti, qualcosa cherende tutto soffuso ed oscuro ai miei occhi, qualcosa che fa pulsaredolorosamente un punto fiammeggiante sopra il mio seno sinistro. Ed allora,forse, non solo laria che manca, non solo il cervello che annaspa,chiedendo qualcosa che non ha pi e che probabilmente non avr mai larialimpida, serena, pulita, come se tutto fosse a posto - : forse allora, iltempo stesso che se ne vola fuori, assieme alla vita, al deliriodellesistenza, alla cognizione di chi siamo e di che cosa vogliamo, diventopiatta come un foglio di carta, devitalizzata come un embrione abortito, seccacome una foglia dautunno. Tutto si atrofizza, tutto resta immoto per qualchesecondo, amaro come un limone mangiato in modo improvvido e sleale, cheannienta il senso del gusto per sempre.

Una nuvola abbatte il sole, lo cancella, le paretisi rivestono di piombo e sembriamo chiusi dentro una cassaforte in fondo almare, come lesperimento di un mago escapologo.

Ma fuga non c: la fine , perch lafine si annuncia, bussa, sparge segni come semi al vento che ti soffiano inviso, costringendoti a chiudere gli occhi. E se anche non vedi, senti e sai ,lo sai che alla fine stai arrivando, perch il cuore si fa pesante trale costole, diventa dimprovviso cos rovinosamente greve che ti schizza fuoriil poco respiro che raccatti in una stanza che sa di piombo e di acqua sporca.Io, questa fine lho costruita pezzo dopo pezzo, lho ricamata come latela di un arazzo da guardare con spasmodica attenzione tronfia, calibrando ilcolore di ogni filo e recidendo ogni fibra che mi tenesse ancorata a qualcosache stridesse con la fine stessa. Da quando sono entrata qui, lavreivoluta mia questa fine , lavrei voluta tenere stretta tra le mani cosda conoscerne foggia e forma e non poterla confondere con nullaltro, n conuna pausa di riflessione, n con un moto di pigrizia emotiva, n con un spasimodi orgoglio funereo. Lavrei voluta decisa e spontanea, ineluttabile eppureconvinta, con quellombra soffusa di speranza che solo il tempo sa risolvere erivoltare, rivelandola come un retaggio dabitudine o un autentico investimentonel futuro. Ma io, che sono quella dellessere responsabili delle proprieazioni, quella che ponteggia sul libero arbitrio, quella che se vuoiqualcosa, la fai , quella de le coincidenze non esistono , eccoquella mi ritrovo a subire la fine, senza che labbia innescata, senza chelabbia vista arrivare. E la subisco anche fisicamente perch resto seduta perterra, senza voce, il labbro spaccato. Debole, sconfitta e vinta che, se cifosse Dio, gli chiederei il motivo di tante elaborate punizioni e se mirispondesse che ne avr ricompensa, direi che ricompensa e premio non c.Perch tutto mi tolto, tutto mi rubato come se io non me lo fossi nemmenodovuto drappeggiare addosso, che forse vivo la vita di unaltra ed allora me lastrappano pezzo a pezzo.

Forse vivo lamore che doveva essere di Helena,forse vivo la maternit che doveva essere di Tatia: quindi, adesso, se levengono a prendere con gli interessi.

Eallora strappatemele tutte, dannate streghe, ed allinferno che marcite perchnessun Dio potrebbe volere questo: strappatemi via ogni goccia stupida di amoreper questuomo, fate che ne abbia emorragia, tiratemelo fuori dal sangue, dalpetto, dallanima, dal respiro, dal fiato, dal ricordo, e fate un lavorocertosino, preciso, lungo, accurato. Strappatemelo dalle unghie, che non mi ciaggrappi pi, che non diventi amicizia, stima, tenerezza, imbarazzo, perchdeve bruciare come linferno che vi brucia, perch solo cos abbiamo pace,odiandoci ed uccidendoci. E strappatemi lamore di madre, perch mio figlio meritatutto, merita altro che non sono io, e di errori ne ho troppi, decine, migliaiadi cui presentare il conto. E sar salato, salatissimo ed allora che sia salvomio figlio, il mio bambino, ma che non sia con me, che vi prendiate tutto di mee io che possa restare involucro nella terra, a dormire, a riposare finalmente,a giacere illibata e vergine in una tomba di nulla, perch troppo sfiancanteandare avanti, ed in questo corpo forza non ce n pi. Me lavete drenata dalcorpo: ed allora adesso posso riposare ora?

Lorgoglio, per primo, ha subito la fine: non miriesco ad alzare da terra, non mi sforzo di parlare, guardo solo le mieginocchia, provando solamente ad escludere dalla mia mente che cosa possaprovare Draco. Non sapevo ancora che parole avrei usato, probabilmente avrebbeavuto comunque un colpo... ma avrei cercato ogni balsamo per lenirlo. Possoodiare il Draco che amo e che mi ha sostituito tre mesi dopo che ero sparitama non avrei mai odiato il padre della cosa che amo di pi al mondo. Ma lui,adesso, non ha avuto alcuno schermo: la verit stata fango, limo, sabbia,buttate in faccia a schiacciargli il fiato, accompagnate poi da una turba dipensieri neri che posso solo intuire. Con la coda dellocchio, mi accorgo cheDraco, dimprovviso, ha ripreso a muoversi come un animale in gabbia, lauraghiacciata che ancora gli gravida attorno, i pugni serrati lungo i fianchi edunespressione stralunata che non gli ho mai visto. I nostri amici continuano abussare alla porta, ma non raggiungono le sue orecchie. Misura a grandi passila stanza, pazzo, feroce, animalesco, ripetendo tra le labbra: E mio figlio. E mio figlio. E mio figlio. E, ad ogni passo, ad ogniinvocazione, ad ogni movimento dei piedi, prende qualcosa che infrangeviolentemente al suolo: un vaso colmo di peonie bianche e rosa, una cornice conuna foto di Serenity, un soprammobile di un viaggio a Londra un ricordo, unoslancio di passione, un monito di tenerezza, un singulto di perdono: rovinanopezzi di vita sul pavimento, infranti dalla sua furia cieca, e non faccio nullaper spostarmi dalla loro traiettoria. Distrugge tutto di quella vita serena, darivista darredamento, che tanto avevo invidiato entrando qui: come sebruciasse su una pira quello che stato fino ad ora. Sembra godere nelcalpestare frammenti e pezzi di carta, finemente, fino a ridurli ad una polveresottile ed apparentemente innocua. Si porta spesso le mani nei capelli, simorde il labbro, calcia con violenza sedie e tavoli, ma mai guarda verso di me.

Perchora il sangue che ti spinge: il sangue del padre, vero?

Chiabitava in questa casa, nonostante tutto, era sempre Danny Ryan: magari pitranquillo, riconciliato, felice. Ma di quel riflesso, tu hai preso in prestitosembianze di calma, che non hai mai posseduto ed, alla fine, avevi fatto cosfinta di essere lui che lo sei diventato sul serio. Avevi la sua mente tersa,banale, concentrata su un oggi patinato di gioia rafferma. E ci hai creduto sulserio: hai appeso foto di un passato che potevi ignorare, hai cresciuto unabambina, ti sei persino detto che andavi avanti perch stavi con Raissa. Poisono entrata io e sei tornato Draco, il mio Draco, che ha il cuore spremutodallamore e che cerca di mettere a tacere con lironia sbruffona; che confondelodio con ladorazione, che di me tutto odi e disprezzi, e tutto poi ami eidolatri. E Draco conosce gelosia, passione, rabbia, e le mescola tutteassieme, in un calderone che ucciderebbe altri, ma non smuove te, che hai ilcuore allenato a sopportare il quadruplo delle reazioni umane. Draco, lui s, chepoteva anche accettare che oggi fosse la fine perch in fondo generoso comenulla, e mi avrebbe lasciato andare. Io amo Draco, disprezzo Danny Ryan edodio Malfoy. Ed ora, io ti ho fatto tornare Malfoy, quello che magari tu stessoeri convinto che non ci fosse pi ma invece cera, un legame che si nutre diplacenta ed orgoglio genitoriale, rinsaldandoti alla stirpe marcia che ti portidentro.

E,sebbene padre lo sei gi Serenity non tua. E libera di amarti o no legata non dal sangue, ma dallamore e quello Draco.

Di Alexavresti avuto prima dellamore, sangue, orgoglio, rispetto ti avrebbe fattonascere padre come padre nacque Lucius Malfoy.

Purosangue,traditore, fariseo, becero doppiogiochista che del sangue vive e del sangue,ora, ha un riflesso sconfessato e scoperto per caso. il sangue che chiamaadesso.

Sei unMalfoy, a cui hanno tenuto nascosto un figlio.

Non cessere pi pericoloso, cattivo ed imprevedibile nellintero Universo.

Repentinamente, Draco si ferma immobile nellastanza e scoppia a ridere in modo cos stridente e folle, da farmi accapponarela pelle. Si piega in due, ma intanto continua a calciare oggetti sparsi.

Non hopaura, di lui. Non devo averne.

Ancora non mi guarda, si rivolge allaria stantiache ci circonda, come se non esistessi, come se fossi evaporata qualche istantefa e lui parlasse ad una sgradita ospite lontana della memoria: Non ha dettola sua et. Non lha descritto. Non ha detto nemmeno il suo nome completo Leofa persino di secondo nome, ancora gli sfugge una risata astiosa,denigratoria, che vede in quel piccolo gesto che io volevo come legame, solo unulteriore beffa a suo danno. Difatti commenta: Il contentino , certo,insegue frotte di pensieri lugubri, mentre ancora fa avanti ed indietro: Ne haparlato da quando entrata qui, non voleva che laiutassi, voleva che stessilontano da da mio figlio. Quellaggettivo possessivo, lo pronunciacon voce dolente e tremante, un delirio incosciente, un rantolo da ubriacoche conosce sintassi scomposta e pause nevrotiche. Ha perso completamente ilcontrollo lui, che il controllo non lo perde mai. Rabbrividisco ancora, mentreprosegue con voce pi sottile, guardandomi in tralice, una smorfia di ribrezzoche gli deforma il viso: Sei stata furba, eh, Granger? Peccato che Karkaroffabbia parlato peccato, davvero avrei pensato per sempre che tuo figlio fossedavvero solo tuo, fosse davvero una scopata occasionale, la sua voceimprovvisamente si alza di tono, chiude i pugni e mi affronta a muso duro,gridandomi contro: Me lo avresti tenuto nascosto per sempre, vero?! Lavrestipersino spinto ad odiarmi, perch mi facevo quella che lha rapito, vero?!,frustrato, afferra la bacchetta e la punta nella mia direzione, tremo come sedavvero temessi che possa uccidermi, mentre invece si limita ad urlareminaccioso: PARLA, dannazione!. Unondata di calore mi avvolge la gola,mentre riacquisto luso della parola. Lo guardo come non credo di averlo maiguardato, perch mai nella vita, sin dalla preistoria di Hogwarts e sin daitempi della guerra, ho associato tanti aggettivi negativi e terrorizzanti sullasua persona. Mi sforzo mentalmente di rintuzzare orgoglio e coraggio, comefarei di una brace addormentata punzecchiata con un bastone: cerco vie e stradeinesplorate, sentieri impervi che mi facciano risorgere me stessa da questoinvolto tremolante che sembro essere diventata. Ma non c verso: non possorichiamarmi alla ragazzina di scuola, che intimamente riteneva di esseremigliore di lui per merito e destino; non posso appoggiarmi alleroina diguerra, che magnanima accettava supponente un traditore che veniva dalla suaparte; non posso nemmeno rifarmi alla donna innamorata che mai avrebbe permessoche lui mi parlasse ed usasse cos, perch quella donna lho talmenteseppellita ed uccisa per far posto solo alla mamma di Alex, che ormai non somanco dove sia. E la donna che non sa che prova per Ilai, ancoramaledettamente debole, perch brandisca quel sentimento nebuloso come una spadaed un bastone ed un sostegno. C solo la madre di Alex, adesso, e quella,senza suo figlio, basta un alito di vento per spezzarla e portarsela via.

La mia voce, pigolante, gracchiante, terribilmentesomigliante al peggiore dei miei peggiori incubi, squittisce, mentre cerco afatica di alzarmi in piedi: I-io io te lo stavo dicendo poco fa, ricordi tiho detto che ti dovevo p-parlare. Sono parole nate deformi, nate gihandicappate, quando escono dalle mie labbra, e suonano come suonerebbero deglisgraziati fracassi prodotti da utensili inutili. E difatti Draco, lo sguardocieco di furia, non perde un secondo per interrompermi, contraddicendomi. Lasua voce non come la mia, dura, forte, urlata, come mai stata.

Ilpadre di Alex e Draco Malfoy non hanno quasi nulla in comune. Stessa cosa perla madre di Alex ed Hermione Granger.

Forsenon torneremo mai noi stessi.

Chiudo gli occhi inconsciamente, mentre Draco miurla addosso: Quando, eh? Quando? Dieci minuti fa? Sei qui tra ventiquattrostramaledette ore ed abbiamo parlato di tutto, DI TUTTO, tranne che di questomi sono dovuto sentire per ore le menate su te e Radcenko, Weasley, Thomas ochi cavolo ti fai al momento! E non ti passato per la testa di dirmi che ilfiglio di cui parlassi, era anche mio?! Dovevi dirmelo appena entrata! Edinvece no, si ferma, prende fiato, si massaggia stanco la tempia e riprende,la voce pi malevola: E stata tutta elusione continua, ci hai girato attorno,ecco che cosa cazzo mi stavi tenendo nascosto, ecco che cosa evitava di direSeth, Pansy hai costretto anche a loro a mentirmi!.

Non dire sciocchezze! qualcosa di me stessarispunta fuori, come un raggio di sole nellabisso nero delloceano, ma ancora poco, ancora poco, ancora gracchia insopportabilmente la mia voce Sapevanoche era una scelta mia, che ero io che dovevo.

Fare, cosa? Eh? Cosa?! Dirmelo quando tiaggradava, dirmi che mio figlio in pericolo e io non so nemmeno di averceloun figlio?! senza controllo, senza freno, mi interrompe ancora e so che haragione, so che avr sempre ragione T-tu mi hai guardato negli occhi, haidetto di essere sincera e non mi hai detto tutto questo?! Tu dovevi tornare dame cinque anni fa, appena hai scoperto di aspettare il mio di figlio!. Siavvicina minaccioso a me, il volto trasfigurato dallira che sembra la mascheracattiva di un demone da teatro, colma di rosso e nero e di lineamentiluciferini, rabbrividisco e gemo, come se temessi ed aspettassi il colpofatale. Ma lui mi afferra per le spalle, mi scuote violentemente, la febbre mifa sentire tutto triplicato e mi fa a pezzi il cuore, sbriciolandolo del tutto.Grida a muso duro, ad un bacio dal mio volto: Nessuno ti dava il diritto discegliere per il mio di figlio!.

quella improvvisa vicinanza che quasi mi sveglia,mi tramortisce, mi acceca: pensare che, quando due persone sono cos vicine,quando si sono amate, si colma il sangue del desiderio di un bacio. Lo scoproancora nel fondo di me stessa, simile ad una piccola fiammella rosata che maisar spenta, nemmeno da questa conversazione. come afferrare il filo eprocedere a ritroso fuori da un labirinto, recuperando ad ogni passo edostacolo superato, una parte di me stessa, di lui e di quelli che siamo statiassieme. Recupero ricordi e forza dimprovviso, tanto per persino la febbre misembra sopportabile, diventa una carezza fresca. Io ho cresciuto mio figlio,nostro figlio, nellamore: quello che ho dato a lui, quello che lui ha dato ame, quello che gli ho sempre detto che lha forgiato. Dentro di me, per mesi,hanno battuto due cuori, come se davvero si volesse triplicare e moltiplicarelamore. Il mio un cuore piccolo, rugoso, colmo di imperfezioni e rughe. Ilcuore di mio figlio era ed , dentro di me, luminoso, chiaro, circondato daunaura di fiducia smisurata nel mondo e nella vita, da unallegria scanzonata,da una sorridente vivacit. Ora, adesso, lo sento ancora nel ventre quelbattito lontano. Ed esso mi riporta sulla retta via, come lago di una bussola:lamore che ispira anche solo il ricordo di un bacio, nutrendosi di unostilevicinanza lamore che fa battere due cuori nello stesso corpo fallace di unadonna lo stesso amore che ha messo al mondo quel figlio, che Draco adessorivendica come suo. Lamore non sbaglia mai. Furia e fuoco nelle ossa, ammettocon me stessa di aver potuto sbagliare come amante, come moglie finta, comedonna imperfetta ma non come mamma. Ho strattonato ogni parte di me stessa peressere la migliore delle madri, ed il migliore surrogato di un padre.

Posso accettare il rimprovero alla mia me stessainnamorata, quella che tiranneggia questuomo, quella che non perdona che siastato con unaltra, quella che nutre sentimenti confusi per Ilai, quella chenon mai sicura e che odia ed ama assieme, e posso condannarla per averprevalso quando sono entrata qui dentro, e per avermi tappato la bocca nelparlare con Draco se lui mi rimprovera di non avergli detto di Alex appenasono entrata, ha ragione. E ne avr sempre. Non avr mai sufficienti scuse ariguardo. Ma non pu nemmeno osare fiatare su questi cinque anni. Una solaimperfezione non cancella quella che sono stata per cinque anni: non cancellache un minuscolo frammento di merito nel modo in cui sia venuto su mio figlio,sia anche mio. Non cancella che mio figlio sia cresciuto sereno e felice, perquanto era possibile, sebbene sostanzialmente prigioniero. Non cancella che io,adesso, sempre farei qualsiasi cosa, anche morire, anche uccidere, ancherinunciare a lui, per averlo in salvo.

La colpa dellamante, non cancella le scelte dellamadre.

Nemmeno se provasse a cancellarle il padre di miofiglio. Specie se mi rimprovera di non essere tornata cinque anni fa.

Finalmente la mia spina dorsale torna dritta,raddrizzo la schiena, le guance si asciugano e il coraggio risorge, mostruoso eterribile. Lui mi guarda sbattendo le palpebre, in questo infinito gioco diparti di teatro sembra Draco per un attimo, e non pi Malfoy, gli occhi sonomeno neri, e pi grigi, meno grigi e pi azzurri. Mi divincolo dalla sua presa sulle mie spalle,lo guardo socchiudendo gli occhi ed urlo a mia volta, la voce adesso finalmentesomigliante alla mia: Mi hai sentito almeno quando ho parlato, prima?! Haicapito che cosa diamine mi successo?!, glielo chiedo davvero come se davveronon avesse capito, e lui davvero per un attimo sgrana gli occhi, ci sono tantedimensioni del non dire e del solo sentire tra me e lui, che autenticostupore che si mescola allira nei suoi occhi. Questo rende la mia voce pibassa mentre proseguo, ma non meno amara, confondendosi con un accennoindistinto di pianto: Scusami tanto se mentre ero imprigionata nel castello diDimitri, non ti ho potuto immediatamente chiamare per appendere il fioccoazzurro dietro la porta lho scoperto nella peggiore delle maniere, buttata inuna cella polverosa, con un ragazzo che avevo condannato allimmobilit accantoe con il pensiero di dover partorire l e se ben ricordo, non credo nemmenoche avessimo propriamente programmato la cosa, lo sguardo di Draco si tingedi qualcosa di caldo e tiepido, che per fa scomparire immediatamente sotto lepalpebre, mentre mi affanno a continuare: E scusami se i primi tre mesi dellamia gravidanza fossi in coma, in Italia, non propriamente in grado di prenderetelefono e carta da lettera e scrivere ad una persona che, peraltro, erascomparsa per tutti!. Abbasso il viso, frenando il rigurgito da innamoratache lo accuserebbe ancora di essere andato a letto con Raissa quando io ero incoma ed incinta, poi, quando sono certa di stare ferma con le parole sgradite,continuo a voce ferma: E scusami ancora se ho pensato prima di tutto ad Alex,lasciando che crescesse in Italia, fino a quando non sapessimo che fosse alsicuro e nonostante tutto vedi come andata, devo ancora distogliere losguardo per impedirmi di piangere, aggiungendo casuale: Astoria voleva per sil figlio di un Malfoy, era assurdamente convinta che tu lavresti volutaindietro se ti avesse fatto credere di aver partorito lei Alex credi che iopotessi tornare con questo pensiero? Credi che lavrei messo in pericolo per,cosa, poi? Non avevo nessuna certezza, nessuna garanzia che tu, le parole sisfaldano e vengono seguite da un silenzio pesante che odio, perch colmo diogni sciocca speranza lercia che avevo di mettere su una vera famiglia, quandolavessi trovato. Lo rompo questo silenzio odioso, tornando a guardarlo egridando a pugni chiusi: Ho pensato solo a proteggere mio figlio!.

Draco, quando mi volto, ha un singulto deciso negliocchi chiari che non intendo appieno e non intendo subito: per un attimo sembrarammarico, rimorso, e sono sensazioni tutto sommato dolci, retaggio restio diun amore che forse ancora prova per me. Ma anche in lui, lamante ha vita dafarfalla: dura un battito dali e muore. Il padre pi forte. Serra lamascella, acquisendo altre cose che gli avevo omesso come la minacciacostituita da Astoria, ma evita ulteriori recriminazioni. Il torto di nonavergli detto di Alex assorbe tutto, tanto lo ritiene grave. Infatti si limitaa guardarmi con ferocia, masticando: Hai pensato, nella tua contorta ediscutibile maniera, a proteggere nostro figlio smettila immediatamentecon questa smania di possesso.

La rabbia scaccia la diplomazia ed il tatto, ed improvvisamenteesplodo, senza il bench minimo controllo, ringraziando che Alex non sia quiadesso, ringraziando che posso urlare contro questuomo che di mio figlio hasolo sangue ed occhi, ma nulla del suo cuore, della sua gentilezza, di quelbattito regolare che mi batte nel ventre. Lascio che il fiume di parole midreni e mi lasci esanime, ma che mi impedisca di implodere in me stessa: Smaniadi possesso?! Ma ti senti?! Sei padre da quanto, cinque minuti, e gi ti vuoiimmischiare in quella che la sua vita, le mie scelte, le mie decisioni?! Iolho cresciuto, io gli ho insegnato a camminare, a parlare, a leggere io hofatto di tutto perch non soffrisse, perch sapesse di avere un padre che nonpoteva stare con lui perch non ti odiasse, ma anzi chiedesse di te, tivolesse bene, ti cercasse, ogni parola che mi ero arenata dentro, ogni mezzaverit che avevo prima scioccamente taciuto, adesso, diventa piena, completa,assoluta, mentre ancora piango sotto il suo sguardo indecifrabile: Ho avutoRon vicino per cinque anni, e potevo anche non tornare mai pi eppure mai hopermesso che pensasse a lui come padre, perch eri tu suo padre, sei tu suopadre non permetterti di giudicare le mie scelte, le mie decisioni, riguardo aMIO figlio, non te lo permetto! Specie tu che. Ancora mi devo trattenere pernon vomitare fuori quello che penso, per lasciare ancora fuori lui e Raissa, mastavolta purtroppo lui se ne accorge e mi ingiunge duramente, fronteggiandomi: Ioche? Io che? Dai finisci, finisci io che mi sbattevo Raissa?! Io che mi sonofatto per cinque anni quella che lha rapito? Questo stai dicendo, questo?! Edai, sputalo fuori, aggiungiamoci altro schifo a sto calderone che siamodiventati io e te perch questo siamo diventati io e te uno schifo! Quelloche adesso tu hai magicamente reso me e tutto quello che siamo stati.

Io?! sbotto sconvolta, guardandolo ad occhisbarrati, mentre Draco, come se di nuovo la rabbia minacciasse di sopraffarlo etentasse un rimedio qualunque, inizia a camminare nervosamente per la stanza,avanzando tra frammenti di vetro e cocci vari, non guardandomi pi in faccia: Tu,s, tu tu ci hai reso questo schifo. Tu con queste tue scelte ma ilbello che io non sono migliore di te. Io ho scelto in questi anni, hofatto una scelta per salvare mia figlia, per tenermi Serenity ho tenuto quiRaissa, per salvare mia figlia e cos ho condannato Alex, perch se avessibuttato per strada quella dannata stronza, tutto questo non sarebbe successo,si accascia stancamente su una poltrona, dimprovviso spossato, vecchissimo, lemani tra i capelli, la voce un rantolo scomposto: Io avevo un figlio, e non losapevo. Un figlio, dannazione, un Malfoy. Solleva lo sguardo verso di me, ed inespressivo, immobile, sembra che stia parlando di un articolo di giornalesciocco, ma invece mi fa la peggiore delle confidenze, come se la sputassefuori biecamente. Gi so che non lo dir mai pi, gi so che lo negher sempre,gi so che questo momento io me lo dovr cancellare, lo so dai suoi occhispenti, come se li avessero cavati da unaltra persona ed attaccati sulla suafaccia. Sussurra piano, assurdamente sincero: Io, Serenity la amo con tutto mestesso mia figlia. Ma non hai pensato che sia un dolore continuo per meguardarla? Non hai pensato che la prova continua che Helena ed Amos sonomorti per colpa mia? Non ci hai mai pensato che Serenity la prova continuache lei che Helena non ha mai davvero scelto me? Non fa male questo dopoanni non fa quasi pi male. come un fastidio, ecco, che nessun bene che proviper quella bambina canceller mai, perch questo sono, Granger, sono abietto edegoista, e quando sono altruista, non lo sar mai del tuttonon ci hai pensatomai, vero? Ovvio, non sia mai che tu ci pensi, ride tra s e s in modoamaro, si scompiglia i capelli, chiude gli occhi prima che ci distingua unapagliuzza di lacrime al loro interno Ma Alex sarebbe stato mio figlio, senzaalcuna remora, ricordo, rancore. Con il mio cognome, con la mia storia addosso,con il mio sangue mi avrebbe pulito, purificato, asciugato dalle mie colpeavrei amato meglio Serenity attraverso di lui, perch avrei capito che potevoessere padre senza fare da surrogato ad uno che ho tradito. Non so quando hoiniziato a piangere, non so quando sia accaduto, me ne accorgo solo quandoDraco si alza in piedi, recupera il suo viso normale, quello stravoltodallira, e mi si para davanti di nuovo, ormai lontano dalla sua confessione:Adesso me ne rendo conto, dannazione, sempre stato cos maledettamenteovvio laltra sera, quando mi hai visto ti ho ricordato lui, non cos? Misomiglia pure, non cos?.

Esplode la mia voce in singhiozzi, destinata adavere nella vita un solo paio di occhi tempesta alla volta : E tuo figlio ovvio che ti somigli.

Draco come se implodesse ed esplodesse assieme,poi i pezzi si rinsaldano in una forma confusa che ha almeno il pregio ditenerlo assieme. Respira profondamente un paio di volte, chiude gli occhi ed come se si trattenesse ancora dal piangere, dallurlare, dal farmi del male,dal fare qualcosa di stupido. Nel suo viso passa una considerazione nuova, unlampo di luce, lo seguo ancora singhiozzando. Poi la sua voce torna calma,stentorea, tranquilla e chi conosce Draco Malfoy sa che si dovrebbe solofuggire a questo punto: E quindi mi ami e mi odi, vero? Radcenko non centraun cazzo questo che odi di me, vero? E questo che non sopporti? Che abbiacondannato nostro figlio. Questo ti fa schifo, vero? Benvenuta nel mio mondo,benvenuta nello schifo che mi hai riversato addosso perch diamine sei venutaa cercarmi?, non lo so, oggi me lo sto chiedendo anche io lItalia potevadurare per sempre, diceva Harry. Perch davvero non durata per sempre? Perchnon sono rimasta l, con Ron come marito, Alex accanto e lui incastonato nelcuore, al punto che nessuno me lavrebbe portato via? Io non potr maiperdonarti. Mai. Perch tu mi hai fatto scegliere chi dovevo condannare tra inostri figli. E questo non lo potr mai perdonare a me stesso. Se anche losalvassimo, se anche ce la facessimo io non potr mai perdonarti n perdonareme stesso, lo schifo, eccolo qui, lo schifo. Avevi ragione, lhai sempreavuta: ci siamo fatti a pezzi in tanti di quei modi, in tante di quelle vite edUniversi che ormai sembrava labitudine. Ed invece questa far pi male, perchnon c niente che ci riporti a posto, nulla, ed anche di quel legame che ciunisce, nostro figlio noi lo faremo a pezzi. Pansy aveva ragione, tuttiavevano ragione, io stessa anni fa avevo ragione. I o non sono mai pentitodi niente. Di niente, quando si trattava di te, Dio santo, che sei sempre statacos perfetta, cos meravigliosa, che persino ora, persino adesso persino pocofa ti ho detto che era finita, ti ho detto che doveva andare cos ma eroconvinto, certo, sicuro che in fondo ce lavremmo fatta, una parte di me lhasempre pensato e se fossi entrata qui dentro, un giorno qualunque, un giornoqualsiasi, un giorno pure che avessi avuto moglie, figli, cane e casa di propriet,e mi avessi detto che volevi stare con me io avrei mandato sempre e tutto afanculo, pur di averti anche altri cinque secondi, fossi pure entrata quandoavessi avuto novantanni e dieci giorni da vivere davanti la cosa pibella, la cosa pi bella dimmela daccapo, dimmela sempre, dimmela per sempreperch non me lhai detto subito? Perch me lo dici adesso? Subito, avrebbefatto ogni differenza, subito ti sarei volata tra le braccia, legittimata astrapparti da ogni vita che non fosse la nostra. Ed adesso, invece, tu me lodici solo per ferirmi, me lo dici solo perch io sappia che cosa ho fatto, checosa ho distrutto, che cosa ho ucciso, cos mi odi e ti odi per sempre D aquando ho scelto di amarti, perch s, io ho scelto di amarti mai, mi sonopentito di niente. Ed adesso, come ho scelto di amarti, io scelgo di odiartisia maledetto il giorno in cui sei entrata al Petite peste, sia maledettaHelena che ti ha portato da me, sia maledetto tutto quello che stato tra me ete e non hai idea dello schifo enorme, immenso che provo a pensare di avereun figlio con te , questa la fine, lautentica fine: annunciata, temuta,stroncata, mangiucchiata, ricacciata, assaporata, e poi ancora rinnegata,seviziata, violentata, aspettata, accettata, abbracciata, baciata. Eccola lafine, qui in questa frase, in questo momento, in questi occhi estranei, inquesto che stai per dire, nella cattiveria che ci metterai, nel freno molle cheera amore ed morto, nellira che sgorgher in me, nella minaccia che farai,nel singhiozzo che risponder, nelle dita che tremeranno, nelle labbra che sigraffieranno. Eccola la fine: come un cerchio che si chiude, e di cui linizio lontano. Ne vedo ancora linizio, ma forse per poco, forse ancora unattimo prima che vibri il colpo fatale, la cosa peggiore che tu possa dirmi eche mi pieghi del tutto, quella che io ormai veda come imperdonabile. Linizioche una saracinesca con una bambina sorridente. O forse una richiesta discuse affrettata dentro la tenda di pronto soccorso. O forse lo sfrecciare diun treno rosso, mentre ho undici anni. O forse non c mai stato inizio solofine, tante di quelle fini, incanalate una dietro allaltra a separarci.

Era pifacile stare divisi, odiarci che amarci.

Ecco cheoggi diventa pi facile: forse far bene ad entrambi, amore mio. Gli inizi,ogni inizio ha fatto cos male, che ce lo siamo cuciti addosso per nonperderlo di vista.

Questafine, questo gridare scivola come olio sullacqua.

Facile.

Le parole che ci scambiamo a questo punto, dopoquesto interminabile secondo, sono cattive, dure, fanno schifo. Non sono mie.Non sono sue.

ma mio figlio un Malfoy e io lo riporterindietro stata solamente colpa tua non hai protetto nostro figlio, e lapagherai anche per questo dovevi tornare da me cinque anni fa e ce lavremmofatta, lavremmo salvato la vera sciagura di Alex avere te come madre e mecome padre, labbiamo condannato entrambi ma rimedier, a costo di andarmeneallaltro mondo.

Io non ho condannato mio figlio! Non lho fatto! Ecosa credi, che me ne star qui ad aspettare che tu distrugga la vita di miofiglio?!.

Invece s, te ne starai proprio qui! E quando questastoria sar finita, quando lavr salvato mio figlio verr qui, da me e te lopotrai sognare di rivederlo per almeno altri cinque anni.

CHE COSA?! Non puoi togliermi Alex!.

Posso e lo far credi che mettere al mondo un Malfoysia una cosa normale?! Sar pure un Mezzosangue, ma lultimo di una casatanobile e la madre non conta niente, non conta nulla sar mia decisione quandoe come farti rivedere mio figlio io non ho visto mia madre per due anni emezzo da bambino e si sopravvive benissimo.

Non puoi farmi questo.

Mi ci hai costretto tu tu dovevi tornare da mecinque anni fa.

Queste parole non sono nostre.

Ma non sono nostre nemmeno le parole che, dopo unoscoppio di tuono, ci fanno tacere.

Sono le parole della sola persona che ci potrebbesalvare, quella che mi ha salvato sempre.

Sono le parole di Helder, spuntata nel soggiorno,dopo aver fatto saltare la porta.

ma le sue parole non sono parole di salvezza.

Ed ecco come muore lunica speranza di salvareAlex.

Sono parole di fine .