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The ballad of silver linings part 1

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The ballad of silver linings part 1

Draco e d Hermione sono riusciti a fuggire dalla trappolatesa da Astoria, alias Summer Layton , che si alleata con Pucey e Montague, gli assassini di sua sorella Helena, peruccidere entrambi dopo aver compreso il legame che unisce i due. Hermione,ancora parzialmente sotto il controllo dello Zahir che Astoria, con linganno, le ha fatto creare, senza voce e sotto il pesanterischio di essere nuovamente controllata dalla Greengrass ,che vuole che uccida Draco. Questultimo lha portata a casa di Pansy Parkinson,per proteggerla, prima di recarsi in un luogo sconosciuto, senza riuscire aparlare con Hermione e senza sapere che la ragazza innamorata di lui e cheleffetto dello Zahir parzialmente sopito. Dracoper aiutare Hermione a tornare s stessa, ha convocato una sua vecchiaconoscenza, la figlia di Igor Karkaroff, Raissa, che le ha detto che lunicomodo per tornare libera, sarebbe concentrarsi sullamore che Draco nutre perlei. E per farlo, le mostra i ricordi che Draco ha su di lei, conservati da Blaise Zabini per farli vedere aSerenity, qualora fosse accaduto qualcosa a Draco stesso. Ma, mentre Hermionesta rivivendo i ricordi di Draco, essi sembrano scomparire nel nulla. Al suorisveglio, Hermione apprende che cosa Draco sta facendo: si rivolto ad undemone, Adamar, per ottenere i poteri necessari per difendere Hermione eSerenity da Astoria. Il prezzo per tale demone sono i suoi ricordi di Hermionestessa, la cosa pi preziosa che ha, per questo essi sono scomparsi. Se Dracofallisse la prova oppure decidesse di ritirarsi dalla stessa, Adamar glirestituirebbe i suoi ricordi. Ad Hermione, non resta che aspettare che Dracoritorni. Insidiata da Dimitri il fratello di Raissa ed oramai vicina a perderele speranze, una sera di pioggia, Hermione distingue unombra nel vialettodingresso della casa di Pansy. Draco che misteriosamente riuscito atornare. I due finalmente si riuniscono e passano la notte assieme. Trascorronodieci giorni assieme di perfetta felicit: decidono di contattare Harry perrivelargli la loro situazione, ma il Ministro ignaro che Astoria abbia unaspia nella sua cerchia pi fidata. Nonostante i tentativi di Blaise e Draco, la spia non viene individuata e, quindi,sono costretti ad usare Daphne Greengrass e una suapassata relazione con il Ministro, per contattare Harry, in modo che non losappia nessuno. Daphne verr avvicinata da Pansy, la sera del suo compleanno,quando d una festa a casa sua. Nella stessa occasione, Draco chiede adHermione di sposarlo: la ragazza, raggiante, sta per accettare, ma vedendolanello con cui Draco la chiede in moglie, che lo stesso anello di Helena,crolla e decide di prendersi del tempo per pensare, dilaniata dal dubbio cheDraco non la ami quanto abbia amato Helena stessa. I due si lascianomomentaneamente, ed Hermione esce nel giardino della villa. Intanto nel futuro,dopo cinque anni, Hermione tornata a casa di Pansy Parkinson assieme a Seth ea suo figlio Alex. Pansy, che adesso sposata con Dean, per, non sa doveDraco sia.Dean, per, le rivela che Draco, cinque anni prima, andatovia da l con Raissa Karkaroff, la sorella di Dimitri. Hermione, sempre pivicina a perdere le speranze, ricordando gli eventi degli anni passati, ripeteche la sera del compleanno di Pansy stata lultima sera in cui ha vistoDraco. Quella sera, infatti, Hermione venne rapita da Dimitri Karkaroff che siera alleato con Astoria, Pucey e Montague, proprioper separarla da Draco e farne la sua regina. La crudelt e la determinazionedi Dimitri a fare sua Hermione, si spingono al punto di catturare anche Hayden,lamico babbano che Hermione frequentava precedentemente, ferendolo gravementee rendendolo incapace per sempre di camminare. Nella sua prigionia nel castellodi Dimitri, per, Hermione apprende di essere incinta di Draco, cosa che spingeAstoria, sterile e desiderosa di fare suo lultimo erede dei Malfoy, cosa chesicuramente le garantirebbe la possibilit di riavere Draco, a prendere tempocon Dimitri e ad ingiungergli di non toccare Hermione nel tempo dellagravidanza. La ragazza, per, dopo dieci giorni, viene liberata dalla prigioniada Helder, la sua amica Empatica, Harry e Ron, ma durante la fuga, batteviolentemente la testa, restando in coma per tre mesi. Al suo risveglio, sitrova in Italia, dove gli amici la tengono nascosta, fingendo persino unmatrimonio con Ron, fino a quando Hermione apprende della morte di Dimitri edAstoria, potendo tornare in Inghilterra con suo figlio per cercare Draco. Unatraccia per trovare Raissa risiede inaspettatamente in un incontro che Draco,incalzato da Adamar durante la sua prova, aveva fatto nellaldil: una donna dinome Tatia Krasova gliaveva chiesto di riferire ad Hermione il suo nome in modo che si ricordasse dilei. Hermione, per, non la conosce. Cinque anni dopo, tuttavia, Hermione,Dean, Pansy e Seth scoprono che Tatia Krasova era una profetessa, il cui nome era stato celato enascosto da Raissa, strappando la pagina di un libro, testimoniando quindi unprobabile contatto tra le due. Tatia non voleva cheHermione si ricordasse di lei cinque anni prima, ma in quel momento, allascoperta del gesto di Raissa. Hermione riesce a scoprire dellultima dimora di Tatia Krasova : era in Finlandiadove era sposata con un uomo di nome Ilai Radcenko. A casa di Tatia , Hermione trova una lettera destinata a lei dallaragazza e scritta ben dieci anni prima e dove lei le dice tutto quello che le accaduto, rivelandole anche che Raissa sente ancora Ilai di cui innamorata. Tatia era unamica dinfanzia di Dimitri e Raissa, sebbenefosse pi piccola di loro, i tre erano cresciuti assieme come fratelli. Tatia da sempre dotata di un fortissimo potenziale magico,aveva da sempre attratto lindole scientificamente curiosa dei fratelliKarkaroff, specialmente di Dimitri, che ne era ossessionato molto pi cheinnamorato. Quando per Tatia ed Ilai si eranoinnamorati, Raissa aveva finito per uccidere casualmente Tatia e Dimitri le aveva fatto promettere di aiutarlo a fare sua una donna chesuscitasse in lui lo stesso interesse che gli aveva provocato Tatia , altrimenti avrebbe rivelato ad Ilai il nomedellomicida della moglie. Hermione quindi, conosciuta la verit, ritorna inInghilterra con Ilai, Dean, Seth e Pansy, ma giunta a casa di Draco, scopre unacosa straziante: Serenity chiama Raissa mamma. Interrogando con il Veritaserumla bambina, scopre che Draco sta addirittura per sposare Raissa stessa;distrutta, Hermione decide di andarsene senza incontrare Draco e di partire perla Finlandia con Ilai, a cui la lega una complicit sempre pi stretta. Ma,alla festa di paese dove andata con suo figlio e i suoi amici prima dipartire, qualcuno dal palco chiama il vincitore del secondo premio di unalotteria. Viene annunciato a gran voce il nome di Serenity, facendo presagireche la bambina non sia ovviamente da sola. Ma lattesa di Hermione si rivelavana: Serenity non con Draco, ma con Raissa che, pazza di gelosia nellaverintuito un legame tra Ilai ed Hermione, usa un Incantesimo per far comparireDimitri, mai morto e sempre pi ossessionato da Hermione. Le ordina di uccidereDraco ed Ilai e lega Alex a s stesso, di modo che qualsiasi cosa gli succeda,accada al bambino: Hermione ha solo tre giorni per impedire che lassimilazionediventi definitiva e che Dimitri non si suicidi, trascinandosi dietro anche ilfiglio. Tornata a casa di Draco, Hermione distrutta ricambia il bacio di Ilai,poco prima che Draco ricompaia nella sua vita. Lincontro tra i due non idilliaco. Entrambi si sentono traditi luno dallaltra, in virt dei legamiintanto sorti tra Hermione ed Ilai, e tra Draco e Raissa. Le cose peggiorano,quando in modo rocambolesco e a causa dellintervento dei Karkaroff, Dracoscopre prima che Hermione gliene possa fare parola, che Alex anche suofiglio. La scoperta lo distrugge emotivamente e psicologicamente, minando forseper sempre la fiducia nei confronti di Hermione. Il clima diventa ancora picomplicato e ingestibile, quando Draco ed Hermione apprendono dallEmpaticaHelder di essere finiti nellocchio del ciclone di una guerra millenaria tra ildemone Adamar e gli Empatici. Non potranno sconfiggere i Karkaroff eriprendersi il loro figlio, se non supereranno una prova imposta dal demone chetester il sentimento che li unisce. Il loro amore, difatti, cinque anni prima,assieme alla creazione e distruzione dello Zahir e alritiro dalla prova di Adamar a cui si era sottoposto Draco, ha scatenato unaserie di eventi che li designa come unici possibili vincitori nei confronti deldemone: solo loro possono invocare la Solutio damnationis , lo scioglimento della dannazione, ossia ladistruzione di ogni potere concesso da Adamar nonch della sua stessaesistenza. La prova per complicata, difficile, dura, e Draco ed Hermionedisperano di potercela fare, visto come si deteriorato il loro rapporto. La Solutio damnationis perlunico modo per sconfiggere Adamar, e liberarsi del potere dellonniscienzadei Karkaroff, in modo da eliminarli. Nel piano di Helder, trovano posto tuttii loro amici, riuniti per salvare il piccolo Alex Malfoy. La prova potrebbeavere conseguenze mortali per il pianeta, oltre che per loro due e per IlaiRadcenko, che deve fingersi morto con un complicato meccanismo biologico edempatico, per ingannare i Karkaroff. Nonostante tutto, sebbene siano certi dinon potercela fare e rassicurati sul destino dei loro figli qualora la provavada male, Draco ed Hermione accettano di sottoporsi alla Solutio damnationis .

Capitolo 43 The ballad of silver linings part 1

Questo potrebbe essere lultimo tramonto che vedo.

Un pensierodel genere potrebbe uccidere prima ancora che lo faccia qualcosaltro. Lo so. la prima regola della sopravvivenza: non trastullarti in dettagli romantici emelensi su quello che stai perdendo, o potresti perdere sul serio tutto.Affrontare la morte non richiede paura se non nella dose necessaria a diventare coraggio .

E c unpunto di equilibrio, un punto morbido e nascosto, dove si deve restareassolutamente immoti e fermi per poterne trarre forza. il punto dove hai unpiede nella rievocazione nostalgica di ci che stai lasciando alle spalle e chenon puoi mai dimenticare, altrimenti diventeresti incosciente ed affronterestiil pericolo senza la necessaria premeditazione; ed un piede invece nel distaccocinico, nella dimenticanza di ci che ti circonda, e dove ne trai freddezza espavalderia. Devi salutare il mondo, come se fossi gi fiero e soddisfatto dici che ti ha dato.

Come se questo fosse davvero possibile.

Quandodiventai Auror mi dissero che, se non riuscivo atrovare quel benedetto punto di equilibrio, lisolamento sarebbe stata la cosamigliore. Stando soli, difficilmente i sentimenti di rimpianto e ricordofiltrano in modo cos mortificante da farti mancare la forza. La gelidadeterminazione che, invece, trai dalla solitudine, non pu essere scalfitafacilmente.

E cos io,schiacciata, piegata e sconfitta dal turbinio di una vita ancora giovane edirrisolta a cui devo rassegnarmi a dire un ben probabile addio, mi sonoarrampicata sul tetto per restare da sola, per recuperare lucidit e logica,per infondermi una forza benigna che ancora non provo al pensiero di affrontareAdamar e, realisticamente, non tornarne viva.

Ad occhichiusi, seduta sulle tegole del tetto, le ginocchia abbracciate al petto, ho potutoignorare per ben unora le volute argentee dei fumi dei vari Patronus che salivano in cielo, mentre la gente nelgiardino, corsa ad aiutarci in questa missione suicida, si esercitavanellincanto che dovrebbe tenere a freno il potere negativo di Adamar.

Le vocierano anchesse facili da ignorare: si trattava di squillanti saluti e motirepressi a stento di ilarit, frutto di incontri che probabilmente nonavvenivano da anni. Io stessa ho rivisto persone che, davvero, non credevo cheancora si ricordassero di me e ci tenessero alla mia persona. Seamus, Cal, Neville, Luna, i fratelli Weasley, ma anche HannahAbbott, Cho Chang, Penelope Light, Terry Steeval . Ognuno mi ha accolto con gioia esollievo, dichiarandosi felice di mettersi a mia completa disposizione persalvare mio figlio.

Nessuno diloro sa di preciso che cosa stia accadendo, Helder dice che meglio che laquestione della Solutio damnationis resti solo nostra, affinch nulla trapeli troppo e giunga eventualmente adAdamar: per questo, lei stessa controlla scrupolosamente la gente che entra incasa e che Ginny continua ad arruolare, verificando che non siano anchessepersone controllate da Adamar.

I miei excompagni ed amici sanno quindi di dover lottare contro un nemico, di cui nonpossono sapere molto per motivi di sicurezza: ma non se ne dolgono granch. Cben altro di cui poter conversare, appestando laria di brusii e motti disorpresa. In poche parole e qualche rapida occhiata, buona parte del mondomagico, avvezza da anni ormai allignoranza e alla dimenticanza su di me eDraco Malfoy, ha scoperto che non solo lui vivo, ma ha avuto una relazione adir poco improbabile con la sottoscritta e da cui nato un bambino di nomeAlex.

E questobasterebbe a metterci sulle copertine di ogni giornale per mesi.

Che abbia dimeglio a cui pensare adesso, non significa, per, che possa sopportare lelunghe occhiate che mi vengono riservate tra un saluto e laltro, tra unabbraccio e laltro, tra un bacio e laltro, infarciti spesso di commenti mozzicatie risate che contribuiscono a rabbuiarmi: tutto questo, peraltro, devosopportarlo da sola, dato che di Serpeverde tornati ce ne sono davvero pochi,quindi Draco non ha alcuna occasione di doversi intrattenere in civiliconvenevoli. Anzi, si chiuso nella sua camera e preferisce starsene per ifatti suoi, e non posso nemmeno rimproverarlo o ingiungergli di collaborare,dato che, per questa prova di Adamar, non pu esserci alcun genere dipreparazione. Preparazione che, invece, sta affrontando Ilai che, dopo lespiegazioni di Helder, stato prelevato da un paio di Empatici prima ancorache io potessi fare tutte le mie rimostranze al pericoloso piano che loriguarda. A questo si aggiunge la delicata faccenda tra Pansy, Blaise e Dean, che provoca scintille elettrichepercettibili in ogni parte della casa: Seth, Natalie e i bambini vengono quindiusati come comodi parafulmine, per impedire che quei tre restino da soli ascannarsi. Harry, assieme a Ron, ovviamente si sta dando ad una sorta dicontrollo generale di tutto e tutti, cosa che secondo me gli ricordaenormemente le riunioni dellES, riempiendolo di sollievo cauto. E Kevin andato via per organizzare la parte del piano che gli compete.

Ed io,dunque, alla fine ho preso esempio da Malfoy: starmene per i fatti miei era lacosa migliore. Sono apparentemente priva di occupazione, se non quella diimpensierirmi per il mio bambino e angosciarmi saltuariamente per quello cheaccadr se non dovessi farcela. Il tetto, quindi, come sempre, stato per meil ricovero ideale: starmene in pace, sopra tutto e tutti, ad ignorare il contoalla rovescia del mio sangue che scorre verso la fine. Il segnale della fine,in fondo, difficile da ignorare o da dimenticare: lalba, Helder ha dettoche ci muoveremo appena trascorsa questa notte.

Una notte insonne , naturalmente: quindi non chec pericolo che non mi accorga di quando arrivi il momento, dormendo troppo.

Mentre ilsole descriveva la sua curva luminosa nel cielo, richiamato dietro lorizzonte,mi sono ricordata della lezione di autocontrollo del mio maestro ai tempi delcorso per Auror . Ho chiuso gli occhi, cercando diconcentrarmi e di ignorare ogni spinta al rammarico, al terrore o al ricordoche provenisse dalla mia mente e dal mio cuore; ma, dentro di me, qualcosaemergeva sempre pi forte, sempre pi incontrollabile, sempre pi travolgente,finch mi ha aperto gli occhi nella luce del tramonto, rendendo i miei occhispecchi lucidi color rubino.

Mi accorgoche le mie mani mi tremano, che il mio cuore batte pi forte e che il respiroarranca, e capisco che quel punto di equilibrio non lo trover mai.

Perch posso accettare che questo sia il mio ultimogiorno sulla Terra. Posso accettare che ci sia ancora tanto che io voglia faree che non far. Posso accettare di dire addio a tutti. E posso persinoaccettare di non rivedere pi il mio bambino, purch con la mia morte io loliberi e lo salvi, affidandolo a mani amiche che veglino su di lui al postomio.

Ma c una cosa che non riesco ad accettare. Una sola,in cui si perpetua lesistenza stessa del mio fallimento.

Del nostro fallimento.

Lultimo giorno su questa Terra, io lo passo lontanadalluomo che forse non ho mai smesso di amare.

Lo passo, sola, su un tetto a guardare il sole chemuore. Lui lo passa, solo, in una stanza a guardare s stesso che muore.

Non siamo in grado di starci vicini nemmeno adessoche, forse, la fine. E cos facendo, la stiamo davvero scrivendo la nostrafine: perch solo sorreggendoci, solo recuperando lamore che abbiamo, possiamovincere e tornare. Invece, a tutti e due venuto naturale e scontato stare dasoli. Non c pi nulla che ci riporti indietro, luno nellaltra, se nonnostro figlio.

E questo, nella prova contro Adamar, pu significaresoltanto e davvero che ci distrugger.

Vincerebbe un amore puro, disinteressato, sgombro,pulito, senza dubbi, remore o rammarichi.

Forse noi non labbiamo mai provato. E questo sardavvero lultimo tramonto che vedo.

Respiro a lungo, mentre il sole scompare dietro gli alberi, tingendo ilcielo di arancio, verde ed indaco. La luna gi spuntata sulla linea bassadellorizzonte, ha una luce smunta e triste e il suo ultimo spicchio ovviamente ancora mancante, determinando la sopravvivenza di Alex, la cuiassimilazione con Dimitri non ancora completa. Una sola fase, e la luna sarpiena quando io sar chiss dove e chiss in che condizioni.

Stanca, mi distendo supina, le braccia incrociate sotto la nuca, ilcielo che fiorisce di stelle. Nel petto che agghiaccia, sento la sensazione chemi sto davvero distaccando da tutto, persino da Draco, persino da Alex e forseva bene cos. Non ho bisogno di altre domande irrisolte, non ho bisogno diportarmi dietro quesiti che non scioglier mai. In fondo va bene cos.

Va bene anche trovare lequilibrio nellindifferenza verso tutto,ormai.

Chiudo gli occhi, pronta persino ad addormentarmi perch ormai non mipreoccupa pi nulla, quando alle mie spalle sento un rumore quieto, gentile,preoccupato. Per un attimo, una sciocca speranza tremula si accende nel fondodi me stessa, poi sparisce fulminea, sedata dalla scarica ghiacciata della miacalma apparente.

Sapevo che eri qui.

Mi tiro bruscamente a sedere, dando comunque le spalle alla voce che miha appena chiamato. La riconosco naturalmente, cosa che mi fa drizzare laschiena come se fossi in punizione, prima che le mie mani si artiglino ad unategola, come se temessi di ruzzolare gi. Il vento spira un odore buono di mareche un ulteriore calcio subdolo agli stinchi: soffia ricordi vecchi eppurenon lontanissimi nel tempo, che stringono il cuore e mangiano il fiato.Annuisco solo con il capo, leco della voce di Ron nella mia testa che echeggiaancora come dentro una chiesa deserta. una voce conosciuta, come quella di unpadre o di un fratello, una conoscenza ormai quasi amniotica, che mi fapercepire ogni pagliuzza di emozione nelle parole che si lascia sfuggire. Ha untono duro, rancoroso, nervoso, ma sempre stemperato da una dolcezzairrinunciabile e che non riesce a dismettere, come una mania da impazzirci diossessione. un tono che, con me, negli anni ha sempre usato, ha sempre avuto. il tono di quando litigavamo ad Hogwarts, il tono di quando stavamo assieme emi accusava di essere poco elastica, il tono di quando tent di spiegarmiperch mi aveva tradito con Lavanda. Ma, negli anni, in questi cinque anni, haassunto un colore pi scuro che avevo erroneamente associato al fatto che fossecresciuto e si fosse fatto uomo. Poi, con il tempo, nel lampo gelido di una memoriache non volevo saperne di lasciare andare, ho capito che invece era un tonocieco di tristezza che, ormai, aveva sempre parlando con me. Ogni volta che miguardava Ron vedeva Draco. E non riusciva a sopportarlo.

Adesso, ovviamente, dopo averlo lasciato in Italia per tornare qui,quel velo di tristezza si incancrenito, diventando sempre pi pesante edopprimente, sfumando in una rabbia ulteriore che rende la sua voce ancora piterrea e profonda. E, comprendo subito, quel tono suo malgrado dolce e teneronon per me. E per Alex, che da me ha sempre preso anima e cuore.

E Ron, ora che sono pi lucida da ammetterlo, stato la cosa pivicina ad un padre che Alex abbia mai avuto.

E la verit incontrovertibile di quel pensiero, rinnegato fino a qualchesettimana fa, a mandarmi a fuoco il viso e a farmi luccicare gli occhi,rendendomi conto di quanto questo potrebbe essere anche lultimo momentoin cui vedo Ron, ed ho occasione davvero di parlare con lui, da sola. Provandoalmeno a chiedergli scusa, a lasciargli un buon ricordo di me, a ricacciareindietro tutto quello che successo ma soprattutto, e lo capisco solamenteadesso, a dargli la certezza enorme e sconfinata di quanto sia stato importanteaverlo vicino a me e a mio figlio in questi anni. Con la cocciutaggine del mioamore per Draco, ho sporcato laffetto innocente e sincero che cera tra loro,impedendo che diventassero in un modo naturale qualcosa di simile a padre efiglio. Certo, magari non sarebbe stato giusto verso Draco ma sarebbe statopi giusto verso Alex e verso Ron stesso. Lasciarli liberi di essere lorostessi, senza che io mi mettessi continuamente di mezzo con il mio rammarico ericordo. E adesso, sebbene forse sia tardi, sento di dovere questo a Ron, primadi qualsiasi altra cosa.

Mi viene curiosamente da sorridere intenerita, mentre, voltandomi su mestessa, dico piano allombra alle mie spalle: La soffitta a casa nostra eroconvinta che non ti fossi accorto che mi ci rintanavo sempre dentro. Ronsembra esitare, resta per un attimo immobile a guardarmi e gli occhi blu sonospecchi incerti ed affranti. Poi qualcosa sembra convincerlo. Adesso, nellaluce slavata della luna, lo vedo finalmente in viso: stanco, ha gli occhiarrossati di sonno ed i capelli rossi disordinati, il volto pallido e segnatoda profonde occhiaie scure. Eppure ha anche qualcosa di sottile e lievenellespressione da spingermi persino a pensare che, in fondo, stia bene. Nonso perch e non so come, come una sorta di speranza che nemmeno sembrapalesare a s stesso. Un sollievo, quasi, da qualcosa che non so immaginare eche, paradossalmente, sento che nemmeno mi riguarda. Meglio cos, davverospero davvero con tutte le mie forze che possa trovare qualcosa a cuiaggrapparsi, dopo il caos che ho gettato nella sua vita. Si torce le maninervosamente, palesando il suo conflitto interiore, le dita sono sporche delcolore di un pennarello verde e deduco che forse deve aver giocato con ibambini fino ad ora. Forse anzi sicuramente gli manca Alex. Poi fa unrespiro profondo e si siede accanto a me, non sfiorandomi, n guardandomineanche per sbaglio.

Fissa ostinatamente gli occhi di fronte a s, perdendosi nelle chiomescure degli alberi, poi nel mare che luccica di stelle. Ed allora che comese si ricordasse di me e del mio commento di poco prima, sulla soffitta di casanostra in Sicilia. Stringe le spalle ed assume la faccia di uno che hamasticato un limone, ma ugualmente sussurra tenue: Sparivi per ore e non eriin giardino. Dovevi essere in casa. Sapevo che fuori non potevi uscirefacilmente, senza che Helder controllasse che non ci fosse pericolo.Semplicemente credevo che fosse meglio per te restare da sola, quando ne avevivoglia e poi da Hogwarts che cerchi sempre un punto in alto, quando seitriste. La Torre dAstronomia, poi quella specie di verandina al pianosuperiore della signora Sanchez quando vivevamo assieme la soffitta aFavignana e adesso qui.

Quindi credi che io sia triste? mormoro con un filo di voce,guardando il suo profilo contratto. Ancora, non mi guarda in faccia, restaimmobile a fissare gli alberi. Non so precisamente che risposte cerco da lui,forse voglio che qualcuno definisca meglio quello che sento. Perch magaripotessi dire di essere semplicemente triste peccato che io sia svuotata,adesso. Ed peggio.

B, felice non sei sputa fuori Ron con durezza, serrando la mascellaed alzando la voce E questa, adesso, la parte peggiore se tutto questocasino che successo fosse servito a renderti felice, almeno ne sarebbe valsala pena per uno dei due, o almeno per Alex ed invece non sai neanche se.Ron si interrompe, stringe le spalle e tace, improvvisamente a disagio.

Hai ancora paura di parlare a questo punto? replico pi acida diquello che vorrei, forse semplicemente perch ha ragione a definirmi cos,forse perch con la solita poca delicatezza che gli appartiene mi mette difronte allinutilit della scelta di tornare qui. Non so per quale motivo lamia voce si stemperi di nervosismo, ma quasi confortante poterci parlare comeparlavamo un tempo, definendoci intimamente stupidi e continuando a sentircisi,anche se per motivi ormai profondamente diversi da un invito al Ballo del Ceppoo una pila di calzini sporchi abbandonati vicino al letto.

I ricordi dellintera vita che, nonostante tutto, mi legano a Ron, mispingono ad essere ancora pi tristemente ostile, mentre biascico, alzando lavoce di unottava: Domani probabilmente sar morta, Ronald se devi dirmiqualcosa, parla adesso.

Finalmente lui torna a guardarmi, ha il viso di nuovo rosso e gli occhiaccesi di furia. Mi afferra per le spalle, mi scuote e mi dice frettoloso, ilrespiro ansante e veloce: E tutto collegato, Mione! Tutto! Non capisci? Sedomani muori proprio perch non sai se. Ancora si interrompe, mi lasciale spalle come se si fosse accorto dimprovviso di aver osato troppo.

Cosa non so, dannazione?!.

Se lo ami sussurra piano Ron, senza rabbia, senza rancore, solo conun terribile sentore di vuoto lacerante che mi strazia Se ami ancora Malfoytu non lo sai se ami ancora Malfoy. Non lo sai, vero? Dopo cinque anniin cui te lho visto stampato in faccia ogni dannato minuto della nostra vita oggi non lo sai. Ed fantastico, credimi, perfetto a che cosa servito tuttoquesto se non lo dovessi amare pi Hermione? Se domani per questo davverotu non torni pi? . Le sue parole vere, oneste, dannatamente reali smontanola mia rabbia frustrata in un istante, costringendomi a stringermi nelle spallee a distogliere lo sguardo mentre Ron, con ferocia, affonda le mani nei capellirossi e si guarda le scarpe. Biascica solo, con un suono strozzato di gola cheassomiglia ad una risata tetra ed amara: Ed assurdo che te lo dica io,adesso che adesso te lo stia io anche a chiedere dovrei essere solamentefelice di questo. Che forse non lo ami pi, che non sei sicura di te e lui, checome prevedevo ti ha ferito al punto da riportarti, un giorno, arresa edarrendevole da me ed invece non lo sono affatto. Felice non sono affattofelice. Perch tu domani, la sua voce si spezza, si incrina, diventa unpigolio indistinto che mormora: se non lo ami e se lui non ama te tu domaninon ci torni viva. Ed cos che ti voglio ancora. Viva . Cos che tupossa rimpiangermi per sempre, cos che tu possa capire per sempre che lui nonera quello giusto ma cos che ti voglio, Mione. Viva. E tu, viva, forse nonci tornerai affatto da me tornerai in una cassa piena di fiori, che non possoinsultare, maledire o bestemmiare cos te ne torni, se va bene ed Adamar me lolascia un corpo da piangere. Senn diventi nebbia, fumo, pioggia e nemmeno tiseppellisco ed allora, allora, Hermione, ti prego dimmelo che lo ami, dimmeloche sar per sempre lui, dimmelo che non hai smesso un istante di amarlo edimmelo che non cambiato niente in questi cinque anni che se non ti fidi dilui, comunque lo perdoni e lo ami sempre, per sempre, e che domani sar unapasseggiata, e che tu da me ci torni viva cos che possa odiarti, affrontarti eripeterti che non lo accetter mai che ami lui, e non me ma dimmelo Hermione,dimmelo ti prego. Dimmelo.

La voce di Ron si stempera alla fine nelle lacrime che versa nellepalme chiuse, spegnendosi come un lamento da moribondo. Le sue spalle magresono scosse dai singhiozzi che lo scuotono dallinterno e io, inorridita,agghiacciata, sconvolta, non riesco a fare altro che chinarmi su di lui edabbracciare quelle sue spalle tremanti, cingendole tra le mie braccia. Ron mistringe per i fianchi, piange ancora, sento le lacrime scivolare indolentilungo il mio collo. E piango con lui, assieme a lui, cercando sollievo eristoro, coraggio e salvazione, perdono ed amnesia. in questo pianto che, permiracolo, lo sento di nuovo mio, lo sento vicino davvero. Siamo stati assiemeper anni, migliori amici, poi innamorati, infine perfino sposati. Ma maidavvero vicini come ora. Ed in questo so che il suo sfogo non ha a che farecon Draco, so che non ha bisogno davvero di una risposta che non ho. Se loamo ancora, se amo davvero Draco.

Che senso avrebbe dirgli che lo amo ancora, ammesso che questo bastinella prova con Adamar?

Che senso avrebbe invece dirgli che non lo amo pi, ammesso che questoserva a consolarlo sul serio?

Ho messo sempre qualcuno tra me e Ron: prima Harry, poi il mio lavoro,poi Lavanda. Infine Draco ed Alex. Adesso siamo soli, adesso solo tra me elui. Non voglio dirgli bugie, non voglio nascondermi e non voglio nemmenoarrampicarmi sugli specchi, mettendomi a descrivere i sentimenti che ho perDraco e le possibilit che ho di tornare viva o morta. Voglio dirgli addiocomunque vada. Voglio dire addio alla versione marcia che siamo stati percinque anni. Voglio che ci siamo sul serio soltanto io e lui, adesso. Ho troppoda dirgli, troppo da farmi perdonare. E, per una volta, Draco non centraniente.

Centro solo io. E il mio migliore amico, che ho lasciato a caricarsidel peso di qualcosa che davvero non gli apparteneva e non gli competeva.

Non dovr pi preoccuparsi di me e Draco, mai pi, lacerandosi nellagelosia e nel dolore: non dovr pi preoccuparsi n che io lo ami, n che ionon lo ami. Sar un problema mio come sempre doveva essere. il mio ultimoregalo per lui che spero, davvero, che accetti.

Per questo, quando sento il suo respiro pi calmo e la sua strettasulla mia vita meno salda, mi azzardo a sussurrare con voce spezzata, prendendofiato dopo il pianto: Immagino che domani sapremo a che punto siamo io eMalfoy. Almeno, in un contorto e discutibile modo, la chiariremo una volta pertutte. Ron si stacca da me, guardandomi con le sopracciglia aggrottate, primadi dire nervoso: Dovrebbe essere una cosa buona, dunque, gettarti in pasto aquel mostro senza sapere se ne uscirai viva?.

Respiro a lungo, distogliendo lo sguardo da lui per puntarlo sulla lunalontana. Quando sono certa che sono sufficientemente calma ed in grado didissimulare la mia reale paura, mescolandola ad unaudace noncuranza, torno aguardarlo con espressione quasi scocciata: Andiamo Ron non una novit.Rischio la vita da quando avevo undici anni ceri anche tu, no?.

Ma stavolta io non ci sar. E nemmeno Harry. Ci sar solo lui soloMalfoy la voce di Ron si colma di preoccupazione rancorosa E di lui non mifider mai.

Gli prendo la mano tra le mie, Ron deglutisce un paio di volte adisagio e le sue orecchie diventano rosse, come accadeva quando eravamoragazzi. Questa cosa mi fa sorridere di tenerezza, rendendomi conto che unaparte di noi, sepolta chiss dove, esiste ancora.

Incoraggiata, proseguo e lo guardo negli occhi: E allora fidati di me.Fidati che far limpossibile per tornare. Questo puoi farlo? Puoi ancorafidarti di me?.

Non ha esitazione Ron nel rispondere, rapido, veloce, sicuro. Uomo,come non mi era mai sembrato, nonostante tutto. Stringe forte le mie mani: Iomi sono sempre fidato di te. E non smetter adesso.

Grazie dico con un groppone in gola, che rende quella semplice parolapi acuta di quanto dovrebbe essere. Nascondo le lacrime poggiando la guanciasulla sua spalla e chiudendo gli occhi. Il silenzio della notte ci avvolge comeuna preghiera di perdono, che forse qualcuno oggi si degner di ascoltare. Ronresta immobile, accogliendomi contro di lui, respira piano sui miei capelli,baciandomi la testa con affetto. solo fraterno, non c nulla di passionale enemmeno di lontanamente sensuale. Una calma friabile si insinua dentro di me,mentre i pensieri si allontanano. Tutti, tranne uno. Che mi spinge a riaprirebocca dopo qualche secondo, seppure non muovendomi di un millimetro.

Ho bisogno di dirti delle cose ma credimi, non centra niente quelloche sta succedendo adesso. Non un patetico addio o discorso da moribonda. solo arrivato il momento che io te le dica. Credo che fosse arrivato da tempoma ero troppo persa ed egoista per rendermene conto. La perdita di Alex harimesso le cose in prospettiva, almeno questo.

Ron non si muove nemmeno lui, resta immobile, si sistema meglio ebasta, articolando un suono di gola che assomiglia ad un cenno di assenso.

Scusami per averti costretto a sopportare tutto questo per cinqueanni lo sputo fuori velocemente, senza remore, solo con rimorso. Una lacrimami sfugge senza accorgermene, la freno con la mano prima che rovini sul miocollo, rendendosi visibile. Sono parole semplici e complesse assieme,racchiudono davvero tutto. Non potrei aggiungere altro, se non risultando falsao compassionevole, ispirando una piet marcia e tardiva. E non si merita anchepiet, adesso non dopo tutto quello che gli ho costretto a passare,illudendolo nella forma farinosa di una famiglia che non era la sua,impedendogli di cercare la sua di strada e non mostrandomi nemmeno riconoscenteper quello che faceva.

Ron sospira, sembra persino sorridere e mi bacia ancora i capelli, primadi sussurrare quieto e tranquillo: “Ti amavo, ti amo ancora e forse ti amersempre. Ed amo tuo figlio non stata una sopportazione. stato il mio sogno essere tuo marito. Semplicemente non lo era anche il tuo.

Non lo riconosco, davvero non riconosco questuomo capace di cedermicos facilmente, senza artigliarsi di fuoco sul mio cuore per strapparlo a chiha osato rubarlo a lui. Non riconosco la sua calma, la sua quiete, la suaplacidit. La sua rassegnazione matura di chi ha smesso di lottare. Eppure nonc, dimprovviso, dolore lacerante in lui, tantomeno rabbia o orgogliotradito. triste, questo s ma improvvisamente riconciliato con lidea dilasciarmi davvero andare.

Sussurro a mia volta, piano, come timorosa di rompere un fragile equilibrio,lieta di non doverlo guardare in viso ma di poter restare ad occhi chiusi adimmaginare il mare lontano: Tu per non avresti dovuto vivere con questo pesocostante che non fosse quello che volevo anche io. Non avrei dovuto ricordartiogni minuto che.

che non ero lui completa Ron, dando voce ai miei pensieri.Sgrano gli occhi, rabbrividendo, irrigidendomi per un attimo. Lui me loimmagino chiaramente davanti agli occhi, come se fosse qui.

Draco.

Mi trema il cuore, mentre biascico: Gi.

Non stato piacevole sorride amaramente Ron, prima di continuarecon voce monocorde: Ma Mione andiamo, stata anche colpa mia iosemplicemente non ti volevo sentire, non volevo vedere. Cinque anni a foderarmigli occhi e le orecchie di prosciutto per non rendermi conto che. Ron siinterrompe a disagio, grattandosi la nuca: Insomma hai avuto un figlio da lui.Non avevi alcun istinto materno, alcun desiderio di diventare madre ma bastato che fosse suo figlio per spingerti a farlo nascere. Avrei dovutocapirlo gi da allora ma per anni ho pensato solo che tu avessi sbagliato, cheero io quello fatto apposta per te. Lamico dinfanzia, il tuo complementare,la favola buona e pure un po sciocca dellamore che nasce da bambini e noncambia e muta mai. Probabilmente una parte di me penser sempre che io fossiquello perfetto per te. Ma non sono quello giusto vorrei soltanto che quellogiusto non fosse proprio Draco Malfoy.

Non immagini quante volte lho pensato io dico sinceramente,riaprendo gli occhi Mesi, anni. In Italia. Alle volte, volevo davvero che tudiventassi la mia famiglia. Sul serio, senza finzione .

Lho davvero voluto, lho davvero pensato. Se quello che provavo perDraco non fosse stato cos forte, cos assoluto, cos maledettamentetotalizzante da non farmi prendere in considerazione nullaltro che lui, e senon ci fosse stato Alex a ricordarmi eternamente che era suo figlioprobabilmente avrei davvero pensato di tornare con Ron. Se Draco fosse stato unamore semplice, normale, da consumarsi in un paio di anni e da non ripensarcimai pi non avrei resistito allidea assolutamente giusta e migliore diappartenere a Ron. Ma non era cos, non mai stato cos.

Da quando sono entrata al Petite Peste, da quando ho suonato Forbiddencolours al pianoforte, da quando sono stata davvero sul punto di sposare unuomo con cui stavo da dieci giorni

io non ho mai avuto scampo.

Mai.

Ron si schiarisce la voce, come a nascondere qualcosa di sepolto checonosce solo lui, poi greve prosegue: Da qualche parte, magari io e te davverosiamo stati felici. Ci siamo sposati, abbiamo avuto dei figli, siamoinvecchiati assieme. Ma in questa vita, in questo mondo non stato mai ilnostro destino. Io ti ho tradito, ti ho lasciato, ci siamo fatti del male mala verit che siamo cresciuti, siamo cambiati. Non sapr mai darti quello cheti d lui, anche se non lo capisco. E tu nemmeno. Dovevo smettere di esserecos cieco per capire anche questo, Mione. Mi merito di essere il primo,lunico. Non il secondo, non il ripiego. Tu non potevi darmelo, non pi. Erocos imbalsamato in questa fantasia di vita perfetta con te da non aver capitoanche questo ho sempre cercato di cambiarti. Tu lo stesso. Non ho mai avuto laspinta a cambiare io da solo. Tu lo stesso. Tu e lui vi siete cambiati costanto nel corso degli anni, da essere diventati due estranei per chiunque,tranne che per voi stessi.

Vi sietecambiati cos tanto nel corso degli anni, da essere diventati due estranei perchiunque, tranne che per voi stessi

Rabbrividisco, sento il sangue affluire tutto alla testa, lasciandomighiacciata nel resto del corpo. La verit semplice che ha snocciolato Ron inpoche mozzicate parole, mi ha raggiunto con la forza di un uragano. SoloDraco sa chi sono davvero. Solo lui capisce chi sono sul serio, dentro. Tuttisono bloccati ed ostaggi in memorie morte e sepolte di me, tutti. Tranne lui.

Mi ha tagliata fuori dal mio mondo, passo dopo passo, emozione dopoemozione, bacio dopo bacio. Senza apparente fretta, senza nemmeno che me nerendessi compiutamente conto ed alla fine sono diventata estranea ai mieiamici, alla mia famiglia, persino a me stessa. Solo lui riesce a riconoscermidavvero. Soltanto lui ed il bello che quella che gli altri conoscevano nonera la vera me stessa, non che io dimprovviso sono diventata unestranea.Gli altri mi vedono cos, daccordo, ma io in verit ho semplicemente smessodi sembrare perfetta e sono diventata vera. La vera me.

Draco mi ha fatto capire che non avevo bisogno di essere perfetta peressere amata: se mi amava lui, con tutto quello che ci aveva sempre diviso,poteva riuscirci chiunque altro.

Gli devo tanto, nonostante tutto: alla fine, in uno strano e goffomodo, sono contenta di quella che sono diventata. Sono pi serena, perchlibera di sbagliare, di peccare, di non essere impeccabile.

Mi sono sentita libera al punto di avere un figlio da non sposata; alpunto di abbandonarmi ad un bacio solo perch lo volevo; al punto di nonlasciarmi travolgere da giudizi morali sui miei amici e su chi ha sposato chi.In fondo, credo che Draco mi abbia persino reso migliore e mi ha donato Alex.

Questo non credo che lo dimenticher mai.

Sono rimasta troppo in tempo in silenzio e la tensione imbarazzante delmomento sembra essere risalita tra me e Ron, allontanando quella leggerezzaspensierata che ci aveva sfiorato per un attimo. Ritorna di nuovo cupo ilricordo di ci che mi aspetta domani, cosa che curva le mie spalle e serra lemani di Ron in una morsa ghiacciata. Respirando forte, spintono scherzosamenteuna sua spalla con la mia, aggiungendo sarcastica: Quando sei diventato cossaggio, Ronald?.

Lui coglie il mio invito ad alleggerire latmosfera e sospira casuale:Bah sar linfluenza di Natalie. Lei fissata per queste cose destino,karma, fato. Se ne va in giro tranquilla e serena che tutto quello che lesuccede solo quello che le doveva, per forza di cose, accadere si fidatroppo dellUniverso.

Vorrei essere cos pura ed ingenua come lei, davvero aggiungo con unmoto inconsapevole dinvidia, distendendomi sulle tegole del tetto edincrociando le braccia sotto la nuca.

Sembra ingenua. Lo sembra sul serio commenta Ron, imitandomie distendendosi accanto a me, il volto rapito dalle stelle. La guardi, lasenti parlare e allinizio ti d quasi sui nervi. Cos certa, convinta,sicura che il bene torna sempre indietro, che la vita in fondo sia giusta eche bisogna solo avere pazienza. Per non riesci a risponderle male, a smontarele sue illusioni. Stai zitto. E lei invece alla fine ha la meglio su di te.Mi poggio su un fianco, una mano aperta a sostenermi il mento, e studio il visodi Ron con attenzione.

Lui tiene gli occhi ostinatamente rivolti al cielo, sono lievementeilluminati dalla luce della luna, eppure li distinguo pi azzurri del solito. Nonsar che?

Mi viene inconsciamente da sorridere, un ulteriore peso che mialleggerisce il cuore. So di non potermelo permettere, so di non volerliquidare il senso di colpa che sento per Ron con una stupida supposizionegratuita, ma so anche che incamminarmi verso la morte con il pensiero di nonlasciarlo del tutto solo quanto di pi piacevole io potessi immaginare,adesso.

La sua voce si tinta di una dolcezza stemperata da una sorta di paura,parlando di Natalie, e come da tradizione le sue orecchie si sono fattelievemente pi rosee.

Non ha mai avuto quel tono, parlando di nessuna, tantomeno di Ginny, diLavanda o di me.

Non so se sia per curiosit autentica, per voglia di tranquillizzarmi osemplicemente perch con lui non abbandoner mai listinto di voler avereragione, ma gli chiedo apparentemente indifferente: La conosci bene eraunamica di Lavanda? Ad Hogwarts non ricordo che la frequentassi pi di tantoera pi piccola di noi di tre anni ed anche se era nella segreteria di Harry,Lavanda faceva il lavoro grosso, lei non la vedevamo quasi mai.

Ron, a quel punto, mi racconta tutta la storia di Natalie. Lo fa senzafretta, con attenzione, con una cauta dolcezza e una ferma ammirazione cheancora mi conferma che ci tiene parecchio a lei. Non laveva incontratamoltissime volte mentre stava con Lavanda, ma in una di quelle occasioni si eraritrovato a parlarle, dato che erano i soli che ad una particolare festa dovenon conoscevano nessuno. La guerra aveva lasciato Natalie orfana di entrambi igenitori e di sua sorella, aveva anche perso la sua casa e quel poco disicurezza economica che aveva. Affamata, sporca, lacera, era stata raccattataper strada da Florian Fortebraccio, il proprietario della gelateria di DiagonAlley che conosceva sua madre da molti anni e che si era quindi preso cura dilei. Natalie inizi a lavorare nella gelateria, che per stentava ovviamente adandare avanti durante la guerra, situazione che divenne ancora pi complicataalla scomparsa di Florian. A quel punto, finalmente, il figlio di Florian,Damon, era tornato dalla Spagna dove viveva da molti anni per aiutare laragazza con limpresa di famiglia. Damon era un ragazzo sicuro di s, forte,imprevedibile, dal carattere impetuoso e passionale: in pochi mesi, lui eNatalie si erano innamorati. Alla fine della guerra, avevano deciso disposarsi, dopo due anni e mezzo in cui stavano assieme. Quando Ron avevaincontrato Natalie alla festa di Lavanda, a cui ci era andata da sola perchDamon aveva da lavorare, lei gli aveva appunto raccontato che era sposata daqualche mese e questo aveva destato molta curiosit in Ron, dato che lei eraancora molto giovane, essendo poco pi che ventenne. Lo aveva colpito anche ilmodo pacato con cui parlava della sua relazione con Damon, del fatto che luifosse molto diverso da lei, ma che era sempre stata certa, da quando lo avevavisto, che doveva diventare suo marito. Si completavano a vicenda. Ron lavevatrovata ingenua, infantile, mentre gli raccontava queste cose, mentre glidiceva che aveva sempre sentito che la guerra le aveva insegnato che non avevasenso aspettare, che quando hai loccasione di essere davvero felice, dovresticogliere le occasioni al volo. Eppure quel discorso lo colp molto, specieperch da tempo aveva pi o meno capito che non amava Lavanda e che stava soloperdendo tempo con lei. Di Natalie non seppe pi nulla per anni. Quando poi iotornai in Inghilterra dopo averlo lasciato in Italia, Ron dopo qualche giornotorn a sua volta a Londra. And a Diagon Alley, vide la coda nella gelateriadi Fortebraccio e si ricord di lei, del suo discorso.

Di quelsentimento assoluto che ti impedisce di scappare quando lo trovi. Mi ricordaidi quando Natalie mi aveva parlato di lei e Damon, della sua impossibilit diaspettare un solo giorno per sposarlo. E ripensai a te e a Malfoy al fatto chedopo cinque anni, con tutta la logica e la razionalit del mondo contro ancoranon riuscivi a lasciarlo andare.

Mi stringo nelle spalle mentre Ron continua a raccontare. Natalie loaveva accolto con calore, facendolo accomodare subito, e Ron si eraimmediatamente accorto di come il locale fosse cambiato. Era diventato piluminoso, pi nuovo, persino migliore di come era prima della guerra, erapienissimo di gente. Natalie a quel punto gli aveva raccontato che era la nuovaproprietaria della gelateria, da quando Damon circa un anno prima era morto. ARon, per, quella rivelazione non era parsa cos lacerante per la ragazza e,conversando, aveva capito il perch. Lei e Damon si erano lasciati circa treanni prima, pochi mesi dopo la nascita del loro figlio, Elias. Natalie erastata molto vaga, non aveva parlato delle motivazioni, aveva solo dettolaconicamente che non andavano pi daccordo. Aveva per garantito che eranorimasti in buoni rapporti, lei aveva iniziato a lavorare come tata e lui avevaripreso le redini della gelateria. Ogni weekend, Natalie portava Elias da suopadre. Durante, per, uno di questi weekend, Damon fu misteriosamente uccisonella gelateria stessa. Fu letteralmente fatto a pezzi, probabilmente daMangiamorte impenitenti o da rapinatori scontenti. Era riuscito a nascondere ilfiglio Elias sotto una scrivania, impedendo che si facesse male anche lui, mail bambino evidentemente aveva assistito comunque alla scena.

Ascolto sconvolta le ultime parole di Ron, stringendomi convulsamentele mani in grembo, mentre finalmente collego il motivo della stranezza di Eliasnon appena lavevo visto.

Elias, da quel momento, si chiuso completamente in s stessoaggiunge Ron stancamente, stropicciandosi gli occhi I medici dicono che hasviluppato una sorta di autismo di reazione al trauma della morte del padre.Non parla, non vuole farsi toccare, non ha la bench minima relazione connessuno. contento di starsene in silenzio e basta.

Agghiacciata, ripensando istintivamente a mio figlio con un moto diautentica empatia per la povera Natalie, chiedo: Ha subito dei dannicelebrali?.

No ed questa la cosa strana commenta con una risata amara Ron,sospirando di frustrazione Elias ha un quoziente intellettivo molto alto. Haimparato a leggere a due anni. Sa gi risolvere problemi ed equazioni e hasolo tre anni. Legge tantissimo, divora libri su libri, conosce a memoria latavola periodica e le capitali di ogni stato del mondo semplicemente ungenio , ecco solo non molto interessato alle iterazioni umane ecredimi, non che non sappia parlare, lo sa fare.

Come lo sai? Con Natalie parla?.

A volte soprattutto per fare delle domande sugli argomenti pidisparati che gli saltano in mente aggiunge Ron Natalie si documenta, datoche si tratta spesso di cose che nemmeno lei conosce appieno, lui ascoltacrucciato e poi se ne torna nel suo silenzio. A riflettere, a pensare. comese volesse smontare il mondo per capire come diamine funziona sono gli unicimomenti di vera relazione che hanno tra loro e a Natalie, nonostante tutto, vabenissimo cos. Basta che lui la chiami mamma e le chieda perch il cielo azzurro, ed autenticamente felice anzi. Ron dun tratto si interrompe adisagio, grattandosi la testa, come se fosse improvvisamente reticente nelcontinuare, quasi imbarazzato.

Cosa? lo incoraggio, guardandolo in modo comprensivo.

Ron sospira a lungo come a darsi un contegno, storce il naso ancoraindeciso, prima di continuare con un cenno nervoso della mano: Natalie era felicedi questi piccoli gesti di Elias quando era convinta che a suo figlio fosseprecluso altro poi ha scoperto che non cos셔.

Come?.

Il giorno in cui io lho incontrata a Londra lei allinizio mi avevasolo raccontato della morte di Damon e del fatto che avesse avuto un figlio,non tutta la sua situazione , ecco cera molta gente nel locale, si dovuta allontanare per alcune cose ed in quel momento arrivato Elias.Spuntato dal nulla come un fungo. Mi ha guardato e basta per qualche minuto,come se mi stesse studiando. Io ho intuito che era suo figlio. Non sapevonaturalmente delle sue difficolt relazionali e. Ron si ferma, respiraforte, poi prosegue con un filo di voce: Sentivo la mancanza di Alex. E mi venuto naturale parlargli normalmente, come si fa a qualsiasi bambino.

Punta da quella vena di nostalgia e da un nuovo afflato di senso di colpa,mi affretto a chiedere comprensiva: Ed Elias ha reagito male?.

No sorride Ron, ostentando unespressione quasi incredula Hareagito bene cio neanche bene. Ha reagito come un normale bambino. Mi hachiesto chi fossi, che ci facessi qui, come conoscessi sua madre, se eravamoamici da tanto, quale casa frequentassi ad Hogwarts. Mi ha chiesto persinoperch i miei capelli sono di questo colore. E che la fragola bollente il suogusto preferito di gelato. Sono riuscito persino a prenderlo in braccio.

Davvero? Ma una cosa miracolosa, Ron!.

Natalie, quando rientrata scoppiata a piangere, vedendolo hafatto cadere un vassoio pieno di coppette di gelato e io non capivo che cifosse di cos strano ma lei non riesce a prenderlo in braccio dal giornodellomicidio di Damon anche se lo fa, per esigenze concrete, Elias si dimenadopo pochi secondi che se ne stesse tranquillo, in braccio ad uno sconosciuto,a mangiare il gelato era incredibile per lei per quello mi ha raccontato tutto.

Scuoto il capo a mia volta, incredula, immaginando la faccia di Nataliea quella visione. Probabilmente sarei stata invidiosa al suo posto, masoprattutto felice, ecco. In un certo qual modo, quasi una conferma diquello che ho sempre pensato di Ron. Che sia una persona speciale Elias, a suomodo, con la sua sensibilit di bambino particolare, deve averlo capito subito.

Da allora insomma Nat ha voluto che li stessi vicino balbetta Ronrosso in viso, dandomi ulteriore conferma che la situazione non gli affattodispiaciuta, sorrido cercando di non farmene accorgere Elias a volte parlacon me. Non ha uno schema preciso. Ci sono giornate s e giornate no ma perqualche motivo, che ancora nessun medico si spiega a me dice pi cose del suosolito. Stipa decine di parole in quei pochi secondi per questo ero con leiquando Helder mi ha chiamato Natalie sapeva gi tutto di te, di Malfoy, diAlex alla fine le avevo raccontato tutto mi dispiace.

Figurati non hai niente di cui scusarti non dirlo neanche perscherzo dico convinta, sorridendo. Ci mancherebbe che, dopo anni, non potessenemmeno confidarsi con qualcuno sul casino che ho deliberatamente gettato nellasua vita peggio delluragano Katrina.

Quando ho saputo del rapimento di Alex ero con lei e lei ha deciso diaiutarci, ovviamente aggiunge Ron con voce casuale, cercando quasi di nondarci importanza. Ma lo capisco, lo vedo lo conosco troppo bene per nonrendermene conto. Ha gli occhi di una persona presa di sorpresa. Ha lo stessosguardo che affastella particolari su una persona, sentendosi sempre incredulo,al limite tra il rifiuto e la voglia.

Ha lo stessosguardo che forse lui ha visto in me, cinque anni fa, al Tourquoise Party,mentre mi voltavo su me stessa per guardare Draco.

Si potrebbe innamorare di lei. Si gi innamorato di suo figlio.

una favola cos perfetta e giusta che, se davvero dovr morire, lachieder come ultimo desiderio.

E non per avere la remissione dei peccati ed andarmene contenta maperch Ron se lo merita. Tutto. Si merita un miracolo venutolo a cercare dagliangoli della vita stessa. Si merita di essere indispensabile, come mai staton con me, n in famiglia, n con Harry. Si merita di sentirsi unico al mondo,speciale in un modo che ha tutto della magia e della predestinazione. Si meritala bont di Natalie che, un giorno, se mai accadr, gli far persino accettarela mia morte. Se lo merita.

E Natalie merita lui, cos come Elias.

Sar davveroil mio ultimo desiderio, se dovessi morire.

Prima di andarmene, la dovr ringraziare sul serio dico condecisione, una pausa sofferta che piega le mie parole in tutti i sensipossibili, cos che anche Ron possa capire, pur fingendo di non esserseneaccorto E dovr ringraziare anche te ti tocca, Ronald.

Lo farai quando torni. Viva. Non ho intenzione di parlare con unabara biascica lui sicuro, afferrandomi per un polso come a volermi ancoratrattenere.

Sorrido ancora a quel tentativo colmo di disperazione caparbia edintensa, che mi ricordano il ragazzo di cui mi sono innamorata anni fa, lastruggente intensit ostinata del primo amore. Poi soggiungo quieta: Non civoglio tornare in una bara. Ma pu succedere, Ron, e, prima che tu miinterrompa, c davvero una cosa che posso dirti solo adesso.

Non voglio ascoltarti protesta lui, accennando persino ad alzarsi inpiedi, innervosito e furente. Lo imito, fronteggiandolo con lo sguardo,sfidandolo ad andarsene. Ma lui ovviamente non lo fa: mastica dolore e rabbianegli occhi, ma resta inchiodato al suo posto, ad ascoltarmi, i capelliscompigliati dal vento.

Se non torno indietro inizio con la voce spezzata, incerta,ingoiando le lacrime Voglio che lo dica tu ad Alex. E voglio che gli stiavicino sempre Dean e Pansy erano la scelta giusta per crescerlo. Lo sonoancora. Era la sola cosa che, che Draco avrebbe concesso, penso conferocia, ma non lo dico. Il nome di Draco nascosto nelle pieghe di questaconversazione, se uscisse deflagrerebbe come una bomba atomica, ricordandocidavvero tutto quello che sta nel sottotesto di noi stessi, restando non dettoper paura di spezzare quel poco che ancora c tra noi. Quindi taccio, distolgolo sguardo, guardo la luna incompleta e cerco di caricare il silenzio di altreparole, magari della consapevolezza che affidare Alex ad una coppia sposatasarebbe pi facile dal punto di vista legale, o magari anche pi gestibile perloro, che sono in due ed hanno gi una bambina. In realt, e forse Ron lo saperch stringe gli occhi e piega le spalle, al di l della stima per Dean ePansy, ho scelto loro perch era giusto cos. Perch volevo che questa sceltanon fosse solo mia ma anche di Draco. Volevo sentirmi unita a lui comegenitore per la prima e forse unica volta della nostra vita. Volevo dividere ilcarico di questa responsabilit con lui non volevo pi sentirmi sola. Maquesto non toglie che, sebbene io sappia e riconosca che Draco sia padre diAlex ed abbia ogni diritto del mondo di condividere le mie scelte, il vero edautentico padre che Alex ha avuto per cinque anni stato Ron. Anche se nonlha mai chiamato pap, anche se sapeva la verit, anche se lo vedeva come unamico solo pi grande.

Ron gli ha insegnato a nuotare. Ron gli ha fatto il bagno con lamidodi mais, quando ha preso la varicella. Ron lha accompagnato agli allenamentidi calcio. Ron gli ha spiegato, a suo modo, perch lui e la mamma non sibaciavano mai. E se la morte imminente e probabile che ha fatto s chericordassi tutte queste cose, poco importa. Basta che ci sono arrivata.

Promettimi che non lo lascerai solo mastico amaro, chiudendomi labocca con la mano e fermando questa serie idiota di rantoli scomposti della miavoce So che non ho alcun diritto di chiederti niente, ma.

Non dovevi neanche chiedermelo sorride Ron, dandomi un buffettosulla guancia, nascondendo in questo gesto casuale le lacrime che non vuoleversare Lavrei fatto lo stesso ma adesso che so che lo vuoi anche tu tigiuro che non lo lascer mai solo.

Grazie pigolo incerta, schiarendomi la voce nel tentativo di farlasembrare assolutamente normale, il pianto si incaglia in gola, distorcendo isuoni che mi escono dalle labbra e facendoli sembrare ancora pi acuti delnormale. Gli do le spalle, cercando di ricompormi. Mi asciugo il viso e respiroa fondo, Ron mi lascia fare. Con la delicatezza che non gli ho mairiconosciuto, non mi sfiora n mi consola, n tantomeno dice altro. Lascia cheil silenzio si prenda i miei singhiozzi come a volerli cancellare, come a volerfar finta che non ci siano. Gli sono grata, ancora. Perch sa quanto detestiessere guardata mentre piango, o essere compatita. Gli sono grata per lapromessa che mi ha fatto.

Adesso, posso andarmene quasi serena.

Natalie gli star accanto. Gli ho chiesto scusa. Lho ringraziato. EdAlex avr lui, se io non dovessi tornare.

Quasi ad avvisarmi di questa pace, respiro forte il silenzio calato tranoi che ha un odore placido, soave, assorto di pensieri ormai puliti,cristallini, sgombri. La notte ormai calata a grandi stelle su di noi, ilmare borbotta poco lontano e il vento sa di magnolia e resina. Quando mi voltoverso di lui, so di aver detto tutto quello che volevo, so che ha fattoaltrettanto.

Ha gli occhi rossi, ha pianto anche lui, approfittando che fossivoltata e gli dessi le spalle. Ma sulle sue labbra comunque compare un sorrisodispettoso, mentre mi dice: Malfoy mi aveva mandato a chiamarti quando sonoarrivato circa quarantacinque minuti fa.

Che cosa?! Che diamine vuole, adesso? chiedo sconvolta, la calma chemi viene strizzata fuori dal petto come se fossi un indumento appena lavato.

Ron fa spallucce, disinteressato: Non lo chiedere a me sembrava solo nervoso .

Non che sia un discrimine del suo comportamento quello nato nervoso borbotto, incrociando meccanicamente le braccia, mentre a Ron sfugge una risataleggera: Avrei voluto dirtelo subito ma poi abbiamo iniziato il nostrochiarimento cuore a cuore e mi passato di mente.

Inarco un sopracciglio scettica, costringendolo a confessare con ariacandida: E va bene, daccordo stato un piacere per lanima ignoraredeliberatamente che cosa mi aveva detto. Mi viene da ridere in modoincontrollato, ricordandomi a mia volta tutte le volte in cui usavo Draco comeuna palletta antistress al Petite Peste, ricavandone un sadico piacere. Per,sforzandomi al massimo, sbuffo e dico con voce fintamente seria: Il mio ultimopensiero quando Malfoy mi uccider sar per te, mio caro ex maritoimprovvidamente intempestivo nella comunicazione dei messaggi .

Il candore spensierato della risata di Ron la migliore dellericompense, persino di fronte alla probabile arrabbiatura di Draco. il segnoche possiamo tornare ad essere quelli di prima, io e Ron. Questo valeva ognicosa. Si meritava di essere pi importante di ogni cosa per una volta nellavita.

Dopo averlo salutato, scendendo le scale, mi cerco nelle taschelanello con la pietra rossa che simboleggiava il nostro matrimonio, quando eroin Italia. Lho sempre odiato, era una promemoria della stucchevole vita fintache conducevo e che mi teneva separata da Draco. Adesso significa gratitudine,stima, speranza, amicizia. Contenta lo indosso di nuovo, ma allanulare destro.

Il sinistro, quello dei matrimoni e delle promesse, mio malgradorester per sempre vuoto.

Ciondolo per un po nel corridoio, incerta sul da farsi. Cerco Dracoguardinga, chiedendomi nervosamente che cosa voglia al momento.

Nulla dibuono, sicuramente. E se ha ancora intenzione di farmi rimproveri o scenate, lomander a quel paese e tanti saluti.

Se davveroil mio ultimo giorno sulla Terra, ho di meglio da fare che sentirlo inveire percose che mi ha restituito doppiamente, e con tanto di interessi.

Finalmente,mentre sono ancora incerta se scendere al piano inferiore oppure se iniziare adaprire camere a casaccio, lo vedo uscire da una stanza. Fingo il maggioredisinteresse possibile, ostentando calma gelida mentre si accorge di me, ma nonriesco ad impedirmi che mi sfugga un respiro pi forte del solito, a simulareun sospiro dansia repressa.

Weasleyanche come messaggero fa pena commenta tra s e s, guardandomi in traliceSar utile allo sviluppo umano in qualche modo ulteriore oltre a paravento perle formiche?. Lo guardo ad occhi socchiusi, incrociando le braccia impazientee facendogli intendere che non che abbia tutta questa voglia masochista disentirlo parlare. Quindi ci pu anche dare un taglio. Draco, a sua volta, miguarda con espressione tra il curioso e linsofferente, quasi studiandomi.Evidentemente alla ricerca di qualcosa nel mio viso che gli suggerisca ilmotivo del mio ritardo, oltre che della mia assoluta noncuranza ai suoi insultigratuiti. In realt non rispondo, sia perch non ne ho voglia, sia perch nonme ne sento colpita. Vibra nelle sue parole una stanchezza apatica, una patinadi pessimismo e rassegnazione che pu essere solo la consapevolezza dellacondanna a morte che ci pende sulla testa da qualche ora. Il suo aspetto sempre impeccabile: capelli biondi in ordine, occhi grigi aperti e limpidi,vestiti puliti e stirati. Ma lo conosco troppo bene per non distinguere beneche cosa nasconde: il colletto della camicia lievemente stropicciato, perch si steso sul letto a pensare; le pupille vagamente dilatate, perch se n statoal buio; lindole arrendevole, quando vede che non gli rispondo; la vocevistosamente impastata di finzione, perch al momento vorrebbe dire altro.

Come so cheanche io sembro vagamente pi autoritaria ed irritata del solito, tutto pernascondere la paura che ho al momento ed al contempo lansia di rimanere troppoda sola con lui.

Quindi,impaziente, biascico severa: Si pu sapere che diamine vuoi? Mi sembra che cisiamo gi detti abbastanza in due giorni da riempire cinque vite umane.

E domanidobbiamo dimostrare il nostro imperituro amore ad un demone millenario commenta Draco assente con un sorriso malevolo,appoggiandosi con una spalla al muro e guardandomi di sbieco Devo proprioaggiornare il mio testamento, mi sa, Granger? Dici che se lascio un bel po deimiei indumenti a Weasley apprende un po di senso delleleganza nel vestire? Naaah , hai ragione meglio lasciargli a Thomas con lui non del tutto unimpresa disperata.

Sei semprestato uno da one man show mormoro innervosita,muovendomi per allontanarmi da lui Comprenderai quindi se ti lascio al tuoteatrino da quinta categoria.

Non sonocertamente dello spirito adatto per perdermi in una delle sue contortediscussioni: se lui ancora cos bellamente di buon umore, lo invidio, michiedo che cervello malsano abbia e sono anche contenta per lui. Ma che mi stiaqui, a sentirlo non se ne parla proprio. Ovviamente il suo sadismo non miconsente di andarmene tranquillamente, cos da godermi le mie ultime ore divita in pace. Mi richiama indietro con un verso inarticolato di gola che,nonostante tutto, sebbene neanche assomigli lontanamente al mio nome, mi favoltare su me stessa. a testa bassa, ora, ben pi preoccupato ed ansioso, pivicino al suo reale stato danimo piuttosto che al suo alter ego malvagio esupponente che avrei gi avadakedavrizzato allistante, se non fosse il padredi mio figlio e la sola occasione di salvezza per lui. Sospiro e rimango inattesa, le braccia conserte, Draco sembra mangiarsi pensosamente le paroleprima di pronunciarle, ha il volto bianco e livido, gli occhi iniettati disangue. Poi le spalle si rilassano, sospira, appare stanchissimo. E mormorafiocamente, facendomi drizzare i peli sulla schiena: Ho bisogno che tu parlicon Serenity.

Sussulto, lespalle si contraggono ed inevitabilmente mi metto in posizione di difesa, noncapendo lassurdit della sua richiesta. Una parte di me ovviamente mi informain modo remoto, che non userebbe mai sua figlia per uno scopo meno che nobile enecessario. E probabilmente, visti come sono i nostri rapporti attuali, non mimetterebbe nemmeno nella stessa stanza con lei, se in un caso vistosamentevitale. Eppure, ugualmente, il sospetto mi fa reagire in modo stizzito, mentrebiascico: E per quale motivo, scusa? Di che diamine dovrei parlarle? Non lehai gi detto tutto di me?, e, prima che me ne renda conto, sto giborbottando acida: Ah gi, giusto, Serenity non sa nemmeno chi sono Raissaera molto esclusiva nella sua percezione di primadonna della tua vita. B,comprenderai se la rievocazione storica di me stessa non mi interessa. Non honiente da dire a Serenity.

Ed inveces셔 mormora lui, in risposta, calmo, i pugni chiusi e il fuoco negli occhiC un argomento sul quale sei sufficientemente erudita e su cui io sonospaventosamente ignorante, mio malgrado.

Quale,Malfoy? Per favore, falla breve.

Nostro figlio sputa alla fine fuori,facendomi rabbrividire Serenity vuole che le parli di, la sua voce sispezza, si curva, sguscia fuori quasi con timore delicato e raffermo, mentreper la prima volta pronuncia il nome di nostro figlio: Serenity vuole che leparli di Alex.

Non so se lombra del sospetto malfidato che si insinuato viscido tra me e lui, masentirlo dire per la prima volta il nome di Alex suona terribilmente strano,incomprensibilmente strano. Quel nome nella sua bocca non ha laccenno tenero edolce che ha sempre avuto per me, accompagnandosi ad un odore soffuso erappreso che ricorda talco, margherita, arancia. Ha invece un sapore indiscutibilmenteamaro di bile, ira, come mosto selvatico, come fiele, come limone acerbo. Sentotutta la difficolt che ha provato a chiamarlo quel bambino, di cui rivendicasangue e carne, con un nome che probabilmente sente che non gli appartenga,sente che lo fa uscire dalla nebbia rassicurante di una cosa indistinta edindistinguibile, per dargli una tangenza tagliente che finisce solo pertagliarlo ancora di pi fuori.

Da Alex,appunto, ma anche da me e da una vita che scorsa senza di lui, srotolandosiin modo asettico e sterile per quanto mi riguarda, ma in modo comunque presenteed innegabile per lui.

Non so comefaccia a capire tutto questo dalla semplice inflessione sofferta che Draco hamesso nel pronunciare il nome di nostro figlio, venandolo persino da unonta didisgusto che credo che sia quasi scontata, se penso che suo figlio, lultimodei Malfoy, ha anche un nome completamente babbano.

Non ci avevomai davvero pensato a questo, al fatto che potesse non accettare come avevochiamato Alex.

Quel nome,in me, non nacque istintivo come pu pensare lui, n tantomeno fu una specie divendetta e rivalsa: non ho desiderato macchiare un Malfoy con un nome che lodesignasse immediatamente come estraneo verso suo padre, altrimenti non avreifatto s che portasse il suo cognome con manovre al limite dellillegalit, perfortuna accondiscese da Harry, e non avrei nemmeno insistito che avesse comesecondo nome Leo, come la stella dellomonima costellazione, cos da ricordareche nostro figlio anche lultimo dei Black, assieme a Teddy Lupin. Ho semprevoluto che Alex si sentisse figlio del retaggio che porta diluito, e perfortuna per lui innocuo, nel sangue. Ma mio figlio cresciuto da babbano, haconosciuto solo la parte di famiglia che potevo dargli io, i miei genitori,alcuni miei parenti italiani.

Ed avevosentito quasi subito la necessit di legarlo, a doppia mandata, anche a quellaparte del suo sangue: di legarlo a me, quando ancora avevo paura di non esserepronta a fargli da mamma.

Il primo cheaccett Alex, forse prima ancora di me, fu mio padre. Si candid nonno, dalmomento in cui spiegai che mio figlio non era frutto della violenza di DimitriKarkaroff, ma di una normalissima ed ugualmente straordinaria storia damore.And persino contro mia madre per questo, lei era pi riflessiva, pi posata,pi preoccupata che la sua bambina potesse non essere ancora pronta per pensarealla sopravvivenza e al futuro di una creatura che dipendesse in tutto da lei.

Mio padreinvece ha avuto fiducia in me, prima che ne avessi io. Mi portava al corsopreparto, mi accompagnava a comprare vestiti quando nemmeno mi importava chemio figlio non fosse nudo, mi forzava a prendere decisioni. Lo odiavo. Fino aquando non vidi Alex, e capii fino a che punto aveva avuto ragione.

Non sono maistata brava a ringraziare, a fare gesti affettuosi, a profondermi in pomposeattestazioni damore e riconoscenza.

Semplicemente,dopo tre giorni in cui il mio bambino era un senza nome tra i pi carini almondo, dissi chiaramente che il suo nome era Alexander.

Il nome dimio pap.

Sarebbedifficile spiegare questo a Draco, adesso: probabilmente non sarebbe nemmenotra le cose pi urgenti a questo mondo, visto quanto poco ci rimaneprobabilmente da vivere.

Quindi, dopoaver accolto la sua stoccata con una fitta al cuore che dubito potrei negare ame stessa, mi limito a chiedere spiegazioni sul perch debba parlare a Serenitydi Alex, ignorando tutto il resto. Sinteticamente, Draco mi spiega che haraccontato a Serenity del fatto che suo fratello sia in pericolo e che lui deveandare a salvarlo, ma la bambina ovviamente pi che preoccuparsi del destinodel suo padre putativo, la cui grave situazione naturalmente stata taciuta daDraco, si notevolmente incuriosita per lesistenza di questo nuovo fratello,che non ha mai conosciuto e di cui non ha mai sentito parlare. Ha iniziato afare domande a Draco che non poteva granch rispondere, conoscendo in praticadi Alex solo il suo nome ed il fatto che sia figlio mio e suo.

Voglio chelei sappia di lui che lo conosca aggiunge infine con voce stanca,massaggiandosi una tempia in modo distratto Se non dovessimo farcela Alexsar tutto ci che resta della sua famiglia. E viceversa. giusto che leisappia di lui, prima di vederselo piombare in casa e nella sua vita. Dracosolleva lo sguardo, spiando la mia reazione, prima di mormorare caustico: Conlui, non faccio in tempo a dirgli niente di lei almeno con Serenity posso.

Alex satutto quello che poteva sapere di Serenity lo interrompo subito,meccanicamente, guardandolo storto Ha sempre saputo che era sua. Mi fermo,rendendomi conto di quello che sto dicendo, di come lo sto dicendo e dellapersona a cui lo sto dicendo. Draco infatti resta attonito, meravigliato, miguarda ad occhi sgranati e spalancati, autenticamente sorpreso. Sono cos bellii suoi occhi adesso, sanno di diamante e perla che per un attimo mi scordo didove sono, e di che cosa sto facendo e dicendo.

Lo vedo fareun minuscolo passo nella mia direzione, insicuro, e spiare con lo mio sguardoacceso la mia reazione, che resta quasi terrorizzata, incerta, spaventata. Siferma allora, lascia ricadere lungo il fianco la mano che avevainavvertitamente sollevato e sospira a lungo, prima di dire con voce piatta: Checosa sa Alex di Serenity?.

Quello chesapevo io quello che potevo dirgli io mormoro, guardando altrove, prima disussurrare nervosamente: e quello che mi auguravo per loro.

Cosa?.

Torno aguardarlo con decisione, sfidandolo persino, mentre dico: Sa che suasorella lha sempre chiamata cos e la chiamer ancora cos셔.

Draco accusail colpo, tace, abbassa lo sguardo, evidentemente comparando le nostre duesituazioni. Serenity non ha mai saputo niente di me. Certo, di Alex non potevadirgli nulla, non sapendo della sua esistenza, ma non ho mai negato a miofiglio la sua storia, inserendoci anche quella bambina, perch lho sempreconsiderata parte della mia famiglia e perch ho sempre inconsciamente credutoche Draco non lavrebbe mai lasciata andare. Ma c dellaltro, e Draco se nerende conto subito, perch il suo sguardo torna dimprovviso nel mio, e brucia,splende, arde come linferno. Mi fa sentire nuda, spoglia, indifesa, e mistringo nelle spalle quasi a tenermi unita ed incollata assieme.

Draco ilpadre biologico di Alex e quello adottivo di Serenity: era ovvio che lidefinisse fratelli. Io, per Serenity, non sono mai stata nulla. Eppure, incinque anni, lho chiamata sorella di mio figlio ed involontariamente anchefiglia mia, e non perch rivendicassi qualcosa su quella bambina no. Perchero certa che quando avrei trovato Draco, avrei trovato anche lei e speravo dipoterla chiamare figlia, come Alex. Ne ero certa, altro che sperare e si visto la mia bella certezza che fine ha fatto.

Fa male, famalissimo adesso ripensarci, e lasciare che quella meravigliosa illusione sisciolga come zucchero nello sguardo di Draco che mi accarezza, spogliandomi,baciandomi, incensandomi, e di nuovo odiandomi, disprezzandomi, maledicendomi,mentre si ricorda di tutto il resto che c tra noi.

Lasciocadere le braccia, mormorando: Lasciamo perdere. Va bene. Parler conSerenity portami da lei. Draco apre la bocca come se stesse ancora per direqualcosa, poi si arrende e mi fa strada. Lo seguo in silenzio nel corridoio,fino ad una porta bianca di legno come le altre, che per reca una vezzosatarghetta che, in roselline fucsia, descrive le lettere del nome di Serenity.Draco sospira, mi guarda come a chiedermi assenso definitivo e, al mio cennostatico di resa, apre la porta con decisione.

La camera in penombra, le tende bianche sono tirate e la sola luce proviene da unalampada sul comodino, che proietta cuori e stelle colorati sul soffitto. latipica camera di una bambina: pareti rosa, disegni di principesse alle pareti,una libreria ed una piccola scrivania sempre di colore rosa, peluche e bambole,un letto la cui testiera assomiglia ad un castello. Tutto ha un odorepenetrante di ciliegia e lavanda, mi ricorda il profumo che Draco associava adHelena e mi chiedo se sia una cosa pi o meno voluta, o casuale, che sua figliaabbia lo stesso profumo di sua madre.

Serenity gi a letto, seduta composta come una regina: ha i capelli biondi sciolti,ricadono in onde leziose lungo la schiena. Porta un pigiama con i conigliettirosa anchessi, ma ha il viso imperturbabile di una ventenne. Gli occhi sonofissi, fuoco ceruleo, su me e su Draco, attendono risposte, si affollano didomande. Sussurra un semplice saluto affrettato ed educato nella mia direzione,prima di guardare Draco in attesa. Lui mi sorpassa e si siede accanto a lei,sul letto. Hanno un modo di guardarsi particolare, muto, silenzioso, che va aldi l della comunicazione normale ed anche al di l di come normalmente ci siguarda tra padre e figlia. Serenity lo guarda con un sottotesto di adorazione,che Draco ricambia in eguale modo. Io ed Alex non ci siamo mai guardati cos:certo la persona che amo di pi al mondo, ma ho sempre mantenuto la distanzaovvia che dovevo tenere per proteggerlo come madre e preservarlo da me stessa eda ci che poteva danneggiarlo. Lui comunque spesso capiva le cose da solo maio non lo guardavo cos, mai, da pari a pari. un bambino, penso che fossegiusto cos. Serenity ha invece gi le fattezze e lo sguardo di una donna, acui suo padre pu persino appoggiarsi se crede. Sono un mondo a s, una bollaluminosa, dove dubito che qualcuno entrer mai. Ci quasi mi risarcisce delposto che, quindi, doveva avere Raissa. Ma al contempo mi incute una stranadiffidenza, specie nellottica delle fantasie che avevo su una nostra famigliae dove avevo sempre considerato Serenity ed Alex come pari figli miei e diDraco.

Serenitysar sempre diversa per Draco, sempre. Anche quando e se conoscer nostrofiglio.

Sar persempre cos, c troppo legame tra loro in un modo morboso quasi, che finiscepersino per spaventarmi.

Mi stringonelle spalle, mentre Draco spiega a Serenity in modo laconico: Lei la mammadi tuo fratello, bimba puoi fare a lei le domande che volevi farmi. Va bene?.

Serenity mistudia per un attimo, in attesa. I suoi occhi azzurri soppesano interamente lamia figura, come a volersi imprimere ogni particolare nella testa alla ricercadi qualcosa che la spinga a fidarsi di me o, viceversa, a cacciarmi fuori.Trova evidentemente qualcosa che la convince positivamente, ed annuisceallindirizzo di suo padre. Draco sospira, accarezzando la testa della bambina,e dopo fa cenno a me di sedermi sul letto accanto a lei. Imbarazzata, miaccorgo che Draco non fa altro che alzarsi dal letto ed accomodarsi in unapoltrona poco distante. Non ha alcuna intenzione di lasciarmi da sola con labambina. Mi chiedo che cosa prevalga in lui, al momento: se la curiosit su ciche dir su nostro figlio, o la preoccupazione per sua figlia.

In ognicaso, non ho molta scelta. Esitante, mi siedo sul letto accanto a Serenity e,cercando di essere quanto pi allegra e rassicurante possibile, dico dolce:Ciao Serenity.

Buonaserami risponde lei educatamente, guardandomi in tralice. Sono a disagio, mi sembradi essere seduta su un letto di spine. Serenity ha ben poco della bambina di unanno, che tenevo tra le braccia e a cui facevo il bagno, raccontandole i mieipensieri. impettita, seria, composta. Persino il suo saluto formale. uncurioso controsenso: ha laspetto di una bambina, ma non si comporta come tale.Lo avevo gi intuito, paragonandola a Charisma, da cui porta solo quattro annidi differenza. Ma adesso evidente come il sole. Ha occhi torbidi, foschi,sporchi: nulla del candore infantile, tutto della consapevolezza adulta. cresciuta in modo strano non assomiglia neanche ad Helena. Lei era il suoopposto. Occhi da primavera, da bimba, in un corpo da donna. Serenity ilcontrario.

Cerco di nonfarmi impensierire n da questo, n dalla presenza silente di Draco alle miespalle, e mormoro, decisa a darci un taglio prima possibile: Chiedimi tuttoquello che vuoi.

Serenityannuisce, mette su unespressione imbronciata. Guarda la coperta rosa, su cuipoggia le mani contratte, poi chiede dun fiato: Lei per caso Helena?.

Sento Dracomuoversi sulla sedia, in modo fulmineo, facendo cenno di alzarsi e di venirciincontro. Prima che per lo faccia, intenerita da quello che finalmente sembraun accenno infantile in lei, recupero lautocontrollo da mamma che per fortunaho ancora nel sangue. normale che abbia pensato che sia anche la sua dimamma. I fratelli, in fondo, sono tali per luguaglianza dei genitori. Esebbene Draco le deve aver gi detto che Helena morta, la speranza in unabambina lultima a morire, sempre. Si colora di fiaba, illusione e magia,diventando semplicemente una storia qualunque e fantastica a cui credere. Lamorte non pu essere per sempre: un bambino neanche ci arriva a pensare al maipi.

Essere dinuovo sul mio terreno, scoprire in quella piccola qualcosa che sembrifinalmente autentico, mi spinge persino a fare un cenno verso Draco,imponendogli di stare dov. Lui mi guarda storto, ma non si muove. A quelpunto, mi sistemo meglio sul letto, sorrido ed accarezzo lievemente le dita diSerenity. Lei mi guarda un po dubbiosa, ma non si ritrae.

No, tesoro,mi d-dispiace non sono la tua mamma dico serenamente, guardandola in visoEra una bellissima donna. Sembrava una principessa credimi, non somigliavaaffatto a me. Faccio una buffa smorfia, arricciando il naso. Serenity,finalmente, sorride calorosamente, divertita. Istintivamente chiude la maninasu quella che ho ancora sulla sua.

Solo adesso,dun tratto, mi ricorda la bimba che mi chiamava Mione.

Le sorridoancora, Draco alle mie spalle sembra pi tranquillo e si siede daccapo.

Io michiamo Hermione Granger spiego con voce calma Ci siamo viste parecchio inquesti giorni, ma non credo di essermi mai presentata. Mi dispiace sono statadavvero maleducata. Tu invece sei proprio una signorina, Serenity sorridefiera di s stessa, raddrizzando la schiena. Continuo quindi pi tranquilla,optando ovviamente per una versione neutra: Sono una vecchia amica del tuopap, lavoravamo assieme in un bar a Londra.

Il PetitePeste? Assieme a zio Seth? mi precede lei, le guance rosse.

S, s,bravissima sorrido incoraggiante, mi sono accorta subito che adora esserelodata. Dubbiosa ma incoraggiata dal fatto che Draco non stia intervenendo,decido di rincarare la dose aggiungendo: Ti ho conosciuta quando eri moltopiccola. Ricordo che ti piacevano molto i cavalli una volta sei persinoscappata per andare a giocare con loro. Serenity per un attimo mi guarda ancoraincerta, poi qualcosa si illumina nella sua espressione. Evidentemente deveconoscere questo episodio, quello della sua sparizione a Wonderland io lotterei per diventare il motivo checerchi scrollo il capo agli sgraditi e molesti ricordi, tornando aSerenity che, entusiasta, mi risponde: Pap me lha raccontato. Mi piaccionomolto anche adesso i cavalli vado a scuola di equitazione. Ed il mio cavallosi chiama Cannella. Ha il pelo lucido e marrone.

Deve esseremolto bello.

Molto maun po indisciplinato non vuole correre quando glielo dico io, ma solo quandova a lui.

Scommettoche imparer commento sinceramente, ormai pi vicina ad una conversazionenormale con una bambina. La sensazione di estraneit e disagio sembra quasipassata del tutto. Mi metto persino pi comoda, mentre aggiungo calorosa: Seisempre stata molto brava con gli animali, sin da bambina. Me lo ricordoancora.

Serenityquindi si sporge su di me, prende a sussurrare complice, guardandomi come sestesse confidando un segreto: Lei quindi era con pap, allora? Il giorno incui sono scappata?.

S, ero conil tuo pap eravamo mi interrompo alla ricerca di una verosimile definizionedi quello che eravamo. Il silenzio di Draco, alle mie spalle, e la sensazionedegli occhi che mi stanno perforando la schiena non decisamente daiuto. Maalla fine sputo fuori con falsa tranquillit: Eravamo amici, ecco.

Amici

Non ricordo un maledetto momento in cui ho potutochiamare Draco Malfoy mio amico.

Nemmeno allora a Wonderland: era gi un mistero nelsangue, che scoppiava di febbre peggio di una malattia.

Mai mezze misure, mai grigio, mai quieto ricordoacquattato nellombra. Sempre odio, morte, sangue, amore, passione,sopravvivenza. Mai meno. Semmai sempre di pi.

Torno aSerenity, simulando ancora calma e serenit e dicendo gentile, certa ormai diessermi guadagnata un po della sua fiducia apparentemente riottosa: Quindi seti conosco non c bisogno che mi dai del lei, non credi?.

Credo dis셔 dice alla fine lei con un profondo sorriso, e solo adesso, per un attimo,vedo Helena nei suoi tratti, quella che ho imparato a conoscere dai ricordi diDraco. Persino laura del profumo alla ciliegia si fa pi forte. Sembra pensareun po, aggrottando le sopracciglia, prima di chiedere incerta: Quindi lei,anzi, tu sei la mamma di mio fratello?.

S셔.

Come sichiama?.

Si chiamaAlex dico con voce sommessa, persino il suo nome mi fa contrarre lo stomaco,poi aggiungo a voce pi alta, quasi rivolgendomi alla silenziosa platea allemie spalle: Alexander Leo Malfoy.

Onestamente,non so perch ho bisogno di dirlo a voce alta, perch lui lo senta, lo ricordi.Semplicemente, con una nettezza disarmante, so adesso che probabilmente questosar lunico momento in cui Draco sapr qualcosa di suo figlio. E voglio chesappia quanto possibile ha ragione, in fondo. Lui vuole che Serenity sappia diAlex, io voglio che lui sappia di Alex.

per miofiglio.

Idealmenteoggi cucio la famiglia che non ha mai potuto avere.

Serenitysgrana gli occhi, sorpresa, ed erompe con voce squillante: Ha lo stessocognome di pap!. Draco, alle mie spalle, si schiarisce la voce, non miazzardo a voltarmi nella sua direzione, annuendo piuttosto alla bambina checontinua, ispirata: Io invece no mi chiamo Diggory. Sono nata da un altropap, quindi mi chiamo cos셔. La dolcezza quieta e pacata che Serenity mettein queste parole, facendomi ricordare automaticamente il volto sereno di AmosDiggory mentre affrontava la sua fine, mi spinge a chiudere gli occhivelocemente per nascondere un pizzicore diffuso che potrebbe diventare lacrimeassolutamente inopportune. Ancora, dietro di me, Draco si schiarisce la voce.

E perchmio fratello si chiama proprio Alex? un nome babbano non un mago come me?chiede ancora curiosa Serenity, il volto rosso. Non sapeva del mondo dellaMagia fino a quando lho interrogata con la pozione della Verit.Evidentemente, poco fa, Draco deve averle spiegato anche questo. Continuo, dopoqualche secondo: S, s, anche lui un mago ma si chiama cos perch il miopap si chiama Alexander volevo chiamarlo come lui.

Ecco,adesso, sa anche questo. In silenzio, lo sfido quasi ad obiettare, a direqualsiasi cosa. Ma Draco continua a tacere come dallinizio di questaconversazione. Vorrei tanto girarmi per vedere qualcosa della sua espressione,capire che cosa sta pensando, ma Serenity riprende a parlare vivace, prevenendoqualsiasi mia intenzione: Quindi anche Alex fa delle magie? Io una volta hosollevato il tavolo e rovesciato le sedie ma Raissa si arrabbiata .

Le spalle misi contraggono a quel nome, mentre un enorme pezzo di ghiaccio mi cade enorme egelido nello stomaco, dandomi la nausea. Stringo forte il lenzuolo tra le dita,trattenendomi dallimpulso di prendere di andarmene da qui per correre altrove,cos da trovare quella maledetta donna che mi ha distrutto la vita. Poi ricordoche, purtroppo, nella matematica della vita e nella somiglianza delle coseimpossibili, Ron sta ad Alex come Raissa sta a Serenity. Lui stato unacopertura per me, e una specie di padre per Alex. Raissa, a suo modo, stataanche una specie di madre per Serenity. Non posso accettare quella specie disurrogato sporco di compagna che stata per Draco, ma perlomeno il ruolo cheha avuto nella vita di Serenity devo accettarlo. Per il bene di questa bambina.

Quindi, dopoqualche secondo di esitazione, ingoio il veleno, faccio il migliore dei mieisorrisi e riprendo gioviale: S, anche Alex fa delle magie ma molto piccolespesso quando fa i capricci e non vuole mangiare la verdura. La fa sparire. Epoi ricompare in giro per casa.

Neanche apap piace la verdura, specie le carote.

Questo persino peggio. Questa cosa stupida fa persino pi male di tutto il resto deldiscorso Alex che odia le carote. Draco che odia le carote.

Mi mordolunghia del pollice con ansia, borbottando: Specie le carote, gi.

Sento allemie spalle un movimento involontario di Draco, come se si fosse nuovamentepoggiato sulla poltrona, dopo essersi inarcato con ansia in avanti.

Laltrasera, quando mi hai visto ti ho ricordato lui, non cos? Mi somiglia pure,non cos?

E tuo figlio ovvio che ti somigli

Quantesomiglianze hanno, ancora, che io ho gi non ho visto? In quanto ancora suo figlio,oltre che mio?

Il palmodelle mani prende a sudarmi in preda allansia, lo asciugo freneticamente sullastoffa del piumone, la voce di Serenity continua ad interrogarmi e la sento conuna parte remota della mia mente, presa in tutti altri pensieri. Sembra lavendetta al contrario del Veritaserum che le ho propinato io. Il karma davvero una brutta bestia.

Ogni suadomanda porta di ingressi privilegiati in ricordi, uno pi letale dellaltro,e in immaginazioni di giorni che non verranno mai.

Quanti anniha? Va gi a scuola?.

Ha cinqueanni. In Italia andava allasilo inizier la scuola elementare a settembre.

Gli piaceil calcio? Io lo detesto!.

Purtroppos, gli piace ma anche io lo detesto, tranquilla!.

E giocaspesso a calcio?.

Non tanto ancora piccolo. Ma sta imparando a nuotare Charisma, lhai conosciuta? Vuoleche impari a nuotare cos possono andare in spiaggia con Biscotto.

Pap nonvuole che io abbia un cane perch lui ce lha, invece?.

Perch eraun cagnolino abbandonato e pap ha fatto uneccezione.

Quindianche un po mio Biscotto?.

Certopiccola.

Gli occhidella bambina iniziano lentamente a socchiudersi progressivamente, vinti dalsonno. Respiro di sollievo al pensiero che si addormenti, e mi liberi da questointerrogatorio. Ma, infida come la lama di un coltello, mentre Serenity reclinalievemente il collo di lato, quasi vinta dalla stanchezza, mi giunge in unsussurro la domanda che temevo: Pap dice sempre che io sono uguale a miamamma, ad Helena anche Alex uguale a te?.

No . Eccola la risposta.

No .

Duemaledette lettere incastonate nel cervello. E io andr in pezzi, se lo dico. Ese non lo dico, sar bugiarda e spergiura, rinnegando mio figlio. E se lo dico,come mi trattengo tutta assieme dentro questo corpo, senza esplodere lontana? Ese non lo dico, come sopporter il suo silenzio alle mie spalle, sapendo chegli sto mentendo?

Perch laverit che uguale a lui ma se lo dico, io ricordo Alex con la chiarezzache non mi farebbe pi ragionare mi unisco di nuovo a Draco, nel sangue che fluito in me e ha generato Alex. Se lo dico, ricordo che ce lho avuto dentro,sopra di me, ad accarezzarmi i capelli, spostando petali di rosa, a dirmi chemi amava, a respirarmi di fuoco sulla spalla, a ridermi nelle orecchie, apiantarmi il cuore e il corpo di questo bambino che non sar pi solo unbambino qualunque.

Sar suofiglio.

Sar miofiglio.

Sar carne esangue, respiro ed anima. Sar me e lui, uniti, in una forma che non avremo maipi. E che non posso sopportare che non avremo mai pi.

Non lo possosopportare. E lo odio, per questo. Mi odio per questo. Perch lo voglio ancora,lo vorr sempre. Lo amo ancora, lo amer sempre.

Non nellamaniera perfetta e nobile che vuole Adamar per salvarci ma in un modo lercio evoluttuoso, che solo una vendetta mai libera.

Si nutre dirammarico e rimpianto, mangia pezzi di mio figlio, gode di simmetrie esomiglianze, si strappa di dosso differenze e si scava di distanze.

Questo sonodiventata: amando lui, odio me stessa. Come mai era successo, nonostante tutto,nonostante lo Zahir .

Allora io miodiavo perch non ero abbastanza per lui. Adesso non cos.

Come faccioa rispondere, adesso? Come faccio a dire la verit, adesso? Come faccio a sentirlodentro di nuovo, sapendo che non lo avr mai pi?

Respiro afondo, scelgo le parole, sono sincera ma non completamente. Fingo che non cisia, mi iberno e mi chiudo a chiave, sperando che basti.

Alex haqualcosa di me ma non uguale a me. Mi fa arrabbiare tante volte proprioperch diverso da me.

Ecattivo?.

Serenity una bambina, innocente, non la maliarda ingorda che vedo io. Non fa ledomande per scavarmi il cuore con un cucchiaino. Dice quello che sente, quelloche crede. innocente.

Sono io cheesplodo, in mille pezzi diversi. E nonso nemmeno con chi maledizione sto parlando. E di chi sto parlando.

Di miofiglio. Di quanto amo lui. O di Draco. E di quanto potrei ancora amare lui.

Non lo sopi.

Ho gli occhicongelati su un quadrato di stoffa del piumone. Vedo fucsia e rosa, oro ecremisi. Ma in realt tutto grigio perla, diamante, latte e ghiaccio.

Il miocolore preferito: il rosso non ha mai retto il confronto. Non mai stato ilcolore del cuore, per me. Mai.

Il cuore, ilsangue, le viscere: tutto grigio. Tempesta, lampo, mare di dicembre, nubeacquosa, strada maestra, spuma di onda, carta e libro, pietra carsica, cavernadi roccia, capelli di vecchio, argento vivo, luna e stella, pioggia dallafinestra, cenere e fondo di fiume, lacrima sporca: gli occhi di Alex. Gli occhidi Draco.

No, tesoro. un bravissimo bambino. Ma sempre convinto di avere ragione ed furbo,testardo, fa di me quello che vuole, cerca sempre di trovare il pelo nelluovoper dimostrarmi che ho torto. Ed terribilmente orgoglioso, permaloso. Habisogno sempre delle prove per tutto ci che fa. allergico alle fragole, peresempio? Non ci crede, fino a quando non sta male dopo averle mangiate. Micontesta spesso, mi sfida in continuazione ma mai con arroganza,maleducazione, spavalderia. semplicemente fatto cos. Per capisce lepersone. Capisce chi sta male, prima ancora di averne conferma. Ed delicato,sta attento a quello che dice, cerca di non fare soffrire nessuno. Spesso pensoche si senta solo. Ma non me lo fa capire mai. Se ne sta zitto, in silenzio,finch non passa. gentile, specie con i pi piccoli, con gli anziani e congli animali. Mi fa dei regali, ma me li nasconde in posti segreti e, quando litrovo, si vergogna nellessere ringraziato. Gli piacciono i brownies ,mangerebbe solo quelli. Ed ha unintera collezione di magliette azzurre, perchdice che il rosso da femmina. Ha paura del mare, perch ne ho paura io. Lasua fiaba preferita Il piccolo principe, ma non gli piacciono le fiabe,preferisce i fumetti dei supereroi e le storie di guerra. Ha letto una versionedellIliade in prosa di nascosto, temevo che fosse troppo violenta. E da alloraadora Patroclo, perch dice che morto per un amico. Quando piove, deve semprecamminare nelle pozzanghere. E mi fa arrabbiare come non mai. Poi sorride, michiede scusa, e so che non lo pensa, so che mi sta prendendo in giro, ed allorami arrabbio di pi. E lui allora mi abbraccia le ginocchia, nasconde la facciae mi dice che mi vuole bene. E solo allora ci credo davvero.

Tiro su conil naso, prevenendo le lacrime, e mi chiudo nelle spalle. Mi trema il labbro, per favore sfiorami anche solo per sbaglio,anche solo per piet. Soffri con me, piangi con me, straziati il cuore con me. Nonposso perdere lui. Non lo posso perdere, Draco. Ho gi perso te. Non possoperdere anche lui.

Ho gi perso te.

Sollevo losguardo, cercando di simulare unespressione normale e serena pertranquillizzare Serenity. Il letto va gi, e poi su di nuovo.

E Draco si seduto alle mie spalle, in silenzio, vedo con la coda dellocchio le sue gambepiegate, poco distanti dalle mie. Non fa nulla, non dice nulla. Ha un odorebuono, di casa. Non riesco a guardarlo in viso, ho gli occhi fissi su Serenity.La mia schiena trema, pelle doca e brividi.

E inpericolo, adesso? Torner a casa? la voce di Serenity suona fioca, spaventata.

Draco si fapi vicino, non so come si muova cos in silenzio. Il cuore scoppia, ovunque.

Puoi starnecerta, tesoro lo vedrai presto e se vorrai, gli insegnerai ad andare acavallo. La mia voce quasi un singulto, un gemito.

La sua manosi poggia sul mio ginocchio. Sussulto, sono giunco e lui tempesta, sono ramosecco e lui fuoco. Mi sfugge un respiro pi forte dei precedenti, la mia pellericonosce le sue dita sopra la stoffa dei pantaloni leggeri che porto. La miamano scivola dallo spazio che aveva guadagnato nellintermezzo tra le nostredue gambe, smette di stringere il piumone con lansia di lacerarlo. Sale sullamia gamba. Si accuccia vicino alla sua mano.

E lui puinsegnare a me il calcio.

Non nevedr lora.

Si trovanole nostre mani a met strada. Si sfiorano lievi prima, e quasi si spaventano,si ritraggono. Poi si riconoscono di nuovo. Lui scivola sulla mia mano, lacopre con la propria. Io blocco le sue dita nellincavo tra le mie. Lascio chestringa forte, stringo forte. Chiudo gli occhi, mi manca il fiato, laria. Enon so che altro.

Lo sputofuori e basta. Serenity si sta addormentando e io lo dico e basta, a bassavoce. A lui. Non alla bambina.

Vuoi vedereuna sua fotografia?.

Serenitymugugna qualcosa, la testa piegata sulla testiera del letto. Draco accarezzacon il pollice il palmo della mia mano, rabbrividisco. Sembra che persino levene, sotto la pelle, vadano a fuoco. Tutto il corpo formicola di un contattolieve e leggero. Stupido, da bambini ed impersonale, da genitori. Tenersi lamano come due adolescenti. Ed invece peggio che fare davvero lamore.

Possibileche mi faccia ancora questeffetto? Possibile che non smetta mai di farmieffetto? Possibile che tutto diventi ghiaccio sciolto, carta straccia, ceneredi legno, se solo mi tocca? davvero possibile, ancora? solo una mano nellamia, la premura asfittica del genitore e il rimpianto acre dellamante. Edancora, impossibile da dirsi, mi fa effetto.

Un effettolercio, sfilacciato, monco: un retaggio di abitudine, un avamposto di ricordo,un grimaldello di rimpianto, un singhiozzo di desiderio. Ma non smette di fareeffetto.

Contro orgoglio.Contro logica. Contro amor proprio.

Amando lui, odio me stessa.

Con la scusadi afferrare la bacchetta dalla mia tasca, stacco velocemente la mia mano dallasua, con la sensazione benefica di tornare a respirare. Sento lesitazione nelsuo sguardo e nella mano che resta ancora, per un po, poggiata sulla miagamba. Poi sfugge via, rabbiosa, lesta, veloce, mentre io con voce rotta dico:Accio album. Dopo qualche secondo, lalbum di pelle azzurra che tenevonascosto nella mia valigia, compare fluttuando nella stanza, cascandodolcemente sulle mie gambe. Mi volto verso Serenity, la bambina ormai cascataaddormentata, sarebbe inutile svegliarla come alibi di una conversazione civiletra me e Draco. Seguendo la direzione del mio sguardo, Draco alla fine si alzain piedi, sospirando, e sistema meglio sotto le coperte sua figlia, che non facenno di svegliarsi. Le bacia la fronte e le accarezza i capelli per qualchesecondo, forse chiedendosi intimamente se la rivedr ancora. Resto seduta l,le unghie artigliate sulla superficie dellalbum di fotografie, sentendomi ditroppo e chiedendomi se non sia il caso di uscire, per lasciarlo da solo. Madopo pochi secondi, Draco si avvicina alla poltrona su cui era seduto prima, laprende per i braccioli e si sistema di fronte a me, non accennando pi avolersi sedere accanto a me per toccarmi ancora. La sua manovra mi fa trasudaredi tenace sollievo.

Aprolalbum, ma decido con ostinazione di arrivare velocemente alle ultime pagine:non ho granch intenzione di commentare con lui le prime fotografie, risalentinel tempo al periodo della gravidanza e alla nascita di Alex, sperando che nonsi accorga o concentri sulla mia manovra diversiva. Trovo immediatamente lafoto che stavo cercando, labbiamo scattata appena arrivati a Londra, dopo ilnostro viaggio dallItalia, ed lultima che ho di Alex, la pi recente. quella che meglio lo rappresenta: glielo ho scattata nel giardino di Pansy, inuna pausa del gioco con Charisma, ha la faccia imbronciata e sporca di terreno,lespressione dispettosa di chi stato distolto da una faccenda moltoimportante. I capelli biondo scuro sono tutti spettinati, ma sembra pi lui ditutte le foto impostate che gli ho fatto in duemila occasioni diverse.Accarezzo la superficie liscia della fotografia, trattenendo un singhiozzo, perpoi passare lalbum a Draco che lo prende quasi con la punta delle dita,poggiandolo poi in grembo e lisciando la pagina con la mano aperta.

Soppesa lapagina per lunghissimi attimi, minuti che si srotolano senza soluzione dicontinuit. Di primo acchito, la sua espressione sembra quasi clinica, fredda.Esamina la fotografia con attenzione maniacale, vedo gli occhi saettare da unaparte allaltra senza pace, saziandosi di particolari. Le nocche delle sue manisono bianche, fredde, artigliate attorno alla copertina dellalbum come se nemorisse lasciandolo andare. Sembra lontanissimo. Il cuore mi battefuriosamente in petto, cerco assenso nei suoi tratti, cerco lamore istantaneoche nasce per un figlio, cerco la consapevolezza che io labbia cresciuto nellamigliore delle maniere possibili. Ma impossibile leggergli dentro, adesso, impossibile. solo immoto, fermo, ad occhi sgranati.

Mi manca ilrespiro, davvero. Mi sembra di stare sottacqua. E ho gi chiarito quantodetesti adesso lacqua, grazie ad Astoria.

Solo dopoquello che io considero uneternit, Draco finalmente si muove. Semplicemente,respira forte, un greve sospiro trattenuto. E si massaggia lentamente con duedita, lo spazio tra gli occhi chiusi.

Come se stesse facendo di tutto per non

Un luccichiobalugina nel suo sguardo, quando torna a guardare me, arreso, vinto, sconfitto,distrutto.

per non piangere.

un momentointimo, segreto, nascosto. Non dovrei essere qui a vederlo. Faccio quindi lasola cosa che mi viene in mente di fare, conoscendo Draco e sapendo quanto siaparco con le sue emozioni, specie con le lacrime. Mi ha concesso pochissimevolte di vederle. E mi ha sempre detto che, dalla morte di Helena, piangere perlui la cosa peggiore che gli possa succedere, ci arriva solo quando non ingrado di fermarsi, quando semplicemente troppo. Ecco: e so anche che, quando troppo, se ne vergogna. Vuole stare da solo, non vuole che nessuno lo veda,non vuole che nessuno pianga con lui. E io, a piangere, ci sono davvero moltovicina, adesso.

Quindi,semplicemente, prendo tempo, fingendo occupazioni diverse. Mi alzo in piedi emi fermo in piedi davanti alla finestra, prima di socchiuderla appena, come seio avessi bisogno daria. Soffia salsedine e pino nella stanza, spero che gliporti sollievo. Poi, ancora, fingo di voler controllare che Serenity stiadormendo serenamente, che il suo cuscino sia ben sprimacciato, che non abbiafreddo o caldo: occupazioni da mamma che non mi distraggono affatto, visto chesono giorni che non posso compierle con Alex, ma almeno gli do il tempo diprovare a ricacciare indietro il troppo .

Un figlio che non conosce e forse non conoscer mai.Un figlio che identico a lui.

Io sarei gi esplosa in mille pezzi.

Tento contutte le forze di concentrarmi su altro, ciondolando per la stanza e guardandolibri, fotografie, giochi. Se piango anche io, adesso, la fine.

Per fortuna,quando ormai sono certa che, a breve, scoppier in lacrime, vanificando tutti imiei sforzi, sento un colpo di tosse nervosa. Mi volto verso di lui, ha gliocchi arrossati ma sembra non aver pianto. riuscito a trattenersi. Sembrasolo stanco, sfatto. Con quellalbum ancora sulle gambe. Sussurra solo, lavoce bassa come quella di un morente: E alto sembra molto alto.

Si riferiscead Alex, ovviamente. Sorrido con il maggiore calore che mi riesce, e mi siedodaccapo sul letto di fronte a lui. Segue le mie manovre in silenzio, gli sfuggequalcosa sul viso che assomiglia ad uno sbuffo di rassegnazione, come se sifosse accorto di tutta la mia manovra diversiva. Non commenta per, resta inattesa della mia risposta.

1 metro e20 centimetri dico con una punta dorgoglio, sorridendo ancora il pi altodella sua classe....

Nella tuafamiglia non sono molto alti che io ricordi replica a voce pi accorata,qualcosa che gli fiammeggia nello sguardo. Orgoglio.Immediato, istantaneo.

Cos brucia lamore del genitore. Un moccioso urlantetra le braccia, ancora sporco di placenta e sangue. Una fotografia stupida trale dita, saporosa di passato e rimpianto.

E non sei pi uguale a prima: tessi tele e ricami chesiano i vessilli del sangue che vi lega. Se ci somiglia, la migliore versionedi noi stessi. Se non ci somiglia, il migliore rimpiazzo a noi stessi.

Sorridoancora, immaginando tutto quello che ora, nonostante tutto, sta accadendo nellamente di Draco.

E quindi gliconcedo di dire lieve: No. Nella mia famiglia non siamo molto alti. Non hapreso da me.

Non erocos alto da bambino obietta giustamente, guardando ancora la fotografiaattentamente.

Sonoincerta, a quel punto, nel continuare. So perfettamente da chi ha preso Alex lasua altezza. Me ne sono accorta subito, scorrendo mentalmente i nostri alberi genealogici.

Ripenso allefoto in camera di Draco, ripenso a come in alcune di esse semplicemente cerauna figura che comprimeva tutte le altre.

Lucius Malfoy.

Esitante,preoccupata di risvegliare chiss che fantasmi, sussurro: Ma lo era tuo padre .

Draco inarcaun sopracciglio, continuando a guardare la fotografia, senza apparire sconvoltoo irritato. Continua ad essere semplicemente curioso. Ti sei davvero riconciliato con il loro ricordo, allora.

Quella miaimpressione viene confermata dalle sue parole successive, pronunciate con vocechiara e tersa, senza che nulla le spezzi o pieghi: Hai ragione. Ha qualcosadi lui di Luciuse persino di mia madre.

Lo so.

Il mento.La forma dei capelli.

E il coloredegli occhi.

La prima cosa che vidi di lui: quella per cui pensaiche era davvero tuo figlio. Non vedi che ha i tuoi occhi?

Sono innamorata follemente di quegli occhi.

Dracosoppesa ancora la foto, ha uno sguardo pi luminoso, mentre asserisce in unsussurro spezzato: E un Malfoy. Lavrei riconosciuto anche se non avessisaputo che era mio. Mi stringo nelle spalle, annuendo, lho sempre saputo, hapreso tantissimo dalla sua stirpe. Tranneil male. Quello rimasto nel mio sangue. Lha iniettato lui, Draco, e lhalasciato l, pronto a farmi marcire dallinterno.

Draco,improvvisamente, alza lo sguardo, mi studia come se stesse cercando qualcosanel mio viso, sgrana gli occhi, torna a guardare la fotografia.

Ma haanche qualcosa di tuo dice dimprovviso serio, pensoso, mordicchiandosi illabbro inferiore con un sorriso storto, prima di sputare fuori con ariasofferta: Dio ti somiglia cos tanto.

Il mio cuoreha un battito pi forte, bloccato, smorzato e soffocato dalle costole. Mistringo sotto il seno, cercando di fermarlo, ed obietto acida: In cosa, scusa?A parte che gli piace leggere e qualcosa del carattere esteticamente la tuafotocopia.

Draco non siscompone di un millimetro, mi guarda ancora, ha uno sguardo penetrante dimadreperla che mi sembra mi screzi dentro. Piano, replica: Granger, lo conoscobene il tuo dannato viso. Ha le tue labbra, il tuo taglio degli occhi... e quelbroncio non mio. tuo. Lespressione da pesce palla, sorride teneramente equalcosa di caldo e denso si scioglie dentro il mio petto, rischiando disoffocarmi. Mi schiarisco la voce, distogliendo lo sguardo, mentre lui sussurrasarcastico: Quella avrei evitato volentieri che la ereditasse.

Sorridoancora, sbuffando con finta irritazione: Ereditata e migliorata con unanotevole dose di impertinenza che non mia appena lo vedrai, te ne renderaiconto.

Qualchesecondo di silenzio, un muscolo del viso che si contrae in modo involontario,una smorfia fastidiosa, come uno spasmo al ventre che lascia senza fiato.

Poi losguardo su di me, occhi tempesta e ghiaccio, labbra contratte. E la voceaccorata, sofferta, che si aggrappa senza speranze. A me. E dice: Perch io lovedr, Hermione? Credi che lo vedr? Conoscer mio figlio?.

Boccheggiosenza fiato, non ce lho ovviamente la risposta. O intimamente, credo anche diaverla, ma non palesarla a me stessa la rende meno reale. Se odio il pensierodi non rivedere pi Alex, semplicemente non sopporto che lui neanche lo possaconoscere. Quindi, per mitigare quellatrocit, sussurro la prima cosa che miviene in mente, cercando di cambiare discorso: Vuoi vedere il resto dellefoto?. Draco fa un sorriso piccolo ed obliquo, che non gli arriva agli occhi,probabilmente intuendo la mia elusione, ma annuisce e mi ringrazia. Non avevola bench minima intenzione che vedesse altro di quellalbum, specie perch pieno di foto dellItalia che mi ricordano un periodo di cui vorrei sapesse ilmeno possibile. Ma, ancora, devo tutto questo ad Alex. Se suo padre moltoprobabilmente non lo conoscer mai, si merita perlomeno di averne il quadro piesauriente possibile, sebbene in sua assenza. E quelle foto sono il mezzomigliore, mio malgrado.

Draco lescorre avido, girando le pagine con attenzione, come se tenesse una reliquia. prodigo di domande, cerca spiegazioni, mi inonda di richieste di chiarimenti edi particolari a cui neanche io, con tutto che ho vissuto cinque anni con miofiglio, ho mai prestato attenzione. Nota cose che il sangue richiamaimmediatamente, quel sangue che ovviamente io non ho e che invece Dracoriconosce subito. Spesso assume unespressione triste, sofferta, ed in quelmomento che interrompo le sue riflessioni staticamente dolorose con un aneddotodivertente, che ha perlomeno il pregio di distrarlo. Esibisce di frequente un sorrisonuovo, appena scoperto, dal carattere luminoso e dallimpronta malinconica: un sorriso di orgoglio, di presunzione persino, a vedere quel figlio che glisomiglia cos tanto, che detesta le stesse cose che detesta lui, che ama quelloche ama lui, sebbene neanche lo conosca. Sfodera quel sorriso quando gli ripetoche Alex fa sparire la verdura per casa, quando gli sussurro che la sua frasepreferita i Malfoy questo non lo fanno!, quando asserisco che vorrebbediventare Cercatore. Non mi limito a questo, per, collego anche lanima e ilrespiro che io invece gli ho dato. Dico anche questo, perch ha diritto disapere anche questo, quanto di me c in nostro figlio. A quello, Dracotalvolta risponde con una smorfia, ma si mescola al suo sorriso, con ilrisultato di indurmi ad una risatina tra il nervoso, il rassegnato e il sereno.Gli dico quindi che adora leggere e che divora libri alla velocit della luce.Gli ingiungo che, per il momento, non ci pensa proprio a finire a Serpeverde,ma che non gli fa impazzire neanche Grifondoro. Sorrido mesta, rimarcando che terribilmente testardo, permaloso ed ostinato. Ma questo, mi accorgo dopo, nonso davvero da chi labbia preso di noi due.

Io e Dracosiamo testardi, permalosi ed ostinati in uguale misura rispetto a nostrofiglio.

Le fotoscorrono indietro, riavvolgendo il nastro della vita di Alex, fino a che dinuovo una minuscola nocciolina dentro la mia pancia. Sono quelle le foto chenon avrei voluto che vedesse e, per un attimo, sono quasi tentata distrappargli lalbum di mano. Ma Draco ha le dita cos ancorate alla superficiedi cuoio, che dubito che ci riuscirei senza fare la parte di una pazzaisterica.

Draco ha bentollerato la sequenza di foto, dove Alex appariva sulle spalle di Ron, ointento a giocare con lui, o a tentare di nuotare. Ha solo fatto un respiro piforte, prima di chiedere veloce: E stato bravo come padre surrogato?. Non hoesitato nel rispondergli sicura che stato il migliore padre che Alex potesseavere date le circostanze. Ovviamente mi ha irritato laggiunta della diciturasurrogato, ma glielo ho concessa, glissando sul commento. Per, naturalmente,la cosa cambia quando, arrivando alle prime foto dellalbum, Draco trova quellepi vicine temporalmente al periodo che ricordava lui.

In realt,non sono molte: figuriamoci se avevo la voglia e la volont di farmifotografare in quel periodo. Ma fu mio padre ad insistere, e quindi sonoesattamente due.

Una inclinica, sono seduta a letto, e porto ancora i segni del terribile scontro conDimitri. Ho la flebo attaccata al braccio, bende sparse, ecchimosi sul volto. Elaria di una che, se potesse, si sarebbe suicidata. Sono terribilmentedenutrita, magra. La pelle trasparente e scarnita, le occhiaie viola simangiano la salute del viso. La curva della pancia spunta dal mio corposcheletrico come una specie di escrescenza sbagliata: ero a sette mesi, eroancora convinta che dovevo trovare Draco e basta, di l a dieci giorni avreiprovato a fuggire per poi essere fermata da Ginny. Naturalmente, odio quellafoto. Ma lavevo comunque aggiunta allalbum, essendo una delle poche chepreservavo della gravidanza ed avendomi Alex dato il tormento per un interopomeriggio, per avere qualcosa di simile. Quindi lavevo attaccata e basta,senza darci peso. Tale peso ed importanza, per, adesso la sta dando Draco. Ecolgo il lampo fulmineo che gli passa negli occhi, quando, a fronte delleparole scarne e rapide che gli ho rovesciato addosso descrivendo che cosa mifosse successo, adesso ne ha invece una rappresentazione grafica fedele. Eranopassati solo sette mesi da quando mi aveva vista, ed ero gi unaltra persona.Accarezza piano la superficie della foto in uno slancio di affetto e penasinceri che per un attimo mi tramortiscono, come se si fosse scordato che iosia presente qui, di fronte a lui. Non solleva lo sguardo, ostinatamenterivolto in basso, coperto dai capelli biondi, mentre sussurra: Mi dispiacedovevo esserci io con te.

Lo sosoggiungo a voce bassa, spostando il peso del corpo da una gamba allaltra.

ma ceralui, almeno commenta ancora Draco piatto, con voce al limite tra il veleno ela rassegnazione. E ci lo dice, perch passato allaltra fotografia. Quelladel mio matrimonio con Ron.

Quando miero finalmente rassegnata al fatto di restare in Italia e alla copertura dellafalsa identit di Hermione Weasley, Harry mi convinse che la cosa miglioresarebbe stata celebrare un vero matrimonio con Ron, per poi eventualmenteinvalidarlo in seguito. Era pi sicuro a livello legale, non essendo leconvivenze quasi per nulla tutelate in Italia. Sarebbe stato pi facileannullarlo successivamente. Ero oramai prossima al parto, stanca, demotivata:accettai senza tante storie. In realt, come poi avrebbe ammesso un paio dianni dopo, Harry premeva in quella direzione perch era convinto che, una voltasposata, avrei recuperato le cose con Ron e non sarebbe stato pi mio interessesciogliere effettivamente il matrimonio. Naturalmente, perlomeno allora, a Ronla cosa era andata bene. Quindi il loro interesse non era celebrare unmatrimonio legale in modo da aumentare la sicurezza mia e di Alex: una veracerimonia non immetteva alcun valore aggiunto alla nostra serenit.

Semplicementeera un trucco da propinarmi nella speranza che abbandonassi questo amore idiotaper Draco Malfoy, per uno decisamente pi sensato per Ron Weasley.

Ovviamente,quando lo seppi, due anni dopo il nostro matrimonio, andai su tutte le furie epretesi immediatamente lannullamento, essendo stato celebrato il ritocanonico. Avremmo continuato a vivere come marito e moglie, ovviamente, malegalmente dovevo tornare nubile. Ron ed Harry, compreso alla fine che nonavrei lasciato andare Draco in alcun modo, acconsentirono. Ed il Ministro sifece perdonare, premendo sullacceleratore delle pratiche naturalmentesecretate del nostro annullamento. Poco pi di anno dopo, il mio matrimonio erastato annullato. Del resto, io e Ron tecnicamente non avevamo mai consumato lanostra unione, Alex non era figlio suo, potevo averlo ingannato e circuito peressere sposata: di motivi per un annullamento, ce ne erano a iosa.

Ci, per,non toglie che ai tempi il nostro matrimonio fu celebrato, immortalato e tutto.Fu una cerimonia veloce e sbrigativa, al termine della quale andammo in unristorante spartano sulla costa toscana, dato che ero l per sistemare alcunecose a casa dei miei. Ceravamo solo io, Ron, i miei, Harry e Ginny. PersinoHelder se lo perse, era al capezzale di Hayden, ancora ricoverato, avevanoappena iniziato a legare. Facemmo poche foto, alle quali diedi il mio assensosolo nello scenario futuro di mostrarle ad Alex, o di conservarle come confermadel nostro matrimonio. E, sempre per Alex, una di queste foto finita inquesto album. Aveva tre anni, era un periodo in cui voleva assomigliare ai suoicoetanei, insisteva parecchio per avere un quadro di famiglia che fosse similea quello dei suoi amichetti. Ed in questo rientrava la foto del matrimonio diquelli che, allesterno naturalmente, presentava come i suoi genitori. Quindi,sbuffando, allegai anche questa foto.

Stavo megliorispetto alla foto di due mesi prima, avevo un aspetto pi florido, non avevopi ferite ed escoriazioni. Mi ero persino arrischiata ad una specie disorriso, che per restava statico ed impostato. Ron, invece, e ci fa persinomale a ricordarlo, era raggiante: sorrideva, abbracciandomi, una mano sulpancione. Avrei partorito solo quindici giorni dopo. Ed io, invece, avevoinsistito per un abito semplice, corto, sopra il ginocchio, coperto da unpesante cappotto bianco della stessa lunghezza ed accompagnato da un modestobouquet di roselline. Mi ero solo impuntata per un cappello con la veletta.Motivo? Volevo piangerci dietro quanto mi pareva e piaceva.

Dubito perche tutti questi dettagli Draco li possa apprendere da una semplice fotografia.Per lui, c solo il ritratto di una apparente felicit mitizzata per sempre.Lo vedo guardare la foto con evidente rabbia, stringendo forte le manisullalbum, come se lo volesse fare a pezzi. Ma nemmeno laccenno di un fiatogli solca le labbra: se non fosse per le mani, apparirebbe il perfetto ritrattodella calma e della pace. La stessa finta serenit filtra nelle sue parole,mentre dice pacato: Deve essere stato il sogno di Weasley averti lfinalmente vinta e sua.

La treguaovviamente terminata: il segnale della ripresa dellostilit lacido che micorrode lo stomaco, soffiandomi in gola la risposta venefica che mi affretto asputargli addosso: B, se avessimo aspettato ancora qualche mese, avremmoavuto una perfetta foto simile tra te e Raissa, no? Mi dispiace davvero tantodoveva essersi fatta un bel po di film sul diventare la signora Malfoy.

Effettivamentecome titolo ha unonorabilit maggiore della ben poco ambita posizione di signora Weasley schiocca lui lalingua, fingendo disinteresse e guardandomi con astio.

Dipende daipunti di vista, suppongo.

Alla miafinta e sdolcinata aria da convenevole, Draco replica con unalzata di spalle,le mani ancora contratte sullalbum: Non mi sognerei mai di asserirepreferenze su una scala universale ho di fronte a me lesempio di una donnache ha preferito di gran lunga lappellativo Weasley a quello di Malfoy infondo lhai portato con grande onore e soddisfazione per ben cinque anni edinvece se la memoria non mi inganna, hai tipo rifiutato la mia proposta di matrimonio con lannessa implicita espero ben reclamizzata possibilit di diventare una Malfoy sei sempre statacristallina nei tuoi punti di vista, Granger.

Bene, vistoche siamo tornati noi stessi, con tutto lovvio corollario di recriminazioni ante prima guerra mondiale, comprenderaise tralascio il secondo atto mugugno nervosa, alzandomi in piedi dopolennesima stoccata che non credevo assolutamente di meritarmi e che invece,come sempre, mi piombata tra capo e collo Del resto so come va a finire. Haiancora un discreto carico da riversarmi addosso, no? Probabilmente comprensivoanche dei tempi di Hogwarts e delle beghe tra i miei e tuoi antenati quindigrazie, incasso, ma me ne vado a letto. Prima che abbia il tempo diriprendere con le sue frecciate, afferro lalbum di fotografie, pronta ariprendermelo, pentita dal mio accesso di gentilezza di poco fa. Draco, presodi sorpresa, lascia lalbum poco prima che io labbia saldamente tra le mani,con il risultato che cada a terra, rovesciandosi. Una fotografia scivola fuorie ricade sul tappeto della stanza di Serenity, sbuffo, guardando Draco storto.Con le mani occupate dallalbum, non ho il tempo materiale di raccoglierlaprima di Draco, che fa per porgermela con aria scocciata. Poi qualcosa attraela sua attenzione, ritira indietro la mano e si sofferma sulla foto, ad occhisgranati.

Che altro diamine ha visto, adesso?

Incrocio lebraccia e batto il piede a terra con impazienza, ha visto tutte le fotodellalbum, non ne ha tralasciato nessuna. Ma questa la sta degnando diunattenzione diversa, eccessiva. E lo sguardo che porta a me, ai miei occhi, dimprovviso cos sbigottito, impetuoso, intenso che mi fa tremare le gambe. Fasolo un singolo passo e, con delicatezza, mi porge la fotografia tra le mani,sento che indugia con il pollice per qualche secondo su di essa, come a nonvolersene separare. E, mentre la guardo, comprendendo infine, il suo sguardonon mi lascia per un solo istante, facendomi sudare ancora di pi freddo.Perch quella fotografia un segreto. Turpe, eppure dolce. Sgraziato, eppuregentile. Molesto, eppure innegabile.

Un segretoche ho seppellito nel fondo di me stessa, per evitare di pensarci ancora. Unsegreto che riecheggiava ogni giorno della mia vita con Ron. Un segreto che,fino a qualche settimana, andavo urlando e professando a chiunque me lochiedesse, attendendo di dirlo nuovamente a lui, a Draco, ma che adesso,invece, si fatta la vergogna pi inconfessabile e tremenda mai esistita. Unsegreto che pu salvarmi, ma non mi salver. Un segreto che accende il fuocodegli Empatici, ma agghiaccia il mio cuore.

Un segretoche non mai stato davvero segreto e cio che non ho mai smesso, per un solosecondo della mia vita, di pensare a Draco Malfoy.

E non nellamaniera che si conviene ad una donna, ad una madre no. Nella maniera scomodaed imbarazzante di unadolescente alla prima cotta, tanto da farmi concretamentesupporre che il karma mi stesse punendo per non aver mai avuto episodi simili atredici, quattordici anni.

Il periodopeggiore era stato quando Alex aveva circa tre mesi: mia madre, per aiutarmi,viveva a casa mia in Sicilia, cosciente che forse non ero ancora del tutto ingrado di prendermi cura di me stessa, figuriamoci di un bambino. Mia mamma sempre stata una donna teutonica, instancabile. Sostanzialmente lei facevatutto per Alex, e io restavo a crogiolarmi nellautocommiserazione e nella depressione.Che mia madre, ingenuamente, trattandomi da malata, mi facesse pi male chebene, lho capito dopo qualche mese. Ho iniziato a stare meglio solo quando,finalmente, mi sono occupata da sola di Alex e i miei pensieri neri si sonoaccucciati in un angolo, schiacciati dalla luce accecante dellamore per miofiglio.

Prima, per,io avevo dato fondo a tutta la mia dignit ed amor proprio, piangendo da sola,mettendo su capricci assurdi, mangiando chili di gelato. Ed impuntandomi su unacosa: dopo un anno, ormai, in cui non vedevo Draco, ne stavo scordando il viso.Volevo una sua foto, la volevo disperatamente. Lavevo cercata, lavevospasimata in tutti i modi, ma le foto di scuola o quelle del periodoimmediatamente successivo alla guerra non mi ridavano il volto del mio Draco,del ragazzo che avevo conosciuto al Petite Peste. Cera troppo che miinfastidiva in quelle di Hogwarts, troppo che mi intristiva in quelle delperiodo con Helena. Ma, naturalmente, del periodo successivo non cera nulla.Draco per tutti era morto, non si era fatto fotografare da nessuno. Edovviamente non potevo mettere a repentaglio la sicurezza mia o di Alex,contattando per una sciocchezza simile Seth, o Pansy.

Alla fine,per, ottenni qualcosa.

Di piccolo,sgranato, sfuocato.

Ci che Draco ha tra le mani.

La Gazzettadel Profeta aveva pubblicato in un vecchio numero una foto della festa a casadi Pansy: per caso, nella mia infinita ricerca, avevo notato una fotografia nelcui fondo, appena visibili, cerano due persone abbracciate. Una ragazza mora,cinta alle spalle da un ragazzo alto: Calista Parkinson e il suo ragazzo. Cheovviamente non erano mai venuti a quella festa eravamo io e Draco.

Avevoincantato la carta per rimuovere gli incantesimi che avevano ingannato anche lapellicola fotografica per proteggere me e Draco. La foto si era schiaritaancora di pi. Lavevo ingrandita, migliorata e modificata in tutte le manierepossibili, ma comunque era rimasta una foto sbiadita e sfuocata, incapace direstituirmi il ricordo delluomo che amavo. Eppure lavevo divorata con losguardo notte e giorno, cos da sentire di nuovo il profumo di quelle bracciaaddosso. Lavevo custodita sotto un cuscino, lavevo inondata di pianto,lavevo baciata come una mocciosa.

Poi, comepremesso, lavevo seppellita a fondo in un cassetto, quando finalmente avevopreso ad occuparmi attivamente di mio figlio. E da quel cassetto era uscitasolo quando Alex mi aveva chiesto di vedere suo padre, quando non avevo trovatoniente di meglio da fare che mostrargli quella foto, per poi comprare un albumdi cuoio e farne la sua prima immagine.

Adesso, cometutto quello che in questa notte sta tornando indietro per punirmi prima dellamia probabile morte, anche questa fotografia uscita fuori al momento menoopportuno. una prova principe, maestra, di fronte al quale, se si nega, si spergiuri ed apostati. un coltello dalla parte del manico, pronto aconficcarsi nella carne morbida del fianco. tutto ci che ho cercato dinegare fino ad ora, perch lui non lo sapesse, spinta dalla possibilit a suomodo terribile che lattaccamento che ho sempre continuato ad avere per lui eper il suo ricordo, non avesse in lui un corrispondente. Lo sento il suosguardo addosso, quel senso riottoso di vittoria e possesso che si riprendesulla mia vita e su quella di nostro figlio, facendo evaporare lonta diesclusione che le altre foto gli avevano biecamente disegnato negli occhi enelle parole. Lo sento vicino, vicinissimo, seppure non si spostato. E lasola cosa che mi resta da fare, vinta, vergognosa, rossa in viso come unascolaretta smascherata, afferrare con rabbia quella foto, schiacciandomelacontro il cuore, restando a viso basso e reprimendo listinto di piangere.Proteggo quel Draco e quellHermione della foto, nascondendoli dalla lucescomoda e falsa della realt presente, del mio imbarazzo crescente che neancheinsegue il suo sguardo che immagino gi tronfio, presuntuoso, colmo disicurezza molesta e mortificante.

Dun tratto,lo sento con una parte della mia mente muoversi per la stanza, fare qualchepasso incerto ed in silenzio, fermarsi davanti alla libreria della camera diSerenity. Spio le sue spalle, abbasso furiosamente il capo quando lo vedovoltarsi ed avvicinarsi a me, di nuovo. Resta ancora immobile qualche istante,soppesandomi ancora, poi sospira a lungo, forte, come a darsi coraggio. La suamano raggiunge fulminea e veloce il mio polso, staccandolo dal mio petto con unmovimento che mi mozza il fiato, per quanto veloce, naturale, dolce. Le suedita corrono rapide lungo il polso e la mano, forzando le mie dita per aprirsi,prima di intrecciarsi a loro con decisione. Ha la mano calda, caldissima,rovente. Incapace di fare qualsiasi cosa, lo sento trascinarmi piano fino alletto di Serenity, prima di sedersi. Mi invita in silenzio a fare altrettanto.Fa ancora un grosso sospiro, non lascia la mia mano neanche per un secondo, nonobietto, non mi tiro indietro, non la lascio. Forse perch mi aiuta a nonperdere lequilibrio. O forse perch, come tutto il resto di lui, mi mancatacos tanto che se ne posso godere con una scusa qualunque, lo faccio e basta,prima che si risvegli lorgoglio.

In silenzio,non spostando neanche laria, mi porge qualcosa.

Un libro.

Un semplicelibro dalla copertina di pelle rossa, con ghirigori dorati che inanellano laparola Fiabe .

Un semplicelibro per bambini, dallaria antica, magari anche pregevole, ma niente chepossa sembrarmi familiare e giustificarmi la sua volont di mostrarmi qualcosa.

Lo tengosulle ginocchia per qualche istante, poi lui sussurra quieto: Aprilo. Ha unavoce diversa, pi morbida rispetto a prima. Incerta, tremante persino.

Sfoglio lepagine senza capire, con attenzione, apparentemente disinteressata. solo unaraccolta di fiabe, niente di che. Ad ogni pagina, con il racconto, siintervallano bellissimi disegni dei personaggi, fatti con gli acquerelli. Nonnoto niente di particolare, niente che mi faccia sobbalzare: sono storieordinarie. La Sirenetta, Cenerentola, la Bella Addormentata nel Bosco,Raperonzolo, Biancaneve.

Storieadatte ad una bambina. E difatti, i disegni sono tutti di bellissime e grazioseprincipesse che prima lottano, combattono, e poi si godono felici il loro lietofine.

Qualcosa,per, ad un certo punto mi fa salire i brividi sulla schiena. C qualcosa inquei tratti che, a sua volta, mi ricorda qualcosa. Lo stile, le pennellatedelicate eppure decise, il modo di dipingere gli occhi come se fossero la partepi importante del viso, la carezza ai corpi femminili come se lartista lipossedesse e l, subito, in modo fulmineo, capisco che i disegni sono diDraco.

Ha lo stessoidentico stile di quando dipingeva Helena. Difficile non rendersene conto, sololui riesce a vedere la bellezza in ogni cosa, trasformandola, trasfigurandolapersino.

Ed perquesto che, di primo acchito, neanche me ne accorgo. Per questo che, anche seera cos evidente, io non me ne rendo assolutamente conto, se non dopo qualcheminuto, bruciandomi il cuore.

Come la suamente mi ha visto in modo ben diverso da come pensavo che fossi, cos ha fattoanche la sua arte nei cinque anni in cui non ci siamo visti.

La mia mano,nella sua, ha uno spasmo improvviso, pallida imitazione di quello che scoppianel mio petto.

Ogniprincipessa, nel libro di fiabe di Serenity, ha il mio viso.

Questocapitolo, mio malgrado, merita una spiegazione. Se mi avete seguito in questianni, se a vostro rischio e pericolo, ancora lo fate, sapete pi o meno comesono e chi sono. Sono una che si nasconde dietro questa storia, che non amaparlare granch al di l di questa, che si imbarazza per i complimenti e haanche difficolt a rispondere alle recensioni, perch spesso le sembra di direle stesse cose e di non meritarsi nulla di quello che riceve. Sono una personalunatica ed emotiva: e in questa storia, negli anni, ho trasfuso talmente tantodi me stessa, che quando sar finita probabilmente perder un forte pezzo di mestessa. Questa storia, che nata come una fic , mi hadato tanto, tutto. La determinazione a capire che cosa voglio fare della miavita e dove sto andando. La consapevolezza di chi profondamente sono. Lamiciziae la vicinanza di persone meravigliose. Un punto di vista sul mondo e su quelloche penso e vivo.

Ecco,cosa Halft per me, oggi.

Edecco perch questo spaventoso ritardo merita una spiegazione.

Nonmi annoier con il racconto della mia vita, con quello che mi successo inquesti mesi, dalle cose pi piccole e belle, a quelle pi grandi e terribili. Nonmi esibir nel patetico lamento di uninfelice ed occupata persona, che a tempoperso fa finta di essere una scrittrice. Non ve lo meritate, insomma. E neancheaggiunger che sono una persona perfezionista, ed il capitolo non vede lapubblicazione finch non sono soddisfatta; e nemmeno che ormai una storiacos complessa che seguirne ogni personaggio ed ogni storia, non semplicissimo. Non vi incuriosir dicendo che ho gi in mente il seguito diquesta storia, che per non so ancora se pubblicher su EFP visto che quasidel tutto una storia mia, e che quindi dissemino gi Halft di indizi. E neanche mi giustificher con la parabola rilassante di sapere cheormai mancano solo una manciata di capitoli alla fine.

Piuttosto,vi chieder scusa, a tutti voi, per lenorme ritardo. Scusa e basta. Perch,non ve lo meritate. E non ci sono giustificazioni, le mie, che tengano. Se nonseguirete pi questa storia, vi capisco. Se vi siete arrabbiati, sentiti presiin giro, ancora vi capisco.

Ionon abbandoner mai Halft . La completer, la scrivertutta come credo e spero. Ma purtroppo non sono una da un aggiornamento almese. Non lo sono mai stata. Ma non vorrei neanche diventare una da unaggiornamento allanno. Quindi in questa sintesi, sta il senso del mio scusa.

Masta anche il senso del mio grazie.

Alleragazze del gruppo di Halft , che sempre mi seguono,incoraggiano e capiscono. Ad una mia amica, che non nomino perch lei sa chi ,ed lunica che sente e vive questo sogno con me, leggendo questa storia. Ai lettoriche non mi insultano, ma che mi recensiscono. A chi sente questa storia,dentro. A chi si lasciato cambiare da essa.

Graziequindi ad Astoria GM e allessersi sentita prolissa. Grazie del fatto che tisei incollata gli occhi al pc, e grazie anche del tuo punto di vista. Io adoroIlai, ma sono terribilmente parziale. Ho voluto scrivere una storia vera,quindi sono quasi felice dellangoscia che provi. E del fatto che,oggettivamente, proprio perch esiste anche Ilai, proprio perch esiste ancheRaissa, non si sa come potrebbe finire. Grazie.

Graziea Feffola della pazienza, dellessersi preoccupatache ci fossero motivi gravi per la mia assenza. Grazie di avermi rassicuratosul fatto di non essere pesante.

Graziea GHIM 92, per avermi definito una delle pi belle storie su EFP. Non so se siavero, ma tant grazie.

Graziea Nyteshade e scusa se ti ho fatto sentire come seavessi perso qualcuno, quando hai visto che non aggiornavo da cos tanto.

Graziea DAFNEDAFNE, se ti sembrato che i personaggi non fossero stravolti, ma solocresciuti. Per una fanatica dellIC come me, fa davvero molto.

Grazie Asaq , e spero che alla fine tuo figlio la merenda labbiamangiata!

GrazieAlchimista93, e grazie di tutte le tue domande. Perch sono tutte cose chevorr inserire nel seguito.

Egrazie a tutti gli altri che mi hanno recensito, ma che al momento non ricordose ho risposto, ringraziato, scritto via facebook oaltro. Prometto e qui mantengo, che alle recensioni risponder qui, non viarisposta automatica, a meno di domande urgenti. Perch altrimenti me nedimentico, e sono costretta ad una nuova parabola di scuse.

Quindila sintesi : scusate. Vi ringrazio. E se ci siete ancora, e se qualcosa non vi chiaro, contattatemi pure.

Cassie.