No rest for the wicked
No rest for the wicked
Draco edHermione sono riusciti a fuggire dalla trappola tesa da Astoria, alias Summer Layton , che si alleata con Pucey e Montague, gli assassinidi sua sorella Helena, per uccidere entrambi dopo aver compreso il legame cheunisce i due. Hermione, ancora parzialmente sotto il controllodelloZahirche Astoria, con linganno, le ha fatto creare, senzavoce e sotto il pesante rischio di essere nuovamente controllatadallaGreengrass, che vuole che uccida Draco. Questultimo lha portata acasa di Pansy Parkinson, per proteggerla, prima di recarsi in un luogosconosciuto, senza riuscire a parlare con Hermione e senza sapere che laragazza innamorata di lui e che leffetto delloZahirparzialmente sopito. Draco per aiutare Hermione a tornare s stessa, haconvocato una sua vecchia conoscenza, la figlia di Igor Karkaroff, Raissa, chele ha detto che lunico modo per tornare libera, sarebbe concentrarsisullamore che Draco nutre per lei. E per farlo, le mostra i ricordi che Dracoha su di lei, conservati daBlaiseZabiniper farli vedere aSerenity, qualora fosse accaduto qualcosa a Draco stesso. Ma, mentre Hermionesta rivivendo i ricordi di Draco, essi sembrano scomparire nel nulla. Al suorisveglio, Hermione apprende che cosa Draco sta facendo: si rivolto ad undemone, Adamar, per ottenere i poteri necessari per difendere Hermione eSerenity da Astoria. Il prezzo per tale demone sono i suoi ricordi di Hermionestessa, la cosa pi preziosa che ha, per questo essi sono scomparsi. Se Dracofallisse la prova oppure decidesse di ritirarsi dalla stessa, Adamar glirestituirebbe i suoi ricordi. Ad Hermione, non resta che aspettare che Dracoritorni. Insidiata da Dimitri il fratello di Raissa ed oramai vicina a perderele speranze, una sera di pioggia, Hermione distingue unombra nel vialettodingresso della casa di Pansy. Draco che misteriosamente riuscito atornare. I due finalmente si riuniscono e passano la notte assieme. Trascorronodieci giorni assieme di perfetta felicit: decidono di contattare Harry perrivelargli la loro situazione, ma il Ministro ignaro che Astoria abbia unaspia nella sua cerchia pi fidata. Nonostante i tentativi diBlaiseeDraco, la spia non viene individuata e, quindi, sono costretti ad usareDaphneGreengrasse una sua passata relazione con il Ministro, percontattare Harry, in modo che non lo sappia nessuno. Daphne verr avvicinata daPansy, la sera del suo compleanno, quando d una festa a casa sua. Nella stessaoccasione, Draco chiede ad Hermione di sposarlo: la ragazza, raggiante, sta peraccettare, ma vedendo lanello con cui Draco la chiede in moglie, che lostesso anello di Helena, crolla e decide di prendersi del tempo per pensare,dilaniata dal dubbio che Draco non la ami quanto abbia amato Helena stessa. Idue si lasciano momentaneamente, ed Hermione esce nel giardino della villa.Intanto nel futuro, dopo cinque anni, Hermione tornata a casa di PansyParkinson assieme a Seth e a suo figlio Alex. Pansy, che adesso sposata conDean, per, non sa dove Draco sia.Dean, per, le rivela che Draco, cinqueanni prima, andato via da l con Raissa Karkaroff, la sorella di Dimitri.Hermione, sempre pi vicina a perdere le speranze, ricordando gli eventi deglianni passati, ripete che la sera del compleanno di Pansy stata lultima serain cui ha visto Draco. Quella sera, infatti, Hermione venne rapita da DimitriKarkaroff che si era alleato con Astoria, Pucey eMontague, proprio per separarla da Draco e farne la sua regina. La crudelt ela determinazione di Dimitri a fare sua Hermione, si spingono al punto dicatturare anche Hayden, lamico babbano che Hermione frequentavaprecedentemente, ferendolo gravemente e rendendolo incapace per sempre dicamminare. Nella sua prigionia nel castello di Dimitri, per, Hermione apprendedi essere incinta di Draco, cosa che spinge Astoria, sterile e desiderosa difare suo lultimo erede dei Malfoy, cosa che sicuramente le garantirebbe lapossibilit di riavere Draco, a prendere tempo con Dimitri e ad ingiungergli dinon toccare Hermione nel tempo della gravidanza. La ragazza, per, dopo diecigiorni, viene liberata dalla prigionia da Helder, la sua amica Empatica, Harrye Ron, ma durante la fuga, batte violentemente la testa, restando in coma pertre mesi. Al suo risveglio, si trova in Italia, dove gli amici la tengononascosta, fingendo persino un matrimonio con Ron, fino a quando Hermioneapprende della morte di Dimitri ed Astoria, potendo tornare in Inghilterra consuo figlio per cercare Draco. Una traccia per trovare Raissa risiedeinaspettatamente in un incontro che Draco, incalzato da Adamar durante la suaprova, aveva fatto nellaldil: una donna di nomeTatia Krasova gli aveva chiesto di riferire ad Hermione ilsuo nome in modo che si ricordasse di lei. Hermione, per, non la conosce.Cinque anni dopo, tuttavia, Hermione, Dean, Pansy e Seth scopronocheTatia Krasova era una profetessa,il cui nome era stato celato e nascosto da Raissa, strappando la pagina di unlibro, testimoniando quindi un probabile contatto tra le due. Tatianon voleva che Hermione si ricordasse di leicinque anni prima, ma in quel momento, alla scoperta del gesto di Raissa.Hermione riesce a scoprire dellultima dimora diTatia Krasova : era in Finlandia dove era sposata con un uomo dinome Ilai Radcenko. A casa diTatia, Hermione trova una lettera destinataa lei dalla ragazza e scritta ben dieci anni prima e dove lei le dice tuttoquello che le accaduto, rivelandole anche che Raissa sente ancora Ilai di cui innamorata.Tatiaera unamica dinfanzia di Dimitri e Raissa,sebbene fosse pi piccola di loro, i tre erano cresciuti assieme comefratelli.Tatiada sempre dotata di un fortissimo potenziale magico,aveva da sempre attratto lindole scientificamente curiosa dei fratelliKarkaroff, specialmente di Dimitri, che ne era ossessionato molto pi cheinnamorato. Quando perTatiaed Ilai si erano innamorati, Raissaaveva finito per uccidere casualmenteTatiae Dimitri le aveva fattopromettere di aiutarlo a fare sua una donna che suscitasse in lui lo stesso interesseche gli aveva provocatoTatia, altrimenti avrebbe rivelato ad Ilai il nomedellomicida della moglie. Hermione quindi, conosciuta la verit, ritorna inInghilterra con Ilai, Dean, Seth e Pansy, ma giunta a casa di Draco, scopre unacosa straziante: Serenity chiama Raissa mamma. Interrogando con il Veritaserumla bambina, scopre che Draco sta addirittura per sposare Raissa stessa;distrutta, Hermione decide di andarsene senza incontrare Draco e di partire perla Finlandia con Ilai, a cui la lega una complicit sempre pi stretta. Ma,alla festa di paese dove andata con suo figlio e i suoi amici prima dipartire, qualcuno dal palco chiama il vincitore del secondo premio di unalotteria. Viene annunciato a gran voce il nome di Serenity, facendo presagireche la bambina non sia ovviamente da sola. Ma lattesa di Hermione si rivelavana: Serenity non con Draco, ma con Raissa che, pazza di gelosia nellaverintuito un legame tra Ilai ed Hermione, usa un Incantesimo per far comparireDimitri, mai morto e sempre pi ossessionato da Hermione. Le ordina di uccidereDraco ed Ilai e lega Alex a s stesso, di modo che qualsiasi cosa gli succeda,accada al bambino: Hermione ha solo tre giorni per impedire che lassimilazionediventi definitiva e che Dimitri non si suicidi, trascinandosi dietro anche ilfiglio. Tornata a casa di Draco, Hermione distrutta ricambia il bacio di Ilai,poco prima che Draco ricompaia nella sua vita. Lincontro tra i due non idilliaco. Entrambi si sentono traditi luno dallaltra, in virt dei legamiintanto sorti tra Hermione ed Ilai, e tra Draco e Raissa. Le cose peggiorano,quando in modo rocambolesco e a causa dellintervento dei Karkaroff, Dracoscopre prima che Hermione gliene possa fare parola, che Alex anche suofiglio. La scoperta lo distrugge emotivamente e psicologicamente, minando forseper sempre la fiducia nei confronti di Hermione. Il clima diventa ancora picomplicato e ingestibile, quando Draco ed Hermione apprendono dallEmpaticaHelder di essere finiti nellocchio del ciclone di una guerra millenaria tra ildemone Adamar e gli Empatici. Non potranno sconfiggere i Karkaroff eriprendersi il loro figlio, se non supereranno una prova imposta dal demone chetester il sentimento che li unisce. Il loro amore, difatti, cinque anni prima,assieme alla creazione e distruzione delloZahire al ritiro dallaprova di Adamar a cui si era sottoposto Draco, ha scatenato una serie di eventiche li designa come unici possibili vincitori nei confronti del demone: sololoro possono invocare laSolutiodamnationis, lo scioglimento delladannazione, ossia la distruzione di ogni potere concesso da Adamar nonch dellasua stessa esistenza. La prova per complicata, difficile, dura, e Draco edHermione disperano di potercela fare, visto come si deteriorato il lororapporto. LaSolutiodamnationis per lunico modo persconfiggere Adamar, e liberarsi del potere dellonniscienza dei Karkaroff, inmodo da eliminarli. Nel piano di Helder, trovano posto tutti i loro amici, riunitiper salvare il piccolo Alex Malfoy. La prova potrebbe avere conseguenze mortaliper il pianeta, oltre che per loro due e per Ilai Radcenko, che deve fingersimorto con un complicato meccanismo biologico ed empatico, per ingannare iKarkaroff. Nonostante tutto, sebbene siano certi di non potercela fare erassicurati sul destino dei loro figli qualora la prova vada male, Draco edHermione accettano di sottoporsi allaSolutiodamnationis. Dopoessersi chiarita con Ron, Hermione parla con Serenity, raccontandole di suo fratelloAlex. Ma proprio durante la conversazione con la bambina, mentre mostra a Dracole fotografie del loro figlio, dal suo album di foto ne compare una di lei conDraco, scattata e conservata di nascosto da cinque anni prima. allora cheDraco mostra ad Hermione un libro di favole disegnato da lui, per Serenity.Ogni principessa del libro ha il volto di Hermione. la molla per la peggioredelle rivelazioni possibili. Sebbene entrambi sono consci di essere ancoraprofondamente legati luno allaltra, Draco ed Hermione affrontandosi sirendono conto di essere innamorati del loro passato, pi che di loro stessi almomento. Troppo dolore e rancore intercorso tra loro, e purtroppo ormai nonsanno se potranno recuperare loro stessi vista limminente prova con il demone.Disperando di poter tornare vivi, in un clima di tregua indotto dallecircostanze, restano assieme per la loro ultima notte.
Devi ricordarti sempre che hai un debito verso questi personaggi.
Dedico questo capitolo a Demetra, per tutto quello che mi ha dettomentre scrivevo questo capitolo, ricordandomi perch sono unapseudo-scrittrice.
Capitolo 45 No rest for the wicked
Quando Dracoesce dalla stanza si porta via tutto. Luce,calore, pace.
Il primoistinto che mi colpisce svogliato alla bocca dello stomaco, di stendermi sulletto alle mie spalle ancora impregnato del suo profumo e di nascondermi sottole coperte fino allalba.
Forse, non stata una buona idea restare da sola.
Lindolenzaminaccia di paralizzarmi mentre aspetto chiss che cosa piangendo,disperandomi, sprecando tempo e basta. Respiro quindi a fondo, con una mano sultorace, decisa, cercando di darmi coraggio e di focalizzare tutte le mieenergie sul tempo che mi resta.
Due ore. Mancano due ore allalba.
Mi guardoattorno spaesata, apparentemente ho tantissimo da fare ma niente, davvero, concui riempire il tempo. Un po di vento notturno mi scompiglia i capellisoffiando dalla finestra e costringendomi a trattenerli con una mano. Un gemitodi profumo diverso mi raggiunge lenarici. Odore di fiori, fresco, gentile, dolce. Nella luce pigra della lampadaazzurra sul comodino di Draco, noto qualcosa che inspiegabilmente attira la miaattenzione addormentata. Aggrotto le sopracciglia in direzione del profumo insolitoed allungo un braccio verso un libro che forse Draco stava leggendo, prima diaddormentarsi. Ne riconosco subito la copertina con un tonfo al basso ventre.
Orgoglio e pregiudizio.
Sorrido inmodo triste, malinconico, ripensando alle parole di Draco di poco fa.
Quando ho pensato che fossi andata via ho comprato comeunidiota Orgoglio e pregiudizio, ma lho richiuso dopo tre capitoli
Forse, nonriuscendo a dormire, ha cercato di andare oltre nella lettura.
A fare dasegnalibro, una piccola peonia bianca incantata con la magia perch sia cospiccola da stare in un libro, sia sempre in fiore e sia sempremeravigliosamente bella. La sfioro con le dita, soffice e fragile comevelluto. Con curiosit, nel nitore accecante che emana, noto una piccola macchiettanerastra.
La studiomeglio, avvicinando il fiore al viso. Il profumo cos dolce che mi stringe ilcuore. Sussulto stringendo le spalle: non una macchiolina. una piccolissimaserie di lettere, calcate delicatamente con linchiostro nero di una piuma. H.J.G..
Ed laprima volta nella vita che so che non sono le iniziali di Helena, ma le mie.
Una peonia bianca per alcuni significa una ragazzaindimenticabile per bellezza ed arguzia.
In Oriente, simboleggia coraggio: i guerrieri se lo tatuavanoa grandi petali sulla pelle.
In Occidente, simboleggia il matrimonio, il coronamentodi un amore scelto dal destino.
Per gli antichi, proteggeva dal male.
E per altri ancora, un fiore che significa rabbia.
Quale significato hai scelto tu, Draco, da associare ame?
Accarezzo ipetali del fiore con sconforto comprendendo che non lo sapr mai: lincantesimosulla peonia mi impedisce anche di capire se labbia sempre avuta, o labbiacolta solo stanotte. Nel dubbio, in ogni caso, la nascondo nelle pieghe degliabiti che indosser per affrontare Adamar, come se stessi portando con me unamuleto magico.
Conquellodore ancora nel naso a solleticarmi gli occhi di lacrime, decido primadi tutto di lasciare un messaggio alle persone che amo. Dubito di riuscirle asalutare degnamente adesso, visto che io e Draco abbiamo concordato di tenereper noi quanto consideriamo impossibile tornare. Trovo la mia bacchetta sullalibreria di fronte al letto di Draco. Probabilmente lha portata qui dopo il nostroscontro nel ripostiglio. Estraggo quindi una scatolina di argento smaltato incui riponevo gli anelli quando non li indossavo, per conservarli al sicuro invaligia. E la incanto perch, come fece Helena ormai sei anni fa, trattenga ilsuono della mia voce e lo trasmetta, una volta aperta, ai miei genitori e aimiei amici. Piango naturalmente, ma cerco di tenere ferma la voce per impedireche ricordino questo di me. Soffoco le lacrime nel palmo quando non riesco aparlare e, ad ognuno di loro, lascio un messaggio, un ringraziamento, unaraccomandazione, una frase affettuosa.
Concludo conuna comune esortazione. Per favore,prendetevi cura di Alex e Serenity.
Con lui, conmio figlio, non parlo. Ho altro in mente. Non pu sentire che cosa ho dettoagli altri, non adesso. Quindi, ancora a costo di lacrime e di un sapore amaroin gola che mi induce a tossire spasmodicamente, scrivo una lunga lettera e lanascondo nel libro del Piccolo Principe che ho ancora in valigia. La incantoperch, come fece Tatia con me, solo Alex la possa leggere e non prima del giornodel suo diciassettesimo compleanno.
Lo consideroil tempo ottimale perch lui possa conoscere tutta la verit.
Gli dicotanto, troppo : che lo amo, che sonofiera di lui, che sono certa che diventato tutto quello che voleva diventare,che sicuramente ha gi una ragazzina che gli fa battere il cuore, che suo zioDean fissato che questa ragazzina sia Charisma. Gli dico che, qualunquepersona sceglier di essere, con chiunque decida di condividere la vita, io sardalla sua parte. Gli dico di amare sempre, e non pentirsene mai, perch io nonmi sono mai pentita di aver amato.
N te e neanche tuo padre.
E gli dicoche, dovunque sar, non smetter mai di stargli accanto.
Nessun Dio odiavolo potr impedirmelo.
Con cura,ripongo la lettera nel libro che, a sua volta, nascondo nella valigia. Sistemosul letto i vestiti di Alex, li piego con attenzione per lultima volta,sbattendo continuamente le lacrime per impedirmi di crollare. E, conmaniacalit, compilo una lista per Pansy e Dean su tutto ci che devono saperesu Alex: i vestiti che adora, i suoi libri preferiti, cibi o medicinali a cui allergico, malattie che ha gi contratto, vaccinazioni, fratture, patologiepregresse mie o di Draco, altre vicende mediche accadute durante la gravidanzae il parto. Ripiego la lista in due e la sistemo accanto alla scatolinaincantata, al libro del Piccolo Principe e alla lettera per Alex. Quandofinisco, respiro di nuovo. La luce allesterno lievemente pi chiara.
Per eliminarele tracce di quel pianto, mi faccio una lunga doccia con acqua bollente,godendomi il tepore sul mio corpo. Lacqua nelle mie orecchie non riesce, per,ad ovattare del tutto i miei pensieri che ripetono con accenni duri e strozzatiuna sola litania.
Fa male. Fa malissimo.
Scuoto ilcapo a tenerli fuori da me stessa, mentre mi asciugo velocemente. Indosso unpaio di jeans corti ed una camicia rossa, cos che possa sentirmi me stessa.Per lo stesso motivo, impulsivamente, punto la bacchetta contro i miei capellie li ordino di ricrescere: ricadono adesso in morbide onde sulle mie spalle.Assomiglio alla mia me stessa della guerra contro Voldemort, cosa che voglioprendere assolutamente come un buon presagio.
Lultimacosa che faccio, prima di scendere di sotto ed indossare la mia miglioremaschera di calma e seraficit, poggiare sul letto la scatola di lattaazzurra con le novecento e tredici lettere per Draco.
Sono tue. Sono sempre state tue.
A farcompagnia al ricordo dei miei cinque anni in Italia, c anche lanello diNarcissa Black. giusto a questo punto, visto che non mai stato davvero mio,che io lo lasci a Serenity.
Il mio solobagaglio la collana di Tatia, lanello di Ron con la pietra rossa e la peoniabianca di Draco.
Quando michiudo alle spalle la porta della camera di Draco, mi sorprende il silenzio delcorridoio e del resto della casa. Tutti evidentemente devono essersi addormentati.I miei passi riecheggiano forte, quindi decido di andare in giardino cos daevitare di svegliare qualcuno e di dover intrattenere conversazioni che non hola forza di tenere. La porta della camera di Serenity chiusa, mi fermo adisagio davanti ad essa.
ImmaginandoDraco e Serenity l, abbracciati, in quel letto piccolo e femminile al profumodi ciliegia e lavanda.
Li invidio,come li avevo invidiati anni fa a Wonderland, stretti in quel vincolo damoreda cui mi ero sentita esclusa.
InvidioDraco, perch ha una figlia da stringere, prima di morire.
InvidioSerenity, perch ha lui da stringere, prima di perderlo.
Cancellandoquei pensieri, continuo a camminare nel corridoio, sentendo con una parte dellamia mente qualcuno parlare a mezza bocca. Ilsangue troppo, davvero troppo. Aggrotto le sopracciglia guardandomiattorno ed intravedo Theodore Nott che parlotta con Blaise Zabini, tenendo unlibro in mano. Probabilmente qualche stupido racconto dellorrore: come se nonne stessi vivendo uno sulla mia stessa pelle. Li studio con silente rimprovero,borbottando a mezza bocca, ma loro non si curano di me, sbuffando rumorosamenteguardandomi. Per tutti loro, in fondo,oggi solo una gita nella memoria con i vecchi compagni di scuola. Scendodi sotto, dove c unaria stagnante di sonno e pace. Pansy profondamenteaddormentata, distesa su un fianco sul divano, una mano sulla pancia ancorainesistente. Ha sul viso un sorriso che non le ho mai visto, meraviglioso,luminoso e bellissimo: libero. Fainspiegabilmente sorridere anche me, anche se non so da che cosa sia causato,se dalla gravidanza, oppure da altro. Dean seduto sul tappeto, un braccio piegato e poggiato sul bracciolo del divano apoca distanza dalla testa della moglie, su cui tiene una mano aperta come aproteggerla anche nel sonno. Ha la bocca spalancata, russa un po, eppure non credoche sia mai stato cos felice. Mi porter questo ricordo stupendo di loro, diquello che sono, di come avrei voluto somigliarli anche solo un po. Mi guardoattorno nel resto del salone, il cuore gonfio di una sensazione insopprimibiletra la tristezza e la tenerezza. Ron si addormentato anche lui, vestito ditutto punto, seduto sullaltro divano a braccia incrociate, unespressioneaggrottata sul viso. Natalie dorme serena accanto a lui, la guancia poggiatasulle sue ginocchia. Elias, invece, riposa nel passeggino poco distante. sporgendomi oltre che ho la sensazione davvero di stare per crollare: sultappeto, per terra, Seth russa della grossa con le braccia e le gambespalancate stile stella marina. Attaccate ai suoi fianchi, una a destra ed unasinistra, ci sono Charisma e Lily profondamente addormentate a loro volta. Sulpetto, per, c unaltra bambina che non credo di aver mai visto. bionda, hala pelle chiarissima ed indossa un vestitino di lino bianco con la stampa diravanelli fucsia. Sorrido, anche se non me lavessero presentata, sapreiperfettamente chi .
Kara, la piccola di Luna Lovegood.
venutaanche lei quindi
Dal numerodi giochi sparsi in giro e dalla faccia di Seth, impiastricciata con ipennarelli per farlo somigliare ad un panda, deduco che devono aver giocatofino a crollare esausti.
Sarai un buon padre, in fondo.
Anche lui,sono felice di poterlo ricordare cos.
Quel sensodi pienezza tra i polmoni che rischia per di gonfiare il muscolo cardiaco alpunto di farlo esplodere, mi spinge a correre fuori nel giardino, a contattocon la luce chiarissima dellalba ormai imminente e con il vento che spira ilvociare inesauribile delle rondini che si risvegliano. Riprendo fiato,poggiandomi con la fronte al tronco di una magnolia, chiudendo gli occhisofferente. J
Una serie dirumori soffocati per mi costringono a riaprire le palpebre immediatamente,mentre aggrotto le sopracciglia e ne cerco lorigine. Sembrano provenire da unpunto imprecisato alle mie spalle dietro alcuni alberi che descrivono unapiccola radura seminascosta del giardino di Draco. Incuriosita o forsesemplicemente vogliosa di distrarmi, faccio qualche passo in quella direzione,uscendo dal sentiero che descrive il perimetro della propriet ed addentrandominel terreno brullo e coperto da aghi di pino. Mentre sposto qualche ramo bassoche minaccia di farmi sbattere la testa, mi rendo conto del punto preciso dacui arrivano i rumori soffocati che, ancora, non distinguo pienamente. dallaparte opposta rispetto alla casa, in un angolo completamente nascosto dallavegetazione. Non appena i suoni assumono una dimensione lievemente pi chiaramostrandosi somiglianti a rantoli confusi, penso semplicemente ad un animalesofferente ed afferro la bacchetta, pronta sia a curare la bestiolina, che adifendermi da un probabile attacco.
Quando perscosto con attenzione un ulteriore ramo basso di pino marittimo ed aggiro unaltro paio di alberi, la vista che mi compare davanti agli occhi mi agghiacciail sangue nelle vene, costringendomi a fare qualche passo indietro, come se neavessi avuto un contraccolpo sordo al centro esatto del petto.
Di fronte ame, con un ginocchio poggiato sul fogliame secco ai piedi di un grande albero,non c alcuna bestia ferita.
C Ilai.
Ha il voltoemaciato, scavato: la pelle del viso terrea, bianca, ma segnata da profondemacchie violacee che somigliano terribilmente a lividi ed ematomi nonriassorbiti. Inspiegabilmente sembra persino dimagrito ed anche meno alto delconsueto, mentre cos piegato al suolo. Non sembra assolutamente il ragazzoche ho baciato ventiquattro ore fa e che mi ha cullato nel sonno: non ha pinulla di quella placida e serafica sicurezza, ma unespressione addolorata ecompletamente devastata dalla sofferenza fisica. Non si ancora accorto di me,quindi ho tutto il tempo di rendermi conto di che cosa sta accadendo. I versiche ho sentito era lui. Chino alsuolo, tossisce ancora un paio di volte, il torace completamente sconquassatodai sussulti.
La mano che sitiene premuta sulle labbra si bagna di sangue che gronda copioso dalla suabocca, allargando sempre di pi una gi ampia chiazza sul terreno, di cui nonmi ero ancora accorta.
l checomprendo la gravit della situazione e che, senza ulteriori indugi, corroverso di lui, chinandomi in ginocchio alla sua altezza e prendendo il suo visotra le mani cos da poterlo guardare in faccia.
Ilai! O mioDio! gemo in preda allansia e allangoscia, mentre lui mi guarda con lepupille dilatate per il terrore. Trattiene ancora la mano insanguinata sullabocca e sembra reprimere a fatica un ulteriore accenno di tosse che minaccia diesplodergli in petto. Poi, accorgendosi della mia attenzione per la mano sporcadel suo sangue, sembra cercare di fare un cenno noncurante e disinteressato chevoglia rassicurarmi, ma nessuna sillaba lascia le sue labbra come se fosseanche in debito di ossigeno.
Ilai cheti succede? chiedo ancora disperata, i pollici che cercano di cancellare ilsudore freddo che gli impregna la pelle fredda del viso, poi con fermezza locostringo a spostarsi verso un albero vicino cos che possa appoggiare laschiena contro il tronco. Lui asseconda i miei movimenti con lentezza come sefosse esausto, e continua a premere la mano sulla bocca.
Il sanguecontinua a gocciare tra le dita, mandandomi nel panico.
Vieni qui,siediti, riposa hai bisogno di acqua? Vado a prendertela dico stupidamente,completamente disorientata, non capendo nulla di quello che sta succedendo enon riuscendo nemmeno a capire lorigine dellemorragia. Mi guardo attorno cercandoaiuto, portando alla memoria nozioni di primo soccorso che si affannano lunasullaltra senza alcun senso. Siamo troppo lontani dalla casa, devo tornareindietro da sola e se lui intanto proteggilo,Hermione, per favore proteggilo come faccio io Tatia glielo hopromesso deve vivere, come faccio?
Il miocervello va completamente in corto circuito e la sola cosa che continuo apensare a portargli quella maledetta acqua, che non so che diamine di utilitpotrebbe davvero avere con una cosa del genere. Faccio quindi per alzarmi inpiedi per correre verso la casa, quando sento la mano di Ilai chiudersi sul miopolso fermandomi. I capelli mi sbattono in faccia, facendomi ricordare diaverli di nuovo lunghi e restituendomi un po di chiarezza mentale, accucciandoil panico in un angolo di me stessa. Lapelle della sua mano ancora calda. ancora la sua.
Lo guardo inviso, una calugine di lacrime che mi impedisce di metterlo bene a fuoco. La diradosbattendo furiosamente le palpebre. Ha il viso lievemente pi roseo, menopallido. Il sangue ha smesso di scorrere. La mano resta sporca, ma riescefinalmente a staccarla dalla bocca senza che nuovi conati possano scuoterlodallinterno. Il petto per si alza e si solleva ancora troppo velocemente: lovedo quindi poggiare sofferente la nuca contro il tronco dellalbero, dopo averlasciato il mio polso ed avermi fatto cenno con la mano di restare dove sono.Portandomi i capelli indietro con entrambe le mani per fermare il tremore nelledita, mi chino di nuovo e mi avvicino a gattoni nuovamente a lui, studiando ilsuo viso e le ombre che ne mangiano la salute. Ed l che, seguendo unatraccia di sudore che scivola lungo la mascella morendo nel collo, notoqualcosa che di primo acchito non avevo notato. Senza rendermene conto, miavvicino ancora a lui, approfittando del fatto che stia riprendendo fiato adocchi chiusi con la testa ancora poggiata mollemente al tronco dellalbero. Nonriuscendo ancora a capire di che si tratta, le dita che mi tremanoconvulsamente, sposto con delicatezza i lembi solo accostati della sua camicia apertaper i primi tre bottoni a lasciare scoperta unampia porzione del torace. Quelmovimento fa trasalire Ilai che, dimprovviso, spalanca gli occhi e ferma lemie mani, stringendomi per i polsi.
Iniziandofinalmente a comprendere di che cosa si tratta, la mia voce ingiunge minacciosae colma di livore: Cosa sono? Fammi vedere.
Ilai negacon il capo ancora incapace di parlare: ha gli occhi pi chiari di prima,eppure appaiono ancora spalancati, terrorizzati. E comprendo subito che non il dolore a tenerli sbarrati e dilatati su di me come anche poco prima, quandomi ha vista arrivare. Non era la sofferenza, no.
Non voleva che me ne accorgessi. Non voleva che losapessi.
Fammelevedere subito! urlo allora sullorlo delle lacrime, stringendo i pugni edigrignando furiosa i denti.
Ilaitrasale, si stringe nelle spalle, ha un sussulto nelle mani che ancorastringono i miei polsi. I suoi occhi assumono una piega carezzevole, tenera,come se ancora cercasse di calmarmi solo con lo sguardo, dato il mutismo chelapnea del respiro ancora gli impone e i rantoli del dolore ancora non deltutto scomparso. Restiamo per qualche secondo immobili, io in ginocchio difronte a lui, le dita ancora artigliate al colletto della sua camicia, mentrelui mi tiene ancora per i polsi, il respiro affannoso e spezzato. Il sanguevischioso sulla sua mano sporca la mia pelle, lo sento scivolare caldo lungo ilbraccio. E ancora caldo, tremendamente caldo .
Sospiro alungo, gli occhi fissi nei suoi.
Alla fine,la tensione delle sue mani si allenta appena, accompagnata da un lungo etrattenuto respiro che rilascia tuttassieme con evidente e malcelata rassegnazione.Finalmente libera di muovermi, sebbene le sue mani siano ancora saldamenteancorate sui miei polsi, riapro con attenzione e delicatezza la sua camicia,deglutendo a disagio per la contemporanea intimit di quel gesto che si mescolacon lo sgomento neonato per le sue condizioni.
Il cuore misprofonda in petto, mentre annega in unincandescente lava melmosa di pena chesembra subito trovare corrispondente nellimmagine che vedo di Ilai. La pelle,che dovrebbe proteggere quel cuore di cui ho sentito mio il battito troppevolte, mangiata da lunghi e profondi segni di bruciature da cui fuoriescelodore acre e nauseabondo della carne in suppurazione. Le striature rossastree lucide attorno alle ferite rimarcano come linfezione si stia diffondendo aitessuti circostanti, contaminando il sangue. La porzione di tessuto necrotico estesa, ampia, uniforme parte dallincavo del cuore e si irradia tuttattornonello spazio occupato dai polmoni.
Il respiromi si affanna subito, diventando veloce, irato, incomparabilmente nervoso efuribondo. Sento lo sguardo di Ilai addosso, sento le sue mani sui miei polsi allentarela loro stretta e renderla molto pi dolce e gentile, eppure nella mia testasento solo le parole di Helder e la sua spiegazione di come avrebberoutilizzato Ilai nel loro piano contro Dimitri e Raissa, inscenandone unapresunta morte.
Sar possibile modulare la gamma delle tueemozioni, fino ad indurti stati di sofferenza, di dolore, di disperazione, diangoscia, in proporzione tale da mandarti in arresto cardiaco . Attraversoi tuoi occhi, vedremo quando i Karkaroff saranno vicini a te o ausculteranno iltuo cuore ed allora ti indurremo larresto cardiaco. Almeno fino a quandoHermione e Draco avranno invocato la Solutio damnationis dopo ripristineremoil tuo battito normale ed il naturale corso delle tue sensazioni. Il tuo cuore potrebbe non farcelacomunque potrebbe non resistere a questo sovraccarico di emozioni, come nonpotrebbe resistere a questi ritmi forsennati. Ti alleneremo, certo, asopportarlo, ma dipende dalla forza del tuo organismo e tu potresti moriresul serio, Ilai
E quellacosa che ti ha imposto Helder, non cos? esplodo alla fine furibonda,collegando tutti i pezzi e rendendomi maledettamente conto di come, presa dalmio sciocco egoismo, ho concesso che iniziassero ad allenarlo per questo mascheratosuicidio. Mi stacco da lui alzandomi in piedi, non riuscendo pi neanche aguardarlo, la colpa e il dolore che minacciano di detonare dallinternoriducendomi a brandelli.
Come ho potuto come dannazione ho potuto lasciarlo dasolo? Come ho potuto permettere che accadesse e a lui, poi?
Vado avantied indietro come una fiera in gabbia, prendendo a calci in modo isterico sassie foglie, prima di biascicare a denti stretti: Ti sta riducendo in questecondizioni, vero? Ma s, tanto in fondo avevano bisogno di te morto e benpresto ti uccideranno sul serio, no?.
Non niente la voce di Ilai mi sorprende, facendomi trasalire ed inchiodare sulposto come se fossi stata fulminata. la sua solita voce, calda, dolce,tenera un po pi flebile del solito, meno salda. Ma sempre la stessarespingo londata di automatico sollievo che provo nel risentirla, nonchquella spinta assolutamente inconscia ed ineluttabile che come sempre mi spingea sentirmi pi calma e serena.
Sembra pigrave di quello che 腔 aggiunge Ilai con tono casuale, cercando di sollevarsiin piedi e rinunciandoci per un nuovo tremito del torace che cerca di non farminotare inutilmente.
La vista dilui debole ed affaticato rintuzza la mia furia, spingendomi ad urlare ancora, ipugni chiusi: Sei un medico! Sei un dannatissimo medico! Credi che non losappia che potresti evitarti di soffrire se volessi?! Credi che non lo sappia?!Non puoi fare nulla! E questa la realt!. Ogni tratto di sofferenza sul suoviso, ogni residuo di sangue sulle sue labbra, invece che indurmi ad una sana epietosa compassione, mi infiamma di rabbia come benzina sul fuoco: pi fortedi me, non riesco a farne a meno. Limpotenza determinata dalle sue condizionie dal fatto di non essermi accorta prima di come stava, si traducono in unamorsa insopportabile alla bocca dello stomaco, che, in mancanza di sfogo, usalui come incomprensibile bersaglio.
Ilai sisolleva in piedi e, noncurante e distratto, aggiunge in tono calcolato: Certoche posso fare qualcosa. Solo non perconto mio . Di fronte al mio silenzio stizzito, si affretta ad unasommaria spiegazione dopo un nuovo e rantolato sospiro: La mia borsa quella dicuoio nero. C una bottiglietta di colore verde smeraldo. Falla riscaldare unpo e versaci tre cucchiaini di cardamomo, sette di tarassaco ed uno diarnica. E portamela qui con delle bende..
Senza indugie neanche unulteriore parola, mi affretto a tornare indietro verso la casa,alla ricerca della sua borsa. Ovviamente ho riconosciuto immediatamente gliingredienti che mi ha detto di prendere, nonch la pozione che dovreipreparare: una blanda pozione rinfrescante e purificante contro le scottature.Le mani mi tremano dal nervoso, mentre preparo il medicamento cercando di nonsbagliare. La casa ancora avvolta nel silenzio, ma quando sento un tramestiodi passi dal piano superiore immediatamente gelo sul posto, terrorizzata chesia Draco. So che non sto facendo nulla di male, so anche che naturalmente Ilai in queste condizioni perch sta cercando di aiutare noi due a salvare Alex. Equindi Draco dovrebbe mostrarsi solo che riconoscente e preoccupato,esattamente come me. Dubito per che, nonostante la ritrovata tregua che cisiamo imposti, vivrebbe la cosa cos. Del resto, la succitata tregua ha sensoanche e soprattutto perch abbiamo evitato di chiarire davvero ci che potrebberenderci nemici.
Ed uno deiprimi punti sarebbe stato proprio quello che provo per Ilai.
Mentremescolo distrattamente la pozione azzurrina che sobbolle in un contenitore dirame, mi lascio andare di nuovo ad un profondo sospiro.
Avessi pitempo, avessi pi vita davanti, sarei dovuta giungere ad una conclusione suquello che sento per Ilai: mettere un punto, aprire porte, concedermipossibilit, negarle in tronco.
Tutte cose che allo stesso identico modo mi atterriscono.
Invece, lacodardia che la morte vicina mi impone, mi spinge a liquidare questi pensiericome assolutamente sgraditi e inutili. Non avr alcun genere di futuro, unpuro esercizio di retorica immaginare con chi avrei preferito viverlo quel futuro.
La sola cosache sento adesso di dover fare lasciare libero Ilai: consentire che, dopolinferno che gli ho riversato addosso, lui sia in grado senza remore e colpedi non addossarsi responsabilit per la mia morte, ma di accettarla in modo abbastanzasereno, andando avanti per la sua strada. Dovrei recidere il filo rosso cheTatia ha tessuto per noi e consegnarlo ad un destino pacifico ed innocente, dandoglila mia somma benedizione per un riscatto dal dolore in un luogo e tempo dovepossa curare le sue gi incancrenite ferite.
Purtroppo, equi ancora la rabbia rischia di farmi bruciare le dita con la punta dellabacchetta, Helder stata di altro avviso, avviluppando nello stesso infamefato di morte non solo me e Draco, ma anche Ilai che in fondo un innocenteestraneo.
Come faccioquindi a morire serena, se so che anche lui sta rischiando la vita?
Come facciose so con certezza che la previsione di Tatia, quella sulla sua morte se avesseaffrontato da solo i Karkaroff, non sia vicina ad avverarsi?
Come possoripagare tutta la sua dolcezza, sicurezza, comprensione, facendogli rischiarela vita? Ed allora, pi o meno inconsciamente, torno a pensare che magari unarisposta onesta sui miei sentimenti sarebbe il minimo che dovrei tributargli,visto quello che sta passando. E l i miei pensieri ancora di pi si incartano,spingendomi ad ulteriore nervosismo verso Helder.
Come intrance, affollata dai ragionamenti, termino di preparare la pozione, prendoloccorrente per una medicazione dalla borsa di Ilai e torno a passi speditinel giardino, fino al punto dove nascosto. Il sole non ancora sorto, mancapoco ormai, lorizzonte bianco e grigio di luce occulta. Ilai sembra stare unpochino meglio. Ha il volto pi disteso e in mia assenza sembra essersi pulitodel sangue sul viso e sulla mano. Anche il respiro ansante sembra esserescomparso. Accoglie il mio arrivo con un sorriso sereno ma fioco, a cui nonrispondo, infuriata come sono. Mi inginocchio rapida accanto a lui,trasfigurando una foglia affinch diventi una ciotola di legno scuro in cuiriverso il medicamento. A testa bassa, senza aggiungere altre parole, intingola garza nel liquido azzurro e mi avvicino a lui, senza guardarlo. Con unavampata di imbarazzo, mi rendo conto che, per curarlo a dovere, dovreiperlomeno sbottonare il resto della camicia.
Con il visoche mi va in fiamme, capisco con vergogna che non sono affatto pronta epreparata ad una cosa del genere. Medito se sia possibile medicarlo anche senzasfilargli lindumento, ma la porzione di pelle visibile non nemmenolontanamente quella pi ferita ed escoriata. Maledicendo ancora Helder erimproverandomi silenziosamente per la mia stupida timidezza che non ha alcunmotivo di venire fuori proprio adesso, resto immobile con la garza in mano chegoccia antipatica sulla mia gamba.
Quando ormaisono quasi pronta a battere in ritirata per limbarazzo e per la stupidit,sento un verso di gola proveniente da Ilai.
curiosamente simile ad una risata arrochita.
Inspiegabilmenteunondata di calore mi avvolge da capo a piedi, restituendomi calma e serenite portandomi persino una piega ilare sulle labbra. Scuoto il capo come ascacciare fuori i pensieri e mi riaccosto a lui mordendomi il labbro inferiore,mentre cerco contemporaneamente di non guardarlo in faccia e di simulare nellamia goffa operazione di soccorso le movenze professionali che ho spesso vistoin Ginny. Faccio quindi scivolare i bottoni rimasti fuori dalle asole, cercandodi apparire disinvolta alla vista del suo torace, poi con lentezza esasperata dallimpaccioapro un po la camicia. Un tocco gentile ma deciso da parte di Ilai sulla pelleinterna del mio polso, mi informa con sollievo che basta cos. Con ritrovatapadronanza di me stessa, inizio con delicatezza e paura di fargli del male apassare la garza imbevuta sulla pelle ferita. Ilai si lascia andare prima ad unverso quieto di fastidio e poi ad un singulto di sollievo quando la pozioneinizia a fare effetto. Respiro di sollievo, lodore di lui torna prepotentenelle mie narici, sostituendo quello fastidioso e dolciastro della carne inputrefazione. Per qualche minuto compio le mie operazioni in silenzio, beandomidel ritrovato ritmo normale della respirazione, nonch dellaspetto delleescoriazioni che migliora notevolmente. Attorno a noi gli animali notturni siritirano nelle loro tane e quelli diurni ancora riposano beati nelle cadenzeregolate dalla natura: un attimo di perfetto silenzio al profumo di resina elegno di pino, che mi lascia dentro la sensazione di essere rimasta sola almondo assieme a lui senza pi nessuno attorno.
Persino ipensieri sembrano essersi volatizzati, annullati nel movimento meccanico dibagnare la garza, strizzarla un po e passarla sulle ferite aperte.
Graziesussurra Ilai quieto dopo qualche secondo. La mia mano si ferma, restandopoggiata sul suo petto.
Potevifarlo benissimo da solo. Mi stai prendendo in giro mormoro spazientita,comparando in modo sommario la salute della pelle della mia mano e lo statoraggrinzito e malato della sua Serve solo a curare i sintomi delle bruciaturee a mitigare il loro aspetto. Non la causa, mi stacco con un moto sdegnato echioso drastica: Adesso mi chiederai di portarti della camomilla cos dacalmare la tosse? O un bel bicchiere di latte e miele?.
Ilai siabbandona di nuovo a quella risata roca e infinitamente triste che ha leffettodi far evaporare ogni mio accenno di rabbia, svuotandomi e rendendomi soloinerme e frastornata. Ancora, nonostante tutto, non riesco minimamente apensare di sollevare il viso, neanche quando sussurra con voce dolce: Sareistata un bravo medico.
Noncambiare discorso mastico amara, spiandolo dal basso a palpebre semichiuseMi basta uno che faccia cos nellamia vita.
Lallusionea Draco mi esce fuori dalle labbra prima ancora che me ne renda conto, primache comprenda con chi sto parlando, prima che non mi scoppietti nel cervello edattorno a noi con la forza insolente e prepotente di un petardo acceso. Lagarza mi scivola dalle mani, cadendo con un tonfo soffuso sul pavimento difoglie.
Ti basta uno nella tua vita in assoluto.
La sua vocenon ha niente di rancoroso o di recriminatorio. Sarebbe stato meglio se mi stesse accusando di qualcosa. Decisamentemeglio. invece asciutta, amara, velata di malinconia, ma senza alcun tonodi autocommiserazione. semplicemente vera, reale ed onesta, come sempre stata, come se semplicemente mi stesse spiegando con logica razionale che ilsole caldo e il ghiaccio freddo. Eppure ha leffetto devastante di uncalcio ben calibrato agli stinchi, pronto a mozzarmi il fiato e a mangiarmi ilrespiro.
Guardami in faccia, per favore. Almeno questo.
Sento quellapreghiera nella mia testa, pronunciata con un tono al contempo stentoreo efunereo seppur delicato e lieve, al punto che neanche sembrano i miei dipensieri. Sollevo piano lo sguardo, le spalle contratte e strette, spiando concolpa il suo viso che trovo inaspettatamente rivolto al mio. I colori dei suoiocchi sembrano improvvisamente diversi, pi caldi e luminosi. Ha la pellefragrante di miele ed ambra, scintille di caramello negli occhi, fiorisce disanit il respiro calmo e rilassato. Persino le ferite sembrano menospaventose, comprese le ecchimosi sparse che aveva sul volto. Sembraesattamente lo stesso di sempre, nessuna traccia di sofferenza e dolore.
Inaspettatamente,per, anche ci che ci circonda sembra cambiare, come se si adeguasse a lui.Laria stagnante e sospesa del primo mattino sostituita dalla luce dorata eprofumata di un pomeriggio destate che fa tralucere le foglie come se fosserotrasparenti. Ogni ombra si accuccia quieta e gentile, risorgono fremiti difarfalle e crepitii gentili di usignoli, il vento alita fresco di muschio ederba.
Penso solo chesia lalba ormai imminente, vengo presa dallansia di parlare, di spiegarmi, dinon lasciarlo andare cos.
Non devifare questo per me biascico con voce rotta, le lacrime affacciate negliocchi, afferrando un lembo del colletto della sua camicia Per Alex. Non giusto che tu soffra cos. Non puoi rischiare la vita per me, non te lopermetto, respiro senza fiato con titubanza, sputando fuori: in fondo.
In fondo con questa storiaio non centro nulla? completa lui prontamente, ancora senza alcuna traccia dirabbia o livore, ma con quella mansueta consapevolezza che mi fa ancora pimale Io non sono nessuno , giusto?.
Le mie manisussultano, rabbrividiscono, stringendosi a lui, prima che erompascandalizzata, come se lo avessi sentito bestemmiare: Che cosa?! Ti ho maifatto credere una cosa del genere? Ti ho fatto mai pensare che tu non sianiente per me?.
Ilai nonreplica nulla, resta immobile ed in silenzio come se le mie parole non avesseroneanche raggiunto le sue orecchie, ma fossero invece scivolate lontane comeacqua da una cascata. La mascella stretta e contratta, ma ancorainaspettatamente nei suoi occhi non c traccia di rabbia, livore e tantomenodi quella sana pena che mi spingerebbe a reagire stizzita e nervosa. fierocome il sovrano legittimo che viene trascinato in catene al patibolo, ma nonabbassa lo sguardo per guardare negli occhi il suo boia. Non tinge neancheuneco delle sue parole di un velato rimprovero o piuttosto di una qualsiasisfumatura di accusa: si limita a constatare i fatti e basta, apparentementesenza alcun trasporto emotivo. Con perizia chirurgica, disseziona i mieisentimenti, sentenziando poi, clinicamente consapevole, limpossibilit che ioguarisca dal mio cancro terminale.
Non sonoabituata a tutto questo, non ci sonoabituata . Sono drammaticamente abituata ai segni esteriori che Draco mi d, alle sue espressioniapparentemente fredde, ma celanti i suoi intimi pensieri che si rivelano,dimprovviso limpidi, in un cenno del capo, in unalzata di sopracciglia, in unaparola sfuggita.
Sono ancheabituata alla chiarezza rancorosa di Ron, come ero abituata alla superficialeprofondit di Dean.
Ilai non cos, completamente diverso. geloso di s stesso, specie della sofferenza,del dolore, della rabbia delle sensazioni negative, insomma. sempre teso adare unimmagine di s di distensione e trasparenza. Ed sicuro, inflessibilmentesicuro di s e di ci che lo circonda, mentre collega particolari e dettagli edarriva alle conclusioni con uno spirito dosservazione acuto ed affilato. Evive della teoria che ha interiorizzato.
Un po come me.
Mi chiedoimprovvisamente se sia venuto a cercarmi, se abbia intuito che ero con Draco,se pensa che le cose adesso con il padre di mio figlio siano a posto, se convinto che ci siamo riappacificati.
E mi rendoconto che al momento non saprei che dire se mi facesse una domanda direttasullo stato in cui siamo. E facilissimo per me e Draco capire dove siamo:abbiamo un passato di gradazioni di grigio nel definire noi stessi che ci aiutaa non dover e voler trovare definizioni.
Ma Ilai bianco o nero.
Per i suoigusti, ha vissuto fin troppo nellaura dellirrisolto, dellatteso,dellinspiegabile.
Se lhaaccettato fino ad ora, stato solo per me.
Ma ora basta. Neanche io valgo questo sacrificio diquello in cui crede.
Mi andrebbebene anche cos se non fosse per questa maledetta spina dentro che mi impediscedi lasciarlo andare con una incantata bugia, piuttosto che con la verit.
Farglicredere che tra me e Draco tutto risolto, che lui non ha mai contato troppoper me sarebbe una bugia. Ma lo libererebbe, lo salverebbe, gli permetterebbedi farsi una rapida ragione della mia morte. La verit, invece, lo legherebbeancora.
Ma poi in fondo io la conosco questa verit?
Sono davvero in grado di dirgli che cosa per me?
Sono davvero disposta a lasciar andare parole che nontorneranno pi indietro da me, innocue ed inoffensive?
Mi stringonelle spalle a disagio, incapace di fare o dire qualsiasi cosa per la primavolta nella mia vita: con Draco so sempre che fare e che dire. Al massimo, non voglio dirlo o farlo.
Ora, invece,ogni gesto ed ogni parola sono armi a doppio taglio.
Ilai guarda superficialmentele mie dita sul colletto della sua camicia ancora artigliate neglettamente,come se si reggessero a stento. Le stringe di scatto tra le sue con unmovimento veloce e rapido, senza neanche tornare ai miei occhi. Non faccioneanche in tempo a rendermi conto di che cosa sta accadendo o a percepire quellombrapiacevole di calore delle sue mani, che lui le lascia andare, facendomiimmediatamente intuire che voleva solo che mi staccassi dal suo petto. Insilenzio, con calma, mentre lo osservo di sbieco ad occhi sgranati, lo vedoalzarsi in piedi con decisione, chiudersi la camicia e fare qualche passo comese stesse tornando indietro verso la casa.
Ancoraseduta sul fogliame sparso e secco, mi volto di scatto su me stessa seguendo lasua schiena che inizia piano ad allontanarsi. Un raggio improvviso e subdolo disole mi ferisce gli occhi, costringendomi a socchiudere le palpebre.
Sole. Alba. Tra poco finita.
Aspettami sollevo in piedi in modo cos brusco da avere un capogiro. La sua schienache si ferma mentre mi ascolta, calma un po di quellinsopportabile panicoansioso nello stomaco.
Aspettaripeto senza fiato, una traccia di lacrime inesplose nella voce flebile.
Che cosa dovrebbe aspettare, adesso? Scuse, promesse,rassicurazioni, addii?
Lascialo andare Hermione, basta. Smettila una dannatavolta.
sar sempre Draco no? Sar sempre lui, vero? cos chelhai sempre pensata e sempre la penserai. Ed allora lascialo andare. Smettila.
Contraggo lespalle con ritrosia mentre quellesortazione interiore si perde nel fondo di mestessa, baluginando debole ed inascoltata nellincoerenza maciullata che diventato adesso il mio cuore.
Ilai silascia andare ad una risata priva di allegria che ha leffetto di romperelincantesimo quieto a cui si era sottoposto. Si volta verso di me, incredulo,sorpreso, pi vivo di quanto labbia mai visto. Serra ancora la mascella, siscompiglia i capelli con risentimento come se esitasse solo per dignit sepoltaa strapparseli dal capo. Respiro di nuovo sollevata, forse perch mi merito chelui sia arrabbiato con me, o perch con il livore riesco ad averci meglio a chefare.
O semplicemente, ho bisogno di sentire quello che provaper me, qualsiasi cosa sia.
Ilai ancoraridacchia, allarga le braccia in un gesto di contemporanea resa ed afflizione,poi le fa ricadere mollemente lungo i fianchi, sfibrato e stanco. Mi guarda dalbasso delle ciglia nerissime, prima di sussurrare con voce dura: Perch?Perch non abbastanza sentire il suo odore addosso a te? Non abbastanzavedere che gi cambiata la tua voce, o come mi guardi, o come mi sfiori? Odevo sorbirmi anche la piet, la colpa, la pena? Risparmiamelo. Almeno questo,per favore risparmiamelo .
Un brividosi arrampica gelido sulla mia schiena, non ha mai usato questo tono di voce conme. Credo anzi che non labbia mai usato con nessuno neanche una volta nellasua vita. Neanche con Draco, seppure era percettibile dalla contrazione deimuscoli delle spalle quanto in realt avesse voluto essere molto meno chepacato ed educato. Con me a maggior ragione sempre stato dolce, calmo,gentile. In un modo che mi ha fatto abituare alla sua voce, cos da ripetermelanella testa come una ninnananna quando avessi timore o ansia. Ora, questa vocenuova, ferrea ed arcigna, non la riconosco. Neanche le parole che mi ha detto,le ho davvero sentite. bastato il tono per farmi rabbrividire, mentre michiudo la mano sul petto, stringendo la camicia rossa.
Io davvero traggo fuori il peggio dagli uomini.
Cosa speravo? Cosa pensavo in fondo? La morte vicina purendermi vigliacca ed egoista, pu avvicinarmi Draco, pu farmi perdonare daRon: ma non pu darmi tutto. Certo non pu darmi lui, qualsiasi maledetta cosaio davvero voglia da lui.
Questo qualcosa che non permetter a me stessa diconoscere compiutamente. E tantomeno a lui.
Una parte dime neanche tanto piccola rincuorata dalla sua rabbia: sar molto pi facile esemplice accettare la mia morte se mi odia.
Respiro afondo, cercando di tornare lucida. Come poco prima con Draco, mi impongo didire tutto ci che so che potrebbe tenerlo lontano. Cos da salvarlo da mestessa. Cos da liberarlo.
Nascondo nelfondo di me stessa la forza, la decisione, lorgoglio, la determinazione. Fingouninsopportabile tremore della voce, una debolezza volubile, lacuto singultodi una donna capricciosa che non sa neanche lei che cosa vuole dalla vita.
Forse infondo davvero cos o forse ho paura davvero ad ammettere con me stessa checosa voglio.
Non importaquale sia la risposta.
Devo solo lasciarlo andare.
Facciotremare il mio labbro inferiore con uno studiato broncio da bambina, mentrepigolo fastidiosa persino alle mie orecchie: Non cambiato niente tra me ete. Niente, lascio che un singhiozzo calcolatamente falso ed eccessivamentepatetico interrompa le mie parole. Mi asciugo le lacrime e mi giustificosommariamente: Le cose sono sempre state chiare, dallinizio. Non mutato diuna virgola quello che sentivo per lui e quello che sento per te.
Ilai scrollail capo con un sorriso diverso da quello che gli ho sempre visto addosso.
Il suosorriso consueto malinconico, un po triste, spruzzato sempre di un po diamarezza mai del tutto ripudiata. Adesso invece indossa un sorriso storto chenon arriva agli occhi, pi simile ad un ghigno ferino. Un sorriso che mi farabbrividire e chiudere nelle spalle come se fossi al centro esattodellinferno. Respira a fondo con espressione saputa, scuotendo il capo come senon credesse alle sue orecchie, come se avessi profuso e difeso la pimenzognera delle eresie.
Come se avesse capito che cosa sto facendo.
Sgrano gliocchi, non pu essere che labbia capito, e resto improvvisamente a secco di parole, terrorizzata e spaventata. Nonposso tenerlo lontano nellunico modo che conosco: le bugie, a celare laverit. E la verit scomoda, sgusciante, viscida.
Non posso permettermi di capire sul serio che cosa provoper te.
Mi basta Draco. Mi basta lui. Mi basta il dolore che miprovoca lui.
Mi deve bastare lui.
Baster ad uccidermi che debba perdere lui.
Non farmi pensare ad altro, adesso.
Ti prego.
Mi abbracciogoffamente, sfregando le mani sulle braccia, ancora un intollerabile freddonelle ossa.
Ilai sollevail capo, chiude gli occhi e poi li riapre, spiando dei ritagli di cielo tra lechiome degli alberi. Ha la voce incerta, farinosa, soffocata, quando riprende aparlare non guardandomi neanche per sbaglio: Tatia diceva che ogni uomo hacinque destini. Quello del cervello: la mente, la ragione, il calcolo. Quellodel cuore: laffetto, lonore, lamore. Quello delle ossa: gli avi, latradizione, i doveri. Quello del fegato: listinto, lintuizione, lapremonizione. Quello del sangue: il caso, loccasione, lopportunit, prendefiato, sorride come se inseguisse un ricordo lontano, tira su con il naso.
Poi,dimprovviso, i suoi occhi lasciano il cielo, sfuggono i miei, si incatenano altappeto di foglie secche che calpesta con ferocia, spostando il piede avanti edindietro come in preda ad un tic nervoso. Sibila irrequieto, la voce che amalapena mi raggiunge le orecchie per quanto rancorosa e fioca: Lei mi ha detto di ricordare la cannellabruciata cucinava una torta di mele, stava aggiungendo la cannella alla cremapasticcera, mi dava le spalle ed era china sul fornello della cucina. Aveva unaschiena ampia, abbronzata. Seguivo le linee che univano nei ed efelidi, con lavoglia di baciarle una ad una. Mi ero incantato ad osservare quella piccoladonna bambina che era mia moglie: i suoi piedi nudi, la schiena scoperta, icapelli castani lisci, la pelle olivastra. Poi un odore strano: la cannella chebruciava. Mi avvicino a lei. Aveva gli occhi vacui, persi, lontani. Lho scossaper le spalle, le ho allontanato la mano dal fuoco, lho fatta sedere. Mi haguardato come se non mi vedesse, piangeva. Ogniuomo ha cinque destini. Non si sa se li incontrer tutti. Le persone tranquillene vivono e scelgono uno. Quelle felici ne trovano uno che ne comprende cinque.Tu ne avrai tre. Sangue, cuore, fegato. Io sono stata il sangue. Ci sono altredue vite, fuori di me, dopo di me, al di l di me. Questo mi disse. Poichiuse gli occhi, finse di tornare alla normalit, come se non ricordasse lavisione. Ma la sua schiena tremava, i piedi tremavano, la pelle tremava tutta.La baciai, facemmo lamore sul tavolo sporco di farina. Non mi importava deldestino, era lei il cuore. Lo era sempre stato.
Lo osservosenza capire, stringendomi ancora, gli occhi sbarrati. I suoi finalmentetornano al mio viso, stringe i pugni, ha la pelle del volto chiazzata e plumbeacome se si stesse trattenendo dal colpirmi. Stento a riconoscerlo, mi sembra ditrovarmi di fronte ad una persona completamente nuova. E di cui non soassolutamente che cosa aspettarmi e che cosa temere.
Un brividofreddo mi trapassa da parte a parte, facendomi rendere conto che sono io chelho ridotto cos. Continuo a guardarlo, il cuore che mi fa inaspettatamentecos male da darmi limpressione che si sia spezzato a met. Ed ero davverocerta e sicura che ormai quello che cera da soffrire, io lavessi gi allespalle. Invece non si smette mai.
Non smettomai di fare male a chi a chi tengo, achi voglio bene, a chi amo?
Sussultoserrando gli occhi a contenere quella spinta di domande affollate nella testa,mentre Ilai fa qualche passo incerto verso di me, i pugni sempre chiusi,lespressione di un gargoyle di pietra. Nemmeno riesco a ritrarmi, a farmiindietro, a sottrarmi al suo viso stravolto e al suo sguardo feroce. Restosaldamente incollata al suolo, come se improvvisamente fossi ansiosa che miuccida meritatamente lui, e non Adamar. La sua voce ormai modulata su unosbigottimento incancrenito, su una disperazione malvagia che mi colpisce comeunonda lunga, frantumandomi come se fossi di sabbia e sale. Azzarda persinouna risata amara, mentre sputa fuori cercando risposte nei miei occhi: E poiTatia mi lascia e scrive una lettera a te muore, e scrive una lettera a te. A te che non eri nessuno per me. Come io cheadesso non sono nessuno per te. E dice: Ricordatidella cannella bruciata . Ed allora dimmelo quale sei tu? Quale destinosei tu?.
Me lo chiedesul serio ormai a pochi passi da me, sempre con i pugni serrati, lespressionestralunata. Noto ancora un rivolo di sangue ferirgli le labbra, e mi sembraadesso inconcepibile che io quelle labbra so di che cosa sanno, ne soperfettamente il sospiro e il sapore, so anche come sarebbe stato desiderarle,so che non mi sono concessa davvero di volerle. Per, ora, quella dimensionesembra una fantasia di purgatorio in questa parentesi di limbo infernale. Lasua rabbia, il suo livore, la sua determinazione a darmi colpe, dovrebbe soloche rendermi felice e contenta.
Invece ladeterminazione con cui mi sputa addosso questa domanda senza alcun retropensiero ironico, senza remore, senza coscienza del futuro o memoria delpassato, ma come se davvero mi chiedesse che cosa siamo luno per laltra, miinchioda come un Cristo in croce.
Balbetto ilsuo nome e basta, incapace anche solo di pensare ad una miserrima risposta chepossa farlo fluire lontano da me.
Lho gi legato a me. gi legato a doppio filo a me.Morir io e morir anche lui.
Indipendentemente se si salvi o meno, ammazzer una partedi lui.
Io sar per lui quello che stato Draco per me.
E sar una condanna. Per sempre.
Se non si pu stare assieme, diventa una condanna.
Non c nessuno che lo possa sapere meglio di me.
E io non sono riuscita a salvare almeno lui.
Un ventoimprovvisamente caldo mi soffia un riverbero di polvere sul viso, obbligandomia sfregare gli occhi, mentre mi chiedo dove sia finita lalba e il tempostesso. Tutto resta congelato, niente si muove a strapparmi via da qui, cos daimpedirmi di versare queste lacrime confuse nella polvere del vento, mentreancora fingo pateticamente che io non abbia nulla di cui dolermi adesso.
Ilai abbassala voce, mi guarda di lato come se non sopportasse la vista dei miei occhilucidi e sospira come ispirato: O meglio non sei un destino. Sei una maledizione. Una disgrazia.Questo sei. La colpa di aver fatto uccidere la donna che amavo che tornaindietro a punirmi, sobbalzo e chiudo gli occhi, come se mi avesse pugnalata . Diventa sempre meno lucido mentreparla, cammina avanti ed indietro come un prigioniero prima della penacapitale. Ha la voce distratta di chi parla con i morti, di chi bestemmia ivivi, di chi vittima di rimorsi perversi e crudeli: ma a quanto pare nonera abbastanza, non era abbastanza perdere la donna che amavo per colpa diKarkaroff. No, non era abbastanza magari semplicemente sono io che non sonomai abbastanza. Mi guarda dimprovviso con irrazionale chiarezza, un sorrisobieco sul viso: Questo allora sei tu .Un maledetto incidente sulla strada della mia vita. Mi danno sempre qualcosa eme la tolgono. Non riesco pi neanche a fingere di non stare piangendo, miappoggio allalbero alle mie spalle, soffoco i singhiozzi nel palmo apertodella mano, mentre lui bestemmia il cielo, Tatia, me. Tutte e due assieme, nellostesso maledetto calderone di odio e dolore.
Questovolevi dire, Tatia? Questo volevi dire? Che ho il destino di masticare cose maimie? urla con il fiato che si spezza, gli alberi testimoni silenti e il cielouna cappa argentata Perch sei venuta da me in Finlandia, eh, Hermione? Perchnon te ne sei stata a casa tua, nella tua bella vita, eh, a sognare quelluomoche ti ammazza anche solo guardandoti, respirandoti vicino, eh? Perch non mihai lasciato in pace? Perch non mi lasci in pace? Io sono quello che guariscele ferite, che si accontenta delle briciole, che va anche bene cos셔, la suavoce si abbassa di nuovo, diventa solo un rantolo scomposto ed incomprensibile:Va anche bene morire domani, basta che torni viva e salva e sua questo sono io e tu sceglierai semprelui, sempre lui, che ti spezza il cuore che io ti rimetto assieme. Questo ildestino, Tatia? Questo era il destino?.
Smettila!Sei ingiusto! mi ritrovo a gridare senza averlo premeditato, senza che io misia resa conto di essermi staccata dallalbero e di essermi fermata davanti alui.
Solo conlanelito spavaldo della sopravvivenza, prima che finisca di farmi a pezzi.
Nessuno tiha mai trattenuto! Potevi potevi andartene quando volevi! farfuglio ancora,spiando i suoi occhi alla ricerca di un minuscolo segno di cedimento che mifarebbe affondare ancora di pi con le mie parole nel suo fianco scoperto Puoiandartene anche adesso! Fallo! Vattene! Ti prego, vai via!.
Lui miguarda con una nuova crudelt che gli distorce il viso in tratti persinosadicamente divertiti. Rabbrividisco, percependolo pi vicino di quanto miaspettassi: persino quel metro che mi separa da lui mi sembra dimprovvisotroppo poco, come per paura che davvero mi faccia del male.
Avreidavvero avuto questalternativa? sussurra con voce salda, una replica deformedi quello che mi disse settimane fa, quando volevo andare con lui in Finlandia.
Lho davvero pensato? Ho davvero pensato di andare viacon questuomo che non conosco affatto?
Questa nuovapaura prosciuga tutta la fiducia incomparabilmente immediata che avevo per lui.
Ma, poi,allimprovviso, come il sole che torna dopo uneclisse, come laria che duntratto si fa pi tiepida e leggera, il suo viso dismette rabbia e disperazionee torna calmo, impassibile, freddo. Pi simile a quello a cui sono abituata. Abbandonale braccia lungo i fianchi, mi guarda con il dolore dellincomprensione che havelato la sua espressione mentre mi sentiva chiedergli di andare via.
Non pu farlo. Non pu andare via. condannato. Comeme.
Torna sstesso, come se il livore fosse fluito fuori dal suo corpo al pari del velenosucchiato via di una vipera. Si bagnano di una patina di lacrime i suoi occhiscuri, ringiovanendolo e rendendolo pi simile ad un bambino.
Si arrende,si lascia andare e mi fa pi paura adesso di quanto non mi abbia fatto mentreurlava.
Credi chece labbia unalternativa? mormora al vento, sollevando un braccio come adaccarezzarmi il viso, ma fermandosi subito dopo scuotendo il capo.
Guardo lasua mano, e poi il suo viso, il cuore che mi soffoca in gola.
Sei unastupida aggiunge lieve, ed tenero, dolce, bellissimo. No, non esserlo, odiami, torna ad odiarmi, ti prego. Sei tantointelligente e bellissima, e tutto ma sei una stupida, non guardarmi cos, Credi davvero che me ne sarei mai potutoandare via? In qualunque momento? Adesso? Domani? Mai?.
Perch,maledizione, perch? chiedo ed urlo, grido, stringo i pugni, come a volerrecuperare quel soffio nefasto di odio che lo animava fino a poco fa. E che erala miglior cosa possibile.
Lo era perch io che fingo una debolezza che non ho elui che finge di odiarmi, erano le sole bugie pietose che potevamo concederci,come carinerie delladdio.
La verit far molto pi male delle bugie.
Perch aquel punto che lui urla molto pi forte di me, molto pi forte di quanto abbiafatto prima, senza che i suoi occhi cambino, senza che si nasconda pi, senzache metta ancora bugie a guardia armata del suo cuore.
Perch tiamo!.
Non mi potr mai odiare. Non se ne potr mai andare.
Mi sembrache il mondo stesso abbia preso a tremare dal contraccolpo del suono delle sueparole, ed io, sciocca, piccola, inconsistente, posso solo tremare a mia volta,come una foglia nella tempesta, attaccata allalbero padre solo per unpeduncolo fatuo di puntiglio. Respira a fatica come se fosse in apnea, come sequelle due parole fossero una corda attorno al collo che impicca e toglie vita.Il mondo, alla fine, bianco e nero:non c pi alcun confortante grigio, dietro al quale nascondersi.
Non c pi niente.
Dischiudo lelabbra mentre lui mi guarda spaventato, atterrito, implorandomi con lo sguardo.E vorrei davvero sapere che cosa dire, vorrei davvero che tutte le parole nonsi fossero prosciugate come un rigagnolo sporco, inaridendomi dentro,lasciandomi riarsa e secca come steppa. E poi, in una fulminea consapevolezzamalata, comprendo che non mi staimplorando di dire qualcosa .
No. Mi staimplorando esattamente del contrario. Di non dire nulla. Di restare insilenzio. Di scappare lontana, fingendo che le sue parole non esistano. Fingi ancora. Fingi. Salvati.
quello chemi fa in mille pezzi, come se davvero fossi in trappola e non ci fosse maistata data n scelta, n possibilit. Qualsiasi cosa io faccia, qualsiasi cosaio dica o non dica io lo dilanier, ugualmente. Nello stesso identico modo. Edallora scoppio in lacrime, singhiozzo e trovo contro la mia schiena lalberofamiliare di poco fa, quello sotto il quale lo stavo curando e sotto il qualeero virtualmente al sicuro: potevo ancora andare via, prima che tutto miesplodesse in faccia. Nascondo il viso nelle palme aperte e poi sento i suoipassi avvicinarsi, fermarsi di fronte a me, chiudermi stretta tra la cortecciae il suo corpo, come se solo cos, solo stringendomi, possa far fermare iltempo e non farmi piombare la condanna di Adamar sulla testa.
Come se,come sempre da quando mi conosce, mi facesse scudo con tutto s stesso a tuttoquello che minaccia di farmi del male. Persino s stesso.
Piango,singhiozzo, e non mi azzardo a muovermi, non voglio neanche respirare. Le manimi chiudono il viso, lo nascondono pietose, mi impediscono di vedere il suoviso scolpito da quelle parole.
Ti amo. Lui mi ama.
Le suebraccia mi cingono alla vita, sprofondo con il viso nel suo petto ferito, ferita la pelle, ferito il sangue, ferito ilcuore, e resto con le mani sul viso, pur di impedirmi di sentire il suoodore, pur di confonderlo nelle lacrime, pur di non smettere di respirarlo comela cosa sola esistente. Si piega su di me, il viso nellincavo della miaspalla, e le sue lacrime scivolano lungo la pelle del mio collo, facendomirabbrividire, costringendomi a non impormi minimamente di smettere di piangere,pur di non lasciarlo solo in tutto questo. Il suo peso su di me cos forte,come se dun tratto non avesse pi forza e si abbandonasse del tutto, che, nonriuscendo pi a reggerlo in piedi, scivolo con la schiena contro lalbero ericado seduta sulle foglie secche.
Ilai mi tieneancora stretta al suo petto, mi respira nei capelli, mi implora con vocespezzata: E non ti azzardare a rispondere, a parlare, a dirmi niente, mi haicapito?, nego con il capo, singhiozzo, mi sforzo di dirgli qualcosa ed ancorale lacrime confondono le parole, e lo squarcio dentro fa rovinare fuori quellepoche preimpostate ed asettiche che mi sono trovata per caso, tra quelle diconvenzione e quelle di abitudine.
Ilai mistacca il viso da s, mi guarda piangendo a sua volta, tenta goffamente diasciugarmi le lacrime con i pollici, con il dorso delle mani, con le labbra:Mi hai capito, Hermione? Non ti azzardare a dirmi niente, non te lo permetto.Vattene con lui, amalo, mi hai capito, amalo perch devi tornare, domani devitornare. Ed allora dimentica, non ti ho mai detto niente, non ci pensare devitornare. Devi tornare. Dimentica, non vero non ti amo, mi hai capito? Io nonti amo era una bugia.
Nega con ilcapo come un bambino piccolo, come se quelle parole se le potesse rimangiaresul serio, come se potessero sparire cos come sono nate. febbrile,disperato. Lascia la presa sul mio viso, e si stringe violentemente le mani neicapelli, strappandoseli dal capo. Lunica cosa che non riesce a smettere difare, muovere la testa a destra e a sinistra, negando, spergiurando,implorando che mi dimentichi che cosa ha detto e finga che non esista.
Mi spezza ilcuore ancora pi di quanto abbia gi fatto, e lo immobilizzo, prendendogli ilviso tra le mani, cancellando le sue lacrime con le dita come ha fatto con me.Lui si aggrappa ai miei polsi, mentre sussurro protettiva: Ilai, smettila, perfavore. Calmati, guardami.
Torna aguardarmi, mi accarezza gli zigomi, sfiora con le dita la pelle della nuca e icapelli, e tinge gli occhi di fallace decisione mentre mi fissa negli occhi,come a trapassarmi da parte a parte, come a cercare di convincermi sul serio:Io non ti amo. Gli sfioro il viso, piangendo, annuisco come se effettivamentefossi davvero certa di quello che sta dicendo, come se mi avessedefinitivamente persuasa.
Gli bacio lafronte, gli accarezzo i capelli, non lascio che sfugga i miei occhi: Shhh,tranquillo. Calmati.
Non ti amoripete ancora, la fronte contro la mia, gli occhi per disperatamente aperti,fissi nei miei come frecce alla ricerca di un bersaglio.
Lo so.Neanche io glielo garantisco, veloce, rapida, con decisione, con ferocia, concoraggio.
Io non tiamo sussurra di nuovo, stanco, sfibrato, gli occhi che non riescono a stareaperti sotto il peso delle lacrime, le dita sul mio viso che sussultano etremano.
Neanche iobisbiglio gentile, gli occhi chiusi, le mani bagnate che lo accarezzanorassicurante, calma e paziente, mentre il mio respiro si confonde caldo con ilsuo.
Lo bacioprima ancora di capire che cosa sto facendo, lo bacio prima ancora che la vocedella ragione mi ingiunga che sbagliato, lo bacio prima ancora di capire checos far ancora pi male dopo.
Lo bacio conla stolta consapevolezza che sto morendo, e che tutto mi concesso. Lo baciocon tutto lamore che gli ho negato, e che non potr mai dargli.
Lo bacio,come non ho potuto baciare Draco ore fa. Lo bacio, come non ho potuto salutaremio figlio prima di morire. Lo bacio, come tutti quei baci mai dati a Ron, aDean, ad Hayden.
Sento chetrasale sgomento nel sentire le mie labbra premere contro le sue. Sento persinoche cerca di allontanarmi. Sento, poi, la quieta stasi eccezionalmente dolce disentirsi baciato da me per la prima volta in assoluto, senza che sia stato luia cominciare, dandomi alibi e scuse.
Sento checapisce che non mi posso fermare o allontanare, neanche con il pensiero,neanche per un momento.
E poi sentoche si arrende, sento che non ce la fa, sento che dischiude le labbra e sentoche finalmente lo assaporo intimamente, completamente, follemente. Sono rapida,folle, disperata, e lui mi risponde nello stesso identico modo in un bacio chenon ha nulla di gentile, quieto o dolce, diversamente da come stato fino adora tra me e lui.
Sempre soffi di amore gentile per paura che cicapitassimo nel cuore.
Ora invece mangiarsi lanima a vicenda, strapparsela di dosso prima che ce la strappiqualcun altro. Stringo le mie braccia attorno alle sue spalle, gli rovinoaddosso, accolgo le sue mani sulla mia schiena, mentre giocano con la pelleriarsa. E piango, e non smetto, e non mi faccio domande, e lo bacio e basta, egli gravo con il mio peso addosso, prima che con bramosia, con desiderio, confoga, lui inverta le posizioni e mi rovesci sulle foglie secche che sifrantumano al mio tocco. Lo sento con una parte remota della mia testa scenderesul mio collo, baciarmi la linea delle clavicole e poi, con decisione violentae febbrile, strapparmi di dosso la camicia, mentre scende sul mio seno, respirasul mio petto, bacia la mia pelle.
E mi chiedo,spogliandolo a mia volta, perch me ne sia privata fino ad ora, perch nonlabbia preso prima di adesso e non ricordo il motivo, faccio forza sulla miamemoria ma non ricordo il perch. Esco e rientro dentro a me stessa, come seperdessi coscienza a tratti, come se fossi nel buio di un mare lontano dove laluce di un faro fiorisce a fiotti fulminei nella tempesta. Mi sento nuda edinfreddolita tra le sue braccia, lo sento nudo ed infreddolito tra le mie,eppure come se fosse tutto troppo luminoso per tenere gli occhi aperti, edallora li chiudo, e lo sento entrare in me, e so che lui, e so che lo sento,e so che dentro di me fino ad un punto nascosto e celato della mia anima, manello stesso tempo come se non ci fosse, come se mi cingesse il mare, o laterra, o la sabbia, o lUniverso tutto, e io non esistessi pi. Sotto lepalpebre chiuse, nella trama di luce accecante, si intrecciano immagini esuoni. E mentre lo sento spingersi pi a fondo dentro di me, quelle immagini assumonochiarezza, consistenza, lapidariet di dogmi di fede. Si accompagnano alle sueparole, alla sua voce sofferta, alleco delle sue spinte in me che quasi nonpercepisco pi, quasi si spengono, quasi muoiono come ad assomigliare aldondolio di unaltalena o al ritmo di unonda spumosa di mare.
cos che doveva andare, dice. E non capisco che sta dicendo, so solo che non riesco ad aprire gliocchi, so solo che c troppa luce, e lui ripete ancora E cos che doveva andare. Ondeggio come se fossi immersa inoceano caldo, annegando in sprazzi di piacere e deserti di dolore. Edimprovvisamente, nel mio sguardo umido e fosco, quelle immagini che tenevofuori mi filtrano nel cuore, tramortendomi, svegliandomi, facendomi annaspare.
Un paio di mani calde si poggiano sulle sue spalle,facendola voltare su s stessa, prima di stringerla forte per la vita. Come sefosse un pezzo di vetro che continua ad andare in pezzi, cerca laricomposizione dei suoi frammenti ed abbraccia Ilai davanti a lei, chiudendo lebraccia attorno alle sue spalle. Singhiozza nella sua camicia, mentre lui leaccarezza piano i capelli.
Ti avevo promesso che ti avrei portato via bisbigliadelicatamente, non smettendo un secondo di abbracciarla Ma sei tu che devichiedermelo adesso puoi andare via, adesso?.
Serro gliocchi chiusi, lasciando sfuggire delle lacrime sospese, mentre rivivo quelricordo come se fosse accaduto ad unaltra persona: quello del giorno in cuiandai alla scuola elementare di Serenity per scoprire la verit su Draco eRaissa. Quello in cui avevo detto di no ad Ilai, quello in cui avevo insistitoper sapere che cosa fosse successo. Stavolta, per, la voce di Ilai, dolce comeuna ninna, mi culla altrove, mi porta in un posto ed in un tempo in cui nonsono mai stata.
Doveva andare in un altro modo.
Lo ripeteancora e limmagine cambia, diventa diversa da quello che ricordo esseresuccesso.
Ma sei tu che devi chiedermelo adesso puoi andare via,adesso?.
Devo andare via, Ilai. Per favore, ti prego portamivia portami via da qui .
La voce diIlai dolce, malinconica. Dovevoportarti via, quel giorno. Non dovevo chiedertelo e basta. Dovevo macchiarmidel mancato rispetto di te e del tuo cuore. Dovevo strapparti via da qui, conAlex, e portarti via. Tenerti con me. Restare con te, sempre. Non rispettartiaffatto, non rispettare quello che volevi. Sarebbe stato tutto diverso.
Succedetutto cos rapidamente, come se vedessi delle scene proiettate con il tastodellavanzamento veloce, che non riesco pi a capire dove sono o che cosa staaccadendo. Non sento pi Ilai dentro di me: lo sento ovunque, dappertuttoattorno a me. Afferro qualche immagine come se fossero pesci sguscianti,baluginanti nel bianco.
Io a casasua in Finlandia. In quel letto bianco e rosso che aveva diviso con Tatia. Ilviso bianco di dolore, gli occhi rossi, come se mi acclimatassi perfettamenteai colori della stanza. Lo sguardo ostinatamente fisso fuori dalla finestra, lelabbra dischiuse come se facessi fatica a respirare. La pelle trasparente dichi profondamente cagionevole, ma i tratti tutto sommati normali di chi ha lamalattia nel cuore, e non nel corpo. Vedo Alex, ed a quel punto che davverosinghiozzo e gemo come una bestia ferita, aggrappandomi alla sua immagine contutta la forza possibile: lo vedo ciondolare attorno al mio letto, cercare diattirare la mia attenzione, ottenere in risposta solo sorrisi spenti. Vedo poiIlai prenderlo per mano, portarlo in giardino a giocare con Anya, sua sorella. Sarebbe stata dura allinizio, continuala voce di Ilai nella mia testa, e lo sento spingersi di tristezza ancora pi afondo dentro di me, e non so davvero pi che cosa sia, se carne, spirito, fiatoo sogno, sarebbe stato impossibileallinizio, perch il cuore non lo curi facilmente, non lo curi velocemente,forse non lo curi mai davvero. Specie se uno hai il cuore che hai tu, che amiuna volta ed per sempre. E nelle notti, dormendo su un divano, sentendo iltuo respiro nella stanza accanto, mi sarei pentito di averti portato con me perchmi sarei reso conto che non potevo strapparti amore dal cuore, non pi, non perme. Sarebbe stato uno stillicidio, una spina dentro. Eppure, non avrei potutofare a meno di te. Neanche se tu ormai eri solo quel respiro sottile dauccellino nella stanza accanto. Ed un giorno avrei sognato Tatia, mi avrebbepreso per mano. E mi avrebbe detto che facevo bene, che dovevo tenere duro, chedovevo avere pazienza, che chi ama cos ama sempre di nuovo. Non ci avreicreduto. Ma non avrebbe fatto differenza o caso. Ti avrei amata lo stesso,avrei amato un impercettibile movimento delle sopracciglia a sentirmi entrare,avrei amato come non sobbalzassi a sentirmi entrare nella stanza, riconoscendomi.Avrei amato il tuo passo leggero, come se temessi di disturbare. Avrei amatopersino le tue lacrime, se le potevo cancellare io. Ed avrei amato tuo figlio,come se fosse il mio. Ci avrei visto solo te in lui e ci avrei inventato me inlui, dimenticandone una paternit che non fosse quella che favoleggiavo perlui.
Le immaginiriprendono, acquisiscono colore e velocit, e io rifiorisco come un bocciolo dirosa. Pi colore nelle guance, pi rossore sulle labbra, pi dolcezza nellosguardo. Il letto finalmente lontano, abbandonato. Una stanza accanto a quelladi Ilai, qualche sorriso sparuto ma davvero sincero. Una corsa nellerba, mentreinseguo Alex che scappa da me ridendo. E lui, Ilai, lontano, la spalla poggiatasul tronco di un albero, che mi guarda schermandosi gli occhi dal sole.
Un giorno avrei davvero pensato che ne eri uscita. Che neeri fuori. Che ce lavevi fatta. Vi avrei portato vicino al fiume dove avevamodavvero parlato la prima volta in cui eri venuta a Tampere. Avrei spiatocontinuamente il tuo viso, come se temessi che fosse semplicemente troppo, chemagari non eri ancora pronta per uscire, che in realt sarebbe stato meglioaspettare ancora. E tu avresti avuto il volto bagnato del sole pallido delmaggio della Finlandia, ancora un po troppo freddo, ancora un po slavato, maalmeno lievemente tiepido, almeno tenuamente mite. Saresti rimasta ad occhichiusi per un po, come ad assaporare i profumi ed i rumori che non sentivi pi.Ed Alex ti avrebbe tirato una manica del vestito azzurro che portavi, perch avrestisempre portato lazzurro adesso, perch il rosso ti ricordava una vita che nonavevi pi e io mi sarei rassegnato a non vedertelo addosso mai pi. Avrestiaperto gli occhi, gli avresti sorriso, lui ti avrebbe detto una frase scherzosache ti avrebbe fatto reagire, vogliosa di vivere finalmente. Lavrestiinseguito, correndo nellerba, sfilandoti le scarpe, calpestando rugiada efacendo un salto per evitare dei fiori rossi. Lo avresti acciuffato dopoqualche metro, facendogli il solletico per poi abbracciarlo, e vi avrei vistilontani da me ma finalmente vicini. E mi sarei detto che potevi anche andartenedomani, tornare alla tua vita ma ne valeva la pena. Ne era valsa la pena. Tiavrei guardato, schermandomi gli occhi dalla luce del sole. Saresti tornataindietro, dopo aver preso Alex in braccio. E il cuore mi avrebbe fatto un saltoin petto a vedere quel sorriso rivolto a me. Lavrei nascosto in un colpo ditosse studiato, prima delleffetto che aveva su di me quel sorriso. Il fiatone,le guance rosse, con tuo figlio in braccio, mi avresti detto solo: Andiamo acasa, adesso.
Una casadalla porta azzurra, con una sola stanza da letto. Un letto dalla testatabianca, con una foto di me con Seth, Pansy e Dean. Unaltra accanto di Ilai conAlex. Due sole tazze sul tavolo, una blu chiaro ed unaltra pi scura. Io con icapelli pi chiari e pi lunghi, una cartellina di documenti in mano, un paiodi occhiali dalla montatura dosso sul naso. Alex pi alto, pi robusto, con unbroncio spavaldo, mentre mi guarda con le braccia incrociate. Mamma, io non hopi bisogno della babysitter! Ho otto anni! . Effettivamente tra poco dovrfarti la barba. Risata di gola. Risata profonda. Risata vera. Ed alloraportami con te! Perch non posso venire con te ed Ilai?. Rossore, morso sullabbro inferiore, sorriso timido. Ti prometto che torner presto a casa.
Mi avresti detto che prendevi una casa da sola con Alex.Mi avresti spezzato il cuore. Ma ti avrei lasciato fare. Te lavrei lasciatofare, e quel silenzio per casa sarebbe stato insopportabile, tremendo, fastidioso,odioso. Avrebbe avuto eco e rimbombo nella notte, e vuoto e risucchio di animanel giorno. Per sarei stato felice, davvero. Ti avrei aiutato ad appendere lefoto alle pareti, ed avrei sbuffato di nascosto quando avresti scelto il lettopi ingombrante del mobilificio. Ci avremmo perso un pomeriggio a montarlo,prima di mangiare un panino seduti per terra perch dovevano ancora consegnartile sedie. E, finita, la tua casa avrebbe profumato di mele e cannella, perchAlex aveva rovesciato una boccetta di profumo nellingresso e, da allora, avreiassociato sempre quellodore a te. Avresti ricominciato a lavorare, saresticorsa da me a raccontarmi che lo adoravi, che non lavoravi da troppo tempo, chedi fronte al tuo ufficio facevano il cappuccino aromatizzato al caramellomigliore del mondo. Me ne avresti portato uno ogni tua pausa pranzo. Saremmousciti spesso con Alex. Cinema, luna park, museo della scienza. Ed una seraqualunque, con tuo figlio addormentato sulla schiena, mi avresti detto senzaguardarmi: Sono esausta di programmi da bambini! Ogni tanto avrei bisogno difare ladulta magari con te . Avrei spalancato gli occhi, mi sarebbe andatodi traverso il respiro e tu saresti arrossita, avresti mugugnato qualcosa e poiti saresti ritratta imbarazzata, dicendo che cera un doppio senso grosso comeuna casa nella tua frase, ma volevi solo dire che avevi voglia di uscire conme, da sola. Ti avrei chiesto se ne eri sicura, non ci avrei creduto davvero. Emi avresti risposto dolce: Non credi che sia arrivato il momento? Per me e perte?.
Un bacio alsapore di caramello. Il buio di una casa dalla porta azzurra. Una risatasoffocata. Una porta chiusa su un bambino addormentato profondamente accanto aduna ragazzina con lapparecchio ai denti. Un divano che cigola terribilmente,ed allora fare piano, in silenzio. Il suo corpo contro il mio, il mio viso trale sue palme. Sentirlo dentro, sentirlo davvero, come non sono sicura davverodi sentirlo adesso, come sono certa di non sentirlo pi adesso. La sua vocespezzata da un gemito pi forte di un altro. Dimmelo solo una volta che mi amiquanto hai amato lui. Non amer nessuno come ho amato lui. Un sobbalzo, luiche tenta di alzarsi. Un bacio pi profondo. Un sussurro sulla spalla di lui.Non voglio pi amare nessuno come ho amato lui. Voglio amare tutto come amote.
Forse la prima volta in cui saremmo usciti, ti avreiportata a vedere un film in bianco e nero di quelli che ti piacciono tanto.Per il terrore che fosse qualcosa che avessi gi visto con lui o con un altro,mi avrebbe fatto scegliere alla fine una commedia sciocca e stupida, tutto purdi non vederti adombrare come tutte le volte che ripensavi a lui. Sarebbe statoun film che ti avrebbe fatto irritare enormemente, perch sei femminista,ambientalista o chiss che altro, e quel film sarebbe stato unapoteosi diluoghi comuni che detesti. E quindi niente ristorante di lusso prenotato inanticipo. Avrei saputo che la cosa migliore era farti mangiare un hamburger inuna tavola calda, almeno potevi fare una conferenza su come i film demolisconolimmagine della donna, figuriamoci se sono tutte cos idiote come quella, ioper esempio al suo posto. Ti avrei ascoltato, perch se mi distraevo sarebbestato peggio, te ne saresti accorta, avresti messo su il tuo broncio da pescepalla. Ma forse mi sarei distratto lo stesso ed allora te la saresti presa.Per, ad un certo punto, dopo un continuo tentativo di farti parlare di quelloche non avevo ascoltato, mi avresti stretto la mano, cos, dal niente, dicendoche per farmi perdonare dovevo offrirti una cioccolata al caramello. Sarebbestato il sapore del primo vero bacio che ci saremmo dati senza provare dolore.Mi sarebbe scivolato in gola, riempiendomi come un affamato. Ed allora avreidimenticato decenza, pudore, decoro, onore. E non avrei rifiutato quando miavresti invitato in casa tua, implorandomi di fare silenzio perch Alex dormivacon la babysitter. Piccoli rumori soffocati, come due adolescenti impauriti dalgenitore e ti avrei avuto su quel divano che ti avevo aiutato a scegliere eche ora avrei voluto grande, comodo, silenzioso. Ma ti avrei baciato lo stessole dita ad una ad una. Avrei fatto lo stesso di tutto per non farti male, pernon schiacciarti, per spiare ogni ombra del tuo viso affinch sparisse,morisse. Dimmelo solo una volta che mi ami quanto hai amato lui. Mi sarebbevenuto fuori cos, di istinto, mentre venivo dentro di te. E tu mi avrestispezzato il cuore, dicendo che nessuno sarebbe stato come lui. E me lo avrestiricucito, dicendomi che non volevi amare mai pi come avevi amato lui.
Colori,tutto pieno di colori: e la voce di Ilai si fa pi tenue nella mia testa,come se dimprovviso stesse sparendo, stesse scomparendo, stesse evaporando.Cerco di afferrarla, cerco di stringerla a me, cerco di stringerlo a me, ma nonc niente da fare. Diventa sempre pi flebile, tenue. E piango, ancora,sempre, mentre ancora, sempre, ogni immagine mi si conficca in un punto morbidodel cuore che non sapevo di avere pi. Due fedi uguali, una pi piccola elaltra pi grande, entrambe di oro rosa. Fiori azzurri e bianchi. Un abitolungo di satin, Anya che mi sistema un velo sulla testa piangendo. Ed un parcodestate con pochi amici, lui che mi aspetta dopo un tappeto blu. Alex pi grandeancora, ormai quasi adolescente, che mi porta allaltare. E io che sorrido a miofiglio e ad Ilai, e poi getto unocchiata distratta alle sue spalle, come sefossi preoccupata per qualcosa. E poi sorrido ancora, rassicurata. Una bimba dipoco pi di tre anni, capelli biondi, occhi nocciola-verdi, un vestitino giallolimone, un broncio dispettoso. Tatia non mi perdoner mai per non averle fattofare la damigella. Un sorriso, la mano guantata che stringe quella di Ilai.Lui che sorride ancora, come mai lho visto fare. Sar alta un metro scarsoma non esiste essere pi vendicativo di nostra figlia. Non credo che arriveraiviva al buffet.
E a quelpunto, sento risate, lacrime, canzoni, pioggia, baci, sorrisi, grida, compleanni,urla, temporali, risolini, fruscii, rimproveri, gorgheggi, musica vita chescorre e passa, vita che in realt non viene, vita che finisce. Ed io finiscocon essa assieme a lui. Sparisce la luce, sparisce il sole, sparisce tutto. Ericompare lui, di fronte a me, le lacrime negli occhi. E non capisco perch iosia vestita, e non capisco perch tutto sia bianco attorno, e non capisco dovesia tutto il resto, e non capisco perch non riusciamo a smettere di piangereocchi negli occhi, lacrime nelle lacrime. E non capisco nemmeno perch lui nonparli, eppure lo senta distintamente nella testa, nel cuore, dappertutto , mentre se ne sta con lafronte poggiata alla mia, gli occhi aperti, le labbra serrate.
Questo era quello che ci meritavamo. Questa era la sceltache dovevamo concederci di vedere. Questo quello che non avremmo mai. E misarebbe anche andato bene darti a lui, consegnarti di nuovo a lui, ma non dartialla morte, ad un demone che ti faccia a pezzi. Ed allora sai che c? Non miinteressa morire, salvarmi, tornare, andare, venire, vivere ancora. Non miinteressa. Sia come sia. La mia vita era quella con Tatia, e non lavr. La miavita era quella con te, e non lavr lo stesso. Ci pu anche essere un altrodestino l fuori, piccola, ma non mi interessa. Ci possono essere mille vite,ma non mi interessano. Vorrei averti strappata via al destino di martire che tihanno dipinto addosso. Vorrei averti strappato via da lui, fregandomene delresto, persino di te, facendo legoista, lo stronzo, linsensibile, ilbastardo. Ma io non sono questo, no? Non lo sar mai, vero? Non c destino cheti possa cambiare, in fondo, da quello che sei dentro. Un destino che da tondoti renda quadrato. Un destino che da Ilai Radcenko ti faccia rinascere DracoMalfoy. Un destino che ti leghi alla sola donna che non avrai mai e che tifaccia morire con lei. Sebbene lei non lavr nessun altro, mai. Solo la mortelavr: e la morte, come una maledetta e dannata ladra, ha preso labitudine ditogliermi tutto di dosso. Compresa te, che eri vita, meraviglia, terra allafine del mare appena scoperta. Compresa te, che eri riscatto, redenzione,liberazione, ricompensa, premio. Ma non c mai niente di giusto al mondo. Edovremmo smettere davvero di vivere cos, tu ed io, a cercare sempre quello che giusto. E dovrei smettere io di fantasticarti qui, adesso, mia in un soloistante, prima della scure del boia sulle nostre teste.
Tu, tutto questo non lo saprai mai. Perch non sonoquesto, io. Sono quello che ti lascia andare, quello che ti dice che devi fareci che credi, quello che non ti dir mai nulla pi del necessario.
Non lo saprai mai. Non lo sai. E in fondo non serve chetu lo sappia.
In fondo ti sempre bastato uno nella tua vita inassoluto.
Ti basta uno nella tua vita in assoluto.
Tutto si laceracon la forza di un uragano che si infrange sulla costa. Un enorme frastuononelle orecchie, e poi mi ritrovo di nuovo nel giardino di Draco, con Ilai difronte. Il volto tumefatto, i lividi che gli mangiano il viso, le labbra riarsedal sangue, il colorito grigiastro. E io sono di fronte a lui, di nuovo, lagarza che mi scivolata dalle mani, atterrando sulle foglie secche, dopolallusione non voluta che ho fatto a Draco. Mi guardo attorno sbigottita, laluce dellalba ancora lontana, sono perfettamente vestita, ho i capelli inordine, nessun bacio ha sfiorato le mie labbra, nessun ti amo ha varcato quelle di Ilai.
Sono dinuovo qui a medicargli le ferite come quando? Unora fa, un anno fa, una vitafa? Lo guardo ad occhi spalancati, le lacrime affacciate alle ciglia, il labbroinferiore che mi trema senza controllo, mentre non riesco a capire che cosa siasuccesso, se io abbia sognato, se sia stata solo la mia immaginazione, sesemplicemente io non stia impazzendo. Mi sento venire meno come se stessiperdendo i sensi, e mi aggrappo di nuovo alla camicia di Ilai, guardandolodisperatamente, alla ricerca di aiuto, spiegazione, soccorso.
Che c-cosa? balbetto, non potendomi impedire di piangere ancora, gli occhi fissi neisuoi, mentre cerco ancora di capire che cosa sia successo.
Ma luifraintende la mia espressione, pensa che sia terrore per quello che ha detto ola confusione volubile che lo tiene ancorato a me.
Sorridetristemente, mi accarezza la fronte e sussurra con stanchezza: Non ti preoccupare,era solo un commento stupido. E non ti preoccupare anche per me. Me la caver.Pensa solo a tornare sana e salva, ok?.
Nonaspettando la mia risposta, si alza e torna verso la casa.
Lasciandomil con i frammenti di una vita mai vissuta tra le mani.
E senzacapire se quella vita lho vista davvero o stato solo un sogno.
ed lche, non so nemmeno quanto tempo dopo, mi trova Helder. Ancora seduta sottoquellalbero, una mano poggiata sulla corteccia del tronco, lo sguardoincantato e perso sul muschio sotto le mie scarpe. Sebbene la senta arrivare,sebbene con la coda dellocchio la veda avvicinarsi, non riesco comunque amuovermi, ad alzarmi da terra, a fare qualsiasi cosa.
Sonoprosciugata da tutte le mie forze.
Helder diprimo acchito non si accorge di niente, si avvicina cauta forse solo perchteme che io sia spezzata dalla prova imminente, o preoccupata per Alex, o arrabbiataper il coinvolgimento di Ilai.
Perci nonsi cura granch di trovarmi seduta per terra, apparentemente lontana millemiglia con i pensieri.
prudenteed attenta anche quando mi rivolge la parola, sussurra come se avesse paura didisturbare: Herm , manca poco allalba mi serve ilciondolo di Tatia per individuare dove si trova Alex ora mi serve che. Poi dimprovvisosi interrompe, la vedo aggrottare la fronte in preda alla confusione e allapreoccupazione, ed allora mi impongo di sollevare lo sguardo simulando unsorriso statico e tirato, mentre faccio leva sul braccio per alzarmi in piedi.Le ginocchia mi tremano ancora, ma riesco per fortuna a reggermi ancoradiritta, quindi annuisco senza convinzione e faccio per muovermi per tornareverso la casa. Il mio passo ancora malfermo, traballante, incerto, ma lei nonmi sente empaticamente. Pu scambiarlo per qualsiasi altra cosa, non per la suavera ragione. La vera ragione. Sicuramentenon lo pu collegare ad Ilai. Draco che mi ha sempre reso cos, mai ilragazzo russo dallo sguardo gentile. E neanche sono del tutto convinta che siastato davvero lui e non io. Non sono neanche convinta che sia davvero successo qualcosa. Fermo ilflusso di immagini che di nuovo mi colpiscono nella memoria, ed accenno uncenno del capo ad Helder adesso di fronte a me, fingendo che significhi chesono pronta ad andare. Ma Helder, invece, resta con la fronte corrucciata, mistudia senza ritegno e fa un gesto dimpazienza rabbiosa ed impotente,probabilmente perch non riesce a sentire che cosa provo. I suoi occhi difattisono del suo solito colore, non del mio. La Titanca funziona ancora, sono ciecaallEmpatia. Per fortuna. Quando lepasso accanto, mi afferra per un polso costringendomi a fermarmi. Mi guardaancora, sospettosa, alla fine lEmpatia solo un surplus per lei. Mi conosce,sa chi sono e sa anche che non normale che io sia cos apatica .
Deve esseresuccesso qualcosa. Qualcosa che lei non sa.
Qualcosa che nessuno sa. Qualcosa che nessuno pu sapere.
Me lo chiedesenza peli sulla lingua, senza esitazione, non lasciandomi il polso, come setemesse che le possa sfuggire: Che cosa ti successo, Herm ?!.Scrollo le spalle cercando di rassicurarla, nondir mai a nessuno che cosa successo. A nessuno. Non lo deve sapere nessuno.
Neanche io.
Me ne devo dimenticare.
Se me ne dimentico, non mai esistito.
Per quantoper mi sforzi di fare uscire la voce e di dire una cosa qualunque perrafforzare la mia fallace indifferenza, le corde vocali non rispondono aicomandi. Me ne sto bellamente in silenzio, con il labbro che trema irrefrenabile,gli occhi lucidi e la testa che si limita a negare debolmente.
Helderallora alza la voce, si preoccupa sul serio, stringe di pi la presa sul miopolso, scuotendomi appena: Non farmi preoccupare per favore! Che cosa successo?!.
N-nullan-niente, s-sto bene assicuro con improvvisa risoluzione, sebbene non possaimpedirmi di balbettare e di avere una voce pigolante e gracchiante. Serro lespalle e decido perlomeno di sincerarmi che quello che ho supposto siacorretto. Sospiro a fondo ed aggiungo con un tono di voce casuale, mafastidiosamente tremante alle mie orecchie: Volevo solo chiederti una cosaprima di andare.
Tuttoquello che vuoi mi rassicura lei, pensando alla prova, pensando a mio figlio.Mi lascia il polso e mi guarda in attesa, un filo di apprensione negli occhiche non accenna a spegnersi.
Quello chestate f-facendo ad inizio, ma la voce mi manca al momento di pronunciare ilsuo nome. Respiro, cerco di darmi un contegno, cerco di nascondere ilsinghiozzo che gi mi sta raggiungendo la gola. Riprendo con voce pi stabile:Quello che state facendo ad, ancora mi fermo, ancora la voce si spezza,Helder mi guarda ancora ed improvvisamente il volto le si tinge di unaconsapevolezza diversa, marcata, scavata.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Mi agito,terrorizzata che capisca qualcosa. Ed allora finalmente la voce esce fuorilimpida: Quello che state facendo ad I-Ilai mi potrebbe permettere di sentirei suoi pensieri? F-forse di vi-viverli addirittura?. Riprendo fiato come sefossi stata sottacqua, il mio respiro decelera ed anche il mio viso riprendecolore.
Le spalle diHelder si afflosciano come se avesse perso il sostegno del corpo. Eppure nonesita a rispondermi con finta nonchalance: Probabilmente s qualche cosa diconfuso, fino a quando non siete vicini qualche pensiero mozzicato. Stavamoaprendo la connessione con la tua mente, ti ho gi spiegato come dovrebbesuccedere, no? Deviamo la connessione che abbiamo con te su di lui. Probabilmentequalcosa sar fluito da lui a te in modo totalmente inconsapevole. Radcenkonon pu rendersene conto, sei cieca anche per lui. Ma dovrebbe essere finitoadesso abbiamo finito, la connessione stabilita. Siete Assonanti alchemici.Un po di Telepatia empatica ma niente di cos forte se non siete stativicini. E tu non gli sei stata vicina ,vero?. Me lo chiede con unombra di panico, di terrore, di ansia.
Che significa essere vicini?
Che cosa significa in fondo?
Siamo stati solo vicini e quindi io
No.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Rispondovelocemente, troppo velocemente,quasi incespicando nelle parole: No. Assolutamente no. Ho sentito solo alcunivoci confuse nella testa. E ho pensato ai Karkaroff o al Segno di Fuocoquindi era lui. Lavevo immaginato. Sentivo che parlava di sangue ed avevopensato che fossero Zabini e Nott, ed invece era lui, nella mia testa bene,almeno non sto impazzendo del tutto meno male che passato allora non stabene spiare la privacy di una persona, mi esce fuori una risata spasmodica,idiota, maledettamente somigliante ad un rantolo da moribonda, quindi cambiosubito discorso ed aggiungo: Hai bisogno del mio sangue, hai detto? Draco telha gi dato? Come credi che funzioner il ciondolo? Far luce oppure.
Herm . La voce di Helder mi interrompe e suona come unproiettile sparatomi al centro del torace.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Norantolo con le lacrime agli occhi, sollevando il palmo furiosa verso di leiNo, niente Herm . Niente Herm .Niente di niente, Helder basta.
Lei pertutta risposta mi ignora e mi stringe di nuovo il polso con nuova decisione,soffiandomi contro poche parole con voce tonante: Gli sei stata vicina, vero?Hai sentito i suoi pensieri?.
Mi divincolovelocemente dalla sua presa, mettendo qualche passo tra me e lei, come se nonne sopportassi la vicinanza. Ed cos, assurdamente cos. Sono allo stremo,ormai. Persino la morte, adesso, mi sembra riposante. La odio per non avermiavvisato. La odio per avermi trascinato in tutto questo. La odio perch so chepotrebbe mentirmi, pur di preservarmi integra al massimo per affrontare Adamar.
Non maisuccesso le dico, guardandola con livore negli occhi Se non mi chiediniente, se non sono costretta a dirti bugie, non mai successo rispettaalmeno questo, per favore.
Tu noncapisci, Herm ! inveisce lei guardandomi lacerataEra la sua mente! Non eri tu! Qualsiasi cosa sia successa, qualsiasi cosa tuabbia visto era la sua mente, non eri tu!.
Rido senzaritegno, amaramente, duramente, come se mi avesse raccontato una brutta storiadellorrore.
Avanti,allora aggiungo senza allegria, senza lacrime, senza emozione che non siarabbia ed odio Avanti allora dimmelo, adesso. Dimmi la verit. Dimmi chequella che ho visto era solo la sua immagine di me, e non ero davvero io. Dimmiadesso che io sicuramente non avrei fatto nulla di ci che ho visto. Dimmiadesso che solo quello che lui voleva, e non quello che volevo io. Giuramicon tutta la lealt di questo mondo che io non mi sarei mai comportata cos eche non avrei mai avuto un dubbio, un incertezza, un ripensamento. Dimmelo,dai, giurameloio non posso dirlo a me stessa. Ma tu a quanto pare s, vero?Dimmelo allora convincimi , lei faper aprire le labbra per rispondermi una cosa qualunque che non voglio sentire,che non mi interessa. Estraggo la bacchetta, gliela punto contro, la vedoesitare spaventata come se non mi riconoscesse.
Non miinteressa che tu mi fabbrichi delle scuse idiote per assolvermi da quello che forse avrei potuto fare sibilominacciosa, la bacchetta puntata contro i suoi occhi Non mi interessa che cosaavrei fatto se davvero tutto quello che ho visto fosse successo. Non miinteressa giustificarmi, o avere alibi, scuse. Non mi interessa e neanche neho bisogno, abbasso la voce, cerco di trattenerla ferma, ma comunque trema unpo mentre aggiungo: Io non avrei dovuto sapere quello che provava. Quello chesentiva. Aveva il diritto che fosse un segreto suo. E non lo potr pi guardarecome lo guardavo prima sapendo che cosa ha dentro sapendo che cosa mi avrebbedato sapendo che cosa avrebbe voluto dirmi davvero e che cosa non ha maipermesso che io sapessi sapendo che cosa sente, guardandomi io non dovevoportarmi anche questa colpa, dentro. Io non dovevo avere anche questo rimorso,rido ancora come unisterica, una spostata, una delirante pazza, la bacchettache quasi mi sfugge dalle mani. Ed alla fine mastico fuori una sola incertasillaba di quello che mi si sta accartocciando dentro: Ma non il rimorso laparte peggiore. Non il senso di colpa. il rimpianto ed il dubbio . Non dovevo avere anche questo dubbioche davvero avrei dovuto dare una possibilit a quello che prova per me.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Abbasso labacchetta, la rimetto nella tasca dei pantaloni, mi volto per tornare dentro.
Dandole lespalle, le dico davvero il mio ultimo desiderio. Il mio testamento.
Io domaninon torner. Morir con Draco, come doveva essere. Ma Ilai deve tornareindietro. Se morir con me, ti perseguiter da qualsiasi inferno dovessicapitare.
Quello chesuccede dopo, nella mezzora che impieghiamo per localizzare Alex e perorganizzare gli ultimi dettagli, mi scorre indifferente davanti come se neancheesistesse.
Tutti ormaisono svegli, esagitati, affaccendati a svolgere i loro compiti.
Io alcontrario sono gelida come un pezzo di ghiaccio. Me ne sto seduta sul divanodel salotto a braccia incrociate, aspettando solo il momento in cui avr ilsegnale per poter andare.
Ignoro dovesia finita Helder, rispondo a monosillabi alle domande di Seth e Dean.
Draco scendedal piano di sopra, si siede accanto a me ed immediatamente si accorge che successo qualcosa. Mi guarda incerto stringendo gli occhi grigi.
Che successo, Granger? chiede senza preamboli, studiandomi con attenzione.
Niente sorridomio malgrado, non mai esistito Voglio solo farla finita con questa storia.
Non lo direa me borbotta lui chiudendo gli occhi ed appoggiando la schiena al divanoPoi uno si chiede come mai Potter sia venuto fuori cos disturbato ti si squaglia il cervello a vivere con il complessodel prescelto . Azzardo una risatalievemente pi sincera, scuotendo il capo incredula, sebbene speri solo che nonindaghi pi di tanto. So che non si bevuto quello che ho detto. Mi accorgosubito che segue il mio sguardo sfuggente quando Ilai entra nella stanza.
Non mai esistito.
La prova cheDraco abbia intuito qualcosa mi arriva quando, in un momento di stallo in cuitutti sono altrove a pianificare dettagli della nostra missione suicida, michiede innocente: Allora hai salutato Radcenko?. Sussulto, non lo deve sapere nessuno, non maiesistito.
Ha la voceassolutamente banale del genitore che chiede al figlio se ha ringraziato dopoun regalo. E lui dubito che sappia usare una voce impersonale del genere,resettata sul cortese e sull educato, neanche per rimproverarebonariamente sua figlia. Figuriamoci se possa usarla con me: ha capito che successo qualcosa e con Ilai.
Non mai esistito. Mi dimenticher che sia mai esistito.
Ma qualcosa successo. S qualcosa. Draco non michiederebbe nulla altrimenti. Che cosa successo, allora? Fantasie, ecco.Sciocche fantasie. Una vita di fantasia.
Il resto non mai esistito.
Concentrandomiquindi solo sui pensieri di Ilai e sul fatto che innocentemente voglionasconderli solo perch suoi privati, rispondo tranquillamente inarcando unsopracciglio: Mi stai davvero facendo la domanda che ho sentito?.
Certo, amore asserisce lui con strafottenza,poggiando un braccio sullo schienale del divano con noncuranza, prima dimormorare stoico: Non siamo in una fase di riconciliazioneuniversale dove una qualsiasi mia domanda inopportuna pu passare persemplice tentativo di fare conversazioneante mortem ? E non invece per curiositmorbosa , possessivit paralizzante e tendenze omicide irrisolte diMangiamorte riscoperto che sceglie le sue vittime tra i russi ?.
Mi massaggiostancamente le tempie, rispondendo con voce fiacca: Dovrei anche risponderti,dopo che mi hai detto che ti piacefantasticare sul suo cadavere?.
Ma ioparlavo dei Karkaroff, mica di Radcenko quel gran bravo ragazzo blaterascioccato, portandosi una mano al cuore come se lo avessi ferito profondamente,prima di guardarmi come se fossi una specie di strega che pronuncia eresie sueresie Sei proprio malpensante, Granger.
Certo come no. Stava proprio pensando ai Karkaroff. Haappena guardato Ilai come se lo volesse impalare.
Esiste unarisposta qualunque che tronchi questa conversazione prima che ti ammazzi io?chiedo con un sorriso falso, decisa a prendere questo discorso come lennesimotentativo di punzecchiarmi e non altro. Non posso pensare che davvero la vogliauna risposta. Draco, ovviamente, non ci sta ad assecondarmi neanche per unavolta, neanche ad un passo dalla morte, neanche se lo implorassi. Poggia lanuca sullo schienale del divano, guarda il soffitto e biascica seriamente:Probabilmente non esistono risposte giusteo sbagliate, Granger ma esistono decine di risposte che vorrei davverosentire adesso scegline una a caso ed andiamo serenamente incontro allamorte, torna a guardarmi dallalto verso il basso con un sorriso storto,aggiungendo canzonatorio: Guarda, giurin giurello che far anche verosimilmente finta di crederti.
Unarisposta a caso tra cosa , esattamente?chiedo con un filo di voce, il cuore che mi va su e gi in gola.
Le bugie,Granger mi risponde lui con ovviet, schioccando la lingua e ritornandoseduto compostamente Scegli una stronzata qualunque e dimmela.
Mi stringonelle spalle distogliendo lo sguardo da lui, pensando persino per qualcheistante davvero ad una bugia da raccontargli.
Perch tanto sono diventata una Cantastorie, mi inventoqualsiasi cosa pur di non dire la verit.
Poi,mordendomi il labbro inferiore, mi accorgo che non ho una scorta di nuovemenzogne a portata di mano. Ci vorrebbe troppa fantasia, troppo coraggio,troppa faccia tosta. E del resto io a lui non posso mentire mai pi.
Allargo lespalle con leggerezza, dicendo cauta: Non avevamo finito di raccontarci bugie?Non era questa la fase della come avevi detto della riconciliazione universale ?.
No. Lariconciliazione universale eludere laverit sussurra lui, di nuovo senza guardarmi, poi i suoi occhi tornanoper un po nei miei, grigi come il mare a dicembre Non credo di averla maivoluta da te la verit, figuriamoci adesso che sto per tirare le cuoia. Quindicredo che le bugie caschino a fagiolo.
Ci possiamolimitare alle omissioni allora?bisbiglio con un filo di fiato, senza pi forze e nemmeno coraggio, con un tonodi voce implorante, da preghiera, piegandomi come un giunco secco su di lui.Appoggio la fronte sulla sua spalla ad occhi chiusi, come se davvero lo stessiscongiurando di non farmi parlare, come non mi sono piegata davvero in tutta lamia vita. A suo modo, come sempre, lo capisce. Lo sento sussultare, come sefosse autenticamente sorpreso ed al contempo sconvolto. Poi, lenta, la sua manosi arrampica sulla mia nuca, avvicinandomi a s. Sorrido, mentre resta di nuovocon le labbra solo poggiate sulla mia fronte, parlando con finta irritazione:Non tanto onesto da parte tua temo che mi scateni la curiosit morbosa etutto il resto ma daccordo effettivamente lomissione mi impedisce di fare la faccia di quello che ti credementre biascichi scuse meno sforzo e pi energie per il demone. Sei una grandestratega, Granger.
Sorridoancora dandogli un colpetto sul fianco, mormorando sarcasticamente: Sei tuquello che non mi ha mai dato credito come Capo degli Auror.
Ti promettoche ti dar tantissimo credito dora inavanti ridacchia lui sempre con la bocca sulla mia fronte, facendomirabbrividire, per poi concludere ironico: E davvero unenorme sfortuna che ilmio dora in avanti sia di pocheore. Sorrido ancora scuotendo il capo, poi, non appena sento dei passi nelcorridoio, mi tiro bruscamente a sedere ed anche Draco torna eretto, sebbenecon molta pi lentezza di me.
Lo sentoancora guardarmi di sottecchi, per resto dritta con lo sguardo limpido.
A rientrare,per, Helder, non Ilai. Resto immobile ed indifferente a guardarla, mentre adisagio mi chiede di bagnare il ciondolo di Tatia con il sangue mio e di Draco.Annuisco con il capo, senza aggiungere altro. Il ciondolo a contatto con ilsangue si illumina leggermente come se stesse effettivamente reagendo aqualcosa. Quindi la tesi di Dean era giusta. Helder poi mi esorta ad esprimereil desiderio con voce tonante e decisa. Vogliotrovare mio figlio.
La goccia disangue dunicorno persa durante il parto che Tatia mi ha lasciato, non midelude. Allinterno di essa compare una sorta di ago che somiglia a quello diuna bussola. Punta in una direzione ben precisa.
Verso Alex.
A quel puntonon ci resta che seguirla.
Ci muoveremotutti assieme, per poi dividerci progressivamente man mano che individuiamo illuogo preciso dove si trovano i Karkaroff. Prima lasceremo Kevin che disporril cordone di sicurezza per i babbani. A quel punto, dopo qualche chilometro,sar il turno dei maghi e delle streghe che devono lanciare i Patronus comeprotezione, ed infine gli Empatici che devono comunicare con Ilai. Quando cimuoviamo per lasciare la casa di Draco, intravedo fuori dal cancello un grandeserpentone di gente di cui solo alcuni sono miei conoscenti. Ovviamente ci sonoHarry, Ron, Ginny, Natalie, Dean e Kevin, nonch altre persone di cui intuivola presenza come Luna, Nott e Neville, ma comunque siamo almeno sul centinaiodi persone tra Empatici e maghi che hanno reclutato Daphne e Ginny.Stranamente, all appello manca proprio Blaise Zabini che avevo visto in casaqualche ora fa. Non me ne preoccupo onestamente, di fondo credo che non avessenessuna voglia di restare qui ed aiutarci.
Credo chefosse venuto solo per vedere Pansy e quello che deve aver visto, non deveessergli piaciuto affatto.
Dopo che horaccolto i miei pochi bagagli, mentre Draco andato a salutare per lultimavolta Serenity, resto ad osservare tutta la gente appostata fuori dallafinestra, una mano sullintelaiatura della tenda. Sento una sensazione familiaredi calore sulla nuca, come quella di una mano piccola e sottile.
Soesattamente che cosa significa, ormai come se ci avessi fatto labitudine, miaiuta persino a sentirmi pi tranquilla.
Tatia, anche lei a suo modo mi vuole salutare.
Sorrido adocchi chiusi, come se solo cos potessi vederla.
Mi ritrovo aparlarle come se fosse davvero qui.
Sonopensieri fugaci e confusi che non distinguo neanche io: assomigliano arassicurazioni, a richieste di perdono e a confessioni. Mi pizzicano gli occhi,provando colpa, vergogna ed imbarazzo, ma la mano di Tatia sulla mia testa nonmi lascia mai, come se mi garantisse la remissione dei miei peccati, ilperdono, lassoluzione.
Sebbene sia io che non posso perdonare me stessa.
Rassicuratasuperficialmente, mi ritrovo di nuovo a pensare alla bambina che ho visto, allafiglia mia e di Ilai che portava il suo nome. Stranamente mi ricorda quello cheaveva scritto lei nella sua lettera, sulla visione che aveva avuto, sullabambina di nome Charlotte che non aveva mai potuto avere da suo marito. Loconsidero quasi un segno strano che entrambe, prima di morire, abbiamo avutonegli occhi e nel cuore il ricordo di una figlia di Ilai che non abbiamo maidavvero avuto.
Questa cosa,invece che agitarmi e farmi sentire ancora pi condannata, mi rende pitranquilla come se ancora mi sentissi meno sola, come se anche lei avesseprovato quello che provo io.
Ovvio che lo provava. Moriva anche lei uccisa, moltoprima di quando fosse il momento, lasciando una selva di cose in sospeso.Rimpianti, rimorsi e ricordi.
Ed anche lei moriva, essendo
Sobbalzoancora, riaprendo bruscamente gli occhi: la stretta tiepida non mi lascia,quasi invogliandomi a terminare i miei pensieri, ma invece di nuovo li serroforte dentro di me.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Quasi apreservare quel senso di pace che per Tatia mi ha indotto, incanto la sua collanaperch non mi si sfili dal collo. Voglio averla con me, fino allultimo.
solo aquel punto che la presa calda mi lascia. GrazieTatia.
Respiroprofondamente, scrollo il capo e mi allontano dalla finestra.
Naturalmenteadesso in continua successione come le tappe di una via crucis, soperfettamente che cosa altro mi aspetta: isaluti. forse per quello che, inconsciamente, cerco Draco con lo sguardomentre sto uscendo dal salotto. Sar duro non trasformare quelli che agli altridovranno sembrare degli arrivederci ,in addii . Ho bisogno che ci sia luicon me, adesso. Finalmente lo intravedo mentre scende le scale, sfregandosi gliocchi lucidi dopo il saluto a Serenity.
Quando mivede per in attesa sotto le scale, scuote velocemente il capo, assumendounespressione neutra.
Seipronta? sussurra gentile, fermandosi di fronte a me. Annuisco con decisione,sfiorandomi la collana con le dita. Senza aggiungere altro, con naturalezza, miprende la mano, intrecciando le dita con le sue. Abbasso lo sguardo guardandole nostre mani legate assieme, tentando al contempo di nascondere il rossoreche mi ha gi infiammato il viso.
Insieme?sospira Draco, una mano sulla maniglia della porta dingresso e laltra strettaforte nella mia.
Fino allafine del mondo sussurro, guardandolo negli occhi e ripetendo la frase che luiha detto a me prima di dormire Anche se fosse stanotte.
Usciti nellaluce del primo mattino, con il cielo ancora cos grigiastro da dare lillusionedi essere sospesi in un tempo eternamente fermo, la prima persona che citroviamo di fronte quella che, molto probabilmente, ha sempre creduto in me eDraco molto prima che lo facessimo noi.
Seth.
Ha gli occhiverdi umidi, tira un po su con il naso, per non piange, si sforza con tuttele sue forze di non farlo. Kevin ha una mano poggiata dolcemente sulla suaspalla come a tenerlo calmo e tranquillo. In uno slancio daffetto, che solo alui pu venire cos naturale e spontaneo, allunga le braccia per poi stringereme e Draco tutti e due nello stesso momento. Draco, ovviamente, rimane rigido esi limita a dargli fraternamente una pacca sulla spalla. Io, invece, lo stringoforte a me, cercando di imprimermi come se fossi un pezzo di argilla il caloredel corpo del mio migliore amico.
Cinque annifa bisbiglia con voce tremante nel mio orecchio, quando Draco alla fine si divincolato dal suo abbraccio quando te ne andasti dal Petite Pestericordi?.
Annuisco solocon il capo per non affidarmi alla mia voce che non so come potrebbe suonare.
Ero certoche ti avrei rivisto dopo tantissimo tempo sussurra convincente, staccandosida me ed accarezzandomi il capo questa volta sono certo che tornerai presto. Ci rivedremo presto. Ne sono sicuro.Annuisco con un sorriso fingendo di essere convinta delle sue parole, e loringrazio per tutto quello che ha fatto per me.
Lui siscansa quasi con fastidio, dicendomi che non gli devo nulla.
Staccandomida Seth, il turno di Pansy che, ovviamente, lasceremo qui a causa della suagravidanza, in modo da prendersi anche cura delle bambine. Ha gli occhivistosamente lucidi, sbatte le palpebre un paio di volte, ma non abbandona maiil suo sarcastico sorriso. Nel fondo delle sue iridi castane, vedo un doloremaggiore di quello di chiunque ci sta salutando come se davvero, come sempre,lei fosse la sola che comprende che cosa abbiamo dentro io e Draco. E quantoquesto non possa passare per il sentimento puro che serve per sconfiggereAdamar.
Eppure come se ci reggesse il gioco, come farebbe unamica .
Sbuffa seccataguardando me e Draco, prima di borbottare allindirizzo di lui con uno schioccodi lingua: Non ti abbraccio neanche morta, Malfoy puzzi ancora di carogna.
E io potreiabbracciarti solo se avessi gli avambracci lunghi un metro e quindicicommenta Draco con voce monocorde Stai gi lievitando pericolosamente,Parkinson sei stata fortunata una volta a non diventare una mongolfiera umana,ma farti mettere di nuovo incinta da Thomas davvero al limite del gioco dazzardo .
Lei, come senon lavesse ascoltato, guarda tutti e due con espressione tra il serio ed ilcanzonatorio, prima di ribadire stoica: Sono incinta. Sono debole evulnerabile, nonch suscettibile sul mio aspetto. E vi preavverto che il nero mi cade davvero malissimo sullapancia. Quindi vedete di tornare vivi o firmatemi una dispensa per venire alvostro funerale vestita di rosso fragola quello s che mi sta bene meglio che ad una Grifondoro , direbbequalcuno.
Sorridononostante tutto, guardando in tralice Dean che, sicuramente, lautore delcomplimento. Quando, per, la supero con un cenno del capo che spero riassumatutto quello che voglio dire per ringraziarla del suo carattere ruvido e diquanto mi abbia spronato spesso a reagire, vedo Draco porgersi su di lui edabbracciarla, nonostante tutto.
Distinguopersino qualche parola sparsa, che fingo di non sentire mentre parlo con Dean.
Se la sola persona che pu renderti felice cos luinon privartene mai.
Quando Dracosi allontana da Pansy dandole un buffetto sulla guancia, alla quale lei allafine scoppia a piangere rientrando in casa, lo riaccolgo con un sorrisoincolore, stringendogli la mano e non facendo commenti sulle sue parole dicommiato. Lui sorride in modo sbiadito, poi mi stringe la mano mentrefinalmente lasciamo la villa. Lo vedo soppesarla con tristezza qualche secondo,lo sguardo grigio fisso su una finestra del primo piano, da cui proviene unbagliore rosato.
La camera di Serenity.
Non sapreiche altro dire, le parole sono cos bastarde che me le conto una per una. Milimito a stringergli pi forte la mano, sperando che basti. Dopo essersilasciati alle spalle la sua casa, camminiamo in silenzio per una ventina diminuti, guidati dalla luce del ciondolo che, come una bussola, ci indica unadirezione ben precisa. Gli altri, attorno a noi, sono anchessi silenti anime inpena e, sebbene siamo cos tanti, sembriamo scivolare nella nebbia del primomattino come fantasmi in esilio.
Quando pi omeno comprendiamo in che direzione stiamo andando, riuscendo ad isolarementalmente le costruzioni che ci sono nei paraggi, comprendiamo che iKarkaroff ed Alex potrebbero essere nascosti solo in una decina di esse, tutteammassate sulla scogliera a strapiombo del mare. Sono vecchie case di pescatoriormai abbandonate ed in disuso. A torreggiare tra esse, un monastero lasciatoallincuria da qualche decennio, fatiscente e pericolante. Descrivere a quelpunto un perimetro attorno allarea, diventa abbastanza semplice.
Arrivaquindi il momento di salutare Kevin che il primo a fermarsi, giudicandosufficientemente lontano il luogo dove sistemer i poliziotti babbani perimpedire fughe di notizie, oltre che di imprevisti incidenti. Lo salutoaffettuosamente augurandogli buona fortuna per tutto, e gli chiedo con maggioresincerit di quella che avrei per Seth, di prendersi cura di lui qualora nondovessi tornare. Mi restituisce uno sguardo torbido ma non sorpreso, adimostrazione che neanche lui in fondo cos convinto che torneremo. In unmodo strano pi facile salutare una persona che sembra pi insicura del mioritorno.
Mi permette diessere pi me stessa e di smettere di fingere. pi rassicurante, ecco .
Dopo averlasciato Kevin, ci addentriamo di pi in una sterpaglia di vegetazione rada esferzata dal vento dove non c alcun segno di abitazione. Decisamente megliocos, nessuno correr inutili rischi tra la popolazione inerme. Fa freddo,nuvole basse velano il sole allorizzonte, mentre il mare geme grigio come unlenzuolo vecchio. La luce calda del ciondolo, alla fine, individua nelmonastero abbandonato il luogo in cui si trova Alex. una specie di roccafortesul mare, da cui si accede attraverso una minuscola lingua di terra erosa dallasalsedine. Ovvio che abbiano scelto questo posto per nascondersi ci vedrannosubito arrivare potendosi accedere solo da una direzione. Non possono temereattacchi da altri lati, n tantomeno dal mare: non si pu attraccare, le ondesbatterebbero lo scafo contro gli scogli, ed anche riuscendoci, la parete diroccia alta una quarantina di metri. Impossibile arrampicarsi. Laccesso anche problematico dallalto: troppo vento per scope, ippogrifi o altro. Edubito che non abbiano ripetuto il trucco dellimpedimento allaSmaterializzazione che usarono per rapire Alex.
Lunicoaccesso appunto la fascia di terra sparsa di cespugli brulli.
Basterebbevederci in compagnia o con qualcosa che non gradiscono per scappare o fare delmale a mio figlio.
Come hadetto Helder ieri, effettivamente il nostro punto a favore che non ciaspettano cos presto. Probabilmente ci pensano ancora a lambiccarci ilcervello su come liberare Alex. Certamente non pensano alla SolutioDamnationis.
Neisuccessivi quindici minuti ci limitiamo a studiare bene la situazione, cercandodi nasconderci quanto pi possiamo negli anfratti rocciosi: la mancanza dialberi rende problematico celarci alla vista dei Karkaroff. E siamo in numerotale da metterli sicuramente in allarme. Quando pi o meno abbiamo concordatosu come muoverci e su come sistemare i cordoni di sicurezza di maghi edempatici, comprendiamo che forse la cosa migliore che loro si sistemino dopoche noi siamo entrati e non prima. Dovranno essere veloci, rapidi e fulmineinel prendere posizione, ma ci daranno il vantaggio di arrivare meno visibili.E, avendone pochi di vantaggi, meglio sfruttare al massimo quelli che abbiamo.
Questo,per, ovviamente significa che dobbiamo salutarli tutti adesso.
E significaanche che gli Empatici dovranno abbassare i parametri vitali di Ilai ben primadel previsto: se i Karkaroff guardassero fuori, devono vedere un corpo, non luivivo e vegeto che cammina al nostro fianco. Chiudo gli occhi annuendo,cosciente che, dopo quello che ho vissuto stamattina a contatto con la suamente, nessun discorso potrebbe fargli cambiare idea.
Helder ha unviso che simula unaccorata richiesta di perdono, ma non riesco a guardarla pidel necessario mentre spiega come dobbiamo muoverci. Non ci riesco proprio.
Non possoneanche immaginare come potr vederlo morire.
Con la certezza che non lo rivedr mai pi.
O muoio io, o muore lui, o moriamo entrambi: non siscampa.
Dio non lo rivedr mai pi.
Quella nuovaimprovvisa rivelazione mi serra il respiro in gola, mentre Ilai chiude gliocchi e trascorre il tempo successivo in uno stato catatonico di evidenteconcentrazione. Ma la sola cosa che riesco a pensare, sono le ferite che ha sultorace, le ecchimosi che ha sul volto, per non parlare di quella tosseconvulsa.
Lo spio,mentre respira piano e tenta di meditare come gli hanno insegnato Helder e glialtri.
Holillusione che, fino a quando sentir il suo respiro, potr respiraretranquilla a mia volta.
Darei di tutto per restare sospesa in questo istante.
Il respiro di Ilai. Il respiro di Draco.
Tutti e due che respirano ancora.
Per isecondi passano, si affannano luno sullaltro. E qualcuno gi si allontana,salutandoci e prendendo posizione. Langoscia mi fa bagnare la nuca di sudore,mentre non so pi neanche dove guardare per non sentirmi in colpa. Ilai di fronte a me. Draco accanto a me.
Ed allafine Helder che guardo, ad occhi socchiusi, livorosi, rancorosi, sperandoquasi per un miracolo dellEmpatia che senta i miei sentimenti, e senta quantola detesto, e comprenda quanto non la perdoner mai per avermi fatto conoscerei pensieri di Ilai.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Sentendomivicina allimplosione come se stessi andando in overdose, decido diallontanarmi per un attimo con la scusa di volermi concentrare da sola perqualche secondo. Fingo persino un calo di potere magico, non so nemmeno chedico pur di essere lasciata in pace. E torno a respirare solo quando,semi-nascosta da un cespuglio di menta, mi raccolgo le ginocchia al petto efinalmente non ho pi nessuno dei due davanti ai miei occhi.
Cerco dicalmarmi, cerco di respirare a fondo ma ad ogni inspirazione, li sento entraresempre pi dentro di me.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Ma io lo soormai.
Non c piniente da fare. Ogni paravento, ogni bugia, ogni scusa distrutta, lacerata,fatta a pezzi. E persino la resa, sebbene amara, sebbene odiosa, sebbeneimpossibile anche solo da pensare, ormai quasi necessaria pur di nonscoppiare come un palloncino.
Un piccolosassolino su una montagna: una piccola ammissione. E tutto precipita come unosmottamento, trascinandomi dietro.
.
.
Odio Helderperch mi ha dimostrato che Raissa aveva ragione su di me.
E io nonlavrei saputo se non avessi visto i pensieri di Ilai.
Se non fosse la puttana che , se si fosseaccontentata solo di Ilai tu almeno saresti stato salvo ed invece vi vorrebbeentrambi, quella cagna
Ci che mi rendecos furiosa qualcosa di enormemente semplice, che Helder, neanche conintenzione, mi ha sbattuto in faccia.
Ho sempresaputo di amare Draco. Non c nulla che mi far cambiare idea, mai, neanche lamorte. Per, potevo ignorare quello che provavo per Ilai e nascondermelo sottoil naso pur di non vederlo. Lho sempre trattato con una sorta di lascivaindifferenza e di ben studiato fatalismo, affastellando parole nella testa comedefinizioni che significassero tutto e niente, ma evitando quelle checontassero davvero. Era sempre importante altro: mio figlio, naturalmente.
E poi Draco,ovviamente. A suo modo, Ron. E i miei amici.
Io ed Ilai,in fondo, siamo solo come quei soldati che tornano dalla guerra e si legano ailoro commilitoni. Due sopravvissuti. Bastava questo a farmi relegare quello chesentivo per lui sotto mille non so cheprovo, oppure non ho tempo adesso ,pensando solo che tutto fosse condizionato dalle circostanze e che, a nonpoterle eliminare quelle circostanze, allora non si poteva neanche ragionare . Era come indagare la purezzadellacqua quando era mescolata con lolio. Era un semplice e contorto ragionamentoastruso fatto per ipotesi.
E quindi, aquel punto, potevo tranquillamente fingere con me stessa che fosse solo questopantano di dolore ad unirci, che fosse stato sempre solo questo tra me e lui,che essere Assonanti alchemici ci facesse questi effetti strani, che Tatia asuo modo ci manovrasse per tenerci uniti, che mi piacesse fisicamente e questocomplicasse le cose.
Mi andavabene cos, presa comero dallassolutezza di quello che sempre Draco per me.
Mi andavaanche bene riconoscere un bisogno dilui, che mi condannava debole ed instabile, ma tutto sommato mi giustificasse:ho perso mio figlio, ci manca che non mi aggrappi a chi si prende cura di me.
Avrei semprecreduto questo, questo e basta , senon fosse stato per stamattina. Ho continuato a pensare questo, mentre ero conDraco, mentre ero con Ron.
e ora,invece, non lo posso neanche lontanamente pensare, o supporre, o inventarmelomentalmente cos da crederci.
Da quando hoconosciuto i pensieri di Ilai, non posso pi farlo. Quellistinto a volerlocontraccambiare pur non potendo, pur sapendo che cera Draco, pur essendovicina a morire, ha messo tutto in chiaro nella mia testa. Per poco, per ilbattito di ciglia di quei pensieri nella mia testa, per la prima volta hodesiderato davvero di vivere quella vita con lui. Ho sognato qualcosa di caldo,confortante e semplice, non questo strazio continuo di dilaniarmi il cuore inquesto amore per Draco, che sembra cos lontano dalle idee semplici di casa, famiglia, affetto, cura, tenerezza .
Con Draco sempre fuoco mescolato al veleno, passione mescolata allodio, pace armata dovehai anche paura di respirare, e poi ti scoppia il cuore, e poi ti si spezza.
Ed oggi perla prima volta, davvero ho dubitato che potessi ancora sopportare che il miocuore si spezzasse ancora.
Ho visto lavita assieme ad Ilai, quella che comunque non avr mai e mi sono chiestadavvero perch non mi sono data modo di sceglierla, perch non lavessi presain considerazione fino a quel momento. Non avevo risposte. Non le ho ancora.
Di fondo quello che ho sempre voluto.
Di fondo quello che non ho mai avuto.
Di fondo so che quella vita, probabilmente, io con Draconon la avr mai.
Comunque vada. Comunque sia.
E l, neltormento di scoprire che invece era solo fantasia e sogno, in quel maledettostrappo che da allora avverto nel fondo di me stessa, ho capito che non erasolo la voglia di pace come sempre ho pensato. No. Non era stato solo lasciarsiandare ad un sogno al sapore di caramello, perch magari si molto stanchi eprovati. Non era stato farsi un viaggio mentale nella pelle di qualcun altro, evedere cosa succede e che si prova a nascere in un altro destino. Non era statoun esperimento da custodire come qualcosa di cui ridere, o gioire, o rifuggire sconfitti.
Magari fossestato solo questo. E del resto, intuibile che, se mi si conficcato nellatesta e nel cuore, non poteva essere solo questo.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Per ho cercatoancora di non vedere. Ho cercato ancora di fare finta che tutto non stesse l,grande e terribile, a prendersi gioco di me.
Fino ad ora,quando li ho visti assieme. Fino a quando ho capito che non potevo fingere pi,perch il pensiero di lasciare o uno o laltro, mi straziava nello stesso modo.
Tutto diverso tranne questo. Non ce la faccioa lasciarli.
Ed allora laverit mi si avvicinata, coprendo lultimo passo che mi mancava.
La verit,quella che se ne stava davanti ai miei occhi sin da quando avevo rischiatolira di Draco pur di dirgli che avevo bisogno di Ilai, era terribilmentesemplice.
terribilmente semplice.
Io sono innamorata di Ilai .
Lo amo. E non ci posso fare niente.
In un modoprofondamente diverso da come amo Draco, ovvio, non amer nessuno come amoDraco. Per alla fine non cambia che sono innamorata anche di Ilai. comeessere innamorate di due modi diversi damore: inconciliabili, incompatibili,eppure tutte e due vitali. Non li avrai mai entrambi nella vita, impossibile:dovresti scegliere e sapere che cosa rischi, buttandoti in una cosa onellaltra.
Questo era ci che dovevo davvero scegliere.
Questo ci che mi hanno tolto.
Questo ci che mi avrebbe reso diversa da Raissa.
Questa era la mia scelta.
Dare il miocuore ad una persona che, sono certa, non smetter di spezzarlo ma lo farbattere pi forte di quanto possa essere possibile per molti?
O invecedarlo a chi se ne prender cura, lo protegger e lo tratter come la cosa pipreziosa al mondo impedendoti per anche di sentirtelo scoppiare nel petto?
So cosavolevo da ragazzina: lamore senza aggettivi, illogico e tutto il resto. E soanche che questamore mi ha fatto letteralmente a pezzi per cinque anni.
So che,intimamente, dentro lo desiderer per sempre. Ed intimamente, dentro,desiderer sempre anche di essere serena ed in pace.
Ecco, cosa Draco, per me. Ecco, cosa Ilai, per me.
Ad amare ilprimo, sono abituata da anni. Ad amare il secondo, mi sono rassegnata adesso.
Per quelloodio Helder: me lha sputato in faccia. Come si possono amare due personeassieme?
Le puttane,le vanesie, le vanagloriose, le vanitose amano due persone, assieme.
Non io.
Io no.
Io no.
Ed inveceno: morir da puttana e da spergiura, sebbene non ho fatto nulla che mi rendacolpevole, sebbene sia solo dentro che so tutto questo, sebbene solo il cuoresia il mio assassino e il mio confessore, sebbene non ho fatto promesse ogiuramenti a nessuno dei due.
Per facomunque schifo. Moriranno entrambi immaginando che io ami esclusivamentelaltro. Fa schifo perch non posso inventarmi alcun conforto n per uno, ntantomeno per laltro.
Ilai pensache sar solo e per sempre Draco, e che io non lo ami affatto.
Draco pensache quello che provo per Ilai pi puro, e che io non lo ami affatto.
Ecco perchfa schifo. Ecco perch questa lultima volta che ci penso.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Loseppellisco di nuovo, perch mi meritavo il tempo e il modo di fare una scelta.E, se questa scelta mi preclusa, questo sar sempre e per sempre solo affaremio: nessuno lo dovr sapere, mai, anche se un giorno impossibile che non vedoaffatto, fossi viva e potessi davvero farla questa scelta. Se fosse Draco, nonsaprebbe mai quanto inaspettatamente ero anche innamorata di Ilai. Se fosseIlai, non saprebbe mai quanto inevitabilmente avrei sempre Draco dentro.
Sono cosequeste a cui una donna si abitua presto, quando cresce.
ilcompromesso mozzicato con te stessa che ti fa andare avanti, nelle pausedoverose tra i momenti in cui menti pietosamente al tuo cuore e agli altri.
Io non potrei sopportare mai che qualcun altro mi vedaper come mi vedo io adesso.
Tornoindietro con uno sguardo pulito, innocente, limpido. Tutti i miei sentimentirepressi e sepolti li metto piuttosto nel discorso che faccio a tutti prima diandare. Ringrazio la gente che accorsa qui per aiutare noi e nostro figlio,anche se ci conosceva appena, mi faccio promettere che non correranno rischiinutili contro i Karkaroff, e a tutti affido Alex affinch sia in salvo.
Alla fine,mentre gli altri vanno a prendere posizione, restano solo Harry, Ron, Natalie,Ginny e Dean.
Dean ilprimo che mi si avvicina, ha lo sguardo terso e lucido, eppure sicuro. Mistringe forte tra le braccia, spingendomi a piangere prima ancora che me nerenda conto, mentre non mi dice assolutamente niente e se ne sta in silenzio,come se qualsiasi parola fosse semplicemente inutile. Quando si stacca da me,mi sorride e mi d un buffetto sulla guancia aggiungendo scherzoso: Mi prender cura di mio genero come se fosse mio figlio . Capisco come sempre il suo riferimento neanche troppo oscuro adAlex come futuro marito di Charisma, sorrido ed annuisco con il capo, asciugandomile lacrime con il palmo della mano. Mi ha detto, a suo modo, la sola cosa chedavvero per me importante, e cio sapere che far da padre ad Alex se nondovessi tornare.
Il resto, infondo, lo sappiamo entrambi.
Quello cheper a quel punto mi sorprende davvero che fa un paio di passi in direzionedi Draco, spingendomi a guardare la scena con una punta di ansia, dato che nonsono cos amici da salutarsi in modo struggente ed affettuoso. Draco stesso,infatti, lo guarda con la bocca arricciata e le sopracciglia aggrottate. Dean,per, calmo e tranquillo, armeggia con la sua mano destra, sfilandosi qualcosache, imperturbabile, lancia verso Draco in un piccolo lampo di metalloargenteo. Draco, istintivamente, lo afferra e si trova tra le mani un anellopesante, doppio, doro bianco, con una pietra dura e lucida di colore nero. Io,con un brivido, riconosco lanello, ma mi sembra un gesto cos assurdo cheresto in silenzio. Draco ugualmente non dice nulla, sebbene non sappia di chesi tratta. Dean, scrollando le spalle, aggiunge casuale: E la sola cosa chemi ha lasciato mio padre. Lunica .
Vorrebbeessere una specie di portafortuna, Thomas? chiosa Draco, rigirandosi lanellotra le mani, senza per alcuna ironia velenosa o retrogusto amaro nelle parole.
Vorrebbeessere un prestito e non a fondoperduto mastica serio Dean, guardandolo di lato Devi riportarmelo indietro,Malfoy. E la cosa a cui tengo di pi al mondo pretendo che tu torni vivo abbastanza da restituirmela.
Lo sguardodi Draco viene velato da unombra scura, quasi un pensiero segreto dipreoccupazione e di ansia, come se dimprovviso fosse davvero teso dallapossibilit che lui non possa restituire quel regalo. E non si parla solodellanello e della possibilit che, morto lui, chiss che fine faccia. Sonocerta, conoscendolo, che Draco improvvisamente sia dilaniato da un gesto difiducia che non si aspettava, come mai si aspetta nulla di positivo da nessunonei suoi confronti. Alla fine, fa soloun sorriso storto e chiude lanello nella mano, accogliendo di nuovo il solitosalvifico sarcasmo, spezzato da una bugia misericordiosa: Ci mancherebbe chenon te lo restituisco, Thomas. Non mi faccio seppellire con un pezzo diferraglia vecchio ed antiestetico.
Sei unbravo furetto ammaestrato, Malfoy sorride un po tristemente Dean, scrollandole spalle e voltandosi per raggiungere gli altri, gli occhi pi lucidi diprima.
sposato con Pansy Parkinson, sa perfettamente che cosadicono davvero in cinque parole che sembrano solo insulti.
Draco guardaper un po lanello nella sua mano, soppesandolo come se fosse pesantissimo,poi con sicurezza lo infila allanulare destro. Fingo con perizia di non averlovisto e lo lascio allontanarsi, mentre mi appresto a salutare Harry e gli altri,a cui lui rivolge solo qualche parola veloce di stanco rancore stantio. Leprime che saluto, abbracciandole entrambe con calore, sono Ginny e Natalie. Misembra quasi naturale unirle assieme in questo unico abbraccio, come se fosserosorelle. Si profondono in raccomandazioni ed in rassicurazioni sul fatto chesicuramente torner indietro e che non devo preoccuparmi di Alex. La mia solarisposta una frase semplice: Prendetevicura di loro, alludendo ad Harry e Ron. Natalie sobbalza un po ed arrossisce,come se si vergognasse a parlarne con me, per cerco di farle capire con losguardo quanto sia sollevata dal fatto che ci sia lei adesso nella vita di Ron.
quandoarriva il momento di salutare lui ed Harry che le mie difese crollanocompletamente. Salutarli per andare incontro alla morte sembra un eco infinitodi centinaia di altri momenti che abbiamo vissuto sin da quando ci siamoconosciuti in quel bagno, ad undici anni. Abbiamo sfidato sempre la morte,rischiando la vita in milioni di modi diversi, tutti accomunati dalla solacostante di essere sempre assieme. Era quello lanatema per tornare a casa,sani e salvi, sempre. Invincibili, immortali, invulnerabili. Sembra adesso uninfinito gioco di parti e specchi che ci riporta indietro di anni ed anni. Mastavolta la costante della nostra indefessa resistenza alla morte non c. Loronon ci saranno, loro resteranno qui: io sar sola l fuori. E, nonostante lavita ci abbia diviso tanto e spesso in questi anni scavandoci distanze addosso,sembra davvero assurdo adesso non vedermeli alla mia destra ed alla miasinistra, come angeli, come guardie, come fratelli.
Singhiozzo elascio che loro due, ormai ben pi alti di me e dei bambini che ricordo, miabbraccino forte, chiudendomi tra le loro braccia. Harry mi accarezza piano laschiena dandomi dei piccoli colpetti incoraggianti, la faccia affondata nel miocollo. Ron, cautamente, delicatamente, respira nei miei capelli e mi bacia lafronte con affetto.
Sar cometutte le altre volte sussurra con un filo di voce Harry, tenendomi strettaSar come sempre. Tu che fai un paio di abracadabra a cui nessuno aveva maipensato e tutto finisce in una bolla di sapone sar come tutte le altre volte, Hermione .
Noi cisaremo lo stesso aggiunge Ron con un filo di voce, rischiarandosi la voceroca Noi ci saremo sempre, Mione.
Annuiscoforte, mormorando qualcosa che non intendo neanche io perfettamente nelle mieorecchie ovattate. Forse li dico che li voglio bene, forse li chiedo scusa,forse li ringrazio, forse chiedo loro di occuparsi di Alex. O forse non diconiente e mi limito a pensarle quelle parole senza riuscire ad aprire bocca, trale lacrime che mi strozzano le parole in gola. So solo che, quando mi lascianoandare, il calore del loro abbraccio mi rimasto dentro un pochino, mescolatoal loro profumo sugli abiti. Sento davvero di non essere sola adesso.
Li lascioandare con Ginny e con Natalie con un sorriso mesto, salutandoli con la manoaperta, affidandoli ad un destino o ad un Dio misericordioso che possa semprevegliare su di loro, se non posso farlo pi io. Li auguro felicit, gioia,serenit, amore: li auguro tutto quello che si meritano.
Mi asciugoferocemente gli occhi rossi, passandoci sopra le mani aperte e respirando alungo con la bocca aperta per cancellare i singhiozzi dal petto. Mi guardoattorno, presagendo che adesso mi rimasta solo Helder da salutare: la vedoinfatti a pochi metri da me, le braccia lungo i fianchi, lo sguardo basso, lespalle contratte. Con un sospiro profondo, mi avvicino a lei con lentezza,cercando di tenere a bada quella spinta alla rabbia che ho nei suoi confronti eche, in fondo, devo cercare di seppellire in me stessa, visto che non larivedr mai pi. Mentre la raggiungo, per, noto qualcosa che per un attimo mifa fermare, aggrottando la fronte e tenendomi la mano stretta al torace. Neltempo che ho impiegato a salutare Harry e Ron, Draco si allontanato molto dipi di quanto mi fossi accorta ma soprattutto non da solo. con Ilai. conlui che sta parlando, lespressione scura, ampiamente restituita da Ilai che, asua volta, lo guarda teso e nervoso.
cosstrano vederli impegnati in una conversazione che la cosa mi risulta subitostrana e sospetta, al punto da spingermi ad osservarli di sbieco. Cerco dileggere il labiale inutilmente. Quando Helder mi si avvicina e comincia aricapitolarmi le fasi del nostro piano, non la ascolto neppure, per quanto sonopresa dal capire che cosa sta succedendo.
Malfoy finger di averti voluto consegnareper salvare Alex sta continuando a ripetere Helder con voce monotona,evidentemente comprendendo che non la sto ascoltando Dir, probabilmente, coseodiose per esaltare il concetto e getter loro il presunto cadavere diRadcenko. Mostrati distrutta per quello che sta dicendo Malfoy, imploralo,scongiuralo e mostrati disperata per la morte di Radcenkopi credono che amilui e meno penseranno a qualcosa come la Solutio damnationis.
Certo,certo mormoro distrattamente, ancora presa dalla vista di Draco ed Ilaiassieme.
ma tu nonavrai bisogno di fingere che ami IlaiRadcenko , vero? commenta Helder con una scrollata di spalle, guardandomiobliqua. Finalmente intendo le sue parole come se mi raggiungessero solo adesso,e mi volto verso di lei, sussultando e sgranando gli occhi in un moto dinervosismo ansioso, la schiena attraversata da scariche elettriche.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Mi ritrovodi nuovo a minacciarla con lo sguardo, come se temessi che possa mettersi adurlare quella verit, sbattendola in faccia a Draco, ad Ilai e a me stessa che,ancora, disperatamente, voglio tenerla fuori dalla mia testa.
Heldersolleva le palme in un moto di difesa, poi apre le braccia in gesto impotente esorride amara: Lho capito subito. E non centra lEmpatia una come te orgogliosa come te, convinta sempre dipoter fare tutto da sola potevi avere cos bisogno di una persona solo se nefossi innamorata ed io te lavrei augurato con tutta me stessa, se era la cosadi cui davvero avevi bisogno ed invece per colpa di questa storia che hocominciato io con lo Zahir sono costretta a sperare che sia sempre pi fortequello che provi per Malfoy, Helder sorride ancora e si lascia sfuggire dellelacrime rabbiose che, nonostante tutto, mi fanno sgonfiare lastio e lansiacome se fossi stata punta da un ago: per non ne sono pentita. Magari sonosolo egoista e voglio solamente che torni a casa, sana e salva.
Annuisco conil capo, masticandomi in gola le lacrime e limitandomi ad accarezzarle unbraccio, non ancora del tutto pronta per abbracciarla e perdonarla del tutto.Quel gesto piccolissimo, per, come se lassolvesse e perdonasse.
lei,allora, che si sporge su di me e mi stringe forte. Mio malgrado, con un nuovoscoppio di pianto, labbraccio a mia volta, lasciando scappare via lastiofuori da me e cercando di ricordarmi solo il bene che ha fatto per me in cinqueanni, nonch quello che ancora far per mio figlio, salvandolo.
perfavore mormoro piangendo, piegandomi su di lei Salva Alex, Helder. E riportaindietro Ilai fai di tutto per riportarlo indietro io non ho potuto salvareDraco ma almeno lui per favore, riportalo indietro. Helder mi rassicurasommariamente, lasciandomi alla fine andare.
Mi volto sume stessa asciugandomi il volto con i palmi delle mani, e faccio qualche passoincerto, gli occhi coperti dalle dita. Poi, mi ricordo di Draco ed Ilai esollevo lo sguardo preoccupata, cercandoli.
Non sono piassieme.
Di fronte ame, c solo Ilai.
di nuovoin piedi, le gambe ben piantate al suolo e leggermente divaricate, cosa che lofa assomigliare ad un militare in attesa di attaccare. Ha la mascella serrata,le braccia conserte ed unespressione dura sul viso. I suoi occhi sonoostinatamente rivolti alle mie spalle, in un punto ben preciso che guarda comese lo volesse incendiare con lo sguardo. Prima per che possa voltarmi su mestessa per capire di che si tratti, il suo viso torna a me, riempiendosi di uncalore soffuso e di un sorriso che non gli arriva agli occhi.
Lo guardoancora senza capire, mentre sussurra dolcemente guardandomi con tenerezza: Prosti menya do svidaniya sladkaya .
Non capiscoche cosa mi stia dicendo, sta parlando in russo. Nonostante non abbiaassolutamente capito che cosa mi stia dicendo, il tono con cui dice quelleparole mi spinge automaticamente a singhiozzare, comprendendo, come se mistesse scrivendo quelle parole addosso, che mi sta dicendo addio.
Eppure nonriesco a muovermi nella sua direzione, non riesco a salutarlo davvero, nonriesco a dirgli forse unultima parola che sia uneco sciocca ed inconsistentedi quello che ho scoperto di provare per lui, senza pure che mi disveli,riveli, mostri apertamente.
Ilaidismette quel sorriso dolcissimo che sar lultima cosa che mi ricorder dilui. E torna a guardare alle mie spalle, arcigno, duro, irrigidendosi ancoracome una statua di sale.
Chiosasevero, la voce come un taglio nella carne viva: Non voglio che lei veda. Melhai promesso, Malfoy. Portala via.
E io capiscotroppo tardi che cosa sta succedendo.
Mi voltofuriosamente su me stessa, impugnando la bacchetta, incrociando gli occhi diDraco, immobile, alle mie spalle.
La bacchettapuntata alla mia schiena, lespressione fraternamente gemella a quella di Ilai.
Tutto diverso tranne questo.
Lo implorocon gli occhi comprendendo che non far in tempo a reagire, che troppo tardi,che gi sento vibrare la bacchetta dellincantesimo che mi sta per scagliareaddosso.
Ma Draco miignora, contrae la mascella, ringhia lincanto con voce ferma e caustica.
Stupeficium!.
La scaricadi luce rossa si infrange nello spazio tra i miei polmoni: proprio nel centrodel cuore.
Perdo isensi, scivolando in un manto nero di tenebra.
Coscientesolo per una cosa.
non vedr mai pi Ilai Radcenko vivo.
Il miorisveglio non dei migliori.
Anche se dubito ormai di poter avere un risvegliomigliore.
Sonosollevata di malagrazia da un braccio ed il contraccolpo mi fa spalancare gliocchi intimorita. Attorno a me ci sono grida, urla, risate, e per un attimo noncapisco dove mi trovo, n tantomeno che cosa sto facendo. La testa mi pulsaorribilmente come se fosse vessata da un martello pneumatico e gli occhi sonoannebbiati, come se ci fosse calata su una calugine amorfa. Mi guardo attornole orecchie che ronzano, ed allora improvvisamente mi tendo come la corda diuna chitarra. Sono nellandrone di un palazzo vecchio quasi completamentedemolito dallincuria del tempo: rade piante secche crescono nelleintercapedini delle rocce bianche e grigie, descrivendo un ambiente triste emesto. Il sole nascosto da una coltre spessa di nubi e fa ancora un freddoindemoniato, troppo inconsueto e strano per il mese di luglio.
Quandoriconosco la presa familiare sul mio braccio, quelle dita affusolate, sottili eppure forti che, sebbene ora sianoaffondate nel mio braccio, hanno la perizia attenta e dolce di non farmidavvero male inizio con una punta di disagio ed ansia a capire dove sono eche cosa successo. I miei riflessi per fortuna reagiscono ben prima di me,non appena con la coda dellocchio individuo nella cornice scrostata di unbalcone quasi del tutto franato, le figure silenziose e spaventose deiKarkaroff. Dimitri, come sempre, con il suo aspetto autoritario, il sorrisosadico ben modellato sulle labbra chiuse, le braccia incrociate al petto,lespressione vogliosa ed implacabile. Raissa, con gli occhi spalancati,sgranati, sconvolti, le lacrime che scorrono sul viso di alabastro, le manistrette alla gola come se soffocasse, le gambe che cedono e la fanno cadere inginocchio. quella vista a farmi capire simultaneamente che cosa sta guardandoalle mie spalle e a farmi finalmente sentire la voce di Draco che urlaimproperi, insulti, invettive contro di me, rea di avergli nascosto un figlio edi essersi innamorata di un altro. Mi sforzo di non ascoltare quello che stadicendo Draco, mi sforzo solo di fingere di essere stata catturata, tradita,umiliata. Mi divincolo con tutte le mie forze dalla presa di Draco, sebbeneappunto lui stia fingendo ed in realt potrei liberarmi abbastanza facilmente.Mi sforzo di non concentrarmi sulle sue parole se non nella misura di apparirnesconvolta, sgomenta, cos da rispondere a suon di preghiere ed appelli accoratiin nome di nostro figlio.
un belteatrino, un bello spettacolino. E Dimitri ne pare cos oltremodo soddisfattoda non interromperci neanche per un momento, mentre si pregusta tutto con unasmorfia di puro piacere sul volto, inumidendosi lascivo le labbra. Raissa, delresto, completamente assente, come se neanche ci stesse ascoltando. Ed lovviamente che scatta il colpo di grazia: la presa di Draco si fa un attimo piforte sul mio braccio, mi guarda negli occhi come stesse per chiedermi se sonopronta e riceve da me in risposta un minuscolo segno di accenno con il capo.
Grazie per preoccuparti di questo. Grazie Draco.
Grazie per capire che non sono pronta. N mai lo sar.
quel figlio di puttana mi sputa Dracoaddosso, guardandomi con un ghigno crudele e velenoso Quello che ti volevifare da settimane non lo rivedrai pi, Granger. Draco ride in modo sguaiatoed io non ho bisogno neanche di mettere su unespressione autenticamentedevastata.
Perch vero che io non rivedr pi Ilai.
Non lo rivedr pi.
Per ciaggiungo un tocco di consapevolezza dilaniata e distrutta dal pensiero cheDraco possa aver ucciso la persona che amo. Ed allora che Draco mi getta conviolenza sul corpo di Ilai.
Neancheadesso devo fingere: non c bisogno. La vista del suo corpo martoriato,escoriato, ferito, come se non fossero passati pochi minuti da quando lhovisto, mi strazia come se mi stessero tirando gli arti in due direzionidifferenti.
Perdonami Tatia.
Perdonami se te lho portato via, in tutti i modipossibili.
Mi getto sudi lui, lo abbraccio piangendo, urlo maledizioni ai Karkaroff e a Draco stesso,simulo persino un tentativo di scuoterlo per svegliarlo ed un massaggiocardiaco per rianimarlo. Provo anche la respirazione bocca a bocca edonestamente non so quanto questo aggiunga valore alla mia recita, o se non siasolo una goffa ricerca di alibi per baciarlo unultima volta. Solo che questavolta, le sue labbra sono fredde, gelide, immobili. Ed alla fine questo mi fa apezzi pi di tutto il resto. Sfibrata, mescolando la vera disperazione a quellafalsa, affondo il viso nel suo petto, nascondendomi alla vista di tutti,coperta dai miei capelli. E sospiro di sollievo quando sento un minuscolo,brevissimo, battito, provenire dalle profondit del suo torace. I Karkaroff nonsi sono ancora avvicinati a lui, non deve essere stato ancora necessariomandarlo del tutto in arresto cardiaco.
Sento Dracoprendere tempo, chiedere di vedere Alex per capire come stia, prima di consegnarmia loro. Sobbalzo, la schiena rigida, sperando con tutte le mie forze di poterrivedere mio figlio unultima volta. Ma i Karkaroff sono di altro avviso:vogliono prima vedere se Ilai sia davvero morto.
Mentre ciraggiungono levitando nellaria come se fossero fatti di vento, Draco muoveimpercettibilmente il capo nella mia direzione, facendomi capire che arrivatoil momento. Ha il viso distrutto, gli occhi lucidi e comprendo che non abbiamomodo di aspettare che ci mostrino Alex. Dobbiamo lanciare la Solutiodamnationis, mentre saranno ragionevolmente distratti dallesame del corpo diIlai.
GliEmpatici, in collegamento con Ilai stesso, si accorgono subito dellintenzionedei Karkaroff. E con uno spasmo, scoppiatomi in bocca come lennesimo singhiozzo,mi accorgo che quel minuscolo battito nel petto di Ilai scomparso. Adesso morto sul serio.
Sebbene siadistrutta, sebbene non riesca neanche a respirare, resto vigile ed attentamentre Dimitri calcia con malagrazia il corpo di Ilai e Raissa uggiolafastidiosa, piangendo a dirotto e strappandosi le vesti. Come un fuocodartificio che esplode nel cielo nero, io e Draco riconosciamo il momentopropizio: estraiamo le bacchette ed urliamo con tutta la forza che abbiamo incorpo: SOLUTE DAMNATIONEM!.
Dimitri eRaissa gemono, fremono, si scagliano contro di noi per tapparci la bocca.
Inutilmente .
Pochisecondi e spariscono alla nostra vista, sostituiti da un buio spesso edintenso che ci avvolge completamente.
Nel silenzionero lunica cosa che sento e percepisco il mio fiato corto, spezzato,assieme a qualche altro singhiozzo che mi sfugge ancora dalle labbra.
Draco? lochiamo spaventata, non afferrando assolutamente nulla attorno a me, se nonquesto gelido buio totale.
Sono quimi rassicura lui da un punto non meglio precisato alle mie spalle, sento il suorespiro sulla nuca. Rabbrividisco, prima che lui mi chieda sommariamente: Staibene?. Annuisco con il capo prima di capire che lui comunque non riesce avedermi, e ripeto il mio assenso con la voce.
Sai dovedobbiamo andare adesso? chiedo con un filo di voce, cosciente della suapresenza dietro di me, mentre angosciata da questo buio totale ho limpressionedi essere diventata cieca o di essere stata sepolta viva sottoterra. Draco forseavverte la tensione nella mia voce ed immediatamente con naturalezza mi stringela mano, mentre sudo freddo. La intreccio grata con la mia, contenta di nonessere sola in tutto questo.
No,Granger non lo so mormora lui con voce sconfitta, uno spostamento daria chemi informa che forse si sta guardando attorno alla ricerca di un po di luceLa prima volta non stata cos. Non ho neanche prettamente incontrato Adamar sentivo solo la sua voce.
E quindiche facciamo?.
A parteinterrogarci su quando il demone far lallacciamentoalla corrente elettrica ? biascica lui nervosamente, la sua mano che sicontrae impercettibilmente Non lo so. Magari dobbiamo chiamarlo oppure. Ciinterrompiamo a disagio, quando nella nostra testa esplode una sorta di litanialamentosa, un canto, una voce stucchevole e femminile che sussurra: Andate avanti. Camminate dritto.
oppureascoltiamo la voce da bambina indemoniata che ci misteriosamente apparsa in testa commenta malevolo Draco, iniziandoa camminare nella direzione indicata dalla voce, la mano sempre stretta nellamia a guidarmi e a precedermi. Il buio non diventa meno totale mentrecamminiamo, restando cos fitto che non riesco assolutamente a distinguerenulla. Sembrano dei cunicoli sotterranei, ai nostri lati avverto la presenzaimponente di pareti di roccia scavate, nonch di tanto in tanto il suono diacqua che goccia. Ma, per il resto, non ho pi la pallida idea di dove siamo.
Dopo unadecina di minuti abbondanti in cui abbiamo continuato a camminare nel perfettosilenzio, sento la necessit impellente di dire una cosa qualunque, pur dirompere questansia che mi sale per quello che stiamo per affrontare.
Ti hachiesto Ilai di schiantarmi? chiedo asciutta, rivolgendomi a quel silenzioodoroso di terra bagnata che so essere lui.
La sua manonella mia si fa ghiacciata, mentre borbotta caustico: Credi che tragga piacere dallo schiantarti, cos, atitolo gratuito? Ovvio che me lha chiesto Radcenko. Non voleva che tu vedessi che cosa gli stava per accadere maaveva bisogno interamente della sua energia magica per il trattamento degliempatici e per quello lha chiesto a me, Granger .
E statocos brutto ? chiedo con un filo divoce, la gola secca.
Draco ghignain modo fastidioso alle mie orecchie, prima di biascicare acido: Qualsiasicosa abbia passato Radcenko un delicatosonnellino nel prato in confronto a che cosa stiamo per passare io e te,poi abbassa il tono di voce, suonando ancora tra il minaccioso ed il derisorio:So che avevi bisogno di lui, Grangerma ormai sar il caso di lasciarlo andare, non credi? Se tutto va bene lui si salver e si trover unaltramogliettina adorabile da condannare a morte e se tutto va male b, almeno vi siete lasciati con ottimi ricordi un romantico addio in russo e te schiantata da quel bastardo deltuo ex davvero una favola moderna sonoquasi invidioso .
Le sueparole, come sempre, mi feriscono pi allinterno di quanto ammetterei ad altavoce. Sa perfettamente come colpirmi al cuore quando vuole. Risbattermi in faccia che avevo bisogno dilui. Pungolarmi sulla possibilit che si rifaccia una vita senza di me.Innervosirmi con linsinuazione per cui Tatia sia morta per colpa sua.Minimizzare quello che siamo. Per me ne sto in silenzio, non replicando esorprendendo persino Draco, che conosce adesso un silenzio ben pi inquieto.
Io devolasciare andare Ilai, devo lasciare andare tutti adesso: la mia ultima realtdefinitiva Adamar, non c altro a cui pensare.
Continuo acamminare in silenzio non replicando pi nulla, avvertendo le dita di Draco chesi contraggono nella mia mano come se fosse lui, adesso, a voler parlare.
Ma, in ognicaso, non ne avrebbe n modo, n possibilit.
Finalmenteil lungo corridoio di pietra che stavamo percorrendo, viene falciato da unaluce calda che mi fa strizzare gli occhi dopo tanta oscurit. Io e Draco ciincamminiamo in quella direzione, i sensi allerta, pronti a qualsiasi attacco.Ma ci che ci aspetta, alla fine di quella che si rivela essere una galleria dipietra aperta su uno spazio aperto e luminoso, ci lascia letteralmente senzaparole.
La primacosa che noto un profumo meraviglioso, soave che non credo di aver maisentito. Assomiglia a quello degli agrumi, delle zagare in Sicilia, mainfinitamente pi dolce, pi penetrante, pi inebriante, come se fossemescolato a qualche aroma zuccherato di cannella, vaniglia, caramello fuso. Nonpu esistere un odore del genere in natura. paradisiaco, sazia quasi la golae lo stomaco solo respirandolo. La seconda cosa di cui mi rendo conto, mentrela luce si fa pi intensa, quasi accecante, che lo spazio su cui si apre lagalleria qualcosa di francamente impossibileda pensare, considerando che stiamo per affrontare un demone millenario.
Al terminedella galleria, infatti, ci troviamo in un enorme e meraviglioso prato verde,circondato da floride colline ricoperte di fiori. Ha un aspetto curato, eppurenaturale, sublime, come se non ci avesse mai respirato singolo uomo. Il cielo terso, luminoso, di una nettezza azzurra cos abbacinante da farmi chiedere seho mai visto prima il sole. Sembra una giornata primaverile delle pi stupendeche possa conoscere lInghilterra lontano, tra gli alberi di salice,gorgheggia un fiumiciattolo trasparente che sfocia in un laghetto coperto dininfee. Ed seguendo la linea del fiume che intravedo finalmente un enormecasa in stile georgiano, ricoperta interamente da mattoni rossi, con caminialla destra e alla sinistra del tetto, un portico centrale con una piccolafinestra rotonda superiore, finestre allinglese e balconi in ferro finementelavorati. Sembra cos meravigliosamente perfetta da farmi dubitare seriamenteche esista.
Forse, io eDraco siamo gi morti e non ce ne siamo accorti questo, non sembra linferno.Ma esattamente il contrario.
solo dallamano gelida di Draco nella mia che resto cosciente di me stessa, ricordandomiche forse linferno proprio perch non ne ha assolutamente laspetto. Questoposto solo una pianta carnivora che, con grande sfavillio di colori e suoni,vuole intrappolarci al suo interno. Draco appare meravigliato e titubanteesattamente come me, dandomi conferma che la sua esperienza con il demone stata completamente diversa da quanto sta succedendo adesso.
Se mai erapossibile, la nostra perplessit sbigottita aumenta esponenzialmente quando cirendiamo conto che non siamo propriamente soli al momento. Di fronte a noi,infatti, proprio sotto larchitrave della porta dingresso della casa, cqualcuno. La sua presenza cos impalpabile e leggera che non labbiamoavvertita fino ad ora, sembra persino non respirare. Distinguo a malapena nelnitore della giornata un cenno del capo che vuole essere un invito ad essereseguita. E quindi, con riluttanza e nervosismo, ci avviciniamo a passi lenti eguardinghi, studiando bene la figura esile.
Che non siaAdamar, evidente: certo, Draco conosce solo la sua voce, ma Helder lhasempre apostrofato al maschile. E questa invece una donna . Per un attimo, penso che possa essere comunque lui chemagari ha cambiato aspetto ma, non so perch, sono perfettamente convinta econsapevole che non si tratti di lui. La guardo con attenzione mentre miavvicino, sembra nata per essere inserita in questo clima ottocentesco. unadonna bellissima sulla trentina danni, forse solo lievemente pi grande di me.Non molto alta, eppure sembra comunque imponente, autoritaria, statuaria. Haun fisico asciutto, proporzionato, avvolto in un abito completamente bianco cheriluce come se fosse fatto di luce pura. Ancora, perfettamente in stileottocentesco: plissettato sulla gonna lunga e non molto ampia, si arriccia estringe sotto il seno, descrivendo la linea della vita sottile con una filaregolare di piccole perle bianche. Le maniche a sbuffo lasciano scoperte lebraccia lunghe, la cui pelle, come per il viso, candida, vellutata, senzaalcun segno di imperfezione e discromia. Non ha alcuna ruga despressione,niente, come se appunto neanche respirasse e fosse una bellissima statua di cera.Solo dai fremiti delle lunghe ciglia nere che racchiudono due penetranti occhiazzurri dalla forma un po allungata, si potrebbe intuire che viva. Sulcollo, alcune ciocche dei suoi capelli biondo ramati sfuggono con curaimpeccabile dalla crocchia che le raccoglie la chioma, impreziosendo cos lalinea ferma delle clavicole. I capelli nascondono quasi completamente unciondolo dalla forma rotonda. la prima cosa che guardo di lei non appena miavvicino con Draco: il cameo di una rosa bianca, lucido come un pezzo dighiaccio.
Quando parlale sue labbra si muovono appena. Eppure la sua voce ha un colore cristallino,pulito, squillante. Da ragazzina .Sembra di sentire una cascata di campanelli che tintinnano.
Il signorMalfoy e la signorina Granger? domanda educata e gentile come una perfettapadrona di casa. Annuisco con sospetto, non prima che abbia gettato unocchiataa Draco. Da come accoglie la voce con assoluta indifferenza, comprendo che,come avevo intuito, non siamo di fronte al demone Adamar.
SuaEccellenza vi sta attendendo mormora, scandendo con decisione la parola Eccellenza, come se potessimo dubitaredi chi sta parlando Vogliate farmi la grazia di seguirmi in casa un luogopi appartato in cui discutere della vostrasituazione . Intimorita e messa a disagio dalla fredda cortesia impostatadella donna, la seguo allinterno della casa con Draco che sbuffa, le maniaffondate nelle tasche dei pantaloni: la prossima volta dovr noleggiare unosmoking per venire a crepare davanti a questo qui.
Roteo gliocchi, spero che nessuno labbia sentito.
Gli ambientidella casa sono modesti e dallaspetto antico: prevale il legno in noce chericopre di pannelli le pareti color avorio. Ogni centimetro del pavimento ricoperto da tappeti di colore rosso, arancio, marrone: tutti toni caldi.Passiamo di fronte a molte camere perfettamente arredate, dove la costante sempre la presenza di enormi librerie e di arazzi dallaspetto prezioso. Ilsenso di stranezza per lo scenario che ci troviamo di fronte, non fa che acuirela mia ansia: pi la casa sembra confortevole ed accogliente e pi holimpressione che Adamar non abbia bisogno di incutere paura con scenari tetrie raccapriccianti. E questo pu voler dire solo una cosa, vista la mia esperienzada ex Capo degli Auror.
Non ne ha bisogno .
perfettamente in grado di pretendere rispetto e di scatenare timore senzaricorrere ad espedienti. Questa casa, questa tranquillit, questa donna calma epacata, sono solo raffinati mezzi di distrazione. O vezzi estetici.
Ci pu farea pezzi, in qualsiasi modo. Non ha bisogno di nullaltro che s stesso.
E ci,ovviamente, mi agghiaccia.
Avrei digran lunga preferito altro piuttosto che questo.
Dopo qualcheminuto di silenzio, ci fermiamo di fronte ad una pesante porta di legnointarsiata. La donna la apre con discrezione, camminando allinterno in modoancora pi lieve di quanto non abbia fatto fino ad ora e ci invita di nuovo aseguirla con un cenno della testa. Io e Draco entriamo, riconoscendo una stanzache ha tutte le fattezze di uno studio antico. La parete vicino alla porta completamente occupata da una gigantesca libreria piena di tomi preziosi,dallaspetto sdrucito e rovinato, mescolati a libri decisamente pi modernidalle copertine agili e colorate. Di fronte, sulla parete opposta, ci sono tregrandi finestre quadrate da cui si intravede il giardino. Alla nostra destra,c un piccolo salottino con un tavolo basso, mentre le poltrone e il divanosono foderate di velluto rosso sangue. La stanza ancora avvolta da quelprofumo gradevole ed intenso, che qui per assume degli accenti ancora pipenetranti che danno alla testa. Ma soprattutto noto immediatamente, incontrasto con gli ambienti antichi, la presenza di uno stereo moderno che riproducedella musica lirica. Ascoltando le noti possenti e la voce poderosa del tenore,faccio immediatamente mente locale. E lucevan le stelle. La Tosca di Puccini.
Vengosconvolta dai brividi, mentre il tenore gorgheggia devastato e dilaniato.
Svan per sempre il sogno mio d'amore...
l'ora fuggita,
e muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!
il canto di un uomo condannato a morte, che nel momentoin cui sta per lasciare vita ed amore, capisce quanto ami entrambi. Amore. Evita.
Non pu essereuna scelta casuale, constato con disperazione amara e rabbiosa. Ovvio .
Ed gi unindizio su come agisce questo mostro.
La donna checi ha guidato fino ad ora, prende posto alla nostra sinistra dove finalmentenoto una scrivania ingombra delle cose pi varie con una prevalenza per imanufatti in cristallo.
E l, sedutotranquillamente, c un uomo.
Sussultoleggermente dalla sorpresa e dalla contemporanea ansia immediata che micomunica: sento ogni centimetro della mia pelle rabbrividire e gelare di sgomentoal contraccolpo dallenorme potere magico che scaturisce da lui. La mia manoinconsciamente corre spaventata al polso di Draco che stringo con paura,facendo qualche passo indietro. Draco chiude la sua mano sulla mia, ha la pellefredda e sudata. Non ho mai sentito niente del genere in vita mia, nulla ed hoincontrato Voldemort, il Signore Oscuro che ha distrutto questa terra per anni.
Era unbambinetto in confronto.
IncontrandoVoldemort, certo, se ne poteva avere paura ma non cos . Adamar non sta facendo assolutamente nulla, solo seduto e hale mani incrociate elegantemente sotto il mento eppure, quello che sprigionadal suo corpo un potere immenso, nero, oscuro, che penetra in ogni porodella mia pelle, facendomi sentire spacciata e pronta allimplosione. Econtrariamente a Voldemort, non ha neanche un aspetto ferino e mostruoso. Nulladel genere. apparentemente un uomo normalissimo, sulla quarantina, dal corposlanciato ed alto. Ha i capelli castano scuro un po lunghi sulla nuca, conqualche riccio scomposto; scuro anche il rado pizzetto che gli copre ilmento. Gli occhi sono penetranti, taglienti, audaci, e splendono di una luceverde smeraldo. Veste come la donna alle sue spalle in modo decisamenteantiquato: pantaloni beige leggermente larghi sui fianchi, una camicia bianca,un fazzoletto al collo di velluto verde, un gilet ed una giacca dello stessocolore. Non mi dato naturalmente di sapere o intuire se questo sia il suoaspetto da millenni, o se invece abbia il viso di Grindelwald ,luomo di cui ha preso in prestito il corpo.
Oppure se anche questo aspetto apparentemente normale siasolo un meccanismo per mostrarsi ai nostri occhi.
Da quelloche sento del suo potere, potrebbe anche mostrarsi con laspetto pi comune perrassicurarci, e poi colpirci infido alle spalle. Al momento, sembra il pinormale dei padroni di casa: affascinante, gentile, curato, preoccupato persinodi fare una buona impressione.
Con le manilarghe e forti fa segno con un sorriso alle due sedie di fronte alla scrivania,invitandoci ad accomodarci.
BuongiornoMiss Granger. Buongiorno Signor Malfoy esordisce con un sorriso serafico,alternando lo sguardo prima su di me e poi su Draco. Sotto la scrivaniacontinuo a stringere il polso di Draco, incapace di lasciarlo andare sotto losguardo di Adamar. Il demone fa una pausa ad effetto, sospirando in modoteatrale prima di soffiare fuori con voce entusiasta: Sono onorato diconoscervi finalmente di persona. Da come sento vibrare le vene di Dracosotto la pelle del suo polso, comprendo che ha riconosciuto perfettamente lasua voce. davvero lui, se mai ci fossero dubbi. Ha una voce cavernosa, roca,profonda, ma comunque pastosa e melodiosa: non ho mai sentito una voce simile.Sembra il suono di unarpa.
Si adattaperfettamente alle note liriche che continuano a riempire la stanza.
Sbatto lepalpebre per qualche secondo, incespicandomi nelle parole: Tu, mi sentoirrispettosa e, scornata come una bambina ripresa dalla mamma, mi correggovelocemente in preda al panico: Lei Adamar?.
Lui fa unnuovo instancabile sorriso dolciastro, guardando la donna alle sue spalle efacendole un incomprensibile cenno dintesa con il capo, a cui lei risponde conun sorriso timido. Poi torna a guardarmi con paterna pazienza: Ne sorpresa ? Comprendo le frustrantilimitatezze della vostra cultura cos avvezza alle etichette. Suppongo che,avendo conferito principalmente con la misera progenie empatica, abbiatematurato lidea che avessi un aspetto ben differente e che avessi residenza inun luogo diverso, finge di rifletterci su per qualche secondo umettandosi lelabbra e gettandomi uno sguardo divertito, prima di continuare con vocescontata, come se volesse umiliare la mia deduzione spiccia: Un demone dovrebbe avere protuberanze sulcapo, un miasma sulfureo a circondarlo e magari anche un volgare oggetto a trepunte in mano, come se approntasse delle balle di fieno. Quindi dovremmo ancheessere nelle viscere della terra e non in questo luogo ameno, abbraccia in unideale sguardo tutta la lussuosa stanza nonch la vista serena che penetradalla finestra. Poi sembra avere una provvidenziale illuminazione e prosegue: Ammettoche per questo argomento esatto. Siamo vicino al centro incandescente delvostro pianeta ma non per mia volont di emulare qualche infernale divinit.Semplicemente perch uno dei pochi luoghi liberi dalla presenza umana.Chiude gli occhi sognante, sembra vagheggiare qualcosa di lontano anni e vitefa: Adoravo lHimalaya : cosinospitale, algida e persino pervicace nel suo isolamento. Ma poi sono arrivatigli escursionisti un paio di spiacevoli incidenti e ho deciso di ritirarmi qui.
Tremo alpensiero di chi possa averlo casualmente incontrato e non ho dubbi nelcomprendere che cosa sia accaduto a queste sciagurate persone.
La sua voce amabile e tranquilla, sempre impostata su questo tono volutamente forbito chesi snoda in un linguaggio formale ed accademico, ma sembra perfettamenteconsapevole di chi , di che cosa fa e della sua natura demoniaca. Non faassolutamente nulla per nasconderla, la esibisce anzi come se ne fossesommamente fiero ed orgoglioso.
Comefacciamo noi allora a sopravvivere al centro della Terra? chiede Draco alloranoncurante, come se stesse chiedendo del tempo. Lo guardo sconcertata dal suosangue freddo. Non so se sia la sua solita spavalderia arrogante che vuolemettere a tacere la paura, oppure se semplicemente ricorda perfettamente come parlare con questo demone ed allorariesce a simulare calma e coraggio.
Raffinata deduzione, signor Malfoy sicomplimenta Adamar con vivo entusiasmo, sporgendosi sulla scrivania perguardare meglio Draco Ricordavo la sua spavalda arroganza, nonch la suaintelligenza decisamente sprezzante. E lei dovrebbe ricordare perlomeno la mia voce , giusto?.
La ricordocommenta sintetico Draco con una punta di amarezza sarcastica nella voce.
Adamarsorride sardonicamente massaggiandosi una tempia con le dita in modovolutamente disattento. Il guizzo di un tendine della mascella mi informa, per,che si sta innervosendo. La gola mi si secca, mentre metto a fuoco il modo cheha di guardare Draco.
Ostile, rancoroso, sospeso tra la voglia di farlo a pezzie quello di capire come funziona.
Ha pi omeno lo sguardo che mi tributava sempre Dimitri, escludendo ovviamente alcunacomponente di attrazione sessuale. Non so come faccia Draco a starsene sedutocalmo e tranquillo, visto anche che il repentino cambio dumore di Adamar percettibileanche dallimprovvisa onda calda del suo potere che ci si infrange addosso,come mare su rocce. Poi si smonta cos com nata: Adamar dismette il suosguardo acceso, fa un gesto di noncuranza con la mano e sorride rassicurante,suonando solo lievemente infastidito mentre arriccia il naso e le labbra connobilt e distacco: Non abbiamo vissutola migliore delle esperienze io e lei, signor Malfoy. Helena Greengrass che siintromette nella sua prova, lei che si ritira confesso di esserne rimastomolto indispettito ha incontrato un mio profondo disappunto avere a che farecon lei non per questo non risponder alla sua insolente domanda ., fa una pausa ad effetto studiata ad arte perdare enfasi alle sue parole e verificare se siano andate a segno. Draco resta abraccia incrociate, ma quel luccichio dello sguardo che cela un retaggio diprudenza cauta, soddisfa profondamente lego di Adamar. Difatti, con tono pirilassato, prosegue tranquillo e lieve: Avvertite una temperatura tollerabile,riuscite a respirare in modo adeguato, vedete tutto questo , allarga le braccia comprendendo idealmente la casaed il panorama fuori dalla finestra, escludendo invece volutamente s stesso ela donna con lui perch io v oglio chesia cos . Lo chiami pure un retaggio della mia disgraziata esistenza umana,ma potrei definirmi un esteta . Sapetequanti artisti ho personalmente patrocinato ?La ricerca della bellezza un mio punto debole. Uno dei miei momenti pisereni di questo lunghissimo arco vitale fu al confine tra il Lancashire e il North Yorkshire, nel 1840, in una magionecome questa per questo traggo profondo piacere nella rievocazione mentale diquellatmosfera bucolica. Si ferma a lungo a questo punto, quasi innescandocila curiosit di chiederci che cosa sia successo in questo suo passato secolareper renderlo cos felice e voglioso di reminiscenze persino nel vestiario. Ma,naturalmente, non riceve alcuna domanda ulteriore: non siamo venuti qui perchci racconti la storia della sua depravata vita. Draco risponde con unascrollata noncurante delle spalle, spingendomi ancora a chiedermi che razza dipiacere perverso tragga nel provocarlo cos apertamente. Dal canto mio, stringole palpebre ed annuisco impercettibilmente con il capo, sperando che siasufficiente.
un uomoincredibilmente vanitoso, orgoglioso e presuntuoso: e questo, paradossalmente,mi rassicura alquanto.
Ha un fondodi umanit con cui posso ancora trattare, intuendo da che lato debba prenderloper non indispettirlo eccessivamente.
Peccato chequesto Draco ancora non lo capisca: non dico che Adamar ci tratter bene se facciamoi cortesi e gli educati, sottoponendoci ad una prova facile da superare. Masappiamo per certo dallesperienza dei Dubois che, se capisce di essereimbrogliato o preso in giro, reagisce in modo efferato. Potrebbe persinoammazzarci qui, con una semplice scrollata di spalle, non iniziando neanche laSolutio damnationis. In fondo chi mai potrebbe punirlo per questo? I CustodidellOrdine? Lo fanno stare al suo posto da millenni probabilmente nonreagirebbero neanche eccessivamente se ci uccidesse sicuramente non al puntoda eliminarlo. Magari, Adamar sa anche fino a dove pu tirare la corda conloro specie considerando che la corda sono due fragili umani di carne esangue, come me e Draco.
Siamo ginelle sue mani sar anche il caso di rendere quelle mani ancora pi vogliosedel nostro sangue di quanto gi non siano?
il miospirito da Auror a parlare: se sai gi di essere in condizione di inferiorit,cerchi di guadagnare miserrime posizioni di vantaggio per andartene condignit.
Non sputi edisprezzi tutto, maledicendo di stare per morire.
Ma Draco un Serpeverde: fa del disprezzo il suo ornamento preferito.
Tra i due,quella prudente sono sempre stata io.
E del restonon so neanche propriamente come Draco sia sopravvissuto in questi anni, vistoquanto poco attento .
Lo guardocon la coda dellocchio cercando di fargli capire il mio messaggio.
Adamarsembra soddisfatto dalla mia espressione di partecipazione superficiale eriprende accorato, rivolgendosi ancora a Draco: Non priverei mai lei e la sua deliziosa compagna di questo armoniosospettacolo. Una donna dalla cos conclamata fama merita il migliore deitrattamenti possibili, rabbrividisco leggermente, stringendomi nelle spallequando la sua attenzione torna a me.
Ha il visocosternato sinceramente mortificato, mentre sussurra suadente, lasciando che unraggio di sole gli tagli a met il viso: Mi dispiaciuto non conoscerlapersonalmente quando ha creato lo Zahir, Miss Granger. Sa che mio malgrado nonposso occuparmi pi di queste pratiche, con un brivido improvviso mi rendoconto che, se la storia non fosse andata com andata e i Custodi non gliavessero tolto lo Zahir, effettivamente sarebbe stato lui a vendermi quelladistruzione dellanima. Gemo silenziosamente rievocando ancora quellanticoerrore, e le mie dita impercettibilmente toccano ancora il polso su cui sistringeva linfernale monile. Draco studia le mie mosse, ma resta immobile,forse per non attirare lattenzione di Adamar con un gesto rivolto a me chesimuli debolezza. Stacco quindi le dita dal polso, rischiaro lo sguardo e tornoa guardare Adamar che assume un tono estasiato: Una persona che era sotto ilmio controllo lha vista in occasione di una qualche celebrazione presso illuogo di lavoro del signor Malfoy era allapice del suo potere.Irriconoscibile, implacabile. Aveva la chioma corvina ed occhi della medesimatonalit. Sussulto sgranando gli occhi: la sera della festa al Petite peste,quando ero sotto il controllo dello Zahir ed incendiai lo scantinato di Draco.
Forse uno dei giorni peggiori della mia vita fino aquello in cui mi hanno tolto Alex.
Qualcuno cheera sotto il suo controllo era a quella festa lui mi ha visto tramite quegliocchi servili
Non vi ha mai ignorato, scoppiadi ricordo la voce di Helder nella mia testa.
Mi dolgodavvero di non averla potuta seguire nella sua vicissitudine prosegue Adamarcon un sorriso addolorato ed assolutamente sincero, cosa che mi fa ancora dipi inorridire Non vedevo uno Zahir dAmore da secoli nonch una tale oscuramaestria nel gestirlo. Ammetto che, se fossi stato ancora umano, lavreipersino desiderata, Adamar fa una risata timidamente modesta, come se stesseparlando di qualcosa di volutamente enfatico ed impossibile, seppure esibiscail contegno puro ed innocente di un adolescente innamorato. Dubito, per, chesia rimasto qualcosa di cos umano in lui da fargli autenticamente desiderareuna donna. Credo che labbia detto solo ed esclusivamente per mettermi adisagio: me ne accorgo dallocchiata lasciva che mi lancia e da quellaaccondiscendente e soddisfatta con cui fissa per un attimo le mani contratte diDraco sulla scrivania.
Innervosita,sollevo fieramente il mento guardandolo storto.
Daccordo giocare alle tue regole, demone ma questeregole non implicano che tu mi renda il tuo giocattolo mentale.
Adamarprosegue con un lampo di trionfo nello sguardo, come se si fosseimprovvisamente ricordato di qualcosa di importante: L e buone maniere mi impongono per prima di tutto di porgerle i mieiringraziamenti, Miss Granger...".
"Ringraziamenti?" chiedo sgomenta, aggrottando lesopracciglia. Non posso neanche immaginare che cosa diamine possa aver fattoper meritare i suoi ringraziamenti.
Qualcosa diriprovevole senzaltro.
Per questo sono sbigottita oltre misura quando Adamar chiosa ovvio: "Peravere contribuito alla distruzione del Signore Oscuro. Mi tediava la suapresenza... terribilmente emotivo, ossessionato e tormentato, le mie dita siartigliano attorno ai braccioli della sedia su cui sono seduta, mentre ipolpastrelli descrivono la trama in rilievo degli intarsi. Tutto potevoimmaginarmi tranne che un ringraziamento simile e specie in questa forma. come se avesse marcato enormemente la differenza esistente tra lui ed il malecomune, al punto che pu permettersi di definire un mostro come Voldemortsemplicemente come emotivo . E non assolutamente un aggettivo che avreiconiato sullincubo di met della mia vita.
evidentemente al di l del male ed al di l del bene.
Al di l diqualsiasi cosa mortale.
Si massaggia stancamente le tempie, ispirando un senso di pietosacomprensione nella donna alle sue spalle che, per il resto, rimasta sempreimmobile. Adamar quindi prosegue in modo volutamente pietoso come a volerinstillare affetto nei suoi confronti: Era causa di continue emicranie. Erosul punto di intervenire di persona, quando lei e i suoi compagni l'aveteannientato. Le sono riconoscente ". Persino la donna mi guarda conespressione cautamente sollevata, come se anche lei mi ringraziasse dellaverliberato il suo padrone da quella indicibile fonte di irritazione.
Getto unocchiata in tralice a Draco che, a sua volta, mi restituisceuno sguardo fosco e torbido, non prima di un ennesimo segno di indifferenza nelviso contratto. Non basta questa sua rassegnazione arrogante, per, a mozzarmile parole in gola.
Non quando si parla della causa della morte di tanta gente che amo.
quindi inevitabile per me dire a voce pi alta ed acuta del normale: "Perchallora non l'ha fermato prima?".
Adamar mi soppesa con lo sguardo con solenne pazienza non prima di averguardato la sua compagna con espressione indecifrabile, poi si sporge su di mecon fare complice e cospiratorio come se stesse per confidarmi un segreto. Nonindietreggio neanche di un centimetro, lo sfido con gli occhi a continuare. Hosilenziosamente rimproverato Draco fino ad ora per il modo in cui si eraapprocciato nei suoi confronti, temendo ritorsioni. Ma adesso, con la nettezzaabbacinante di un fulmine, comprendo che non voglio andarmene prendendo tempo esimulando pazienza. Posso essere sgusciante e viscida, acquattandomi nellombrae mostrando inveterato rispetto ma se parla di me. O di Draco. Ma dargli ancheun minimo alibi di malcelata accettazione a quello che fa non esiste al mondo.
Adamar sussurra in modo suadente, lo sguardo fisso sulle mie labbra,lombra sprezzante del solito sorriso: "Esaudire un desiderio del signoreOscuro avrebbe significato la distruzione di questo pianeta, Miss Granger. E lavostra razza deve essere controllata, non annientata. Ed ammetto la miaassoluta debolezza nell'essere ancora interessato al destino della vostraprogenie degenerata. Inoltre per diversi anni stato un alleato . Contribuivaa risolvere la sovrappopolazione di questo pianeta. Tutti quegli eccidi...hanno spazzato via molta frenesia umana dal globo....
Le mie mani si aggrappano di nuovo ai braccioli della sedia come sestessi per cadere per terra. Con una parte remota della mente, sento unmovimento di Draco alla mia sinistra che pare sconvolto e sbigottito,esattamente come me. Voldemort era un suo alleato. Ammazzava persone e gliimpediva di essere eccessivamente disturbato dai sentimenti umani.
Poi diventato lui stesso una fonte di disagio ed stato grato che morisse.
cos cheragiona. cos che vive: vorrebbe un mondo ammantato di silenzio, poco importachi sia a renderlo tale.
Se Dio o ildiavolo.
La mia espressione evidentemente palesa in modo inequivoco i mieipensieri, perch Adamar si fa indietro con la schiena e guarda fuori dallafinestra, esibendo uno sguardo dimprovviso stanco ed annoiato: Non pretendoche lei capisca. La moralit un raffinato esercizio di perversione dellavostra stirpe. Una finezza lessicale che io, al contrario di voi, non possopermettermi. Mi creda, ho ancora rimembranza di essa, la conoscevo bene neltempo in cui ero umano. Ma adesso, dopo millenni, la trovo cos laidamenteinopportuna nel vostro mondo guasto da considerarla semplicemente una vetustaabitudine borghese. Da puritani, da individui con scarsa visione del disegnounitario. come pretendere di guarire il cancro con uno sciroppo per la tosse.Sono libero da tempo immemore da tali corruzioni del buoncostume. Percicomprender che, dal mio punto di vista, il gran numero di omicidi perpetratida Lord Voldemort ha potuto falcidiare una moltitudine di sentimentiassolutamente disturbanti e molesti. E' stato... riposante , MissGranger. Lo devo ammettere. Ogni tanto, persino unentit come me pu trarrepiacere da cose come questa.
E una cosa disgustosa esplodo prima di potermi fermare,mentre Draco fa un buffo cenno di gola, traducibile pi o meno con Stavirimproverando me e poi sei decisamente molto pi brava di me a farloincazzare. Sbuffo, senza guardarlo.
Adamar torna a noi con espressione autenticamente divertita, ridendogaiamente. Ma nelle tenebre dei suoi occhi, visibile qualcosa di sinistro edi molto meno cortese. Rabbia. Me ne accorgo dalle vibrazioni che sitrasmettono ad alcuni manufatti di cristallo, sulla sua scrivania ingombra.
Tremano come se fossero impauriti.
Mia cara ride affabilmente, guardandomi con dolcezza finta, una manocontratta sulla scrivania Non mi diventi come il suo sgarbato compagno.Non ricevo molte visite, almeno non qui. E sono sempre stato affascinatodallarte sublime della conversazione. Ho sentito molto parlare di lei, MissGranger, so che ha delle doti dialettiche molto spiccate. Non trover unaconversatrice cos mirabile per molto tempo. Mi conceda perlomeno questaparentesi di piacere in una vita di cos opprimente fatica, la suavoce si colora anche di una venatura volutamente ironica, accompagnandosi ad unimpercettibile movimento delle sopracciglia che mostra arroganza e presunzione.Aggiunge quindi ovvio: Mi preme anche sottolineare che finanche dura il miodiletto, nonch il mio interesse in voi, potr evitare di domandarvi che cifacciate qui. Giungendo a dover prematuramente troncare le vostre speranze edaspettative di vita. La sua minaccia pare cos gentile che, per un attimo,passa quasi inosservata alle mie orecchie. Poi deflagra con potenza, seccandomila gola e ricordandomi con potenza che cosa siamo venuti a fare qui.
A morire,sicuramente. Ad uccidere lui, irrealisticamente .
Quindi conversiamo, sar decisamente meglio per tutti soggiunge gaiocon un nuovo irritante sorriso, prima di chiedere con calma facendo un gestoalla donna alle sue spalle: T?.
La donna fa comparire praticamente dal nulla, senza lausilio di alcunabacchetta, un vassoio con un servizio da t antico di rame scuro, con delicatiintarsi. Per pochi secondi, in un gesto cos semplice e casalingo, anche in leisi rivela un enorme potere magico. Poggia il vassoio sulla scrivania porgendocidue tazze dallodore invitante. Earl Grey, lo riconosco dallodore dibergamotto. Eppure, per un secondo, titubo allidea di bere lintrugliopreparato dallaffascinante tuttofare di un demone millenario: potrebbe ancheessere avvelenato. Poi, ricordo con tempismo che comunque vada, questessere miha in suo potere. Non nel suo stile propinarmi una bevanda avvelenata. Unrimedio cos banale per qualcuno di cos potente decisamente idiota.Sorseggio quindi con calma il t, attenta a non scottarmi.
Draco, invece, lo porta alle labbra ma non vuota la tazza.
Domando scusa soggiunge dimprovviso Adamar profondamente contrito,poggiando la sua tazza sulla scrivania con un piccolo clangore metallico Nonvi ho presentato la mia diletta Eva. Lho detto, troppa poca conversazione inquesti anni. La donna fa un cenno vezzoso con il capo come a volersipresentare, sebbene sia stata presente in questa stanza fino ad ora. La lucedel sole che entra dalla finestra fa scintillare il cameo della rosa bianca alsuo collo.
Prendendo al volo loccasione di tergiversare e di assecondare almenoper ora la sua indole ciarliera di modo da capire quante pi cose possibili sudi lui, chiedo non senza una buona dose di curiosit prendendo un lungo sorsodi t: Lei umana ?.
Adamar paresinceramente soddisfatto dalla mia domanda come se fossi unalunna diligente erispettosa, e squadra Eva dalla testa ai piedi con uno sguardo frammisto tra ilrispetto, ladorazione e la soddisfazione personale. Lei si ritrae umile,piegando la testa.
Lei lasola umana degna di vivere sul vostro pianeta sussurra Adamar, non distogliendoun attimo lo sguardo da lei come se ne fosse infinitamente rapito Per questole ho dato il nome della prima miseranda femmina della vostra specie, sperandoche un giorno tutto il mondo diventi come lei, i suoi occhi tradiscono unavena reale di emozione, somigliante a quello che in un uomo chiamerei palpitodi cuore. Ma in verit, ancora, dubito che sia questo. Ha la gestualit di unapersona, non i pensieri e le intenzioni. Quindi sicuramente c sotto altro.Torna quindi a guardarmi e previene le mie domande in modo quasi meccanico: Mase mi chiede se Eva come me, oppure se sia come lei, Miss Granger larisposta quasi , per entrambe lecose.
Quasi
Quasi umana quasi demoniaca che cosa diamine , allora?
Improvvisamentetutto della donna mi pare clamorosamente artificioso, inumano, impossibile. Lapelle liscia, i capelli privi di imperfezioni, lo sguardo trasparente, i gestilenti. Persino la collana che porta al collo e con cui ora giocherella con duedita. Non poteva essere umana era naturale cosa allora?
Mi ricordi,Eva, cara, come ti chiamavi prima? le chiede Adamar, poggiandole connaturalezza e confidenza una mano sul fianco, esortandola ed invogliandola allarisposta. Eva pare emozionata dal contatto, o almeno cos dice la sua smaniaimprovvisa di rispondere. Eppure i suoi occhi restano assolutamenteindifferenti.
Mi faccia pensare, Eccellenza passato cos tanto tempo.
Credo quasi trecento anni ride Adamar con il tono di voce di un uomoavanti con gli anni che vagheggia sul tempo perduto.
Non ho avvertito un secondo di queste decadi con lei, Eccellenzamormora lei sicura, azzardandosi per la prima volta a guardarlo in viso, unatraccia di rossore sul viso pulito. Adamar le risponde con un sorriso a suomodo grato, a suo modo persino romantico, da cavalier cortese. Ma so che nonprova amore so che non prova niente e quindi ancora di pi, mi stringo allamia tazza ormai tiepida, chiedendomi come faccia a dissimulare cos bene questeemozioni umane. Eva ha un singulto negli occhi chiari, che sembra incredulo eperplesso come se facesse fatica a ricordare e a capacitarsi che quello cherammenta sia vero: Adesso ricordo. Lucille Dubois . Mi chiamavo cos셔.
I sensi mi si mettono subito in allerta.
Angelique eFrancois Dubois. I primi e gli unici che hanno provato la Solutio Damnationis,prima di noi. Quelli che il nostro cortese ospite ha fatto a pezzi.
La voce incerta chiedo dubbiosa, convinta che non possa trattarsi dellestesse persone: Dubois come i fratelli della SolutioDamnationis?.
Memoriaeccellente, mia cara si compiace Adamar, guardandomi deliziato ed azzardandosipersino ad un entusiastico battito di mani, causandomi un ulteriore spasmonello stomaco per quanto mi sia impossibile immaginare un collegamento tra luie le vittime della sua peggiore ferocia. Peraltro ha parlato di trecento anni questa donna ha trecento anni che il diavoloti renda davvero eternamente giovane?
Con i tempici siamo.
Angelique eFrancois vissero durante la Rivoluzione Francese. Cos ci ha detto Helder.
Di fronte al mio sbigottimento, Adamar spiega con lentezza enfatica: Evaera la sorella maggiore di Angelique e Francois. Empatica anche lei, come tuttala sua famiglia. Aborr ci che fecero ai suoi congiunti la creazione delsentimento incestuoso di amore e quando morirono, comprese la portata dellamia missione. Mi preg di prenderla al suo servizio, di vincolare la sua vitaalla mia, di esistere fino a quando avessi bisogno di lei, di essere miaancella, compagna e confidente. Ammetto che allinizio ero dubbioso, non ho maiavuto bisogno di assistenza. Ma quando Lucille ebbe lardimento di pormi unarichiesta di cui nessun uomo mi ha ancora reso oggetto mi soggiog una donnadalla cos consapevole lungimiranza non credo che sia ancora nata.
Lucille, o meglio Eva, ha un nuovo sorriso di profondo piacere, sembrainarcarsi come un gatto che riceve le fusa: Lei mi lusinga,Eccellenza.
Cosa le chiese? sussurro spaventata con un filo di voce.
Adamar fa un sorrisino beffardo, saputo, profondamente arrogante,soppesandomi con unespressione di profonda superiorit morale e fisica. Siguarda persino le unghie per qualche istante ostentando nonchalance, e sorridequietamente ad Eva che gli risponde calorosamente. Poi, sporgendosi, bisbigliabieco: Silenzio del cuore . Eva mi chiese il silenzio del cuore. Totale,irreprensibile, insondabile, invalicabile. Non voleva provare pi nulla che nonfosse la devozione per me, rabbrividisco paralizzata, la sensazione di millegranchietti ghiacciati che arrancano sulla schiena, sul collo, sulla nuca, sulcuoio capelluto, ovunque.
Come unoZahir. Ma totale.
Ci ho quasirimesso la sanit mentale, perdendo un solo sentimento. Come deve essere statoperdere tutto tranne ladorazione religiosa per un demone?
Mi stringo nelle spalle, cercando di fermare il tremore improvviso chemi ha preso le membra, costringendomi anche a serrare i denti. Non riesconeanche pi a guardare Eva, immaginando il tetro gelo che sente dentro: ho comelimpressione che quegli occhi calmi e serafici possano succhiarmi via lanimadal corpo.
Adamar prosegue soffuso con il tono di una confidenza tra amici:Lucille sapeva che una parte di lei avrebbe continuato a provare avversioneper luccisione dei suoi fratelli. Quindi prese questa giudiziosa risoluzione.E devo concedere che la sua cooperazione stata oltremodo remunerativa in questisecoli Eva ha meno reticenze di me a viaggiare, trasmette la memoria della miaesistenza a chi ha in s la capacit di invocarmi. Se non fosse per lei,probabilmente non avrei pi menzione in questo mondo. Da una parte i babbani ela loro fetida tecnologia, rinnegante di qualsiasi cosa incomprensibile alleloro piccole e sciocche menti; e dallaltra parte i maghi, che non hanno la pibasilare conoscenza dellorigine dei loro poteri, nonch delle loro vite. Nonmi sorprende dunque che vi lasciate manovrare a scadenze regolari da tiranni incappuccio. Eva diventata essenziale, ha un sorriso da diavolo, da mostro,da inferno, oscuro e nero come la notte che fa rilucere gli occhi come sefossero di fuoco liquido. Si fa indietro con la schiena, guardando Eva con unarisata, a cui lei risponde con uguale ilarit come se stesse raccontando unaneddoto divertente: ma del resto avrei dovuto intuirlo da come sbrig laquestione con quel tale inglese Dorian Grey fu davvero un momento soddisfacente .
Impallidisco, mi ritraggo su me stessa e chiudo senza accorgermene lamia mano sulle labbra fredde. Dorian Grey una creatura da romanzo.
Un uomo che vendette lanima per essere eternamente giovane. E ne mordevastato dal vizio e dallimmoralit.
Non era una storia. Non era un romanzo.
Era vero.
Vendette lanima a lui.
Chesperanze abbiamo io e Draco? Quali se del suo potere malvagio e cancerogeno metastatizzata da millenni lintera umanit?
La sensazione di impotenza, di terrore, di disgusto, diventa unacascata di sudore freddo sulla schiena, inasprita ed esacerbata dalla visionedi Eva ed Adamar che continuano a sogghignare spensierati, come se stesserorievocando qualcosa di sommamente ilare. Asciugo freneticamente i palmi sudatisul tessuto dei pantaloni che porto, ricavandone solo un ulteriore sensazionedi fastidio bollente, mentre il respiro aumenta di frequenza e diventa semprepi simile ad un rantolo scomposto, come se stessi andando in apnea.
allora che, naturale come un angelo custode, la mano di Draco coprela mia, la stringe forte e mi restituisce calma e coraggio. Lo guardoterrorizzata, il viso cinereo, il respiro che non ne vuole sapere disciogliersi, gli occhi lucidi, lansia che mi gonfia il petto. Draco non faaltro che simulare un lungo respiro profondo, costringendomi quasi ad imitarlo,per poi scuotere impercettibilmente il capo, come se mi dicesse silenziosamentedi smettere di fare domande. Ha ragione. Io sar anche stata il Capo degliAuror ma come conosce lui il male non lo conosce nessuno.
Non si devemai lasciarlo parlare, fare domande, cercare di capirlo ti trascina in bassoallinferno, senza darti scampo alcuno.
Lui ilmale, lo conosce da anni.
Per quello stato zitto. Per quello non ha chiesto niente. Per quello ha esibito arroganzatracimante rabbia.
Per nonfarlo parlare per non darsi spacciato,per recuperare coraggio.
Non siamoqui a cercare di resuscitare il bene. Siamo qui per battere il male.
E il malenon lo si sta ad ascoltare.
Accarezzo con il pollice il palmo della sua mano annuendo, dando segnoe cenno che ho capito che cosa mi sta dicendo.
Draco lascia la mia mano prima di commentare scocciato: Possiamo arrivareal punto della questione? Non siamo venuti qui a fare conversazione, o ad intrattenertiamabilmente.
Adamar ha un moto di stizza nervoso, mentre viene interrotto dalla suapiacevole rievocazione di atrocit con Eva. Ci guarda con espressionedisgustata, come se fossimo delle specie di ratti, storcendo le labbra in unasmorfia elegante di disapprovazione mentre osserva Draco. Ma stavolta non trovaalcun gesto di biasimo o rimprovero in me: anzi gli rimando lo sguardo almittente con forza.
Signor Malfoy, se conoscesse le dinamiche della biologia, saprebbebenissimo che al topo non conviene richiamare lattenzione sullappetito delfelino mormora seriamente, non prima di un raffinato ghigno di schernodipinto sulle labbra sottili La sua compagna ha avuto decisamente pibuonsenso di lei, con il suo delizioso silenzio e la sua vereconda curiositma visto che ci tiene cos tanto, possiamo anche dedicarci alle questioni chepi da vicino ci competono, prende fiato e ci dedica unespressione neutracome se fossimo appena entrati in casa, mentre incrocia le mani sullasuperficie del tavolo ed aggiunge sardonico: A cosa devo il piacere dellavostra visita?.
Come a cosa devo il piacere?! reagisce Draco con violenza, sbattendoi pugni sulla scrivania e facendo incrinare lievemente una statuina antica LaSolutio damnationis, razza di mostro! Siamo qui per questo! Non credo che ciabbia lasciato molta scelta, bastardo i Karkaroff hanno nostro figlio e aquanto pare ti sei sempre bellamente impicciato delle nostre questioni.
Spaventata dalla sua reazione, nonch enormemente di pi dallaritorsione di Adamar, chiudo la mano sulla spalla di Draco cercando dicalmarlo, mentre spio con la coda dellocchio la reazione del demone. Adamarper non fa altro che sistemare la statuetta spostata dallimpeto di Draco,rimettendola al suo posto, per poi sfregarsi con stanchezza annoiata una tempiacon due dita.
Ah signor Malfoy, lei e la sua indignazione facile si rivolgea me con espressione pietosa e compassionevole Mi dica, Miss Granger, comeinterloquisce con lui? Deve essere davvero snervante , non nego chesono fortemente tentata dal rispondere piccata che non una passeggiata disalute stare nella stessa stanza con Draco Malfoy e un demone che giocano apunzecchiarsi come ragazzini, ma soprassiedo, esibendo unespressione incolore.Draco, intanto, appoggia di nuovo la schiena alla poltrona, apparentemente picalmo.
So perfettamente che siete qui per questo motivo, vi ho sentito mentrepronunciavate lincantesimo davanti ai signori Karkaroff mormora scocciatoAdamar, schioccando la lingua con fastidio Ma ho sperato che la nostra piccolaconversazione vi avesse dato il sufficiente tempo materiale per comprenderequanto sia vano quello che siete venuti a cercare qui. Vi lascerei persinotornare indietro se mi confessaste in tutta sincerit che avevate decisamentesottovalutato le dimensioni di tutto quello che vi potrebbe accadere, sedoveste porre la vostra vita e la vostra anima in mano mia. Lo guardo con unsopracciglio inarcato: non che avessimo granch scelta se non questo.Labbiamo chiarito a noi stessi ed ai nostri cari in tutte le manierepossibili. Non avevo alcuna priorit di venire qui, anzi. Quindi le sue minaccesono abbondantemente inutili, giunti qui. Non ho nulla in comune con la causadegli Empatici e, nel mio sano egoismo, potevo anche pensarlo ad infelicitarela Terra con la sua presenza, purch non toccasse chi amo. Ma non ce lhapermesso. La dissuasione, adesso, un semplice giochetto mentale sembra chegli piacciano, in fondo. Per questo ne vengo abbastanza irritata, incrociandole braccia al torace in modo meccanicamente seccato.
Ci risparmieremmo molti fraintendimenti nonch fastidi e disagi sedecidessimo di essere sinceri gli uni con gli altri. Quindi pretender da voila stessa dose di adeguata onest che adesso vi tributo inizia con vocemonocorde Adamar ruotando lievemente con il busto, fino ad avere il panoramadella finestra davanti agli occhi e non pi noi due, come se dimprovviso citrovasse repellenti Vi riconosco un attaccamento genuino luno nei confrontinellaltra, non siete vittime di un artificioso affetto indottovi come accaddeper gli sfortunati fratelli Dubois. Ma il vostro solo punto a favore. Lunico .Vi ho gi detto che adoro le metafore? Rendono complicate immagini molto pigestibili da qualsiasi tipologia di mente. Ve ne pongo una, dunque. La gazzella vittima e preda naturale del leone. Se le dessimo unarma da fuoco, avrebbeogni mezzo per potersi difendere. Peccato che non sapr mai come utilizzare ilmortifero utensile. Ecco dunque cosa siete voi due con la Solutio damnationis.Avete unarma di incredibile potenza, ma non ne conoscete minimamentelutilizzo. Molto deplorevole . Gli Empatici ha una strana quantoinconsueta abitudine ad indirizzarmi individui di cui io possa fare macero. LaSolutio damnationis mette alla prova unemozione umana che ho gi incontrato enon distrutto per ben due volte. Nondimeno, gli uomini si sono incaponiti avolermi battere con lamore. Madornale errore, ne converrete anche voi. Siete moltopi puri ed eburnei nel disprezzo, nellodio, nel rancore. Lamore unemozione troppo multiforme, da potersi considerare pura per alcuno.Necessita di vitale e quotidiano sostentamento di una gamma cos ampia disentimenti positivi, da disgustarmi profondamente. Fiducia, speranza, forza,coraggio, persino una certa ardimentosa dose di sano istinto al sacrificio e alcompromesso. E mi duole ammetterlo, ma il vostro sentimento manchevole diognuna di queste gradazioni. Non eleviamo unattrazione sessuale ed un beceroattaccamento emozionale ad un grande amore. Neanche in due individui del tuttoparticolari come voi. Daccordo, avete doti complementari ed elevatissimerispetto alla media della vostra razza. Ma non si esalta una mosca bianca inuno stormo di insetti neri: pur sempre un parassita che si nutre di letame,mi scuso per la volgarit di questo infelice paragone. Analizziamo i fatti condiscernimento, volete?, fa un lungo respiro profondo e torna finalmente aguardarci, unombra di sorriso sulle labbra. Ha un ultimo sguardo per Eva, leinon ha minimamente cambiato espressione a nessun accenno ai suoi famigliari.Adamar quindi prosegue spavaldo: I fratelli Dubois erano due Empatici dei pivalenti, vennero a me dopo mesi di estenuante addestramento, avevano nozioni epreparazione incredibilmente accurate riguardo alla mia intera vita e allagamma dei miei poteri. Erano persino adorabili nelle loro pose militaresche enelle loro menti mute, cos che io non conoscessi nulla dei loro pensieri e delleloro debolezze. Erano oggetto di un sentimento oltremodo limpido, non come ilvostro cos sporcato da emozioni negative. Scardinai le loro difese in dodiciore. Ci avrei anche messo meno ma volevo punire la loro incredibilesupponenza. Prima demolii interamente le loro menti, annegandoli nella paura. Equando non erano nullaltro che fragili gusci tremanti di bieco terrore,polverizzai le loro inermi membra umane. Ricordo ancora la fragranza del sanguedella ragazzina, Angelique. Mora di bosco e miele di lavanda. Dolcissima.
Annaspo con un brivido allespressione goduriosa e voluttuosa deldemone che sembra stia pregustando di nuovo quellaroma fragrante. Mi porto lamano alle labbra in preda ad un sinistro conato di vomito, che reprimo astento. Ad incentivare la mia sensazione, sempre lassoluta mancanza direazione di Eva.
Che cosa sei, oltre ad un pazzo visionario? esplode Draco con unarisata disgustata, guardandolo torvo Un vampiro, anche?!.
Ah no, signor Malfoy. Fu semplice frenesia rabbiosa lo correggebonariamente Adamar con un gesto noncurante della mano Non riuscii acontenermi dal farli letteralmente a pezzi. Mi creda, lei e Miss Granger noncorrete almeno questo rischio. Non mi state ingannando, non siete cosottusamente sciocchi. Se giungessimo davvero alla Solutio damnationis, avreienorme rispetto delle vostre spoglie umane. Concederei alle vostre famiglie ilristoro di una degna sepoltura. Non vi state burlando di me, sento leco di unaffetto che vi ha unito e che ha generato il vostro adorabile figlioletto.
Di cui lei ha avuto responsabilit nella nascita, non cos? sputofuori tagliente, come se stessi ingurgitando veleno.
la sola cosa che davvero sento come fastidiosamente perforante nelmio cervello, persino pi del pensiero di morire. Draco, accanto a me, ha unmovimento deciso della mano. La contrae e la rilassa un paio di volte, come sesi stesse trattenendo dallo spaccare qualcosa.
Certo, Miss Granger. Dovevo esaudire le volont della piccola AstoriaGreengrass. E nondimeno la richiesta della giovane Astoria erastraordinariamente incline ai miei stessi desideri, caso pi unico che raro delresto ci che opposizione si concilia e dalle cose differenti nascelarmonia pi bella, e tutto si genera per via di contrasto lo dicevaEraclito, un grande filosofo mi risponde Adamar con calma guardandomi intralice. Ha negli occhi qualcosa che mi sfugge, qualcosa che non comprendo,specie in quella citazione colta che sembra attaccata con un pretesto. E che mifa congelare repentinamente sul posto.
La richiestadi Astoria quella di avere un bambino Malfoy era incline ai suoi desideri.
Qualidesideri, maledizione?
Adamar fa volutamente sfuggire il filo di quellallusione, proseguendoatono: La mia natura demoniaca non ha ancoradebellato tracce di una fervida e discutibile curiosit di stampo umano. Non sose compiacermene o esserne ripugnato. Tale stranezza del mio temperamento stata ampiamente soddisfatta dalla nascita del vostro Alexander. Un fanciulloeccezionale. Non ho mio malgrado alcuna dote di preveggenza del futuro, ma davvero semplice comprendere che diventer un valente membro della sua stirpe.Ha ereditato quanto di migliore aveste entrambi, ma c qualcosa di interamentesuo che potrebbe diventare fonte di enorme potere magico. La vostra avventuracon i signori Karkaroff mi ha consentito di conoscerlo molto prima del tempoprevisto, ne sono davvero lieto. Sarebbe nato probabilmente solo tra moltianni o non sarebbe nato affatto. Ma il mio intervento ha facilitato la suavenuta al mondo. Avete generato vostro figlio in modo consenziente, ma ho resolei, Miss Granger, e mi scusi la crudezza di questo discorso, semplicemente pifertile in quel dato momento. Non ha motivo di esserne colpita pi di quantonon sia prevedibile, visto lenorme divario che caratterizza me e lei, nonch inostri potenziali, le nostre velleit, le nostre intenzioni. Mi creda, altrinon sono stati cos fortunati da essere stati cos marginalmente interessatidal mio operare. In fondo, avete compiuto le vostre scelte con il massimo gradodi libero arbitrio possibile, eravate autenticamente attratti luno dellaltra,persino come si direbbe nel vostro caso?, soppesa un attimo le parole conespressione fintamente meditabonda, prima di pronunciare caustico: Giustoeravate innamorati , scusatemi. unaparola cos abusata nel vostro mondo che la rigetto nel suo utilizzo. Dunquegioite della nascita di quello che probabilmente rester il vostro unico epertanto indiscutibilmente speciale erede. In un modo del tutto consequenziale,dovreste anche porgermi i vostri ringraziamenti. Ma ho rimembranza della naturafallacemente marcia che vi contraddistingue. Quindi non pretender alcunomaggio in tal senso. Ribadir solamente che stata vostra specifica volontentrare nella mia orbita dazione. Lei, Miss Granger, con lo Zahir. Il SignorMalfoy, richiedendo il mio intervento”.
Roteo gli occhi con una risatina, mormorando ironica, mentre incrociomeccanicamente le braccia: Ha parlato di essere onesti gli uni con gli altri,no? Ed allora perch non ammette che ha sempre avuto un interesse in Draco?!Perch non ammette che lo ha seguito da quando ha tradito i suoi genitori?.
Un tremolio sulla mascella di Adamar mi informa immediatamente che devoaver detto qualcosa di clamorosamente sbagliato, che lha infastiditoprofondamente. La sua mano sinistra si stringe a pugno violentemente sullascrivania, come se si stesse trattenendo furiosamente dal chiudermele attornoal collo. La nuca mi si inzuppa di sudore freddo, mi tiro indietro inutilmentecon la schiena e la mia mano corre alla bacchetta, come se effettivamente cifosse qualcosa da fare contro una sua reazione dira. Draco, a sua volta, sisporge protettivo su di me, chiudendomi il polso con la mano e parandomi allasua vista con la sua figura. Gli stringo una manica della camicia come unabambina, mentre fuori il panorama idilliaco che vedevamo cambia, si trasforma.Il cielo viene solcato da pesanti nubi nere comparse allimprovviso che inizianoa rovesciare acqua mista a grandine sui vetri delle finestre, sul tetto, sulprato. Contemporaneamente si solleva un vento furioso, malsano, inumano, chesembra voler scardinare la casa dalle fondamenta. Sbatte contro gli scuri comeuna bestia in trappola, ambendo a noi e alla nostra distruzione. La sala calanel buio, la musica che ci ha accompagnato fino ad ora si interrompebruscamente sullacuto della soprano. Mi aggrappo a Draco che mi stringe con ilbraccio la vita, mentre nellavvicendarsi dei lampi e dei tuoni, vedo solo gliocchi sinistri di Adamar, adesso stranamente pi allungati e dalla pupillasottile come quella di un gatto. Scintilla liride di oro facendoci luce,mentre unaura di colore nero lavvolge completamente facendo ondeggiare i suoiabiti. Un paio di soprammobili si infrangono, scaraventando di cristallo su dinoi. Draco mi copre, un frammento gli taglia la camicia allaltezza delbraccio, urlo preoccupata e spaventata chinandomi su di lui.
La voce diAdamar supera la pioggia, il tuono e il rumore del cristallo che si rompe,mentre urla con voce mostruosa: Le solite paranoie umane. La solita indefessaalterigia di ergersi al di sopra dei propri stessi simili nella convinzione diessere diversi, migliori, speciali, unici. Non lo siete! Non lo siete maistati! Siete tutti identica feccia di universo che, per pura clemenza divina,continuate ad insudiciare il globo! Rigurgiti di misericordia e di cattiveria,impegnati a sbattere gli uni contro gli altri come cani rabbiosi! Come potreiminimamente nutrire interesse in uno di voi? Che non sia un interesse allozittirvi per sempre, al rendervi creature mute ed incapaci di creare nocumentoa voi stessi?! Formiche, scarafaggi, ratti che vomitano odio come amore, e chein virt di ci da cui si lasciano manovrare, ammazzano, violentano, uccidono,distruggono. Interesse io provereiinteresse?! Dovreste solo che ringraziare che sia vincolato ad un codice dionore che neanche nelle vostre pi rosee aspettative di comprensione potresteminimamente apprezzare, altrimenti vi avrei gi estirpato tutti da questaterra!.
Nel suoultimo singulto di rabbia, la finestra si rompe ed il vento si abbatte nellastanza, agitando fogli di carta e rovesciando oggetti a caso in un turbineselvaggio. Quando ormai penso che vicinissimo ad ucciderci, Draco si china sudi me chiudendomi tra le mie ginocchia e il suo corpo. Mi stringe forte al suotorace proteggendomi la testa, ed a mia volta, mi stringo alle sue braccia, ilrumore del vento che mi impedisce di avere altri pensieri se non quello che,per una sciocca arroganza, me ne sto andando prima ancora di aver davveroprovato la Solutio Damnationis.
Poi, sofficecome una piuma, la voce di Eva esplode di campanelle come se non stessesuccedendo assolutamente niente. Piatta, pacata, con il tono paziente di unamadre, dice soave: Eccellenza, si calmi. solo unumana, non pu comprenderenon si agiti nel cercare di spiegare.
Tutto cessaallimprovviso repentinamente.
Il rumoredella pioggia, il vento, il fragore degli oggetti distrutti. Quando Draco ha ilcoraggio di lasciarmi andare ed io ho quello di aprire gli occhi, tutto tornato al suo posto. Il sole splende di nuovo fuori dalla villa, la finestra intatta, Adamar di nuovo un attraente padrone di casa dallo sguardo giocondoed educato. Niente pi occhi da diavolo: il respiro per non accenna adecelerare nel mio petto. Continua furioso e forsennato e la mia mano siartiglia a quella di Draco, incapace di lasciarlo andare. Discretamente, senza attirarelattenzione del demone, Draco mi accarezza il dorso della mano con il pollicecome a cercare di rassicurarmi. Gli getto unocchiata che vorrebbe essereugualmente tranquillizzante, ma mi esce fuori solo un sorriso tremulo ed unpigolio strozzato. Persino la sua camicia perfettamente integra.
il demone che abbiamo visto adesso, non la suaincantevole copertura.
Ed stata la cosa peggiore che abbia mai visto in vitamia.
Hairagione, Eva, mia cara. Unimperdonabile dfaillance mormora Adamar,voltandosi per guardare la sua compagna che gli rimanda un sorrisoaccondiscendente, inclinando la testa di lato Unammissione di collera implicitamente un riconoscimento diuguaglianza con queste infime creature. Senza cambiare espressione, si voltasu s stesso e torna a guardare me con le sopracciglia sollevate per ildispiacere. Il terrore che mi mostri di nuovo quegli occhi orribili mi faserrare nella mia la mano di Draco, fino probabilmente a bloccargli lacircolazione.
Mi scusianche lei, Miss Granger. Ho perso la nozione di me stesso sussurra accattivante,esibendo un tono cos mortificato da spingermi quasi ad implorarlo di perdonareme invece per averlo cos sconsideratamente innervosito. Per fortuna, quellaconsiderazione fugace riesce a riportarmi alla ragione ed alla calma. Riprendoa respirare normalmente, mostrandomi superiore e largamente non impensieritadal suo scoppio infantile di nervosismo. Lascio la mano di Draco solo peresibirmi in un gesto noncurante e distratto, quasi dicendo che non nulla.
Leidaltronde solo laffascinante pappagallino della gente empatica chiosaconvincente, scoccandomi uno sguardo di compassione che contribuisce adeliminare la paura e a far risorgere la voglia di spaccargli la faccia Lei miripete diligentemente solo ci che ha sentito dire. Non posso darle eccessiveresponsabilit o volizioni nelle sue inopportune e scorrette supposizioni.Evito di rispondergli altro, ma gli scocco uno sguardo spavaldo e per nullaintimorito, a dimostrazione che la sua sceneggiata precedente stata un abiletrucchetto, ma niente pi di questo.
Riprendequindi il filo del discorso, spiegando con convinzione: Non ho mai avutointeresse in Draco Malfoy. Se poi dobbiamo parlare di interesse alla vostra volgare e semplicistica maniera semprestato solo quello di metterlo a tacere ,sussulto lievemente ma cerco di non darlo a vedere. Draco, invece, restaassolutamente inerme, le braccia incrociate, come se questo discorso non loriguardasse affatto.
Adamarriflette per qualche secondo, poi argomenta i suoi pensieri come se sisforzasse di farceli intendere alla perfezione: Si immagini una notte in cui particolarmente spossata da una lunga giornata di lavoro, finalmente a lettoe il silenzio lavvolge dolce e totale. Si immagini che, dun tratto, nellastanza irrompa il fastidioso gocciolare di un rubinetto che perde. Lo ignora,chiude gli occhi, nasconde la testa sotto il cuscino e cerca di addormentarsi.Ma il tediante suono si ostina a ripetersi costante nelle sue orecchie,destandola ed impedendole di dormire. Eccocosa Draco Malfoy per me .
Io sareipresente nella stanza al momento sbuffa Draco infastidito Potremmo ancheevitare di definirmi un rumore fastidioso .
Mi scusi,signor Malfoy sogghigna Adamar, guardandolo con autentico divertimento Erail solo modo di rendere il concetto semplice e digeribile anche per voi. Leinon uneccezione cos rara, non un qualcosa di cos unico della sua specie.Devo dire di essere stato molto tormentato da personaggi come lei in passato. Levoluzione della societ umana hanotevolmente accelerato e diversificato le modalit di espressione deisentimenti umani, difficilmente riuscite al momento a tacitare ci che sentitee provate. Avete decine di strambe diavolerie con cui esprimere ci che diabietto vi scorre dentro. Io colgo soprattutto linespresso, il represso, ilnascosto. Ci che non confessate neanche a voi stessi, nel silenzio e nel buiodelle vostre camere. Ebbene, secoli fa, nulla si esprimeva di personale, icuori scoppiavano di infami segreti e di passioni nefaste, credo fosse a causadi uneducazione fortemente nobiliare e resa bigotta dalla religione. Ora non pi cos, incontro altri problemi nella mia quotidiana gestione della vostrarazza ma non ne parler adesso con voi. Ebbene i sentimenti repressi, essendocelati, sono ben pi forti. E mi causano terribile insofferenza edincommensurabile assillo. I sentimenti espressi sono invece scocciature tuttosommato tollerabili. Dunque, se incontro un individuo che ha ricevutouneducazione di vetusto stampo e dunque abituato alla repressione di s,alla noncuranza, allindifferenza, pu ben comprendere quanto tarlo miprovochi, specie se ormai uno dei pochi su questa Terra, non capiscominimamente dove voglia andare a parare con il suo discorso. Non sta dicendonulla di cos singolare da qualificare come poteva essere interessato a Draco.
Adamar quasipreviene, per, le mie rimostranze, mentre soggiunge: Per, potrestegiustamente obiettare che anche in Oriente vi sono ancora forme di educazionisimilari e non ne traggo il medesimo tormento. E a quel punto, vi spieghereisommariamente che Draco Malfoy abituato alla noncuranza di s ma non lostesso per il suo cuore .
a quelpunto che taccio improvvisamente chiudendomi nelle spalle, ricordandomi con unanitidezza accecante prima rimasta sepolta, che siamo qui davanti a questodemone a farci sviscerare il cuore e lamore che dovremmo provare luno perlaltra. Quello che sta dicendo non per me una novit. Lo certamente menoper Draco che, in tono violentemente veemente, chiede con foga: Che diaminesignificherebbe?!. Adamar mi lancia uno sguardo dintesa, che si traducepersino in una scrollata di spalle dimpotenza e di presunto riconoscimentodella banalit della domanda del mio compagno.
Ho sempresaputo che Draco finge continuamente un disinteresse puro per ogni cosa, mache dentro non affatto cos.Ribolle, rifiorisce ed annaspa di centinaia di cose diverse, da far impazzire.Paradossalmente, Draco Malfoy una delle persone pi sensibili che conosco: hauna lucida e meravigliosa attenzione per qualsiasi particolare ispirante la piampia gamma di sentimenti. Abbraccia amore come accoglie odio, non rinnega mainulla di quello che sente e prova. Ma, siccome semplicemente troppo molto pi delle persone normalifa finta di non accorgersene. un meccanismo di difesa: il solo modo che glihanno insegnato.
Ovvio che,se Adamar lo percepisce, per lui sia stato un tormento ed un desiderio continuotacitarlo. Sporcando la sua anima, spingendolo a chiedere il suo aiuto, loavrebbe ucciso quel massacrante riflesso di viva umanit.
E, visto come lo guarda come si guarderebbe un dolcenon penso che si sia ancora arreso a quellidea.
SignorMalfoy, la sua continua provocazione nei miei confronti sarebbe persino ilarese comprendesse quanto abbia io e sempre il coltello dalla parte del manicosorride bonario Adamar, fissando Draco con compassione dolciastra Devo forserivelare quanto e cosa provi per quella donna, che le siede accanto? Quantoconfonde costantemente adorazione e desiderio, con rabbia e rimpianto? Provacos tante cose nello stesso momento da ammattirmi, mi piego su me stessaquasi a volermi rendere invisibile e cancellarmi da questa conversazione,mentre Draco si muove a disagio sulla sedia come se temesse che dica qualcosadi pi del necessario. Adamar sorride ancora serafico, poggiando il mento sullemani incrociate e snocciolando con voce ferma: Da quando qui, stato preoccupato per lei, infastidito da lei, affascinato da lei, infuriato con lei. E tutto questo, sempre, nellarco di pochi secondi. Se non crede chene possa ricevere indubitabile oltraggio, allora dovr ripetere il mioragionamento di poco fa con termini ben pi semplici sempre stato cos pertutto ci che ha riguardato Hermione Granger. Non sollevo lo sguardo neancheper caso fingendomi profondamente interessata alla moquette verde smeraldo. Nonsta dicendo nulla di nuovo, n per me, n tantomeno per Draco immagino. Eppureil terrore che vada a scavare in qualcosa di cos profondo da non voler essereancora n sentito, n affrontato a viso aperto da me o da lui, mi fa soffocaredi vergogna ed imbarazzo. Ed assurdo che adesso tema pi questo, piuttostoche concretamente lipotesi che ci ammazzi su due piedi.
Per questoho compiuto lenorme errore di valutazione di considerare lei, signor Malfoy,completamente scevro da sentimenti per lincantevole donna che le siedeaccanto si giustifica frettolosamente Adamar, riprendendo a parlare con vocetranquilla, Draco continua a dimenarsi sulla sedia come se fosse puntodallansia di interromperlo Ha celato lamore a s stesso fino a quando hapotuto. Lo cela ancora adesso, sebbene per motivi differenti. Tornando a noi,crede che un sentimento simile, sporco per lei al punto da rinnegarlo sempre eda accettarlo solo quando ne ho pu fare pi a meno, possa davvero nuocermi inqualche modo? Parliamoci chiaro, signor Malfoy. La osservo da cos tanti anniche posso ardire di parlarle in modo franco. Fa una terribile e lunghissimapausa, studiata al punto tale da indurmi ansia anche solo con il sensodellattesa.
Persino iltempo sembra sospeso. Non sento neanche pi il suono degli uccelli, fuori dallafinestra.
Quandoriprende a parlare, ha una voce completamente diversa, che faccio fatica ariconoscere e che mi fa drizzare la schiena. E lenta, lamentosa, scandita,sporcata da un accenno quasi di pianto malinconico somigliante ad una nenia oad una ninna nanna. Ma storpia, storta, orrendamente grottesca ecantilenante, al punto da spingere a chiudere gli occhi per un contraccolposonnolento.
Quandosollevo lo sguardo, seguendo le sue parole, vedo che Draco non si muove pi. Eimmobile, fermo, grigiastro nel volto e con le labbra bluastre. Lo guarda congli occhi spalancati, le labbra semi-socchiuse e lespressione stravolta.Preoccupata, sconvolta, mi volto verso Adamar sgomenta e noto finalmente che hadi nuovo quegli orribili occhi di poco fa.
Dorati, conla pupilla stretta.
Continua aparlare con voce monotona e monocorde, come se stesse soffiando fuori unafilastrocca vecchia: Lei, signor Malfoy, non semplicemente nato per questo. Per le relazioni, perlimpegno costante di prendersi cura di qualcuno, per essere genitore. Micreda, incontra tutta la mia compassione in questo, lumanit da sempreterribilmente incline a dare rilevanza a tali dimessi palliativi per lasolitudine a cui intimamente siete obbligati. Ed anche lei, nel suo profondo,ha unaspirazione perenne a vincere il suo endemico stato di eremo, ma semplicementenon le riesce. Crede di essere maturato dai tempi di Helena Greengrass?Certo che s, si prende cura della sua adorabile e vezzosa figlioletta, ha unamagione rispettabile e curata, adorna le pareti di foto del suo passato.
Sta cercando di suggestionarlo, sta cercando diconvincerlo che ha ragione
Dracodiventa sempre pi bianco in viso, temo quasi che spirer senza che io possaimpedirlo e senza che cambi espressione. Mi guardo attorno, spaventata,cercando qualcosa che io possa fare per fermare la litania del demone. Ma un movimentoimpercettibile di Eva alle spalle di Adamar mi fa supporre che mi ammazzerebbelei stessa se osassi fare qualcosa. La sfido con lo sguardo, non mi spaventaaffatto ed anzi estraggo la bacchetta mostrandole che non ho assolutamentepaura di misurarmi con lei.
Eva, per,volutamente mi ignora, muove solo le labbra un paio di volte, sillabandoqualcosa. E semplicemente cos, in pochi soffi di fiato, annulla ogni miaenergia. Ogni mia volont.
Improvvisamente come se dovessi solo ascoltare, solo stare ferma, solo sapere che non questo che uccider Draco Malfoy, solo rassicurarmi che non accadr nulla diirreparabile.
Mi lascioandare passivamente a quella forza sconosciuta, mentre Adamar continua aparlare convincente, raccontando quella che, a suo modo, ritiene la verit.
Quella cheanche Draco, ormai livido, ha sempre ritenuto essere la verit.
Quella chepersino io, a mio modo contrastato ed indocile, ho spesso sperato che non fossela verit.
Io e leisappiamo che non cos, signor Malfoy continua Adamar, lanciandomi unosguardo obliquo di soddisfazione di fronte al mio gelo calmo Avanti nondivertiamoci in un triviale giochetto nel quale ci fingiamo migliori di quelloche siamo. Lei rovina tutto ci che ama, lo fa a pezzi perch convinto di nonpoter essere sul serio oggetto di affetto e di sentimenti sinceri. Dissemina ditrabocchetti il sentiero per arrivare a lei, gloriandosi della facilit con cuigli altri individui sovente vengano sopraffatti dalla raffinatezza signoriledelle sue tagliole. Prospera e fruttifica in infeconde storie da letto, comequella con la procace signorina Karkaroff. Avrei davvero benedetto una vostraunione. Un tale carico di rancoroso insulto alla vita e allamore meritava unapossibilit. A lei, signor Malfoy, non interessa essere amato: interessadimostrare che non degno di esserlo .Ci pensi. Ci rifletta su. La donna che le siede accanto unamazzone . Una guerriera. Ha lottato per lei dal giorno in cuisciaguratamente ha capito di amarla. Ha messo persino al mondo il vostro eredeed era sola, senza alcuna evidenza di rincontrarla. Invece, signor Malfoy, lei sempre fuggito. Le ha persino offerto in dono un anello maledetto per indurlaalla ritirata. Il suo inconscio straordinariamente autorevole nellapremeditazione dei suoi fallimenti. Nondimeno, se vogliamo essere del tuttoschietti, non neanche propriamente una sua esclusiva mancanza. lapalissianoche non sappia che significa lasciarsi amare, dato che i suoi stessi genitori,scegliendo la sicurezza ed il potere al suo posto, le hanno dimostratoprecipuamente che non era degno di essere amato. Unefficiente profezia, laloro. Preconizzatori di quello che lei, prima o poi, avrebbe fatto loro. Credoche si dica occhio per occhio, dente per dente: curiosa espressione che denotarozzezza, ma indubbiamente un sintagma lessicale potente. Le metafore sonolunica cosa salvabile della vostra comunicazione sciatta, ve lho gi detto,vero?, ha un sogghigno che gli lascia scoperti i denti bianchi, come se siaffannasse a calarglieli nella pelle del collo. Quellombra maledetta nellosguardo, quellimprovvisa certezza che potr anche non ucciderlo fuori ma lo sta ammazzandodentro, rompe con il fragore del vetro rotto lincanto indottomi da Eva.Lansia, langoscia e la preoccupazione tornano prepotenti nel mio petto,mentre Adamar aggiunge venefico verso un Draco ormai ad occhi chiusi,abbandonato contro lo schienale della poltrona: Lhanno tradita . E lei ha fatto lo stesso con loro. Lamorefiliale sempre cos dannatamente commovente ,vero, Eva? Come potrebbe lei, dunque, amare a sua volta?.
La sola cosache riesco istintivamente a pensare di fare per metterlo a tacere, mettermiad urlare a mia volta: Smettila! Lascialo stare! Immediatamente!.
Le cordevocali mi vibrano per il contraccolpo, ma per fortuna la nenia del demone siinterrompe: di nuovo i suoi occhi tornano normali, mentre mi tributa unosguardo sorpreso e meravigliato, prima di un sorriso derisorio e cautamenteammirato. Mi avvicino a Draco sfiorandogli la guancia, ma lo vedoimmediatamente riprendere colore, tornare calmo nel respiro e scuotere la testacome a cancellare quelle parole dalla sua testa. Non so se ci riescaeffettivamente, ma si limita a rispondermi con uno sguardo sofferto ma tuttosommato sereno.
Mi scusiMiss Granger, non volevo ignorarla cos a lungo mormora serio Adamar,guardandomi. Noto immediatamente che stavolta tocca a me. Me ne accorgo da comeiniziano a mutare i suoi occhi, da come mi chiamino alla loro vista come se nonne potessi fare a meno, da come tutto inizia ad apparire lontano e sfocato adeccezione della sua voce cavernosa e piagnucolosa.
Non sia maiche qualcuno la ignori troppo a lungo, vero? mi chiede ironicamente, mentre mivolto verso di lui. Stringo le palpebre in un ultimo singulto di volont,cercando di tenere fuori leco malvagio delle sue iridi dorate ma lo sentougualmente entrarmi nelle ossa, nei pensieri, nel cuore, mentre ripetecarezzevole: Le riconosco grazia e forza, intelligenza ed ostinazione, ma nonmi dica sul serio che ha mai davvero investito in questa quantomeno inusuale relazione? Lei non semplicemente nata per questo. uneroina diguerra, la strega pi brillante della sua generazione, la prima della suaclasse. Ho memorie tangibili di lei, sin da quando era solo una bambina. Laseguo fin da allora, sa? Sentivo cos tanto parlare di lei, che era diventatoun vezzo irrinunciabile in secoli di monotona osservazione della mediocritumana. Lho vista eccellere nel pianoforte a cinque anni. Avere la meglio su untroll di montagna ad undici. Risolvere lenigma del basilisco a dodici. Hospesso potuto assistere alle sue mirabolanti imprese, fino alla caduta delSignore Oscuro e alla sua ascesa come Comandante degli Auror. Aveva unasfolgorante carriera davanti a s, bastava allungare la mano per appropriarsenein modo meritato. Ma lei, mia cara, si fatta vincere dal tradimento del suoinnamorato. E l cominciata la sua discesa negli inferi: e solo cos, solo inquesto tortuoso e discutibile modo scelto dal destino, ha potuto incontrare ilsignor Malfoy. Le sue parole mi convincono come se mi stesse raccontando unaverit da sempre negata a me stessa, come se avesse sempre avuto ragione e iofossi stata solo troppo cieca per accorgermene. La luce sinistra dei suoi occhi dun tratto cos forte che chiudo gli occhi vinta ed arresa, reclinando ilcollo sulla sedia. Sento lontana la voce di Draco, ma non riesco ad afferrarla,schiacciata da quella di Adamar: Di base, miss Granger, ha semplicementeabdicato a s stessa e alla sua natura, per amare un uomo cos corrotto emarcio come il signor Malfoy. Ci rifletta su. Ha sempre candidamente ammessocon s stessa di odiare s stessa, amando lui. La posso per ampiamenterassicurare rivelandole che, molto probabilmente, il suo sentimento fioritoin condizioni estreme in cui non era in pieno possesso delle sue facolt e dotiintellettive, e dove progressivamente ha cercato giustificazione per lepulsioni fisiche che aborriva provare per questuomo, mascherandole nellegidadi un profondo ed incontrastabile sentimento. Daltronde una fanciulla testardae caparbia e si deve essere anche impuntata nella missione impraticabile disalvare un uomo impossibile da redimere. una caratteristica comune degliindividui di sesso femminile ungersi il capo dolio sacro ed armarsi di divinapazienza, convinte di poter cambiare i loro compagni. Le do abbondante meritodi aver sostanzialmente trainato lesito di questa relazione, nella totaleinerzia del signor Malfoy. Ma non pu realisticamente credere che sia semprestato questo il suo destino, frustrerebbe enormemente il suo intellettopensarlo. qui per un mero incidente del caso, nonch per la progressivadeteriorazione della sua sicurezza a causa delle disastrose relazioni con ilsignor Weasley e il signor Thomas. Soltanto questa sua versione, mi permetta didirlo, difettosa , pu concepire diamare Draco Malfoy. Ci sguazza nel guano di questa vita al di sotto delle suereali possibilit perch ha unindole irritante incline al perfezionismo, e nonperdonerebbe a s stessa ulteriori errori di valutazione. Dunque, una sceltaclamorosamente errata lha trasformata nella sola possibile, lha persinoelevata ad un qualcosa di desiderabile che lha resa migliore. Ma in fondo a sstessa sa che non cos. In fondo a s stessa, sa che giustifica il suosentimento solo per dare un padre a suo figlio ed ancora trovarsi oltremodocriticabili alibi per perdonarsi di essersi eternamente legata a lui persinocon un bambino, sebbene cos grazioso. Haragione, s, ha ragione, ha sempre avuto ragione
La miavolont, ormai, quasi completamente annullata, mi sento annegare in una sortadi gelatina stopposa che mi avviluppa i pensieri.
Chiudo gliocchi enormemente stanca, ma felice e soddisfatta, come se avessi trovatofinalmente la quadra del cerchio e fossi libera infine.
Mi permettadi darle un consiglio personale assolutamente disinteressato aggiunge ancoraAdamar con il tono dimesso di un vincitore schivo Ricostruisca s stessamediante il prezioso aiuto del signor Radcenko ha un bel patrimonio genetico, il signor Radcenko Aleksandra Fdorovna Romanova sbalorditivo , chi diamine Radcenko? Il nome questo nome mi sembra familiare Laama in modo del tutto sincero, macerto, che idiota Ilai Radcenko il marito di Tatia Krasova ora ricordo. Lui innamorato di me, vero sta rischiando la vita per me eper mio figlio i miei occhi si aprono appena, come in unassolata mattinadi domenica dove la riluttanza a svegliarsi confonde veglia e sogno.
Solo che ionon ho davanti a me il sole ma quegli occhi malati da diavolo.
A quantopare, si accorta dei suoi sentimenti anche di recente insinua Adamar con unfilo di voce appagato, ed l che avverto di nuovo la sensazione di un fragoredi vetri nella testa, assieme alla sensazione di uscire dallapnea.
Ilai. Ilai che mi ama. I suoi pensieri. Il matrimonio.Nostra figlia. Io che sono innamorata di lui.
Assonantialchemici, un classico. Mi lasci indovinare? Telepatia empatica deve esserestato straziante prosegue Adamar convincente, ma io ormai non lo ascolto pi.
Io che sono innamorata di Ilai. Draco che qui, Dracoche non lo deve sapere, nessuno lo deve sapere. Neanche io, neanche Adamar,neanche Ilai. Nessuno lo deve sapere.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Spalanco gliocchi, torno dritta con la schiena, mentre Adamar termina con voce atona: Nondeve per forza finire cos, mia cara signorina Granger. Torni da lui. Sidimentichi di una parte di s che non le appartiene affatto. Sar straordinariamentepi semplice cos non stanca di combattere sempre da sola, per un uomo chenon lamer mai come merita?.
Le sueultime parole, per, gli muoiono in gola.
Infrangendosicome il vaso di cristallo che faccio rompere in mille pezzi, il fiato corto,puntandogli contro la bacchetta.
Adamar,tornando alla sua forma normale, mi guarda di nuovo con quel senso sdegnoso diorgoglio frammisto ad ammirazione, nonch ad una punta di quieta irritazione efastidio. Mentre riprendo fiato mi accorgo che Draco in piedi, un braccioteso contro Eva a puntarle la bacchetta in direzione del torace. Anche lei,nonostante la sua solita maschera impassibile di fierezza fredda, apparelievemente impallidita. Deduco quindi che Draco non si fatto incantare dallasua magia tranquillizzante ed anzi ha cercato di fermare il demone minacciandolei. Non so se avrebbe avuto effetto in ogni caso, ma almeno mi rassicura sulfatto che sia riuscito a contrapporsi alla loro malia. Non appena vede che horipreso lucidit, si avvicina a me chiedendomi sommesso e preoccupato: Staibene?.
Annuiscosenza forze, la voce ancora in gola ed arenata dal fiatone. Mi specchio neisuoi occhi grigi, cercandovi tracce della possibilit che abbia udito le paroledi Adamar in riferimento a me ed Ilai. Ma non trovo qualsiasi violento riflessoche mi farebbe capire che ha intuito qualcosa o che si sta chiedendo che cosasia accaduto in riferimento alla telepatia empatica. Quindi, il mio respirofinalmente si rilassa e calma sotto lo sguardo ancora sommessamente divertitodi Adamar che, invece, dal canto suo ovviamente freme entusiasta.
Lo guardo adocchi socchiusi, mentre Draco si erge di nuovo eretto.
Gli hoofferto, mio malgrado, il mio peggiore nervo scoperto: la consapevolezza diamare unaltra persona oltre Draco, nonch langoscia che lui lo scopra.Difficile che non usi tutto questo a suo favore, anzi sar il suo grimaldelloprivilegiato per farmi a pezzi. Probabilmente lo supponeva gi, visto comandato a colpo sicuro nominandomi Ilai. Del resto condivide la conoscenza deiKarkaroff, ovvio che abbia notato che io sia legata ad Ilai.
La Telepatia Empatica come faceva per a saperlo?
In un modoper imperscrutabile, comprendo improvvisamente che non una cosa negativa chelui sappia questo. Anzi, sorrido interiormente, non lo affatto. Comesupponeva Helder, pi ci crede lontani, pi abbassa la guardia. Pi convintoche il sentimento tra me e Draco sia estinto e pi supporr che sar faciledistruggerci.
Sbagliando,naturalmente.
Helder ci haspiegato che la sua grande pecca, adesso, che non riesce appunto adimmedesimarsi nei sentimenti delle persone. Per lui, quindi, comprendere che ioami Ilai esclude automaticamente che io ami anche Draco. Invece, questa nettasemplicit non tipica del cuore di nessuno. Si ama, purtroppo, in decine dimodi diversi e in decine di modalit contemporanee. Ma ovviamente a me convieneche pensi tutto questo. Certo, sarebbe stato meglio non reagire in modo cosaffrettato ma devo proteggere Draco da questo.
Non lo deve sapere nessuno. Se non lo sa nessuno, se mene dimentico, non mai esistito.
Io posso, amalapena, convivere con me stessa e con questo segreto.
Lui,semplicemente, non ce la farebbe.
Del resto,per c qualcosa che mi sfugge. Dubito che questa sia la Solutio damnationis:questo giochetto di ipnosi mentale, dove ci dice velatamente quello che noistessi gi sappiamo. Ne dubito perch in fondo non poi cos impossibileinfrangerlo e la Solutio damnationis non dovrebbe essere cos, altrimentiavremmo gi vinto e tanti saluti. Inoltre, ha unarma cos potente come i mieisentimenti per Ilai da rivolgere contro Draco eppure non lo fa. come sestesse semplicemente giocando . undemone, certo, magari si diverte cos. Ma ha gi ampiamente dimostrato diessere pragmatico. Fa le cose per scopi ben precisi, mettendoci efferatezzasolo se ben finalizzata ai suoi scopi.
Quindi staperdendo tempo.
Perch? Michiedo, soppesandolo con lo sguardo. Poi, sebbene stia guardando lennesimo sorrisosoddisfatto del suo volto, comprendo con velocit che cosa sta accadendo.
Vuole convincerci a non provare la Solutio Damnationis.Vuole che torniamo indietro, capendo di essere spacciati. Non ha messo in mezzoIlai per distruggere Draco. No. Lha messo in mezzo perch vuole darmi unelemento per tornare indietro.
Mi scappa unsorriso quasi di trionfo mentre lo squadro senza soggezione, avvolta da unnuovo ed insperato calore. cos maledettamente potente e dannato e per questo difficile accorgersene ma ha paura della Solutio Damnationis. Ne terrorizzato. Ed lunica cosa che non pensavo davvero che potesse accadere:che avessi persino una remota chance di farcela, visto che ci teme.
e ci temeperch, in fondo, per lui siamo come due mine vaganti. Non sa davvero che cosaproviamo luno per laltra. Non lo riesce a capire.
Del resto non lo capiamo neanche noi figuriamoci se pucapirlo lui
Non sasoprattutto che deve temerci per un altro importante motivo. Il pi importante.
Nostro figlio.
Io e Draco possiamo essere ai lati opposti della vita,del mondo e dellamore, adesso.
Ma c una cosa che non ci separer mai: Alex.
Mentrecontinuo ad inseguire il filo logico dei miei pensieri, Draco si rivolge adAdamar con voce stufa sillabando un: Hai finito?.
Il demonetrasale per la prima volta da quando labbiamo incontrato, autenticamentemeravigliato, chiedendo stupefatto: Che cosa?. Persino Eva a suo modo sembra sbalordita.
La sola cheinvece sorride e sembra assolutamente consapevole di che cosa sta accadendo,sono io.
Anche Draco lha capito. Ha capito che sta facendo.
A suo modo sicuramente ma ha capito anche lui.
Lo guardo quasiorgogliosa, mentre mormora con tono di voce volutamente pedante, incrociandostancamente le braccia al petto: Stavo semplicemente chiedendo se hai finito,perch in caso contrario mi faccio un altro solitario mentale di carte. Omagari la tua sguattera qui mi porta unaltra tazza di t almeno hounoccupazione mentre continui a ciarlare in maniera inutile.
Ciarlare inmaniera inutile?! erompe Adamar con una risata nervosa e scandalizzata, mentregetta uno sguardo sconcertato ad Eva Negherebbe pertanto che io stia dicendola verit, signor Malfoy?.
Oh no, mio caro . Le tue argomentazioniveritiere vanno assolutamente al segno commenta Draco, scimmiottando la suavoce e poggiandosi con un fianco alla scrivania in posa negletta Fanno persino male. Te lo riconosco. Macredi forse che io e la Granger non ci siamo abituati ? Credi forse che la nostra relazione sia stata unallegrapasseggiata tra le rose, per usare una metafora a te gradita? Credi forse chenon abbiamo gi provato tutto il male possibile in questi anni? E credi forseche, dopo quello che io ho fatto a lei e dopo quello che lei ha fatto a me,esista ancora qualcuno che possa farmi lo stesso male che pu farmi lei solocon una parola ? Demone , sei un moccioso che mi punzecchia peravere il gelato in confronto a lei , trattengo il respiro chiudendo gliocchi, il sorriso di fiducia che si smorza un po, mentre lui prosegue amaro,ma indiscutibilmente sincero: Il bello e il brutto di questa relazione che ho concesso solo a leiin tutto lUniverso di avere ancora il potere di farmi davvero male. Credimi abbiamo esaurito il male che ci possiamofare consolati che abbiamo esaurito anche il bene che ci possiamo fare,facendo nascere nostro figlio, quindi lavrai vinta con questa dannata Solutioqualche-cosa. Tutto il resto solo pappa insipida che mi rende al massimoannoiato.
Sento leco dellesue parole in un punto soffuso del mio cervello e del mio cuore, ma le lascioandare concentrandomi solo su quello che ha capito anche lui.
Adamar sta perdendo tempo. Ci sta solo tormentandoinutilmente.
Losconcerto qualcosa che non provavo da diversi lustri. Le riconosco il meritodi avermi indotto il ricordo di questa sensazione commenta asciutto Adamar,scoccando a Draco unocchiata penetrante subito prima di guardare me con unsorriso storto: Se lei prova solo noia al momento, crede che la signorina Granger qui provi la stessa cosa che provalei? Magari sta davvero riflettendo sul senso delle mie parole. Torno aguardarlo, come se mi avesse punta un ago, drizzandomi sulla sedia.
Figuriamocise la Granger daccordo con me, demone dice Draco noncurante, prima diguardarmi con espressione riflessiva e sorridermi piano, dolcemente. Glisorrido a mia volta, arrossendo e dimenticando le parole che ha detto poco fa,mentre continua delicato non smettendo di guardarmi: Ma la conosco quellespressione.Non annoiata anzi. Probabilmenteha capito qualcosa che a me non passato neanche per lanticamera delcervello. Chiediglielo. Quando si puntella cos sui piedi come se non riuscissea stare ferma, perch smania dalla voglia di dirlo.
Il SignorMalfoy ha ragione, miss Granger? biascica irritato Adamar Ha davvero intuitoqualcosa di cos nascosto che persino a me passato inosservato?.
Guardo Dracoancora per un secondo, specchiandomi nei suoi occhi, mentre lui annuisce piano,dandomi coraggio. Poi mi volto verso Adamar, sporgendomi come ha fatto spessocon me, come se stessi per rivelare un segreto. Mi umetto le labbra prima disoffiare fuori con la migliore delle mie voci impostate e calme: Mi creda, miduole ammetterlo, ma lei pu anche sfoderare una lista ben nutrita dei mieisuccessi accademici, nonch snocciolarmi tutto ci che ho provato e sentito inquesti anni, persino nei meandri di me stessa, faccio una voluta pausa adeffetto mentre respiro forte guardandolo negli occhi in modo serio, sapendo chesta sicuramente pensando di nuovo ad Ilai e sfidandolo di nuovo ad azzardarsi afarne menzione. Adamar, per, mi scocca unocchiata distratta, evidentementepi preso dalle mie parole che da questo, incoraggiandomi a continuare: Ma quiquello che mi conosce meglio DracoMalfoy . Ancora mi fermo, lasciando quasi che il mio compagno si prendatutto il merito della sua osservazione, mentre io tamburello volutamentedisattenta sulla scrivania e mi massaggio lentamente il collo. Poi riprendocasuale: Notavo semplicemente, e non nego con una certa dose di curiosit, lesue argomentazioni per convincerci di essere spacciati. Quasi come aconvincerci a non tentare la Solutio damnationis perch, se ci considerainferiori rispetto a lei, ci vorrebbe dissuadere? cos carente in fatto didivertimento che dovrebbe trarre solo piacere dalla nostra distruzione o diventato un angelo custode dal demone che era? Ce lo dica, perch noi dobbiamocombattere un demone, non un preoccupato fratello maggiore che elenca i motivipsicanalitici per cui non siamo fatti luno per laltra. Mi creda, liconosciamo. E non ha mai fatto alcuna differenza ci siamo arrivati molto primadi lei, se per questo.
Ti avevodetto che aveva capito qualcosamormora Draco alle mie spalle con voce tralorgoglioso ed il tronfio Avr un problema irrisolto con la figura di miopadre. Ma fare due pi due ci arrivo ancora.
Adamarsoppesa le nostre parole per qualche secondo, guardandoci in modoautenticamente confuso e disorientato, cosa che rende il suo bel viso solcatoda una ruga profonda in mezzo agli occhi: Siete coscienti di non avere unsentimento in grado di battermi eppure volete sfidarmi ugualmente? Ammetto diessere confuso. Ed anche questa una sensazione nuova che giornata interessante .
Non lamore che proviamo luno per laltra ad essere assoluto biascico con unfilo di voce, ritrovandola poi negli accenti finali per suonare quanto pichiara possibile: Quello pu essere battuto, annientato, sconvolto. Lo sai tue lo sappiamo anche noi. Ma c una cosa che non puoi neanche pensare ditoccare, Adamar, sospiro a lungo, quasi per nascondere le lacrime e lanostalgia nel sottofondo di me stessa: Ed lamore per nostro figlio . Se la Solutio damnationis il solo modo disaperlo al sicuro, il solo modo che avremo di vivere. Fattene una ragione.
Lo vedi chesiamo ancora daccordo su qualcosa? Dovremmo usarti come terapeuta commentaDraco ironicamente, guardando con finta innocenza Adamar Che dici, riescianche a risolvere il mio perenne conflitto con gli ortaggi arancioni? Misconvolgono perennemente!. Mi scappa una risata spontanea e non premeditatache ha leffetto mio malgrado di smorzare molto dellaura solenne che avevoassunto. Per in fondo non me ne pento nemmeno. Qualsiasi risata mi siarimasta, meglio che spenda subito.
Adamar restaancora in silenzio per qualche attimo, profondamente confuso e turbato. Miaccorgo del suo stato danimo, se cos si pu ancora definire vista la suanatura non umana, da come cambia lo scenario allesterno. Il sole scomparedietro una nebbiolina rada ma coprente, tutto crolla in unoscurit ghiacciataed oscura, come se facesse improvvisamente notte. La brina ricopre i vetridelle finestre ed un brivido mi fa annaspare di freddo. Eva, dal canto suo, nonfa altro che andare a chiudere le finestre, accendere candele qua e l erintuzzare il fuoco di un camino che non avevo notato prima. Lo studio vienequindi avvolto da una luce liquida e decadente, che scava il viso di Adamar diprofonda riflessione, mentre Draco batte impaziente il piede per terra inattesa.
Alla fine,il demone rilassa le spalle ed abbandona le braccia sulla scrivania, apparendoquasi stanco e demotivato. Poi dice asciutto: Mi compiaccio del vostro sanguefreddo. E persino della sua ironia inopportuna, signor Malfoy. Daltronde credoche non sia prerogativa del mio ruolo dissuadere la gente dal suicidio. Se laSolutio damnationis quello che volete ebbene lavrete non avrete pi alcungenere di sconto o premura da parte mia versare sangue magico dei pi valentimi avrebbe rattristato, lo avrei considerato un tremendo spreco ma se quelloche desiderate, cos sia.
Dracoimmediatamente riprende posto accanto a me, sfiorandomi non meno checasualmente la schiena con una mano, come se mi dicesse intimamente che sta percominciare e che dobbiamo essere pronti. Annuisco gravemente con il capo, nonso se a lui o se al demone, e asserisco composta: Bene ci dica solo che cosadobbiamo fare.
Adamarsbuffa, di nuovo molto meno che elegantemente rispetto a quanto ci abbiaabituati fino ad ora, e poggia il mento sulle mani incrociate, sospirando alungo. Poi laconico elenca: Nulla, in realt. La Solutio damnationis non unaprova di abilit, o una corsa campestre, o un duello allarma bianca. Metteralla prova il vostro sentimento. Vincer dove dimostrer senza oppugnabiledubbio che ci che vi lega assolutamente sacrificabile in virt di altro dici che ritengo essere il vostro autentico desiderio. E che non contempla primariamente laltro nella mia opinione.Portando corruzione sul sentimento che vi anima, fiaccher progressivamente levostre menti. Dalla graduale deteriorazione delle vostre componenti psichichederiver inevitabilmente un decadimento fisico, realisticamente culminato conla vostra dipartita precoce. Ovviamente dove riuscirete ad opporvi a talecorruzione di voi stessi, vincerete la prova ed io cesser di esistere, fa dinuovo una smorfia ben poco raffinata, come se stesse mangiando qualcosa didisgustoso e come se ancora la questione gli portasse pi tedio chepreoccupazione effettiva sulla possibilit di perdere.
Tamburella lievementecon le dita sulla scrivania, come un impiegato annoiato che spiega lennesimaprocedura al cliente pedante, sebbene stia realisticamente parlando di comeperderemo la vita e non di come accendere un mutuo con la filiale di una banca.Fa un cenno distratto ad Eva ancora occupata con le sue faccende, e la donnaritorna silenziosa al suo posto.
Poi continuasmorto: Lo stato fisico e mentale in cui terminerete la prova legatoindissolubilmente al tempo che impiegherete. Pi tempo restate bloccati nellamia opera corruttiva, peggiori saranno le vostre condizioni al vostro improbabilerientro. Per voi potranno essere trascorsi anni ,ma nel tempo reale potrebbero essere passati solo pochi secondi. Qualoraperdiate, le vostre menti saranno bloccate nellincanto che vi indurr. E levostre spoglie, come vi ho promesso, saranno ridate alle vostre famiglie, lasua voce diventa noiosa e nasale mentre specifica grave: Come da accordi con iCustodi dellOrdine, per ovviare alla patologica disparit di poteri che cicaratterizza, vi concessa una sorta di scappatoia allincanto che vi somministrer,la quale ovviamente resa segreta per garantire la genuinit della prova, ciriflette su qualche secondo, sfiorandosi la mano con il mento. Un guizzo dorogli si accende nello sguardo, liberando una scarica di potere che mi faannaspare a disagio come se mi avesse tolto il respiro per un attimo. Tossisco,la sensazione di un corpo estraneo in gola, mentre mi accorgo che anche Dracofa lo stesso.
Un incantesimo. Ci ha fatto qualcosa.
Adamar guardaEva, poi conclude soddisfatto recitando compito: il giunger palma a palma il bacio dei pii palmieri . Evaannuisce conquistata, mentre io, che ci sto capendo sempre meno, intuisco soloche ha mormorato dei versi di Shakespeare.
Romeo e Giulietta, se nonricordo male.
Miriprometto di mantenere a mente questa informazione per la prova, sebbeneadesso mi sembri poco importante.
Adamarallora continua indifferente: Mi impegno inoltre a consentirvi il ritorno, ovevinciate scusate la trafila burocratica ma come intuite ho superiori a cuifare riferimento.
Vaitranquillo, tanto non ci ho capito niente puoi continuare serenamente peraltre due ore e mezzo borbotta Draco, scocciato.
Che cosa cisucceder insomma? chiedo io ugualmente frustrata.
Adamarancora non risponde roteando gli occhi esasperato, poi stende la mano sullascrivania. Sulla superficie del legno, appare un bagliore dorato che mi fastrizzare gli occhi infastidita. Quando scompare, noto il pi curioso e stranooggetto che abbia mai visto. Mi sporgo lievemente studiandolo con attenzione,mentre Draco sbuffa di fronte al mio interesse accademico. Per molti versisomiglia ad una scacchiera: difatti un piano dalla forma vagamentequadrangolare, su cui ci sono diversi tipi di pedine. Ma le somiglianzefiniscono decisamente qui. La prima differenza il piano dappoggio: non ascacchi bicolori, ma assomiglia ad una strana superficie acquosa, costituita daquelli che sembrano minuscoli filamenti iridescenti e variamente intrecciatitra loro. Le pedine, poi, sono tutte dello stesso colore e tipo: trasparenticome cristallo. Si muovono da sole sulla superficie liquida, come sepattinassero sul ghiaccio. Le conto mentalmente, raffrontandole ai pezzi checonosco. Due hanno le stesse fattezze del Re e della Regina e sono le sole assolutamenteimmobili sulla scacchiera. Ci sono poi una serie indefinita di Cavalli, divisistavolta in pezzi bianchi e pezzi neri. Questi sfrecciano come dannati urtandospesso gli Alfieri, anchessi in buon numero. Infine al limitare del perimetro,ci sono le Torri. Sono tre, tutte dello stesso colore chiarissimo. Una di esse illuminata in modo irregolare e pulsante, Adamar la sfiora con un dito con unnuovo sbuffo infastidito, annuendo e guardando di nuovo Eva che fa un ulterioree serio cenno di assenso. Non conto alcun Pedone.
Adamar,per, a parte linteresse subito accantonato per la Torre illuminata, sembranon prestare alcuna attenzione alle pedine in movimento febbrile. Con un nuovomovimento della mano, sotto lo sguardo esterrefatto mio e di Draco che nonabbiamo mai assistito ad una scena simile, copre di un bagliore nero ed oro lascacchiera. Dalla superficie lanuginosa, come se ci fosse un doppio fondosegreto, compare un nuovo pezzo somigliante in tutto e per tutto ad un Alfierema stavolta di colore scuro, opaco, come se fosse bruciato. Adamar lo osservapensoso: alcune maglie di quella strana sostanza stopposa restano avviluppatesul pezzo estratto. Adamar le afferra scientemente e con attenzione con ledita, dipanandole davanti a s: adesso quelle strane maglie mi appaiono quasisimili come consistenza al contenuto di un Pensatoio. Hanno la stessastopposit lanosa e fumosa, quasi impalpabile, salvo che splendono doro e sonointrecciate profondamente, proprio come dei fili di seta.
Adamar annuisceancora, guardando i fili nella sua mano, e li tocca in tre punti diversi,sciogliendo altrettanti tre nodi.
Mormoraquindi tra s e s, quasi dimenticandosi di noi: Unum solum in tribus .
Alla buona,sforzandomi ancora di capire che cosa diamine stia facendo, traduco mentalmenteil sintagma latino. Uno solo tra tre.
A quelpunto, Adamar si ricorda di noi come se li fossimo improvvisamente capitati difronte, mentre giocherella con i fili adesso perfettamente dritti tra le suemani.
Sussurra quindienfatico: Conoscete la storia del battitodi ali di una farfalla che genera un uragano dallaltra parte del mondo ?Voi umani vivete vite caratterizzate da codesti paradossi. Una sola decisione,una sola singola e minuscola risoluzione differente genera effetti a catenainimmaginabili, guarda con affetto i fili dorati nella sua mano sfiorandolicon due dita, mentre si rivolge a noi: Che cosa singolare se i suoi genitorinon lavessero tradita, signor Malfoy, Helena Jasmine Greengrass non sarebbe venutaal mondo.
Che cosa?!chiede Draco con un piccolo sobbalzo, domandandosi probabilmente come me checosa centri questa supposizione adesso.
Intuitivo aripensarci riflette tra s e s Adamar, chiaro ormai solo a s stesso e moltomeno a noi due Se Narcissa e Lucius fossero stati due genitori ben pi legatial loro figlioletto di quanto lo sono stati sul serio, non avrebberopartecipato attivamente alle missioni del Signore Oscuro, neanche quando unerede non era ancora nato. Magari per amore della loro futura famiglia o persemplice quieto vivere, faccia lei. Quindi si sarebbe reso necessario chequalcuno subentrasse al loro posto. Qualcuno come i Greengrass . E sarebbe stato oltremodo comune che Lara Greengrass,incinta del suo primogenito, lo perdesse deprecabilmente in una delle suddettemissioni spogliando il mondo della possibilit di conoscere una terza sorella,prima di Daphne ed Astoria.
Non capiscoperch ci sta dicendo tutto questo chiedo ancora spaesata, gli occhi checontinuano a corrermi sulla scacchiera.
Ancora ipezzi si muovono a casaccio, descrivendo trame di luce torbida nel reticolo difili su cui scivolano.
Adamar posai fili che aveva tra le mani sulla scrivania, prima di guardarci ferino esussurrare con voce bassa: Siete figli del tradimento .Quello che lei, Miss Granger, ha subito dal signor Weasley. E quello che lei,Signor Malfoy, ha patito a causa dei suoi genitori. Le vostre decisioni sonocorollari di questo. Vi siete incontrati ed innamorati per questo. Sietepersino diventati differenti a causa di questo, ci lancia una lunga occhiatapenetrante, la luce delle candele mangiano il suo viso rischiarando i suoiocchi di bagliori aurei. Spaventata mi accorgo che, di nuovo, la pupilla si starestringendo.
Afferro lamano di Draco stringerla forte nella mia, cosciente che non la lascer inqualunque inferno ci dovesse scagliare.
Mi limitosolo a raddrizzare il corso degli eventi prosegue Adamar conciliante con unsorriso perfido sul viso, gli occhi ormai di nuovo demoniaci Senza questesciagurate circostanze, non avreste nemmeno lontanamente concepito di nutrirequalcosa di rasente la stima luno per laltra. Non ne avreste mai sentito ilbisogno se non fosse stato per lincantevole Alfiere russa .
Continuandoa non capire di che cosa sta parlando e neanche a chi si riferisca conlappellativo di Alfiere russa , miaccorgo invece di come la luce dei suoi occhi diventi sempre pi sinistra,malata, accecante, costringendomi a chiudere gli occhi mentre mi nascondo nelpetto di Draco. Lui mi stringe forte a s, sussurrandomi qualcosa nellorecchioche per non riesco a sentire.
Adamarinfatti urla, spaventoso e terribile come il diavolo in persona: Vi dar tuttoquello che avete sempre sognato nel fondo di voi stessi, senza osareesprimerlo, data la sua ormai oggettiva impossibilit e semplicemente sarete voi a non voler pi tornare indietro .
La lucediventa fortissima, peggio del sole a mezzogiorno.
Sembraaccecarmi anche i pensieri.
Il biancoavvolge la mia testa, il mio cuore, tutto.
come se lamia memoria fosse sfogliata come un libro, mentre lui si affanna dolorosamentea strappare pagine su pagine. Il dolore cos forte che mi metto ad urlare,dilaniata.
Prima chetutto diventi inesistente dentro di me, avverto la sensazione orribile di unostrappo all’altezza del fianco destro come se mi trascinassero da qualcheparte, strattonandomi lontano.
Draco urlail mio nome, a mia volta lo chiamo, perdendo la presa su di lui come sesparisse. Piango annaspando, cercando di allungare le mani nella sua direzione.
masemplicemente lo perdo.
Mi perdo.
Non lo rivedr mai pi.
La voce diAdamar suona canzonatoria e terribile.
Siete solo due pedine in un gioco molto pi grande di voi.
Poi, probabilmente, smetto di esistere.
Se non finisci in Grifondoro ti diserediamo intervenneRon, ma non voglio metterti pressione.
Ron!.
Lily e Hugo risero, ma Albus eRose erano serissimi.
Non dice davvero li rassicurarono Hermione e Ginny, maRon si era distratto. Intercett lo sguardo di Harry e accenn di nascosto a unpunto a una cinquantina di metri da l. Il vapore per un attimo si dirad e trepersone si stagliarono nitide contro la nebbiolina fluttuante.
Guarda chi c'.
Era Draco Malfoy con moglie e figlio, un cappotto scuroabbottonato fino alla gola. Stava cominciando a stempiarsi, il che enfatizzavail mento appuntito. Il ragazzino gli assomigliava quanto Albus assomigliava a Harry. Draco si accorse che Harry, Ron, Hermione e Ginny loguardavano, fece un brusco cenno di saluto e si volt.
Hermione fece un passoindietro, si tocc la tempia a disagio, aveva avuto limpressione che qualcunola stesse chiamando. Si guard attorno smarrita per un secondo, chiudendo gliocchi e frenando una improvvisa ed inopportuna vertigine. A Londra facevadecisamente troppo caldo, per essere settembre.
E cos quello il piccolo Scorpius comment Ron sottovoce. Cerca di batterlo in tutti gli esami, Rosie. Perfortuna hai il cervello di tua madre.
Ron, per l'amor del cielo ribatt Hermione, un po'seria un po' divertita. Non cercare di metterli contro ancora prima che lascuola sia cominciata!.
Hai ragione, scusa concesse Ron, ma non riusc atrattenersi e aggiunse: Non dargli troppa confidenza, Rosie. Nonno Arthur nonti perdonerebbe mai se sposassi un Purosangue.
Hermione scoppi a ridere, unachiara risata cristallina e tersa. La vertigine era passata, cos come lasensazione di strappo allaltezza del fianco destro.
Mentre James torn con la notiziache Victorie e Teddy si stavano baciando, Hermione port la mano al collotoccandosi il ciondolo che portava sulla camicia.
Lo faceva sempre quando avevalimpressione che tutto fosse a posto.
Era un ciondolo antico, dallaluce rossastra.
Una goccia di sangue di Unicorno solidificata, persadurante il parto.
Considerazionifinali e spoilerose sullintero capitolo
Mi ha terrorizzatopubblicare questo capitolo. Davvero. Chi mi segue via Facebook ,questo lo sa. Per per la prima volta pi che scrivere appunto l chiarendo lecose, ho preferito e preferisco farlo qui cos che tutti possano leggere.Ovviamente, siccome sar una pappa psicanalitica su me stessa e su come intendoquesta storia, siete liberissimi di skippare a pi pari questa parte,semplicemente con il mio sommo ringraziamento per esserci ancora e persopportare i miei ritardi. Per se invece, volete sapere perch questo statoil capitolo pi difficile da scrivere fino ad ora, perch le cose sono andatecos e tutto il resto, se magari siete delusi o arrabbiati e vi chiedete sesiete ancora in una Dramione e che ne delle miepromesse di happy ending magari riesco a spiegarmicontinuando a scrivere.
Ecco il terrore diquesto capitolo.
Non centra Adamar,ovvio: io, Adamar, lo adoro, credo che sia uno dei migliori personaggi che misono trovata a creare fino ad ora, senza presunzione o altro. Sapete che non miappartiene. Ma mi piaciuto scrivere tantissimo di lui, della sua apparenzaelegante e vittoriana, del suo accento, nondimeno della sua malvagit. Ma, perchi mi segue appunto, ha letto qualche spoiler su di lui gi a giugno. La suascena in forma di dialogo esisteva gi da allora quindi ovvio che il mioterrore non era Adamar. stato complicato scrivere di lui perch il suoincontro disseminato di indizi su quello che accadr nel seguito di HALFT. statoanche complicato perch ci sono tanti indizi su ci che accadr nella prova. Perchs, evidente dove Hermione e Draco sono finiti.
La mia storia, difondo, si distingue per due particolari da quella della Rowling.
I tradimenti: Narcissae Lucius che tradiscono Draco. Ron che tradisce Hermione.
Da l nato tutto.
Adamar ha eliminato itradimenti e le loro conseguenze.
Quindi
siamo di nuovo nelmondo della Rowling. Tutto andato esattamente come nel libro.
Non cambiato niente.
Siamo in quel futuro.
Ma sebbene questo vifaccia supporre quanto Adamar sia infernale e quanto io sia contorta ancoranon stato Adamar il problema.
Il problema statoIlai Radcenko.
Ora, come spessospiego in altre sedi, questa storia ormai per me significa essere trascinataavanti ed indietro dalla volont di questi personaggi: sembra strano,inconcepibile, magari persino pretestuoso visto che solo una fanfiction . Ma io ormai questi personaggi li conosco come emeglio di me stessa, spesso mi portano dove vogliono loro. Spesso come se nondovessi inventare ci che accade, ma solo raccontarlo e testimoniarlo come seme lo narrassero loro. Certo, ho i miei piani e i miei progetti: ma comereagiscono a questi piani e questi progetti, spesso esclusiva volont loro.
Ilai Radcenko era unpretesto per introdurre Tatia Krasova , che era a suavolta un pretesto per legare Raissa e riagganciarla. Mi sono scelta un bel prestavolto per Ilai appunto (per chi non mi segue peraltra via, questo il prestavolto di Ilai http://media.tumblr.com/tumblr_lt1dmwKanJ1qzmb4oo1_500.gif )ma tanto per vezzo. Non che me lo dovevo portare dietro. Poi le cose sonoandate diversamente, senza premeditazione. Come mi sono portata dietro senzapremeditazione Pansy e Dean che ormai idolatro alla follia, cos mi sonoportata dietro Ilai. In sette capitoli (che nella media di questa storiapraticamente non sono niente) Ilai diventato qualcosa di centrale, miomalgrado, al punto che ho dovuto pensare ad un modo per lasciarlo andare.Perch, e qui c anche uno spoiler, lultima volta che abbiamo visto Ilai.Non lo vedremo pi se non nel seguito. Quindi questo era un addio. Per comelho concepito, mi immaginavo che non avrebbe detto nulla ad Hermione primadella prova: n rivelazioni sui suoi sentimenti, n considerazioni su quelliper Draco, tantomeno rimostranze per quello che stava passando a causa degliEmpatici. Lavrebbe lasciata andare e basta. Per questo mi venuto in mente iltrucco della Telepatia empatica: solo la sua mente, quindi, che Hermione vede.Quello che lui vorrebbe fare senza remissione di colpa, orgoglio ed onore.Confessarle che lama, dirle cosa pensa del suo rapporto con Draco, persinoarrabbiarsi con lei per averlo trascinato in mezzo a questo marasma,prendersela con Tatia che ha intrecciato i loro destini. E poi la fantasiadellaverla finalmente, vagheggiando su un futuro che non hanno appunto avuto.Ilai per non sa che tutto questo, Hermione lha vissuto con lui. Non loimmagina nemmeno: e nella mia idea iniziale, questo era solo un pretesto e modoper far sapere a lei che Ilai ne era innamorato, senza che lui effettivamenteglielo dicesse. Ho scritto tutta la loro storia fittizia con il magone, conOver the love dei Florence and the Machine in loop e la lacrima facile, arrivando a non dormire pur di finire. E poi ho finito. Etutto doveva finire e basta. Un po di senso di colpa di Hermione, e via tuttodritto. Ed invece no. Hermione, letteralmente, se n andata per conto suo,come vi ho gi spiegato che mi accade spesso. Si arrabbiata con Helder in unmodo che mai le ho visto fare. Si chiusa in questo silenzio e questanegazione assoluta di ci che le era successo. Ha fatto ogni sforzo possibileper dimenticare cosa aveva visto. stato naturale scriverla cos. E io, comeforse persino voi leggendo, pensavo: Ma scusa? Perch questa cosa ti stasconvolgendo tanto? lui che ti ha immaginato cos, tu che centri? Pensa aDraco, piuttosto! Pensa ad Adamar, piuttosto!. Lei mi dava retta cinquesecondi e poi di nuovo ci ripensava. La lingua che batte dove il dente duole,direbbe qualcuno. Mi sono fermata, ho preso tempo, comprendendo che ceraqualcosa che mi stava sfuggendo di mano: ed stata, giuro, la prima volta intutta la storia, in cinque anni, che mi accaduto. E mi ha terrorizzato:perch stavo uscendo dal seminato, perch questa una Dramione ,perch forse non mi avreste capita come volevo farmi capire, perch potevoimpelagarmi in un vicolo cieco da cui non uscire pi, se non a patto diincoerenza e di volubilit. Ed Hermione non mai stata n incoerente, nvolubile. E l arrivato il consiglio di Demetra. Glielo ho chiesto, edancora la ringrazio, perch lei non legge questa storia, non ne sarebbe statacondizionata. E perch stimo quello che scrive e come scrive in modo viscerale.Devi ricordarti sempre che hai un debito verso questi personaggi. Lei mi hadetto questo. Era cos giusto e vero, che mi ha schiarito la mente. Ho undebito verso questi personaggi, verso quello che sentono e che provano, e chenon posso schermare o censurare solo perch io non sono daccordo, o perch hopaura che non siano capiti, o perch i piani erano altri. No. Se mi hannoportato qui, un motivo c. Ed allora, piano, approfittando di una maledettacervicale che mi ha allontanato dal computer per settimane, ho riletto tuttigli ultimi capitoli. E la risposta stava l ad un passo. Ci stavo solo girandoattorno, come una trottola impazzita. Hermione che si fida subito di questapersona, che gli racconta tutto, che si lascia baciare due volte, che ammettedi averne bisogno. Ma soprattutto stato il capitolo 40 ad aprirmi gli occhi.Prima lei che pensa: sonotalmente assorbita dal pensiero di mio figlio da non potermi dibattere neldissidio, solo accennato dal corpo e dalla mente, di chiedermi se desidero dipi un altro bacio da Ilai o un singolo abbraccio da Draco. E facilerispondere, adesso: rinuncerei ad ognuno di loro con il sorriso pi chiaro edaperto del mondo, se in cambio riavessi Alex.() Io posso essere sololassassina dei Karkaroff, adesso, non di altri. Tantomeno di loro due specieconsiderando quanto, in un modo cos diversamente scomodo, ami tutti e due. Liamo alla maniera stupida di una bimba di cinque anni: basta che esistano inqualche parte del mondo per farmi stare tranquilla. Ormai, per, sono ben oltrei concetti banali di essere innamorata o altro . Glielo avevo gi fatto dire inconsciamente, ma il pensiero di Alexera ovviamente pi forte di tutto il resto. Poi lei incontra Draco, parla conlui, esce fuori la questione di Ilai. Ed Hermione non ha incertezze. Lodefinisce cos: Bisogno: ecco che cosa , oggi, Ilai per me. E unbisogno, al pari di dormire, mangiare e bere. Un bisogno creato dallecircostanze attuali, sicuramente, ma che non cambia natura. fame di aria neipolmoni, perch lui riesce a farmi respirare; sete di calore allo stomaco,perch lui riesce a farmi calmare; insonnia di riposo della mente, perch luimi mantiene salda in me stessa. Non so questo che significhi, non so questo checosa sia, non so se possa chiamarsi amore, affetto, ossessione, attrazione osemplice pazzia. Ma un bisogno, adesso, insormontabilmente realizzabile soloda Ilai. Nel bene e nel male, lui tutto quello che Draco non mi ha mai dato. Eche non ho mai cercato, intendiamoci nonostante cinque anni fa le cose nonfossero facili, non sentivo la necessit di qualcuno che mi mettesse a posto. Erogi a posto: disoccupata, con un brillante destino da cameriera, sconquassatadal presente da babbana , separata dai miei amici edalla mia vita, e poi innamorata di quello che sarebbe sempre stato luomosbagliato ero comunque a posto.
Nonnecessitavo di qualcuno che mi sorreggesse, o mettesse assieme i miei pezzi, senon nel modo quotidiano in cui comunque si ha sempre necessit di dividere lapropria vita con qualcuno. E Draco, questo lha fatto per dieci giorni in cuimi sembrava comunque di non avere bisogno di nulla, tranne che di lui, ma lhafatto. Per, Pansy aveva ragione: quello era linizio, era un passo, ma erasolo il primo. Lamore quello sarebbe venuto dopo. E stato sbagliatocostruirmi la vita su quei dieci giorni specie quando ho capito che, adesso,da madre e da donna, io avevo un bisogno diverso. Pi viscerale, pi intimo,maggiormente legato al fatto che non ero pi forte come un tempo specieadesso. Ron non riusciva a vedermi diversa da quella che sono sempre stata: laragazzina saccente e sicura, che fingevo di essere. Per questo, lui non placavaquel mio bisogno che, per molto, non ho saputo nemmeno esistente, concentratacomero su Alex. Draco, forse, potrebbe anche farlo, ma parliamo ormai diipotesi: avrei dovuto fare un atto di fiducia se Raissa non fosse mai esistita,figuriamoci adesso. Ilai ci riesce, senza che nemmeno pensi di chiederlo. Perquesto, la sola persona di cui sento davvero di avere necessit estremaadesso. Stava tutta qui la risposta.Hermione si era innamorata di Ilai e io nemmeno me ne ero accorta. Si era leistessa abilmente nascosta ai miei occhi, esibendo la preoccupazione e lansia,lincertezza e la rabbia. Ed io non me ne ero accorta. Ecco perch reagiva inquel modo. I pensieri di Ilai le avevano mostrato che quella vita lei, infondo, la voleva, la desiderava. Perch Ilai tutto quello che Draco non enon sar mai. E viceversa Draco tutto quello che Ilai non e non sar mai. Aquel punto, confessato quello, per me andato tutto a posto. Ha ripreso ascorrere tutto. Non stavo pi tradendo nessuno, nascondendomi dietro un dito,nemmeno lintenzione di questa storia. E lintenzione, in aperta antitesi conil titolo, che lamore non una bella fiaba romanzata. Il primo passo perfarlo finire, distruggere, annientare, credere che sia pi perfetto di quantosiamo noi. Cos, noi non sopravvivremo ad esso. Prima si capisce questo, eprima si ama davvero. Prima Hermione capiva che innamorata anche di Ilai, eprima pu ricominciare. Prima si rendeva conto di cosa manca a lei e Draco, eprima poteva andare avanti, anche nella sfida con Adamar. Adesso facciamo cheio debba rispondere ipoteticamente ad una persona che legge questa storia soloperch una Dramione : puoi continuare a leggerlasperando nel lieto fine? S. Perch con i problemi di Draco ed Hermione, Ilaicentra poco: solo una conseguenza. Inevitabile, ma una conseguenza. Ed unascelta: lamore ha tantissimi modi di vita. Hermione deve solo capire qualevuole. Draco non sar mai Ilai, non sar mai quello che lei ha visto nella suamente, fa parte persino del suo fascino e della malia che ha su di lei. Puaccettarlo? Pu abbracciare tutto di lui? Ne pronta? Solo se conosceva finoin fondo cosa si stava lasciando indietro, poteva avere la consapevolezza diquesta scelta. Per fare un paragone spiccio: se mi chiedono di scegliere tra laluce e la notte, ma io ho vissuto solo di giorno, non sapr mai fare una verascelta. Ecco, per chi Dramione inside ed ha odiatoquesto capitolo e pensa di Hermione che sia ipocrita e chiss che altro (Te laprendi per Raissa, tu hai fatto di peggio, che grande amore eh!) eccopensatela cos. Se non approfondivo quello che provava per Ilai, sarebberimasto per sempre un punto di domanda anche in un futuro Dramione .Se siete poi Hermione addicted inside, b probabilmente la potete anche capire. Difficilmente unasoffre cos per cinque anni, e resta immutabilmente innamorata della stessapersona come il primo giorno. Non sarebbe realistico. Si aprono sempre dellecrepe, e qualcuno spesso si insinua in quelle crepe. Ed onestamente,immedesimandosi in Hermione, ancora e difficilmente si potrebbe reagire conpiena indifferenza ad Ilai se Draco non (in questo preciso istante, non parlodel futuro) un contraltare sufficiente. Amiamo Hermione proprio perch contradditoria e vera, o spero almeno che sia cos. Soffre perch non puscegliere ed terrorizzata che qualcuno la veda cos: questo, per me almeno,il bello di lei. sempre tesa a fare la cosa giusta e corretta, sebbene spessonon sia semplicemente possibile essere sempre corretti. Se siete poi tra quellequattro o cinque persone che amano Ilai, credo che questo capitolo vi siapiaciuto, lui ha avuto una sorta di rivalsa di cui, daccordo, non sa nulla, mache esister per sempre. Gli abbiamo dato un bel addio, sebbene ammetto che mimancher molto. Ma sopravvissuto ben oltre le premesse, quindi sono davverocontenta di quello che ha dato a me e ad Hermione. Gli devo molto.
Che dire se state ancoraleggendo anche questa postilla ultra-logorroica, ne sono felice e contenta. Citenevo a chiarire. Se avete domande, sapete dove trovarmi. Sto iniziando arispondere alle recensioni dello scorso capitolo e a quelle per Sanguine, nonne ho avuto modo fino ad ora. Ma come sempre grazie.
Altra inutilepostilla: questo capitolo prende il suo nome da una canzone di Lykke Li, di nome appunto No rest for the wicked . Potete trovarla qui con il testo: https://www.youtube.com/watch?v=2eeGQuyEYTw . E praticamente Hermione che parla. Non potevo chiamare questo capitolo inaltro modo.
Cassie.