Walking in a dark forest
Walking in a dark forest
Capitolo 2 Walking in a dark forestCapitolo 2 Walking in a dark forest
Parliamoci chiaro, io non sono mai stata innamorata di Dean Thomas.
Questo sembra esserepiuttosto chiaro.
In effetti, abbastanza strano che io non riesca a smettere di piangere, che mi senta cosvuota ed, al contempo, cos maledettamente sola. Mi sento come una barchetta inmezzo al mare, abbandonata nei flutti di una tempesta nera e minacciosa di cuinon vedo la fine.
E questo tremendamentestrano.
Allora, chiariamo unacosa. Pu sembrare enormemente strano che io mi meravigli di essere disperataperch il mio ragazzo se n andato di casa, e soprattutto che ammettacandidamente di non amarlo, pur vivendo con lui da un anno e mezzo. Le cosestrane, come insegnano tutti gli scienziati e i filosofi, per, hanno sempreuna spiegazione, a volte persino pi razionale di quella delle questioni su cuiesistono fior fior di teoremi e di leggi. Quindianche questa cosa ha una spiegazione, e la sua spiegazione si comprendefacilmente alla luce di quello che mi successo in questi anni.
Allora, tutto cominciato lultimo anno ad Hogwarts . Silente eramorto, ucciso a tradimento da Severus Piton ; lOrdine della Fenice aveva perso il suo capoindiscusso e la figura certamente pi potente. Silente era stata lunicapersona di cui effettivamente Voldemort aveva maiavuto paura, ed ormai non cera pi. Quellestate, Harry aveva deciso di andareda solo a cercare gli Horcrux e anche io e Ron avevamodeciso di aiutarlo. Furono due anni molto difficili, avevamo viaggiato pertutto il mondo magico, ma alla fine ce lavevamo fatta. Distrutti gli Horcrux , Harry era riuscito con il mio aiuto e quello diRon a battere definitivamente Voldemort . Era stato difficile,estenuante, e non credo che dimenticher mai n quel giorno, n quei due annipassati a vagabondare sulle tracce di minimi indizi dei preziosi pezzi danimadi Voldemort . Se distruggere gli Horcrux era stato qualcosa di nemmeno lontanamente immaginabile come facile,distruggere Voldemort era stata la parte peggiore;nonostante avesse perso gli Horcrux , era sempre unodei pi grandi maghi di tutto il mondo. E io, Ron ed Harry non eravamonullaltro che tre diciottenni che non avevamo neanche finito, con mio sommoorrore al pensiero, lultimo anno di istruzione magica. C anche da ricordareche per distruggere uno solo di quelli Horcrux ,Silente si era indebolito a tal punto da non opporre resistenza, quando loavevano ucciso. A volte, nel cuore della notte, ricordo ancora le proveterribili che ci sono state imposte, e le loro tracce non se ne andranno mai.Io e Ron, sebbene non avessimo una profezia alle spalle come Harry, cercavamosempre di dividere equamente le cose con lui, in maniera che rimanessimo sempretutti e tre vivi e nessuno dovesse sopportare di pi rispetto agli altri,perch quel pi poteva essere il piccolo passo da compiere nel camminoche ci portava alla morte. Insomma, davvero la nostra unione stata la forza.Sono stata fino allanno scorso in cura da una specie di psicologa magica edancora adesso ho una ferita magica sullo stomaco, che riprende a sanguinarenelle notti di novilunio, ma sono abbastanza razionale per sapere che poteva andare decisamente molto peggio. Harry deve beredieci pozioni diverse al giorno per contrastare gli effetti dellultimamaledizione di Voldemort e Ron ha ferite sparse comeme, ma lho detto, poteva andarci molto peggio. Nellultimo scontro, se nonfosse stato per lOrdine della Fenice, gli Auror , imembri dellES e, stranissimo a pensarci, anche per Draco Malfoy, che era passato dalla nostra parte, probabilmente non ce lavremmofatta. Ma, proprio come aveva intuito Silente e come al contrario mai avevacapito Voldemort , lunione delle persone rendevapossibile ogni cosa; quello che una persona tenta di fare da sola, non sar maineanche la met del risultato che si pu ottenere, chiedendo aiuto a qualcuno.Se Harry non si fosse lasciato aiutare da me e da Ron, forse sarebbe morto alladistruzione del primo Horcrux . E se tutti e trefossimo stati troppo tronfi di orgoglio da rifiutare laiuto degli altrinellultima battaglia, anche quello per noi quasi aberrante di Draco Malfoy, Voldemort orasarebbe il Signore incontrastato del Mondo magico e no. Comunque,indipendentemente da come erano andate le cose quel giorno, dopo tutte lenostre vite si sono pi o meno separate; ognuno, per fortuna nostra, avevaancora in serbo i suoi sogni e i suoi sentimenti e, dopo un periodo di letargoforzato a causa della guerra e del suo tipico appiattimento nel presente enella necessit del sopravvivere, tutti siamo tornati a pensare serenamente alfuturo. Ci sono persone che non vedo da anni, che ne so, Luna Lovegood , Cal Patil o anche lo stesso Draco Malfoy, anche le persone che vedo sempre sono lontane nelle intenzioni da me;nessuno pi disposto a sacrificare nessuno dei suoi sogni, anche se dovessecostare separarsi da chi si amato di pi. Harry, per esempio, dopo unacarriera sfolgorante, diventato il Ministro della Magia ed ovviamente sempre carico di impegni, e chi lo vede? Ron diventato un Portiere famoso diuna squadra importante, non so come si chiama, ma fa soldi a palate. Ginny una Medimaga e,incredibile ma vero, Neville Paciock insegna Erbologia nella rinata Hogwarts .Sembrerebbe strano pensare a tutto questo, soprattutto considerato quello cheio sono diventata. Ognuno di noi sembrava perfettamente inserito in untracciato, in un sentiero preciso, ma poi quello che sembrava dovessimo essere si trasformato in un ricordo. Infatti, io, quella che forse ci sarebbe statabene ad essere la sostituta ufficiale della McGranitt ,sono invece diventata il capo dellUfficio degli Auror .Certo, ci si aspettava che lo fosse Harry, ma credoche dopo una vita passata a barcamenarsi tra le forze oscure, il bambinosopravvissuto ne fosse decisamente stanco. Io, invece, nonostante volessidiventare un insegnante, ho scelto questa strada, dopo gli anni di battaglieche mi hanno s terrorizzata, ma dato una carica ed una forza che primacertamente non possedevo. Diventare un auror statoabbastanza semplice, in fin dei conti dalla guerra ero uscita con una sfilza diriconoscimenti ed encomi ed avevo pi esperienza di molti altri auror pi anziani di me. In poco tempo, poi, sono diventatail capo dellUfficio e sono riuscita a sgominare molte azioni dei residui Mangiamorte . Sembra un necrologio, la successione delleazioni meritevoli di lode nella mia esistenza e nella mia carriera, edeffettivamente proprio cos. Ora, io non sono niente di tutto questo;n un Auror , tantomeno il loro capo e, soprattutto,non sono neanche una strega. E non lo sar per altri due anni.
Mi alzo dal letto eraggiungo la cassettiera della mia scrivania; distrattamente, apro un cassettoe frugo tra le mille cose che ci sono l, sorrido per una fotografia di me eDean lanno scorso, e finalmente trovo quello che cercavo. Una collana dorogiallo con un ciondolo quadrato, smaltato di un bel rosso acceso. Il gancetto,che serve per chiuderlo, rotto da anni; cosa perfettamente inutile perchquesta collana non lho indossata mai. Non perch non mi piaccia, non perch rotta, ma perch non mia. La giro tra le mie dita e leggo cosa vi inciso sul retro del ciondolo una frase piccola ed apparentemente innocenteuna frase damore, per anchessa non per me. Alla mia Eloise ... quando non sarai pi parte di me, ritaglier deltuo ricordo tante piccole stelle, e il cielo diventer cos bello che tutto ilmondo si innamorer della notte. La stringo un po tra le dita, forte, lemani che mi fanno male, tese a pugno. Per questa collana, per averla, io ho perso tutto. Una volta, la mostrai a Ginny . Lei mi guard sconvolta e me la strapp dalle manitra le mie proteste, voleva gettarla via, le sembrava inconcepibile che laconservassi con tanta cura maniacale. Riuscii a riprendermela e le dissi chenon era un gesto di follia, era solo un monito per ricordarmi per sempre quelloche era successo, in modo da non ripetere gli stessi errori una seconda volta.Ricordo che cosa replic Ginny drammaticamente. Cheerrori avresti fatto Hermione ? Non hai sbagliato inniente, a parte se si deve considerare l amare unerrore.
Tante volte, tantotempo, oserei dire infinite volte, infinito tempo io invece avevo pensatoil contrario.
Io e Ron ci eravamomessi assieme il giorno successivo al matrimonio di Bill e Fleur e quello precedente alla partenza assieme ad Harry. Lultimo giorno normale cheavremmo vissuto per almeno due anni; ancora adesso, lo ricordo come il giornopi bello della mia vita. Era giugno e faceva ancora fresco, era una seratapiena di stelle cadenti ed io, Harry, Ron e Ginny eravamo sul tetto della Tana a guardare le stelle. Nessuno, a parte noi tre e Ginny , sapeva che saremmo partiti il giorno dopo allalba.Nonostante ci dovessimo alzare presto e fossero gi le tre di notte, nonandavamo a letto. Restavamo in silenzio, le scie delle meteore negli occhi,esprimendo il solo desiderio che tutti avevano nel cuore. Essere ancora vivilanno prossimo per poter guardare ancora le stelle, tutti assieme ovviamente.Non bastava che fossimo in due o in tre, dovevamo esserci tutti. Dal primoallultimo. Ginny era accoccolata tra le braccia diHarry e piangeva in silenzio, me lo ricordo come se fosse ieri. Vedevo solo lesue lacrime scendere e lei non parlava, non diceva niente di niente, neanchesinghiozzava. Io abbracciavo Ron. Non mi disse niente di speciale per tutta lasera, anche per me e per lui non cera nessuna parola sufficiente e valente disignificato. Solo allalba, lui mi disse sottovoce,accarezzandomi la testa: Non sopporter di morire se prima non ti avr dettoquesta cosa . E dato che molto probabile, meglioche te lo dica subito . Per la prima volta nella mia vita, rimasi insilenzio, intimamente credo che sapessi perfettamente che cosa stava perdirmi. Mi voltai versodi lui, mentre lui sussurrava, la fronte appoggiata sulla mia tempia e ilrespiro sulle guance: Sono innamorato di te, Hermione ,non so nemmeno io da quanto . Vorrei stare con te, mase non possibile, basta che te labbia detto stasera prima che, insomma .Sorrisi ai suoi balbettii, mi era gi sembrato strano che non avesse tentennatonella sua dichiarazione. Io, che sono sempre cos prolissa, non dissiassolutamente nulla, mi appoggiai meglio a lui e rimasi immobile e in silenzio,con un tenue sorriso sulle labbra. Ron cap e mi strinse pi forte, baciandomisulla fronte. Mi decisi a baciarlo veramente solo quando mi accorsi che Harry e Ginny si erano addormentati, la luce dorata che mifaceva piangere, il mio cuore che si librava senza preoccupazione alcuna.
Siamo stati assiemetre anni.
Paradossalmente, alcontrario di quello che si possa pensare, il pi difficile stato lultimo,non i primi due, quelli del viaggio. Gli anni del terrore, gli anni dellapaura, gli anni di quella ricerca che alcuni momenti sembrava cos vana edinutile, sono stati per noi due i migliori. Perch? Per paura. Solo per queltimore che mi ingombrava le viscere tutto il giorno, che stringeva il respirola sera quando andavo a letto e mi chiedevo se la mattina mi sarei svegliata,che mi gelava il sangue quando mi svegliavo la mattina e mi chiedevoossessivamente se non era forse lultima volta che vedevo il sole perquellangoscia, ogni volta che constatavo che, nonostante tutto, ero ancoraviva, tra me e Ron le cose andavano bene. Non volevo litigare con lui, sepoco dopo dovevamo affrontare un nuovo ostacolo; non volevo rispondergli male,se subito prima ci eravamo salvati per miracolo da un gruppo di Mangiamorte ; non volevo contraddirlo, se si avvicinavasempre di pi la battaglia con Voldemort e sembravasempre pi insormontabile. Mi bastava essere ancora viva, e che lo fosseroanche Harry e Ron. Il resto non contava; era istinto di sopravvivenza, eravoglia di vivere fino allultimo secondo, era terrore, io non lo so. Comunque,nonostante linferno che mi circondava, era come essere sospesi in una bollaluminosa, che volteggiava sopra quel delirio. Non veniva scalfita, solosfiorata. Ho ingoiato dosi per me letali di orgoglio, ho vinto le insicurezze,ho sconfitto le incertezze solo per un attimo ancora di vita con lui. Quandolui mi chiese di fare lamore con lui, non ci pensai nemmeno mezzo secondo.Stavamo assieme da neanche due settimane, e, quando lui apr la bocca per farmiquella domanda, non lo feci nemmeno finire. Mi aprii la camicetta, presi tra le mie la sua mano portandola sul mio seno, facendomibaciare da lui, avido della vita che moriva attorno a noi sempre di pi,lasciandoti superstiti di un mondo in cancrena. Ogni sera, nonostante fossimoferiti, nonostante alle volte faceva male, nonostante fossimo stanchissimi,nonostante Harry potesse sentirci, ripetevamo il nostro rito, quasi come unadanza propiziatoria. Urlavo silenziosamente al cielo, grata che nonostantetutto fossi davvero ancora viva, riconoscente a lui, e lui riconoscente a me.Se la morte non aveva toccato i nostri corpi, non toccava ancora la nostraanima, che non si accartocciava su s stessa, agghiacciando, ma sapeva ancorainfiammarsi di vita.
Lessiuna volta una frase su qualche libro; una donna innamorata diceva: Ci sonosolo due giorni a cui non penso: ieri e domani.
Quando la guerra fin,improvvisamente esistevano sia l ieri che il domani.Li avevo sempre beatamente ignorati, l ieri perch nonpotevo bearmi di quello che avevo gi superato, essendoci ancora tanto da fare;il domani, perch non potevo crogiolarmi in esso, se non sapevo nemmeno sesarebbe esistito. A poco a poco, invece, non appena arrivammo faticosamentealla pace, cerano entrambi ed erano sempre pi importanti delloggi. Ieri cerastata la ricorrenza che avevi scordato, la lezione che avevi saltato, labolletta che non avevi pagato, la parola che non avevi sopportato; domani ci sarebbe stato lesame per la fine del mio corso, il provino di Ron per lasquadra di Nashville, la convivenza, forse il matrimonio con figli annessi econnessi.
Iniziammo a litigaresempre pi spesso. Per cose sceme, per cose importanti, per cose sceme per luied importanti per me, e viceversa.
Io dicevo che eratroppo immaturo, lui che ero troppo rigida, troppo poco elastica.
Proprio come accadevaad Hogwarts . Ma peggio.
Stavolta non ceraHarry a fare da paciere. Stavolta eravamo anche fidanzati.
Le cose, se possibile,peggiorarono quando andammo a vivere assieme. Vivevamo nello stessoappartamento dove vivo adesso con Dean. Era lontano da dove lavoravo io elontanissimo da dove lavorava lui; tornavamo a casa tardissimo, stanchi enervosi, pronti a rimbeccarci in qualsivoglia occasione. Guardavamo un po ditv in silenzio, e poi a letto. Ovviamente a dormire.
Ma, davvero, nemmenoper un attimo, smisi di crederci a me e a lui assieme.
Era il mio destino stare con lui. Eravamo sopravvissuti a Voldemort , nonpotevano spaventarci le liste della spesa, le fatture da pagare e laffitto.Lui era il mio principe azzurro da tutta la vita, stare con lui era ognigiorno una fiaba.
Questo pensavo, dasciocca allocca quale sono.
Una sera, Ron nontorn a casa. Lo aspettai tutta la sera fino alle tre del mattino, quando miappisolai su una sedia in salotto. Lui torn poco dopo, aprendo la porta quatto quatto . Sobbalzai e mi alzai, chiedendogli dovediamine fosse stato. Esattamente come Dean oggi, mi ment. Mi disse che erauscito con Seamus , Neville e Dean con Lavanda, edavevano perso la cognizione del tempo; mi baci mentre andava in camera nostra,e mi raccont pi o meno che cosa si erano detti. A quanto pareva, Seamus aveva fatto richiesta di trasferimento a Eton per finire gli studi dato che il padre voleva cheprendesse contemporaneamente un titolo di studi babbano e Lavanda, invece, stava seriamente pensando di iscriversi ad un corso per la Cura delle Creature Magiche,e quindi aveva chiesto aiuto a Bill. Chiese invece a Ron di aiutarla per gliscritti.
Quella notte, nondormii. Pensavo e ripensavo a quello che aveva detto Ron e a come mi sembrassestrano. Cera qualcosa che non tornava, non sapevo se per Seamus o per Lavanda
La mattina me nedimenticai.
La sera, Ron non tornancora. Andava a dare ripetizioni a Lavanda.
Per cinque sere, lastessa storia.
Lo aspettavo, ma luinon tornava. La mattina era gentilissimo, mi portava la colazione a letto,contornata di fiori freschi. Era diventata una sfida, ogni giorno un fiore diverso,solo perch non ricordava quale fosse il mio preferito.
Ridevo e finalmentepensavo che le cose andassero meglio.
Fu il giorno che luimi port a letto un mazzo enorme di fresie che accadde tutto.
Vado con Deanallesame di Lavanda. In fondo, lho preparata io!.
Sorrisi, mentre lui mibaciava e chiudeva la porta. Ma mentre analizzavo una sfilza di documentisullomicidio di una famiglia intera da parte dei Mangiamorte ,mi ricordai una cosa.
Era sabato.
Il sabato non si fannoesami alla sessione per la Cura delle Creature Magiche.
Lo sapevo perch, percaso, lo avevo letto in bacheca un pomeriggio di qualche giorno prima, mentreaspettavo di vedere il Ministro Potter. Quellinformazione si era infilata comeun serpente tra i miei pensieri, tornando a galla nel momento meno opportuno.
Dov andato alloraRon?
Chiamai Dean e glichiesi che giorno cera lesame. E lui candidamente ed ingenuamente mi risposeche era la settimana prossima. Anche lui era cos innamorato di Lavanda che nonriuscii a dirgli nulla. Gli chiesi dove era lei, e mi rispose che era andatacon Ginny a fare spese. Ovviamente Ginny era a casa sua, che imprecava per lesame di Anatomiaelfica.
Non feci nulla, finoalla sera successiva. Avevo sentito tutti i nostri amici, e sapevo perfettamenteche cosa avrebbero fatto quella sera.
Herm ,che fai stasera?.
Sono stanca, Ron,credo che andr a letto presto ma tu esci pure!.
Che pizza, volevoandare al cinema con te, lo sai che Gilderoy Allock si messo a fare lattore?.
Vagamente.
Vorr dire che uscircon Neville non aveva niente da fare stasera!.
Errore. Neville eradalla nonna per il weekend.
Mi sono sempre stupitadi quanto mi piaccia tendere le trappole alle persone. Che io sia divertita daquesto come faccio spesso con Dean o che invece sia sconvolta come quellavolta, provo sempre un sottile piacere.
Rimasi immobile,guardando la televisione con gli occhi vuoti e le orecchietese , mentre Ron si faceva la doccia, si vestiva, mi salutava ed allafine usciva. Quando richiuse la portaalle sue spalle, scattai come una molla in piedi.
Mi avvicinai altelefono e composi il numero del capo della mia squadra d Auror ,Troy Beckwith .
Gli dissi di procederecon loperazione.
Per quello, io nonavevo abbastanza coraggio. Strano per unex Grifondoro ,lo so.
Due sere prima, avevovisto Sliding doors con Gwyneth Paltrow. Una scena del film si era dipinta di colori accesi nelmio cervello.
Nel film, lei sisdoppia. Una sua s stessa riesce a prendere la metropolitana, laltra no, e ilregista si diverte a seguire questi due destini paralleli. Quella che riesce aprendere il treno, torna prima a casa e trova il fidanzato a letto conunaltra. Laltra vive per troppo tempo nella beata ignoranza della relazione.
Chiaro che io nonpotevo essere la seconda. Ma nemmeno la prima.
Solo immaginare divedere una scena del genere mi avrebbe ucciso ci speravo, in fondo, che nonfosse vero.
E, in caso contrario,gli occhi di Troy e degli altri sarebbero stati altrettanto adatti allo scopo.
Non cera nessunbisogno che vedessi anchio.
Mi ero appisolatadavanti alla televisione. Erano le undici e mezzo, mi svegliai di soprassaltoal suono del telefono. Alla televisione, lo ricordo ancora, davano un vecchiofilm in bianco e nero.
Beckwith ,allora? chiesi con un filo di voce.
Esattamente come ciaveva detto lei, Comandante credo che non abbia niente a che fare con i Mangiamorte rispose assonnato Troy. Per lui, infatti, lemie paranoie del suo capo erano relative solo alla convinzione che Lavanda Brown nascondesse il ricercato ed evaso Evan McKay . Certamente non poteva pensare che le mieparanoie fossero invece sul fatto che Lavanda si vedesse con il mio ragazzo. Eanche per Troy doveva essere sembrato strano che io chiedessi quel pedinamento.Lavanda, almeno per quel tipo di sospetto, ne era decisamente al di sopra.
Questo lo lascidecidere a me replicai acida Mi dica per filo e per segno che cosa ha fattoe dove stata.
Sentii Troy sospirareleggermente, trattenendosi a malapena da uno sbuffo di impazienza, mentre miraccontava tutto.
Non sentii molto, adirla tutta.
Dopo che mi disse,scandendo perfettamente lora 20 e 22 , che Lavandaaveva incontrato nel suo appartamento Ronald Weasley ,per poi uscirne due ore dopo, non ascoltai pi nulla.
I miei sospetti eranoperfettamente fondati.
Con voce gelida, dissiche non era sufficiente ed ordinai alla mia squadra di fare un sopralluogonella sua casa, approfittando del fatto che Lavanda fosse uscita. Con Ron.
Chiusi laconversazione e appoggiai la cornetta sul ricevitore.
Non ricordo di avercipianto, allora.
Rimasi immobile,raggomitolata per terra, le braccia strette attorno alle ginocchia. Appoggiaila fronte sulla gamba ed aspettai. Aspettai la nuova chiamata di Troy che midisse che aveva requisito del materiale.
Gli dissi diportarmelo immediatamente a casa.
Esaminai le cose presea Lavanda e le gettai subito via. Non cera niente di compromettente in queifogli e in quei documenti. Aprii la sua piccola agenda di cuoio rosso echiaramente da l emerse tutto. Date, ricorrenze, compleanni, incontri tuttecose che esulavano da me e dalla mia conoscenza. Quelle scritte fiammeggiavanonel loro rosso acceso tra i miei pensieri, le scrutavo con ingordigia, leleggevo con insolito masochismo e ad ogni nuovo incontro mi chiedevo dove fossiio in quel momento, che cosa stessi facendo o pensando. Riscontrando che stavolavorando, o che ero uscita con Ginny , o ancora eroda Harry, un piccolo sorriso mi curvava le labbra, che stringevo a sangue per nonpiangere.
Non ci volevopiangere, davvero. Strinsi i pugni, spaccai un vaso, mi misi ad urlare, ma lelacrime non scesero dai miei occhi. Tra quelle cose, trovai anche la collana inquestione. Allinizio, non capii che cosa volesse dire la dedica Alla mia Eloisa , che era, un soprannome di dubbio gusto diLavanda? Io ne avrei suggeriti degli altri con un rating abbastanza altocomunque, quando mi ricordai che cosa mi avesse detto Ron solo una settimanaprima, davvero realizzai che quella cosa era davverosuccessa.
Ron mi aveva chiestodi fargli un breve riassunto di unopera di Jean Jacques Rousseau. Guarda caso, Giulia o la Nuova Eloisa . Protagonista? Unallieva chesi innamora del suo precettore. Che lui facesse il precettore di Lavanda, credoche fosse un debole eufemismo, oppure unesagerazione presuntuosa, se ciriferiamo alla sua capacit didattica; insomma, laveva chiamata cos perch sierano non posso dire, innamorati , mi farebbe schifo insomma, quellacosa che era successa, ci era stata perch lui le dava ripetizioni.
Gettai le cose di Ronin un cartone e le recapitai allindirizzo dellappartamento di Lavanda,assieme alle cose che avevano requisito nella sua casa. Tranne la collana,ovviamente, che ho ancora io. Lavanda non la indossava solo perch aveva ilgancetto di chiusura rotto, che ne so, magari sul suo collo taurino non cistava; per questo, laveva lasciata a casa. Poi, chiusi casa mia a chiave,presi le mie cose e salii sul primo aereo che passava.
Non ho mai fatto unacosa del genere, ne sono cosciente, di solito sono molto razionale, ma alloranon ci capivo decisamente niente. Se avessi visto Londra anche in cartolina, misarei messa ad urlare. Insomma, lunico posto libero era su un volo perlItalia, Firenze precisamente, ed l che stetti tre settimane, incurante del cellulare, del portatile e del cercapersonepieni di messaggi. Fu anche l che scialacquai tutti i risparmi che avevo.
Tre settimane dopo,non avevo intenzione di tornare, non avevo ancora pianto e mi rimanevanotrentacinque sterline.
Fu Dean araggiungermi. Fu lui a convincermi a tornare indietro. E fu anche con lui chefinalmente piansi.
Era lunica personacon cui effettivamente me lo sarei concesso, perch era lunica persona almondo che provava la stessa cosa che provavo io. Piansi per due ore tra le suebraccia, lui che se ne stava in silenzio, accarezzandomi di tanto in tanto latesta come si fa con un cucciolo di cane.
Le cose peggioraronoquando tornai a Londra.
Troy aveva capito cheavevo sfruttato la squadra solo per far pedinare lamante del mio fidanzato.Non che fosse difficile insomma, pensare che Lavanda Brown fosse in contatto con i Mangiamorte , cretina come .Da mesi, Troy ambiva al mio posto, aveva dieci anni pi di me, ritenevadisdicevole farsi comandare a bacchetta da una ragazzina. Approfittdelloccasione insperata della mia follia per denunciarmi allUfficio sullUsoImproprio della Magia per abuso di potere. Accolsero la sua richiesta eindissero una causa giudiziale, in cui avrebbero espresso un responso sul miooperato. Peccato che la causa si tenne dieci giorniprima che io decidessi di tornare. Isolata dal mondo, non ne seppi nulla eovviamente, per la mia assenza, decisero per il massimo della pena.
Non solo mi revocaronolincarico, ma mi spezzarono la bacchetta, togliendomi i poteri magici percinque anni. Tre ne sono gi passati, ne mancano altri due. Certo per moltialtri maghi, questo poteva essere un dramma maggiore; essendo babbana diorigine, certamente non mi potevano spaventare un paio di anni da vivere comeuna normale ragazza. Il problema era che, da babbana, io non sono nulla. Hogwarts non ha mai pensato di convertire il suo titolo distudio in uno babbano , ci significa che, ancheavendo delle competenze magiche decisamente superiori allamedia , da babbana sono al pari di unanalfabeta che non mai andata ascuola.
Insomma, le cose eranodecisamente gravi. I primi tempi mi aiutarono molto Harry e Ginny ,che mi ospitarono anche a casa loro. Ma io odio dover dipendere da qualcuno,quindi tornai a casa mia ed inizia tutta una serie di rocamboleschi lavorettiper pagarmi le spese e laffitto. Ovviamente la situazione non era per nienterosea, anzi quando non avevo i soldi per prendermi da mangiare, me ne andavoda Ginny , ma per il resto dovevo fare i salti mortaliper far quadrare in qualche modo miracoloso i conti.
E, allo stesso modo,mi sembr un miracolo, quando Dean mi disse che, se ero daccordo, potevavenire a vivere da me.
Non tutte le donnesono imbecilli come me, che mi ero fatta tradire per chiss quanto tempo dalmio ragazzo e non lavevo ucciso, rifiutandomi solo di vederlo e sentirlonominare Lavanda, che adesso poteva fare coppia fissa con Ron, pens bene dicacciare Dean di casa. Lui, che non poteva tenere un appartamento da solo, mifece quella proposta.
Daamici, ovviamente, Herm ! un accordo non vincolante! rise lui nel dirmelo una mattina di dicembre di dueanni fa.
E un accordo anchemolto vantaggioso! risposi io, accettando.
Questo il motivo percui Dean vive, o perlomeno fino a stamattina, viveva con me. Perdividere le spese.
Il motivo per cuistiamo assieme, quello un po pi complicato. Un anno fa, la sera di S.Valentino , ci ubriacammo come due spugne; lo so che non da me, e di solito a me lalcol fa arricciare il naso anche solo a sentirne ilfetido odore. Ma quale donna tradita, fosse anche una Grifondoro di ancestrale memoria ed uneroina del mondo magico, non si ubriacherebbe lasera di S.Valentino , se ha come sola compagnia un ragazzoche legato da un accordo non vincolante di divisione delle spese, e un gattorosso con il muso schiacciato? Bevvi la bellezza di cinque Mojito ,tre Cuba Libre, una Pina colada e qualche bicchiere di sangria. Tuttonellarco di tre ore. Dean bevve, se possibile, pi di me.
Il risultato fu unemicrania da panico la mattina seguente. Quando mirisvegliai nel letto di Dean. Ovviamente con Dean.
Sarebbe stato un episodio isolato e probabilmente ci avremmo anche riso su,se non mi accorsi con terrore che lesperienza non mi era affatto dispiaciuta.Cominci il periodo pi estenuante della mia vita; io e Dean vivevamo assieme,ma ci ignoravamo per tutto il tempo, salvo ricercare contatti forzati nelricordo di quello che era successo tra noi per qualche bicchiere di troppo.Arrossivamo e scappavamo via in un circolo vizioso ed infinito.
Cedemmo un mese dopo.
Poi ci prendemmo decisamente gusto E ci mettemmo assieme.
Per, come ho gi premesso, io non sono innamorata di lui. Il nostro vivereassieme adesso un accordo ampiamente vincolante , questo s, ma per ilresto... esattamentecome quando vai in gelateria e chiedi una bella coppa con cioccolato e panna, eil gelataio ti risponde che lo stanno preparando e che ci vuole qualche minuto.Ti siedi ad un tavolino e, nellattesa, magari ti prendi un ghiacciolo allimone. Dean il mio ghiacciolo al limone, declassato nellattesa della coppadei miei sogni. Sono molto affezionata a lui, gli voglio un bene dellanima e,devo ammetterlo, mi piace anche parecchio, ma da qui a quello che provavo perRon c un oceano tra le due cose spesso Ginny midice che, secondo lei, questione di tempo, che magari sono solo spaventata daquello che mi successo ed esito a legarmi con qualcuno in via seria. Le possoanche dare ragione, considerando quel bastardo di suo fratello; ed allora chemi metto mentalmente a battere i piedi in attesa del giorno in cui se ne andrquesto blocco del cavolo, e mi riuscir ad innamorare davvero di Dean. In fondoche cosa gli manca? Ha un fisico da paura, carino, dolce, non sar ilmassimo dellintelligenza, ma quale ragazzo lo , mi vuole davvero bene e ha unbel lavoro al Ministero.
Sospiro, esattamentequesto il problema, sembra che stia facendo la reclame di un aspirapolvere. Odi un ottimo marito, e non so davvero che cosa ci sia di peggio.
Sin da bambina,sognavo lamore senza aggettivi, quello passionale, intenso e, per una come me, assolutamente illogico. E non importa se midovesse mandare in corto circuito il cervello, con mia grande ansia ed angoscia, ma basta che sia cos grande, bello e meravigliosoche io non possa rimpiangere nulla di quello che ho fatto o che sto per fare.Lamore di cui si parla nelle fiabe, tanto per intenderci lo so che estremamente immaturo, ma una potr sognare no? Dopo Ronald Weasley ,avevo ovviamente interiorizzato lidea che i principi azzurri fossero una razzain via destinzione da questo pianeta, ma adesso ho maturato anche laconsiderazione che la vita non una bellissima passerella di occasionimeravigliose e dorate, permeate del tessuto dei sogni e del velluto delleambizioni. La vita spesso ti d poco quanto niente, devi sgomitare per avere unpo di pi e soprattutto aggrapparti con le unghie e con i denti a quello chehai. E, al momento, quello che ho Dean Thomas.
Questo, per ritornareal principio, la contemporanea spiegazione al fatto che sto piangendo e alfatto che non sono per innamorata di Dean. Ed anche la spiegazione al fattoche, dopo aver fatto il mio solito giro alla ricerca di un lavoro piredditizio che non comprenda lidea di spogliarmi, lo chiamer e gli chiederscusa.
Alcuni dicono che nonpossono vivere senza una persona. B , io allo stadioattuale non posso decisamente vivere senza Dean. Chiamatelo convenienza,opportunismo o comodit nel non voler rimanere da sola ma adesso le cosestanno proprio in questa maniera.