Love song requiem step one
Love song requiem step one
Capitolo 30 Love song requiem step 1
Allamia amica Chloe , una dedica con tanto affetto
Ti vogliotanto bene!
La mattina, bevo sempre il succo di ananas, ma, sesono terribilmente nervosa, senza accorgermene, ingurgito caff amaro, nero esoprattutto bollente.
Quando c il sole, mi viene automatico indossarequalcosa di colorato, fosse anche una semplice sciarpa vivace e luminosa.
Il mio colore preferito il rosso, ma in realt tendoad indossare maggiormente il bianco e lazzurro, perch penso di attiraretroppo lattenzione con il rosso.
Ho rivisto Moulin Rougedodici volte, ma mi fermo sempre quando Christian e Satine si riuniscono sul palco; il finale lho visto solo la prima volta, perch odioche lei muoia.
Se mi taglio e vedo il sangue macchiarmi la pelle,chiudo gli occhi, tamponando la ferita, perch ho sempre paura che non finiscapi di scorrere.
Quando finita con Ron, ho evitato di guardarmi allospecchio per mesi, convinta di essere orrenda, e, da allora, resto davanti allospecchio massimo per trenta secondi.
Odio le barbabietole rosse da quando sono stata maleper tre settimane, dopo averle mangiate, anche se, secondo ogni test edanalisi, avevo invece preso la mononucleosi.
Cerco di tenere acceso il cellulare massimo sette oreal giorno, perch mi illudo che cos possa dedicarmi solo a me, ma poi metto ladeviazione di chiamata per il numero di casa.
Il mio libro preferito Orgoglio e Pregiudizio, amoil finale e che stiano assieme per sempre, ma rileggo sempre quando Lizzie rifiuta Darcy , perch miricorda me stessa.
Destate quando mangio il gelato, prendo sempre ilcono, mai la coppetta, e, se le calorie sono troppe, prendo anche la pannadicendo che oramai il danno fatto.
Se sento My sharona, ho la bruttissima abitudine dimettermi a canticchiare, muovendo la testa come un pupazzetto da macchina, pi forte di me.
Se sto dicendo una bugia, mi mordicchio la pellicinaattorno alle unghie; se invece dico una cosa ovvia nella sua verit, inarcosempre il sopracciglio destro.
Sbatto sempre troppo violentemente le porte, lefinestre, gli sportelli delle macchine, le ante degli armadi e delle dispense,i cassetti e le portelle dei generatori di corrente.
Dimentico sempre dove lascio le pantofole, ne ho gidodici paia per questo motivo, perch le ricompro e puntualmente poi leritrovo.
Sollevo il mento, raddrizzo la schiena, allineo lespalle parallelamente al bacino, rilasso laddome, punto il petto in fuori,mantengo i piedi uniti con i calcagni ben piantati
ma sono sempre gli occhi a tradirmi.
Particolari che non valgono a conoscere una persona,ovviamente. Sono quelle cose piccole, sciocche, minuscole, che fanno di unindividuo quello che .
Non valgono a conoscere una persona ma valgono adindividuare quanto ne sai di quella persona. Se sai queste cose, cos piccole,di quelle grandi devi per forza avere una conoscenza plenaria ed esaustiva.Sono come segnali luminosi, cartelli stradali, minimi indizi di ci che sei. Echi sa decifrarli, o li ha saputi perlomeno notare, come se avesse un accessoprivilegiato alla tua persona, alla tua anima al punto dove giace il tuo cuoresegreto, come un tesoro da tirare fuori dalle viscere oscure della terra.
Quando mio marito mi guarda con sguardo assente,chiedendomi con un filo di voce perch, dopo tante volte, adesso invece mirifiuto di fare lamore con lui, vorrei rispondergli questo. Sebbene sembri ilcontrario, il sesso non il modo pi sublime di unire due persone. solo unodei tanti modi, meraviglioso, appagante, totalizzante. Ma non unico.
E io so che potrei anche fare lamore con lui, senzaproblemi, lasciandomi andare ad una logica meccanica e primordiale, soddisfando listinto di ogni corpo, compreso il mio.
Non mi sentirei nemmeno in colpa, in fondo di miomarito che si tratta e poi si pu davvero tradire una persona che, probabilmente,ormai ti ha sradicato del tutto da s?
Ma non sarebbe ci che mio marito vuole, penserebbeche sono finalmente di nuovo sua e sbaglierebbe. E, quel che peggio, chestavolta io non sono in grado di spiegargli il perch del suo sbaglio.
Come ho sempre fatto. Come faccio da una vitaspiegare le cose a lui, fino a quando le capisca senza incertezze.
E Ron stavolta non potrebbe capire. Mio marito nonpotrebbe capire.
Perch lui, quelle cose piccole piccole non le conosce. Nessuna, me ne sono gi accorta. Anche se stato con me peranni ed mio marito da cinque.
Quelle cose vederle, scorgerle, intuirle, capirlequando nemmeno io sapevo razionalmente che ci fossero quelle cose le ho visteper la prima volta,tramite gli occhi di un altro, chedapprima le derideva, le ridicolizzava, le odiava ma le vedeva. Le haviste, fino ad accarezzarle con gli occhi. Fino ad amarle.
Ed esse mi hanno resa sua, per sempre.
Sua.
Per sempre.
Mi posso anche chiamare Hermione Jane Granger inWeasley ma per sempre qualcosa, dietro la mia superficie, mi impone dichiamarmi Hermione Jane Granger in Malfoy.
In Malfoy.
Alexander Leo Malfoy. Esattamente come per mio figlio.Restiamo entrambi nellessenza al di l di questa finzione, suo figlio, lui. Esua moglie, io.
Alex ha il sangue ad unirlo.
Io ho me stessa ad unirmi a lui. Perch, prima diessere sua nel corpo, prima di unirmi a lui nella carne io sono stata suanella sua mente.
Come lui stato mio nella mia mente.
Perch tutte quelle cose piccole, insignificanti alpunto di non saperle nemmeno io le ho viste tutte nei ricordi di Draco.
Come diamine ha fatto Draco Malfoy ad innamorarsi diHermione Granger?
Quella domanda frana neimiei pensieri, rovinando come una valanga che non si pu fermare, mentre Raissadice pigramente di s.
Mi mordicchio linternodella guancia, nervosa, stringendo ancora Serenity che si divincola percontinuare il suo gioco innocente. Zabini continua a parlare, sempre piirrequieto, misurando la stanza in grandi falcate e diffondendo un profumoacerbo di liquirizia, proveniente dalla quinta sigaretta che ha acceso in pochiminuti. Ciancia di tradimento . Non sa se tradir Draco, non impedendoche io mi consumi lentamente ma inesorabilmente, oppure mostrando i suoi ricordiche lui gli ha affidato per ben altri motivi.
Sospiro, se avessi saputoche i Serpeverde hanno tutte queste crisi di coscienza
La cosa peggiora conlingresso della Parkinson, che si sente in ovvio e discutibile diritto di esporre anche le sue tesi senza che nessuno glielo abbia chiesto.Tutto con una voce da gallina strozzata che mi fa rimpiangere di non essere,oltre che muta, anche sorda. Zabini, poi, che in un primo momento aveva presoin evidente considerazione lidea di mostrarmi i suddetti ricordi, adessocambia personalit allarrivo di Pansy versione cornacchia urlatrice, e diceche non esistono ricordi che Draco gli ha dato e che stava solo parlando di unapossibilit, remota ed assolutamente poco confacente al vero. Prima di iniziarea gettare di nuovo tutto allaria, Raissa perde il controllo ed inizia adurlare a sua volta, facendo tacere gli altri due.
Io non ho promesse darispettare, in palese contraddizione tra loro ne ho solamente una guarirela Granger e dato che la mia sembra essere molto pi attendibile dellatua, Zabini, considerando che lho fatta solo unora fa, mi sento in dovere diconsiderarla prioritaria ma se vogliamo rispettare la democrazia con grandetatto ed assoluta inappropriata eleganza, facciamolo pure ma mi riservoche la stessa fedelt la usiate per comunicare a Malfoy, non appena sartornato, che la donna che ama ormai un cadavere e si sarebbe salvatase voi non fosse stati cos pedantemente fedeli da proteggere i suoiricordi.
Dopo quelle parole, accadetutto velocemente, troppo velocemente.
Compare il Pensatoio,assieme ad una bottiglia intarsiata di fiori doro, vorticante di una nebbiaargentata. Zabini ci punta contro la bacchetta e, dopo aver sillabato unaspecie di parola dordine che non riesco a sentire, essa si apre con unostridio fastidioso. Il flusso di ricordi scorre nel Pensatoio velocemente, comelacqua di una cascata, Zabini la richiude prima che scorrano del tutto.
Nella bottiglia, restanoevidentemente solo quelli di Helena.
Stavolta essi mi sono risparmiati stavolta ci sonosolo io
Leccitazione mi fa sudarele mani, le stringo freneticamente una dentro laltra. Non penso allapossibilit di tornare libera. Non ci riesco.
Penso solo a Draco. Al miodesiderio di capire.
E, senza nemmeno rendermeneconto, il mio viso gi infrange la superficie densa come mercurio e rilucentecome diamante.
Linferno di porte chiuse,che la mente di Draco, si riapre di nuovo ai miei occhi.
La mente di Draco cambiata dallultima volta, in cui ci sono stata. Quando era lui a guidarmi,nel corridoio immenso pieno di porte di ogni dimensione e colore, esse eranoquasi tutte chiuse, sigillate, inaccessibili. Ora, invece, al mio silenziosopassaggio, esse si aprono tutte, dalle pi piccole alle pi grandi.
Potrei entrare in ciascunadi esse, se solo lo volessi incredibile
Allora, Draco mi avevaindirizzato in modo frettoloso e spedito per mostrarmi i ricordi di Helena inmodo che capissi di non avere speranze con lui, oltre di essere stata usatatutto il tempo da quando ero arrivata al Petite Peste. Adesso, invece, mentrescivolo come un fantasma, argentea come un pensiero, non ho alcun limite.Guardo per qualche istante le porte disposte in fila, improvvisamente incertasu quale varcare e su come trovare me stessa in quel labirinto, curiosa deiricordi di Draco, eppure contemporaneamente quasi timorosa di invadere la suaprivacy per cose che non mi sono state concesse. La mia ricerca si ferma,quando, dritto davanti a me, rivedo il portone della scorsa volta.
Quello di legno chiaro,inciso di rose che descrivevano voluttuosamente le iniziali di Helena.
Devo essermi persa,arrivando di nuovo qui o Zabini mi ha mandato nei ricordi sbagliati. Sto giper innervosirmi e per tornare indietro con passo marziale, quando il portonefrana su s stesso, come se si fosse fatto di sabbia. Spaventata, mi ritraggosu me stessa, pensando di aver fatto io qualcosa di sbagliato, mentre ichiavistelli, le serrature e i pannelli si sgretolano, diventando polverechiarissima e luminescente. Come sotto una tempesta di vento, la sabbia sisolleva, soffiando contro il mio viso. Stringo gli occhi irritati, coprendomiil viso con le braccia, mentre delle strane parole prendono forma nella miamente, respirando nelle mie orecchie.
E un maschio, signoraMalfoy! Uno splendido maschio! Come avete intenzione di chiamarlo?.
Draco Draco LuciusMalfoy.
E un nome potente miasignora si dice DRACO DORMIENS NUMQUAM TITILLANDOS.
Spero che gli insegniappunto ad essere forte ed implacabile quando lo sottoporrete al rito? IlSignore Oscuro ne ha richiesto immediatamente lesecuzione vuole accertarsiche Draco gli sia destinato. Una pausa incerta e sofferta.
Suo marito ne ha dato giesecuzione aspettano il risultato della cera a momenti.
Non capisco come facciauna cera sciolta nellacqua a decretare il destino di una persona delle formecasuali possono guidare un bambino? E se non uscissero le iniziali del SignoreOscuro? Non vorrei che.
Unaffrettata rassicurazione.Una porta che si apre, sbattendo. Una domanda concitata. Una rispostaaddolorata.
La cera non ha assunto leforme delle iniziali del nostro Signore .
E cosa, allora?. Maternosollievo malcelato.
Tre lettereincomprensibili H.J.G in esse il destino di vostro figlio Draco, miasignora.
Riapro a fatica gli occhi. Il giorno della nascita di Draco leiniziali
Avevo letto da qualche parte di questo rito, compiuto ancora dallefamiglie Purosangue di pi antica tradizione. Si scioglie la cera di unacandela accesa dentro un catino dacqua fredda, e, dalla forma assunta dallacera medesima, si determina il destino del neonato.
Pu prendere la forma di un qualche oggetto, indicando una qualchepropensione futura, oppure appunto le iniziali di qualcuno che sardeterminante nella vita del bambino. Ron lunico che conosco, fino ad ora,che lo avesse subito da piccolo, e mi disse che assunse la forma di untriangolo, probabilmente gi testimone del rapporto tra me, lui ed Harry che gliha decisamente cambiato la vita.
Lessi anche che, nei tempi dellascesa di Voldemort, i figli deiMangiamorte si auguravano segni quali le iniziali del loro Signore, sia comeTom Orvoloson Riddle checome Voldemort, o altri simboli ugualmente nefasti che avrebberoinequivocabilmente testimoniato che il loro figlio era legato a Voldemort. Luistesso se ne accertava personalmente, dando molta importanza a tale rito, ma,alla sua seconda ascesa, non ci dette pi alcun peso, sempre meno convinto dipersone che gli potessero essere fedeli a vita, se non per calcoliutilitaristici pi che per un improbabile destino forgiato da cera liquefatta.
Draco lhasubito anche lui da piccolo, ovviamente Voldemort era ancora al potere quandonacque e si auguravano le sue iniziali
Invecequelle di Helena e lei effettivamente gli ha cambiato la vita
Ma quellesono anche le mie
Per questo,sono arrivata qui dietro a quel portone, non c mai stata solo Helena maanche io
Assurdo ognicosa, da giorni, mi sembra sempre pi assurda .
Sono sempre stata nel destino di Draco. E, di conseguenza, lui nel mio.Incredibile anche solo pensarlo limplicita conferma mi viene quando vedodallaltra parte della soglia, dove prima cera quel mastodontico portone, lospecchio in cui avevo visto la storia di Helena e Draco. Esso si illumina diluce azzurrognola, splendendo come la superficie di un mare illuminato dallaluna. Mi avvicino cautamente, quasi temendolo, e le prime immagini che riesco adistinguere, mi lasciano senza fiato.
Il treno rosso di Hogwarts. Il primo settembre di quasi tredici annifa.
Sono neiricordi di Draco gi allora
Il colore rosso dellEspresso per Hogwarts lo irritavaprofondamente, laveva gi deciso Draco Lucius Malfoy, undici anni, non appenalo aveva visto per la prima volta.
Certo, ne aveva sentito parlare nei racconti di chiera andato ad Hogwarts prima di lui, o lo aveva visto nelle fotografie dei suoigenitori, ma l, dal vivo, con la nuvola di vapore tuttattorno e il sole chelo illuminava rendendolo come un fuoco notturno, ne passava di acqua sotto iponti. E Draco aveva gi deciso che non lo sopportava.
Perch, poi, era rosso come i Grifondoro? E non verdecome i Serpeverde? Si chiese con una punta di ulteriore disprezzo efastidio.
Doveva essere sicuramente unidea di quel babbanofilo di Silente, quello si fa venire idee chenemmeno la pi stupida delle mezzosangue si farebbe venire. Questo, almeno asentire suo padre. E Silente, per quello che ne sapeva lui, era maschio epurosangue.
Camminava impettito lungo il binario 9 e , lelfodomestico alle sue spalle che spingeva a fatica il pesante baule verdesmeraldo. Draco lo guard stomacato, mentre sudava accaldato in quellancoracalda mattina di settembre, e si fermava a riprendere fiato, rimproveratoimmediatamente con un gelido sibilo da Lucius Malfoy. Il piccolo elfo, la cuipelle grinzosa era imperlata di piccole gocce di sudore, prese a tremareviolentemente, riprendendo immediatamente il suo lavoro a ritmo pi sostenuto.Draco si sentiva cos importante, mentre camminava a fianco di sua madre e suopadre, il mento fieramente alzato.
Sua madre era la pi bella tra le altre mamme, gettunocchiata divertitamente sprezzante a quella chesembrava la madre dei Weasley, impegnata a trattenere per un braccio unapiccola furia dai capelli rossi che strillava come unossessa. Narcissa invecevolteggiava come una sirena, stretta nel suo abito blu oltremare che facevarisaltare gli occhi chiari e la criniera bionda. Draco la guard orgogliosamente,fiero della sua famiglia, stringendo nella manina paffuta la sua bacchettanuova di zecca, imitando il contegno aristocratico di suo padre, che laimpugnava sempre sotto il mantello leggero come una nebbia di vento.
Le occhiate che la gente, al loro passaggio, liscoccava, li sembravano un degno e scontato coronamento.
Narcissa, a quegli sguardi, per, stringevafreneticamente la spalla del figlio, sospingendolo in avanti, mentre Luciusaccelerava il passo, inarcando in avanti la schiena.
Improvvisamente, Draco intercett il cenno ossequiosodi saluto di una donna alta, dal viso arcigno. Narcissa sorrise nella suadirezione, avvicinandosi a lunghe falcate.
Buongiorno Cissy , cara lasalut amichevolmente la donna, baciandola su entrambe le guance. Alle suespalle, comparve un uomo tarchiato e brizzolato che prese a parlare con Lucius.
Ciao Charisma risposeeducatamente Narcissa, distaccandosi alla manifestazione daffetto decisamentetroppo calorosa per una donna fredda come lei.
Draco sospir, guardando i due adulti parlare con isuoi genitori. Per un attimo se ne era dimenticato ed aveva sperato di passareindenne per il binario, salendo di soppiatto sul treno.
Ed, invece, secerano loro, voleva dire che cera anche
Ciao Draco!! una voce squillante gli perforimmediatamente le orecchie, attirando lattenzione per il suo spropositatovolume di un gruppo di ragazzine del quinto anno.
Per un tremendo ed imbarazzante minuto, gli parvepersino che ne fosse sovrastato ed ammutolito anche il cicaleccio dellinterobinario.
Ciao Pansy rispose con poco calore Draco, roteandoil capo per guardarla in viso, mentre spuntava oltre la schiena di sua madre Charisma . La bambina, che aveva un viso severo come quellodella madre, lo salut con la mano, avvicinandosi immediatamente a lui eprendendo a chiacchierare con confidenza. Era vestita di tutto punto, indossavaun costoso vestito di velluto rosso che fece aumentare lemicrania di Dracoancora di pi.
Si conoscevano da anni, lui e Pansy, e spesso a Dracoera capitato di intercettare discorsi strani dei suoi genitori che avevano ache vedere con parole sconosciute come dote e simili. Spesso, infatti, iParkinson venivano a casa sua e peroravano la tesi che la loro dote erasicuramente maggiore di quella di Astoria, unaltra ragazzina odiosa che Dracoconosceva di vista. Era troppo piccolo per capire che cosa si celasse dietroquelle parole, ingenuamente pensava che si trattasse di un paragone tra lequalit delle due bambine.
Ed era una bella lotta, considerando quanto fosseroodiose entrambe.
I suoi genitori erano molto amici dei Parkinson, e loavevano sempre pregato di trattare bene Pansy, anche se a Draco era sempresembrato abbastanza difficile: troppo appiccicosa, chiacchierona e soprattuttoaveva la precipua caratteristica di pretendere da lui attenzione assoluta.
Pretesa che Draco, dallalto del suo cognome, nonriusciva assolutamente a giustificare.
Ma, anche quel giorno, al momento di salutarlo, lamadre lo aveva pregato di essere sempre gentile con Pansy e di fare amiciziacon lei. Draco replic infastidito di s e medit di seminarla quanto prima unavolta salito sul treno, quando avrebbe cercato i suoi veri amici. Blaise,Vincent, Gregory. E soprattutto avrebbe cercato anche Pottersi diceva chesarebbe venuto a scuola questanno.
Era una celebrit, anche se Draco non aveva capitoesattamente che diamine avesse fatto per esserlo. Si diceva che fossesopravvissuto all Avada Kedavra di un mago molto potente e se quello lo avesse semplicemente mancato?
Boh comunque, i suoi avevano piacere anche chelegasse con lui. O meglio che lo controllasse. Chiss perch
Lucius lo salut con una semplice alzata di capo,dicendogli di fargli sapere se qualcosa andava storto. Draco inarcscetticamente un sopracciglio, dandogli le spalle. Le porte del treno sichiusero con un cigolio e il mezzo part, sbuffando. Affacciato dal finestrino,Draco vide i suoi genitori diventare sempre pi piccoli, fino a sparire deltutto in un lampo biondo. Pansy continuava a parlare e lui fece molta menofatica a negare la stretta al cuore che provava a vederli allontanare, con leiche non gli avrebbe comunque fatto dire mezza parola.
Era contentissimo di andare ad Hogwarts, sicuro chesarebbe stato smistato a Serpeverde come sua madre e suo padre, certo chesarebbe stato il bambino pi lodato e stimato, come era avvenuto in quellastazione ma al contempo, era la prima volta che si ritrovava senza i suoigenitori, e questo gli faceva un po paura.
Certo, suo padre lo aveva rassicurato a suo modo,dicendogli che qualsiasi sgarro che avesse subito, glielo avrebbe dovutocomunicare e lui avrebbe agito di conseguenza.
Ma questo aveva aperto nuove voragini nei pensieri delfiglio perch doveva subire dei torti?
Andiamo a cercarci gli altri, che ne dici? cinguettPansy guardandolo, e Draco annu, pi preso dalla possibilit di scaricarla chedalla eventualit di restare solo con lei, come lei probabilmente sperava.Ovviamente, Pansy riprese a parlare con voce forsennata, contribuendo allaconfusione che gi Draco sentiva e che veniva amplificata dal vociare concitatodei ragazzi che correvano, entravano ed uscivano dagli scompartimenti o che siriabbracciavano dopo lestate. Draco li guardava con curiosit, chiedendosi selanno prossimo anche per lui sarebbe accaduta la stessa cosa. In questo, Pansycontinuava a parlare di migliaia di cose assieme, senza che lui si desse labench minima pena di ascoltarla attentamente. Era cos presa dal suo discorsoda non accorgersi nemmeno di una figura accovacciata per terra, a qualche passoda loro. Draco laveva notata prima di lei e riusc a fermarla in tempo, primache la calpestasse, prendendola per un braccio. Pansy lo guard attonita, poisi accorse al suo cenno del capo dellostacolo.
Si pu sapere che diamine ci fai per terra? chiesePansy, innervosita, guardando la bambina accucciata per terra e mettendosi lemani sui fianchi Potevo cadere!.
Draco alz gli occhi al cielo, quante tragedieinutili
La bambina si alz in piedi, rivelandosi completamentealla vista di Draco, scuotendosi la polvere di dosso alla divisa nera diHogwarts che gi indossava. Guard Draco per qualche secondo, sbattendo leciglia con espressione confusa e sorpresa, per poi alzare orgogliosamente ilcapo.
Era una bambina assolutamente ordinaria, come ce nesono tante. Aveva i capelli cespugliosi, ispidi ed elettrici, che sembravano unvespaio impazzito di riccioli e boccoli disordinati. Lo ispirava curiosamente aridere, per quanto sembrasse buffa, specie quando apr la bocca rivelando anchedue ugualmente ridicoli incisivi, grandi pi del normale. Per Draco, dovevaessere una di quelle persone che si dovevano solamente nascondere dalla facciadella terra, per non subire il ludibrio altrui. Eppure, not, dopo qualchemomento, che invece la sua espressione era altezzosa ed orgogliosa, non ceranulla in lei che presagisse che si vergognasse di qualcosa del suo aspetto,anzi ne sembrava esageratamente fiera.
Che razza di controsenso gli occhi apparivanocuriosi, attenti, sgranati su ogni particolare di chi si trovava di fronte. Erafastidiosamente irritante anche nel modo di stare in piedi, con la schienadritta e i piedi uniti.
Sembrava la figlia di qualche Mago potente e nobile,conscia completamente del suo ruolo nel mondo. Draco sospir in modo quasiteatrale, allontanandosi. Probabilmente doveva aspettarsi che i suoichiamassero anche i genitori di quella bambina ridicola per compararne ladote.
Spiccava persino nella folla di ragazzini che salivanoal castello, dopo aver attraversato il Lago nero sulle piccole imbarcazioni. Lasua chioma vaporosa era impossibile da ignorare.
Era come il treno rosso di Hogwarts nella sua testa,li irritava i nervi ottici.
La chiamarono prima di lui, per lo Smistamento. Tesele orecchie per sentirne il cognome, lelemento di discrimine di ognuno diloro, in quella Sala.
Due sillabe, dal suono liquido e duro. Granger.
E Draco cap di essere caduto nellerrore pi grande eumiliante della sua brevissima vita. Era una Mezzosangue.
Alla fine della giornata, nel suo nuovo letto, confusela nostalgia per casa con la prima irritazione per la neo Grifondoro.
La tenerezza di vedercidi nuovo cos piccoli, per un attimo, mi attanaglia il pensiero, confondendomi.Appoggio la fronte sullo specchio palpitante di colori ed immagini chevorticano per mostrarsi gi ai miei occhi. Mi viene da sorridere, curiosamente,dopo essermi rivista. Ero buffa, davvero e pensare che ero anche convinta diessere bellissima ed intelligentissima.
Porto entrambe le manisullo specchio, sofferente.
Quel giorno abbiamo messo la prima pietra del mondoche ci avrebbe divisi
Lurlodi dolore ruppe il silenzio perfetto e riverente che godevano i sotterranei,durante le lezioni di Severus Piton. Un gruppo diventi studenti contrasse contemporaneamente le spalle, sollevando gli occhidalle pagine ingiallite del manuale di Pozioni e dai calderoni che ribollivanoingredienti mescolati in modo pi o meno preciso. Passarono pochi secondi chelintera stanza fu avvolta da un fumo acre di colore nero scuro che aveva unaconsistenza densa e pesante, tanto da indurre tutti a tossire con prepotenza.
Unlampo di luce verde-oro e la nube si dissolse velocemente, come era nata. Severus Piton ripose la bacchetta con un gesto lento eannoiato, gettando unocchiata raggelante dietro gli sporchi capelli neri perindividuare il responsabile del disastro. Dopo aver appurato che stranamentenon si trattava di Neville Paciock, che era ancora intento a tagliare la radicedi Mandragola in un modo cos goffo e grossolano che non avrebbe potutoutilizzarla nemmeno per un minestrone di dubbio gusto culinario, percorse lastanza con uno sguardo obliquo, vagando tra fronti volutamente abbassate edocchi desiderosi di scoprire la nuova vittima sacrificale di Piton.
Pottere Weasley erano anche loro ancora intenti allaggiunta della Polvere di Girilacco , si erano fermati con le mani a mezzaria, leespressioni cupe e nervose. Con una punta di dispiacere, Piton si rese contoche quindi non era stato nessuno dei Grifondoro. And quindi con estremariluttanza a scandagliare le file dei Serpeverde, scoprendo in fretta ilcolpevole dellesplosione. Vincent Tiger, infatti, si teneva la mano sinistraustionata con laltra, gemendo silenziosamente. Draco Malfoy, accanto a lui,sospirava rumorosamente, guardando il calderone che divideva con luiparzialmente esploso.
SignorMalfoy, la pregherei di andare in infermeria a prendere un medicamento per ilsignor Tiger ingiunse Piton con voce melliflua, guardando il suo pupillo eper voialtri, non credo che nessuno vi abbia detto di fermarvi cinque punti inmeno per Grifondoro. Gli studenti rosso-oro ripresero immediatamente alavorare, riempiendo nuovamente il freddo scantinato di chiacchiere sussurrate,ferme imprecazioni contro il professore e risate trattenute allindirizzo diTiger che, intanto, continuava a tenersi la mano ferita.
Dracousc dalla stanza con un lieve sospiro, intimando a Tiger di riprendere immediatamentea preparare la Pozione. Il ragazzo con foga riprese a tagliare la radice diMandragola con una mano sola. Draco si chiuse la porta alle spalle, risalendole scale ed attraversando i corridoi deserti, attraversati solo da gruppinutriti di studenti che andavano da una lezione allaltra, accompagnatirigorosamente da insegnanti e prefetti. Uno di essi, uno sciocco Tassorosso delsecondo anno, lo guard obliquamente, chiedendosi sicuramente come mai luiinvece se ne andasse libero e tranquillo per la scuola. Poi il suo sguardo sidistese, diventando gelido, mentre voltava il capo, riprendendo a parlare conuna ragazzina dalle trecce bionde.
Passandoaccanto a lui, Draco sent distintamente la ragazzina sussurrare: Ovvio,Ernie quello Draco Malfoy figurati se il Basilisco va ad attaccare luiSerpeverde e Purosangue !. Draco scroll le spalle con indifferenza,sentendosi fiero di quelle definizioni che lo ponevano una spanna sopra icomuni studenti, costretti invece a farsi accompagnare a lezione come deipoppanti. Lui, l dentro, non rischiava nulla. Anche se avesse incontratolErede di Serpeverde in persona, probabilmente sarebbe stato lui ad inchinarsidi fronte a Draco o almeno lo avrebbe sicuramente lasciato tranquillo.
Dracocontinu a camminare pigramente verso linfermeria, le mani in tasca, godendosila sensazione di quiete e silenzio. Quella scuola doveva essere sempre cos,altro che quella feccia che la infettava costantemente. Forse, dopo che ilBasilisco avesse fatto pulizia e quellincapace di Silente se ne fosse andato,la scuola avrebbe riaperto con un nuovo ordinamento.
Nientepi mezzosangue e babbani.
Suopadre lo sperava pi di ogni altra cosa.
EDraco con lui.
Ilragazzo biondo si ferm a guardare fuori dal porticato, gli occhi grigipigramente poggiati sui ritagli di sole che bagnavano il cortile come oroliquido, filtrando dalle nuvole che attraversavano velocemente il cieloprimaverile.
Tantecose stavano per cambiare e lui doveva essere pronto.
Poggiun braccio piegato su una delle colonne di pietra che delimitavano ilporticato, sospirando lievemente e socchiudendo gli occhi.
Quasispaventato da quel gesto, gir bruscamente su s stesso, bussando alla portadellinfermeria alle sue spalle. Dallinterno, non proveniva alcun rumore enessuna voce.
Imprecandoper lassoluta incompetenza del personale di quella scuola e maledicendo suamadre per non avergli permesso di andare a Durmstrang, il ragazzo entrcautamente nella stanza, accostando immediatamente la porta alle sue spalle.Linfermeria, come aveva previsto, era assolutamente vuota, Madama Chips erachiss dove, allanima sua.
Dracorote gli occhi, innervosito, guardandosi attorno tra i letti parzialmentecelati da tende immacolate, sospinte dal vento che entrava dalla finestralasciata aperta. Il silenzio era assoluto, completo, alle orecchie del ragazzogiungeva solo il vociare soffuso dellaula vicina e il rumore metallico deglianelli che reggevano le tende che, al muoversi delle stesse, battevano contro leaste che sormontavano i letti.
Simosse indolentemente annoiato verso una serie di mensole, ingombre di boccettepiene di strani liquidi colorati, su cui torreggiavano delle etichette che nespiegavano sommamente il contenuto; se quella dannata donna non si muoveva,almeno cercava di fare da solo. Una volta, la stessa Madama Chips, quando siera recato in infermeria per una ferita post partita di Quidditch, gli avevadetto di fare da solo, dato che era impegnata a medicare una bimbetta del primoanno. Che non lasciasse tutto per porgere le sue solerti cure al rampollo deiMalfoy, era parso ovviamente strano allundicenne Draco, che quindi avevacombinato un pasticcio con le pozioni, in modo da farla rimproverare duramente,mentre lui ghignava con soddisfazione. Ma dubitava che stavolta sarebbesuccesso linfermiera era impegnata oltremisura in quei giorni, a causa delBasilisco e delle sue vittime.
Quindi,nessuno si sarebbe sognato di muoverle un rimprovero di qualsivoglia natura.
Inoltre,la cosa poteva anche tornagli utile la solita emicrania che lo colpiva sempreallassoluta mancanza di efficienza della gente che lo circondava, gli stavaperforando il cervello, quindi, provvedendo da solo, avrebbe trovato un rimedioanche per quella, senza che linfermiera lo ammorbasse con inutili domande dicircostanza.
Attraversla stanza silenzioso, acclimatandosi perfettamente alla quiete che locircondava, superando la fila di letti e raggiungendo velocemente la libreriadove le boccette splendevano di luce colorata, rinfrangendo i raggi bianchi delsole in gocce arcobaleno. Scorse con il dito i vari nomi delle pozioni,cercando di ricordarne le funzioni e le propriet, la sensazione dintrusioneal cervello che aumentava di minuto in minuto. Si port una mano sulla tempia,sofferente, era talmente intensa e fastidiosa che si era tradotta nellasensazione che qualcuno lo osservasse, quando invece la stanza era ovviamente evistosamente deserta. Il respiro gli acceler in preda ad uningiustificata edassolutamente anormale ansia, mentre, frettolosamente, cercava il medicamentoper le bruciature, trovandolo alla fine, con enorme e poco celato sollievo, inuna boccettina panciuta che conteneva un liquido denso di colore arancione. Sivolt su s stesso, smanioso di tornare nel buio eppure accogliente sotterraneodi Piton, chiedendosi come mai sentisse quel senso assurdo di oppressione alpetto, come una premonizione improvvisa che gli faceva persino dubitare diessere immune ed al sicuro in quella scuola, come pensava da quando ilBasilisco aveva preso ad attaccare babbani e mezzosangue.
Ma,quando si volt, lentamente, quasi come se temesse davvero di incontrare gliocchi gialli del mostro leggendario a pietrificargli lo sguardo, il sollievocurv le sue labbra in un sorriso sardonico e soddisfatto.
Erasolo lei.
Ilpasso di un predatore della notte, implacabile eppure leggiadro, si avvicinallultimo letto, prima della finestra, reso visibile dalla tenda lasciatadistrattamente aperta. La gola bruciava di una risata urticante, come saponenegli occhi, mentre guardava il corpo immobile della ragazza, distesa su quelletto, una mano sollevata in alto come se tentasse disperatamente di stringerequalcosa, i tratti congelati in una perenne e nefasta sorpresa.
Eranopassate alcune settimane da quando il Basilisco aveva pietrificato la Granger.E, quella sera, Draco aveva dato una festa nella sua camera, ridendosguaiatamente con Blaise e gli altri Serpeverde ed improvvisando persino unballetto tribale sul suo letto, a cui era seguita una pomiciata appassionatacon Pansy. Dio, era cos felice che non si era nemmeno accorto di quello chefaceva e il giorno dopo, con lei convinta di essere diventata ormai a tuttodiritto la futura signora Malfoy, era stato decisamente seccante rimettere lecose a posto e convincerla che si era trattato solo di un errore.
Ma,nonostante quellindubbio fastidio, non avrebbe mai rinnegato quel momento diassoluto e perfetto godimento il momento in cui tutta la scuola aveva saputodalla voce impastata di dolore e pianto della Mc Granitt, che Hermione Granger era lultima vittima del mostro.Laveva sperato, se lera augurato diverse volte parlando con Tiger e Goyle, efinalmente era stato accontentato.
Laguard con divertimento, schernendola nel pensiero.
DellaGranger, odiava tutto tutto. Non cera cosa che non gli desse fastidio,consider guardandola.
Iltempo si era fatto pi caldo nelle ultime settimane, preannunciando larrivocelere e veloce di spruzzi destate, ma lei indossava ancora un pesantemaglione di lana grigia, sopra la gonna a pieghe della divisa, che le lasciavascoperte le gambe fasciate in un paio di calze nere molto coprenti. Segu lelinee del suo corpo, fino a quellodiosa mano che ancora era protesa in alto,come lei faceva sempre in classe, facendola scattare ancora prima che ilprofessore di turno finisse la sua domanda. Adesso, invece, nelle aule regnavail silenzio ammantato di paura e timore che Draco tanto adorava. E che non glifaceva scoppiare la sua solita emicrania.
Chesoddisfazione lavrebbe pagato il Basilisco, se lo avesse visto.
Chissche diamine di pagamento, poteva desiderare una bestia del genere, poi
Icapelli, impreziositi da minuscoli fili di bronzo dorato creati dalla luce delsole, indoravano il cuscino bianco latte, sparsi come se lei fosse in tutto eper tutto morta. Draco si chin guardandoli, per un attimo curioso della loroconsistenza. Chiss se assomigliavano a quelli delle statue, cesellati fino adogni ricciolo e boccolo, in modo da suggerire lidea di una morbidezza che erasolo unillusione di freddo marmo liscio. Sembravano cos reali eppure, comeil resto del corpo della Mezzosangue, erano immobili come il suo respiro, comequalsiasi cosa di lei si chiese, guardandola con disgusto, se dietro la pellegranitica, lei fosse effettivamente ancora in grado di sentire. Se, insomma, lovedesse, lo sentisse, ma fosse solo incapace di muoversi.
Infantilmente,fu quasi preso dalla smania di farle un dispetto qualsiasi, tipo tapparle ilnaso tra il pollice e lindice per vedere se reagiva in un qualche modo, orovesciarle qualcosa di liquido addosso.
Qualsiasicosa
di lei lo disgustava qualsiasi cosa. Il corpo ancora cos acerbo come quello diuna bambina, piegato spesso dal peso dei tomi che si portava avanti edindietro. Le mani dalle unghie rosicchiate e malcurate, le cui dita stringevanosempre con foga quasi smaniosa le penne intinte dinchiostro, che solo leisapeva far scorrere a quella velocit sovraumana, mentre scriveva. Le labbrache celavano a fatica quegli odiosi incisivi, che sfuggivano un respiroarticolato in suoni e parole sempre irritanti e sempre pronunciati asproposito. La zazzera di capelli che, sebbene cercasse di domare in ogni modocon fasce e fermagli di dubbio gusto, era sempre disordinata e incolta, come sealla fine si arrendesse e semplicemente non le importasse pi.
Madi lei, le dava assoluto fastidio il nome.
HermioneGranger.
Ilnome constat, stringendo i pugni e serrando la mascella mentre la guardava.Nulla di lei era cambiato in quegli istanti, nulla, nemmeno il colore terreodella pelle del viso.
Quelnome, che recava ancora la colpa inconfessabile di quel giorno di un annoprima, quando, per via del suo assolutamente ingiustificato contegno e rigorearistocratico, gli era sembrata una Purosangue era diventato sinonimo di unacondanna. Era il nome che suo padre inseriva nei discorsi per farlo sentire incolpa, paragonando con scherno le doti della Mezzosangue alle sue.
SeDraco falliva, Lucius chiosava che persino la Granger ci sarebbe riuscita.Oramai era il paragone assoluto, il contraltare di ogni cosa che facesse.
Ovviamente,Lucius usava il nome della ragazza con irrisione, facendo scivolare leconsonanti dure e liquide con grazia disgustata e instillando nellanimo diDraco ladeguato senso di inferiorit che sperava lo spingesse a migliorare,nel sentirsi, non solo paragonato, ma anche perdente, di fronte ad una luridaSanguesporco.
Ma,anche a scuola, quel nome era dappertutto. Sulle bocche dei professori, adeccezione di Piton ovviamente, sulle quelle degli studenti, che si chiedevanocome diamine facesse ad essere sempre cos preparata in tutto. E se quelladomanda era colma di ammirazione sincera nei Grifondoro, nei Tassorosso e neiCorvonero, nei Serpeverde, che pure non sfuggivano al suo dannato incantesimodi perfezione, diventava piena di invidia e risentimento.
Masempre cera sempre in ogni cosa che facesse, fosse anche perfetta emeravigliosa, lei cera.
Potevaanche avere E in un compito, ma lei avrebbe permesso di inventare una nuovavalutazione che avrebbe reso il suo voto obsoleto e ridicolo.
Eracome unossessione e la odiava. La detestava. Voleva che il suo nome sparissedalla memoria di tutti. Voleva che fosse Draco Malfoy, quello che ripetevanogenuflettendosi, non il suo nome sporco e ridicolo.
Erauna cosa assurda assurda, decisamente. Quella piccola strega ridicola glistava rovinando la vita.
Ma,adesso, si disse con gioia, era finita. Finalmente se ne stava zitta e al postosuo quello che le spettava. Fuori dalla vita e dalle menti di tutti.
Ungiorno, lavrebbero scordata. Rimpiazzando lassordante vuoto che lei avevalasciato con la ridondanza del suo di nome. Sorrise ancora, era solo questione ditempo ed anche suo padre avrebbe smesso con i suoi paragoni cretini.
Avrebbesmesso anche lui.
AddioGranger, riposa in pace ghign allindirizzo della fanciulla immobile,guardandola in volto. Aveva evitato di farlo fino a quel momento, quasi spaventatodal colore vitreo delle sue pupille. Fu in quel preciso momento, al contattocon lagata spenta dei suoi occhi, che si accorse con un brivido di come leisembrasse seguirlo con lo sguardo, da qualsiasi parte si muovesse in quellastanza.
Erastato quello, prima, a farlo sentire curiosamente osservato.
Gliocchi lo seguivano, anche se si spostava. Era come averli direttamente nelcervello.
Eracome se vivessero di vita propria o era la luce del sole a renderli luminosicome la prima volta che laveva vista?
Sudandofreddo sotto quello sguardo che gli appariva contemporaneamente di rimprovero epiet, cerc di dirsi razionalmente che era solo una stupida impressione, chela Granger era oramai come un fantoccio, ma la sensazione prosegu, paralizzandoglile membra ed impedendogli di muoversi come se fosse sotto lo stesso incantesimodella ragazza. Divenne un calore insopportabile, una debolezza fiacca ed unanausea inammissibile che lo fece fuggire lontano da quella stanza, tacendo alcuore ed alla mente una probabile motivazione che non implicasse che stava maleper il contatto visivo prolungato con la Granger stessa.
Lonauseava cos tanto da farlo stare male fisicamente, dannata Mezzosangue.
Trascorsegiorni a letto in preda ad una febbre che non si poteva curare in alcun modo eche solo il tempo e lindebolirsi del ricordo dei suoi occhi nella sua mente,fece sparire.
Nonsapeva Draco Malfoy che quella febbre era il primo segno del destino.
Quelloche lavrebbe separato dalla sua famiglia per sempre perch la prossima volta,non avrebbe avuto la scusa della Granger per coprire pateticamente gli effettidi quellinspiegabile malattia.
Laprossima volta quattro anni dopo si sarebbe trattato di Silente e del suoomicidio.
Eallora il silenzio con cui ammantava ogni cosa che non capiva e non accettava,compresa Hermione Granger e leffetto terribile che gli aveva causato, sisarebbe miseramente infranto sotto la scure delle parole del professore cheaveva sempre indorato di lodi il suo nome, non quello della nemica.
Pochee semplici parole. Letali come strappargli la carne dalle ossa.
Draconon poteva essere un Mangiamorte.
Ero gi stata pietrificata, me ne erocompletamente dimenticata. Al secondo anno, dal Basilisco.
Gi ma allora fu diverso, rispetto a quanto accaduto adesso con loZahir. Completamente diverso.
Non me le ero andata a cercare, tranne per il fatto che vagavo da sola peri corridoi.
Ne avevo parzialmente evitati gli effetti, ricorrendo a quel piccolospecchietto.
E, soprattutto, da statua, non ero stata minimamente cosciente mi era solosembrato di dormire, per settimane, senza che ne preservassi il bench minimoricordo.
Infatti, non avrei mai immaginato cheDraco mi avesse visto che fosse stato l, a pochi passi da me
I suoi ricordi... sospiro dolorosamente il bambino viziato che miperseguitava a scuola, che detestavo. E che mi infastidisce ancora adesso, seci ripenso. Ma aveva un motivo.
Suo padre.
Ero, in fondo, quella che gli impediva di ricevere le lodi che pensava dimeritare tanto dai suoi genitori, tanto dai professori.
ma gi da allora, gi da quelgiorno, in Draco Lucius Malfoy, cera qualcosa di profondamente diverso.
Gi, da quel giorno, Draco aveva in s ilgerme della sua redenzione. Di quella che era una malattia del corpo, ma era ildisagio dellanima.
Per un cuore buono, in un corpo destinatoal male.
Era accadutodavvero?
Dracocontinuava a chiederselo ininterrottamente da ore, guardando il tessuto verdebottiglia del baldacchino del suo letto. Seduto a gambe incrociate sulmaterasso, aveva tirato le tende pesanti, rimanendo nel buio, gli occhi aperti,spalancati, progressivamente acclimatati alla mancanza di luce, tanto dadistinguere persino che le torce si erano accese e che quindi era scesa lasera. Si mosse solo quando si rese conto che un piede si era addormentato.
Si stese quindisupino, poggiando la testa sul cuscino e chiudendo gli occhi.
Non erapreoccupato. In fondo, riflettendoci, non lo era affatto. Aveva chiaramentedetto a Tiger e Goyle di non dire nulla a nessuno e contava sulla memoriapaludosa dei due che, ben presto, si sarebbero dimenticati di tutto.
Non era nemmenopreoccupato del Trio delle Meraviglie se avessero diffuso troppo la voce,sapevano che probabilmente sarebbe giunta alle orecchie di qualche professoreche non avrebbe visto la cosa come unimpresa eroica, ma come un qualcosa dapunire. O perlomeno lo credeva. Ma, trattandosi della Mezzosangue, dubitava cheavrebbe rischiato la sua pulitissima carriera scolastica.
Quindi, a contifatti, non era preoccupato che si sapesse. Non esageratamente, in fondo.
Era arrabbiato?
Di primoacchito, s, lo era stato. Aveva meditato di ucciderla, per aver osatosfiorarlo con quella sua mano ripugnante. Aveva pensato di scrivere una letteraa suo padre, dicendogli tutto aveva anche preso un pezzo di pergamena ed unapenna, gi intinta nellinchiostro. E poi, una nuova riflessione lo aveva fattovelocemente desistere, ed aveva lasciato il materiale per scrivere sulla sua scrivania,rifugiandosi a letto.
La rabbia erascomparsa al pensiero che suo padre ridesse di lui, per essersi fattoschiaffeggiare da una piccola e tutto sommato debole Mezzosangue. Certo che neavrebbe riso e sicuramente si sarebbe vendicato con lei, ma che soddisfazionene avrebbe avuto lui? Nessuna. Perch ora, la Granger aveva conquistato unulteriore punto nella loro personale guerra sotterranea.
Era stata lasola, dopo suo padre, a schiaffeggiarlo. E suo padre lo aveva fatto solo unavolta, per quel dannato libro del Piccolo Principe.
La guancia,sebbene il colpo non fosse stato fortissimo, specie per un tredicenne come luiche cresceva in fretta, modellato dallattivit fisica e dallo sport, bruciavaancora. Forse era ancora rossa eppure la rabbia non tornava.
Non arrivavapi.
E allora checosa era che provava? Schifo?
Certo, lei loaveva toccato e s, si era lavato quindici volte, mentre Tiger e Goyleannuivano comprensivi. Poi li aveva cacciati, dicendo che doveva studiare.
Ma anche loschifo era passato, ad un certo punto
era rimastosolo
Sorpresa.Meraviglia. Stupore.
Da dove diaminelaveva trovato il coraggio lei, quella stramaledetta Mezzosangue, perschiaffeggiare lui, Draco Malfoy?
Non avevapensato che suo padre le avrebbe potuto far passare le pene dellinferno?Contava tanto sulla sua presunta impunit davanti a Silente? Non poteva esserecos sciocca e non sapere CHI suo padre era e che cosa poteva farle, fuori daquella scuola no sebbene gli costasse fatica anche solo pensare diammetterlo, sapeva che non era cos stupida.
Lo aveva fattoe basta, quella lurida e sporca Mezzosangue.
Gli occhifiammeggianti dira, il viso deformato dal livore lo aveva fatto e basta.Convinta di poterselo permettere convinta che fosse in suo potere.
Diede un pugnoforte alle colonne intarsiate che reggevano il baldacchino, che tremleggermente.
la rabbiaritorn come un fiume in piena.
Non sarebbesuccesso mai pi. Nessuno lo avrebbe toccato mai pi, tantomeno quella piccolasciocca. Mai pi sarebbe stato cos debole da concedere anche a quella idiotadella Granger di schiaffeggiarlo.
Sarebbe statocos potente, un giorno, che persino lei avrebbe dovuto baciargli lorlo dellaveste.
Rise diquellimmagine e si alz dal letto con un flessuoso salto. Uscendo, gettunocchiata in tralice alla pergamena ancora sulla scrivania. Recava sololincipit Cari padre e madre.
Restrinse lepupille con fastidio, afferrandola e stracciandola.
E sussurr conun ghigno: Cari padre e madre, mi dispiace ma la partita con la Mezzosangue, solamente mia.
Vederlo crescere sotto i miei occhivedermi crescere attraverso i suoi occhi nonostante la durezza dei suoi pensieri elodio percettibile che vi sento, come inseguire un filo rosso.
Trovare il bandolo della matassa... netto, evidente, visibile, nei suoipensieri.
Lo vedo e lo seguo, mentre turbina nello specchio la sera del Ballo delCeppo.
La Granger deve aver utilizzato un filtrodAmore su Krum non c altra spiegazione asser Pansy per la settima voltanella serata, guardando con occhi ridotti a fessure il campione bulgarovolteggiare al centro della sala, completamente perso della suaaccompagnatrice.
Il volto della Serpeverde, impiastricciatoda adolescenti mani inesperte, spar e ricompar sotto un riflesso iridescente,proveniente da un fascio di luce che aveva colpito un addobbo di cristallo.
E allora come mai sembra decente a tutti, e non solo a Krum? ribatt con espressione nervosa Daphne,sistemandosi una ciocca di capelli platino dietro le orecchie e sistemandosimeglio il vestito di satin grigio, che aveva appena scoperto con evidentedisappunto essere identico a quello della campionessa di Beauxbatons. Le dueragazze, acquattate in un angolo della stanza dove un centinaio di ragazziballavano spensierati, gettarono unocchiata disgustata ad un gruppo diSerpeverde che sbavavano a bocca spalancata, guardando Krum e la sua dama.
Alle parole pi che logiche, Pansy tacquesconfitta, incassando il colpo e facendo cadere il suo braccio dal gomito diDraco, che aveva toccato per attirare la sua attenzione.
Inutilmente.
Draco non aveva detto una parola, daquando era entrato. Non aveva voluto ballare, non aveva voluto parlare, si eraappoggiato ad una colonna con la schiena, osservando con occhi pigramenteannoiati la sala ingombra di persone. Pansy gli gett unocchiata in tralice,cercando di indovinarne i pensieri, cosa che mai le era riuscita e tantomenopoteva riuscirle adesso. Gli occhi del ragazzo erano persi nei suoi pensieri,inaccessibili, splendevano solo dei riflessi delle luci colorate che giocavanoa disegnargli le iridi di lapislazzuli e diamante. Improvvisamente, Dracosbuff senza ritegno e si allontan, alzando gli occhi al cielo e dicendo aPansy che andava a prendersi qualcosa da bere.
La ragazza, confusa, annu senzareplicare, fissando la schiena del ragazzo che si allontanava per qualcheistante, prima di scrollare le spalle e ritornare a parlare con le sue amiche.
Draco fend con la solita flessuosa eleganzala folla che ballava accaldata, nonostante fosse una sera gelida di dicembre,sguardi femminili che carezzavano il suo completo di velluto nero con il colloalto e che non potevano minimamente presagire quanto il principe azzurro delleloro notti, fosse in realt profondamente irritato e seccato.
Primariamente, per quel ridicoloabbigliamento che lo faceva somigliare ad un vicario, ma che la madre gli avevaingiunto di indossare con la clausola che fosse un abito dalta moda. Come se alui importasse non era mica una ragazzina sciocca, interessata alla moda quelcommento poteva interessargli come sapere che Albus Silente adorava lecaramelle al limone.
Ma, contrariamente a quanto gli eratipico, non aveva detto nulla. Aveva indossato il completo senza una parola,senza nemmeno una riga in cui redarguiva pesantemente la madre, certo diottenerne il consenso e le scuse immediate.
La verit era che voleva evitare quantopi possibile le discussioni con i suoi genitori, gi ampiamente nervosi negliultimi periodi.
Giravano voci strane in merito ad unprobabile ritorno del Signore Oscuro, cosa che aveva messo tutti in subbuglio.Compreso Draco che, per, dal basso dei suoi quattordici anni, non capiva comemai quella notizia fosse accolta pi che con gioia, con evidente sgomento.
Per questo, evitava di gravare troppo suisuoi, fosse anche con il racconto di ci che accadeva a scuola durante ilTorneo Tremaghi la frustrazione per il nuovo ruolo di spicco di Potter comecampione di Hogwarts e sulla mancata applicazione delle regole, quando sitrattava del celeberrimo ragazzo, era diventata una consuetudine da sfogare inprivato, o con amici sempre pi accondiscendenti e sempre meno effettivamentepartecipi.
Aveva gioito, quindi, quando aveva saputoche quellanno avrebbe passato il Natale ad Hogwarts e non a casa, nel castellodiventato silenzioso come una tomba.
Ma non aveva immaginato che cisignificasse partecipare a quella pagliacciata.
Urt una ragazzina che lo guard,schioccando la lingua infastidita, e si diresse velocemente verso il tavolo deirinfreschi, afferrando un bicchiere di Burrobirra e trangugiandone in pochisorsi il contenuto. Si riappoggi ad unaltra colonna, incrociando le braccia,attento che Pansy si mantenesse sempre a debita distanza, completamenteassorbita dalle chiacchiere sciocche con le sue amiche.
Quella sera, era pi insopportabile delsolito.
Il vestito che portava, era di un ridicolorosa pallido, che la faceva sembrare una specie di meringa venuta su male. Leiaveva cianciato per giorni sul fatto che fosse identico a quello di una famosacantante o roba simile, ma su di lei non faceva decisamente leffetto che leiaveva sperato.
Ci ballava dentro, nelle sue forme ancoravirginali, mentre il vestito era pieno di spacchi e scollature. Eraassolutamente ridicola e odiava vederla al suo fianco in quelle deplorevolicondizioni.
Laveva invitata, perch cos era statodeciso dai suoi figuriamoci ed aveva accettato sempre per non contraddirli,ed anche perch di quel ridicolo ballo, gliene importava ben poco.
E poi, scegliendola, aveva troncato sulnascere il cicaleccio delle ragazzine Serpeverde che filosofeggiavano sullapossibilit che, dietro ogni suo sguardo, si nascondesse un invito inginocchio, accompagnato da sguardi adoranti e promesse damore eterno. Maovviamente, Pansy si era rivelata sempre s stessa. Non che sperasse, peraltro,che un vestito la facesse cambiare. Sperava almeno che il volume della musicafosse troppo alto per farla parlare.
Ma era ovvio che, se si indossava qualcosadi diverso dalle soliti uniformi nere, la capacit oratoria diventavadecisamente superiore in unoca simile.
Specie se poi, lultima persona al mondoche si aspettava potesse fornire spunti di conversazione di quel particolaretipo a Pansy, aveva invece segretamente concordato per fornire materiale allaParkinson di cianciare in eterno.
Un altro motivo per detestarla, se mai cene fosse stato bisogno, concord tra s e s, stringendo i pugni. Una coppiettache sostava accanto a lui, si allontan, bisbigliando spaventata.
La guard di nuovo, cercando facilmente unlampo azzurro in mezzo alla sala. Non era la prima volta in quella serata, sene era gi abbondantemente reso conto, ma ogni volta si era dato unaspiegazione ineccepibile.
La prima volta, quando era entrata,laveva guardata per rivolgerle un insulto carico di disprezzo, immaginandolaalla stregua della Mc Granitt e dei suoi barbari tentativi di sembrare unessere di sesso femminile.
e non ne aveva trovato nessuno
La seconda volta, quando erano iniziate ledanze, laveva guardata, sperando che inciampasse nel suo vestito, rovinandofaccia a terra, suscitando lilarit generale e lispirazione per un insultoche non riusciva a formulare.
ma lei, leggera come una gazzella, nonaveva sbagliato un passo.
La terza volta, quando gli era passatadistrattamente accanto, laveva guardata, mentre Pansy la indicava senzaritegno, sostenendo che era ovvio che lei ci fosse qualcosa di diverso chedoveva essere assolutamente magico.
e lui aveva trovato circa sette cose chela facessero sembrare diversa.
I capelli lisci e lucenti, legati in unacrocchia elegante.
Il sorriso pi aperto e malizioso, senzaombra dellimperfezione degli incisivi che, solo qualche giorno prima, le avevafatto crescere a dismisura.
Landatura spedita e sicura, persino suquelle scarpe alte.
La schiena dritta e le spalle aperte,forse perch non aveva tutta quella massa di libri che si portava sempredietro.
Le labbra pi rosse del consueto, che siaprivano solo per sussurrare.
Il colore pi roseo del viso, mentre Krumsi chinava sempre casualmente su di lei.
Gli occhi che saettavano su Weasley pivolte di quanto non lo facesse normalmente.
ed ovviamente il vestito. Non sembravauno spaventapasseri, come aveva immaginato quando aveva saputo che qualcuno,Paciock probabilmente, laveva invitata.
Dio, quanto si era immaginato il momentoin cui lavrebbe vista e si sarebbe piegato in due dalle risate ma nulla delgenere era successo. Come diamine era possibile?
Doveva aver fatto qualcosa, non cdubbio qualcosa ma cosa? E poi, nessuno, a parte lui, lo trovava anormalecerano una sfilza di professori che avrebbero riconosciuto un maleficio dachilometri.
E se Silente o la Mc Granitt, sicuramente,non avessero voluto smascherarla, Piton non ne avrebbe perso loccasione. Edinvece, tutti si limitavano a guardarla e a dirle con tono ammirato quantofosse bella.
Possibile che lo fosse sul serio?
No, no, che non era possibile insomma, nonera suo padre a sostenere che le donne babbane sono quanto di pi orrido esistasulla faccia della Terra?
Pansy pass in quel momento accanto adHermione Granger, urtandola deliberatamente. Lei fece un passo indietro,perdendo lequilibrio, ma Krum lafferr prontamente per un gomito, impedendoledi cadere.
Ecco, appunto, sospir, acquattandosidietro la colonna per impedire che Pansy lo vedesse. Appena lo sorpass, uscdal suo nascondiglio, la Granger stava parlando con Krum e sorrideva come senulla fosse successo. Era evidente che sorridesse in maniera pi nervosa diquanto lavesse vista fare in altre circostanze, e si era separata da Krumimbarazzata ma non era la solita Granger. No, dannazione, non era la solitaGranger.
La breccia nel muro, inizi lentamente aspaccare la granitica convinzione che lo permeava come un dogma sacro.
Draco sentiva le parole di suo padreaffastellarsi nel suo cervello, pronunciate dalla sua voce autoritaria, come selo avesse l, davanti agli occhi, intento a fare la sua filippica.
Le sue risposte erano timide, pronunciatea mezza bocca, con incertezza, come se non ci credesse nemmeno lui. Ma, per laprima volta, cerano.
Guardava Hermione Granger e gli appuntiper le risposte fiorivano come primule di marzo.
Le donne babbane sono quanto di pistupido esista sulla faccia della Terra.
Aveva davanti la studentessa migliore diHogwarts, quella che non aveva mai preso un voto inferiore al suo.
Le donne babbane sono quanto di pifrivolo esista sulla faccia della Terra.
Aveva davanti la chiave delle vittoriedello Sfregiato di fronte a tutti i suoi nemici, compreso suo padre.
Le donne babbane sono quanto di pi orridoesista sulla faccia della Terra la Granger rise ancora, scuotendo il capo, iriccioli che tintinnarono come campanelli.
Sussurr qualcosa nellorecchio di Krum,poi indic langolo dove cera Draco. Il cuore in gola, le mani sudate, la videavvicinarsi, passando leggera come una farfalla di seta tra le persone avidedel suo tocco.
Che diamine voleva adesso? Si agit Draco,spostando il peso da una gamba allaltra, un magone sul petto.
Dando le spalle a Krum, la Granger siconcesse un respiro pi forte del solito, che la fece somigliare pi a quellache era di solito. Non guardava lui, comunque, Draco se ne accorse subito.Voleva allontanare i suoi occhi da lei, ma era ipnotizzato dalla magia chesembrava averla trasformata, come una principessa, al grande ballo. Ridicolo,si disse ancora, doveva aver fatto sicuramente qualcosa.
La Granger si avvicin al tavolo dellebevande, si vers del succo di frutta e lo bevve lentamente, dando le spalle aDraco stesso. La sua schiena scoperta, a pochi centimetri da lui, sembravatremare, facendola sembrare un pesce fuor dacqua. Un ricciolo era sfuggitodallelegante acconciatura e le sfiorava delicatamente la pelle morbida dellespalle, ora contratte, mentre guardava la sala distrattamente, le labbraaccostate al bicchiere che non svuotava.
Si avvicin piano alle sue spalle,sostandole a pochi passi. Se lei si fosse voltata, lo avrebbe sicuramenteurtato, Draco sentiva il profumo sconosciuto di lei, sapeva di un fiore divaniglia.
Quella vicinanza era la voce del padreche smetteva di parlare nella sua mente. Per la prima volta, suo padre avevatorto nella mente di Draco.
Avvertendo la presenza di qualcuno allesue spalle, la Granger si volt bruscamente, girando su s stessa e trovandolol, a pochi centimetri da lei.
Malfoy? chiese interrogativa, unombradi sorpresa che era sopravvissuta allavversione per lui, restando nei suoiocchi, prima di focalizzare chi fosse.
Draco, come se si svegliasseimprovvisamente, spalanc gli occhi, scuotendo il capo ed abbandonando la sala.Inutilmente, la voce di Pansy cerc di richiamarlo indietro.
Corse per i corridoi deserti, evitandosporadiche coppiette che cercavano privacy, e raggiunge di corsa i sotterranei,spalancando la porta della sua camera. Se la chiuse furiosamente alle spalle,leco risuon per tutta la sala comune, come lo scoppio di un colpo di fucile. Sigett sul letto, respirando a fatica, una mano piegata sugli occhi, il pettoche andava su e gi.
La breccia nelle sue convinzioni,diventava sempre pi friabile.
Non chiuse occhio, tutta la notte, gliocchi di quellincantatrice di serpenti attaccati ai suoi pensieri.
Spaventato, sal a colazione la mattinadopo. Temendo di incontrarla, temendo che lei fosse ancora cos temendo chetutto fosse definitivamente falso tutto quello che gli aveva detto suo padre.
Ma, la mattina dopo, Hermione Granger eradi nuovo s stessa, i capelli solo un po pi lisci, il carico di libri tra lebraccia, la gonna delluniforme sempre pi lunga di quella delle sue coetanee.
Draco la guard, cercando traccia dellaprincipessa della sera prima, e non ne trov. Rise tra s e s, sollevato, edandosi dello stupido per tutto quello che aveva passato quella notte.
lei era di nuovo la stessa
Si avvicin a Pansy e Blaise con unsorriso. Sciorin convinto la sua teoria, addentando un pezzo di muffin eseppellendo ogni altro pensiero fallace nella palude di una memoria che avrebbesempre negato.
La Granger aveva decisamente usatoqualcosa per incantare Krum.
Sorpresa, porto una mano sullo specchio, ancora incantata da quello che hovisto. Non mi ha guardato quel giorno n affascinato, n incantato, nattratto, n chiss in che modo romantico. No, assolutamente, constato con lemani sudate. Era solo spaventato.Autenticamente terrorizzato.
in questo preciso momento che mi rendo confusamente conto di come lechiacchiere sui Mezzosangue siano state cos assolute nella sua mente, findallinfanzia, che qualsiasi cosa che uscisse da quellassioma incontestabile,gli apparisse come demolire limmagine stessa di suo padre.
Mentre mi guardava, sebbene potesse constatare in modo superficiale chefossi pi graziosa del solito, questoper lui rappresentava indirettamente tradire suo padre.
Gli occhi che vedevano una cosa, trasmettendo un impulso che il cervellonon poteva ignorare ed intanto lo spirito di sopravvivenza delle sue idee,cresciute negli anni come rampicanti a cui aggrapparsi in ogni caso, di frontea qualsiasi cosa, di fronte a qualsiasi palese contraddizione.
Sono sempre stata la palese contraddizione di quello che pensavano i suoi eche li avevano inculcato nel cervello.
Mi ha sempre odiato pi per questo, cheper altro fossi stata orribile, stupida e frivola come diceva suo padre nonavrebbe speso mai il suo odio su di me
Non mi ha mai odiato perch ero una Mezzosangue in s ma perch ero laprova vivente che le cose che diceva suo padre, erano bugie.
Ero la soluzione inammissibile dellequazione che riassumeva il resto dellasua vita.
La prova del nove che non riusciva mai. La quadratura del cerchio chestonava. Il teorema di Pitagora che diceva il contrario di quanto scritto neilibri.
a scuola mi ha sempre odiato per questo.
Vedermi attraverso i suoi pensieri mi sta facendo capire anchequellodio. Me ne sta facendo capire lorigine e la ragione al punto,impossibile anche solo da spiegare, che riesco persino a capirlo per quello cheprovava. Accarezzo lentamente la sua immagine in quel vetro, lontana nel tempoe nella memoria, mentre parla accalorandosi con Zabini.
La libert che mi hanno sempre dato i mieiper le mie scelte, mi sembra qualcosa di cos scontato che non vederla in altrepersone mi sembra solo impossibile.
Ma adesso capisco quanto sia statodifficile per te, pi di quanto lo sia mai stato per me.
che cosa avrai provato il giorno in cuihai scoperto che eri innamorato proprio di me?
Tremo dallansia di scoprirlo, la mano che scivola sul suo riflesso come sefosse ghiaccio. Le immagini passano velocemente, frammenti di me e di lui,lievi, leggeri, perlopi frasi mozzicate, silenzi carichi di tensione e sguardicolmi di risentimento e sospetto. Sparisce completamente la piccola breccia nelmuro, e il ricordo della sera del Ballo perde completamente definizione econsistenza, schiacciato sotto il peso del ritorno di Voldemort nella sua vita.Io appaio e scompaio come una fastidiosa meteora, come una macchietta nel coro,sullo sfondo della massa di persone che lo circonda. Lentamente, con il passaredi quei flash fugaci, mi rendo conto di come perda progressivamente interesseper tutto, per la scuola, per la sfida aperta con Harry, spinto da necessitche avverte pi impellenti e pi importanti del mero itinerario scolastico. Neisuoi pensieri, il desiderio di emergere, di vincere la guerra con quel mondomagico che lha sempre rifiutato, anche se non ne ha mai avvertito n il motivon tantomeno il rimedio, si incarna nellimmagine di Voldemort stesso, ilsignore che lo render potente e rispettato anche agli occhi di suo padre,sempre pi distante e sempre pi preso dai suoi intenti egoistici. La madre anchessa una cometa, di rara bellezza, ma comunque evanescente e volubile nelcielo dei suoi giorni. Vedo anche il rapporto con gli altri Serpeverdecambiare, li vedo crescere sotto i miei occhi come non hanno invece mai fattosotto il mio autentico sguardo, perso a quel tempo in orbite che non eranosicuramente le loro.
Vedo Draco allontanarsi progressivamente da Tiger e Goyle, bollandogli comedue idioti senza cervello e con cui non ha alcun genere di confronto, edavvicinarsi invece sempre di pi a Blaise e Theodore Nott, con cui parla moltoe trova molte affinit. Anche il suo rapporto con le ragazze cambia, lo vedocon una punta di gelosia ingiustificata, mettersi seriamente con PansyParkinson, a seguito di uneffettiva crescita fisica e mentale della ragazza.Distogliendo lo sguardo imbarazzato, li vedo fare lamore per la prima volta ilgiorno del quindicesimo compleanno di Draco, nella sua stanza. Eppure, seguoancora con lo sguardo, dopo quello, in modo quasi automatico, entrambi sirendono conto di essere uniti solo dallamicizia e non dallamore. Si lascianoserenamente e pacificamente, e lei diventa praticamente la sua ombra. La suamigliore amica.
Non avrei mai immaginato che ne fosserosuccesse tante, proprio sotto i miei occhi
Lo vedo anche aderire alle squadre dInquisizione della Umbridge,entusiasta del suo potere e della possibilit di punire. Marcia per il castellocome un generale, a capo dei suoi fidati soldati, cercando di scovare il luogodove noi dellES ci riunivamo, la buon vecchia Stanza delle Necessit, ma,sebbene comprenda la somiglianza che quella situazione abbia con la vita reale,prende tutto come un gioco, come la giusta vendetta nei confronti di quelPotter che gli ha sempre rubato la gloria e lonore sotto il naso, che hasempre creduto gli fosse dovuta. E contro di me, ovviamente conserva di mesolo il frammento del giorno in cui fummo portati nellUfficio della Umbridge edellespressione di puro disprezzo con cui lo guardai.
Se ne compiace, ovviamente, e medita che finalmente anche io ho avutoquello che mi merito e che devo solo ringraziare di aver messo piede in quellascuola.
Le sue convinzioni, al quinto anno, sono pi granitiche che mai.
Cambia tutto con larresto di suo padre e con la sua missione di uccidereSilente. Persino i suoi ricordi diventano stranamente foschi, cupi,monocromatici. Passano velocissimi, come lame di luce perlacea che squarcianocome tagli una nera oscurit perfetta.
Sono in bianco e nero, con pochissimi particolari colorati. Pochissimi.
Loro di un boccino, nascosto sotto un letto, con unala spezzata.
La copertina azzurra del libro di Pozioni, che Piton gli porge conunocchiata significativa.
Il cuore rosso di cioccolata che Pansy gli porge con un sorriso triste, ilgiorno di San Valentino.
E poi sgrano gli occhi la mia nucaed un fermaglio fucsia.
Mentre siamo in coda per ritirare un compito corretto di Incantesimi, lui poco dietro di me. Lo sguardo perso nel vuoto, la solita sensazione di cupoterrore, langoscia che gli permea la fronte di sudore freddo, mentre ognirintocco lavvicinarsi del calare della scure del boia su di lui e sulla suafamiglia.
Io procedo serena, scocco unocchiata innervosita a Ron che davanti a mee che si sbaciucchia con Lavanda, mi sistemo i capelli trattenuti dal fermagliofucsia.
Lui, dietro di me, segue le mie mosse con distrazione. E prova invidia. Invidia. Mi ha invidiato.
Invidia la mia nascita, invidia la mia famiglia, invidia il destino nonsegnato che possiedo. Invidia i miei genitori al sicuro in una casa calda edaccogliente, invidia i miei sogni ancora intatti, invidia Voldemort che tangedi striscio la mia vita, invidia i miei pensieri pieni di sciocchepreoccupazioni inutili. E mi odia di nuovo, ricacciando quel pensiero scomodo.
Si dice che ce la far, uccider Silente e tutto andr a posto. E si diceche la tensione gli gioca brutti scherzi, se sta persino invidiando la Granger.
Nella sua mente, il desiderio di onnipotenza ed onore sta scomparendolentamente.
Si affievolisce sotto la domanda ossessiva del perch, da quando statomarchiato, la sua vita non diventata migliore affatto. Anzi fa sempre pischifo.
Passano poi ricordi che gi conosco, lomicidio di Silente, la fuga conPiton, la sua malattia incurabile causata dal rimorso, la decisione deigenitori di venderlo agli Auror, larrivo a Grimmuald Place. Sono unacarrellata rapidissima di sensazioni ed emozioni che immagino cos fulminei danon traumatizzare Serenity, la vera destinataria di queste memorie.
Finch le immagini riprendono a ritmo normale, attorno ad una data. 5giugno.
Si ferma di nuovo tutto su quella data, e comprendo che di nuovo ci sonoanche io. Ma anche stavolta, non ricordo perch.
sempre stato unombra tale nella miavita, come io una meteora nella sua, che ancora non mi capacito di quantiricordi preservi di me
Poi, mentre le immagini acquisiscono forma, ricordo vagamente qualcosa,assieme a ricollegare quella data.
Il 5 giugno di quellanno ildiciottesimo compleanno di Draco
I suoi vestiti erano ancora impregnatidellodore di sua madre.
Violetta di Parma, che lei faceva arrivaredirettamente dallItalia. Se lo spruzzava sempre copiosamente sul collo, sulleclavicole e sulle lunghe braccia, intrecciate di perle bianche e nere.
Negli anni, quellodore aveva significatocasa. Ora significava tradimento. Il loro, non il suo; a quello, Draco Malfoyci pensava raramente.
Vedeva la sua, come giustizia. Iltradimento era quello dei suoi.
Quella parola, dalle lettere scandite edifficilmente equivocabili, era diventata come un picchio nella sua testa.Martellava costantemente, senza mai apparente sosta, disarmonica e stonata,qualsiasi cosa facesse, ed essa calava sulle sue palpebre come un veloopprimente e scuro. Filtrava anche il reale, mostrandolo attraverso quellalente opaca.
Persino la sua stessa pelle ne acquisivaun qualcosa di diverso. Era la pelle di seconda scelta di uno che meritava diessere venduto.
Anche a quella parola, non cessava mai dipensare. Allinizio gli era parsa esagerata, troppo poco abituato a considerares stesso alla stregua di una cosa, avvertendo quello che aveva dentro come unsegno tangibile di una dimensione ben lontana da quella immateriale. Pulsavadentro di vita e forza e quindi non era una cosa da vendere.
Ora, la rabbia stantia di quei giorniaveva anche reso quel mero segno di riconoscimento come essere umano,abbastanza inutile.
E vendere, come verbo, era diventatooltremodo calzante. Caratura, peso, valore commerciale ne enumerava infiniticorollari nella mente. Quelli che gli avevano fatto meritare di essere venduto.
E, poi, arrivava la chiusura del cerchio.Meritava di essere venduto, come una cosa vecchia, sciocca ed inutile?Benissimo. Meritava anche di tradire.
Un attimo non tradire espressionescorretta meritava giustizia .
Sua madre lo aveva abbracciato il giornoprima, quando era tornato a Malfoy Manor per raccogliere delle nuoveinformazioni da portare a Potter e agli Auror. Aveva aspirato il profumo dilei, ed aveva sperato come un bambino idiota, che Narcissa non si staccasse maida lui, mentre chiudeva lentamente gli occhi. Ma era rimasto rigido come unpezzo di ghiaccio e lei gli aveva chiesto ancora una volta, perch non tornassea vivere a casa con loro.
Ma lui aveva ribadito, non senza una notadura nella voce ormai da uomo, che era grande abbastanza per vivere da solo.Gli occhi di sua madre si erano illuminati di un pigro bagliore azzurro,cercando nellimpettito giovane davanti a lei, il piccolo principe che correvaa nascondersi dietro la sua gonna ad ogni accenno di pericolo.
Non laveva trovato.
Draco avrebbe voluto sputarle in facciache era stata lei ad ucciderlo, ma non lo faceva mai.
Avrebbe compromesso il suo ruolo didoppiogiochista, certamente.
Ma intuiva che ovviamente, cera dellaltro,lancora assurdo desiderio di non farle del male, quando invece lo stesso modoin cui aveva scelto di vivere, era praticamente un ucciderla in modo costante.
Ma, anche a questo, Draco Lucius Malfoy,non pensava quasi mai.
Si limitava a salutare sua madre con unaffrettato cenno del capo, mentre suo padre, immobile sulla scalinata di marmonero, stringeva con forza il corrimano, fino ad avere le dita bianche. Siguardavano negli occhi per qualche istante, nubi dottobre gemelle, prima cheDraco inforcasse luscita, linconcepibile ed inspiegabile certezza che suopadre, Lucius, in qualche strano e confuso modo, sapesse tutto.
Di lui e di quello che stava facendo.
Anche quel giorno, era andata cos. Anchequel giorno, era alla fine tornato a Grimmuald Place, nella sua polverosastanza in soffitta, con il minuscolo obl che fungeva da finestra.
Allinizio, disgustato dal suo ruolo esmanioso di non condividere troppo la casa con Potter e compagni, ci tornavasolo una volta alla settimana, trascorrendo il resto del tempo in giro perbettole e locande, smanioso della libert che aveva perso per qualchesettimana, dopo essere stato venduto agli Auror. Ne voleva sempre di pi,voleva lossigeno che premeva contro i suoi polmoni, fino ad urticargli lalaringe.
Poi, passata quella normalissimasensazione, aveva invece desiderato mura sulla sua testa, a raccogliere ecomprimere i suoi pensieri.
E, quindi, ignorando sommamente quasitutti gli abitanti di quella casa, ci tornava sempre pi spesso. Ci era tornatoanche quel giorno, il 5 giugno il suo compleanno.
Sua madre aveva insistito per farlorimanere molto pi del solito, ma lui aveva scrollato le spalle, irremovibile,ed aveva sibilato che non aveva tempo per quelle sciocchezze.
La mente correva ai diciassette compleanniprima, sfarzosi, bellissimi, da suscitare invidia e meraviglia. Fontane dicioccolato, piccoli draghi addomesticati da cavalcare, scope volanti e minitornei di Quidditch.
Ed aveva anelato, come non mai, tornarenella sua piccola e gelida stanza, dove il 5 giugno era solo un giorno tra il 4e il 6 giugno.
Dove nessuno gli avrebbe fatto gli auguri,o gli avrebbe messo in mano pacchetti luccicanti di cose inutili. Dove ognicosa aveva il sapore del sangue, detestabile, orribile, ma sincero.
Gli occhi della gente che incontrava percasa, specie di quelli che erano solo di passaggio, erano vuoti e spenti, e aDraco stranamente davano una calda sensazione di familiarit, come qualcosa chericonosci e ti conforta nella sua somiglianza. Razionalmente, sapeva chedifficilmente quelle persone avevano qualcosa in comune con lui, eppure erasempre cos che si sentiva. Rincuorato. Rinfrancato, e non ne poteva fare ameno.
Ognuno l dentro aveva perso qualcuno cheamava e, sebbene non fosse vero, Draco amava fingere quello stesso sguardo confacilit impressionante, dicendosi che anche i suoi, per lui, erano morti.
Ne piangeva un lutto silenzioso, fatto dilacrime soffocate nel cuscino che, di giorno in giorno, si erano sempre pidiradate. Un lutto che si confondeva con il sospetto e la sfiducia che,nonostante quello che stava facendo, sembrava circondarlo come un aloneincancellabile. Di sera, quando la sola compagnia era la luce della finestradella casa di fronte, pensava con sarcastica amarezza che avrebbero avutodavvero fiducia in lui solo il giorno in cui sarebbe morto per mano diVoldemort, cosa che non poteva escludere e che, anzi, era molto pi cheprobabile.
E allora, fuoco alle polveri, se nonsarebbe diventato un eroe con tutto quello che ne conseguiva.
Ma non gli interessava. Ormai nulla gliinteressava davvero.
Nulla persino la vita stessa, indossatacome una scomoda ed ineliminabile abitudine, scevro dogni inclinazione apiangere, a ridere o a provare qualsiasi cosa di diverso da un guasto rancore.
Irritato da quellodore che sembravaattaccarsi addosso, contaminandolo fino alle ossa, si sfil velocemente lamaglia azzurra, gettandola con rabbia per terra, restando a torso nudo. Lacalpest violentemente con il piede, dopo aver incontrato il riflesso diafanodella sua pelle nello specchio di fronte a lui.
Linee pi scolpite del torace perlesercizio fisico da traditore che doveva fare ogni giorno. E cicatrici,piccole, chiare, impercettibili, ma che facevano tutte male come il primogiorno.
Improvvisamente, i sensi affinati dagliallenamenti a cui lo sottoponeva Lupin, Draco sent un rumore soffocato fuoridalla sua porta. Afferr prontamente la bacchetta, ancora vestito solo deijeans, non preoccupandosi che, molto probabilmente, doveva trattarsi di unodegli abitanti della casa, piuttosto che di un autentico nemico. Si appoggicontro la porta, la bacchetta sguainata, cercando di ascoltare i rumori cheprovenivano da fuori.
Un tramestio di passi, che scendevano lescale. Poi pi niente.
Deciso a prendersela con qualcuno, apr discatto la porta, sperando di cogliere in flagrante il molesto avventore. Ma,davanti alla porta, non cera nessuno.
Sospir, inarcando un sopracciglio,facendo un passo per rientrare dentro, ma, nel farlo, not qualcosa appoggiatoper terra. Si chin leggermente, raccogliendo un piccolo involto di coloreverde bottiglia.
Un pacchetto.
Un pacco regalo, con un piccolo fioccorosso in cima.
Draco lo teneva in mano, come se temessedi vederlo esplodere da un momento allaltro. Sotto il fiocco rosso, unbiglietto bianco recava poche scarne parole, scritte con una calligrafiapanciuta e precisa.
Tantissimi auguri di buon compleanno,Draco.
Che sua madre avesse scoperto dovera egli avesse mandato quel regalo?, si chiese chiudendo la porta con un piede. Scome no scopre che sono un traditore e la prima cosa che fa, mandarmi unregalo, a meno che non fosse davvero un modo per farlo fuori. Pronunciautomaticamente qualche formula con la bacchetta, controllando il contenuto delpacchetto, ma non ne venne fuori nulla.
Inoltre, era abbastanza scontato chenessuno sarebbe potuto entrare nella casa, arrivare fino alla sua stanza,depositare un pacchetto ed uscire senza che nessuno se ne accorgesse e poi,ammesso e non concesso che ci fosse riuscito, che senso avrebbe dovuto avereusare un mezzo del genere per ucciderlo, e non farlo fuori direttamente, unavolta arrivato a pochi metri da lui?
No era stato qualcuno della casa quindiuno dei buoni quindi qualcuno che si ricordato del suo compleanno
Scart sospettoso il pacchetto, uscendonefuori una sciarpa di colore verde anchessa. Semplicissima, con delle frangealle estremit. Nulla di speciale, insomma, non sembrava nemmeno di grandequalit.
Forse laveva fatta Molly Weasley,dubitava che qualcuno fosse uscito a comprarla certo che regalare una sciarpaa giugno aveva del geniale, constat caustico, gettandola sul suo letto.
Si distese a sua volta sul letto,esaminando il biglietto che aveva accompagnato il regalo. Chi diamine erastato? Non riconosceva la scrittura del biglietto.
Doveva essere stata Molly Weasley,concluse alla fine con un sospiro, chiudendo gli occhi. Quella sera, a cena, inmaniera volutamente casuale, aveva fatto scivolare nel suo piatto una razionein pi di torta alle ciliegie.
Quando lui laveva guardata interrogativo,aveva solo sorriso, non replicando nulla.
S, s, doveva essere stata lei ipensieri divennero sempre pi foschi, fino a che il sonno lo cull, portandolonel velluto dolce di un riposo senza sogni.
Si svegli che il sole era sorto gi daqualche ora. O perlomeno cos pensava, visto che dalla sua misera finestrellanon si vedeva nulla.
Per fortuna, quella mattina non avevanulla da fare, quindi poteva anche restare a letto un po di pi che fortuna,davvero. Voleva fare disperatamente qualcosa, qualsiasi cosa per evitare dipensare ad una cosa qualunque.
Come ogni giorno, era la prima sensazioneche lo coglieva appena sveglio.
E, se questo significava aiutare MollyWeasley a liberarsi di Mollicci, lo avrebbe fatto con enorme e disgustosopiacere.
Si vest velocemente, scendendo di sotto,la casa completamente avvolta nel silenzio, cosa abbastanza strana. Dovevaessere in corso qualche operazione che implicava la presenza di tutti avevasentito parlare di qualcosa di grosso, dovevano catturare due Mangiamorte deipeggiori ed interrogarli per sapere dove si trovava Voldemort. Cosa che nemmenolui era riuscito a sapere.
Chiss a chi sarebbe toccato morire, stavolta a qualcuno che era suo amico una vita fa, o ad uno dei volti scavati chetransitavano l, come anime di un infinito purgatorio?
Fece qualche passo, entrando in cucina.Sulla tavola cera solo una brocca di latte freddo e un paio di muffin, lasciatisicuramente per lui da Molly.
Quella donna, appunt mentalmente Draco,addentando un muffin, lo trattava come un figlio.
Doveva essere una sua dote naturale, oforse vagamente indotta dal fatto di avere cos tanti figli. E Draco lalasciava fare anche con lui.
Ogni gesto daffetto che accettava daMolly Weasley, era un gesto che non concedeva di fare a sua madre.
Si appoggi stancamente al muro,continuando a mangiare e guardando pensosamente il vuoto davanti a s, finchun rumore per le scale lo fece dapprima sobbalzare, poi, riconoscendonelorigine, medit di fuggire di sopra, ma ovviamente non faceva in tempo.Quindi rest al suo posto, stoico come il capitano di una nave che affonda,aspettando linevitabile.
Linevitabile che aveva una massa dicapelli ricci ed una lingua lunga come poche. E che, ovviamente, aveva nomeHermione Jane Granger.
Laveva gi riconosciuta per la serie dirumori che aveva fatto per le scale, le scendeva sempre come un elefante, lagrazia femminile non sapeva nemmeno dove abitava. Inoltre, da quando stava conWeasley, doveva aver anche attaccato qualcuna delle malattie infettive di cuisoffriva il rosso a livello celebrale. Insomma, ci voleva unischemia seria perstare con un tipo del genere.
A Draco, che pure poco importava dellevicende sentimentali di Grimmuald Place, non era certo passato inosservato delfatto che stessero assieme, sebbene sembravano nasconderlo alla onnipresentemadre Weasley il motivo, pensava Draco, risiedeva forse nel fatto che liavrebbe fatti sposare seduta stante.
Ma bisognava essere abbastanza ciechi pernon accorgersi dei sussurri a mezza bocca, luno nellorecchio dellaltra, odelle mani strette sotto il tavolo, o del fatto che, di sera, lui spesso andavanella camera di lei, attraversando con un passo non propriamente felino ilpianerottolo tra le varie stanze, svegliando spesso anche lui che imprecava gliormoni di quei due.
Quindi Molly Weasley doveva essere davverola mamma migliore del mondo anche cieca era
Da bravo Serpeverde ed ex Mangiamorte, siaspettava con soddisfazione il momento in cui sarebbero stati scoperti dallacorpulenta signora. Anche se sicuramente Molly Weasley agognava non tantovelatamente avere la Granger come nuora, non sarebbe stata sicuramente contentadi ci che facevano sotto il suo stesso tetto. Insomma, perlomeno Draco lopensava vai a vedere che quella l gi smaniava per avere un nipotino
La Granger irruppe in cucina con la suasolita innata eleganza, spettinata come se si fosse appena svegliata, anche seera vestita di tutto punto. Indossava una camicia bianca sopra un paio dipantaloni azzurri, ed era vistosamente trafelata, il viso rosso dalla corsa cheaveva fatto per le scale. Non era sfuggito ad un osservatore attento come lui,quanto la ragazza fosse cambiata nel corso dellanno, in cui non si eranovisti.
Se lui infatti era passato da una parteallaltra delle barricate in cui era diviso il mondo magico, lei aveva inveceviaggiato alla ricerca degli Horcrux, assieme a Potter e Weasley.
Immaginava che tipo di viaggio fossestato ed immaginava che non fosse stata una semplice passeggiata nei boschi.
Non erano tornati da moltissimo tempo daquel viaggio, circa tre settimane, in cui al comando di tutte le operazioni,cera sempre stato Lupin, ma non appena Potter era tornato, era come se in modoimmediato ed automatico, il scettro del comando fosse passato a lui. Difatti,Lupin stesso aveva conferito con Potter per ore sulla situazione di Dracostesso, convincendolo della sua buona fede.
Un tempo, questa cosa avrebbe dato estremofastidio a Draco, si sarebbe impuntato ora, come per molte altre cose, non gliimportava pi.
Era Potter leroe e lui, al massimo,poteva ambire ad essere una squallida spalla e controfigura. Ma non importava,come sopra insomma.
Non avrebbe, per, potuto negare lauradiversa che aveva il magico Trio, da quando era tornato. A parte le coseevidenti come la relazione tra Weasley e la Granger, abbastanza scontata eprevedibile, piccoli particolari avevano cambiato notevolmente i tre. Potterera cambiato fisicamente, pi alto, pi robusto, ma anche pi silenzioso emalinconico. Weasley era pi serio e posato, ed aveva preso labitudine diseguire con lo sguardo la Granger dovunque si spostasse.
E lei, la Granger bisognava essere allastregua dellipovedente Cooman per non accorgersi dei suoi cambiamenti.
Quando laveva rivista, si erameravigliato non poco. Cera ben poco della ragazzina saccente che conosceva ascuola. O meglio, era sempre saccente, ma fisicamente cera ben poco. Era moltodimagrita, ma a questo aveva sopperito il fatto che fosse cresciuta in altezza,portava finalmente i capelli ordinati e coordinava persino vestiti edaccessori. Un miracolo, insomma.
Ma era sempre insopportabile, anzi forselo era pi di prima, ora che era anche spalleggiata dal suo Re straccione.
Quindi, i duelli verbali con lei non eranocerto venuti meno, ma adesso la parola MEZZOSANGUE era abolita, ovviamente.Sarebbe stata fuori luogo per un traditore convertito.
Anche se, pensava Draco, non lavrebbe maipotuta usare come laveva usata a scuola la breccia della sera del Ballo delCeppo era diventata una voragine, fatta apposta per ferire anche quel ricordodel padre nella sua testa.
Quindi si poteva riconoscere che lei fosseintelligente e persino decente ma non era il sangue sporco a renderlainsopportabile. No, era proprio lei cos, sospir.
Manco quellattenuante le potevariconoscere.
La Granger entr quindi in cucina conpasso marziale ed esamin la stanza per tutta la sua larghezza e, non trovandochi cercava, emise un lungo sospiro lamentoso.
Poi, lo sguardo si incup, notando Dracoappoggiato contro la credenza; il ragazzo, in tutte quelle sue manovre, avevafinto abilmente di non essersi minimamente accorto di lei.
La Granger lo guard sospettosamente sottole lunghe ciglia nere, poi, alzando gli occhi al cielo, sospir ancora,avvicinandosi di qualche passo ed inserendosi nel suo campo visivo, in modo chenon potesse continuare ad ignorarla.
Malfoy, dove sono gli altri? chieseimpaziente, battendo il piede per terra con nervosismo.
Che vuoi che ne sappia io? rispose lui atono, continuando a mangiucchiare senza darsi la bench minima pena disollevare anche lo sguardo Non mi sembra di essere diventato una sorta diportinaio non ci dovrebbe essere un elfo domestico o qualcosa del genere?. LaGranger parve trattenere a stento un pensiero che le aveva attraversato gliocchi scuri e che le aveva curvato il viso in un accenno di fastidio represso,ma si morse la lingua e non disse nulla, limitandosi a sospirare ancora conteatralit.
Non sai dove potrebbero essere andati?chiese ancora con un filo di voce, guardandolo.
Draco sembr pensarci per qualche momento,poi finse unespressione di improvvisa consapevolezza che accese lo sguardo diHermione. Poi, scosse il capo con un ghigno, mormorando che non lo sapeva. LaGranger, ovviamente irritata, sbuff ancora, non dandosi per pena dirispondergli. Era sempre cos con lei, constat Draco, non gli rispondeva mai ameno che non fosse necessario. E generalmente non lo trovava mai necessario.
Draco intuiva il perch, e lo trovavaestremamente fastidioso.
La Granger era buona. Molto pi di Potter.Lo era sempre stata.
E, da buona, non poteva avere nullaltroche pena e compassione per lui. Era evidente nei suoi occhi, quando lo guardavae quando tratteneva le risposte piccate che le sue provocazioni le suggerivano.
Hermione, davanti a lui, fece qualchepasso, afferrando un pezzo di pergamena da una mensola ed una penna babbana.Scrisse poche righe e poggi il foglietto sul tavolo, accanto alla colazione diDraco, prima di voltarsi per uscire.
Il ragazzo, sospirando perch finalmentese ne stava andando di sopra, gett unocchiata distratta al biglietto che eraovviamente un messaggio per Weasley.
Poi, con un piccolo sussulto, videqualcosa che non lo convinceva ed afferr il foglio, rigirandoselo tra le dita.La consapevolezza glielo fece stringere tra le mani, facendolo accartocciare.
La grafia, la scrittura del bigliettodella sera prima era la stessa. Era stata la Granger a scriverlo.
Daccordo la pena e la compassione e nonrispondergli per le rime, quando la provocava ma arrivare a fargli anche iregali, qui si esagerava.
Sal le scale velocemente, due gradini allavolta, fermandosi solo quando arriv davanti alla camera di Hermione, la cuiporta era socchiusa. Non dandosi pensiero di bussare o altro, la spalancviolentemente. La Granger, che si stava mettendo una giacca, probabilmente peruscire, sobbalz spaventata, poi, riconoscendolo, sospir di sollievo, urlando:Che diamine vuoi?? Ti sembra il modo di entrare nelle stanze delle persone?!.
Scusa la mancanza di galateo, Grangerreplic Draco sarcasticamente, guardandola dallalto in basso Ma ero tropposconvolto allidea che mi avessi fatto un regalo per il mio compleanno perbadare alleducazione come diamine te ne sei uscita??? Faccio cos pena??!.La sua voce si era fatta fastidiosamente acuta sulle ultime parole, aumentandodi tono e rivelando la rabbia enorme che gli era montata addosso.
Come accadeva da anni, per, la Grangernon reag come lui si aspettava e come avrebbe fatto qualsiasi persona sana dimente al suo cospetto. Non lo aveva fatto a scuola quando era il rampollo deiMalfoy, figuriamoci se lavrebbe fatto adesso non si pieg, quindi,chiedendogli scusa e prostrandosi ai suoi piedi, non fosse altro per il quietovivere. Anzi, quelle parole ebbero il preciso effetto che Draco si era auguratopoco prima.
Aveva stretto gli occhi, abbandonando ognitenerezza per il ragazzo abbandonato dai suoi genitori e ogni forma di riguardoper il doppiogiochista da cui materialmente dipendeva il loro destino, inquella guerra.
Aveva riassunto il solito cipiglio severoe il solito ardore furibondo, guardandolo con astio. A Draco venne curiosamenteda sorridere, dovette trattenersi con tutte le forze per non farlo, specieperch non ne capiva lorigine.
Veramente era da parte di tutti, razza difuretto ingrato replic atona, perdendo ogni forma di contegno Ma a nessunoandava di scrivere un biglietto, e sono stata costretta a scriverlo io capisciil senso della parola costretta , o devo tipo mimarlo per fartelocomprendere?!. Aveva le guance rosse per lirritazione, le mani strette apugno, sembrava una bambina piccola in posizione di combattimento.
A Draco si persero ancora le parole ingola, non riusciva a parlare. E non perch non avesse argomenti, o fosse tipoaffascinato da lei, o spaventato no. Si stava trattenendo dallo scoppiare aridere.
Era cos buffa ma non nel modo ridicolocon cui lo era a scuola. Non le faceva venire voglia di prenderla in giro, lefaceva venire solo voglia di stuzzicarla di pi.
Una sensazione nuova. Una sensazionepiacevole.
Lo faceva sentire di nuovo vivo. Vogliosodi qualcosa, che non fosse la vendetta.
E sai che c?! continu Hermione la suainvettiva, finendosi di infilare la giacca Visto che le serpi come te nonhanno evidentemente un collo idoneo a sentire il freddo, me la prendo io la tuasciarpa! Ovviamente con le dovute scuse per averti trattato da essere umano!.Soddisfatta dal silenzio, di cui fraintendeva abbondantemente lorigine,Hermione inforc luscita, sbattendo la porta e scendendo velocemente le scale.
Dietro la porta della sua camera chiusa,Draco Lucius Malfoy, traditore di ogni parte del mondo, venduto dai suoigenitori agli Auror per la sua evidente incapacit di essere un Mangiamorte,scoppi infine in una risata liberatoria e colma di sentimenti inespressi escordati. Piegandosi in due dal gran ridere, riascoltando il cuore battere perqualsiasi di diverso dalla mera inedia o dal rancore, ebbe un sussulto disperanza.
Il primo, da quando era stato marchiatolultimo, prima di molti anni dopo.
Quando il suo destino e quello dellaragazza pi buffa che avesse mai conosciuto, ancora insopportabile come poche,si sarebbero intrecciati di nuovo, ma in un modo che Draco Malfoy non potevanemmeno lontanamente immaginare.
La speranza quel giorno, con la miaceleberrima imitazione di pesce palla, ti ho ridato la speranza.
La speranza di trovare ancora motivi per ridere.
Incredibile con un gesto cos piccolo
So quanto labile sia stata quella speranza, conosco in parte i suoi ricordidi quello che accaduto dopo.
E so che sar stato solo un breve momento, questo, che mi stato concessodi vedere.
Eppure quel pensiero di essere stata questo, anche solo per un secondo inun momento del genere della sua vita, mi riempie il cuore.
Scappa da ridere anche a me, osservando il mio riflesso. Sono buffadavvero, quando faccio cos e pensare che ho sempre pensato di essere tremendaed implacabile.
Prova ulteriore di quante cose io stia scoprendo, guardandomi attraverso isuoi occhi.
Il mio sorriso si congela, quando le immagini riprendono, velocemente,forse perch la mia stessa volont ha impedito che diventassero pi nette eprecise.
Non voglio pi rivederlo quel ricordo. La sera a Grimmuald Place, lui chepiangeva la morte dei suoi genitori e io che, irritata dal suo modo dirispondermi, gli avevo augurato di morire in quella tremenda guerra. Come sonostata capace di dargli la speranza, cos sono stata capace di togliergliela.
I ricordi turbinano ancora, portandosi via per fortuna quellimmagineodiosa che spero la stessa Serenity non debba conoscere mai, e giungono ad unacalda notte estiva, piena di gioia.
Forse la notte pi bella della mia vita il mio futuro era cos radioso chesembrava risplendere la notte dellasconfitta di Voldemort.
E ci sono ancora io, nel ricordo di Draco. Stavolta questa scena la ricordoanche io fu lultima volta che lo vidi, prima di rivederlo al Petite Peste.
Un unico enorme corpo, con centinaia difacce, ognuna delle quali faceva una cosa diversa come uno di quei mostrimitologici dal corpo di serpente che, ad ogni colpo infertogli, creava unaltratesta.
Draco Malfoy, quasi diciannove anni,sopravvissuto alla grande battaglia finale contro Voldemort, si chiesescioccamente se quellultima riflessione non fosse lesito di un profondotrauma celebrale non diagnosticato, piuttosto che di pensieri normalmentesconnessi e comprensibilmente sconvolti, dopo tutto quello che aveva subito.Linfermiera, per, nella tenda di soccorso adibita alla cura dei feriti,continuava a garantirgli che non aveva nulla di grave. La guard meglio, mentrelo medicava. Era Madama Chips, da un passato lontano secoli ne riemerselimmagine fumosa e sbiadita, assieme alla scarsa considerazione che avevasempre avuto di lei, quando era a scuola.
Draco si ripromise, vedendola allontanarsiondeggiando, di recarsi da un vero Medimago, non appena si fosse potuto alzare.Quella, doveva essere anche ubriaca
Non che non fosse giustificataprobabilmente met dellInghilterra magica, ora che Voldemort era morto, erasotto leffetto di litri dalcol
Draco Lucius Malfoy era abbastanza restioa credere di essere ancora vivo.
La bassissima soglia di sopportazione aldolore, che lo aveva contraddistinto quando era ancora un bambino, si eranotevolmente alzata e razionalmente sapeva che, a parte la ferita alla testa,la gamba rotta e una serie di escoriazioni superficiali, stava discretamentebene. Era anche imbottito di antidolorifici, quindi era abbastanza lucido. Omeglio, lucido, perch non sentiva il dolore, ma per il resto, difficilmente losi poteva definire in possesso di tutte le sue capacit mentali, sensoriali ecognitive. E questo, per un piccolo ed impossibile rompicapo che lo affliggevalui era vivo. Non era morto.
A meno che linferno non avesse unosgraditissimo senso dellironia, facendogli credere di essere ancora in vitaquando in realt era morto ma doveva essere davvero un inferno di quintacategoria.
E lui, il traditore di ogni parte delmondo, si meritava un inferno con i controfiocchi.
Draco Malfoy non si capacitava di essereancora vivo. Questo era il punto.
Era convinto, certo e sicuro di morirequella sera, e si era preparato molto, nei giorni precedenti a quello.
Non aveva spinto il suo pensiero nelprogrammare nemmeno un minuto dopo quella fatale giornata in cui avrebberoattaccato il covo di Voldemort.
Alla fine, qualcun altro aveva parlato,rivelando la collocazione del nascondiglio.
Sembrava che fossero stati Pansy, Blaise eNott. Si era chiarito anche con loro, prima di affrontare la battaglia. Nottnon ne aveva voluto sapere, rintanandosi nella cella oscura in cui era statorinchiuso, anche se non cerano grandi prove contro di lui. Blaise e Pansyavevano accettato le sue spiegazioni di buon grado.
Aveva detto addio alla vita, facendo sessocon la sua pseudo fidanzata Denise ed aveva aspettato di morire. Ma labastarda, la Morte, non se lera portato via.
Non che si potesse dire che non lavessesfiorato durante la battaglia.
Nelle prime concitate fasi dello scontro,quando i Mangiamorte disorientati si erano visti attaccare dagli Auror cosallimprovviso, ogni colpo aveva pi lui come obiettivo, piuttosto che lostesso Potter, a cui sembrava mirare solo Voldemort. Non che non lavesseimmaginato era il traditore, ci mancava anche che non lo facessero.
Meno ovvio era stato, invece, che erastato protetto da ogni parte. E questo gli faceva abbondantemente propendereper la tesi che fosse stato un sogno e che lui fosse morto.
Lupin, i Weasley, lo stesso Potter epersino la Granger che, poche settimane prima, gli aveva augurato di morireognuno di loro si era scagliato in sua difesa, evitandogli la morte quando gliattacchi erano semplicemente troppi e Draco aveva ormai sentito la fineprossima, fino al punto che i Mangiamorte avevano deciso di lasciarlomomentaneamente perdere per riprendere lo schema dellattacco originale, coscome inveiva Voldemort.
E lui era stato libero di muoversi comemeglio gli competeva, come sapeva meglio, come il serpente elegante maimplacabile, che aveva imparato ad essere.
Specie, quando avevano cercato didisarmarlo perch Draco Malfoy era il maestro degli Incantesimi senzabacchetta.
Ne aveva fatti fuori parecchi, anche digente che conosceva e con cui aveva riso per anni, ma che ora lo volevano mortonella maniera peggiore possibile. Primi tra tutti, Tiger e Goyle.
Ed aveva anche restituito il favore cheaveva avuto, quando era stato protetto. E questo, se possibile, era ancora piassurdo. Doveva essere morto, decisamente, allanima della Chips e delle sueferite superficiali.
Ricordava distintamente sua ziascaraventarsi su Molly Weasley, come una bestia ferita, pronta ad ucciderla.
E ricordava anche distintamente s stessocolpire il sangue del suo sangue, alle spalle. Era stata lei, Bellatrix, poi, alanciargli un anatema che gli aveva rotto la gamba.
Ma, prima di allora, aveva anche salvatola Piattola Weasley da Pucey e lui laveva guardato con un odio tale che, perun attimo, non era stato pi in grado di muoversi.
Ovvio sua sorella marciva ad Azkaban percolpa sua.
Aveva persino aiutato Potter ad infliggereil colpo finale a Voldemort se questa non era fantascienza, non sapeva checosa altro poteva esserlo
Non che la sua vita non si fossetrasformata progressivamente in una patetica commedia degli errori ma pensavache il palcoscenico calasse quella sera.
Lo pensava e forse lo sperava pure. Dracosi port una mano tra i lunghi capelli biondi, stringendone una ciocca conrabbia, piegandosi in due sul lettino su cui sedeva da quando la battaglia era finita.
Attorno a lui, la gente si muoveva come uncorpo solo, dotato di mille teste. Cera chi piangeva qualcuno che era morto,chi rideva, chi cantava, chi gemeva per il dolore. Era come un coro stonato inmodo macabro e perverso, a cui si aggiungeva e mescolava lodore del sangueche, come sempre, lo faceva stare male, e quello del disinfettante, che glifaceva arricciare il naso.
Perch non era finita quella sera? Cherazza di senso dellumorismo aveva quel Dio che lo aveva risparmiato?
Non sapeva che farsene della sua vita. Nonsapeva che farsene.
Sarebbe dovuto morire quella notte, comeun eroe non vivere come un fantasma attendendo di morire per mano diqualcuno, desideroso della sua testa di traditore
Gli avrebbero proposto di cambiareidentit, lo immaginava ma Draco Malfoy gli sarebbe sempre venuto dietro persempre lunico modo per chiudere i conti con lui, era morire.
Morire, quel giorno ed ora? Che avrebbefatto?
Era meno che niente non era nulla nonaveva nessuno da riabbracciare, alla fine di quella guerra. Era solo un uomomorto che camminava. Che cosa avrebbe fatto, adesso, ora che non era pi utilea nessuno?
Come una risposta materializzatasi aquella domanda, si sent chiamare leggermente a bassa voce da qualcuno:Malfoy.
Sollev gli occhi umidi, incontrandoquelli castano chiaro della Granger che lo guardava lievemente preoccupata. Sitir immediatamente a sedere composto, come se fosse stato punto da unape,raddrizzando la schiena.
Lei segu quelle manovre in silenzio, limitandosia spostare il peso da una gamba allaltra, visibilmente a disagio. Dovevaaverla costretta qualcuno, probabilmente Potter, a venire l a parlare con lui.
In fin dei conti, ricord Draco serrandola mascella, lultima volta si era augurata caldamente che morisse ed invecenon era successo. Se avesse saputo lei, la Granger, che per lui era unamaledizione essere ancora vivo
Che diamine vuoi?! inve con rabbia,guardandola e desiderando avere il braccio rotto, piuttosto che la gamba,almeno si sarebbe potuto alzare ed andarsene in modo dignitoso.
Allanima di Bellatrix, che marciscaallinferno, lei che morta sul serio
La Granger non rispose ancora, abbass gliocchi e rimase in silenzio, dondolandosi pensosamente. Sembrava vittima di unprofondo conflitto interiore, come se nel suo corpo si scontrassero due volontdiverse che le imponessero di fare due cose diametralmente opposte. Non le eratipico quellatteggiamento silenzioso e sommesso: piuttosto le era tipico cheiniziasse ad urlare e a sbraitare, dicendo assurdit. Invece se ne stava ferma,in silenzio, contraendo le mani.
Avrebbe voluto battere il piede per terra,richiamando la sua attenzione ed esortandola a muoversi, ma non lo fece. Glivenne piuttosto da osservare come stesse, nel caso avesse subito qualche colpoche le impedisse di ragionare.
La camicetta rosa che indossava, erasporca di sangue e terriccio, ma lei non sembrava ferita; anche i pantalonifustagno erano macchiati allo stesso modo, ma ancora non sembrava ferita.
Doveva essere il sangue di qualcun altro,non il suo.
Aveva comunque le braccia magre coperte dilividi ed ematomi, un labbro spaccato su cui si era aggrumato del sangue e lemani coperte di piccoli tagli.
Ma, rispetto ad altri, si poteva dire chestesse bene.
Draco sospir lungamente, niente traumicranici ed allora che diamine voleva ancora?
Alla fine, lei scosse il capo leggermente,sospirando lievemente, e sollev gli occhi che avevano riassunto il solitocipiglio autoritario. Sorrise in modo nervoso ed automatico, prima di dire:Scusami se ti ho disturbato volevo solo riferirti che il Ministro mi hachiesto di dirti che vorrebbe incontrarti la settimana prossima per parlaredella tua situazione. La sua voce si era piegata a disagio sullultima parola,facendole distogliere lo sguardo da lui.
Certo la mia situazione replic lui,per nulla interessato al messaggio. Non era venuta a fare lambasciatrice laGranger era dannatamente cristallina quando ci si metteva. Era venuta peraltro.
Cosa, lo sapeva solo lei
Rimase ancora in silenzio, poi, quasipreda di unispirazione improvvisa, Hermione gli chiese distrattamente, nonguardandolo ancora in viso: Stai bene?.
Doveva essere davvero morto, constatsorpreso, visto che la Granger gli chiedeva anche come stesse volevarisponderle male, irritandola e facendo sparire quel fastidioso contegno chestava mostrandogli, ma non ce la fece ancora.
Sto bene me la caver sussurr, e fuquasi un riflesso automatico chiederle: E tu?.
Lei sembr sorprendersi davvero perquesto, serr le spalle e lo guard interrogativa. Poi, qualcosa le curv losguardo in modo quasi dolce e sorrise in un modo che non le aveva mai vistofare: Me la caver anche io.
Draco, imbarazzato, volt il capodallaltra parte, concentrando tutta la sua attenzione sulle operazioni dibendaggio di Madama Chips.
Sarebbe stupido, allo stadio attualedelle cose, dirti: teniamoci in contatto o cose simili, visto che non siamo maistati in contatto la sent bisbigliare ancora, la voce che si perdeva nelvociare confuso che li circondava.
Draco non riusc ancora a voltarsi perguardarla in volto: Ci mancherebbe.
Lei rise piano, poi prosegu: Stammi beneallora salutami Denise.
E tu non salutarmi Weasley, Grangerreplic infine, ghignando. Lei borbott qualcosa, ma gli sembr pi farlo perabitudine che per effettiva irritazione.
Draco si volt, infine, solo quando senti suoi passi allontanarsi. Ne segu la chioma riccia, come quel primo giorno adHogwarts, sparire attraverso la folla di malati e degenti, per poi prendereluscita. Vedendola uscire, prov una fitta acuta allo stomaco nel bene e nelmale, dire addio alla Granger era dire addio ad un pezzo della sua vita.
La guerra era finita anche con lei.
Chi aveva vinto, non lavrebbe mai ammessocompiutamente perch era lei che aveva vinto, inutile girarci attorno.
Aveva davanti a s un futuro radioso eluminoso lui non sapeva nemmeno se ce laveva un futuro sarebbe diventata unadonna importante, potente, con ruoli di responsabilit e comando.
Ci giurava che sarebbe diventata il Capodegli Auror.
Ma soprattutto era una donna amata daLenticchia, certo, e questo poteva essere solo una disgrazia, ma intanto eraamata da qualcuno.
Poi, ovviamente, cerano Potter e glialtri Weasley
Sorrise, chiudendo gli occhi non volevaessere amato, mai pi specie da tipi del genere ma, intanto, dopo anni discomoda lotta intestina, poteva decretare il risultato di quello scontro.
La piccola Granger aveva sconfitto il grandeDraco Malfoy.
Si stese di nuovo a letto, chiudendo gliocchi. La guerra aveva avuto il pregevole dono di tirare fuori la vera naturadelle persone. Comprese le loro.
Aveva tirato fuori la sua, nera come lapece e dannata pi dellinferno. Ed aveva tirato fuori quella della Granger,luminosa, chiara, trasparente come un paradiso che a lui era solo dato diguardare.
E la guerra aveva anche deciso quella chesembrava una battaglia eterna.
Lui non poteva assolutamente competere conHermione Jane Granger.
Ero andata a chiedergli scusa, quel giorno.
Non mi aveva costretto Harry ero andata a chiedergli scusa per avergliaugurato di morire.
Stringo il pugno sulla superficie gelida dello specchio, immaginandomi adun tratto in modo chiarissimo anche quello che sta succedendo, dopo che Dracomi ha visto uscire.
Sono rimasta fuori dalla tenda per una decina di minuti, una mano sulpetto, andando avanti ed indietro innervosita.
Perch non ce lavevo fatta era stata la primavolta che mi ero sentita in imbarazzo, davanti a lui.
Non mi era mai successo, e questo mi rendeva confusa. Poi, me ne scordaiovviamente, specie perch non avevo spiegazioni.
Spiegazioni che avrei trovato sempre a fatica, quando non avrei potuto piignorare quella sensazione, vivendo con lui.
Quella sensazione il legame, il filo rosso sempre esistito. Sempre.
Gi da quel giorno certo non ci sopportavamo, ma gi non ci odiavamo pi. incredibile che io lo capisca solamente adesso.
Il vero odio, contrariamente a quanto ho sempre pensato, non nacque inquegli anni, ma dopo. Quando divenni il Capo degli Auror perch divenni quellache copriva il silenzio sulla morte dei suoi genitori. E perch, ai suoi occhi,fui la complice omertosa delluccisione di Helena ed Amos Diggory, visto chenessun Auror intervenne quel giorno, essendo coinvolto lui.
Dopo, quelle cose si sono rivelate infondate
ma intanto avevano avuto lenorme potere di spazzare via quel germepositivo, che mettemmo quel giorno.
Lavrei inseguito, poi, per settimane, non appena lo rividi, pensando chefosse ancora uno vetusto orgoglio Purosangue a separarci. O semplicemente latesi che eravamo troppo diversi per stare assieme, anche solo come amici.
Quel germe, per, era gi esistito.
Astoria aveva ragione, sempre stato tutto pi semplice di quello checredevamo... e forse la condanna per chi calpesta un legame del genere, di cuisi dovrebbe solo essere grati, proprio questa. Sforzarsi con la stessa forza,con cui si negato quel legame, di ricostruirlo e, non riuscendoci, viverecon la consapevolezza di averlo perso solo perch lo si distrutto con leproprie mani. Questo, ha scelto Draco. Vivere con questa condanna, con questopensiero, convinto come , di avermi perso per sempre.
Ma oggi, Draco, anche questo finisce
Quel legame sempre esistito esiste ancora oggi e sempre esister possiamo fare qualsiasi cosa, andare, tornare, svegliarci edaddormentarci, ma esso sar sempre l.
Di negarlo, oramai, sappiamo entrambi che impossibile
E se tu hai accettato di vivere con iltormento di averlo perduto, io non lo far mai. Mai pi.
Perch sempre l, intero, bello,splendente, come sempre stato anche quando non lo vedevamo.
E se vivere significa negarlo, e moriresignifica che esso parte di noi se devo morire, sapendo che inevitabile efatale che sono destinata ad essere tua
cos sia.
Questo capitolo stato un autentico parto!! Non so nemmeno io da quanto lo state aspettando,povere stelline mie!! Purtroppo di mezzo c stato, nellordine, un esame, levacanze di Natale, una crisi dispirazione senza precedenti e tutta una seriedi piccole cose rompiscatole che mi hanno distratto il cervello J Inoltre sono troppo egocentrica per avere una beta, quindi rileggere ilcapitolo e scovare i mini errori stata una pena senza precedenti L Ma a parte questo, finalmente iniziamo a fare un po di ordine in questamatassa di eventi che ho messo a cuocere, entrando nella testa del belSerpeverde!:D Devo dire che Draco mi affascina molto come personaggio e sperodi essere riuscita a renderlo anche se solo in parte voglio, come sempre, cheresti assolutamente IC, credo che sia la mia prima priorit nella storia,stessa cosa ovviamente per Hermione. Quindi, siccome la mia storia seguelandamento di quella canon fino al sesto libro,volevo assolutamente che Draco non sembrasse innamorato di Hermione gi dalprimo anno, cosa che ho letto in alcune fic e che, aparte alcune, non ho trovato molto convincente. Sono dellopinione infatti che,se guardassimo solo la storia originale, Draco ed Hermione sono colmi dipotenzialit luno nei confronti dellaltra, ma bisognerebbe introdurre unevento davvero traumatico nella vita di entrambi per farli avvicinare. Ma,lasciando le cose come stanno, non riesco proprio ad immaginare un Dracoinnamorato di Hermione gi dal primo anno, quando la chiamava Mezzosangue esimili insomma volevo creare una connessione tra di loro che fosseindipendente da un comune sentimento damore, inteso in modo tradizionale. Mipiace molto lidea di un rapporto fatale che esiste indipendentemente daetichette come AMORE, ODIO, AMICIZIA, ecc e mipiaceva molto anche lidea di due persone che hanno vissuto la vita, lunaaccanto allaltro, ma senza toccarsi davvero mai questo, ripeto, la miapersonalissima idea e spero di averla resa al meglio!! Ovviamente sono aperta aqualsiasi nuova tesi:D nel prossimo capitolo, invece, entreremo pi nel vivodella vicenda, scorrendo i ricordi di Draco al Petite peste, quindi della miavera storia!
Il titolo delcapitolo preso da una canzone dei Trading Yesterday, a mio dire, davverostupenda ed adattissima a questa coppia per chi la volesse ascoltare questo il link di un video DRAMIONE proprio con questa canzone in sottofondo!
http://www.youtube.com/watch?v=DuLYt7GOmBk
Ora passovelocemente ai ringraziamenti e alle risposte di rito:
SHINKORO: chebello una nuova lettrice!! Ti ringrazio tantissimo dei tuoi complimenti, mihanno fatto davvero piacere!!:D sono contenta che la storia ti sia piaciuta eche tu te la sia divorata!! Sono cose che, ad una pseudo scrittrice come me,fanno sempre piacere!! Purtroppo come avrai potuto leggere da questo capitolo,Hermione cinque anni dopo effettivamente sposata con unaltra persona ma inHALFT le cose non sono mai come sembrano e, tranquilla, ho sempre garantitolhappy ending tra la nostra Herm e Draco!! Grazie ancora, un bacio
SLAB: Comediamine ha fatto Draco Malfoy ad innamorarsi di Hermione Granger?, ladomanda da un milione di dollari, anzi di galeoni!! J ma spero che da questo e dal prossimo capitolo di dare finalmente risposta aquesta domanda!! Grazie tantissimo dei tuoi complimenti, e non ti preoccupare,recensisci quando puoi e vuoi!:D un bacio!!
LADY_SLY: Ciaocara Ale!! Grazie davvero dei tuoi complimenti, lo scorso capitoloeffettivamente mi stato abbastanza difficile da scrivere, nel senso cheHermione immobilizzata in un letto, non era il massimo della vita per unadescrizione accurata, ma volevo effettivamente che arrivasse quello di cui mihai parlato tu, cio la sensazione quasi di sentirsi soffocati dalla voglia diparlare, di fare qualsiasi cosa e di non poterlo fare. Mi piaciuto tantissimo il tuo paragonedella mia storia ad una pianta dedera, unimmagine davvero affascinante epoetica!! Grazie ancora, un enorme bacio!
ERUANNE: ciaocarissima!! Hermione effettivamente, soprattutto per come lho resa io, purompere le scatole anche se fosse muta e sorda! In questo assomiglia molto allasottoscritta! Grazie della fiducia anticipata per questo capitolo, spero cheti piaccia anche dopo averlo letto come infatti hai visto, ho seguito il tuoconsiglio e ho vagato un po nel passato dei nostri cari Herm e Draco!!:D Non ti preoccupare dellHermione del futuro, gi dal prossimocapitolo avrai una bella sorpresa! Un bacio Cassie!!
PICCHIBAU: ciaocara!! sempre bello trovare nuove lettrici! Tranquilla, in tantissimeoccasioni ho ribadito di non farvi Spaventare dallapparente futuro nero diHermione! Andr tutto bene, ve lo assicuro! Un bacio e grazie a te di averletto la mia storia! Un bacio!
STELLALE: ciaotesoro!! Grazie davvero dei tuoi complimenti, me ne fai davvero tanti tanti , me felice!! Le parti del futuro sono effettivamenteun po laceranti anche per me, nel senso che difficile scriverle sapendo chec dietro, ma davvero, dal prossimo capitolo le cose andranno meglio anche perla Herm del futuro! Per quanto riguarda la parte sulpresente, anche io ho adorato (pure se lho scritta da sola!) la dichiarazionedi Draco, rispecchia lidea dellamore che ho io, qualcosa di puro, totale eche non ti porta mai a cambiare te stesso, e che ti rende pi libero, non piprigioniero. Volevo che si avvertisse quanto Draco fosse cambiato per meritopi o meno palese di Hermione e luscita di scena mi serviva cos, anche sesono stata effettivamente cattivella! Pansy e Blaise volevo lasciarli comesono, due Serpeverde, odio quelle storie dove familiarizzano subito con Hermione, anche se sono anni chenon si sono mai filati di striscio. Per quanto riguarda Raissa, avr un ruolomolto importante in futuro, e sono i segreti del mestiere spiccio che facciolasciarla per il momento in ombra!!:D Una cosa: correggimi pure quanto vuoi!!Merito fior fior di strigliate per certi pasticci checombino!! Quindi dimmele tutte che, progressivamente, quando si spera, riuscira rivedere la storia che piena di contraddizioni insopportabili, toglieranche quegli errori! E sono stata cos logorroica che il capitolo viene persinodiviso in due parti!!:D grazie ancora!! Un bacio!!
VERONIC 90: grazietantissimo dei tuoi complimenti, questi capitoli sono daaaaavveero importantissimi!! Un bacio!!
SINGER: credo chela domanda : Come diamine ha fatto Draco Malfoy ad innamorarsi di HermioneGranger?, sia la pi quotata al mondo!! Grazie dei complimenti, un bacio!!
OPHELIA: ciao tesorina !! Tu mi fai troppi complimenti, addirittura ungenio??!! Se fossi cos geniale non avrei aspettato tanto tempo per scrivere edavrei circa due miliardi di recensioni!!:D ti ringrazio davvero tantissimo,anche di tutti gli spot via facebookiana !! Raissa nonconvince nemmeno me che lho creata, ed tutto dire sar lei a dirmi in chedirezione vuole andare!!:D come avrai letto, alla fine ho scritto anche deiricordi di scuola e per questo il capitolo lo dovevo per forza dividere indue:D spero che non ti dispiaccia!!:( un bacio, tesorina !!
HELDER BLACK: ciaocarissima! Sono contenta che la scena della dichiarazione ti abbia scaldato ilcuore, una cosa bellissima da sentire considerando, come sempre, quanto fossidubbiosa al riguardo:D grazie ancora tantissimo, un bacione!
VANILLA SKY: no,no, non tralasciare lo spagnolo per me!! Bisogna studiare!! (lo dice una chedovrebbe studiare diritto commerciale ed invece sta scrivendo da ore!!)!!grazie davvero tantissimo dei tuoi complimenti!! Hai davvero ragione, me ne erodimenticata!! Questa storia era anche pubblicata sul sito Every little thing dedicato alle Dramione , ma poi, come centinaia di altre cose mie, mi sonodimenticata di aggiornare anche l, sono contenta allora di averti ritrovatoqui J un enorme bacio, Cassie!!
LYLI ROSE: ciaocara, grazie dei tuoi complimenti!! Purtroppo il futuro dei cinque anni dopo siavverer, ma non per il momento, e comunque avremo sempre il lieto fine!! Possoanticipare per che la colpa di tutto sar di Hermione stavolta, non del povero Dracuccio !! Grazie tantissimo del tuo consiglio,effettivamente lho trovato molto utile, specie nellultimo ricordo! Draco veramente prolisso quando ci si mette, un personaggio molto complesso L grazie ancora!! Un bacio!!
SEVEN: la miacarissima Nadia!! Inutile che ti stia a dire quanto adoro le tue recensioni,sono delle vere e proprie analisi del testo, farcite delle tue riflessioni. Comedico sempre, sei il sogno di ogni pseudo scrittrice come me!! Grazie davverodella pazienza che hai nellascoltare tutte le mie paranoie sulla storia esimili!! Lo dico e lo ripeto, met di HALFT del tutto MERITO TUO!!! ( ps : ho di nuovo msn andato, ma una cosa passeggera, la risolvo in poco!) un bacio, tvb !
HALEY JAMES: Haley , ciao!! Mamma mia, grazie davvero, addirittura unlibro? J Sinceramente non lo so,diciamo che questa storia troppo legata al fandom di HP per poterla rendere autonoma ed indipendente come storia originale,dovrei stravolgere un sacco di cose e alla fine non sarebbe pi la stessa mail fatto che tu ci abbia seriamente pensato mi ha davvero colpito e fatto piacere!!Raissa mi piace ed inquieta allo stesso tempo, mentre Hermione mi semprefacilissima da descrivere perch, ripeto, in questa mia versione, non ho dovutofare altro che modellarla su me stessa!! :D Blaise e Pansy li ho volutilasciare volutamente cos, diciamo che ho cercato di pensare a come sicomporterebbero nella realt due persone che vedono un loro amico mettersi conuna che odiano (anche se tecnicamente non stanno ancora assieme) e penso chetroppa comprensione mi sarebbe sembrata forzata J un grandissimo bacio!!
Un ringraziamentoparticolare va alla meravigliosa SWEET TAIGA che ha realizzato una bellissimacopertina di HALFT che potrete vedere se entrate nel mio profilo FB , Cassie chan EFP!! E che mi ha anche davvero pubblicizzato in modomeraviglioso nella sua storia, dateci unocchiata, davvero carina!! Si chiamaSHE CALLED IT LOVE!! Ecco il link: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=607470&i=1
Un enorme bacioanche a coloro che leggono soltanto la storia, siamo a quota 162 preferiti, 228seguiti e 38 da ricordare!! Grazie a tutti!!