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Love song requiem step three

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Love song requiem step three

Questo capitolonecessita di una premessa, che spero leggerete tutti. Credo che sia un passoobbligato, considerando che laggiornamento arriva dopo pi di cinque mesi.

Non posso diredi non aver aggiornato per mia pigrizia, o per mia mancanza di tempo, anche sesicuramente lo studio, gli esami e quantaltro hanno influito. E sicuramente,come molte altre volte, ho avuto delle crisi dispirazione tali da bloccare ilmio lavoro, ed infatti leggendo forse noterete che c qualcosa di particolareche non ne era previsto e di cui ho dato conto via Fb e che ora non riprendo per non spoilerare troppo J . Credo di nonaver aggiornato per la profonda mancanza di stimoli che mi ha causato ilricevere pochissime recensioni nello scorso capitolo, a fronte di un numero divisite sempre molto alto . 8 recensioni (di cui alcune negli ultimi tempi)contro 1528 visite. Ora ovviamente so che molte di queste visite non sonoveritiere, nel senso che basta aprire il capitolo per far scattare ilcontatore, ma comunque il numero molto alto, considerando che questa storiaha comunque 176 preferiti e ben 274 seguiti. Ora chiaro che io non pretendocommenti da tutti, ad ogni capitolo, e specie da persone meravigliose che mifanno sempre sapere il loro punto di vista anche per altra via. Ma queste sonocose che non fanno molto piacere. Sar dura, ma io non nessun dovere dipubblicare questa storia, potrei benissimo continuare a scriverla e mandarlavia mail a coloro che mi seguono. Sarebbe semplicissimo no? E so perfettamentedi essere magari impopolare o ripetitiva con questo discorso, ma per pseudoautrici come me che comunque non hanno moltissima fiducia nelle propriecapacit e credono sempre di non essere allaltezza, questa stata una bellabotta. E ripeto, non mi sono mai lamentata, quando le recensioni erano unaquindicina, perch non credo nemmeno di meritare duecento recensioni acapitolo, ma credo che questo discorso fosse comunque doveroso, perch larecensione pu anche servire a dire che la storia sta prendendo una piegasgradita, io lo accetterei. Ed invece nulla.

Se sono stataconvinta non solo a pubblicare, ma anche a continuare questa storia, lo devoallentusiasmo di alcune ragazze straordinarie, che davvero mi hanno riempitoil cuore. Ovviamente sapete che parlo di voi, Francesca, Turchese, Nadia, AleStella, Sandra, Anna, Rosa e tantissime altre che adesso probabilmente e, consomma colpa, sto dimenticando. Le prime due, in modo particolare, mi hannodavvero incoraggiato tanto. Hanno creato un gruppo su FB su cui invito davverotutti, perch meraviglioso, e si chiama Put a spell on her eyes ( http://www.facebook.com/groups/209545025766521/ )e mi hanno sostenuto in ogni modo possibile ed immaginabile, dai consigli aidisegni alla realizzazione di video; e al di l di questo, mi hanno fattosentire che la mia storia era arrivata a qualcuno, che avevo trasmesso qualcosae che non avevo mai smesso di farlo. Davvero, sono stata fortunata a trovarepersone come loro ed per loro che questa storia ancora qui, in piedi.

Certo, pudarsi che ora dopo tanti mesi, la mia storia non sia nemmeno pi seguita comeprima, oppure non piaccia pi. E lo accetter, tranquillamente. Ma se lasituazione dellultima volta dovesse ripresentarsi, chiaro che sicuramentepotrei reagire in qualsiasi modo. La mia non vuole essere una minaccia, ma unaconstatazione.

So che unproblema segnalato tantissime volte su EFP, e so anche che forse non csoluzione. Ma non dirlo, non sarebbe stato da me, come ho gi detto altrevolte.

Detto questo,ringrazio come sempre coloro che hanno recensito, che mi hanno fatto sapere illoro parere su FB e in altre maniere, grazie davvero.

Vi lascio allalettura del capitolo, con un breve riassunto, nel caso vi foste persi qualcosa!

Draco ed Hermionesono riusciti a fuggire dalla trappola tesa da Astoria, alias Summer Layton , che si alleata con Pucey e Montague, gliassassini di sua sorella Helena, per uccidere entrambi, dopo aver compreso illegame che unisce i due. Hermione, ancora parzialmente sotto il controllo delloZahir che Astoria, con linganno, le ha fatto creare, senza voce e sotto ilpesante rischio di essere nuovamente controllata dalla Greengrass ,che vuole che uccida Draco. Questultimo lha portata a casa di PansyParkinson, per proteggerla, prima di recarsi in un luogo sconosciuto, senzariuscire a parlare con Hermione e senza sapere che la ragazza innamorata dilui e che leffetto dello Zahir parzialmente sopito. Draco per aiutare Hermionea tornare s stessa, ha convocato una sua vecchia conoscenza, la figlia di Igor Karkaroff , Raissa, che le ha detto che lunico modoper tornare libera, sarebbe concentrarsi sullamore che Draco nutre per lei. E perfarlo, le sta facendo vedere i ricordi che Draco ha su di lei, conservati da Blaise Zabini per farli vedere a Serenity, qualora fosseaccaduto qualcosa a Draco stesso. Nella parte iniziale, come sempre, c unpezzettino del futuro lontano cinque anni che sta vivendo Hermione: dopo averricevuto una lettera, Hermione torna a Londra dopo cinque anni, intenzionata atrovare Draco con il figlio Alex.

E in questocapitolo, sta parlando con qualcuno

Capitolo 32 Love song requiemstep three

Sei cambiata non che non lo immaginassi,ma insomma anche esteticamente vederti tutto un altro paio di maniche.

B, ci sta sono passati cinque anni, infondo.

Non credo che sia per quello.

Lo so, daltronde portavo la stessaacconciatura da quando avevo diciotto anni ma allasilo, sai, quelle mammetutte agghindate mi facevano sentire a disagio.

Un tempo, non ci avresti dato peso.

So anche questo ma farecontemporaneamente la mamma e il pap, cambia molto della tua prospettiva.

E Ronald?.

Troppo permissivo, non credo che sia natoper questo se doveva negare una cosa ad Alex, lo spediva difilato da me nonche volessi il contrario, insomma. Credo di aver sottolineato in ogni modoconosciuto che doveva comportarsi da amico, da zio, da qualsiasi cosa, tranneche da suo padre.

Sei stata dura.

Sono stata giusta e visto comandata a finire, potresti darmi torto?.

No, onestamente no.

Questi anni sono stati una specie diprova continua di resistenza per me, certo. Ma soprattutto per lui, per Ronnon lo ringrazier mai abbastanza per aver accettato tutto questo, per proteggereme ed Alex. Specie, sapendo che figlio di Draco lui non lhai mai accettato,credo che nel profondo di s stesso, nonostante quanto Alex somigli a Draco,non ci creda nemmeno. Se vi facevo accenno, lui rifiutava anche solo disentirne parlare, sai quante volte ho cercato di condividere con lui il doloreper averlo perso? O ricordare cosa mi aveva unito a lui?.

Sei stata ingenua a pensare che potessecomportarsi da amico con te, allora.

Hai ragione, appena lho capito hosmesso, mi sono tenuta tutto dentro e va bene cos ma, anche se credo che lasua segreta speranza fosse che Alex lo considerasse suo padre un giorno, inmodo da convincere anche me a considerarmi sua moglie, le cose non cambiano. Nmai cambieranno. Sono stata vera, sono stata onesta. Sapeva che sarei tornatada lui. Ci vuole pi forza per fare questo che per rimanermene tranquilla inItalia con lui ci vuole una forza che nemmeno so se possiedo ancora, dopotanti anni passati a resistere. Ma lo devo ad Alex e a me nessuno credeva chelavrei fatto, ma lo sapevano tutti.

Parli dei tuoi o di Helder e Hayden?.

Di tutti credo che a tutti avrebbe fattopi piacere che fossi rimasta in Italia, con Ron ovvio, vogliono che siafelice, e li ringrazio per questo. Peccato che io non lo fossi, ero solosicura, non felice e, tornando indietro, forse non mi sarei sottoposta a tuttoquesto. Avrei protetto Alex in un altro modo e sarei tornata da Draco, subito.Perch io posso essere felice solo con lui e il loro proteggermi impedirglidi farmi male ancora. Questo pensano, sono convinti che Draco mi mander via,se anche riuscissi a trovarlo cosa che nemmeno io posso escluderecompletamente, anzi. Molto probabilmente andr davvero cos e se mi trattersar solo per Alex, quindi chiaro che sperassero che andasse diversamente.

Tutti, tranne me.

Lo so e ti ringrazio per questo.

Che cosa farai adesso? Ho fatto tutto ilpossibile anche Kevin per quanto conti sai, alla centrale ma nulla sonoanni che non lo vedo, da quella mattina che.

Io lo trover in qualche modo, troverlui e Serenity non potrei vivere sapendo di non averci nemmeno provato. Fosseanche lultima volta che lo vedo, io devo trovarlo.

Un piccolo seme. Piccolo, minuscolo, fragile.Timoroso, soprattutto.

Draco lo vede, lo scorge, mentre trova una cullanei suoi pensieri, un incavo di friabili convinzioni e di volubili idee. piccolo, fragile, ma, giorno dopo giorno, mette radici.

Mette foglie brillanti e verdi. Germoglia dicolori mai visti. Fruttifica.

Giorno per giorno.

Quando Draco, per la settima volta in circa dieci minuti, si ritrov aleggere la stessa riga dellestratto conto mensile delle spese del locale, capche cera decisamente qualcosa che non andava. Alz gli occhi al cielo,sospirando, togliendosi gli occhiali dalla montatura di metallo che usava perleggere, e poggiandoli sul bancone nel cono di luce della lampada verde cheilluminava le carte. Si pass pensosamente un dito sul mento, cercando direcuperare il filo dei suoi conti, ma un nuovo urlo proveniente dalle cucine,lo fece desistere completamente dal suo malsano proposito di controllareleconomia del locale. Guard lorologio, le undici e trentacinque se fossestata una serata normale, a quellora ci sarebbe stata gente che andava avantied indietro, cibi e bevande portati in processione, con somma gioia delle suetasche. Ed invece no i babbani dovevano inventare una cosa chiamata ChampionsLeague, attinente ad unaltra cosa infernale, chiamata volgarmente calcio equindi, dato che cera una partita importante, tutti erano rimasti a casa o sierano attrezzati per andare a vedere il match in un altro locale, non come ilsuo, che rifiutava categoricamente di proiettare le partite di calcio.

Lultima volta che si era azzardato a fare una cosa del genere ci avevarimesso, oltre che un buon quarto del suo autocontrollo a non usare la magia ea restare il penitente Draco Malfoy sotto mentite spoglie non magiche, anchecinque sedie ed un tavolino, dato che ad Ashley Cole era venuto in mente diarpionare con un calcio volante Steven Gerrard , che aveva praticamente gi segnato.

Non che i maghi fossero da meno le ricordava ancora le partite di Quidditch , viste con Blaise eTheodore. L volavano Schiantesimi da far impallidirepersino lalgido Piton .

Quel ricordo, ora cos lontano gli fece stringere il cuore per un momento,ma poi intervenne un altro urlo sovraumano dalle cucine che ebbe, perlomeno, ilpositivo effetto di distrarlo da quel pensiero. Le spalle afflosciate, decisedi alzarsi alla fine, per rendersi conto di che diamine stesse succedendoancora. Non che non lo immaginasse la colpa era la sua, certe cose uno se ledoveva anche aspettare.

April aveva un esame lindomani, ed aveva chiesto di poter fare solo il turnomattutino. Gail aveva biascicato qualcosa sul trigono di Giove con Orione, edera fluttuata fuori qualche minuto prima. Lorna e Corinne, ovviamente, avevanoinventato una serie di balle spaziali per non lavare i piatti. Lawrence, daclausola contrattuale, non aveva lobbligo di lavare i piatti, Trey idem. Nonera nemmeno venuto quella sera, dato che la discoteca era chiusa. Con sommapace delle sue orecchie, anche Astoria non cera. Doveva incontrare quella cheprendeva il suo posto a casa sua per darle la solita scorta settimanale dicapelli per la Pozione Polisucco , cosa che duravatendenzialmente tutta la serata visto le lagne che faceva per strapparseli.

Ergo, gli unici due rimasti che potevano urlare in quel modo, nellecucine, erano ovviamente la Granger e Seth.

Si sporse, sospirando oltre la soglia, guardando allinterno. Immersi trapile di pentole e nuvole di schiuma, mentre davano le spalle alla porta, Sethed Hermione non si resero conto della sua presenza.

Lei era intenta a lavare i piatti, un paio di guanti azzurri di gomma chele arrivavano quasi al gomito, i capelli raccolti e tenuti goffamente assiemecon lausilio di una matita a mo di fermaglio, da cui cascavano delle cioccheche lei continuava a spostare con fastidio, inarcandosi come un gatto dato cheaveva le mani bagnate. Era una serata calda e nelle cucine faceva ancora picaldo, quindi si era tolta la divisa da cameriera per il solito paio di shortsneri e la maglia da calcio rossa, che, a dispetto di quello che diceva, aveva quasiadottato. Come sempre, era scalza: le ballerine nere di velluto che indossavadurante il turno, erano in un angolo, ma evidentemente doveva ancora perso leciabatte.

Seth era alla sua sinistra, anche lui immerso nel lavabo, mentre brandivapericolosamente il tubo dellacqua per risciacquare le pentole, lavate daHermione. Pericolosamente, perch lo agitava come unarma nella foga dellaconversazione con lamica, schizzando dappertutto e provocando le urla diHermione che Draco aveva sentito da fuori. Seth era ancora vestito di tuttopunto, come poco prima, troppo preso dalla conversazione per rendersi conto diavere la camicia di Armani a cui tanto teneva, zuppa fino al gomito. Senzacontare la macchia di schiuma sui jeans neri.

Draco alz gli occhi al cielo per lennesima volta, dire che quei dueavessero legato era un pallido eufemismo come facessero ad andare daccordodue persone cos diverse, era un autentico mistero. Draco poteva azzardare chefossero semplicemente complementari: la Granger cos realistica, cinica e pocodedita alle pratiche femminili, che invece affascinavano il sognatore e vanesioSeth.

Punto primo, uno cos perfetto non pu esistere! insano, malato efuorviante dare un messaggio simile alle ragazzine! E a te, per quello checonta, visto quanto sei ingenuo, Seth! stava sostenendo la Granger, ad ogniparola il suo volto si faceva pi rosso, specie ai tentativi di Seth diprendere la parola Punto secondo, lei unidiota! Diamine, cade anche in unabuca larga ottocento chilometri e visibile dallo spazio! Ma ovvio, altrimentiquel tomo non si sarebbe mai interessato a lei se non fosse cos imbranata danecessitare della scorta anche per andare in bagno!, la Granger prosegu senzanemmeno prendere fiato, sbuffando allennesima ciocca di capelli che le eracaduta sulla schiena Punto terzo, una saga profondamente anti femminista!

Lei fa sempre tutto quello che dice lui, parola per parola, e non siribella mai!.Per non parlare di quando lui la abbandona. Cade in una depressionenon umana!. Allennesimo tentativo di Seth di interromperla, assunse uncipiglio severo, inarcando un sopracciglio, prima di replicare: E puntoquarto, e per piet non aggiungo altri duecento motivi di biasimo, un amore delgenere non amore e basta.

La sua voce, su quelle ultime parole, aveva assunto un colorito pi tenue,soffuso, quasi triste. Draco, ancora seminascosto dietro la porta a spinta, lavide distintamente serrare le spalle, quasi in una contrazione involontaria.Tacque per qualche istante il rumore anche delle stoviglie e dei gorgheggidacqua, e il suo viso si chin leggermente, mentre probabilmente fissava senzavederlo realmente, il lavabo ancora ingombro di piatti sporchi. Seth si voltrepentinamente verso di lei, guardandola preoccupato. Doveva aver capito checosa le fosse passato per la mente, perch le pos una mano sulla spalla esussurr: Herm , tutto ok?.

Lei, come se fosse stata attraversata da una scarica elettrica, inarc laschiena, tornando dritta, come se fosse stata colta in una colpa capitale. Nonera lespressione di Helena, quella della bambina colta con le mani nellamarmellata, che lui adorava tanto no, era unespressione completamentediversa. Helena, quando era colta in fallo, semplicemente sorrideva teneramente,piegando la testa di lato.

La Granger, no. Mai. Sbarrava gli occhi, serrava le spalle, contraeva ledita, come se fosse terrorizzata. Ecco, come terrore puro di rivelare qualcosadi troppo segreto.

Forse, di rivelare che anche lei fosse fallibile come ogni persona. Erasemplicemente terrorizzata che qualcuno capisse che non era perfetta.

Draco sospir tra s e s, pi conosceva Hermione Granger, pi studiava lesue espressioni, e pi esse diventavano dissimili da quelle di Helena. Di primoacchito, infatti, ancora le avrebbe potute confondere, ma stava diventandosempre pi difficile. Si assomigliavano ancora come due sorelle, ma lentamentelincanto stava svanendo. Era facile, prima, fraintendere le espressioni dellaGranger. Per esempio, lei abbassava lo sguardo e lui ripensava ai momenti ditristezza di Helena.

Ma Hermione era come un foglio di carta in controluce. Dietro, si vedevache cosa pensava davvero. E la maggior parte delle sue preoccupazioni, dei suoipensieri, non avevano nulla in comune con quelli di Helena.

E conoscerli, intuirli, faceva s che la vedesse diversa.

Gli era rimasto solo il sonno della ragazza, quando non era cosciente. Erail solo momento in cui riusciva ad ingannarsi, le palpebre di lei chiuse suquegli occhi scuri, follia di domande che affastellavano la sua mente.

Comunque tu, Twilight, stasera non lo vedi! Non nel mio spazio vitale,almeno che comprende una superficie di almeno quindici chilometri quadratiesplose alla fine lei, la voce pi stridula del solito. Cambiava discorso,evidente. Le spalle si erano aperte di botto nel suo solito contegno quasimilitaresco, Draco si sorprese di come aveva preso ad annotare e riconosceretutte quelle cose di Hermione, senza nemmeno rendersene conto.

Seth inizi ad uggiolare, implorandola, dando vita ad una serie di strepitiintensificati dalla voce di lei, che continuava a perorare la sua causa con latenacia di un avvocato.

Stasera nessuno vede niente di niente Draco, alla fine, usc alloscoperto, pensando che solo la sua presenza avrebbe fatto terminare lelamentele di Seth, cosa che infatti accadde quasi immediatamente, mentrelamico si voltava a guardarlo sorridendo, con il solito sguardo dolce emieloso. Al suono della sua voce, anche la Granger si era voltata su s stessa,guardandolo per qualche secondo, mentre un ulteriore ciocca di capelli sfuggivadalla presa della sua acconciatura, sfiorandole una guancia. Non appena misecompletamente a fuoco che si trattava di lui, Hermione abbass gli occhi imbarazzata,restando a testa bassa.

Draco sospir leggermente, quella era una novit degli ultimi giorni. Daquando le aveva detto dei suoi e lei si era scoperta assolutamente ignara delletrame che avvenivano alle sue spalle, Hermione era sempre timorosa di guardarlonegli occhi, abbassava il mento che prima soleva sollevare ad ogni pisospinto, nel cipiglio orgoglioso che le era tipico. Ora, si vergognava quasidi guardarlo.

Anzi togliamo il quasi Hermione Granger, la Regina del Bene, sivergognava davvero di guardarlo. Si vergognava di s stessa. Come sempre, avevapreso sulle sue spalle sottili e magre colpe non sue, le stesse colpe che, daquella sera su quella terrazza, lui le aveva definitivamente tolto,assolvendola. Era innocente anche per Draco, come era sempre stata per chiunquealtro.

Ma Hermione Granger, agli occhi del suo implacabile tribunale interiore,era colpevole e meritevole di una pena esemplare. La immaginava tormentarsinelle notti insonni, chiedendosi cosa avrebbe potuto fare per impedire quelloche gli era accaduto, oppure mentre si chiedeva se avrebbe potuto saperequalcosa di pi, di fronte al silenzio omertoso del Ministro.

In attesa del supplizio e della redenzione, tingeva le guance di un rossoreinquieto, serrava le parole in gola, taceva gli occhi del bagliore fiero cheaveva sempre.

A Draco venne curiosamente da sorridere. Non da ridere, non di lei solo dasorridere. Ne soppes la figura per qualche istante, trovandola ormaicuriosamente familiare, in quella cucina, con quellabbigliamento comodo,persino in quella posa che la faceva apparire pi piccola, mentre restava scalzasul pavimento della cucina e tormentava il labbro inferiore con i denti. Dopo iprimi giorni di spaesamento, quando, emergendo dai suoi pensieri, la vedevadavanti ai suoi occhi e doveva fare uno sforzo immane per non chiederle checosa diamine ci facesse ancora l, ora era naturale vederla l. Naturale, gi.Con una semplicit che disarmava, Hermione Granger era diventata una presenzanaturale attorno a lui. La guard ancora, lei che stringeva le spalle, quasiincassandole dentro il petto, come a volersi rendere invisibile. La curvaturadelle labbra sottili di Draco fior sul suo viso, senza che lo avessepremeditato.

Era bella.

Un tonfo nel petto, e si corresse automaticamente, senza traumi oconfusione. Non era lei che era bella:era bella la sensazione di averla l.

Poteva essere insopportabile come poche, ma Hermione aveva il dono diilluminare e riscaldare laria attorno a s. Lei non ne era minimamenteconsapevole, anzi si stupiva non poconel rendersi conto che aveva un qualunque effetto sugli altri.

Hermione spingeva tutti a migliorare, perch scandagliava dentro le personee vedeva quello che loro non riuscivano a vedere dove potevano arrivare, chipotevano essere, cosa potevano conquistare. Iniettava fiducia, speranza,coraggio.

In questo, non che fosse dolce, beninteso: spesso era dura, perch odiavala gente che sprecava s stessa, il proprio tempo, le proprie doti. Diventavaquindi autoritaria, caparbia, orgogliosamente fiera e supponente.

Eppure, non cera nessuno che non ladorasse, come se tutti leggesserodietro quellapparente ruvidezza, il sentimento profondo che nutriva per chiera oggetto di quelle attenzioni.

Seth e Serenity conoscevano unallegria che Draco non li aveva mai vistoaddosso, ed anche gli altri colleghi le volevano bene sinceramente. SoloAstoria, ovviamente, non poteva sopportarla e chiedeva a Draco ogni giornoperch la tenesse l.

Lo scrutava alla ricerca del particolare che le sfuggisse, memore deiceleberrimi litigi tra lui e la Granger, che avevano incontrato leternit trai ricordi degli studenti di Hogwarts.

Draco non le diceva del ritratto, ovviamente, Astoria non avrebbe capito. Dallaltodella sua enorme superficialit ed egocentrismo, era convinta che lui nonamasse pi sua sorella, che si fosse rassegnato e lui, per quieto vivere edinedia, glielo lasciava credere. Ma, del resto, non si sforzava di darlenessunaltra spiegazione che non fosse un vago: La Granger unex Auror per proteggere Serenity. Astoria alzava gli occhi al cielo, sbuffava, ma perora non controbatteva, aveva troppo da perdere per farlo, ma era cristallinoche la sua spiegazione si reggeva in piedi come un castello di sabbia. E se ungiorno Astoria, per puro coraggio o masochismo, avesse davvero fatto quelladomanda in pi, che avrebbe risposto?

Non lo sapeva, Draco Malfoy non sapeva che rispondere alla domanda sulreale motivo per cui tratteneva l Hermione Granger. Parlava di un ritratto chenon sapeva nemmeno se poteva finire, per nascondersi la coscienza. E di questose ne rese conto compiutamente in quel momento, mentre guardava Hermioneincastrarsi perfettamente nelle sue abitudini e nella sua routine, con la caldae soffice sensazione di essere parte del suo mondo, di quella piccola famiglia costruitasullargilla del dolore e sul limo delle menzogne.

Cosa li univa esattamente?

A volte, sembrava che lei agisse anche su di lui, come faceva con glialtri. Come se lo spingesse a essere migliore.

Allontan questo pensiero con fastidio, quasi come fosse una mosca molesta,agitando il capo con noncuranza. Figuriamoci, era solo per il ritratto. Noncera altro dietro.

E ci mancherebbe che, a volte, persino Hermione Granger non diventasse asuo modo piacevole in caso contrario, doveva essere davvero un errore divinoche fosse nata. Non poteva avere solo difetti, no?

Riprese a parlare pi sereno, convinto dai suoi ragionamenti, ma non alpunto tale da non lasciarsi sfuggire un vigoroso sospiro mentre incrociava lebraccia: C da chiudere cassa e io devo stare con Serenity quindi uno divoi deve farlo, considerando anche che il vostro quieto e pacato interloquireha reso i miei neuroni una marmellata informe.

Draco termin la frase con un silenzio eloquente, guardando i due che lisostavano di fronte. Seth si dibatteva tra la voglia di assecondarlo e la noiadi doversi occupare delle scartoffie, mentre in Hermione passavano migliaia dipensieri diversi.

Era facile leggerle dentro per lui, era facile in un modo quasi scontato.Anzi, pi che scontato era naturale, ecco. Ancora. Naturale era la parolagiusta.

Perch sembrava che lui, Draco Malfoy, fosse venuto al mondo provvisto delmanuale distruzioni di Hermione Jane Granger.

Tanti anni fa, una constatazione simile gli avrebbe provocato ribrezzo erepulsione, poi ne avrebbe cercato un evidente tornaconto da sfruttare a suofavore.

Ora, invece, nel celeberrimo mondo nuovo che fungeva da etichettaconsolatoria a tutto ci che non aveva risposta, accoglieva quel fatto conrassegnazione perch era un altro mattone che cementava quel legameincomprensibile che li univa.

Per esempio, ora sapeva come se fosse ovvio, che Hermione stava pensando diassecondarlo, ma solo per far piacere a Seth. Era visibile negli occhi nocciolache saettavano da lui a Seth, ma ovviamente Draco sapeva di infastidirla con lesue parole e con il suo tono di voce autoritario, quindi lei respirava forte unpaio di volte, inarcando le spalle. Eppure, Hermione non si sentiva in grado dicontraddirlo, visto che si sentiva ancora in difetto con lui, quindi listintoda ribelle, che ben sopiva davanti alle regole ma che non per questo nonesisteva in lei, le sigillava sulle labbra parole cariche di livore efrecciatine sarcastiche.

Draco, reprimendo ancora un sorriso, vedeva quelle parole astiose quasipremere contro la sua gola, facendo pulsare la giugulare sotto la pelle candidadel collo rimasto scoperto.

Alla fine, mentre le si rilassavano le spalle, Draco cap ancora prima cheparlasse che lui aveva vinto. Dietro, per, quel sorriso di circostanza, sapevache la Regina dei Grifondoro aveva fatto vincere solo laffetto per Seth ed il rispetto del dovere.Nemmeno nella sua mente (anzi, forse, soprattutto in essa) gliela avrebbe datavinta in qualche modo. Accett di chiudere lei cassa, a patto che, quando fosserisalita, Seth lavesse piantata con Twilight.

La fine te la registri, chiaro?! borbott, uscendo dalla cucina esorpassando Draco in una lunga falcata nervosa, raggiungendo velocemente lacassa. Draco si volt un secondo dopo che lei gli pass davanti, seguendo senzaaccorgersi la scia ramata dei suoi capelli disordinati. Aveva ancora lo stessoodore tenero di quando era a scuola, profumo di vaniglia, come quello di unabambina. Era la prima volta che si rendeva conto che era sempre lo stesso ditanti anni fa.

Gli faceva tornare in mente tante cose quel profumo, si srotolavano giornie giorni davanti ai suoi occhi, sentendolo. Quando era a scuola, era come uncampanello dallarme, gli sembrava di fiutare la Granger come un animale da caccia.

Ovviamente non era cosciente di conoscerlo, ma lo avrebbe riconosciutosubito. La percepiva immediatamente, quando era vicina.

Era sempre la stessa, negli anni lei non era mai cambiata. Era come una diquelle montagne immutabili, che conoscono le stagioni come qualcosa dicapriccioso ed instabile, restando sempre identiche a s stesse in modo fiero enobile.

Era una roccia. Si chiedeva che cosa potesse spezzarla davvero.

Persino la scoperta dellinganno ordito alle sue spalle da Potter, avevaaperto delle crepe in lei, ma laveva lasciata in piedi.

Ci doveva essere qualcosa ma cosa?

Danny, che cosa c? la voce di Seth lo raggiunse alle spalle, facendolosobbalzare. Seth segu lo sguardo di Draco vedendolo puntato su Hermione che siera appena seduta al bancone del ristorante, cercando di mettere ordine tra lecarte sparse. Il ragazzo moro gett unocchiata in tralice a Draco, sorridendoappena, mentre lui si affrettava a replicare che stava andando di sopra. I suoipassi conobbero una fretta che non aveva mai, mentre saliva le scale a due adue.

Fremiti, tremori, sospiri, magoni da quando cera la Granger, conoscevadimensioni del sentire umano che aveva dimenticato.

Si stese a letto, era un bene? No, non lo era. Non cera nemmeno bisogno difarsela quella domanda.

Non aveva bisogno di sentirsi vivo aveva bisogno di esistere abbastanza daprendersi cura di Serenity, controllare Astoria ed uccidere Pucey e Montague.

Chiuse gli occhi nella penombra crescente, non aveva bisogno di HermioneGranger e della curiosit che gli metteva addosso. O dellansia di scapparedalle stanze dove cera lei. O del nervosismo che gli trasmetteva,camminandogli vicino.

Non aveva bisogno di chiedersi che cosa avesse il potere di spezzarla, o diaccorgersi che il suo profumo era lo stesso di tanti anni fa, o di conoscere amenadito le sue espressioni e i loro significati.

Non aveva bisogno di lei.

Si alz da letto con un piccolo balzo, il passo che non ne voleva sapere ditornare largo e disteso, sebbene fosse impercettibile la sollecitudine cheimprimeva i suoi movimenti in modo nuovo, febbrile, ansioso, mentre raggiungevaSerenity. Cerc di saturarsi degli occhi della bambina, immergendosi nelricordo ceruleo di quelli di Helena, cercando di scavarsi quel colore nellamemoria, il pezzo del suo ritratto che non sarebbe mai potuto provenire dallaGranger.

Serenity si addorment, dopo aver mangiato, e Seth rientr, accasciandosisul divano, e lui, a quel punto, sarebbe andato a letto, chiudendo gli occhisui suoi pensieri neri.

Avrebbe sognato alberi di Natale in fiamme, spiagge grigie dal mare spento,rose dallodore di ciliegia che gli marcivano tra le dita. E sarebbe andatobene, perch era un modo di avere vicina Helena, nel rimpianto e nel rimorsoche non lo lasciavano mai.

Era un modo per continuare a punirsi della sua morte, ed andava bene cos.

Invece, continuava a marciare per casa, senza sapere che cosa fare, n checosa dire, guardando lorologio piegare le ore in minuti pigri e secondiindolenti. Per converso, le vertebre, le ossa, persino la sua pelle, fremevanodi impazienza, di inquietudine e di una forma continua di cupa eccitazione, chenon gli facevano chiudere occhio. Non riusciva nemmeno a stare a letto disteso,senza sentire limprovviso impulso di alzarsi, come se fosse steso su un cumulodi rovi ed ortiche.

Alle tre, quando oramai tutta la casa dormiva e Seth aveva finalmentespento la tv, decise di andare di sotto per farsi una passeggiata. Gi checera, poteva controllare il locale, accertarsi che le luci fossero tuttespente, cose cos impiegare il tempo.

E gi mentre lo pensava, la sua mente considerava strana quelloccupazione.Impiegare il tempo non ne aveva mai avuto bisogno.

Il dolore e la noia del vivere erano una spugna che assorbiva tutto iltempo, impregnandolo di lercio.

Pazzesco, aveva bisogno di impiegare il tempo e di notte, poi assurdo

Scendendo le scale, intravide un bagliore rosato provenire dalla salaristorante. Il suo respiro si distese, trovando un ideale bersaglio a quelfremito delle ossa che lo stava facendo impazzire. Poteva inveire contro lospreco di energia, tacciando qualche incauto dipendente di mancanza di riguardoper le sue risorse finanziarie e per lintera gestione del locale; avrebbeborbottato un po, risalendo le scale, magari avrebbe anche dato un calcio aqualche sedia ed, infilandosi nelle coperte, avrebbe fatto sbollentare larabbia nellaristocratica consapevolezza che non tutti potevano essere comelui. Non tutti erano lui.

Il suo passo si gel sullultimo gradino, mentre la sua mano si artigliavaal corrimano.

Lansia inspiegabile si sed come sotto leffetto di un anestetico,acquattandosi come un predatore nella boscaglia, mentre i suoi occhi,acclimatandosi alla penombra, inquadravano lunica zona luminosa della stanza.

Aveva i capelli color delloro rosso sotto quella luce, scivolavanoinvisibili gocce di riflessi, mentre dormiva. Sembravano quasi attingere da unafonte sotterranea e poi scrosciare liberi, percorrendone tutta la lunghezza.

Hermione si era addormentata con la testa china sul bancone, le bracciaincrociate come uno scomodo cuscino e le labbra semiaperte. Sulle spalle, avevamesso una felpa stinta e consumata, forse perch aveva freddo, ma ora stavascivolando di lato. Le palpebre chiuse fremevano leggermente ad ogni respiro,che sembrava pi frettoloso del solito.

Draco sospir, sgradita calma nel petto, e fece qualche passo,avvicinandosi di pi a lei. Medit sullidea di salire di sopra e prenderecarta e matita, in modo da andare avanti con il suo lavoro sul ritratto diHelena, ma non ne aveva voglia. Improvvisamente, quel tumulto interiore, percui avrebbe pagato milioni di galeoni pur di fare qualcosa, si era congelato inuna bonaccia priva di alcuna volizione o intenzione.

E poi, diamine quella sera gli parve davvero assurdo cercare Helena inHermione Granger.

Assurdo, gi, perch oramai il delicato filo rosso che le univa ai suoiocchi, si stava disgregando come nulla, persino mentre le guardava dormire.

Helena dormiva del sonno di una creatura da fiaba, la immaginava ancoracos nel sonno della morte, anche se non laveva voluta vedere al suo funerale.Impalpabile il respiro, immobile il viso, perfetta nella sua aurea serenit epace. Il giorno poteva portarle dolore, angoscia, senso di colpa, ma di notteHelena rinasceva come un fiore dorato, cullandosi in una quiete che la facevasomigliare ad una principessa addormentata, in un mondo che peccava se non siaddormentava assieme a lei.

Hermione, invece, era sempre agitata, anche quando dormiva. Raramente,dormiva di filato per unora, la sentiva spesso svegliarsi ed andare in giroper casa, a meno che non fosse stanchissima. I suoi sogni erano sempre pieni diparticolari che la facevano sobbalzare, spaventare e muovere con ansia. Spesso,quando la ritraeva, si era dovuto allontanare di scatto, perch si stavarisvegliando di soprassalto. Aveva pochissimi attimi, in cui dormivatranquilla, e quindi assomigliava ad Helena.

E quella notte non era tra quelle tranquille.

La sentiva addirittura mormorare qualcosa, con voce quasi incrinata dalpianto. Voce spezzata. Lei che si spezza. Qualcosa che la spezza.

Quel flusso di pensieri diedero impulso alle sue gambe di muoversi ancora,fisso sulle sue labbra rosse che si aprivano e si chiudevano, sillabando condolore qualcosa. Qualcosa che si ripeteva, continuamente, e qualcosa che lui nonconosceva.

Qualcosa, che la stava lacerando dallinterno e che non aveva nulla a chefare con lui. Gi, perch quel qualcosa non sembrava avere a che fare con lamorte dei genitori di Draco e sullinganno di Potter, che pure lavevano tantoprostrata.

Era qualcosa di diverso e come sempre il manuale distruzioni di HermioneGranger, torn utile come non mai. Lo pronunciava con colpevole affezione, loripeteva come qualcosa che conosceva bene, lo assaporava anche nel sonno comeun caldo conforto che racchiudeva in poche sillabe tutto un senso che Draco nonconosceva. Un senso che si era spezzato, tra le sue mani.

Scommetteva che fingesse che non fosse importante ma nel sonno lorincorreva, chiedendosene il motivo.

Si sentiva un sonnambulo, camminava apassi piccoli ed incerti, la distanza da lei sembrava allungarsi a dismisura.Era come trascinarsi dietro una catena di domande, legate alla caviglia, che lorendevano pi lento.

Tra quelle, primeggiava in pesantezza quella pi ovvia: che cosa gliinteressava delle parole che Hermione Granger pronunciava nel sonno?

Quella constatazione fu provvidenziale, perch lo ferm un attimo prima cheSeth scendesse le scale, stropicciandosi gli occhi. Draco finse unespressionescocciata alla vista della ragazza addormentata, come qualsiasi datore di lavoroche vede il suo dipendente dormicchiare sul posto di lavoro. La indic con ilcapo a Seth, alzando le sopracciglia con aria annoiata.

La prossima cameriera che assumiamo, dovr avere la particolare qualificadi restare sveglia dopo mezzanotte comment Seth con voce che voleva esseresarcastica, ma usc solo tenera, guardando Hermione Ieri sera mi sono spaccatola schiena a riportarla in camera stasera ci pensi tu Danny?. Draco, che eraprofondamente perso nei suoi pensieri, sussult: E che, non pu dormire qua?!Peggio per lei che si addormentata oppure la sveglio e tanti saluti.

Ti sconsiglio entrambe le cose sbadigli Seth, salendo di sopra connonchalance Domani sarebbe intrattabile e ti giuro che non bello che siaintrattabile. Pronunci le ultime parole con il giusto tono sospeso tra laminaccia e la paura.

Gettando unultima occhiata divertita alle sue spalle, mentre fingeva unimprovviso colpo di sonno tale da non lasciarlo nemmeno finire il discorso, sichiuse la porta alle sue spalle, gettandosi sul letto.

Larmadietto di Summer poteva sicuramente contenere almeno dieci delle suecamicie di Armani, riflett sogghignando prima di addormentarsi profondamente,a bocca spalancata.

Draco imprec tra s e s, mentre la porta della camera di Sethchiudendosi, produceva un rumore sordo, amplificato dal silenzio della notte.Passeggi nervosamente avanti ed indietro per qualche minuto, misurando ladimensione della stanza con i lunghi passi infastiditi, maledicendo nellordinela letargia della Granger, la solerzia di Seth nel presentarsi sempre quandonon era il momento e, non da ultimo, il fatto che lui, Draco Malfoy, invece didormire della grossa, si fosse messo in testa di andarsene in giro a quellora.Poteva lasciarla l, eccome se poteva Seth non era nessuno per dargli ordini.E se ne era quasi persuaso, girandosi bruscamente su s stesso e dando lespalle alla ragazza ancora addormentata. Poi una voce estremamente molesta efastidiosa che, tanto per gradire, parlava esattamente come la Granger, glisibil nella mente: Hai forse timore di Hermione Granger, Draco? Continui ascappare davanti a lei che c? Temi anche lo sfiorarla adesso?.

Ma certo che non temeva il toccare quella piccola sciocca che se dormivain camera sua, come tutte le persone normali, avrebbe fatto meno danni. Anzi sedormiva proprio in un altro Stato, ne faceva ancora meno la vocina pigolancora che lei era l, perch lui aveva messo in piedi quella farsa del lavoroda cameriera, quindi non era colpa della Granger, ma la mise a tacere constizza. La colpa era della Granger, a prescindere!

Dal nervosismo stava quasi per battere il piede per terra, in modo che leisi svegliasse e risolvesse quellincresciosa situazione, ma, rendendosiimprovvisamente conto del suo atteggiamento quantomeno infantile e recuperandoun po di autocontrollo, Draco sospir lungamente come per darsi coraggio,avvicinandosi rassegnato a lei e berciando con voce perentoria: Granger, se tiazzardi a svegliarti, giuro che ti do una botta in testa ci manca anche che miveda.

Cercando di fare attenzione e sfruttando la flessuosit dei movimenti cheaveva appreso negli anni, Draco spost cautamente Hermione, spingendoleindietro il busto contro lo schienale della sedia. Lei mugugn un po, macontinu a dormire con il capo inclinato mentre Draco la sollevava,afferrandola per la vita e poi sotto le ginocchia. Accoccolata tra le suebraccia, Hermione appoggi il viso nellincavo della spalla di Draco,scambiandolo forse per un caldo cuscino.

Ancora augurandosi che lei non si svegliasse o che ad Astoria non fossevenuto in mente di fargli una visitina notturna, sal le scale sempre conHermione in braccio, il respiro di lei che gli solleticava il collo,procurandogli un brivido caldo lungo la schiena. Si sentiva circondato dalprofumo di lei come se ne fosse stordito, come se non fosse rimasta una solamolecola daria che non ne fosse impregnata. Era leggerissima tra le suebraccia, la ricordava pi grassottella quando erano a scuola.

Invece solo ora si rese conto che era dimagrita molto, diventandolongilinea come una gazzella. Figuriamoci, conoscendola, era capace di saltareanche il pranzo, se aveva delle cose da fare

Ma che gliene importava?

Spingendo la porta con un piede, entr nella sua camera, reggendola ancorain braccio, la matita che le teneva buffamente assieme i capelli scivol dilato, liberandoli, mentre faceva quelloperazione. Lodore di vaniglia si feceancora pi forte, mentre Draco cercava di ignorarlo. Finalmente, nellapenombra, intravide il suo letto e la appoggi delicatamente su di esso,facendo sempre attenzione che non si svegliasse. Hermione si accucci inposizione fetale, mettendo una mano sotto il cuscino e continuando beatamente adormire.

Ancora, gli venne da sorridere.

Stava diventando un riflesso condizionato, quando le era vicino, tipo unaparesi delle labbra che non smettevano di piegarsi quando incrociavano laGranger.

Si sedette sul letto accanto ad Hermione, la scusa che si era stancato asalire le scale con lei in braccio e voleva riprendere fiato. Il suo sguardo,acclimatatosi alla semioscurit, si volse attorno alla ricerca di qualcosa chenemmeno lui sapeva di stare cercando. Lei continuava a respirare tranquilla,mentre lui esaminava la sua camera. Era pi o meno come sempre, come quando eravuota settimane prima ed Astoria la usava quando voleva dormire da lui.

La libreria dacero bianco, il comodino con la lampada azzurra, larmadiocon lo specchio dalla cornice dorata.

Unici segnali che lei ci fosse, che Hermione Granger davvero vivesse inquella stanza, erano una valigia ingombra di vestiti ai piedi del letto, chelei non aveva mai evidentemente disfatto, ed un libro sul comodino, con unafoto come segnalibro. Sembravano lei e la Weasley, ma non poteva dirlo concertezza. Aveva fermato le sue dita, prima che corressero curiose a guardaremeglio anche quel particolare sciocco.

Era saturo dei particolari sciocchi di quella piccola sciocca.

Non aveva disfatto la valigia, perch voleva darsi limpressione di esseredi passaggio. Allo stesso modo, non aveva personalizzato quella camera connulla di suo, cos da non rendersi compiutamente conto che viveva l sotto ilsuo stesso tetto. Doveva essere per lei insopportabile, quando se ne rendevaconto. Scommetteva che ignorava quel pensiero, ma quando esso tornava, nellemura di quella stanza, sotto quel soffitto, si sentiva soffocare dalladipendenza materiale che aveva maturato nei suoi confronti, in quanto suopadrone di casa e datore di lavoro. Gett unocchiata distratta alla valigiastessa, ingombra di felpe, jeans e t-shirt.

Il suo abbigliamento la rispecchiava pienamente, mai nulla di aderente, discollato, di vistoso. Colori chiari, tenui, che non dessero nellocchio, cosda passare inosservata. Non aveva mai cercato di mettersi qualcosa di piprovocante, nemmeno quando erano a scuola e forse, ricord con una punta didisgusto, voleva fare colpo su Weasley.

Figuriamoci adesso non credeva che stesse con qualcuno, ma era evidenteche non lo stava nemmeno cercando. Era dannatamente brava ad ingolfarsi in misecomode e pratiche che facevano inorridire Seth.

Non conosceva nessuna donna che, in sua presenza, si fosse comportata comelei.

Sapeva di non lasciare le donne indifferenti, era successo a scuola esuccedeva ancora oggi. April, Lorna, Corinne e persino Gail, nel momento in cuisapevano che lui cera, sfoggiavano sempre i loro look migliori, sbattevanociglia, dispensavano sorrisi.

Non cera una che fosse fuori posto, quando sapeva di doverlo incontrare.

Ne aveva fatto quasi un motivo di vanto Draco Malfoy, perch almenovenivano al lavoro in ordine. E una parte remota della sua mente registravaanche che, ognuna di esse, sarebbe stata disponibile nei suoi confronti, insenso prettamente carnale.

Cosa, al momento, poco rilevante, ma comunque esistente.

Invece, Hermione Granger era come sempre la dannata eccezione a tutte leregole della sua vita.

Passava accanto a lui, sfoggiando fiera la sua maglietta da calcio o la suafelpa azzurra, se non indossava la divisa da cameriera. Lasciava i capelli spessobagnati dopo la doccia, lasciandoli arricciare in piccole onde ribelli, senzaacconciarli in alcun modo particolare. Niente smalto, niente trucco, se nonquando era necessario, e questo non corrispondeva mai a quando lo incrociava.

Lesinava i suoi sorrisi, le sfumature calde dei suoi occhi e, anche seadesso non lo guardava pi con odio, certo non vedeva mai nei suoi occhiqualcosa che potesse lasciar presagire un qualche effetto di lui su di lei.

Anzi, sembrava sempre contenta di essere ignorata da lui.

Strinse i pugni quando, invece, lei, Hermione Granger era semplicementeimpossibile da ignorare.

Non riusciva mai ad ignorarla. Lo infastidiva, lo innervosiva, lo facevaarrabbiare, o diventare scontroso lo faceva pensare fino ad arrivare a farlosentire in colpa, a farlo intenerire persino, ma non riusciva mai ad ignorarla.

Ad ignorarla, come lei, invece, sembrava fare con lui

Ed ancora le cose si capovolgevano come sempre ed era lui che notava coseche non avrebbe voluto mai notare. Chiuse gli occhi nervosamente, lasciandoandare una riflessione a lungo repressa, ma oramai, anchessa, impossibile daignorare.

Non aveva la bellezza di Helena o di Astoria, eppure, ora come ora, sirendeva conto che non era mai stata cos bella.

Era bella in modo buffo, distratto, nervoso, ma lo era davvero, era quelqualcosa dentro, quella scintilla di speranza e bont, nascosta sotto strati dicinismo, a trasfigurarle il viso di una luce perfetta e pura, che nemmenoHelena aveva mai avuto.

Perch Hermione era soprattutto certa di s e di quello in cui credeva, eil mondo si plasmava sotto i suoi occhi castani, come se fosse creta ai suoiordini.

Laria stessa di quella casa eracambiata, da tramontana fredda a scirocco tiepido, come se lo stesso respiro diquelle stanze fosse diventato nuovo come se fosse diventato suo, di HermioneGranger.

Persino ora, che dormiva, la sentiva respirare attorno a lui, sentivaancora quel lieve calore sul collo, dove era appoggiata poco prima. Si port lamano su quel punto, come a fermare il pulsare incontrollato di quel puntoincandescente sulla sua pelle fredda. Lieve come se fosse fatta apposta per nonessere vista n sentita, sent sotto le sue dita una piccola goccia dacqua.

Ritrasse la mano, guardandola meglio. Sullindice, sentivaindiscutibilmente la frescura di una goccia dacqua. Intuendo che cosa fosse,port lindice alle labbra.

Salata. Una goccia dacqua salata.

Come poco prima, quel formicolio leggero che avvertiva sempre sotto lapelle e che, per ora, non sapeva fare altro che chiamare curiosit, lo feceromuovere senza accorgersene, mentre si chinava sul corpo addormentato dellaGranger. La sua mano le sfior leggermente una guancia, la pelle sotto le suedita era morbida e bagnata. Indiscutibilmente bagnata. Aveva pianto.

Piangi anche tu, allora sussurr al silenzio, le sue dita checontinuavano a percorrere la superficie liscia della sua pelle. Lei mugugnqualcosa, facendo spaventare, senza che per la sua mano riuscisse a spostarsidal suo viso.

Non riusciva a staccarsi dal suo viso.

Non riusciva a farlo, dannazione.

Le palpebre di lei si mossero di nuovo nervosamente, nel sonno si morse illabbro inferiore, altre lacrime caddero sulle dita di Draco che ne sent ilpeso umido addosso.

Fu rapido, improvviso, brusco.

Lei apr le labbra e quel qualcosa che la stava spezzando, venne fuori,come se non ce la facesse pi a restare sottovuoto. Era la stessa parola dipoco prima, piena di senso ed affezione nel pronunciarla, perch era qualcosaeffettivamente che andava ripetuto. Pi e pi volte, in stanze che ridevano eletti che si baciavano. In una casa ora troppo grande, da non far nemmenopatire la sistemazione sotto il tetto di un antico nemico.

Una parola che non era una parola ma che lei doveva aver ripetuto chissquante volte, riempiendola di un significato adesso perduto.

Quella parola era un nome.

E tra listante, in cui Draco lo ud, e quello dopo, in cui finalmente ipezzi vennero a combaciare perfettamente, Draco si chiese ancora come si stesseabbandonando alla curiosit per Hermione Granger, quando le loro stesse vitereclamavano un fossato incolmabile che le tenesse separate.

La sua mano si ritrasse mentre Hermione pronunciava lultima sillaba delnome Dean.

Si alz in piedi, fuggendo da Hermione come faceva sempre, come avrebbecontinuato a fare.

ma i pensieri, da quelli non si poteva scappare. Specie da uno.

Dean Thomas avrebbe dovuto solo ringraziare di stare con una come lei.

Quante cose sono successe, senza che io me neaccorgessi? Senza che lui se ne accorgesse? Le nostre parole, i nostri gesti,ci hanno scavato dentro, come lacqua che divora la roccia. Abbiamo dato aquello che ci stava accadendo la dimensione di una pioggerellina stupida,quando avevamo tra le mani le avvisaglie di un uragano. Nei suoi pensieri, neisuoi ricordi, avverto la stessa confusione che ha attanagliato me, mentrescoprivo un legame con lultima persona al mondo con cui credevo di averlo.

Nei suoi ricordi, passano rapidi sprazzi difiducia e quella curiosit che cresce giorno per giorno, sembrano macchie diluce che filtrano da una foresta oramai non pi scura ed inaccessibile. Arrivaallammissione compiuta di non odiarmi pi, quella mattina in cui pensammo diessere attaccati dai Mangiamorte, ma invece si trattava solo di Astoria con lasua varicella. Sento nei suoi pensieri, incatenante come una marea argentea, ildesiderio di abbandonarsi a me, di vedere il peso che porta sulle spallealleggerirsi, sempre grazie a me.

Ma lo nega, sempre. Annaspa sotto quel peso, ilrimorso per la morte di Helena, la preoccupazione per Serenity, la rabbia perla morte dei suoi, ma inspiegabilmente, anche se man mano sembra comprenderequanto io potrei aiutarlo, decide sempre di pi di lasciarmi fuori.

E non lo sa, sembra non capirlo, ma vuolesolo proteggermi .

I ricordi turbinano ancora dietro lo specchio,ma, dopo qualche attimo, mi accorgo immediatamente che qualcosa cambiato.

Sta succedendo qualcosa di strano, di diverso.

Il loro stesso colore sta cambiando, stadiventando molto pi scuro e tendente al grigio. Aggrotto le sopracciglia, nonriuscendo a capire ed avvicinandomi di pi allo specchio.

Ho visto spesso ricordi cambiare in baseallemozione del loro possessore, ma questa cosa sembra diversa.

come se stessero perdendo definizione. Comese stessero scomparendo .

La mia impressione si rivela esatta quando mirendo conto che anche il loro ritmo sta incalzando, scorrono molto pivelocemente, senza che io ne possa visualizzare nessuno.

Poggio la mano sullo specchio nella scioccaquanto insensata aspettativa che questo li arresti, ma, con orrore, mi accorgoche, sotto le mie dita, si apre una leggera crepa. Corre velocemente lungo lasuperficie dello specchio, tagliandola nettamente a met.

Stacco la mia mano come se scottasse e me lastringo al petto. Sta succedendo qualcosa decisamente e non un buon segno.

Draco

Sta succedendo qualcosa a lui con sofferenza,mi rendo conto della verosimiglianza del mio pensiero. I suoi ricordi sestanno scomparendo sta succedendo qualcosa a lui.

Qualcosa di serio, di grave la morte non licancella, constato con razionalit, cercando di non farmi sopraffare da quelpensiero cos straziante.

Eppure, anche se escludo la cosa peggiore fratutte, non riesco comunque a calmarmi. Non ci pu essere nulla di buono dietro.

Ed ha a che fare con quello che sta facendo, lontano da me.

Mi guardo attorno con disperazione, cercando unmodo per andarmene e per riprendere coscienza. Sar anche che io rimanga mutaper sempre e che questa fosse la mia sola possibilit di liberarmi dello Zahir,ma devo assolutamente capire che cosa sta succedendo. Il mio sguardo vagasperso nellimmenso spazio vuoto, senza trovare nulla, la nuca che mi siinzuppa di sudore freddo. I miei occhi tornano senza volerlo alla sola cosareale, lo specchio; come una videocassetta con il tasto dellavanzamentoveloce, vedo ormai solo frammenti di immagini che passano rapidissimi, diventandosempre pi invariabilmente indistinguibili, fino a quando la superficie diventacompletamente grigia.

Sotto il mio sguardo attonito, lo specchio siinfrange in mille pezzi. Nascondo il viso dietro le braccia, urlando e temendola cascata di frammenti che rischia di rovinarmi addosso. Cado in ginocchio,mentre li sento colpirmi la pelle come una scarica di piccoli dardi appuntiti,anche se so perfettamente che non esistono nemmeno.

Il mio urlo si infrange nel silenzio circostantecon una nettezza cos chiara che capisco che non pi la mia mente adimmaginarlo, ma davvero reale .

E la cosa mi si conferma quando, riaprendo gliocchi dietro un bagliore rosato, mi accorgo di non essere pi nella mente diDraco, ma nella camera a casa di Pansy Parkinson.

Mi sollevo immediatamente seduta con uno scattobrusco dalla posizione distesa in cui ero, il Pensatoio ancora accanto a me sulletto. Lo guardo distrattamente, la sua superficie non pi argentea, mascura, al pari dello specchio e dei ricordi di Draco. Non c niente dibuono in questo. Nulla, niente di buono.

La testa mi gira paurosamente e la stessa stanzavortica su s stessa, vittima della mia ansia che non riesco a tenere a freno.Chiudo gli occhi, ispirando profondamente e cercando di calmarmi, sovrapponendola luce del sole al tramonto, che filtra dalla finestra, rendendo le paretirosa , alle immagini orribili su che cosa pu essere successo a Draco.

Picchietto le dita sulla tempia, cercando diconcentrarmi e, al contempo, di calmarmi, restando ancora con gli occhi chiusi,come se la terribile paura che mi sta assalendo possa arrestarsi dietro le miepalpebre.

Cercher una bacchetta la strapper anche a morsi da Zabini o dallaParkinson se dovessero impedirmelo e far un Incantesimo di Localizzazione pertrovare Draco.

Poco importa se Astoria mi trova, stavolta ho labacchetta e non riuscir a controllarmi di nuovo e se dovesse farlo non lofar, basta, non mi trover. Prender strade poco battute e lo riporter acasa, dovunque diamine si andato a cacciare.

La mia risoluzione si gela su s stessa,afflosciandomi le spalle. La voce mi sar tornata?

Se non mi tornata, se quei pochi ricordi diDraco non sono stati sufficienti a farmi tornare in me, non posso fare nessunincantesimo, nemmeno volendo, nemmeno ignorando la condanna che, comunque, mifarebbe localizzare immediatamente dal Ministero, se facessi una magia. Cosache nemmeno auspicabile, se Pucey e Montague hanno effettivamente degliinfiltrati al Ministero stesso. Sospiro, a questo penser dopo. Se non ho lavoce, questo problema non si pone.

Riapro gli occhi stancamente, sospirando epronta alla prova del nove.

solo in quel momento che mi accorgo che, nellastanza, non sono sola.

Di fronte a me, seduto sul letto, c qualcuno; rabbrividiscoal contatto con il suo sguardo gelido e, per un folle attimo, nella penombradella stanza al tramonto, penso che sia Draco. I miei occhi si inumidisconoimmediatamente, mentre cerco di metterlo al fuoco, concentrata sulla luce dellosguardo di fronte al mio, che solo apparentemente assomiglia ad una penombraassoluta. La stessa luce oscura degli occhi del mio Draco.

Ma solo un attimo, un attimo bellissimo ecrudele assieme, che mi lascia sconvolta e senza fiato. Uno spasmo mi blocca ilcuore, mentre trattengo le lacrime.

Mi chiedo come diamine abbia fatto a nonrendermi conto di non essere sola, la presenza dello sconosciuto di fronte a me cos totalizzante da essere percepita persino ad occhi chiusi.

Ulteriore prova, se mai ce ne fosse bisogno, che, quando si tratta diDraco, io divento muta, sorda e cieca di tutto il resto.

Il giovane uomo di fronte a me non pu avere pidi venticinque anni, alto ed imponente, mi sovrasta con la sua altezza ancheda seduto. Le spalle larghe sono coperte dal tessuto pesante di una giaccagrigia, portata in modo neglettamente elegante su una camicia bianca, chiusasotto il collo da una medaglia doro che luccica di rubino nella luce deltramonto. La sua aria severa ed impettita completata da un viso dai trattiduri, le labbra carnose e piene sono aggrottate in una smorfia arcigna,parzialmente celata da una lieve barba scura. Scuri sono anche i capelli ricciche porta spettinati e che coprono la fronte spaziosa. Gli occhi sono color delmare in tempesta.

Luomo, che non ho mai visto in vita mia, pericolosamente vicino, sento quasi il suo respiro sul viso. Mi ritraggo perquanto me lo consenta la distanza tra me e lui, arretrando fino ad incontrarela spalliera del letto. Il timore che sia un altro sgherro di Astoria, venuto afarmi fuori, mi colpisce in modo inaspettato, ma, sebbene non so minimamentechi sia, sento che non a che fare con lei. Anzi il suo cipiglio e il suosguardo me lo fanno collegare immediatamente a Raissa. Le somiglia. Deveessere un suo parente.

Quindi, tecnicamente, se il mio collegamento non inesatto, non dovrei avere nulla da temere.

Eppure, il suo sguardo, dopo la prima fugaceimpressione che me lha fatto confondere con quello di Draco, mi metteterribilmente in soggezione. La bocca impastata, cerco di distogliere losguardo da lui. La mano fredda del giovane si muove improvvisamente dopo il miogesto ed io mi ritraggo ancora con timore, ma lui si limita a sollevarmi condue dita il mento, come se mi stesse studiando. Sulla mia pelle calda, le suedita sembrano ancora pi fredde, rabbrividisco a quel contatto, incapace direagire.

Il suo sguardo mi scava sotto la pelle, comeaveva fatto anche Raissa, provocandomi un brivido, accentuato dal fatto che simorda il labbro inferiore con aria contemporaneamente sensuale e cacciatrice.

Mi sento un topolino in trappola.

Mi volta il viso da una parte allaltra, losguardo azzurro fisso su di me, come se stesse cercando qualcosa. Ancora, allostesso modo di Raissa. Di secondo in secondo, sembra rapire qualcosa dai mieiocchi, che va ad illuminare i suoi di ghiacciate lucciole cobalto. Sotto quellosguardo, avverto qualcosa che non mi piace e che difficilmente potreifraintendere era in ombra in Raissa, era meno evidente. In questuomo, sembrainvece un riflesso cos evidente da trasfigurare il viso.

Si confonde ad una voglia di conoscere, disapere e assume un carattere quasi sessuale. Questuomo mi vuole.

Quel pensiero, scuotendomi la schiena di brividifreddi, mi fa ritornare in me, dopo qualche secondo di spaesamento.

Allontano con stizza la sua mano dal mio viso, riscuotendomi.Lui sbatte gli occhi un paio di volte sorpreso, gli occhi tornano opache sferedi ametista, il blu si fonde con il rosso del sole.

Chi diamine sei?! chiedo con voce scocciata, cercando di allontanarmi ancora da lui E tidispiacerebbe non trattarmi come un pezzo di carne in vendita?!.

Solo dopo averla sentita nelle mie orecchie,spalanco gli occhi e mi porto le mani alla bocca, accorgendomi che la mia voce tornata.

Pi roca del solito, ma tornata.

Dovrebbe esserne completamente purificata per poterla dire al sicuro e ilsegnale evidente sarebbe il colore dei suoi occhi e dei suoi capelli cheritornerebbero normali

Mi alzo di scatto dal letto, dirigendomi versolo specchio alla mia destra, dove ancora ci sono delle boccettine di profumirovesciati nel mio impeto di prima contro la Parkinson.

Il mio riflesso pallido, sfatto, indebolito.Ho le occhiaie, indosso ancora il vestito di seta viola che mi ha fattoindossare Astoria, ho le mani sporche di terreno.

Ma i miei occhi e i miei capelli sono di nuovogli stessi. Castani dorati, come li ho sempre conosciuti, sin da piccola.

Sono libera mormoro pi a me stessa,che alluomo alle mie spalle, portandomi una mano a coprire le labbra chetremano.

In tutta quella manovra, lui non ha smesso unsecondo di fissarmi.

Cercando di ignorare la sensazione perforantedel suo sguardo sulla schiena, avvicino il polso al mio viso: persino lacicatrice sembra essere scomparsa.

Sono tornata completamente me stessa. Ho di nuovo il mio libero arbitrio,il mio cuore, la mia mente.

Il labbro inferiore mi trema dal sollievo, mistropiccio gli occhi davanti allo specchio per impedirmi di scoppiare apiangere, dopo la fine di questincubo.

o meglio, dopo la fine di una parte diquestincubo.

Langoscia mi riprende ad ondate, unita allaconsapevolezza che adesso non c niente che mi possa fermare. Niente,nemmeno questuomo.

Mi volto bruscamente su me stessa, pronta ascagliarmi su di lui e a strappargli la bacchetta di dosso, pur di correre acercare Draco.

Invece sussulto, ritrovandomelo ancora ad uncentimetro dal mio viso, non mi sono nemmeno accorta che si alzato. Con ungesto rapido e flessuoso, quasi senza respirare, mi prende per un braccio,piegandomelo dietro la schiena ed avvicinando il mio corpo al suo, fino aquando aderiscono perfettamente.

Terrorizzata, visto che molto pi forte di mee mi sta facendo decisamente male, tento di divincolarmi, non riuscendo adindovinare le sue intenzioni.

Mi giunge infine una nota profonda e roca,mentre finalmente si degna di parlarmi: Non ci pensare neanche.

La sua voce ha leffetto di farmi drizzare icapelli sulla nuca. A far che?! pigolo spaventata, cercando ancora diliberarmi, gli occhi colmi di lacrime di frustrazione.

Mi sovrasta ancora in altezza, quindi non devoguardarlo in viso, riesco solo a fissare lo sguardo impietrito sulla medagliaappuntata al collo.

Il braccio che piegava senza sforzo il mio, sisposta sulla mia schiena. La stretta non si fa meno salda, anzi impedisceancora di pi i miei scarni movimenti. Con durezza, stringe la mano libera sulmio viso, costringendomi a sollevarlo fino ad incontrare il suo. Trattengo lelacrime solo per orgoglio, perch mi sta facendo davvero male. Lo guardo conespressione feroce dritto negli occhi, ma lui non se ne accorge nemmeno. Ha losguardo fisso sulle mie labbra, sento la tensione del suo corpo contro il mio.

Per un secondo, penso che mi stia per baciare, elimpercettibile movimento del suo viso verso il mio, mi fa sussultare ancora,mentre tento disperatamente di allontanarmi.

Ma, invece, si limitare a sussurrare sulle mie labbra:Non ci pensare neanche a muoverti da qui, o a fare qualsiasi altra cosa tuabbia in mente, sei anche sotto la mia custodia adesso, Granger e fin quandoci saremo io, Raissa, Zabini e la Parkinson, tu non ti muovi da quisoprattutto per andare a cercare Malfoy.

Sussulto, sentendo il nome di Draco.

Anche lui deve sapere dov e ha capito subito che voglio andare da Dracoperch stanno facendo di tutto per trattenermi qui e per non dirmi nulla?

Incurante della mia situazione e della vicinanzacon questuomo, bisbiglio, ormai in lacrime, cercando di guardarlo negli occhi:Per favore, dimmi dov腔.

Come sempre, ogni orgoglio ed ogni dignit evaporano come acqua, quando sitratta di Draco

Qualcosa nello sguardo delluomo sembraaddolcirsi, e finalmente molla la presa. Respirando a fatica, indietreggio diqualche passo, fino ad urtare il muro alle spalle, le ginocchia che mi tremanoe la sensazione ancora del suo corpo contro il mio. Mi stava per baciare, nesono certa.

Mi guardo attorno terrorizzata, cercando una viadi fuga, ma le sue parole successive riescono a farmi perdere ancora ognivolizione e intenzione di agire.

I suoi ricordi sono scomparsi, vero? la suavoce sembra quasi sorridere in modo sardonico, guardandomi con la testainclinata di lato e studiandomi con lo stesso interesse di poco prima. Combattendocon limbarazzo che mi provoca, biascico un s.

Sei stata fortunata, allora, a tornare in te,prima che sparissero del tutto sorride ancora comprensivo, appoggiandosi conuna spalla al muro accanto a s ed incrociando le braccia Io e Raissa avevamointuito che sarebbe andata cos, era cos dannatamente scontato, cosdannatamente da Malfoy offrire i suoi ricordi, come prezzo sinceramente credevo che avessi pi tempo, ma Malfoy come sempre mi hasorpreso, evidentemente ce lha fatta prima del previsto ma fortunatamente celhai fatta anche tu.

Non mi piace il tono della sua voce, non mipiace che sembri soddisfatto, non mi piace nulla del desiderio che ha negliocchi, non mi piace che mi guardi ancora inumidendosi le labbra.

E non mi piacciono le sue parole, che continuo anon capire.

Offrire i suoi ricordi come prezzo se questuomonon mente, Draco ha offerto i suoi ricordi come prezzo a qualcuno. Ma a chi? Esignifica forse che quando torner, non si ricorder pi di me? Langosciami stringe un nodo in gola, stringo con la mano il collo, sentendomi soffocare.

Dopo tutto quello che ho fatto dopo tutto questo lui non si ricorder dime? Non pu essere

Il nodo blocca laria nei miei polmoni, tossiscoforte come per liberarmi da un corpo estraneo, ma la sensazione non passa, anzisembra diventare sempre pi opprimente.

Se torner da te, sar probabilmente il pigrande Mago dei nostri giorni sussurra ancora il ragazzo con voce mielosa,provocandomi una fitta allo stomaco.

Come?! chiedo attonita, stringendo i pugni. Lapaura e il terrore, a quelle parole e, soprattutto a quel se torner , midanno coraggio insperato al suo cospetto. La rabbia per quello che potrebbe,invece, aver fatto Draco, sacrificare i suoi ricordi, mi fanno tremarecome una foglia.

Malfoy voleva solo una cosa: avere la forzasufficiente per proteggere te e la bambina, e si rivolto a me e a miasorella penso che tu abbia capito che sono il fratello di Raissa, Dimitricontinua lui con voce ovvia, la preoccupazione che cresce ad ogni secondo. Nonmi fido di questuomo e non mi fido nemmeno dellaiuto che pu aver dato aDraco.

Come diamine gli saltato in mente dirivolgersi a lui? Langoscia mi impregna la schiena di sudore, il vestito mi siattacca sulla pelle in modo scomodo e fastidioso.

Non mi interessa chi diamine tu sia biascico,sollevando il mento e guardandolo con espressione di sfida. Se lha messo inpericolo

Dimitri sorride sornione: Dovrebbe, invecevisto che, se Malfoy torner da te con un potere enorme, sar solo per meritomio.

Dimmi immediatamente dov腔 sibilo con vocefredda, gli occhi che scintillano pericolosamente e i pugni contrattiDimmelo! ripeto a voce alta, graffiandomi le corde vocali di fronte al suoperdurante ed ironico silenzio.

Al mio urlo, finalmente nella stanza irromponola Parkinson, Zabini e Raissa. Pansy ha i capelli spettinati e lo sguardosconvolto, mentre si allaccia la vestaglia rossa. Espressione simile ha ancheZabini, sembra che stesse dormendo profondamente, anche se non ancora calatala notte.

Gli occhi di entrambi sono profondamentecerchiati, si guardano un istante, prima di concentrarsi su di me.

Raissa, invece, esattamente perfetta comeprima. Mentre i primi due restano sulla soglia, quasi timorosi di entrare, leifa immediatamente qualche passo, riempiendo immediatamente la stanza della sua glacialepresenza. Dimitri li guarda con sguardo sarcastico, indicandomi alla sorellacon un cenno affrettato del capo.

Raissa non replica nulla, guarda il fratello conespressione incolore, facendo ancora qualche passo e ponendosi tra me e lui.

Dimmi immediatamente dov Draco ripetoancora, ignorando Raissa, le narici che fremono, la rabbia che confonde i lorolineamenti davanti ai miei occhi, colmi di lacrime.

Sei tornata te stessa, dunque constata leicon freddezza, guardandomi E, se sei qui cos presto, scommetto che i ricordidi Draco sono spariti ovvio, deve aver scelto quelli, sospiralungamente, prima di rivolgersi a Zabini e la Parkinson: controllate labambina, non deve mai restare da sola.

I due, evidentemente sollevati, lascianocorrendo la stanza per andare da Serenity.

Lo sguardo di Raissa sindurisce, voltandosialle sue spalle e fissando Dimitri che non ha mai perso lespressione ironicadel volto: Cerca di rintracciarlo se sapesse che la Granger di nuovo in s,forse si tirer indietro.

Il volto di Dimitri diventa una maschera dicera, pura elettricit scorre nel suo sguardo mentre fissa Raissa, e poi me:Sai meglio di me che impossibile.

So meglio di te che improbabile , non impossibile replica lei decisa, dandogli le spalle.

E quello che voleva, no? replica luimonocorde, fissandomi ancora. Sostengo lo sguardo con livore. Gli abbiamo datosolo quello che voleva.

Raissa prende fiato, prima di soffiare rigida:Nessuno sa mai davvero che vuole, nemmeno Draco la sola cosa che vuoledavvero lei se sapesse che lei gi sua, credi che non tornerebbeindietro? O non hai notato il modo in cui si appartengono, Dimitri?.

Le parole di Raissa mi colpiscono al cuore,anche se apparentemente asettiche ed impersonali. E la stessa cosa accade aDimitri, anche se in modo completamente diverso. Sento distintamente il livoredelluomo crescere come il turbinare di una tempesta di vento. Le spalle contrattee il passo marziale, lascia la stanza sbattendo la porta.

Il rumore sordo mi fa tremare, prima direspirare di sollievo ora che andato via.

Raissa sospira lungamente, portandosi una manoalla tempia che massaggia piano, come se avesse una terribile emicrania, e mid limpressione di essere abituata al comportamento del fratello. Poi,scrollando le spalle, torna a concentrarsi su di me. Mi ingiunge di sedermi sulletto con un cenno brusco della mano, le ginocchia mi reggono a stento mentrefaccio quei pochi passi, prima di crollare seduta. Il petto mi si alza edabbassa cos velocemente che temo di scoppiare, da un momento allaltro.

Raissa mi d le spalle, fissando il panoramafuori dalla finestra, il cielo che si tinge di viola, mentre il sole scompareallorizzonte. I piedi mi fremono dimpazienza e di ansia, fatico a restarmeneferma al mio posto, mentre lei resta in silenzio, apparentemente assente. Tentodi calmarmi, cercando di respirare a fondo, cosciente che, se dovessiirritarla, perderei lunico autentico appoggio in questa casa. Un appoggiofriabile e poco saldo, daccordo, dato che evidente che anche Raissa fatica acredere alle mie capacit e mi vede come una semplice ragazzina fortunata,finita in una storia pi grande di lei eppure le sue parole di poco fa, ilfatto di avermi quasi difeso davanti a Dimitri e di avergli ordinato di cercareDraco, mi fanno avere maggiore fiducia in lei. Certo, molta di pi di quanta nepossa avere in suo fratello, o nellassoluta inettitudine di Zabini e dellaParkinson.

Dopo qualche secondo, Raissa finalmente sidecide a parlare, continuando a darmi le spalle. La sua voce un lievesussurro, la intendo a malapena.

Stai molto attenta a Dimitri.

Perch? chiedo con voce atona alle sue spalle,le mie parole sembrano esse stesse stanche, come se fossi sfiancata dopo averpercorso chilometri a piedi. Si reggono nellaria, riuscendo ad arrivare a lei,per miracolo. Mi sembra persino che stia perdendo di nuovo la voce, anche se soche non vero.

In realt, la forza che sto perdendo.

Raissa si volta finalmente e sospira, nonrivolgendo per lo sguardo verso di me. Gli occhi restano puntati contro unaparete: Draco non aveva considerato linteresse che avrebbe maturato Dimitriper te: una donna, per di pi mezzosangue, che crea uno Zahir, non ne rimaneuccisa e riesce persino a distruggerlo e, ora, si libera anche del suo potereoscuro Credo che ti voglia come non ha mai voluto niente nella sua vita ecredo che, adesso, il suo pi grande desiderio sia che Draco non torni mai pi,sarebbe facile, allora, averti tutta per s酔.

Balbetto le parole successive, portandomi lemani nei capelli: Avermi in che senso?. Le mie parole mi sembrano stupide,gi mentre le pronuncio.

Come se non avessi gi capito che cosa vorrebbe Dimitri da me

Averti in ogni senso aggiunge Raissacon nonchalance, quasi come se fosse scontato Dimitri uno scienziato, unesperto di Arti Oscure la sua vita conoscere , sapere , indagare ora sar arso dal desiderio di capire come funziona la tua mente, a cosaattinge la tua magia, come tu abbia fatto a creare uno Zahir sei uneccezioneai suoi teoremi. Ma sei anche una donna, potente, intelligente e seiinnamorata di Draco. Credo che non esista per lui sfida pi appagante distrapparti a lui, il tono delle sue parole diventa pi leggero: Non sei laprima, e non sarai nemmeno lultima, gi accaduto, so come funziona quandocoglie la dimensione scientifica di una determinata persona, perdecompletamente interesse per lei accadr anche con te. Respiro pi sollevata,cercando di non concentrarmi sul buco nello stomaco che avverto al ricordodegli occhi di Dimitri.

Non pericoloso, specie se ci sono io nellevicinanze aggiunge incolore Lui e Draco non sono mai stati propriamenteamici, anzi ma lui ha salvato la vita sia a me che a Dimitri, e questo per meconta pi di tutto. E per lui, per Draco, ora tu conti pi di tuttoquindi non permetterei in ogni caso che Dimitri ti facesse del male, anche se mio fratelloammetto di capirlo , anche io continuo adossessionarmi con le domande sul tuo conto ma ho fatto una promessa a Draco, quindi,anche se non mi sei esageratamente simpatica, devo lealt alla promessa fatta alui prima di tutto.

Calmata la mia preoccupazione per Dimitri e rassicurata della effettivafiducia che posso riporre nel legame tra Raissa e Draco, la mia mente viene dinuovo invasa in modo totale dal pensiero di Draco stesso. Come sotto una nebbiacorrosiva, i miei pensieri si sfaldano in mille pezzi minuscoli, scivolandodalla mia comprensione. Draco ha sacrificato i suoi ricordi per avere piforza, secondo quello che dice Dimitri. Ma a che pro? Se anche ottenessemaggiore potere, non ricorderebbe pi nulla di me.

E non potrebbe proteggermi.

E poi non posso credere che davverosceglierebbe di dimenticarmi

Mi mordicchio pensosamente lunghia del pollice, anche se lui non sa che io sono innamorata di lui e magari vuolesmettere di soffrire, proprio come ho fatto io, creando lo Zahir.

Chiudo gli occhi, una lacrima che sfugge fuori, in fondo io non posso darelezioni a nessuno.

Sono stata una sciocca anzi una sciocca fortunata , visto com andata a finire.

Riapro gli occhi, fissando Raissa, la voce che balbetta: Per favore, Raissa, dimmi dov Draco dovelha mandato Dimitri? Perch i suoi ricordi sono scomparsi?.

Io e mio fratello non saremo daccordo su tantecose, Hermione Granger scandisce bene lei, incrociando le braccia, ilmantello ondeggia alle sue spalle ma tu da qui non ti muovi nonpotresti aiutare Draco, nemmeno volendo e ripeto, devo lealt solo allapromessa che ho fatto a lui e gli ho promesso di non farti muovere da qui,fino a quando non fosse tornato o non fosse morto .

Deglutisco pesantemente allultimo inciso, nonci devo pensare.

Ma non gli hai promesso di non dirmi nulla,vero? prego ostinata, alzandomi in piedi e fronteggiandola Per favore dimmialmeno dov腔.

Me ne frego della promessa che ha fatto a Draco appena sapr dov, loandr a cercare. Non mi conoscono ancora bene, se pensano di tenermi qui buonae ferma.

Raissa sorride lievemente, la prima volta che la vedo sorridere e mi dun brivido freddo, invece di riscaldarmi. Sembra che sia solo un sorriso amaro,velato da una consapevolezza altrettanto penosa. Mi intima ancora di sedermi,poi estrae la bacchetta dal mantello e fa comparire due tazze, di cui una trale mie mani.

La guardo senza capire, piena di un liquido caldo color verde scuro.

Sar una lunga spiegazione snocciola, sedendosi accanto a me, la tazzatra le mani E inizia a far freddo tisana ai fiori di menta.

Annuisco, contenta di averla convinta, e porto la tazza alle labbra. Illiquido scivola nella mia gola, caldo prima e dopo freddo, dandomi una bellasensazione alla bocca dello stomaco.

Io e Dimitri siamo al momento i pi grandistudiosi al mondo sulle Arti Oscure inizia a spiegare, descrivendo piccolicerchi sulla superficie della tazza ma non stato sempre cos. Siamo i depositaridi una conoscenza che forse nemmeno Voldemort possedeva, sussulto nelsentirla nominarlo per nome, chiaro sintomo che non ne ha mai avuto paura,contrariamente a suo padre.

Questa conoscenza ci stata donata ,quando avevamo tredici anni io e quindici Dimitri continua, guardando unpunto fisso davanti a s, ancora quel sorriso storto le curva il visobellissimo Dico, donata, perch non labbiamo ottenuta in modotradizionale, consultando libri per anni o facendo ricerche e labbiamoottenuta in pochi mesi, non in anni ma non stata una passeggiata statodifficile, duro, lacerante aggiungici pure tutti gli aggettivi che vuoi.Sorseggia un po di tisana con un sospiro, non capisco che centri Draco conquesto racconto, ma continuo ad ascoltarla, restando in silenzio.

Io e Dimitri abbiamo un vecchio debito verso Dracoci ha salvato la vita, durante la Guerra, nascondendoci dai Mangiamorte che civolevano dalla loro parte, proprio in virt della nostra conoscenza edora stiamo saldando il nostro debito. Quando Draco ha spiegato a me e a Dimitriche cosa voleva, farti tornare te stessa e diventare pi forte, sapevo che ilsolo modo era portarlo da lui ma non glielo ho detto. Io ho persotroppo per quella scelta, non avrei voluto che lui la subisse che nessun altrola subisse Dimitri, no. Per lui, era come sempre una sfida e gli ha rivelatotutto, pi per vedere se poteva riuscire, che per altro tipico della suanatura.

La salivazione mi si azzera del tutto a quelleparole, la tazza mi trema tra le dita.

Raissa prende ancora fiato, prima di parlare.Stavolta si volta e mi guarda dritto negli occhi: Scommetto che conosciGellert Grindelwald.

Il cuore perde un battito nel petto, non puessere. Chiunque nel mondo magico, sa chi ovviamente e pensare che me lostia anche solo nominando, in riferimento a Draco, mi ghiaccia il sangue nellevene. Gellert Grindelwald era un potentissimo mago oscuro vissuto prima di LordVoldemort, aveva frequentato la scuola di Durmstrang, da cui venne espulso peri suoi esperimenti malvagi. Ricordo di aver letto, in una serie di rapportisegreti del Ministero che non sono mai stati resi pubblici, che conobbe ilgiovane Albus Silente, di cui divenne molto amico, tanto da pianificare con luiuna sorta di "nuovo ordine" mondiale, in cui i maghi avrebbero dovutoregnare sui babbani. Silente sembrava approvare queste idee, ed era in procintodi metterle in pratica, quando suo fratello Aberforth lo accus di trascurarela loro sorella malata, Ariana. Questo litigio indusse Grindelwald a torturareAberforth, ed Albus Silente ebbe cos la prova definitiva della crudelt delsuo amico. Tra i tre scoppi una lotta, durante la quale Ariana venne uccisa.Dopo questo episodio Grindelwald scapp all'estero, dando inizio ad unastagione di terrore. Silente inizialmente cerc di evitare di combatterlo,poich temeva che Grindelwald sapesse chi aveva scagliato l'incantesimo cheaveva ucciso Ariana, e non poteva sopportare l'idea di scoprire di averlauccisa lui stesso. Infine, spinto dalle atrocit commesse da Grindelwald, loattacc e lo sconfisse, facendo si che venisse rinchiuso.

E sono anche sicura che sia stato ucciso daVoldemort stesso, il quale voleva dimostrare di non aver avuto mai alcun egualenella storia della Magia.

Perch allora Raissa lha nominato?

Assorbito il colpo, Raissa finalmente prosegue,la voce pi incerta: Io e Dimitri siamo alcuni dei pochi al mondo a saperedellesistenza di un suo parente, non sappiamo esattamente se sia suo fratellominore, suo figlio o altro ma lunico suo parente rimasto in vita. Si chiamaAdamar al momento, credo che associarlo ad un uomo, come associare undeserto ad una citt come Londra. Non rimasto nulla in lui, che possachiamarsi umano. in tutto e per tutto, un demone .

Rabbrividisco a quelle parole. E Draco adesso con lui. La tazza rischia di scivolarmi dalle dita, a causa del tremoreche mi ha assalito le mani. Sbatto le palpebre un paio di volte, per renderepi nitida la mia vista, offuscata dalle lacrime che non voglio piangere. Si messo nelle mani di un demone. Per me e per Serenity solo perch io mi sonofatta usare da Astoria se gli accadesse qualcosa per colpa mia

Raissa accende le luci della stanza con un colpodi bacchetta, strizzo gli occhi per la luce improvvisa, non mi ero accorta cheoramai si fosse fatto buio. Poi continua: Adamar ha rinunciato alla suaumanit molto peggio di come fece Voldemort, perch Adamar non crede inniente. Odia gli uomini, odia il mondo e vive segregato da qualche parte, inun luogo che non pu essere trovatopercepisce la gente che ha bisogno del suointervento e solo allora si fa trovare altrimenti impossibile che venga date, Raissa fa una pausa, sicuramente pensa alle parole che ha detto a Dimitrisul trovare Draco. A lui aveva detto che era improbabile, ma capisco chelha fatto solo per far andar via suo fratello.

In realt, era davvero impossibile.

Adamar ha dei poteri immensi, proprio perchoramai una sorta di cardine tra il mondo umano e le dimensioni demoniache enon c nulla che non possa farti ottenere, se impegni qualcosa di te stesso.

I suoi ricordi bisbiglio, lasciando scivolarela tazza al suolo. Il fragore ingombra la stanza di rumore, ma non rompe ilsilenzio tra me e Raissa.

Esso la sola difesa che impedisce al mio corpodi spezzarsi in due.

Raissa annuisce, dopo aver gettato uno sguardodistratto alla tazza distrutta e alla macchia verde che si espande sul tappeto.

Vuole la cosa pi preziosa che hai in pegno e ti sottopone a delle prove durissime anzi, durissime un pallidoeufemismo, la voce si piega mentre soggiunge: io e mio fratello ci siamoquasi uccisi tra noi. La guardo in tralice, non riesco a smettere di tremare. Che cosa star affrontando Draco?

Adamar detesta la natura umana, spesso mi sonochiesta che cosa gli sia successo, ma ovviamente non ci dato saperlo. A chichiede il suo aiuto, vuole testimoniare quanto sia infame, meschino, sciagurato,come essere umano. Se superi le prove, trattiene quello che hai impegnato comeuna sorta di prezzo e lui ha vinto.

E come avrebbe vinto?.

Ti ha fatto perdere la tua umanit etanto gli basta ha dimostrato che esisteva qualcosa di pi importante di ciche credevi prezioso nella tua vita.

Tu e Dimitri avete superato quelle prove,vero? chiedo con un filo di voce, cercando di trovare un qualsiasi segnale chepossa alleviare lenorme macigno che mi si depositato sul petto La conoscenza lavete ottenuta che cosa avete perso?.

Lamore per nostro padre sussurra leistentorea, senza traccia di emozione, gli occhi non brillano nemmeno Non hoversato una lacrima quando morto non so nemmeno perch lo amassi tanto. Gelosu me stessa, portandomi le mani ai capelli, disperata.

C ancora speranza, per sussurra Raissa,guardandomi. Sento unonda rovente sulla schiena, mi trattengo dallimpulso discuoterle le spalle affinch si muova a parlare.

Ed una speranza che mi auguro caldamenteperch se Draco perdesse i suoi ricordi, dovrei proteggere io te e labambina o comunque dirgli di farlo, quando probabilmente non gliene fregherpi nulla e voglio essere fuori da questa storia prima possibile altrimentiDimitri si ossessioner sempre di pi su di te.

Giusto, come dimenticare

Adamar un demone , ma equo chiosa Raissa, annoiata Se non superi le prove, ti restituisce ci che haidato ammette di aver perso. Ammette che la tua motivazione non era cos forteda farti rinunciare alla tua umanit se Draco supera le prove, perder i suoiricordi per sempre ma, se fallisce, li avr indietro meglio sperare inquesto che nella possibilit di contattarlo prima che porti a termine ilrituale, dicendogli che stai bene, come ho detto a Dimitri Adamar non lopermetter mai.

Gi nel momento in cui pronuncia queste parole,so perfettamente che non sar in grado di aspettare che il rituale si concluda,sperando che Draco non lo superi. Raissa ha detto di aver raggiunto laconoscenza, in mesi un tempo troppo lungo per attenderlo, qui, inquesta casa, pregando e crogiolandomi nellangoscia.

Anche se impossibile, cercher di contattareAdamar magari, chieder ancora laiuto di Helder oppure, potrei andare alMinistero e vedere di rintracciare notizie su di lui.

Anche se Raissa ha detto che solo in pochi sanno dellesistenza di Adamar

Ma sicuramente, ricercando, si potrebbe scoprirequalcosa sicuro nessuno sapeva nulla degli Horcrux, eppure io, Harry e Ronli abbiamo trovati e distrutti. Ed anche se stavolta sono sola, ce la faranche questa volta. Trover Adamar, interromper il rituale e riporter a casaDraco, da me.

Devo solo trovare un modo per andare via, perscappare, senza che loro se ne accorgano

Tutto far di tutto, affinch Draco torni sano e salvo da me e nonperder i suoi ricordi non posso permetterlo

Raissa improvvisamente si alza in piedi,gettando uno sguardo allorologio a pendolo che batte le otto di sera. Sembrasoppesare qualcosa nella mente, poi si volta su s stessa, tornando a guardarmicon espressione enigmatica: Sar meglio che rimani seduta.

Perch? non ho nemmeno finito di pronunciarequeste parole che unenorme debolezza mi coglie allimprovviso, rendendo il miocorpo pesante come se fosse fatto di piombo. Faccio fatica persino a restareseduta, limpulso di lasciarmi andare alla gravit e di cadere supina sul letto cos forte che a stento riesco a tenere gli occhi aperti.

Una consapevolezza folle e disperata, miraggiunge alle parole successive di Raissa, pronunciate con un sorrisosarcastico.

Non sono pi tra i Grifondoro un serpente pu essere leale, ma sempre unserpente

Tu non conoscerai bene me, ma io conosco bene te sorride Raissa, premendo contro una mia spalla. La debolezza mi fa ricadereistantaneamente sul letto, fisso gli occhi sul soffitto a cassettoni,comprendendo finalmente. La tisana ha messo qualcosa nella tisana

Dormi adesso e intanto trasformo questa casanella tua bellissima prigione dorata .

Le parole di Raissa e il rumore dei suoi tacchisul pavimento di legno, sono lultima cosa che sento, prima di scivolare in unsonno denso, privo di sogni.