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The ballad of silver linings part 2

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The ballad of silver linings part 2

Draco e d Hermionesono riusciti a fuggire dalla trappola tesa da Astoria, alias Summer Layton , che si alleata con Pucey e Montague, gli assassini di suasorella Helena, per uccidere entrambi dopo aver compreso il legame che unisce idue. Hermione, ancora parzialmente sotto il controllo dello Zahir che Astoria, con linganno, le hafatto creare, senza voce e sotto il pesante rischio di essere nuovamentecontrollata dalla Greengrass , che vuole che uccida Draco. Questultimo lhaportata a casa di Pansy Parkinson, per proteggerla, prima di recarsi in unluogo sconosciuto, senza riuscire a parlare con Hermione e senza sapere che laragazza innamorata di lui e che leffetto dello Zahir parzialmente sopito. Draco peraiutare Hermione a tornare s stessa, ha convocato una sua vecchia conoscenza,la figlia di Igor Karkaroff, Raissa, che le ha detto che lunico modo pertornare libera, sarebbe concentrarsi sullamore che Draco nutre per lei. E perfarlo, le mostra i ricordi che Draco ha su di lei, conservati da Blaise Zabini per farli vedere a Serenity, qualorafosse accaduto qualcosa a Draco stesso. Ma, mentre Hermione sta rivivendo iricordi di Draco, essi sembrano scomparire nel nulla. Al suo risveglio,Hermione apprende che cosa Draco sta facendo: si rivolto ad un demone,Adamar, per ottenere i poteri necessari per difendere Hermione e Serenity daAstoria. Il prezzo per tale demone sono i suoi ricordi di Hermione stessa, lacosa pi preziosa che ha, per questo essi sono scomparsi. Se Draco fallisse laprova oppure decidesse di ritirarsi dalla stessa, Adamar gli restituirebbe isuoi ricordi. Ad Hermione, non resta che aspettare che Draco ritorni. Insidiatada Dimitri il fratello di Raissa ed oramai vicina a perdere le speranze, unasera di pioggia, Hermione distingue unombra nel vialetto dingresso della casadi Pansy. Draco che misteriosamente riuscito a tornare. I due finalmente siriuniscono e passano la notte assieme. Trascorrono dieci giorni assieme diperfetta felicit: decidono di contattare Harry per rivelargli la lorosituazione, ma il Ministro ignaro che Astoria abbia una spia nella suacerchia pi fidata. Nonostante i tentativi di Blaise eDraco, la spia non viene individuata e, quindi, sono costretti ad usare Daphne Greengrass e una sua passata relazione con ilMinistro, per contattare Harry, in modo che non lo sappia nessuno. Daphne verravvicinata da Pansy, la sera del suo compleanno, quando d una festa a casasua. Nella stessa occasione, Draco chiede ad Hermione di sposarlo: la ragazza,raggiante, sta per accettare, ma vedendo lanello con cui Draco la chiede inmoglie, che lo stesso anello di Helena, crolla e decide di prendersi deltempo per pensare, dilaniata dal dubbio che Draco non la ami quanto abbia amatoHelena stessa. I due si lasciano momentaneamente, ed Hermione esce nel giardinodella villa. Intanto nel futuro, dopo cinque anni, Hermione tornata a casa diPansy Parkinson assieme a Seth e a suo figlio Alex. Pansy, che adesso sposatacon Dean, per, non sa dove Draco sia.Dean, per, le rivela che Draco,cinque anni prima, andato via da l con Raissa Karkaroff, la sorella diDimitri. Hermione, sempre pi vicina a perdere le speranze, ricordando glieventi degli anni passati, ripete che la sera del compleanno di Pansy statalultima sera in cui ha visto Draco. Quella sera, infatti, Hermione vennerapita da Dimitri Karkaroff che si era alleato con Astoria, Pucey e Montague, proprio per separarla daDraco e farne la sua regina. La crudelt e la determinazione di Dimitri afare sua Hermione, si spingono al punto di catturare anche Hayden, lamicobabbano che Hermione frequentava precedentemente, ferendolo gravemente erendendolo incapace per sempre di camminare. Nella sua prigionia nel castellodi Dimitri, per, Hermione apprende di essere incinta di Draco, cosa che spingeAstoria, sterile e desiderosa di fare suo lultimo erede dei Malfoy, cosa chesicuramente le garantirebbe la possibilit di riavere Draco, a prendere tempocon Dimitri e ad ingiungergli di non toccare Hermione nel tempo dellagravidanza. La ragazza, per, dopo dieci giorni, viene liberata dalla prigioniada Helder, la sua amica Empatica, Harry e Ron, ma durante la fuga, batteviolentemente la testa, restando in coma per tre mesi. Al suo risveglio, sitrova in Italia, dove gli amici la tengono nascosta, fingendo persino unmatrimonio con Ron, fino a quando Hermione apprende della morte di Dimitri edAstoria, potendo tornare in Inghilterra con suo figlio per cercare Draco. Unatraccia per trovare Raissa risiede inaspettatamente in un incontro che Draco,incalzato da Adamar durante la sua prova, aveva fatto nellaldil: una donna dinome Tatia Krasova gli aveva chiesto di riferire adHermione il suo nome in modo che si ricordasse di lei. Hermione, per, non laconosce. Cinque anni dopo, tuttavia, Hermione, Dean, Pansy e Seth scoprono che Tatia Krasova era una profetessa, il cui nome erastato celato e nascosto da Raissa, strappando la pagina di un libro,testimoniando quindi un probabile contatto tra le due. Tatia non voleva che Hermione si ricordasse di lei cinque anni prima, ma in quel momento,alla scoperta del gesto di Raissa. Hermione riesce a scoprire dellultimadimora di Tatia Krasova : era in Finlandia doveera sposata con un uomo di nome Ilai Radcenko. A casa di Tatia ,Hermione trova una lettera destinata a lei dalla ragazza e scritta ben diecianni prima e dove lei le dice tutto quello che le accaduto, rivelandole ancheche Raissa sente ancora Ilai di cui innamorata. Tatia era unamica dinfanzia di Dimitri eRaissa, sebbene fosse pi piccola di loro, i tre erano cresciuti assieme comefratelli. Tatia dasempre dotata di un fortissimo potenziale magico, aveva da sempre attrattolindole scientificamente curiosa dei fratelli Karkaroff, specialmente di Dimitri,che ne era ossessionato molto pi che innamorato. Quando per Tatia ed Ilai si erano innamorati, Raissaaveva finito per uccidere casualmente Tatia e Dimitri le aveva fatto promettere diaiutarlo a fare sua una donna che suscitasse in lui lo stesso interesse che gliaveva provocato Tatia , altrimenti avrebberivelato ad Ilai il nome dellomicida della moglie. Hermione quindi, conosciutala verit, ritorna in Inghilterra con Ilai, Dean, Seth e Pansy, ma giunta acasa di Draco, scopre una cosa straziante: Serenity chiama Raissa mamma.Interrogando con il Veritaserum la bambina, scopre che Draco sta addiritturaper sposare Raissa stessa; distrutta, Hermione decide di andarsene senzaincontrare Draco e di partire per la Finlandia con Ilai, a cui la lega unacomplicit sempre pi stretta. Ma, alla festa di paese dove andata con suofiglio e i suoi amici prima di partire, qualcuno dal palco chiama il vincitoredel secondo premio di una lotteria. Viene annunciato a gran voce il nome diSerenity, facendo presagire che la bambina non sia ovviamente da sola. Malattesa di Hermione si rivela vana: Serenity non con Draco, ma con Raissache, pazza di gelosia nellaver intuito un legame tra Ilai ed Hermione, usa unIncantesimo per far comparire Dimitri, mai morto e sempre pi ossessionato daHermione. Le ordina di uccidere Draco ed Ilai e lega Alex a s stesso, di modoche qualsiasi cosa gli succeda, accada al bambino: Hermione ha solo tre giorniper impedire che lassimilazione diventi definitiva e che Dimitri non sisuicidi, trascinandosi dietro anche il figlio. Tornata a casa di Draco,Hermione distrutta ricambia il bacio di Ilai, poco prima che Draco ricompaianella sua vita. Lincontro tra i due non idilliaco. Entrambi si sentonotraditi luno dallaltra, in virt dei legami intanto sorti tra Hermione edIlai, e tra Draco e Raissa. Le cose peggiorano, quando in modo rocambolesco e acausa dellintervento dei Karkaroff, Draco scopre prima che Hermione glienepossa fare parola, che Alex anche suo figlio. La scoperta lo distruggeemotivamente e psicologicamente, minando forse per sempre la fiducia neiconfronti di Hermione. Il clima diventa ancora pi complicato e ingestibile,quando Draco ed Hermione apprendono dallEmpatica Helder di essere finitinellocchio del ciclone di una guerra millenaria tra il demone Adamar e gliEmpatici. Non potranno sconfiggere i Karkaroff e riprendersi il loro figlio, senon supereranno una prova imposta dal demone che tester il sentimento che liunisce. Il loro amore, difatti, cinque anni prima, assieme alla creazione edistruzione dello Zahir e alritiro dalla prova di Adamar a cui si era sottoposto Draco, ha scatenato unaserie di eventi che li designa come unici possibili vincitori nei confronti deldemone: solo loro possono invocare la Solutio damnationis ,lo scioglimento della dannazione, ossia la distruzione di ogni potere concessoda Adamar nonch della sua stessa esistenza. La prova per complicata,difficile, dura, e Draco ed Hermione disperano di potercela fare, visto come si deteriorato il loro rapporto. La Solutio damnationis per lunico modo per sconfiggere Adamar, e liberarsi del poteredellonniscienza dei Karkaroff, in modo da eliminarli. Nel piano di Helder,trovano posto tutti i loro amici, riuniti per salvare il piccolo Alex Malfoy.La prova potrebbe avere conseguenze mortali per il pianeta, oltre che per lorodue e per Ilai Radcenko, che deve fingersi morto con un complicato meccanismobiologico ed empatico, per ingannare i Karkaroff. Nonostante tutto, sebbenesiano certi di non potercela fare e rassicurati sul destino dei loro figliqualora la prova vada male, Draco ed Hermione accettano di sottoporsi alla Solutio damnationis . Dopo essersichiarita con Ron, Hermione parla con Serenity, raccontandole di suo fratelloAlex. Ma proprio durante la conversazione con la bambina, mentre mostra a Dracole fotografie del loro figlio, dal suo album di foto ne compare una di lei con Draco,scattata e conservata di nascosto da cinque anni prima. allora che Draco mostraad Hermione un libro di favole disegnato da lui, per Serenity. Ogni principessadel libro ha il volto di Hermione.

Capitolo 44 The ballad ofsilver linings part 2

Belle, nellalibreria della Bestia, ha tra le mani una copia di Twilight ed assume con unosbuffo la mia espressione da pesce palla.

Aurora, inuna foresta di rovi, dorme con un vestito rosso e sembra sempre inquieta enervosa, anche quando dorme.

Raperonzolo,prigioniera in una torre, circondata di rose e ne ha depositati tra i capelliqualche petalo sparso.

Cenerentola,ballando con il suo principe, ha un vestito turchese dal taglio greco edaccessori tutti dello stesso colore.

Ariel,diventata umana, usa per raccogliere i capelli una matita come se fosse unfermaglio.

Biancaneve,appena sveglia, sposa il suo principe azzurro con lanello di Narcissa Malfoy ed Helena Greengrass.

Ognuna diloro, ciascuna di loro , cambiavestito, capelli, storia.

Ma mai gliocchi, mai il viso, mai le labbra.

Sono sempre io. Sono sempre rimasta io.

La mano cheDraco stringe ancora nella sua, piano, delicato, quasi timoroso di romperla,suda freddo e caldo assieme. Per un attimo ho la scomoda e sgradita sensazioneadolescenziale delle prime volte in cui davi la mano ad un ragazzo e temevi,come se ne andasse della tua vita, che lavessi sudata. Eppure, non riuscirei astaccarmi nemmeno provandoci con tutta la forza possibile.

il solopunto fermo, in un mondo dacqua. Tutto, compresa me stessa, sembradimprovviso fluttuare senza peso alcuno, trascinandosi la mia mente, che siallunga, allarga, diluisce e perde consistenza e significato. Ogni pensierogalleggia nebuloso, ondeggiante e palpitante: dun tratto incerto, sbaragliato,inerme.

Come la manonon lascia Draco, cos gli occhi non lasciano il libro. Lui non aveva bisognocome me di razzolare fotografie sconfitte dalla memoria. Ha creato il suopersonale album di ricordi, scolpendo di matita e colori ogni minima tracciache aveva preservato di me, ma dandone una forma innocua, infantile, inoffensiva,che addirittura scivolasse di sogno ed incanto nella mente di sua figlia.

Leprincipesse sono bellissime, soavi, fatate: non c rabbia, rimorso, ricordo,rammarico. Hanno la forma statica ed assurdamente perfetta di ci che noncambier mai. difficile riconoscermi in esse, se non fosse per queiparticolari messi cos accuratamente a fuoco, se non fosse per gli occhi diognuna e le forme del viso che non sono assolutamente rinnegabili. Spiccano diquella bellezza incomprensibile, in mezzo a figure maschili sempre di spalle,sempre poco accennate, sempre fosche. Solo le foreste, il mare, il cielo,diventano adeguate cornici. Il resto sparisce.

Mi accorgo,nelloceano volutamente apatico in cui nuoto, che il respiro di Draco accelerato negli ultimi minuti e che la sua mano si fatta pi calda, piscivolosa, pi stretta.

Eppure,sebbene mi accorga che sono rimasta in silenzio troppo a lungo, sebbene sappiache debba dire qualcosa, come se avessi improvvisamente dimenticato persinocome si apra la bocca, come si facciano muovere le labbra, come si articoli ilvibrato indifferente delle corde vocali in parole coerenti e corrette. Disalsedine porosa brillano i miei pensieri, come se davvero fossi sottacqua edavessi la sola concreta esigenza di ricordarmi come si respira. Espira, inspira. Espira, inspira.

E poi accade.

Tuttoassieme, tuttun tratto, come londa che spazza gli abissi, tracimando fango,confondendo sabbia, masticando alghe e pesci.

Il solosegno esteriore che mi concedo un respiro un po pi forte, intenso, come seprendessi fiato dopo essere stata in apnea. Rintocca nella stanza con il suonoforte di una campana a morto. E sento, come se neanche mi spiegassi il perch,che ho bisogno di aria, di vento, di sole. Di uscire, andarmene, scappare,fuggire.

Perch? Mi chiedo sciocca,il respiro che si affanna, la mano in quella di Draco che dimprovviso sguscia,scivola, arranca, scappa.

Non dovrebbe essere questo che stavi cercando? Nondovresti essere felice , adesso?

Non ti ha dimenticata. Ti ha pensata in questi anni. Nonti ha cancellato dai pensieri.

Lui non parla, non inonda i figli di parole e ricordi.Non come te, che hai soverchiato tuo figlio di incommensurabili ed ineffabilidiscorsi, neanche prendendo fiato, neanche esitando, neanche cercando leparole. Le parole fiorivano sempre come le primule a marzo. Veloci, rapide,colorate. E mai morivano, mai conoscevano ghiaccio o afa. Mai. Erano sempiternedi gloria damore.

Lui non come te: lui non parla. Lui disegna.

Non sei assurda, adesso? Non vorrai forse che lui diventicome te? Logorroico, verboso, costantemente teso allevoluzione semantica deituoi sentimenti?

Non dirmi che, davvero, adesso ancora non sei felice?

Quelledomande, pregne di senso di colpa necrotico, mi costringono a reprimere il nodoin gola che, ancora, di pi, mi impedisce di respirare normalmente. E quandoinizio a piangere, quando le lacrime mi affannano la vista, quando scivolano suleguance, distinto stacco la mano da quella di Draco per asciugarmi il viso.Ancora, non lo guardo, ma il suo silenzio dolce, morbido, soffice.

Pensa che sono felice, pensa che piango di gioia. Cisono tutti i motivi per essere felice.

Ed invece ionon riesco a respirare: ed invece, come una che sta per avere un infarto, misbottono i bottoni del colletto della camicia, avverto le vene affluire tropposangue al viso, facendomi scoppiare di calore.

perch non riesco ad essere felice? Perch non fa bene?Perch fa solo male?

Sono diventata cos assurdamente rancorosa, da nonprovare pi gioia?

Oppure ormai ci siamo fatti cos male, che non riescepi a farmi stare bene?

Da quellospiraglio, dincanto, respiro: aria calda, schifosa, oscena, miasmatica.Avvelena, distorce, contamina, rende cancro i polmoni. Ed un pensiero cosassurdamente vero, cos drammaticamente onesto, cos impossibile da negare chese ne sta di marmo davanti a me, contemplandomi con la percezione scomoda dellecose scontate. Sorride beffardo, mi deride, mi ingiuria, mi dice che essermisentita in colpa per non riuscire a gioire, ancora pi idiota. Perch lui,quel pensiero, stava sempre l.

Non se nmai andato.

Mai daquando ho saputo di Raissa.

Incerta,indegna, vergognosa, alla fine mi azzardo a dischiuderlo quel pensiero: quelloride, orrendamente, come il primo della classe che spiega il teorema al bambinocon il cinque in pagella.

Eccotelo: goditelo. Goditi il motivo per cui domani nontornerai pi.

cos semplice, immediato.

Ce lhai davanti agli occhi, stupida.

La foto che nascondi nellalbum, i disegni che fa lui suun libro. Chi sono quei due? Siete voi?

Annaspo,laria mefitica mi chiude il fiato. Certoche lui, certo che sono io.

Ed ancora lamia stessa mente ride, crudele, malefica.

Non siete pi voi.

Tu ami il ragazzo del Petite Peste. Quello delle rose neicapelli, quello dellabbraccio a Wonderland, quello che si struggeva per Helenae i suoi genitori, quello che chiamava Serenity sorella.

Questo che ti stringeva la mano, neanche lo conosci.

Non conosci la rassegnazione spavalda che ha nellosguardo. Non conosci la gloria riflessa di cui ora bacia il passato. Nonconosci laccettazione amorevole di sentirsi padre.

Tu non ceri, lui un altro, adesso. E questo noncambier mai. Non avete n il tempo e n la voglia di cambiare le cose.

Di lui ami il passato ed odi il presente. Odi il padre diSerenity, odi che ti abbia tradito, odi che sia andato avanti, odi che forse sisarebbe innamorato di Raissa.

E lui uguale.

Se ti declina e ti ama, ti declina e ti ama al passato.

Odia la mamma di Alex, odia che tu lo abbia tradito, odiache sia andata avanti, odia che forse ti saresti innamorata di Ilai.

Che speranza hai di perdonarlo? Che speranza ha diperdonarti? Che speranza avete, domani, di tornare?

Lamore vive nel presente, si appoggia sul passato e siproietta nel futuro.

E voi vi aggrappate al passato, per scordarvi che nelpresente vi odiate e nel futuro neanche vi vedete assieme.

Se il cuoreogni tanto mi vomitava addosso avvisaglie di disperazione acuta ed assolutamancanza di fiducia nella convinzione di tornare a casa, la mente clemente miaveva sempre protetto da questi pensieri, che una volta formulati,riconosciuti semplicemente non se ne vanno pi. E se le ondate di dolore chemi colpivano come frustate sulla schiena, ogni tanto potevano darmi qualchesegnale confuso di qualcosa, ora invece come se avessi smesso di dibattermiin un giogo che pi lo rifiutavo, pi mi stringeva, schiacciandomi il respiro.

Ed adesso,davvero, non ho pi nulla a cui aggrapparmi. Nulla.

Non possorestare in questa stanza con lui un minuto di pi. Devo andarmene, prima che isinghiozzi che mi stanno salendo in gola, mi cadano sulle labbra e li sentaanche lui.

Chiederebbespiegazioni, mi scambierebbe per una pazza ingrata, crederebbe che vadocercando tutto per non essere contenta.

E alloradovrei spiegarmi, dirgli la verit che lui ancora non vede. E capirebbe, s checapirebbe, ed allora sarebbe finita.

Quello che sto provando io questa cosa che mancochiamarla disperazione rende lidea la proverebbe anche lui. E non possopermetterglielo. Non posso.

Non pu accorgersene, non pu capire anche lui.

Perch questo pensiero, capirlo e rendersene conto essere condannati. la prova ultima che Adamar ci far a pezzi.

Se lui non se ne accorge, se non lo capisce, se ne rimaneescluso ed estraneo forse c ancora speranza.

Hermionemi chiama piano, con una punta di sospetto nella voce, come se avesse infinecompreso che tutto questo silenzio spezzato di lacrime non ha a che fare conuna gioia inesprimibile ed indescrivibile.

Cosa pi insopportabile?

Fargli pensare che neanche questo mi basta o farglipensare che niente ci baster mai, arrivati a questo punto?

Farmi credere ingrata ed ingiusta? O farmi riconoscerecondannata a morte, come lui?

Gli mentir con una bugia o lo accecher con la verit?

Il maleminore , ovviamente, il primo.

Assecondo lamia volont di andarmene, mi alzo in piedi e mormoro sconfitta, non guardandoloneanche in faccia: Scusami n-non ce la faccio. Accento la mia voce di queltono rancoroso ed ostile che so che lo mander in bestia, ma lo lascer qui,inchiodato al pavimento. Mastico la presunzione e larroganza di fargli credereche non sar mai abbastanza, e non trattengo le lacrime che so che gli spezzanoil cuore e che non sa come gestire. Ed alla fine fuggo nel corridoio, codarda,infida, perfida. Ma salvandolo dal rischio che capisca anche lui fino a chepunto, ormai, non ci siamo pi.

Senza fiato,con la mano premuta contro la bocca a schiacciare i singhiozzi in gola, apro laprima porta che trovo, rifugiandomi in una specie di sgabuzzino.

Non accendoneanche la luce, lascio che loscurit sia spezzata solo da quel poco chefiltra dagli opachi vetri azzurri della porta.

E finalmente,contro la parete, la mano ancora sulla bocca per paura che qualcuno mi senta,mi sfogo piangendo. Non ho mai pianto cos, in nessun momento della mia vita,come se mi stessero strappando a viva forza la carne di dosso, come se un acidomi stesse corrodendo la pelle. I singhiozzi sono cos forti da farmi tremare ilpetto, le ginocchia, le gambe. Mi accascio al suolo, ancora la mano sulla boccaper il terrore che qualcuno mi senta e voglia consolarmi, ascoltarmi, farmiparlare. Perch io non voglio essere consolata, ascoltata, fatta parlare.

Voglio solo che qualcuno riempia questa voragine, dentro.

Perch lui ce lavevo dentro, sempre.

Ed ora, adesso, non ce lho pi.

Solo se il mare evaporasse dun tratto, lasciando abissivuoti, capiremmo quanto spazio prendeva sulla terra.

E io, quanto avessi dentro Draco Malfoy, nonostantetutto, malgrado me stessa, non lo sapevo fino a questo momento.

Non passanoneanche cinque minuti che sento immediatamente, come leco di una fiera prontaa prendermi, leco sordo di porte aperte e sbattute nel corridoio dove mitrovo. Traballante, incerta, mi alzo in piedi, pronta a scappare via ancora, manon faccio in tempo a fare nulla che anche la porta dello sgabuzzino dove mitrovo si apre con un tonfo, sbattendo contro la parete. Gli occhi arrossati,sorpresi dalla luce, non mettono a fuoco chi ho di fronte, ma non ne hobisogno. La porta si chiude, facendomi restare di nuovo nella pietosasemioscurit. Sento un respiro affannoso proprio di fronte a me, pioggia, terra bagnata, settembre .

Esciimmediatamente ingiungo severamente, la voce comunque pigolante come quella diun pulcino bagnato a cui cerco di dare un tono, non riuscendoci. I singhiozzipiegano e spezzano le parole, colmandole di pause inopportune e di rantolispezzati. Mi asciugo velocemente la faccia, inutilmente, perch ormai la patinafosca sugli occhi calata rapida e la luce troppo poca perch davvero vedaqualcosa. Le guance si impastano di lacrime e mascara, dandomi laspettosicuramente di una derelitta. Eppure, come lultimo stendardo di una flotta chesi prepara allestremo sacrificio richiesto dal mare, pianto saldamente i piediper terra, sollevo il mento e guardo Draco con inflessibile ira, sperando chese ne vada.

No.

Non cerabisogno che mi dicesse di no: sapevo che lui non mi ascolta mai. Specie quandoha quel viso: la mascella contratta, i denti stretti, le pupille dilatate e ilrespiro veloce, ansante. Disordinati i capelli, disordinati gli occhi,disordinato il torace che si alza ed abbassa velocemente. Mi guarda e basta, apugni chiusi, stretti, serrati. Non mi ascolta mai, non ti fidi mai di me, neanche la fiducia luno nellaltra abbiamo. Dovepretendiamo di andare? Uno suono strozzato esce fuori dalla mia gola,confondendosi con le lacrime.

Ma stavoltami deve ascoltare, se ne deve andare, non si azzardasse a stare qui un secondoin pi.

Non possosopportarlo, non posso parlare adesso.

Ti ho dettodi andartene! Lasciami in pace! urlo ancora a voce pi alta, tremando,lasciando che la voce di nuovo si spezzi e sperando che questo lo faccia andareabbastanza in panico da lasciarmi sola.

No.

Niente. Nonc niente da fare: la voce sempre quella, salda, seria, forte, fiera.Neanche trema, neanche incerta, neanche si piega. Non gli ho mai fatto paura,terrore. E sebbene so che si sta dilaniando perch mi vede in questecondizioni, langolo della bocca che sisolleva, le narici che fremono, gli occhi che pungono, le mani che voglionocorrere, vogliose, rapide, attente, apparentemente egoiste e distrattamentegenerose, a chiudermi le labbra, a baciarmi le lacrime, mentre mi implora dinon piangere eppure, ancora, non se ne va. Non si muove.

Decido dicombattere, decido di fingere che quella che ho davanti sia solo unamanifestazione dorgoglio e di prepotenza. Decido di non vedere il resto,perch mi uccide e non ce la faccio pi.

Dalla tascadei pantaloni, estraggo la bacchetta, la faccio sfrigolare di scintille rosseche accendono la stanza come il sole a mezzogiorno, gliela punto contro. Luinon si muove, non fa nulla, fa un sorriso beffardo e triste. Di sfida. E allora, ancora, scoppio,piango, glielo urlo contro, sperando di spostare quella montagna inerme che .

Esci subitoda qui!.

Le scintillevolano, cadono al suolo.

Assieme allabacchetta.

E non stata la mia presa a lasciarla, perch qualsiasi cosa ho adesso tra le manirimane salda perch mi ci reggo alla ricerca di un sostegno come se non mi tenessiin piedi.

Ho mollatola presa perch Draco, urlando un ultimo no che ha fatto tremare la parete, ha stretto lui la presa su di me. Lo guardoatterrita, terrorizzata, e poi implorante, supplice, con una preghieradisperata in bocca, mentre la schiena trova la parete e resto bloccata in pochirespiri tra lui e il muro. Sento il calore delle sue mani che mi tengono fermaper gli avambracci, distinguo appena nelle lacrime che mi velano gli occhi ilsuo viso adesso cos vicino, da farmelo studiare come non ho potuto fare intutti questi giorni. I suoi occhi non lasciano i miei neanche per un attimo,sono bloccati, fissi, incantati come quelli del predatore che si pregusta lapreda, prima di calare i denti nella pelle indifesa. Eppure, c sempre unadolcezza mesta, struggente, ferita, che non lascia mai i suoi occhi,unincertezza misericordiosa che percorre i tendini delle braccia e fa tremarele dita che mi tengono stretta. Piango, non riesco a smettere, mi divincolo, manon riesco a fuggire.

Fidati di me una santissima volta. Fidati, per favore.Lasciami andare. Non farmi parlare.

Arresami alfatto che, come sempre, non lavr vinta su di lui con la forza, sollevo ilmento e lo guardo con disperazione, come se fossi moribonda, sanguinante, ma,ancora, non fossi in grado di arrendermi. Gli urlo contro, folle, pazza,inselvatichita: Che c? Che diamine vuoi ancora? Perch non puoi smettere difarmi male? Lasciami in pace, maledizione!.

Draco non siscompone, oserei dire che neanche respira. Il suo viso chiarissimo ai mieiocchi, nonostante la semioscurit e le lacrime. ghiaccio, gelo, roccia. Restaimmobile, segue le tracce che il pianto mi lascia sulla pelle arrossata delle guance.La presa sulle mie braccia si allenta appena, ma non cos tanto da consentirmidi fuggire.

Ho bisognodi sentirtelo dire sussurra piano, lieve, leggero. Ma deciso, stoico,implacabile, inamovibile. E l tremo, agghiaccio, mi paralizzo.

Cosa? Cosahai bisogno di sentirmi dire?! rantolo fuori, ansimando, sbarrando gli occhi.La pelle delle braccia, sotto le sue mani contratte, si riempie di brividi,cos come la schiena. Vado a fuoco, congelo, mi sciolgo come se fossi cenere epoi di nuovo mi immobilizzo vittima del ghiaccio: tutto in neanche un battitodi ciglia.

Il perchavessi quella foto in quellalbum biascica lui severamente, le sue mani sempreartigliate sulla pelle delle mie braccia. I suoi occhi seguono una lacrima chemi cade sulle labbra, mentre le riapro per dire, sfibrata, esausta: Perch,dannazione, Draco? Perch?.

Respira afondo, forte, come se davvero stesse cercando una risposta in una selva dipensieri, pronti a sbranarlo. Lo sguardo cade al suolo, fruga lontano come seneanche esistessi pi. Le sue mani non mi lasciano andare, neanche si sforzapi di tenermi ferma. La percepisce la mia assoluta mancanza di forze nel sangue,sente quanto, sotto la pelle, tutto algido mercimonio di calma finta.

Non haassolutamente bisogno di fare nulla.

Quandoriapre la bocca, la sua voce tuona da un punto lontanissimo nel tempo e nellospazio, come se fosse dimprovviso prigioniero altrove. Paralizzato, bloccato,incatenato.

una voceirosa, furiosa, masticata di rabbia. Ma non riesce a farmi tremare: perchquella rabbia non so nemmeno verso chi la rivolga, probabilmente neanche versodi me. una rabbia stanca anchessa, soffiata fuori solo quando diventa coscorrosiva che, a stare in gola, ucciderebbe. Ma non saprei nemmeno se luistesso creda che serva a qualcosa. Che serva davvero a toccarmi e a farmi male.

Perch, in fondo, unarma spuntata se la punta controme. Crede di impugnarla dal manico, brandendola contro di me, ed invece laregge dalla lama.

Se cerca di colpirmi, prima anche solo di sfiorarmi, lui a finirne dilaniato.

Non haiancora finito di farmi a pezzi, c ancora qualcosa di intero in me che meritadi andare in frantumi devi finire il tuo lavoro sussurra alienato, come unpazzo beccato a parlare con i fantasmi, prima di tornare a guardarmi negliocchi. Sento i suoi polpastrelli premere sulla mia pelle, affondare, lasciaresegni che non se ne andranno mai. Ha una contrazione dellangolo della bocca,che deforma le parole in un rigurgito odioso: Avanti, dai fammi a pezzi.Dimmi di nuovo che non basta. Dillo, ancora, che io non ti baster mai .

La frecciacolpisce il suo cuore prima ancora di colpire il mio. Perch prima ancora cheio ricordi quella notte di inizio luglio di cinque anni fa, lodore delle rose,il singulto febbrile della pioggia e gli echi sterminati dei tuoni, prima chericordi io stessa come suonava la mia voce quando potevo permettermi di amarlosenza alcun problema o remora dorgoglio, prima che rammenti di che sapevaquella vicinanza accennata e in attesa che diventasse mano accostata, labbrasfiorate, cuore sovrapposto prima ancora che me ne renda conto io, se ne rendeconto lui.

Riesco a bastartianche cos ?

Tu non mibasterai mai

Fa pi malea lui ricordare quelle parole, sapendo che non potrebbe pi udirle con lostesso senso, che a me, che comunque subisco quello spasmo improvviso al cuoredi sapermi scissa per sempre dalla versione migliore e pi bella di me stessa.Le sue labbra si arricciano di qualcosa che a definirla angoscia , pure si sbaglierebbe, pure si mentirebbe, pure non sirenderebbe giustizia abbastanza a quegli occhi cos atterriti e sconvolti, comese fossero stati sorpresi dalla luce neonata di unapocalisse vicina edineluttabile. lagnello, la bestia, il cucciolo, mandato al sacrificio.

Le sue mani,sulle mie braccia, scivolano, perde un po la presa, mentre guarda in basso,cercando un punto meno doloroso ai suoi occhi del mio viso e delle mie lacrime.Non lascio che la desolazione mi travolga, non lascio che leffetto delle sueparole mi sconvolga e mi sgomenti al punto da lasciarmi inchiodata qui, afinire di distruggerci.

Le parolesono diventate mercenari bastardi, affamati di razziare gli ultimi scampolisopravvissuti del nostro amore sepolto.

Approfittandodel suo silenzio, ignorando quel viso basso e quelle spalle piegate, sfuggendogli occhi improvvisamente foschi e incatenati al suolo, biascico supplice: Perfavore, lasciami andare per favore. Le dita di Draco tremano un po sullemie braccia, per un attimo fortunato penso che si stia convincendo, che tuttoquesto sia diventato troppo, che mi lascer andare, risparmiandomi di finirequesto scempio maledetto di me stessa assieme a lui. Penso che abbia trovato inritardo un po di spirito di conservazione, di istinto alla sopravvivenza che,se non ci lascer vivere incolumi dopo Adamar, almeno ci consentir diandarcene fisicamente da questa vita con la consapevolezza ridicola di avere nelcuore un amore riottosamente indissolubile e piegato solo dalle circostanze.

Ed invece,come sempre, Draco non mi d mai sollievo, pace, gioia tremebonda dellavergogna di fuggire. Le sue mani si rinsaldano sulle mie braccia, i suoi occhitornano spaventosi nei miei, riassume il contegno spaventoso del demone e dellafiera. E sorride crudelmente, masticando le parole con voce sottile e flautata:Lho mai fatto? Ho mai concesso che prendessi una porta e te ne andassi, anchequando sarebbe stato giusto, normale, ovvio? Lho fatto una sola volta,Granger. Una sola singola volta. E ti hopersa . Pensi che lo far daccapo? Pensi che ci prover daccapo?, hanno unrantolo le sue mani come a trattenermi, come a tenermi ferma, come a strapparmial tempo che gi mi ha portato via, e io lo guardo senza fiato, senza forze,senza respiro, neanche provandoci pi a scappare.

Insiste,feroce, affamato, gli occhi deliranti, le dita che torturano la pelle: Dillo,Granger. Finisci il lavoro. Dillo perch avevi quella foto?.

No ripetotestarda, scuotendo il capo, cercando unimpossibile fuga nel muro alle miespalle.

Dimmelo,dannazione, Granger! Dimmelo! ripete lui, non preoccupandosi di tenere ferma ebassa la voce, scuotendomi per le braccia come a cavarmi fuori le parole dibocca Domani a questora potremmo essere morti sputalo fuori perch aveviquella foto?.

Perch nonho smesso un secondo di pensare a te!.

La mia voceesplode come una mina, imprevista, letale, mortifera. Scoppia, deflagra,neanche le pareti ne assorbono il colpo. Rovina contro il mio petto e il miocuore esposto, spingendomi curiosamente allindietro come per contraccolpo,mentre mi manca il fiato, mentre si spezza il respiro. La verit scoppia fuorie Draco lascia stare le mie braccia come se scottassero. Deve finire, dovrebbefinire questa maledetta abitudine di non pensare quando sono con lui, diperdere i freni, di lasciare andare tutto fuori come se fosse rovente,venefico, mortale. Come faccio ora a rinnegare tutto questo? Come faccio ora anegarlo? Come faccio ora ad andarmene da qui dopo tutto questo? Non lo guardoin viso, non ne ho bisogno, perch laria cambiata, il suo respiro cambiato. Me ne rendo conto immediatamente, come sempre stato, come sempresar. Prima questa stanza era quasi insopportabilmente colma di elettricitstatica: preannunciava tempesta. Ogni fiato, ogni respiro spezzava il silenziocon la forza di una coltellata. Adesso invece il silenzio fragrante, dolce,profumato. Avverto Draco vicino, anche se neanche si mosso, neanche harespirato. Le pareti sembrano vibrare ancora delle mie parole, che non possorimangiare, che non posso ricacciare indietro, che se ne stanno l a darelultima ora daria al condannato a morte.

E, alcondannato a morte, se la pena solo a due passi, non serve nulla della vita edel suo ricordo. Serve solo buio soffice, e rassegnazione. Non luce, noncalore, non rimpianto. Come si fa amorire, poi?

Eppure,dentro, nelle mani che mi chiudo frenetica al petto, nelle dita che tormentanole asole della camicia, nelle labbra che mordono le lacrime, qualcosa persinomi rende felice, contenta, esplosivamente soddisfatta. Perch lo sai, adesso. Perch te lo porterai dentro, questo segreto,ora anche tuo.

In unattimo, allimprovviso sento un suo respiro pi forte, pi profondo, come araccogliere tutta laria che non ha respirato fino ad ora. Con la codadellocchio, vedo i suoi piedi muoversi piano, lenti, nella mia direzione.Sebbene sobbalzi, sebbene la mia schiena agghiacci di brividi, sebbene cerchiancora rifugio nella parete alle mie spalle, non riesco a muovere neanche unpasso. Basterebbe poco per scartare di lato, superarlo, andarmene. Basterebbepoco, solo un movimento delle ginocchia, e recupererei la bacchetta abbandonataal suolo, gliela punterei contro, lo spingerei via. Ed invece i piedi sonoincollati al pavimento, non si muovono di un muscolo neanche a violentarmi ilpensiero. Il cuore batte forte, come se si preparasse a consumare tutti ibattiti di una vita in questi pochi secondi che si srotolano tra i passi diDraco che si avvicina a me. Un calore dinferno affluisce dal sangue al mioviso, che arrossisce e a cui solo le lacrime portano pietoso sollievo. E lasola cosa che riesco a fare, mordicchiare lunghia del pollice, restare atesta bassa, singhiozzare come una bambina ed aspettare.

Aspettarlo,come sempre ho fatto.

Come in tuttala vita, sempre, ho fatto: persino prima di sapere che esistesse, persino primadi sapere che avrei potuto amarlo.

Con unpiccolo sussulto, sento le sue mani poggiarsi sui miei fianchi, i polpastrelligiocano un po con le pieghe della camicia, cercando varchi, spazi, passiesposti. Rabbrividisco e sento il sapore del sangue in bocca, dove i dentihanno escoriato la pelle fragile del pollice che continuo a mordicchiare come unabimba spaventata. Come se si abituasse di nuovo piano a me e al mio corpo,cambiato, trasformato, mutato da quel suo figlio che ho partorito senza di lui,le sue mani sono dubbiose prima, incerte, delicate e timorose. Restano poggiatee basta, ed ancora io potrei scacciarlo con facilit, potrei ancora fuggire,potrei ancora salvarmi. Ed invece non lo faccio.

Ed inveceaspetto che prenda forza e sicurezza.

Aspetto cheil suo profumo si faccia pi forte e mi annebbi.

Aspetto quelmovimento dolce mentre, con delicatezza, tenendomi ancora per i fianchi, mispinge contro la parte.

Aspetto chele sue braccia si chiudano attorno alla mia vita.

Aspetto chele dita si intreccino sulla mia schiena.

Aspetto ebramo, poi, la prigione: quella tra la parete e il suo corpo, caldo, meraviglioso, forte . Mi cinge emi culla piano, lentamente, ed io ancora resto con quel braccio contratto sulpetto, con il pollice tormentato dai denti, con il sangue che mi bagna lelabbra, con le lacrime che invadono le guance. Draco poggia lieve le sue labbrasulla mia fronte, come se carezzasse un bambino. Non un bacio, non niente,resta solo l per qualche secondo, e io gi vado a fuoco, gi sussulto, gi socchiudole labbra, gi comando le mie braccia stanche di cingerlo a mia volta. Chiudogli occhi, comandandomi di restare immobile, e respiro forte, i denti trovanoancora la pelle del pollice. Compreso che non far nulla, che non mi sposterdi un passo, che me ne star l ferma, Draco mi tiene facilmente stretta solocon un braccio. Laltra mano sale sul mio fianco, mi accarezza nel solito mododistratto ed insolente che sa che gli lascer fare, sospirando e sussultando.Piano, percorre con le dita tutto il mio braccio teso, raggiunge la mano checontinuo a tormentare e la stacca velocemente e delicatamente dalle mie labbraserrate. Lo guardo con gli occhi spalancati, finalmente cosciente di quanto siavicino, di quanto sia ad un passo da me, di quanto io non potrei scappareneanche volendo. E non lo voglio. Dio,non lo vorr mai.

Le suelabbra si poggiano piano sul mio pollice ferito, baciano il mio sangue ediventano rosse come le mie. Ha gli occhi accesi, luminosi, fissi nei miei,mentre cura a suo modo quella piccola ferita. Ed io avvampo, distolgo losguardo, mi sposto a disagio quando non posso fare neanche il pi piccolo deimovimenti. Quando lo lascia andare, il mio pollice resta comunque sulle suelabbra, percorre distratto tutto il loro contorno, prima che me ne renda contoe lo nasconda dentro la mia mano chiusa. Non mi lascia, per, libera dai suoiocchi: un attimo prima che sollevi il mio mento con la mano, portandolo ad unrespiro dalla sua bocca. annebbiato, nella coltre delle mie lacrime. Eppure,lo vedo benissimo come se fosse fatto di luce liquida. Accarezza piano il mioviso con la mano aperta, solletica la nuca con le dita e gioca con i mieicapelli; poi, di nuovo, chiude gli occhi, poggia la fronte sulla mia e si piegasu di me, arso, vinto, eppure ancora esitante.

Riapre gliocchi, guarda i miei spalancati, spia la pelle del mio collo sconfitta dalcuore che batte impazzito, facendo pulsare le vene. E sussurra in un respiro dimenta e limone che accarezza le mie labbra: Dovrebbe essere facile adesso,no?.

Laria cherespiro la stessa aria che respira lui, ho gli occhi socchiusi, come se ci fosseimprovvisamente troppa luce in questa stanza buia.

Senzaconvinzione, senza realmente pensarlo, sussurro ancora, vittima dellorgoglio:Per favore, Draco lasciami andare.

Capiscesubito che non lo penso, passa un fulmine negli occhi grigi, dice severamente senzamuovere un muscolo: Avanti, su vai via non ti sto tenendo legata vai via,se vuoi. Ogni volta che dischiude le labbra, ogni volta che le apre e lemuove, accarezza e sfiora piano le mie, riducendomi in cenere. Mi aggrappo alsuo braccio, come se mi stessero risucchiando via, come se davvero a qualcunosia saltato in mente di strapparmi via da lui. Draco, quasi con comprensione,continua ad accarezzarmi piano i capelli con un sorriso dolce, quieto, gentile,eppure affamato, non pago, mai sazio. Mi mordo il labbro inferiore con ansia,ogni cellula del mio cervello che mi ordina di prendere ed andarmene via,possibilmente per non tornare pi: mi si ripropongono frammenti di immagini chenon hanno senso e non hanno scopo alcuno, come se mi volessero distogliere esalvare da questi occhi grigi puntati nei miei.

Gli occhi lucidi di Ron sul tetto. Qualche parola sparsadi Dean. Lo sguardo pietoso di Harry.

Ilai.

Diecimila volte Ilai nella mia testa.

Sussulto,rabbrividisco, serro gli occhi come a fermare la sua immagine nella mia testa,qualche altra lacrima rotola gi. Ma nulla, niente, riesce a farmi muovere diun passo. Il mio corpo e il mio cuore sono sempre stati pi sinceri di me, mihanno sempre smascherato e sbugiardato. Sospiro, gemo, respiro ancora. E riaprogli occhi, trovandomi Draco sempre l, concentrato sulle mie labbra con quelsorriso meraviglioso che la sola cosa che ho voluto, sognato e desiderato incinque anni.

Dovrebbeessere facile adesso, no? ripete ancora in un sussurro caldo sulle mie labbra,la mano che mi teneva il viso sollevato scivola piano sul volto, si apre sullaguancia, chiude il mio viso a coppa assieme con laltra che ancora gioca con imiei capelli. vicino, vicinissimo, sento gi uneco del sapore delle sue labbra,e socchiudo gli occhi, vinta, sconfitta, arresa, affamata, esausta, colpevole,vincitrice, ipocrita. E di fondo, persino la mia mente si arrende, persino ilmio cervello geme in silenzio perch dar la colpa a lui, dir che sua lacolpa, dir che non ce lho fatta a scacciarlo, dir qualunque cosa ed avrragione, perch sar morta, e i morti non si contraddicono.

Ed allora avr avuto persino senso baciarlo, perch tantostavo per morire, ed allora andr anche bene andarci a letto per unultimavolta, perch tanto stavo per morire, e poi sono morta sul serio, ed allorasar solo un segreto tra me e lui, e poi di fondo il corpo non ha alcunadecenza, sanit o orgoglio, e dir che sar stata colpa sua, e rinnegher ilcuore che brucia, il cuore che mastico tra le labbra chiuse, il cuore che urla,il cuore che scoppia in petto, ed allora sar peccatore irredento ed innocente,macchiato dalla venale vergogna di non essere forte abbastanza nella carne, macon spirito e respiro intatto; sar angelo, dea, fata, quando dentro invecesapr solo io quanto sono demonio, mostro, tiranno.

Lo sentoancora respirare sulla mia bocca, si mescola il fiato della mia e della sua,eppure aspetta, esita, non si muove ancora. Riapro gli occhi lenta, piano, e lovedo sempre l, sempre immobile, sempre con il mio viso tra le mani, e penso aquanto sarebbe facile adesso prendermelo io questo bacio. Basterebbe soloinarcare un po la schiena, basterebbe solo portare le mani che si torturanotra loro sulla sua nuca, attirandolo a me. Leggo persino quel bagliore di lucenei suoi occhi, che mi implora di farlo io questo passo, di fare quello chelui non riesce a fare.

Ci provopersino, comando persino me stessa di muovermi, ma non ci riesco. Sgrano gli occhi, inizio a respirare a fatica equasi gli chiedo scusa con gli occhi. Nonce la faccio.

Dio non ce la faccio.

Ci guardiamoentrambi, sconvolti, disperati, con gli occhi aperti e spalancati da un terroreche, per noi, pi ancestrale della vita stessa. La mente ci rinnega. Il cuore ci scaccia. Anche il corpo, adesso?

Davvero, tutto si fatto cos estraneo adesso?

Ed allora,pur di smettere di pensare, pur di non ricordare, pur di cancellare quello chein fondo allo stomaco gi so, gi sapevo e che non volevo semplicemente ricordare,dico la prima cosa che mi viene in mente, guardandolo dal basso verso lalto,fingendo una malizia che non ho ma che perlomeno celi la disperazione cheruggisce sottopelle.

Magarisemplicemente non lo vuoi pi non mivuoi pi.

Non attendeneanche un secondo per rispondermi, si stacca da me solo il necessario perpotermi guardare e soppesare con lo sguardo di nuovo deciso, offuscato, buio.

La voce forte, intensa, dolente, senza alcuna esitazione: Dubita di qualsiasi cosa,Hermione Granger. Tranne che di questo che abbia mai smesso di volerti pi diquanto sia possibile ed auspicabile per restare sano di mente.

Ricomincia.Tutto ricomincia come le tempeste a luglio, quando le nuvole si addensanoallorizzonte, compare un scampolo di sole, giunge un tuono lontano e sai giche ricomincer a rovinare la pioggia sulla terra, distruggendo, inondando,scavando fango. Ricomincia: perch quando hai sete, se cerchi di saziarti diuna bevanda dolcissima, hai sollievo per solo cinque secondi, poi ricomincia lasete pi rovente di prima. Ricomincia, perch quando le parole ormai sonoassassine, non smettono mai di esserlo. Ricomincia, perch se non sei pi ingrado di chiuderle fuori le parole con i baci, le carezze, anche se sono solopallidi e sbiaditi rimedi, allora sei condannato. Siamo condannati.

Mi trema illabbro, mentre riapro bocca e sussulto mormorando: Avevi bisogno anche tu difinire il lavoro? Di finire di farmi a pezzi? A che cosa serve che io lo sappiaadesso? A che cosa serve dirti adesso che non ho mai smesso di pensare a te?.

Dracoagghiaccia, sobbalza e si stacca ferocemente da me, come se dimprovviso laverit indubitabile delle mie parole gli sia giunta alle orecchie come unabestemmia incalcolabile. Freme, chiude i pugni, ansima, le narici dilatatenella stasi della rabbia. Mi si affolla la pelle di brividi ghiacciati, e noncentra che ho paura di lui, non ne homai avuta, centra solo che improvvisamente di nuovo lontano.

Centra soloche ormai vicinissimo a capire, a comprendere. Ogni ombra che si mangia isuoi occhi, un terribile ed osceno passo in avanti.

La rabbiaraggiunge ed arma le sue mani, colpisce violentemente il muro alle mie spallecon le palme aperte, proprio ai lati del mio viso. Non sobbalzo, non trasalgo,non mi sposto nemmeno.

Lo vedi? Lovedi? sibila glaciale, guardandomi storto, prima di allontanarsi da me confrustrazione e iniziare a misurare la piccola stanza a grandi passi come se,improvvisamente, non riuscisse pi neanche a guardarmi Perch cosmaledettamente facile farsi del male per me e per te ed invece non riusciamopi a farci stare meglio?.

Questo dico esitante, con un sospiromesto Dovrebbe farci stare meglio?.

Draco siferma al centro della stanza improvvisamente, mi guarda con le spalle piegate esussurra piano, ingenuo, dolce, innocente come mai stato: Non funziona comele fiabe, Granger, come quelle che disegnavo per Serenity? Non funziona cos?Se ti bacio, non va tutto a posto, come per magia, come per miracolo? La principessasi sveglia e il principe diventa Re non funziona cos Hermione ?.

Ritrovo ilsapore delle lacrime in bocca, mentre scuoto il capo a cancellare quellasensazione di miele che me lo ripropone di fronte con quella dolcezza arrogantee sfrontata che ha anche nostro figlio. Ed ancora sono mamma, crudele mamma coni piedi per terra, che replica stanca ed affannata: Io e te non siamo maistati una fiaba ci faremo solo pi male cos셔.

Perch? michiede ancora, sincero, onesto, ancora caparbio martire di una causa persa. Faun passo, e poi ancora un altro, avvicinandosi di nuovo a me, riprendendo asussurrare ad un sospiro da me, mentre io non mi chiudo tra lui e il muro, nonconcedendomi questo alibi idiota. Poggio le mani sulle sue spalle, lo tengolontano e vicino assieme, non lascio che si avvicini e neanche che se ne vada.

E lui mistringe i fianchi, non accenna a nessun movimento ulteriore, parla e basta, lafronte di nuovo poggiata sulla mia, gli occhi chiusi, il tono della vocesoffuso come se si confessasse in punto di morte.

Ti bacio ete lo tolgo a forza il sapore di Radcenko dalla bocca. Ti bacio e ti tolgo ilmodo che ha di guardarti, come se fossi un regalo fatto apposta per lui, quandotu sei stata fatta per essere un regalo a me e a me soltanto. Ti bacio e titolgo a forza il modo che hai tu di guardare lui, come se ti servisse perrespirare, per andare avanti, come se avessi sempre pi bisogno di lui e non dime. Ti bacio e mi tolgo dagli occhi il pensiero di che cosa pu averti fattoKarkaroff che non mi dici, perch ti guarda come se un po ti avesse avuta, epersino una briciola di te in mano a quel mostro, mi fa ribrezzo e glielatoglierei con la forza, con il sangue, con il dolore, pur di saperla di nuovosolamente mia. Ti bacio e ti tolgo a forza che Weasley stato il padremigliore che potesse avere mio figlio a causa delle circostanze, ti tolgo ilricordo che vivesse con te, dormisse con te, magari ti baciasse persino,sentendoti sua. Ti bacio e sparisce che ti appoggi a Thomas se hai paura, oguardi Potter se sei incerta, e sfuggi i miei occhi come se scottassero, comese non li sopportassi, come se non potessi neanche sopportarne la vista. Tibacio e ti tolgo dallorbita di ogni uomo che ti ha guardato, respirato,accarezzato, sfiorato. Ti bacio e ti perdono per aver osato pensare di potervivere senza di me. Per averci anche provato. Per aver creduto che un altro,chiunque, potesse essere me. Per averlo persino augurato per nostro figlio. Pernon essere corsa da me. Per non avermi detto subito di nostro figlio. Perdonoquella pancia che cresceva senza di me ad accarezzarla e a prenderla in giro,perdono le labbra strette se arrivavi a pensarmi ma senza che i piedi simuovessero ed andassero via dalla tua vita in naftalina, perdono la rabbia chehai per me, perdono la morte che mi puoi dare ti bacio e tutto questo andr aposto vero?.

Non soquando ho cominciato a singhiozzare cos forte, da temere che il cuore mi escadal corpo. Non so quando ho cominciato a temere che gli occhi mi bruciasserocos forte, che forse stessi piangendo sangue. E non so nemmeno quando hochiamato nella testa queste parole testamento. Non so nemmeno se la sensazione che abbia il petto pieno di spine, non siasolo unillusione e non una strana certezza dellanatomia. So solo che, ad uncerto punto, ho chiuso le braccia attorno alle sue spalle, ho cominciato apiangere con la fronte poggiata sulla sua clavicola, mentre con la testa negavofebbrilmente e gli imponevo quasi di fermarsi, di smetterla. Ogni singoladannata parola un rocchetto di filo, che ti illude di portarti fuori dalMinotauro, ma invece ti getta dritto nelle fauci del mostro. Ogni parola, unaconferma. Ogni parola, una certezza. Tutto quello a cui cercavo di nonpensare, che in realt tra noi solovendetta sporca, nulla dellamore se non quello romanzato del passato, detonadentro di me.

Ed ora siamodavvero alla fine: ora, davvero, non posso pi nascondermi. Ora, davvero, saprtutto anche lui. E dovr strappare, come petali di una margherita setosa, ognisuo pensiero, farlo rassegnare alla morte, farlo scendere nella fossa scavataapposta per noi, assieme a me. E non volevo, non voglio. Non posso.

Vi prego, qualcuno, chiunque non me lo faccia fare. Nonme lo faccia dire. Mi uccida adesso, e basta.

Ed invece,come la megera che sogghigna quando deve dire ad un bambino che Babbo Natalenon esiste, sento gi le mie corde vocali atteggiarsi a parlare, comprendendodalla tensione del corpo di Draco contro il mio che sta attendendo unarisposta, sta attendendo che io parli, sta attendendo che io, lamica delleparole, spieghi tutto e srotoli inoffensivi pensieri ai suoi occhi.

Non saquanto le parole mi si siano ritorte contro, e siano diventate attentatricialle spalle.

Non puoidavvero pensarlo sussurro contro il suo petto, sperando che passi,trincerandomi ancora dietro una frase innocua.

Draco mistacca gentilmente da s, tiene ancora il mio viso tra le sue mani, miaccarezza piano gli zigomi con le dita, prima di bisbigliare con vocedilaniata: Perch?. Ho ancora un sussulto nello sguardo, un accenno didiniego nel collo, una preghiera bloccata tra i denti, non mi far parlare per favore.

Lui inveceaspetta, lui invece attende quello strale fatale che lascerebbe scagliare soloa me.

E quelloalla fine arriva. Alla fine, semplicemente scoppia fuori.

Neancheriesci pi a baciarmi, Draco. Non vuoi perdonarmi vuoi solo punirmi le sue mani perdono la presacon il mio viso, mi guarda come una Sibilla crudele, come i troiani guardavanoCassandra che preconizzava sventure. Con gli occhi atterriti, gli artiabbandonati, la mente affollata delle parole che mi ha appena detto e che oraacquistano il loro verso senso e significato.

Benzina sulfuoco, il bacio che non riuscito a darmi, che non siamo riusciti a darci,che ancora non riesce a pensare di darmi.

la provadellomicidio: il coltello sotto il tappeto, sporco di sangue. La pistolafumante. Il bicchiere pieno di veleno.

Singhiozzoancora e gi rimpiango le sue dita sul mio viso, faccio un passo in avantiverso di lui a braccia tese come a trattenerlo, ma poi le mie mani si bloccanoe ricadono lungo i fianchi.

Vuoipunirmi perch ad un certo punto, per un motivo qualunque, ho scelto altro . E non te piango ancora, stringogli occhi e pigolo fuori con voce straziata ed acuta: Come io non riesco aperdonare te. Non sar un bacio a mettere a posto le cose. C troppo , Draco che ci fa male ancoraadesso. Non basta stringerci, stavolta, dirci che ci amiamo, stavolta.

Miinterrompe, fa un passo verso di me, allunga una mano che poi si arrende ericade piano, come un vessillo spezzato. Gli occhi sono esitanti, il corpopure.

Ha la vocespezzata dal pianto, quando mi chiede disperato, come se davvero non ci credesse:Mi ami? Tu mi ami ancora?.

Le lacrimesi fermano, si bloccano, si arenano. Sicura, spavalda, sollevo il mento epronuncio il mio giuramento, con la forza di un dogma divino: Non esiste piunHermione Granger che non ami Draco Malfoy. E losmosi completa, luiaccusa il colpo, si chiude le dita sul petto, stringendo la camicia. Parla a sstesso, folle, pazzo, lo sguardo fisso al pavimento.

Dici unacosa cos e da una parte ti prenderei contro questo muro, facendo lamore pertutta la notte. E da una parte, non riesco a sopportare neanche di guardarti.

Perch tiho tradito come tu hai tradito me sussurro, e i singhiozzi di nuovodeformano la mia voce Non lo capisci? Perch me lo stai facendo dire? Perchmi ci stai facendo pensare? Potevo tenerlo nella testa e fare finta che non cifosse. Nascondo il viso nelle palme, cancellandomelo dal viso, fingendo chenon ci sia pi, invocando il pensiero di Alex, di Ilai, di Ron, o di qualsiasialtro angelo o demonio che mi strappi da qui.

Ami laragazza del Petite Peste, la tua cameriera che camminava scalza per casa lo sto dicendo davvero, perch sto parlandoancora? Perch nego e spergiuro lamore, e qualcuno non mi uccide adesso?Perch non mi sentono gli Empatici? Perch non vengono a dirmi che solo lamorepu salvarci ed allora me lo incastona nel petto, me lo innalza con la magia,me lo incatena al cuore cos non fugga?

Nessunoarriva. Nessuno. E le mani chiuse sul viso, le lacrime che mangiano gli occhi,mai si sono mangiate anche le parole.

Ed io amoil mio capo arrogante e presuntuoso, che mi ha baciato sotto la luna nuova maquelli.

Lultimafreccia, lultimo fendente, lultimo colpo almeno lo scaglia lui.Comprendendo, infine, a voce mozzata, a lacrime fiorite, a vita spezzata.

quelli non siamo pi noi.

Silenzio.Rombo. Tuono. Terremoto. Voci lontane. Risa. Grida. Bambini. Bambine. Amori.Odi. Saluti. Torna presto. Contraccolpi. Erba bagnata. Vaniglia e t nero.Respiro. Respiro. Singhiozzo. Sussulto.

Fine. Lafine.

Questa lafine.

Domani noinon torneremo, vero?.

No, Draco.

Le ginocchiasi piegano, cado per terra, supplice, implorante, spezzata. Non tocco il suolo,per: Draco corre, mi stringe, mi abbraccia.

Piange sulmio collo, tutta la notte.

Piango sulsuo collo, tutta la notte.

Dietro lepalpebre chiuse, mentre torno lentamente alla coscienza, si disegna una tramadi parole mozzicate e di rantoli scomposti. Per un attimo, non ricordo nulla,resto ad occhi chiusi beandomi del silenzio e di un vento fresco che spira dauna qualche finestra vicina. Non ricordo per un secondo neanche come mi chiamo:accolgo solo una sensazione piacevole di pace, in fondo allo stomaco, e lacuriosa convinzione di avere davvero dormito profondamente per la prima voltain settimane. Riposata, rinvigorita, resto ad occhi chiusi con un sorrisoinspiegabile.

La primacosa di cui mi accorgo una luce grigiastra che preme contro le palpebre:automaticamente penso che manchi poco allalba ed associo la sensazione dibenessere alle domeniche di ottobre, ad Hogwarts, quando potevo poltrire aletto un po di pi. Lento, per, mentre il mio corpo si risveglia lieve, lapercezione di esso mi rimanda ad una sua foggia ben diversa da quella dellaragazzina.

Sono grande,sono una donna: ho ventotto anni. Ho preso il diploma, ero unAuror, poi unacameriera squattrinata.

Quelleimmagini, per, non hanno consistenza alcuna: non acquisiscono definizione e siconfondono nel vento che mi soffia sul collo, portandosi un odore salmastro. Il mare. Non Hogwarts allora. Ma nonpu essere neanche Favignana: quando mai sono stata in pace, l? O forse successo qualcosa e io non me lo ricordo rapido, allora, fulmineo, che inun solo respiro, torni tutto alla mente.

Come untreno che passa in una stazione deserta con i vagoni che sferragliano sullerotaie, riducendosi a macchie luminose e saettanti nelle pupille, cos leimmagini di questi ultimi giorni mi si ripropongono velocemente, causandomi unvuoto allo stomaco. Raissa in casa diDraco. Il ritorno di Dimitri. Il rapimento di Alex. La Solutio damnationis . Il senso di ansia e di angoscia permio figlio riprendono pieno possesso del mio cuore e dei miei pensieri,causandomi il solito pizzicore diffuso negli arti immobili e negli occhi che gipercepisco come arrossati, come se avessi pianto per giorni. Sono cos pesantiche nemmeno riesco ad aprirli. Ed a quel punto che, risalendo a ritroso nellamemoria, ricordo anche perch ho pianto cos tanto.

Io e Draco. Il libro di favole. La fotografia. La fuga.Quel ripostiglio buio. Ha cercato di baciarmi e non ci siamo riusciti. Laconsapevolezza che domani, anzi oggi non torneremo indietro.

Non ci unisce un amore puro e meraviglioso,incontrastabile, privo di colpa e rimorso, ma solo stralci di sentimento chesolo il tempo avrebbe potuto rendere vergini di rancore ed odio.

Un tempo che adesso non abbiamo. Un tempo che cicondanna innamorati di persone che non siamo pi.

Quellasensazione di non farcela pi .

Semplicemente.

Lui che mistringe forte, le labbra premute sulla mia fronte. E che piange, con me,assieme a me.

Quando lelacrime si sono pian piano arenate nei miei occhi, quando semplicemente mi sonosentita troppo stanca per fare altro, quando improvvisamente la coscienza dinon poter fare pi nulla per cambiare il mio futuro, quando ho compreso chelimportante era che mio figlio fosse in salvo in qualche modo, quando persinola rabbia che provavo per lui si trasformata in un senso ineluttabile di pacesconfitta e di rassegnazione nervosa ho avvertito dun tratto tutta lastanchezza di questi giorni, gli occhi che mi si chiudevano, la guancia premutacontro il torace di Draco.

E, da l, diventato tutto confuso, una nebbia luminosa ed iridescente che profumava dilui. Il profumo della terra a settembre.

Mentre confatica riapro piano gli occhi, chiudendoli quasi subito per una lama di luceche mi ferisce, mi sento cos impregnata di quel profumo che mi chiedo se nonmi sia entrato nelle ossa stesse. Lo sento ancora, fortissimo, vicinissimo. El ricordo gli ultimi tasselli delle scorse ore.

Il sonno che calava sulle palpebre, pietoso. Draco sedutoper terra, le guance ormai asciutte, il mento poggiato sulla mia testa, lebraccia strette attorno alle mie. Un sospiro, il respiro finalmente sciolto. Qualcheparola che non ho inteso. E poi... ero nel corridoio, in braccio a lui, lebraccia allacciate alle sue spalle salde. Il buio della sua camera. Il letto.Una coperta.

Dormi un po, adesso, ok?. La voce un po spezzata, unpo tremula, poco sicura.

Puoi stare un po con me, per?. Come se fossi ubriaca,come una bambina con la febbre alta che sragiona nel sonno.

Fino alla fine del mondo. Anche se fosse stanotte.

Calma, pace, dolcezza. E poi finalmente la quiete delsonno.

I mieisensi, finora addormentati, tornano tuttun tratto, assieme al cuore che siridesta e riprende a battere forte, come farneticante. Con un senso dimeraviglia e timore inconscio mescolati assieme, riapro gli occhi lentamente.Sono effettivamente distesa sul letto della camera di Draco, quella dove mirisvegliai dopo lo scontro con Dimitri. Riconosco la mobilia e la finestraaperta sul giardino, dove si sentono ancora le voci allegre di qualcuno che nonne vuole sapere di andare a dormire. Ma non quello che, ovviamente, mi faandare in fiamme il viso. Attorno alla mia vita, poggiato come a proteggermi ea tenermi contemporaneamente vicina, c un braccio dalla pelle chiara che nonpotrei mai confondere con quello di nessun altro. Tiene la sua mano sul mioventre, chiusa e coperta dalla mia. E solo adesso, non so come e non so neancheperch, con un sussulto, distinguo un respiro nei miei capelli e la forma dellesue labbra su di essi.

Mi sfugge unsorriso che non so da dove mi sia spuntato, specie adesso, specie quando, conostinazione e pietosa ipocrisia, mi volto lentamente su me stessa, rigirandominel letto per sincerarmi che sia davvero lui. Compio la mia manovra in silenzioe con cautela, non spostando il suo braccio ancora chiuso sulla mia vita,trovandomi finalmente di fronte a lui.

Draco ha ilrespiro regolare e lento di chi profondamente addormentato e, come ricordavoancora, nel sonno si lamenta un po come sempre. Ha il labbro inferioreleggermente sporgente come se avesse un buffo broncio, cosa che ancora miricorda Alex, ed ha le ciglia biondissime cos lunghe che mi chiedo come non siattorciglino tra loro. Sono ancora bagnate, non so se per le lacrime o per ilsudore di questa notte calda, e tremano leggermente. I capelli sonodisordinati, ricadono a grandi ciocche sulla fronte, spostandosi un po a ritmodel suo respiro. Il suo braccio fermo, immobile, decisamente chiuso sul miofianco, la mano aperta e poggiata sulla mia schiena. cos bello, cosirrealmente meraviglioso averlo qui, cos, vicino a me, come lo sognavo semprein Italia, che mi chiedo se davvero non sto sognando. E, vittima di quellasciocca ed infantile paura, allungo lentamente una mano per toccargli il viso.Ma non faccio in tempo a sfiorarlo che Draco spalanca le palpebre con unsobbalzo, come dopo un incubo. Respira di sollievo vedendomi l, gli occhi sisgranano e tornano poi alla normalit. Per, immediatamente, si accorge delbraccio che teneva poggiato su di me e lo stacca bruscamente, unombra dirossore sulle guance. Metto a tacere la punta di delusione che sento nelventre, assolutamente sgradita ed inopportuna, ed abbasso lo sguardo,concentrandomi su altro.

Scusami sussurracon la voce impastata, a malapena udibile.

Nonimporta sorrido, tornando a guardarlo, ha gli occhi ancora foschi e nebbiosi,nascondo con un sospiro le mani sotto il cuscino, prima di bisbigliare pacata:Stai tranquillo. Il tono delle nostre voci cambiato repentinamente, dallasera prima. soffice, gentile, timoroso, mai urlato. Non ci siamo mai parlaticos, anzi tra di noi, tendenzialmente usavamo un colore di voce abbastanzastridulo ed antipatico, anche quando stavamo assieme. Eppure, questa delicatezza adesso persino giusta,necessaria. Come se camminassimo su un terreno minato. Come se ieri sera, conil suo carico di scoperte, avesse fatto scoppiare una bomba, il cui conto allarovescia durava da mesi, forse anni. Adesso, nelle rovine, ci muoviamo comereduci: rimpariamo a comunicare, a conoscerci.

Anche se tutto questo durer solo poche ore. E, forse, lapace cominciata proprio perch manca cos poco alla fine.

Seiriuscita a dormire? mi chiede con premura, gentilmente, spiando le ombre delmio viso.

Un po etu?.

Un poanche io.

Imbarazzata,gli sorrido in risposta, giocherellando con le pieghe delle lenzuola. Poi, avoce bassa, mormoro: Grazie di essere rimasto.

Draco nonrisponde, non dice assolutamente nulla. Annuisce con un sorriso nuovo, diverso.Forse anche chiamarlo sorriso, troppo. una semplice piega delle labbra, unpo statica, tirata, inespressiva.

Ma almenovera.

Si sistemameglio sul cuscino, uno sprazzo di luce negli occhi grigi che spero, davvero,che sia ancora la luce della luna. Non potrei sopportare che fosse gi il sole.Sembra che stia per dire qualcosa, dischiude le labbra ed accenna a parlare.Poi tace, restando in silenzio a guardarmi. Non riesco a mia volta a smetteredi fare lo stesso. Starmene qui, su questo letto, a contare i secondi chepassano indifferenti nella mia testa, con questo sorriso mesto, guardandolonegli occhi.

Sar unsegreto tra me e te, Hermione. Non necessario che lo sappiano bisbiglia Draco con un filo di voce, unombranerastra che si rapprende nella sua espressione, portandomi a stringere lespalle quasi a moto di difesa. Comprendo a che cosa si sta riferendo, non necessario che nessun altro, a partenoi, sappia quanto questa missione sia semplicemente suicida.

Dracoprosegue monocorde, lisciando uninvisibile piega sul cuscino: Specie Seth,Pansy penseranno che ce labbiamo messa tutta e non ce labbiamo fatta nonc bisogno che soffrano da ora. Per qualche secondo mi incanto a guardarlo,meravigliata, stupita. La tenerezza, la dolcezza, la preoccupazione che mettein queste parole, per quelli che considera i suoi migliori amici, mi lasciafrastornata. Fino ad ora, ho visto levoluzione di Draco Malfoy solo in termininegativi, solo in tutto quello che mi divideva da lui. Ora, vedo anche glialbori di tutto quello che di bello sorto in lui in cinque anni. Non solo ilpadre ma anche lamico: luomo non pi cos egoisticamente concentrato su sstesso e la sua sofferenza, ma che addirittura comprende quella degli altri.Avevo sempre avuto fiducia nel fatto che potesse diventare cos e so che avevoragione. Ora ne ho la conferma, anche se purtroppo non potr vedere altro.

Rimastatroppo a lungo in silenzio a fissarlo, mi affretto a replicare affannosamente:S. Hai ragione. Non ce n bisogno gi abbastanza difficile senza cheloro. Lascio la frase a met, grata che lui non la finisca. Un magone si depositavelocemente sul mio petto, cerco di scacciarlo respirando profondamente. Miconcentro sulla sensazione di calma che ho provato appena sveglia, coscienteche, tutto sommato, avevo sistemato tutto quello che mi restava da fare. ConRon, con Serenity, con Draco. Per gli altri, non ho veri e propri addii. Nondevono sapere fino a che punto io sia cosciente di non tornare pi. Spero solo di riuscire a rivedere Alex anchedi sfuggita. Le lacrime iniziano a pungermi di nuovo gli occhi, cercoquindi di distrarmi come posso, e penso a quanto sia bello poter stare nellastessa stanza con Draco, senza che tutto mi esploda nel petto, costringendomiad odiarlo. Non cambiato davvero nulla. Raissa e il suo ricordo sono semprel, con le recriminazioni, i rimpianti, i ricordi. Solo che, appunto, perfortuna e purtroppo, non c tempo per pensarci. Per la prima volta da ore, conun vago senso di nausea che mi colpisce allo stomaco, mi chiedo dove sia Ilai. Ed l che la mia calma vacilla, si spezzetta, minaccia di scomparire. Abbasso ilviso, respirando, cosciente dello sguardo di Draco che, ancora steso su unfianco vicino a me, non si perde nessun mio movimento.

Lascio che,per, anche il pensiero di Ilai se ne vada dalla mia testa, nella somma econsapevole coscienza di dover lasciare libero anche lui.

Mi muovo nelletto piano, cercando assenso nei suoi occhi, fino ad arrivargli vicino e adaffondare il viso nella sua camicia spiegazzata. Lo sento sorridere contro ilmio viso, il torace che vibra piano, mentre lo stringo forte, restando con latesta seppellita sul suo petto. Mi cinge alla vita, rimane sempre con le labbrapoggiate sulla fronte nel gesto che ha imparato da qualche ora, e che oraconsidera naturale.

Lanticamera di un bacio, che non riusciremo pi a darci.

Ancora, perscacciare i pensieri, mormoro quieta: Dimmi qualcosa su di te che ancora nonso.

Draco sembrairrigidirsi un po, resta qualche secondo a chiedersi perch mi sia saltato in mentedi fargli questa domanda. Non lo so neanche io. So solo che voglio moriresapendo pi cose possibili su di lui, so solo che ce ne sono troppe che nonsapr mai, so solo che quelle forse che ci farebbero pi male, comunque, nonriusciremmo a dircele. So che ne ho bisogno. So che ho bisogno di lui, adesso, come mai nella mia vita. Le ditadi Draco si avventurano tra i miei capelli, giocando distratte. Chiudo gliocchi, rabbrividendo appena, e sospiro nel suo petto. Il suo profumo cosforte, che penso non se ne andr mai pi da me. E non c cosa migliore al mondo.

Finalmente,con un sorriso che sento nelle orecchie, Draco risponde cauto: Limportante loconosci, Granger. Lhai sempre saputo .E il superfluo conta davvero adesso?.

Dimmelo lostesso. Per favore ribatto cocciuta, stringendomi di pi a lui.

Ci pensaancora su, non parla ancora. Si limita a tenermi stretta, e davvero mi andrebbeanche bene cos.

Quando ormaimi sono arresa a non avere una risposta, inizia a parlare a voce soffusa, bassa.

Odio tuttigli ortaggi color arancio, mi d fastidio il sapore e da qualche anno liassocio ai capelli di Weasley, quindi adesso li detesto proprio. Non ho maibuttato la sciarpa che mi facesti avere a Grimmuald Place , ci ho provato per mesi dopo allora e non ci sono mairiuscito. Quando ho pensato che fossi andata via, ho comprato come unidiota Orgoglio e pregiudizio, ma lho richiusodopo tre capitoli. Sono felice che Pansy stia con Thomas, non mi chiedereperch, e se glielo dici, ti uccido. Mangio anche io il gelato fritto quandosono felice, adesso, ed anche su questo preferirei che non commentassi. Hoscritto una lettera per Alex, ci ho messo due ore e non sapevo che dirgliperch neanche lo conosco. Poi ho cominciato a scrivere e non smettevo pi. Gliho detto che mi piace il suo nome. Gli ho detto che, anche se fino a ieri nonsapevo nulla di lui, assieme a sua sorella ci che di pi caro ho al mondo.Gli ho chiesto scusa per non averlo potuto conoscere. Gli ho detto che, seavessi scelto da chi avere un figlio, anche avendo mille anni e mille vite adisposizione, avrei scelto sempre sua madre. E gli ho detto che, nonostantetutto, tu sei la cosa pi bella che mi sia mai capitata.

Draco non haquasi mai preso fiato mentre parlava, ha affannato le parole in un solo respirosoffice. Adesso, recupera fiato, sento il suo torace abbassarsi e alzarsivelocemente contro la mia guancia. Non dico nulla, non aggiungo altro: piangonaturalmente, tiro su con il naso e cerco di non farmi sentire da lui,limitandomi con il capo ad annuire e basta. Senza neanche prevederlo, senzanemmeno premeditarlo, mi ha detto tutto ci che volevo sentire e sapere. Nonc nulla dellamore mistico e magico che pu sconfiggere Adamar, c solo lacorsa affannosa a vivere quel poco tempo che ci resta nella maniera pi onestae serena possibile eppure, c tutto. un miracolo in cosa ci siamotrasformati in poche ore, solo con la coscienza che stiamo per morire.

Se le cosefossero normali, non sarei qui. Se le cose fossero normali, probabilmente cisottoporremo a mesi di chiarimenti e di risoluzioni che chiss come cilascerebbero, due derelitti imbruttiti dallodio.

Invece ora,non c pi pressione, ansia. Nulla. Non siamo abbastanza per Adamar, non losiamo neanche per noi stessi. Siamo solo Draco ed Hermione, nonostante tutto.Sempre.

Solo questo,non cambier mai.

Mi asciugouna guancia con il dorso della mano, seila cosa pi bella che mi sia mai capitata. Non ti amo, non non ti lascermai, non torneremo a casa, non neanche cresceremo assieme nostrofiglio. Ma posso portarmi questa frase dentro, dietro, senza che nulla mela tolga dal cuore.

Draco mitocca la guancia con un dito, richiamando la mia attenzione, prima disussurrare tra il suadente e larrogante: Non mi merito anche io un fantastico discorso cuore a cuore in punto di morte ,adesso, Granger?.

Sorrido,inarcando un sopracciglio, prima di sollevare il viso e guardarlo dal bassoverso lalto. Ha gli occhi tristi, un sorriso smorto che immagino replichi ilmio. Nego con il capo e biascico velocemente, descrivendo piccoli cerchi sullasua camicia, senza guardarlo: Non ho mai avuto problemi di comunicazione,Malfoy. Sai gi tutto di me. Sai anche troppo .

Dimmi tuttodaccapo, allora ribadisce lui, testardo, mettendomi una ciocca di capellidietro lorecchio.

Mi nascondodi nuovo nel suo petto, aspettando di nuovo le sue braccia che mi stringanoforte alla vita. Non penso a che cosa sto per dirgli, respiro forte come aprendere fiato e lascio che sia la mia voce, timorosa ma ferma, delicata eppuresalda, a fare tutto il resto.

Odio il miomignolo sinistro da quando Lavanda mi disse, a quindici anni, che avevo le ditatroppo tozze. Mi sempre piaciuto il tuo naso, ma preferirei che noncommentassi. Da quando me lhai fatto notare, compro molti pi vestiti rossi. Quandoero incinta, ho divorato unintera torta alle carote e mandorle, e sonoconvinta che Alex detesti le carote anche per questo. Non so come diamine successo, ma credo che adesso chiamo Pansy Parkinson la mia migliore amica, mase glielo dici, ti uccido. Alex ogni mattina, da quando sa parlare, ti hasempre salutato con un Buongiorno pap! InItalia ti ho scritto novecento tredici lettere in cinque anni, ho cominciato ascrivere e non smettevo pi. So che non ha senso adesso, so che non le leggeraimai per tempo fino allalba ma voglio che le abbia tu. Sono tue. E credo dinon averti mai detto che sei la persona che ho amato di pi in tutta la miavita. E, nonostante tutto, se devo accettare un modo per morire oggi, loaccetto solo perch sar con te.

Sotto le miedita, sotto il tessuto della camicia, il cuore di Draco rimbalza forte,battendo pi veloce. Per qualche secondo, non sembra neanche respirare, se nesta in silenzio completo. Solo alcune cicale rompono la quiete della fine diquesta notte. Incerta, insicura, spio con la coda dellocchio la sua reazioneed allora che vedo quella singola, minuscola e perfetta lacrima che gliscivola indolente dallangolo dellocchio destro. La asciuga con rabbia, nonappena incontra i miei occhi, premurandosi di rassicurarmi con i suoi e di farespallucce con espressione fintamente rilassata. Ma la tensione delle vene delbraccio che mi tiene stretta, evidente: scattano i muscoli sotto la pelletesa. Questa solo una tregua armata, in fondo: tutto sempre l, sepolto,come braci sotto la cenere. Basta un soffio per dare la vita a tutto. Basta unasola parola che esca fuori dal seminato, dal tracciato inoffensivo, e potrebbescoppiarci tutto in faccia. E forse, quelle parole le ho dette io, adesso. Mene accorgo da come, adesso, mi diventa innaturale vedermi dallesterno strettaa lui, in questo letto. Me ne accorgo da come le ombre delle pareti mi sembrinogli occhi di Raissa. Me ne accorgo del pensiero risorto di Ilai, che ora pungenello stomaco pi forte di prima. E me ne accorgo perch avverto la sua manosulla mia schiena in modo diverso, molto diverso. Un modo che non affattopacifico, affettuoso e dolce. Piuttosto un modo che brucia i suoi polpastrellisulla mia maglia, facendomi improvvisamente chiudere gli occhi aquellimprovvida carezza, come ad implorare che vada oltre, quando invece iostessa so che, se lo facesse, lo odierei senza posa.

Draco sembraintuire i miei pensieri, tanto che la sua mano sulla mia schiena dismettequella carezza bellissima ma pericolosa, e sussurra lievemente noncurante: Non stata una grande idea fare questo discorso, non credi?.

Credoanchio asserisco convinta, poggiando di nuovo il palmo aperto sul suo petto,rassicurata dalla sua voce di nuovo pacata e tranquilla.

Un tempofacevo altre cose a letto con te. Bei tempi biascica in tono sognante edinsolente, facendomi mio malgrado scoppiare a ridere, non prima di essermisollevata con il busto ed averlo colpito leggermente sul braccio. Lui sbuffa unpo, sorride ancora. Mi appoggio di nuovo con le braccia incrociate sul suotorace, con il viso rivolto verso il suo, il mento poggiato poco sotto ilcollo. Lo guardo e basta, non riesco a fare altro. Sono svuotata in sensobuono, incapace di pensare o di dire altro. Voglio solo guardare i suoi occhi,voglio imprimermeli nella testa.

Restiamo perun po cos, non saprei nemmeno io dire quanto. Con quel sorriso addosso che solo una smorfia che cela e disvela, che nasconde e mostra, che ama ed odiaassieme. Piego la testa di lato, poggiando la guancia sul braccio piegato,chiudendo gli occhi quando le sue dita mi sfiorano piano lo zigomo, con la delicatezzariservata di solito ad una cosa di cristallo, gi mezza scheggiata, gi conqualche crepa. Forse mi addormento di nuovo, forse passa davvero troppo tempo,perch quando parla di nuovo, quando mi accorgo della luce che ha cominciato adiventare pi chiara, mi sembra che siano passati solo qualche secondo.

Vogliostare con Serenity. Fino allalba mormora in tono di scusa, la sua mano sullamia guancia trema un po. Sussulto, chiudendo le spalle e sollevandomi,restando in ginocchio sul materasso. Lui mi imita, sedendosi di fronte a me,prima di afferrarmi il polso, sfiorandomi con il pollice linterno del palmodella mano. Sussurra lieve: Vuoi venire con me?. Torno a guardarlo in viso,la sua espressione autenticamente spezzata in due, ancora gemella della mia. Non vuoi lasciarmi. Ma al contempo sai chequesta notte e questa vita devono finire e hai bisogno anche di stare con tuafiglia.

Chiudo ledita sulle sue, sorridendo forzatamente e rassicurandolo: No, tranquillo. Possostare da sola. Ti aspetto gi.

La suaespressione si addolcisce un po, come se avesse compreso che voglio lasciarloda solo libero di salutare la sua bambina, in pace. Qualcosa gli passa negliocchi, qualcosa che ruggisce nel fondo dei suoi occhi, passione, odio, rabbia, dolore, rimorso, desiderio, e la mano che ancora nella mia trema un po, si distende e si contrae. Apre le labbra,fissando le mie, come se stesse per dire qualcosa, come se stesse di nuovo perprovare a baciarmi. Ma la paura ancora di non riuscirci, la paura di affrontaredi nuovo quel demone che la coscienza di non amarci pi come prima, lo fadesistere, le braccia abbandonate lungo i fianchi. Mi scopro a chiudere lelabbra che avevo gi dischiuso involontariamente, serrandole in una morsa.

La sola cosache fa, prima di uscire, di prendere la mia mano tra le sue, stringerlaforte, quasi a fermarmi la circolazione del sangue. Annaspo, gliela stringo amia volta, cercando di fugare le domande nei suoi occhi e a renderle certezzeinoffensive.

Granger.

Dimmi.

E perAlex.

E perAlex.

Un capitolo un popi piccolo del solito, ma un capitolo che un ringraziamento come sempre, atutti coloro che mi hanno consolato e spronato con i loro commenti nelloscorso, dopo lo spaventoso ritardo. Io davvero ho i lettori migliori del mondo.Ho risposto a tutti singolarmente stavolta, anche nelle fic Missing moments di Halft , ma ancora e sempre grazie.

Un abbraccio specialelo do ad Emme e Francesca. Sempre i miei generali, e sempre prodighe diconsigli quando ne ho bisogno. Siete le mie rocce J