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Disturbia, step one : about happenstance.

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Disturbia, step one : about happenstance.

Dopo cinque anni di separazione e una residenzaforzata in Italia per difendersi da Dimitri Karkaroff e Astoria Greengrass,Hermione torna in Inghilterra in cerca di Draco assieme al figlio Alex, di cuiDraco stesso non sa nulla. Nel suo viaggio, Hermione viene aiutata da Dean,Pansy e Seth che la informano che Draco potrebbe essere ancora con RaissaKarkaroff. Una traccia per trovare Raissa risiede inaspettatamente in unincontro che Draco, incalzato da Adamar durante la sua prova, aveva fattonellaldil: una donna di nomeTatia Krasova gliaveva chiesto di riferire ad Hermione il suo nome in modo che si ricordasse dilei. Hermione, per, non la conosce. Cinque anni dopo, tuttavia, Hermione,Dean, Pansy e Seth scoprono cheTatia Krasova erauna profetessa, il cui nome era stato celato e nascosto da Raissa, strappandola pagina di un libro, testimoniando quindi un probabile contatto tra ledue. Tatia non voleva che Hermione siricordasse di lei cinque anni prima, ma in quel momento, alla scoperta delgesto di Raissa. Hermione riesce a scoprire dellultima dimoradiTatia Krasova : era in Finlandia dove erasposata con un uomo di nome Ilai Radcenko. A casa diTatia, Hermione trovauna lettera destinata a lei dalla ragazza e scritta ben dieci anni prima e dovelei le dice tutto quello che le accaduto, rivelandole anche che Raissa senteancora Ilai di cui innamorata.Tatiaera unamica dinfanzia diDimitri e Raissa, sebbene fosse pi piccola di loro, i tre erano cresciutiassieme come fratelli.Tatiada sempre dotata di un fortissimopotenziale magico, aveva da sempre attratto lindole scientificamente curiosadei fratelli Karkaroff, specialmente di Dimitri, che ne era ossessionato moltopi che innamorato. Quando perTatiaed Ilai si erano innamorati,Raissa aveva finito per uccidere casualmenteTatiae Dimitri le avevafatto promettere di aiutarlo a fare sua una donna che suscitasse in lui lostesso interesse che gli aveva provocatoTatia, altrimenti avrebberivelato ad Ilai il nome dellomicida della moglie. Hermione quindi, conosciutala verit, ritorna in Inghilterra con Ilai, Dean, Seth e Pansy, ma giunta acasa di Draco, scopre una cosa straziante: Serenity chiama Raissa mamma.Interrogando con il Veritaserum la bambina, scopre che Draco sta addirittura persposare Raissa stessa; distrutta, Hermione decide di andarsene senza incontrareDraco e di partire per la Finlandia con Ilai, a cui la lega una complicitsempre pi stretta. Ma, alla festa di paese dove andata con suo figlio e isuoi amici prima di partire, qualcuno dal palco chiama il vincitore del secondopremio di una lotteria. Viene annunciato a gran voce il nome di Serenity,facendo presagire che la bambina non sia ovviamente da sola. Ma lattesa diHermione si rivela vana: Serenity non con Draco, ma con Raissa che, pazza digelosia nellaver intuito un legame tra Ilai ed Hermione, usa un Incantesimoper far comparire Dimitri, mai morto e sempre pi ossessionato da Hermione. Leordina di uccidere Draco ed Ilai e lega Alex a s stesso, di modo che qualsiasicosa gli succeda, accada al bambino: Hermione ha solo tre giorni per impedireche lassimilazione diventi definitiva e che Dimitri non si suicidi,trascinandosi dietro anche il figlio. Tornata a casa di Draco, Hermionedistrutta ricambia il bacio di Ilai, poco prima che Draco ricompaia nella suavita. Lincontro tra i due non idilliaco. Entrambi si sentono traditi lunodallaltra, in virt dei legami intanto sorti tra Hermione ed Ilai, e tra Dracoe Raissa. Le cose peggiorano, quando in modo rocambolesco e a causadellintervento dei Karkaroff, Draco scopre prima che Hermione gliene possafare parola, che Alex anche suo figlio. La scoperta lo distrugge emotivamentee psicologicamente, minando forse per sempre la fiducia nei confronti di Hermione.Il clima diventa ancora pi complicato e ingestibile, quando Draco ed Hermioneapprendono dallEmpatica Helder di essere finiti nellocchio del ciclone di unaguerra millenaria tra il demone Adamar e gli Empatici. Non potranno sconfiggerei Karkaroff e riprendersi il loro figlio, se non supereranno una prova impostadal demone che tester il sentimento che li unisce. Il loro amore, difatti,cinque anni prima, assieme alla creazione e distruzione delloZahireal ritiro dalla prova di Adamar a cui si era sottoposto Draco, ha scatenato unaserie di eventi che li designa come unici possibili vincitori nei confronti deldemone: solo loro possono invocare laSolutiodamnationis, loscioglimento della dannazione, ossia la distruzione di ogni potere concesso daAdamar nonch della sua stessa esistenza. La prova per complicata,difficile, dura, e Draco ed Hermione disperano di potercela fare, visto come si deteriorato il loro rapporto. LaSolutiodamnationis perlunico modo per sconfiggere Adamar, e liberarsi del potere dellonniscienzadei Karkaroff, in modo da eliminarli. Nel piano di Helder, trovano posto tuttii loro amici, riuniti per salvare il piccolo Alex Malfoy. La prova potrebbeavere conseguenze mortali per il pianeta, oltre che per loro due e per IlaiRadcenko, che deve fingersi morto con un complicato meccanismo biologico edempatico, per ingannare i Karkaroff. Nonostante tutto, sebbene siano certi dinon potercela fare e rassicurati sul destino dei loro figli qualora la provavada male, Draco ed Hermione accettano di sottoporsiallaSolutiodamnationis. Dopo essersi chiarita con Ron, Hermioneparla con Serenity, raccontandole di suo fratello Alex. Ma proprio durante laconversazione con la bambina, mentre mostra a Draco le fotografie del lorofiglio, dal suo album di foto ne compare una di lei con Draco, scattata econservata di nascosto da cinque anni prima. allora che Draco mostra adHermione un libro di favole disegnato da lui, per Serenity. Ogni principessadel libro ha il volto di Hermione. la molla per la peggiore delle rivelazionipossibili. Sebbene entrambi sono consci di essere ancora profondamente legatiluno allaltra, Draco ed Hermione affrontandosi si rendono conto di essereinnamorati del loro passato, pi che di loro stessi al momento. Troppo dolore erancore intercorso tra loro, e purtroppo ormai non sanno se potrannorecuperare loro stessi vista limminente prova con il demone. Disperando dipoter tornare vivi, in un clima di tregua indotto dalle circostanze, restano assiemeper la loro ultima notte. Al mattino, a causa degli effetti del legame empaticotra lei ed Ilai Radcenko, Hermione scopre non solo i sentimenti delluomo versodi lei, ma anche di quanto questi inaspettatamente non siano a senso unico,cosa che la dilania. in tale sentimento confuso che Draco ed Hermioneincontrano il demone Adamar e la sua compagna di vita, Eva Dubois. La prova deldemone semplice: cancellati i tradimenti che hanno condizionato il futuro diDraco ed Hermione, il loro destino sarebbe stato completamente diverso e,secondo Adamar, avrebbero avuto quello che davvero desideravano. Adamar liblocca quindi in un altro mondo ed unaltra vita con una sola minuscolascappatoia per fuggire, un fantomatico giungere palma a palma: senza memoriadel mondo reale, Hermione e Draco vivono due vite parallele assolutamenteignari che sia un inganno del demone. Pi tempo passa, per, e meno avrannopossibilit di tornare indietro.

Capitolo 46 Disturbia , step one : about happenstance .

28 novembre

E tutto bianco, come se avesse nevicato. Ma la neve bella, pulita,fresca, pura ed invece quel bianco malato, ansiogeno. Si mangia i colori, simangia le voci, vorace di luci e suoni. D limpressione di essere diventaticiechi o di essere diventati sordi, anzi peggio di essere morti e di nonessersene accorti.

Gi morti.

Trapassati nellinesistenza in un soffio di fiato pi forte degli altri.

Morti come le foglie secche schiacciate dai piedi frettolosi di unpassante. Un fruscio sinistro e poi pi niente.

Lei per qualcosa sente. Qualcosa sente.Una sola singola e tonante frase che le rimbomba nel petto come una campana amorto. Una voce maschile che preme contro le sue orecchie. strascicata,eppure roca, profonda. Le d i brividi. Sussurra contro le sue guance, come sefosse ad un alito da lei.

Per come se il bianco avesse una voce che sa di vento, furore, tempesta. Di occhi dorati e malati di demone.

E si porta via quelle parole. Non le distingue. O le sente ma le dimenticaassieme nello stesso istante. Ricorda solo la fine di una frase che sembra nonavere senso.

il motivo che cerchi.

Fa male.

Il bianco la strattona dal fianco destro, come se si divertisse a tenderlacome un elastico per vedere quanto resiste. E lei puntualmente si spezza.

La chiamano, la chiama : e lei non purispondere. La voce se linghiotte il bianco.

Poi si inghiotte anche lei, intera, in un solo morso.

Al mattino Hermione Granger, 36 anni appena compiuti, ha sempre una lacrimasotto locchio sinistro che non capisce. La sfiora con un dito, lassaggia, fauna buffa smorfia cercando di dare spessore ad una serie indefinita di lampidorati nel bianco. Da tre mesi non ricorda pi i suoi sogni al risveglio. Madevono essere incubi visto che alla mattina sembra che abbia pianto.

Grazie memoria selettiva, allora sussurra allora a s stessa con unsorriso stanco.

Indugia nel letto qualche secondo, pigra. Laria del primo mattino fredda, le coperte sono calde invece. Poi si alza con un sospiro ed indossa lavestaglia da camera sul pigiama rosa di flanella.

La lacrima dalle sue dita cade sulla fronte di suo marito, mentre loaccarezza con distratto affetto, sussurrandogli di svegliarsi.

La goccia di sale evapora ancora prima che Ronald Weasley si sia svegliato.

Le rughe mi hanno sempre affascinato.

Quando in un impeto di sincerit lho raccontatoa Ginny, lei mi ha guardato storto e ha borbottato roteando inquieta gli occhi:Cio, gi sei immune alla maggior parte delle preoccupazioni femminili maanche le rughe adesso ti piacciono? Non avrai qualche seria turba psichica dicui non sei ancora completamente a conoscenza?.

Dopo allora, credo di non averlo pipropriamente esternato a qualcuno di diverso da me stessa, mentre mi guardavoallo specchio.

Intendiamoci: ovvio che sono perfettamenteconsapevole che ogni singola ruga sul viso di una donna, somiglia ad un passoverso la strada della decadenza della bellezza.

E gi questo dovrebbe indurre a comprenderequanto potrebbe fregarmene di meno.

Diamo per per scontato che io non sia HermioneGranger, 36 anni, la regina della razionalit incarnata e la principessa dalmotto La sostanza vale tutto, la forma non vale niente .

Supponiamo per un momento, invece, che sia unamodestamente pi interessata allestetica: probabilmente avrei ugualmentefascino delle rughe, di quelle linee scolpite nella pelle di una donna o di unuomo, a contarne gli anni come i cerchi degli alberi.

Le rughe mi ricordano il viso di Silente: quellapace scolpita, quella dolcezza addormentata, quel reticolo di pensieri che, dabambina, mi davano limpressione di essere cos potenti e forti da non restareconfinati nel tracciato dei neuroni, ma che avevano necessit di uscire fuori,scoppiare allesterno, chiazzare lepidermide.

E io mi auguravo una folla di pensieri cos.

Le rughe mi ricordano anche il viso di mia madrequando sorride: e mi spingono a cercare in una di esse, in quella pi profonda,in quella pi scavata vicino alle labbra, la presenza di mio padre che, dacinque anni, non pu pi baciare quellangolo della bocca.

Le rughe mi sembrano, insomma, una specie dimappa del cuore di una persona.

Come se tu potessi ricostruirne la trama deiricordi, soltanto guardando un viso: sono pochi ragionevolmente sul voltoglabro di un bambino. Diventano tracce del sangue, quando si diventa adulti evecchi.

Per questo, il mio esercizio al mattino studiarmi il volto alla ricerca di quei segni: saranno pi o meno di ieri? Unsogno della notte avr lasciato un marchio tangibile nella pelle accaldata?

Osservo il mio riflesso allo specchio, una rugapiccola ed irregolare taglia a met lo spazio tra gli occhi: il carico dighiaccio che mi congel il cervello quando vidi il corpo di Harryapparentemente morto penzolare tra le braccia di Hagrid il giorno dellabattaglia di Hogwarts. Unaltra, dritta e profonda, solca lo zigomo destro escende lungo le fossette del sorriso: lultima spinta quando misi al mondoHugo, gemendo sudata dopo un travaglio di dodici ore. Unaltra ancora appenaaccennata segue la linea del collo, ricordandomi del giorno in cui persi divista Rose e lei si ruppe un braccio cascando dal trampolino della piscina.

Poi ce n una che non mi crea tutta quellaserenit che provo alla vista delle altre.

Una recente, ma profonda. E soprattuttoparticolarmente fastidiosa da guardare stavolta, come se fosse diversa .

Non mi ricorda nulla, assolutamente nulla.

un segno evidentemente scolpito, come se fossifatta di marmo e fossi stata scavata nella pelle con una mano dotata discalpello. Corre come la goccia che fende la roccia, partendo dallangolointerno dellocchio destro e segue gli itinerari delle lacrime, scivolandosullo zigomo e sulla guancia.

Lho notata per la prima volta quando sonotornata a casa il 1 settembre, dopo aver lasciato Rose alla stazione di Kings Cross. Certo, avevo pianto un pochino sulla spalladi Ron mentre riprendevamo lauto, ma non cos tanto da addirittura ritenereche ci lasciasse un segno. Ero contenta che mia figlia fosse ad Hogwarts, losono ancora, le scrivo ogni giorno cercando notizie e elemosinando aneddotidalla sua penna da ragazzina, dolendomi se mi scrive troppo, avr amici concui occupare il tempo in cui dovrebbe scrivere a sua madre? e lamentandomise mi scrive poco, nemmeno tre mesi sono passati e gi si dimenticatadella sua mamma!

Un iter largamente normale che mi vede compagnadi centinaia di mamme con cui condivido discorsi stereotipati, conditi datroppi sospiri e singulti di rassegnazione.

Ma quella ruga, quel segno come se avessi piantofino a scorticarmi il cuore, come se mi avessero strappato qualcuno da dentrofacendomi sanguinare e scoppiare le vene

io non me lo sono mai riuscito a spiegare dal1 settembre di qualche mese fa.

"Finisci la tua colazione! Devi andare ascuola... e non credo che abbiamo ancora animali domestici da sacrificare pergiustificare i tuoi ritardi! Questo mese sono morti tre canarini, un pescerosso ed sette criceti. La casa della morte la chiameranno!".

Nessuno dei miei due figli ha preso da me: hannoqualcosa come un calco confuso, ma nessuna reale somiglianza. Ron spessosostiene che Rose abbia ereditato la mia intelligenza, ma mi sono schermitaspesso di fronte al complimento. Questo perch mio marito non ha mairiconosciuto di avere una sua forma specifica di intelligenza, ben diversadalla mia.

Accorgendosene invece, si sarebbe reso conto diquanto in questo Rose sia diversa da me.

La mia unintelligenza nervosa, sudata,isterica, forgiata dalla carta e dellinchiostro.

Lintelligenza di Rose pi istintiva,naturale, rapida come il fuoco che incendia le frasche. Le piace leggere, manon divora libri come facevo io alla sua et. Conosce parecchie nozioni sparse,apprese per forza di cose dai dialoghi infiniti che ha sempre avuto con me, manon ne fa sfoggio od uso eccessivo, se non nei momenti in cui sia vitalmentenecessario. Intuitivamente il mio opposto, dato che invece ho sempre branditola conoscenza come la spada affilata a scudo delle mie insicurezze edincertezze. Se prende un voto basso a scuola, sbuffa un pochino, poi scoppia aridere dicendo che non le interessa.

Io, al suo posto, mi sarei fatta venire una catervadi precoci rughe.

Difficilmente riesce a stare ferma per pi didieci secondi cronometrati: le piace correre, sporcarsi derba, giocare aQuidditch.

una Weasley, inutile girarci attorno.

Ricorda cos tanto il fantasma di Fred e Georgecome entit indivisibile e mai separata nei ricordi, da fare male al fiato eallo stomaco.

Il suo aspetto ne un ulteriore conferma.Lunghi capelli lucidi e lisci, solo un po arricciati sulle punte come residuodel mio patrimonio genetico. Occhi grandi e puliti che di mio hanno solo ilcolore: io non ho mai avuto occhi cos tersi neanche alla nascita, avevo sempretroppe domande a cui rispondere e che mi affannavano lo sguardo. A completareil tutto, Rose sfoggia un corpo acerbo e dinoccolato da ragazzina: magra comeun chiodo, con le ginocchia spigolose e il viso tondo dellinfanzia. In tutto,ricorda maggiormente la zia Ginevra che la madre Hermione.

Il discorso non neanche molto differente conHugo: anzi probabilmente, visto il suo sesso diverso dal mio, mio figlio sembraaver preso solo il sangue di suo padre.

coraggioso ma insicuro, sempre timoroso econvinto di non essere capace di fare determinate cose, finch non apprende chenon solo le sa fare, ma sa anche migliorarsi continuamente. Anche a lui piacestare allaperto, vivere nellerba e nel vento e, contrariamente a Rose, non haalcuna pazienza n di ascoltare storie, n tantomeno di leggere.

Non mi lamento: adoro i miei figli, amo miomarito. Vederlo riflesso in loro sempre stato come mettere in parentesilamore per lui e moltiplicarlo allennesima potenza.

Spesso ho pensato a come sarebbe stato avere unfiglio, o una figlia, che avesse invece ereditato il mio amore sviscerale per ilibri, le mie labbra, il mio taglio degli occhi, persino la mia espressione dapesce palla. Ci ho pensato spesso ed un pensiero che mi ha sempre causato unsenso strano di mancanza.

Come di amputazione di met del mio corpo,quella pi vitale e necessaria. Quindi lho ricacciato indietro, perch unsentimento ingiusto.

Cos brucia lamore del genitore. Un mocciosourlante tra le braccia, ancora sporco di placenta e sangue. Una fotografiastupida tra le dita, saporosa di passato e rimpianto. E non sei pi uguale aprima: tessi tele e ricami che siano i vessilli del sangue che vi lega. Se cisomiglia, la migliore versione di noi stessi. Ma se non ci somiglia, infondo, il migliore rimpiazzo a noi stessi.

E io non potevo desiderare rimpiazzi migliori ame stessa di Rose ed Hugo.

Sorrido non vista, mentre dando le spalle altavolo della colazione continuo a lavare i piatti. Passo la spugna insaponatasulle tazze sporche e, con uno strano senso di nausea, osservo il contenutoavanzato della mia. Un fondo di caff nero ed amaro, una volta bollente, miinforma che stamattina non ho bevuto come al solito il mio succo di ananas. Ioingurgito sempre caff solo quando sono terribilmente nervosa. Sospiro a lungo,anche quella una novit degli ultimi tre mesi. Da quando partita Rose, nonc stato verso di riprendere con le mie solite abitudini alimentari dellacolazione. Eppure, non potrei dirmi nervosa o agitata, o in pensiero per miafiglia. Diamine, a scuola, non stata rapita da un pazzo omicida. Il miocorpo, per, non dello stesso avviso. Chiudo gli occhi per un paio disecondi, fermando il conato di vomito che mi raggiunge le labbra, emeccanicamente ingiungo ad Hugo di muoversi con la sua colazione.

In risposta mi giunge un gorgheggio lamentoso edacuto di mio figlio, assieme al tintinnio secco del cucchiaio che gira ancoranella tazza di cereali. Quando sto gi per voltarmi e rincarare la dose, Ronpensa bene di intervenire, redarguendomi con voce flemmatica: Mione dai...devi essere un po' pi elastica!".

La tazza che stavo risciacquando annoiata mi scivoladalle dita bagnate di sapone di marsiglia, cascando con un tonfo sordo nellavandino. Trattengo un respiro pi forte che rilascio allimprovviso come sefossi un palloncino che viene sgonfiato di schianto. Freno con un impeto dicoraggio e calma il rigurgito acido di parole che sta gi solcando le mielabbra; esso per si accompagna con un ulteriore e ben pi reale attacco dinausea che mi fa barcollare. quello che non trattiene in gola, alla fine, ilmio commento piccato: "Ti regaler il dizionario dei sinonimi e contrariper evitare che pronunci otto volte al giorno quel simpaticoaggettivo...".

Ron Weasley ha sempre il modo giusto e pronto intasca per farmi arrabbiare: in momenti di lucidit o di estrema pace, pensosemplicemente che non lo faccia apposta, che sia soltanto un uomo distratto esuperficiale come ce ne sono tanti. Non peggiore di tanti altri, le donnedevono da sempre imparare ad avere pazienza con latteggiamento da elefanti inuna cristalleria dei loro compagni. Altre volte penso in modo automatico cheRon Weasley non sia venuto al mondo provvisto del manuale distruzioni diHermione Granger. E non a caso, in un modo che spero sempre che siainconsapevole perch a metterci impegno si sfiorerebbe la crudelt, Ron mipunzecchia ancora con laggettivo poco elastica che sa perfettamente chedetesto. Credo persino di averglielo detto in una decina di occasioni,sforzandomi di essere seria, chiara e concisa. Ed invece, per lennesima volta,ci risiamo.

Odio essere definita cos perch mi sembra quasiun retaggio delle chiacchiere adolescenziali che berciavano alle mie spalle:s, ero tanto intelligente e capace, ma ero anche una bacchettona snob edantipatica che sveniva sul colpo a non rispettare le regole, ad accorciare unagonna, a bere un bicchiere di Acquaviola, a concedersi ad un ragazzo. Certo,magari mi pu importare poco di quelle che sono solo paranoie da ragazzinaormai dimenticate, ma ladolescenza si attacca alle ossa anche quando sicresce. Ci si crede sempre in debito di dimostrazione con essa: e io credodavvero di essermi ammorbidita negli anni.

La guerra, quella dannata guerra che abbiamovinto, avrei potuto superarla solo se flessibile come giunco, e non rigida comequercia.

Daltronde, Ron quello che ha vissuto tuttequelle esperienze con me. Dovrebbe avermi vista maturare ed aprirmi come unbocciolo di loto e per primo dovrebbe riconoscere che non sono pi la stessaragazzina tutta acqua e sapone ed inchiostro e libri: quindi che si ostini achiamarmi ancora in nome di una vecchia pecca del mio carattere, quantomenoirritante.

Non lo fa apposta, mi dico daccapo nellamente, accompagnando la frase con uno sospiro profondo, specie quando intuiscoche Ron se l presa per il mio commento piccato, avendo ulteriore confermadella mia scarsa propensione al gioco, allironia ed allo scherzo. Mi sforzoquindi di voltarmi con espressione pi neutra, mentre Hugo sbraita di nuovo convocetta acuta: "E poi, mamma, a me non piacciono le ciambelline di avena!Volevo le stelle di cioccolato con lo zucchero!".

Una nuova vertigine mi colpisce infida alletempie, accompagnandosi allennesimo conato. Rispondo quindi acidamente, senzaascoltare nemmeno che cosa stia dicendo: "B certo effettivamente nonerano abbastanza colme di glucosio! La prossima volta a colazione, direttamenteil saccarosio! Te ne preparer una ciotola piena, va bene, Alex?".

Alle mie parole, sento seguire uno silenziostrano da parte di mio marito e di mio figlio, cosa che mi costringe a voltarmisu me stessa, chiedendomi se non siano improvvisamente evaporati liberandomidal fracasso mattutino.

Ron mi guarda inarcando un sopracciglio, lelabbra che descrivono una piccola o di sorpresa, mentre Hugo sporge il labbroinferiore, ancora vagamente infastidito: "Mamma io sono Hugo".

Lovviet dellaffermazione di mio figlio,pronunciata con voce tra il saccente e lo scontato, mi spinge a ricapitolarementalmente le mie parole precedenti che non trovo assolutamente sbagliate.Dopo qualche secondo, arresami, poggiando la tazza pulita nella credenza,chiedo con uno schiocco di lingua nervoso: "Perch, che ho detto?".

"Alex" risponde Hugo, quasi offeso, guardandomi storto come se loavessi tradito personalmente.

"Hai detto proprio Alex, Mione"rincara Ron la dose con espressione scettica, piegando il collo per dedicarmiuno sguardo indagatore, come se fossi un foglio di carta da guardare incontroluce. Gli restituisco uno sguardo fosco, nebuloso, mentre chiedo ancora:"Alex?".

"Alex, s, non sono sordo" ribadisce Ron sfiancato, riprendendo asorseggiare il suo caff con sufficienza. Resto per un attimo assorta nei mieipensieri, la testa bassa e gli occhi fissi sulle piastrelle di ceramica delpavimento della cucina. Alex. I miei occhi si impuntano su una crepa diuna mattonella, sembra una lunga ferita nel marmo, ne seguo il profilo con lapunta del piede.

Sebbene abbia studiato qualche anno fapsicologia, non capisco che collegamento incomprensibile pu aver fatto la miamente per suggerirmi un nome che non mi dice assolutamente niente. Certo,Alexander il nome di mio padre, ma non entrato in alcuna associazionementale, adesso, mentre rimproveravo Hugo. E certo non mi sono mai riferitamentalmente a mio padre con il nome Alex: ovvio che lo chiami ancora pap,sebbene sia morto da cinque anni. Del resto, non conosco quellabbreviazionenemmeno per intercalare altrui: mia mamma ha sempre chiamato pap con il suonome di battesimo completo, cosa che mi dava sempre un tono solenne e mispingeva sempre a concludere, quando ero bambina, che Alexander fosse un nomeda imperatore, da zar, da sovrano, ed andasse quindi pronunciato per intero.

Quando rimasi incinta di Rose, il nome Alexander era tra i papabili se avessi avuto un maschietto. Mi sarebbe piaciuto davverocome nome, anche seguito dall Arthur del padre di Ron.

Sarebbe stato davvero un nome da re se coniugatoin quella maniera.

Ma arriv una bambina, la mia meravigliosapiccola Rose, e scelsi io il nome per lei. Mi era sempre piaciuto come nomeassieme a Charlotte .

Come daccordi, poi, lasciai che qualoraavessimo avuto un altro figlio, fosse Ron a scegliere il nome del neonato. Maallora non arriv alcuna Charlotte, nome che lui stranamente aveva persinoapprovato.

Arriv un maschietto a cui appiopp il nome Hugo che io detesto. E tanti saluti ad Alexander Arthur Weasley . Mio figlio,invece di portare il nome di un re, porta il nome del portiere dei Cannoni di Chudley di una decina di anni fa. Me lo faccio piacere soloperch, nel mio intimo, continuo a dirmi che si chiama Hugo in onore delloscrittore francese Victor Hugo. E tecnicamente anche la versione che do ingiro, quando mio marito non a portata dorecchio. una cosa per superata daanni, mi ci sono anche rassegnata su, perci commento in modo scherzoso versoRon: "Sar una vendetta del mio inconscio per averti concesso di scegliereil nome di nostro figlio. Alex... da dove diamine mi uscito?". Le mielabbra, mentre do le spalle allulteriore siparietto tra Ron ed Hugo,continuano a masticare il nome Alex per qualche secondo, fino a quando holimpressione che questo faccia, se possibile, aumentare ancora di pi la mianausea e vorticare il mio cervello come se fossi in una morsa.

Quando mi sembra di averne abbastanza di questigiramenti di testa, mi siedo con attenzione e premo a lungo la mano sullelabbra, attirando lattenzione preoccupata di Ron.

Mione, che c? mi chiede con apprensione,sfiorandomi la guancia con due dita, mentre si inginocchia di fronte a me.Rassicura Hugo con unocchiata, ingiungendogli severo di andarsi a preparare,cosicch nostro figlio esca dalla cucina sbuffando e battendo i piedi, senzaaccorgersi per del mio malessere. Cerco di rassicurarlo con un sorriso stanco,mentre lui mi porge con solerzia un bicchiere di acqua fredda. Lo ingurgito indue sorsi e, finalmente, la nausea sembra passare, lasciandomi solo unasopportabile sensazione di stretta allo stomaco.

Sollevo lo sguardo finalmente verso Ron,carezzandogli lo zigomo con dolcezza, prima di soffiare fuori: Nulla di che.Solo un po di nausea e vertigini. Credo che sia un po di pressione bassa.

Ron non dismette lespressione agitata e,porgendomi la mano affinch mi alzi in piedi con cautela, mormora severo: Nondovresti andare al lavoro se non ti senti bene, Mione. E dovresti chiamare unMedimago non la prima volta che ti succede.

Aggrottando le sopracciglia, mentre mi sollevomalferma sulle ginocchia e mi appoggio al suo braccio teso, chiedo confusa:Quando altro mi sarebbe successo?.

Ron chiude con la sua la mano che io tengopoggiata sul suo avambraccio, mentre mi guida al piano di sopra. Il sole filtradalle finestre del salone, soffiandogli riflessi di vetro oltremare nellosguardo azzurro. Poi, dopo una pausa di qualche secondo, sussurra quieto:Probabilmente ti accaduto anche successivamente ma me ne ricordodistintamente il giorno in cui accompagnammo Rose al binario 9 e tilamentasti del caldo e mi dicesti che avevi avuto una vertigine. vero,constato sommariamente mentre mi siedo sul letto in camera nostra. Me ne erocompletamente dimenticata. Avevo lamentato anche allora un malessere simile ene diedi la colpa alla temperatura alta di quella giornata di settembre. Inrealt, sapevo perfettamente a che cosa quel capogiro era stato dovuto:allimprovviso vuoto della partenza di mia figlia. Ma non volevo confessarlo aRon che mi avrebbe preso in giro fino alla morte per quelleccesso di nostalgiada mamma chioccia, quindi imbastii quella scusa sul caldo.

bello per che se ne ricordi e preoccupiancora.

Quindi sorrido in modo pi caloroso, mentre luisi veste e mi d le spalle e lo rassicuro dicendo che cercher di non stancarmitroppo e di vedere quanto prima un medico. Intanto, Ron si offre di portare luia scuola Hugo, dato che per lui le ferie natalizie sono iniziate molto prima dime, e non deve recarsi allUfficio degli Auror se non in tarda mattinata. Loringrazio sommariamente e socchiudo leggermente gli occhi, quando mi bacia condolcezza sulle labbra, prima di uscire ingiungendomi di tornare a casadallufficio ad un orario decente.

Resto qualche secondo seduta sul letto dellastanza, accarezzando il copriletto cremisi con distrazione, mentre sento levoci di Hugo e Ron rincorrersi al piano di sotto. Quando odo distintamente laporta dingresso, mi concedo il lusso di rilasciare un sospiro nervoso estanco. Poi, mi alzo con decisione, mi fermo davanti allo specchio e lego icapelli in una coda alta da cui sfuggono ciocche distratte.

Non mi affanno a cercare orecchini, collane oanelli da abbinare: stamattina ho lincontro con il capo della Divisione ElfiDomestici del Sussex meridionale, e non sar decisamente una passeggiata disalute da risolvere con qualche moina femminile. Sto gi per uscire afferrandola cartella piena di documenti, quando torno indietro come se fossi stata puntada uno spillo. Apro larmadio, scavo tra pile di vestiti ed indumenti, fino atrovare quello che sto cercando. Una sciarpa di lana che ho comprato il 1settembre, quando il vuoto per Rose mi era sembrato per un attimoinsopportabile da accettare.

Era in una vetrina, appoggiata mollemente alcollo di plastica di un manichino denutrito. Non era vistosa, non era elegante:era semplice, ordinaria, persino un pochino fuori moda. Ginny mi avrebbe presain giro per quellacquisto sciocco, quando poteva portarmi da Madama Seraphine a Diagon Alley e farmi realizzare una stola checambiava colore e pesantezza, a seconda della giornata.

Persino la commessa, una donna alta dai capellibiondo ramati che portava al collo il cameo di una rosa bianca, lucido come unpezzo di ghiaccio, mi aveva guardata un po meravigliata per la scelta esteticadubbia, indicandomi piuttosto un meraviglioso foulard rosso fiammante con lastampa di delicate margherite.

Ma inaspettatamente, ero stata irremovibile. Nonso spiegarmi il motivo, specie perch effettivamente il foulard rosso era piadatto alla stagione, nonch declinato nel mio colore preferito. Mi eroritrovata invece ad insistere caparbia e testarda, io che di solito assecondole commesse in tutto e per tutto per pigrizia e noia.

No, voglio quella che c in vetrina. Lasciarpa di lana quella grigia avevo ripetuto cocciuta.

Addosso, stretta attorno al mio collo, sapeva dicasa. Non che facesse tutto questo caldo, ma mi faceva sentire serena,riposata, incardinata in un punto preciso del mondo senza che sbandassialtrove.

Quel grigio negli occhi sapeva di tempesta,lampo, mare di dicembre, nube acquosa, strada maestra, spuma di onda, carta elibro, pietra carsica, caverna di roccia, capelli di vecchio, argento vivo,luna e stella, pioggia dalla finestra, cenere e fondo di fiume, lacrima sporca.

Ed il vuoto della mancanza di Rose mi avevafatto meno paura.

Me la drappeggio attorno con un collo con unsorriso statico, affidandomi di nuovo a quel ritaglio di stoffa.

Sebbene mi aspetti solo una normale giornata daHermione Granger in Weasley.

Come tante altre prima di questa.

Suo marito aveva ragione. La nausea durava da molto pi di quanto leistessa ricordasse: era una sensazione tipica, spavalda, infida come un calcionello stomaco. E la colpiva senza preavviso alcuno. Ma Hermione Granger, 36anni compiuti, era una donna che non faceva la cronaca dei propri malesseriquando erano assolutamente trascurabili. Passava cos come era venuta, e tantobastava per dedicarsi nuovamente al lavoro, alle lettere alla figlia, alla curaper il figlio, ai rimproveri scherzosi al marito, agli impegni con amici efamiglia. Ci poteva mettere pi attenzione, sicuramente, ma lei non era cos.

Era la pressione bassa. Era il caldo. Era lo stress. Era quel intruglio dicarne e rape che aveva preparato sua suocera per cena.

Aveva un carnet di spiegazioni ineccepibili.

La nausea, poi, non aveva alcuno schema preciso: veniva e passava,somigliando alla sosta di una barca in mezzo al mare, in preda ai flutti.

Pochi secondi, occhi chiusi, respiro pi forte e passava.

Era solo un patema distratto del corpo che reagiva a cose assolutamentescollegate tra loro.

Il binario 9 e e i commenti su un vecchio compagno di scuola.

Una passeggiata in centro, e Hugo che propone di comprare del gelatofritto.

Londata di pigrizia quando Ginny le aveva proposto di portare i bimbi inun parco di divertimenti di nome Wonderland.

Il maglione turchese che aveva ricevuto in regalo per il suo compleanno.

Lodore di rose di una passante.

Il succo dananas praticamente ogni mattina e la sua sostituzione concaff amaro, nero, bollente, come se fosse sempre nervosa e nemmeno se nerendesse conto.

Anche a voler unire tutti gli indizi, nessun disegno sarebbe venuto fuori.Ed Hermione Granger non era una che cadeva nelle trappole dellintuizionespicce.

Era ovvio pensare che fosse solo un po stanca a causa del lavoro.

Glielo disse anche unadorabile vecchietta dallo sguardo vispo che eravenuta a chiederle udienza e consiglio per il caso di un Elfo domestico che nonvoleva smettere di picchiarsi.

Signora Weasley! Si riposi ogni tanto! Sembra cos deperita le ingiunseseveramente, accarezzandosi il suo cameo di una rosa bianca.

Hermione Granger, 36 anni, annu sorridendo, respingendo al mittente lanausea che le aveva colpito di nuovo lo stomaco, mentre riordinava le novecentotredici schede dellarchivio.

La nausea non aveva alcuno schema preciso.

Era solo un patema distratto del corpo, che reagiva a cose assolutamentescollegate tra loro.

Diventare i vicini di casa di Harry e Ginnyquando mi ero sposata, mi era sembrato un segno meraviglioso del destino:nessuna volizione, nessun desiderio specifico. Solo una serie di fortunatecoincidenze, che io avevo liquidato con solerzia sotto letichetta di indizisuperiori di una volont pi forte di farci vivere la nostra vita quanto pivicini possibili.

Harry e Ginny si erano sposati da qualche mese,aspettavano James, ed io e Ron eravamo ancora alla ricerca della casa perfettaper un matrimonio che avrebbe seguito il loro di meno di un anno. Ciondolavamodi appartamento in appartamento, di cottage in cottage, di villa in villa,liquidando tutte le costruzioni come ben poco confacenti al concetto di casa .A questo, si aggiungevano tutte le variabili del caso: serviva una casa chefosse sufficientemente vicina alla Tana per quando fossimo diventati genitori,e Molly ed Arthur avessero voluto fare avanti ed indietro per vedere i loronipotini. Ne volevamo anche una che fosse vicina alla Passaporta internazionale situata alla Torre di Londra, cos da raggiungere velocemente imiei genitori per lo stesso motivo, dato che avevano deciso di stabilirsi a Favignana,in Sicilia, nella vecchia casa di mia nonna. Eravamo entrambi daccordo di nonvivere in campagna aperta ma di essere almeno nella periferia di Londra, cosda facilitare gli spostamenti lavorativi. Cerano poi alcuni quartieri che nonci andavano eccessivamente a genio, come Notting Hillche ci era sempre parso troppo caotico, cosa che ogni volta contribuiva aprocurarmi unemicrania perforante ed una nausea pazzesca. O come Belgravia,che a Ron era sempre sembrato come il recinto di quelli con la puzza sotto ilnaso. Ci eravamo ormai rassegnati ad andare a vivere con i suoi per un poappena dopo il matrimonio, dato che il contratto di affitto dellappartamentodi 40 metri quadrati dove convivevamo scadeva un mese prima delle nozze e nonaveva senso rinnovarlo, visto che non ci avremmo potuto vivere se la nostrafamiglia si allargava. Senza contare che era un buco dallaffitto decisamentesproporzionato insomma fu in quel momento che Ginny venne praticamente dicorsa ad avvisarmi che era stata messa in vendita la casa accanto alla loro, a Earls Court, un quartiere che io avevo sempre adorato.

Tranquillo, ben collegato, con esterni bencurati.

Lappartamento di Ginny ed Harry mi era semprepiaciuto perch piccolo, luminoso, su due piani e con una sfiziosa portalaccata in azzurro. Aveva un minuscolo giardino, dove Ginny aveva fattopiantare delle piante aromatiche che usava per le zuppe invernali. Quella chesarebbe diventata casa mia, aveva una struttura parallela e gemella a quella:salone, cucina ed un piccolo corridoio al piano terra; due camere da letto edun bagno al piano superiore. Era quasi incassata in casa di Harry, al punto cheaffacciandomi alla finestra, potevo spesso passare a Ginny il sale o lozucchero o le uova, se le aveva dimenticate al supermercato. I primi tempi inquella casa furono un autentico sogno: Earls Courtera vicinissima a Holland Park, un posto che avevosempre adorato di Londra. Holland Park consideratouno dei pi tranquilli e romanticiparchi di Londra, e io amavo passarciil tempo quando ero a casa da Hogwarts per le vacanze estive. Ci tornavo spessoquando ero incinta di Rose: mi sedevo vicino alla famosa Orangery ,circondata da enormi siepi di rose, e respiravo felice. Forse, persino da queipomeriggi pigri, ricavai lintuizione per il nome di mia figlia. Mi destavaanche enorme curiosit il fatto che ci fosse un set di scacchi giganti con cuisi pu effettivamente giocare: da bambina, specie nellestate del mio primoanno ad Hogwarts dopo la vittoria su Voldemort/ Raptor proprio per una partita a scacchi, costringevo i miei a portarmi l e acominciare lunghissime partite che sapevo di vincere sempre. forse uno deiposti pi cari della mia infanzia e della prima adolescenza, per questo casamia mi parve subito cos speciale essendoci cos a quel parco. Ci sono tornatasempre meno poi negli anni e forse di riflesso, anche casa mia ha perso le suemeravigliose attrattive per questo.

Lultima volta che sono stata ad Holland Park, tra laltro, ne ho un pessimo ricordo: sarstato circa un mese fa, avevo una mezza giornata libera e un libro meravigliosoda finire. Avevo cercato la mia panchina preferita di quando ero piccola,proprio vicino ad un roseto di boccioli bianchi. Non ero riuscita a leggerenemmeno una riga, lo stomaco mi pungeva, la schiena mi si era inzuppata disudore freddo come se fossi rimasta per ore sotto la pioggia, e le gambe miformicolavano come se volessi solo scappare via a e chiudermi in casa. Quandoavevo provato a cambiare posto, avvicinandomi alla scacchiera, era statopeggio: guardavo i pezzi ed avevo sempre la sensazione di aver dimenticatoqualcosa. Qualcosa che dovevo tenere a mente a tutti i costi: ma pi ci pensavoe pi mi veniva in mente solo la parola palma.

E di interesse botanico per una piantatropicale, non credo di averne mai nutrito in vita mia.

Una serie di comportamenti mentali fastidiosi,al limite dellidiozia e della paranoia, insomma. Per alla fine avevanoconfermato quello che gi pensavo e credevo: odiavo, ormai, vivere l. E ci siera ripercosso anche nelladorato parco dei miei ricordi, ormai ridotto ad unposto che mi comunicava solo nervosismo. Dopo la partenza di Rose, con menoimpegni a gravarmi il cervello, la cosa appariva molto pi chiara. Ormai tutto dicasa mia contribuiva ad innervosirmi: la poca luce la mattina nelle stanze, equella decisamente eccessiva nel pomeriggio. La camera da letto troppo piccola.Il disimpegno davanti alla porta dingresso inutilizzato. Le dimensioniesagerate della camera di Hugo. Insomma: qualsiasi cosa mi dava fastidio,persino il colore laccato verde della porta che, allinizio, mi aveva tantocolpito.

Queste cose, in fondo per, erano aspettirisolvibili o comunque trascurabili. Non che uno cambia casa perch non gli piaceil colore della porta. Cera, invece, qualcosa che da essere la cosa pi belladi quellabitazione, improvvisamente era diventato laspetto peggiore. E a cinon cera rimedio.

La vicinanza con Harry e Ginny.

ovvio che essere cos vicini con i mieicognati sia una comodit ed un sostegno notevole, specie nelle faccende cheriguardano i bambini. Ed anche indiscusso che avere la mia migliore amica acos stretta portata di mano, significa anche poter contare su di lei inqualsiasi momento, fosse anche per farci del semplice popcorn e vederci un filmstrappalacrime assieme. Stessa cosa, ovviamente, per Ron con Harry: e questo,nei primi anni del matrimonio, aveva fatto s che mi sentissi sempre invacanza, con i miei migliori amici sempre vicini in una sorta di grandefamiglia allargata.

Ma di anni intanto ne erano passati dodici dallemie nozze ed ora lentamente, avevo capito che una coppia sposata, nonch ipropri figli, ha un estremo bisogno di una vita che sia quanto pi separatapossibile: relazioni forti ed intense con famiglia ed amici, ma anche unperimetro di vita solo propria. E io questo perimetro non lavevo mai avuto.

Bastava un semplice litigio mio e di Ron,normalissimo nella vita da sposati, e Ginny ne poteva avere tutta una telecronacavisto che le pareti erano di compensato e cartone. E ci naturalmente finivaspesso per sedare i miei malumori in modo artificioso, dato che ero aconoscenza del fatto di voler lasciare la cosa personale, quindi ad un certopunto della discussione, sebbene insoddisfatta, mi imponevo di tacere per pauradi essere ascoltata. O lanciavo Incantesimi Insonorizzanti che, nei culmini dinervosismo, potevano anche spaccare i vasi dellingresso e non raggiungere illoro bersaglio reale.

Un mio semplice malessere e voglia di stare dasola a casa mia, poteva mettere su un caso nazionale, non da ultimo riferitoanche a mia suocera, specie se si traduceva nel mio rifiuto di vedere Harry eGinny piombati nel mio salotto per unimprovvisata. I miei figli risentivano moltodella vicinanza continua con i cugini, assimilandone comportamenti da me nonapprovati o non graditi: e a questo si aggiunge il fatto che Hugo e Lily nonvadano affatto daccordo, cosa che aumenta enormemente le mie emicranie.

In questo, si spiega perch proprio stamattinache sono vittima di questo malessere cretino ed avrei solamente voglia dipasseggiare per arrivare al Ministero, usando magari i mezzi babbani che midanno meno nausea della Smaterializzazione, sentire le voci di mio marito e deimiei cognati in giardino, cosa che mi costringer a passare loro davanti,dovendomi intrattenere in una qualche forma di conversazione civile, mi faribollire il sangue nelle vene.

Con fastidio, resto qualche minutonellanticamera del salone, lorecchio contro la porta, sperando che ci mettanopoco a terminare le chiacchiere cos che io possa sgusciare fuori, non vista.Ma naturalmente i discorsi si protraggono oltre il tempo concessomi dal fattodi essere lunica, ancora, che deve andare al lavoro e che gi beneficer diqualche minuto di permesso a causa del mio malore.

Aggiungiamoci pure che lUfficio Auror parcodi attivit prima di Natale e, se Ron deve recarsi alla sede centrale per dellescartoffie dopo le undici, Harry non ha nemmeno quelloccupazione, avendosistemato tutto prima delle tanto agognate ferie per dedicarsi completamentealla motocicletta di Sirius, che necessita dellennesimo check up. Ginny, ovviamente, scrive per la Gazzetta del Profeta: pu decidereautonomamente i suoi tempi di lavoro, anche se questo implica iniziare ascrivere la telecronaca dellincontro delle Holyhead Harpies dopo una corroborante chiacchierata con marito efratello. Nondimeno posso sperare che ad Hugo, improvvisamente, sia venutavoglia di andare a scuola: lo sento urlare acidulo qualcosa allindirizzo diLily, che strilla ugualmente irritata qualche serie di improperi al suoindirizzo.

Per un attimo penso di Smaterializzarmi,fregandomene della nausea e di tutto: ma la pila di depliant delle agenzie immobiliari che accatasto da tre mesi in cucina affinch Ron dialoro unocchiata, magari approvando il cambiamento di casa, mi fa desistere.Lacido nervoso che sento in gola, constatando come ogni giorno che non sonostati minimamente toccati probabilmente al grido di Stiamo cos bene qui!, sitraduce nellennesima torsione olimpionica del mio stomaco. Alla fine, quandocomprendo che la cosa andr per le lunghe, respiro profondamente nella miasciarpa grigia e mi preparo ad uscire, malgrado il fuoco incrociato che miaspetta. Chiudo gli occhi per qualche secondo, la mano sulla maniglia, mentremi riprometto di imbottirmi di un digestivo per farmi passare lacidit cheinevitabilmente sta per peggiorare.

Quando per esco in giardino, il sole dolcementetiepido che filtra tra le nuvole e mi soffia in viso uno stralcio di buonumoredestinato a soccombere presto, comprendo che avr bisogno di unautobotte didigestivo, non di una semplice bustina. La quantit di decibel prodotti dallaconversazione pacata che si sta tenendo allesterno, infatti, mi faconvenientemente supporre che ben presto sar infranto il muro del suono, cosache produrr unonda durto terrificante, in grado di schiantare al suolo tuttele persone nel raggio di quattordici miglia. La strada ancora tranquilla,poche persone camminano pigramente per raggiungere il posto di lavoro, sferzateda un venticello gelido che preannuncia la prima neve dellanno. Darei di tuttoper respirare questa pace prima di arrivare in ufficio, ma la mia caotica famiglianon del medesimo avviso. Ron ha completamente perso di interesse in Hugo perdedicare tutta la sua attenzione ad Harry, che a sua volta intento acontrollare una perdita dolio della motocicletta di Sirius, cosa che fagocciare un liquido nerastro di pessimo odore nel nostro vialettodingresso, dato che al mio intelligente marito venuta la straordinaria ideadi concedere al suo cognato preferito di eseguire le piccole riparazioni delveicolo da noi, visto che Ginny sostiene che i fumi di scarico facciano malealle sue piante aromatiche. Non al mio equilibrio psicofisico fanno male, maalle sue piante.

Gi questo basterebbe per farmi urlare comeunisterica pazza, ma la ciliegina sulla torta mio figlio che continua agridare come un ossesso contro Lily, che risponde con una serie di pacati ecalibrati calci negli stinchi di Hugo. Ad ogni calcio ben assestato, il volumedelle urla di Hugo aumenta sensibilmente ed, in tutto questo, naturalmenteGinny assolutamente calma ed indifferente. Si limita ad una serie di stanchirimproveri allindirizzo della figlia che non sovrastano nemmeno gli strillidei due bambini. La comprendo in fondo, Lily decisamente una bambinaimpossibile, ci sta che la mia amica sia gi stravolta alle otto di mattina.Lily non ha mai legato granch con nessuno n allasilo, n tantomeno allascuola elementare. Nemmeno con i suoi fratelli ha un rapporto cos idilliaco. prepotente, violenta, testarda, decisamente difficile da gestire. In questoassomiglia abbastanza a Ginny, credo che abbia risentito anche lei, come suamadre, di essere cresciuta con due maschietti pi grandi ed intraprendenti. Mase questo in Ginny provoc dapprima una fortissima timidezza, e successivamentein pubert una grande carica e forza emotiva, Lily invece ha appreso in modoinconscio che lunico modo che aveva per farsi rispettare era urlare, gridare,calciare, picchiare, anche se fosse solo per ottenere un gelato. Spesso,abbiamo cercato di farla legare con i suoi coetanei, ma sempre stato un completodisastro. Non ha mai trovato nessuno che le tenesse testa, in modo deciso macomunque non violento: o finiva per trovare altre attaccabrighe con cuiingaggiava lotte senza quartiere, o bimbe delicate come fiori che strillavanocome matte al primo accenno di prepotenza. Questo ha finito per irrigidire Lilysempre di pi, rendendola sempre peggiore nei modi e nel comportamento, facendoarrendere anche Harry e Ginny che ormai tendono ad ignorare il problema,sperando che, una volta ad Hogwarts, la situazione si risolvi da sola. Io,onestamente, non ci giurerei. Ricordo ancora il destino della sua ultimaamichetta, Kara Scamander , la figlia di LunaLovegood, una dolcissima piccola bimba dalla pelle bianca e le trecce biondoplatino. Al termine di un solo pomeriggio con Lily, Kara non aveva pi sofficicapelli da sfoggiare: in un impeto di furia ed in un attimo di distrazione diGinny, Lily glieli tagli tutti con le forbici. Per fortuna era la figlia diuna donna abbastanza svagata come Luna che non aveva dato peso eccessivoallepisodio.

Ma in ogni caso, Kara non si era fatta pivedere.

Esteriormente Lily un amore di bambina:capelli rossi e lisci come quelli della mamma, occhi verdi lucenti come quellidel pap, viso tondo e roseo. Ma basta che apra bocca, e ti fa pentire diquesta tua considerazione ingenua.

Saluto con un cenno del capo Harry e Ron, iquali, ancora presi nella loro conversazione sullo spinterogeno, si limitano adun gutturale cenno di gola che vorrebbe significare per Harry un BuongiornoHermione, mia cara cognata! e per Ron un Stai tranquilla amore, trapoco porto Hugo a scuola, sai che te lho promesso! . Sospiro a lungo primadi avvicinarmi a Ginny, sperando di non ritrovarmi ben presto a massaggiarmi letempie come sta facendo lei, in preda allemicrania. Abbozzo un saluto, primadi fiondarmi a dividere le piccole bestioline, rimproverando Hugo con fintasolerzia, tanto per non dare limpressione di credere che sia sempre colpa disua cugina, come invece in realt ritengo. Hugo, ovviamente, mi mette ilbroncio, incrocia le braccia per laccusa ingiusta e si va a sedere sui gradinidellingresso sotto il portico, guardandomi in cagnesco. In tutto questo, Lilyper un po continua a provocarlo da lontano, poi, quando Harry si decide finalmentea erompere in un rimprovero vagamente pi autoritario, scoppia in un piantoisterico e rientra correndo in casa, convinta di essere immediatamente seguitada sua madre, pronta a consolarla.

Ginny, invece, decide saggiamente di lasciarla amacerare un po nella sua rabbia stizzita, restando fuori in giardino. Siappoggia stancamente alla ringhiera che divide le nostre due abitazioni con unforte sospiro, ha i bei occhi azzurri cerchiati dal sonno e sembra abbastanzastanca. Anche il suo corpo si appesantito nel corso degli anni, rendendolapi simile a sua madre di quanto era da ragazzina. Ma resta una donna forte,energica, attiva. Troppo , forse. Credo che la vita domestica le stiastretta, sebbene scriva per la Gazzetta del Profeta, lo fa da casa e questo hacontribuito che si lasciasse molto andare con il tempo. Della scattantegiocatrice di Quidditch di qualche anno fa, rimasto poco. Non una, per,che si lascia andare, che si dichiara sconfitta, che subisce la vita. Forse,per questo le voglio cos bene ed ormai una sorella per me. Ha sempre quelloscatto di coraggio che a me manca, sopito nel conformismo. Ha deciso difrequentare un corso per diventare volontaria al San Mungo, non lo avrei maidetto, ma le piace la medicina. Le ho chiesto una volta, perch non ha maiprovato a diventare Medimago. Lei si chiusa nelle spalle, ha fatto un sorrisostorto e ha borbottato dicendo che le Holyhead Harpies , ai tempi, le avevano garantito un buono stipendioe, con Ron che frequentava il Corso per diventare Auror, non voleva gravaretroppo sui suoi genitori che gi pagavano le spese di suo fratello.

Non so perch, ma sono convinta che sarebbestata un buon Medimago. Glielo dico spesso, ma lei si schermisce innervosita.Solo alcune volte, accetta di buon grado il complimento e questotendenzialmente avviene quando parliamo della mia ferita magica sulla schiena:quella che mi sono procurata un anno dopo la fine della guerra, in un covo diVoldemort dove aveva lasciato delle vecchie carte muffite riportanti i nomi deisuoi Mangiamorte. Gli Auror avevano chiesto lintervento del Dipartimento dellaCura delle Creature Magiche dove allora lavoravo, perch a guardia della grottavi era una statua che si trasformava in una sorta di Basilisco. Avevo sottovalutatoil pericolo di quella creatura, finendo per essere colpita dal suo veleno eprocurandomi una ferita maledetta che riprende a sanguinare nelle notti dinovilunio e per cui sono sempre costretta ad assumere una pozione una volta almese. Ebbene, su quella che Ginny ciancia spesso. Sostiene che, secondo lei,potrebbe sparire del tutto con una sorta di pozione potenziata del veleno delBasilisco stesso, che mi immunizzerebbe dalle tossine in modo permanente. Lalascio parlare e sorrido calorosa solo per incoraggiarla.

Dovrebbero mandarmi in coma per provare unaPozione del genere.

Lo sai che la colpa era di Lily, vero?esordisce Ginny a mo di saluto, guardandomi in tralice. Punta sul vivo,replico affannata ed imbarazzata: Certo perch Hugo invece era calmo eserafico? Ho sentito le sue urla dal primo piano!, getto unocchiatacolpevole al mio bambino, ancora seduto scornato sui gradini, promettendomi diricompensarlo per questo rimprovero ingiustificatamente subito.

Mia cognata sorride dolcemente, limitandosi astaccare una foglia secca dalle parete di ibisco rosso che divide i nostrigiardini, prima di soffiare fuori: A volte penso che se fossi stata meno acasa e lavessi asfissiata di meno con le mie cure da sei la solafemminuccia!, sarebbe venuta su molto meglio.

Non dire sciocchezze, Gin ogni bambino diverso dallaltro commento fiocamente, sollevando il capo per respirare apieni polmoni laria mattutina Non sarebbe cambiato nulla e poi, cerco diaggiungere con tono di voce allegro, rassicurandola: Credo che stianomigliorando le cose, no? Ultimamente la vedo pi tranquilla, ecco.Alludo effettivamente al fatto che Lily non abbia preso a morsi il polpaccio diHugo, non mollando la presa nemmeno al rimprovero di Harry e ad un tentativo diesorcismo: per i suoi standard, un comportamento decisamente tranquillo .

A dire cazzate, fai pena commenta con unarisata Ginny, scuotendo il capo Quasi quanto quei due come meccanici e conunalzata di spalle, indica i nostri adorabili mariti, intendi a riempirsi digrasso ed olio del motore. Sospiro lungamente, anche Hugo ha lasciato perdereil suo contegno offeso per osservare con occhio clinico la vettura. Cerco dicomunicare telepaticamente a Ron di stare perlomeno attento a nostro figlio eal fatto che non si imbratti come un operaio su una piattaforma petrolifera, maottengo solo che Ron risponda a qualche affermazione di Harry con un sentito: Miseriaccia !.

Siamo circondati da mocciosi sorride Ginnycon rassegnazione, a cui rispondo con un sentito verso gutturale di assenso.Una folata ghiacciata di vento mi soffia sul viso, costringendomi a chiudermimeglio nella mia sciarpa che, a quel refolo, rilascia un buon odore di pulito.Ginny si informa sui miei programmi mattutini, dolendosi del fatto che ilDipartimento della Regolazione della Legge Magica non abbia ancora dichiaratola sosta natalizia, e io rispondo accorata sebbene meno sentitamente di lei. Inrealt, andare al lavoro non mi disturba affatto, ho ancora una decina di causeda sistemare prima delle festivit e spero di riportarmi in pari entro oggi.

E tu, invece? chiedo cortese a Ginny che, conunefficace movimento rotatorio degli occhi a testimoniare la sua irritazione,mi racconta di avere lennesimo incontro con le insegnanti di Lily dato che labambina ha versato un barattolo di vernice gialla addosso ad un altro bambino,per giunta autistico, che adesso si rifiuta di recarsi a scuola.

Forse ti ricordi di chi si tratta commentaGinny con calma, enumerando sulle dita Ricordi Natalie McDonald? Grifondoro,occhi verdi, carina?.

Vagamente.

Insomma, suo figlio il bambino, Elias sichiama gi ha mille problemi relazionali, ci mancava anche incrociare lastrada con quel Anticristo che mi trovo per figlia.

Rido sommessamente nonostante tutto, prima direndermi conto che gi abbastanza tardi e che devo correre in ufficio, speciese ho intenzione di camminare un po ed usare i mezzi pubblici. Ginny, perfortuna, viene richiamata in casa da uno squillo del telefono, utensile che si rivelato necessario visto che viviamo in una strada babbana e il passaggio digufi, alla lunga, sarebbe stato notato. Il fatto, poi, che il telefono squilliper due volte e poi si interrompa per poi ricominciare con questa sequenza unadecina di volte, ci fa intuire agevolmente che si tratta di una chiamata diMolly: nonostante tutte le spiegazioni del caso, non ha mai imparato bene lusodi questo infernale aggeggio!.

Lieta di poter sgusciare via prima che, perqualche minuto, la chiamata di mia suocera coinvolga inaspettatamente anche me,saluto velocemente Ginny ed Harry ed ingiungo a Ron di muoversi a portare Hugoa scuola, prima di incamminarmi verso la stazione della metro.

Che viva da un po troppo tempo come strega, misi rende evidente subito: sono sempre stata convinta di essere una di quelledonne che, sebbene abbiano dei poteri magici, non dimentichino mai la propriaorigine mezzosangue e preservino quindi il senso dei piccoli riti delle personeassolutamente normali. Per questo casa mia piena di elettrodomestici, hoobbligato Ron a prendere la patente di guida e ho erudito i miei figli sugliaspetti essenziali della vita babbana. Nonostante questo, la maggior partedella mia esistenza quotidiana prevede luso di una bacchetta e il fatto che,invece, stamattina mi sia obbligata a prendere la metro come una normale donnalondinese che va al lavoro, mi avvisa di quanto in realt sia rimasta indietrosenza accorgermene.

Per prima cosa, superato il complesso di caseresidenziali dove vivo con la mia famiglia, mi accorgo della presenza di moltapi gente per strada di quanto sia abituata o di quanto mi ricordi: negli anniho dimenticato la regola basilare di stare sempre sul lato pi interno delmarciapiede, se non vuoi rischiare di essere travolto da chi cammina a velocitmolto pi sostenuta di te. E quindi subisco una serie di spintoni, pestoni ecollisioni tra i miei talloni e le ruote di diversi passeggini. Se quindipensavo di poter fare una tranquilla passeggiata che mi facesse passare nauseaed emicrania, mi sbaglio notevolmente.

Arrivo alla stazione della metro di Earls Court ben pi nervosa di quanto fossi alluscita dicasa, anche perch nel frattempo ha iniziato a scendere una pioggerellairritante come solo a Londra pu esistere, e io naturalmente hodimenticato di portarmi lombrello, regola basilare della vita in questa partedInghilterra.

Tra le altre cose che ho rimosso, abituata aPolvere Volante e Smaterializzazione, c la precauzione necessaria di vestirsia cipolla quando si ha intenzione di prendere la metro, visto che, seallesterno la temperatura pu essere di -10 gradi, dentro invariabilmente sitoccheranno i massimi della regione di Calcutta quando lasfalto si scioglie.Questo significa inevitabilmente che, allacqua che mi sono presa fuori, siaggiunge il sudore dentro, oltre ad una sequela di bestemmie quando capisco cheil costo del biglietto giornaliero aumentato di una sterlina.

Tutto farcito da unaltra serie di interessantiiterazioni umane, consistenti in spallate e calci accidentali vari, mentrecontrollo che linea devo prendere, visto che ce ne sono un paio che nonconosco.

Ovviamente sarebbe semplice adesso rinunciareal mio esperimento pseudo-sociologico ed afferrare la bacchetta che mi premenella tasca e raggiungere lufficio in tre secondi, visto che lemicrania chevolevo scacciare si triplicata ed adesso assomiglia ad un martello pneumaticoche perfora un muro.

Ma ovviamente faccio di nome Hermione Granger,con sottotitoli onorari a testimoniare la caparbiet, lostinazione, latenacia, assieme ad una buona dose di puntiglio. Quindi, insisto mentalmenteper arrivare al lavoro in metro come mi ero prefissa. Presa dal mio delirio dionnipotenza, dimentico unaltra regola fondamentale.

Non ascoltare musica in metro se sei seduta, macircondata da persone in piedi che ti impediscono di capire a quante fermatesei dalla tua.

Mentre infatti sono ancora intenta a skippare api pari tutte le canzoni damore che sono residuate sul mio i-pod e che micausano unorticaria fulminante a braccia e gambe, non mi rendo conto di averabbondantemente superato la mia fermata. Quando capisco che dovrei essere giarrivata e mi alzo alla successiva apertura delle porte, leggo con fatica sulcartellone la beffarda scritta Notting Hill, intuendoche, non solo sono scesa in ritardo e mi sono distratta, ma ho preso anche lametro che va in direzione esattamente opposta alla mia.

Borbotto a denti stretti catapultandomi fuoridal vagone gi in ripartenza, prima di allontanarmi ancora di pi dalla miameta. Il caldo nella stazione asfissiante e la gente mi urta senza ritegno,mentre cerco di arrivare al pannello delle linee, cos da capire quale miconviene prendere per tornare indietro. Davanti agli occhi, le semirettecolorate danzano pericolosamente e si attorcigliano in modo confuso, mentre ilnome Notting Hill continua a riecheggiarmi in testacome se fosse il suono di una campana rintoccante, risvegliando allarievocazione della mia stupidit la celeberrima nausea.

Solo che questa volta, al lampeggiare sinistrodel nome di quella stazione della metro, il mio malessere sembra persino piforte del solito: arrivo persino a piegarmi in due su me stessa, come se stessiper rimettere anche lanima, una mano premuta sulla bocca a far s che nonfiltri alle mie narici alcun odore molesto. E l che mi preoccupo davvero edimpensierisco: che diamine questa nausea?

Sperando che laria fresca mi arrechi sollievo,ignorando che siano ormai quasi le nove, salgo velocemente le scale, la manosempre a premere sulle labbra, ed esco velocemente allesterno, ritrovandominel traffico del colorato quartiere di Londra che, solitamente, frequento meno.Laria fredda mi sferza il viso accompagnandosi allodore dellerba bagnata:finalmente ricomincio a respirare e la nausea si acquatta in un angolo del miostomaco.

Non una cosa per su cui stare sereni etranquilli: mi appunto mentalmente di vedere quanto prima un medico. Da un po,accade molto pi di frequente. Posso anche darmi adesso la giustificazione delcaldo della metro, ma stamattina a colazione, quando mi saltato in testa dichiamare mio figlio Alex, stavo benissimo. Solo a ripensarci, la testa riprendea girare come una trottola impazzita.

La cosa migliore da fare fermarmi da qualcheparte per prendermi qualcosa da bere, magari una limonata. Mia mamma dicevasempre che un rimedio ideale contro il mal di stomaco. Magari sedendomi perqualche secondo potr anche recuperare le energie e non rischiare di collassareprima di arrivare al lavoro. Per fortuna, ha anche smesso di piovere quindiposso fare quattro passi come era nelle mie intenzioni iniziali. Apro la borsae ne estraggo il mio cellulare, lo uso di rado e solo per comunicare con Leda,la mia segretaria. Essendo abbastanza pi rapida a comprendere come funziona unsms rispetto alle sue coetanee purosangue, le mando velocemente un messaggioper avvisarla che arriver pi tardi del previsto. Il quartiere, nonostante lemie premesse e i rifiuti, non affatto male: pittoresco, vivace, attivo.Cammino un po guardandomi avidamente attorno, la folla colorata e multietnicache scorre vicina a me. I negozi sono pieni di merce particolare, soppesata conocchio critico dalla clientela, e per un po gironzolo beatamente senzapensieri, pentendomi di non esserci mai venuta prima con pi calma.

Del resto, constato con una punta di aciditmentale, non sarebbe nemmeno stata la stessa cosa se ci fossi venuta con Ron,che avrebbe sbuffato ogni due per tre se mi fossi fermata davanti a qualchevetrina, oppure peggio con i miei figli, che mi avrebbero reso materialmenteimpossibile prestare attenzione a qualsiasi cosa diversa da loro. Mi ripromettomentalmente di prendermi pi tempo per me stessa, come tecnicamente facciosempre, riuscendoci molto poco: infatti, se non fosse stata per questa nauseamaledetta, non penso che mi starei nemmeno parzialmente godendo questo momento.

Con un sorriso quasi colpevole sul volto, unraggio di sole che mi colpisce di oro gli occhi, percorro un vialetto alla miasinistra, quasi spinta dallistinto di scoprire al meglio questo quartieredimenticato. Nella mia testa, per dimenticare che sono sempre in ritardo per illavoro, mi dico che sto sempre cercando un pub o qualcosa del genere, cos daprendermi qualcosa che combatta il mio malessere.

Il viale che percorro dominato da una serie diimponenti alberi di magnolia e da una sfilza di bancarelle allaperto chevendono cibi di ogni sorta. Incuriosita da una bancarella ricolma di treccedaglio e spezie odorose, gestita da un francese dal naso rosso, intravedoallangolo del palazzo un negozio di fiori.

Ammiro il contrasto cromatico tra una serie divasi di latta azzurra e delle meravigliose peonie bianche.

Al ritorno di una nuova vertigine, temendo dischiantarmi al suolo, decido di accelerare la ricerca almeno di unacaffetteria, imboccando una stradina alla mia sinistra. Dopo un negozio dimusica celtica ed una cartoleria piena di mocciosetti che comprano le penne colorate al sapore di frutta, vengo attirata dauninsegna luminosa che assomiglia vagamente a quella di un pub o qualcosa delgenere. Mi avvicino cautamente e mi rendo conto che la mia supposizione sembraessere corretta, i caratteri recano la scritta Sharons place .

A meno che non mi sono imbattuta in una casachiusa gestita da questa Sharon, questo dovrebbe significare che sono di frontead una specie di pub.

Non che sia del tutto convinta di non esserecaduta in un errore grossolano, visto che la prima cosa che noto del posto che sciaguratamente monocolore nella peggiore delle maniere.

Le pareti interne, la saracinesca, il banconeche a malapena intravedo, sono tutti di uno squillante e lezioso lilla checontribuisce a farmi venire il mal di testa.

Chi ha avuto questidea geniale deve esseredavvero passabile della pena di morte.

Spio allinterno, notando comunque che unlocale abbastanza frequentato da gente tutto sommato normale.

Ripetendomi mentalmente che comunque non cheio debba recensirlo su Tripadvisor , ma solo prendereuna stramaledetta limonata, mi decido ad entrare.

Linterno mi restituisce una sensazione tuttosommato positiva: si tratta di un ambiente abbastanza grande e luminoso,frequentato da parecchia gente. Mi d limpressione di essere molto pi grandedi quello che sembra, e mi chiedo se non sia sprecato come semplice pub.Intravedo nellangolo una scala a chiocciola che porta al piano superiore, cosache mi fa suppore che probabilmente ci vivano anche qui. Tutto avvolto in unodore vezzoso di vaniglia e cannella che, se possibile, contribuisce a farmipulsare il cervello di nervosismo. In fondo, intravedo un bancone sempre dellostesso maledetto colore lilla, verso cui mi dirigo cercando di non inspirareeccessivamente la mistura caramellosa. Mi siedo con lentezza, quasi timorosa diinnescare una nuova vertigine, attirando con la mia manovra lattenzione di unagiovane mamma con bambino. Le sorrido rassicurante, lei mi risponde coneducazione, provvedendo a nascondere dallimpeto del figlio il cameo di unarosa bianca che porta al collo.

Ci sono due cameriere: una dallaria truce, moracon lunghissimi capelli neri legati in una sola ed unica treccia, che misquadra con i sottili e allungati occhi neri mentre pulisce il bancone con ariaannoiata. Allaspetto poco rassicurante che fa abbastanza a cazzotti con ilcolor caramella della divisa che indossa, si aggiunge un orribile, a mio dire,anello al naso ed un tatuaggio daquila con le ali spiegate che copre entrambele clavicole e che perfettamente evidente a causa della maglia scollata. Laseconda invece, una ragazza dai corti capelli biondo cenere con delle cioccherosso acceso. Mi sorride e mi sta immediatamente pi simpatica, nonostanteanche lei sembri strana forte. Oltre ai capelli bicolori, la cui frangettacopre quasi integralmente i suoi occhi celesti, porta anche lei un brillantinoal naso, ma la cosa strana che da esso pende una catenina dargento checonduce allorecchio e alla piccola gemma rossa che splende sul lobo. Ecomunque, alla catenina, appeso un ciondolino a forma di croce anchessarossa. Lei, almeno, sembra lievemente pi compatibile cromaticamente con ladivisa.

Chiedo a questultima una limonata, fidandomimaggiormente della sua aria svagata che di quella da omicida seriale della suacollega, poi, in un impeto di espansivit, mormoro: Non ero mai venuta quisembra un posto, cos maledettamente fru-fru che persino Lavanda Brown sarebbe potuta sembrare una donna di concetto alconfronto carino, commento diplomatica, prima di chiedere con unsorriso educato: Siete aperti da molto?.

Da troppo siamo aperti schiocca lalingua scocciata la tizia truce guardandomi storto, come se fossi una di quellevecchiette che vogliono per forza intavolare una discussione annoiando ilprossimo. Roteo gli occhi rinunciando al mio eccesso di confidenza, non primaper che la bionda decida invece di rispondermi al suo posto: Siamo aperti dacirca cinque anni, signora. Una vena del collo, allappellativo, mi sigonfia paurosamente mentre la mia bacchetta freme nella mia tasca, sprizzandoqualche immaginaria scintilla al pensiero di quante maledizioni potreilanciarle, visto che non ritengo di meritare lepiteto essendo lei quasi miacoetanea. Mi guardo nel riflesso dello specchio alle spalle del bancone edanalizzo distaccata il mio trench beige, il mio maglione a collo alto, le mieocchiaie scure, il mio pallore e i miei capelli legati in una crocchiadistratta. Per la prima volta comprendo che effettivamente dimostro pi anni diquelli che ho, specie quando sono stanca. Ricaccio indietro laccesso di iraalle parole della svampita cameriera e sorseggio pensosamente la mia bibita.

Va tutto bene? si informa a quel punto unavoce comparsa alle mie spalle, con un accento dolce eppure petulante. Mi voltosu me stessa e, nella stessa irritante divisa lilla, c una donna dai capellirosso-ramati, il viso paffuto e gli occhi verde sporco. Una targhetta appuntatasulla camicia recita compita Sharon Tingle , quindisuppongo che sia la proprietaria, probabilmente incuriosita dalla presenza diuna cliente nuova da dover a tutti i costi ammaliare cos da renderla unapresenza abituale. Sorrido annuendo, prima di chiedere ragione della miacongettura. Daltronde, il pub ha praticamente il suo stesso nome.

Mi pento del mio slancio di gentilezza circacinque secondi dopo la suddetta domanda. Sharon infatti una donna prolissa edalla chiacchiera facile e, come se non bastasse, il nome del pub racchiudepraticamente tutta la sua storia damore con suo marito. Assolutamente nonrichiesto, mi giunge quindi tutto il racconto del momento in cui ha rincontratosuo marito a Londra dopo anni in cui non si vedevano, dato che avevanofrequentato la scuola assieme, e di come allora fosse scoppiata tra di loro lascintilla, sebbene ai tempi del liceo non si fossero mai granch filati distriscio. Conosco quindi tutti i particolari del loro sogno di aprire un pub a Notting Hill, di come questo era stato pi complesso delprevisto e di come, quando alla fine ci erano riusciti, lui fosse stato cossollevato dalla cosa da decidere istintivamente di chiamare il posto come lasua adorabile mogliettina. Cos che tu possa sentirti sempre a casa, aggiungecon tono di voce sognante, congiungendo le mani e poggiandole drammaticamentesulle guance, mentre mi sono slogata la mascella a furia di finti sorrisi e dicenni del capo entusiasti. In compenso, essendo alla mia quinta limonata, possodire la mia nausea completamente dissolta.

Avendo quindi la bevanda svolto il ruolo cheancestralmente mia madre le attribuiva, mi chino per recuperare la borsa edandare via, ma ovviamente la verbosa Sharon ormai mi tratta da amica del cuoreed insiste per presentarmi il formidabile marito campione di romanticismo.Erompe quindi in una specie di richiamo, probabilmente utilizzato anche dallefemmine di pipistrello per attirare lattenzione dei compagni, e da una portalaterale compare luomo intento a pulirsi le mani bagnate su un canovaccio.Dallespressione vacua, comprendo che probabilmente era dedito a qualcheattivit che il gracchiare della moglie ha bruscamente interrotto. Lo studioper qualche secondo, uno strano allarme nel cervello: non mi sembra di averlomai visto, ma ha qualcosa di vagamente familiare. Non dimostra pi ditrentanni, in tutto e per tutto un normale ragazzo dai ricci capelli scuri edagli occhi verde acqua. Mi squadra torvo per un po, mi studia attentamenteguardandomi in tutta la mia figura per un paio di volte. Indugia sui mieicapelli raccolti alla belle meglio, mentre io mi serro nelle spalle. Sbuffacon il naso un paio di volte esibendo una specie di broncio infantile, prima diborbottare qualcosa allindirizzo di Sharon.

Non so perch continuo a squadrarlo senza ritegno,come se ci fosse qualcosa che stona in lui. Sembra il pi normale dei ragazzi,solo un po trasandato e stanco. Probabilmente la giovane moglie lo starintronando, appesa com al suo braccio ed intenta allennesima rievocazionedella loro saga romantica, ma unespressione che non mi ricorda lasuperficialit maschile che ha spesso anche Ron quando straparlo. Piuttostosembra davvero e sinceramente spazientito. Nulla di lui richiama leroeromantico che stava descrivendo sua moglie e forse questo che mi sembra cossbagliato nel suo aspetto.

Del resto non ha nulla che sembri strano allavista: indossa dei jeans un po strappati sulle ginocchia, una maglia rossa dacalcio lievemente stinta sui bordi, delle scarpe di tela sporche di polverebianca e gialla.

Sembra solo lievemente pi scuro di pelle delconsueto, cosa che mi fa intuire che non sia inglese al 100%.

Eppure la sensazione che ci sia qualcosa che nonva, non mi fa dismettere lo sguardo indagatore.

Non sorride nemmeno per sbaglio. Neanche per educazione: sembra che facciafatica persino a restare fermo qui.

Come faccia sua moglie a non rendersene conto, un autentico mistero.

Devo tornare al lavoro, Sharon ingiunge dopoun po con voce atona Devo riparare il rubinetto del bagno di servizio primache ci allaghiamo.

Certo, tesoro! Vai pure credo di aver tediatofin troppo la nostra gentile cliente ridacchia scioccamente Sharon, ancorabellamente ignara dellevidente espressione insoddisfatta del marito, persacom nella sua nuvola rosa. Ed da l che si rende conto di non saperenemmeno come mi chiamo.

Hermione Jane Granger sorrido educatamente,porgendo la mano ad entrambi. Il ragazzo la afferra in modo distratto in unapresa umida e un po lenta, sussurrando in un sospiro lieve: Il mio nome Seth Green. Nelle sue dita che, immediatamente, senza alcuna partecipazioneemotiva, lasciano le mie, avverto di nuovo quello strano senso di estraneitche non riesco a spiegarmi.

qualcosa che mi spinge a voler trattenere lamalinconia di questo ragazzo come se temessi che, lasciato da solo in questopub che sa di frivolo e sciocco, possa commettere qualche pazzia. Della suatristezza, si ammanta ogni cosa circostante, eppure nessuno sembra renderseneconto.

Presa da questa strana angoscia vedendolo darmigi le spalle, dico frettolosamente: E molto bello amare cos tanto unapersona dopo tanti anni, riferendomi ovviamente alla moglie che continua avomitare melensaggini. Seth si volta verso di me, per un attimo con un singultonegli occhi verdi da farmi temere che si metta a piangere cos, di schianto. Miagghiaccia il cuore e distinto, mi guardo attorno come a cercare un appoggio,un sostegno, sotto quellinsopportabile sguardo. Non ne trovo nessuno e misento soffocare.

Certo, bellissimo , Hermione glieloposso assicurare ribatte caustico, come se stesse pensando tutto il contrariodi quello che sta dicendo e si divertisse a farlo fluire nelle parole che lamoglie non comprender, sciocca com Lamore dovrebbe farti cambiare erenderti migliore. Spingerti ad essere te stesso. Fortunatamente io houna persona che mi ama esattamente cos come se fossimo ancora al liceo.

Ogni sua parola oscilla tra la stanchezza ed ilveleno, come se fosse semplicemente troppo annoiato per ribellarsi davvero, maal contempo non abbia ancora rinunciato ad un tono dismesso e crudele. evidente e palese che non ami questa donna dalla voce trillante e dalcomportamento appiccicoso: perch sia evidente a me che lo conosco da cinquesecondi ma non a lei, resta un mistero. Non so come mi sia trovata io, qui, unaperfetta estranea, a comprendere tutto questo, ma penso che sia semplicementeperch questo ragazzo circondato da idioti. Cammina con un enorme segnale intesta di infelicit, ma nessuno pare accorgersene, e ci stranamente mi fasentire responsabile della sua serenit come se lo dovessi abbandonare in mezzoal mare.

Mi riprometto di tornare qui come se dovessitipo tenerlo sotto controllo, e non posso fare a meno di provare un sensoinconsueto di abbandono quando sparisce nel retrobottega, mentre io pago le mieconsumazioni. Afferro la mia borsa lasciata su una sedia ed esco fuorirespirando di nuovo, come se un po di quellaria interna mi avesse viziato ilfiato.

Mi scusi, signora?.

E con questa fanno due appellativi da sessantenne in una giornata , borbotto tra me e me, voltandomi in direzione della voce che mi harichiamato indietro appena fuori dal Sharons place .

Mi ricompongo un po quando mi rendo conto chesi tratta di un agente di polizia: assumo subito un contegno rispettoso, mentreluomo, non molto pi grande di me, mi chiede numi su un auto parcheggiatanella strada nonostante un ben evidente divieto di sosta e fermata. Facciospallucce assicurando che non sia mia, lagente sospira rumorosamente come sefosse profondamente stanco, cosa che marchia la sua espressione apparentementearcigna di una ruga di sconforto che me lo rende immediatamente pi simpatico.

Mi affretto quindi a dire partecipe, indicandocon il capo il pub da cui sono uscita: Molto probabilmente di qualcuno cheprende un caff腔, aguzzo la vista per leggere la targhetta del nome che portaappuntato sulla divisa linda e pulita, Kevin Stevenson, prima diconcludere con un riverente: agente Stevenson.

Lagente mi restituisce un sorriso slavato chenon gli arriva agli occhi oltremare, prima di concludere annoiato che moltoprobabilmente ho ragione.

Lo seguo per un po con lo sguardo mentre entranel locale, mi pare persino di sentire la voce di Sharon che squittiscequalcosa e chiama di nuovo a gran voce suo marito Seth per risolvere la grana.

Accarezzo la mia sciarpa grigia, affondandoci ilnaso dentro per ripararmi da un improvvido vento ghiacciato.

Mi restituisce un accenno dellodore di pioggiache soffia il vento sul mio viso, cosa che mi ricorda per associazione di ideelerba bagnata nel mese di settembre, quando pochi giorni prima del miocompleanno lestate dismette i suoi panni e il mondo sembra pi dolce, pitiepido. Non hai paura della tempesta, sebbene si addensi allorizzonte. Laterra ha aspettato tanto la pioggia, arsa dal sole. E, quando finalmente staper erompere dal cielo, pensa a mettere a riparo i suoi figli, temendo che sifacciano del male. forte abbastanza da sopportare il suo impeto? Non lo sa.

Rabbrividisce per i tuoni, geme per i fulmini,impallidisce per i lampi.

Ma sa che accetter la pioggia, perch la pioggia il suo destino.

Sorrido un po adesso, senza motivo, solo conquel profumo nelle narici.

Improvvisamente certa, sicura, che per ognuno cisia un destino in attesa.

Persino per il ragazzo dallaria sconfitta dinome Seth.

Andare al lavoro per me diventato da anni unoslalom continuo nella stupidit umana. Uno pensa che magari io esageri perch,oggettivamente, non ho molta tolleranza nei confronti della comune mancanza dibuon senso. Non sarei appellata ogni due per tre da mio marito come pocoelastica, se non fosse cos. In realt, a sfidare anche la logica e lastatistica, nel Dipartimento della Regolazione della Legge Magica si sonoconcentrati le menti meno eccelse della Storia del Mondo della Magia a partireda Mago Merlino e dagli incantatori di serpenti saraceni. Non so per qualeancestrale motivo ci sia accaduto.

Daltronde siamo una delle branche piimportanti del Ministero: quella che, a rigor dilogica, garantisce integrit e tranquillit nel nostro mondo e nel rapporto conquello babbano. E sicuramente non mancano elementi validi, senza falsamodestia, come la sottoscritta.

Ma, tralasciando qualche altro infaticabiledipendente, c stata in questo dipartimento una concentrazione tale di idioziada vanificare ogni mente vagamente illuminata che potesse averci messo piede.

Io non dovevo lavorare qui, ovvio: la vitaspesso, per, si attorciglia e annoda attorno ad eventi che uno non potrebbemai preconizzare. E quindi ti ritrovi in un ufficio a quasi quarantanni, senzache niente, prima, ti abbia avvisato che saresti finita qui. Ero tornata adHogwarts alla fine della guerra, avevo completato la mia istruzione magica comea quei due asini di Harry e Ron non era assolutamente saltato in mente. Avevoovviamente messo il muso, il broncio, ma non era servito a nulla: a loro dueera sembrato assolutamente normale non terminare gli studi.

Avevamo diciotto anni, unet in cui pochi soldiin tasca fanno gi una differenza abissale tra sentirsi bambini e sentirsiadulti.

Harry, il ricco orfano di guerra ora anche eroe,aveva saggiamente deciso di investire le sue risorse economiche, lievitate dopola guerra con i suoi encomi ed onori, per frequentare il Corso per Auror.Sembrava una strada quasi obbligata per lui, e non aveva deluso nessuno. Sitrattava di studi impegnativi, gravosi, pesanti anche dal punto di vistastrettamente monetario, ma Harry non si era fatto dissuadere.

In pochi anni, era riuscito a raggiungerelagognato titolo, aveva cominciato ad uscire in missione, si era inseritoperfettamente nella vita criminale del mondo magico come uno spauracchioletale.

Cera stato un periodo in cui era stato tentatodalla carriera politica, aveva pensato persino di concorrere come Ministrodella Magia, ma poi aveva deciso di restare nel Corpo degli Auror.

Il motivo era semplice: ci era entrato ancheRon.

Questo, in effetti, era molto meno scontato:finita la guerra, dopo la morte di Fred, era stato per lui naturale restare nelnegozio a Diagon Alley per aiutare suo fratello George. Faceva qualche soldo,poteva permettersi persino di offrirmi delle cene eleganti in occasioni dianniversari e compleanni e questo, per il ragazzo che aveva avuto sempre poco oniente se non di seconda mano, faceva tutta la differenza e lentusiasmo delmondo. Poi, terminato il primo periodo di euforia, Ron comprese che quella nonera la sua strada, ma era una modellata su quella del defunto fratello. Non eragiusto per nessuno giocare a sostituirlo se lui aveva altri sogni e desideri:del resto, poi, George aveva sposato da poco Angelina e, naturalmente, ilnegozio di scherzi era diventato la fonte di sostentamento della neonatafamiglia. Ron era velatamente, ma naturalmente, diventato di troppo.

Fu un periodo complicato e nebuloso. Ronsembrava avere tante ambizioni, tanti sogni, tanti progetti, ma erano semprestelle di fumo, miraggi di nebbia. Era sempre troppo insicuro per provare davvero a fare qualcosa, aveva sempre troppo timore di fallire e si rifugiava semprenella sua famiglia, ora meditando di tornare a lavorare con George chiedendomagari una paga ridotta, ora pensando di andare in Romania con Charlie, ora paventandola possibilit di assistere Percy nel suo lavoro. Io, da parte mia, avevo dapoco finito Hogwarts, ero sempre la strega pi brillante della mia generazione,ero presa dallansia di dimostrare al mondo quanto valessi. Fu difficile starciaccanto. Era come se Ron temesse sempre che volessi eclissarlo, oscurarlo,sotto la mia luce. Io mi muovevo sempre in punta di piedi, spaventata di faretroppo rumore, o di essere troppo brava, o troppo valente per lui e per quelloche stava passando. Finsi quindi uninsopportabile incertezza su che cosavolevo fare della mia vita, esibendo una specie di dubbiosit insita nel fattoche mi ero sempre interessata a troppe cose in modo da mostrarmi a mia voltafallace, umana, corruttibile.

Ron si sollevava danimo alle mie difficolt,comprendeva che magari non era cos assurdo che anche lui fosse incerto se addirittura lo ero anche io: sorridevo, lo rassicuravo, ed intanto facevo colloquisegreti e spedivo curriculum di notte. Non mi sono mai pentita di questo, mai:ebbi qualche scricchiolio solo quando Ron si fece coraggio e fece un provinoper una squadra di Quidditch, finendo per essere rifiutato.

L, toccammo il fondo. Sul serio. Ron divenneombroso, scontroso, chiuso in s stesso. Passava il tempo seduto sul divano conun bicchiere di Acquaviola, lo sguardo annacquato nel vuoto.

Iniziammo a litigare sempre pi spesso. Per cosesceme, per cose importanti, per cose sceme per lui ed importanti per me, eviceversa.

Io dicevo che era troppo immaturo, che dovevareagire, che era solo un fallimento venale e che ci stava nella scala di coseche accadono in una vita.

Lui ribadiva che ero troppo rigida, troppo pocoelastica , che non potevo sapere comera la vita per lui, abituata ad esseresempre perfetta.

Proprio come accadeva ad Hogwarts. Ma peggio.

Stavolta non cera Harry a fare da paciere.Stavolta eravamo anche fidanzati.

Le cose, se possibile, peggiorarono quandoandammo a vivere assieme, convinti che cos le cose si sarebbero sistemati,potendoci prendere cura luno dellaltra. Ma prendemmo ad evitarci nelle stessemura di quella casa. Lui usciva e tornava a casa tardissimo, ubriacandosi congli amici. Io mi addormentavo a braccia incrociate sul tavolo, aspettandolo.Eravamo sempre stanchi e nervosi, pronti a rimbeccarci in qualsivogliaoccasione. Guardavamo un po di tv in silenzio e poi a letto. Ovviamente adormire.

Ma, nemmeno per un attimo, ho mai smesso dicredere a me e a lui assieme.

Era il mio destino stare con lui. Eravamosopravvissuti a Voldemort, non potevano spaventarci le liste della spesa, lefatture da pagare e laffitto.

Lui era il mio principe azzurro da tuttala vita, stare con lui era ogni giorno una fiaba.

Questa caparbiet fece cos che le cose, piano,iniziassero ad andare meglio. Sostanzialmente per molto dovetti trainare dasola la mia relazione, sperando sempre che ne valesse la pena. Misi allestrette Ron, cercai di capire che cosa voleva fare della sua vita, dissi chenon potevamo andare avanti cos, nessuno dei due. Mentii e feci ragionevolmentefinta di riferirmi anche a me stessa, che dovevo decidere a mia volta la miastrada, sebbene dopo mesi lavevo capito anche io che cosa volessi fare.Peccato che quella risposta si schiant come vetro quando scoprii che era lastessa di Ron.

LAuror. Entrambi volevamo fare lAuror.

Confessarlo a Ron lo avrebbe distrutto. Ora cheaveva faticosamente capito che cosa voleva fare della sua vita, se avessesaputo che cero io di nuovo a fargli da contraltare e da luminoso paragone,sarebbe crollato. Non avrebbe retto. Lo avrei perso sul serio. E io, davvero,pensavo onestamente che potessi fare qualsiasi cosa.

Quindi lo lodai, lo aiutai a studiare, convinsii suoi ad aiutarlo economicamente per la scuola, lo abbracciai e baciai quandomi disse, con gli occhi lucidi, che ce laveva fatta.

Stirai la sua camicia il primo giorno di lavoroe gli dissi di stare attento, mentre usciva di casa per andare in missione laprima volta.

Chiusi la porta, mi accasciai contro di essa epiansi, a lungo. La luce che cambiava nel corridoio per ore, con il miosacrificio che premeva nel petto, le mani che mi soffocavano le lacrime in golaper il mio piccolo sogno infranto. Era odioso capire di volere una cosa nellostesso momento in cui la si perde. Avevo voluto essere unAuror per tante cose:per la scarica di adrenalina che mi avevano dato le mie infinite battaglie, peril mio desiderio mai arso di giustizia, per la volont di rendere il mondo unposto migliore, per la convinzione profonda che sarei potuta essere grande, perla consapevolezza che volevo dimostrare a tutti quanto elastica fossi.

Tutto, al confronto, sembrava avere il saporefarinoso e insipido della segatura.

Fu cos che finii al Ministero prima alDipartimento per la Cura delle Creature Magiche, cercando di riannodare i filidella mia me stessa che voleva giustizia per chi fosse pi debole di lei. Maavevo un incarico sottopagato che non mi portava da nessuna parte. Scartoffie,burocrazia, controlli di routine di bestie poco mansuete. Poi, la ferita magica,una convalescenza di otto mesi e mezzo, Ron che tornava a casa e mi raccontavadel suo lavoro e io desideravo solo che sparisse.

Fummo vicini ad implodere anche allora, forse cifummo pi vicini che in qualsiasi altro momento. Forse per, le coppie cherestano assieme nonostante tutto, malgrado persino s stessi, sono quelle chealla fine lhanno vinta. Ron mi vedeva deperire, mi sentiva depressa. Lottperch fossi trasferita al Dipartimento per la Regolazione della Legge Magica,e le cose migliorarono abbastanza. Sempre lavoro di ufficio era, sempre poco ache fare con lAuror aveva, ma avevo almeno limpercettibile sensazione chefossi una parte di quella linea sottile tra ordine e caos.

Le ultime resistenze verso Ron, mi sparirono dalcuore quando mi chiese di sposarlo.

Accettai, ovviamente.

Il resto, poi, storia ormai delle mie ossa edella mia carne.

Non per questo amo il mio lavoro. Sono benpagata, negli anni ho fatto carriera giungendo ad essere una dei dirigenti e,ben presto, dovrei poter entrare nel Wizengamot come uditore giudiziario prima,e come giudice poi. Ci dovrebbe essere molto lavoro in futuro, dicono chestanno aprendo molte indagini su alcuni crimini commessi proprio dagli Aurornel periodo della guerra.

E io potrei davvero fare qualcosa.

Solo questo ha sepolto, dopo decenni, la vocedellAuror dentro di me, soppiantandola con la consapevolezza che non fosserocos puri ed innocenti come sempre ho pensato. Io non sarei sicuramentediventata unAuror anche se avessi potuto, qualora avessi saputo una cosa delgenere. In questo sono decisamente meno elastica di Ron ed Harry, che hannosempre pensato che io sola potessi creare problemi. Mi hanno sempre apostrofatoin modo sarcastico, quando ne parliamo, dicendomi che sono troppo pronta acredere che il mondo sia bianco e nero e che un minimo dubbio mi avrebbe fattouscire dai giochi.

Ho dato loro persino ragione, hanno decisamentepi pelo sullo stomaco di me.

Ma ci sono voluti pi di quindici anni a darmila pace. E, spesso, il prezzo del sacrificio che ho fatto per Ron mi sempresembrato troppo caro.

Lo di pi specie quando comprendo che lavoroin un ufficio di idioti.

E, stamattina, nervosa come sono, non ho granchpicchi di positivit per ricacciare indietro i pensieri negativi, n tantomenoriflessioni eziologiche su me stessa che mi facciano sentire contenta di esseredove sono. Stamattina, stancamente mi limito a respirare piano nella miasciarpa grigia, illudendomi di calmarmi.

La stoffa spessa mi restituisce, ancora, quelquieto odore di pioggia. quello che mi rende fredda anche quando vedostazionare nel corridoio che porta al mio ufficio i due peggiori esponentidella razza di incapaci che sono costretta a frequentare in questoDipartimento: mi si imperla gi la fronte di sudore freddo, considerando chenon ho vie di fuga e che sar costretta a passargli davanti, intrattenendopersino qualche amabile chiacchiera che mi coster una mutilazione diintelligenza ed autocontrollo. Uno dei due avventori una ragazza piuttostogiovane, alta, decisamente carina: pelle bianca, un sorriso accattivante eseducente, occhi azzurri dal particolare taglio allungato, una cascata difluenti capelli ondulati biondo platino, abbigliamento da turista in vacanzaestiva, visto che indossa una camicia azzurra senza maniche abbondantementeaperta sul seno, e un paio di shorts molto corti. Sospiro, ha una spallamollemente poggiata sullo stipite di una porta e sussurra suadente neiconfronti delluomo che ha di fronte, mentre porta alle labbra un bicchiere dicarta.

Uno direbbe che, come minimo, per taleatteggiamento rilassato, si debba trattare quantomeno di una dirigente o di unimpiegata capace e di lungo corso.

Sbaglierebbe in entrambi i casi: la procaceragazzetta altri non che la mia pessima segretaria, Leda Pole, alle miestrette dipendenze da un infernale anno.

Non lho assunta, n cercata personalmente: nonpotrei riunire tanta sconsideratezza in una sola discutibile scelta nemmenomettendomi dimpegno, dato che Leda incarna praticamente tutto ci che detestonelle donne. Partiamo dal suo abbigliamento e dal fatto che sia tremendamentefrivola, oscena, oca, sempre impegnata a fare colpo su qualche componente dellarazza maschile, specie se costui possa esibire un portafoglio gonfio, pocoimporta se sia celibe o sposato, single o vedovo, padre o nonno. Ledapuntualmente strizzer il seno in un bustier minuscolo, esibir un sorriso vorace da mangiatrice di uomini, sbatter leciglia gravate dal mascara e si dar al flirt selvaggio. Sembra sempre viveresotto il dogma de il mare pieno di pesci, nel dubbio cala quanti piami possibili, indifferente a chi abbocchi.

Questo, per, in fondo un fatto solamente suo.Del resto non mai sembrata interessata a mio marito, anzi quando lo incrociane sembra persino infastidita, cosa che non pu far altro che allietarmi.

E certo, caratterialmente, abbastanzapermalosa, vanesia, viziata ed umorale, ma, ancora, ci devo lavorare assieme,non diventare amica del cuore.

Il problema , appunto, lavorare assieme a Leda.Perch unincapace, superficiale, smemorata, e non dico eresie se ammettocandidamente che il mio lavoro triplicato da quando c lei. Devo semprecorrere ai ripari per le sue dimenticanze, perch pu darsi che non mi riferiscadi importanti incontri ed appuntamenti. In compenso, tiene a mente benissimofatti intimi e personali come se fosse Pico della Mirandola: capace persinodi tenere nota mentale di ogni mio litigio con Ron, di ogni mia sfuriata conGinny, di ogni incomprensione con i miei figli e finanche del mio ciclomestruale. Quindi, insomma, se ci mettesse impegno, potrebbe anche tenere intesta due nomi in croce, seguiti da qualche orario. E, se a ci ci aggiungiamoche abbastanza inaffidabile, quindi pu sparire senza nessun margine dipreavviso per giorni e senza che nessuno sappia dove sia e quando torner,abbiamo raggiunto lapoteosi.

Ora naturale che uno si chieda perch lavoricon me. Semplicemente, un altro di quegli enormi compromessi che devo farecon me stessa ogni giorno lavorando qui.

A furia di gettare ami, circa due anni fa, Ledaottenne davvero un buon partito: non so chi sia, ma chiacchiere di corridoioparlano di un uomo molto ricco, con una posizione ammirevole, di buonafamiglia, naturalmente sposato con figli. Leda si innamor istantaneamente delsuddetto personaggio, perch sembra anche che, caso pi unico che raro, ilfacoltoso tipo fosse anche giovane e decisamente affascinante. Questacombinazione fece s che la mia futura segretaria cadesse ai piedi delluomocome una pera cotta, sperando persino di essere impalmata un giorno. Ma ilfedifrago non la pensava affatto cos e, dopo qualche intenso mese difrequentazione, la scaric. La delusione cocente della ragazza fu tale che minaccidi mettere a soqquadro lintero mondo magico e la reputazione della famigliadelluomo spiattellando tutta la storia, a meno che non avesse ricevuto unacontropartita soddisfacente per la sua delusione amorosa.

Le fu dato credito perch i Pole fanno partecomunque di un ramo cadetto della famiglia Nott, quindi poteva essereragionevolmente creduta ed alzare anche il tiro delle sue pretese, paventandopersino la possibilit fasulla che fosse incinta.

Il suo devastante mal damore fu risarcito conuna somma di denaro che onestamente non rammento e nemmeno mi interessa, e neldiritto di poter trattenere una serie di ninnoli e regali dei tempi delcorteggiamento, tra cui un vistoso anello di opale da cui lei non si separamai. In aggiunta, ottenne di poter essere sistemata professionalmente alMinistero, dopo il fallimento delle sue velleit da cantante.

Il caso vuole che, in quel momento, io stessiappunto cercando un collaboratore. Sfortuna vuole che tutti sapessero quanto iosia discreta e disponibile, pronta anche a crocifiggermi per adempiere il miolavoro. Se poi lei, furbescamente, mi fu di primo acchito dipinta come unapovera vittima delle circostanze, sedotta ed abbandonata da un beceromaschilista che si era approfittato della sua ingenuit da ragazzinainnamorata potete capire come laccolsi a braccia aperte. Accettai di buongrado la sua lunaticit il primo mese, perdonai le sue sfuriate e le suedistrazioni, fui accondiscendente con le sue assenze e moine. Avevo persino inprogramma di salvarla e riabilitarla dalla lettera scarlatta che il Mondomagico le aveva dipinto in fronte, convinta che non fosse colpa sua.

Ci misi due mesi, per, a comprendere che quelruolo le piaceva parecchio, che se lera scelto, che non cera alcun errore diconsiderazione e nessuna malevola chiacchiera infondata alle sue spalle. E che,soprattutto, sarebbe stata un peso nel mio lavoro. Ormai, per, me la dovevopiangere nel mio ufficio, dato che era virtualmente insostituibile eragionevolmente irremovibile, senza che rischiassi io stessa il posto.Allinizio non me ne interessava, tornavo a casa cos nervosa ed arrabbiata dasfogarmi ripetutamente con Ron mentre cucinavo la cena. Arrivai al punto discrivere una lunga lettera di dimissioni, minacciando di andarmene se non me latoglievano dalle scatole. Ma poi Ron mi fece ragionare, parl di quanto ci erautile il mio stipendio, di come Rose fosse vicina ad andare ad Hogwarts contutte le sue spese e di quanto necessitassimo di stabilit. E quindi quel portapazienza per un mese o due, alla fine diventato sopportala e basta.Fai il suo lavoro. E mastica amaro mattina e sera, allevandoti un tumore che tiuccider a cinquantanni scarsi.

Leda, presa singolarmente, relativamenteinnocua: fastidiosa come una puntura di zanzara, ma alla fine basta che non cipensi. Diventa una specie di ulcera perforante, unita ad un ustione di quintogrado e ad una collisione del mignolo del piede contro uno spigolo, quando incompagnia di un uomo. E non di un uomo qualunque ma del mio odiosodirimpettaio lavorativo, Dean Thomas.

infatti lui che, adesso, sta parlando conLeda, sebbene non credo che il verbo parlare sia adatto al loro palese flirtaree lanciarsi occhiatine provocanti. Non a caso, al momento, Leda continua a passarsilanguida la lingua sulle labbra, ignara della mia presenza, come se fossemaniacalmente attenta alla pulizia della sua bocca dopo aver bevuto il caff, eDean praticamente pende da esse come se fosse la Sibilla Cumana. Sospiro connervosismo, come aspettare di essere travolti da un disastro ferroviario,misto ad un incidente aereo e ad un terremoto di 9 gradi sulla scala Richter.

Sono il quadretto pi classico che esista almondo di pateticit e perversione: ho gi abbondantemente chiarito di che razzasia fatta Leda Pole, una che si innamora dei codici IBAN degli uomini. Se peril conto corrente della persona in questione rasenta lo zero assoluto, dobbiamoper forza parlare di un altro personaggio sui generis.

Dean Thomas infatti un idiota . Senzamezze misure.

Ne avevo pallidi sospetti ad Hogwarts, ma sonosempre stata fiduciosa sulla ripresa neurale delle sue sinapsi. Era un ragazzoimmaturo e superficiale, con una pericolosa attitudine alla menzogna gratuita,ma in fondo buono, onesto, innocente. Se avesse trovato compagnie giuste,nonch una donna che gli insegnasse che poteva anche non essere spaccone peressere scelto, sarebbe diventato sicuramente il migliore degli uomini. Avevabisogno di una sorta di sfida vinta alla lotteria del destino, di ingranare ilcolpo di coda del gioco di carte della vita, perch poi tutto filasse da s.

Invece se il teorema insegna che, nella vitadegli uomini, saranno fondamentali le donne che andr incontrando ed amando, sicomprende che, essendo capitata a Dean Thomas invece Lavanda Brown , la conquista pi facile ed oca della storia delmondo, inevitabilmente tutto sarebbe andato a scatafascio. Iniziarono unarelazione per caso allindomani della mia con Ron che spezz il cuore di quellavanesia gallina. Dean era libero, carino, disponibile: non sono cieca, persinoadesso un bel vedere. Non era nemmeno esageratamente impegnativo, e Lavandadovette pensare che fosse un bel ripiego.

Fecero tira e molla per parecchi anniripagandosi i tradimenti con gli interessi, finch si arresero alla fine diquel gioco quando Lavanda scopr di essere incinta e dovettero sposarsi infretta e furia.

Ebbero un figlio, Gabriel, e per alcuni annifurono il ritratto dellinsipida vita coniugale, tutti concentrati sul loro piccolotesoro che intanto cresceva in arroganza e presunzione.

Poi, appena Gabriel fu sbolognato al nido,ripresero le loro antiche abitudini, peggiorate dalla convivenza forzata edallesistenza del unigenito che comunque li costringeva a restare assieme. Hannopreso stranamente ad assomigliarsi anche nellaspetto: sono sempreabbronzantissimi anche a dicembre, con la manicure fatta, i capelli ossigenatie le rughe che spiccano sulla pelle scura attorno agli occhi. Credo che Deanabbia anche adottato lo stesso tono di voce della moglie, acuto e stridulo.

Sono una specie di barzelletta triste del nostromondo: ci sono giri di scommesse su quanto dureranno, su quando il loro figlioli ammazzer nel sonno, su chi sar la prossima preda del loro continuo tradirsia vicenda. Questultimo giro scommesse, per, fermo da mesi riguardo a Dean.Perch lui ormai il giocattolo sessuale ufficiale di Leda Pole.

stata lei a confessarmelo candidamente unpomeriggio destate. Ovviamente non lo ama, ed ovviamente non pensa che cipossa essere un futuro qualunque tra loro, visto che Dean ha una semplice pagada impiegato, un figlio a carico ed un destino bloccato in questo Dipartimento,dopo che anni fa rifiut una promozione del suo vecchio Dipartimento allaCooperazione internazionale che lo avrebbe per portato a Parigi, lontano dallamoglie gravida. Chiaro che questo scenario non possa far fremere nulla di Leda.Ma un belluomo, scopa da Dio! Ha questo vizio di non smettere diguardarmi negli occhi quando viene dentro di me! E a me viene da ridere! Luisorride un po, pare pure triste, volta il capo e se ne va , mi hariferito zelante e non richiesta Leda .

stata quella confidenza non voluta, a cui horisposto con un commento acido che mi ha tolto Leda di torno per una settimana,a farmi stringere il cuore.

Non ho mai provato pena o compassione per DeanThomas, figuriamoci. Non ne proverei mai per uno che volontariamente non solosi sposa con Lavanda, ma se la fa con Leda.

Per quel particolare, quel suo modo di guardarenegli occhi questa sciocca ragazzina qualunque, come se cercasse qualcosa malei fosse troppo sorda e cieca per capirlo mi ha illuminato su quanto debbasentirsi perso e perduto dietro quellaspetto solare da playboy impenitente.Suo figlio non una consolazione: un quindicenne maleducato e distante, chelo appella nelle maniere peggiori possibili tra cui vince decisamente la parolacoglione. Dean, per, pi sta male e pi sorride. Magari in modo pi stanco,ma questo fa.

E dice solo: Sarebbe stato meglio avere anche tre figlie femmine, io con le femmine ci so fare decisamente meglio!. Leda aquelle parole scoppia a ridere civetta, sporgendosi in avanti con il busto asottolineare che con lei, effettivamente, ci sa fare. Dean ancora sorride, maha uno spasmo allangolo della bocca che somiglia ad un rantolo trattenuto.

E io penso davvero che qualsiasi vita sarebbestata migliore di questa.

Una volta qualche mese fa, il 21 giugno, lobeccai che piangeva. Mi disse che era il compleanno di Gabriel, che eracommosso dal tempo che passava, che suo figlio era diventato un uomo e che perquesto non voleva passare la festivit con lui, andando a pescare. Finsi dicredergli, feci una battuta su Rose che ormai non voleva pi la babysitter.

Dentro di me, pensai al dramma di un uomo percui il compleanno del figlio il giorno peggiore della sua vita.

Quello dove ha legato il suo destino a questopagliaccio da gossip che interpreta, e non stato in grado di liberarsene pi.

Giunta in prossimit del triangolo delle Bermuda(ed anche di qualche altro pezzo di intimo) tra la squinzia e il toy boy,accenno ad un cenno del capo che funga da saluto ma non mi risucchi nelle lorochiacchiere porno soft. Sono convinta di essere sgusciata indenne, quando Leda convoce zuccherosa mi richiama indietro: Capo! Ho un messaggio da consegnarle!.

Mi volto sorpresa dalla sua efficienza, dato chesar tipo il secondo messaggio che riesce a riferirmi in un anno. Ed il primo giunto a destinazione solo perch era di Blaise Zabini, un altro dei suoitarget annunciati. Con un sorriso svenevole che causa un altro rantolo in Dean,mi porge un biglietto dalla tasca del top che porta, quindi praticamente incorrispondenza del seno sinistro.

Disgustata e comprendendo che se n ricordatasolo in virt del suo utilizzo come rituale di accoppiamento, afferro ilbiglietto con due dita ringraziandola a denti stretti, mentre dico caustica:Leda, sei sempre la mia salvezza in ogni circostanza. Un toccasana peril mio sistema nervoso. Limbecille ovviamente non capisce lantifona esorride ancora zuccherosa, mentre Dean annuisce entusiasta, lo sguardo ancorasul punto da cui la mia solerte segretaria ha estratto il messaggio.

Dean sei cianotico commento piccata,guardandolo storto mentre rientro nel mio ufficio Forse meglio che chiamiLavanda e ti faccia venire a prendere. Punto sul vivo, si affretta anche luia rientrare nel suo ufficio, lasciando Leda da sola che mette su un broncio dabambina scontenta.

Cara rimarco al suo indirizzo, sapendoquanto detesti lappellativo perch ritiene che la invecchi Potresti portarmila pratica del caso Latimore ? Dovrebbe essereallArchivio N4, quindi dallaltra parte del Ministero e dovetendenzialmente c una coda di unora e mezzo, cos possa dimenticarmi cheesisti.

Contrariata, Leda costretta ad accettare e siincammina a grandi passi sui tacchi traballanti.

Finalmente posso entrare in ufficio e chiudermila porta alle spalle con un enorme sospiro. Guardo con un sorriso lalbero diNatale spelacchiato che Hugo ha insistito perch facessi in ufficio, agitandola bacchetta perch si accenda di oro e rosso. Mi siedo alla scrivaniaspostando una serie di scartoffie che Leda avrebbe dovuto sistemare nelloschedario, cosa che mi costringe ad un nuovo sbuffo di fastidio, e finalmenteapro il messaggio. di Ginny e recita solo poche parole: Riunione Weasleystasera alla Tana. Dramma in arrivo. Non mancare. G..

Rassicurante al punto giusto, devo dire.

Cos che io abbia davvero voglia di tornare acasa, bramando di trovarmi di nuovo nel mezzo di una crisi dai capelli rossi.

Guardo le pratiche sulla mia scrivania,decidendo che proprio oggi avr misteriosamente un carico di lavoro taleda trattenermi qui fino alle 21 passate.

Ginny ha usato lespressione riunione Weasley,perch in fondo questo quello che siamo. Tutti.

Weasley .

Persino Harry, che ha il cognome pi importantedel mondo magico. Persino lui che un uomo e, in una logica prettamentemaschilista ed antiquata, dovrebbe trasmettere il proprio cognome a sua moglie.

un Weasley anche lui e stiamo sempre parlandodellunico genero che Molly ed Arthur Weasley avranno mai. Una specie di razzain via destinzione.

Figuriamoci se non lo siamo, a maggior ragione,io, Fleur, Angelina, Audrey e persino Cora, leterna fidanzata mai del tuttoufficiale di Charlie.

Abbiamo dismesso cognomi ed identit, nelmomento in cui abbiamo messo le fedi al dito.

Esagero, lo so.

In parte influenza il fatto che sono le otto disera e, dopo un gufo particolarmente minaccioso di Ron, ho dovuto mollarelufficio perch lo raggiungessi immediatamente a casa dei suoi genitori. Unpo influisce che io abbia al momento le caviglie gonfie e i piedi dolorantidopo che sono stata in piedi per unora, intrattenuta nei convenevoli conlambasciatore neozelandese, e che quindi il mio solo desiderio sarebbe tornarea casa, farmi un bagno ed andare a letto. Sicuramente, il disagio aumentatodalla nausea, risorta improvvida dopo il mio pranzo, quando mi saltato inmente di prendere un pezzo di torta alle carote e mandorle. Quindi ammetto che,al momento, potrei non essere molto razionale.

Questo in condizioni normali dovrebbe spingermiautomaticamente ad allontanarmi da qualsiasi forma di iterazione umana perpaura di far danni, ma naturalmente non sono stata messa nelle condizioni dirintanarmi nel mio buco di solitudine e misantropia.

Sollevo lo sguardo annebbiato dalla stanchezzaverso le finestre della casa, che si staglia come una grande ombra scura nelcentro esatto della valle silente: giunge dallinterno il tramestio comune dipi di venti paia di passi, accompagnato da unaccozzaglia di voci tra le pidiverse, condito dallodore di arrosto alle cipolle selvatiche di Molly checostringe il mio stomaco ad un ulteriore capriola di fastidio. Sospirolungamente cercando di ricacciare indietro la nausea, preoccupata di doveranche subire un terzo grado da chioccia da parte di qualcuno allinterno, poi,illuminata, decido di sedermi qualche secondo sui gradini dellingresso,nascosta dalla siepe di buganvillea, godendo del freddo pungente della sera. Lamia innocua giustificazione mentale che, spero, laria fresca possarestituirmi il benessere e un po di energia. La mia vera reale preoccupazione di ritardare quanto pi possibile lincontro con il dramma in corso,che realisticamente si riveler essere solo una divergenze di vedute sul mendi Natale tra le solite ventinove portate e il tentativo di Molly di aggiungereanche il pasticcio di rognone, ostracizzato come da tradizione.

Appoggio la testa contro la siepe ritrovandomiad occhi chiusi, le labbra strette.

Ho sempre adorato i Weasley, tutti, dal primoallultimo. Ho sempre adorato il caos che si respira a casa loro, ho sempreadorato di non sentirsi mai davvero soli. Mi sono innamorata, prima che di Ron,di quel rumore di fondo delle stanze che erano voci e sedie accostate,bicchieri che si toccano e mani che si sfiorano, e che non somigliava affattoal silenzio bianco della mia casa da bambina.

Sono figlia unica, sono unigenita figlia di dueunigeniti genitori: esclusi loro, escluse qualche sporadica amichetta del corsodi pianoforte, sono sempre stata una bimba solitaria e strana, con il nasosempre affossato nei libri, gli occhi sempre incuriositi dai movimentiinfantili degli altri e dai loro giochi, ma con la posa ritta e severa diunadulta che gi si escludeva e faceva ombra a s stessa.

Fino ad Hogwarts.

Fino ai Weasley, appunto.

Sono diventata una figlia ed una sorella con unavelocit che mi ha sempre sorpreso e che non poteva essere imputata a me,sempre chiusa e bacchettona. Ma a loro, alla loro franchezza, al loro calore,alla loro gioia di accogliere qualcuno nel loro tiepido guscio. Io ed Harry cisiamo trovati seduti ad un tavolo, circondati da teste rosse, dalloggi aldomani: mangiavamo porridge caldo su una tovaglia ascacchi e ci sentivamo a casa, lorfano e lunigenita. Avevamo regali dascartare che, pure se di fattura scadente, erano di enorme cuore e sostanza diamore. E tutto sembrava solo una meraviglia dolce di affetto, piombataciaddosso come risarcimento di due infanzie solitarie. Certo, la mia non minimamente paragonabile a quella di Harry con quegli zii infernali che aveva,ma insomma ci siamo capiti.

un segreto ostile come un serpente, ma fino anon molto tempo fa, a mio modo, li consideravo quasi come la mia vera famiglia.Lo ammetto. Influiva decisamente che il mio albero genealogico contava pochi esparuti membri che conoscevo poco e che erano tutti babbani fino al midollo: miavevano sempre fatto sentire diversa, strana, anormale. Ne avevano ragione, maovvio che ora che ne avessi una giustificazione mentale e fisica, avessi ancorameno interesse a frequentarli se allantica umiliazione ed inadeguatezza siaggiungeva anche un corposo senso di rivalsa.

Il mio posto era un altro, la mia vita eraunaltra: loro manco sapevano che cera stata una guerra e quanta gente eramorta, per salvare anche loro. Avevo persino avuto una sorta di blocco emotivo perun paio di settimane al termine del conflitto quando avevo recuperato i mieigenitori dallAustralia, per lo stesso motivo. Mi seccava dover spiegare checosa era accaduto, in fondo ritenevo che non avrebbero capito, specie nellamora ancora fresca della perdita di Fred e in quel miasma di dolore chesembrava unire tutti i Weasley, me ed Harry, ed escludere automaticamente tuttoil resto del mondo.

Quando tutto torn alla normalit, per molto lecose non cambiarono: anzi, il mio nuovo status di fidanzata di Ron mirese ancora pi parte integrante del clan, ora senza pi alcun genere di scusa.I miei stessi genitori furono trascinati nel vortice della vita alla Tana,perch era ovvio che la legge dei numeri prevedesse automaticamente che dueindividui potessero spostarsi tranquillamente, meno venti e passa.

Ogni Natale, ogni festa qualunque, lho semprefesteggiata qui dai tempi del fidanzamento fino a quelli del matrimonio. Amaggior ragione, quando sono nati Rose ed Hugo.

Ed andava bene, sul serio. Sono sempre statafelice. Contenta. In pace.

A godermi confusione e chiasso, a bearmi dellechiacchiere e dei piccoli motteggi di mia suocera, a preoccuparmi bonariamentedi mio suocero, a controllare che i miei figli non si mettessero nei guai con iloro cugini. Mi sono sempre sentita benedetta e rassicurata che non vivessi inuna fittizia vita di plastilina dalla pecca, tutto sommato normale etrascurabile che, escludendo Ginny, non ho mai avuto grandi rapporti con le miecognate. Fleur di fondo non mi mai piaciuta, troppo vanitosa e bella per nonmettermi a disagio con i miei capelli sempre in disordine e le unghiemangiucchiate. Angelina, la moglie di George, unautoritaria allenatrice diQuidditch a suo modo anche simpatica, ma con cui ho ben pochi argomenti diconversazione in comune. Audrey, la moglie di Percy, abbastanza nevrastenicae perfezionista, non penso di averla mia beccata da sola in un momento che nonfosse la preoccupazione per lo stato dei vestiti delle sue figlie, o per lapresenza o meno di grassi insaturi nelle salsicce di fegato.

Cora, invece, un caso a parte.

Ha tipo quarantanni, ma ne dimostra la met:bellissima, con un corpo da favola e lunghi capelli corvini. Una modella,praticamente, ma che ha anche il pregio di essere colta e simpatica. Ma unameteora. Lei e Charlie girano il mondo curando i draghi, non si fermano maitroppo a lungo nello stesso posto, non pensano minimamente n di sposarsi enemmeno di avere figli.

Mi piace molto forse proprio perch il mioopposto ma la vedo troppo poco per legare con lei.

Per, tutto questo non mai stato un problema:vado daccordo con Molly, con Ginny. Ho mia madre. Insomma, non ambisco allaperfezione.

Poi qualcosa cambiato. Dalla morte di miopadre.

Arriv Natale, mia madre ormai viveva da sola aFavignana in Sicilia. Volevo passare le feste da lei, non volevo costringerla aspostarsi, non volevo nemmeno che affrontasse lInghilterra e tutti i suoiricordi. Volevo anche che i miei figli conoscessero quel lato di me, quellacasa che sapeva di arancia e limone, quella lontana origine che avevo solofinto di dimenticare e che ora mi richiamava a s come il mare di unaconchiglia. Solo un anno , dissi convinta a Ron quasi supplicando, dammisolo un anno . Sapevo di chiedere molto, lui adora il Natale a casa, suamadre non ci avrebbe perdonati facilmente. Ma pensavo davvero che capissero.

Ebbene, non capirono. Per nulla.

Ron mise un broncio da bambino di cinque anniche gli dur settimane: preparava i bagagli con malagrazia, accatastando cosecon malavoglia e guardando con desiderio Harry mentre rientrava a casa caricodi pacchetti. Formalmente diceva: Andiamo, tranquilla, non ti preoccupare chesaranno due settimane da babbano? ed intanto nellappunto finale, ci mettevaabbastanza sarcasmo da darmi il voltastomaco. Non parliamo nemmeno poi del veroed autentico ostruzionismo che mi fecero Rose ed Hugo: naturalmente allaprospettiva del pi normale dei Natali, senza i tiri vispi Weasley adinventarsi corolle di luce porpora, senza alcun cuginetto con cui giocare esenza nemmeno il caos tipico delle nostre feste, montarono beghe e noieassurde. Favignana, del resto, non aveva grandi attrattive dinverno con cuipoterli allettare. Riuscii a resistere abbastanza bene al fuoco incrociato dimio marito e dei miei figli, ignorando il primo e mollando ceffoni ai secondiquando si permisero insolenti di dire anche che ci rifiutiamo di andare danonna Eleanor perch pizzosa!.

Capitolai, per, durante il pranzo domenicaledel quindici dicembre, due giorni prima di partire. Tra i miei cognati cheorganizzavano le festivit, spingendo allinvidia Ron e i bambini checontinuavano a guardarmi storto, e i miei suoceri che oscillavano tra nonsar la stessa cosa senza di voi e daltronde avrebbe avuto pi sensoche si fosse spostata solo Eleanor! Sarebbe stata anche in compagnia! Sidivertirebbe di pi, conditi da sguardi lacrimevoli e stucchevolicomplimenti alla la famiglia sempre la famiglia! semplicemente nonce la feci pi e dichiarai bandiera bianca su tutta la linea, stremata.

Restammo a Londra, i miei figli si divertironocome pazzi, Ron pot vedere la finale di Quidditch con i suoi fratelli, miamadre prenot un volo economico allultimo minuto, ed io

spaccai una decina di piatti in predaallisteria da sola nella cucina di casa mia, prima di raggiungere gli altrialla Tana.

una delle cose pi irrazionali che abbia maifatto: scientemente ho passato unora dorologio a spaccare piatti, rimetterliassieme con la bacchetta e poi a frantumarli daccapo in modo sempre pifantasioso.

Non una bacchetta, per, che ripara le crepeche ti si aprono dentro. Mai. Al massimo ci metti gesso e stucco, ma il difetto nellintelaiatura, sta sempre l. Mettici una pietanza pi calda e si venerdaccapo.

In Italia ci siamo andati poi a Pasqua, i mieifigli si sono divertiti un mondo giocando a mare sulla spiaggia, mia madre hamostrato le ristrutturazioni fatte alla casa di mia nonna, Ron ha mangiatochili di pasticcini con la marmellata darance tutto bellissimo. Certo.

In realt, non andato pi niente a posto daallora per me nella famiglia di mio marito. Improvvisamente piccole cose che mierano sempre passate innocue sotto il naso, sono diventati elefanti da salottoche nascondevano la luce del sole. Esattamente come la prossimit di Harry eGinny come vicini di casa.

Il senso profondo della condivisione, ora, miinfastidiva: cerano cose che avevano il dovere di restare mie e di mio marito,e non essere lavate nel caldaio Weasley magari anche con sufficienza. Lacontinua mancanza di privacy adesso mi irritava perch scoprivo di nuovo la miadimensione pi introversa che necessitava e bramava come ossigeno domeniche acasa, festivit solitarie o semplici pomeriggi dove assentarmi senza alcunaspiegazione. Lappartenenza che, improvvisamente, faceva scomparire famigliedorigine o conoscenze esterne, delineandoti a pieno un membro del clan, davas supporto e sostegno, ma schiacciava anche senza respiro. E, se per me nonera eccessivamente fastidioso, non potevo tollerare che i miei figliconsiderassero amici solo quelli che, a conti fatti, erano sempre i lorocugini.

Cera altro l fuori.

Dopo quello, ovviamente, tutti i piccoli egrandi difetti sono sorti come funghi, infastidendomi come non mai. Leccessivapremura da mamma apprensiva di Molly, linconsistenza vaga dei pensieri diArthur, liper-precisione pedante di Percy e Audrey, la sfrontata spacconagginedi George e Angelina, la superficialit vanesia di Fleur.

Intendiamoci: li adoro. Li amo sempre. Sono lamia famiglia.

Ma necessito di pace, calma, tregua. Pi spessodi quanto riesca ad ottenerla.

Ci mi fa sentire ingiusta e sbagliata al puntoche, solo perch pianifico di andare da sola in Italia per lEpifania a trovaremia madre, mi risale la nausea. Solo pensare alla veranda della sua villetta,con la luce afosa dellestate e lodore di limoni mentre sono intenta ascrivere qualcosa, mi fa sentire male. E non dovrei sentirmi cos. Dovrebbeessere un pensiero bello prendermi del tempo solo per me, come donna, da sola.Ed invece, ormai, sono un punto indistinto in una trama color rosso ed oro.

Probabilmente la stanchezza esacerba tutto unpo, penso con calma respirando il vento che sa di muschio e fresia, e probabilmenteil dramma annunciato sar solo una sciocchezza da un paio di ore massimo.

Un paio di ore lontana dal mio copriletto caldo, dal mio libro rimasto alleultime trenta pagine, dalla mia camomilla con miele e limone.

Sospiro languidamente, prima mi do una mossa emeglio . Mi alzo sferzata da unondata di coraggio, ergendomi dritta in tuttala mia modesta altezza, inarcando in avanti la schiena e spingendo in fuori ilbusto. Salgo a due a due i gradini del portico, per poi fermarmi davanti allaporta a vetri da cui giunge un bagliore aranciato e voci soffuse ma concitate.Incasso di riflesso il collo nelle spalle, nascondendo la bocca nella miasciarpa grigia che ormai si impregnata dellodore di pioggia, sembra checi sia nata apposta con questo odore addosso, poi, rapida, sfruttandolultimo anelito di masochismo rimasto, abbasso la maniglia con decisioneentrando.

Le voci, che allesterno sembravano tuttosommato sopportabili, mi rintronano una volta allinterno per il contraccolporispetto al silenzio, assieme allondata di calore data dalla differenza ditemperatura. Con nervosismo, quindi, mi levo velocemente il cappotto mollandolosu una poltrona assieme al cappello.

La sciarpa, no. Quella non riesco a togliermeladi dosso. Mi d la rassicurante sensazione di potermici nascondere dentro.

Seguo la direzione delle voci, giungendo infinein salotto. Le voci cessano allimprovviso, anche se sarebbe pi corretto direche sono le urla a smettere di colpo non appena tutti avvertono la miapresenza. Guardo tutti interrogativamente, la posa gi alla Granger scolpitanella mia espressione e nelle movenze del mio corpo: ho gi inarcatoinavvertitamente un sopracciglio, ho gi messo le mani sui fianchi e ho gigonfiato le guance in un moto da pesce palla in posizione da combattimento.Tutti, daltro canto, mi guardano con un frammisto senso di terrore, di calma edi immediata remissione di ogni problema sulle mie fiacche spalle. Ed questoche aggiunge alla mia postura un tic nervoso al piede sinistro che prende atamburellare sul pavimento, in attesa.

Dato che nessuno si ostina a parlare, getto unosguardo nervoso alla stanza intera mettendo a fuoco nella vista tremolante distanchezza tutti i presenti. In piedi, poggiato al davanzale della finestra,c Harry che si pulisce gli occhiali con un lembo del maglione rosso cheindossa: lui mi sembra quello pi calmo, pi pacifico. E ci mi rassicura sulfatto che, in fondo, non sia successo niente di cos grave. Mi restituisce unosguardo appannato a cui rispondo con un fremito dellangolo destro della boccaa dimostrazione di quanto mi consideri ben pi esausta di lui, almeno tu seigi in ferie.

Poco pi in l Ginny seduta scompostamente suuna poltrona, le gambe piegate su un bracciolo, mentre mangiucchia dei cubettidi formaggio con estrema nonchalance, come se fosse perfettamente a suo agio enon ci fosse nulla di cui preoccuparsi. Si limita semplicemente ad un cennofrettoloso del capo in mia direzione per poi riprendere a mangiare con tuttacalma, un piede che dondola.

Comprendendo agevolmente che il problema nonsiano i coniugi Potter, cerco naturalmente Ron nella stanza, sperando cheallora il problema non sia nostro: lo trovo in piedi a poca distanza da me,visibilmente pi agitato di Harry e Ginny, ma ben pi calmo di quanto sarebbese ci fosse un qualcosa di grave su me, lui o i bambini. Ha solo le orecchie unpo pi rosse del solito, i capelli pi scompigliati e credo che non si siaaccorto di aver messo il pullover al contrario, dato che intravedo letichetta.In cinque passi copre la distanza tra me e lui, mi guarda lievementeimbronciato forse per il mio ritardo e si limita a toccarmi linterno del polsonel vago tentativo di rassicurarmi.

Il solo effetto che riesce ad ottenere che lemie spalle si affloscino come se fossi un mollusco privo di sostegno: continuoostinatamente a non capire che cosa stia succedendo e soprattutto lurgenzadella convocazione. Guardo quindi Ron in attesa sperando che si spieghi, ma luisi limita ad un sospiro e ad un cenno meccanico del caso come se miindicasse in silenzio la fontedellenorme dramma in corso. Seguo la direzione del suo cenno fino al divano,dove probabilmente ci sono i primi attori della tragedia in atto. Sul sof rosastinto al centro del salotto, sono seduti i miei suoceri in atteggiamento benpoco rassicurante: se Molly infatti cianotica, con i capelli grigio polverescomposti e spettinati, abbandonata mollemente allindietro con la nucapoggiata sullo schienale, Arthur non mi pare in stato migliore. Pallido,emaciato, con una tragicomica o a spalancargli la bocca mentre guarda nelvuoto, completamente ignorato dalla seppur amorevole moglie che intenta asventagliarsi con un fazzoletto scozzese, mentre borbotta frasi sconnesse. guardando in giro per la stanza alla ricerca di spiegazioni che, finalmente,intravedo un capannello di persone che non ho notato per stanchezza, o perchpi realisticamente erano quasi seppelliti e nascosti nellintercapedine tra iltavolo e la credenza. Non sono naturalmente sconosciuti, ma era difficilericonoscerli in questi panni dimessi e spaventati.

Insomma non credo che esista nemmeno una parolacorretta per definire questi esserini informi, accartocciati su s stessi comevermetti contorcenti e che solitamente hanno risposto al nome dei miei cognatiBill, Fleur, George e Angelina. Sono tutti abbastanza verdi in viso e, dalleloro facce e dal modo che hanno di saettare lo sguardo in direzione del divano,riconosco abilmente che la loro espressione quella tipica da scontro conMolly Weasley: una battaglia gi persa in partenza . Dietro di loro,finalmente, mi accorgo di due presenze familiari ma assolutamente inconsuete,tanto che devo strizzare gli occhi un paio di volte per distinguerli bene. Imiei nipoti, Victorie e Teddy.

Li guardo senza ben capire, Victorie dovrebbeessere a scuola e Teddy non lo vedo da qualche mese, dato che ha iniziato afrequentare una scuola nel nord della Francia. E, a meno che non abbia capitomale, i corsi finivano il venti dicembre, non adesso.

Oltre per alla loro tangibile presenza, ancheil loro aspetto che mi meraviglia un po, facendomi infine capire che devonoessere loro nellocchio del ciclone Weasley.

Si tengono per mano, ma ci naturalmente non misorprende: sappiamo tutti che stanno assieme. Teddy del resto, sin da bambino, sempre stato una sorta di Weasley acquisito. Ha praticamente vissuto a casadi Harry da quando era in fasce, diventando praticamente un fratello per James,Albus e Lily. E naturalmente un grande amico per i miei figli e i loro cugini.Con Victorie cera sempre stato un rapporto speciale ed alla fine sonodiventati una coppia. Gioia e giubilo in casa: era come avere una sorta ditimbro ancora pi reale dellappartenenza del piccolo Lupin alla famiglia.

Alle loro spalle cerano state tutte le piampie congetture su come e quando si sarebbero sposati, cosa spesso interrottada Fleur che diceva che Vic doveva finire la scuola e poi pensare al resto. Fula sola volta che, stizzita dal comportamento vergognoso degli altri, le diediragione su tutta la linea. Del resto, Teddy ha deciso di andare appunto avivere per quattro anni a Brest, in Bretagna, dove si trova una scuola moltoprestigiosa specializzata nel disegno di scope da corsa. una scuola moltocostosa che Teddy si potuto permettere solo perch, sciaguratamente un annofa, venuta a mancare sua nonna Andromeda, la stessa che lo ha cresciuto e chegli ha lasciato una discreta rendita. Probabilmente al termine del percorsoaccademico, rimarr anche l in Francia a lavorare. A Brest c infatti lafabbrica delle Firebolt .

I fiori darancio e i confetti bianchi quindisono stati abbondantemente accantonati in attesa di tempi pi maturi.

Daltronde parliamo di due ragazzini, cavolo:tra un anno Teddy potrebbe stare con una dolce e piccola francesina, mentreVictorie decide di trasferirsi in Nuova Papuasia per studiare le vongole. ilbello della giovinezza non essere mai davvero legati. Ovviamente tengo per mequesti pensieri, Ron mi darebbe delle sfasciafamiglie e della libertina: delresto abbastanza strano che io non mi faccia intenerire facilmente da nientespecie da due ragazzini innamorati che si tengono per mano con dolcezza,suggerendoti in modo erroneo che non facciano altro.

Lui mi definisce cinica, io credo solo di essererealista: non il destino di tutti gli amori sopravvivere alla vita stessa.

Ora, per, paradossalmente, penso in modo piconvinto che potrebbero farcela a restare assieme persino per sempre. Hanno unmodo di aggrapparsi luno allaltra, sebbene appaiano sbattuti e nervosi,prossimi forse anche alle lacrime, che mi sorprende. Non mi d di dueragazzini, insomma.

Victorie livida in viso, ha i capellibiondissimi spettinati e legati malamente in una treccia scomposta che pendeinerme su una spalla. Tiene stretta la maglia con una manoe con laltra quella di Teddy alle sue spalle. Ha gli occhi lucidi, il labbro chetrema, e sta a testa bassa. Teddy, invece, saldo, forte, sembra un uomo. Lesta dietro come un cavaliere ad un passo da una principessa. Mi saluta con unquieto sorriso, mentre indossa il pi comune degli aspetti: capelli castani edocchi azzurro polvere. Quando voglio sentirmi solo me stesso, zia. Sembraricordarmi solo con lo sguardo quella confidenza.

Decido dimprovviso slancio che, qualsiasi cosasia accaduta, sar sempre dalla sua parte.

Gli voglio bene come un figlio, qualsiasi cosaabbia fatto o sia successa. Non cambier mai, questo.

Improvvisamente una vertigine sembra colpiresleale Victorie e farle fare un passo indietro. Fleur si muove in modoautomatico verso la figlia, preoccupata, ma il suo piccolo mancamento vienesubito assorbito ovviamente da Teddy alle sue spalle. La ragazza si voltaleggermente con il viso, fino ad incontrare gli occhi chiari del fidanzato. Siguardano nella distanza quasi nulla che esiste tra loro al momento. Ed quasinaturale per lei, come londa del mare al richiamo della marea, abbandonarsipiano con la schiena contro di lui, stanca, esausta come dopo una lungacamminata che le ha succhiato via ogni energia. E credo che sia naturale ancheper lui, semplicemente lasciarla l , a sentire contro le sue spalle ilsuo respiro che accelera sempre di pi ad ogni secondo.

Ovvio. Naturale.

solo un secondo in cui entrambi distolgono losguardo da tutti noi, e trovano gli occhi dellaltro. solo un attimo, ma valecome mille anni.

Non so perch non sono riuscita a smettere diguardarli. So che penso che non permetter che gli facciano del male e cherovescino la loro vita, piccola ed ingenua come ancora . So che sono semprepi arsa dalla curiosit di sapere che cosa dannazione sia successo.

Ma so che, per un attimo, non riesco a pensare anulla di qualsiasi cosa perch ogni parte del mio essere impegnata a frenareil conato di nausea che mi ha preso lo stomaco in un modo cos forte da farmitemere di morire. Come se la mia testa si spaccasse in due, come se dun trattovedessi solo bianco e sentissi solo voci che mi chiamano nella testa.

Passa in un secondo scarso, respiro nellasciarpa grigia e mi sembra di sentirmi meglio.

E, sollevata, mi rendo conto che nessuno si accorto del mio mancamento, nemmeno Ron a cui per fortuna davo le spalle. Vedole sue dita ancora chiuse sul mio polso e mi stacco come se fossero di troppoin questo momento. Lui mi lascia fare, ovviamente preso dai suoi pensieri. E iotorno a guardare i ragazzi, sollevata dalla fine di quel contatto che pureprima, mi aveva tanto tranquillizzato.

Non capisco perch ora mi turba tanto vederli assieme:forse solo linvidia rancida di una quasi quarantenne che, dopo aver vistoTeddy e Victorie, rammenta che di quello sguardo cos schietto ed ingenuo, diamore vero, non ha pi memoria. Non il destino di tutti gli amorisopravvivere alla vita: ma non il destino dellamore restare intonso disguardi e puro di cuore, cos da non sporcarsi giorno per giorno con la vitastessa. Un amore lucido e perfetto di cristallo, non si salva mai. Si rompe efrantuma il cuore. Se vuole salvarsi, si fa roccia: sporca, venata, comune.

Si fa duro come cemento armato.

Non pi cos bello a vedersi, pieno di scheggedi compromessi, di crepe di rammarichi, di imperfezioni di rimpianti.

Ma si salva, resiste, vive. Ancora. Di giorno ingiorno, fino al per sempre .

Credere che lamore possa restare sempre unabellissima fiaba, una puttanata grossa come una casa.

Quei pensieri, acidi come limone, mi spingono areagire nervosamente chiedendo stizzita e rompendo il silenzio della stanza:Si pu sapere che cosa successo?!.

come fare scoppiare un petardo nella stanza etutti mi guardano nel modo scioccato con cui guarderebbero un bambinorecalcitrante che si diverte a fare scherzi rumorosi.

Con imbarazzo e fastidio.

Si sta davvero bene in una stasi addormentata infondo, e magari vogliono anche smettere di pensare a che cosa accaduto.Andrebbe bene anche a me, se mi facessero tornare alla mia casa e alle miequattro mura.

Restano tutti immobili, chi a mangiarsi leunghie, chi ad aprire la bocca e a chiuderla subito dopo, chi a guardareinteressato le tende o il soffitto ed io inizio ad innervosirmi.

Sempre di pi, come se fossi posseduta. Perchnei loro sguardi, in quelli della mia famiglia, leggo quel sentimento di quietoe riottoso incomodo che hanno per la mia persona. Per quella che razionalizzertutto, minimizzer tutto, si prodigher in rimproveri e critiche e dar a tuttilimpressione di essere stupidi per aver chiamato dramma unautenticasciocchezza.

Per, intanto, aspettano sempre quel mio movimentodi ramazza mentale che metter tutto a posto. Imprecano, borbottano, giudicano:ma lo aspettano come una salvezza piombata dal cielo. Perch in fondo a me noncosta niente, in fondo mi rende felice. Perch per loro io adoro passare lavita a risolvere le grane altrui. Anche se non lo do a vedere.

Stasera, per, sono troppo stanca per questo.Stasera, forse, mille lampadine di egoismo mi baluginano negli occhi a farmisentire esausta.

Stasera, lo ammetto, vedo solo Victorie cheguarda Teddy e si affida ciecamente, e mi chiedo se io mi sono mai sentita cosnella vita.

Pronta a mettere tutto di me nelle mani di unaltro.

E so gi la risposta: no.

Io non me lo sono mai potuta permettere, nemmenocon Ron, di affidare me stessa a qualcuno nella speranza di riposarmi un po.

Va bene, sono forte abbastanza per tutti: ma nonstasera. Stasera voglio solo le mura della mia stanza a contenermi i pensieri,a lasciarli galleggiare fuori e a tenerli circoscritti perch facciano malesolo a me.

Stasera, non so perch, ho la sensazione chepotrei persino far male a qualcuno, pur di salvarmi io.

Mi sembra che ci sia il destino in agguato, misembra che sto mettendo punti a frasi di anni e che non potr mai pi tornareindietro.

Nervosa per il silenzio che continua, decidoquindi di andarmene e tornare a casa.

Sono gi di spalle nello sguardo di Ron che miguarda sconvolta, quando mi raggiunge la voce di Teddy.

Un bambino cresciuto in fretta, un uomo che non mai stato un neonato.Solo nel mondo, sebbene pensiamo sempre che sia un membro del clan.

Per questo, per lui, facile fare il lupo solitario.

Perch lo . Il branco solo la pallida giustificazione che diamo aduninfanzia sfortunata che vogliamo destinata ad essere invece perfetta.

solo. E da oggi lo sar anche di pi.

Victorie incinta, zia. E non sono io ilpadre.

Il mio primo immediato istinto, stranamente, avvicinarmi ai ragazzi in modo automatico e meccanico come se mi richiamasse unanelito selvatico di consapevolezza e dolcezza profonda. Nel silenzio fondo diquella che, ora, mi sembra un puritano vessillo di borghesia, tendo le bracciae le stringo attorno alle spalle di Victorie e Teddy. La loro reazione, il loronon indugiare nemmeno per un secondo per stringermi a mia volta cingendomi perla vita, mi fanno rapidamente capire che nessuno ha pensato prima di me afargli sentire semplicemente vicinanza e calore, affetto e comprensione, primadi giudizi scomodi e facili e di sensi di colpa stantii e fumosi. PersinoVictorie, la mia prima nipote bellissima ed algida come un fiore di ghiaccio,si aggrappa a me con una disperazione cos forte da farmela sentire pi bambinadi quanto sia mai stata. Ha solo diciassette anni, e gi la sua vita da oggicambier per sempre. Non so se lo meritasse, nemmeno me lo chiedo, picchiettola sua schiena con piccole carezze regolari, mentre lei rilascia un respiro unpo pi forte che sa di mora, spezia. Come se fosse ormai cos adulta e lontanada essere persino oltre me, la zia anaffettiva e razionale che, sola, adesso haavuto la decenza di abbracciarla. Teddy, dal canto suo, ha il solito odorebuono di muschio e sandalo che mi ricorda sempre il bosco, i lupi, lorigineremota del sangue di suo padre. Respira un po nel mio collo come se sinascondesse, come se per un secondo dismettesse vergognoso i panni delcapobranco ed indossasse quelli pi miti del cucciolo spaventato e timoroso.Tra i miei capelli, tra la chioma di una che non ha mai avuto la presunzione diconsiderarsi sua madre ma ha sempre agito intimamente come tale, si concede unatregua, una pausa, un riposo.

Quando mi stacco di loro, sono tornati ad esseredue fortezze di tendini ed ossa dagli occhi scavati. Hanno la schiena drittacome se fossero al patibolo da innocenti. Tornando a guardare gli altri,distinguo uno sguardo ceruleo su di me che mi spinge a cercarne lorigine. naturalmente Fleur, mi guarda con una meraviglia stemperata dalla gratitudine.Sussurra qualcosa che non capisco, gli occhi come due specchi in fondo al mare,annuisco come se non ci fosse bisogno di alcuna altra parola.

La tregua dura poco ovviamente: al mio gesto,che forse in fondo ha svergognato la freddezza da calcolo degli altri, comese prendesse fuoco una steppa di sterpaglia secca.

Tutti cominciano a parlare nello stesso momento,raccontandomi la loro versione con tono di voce tra la malcelata isteria e lavoglia di essere ragionevoli. Naturalmente la voce di Molly quella chesovrasta tutte le altre, specie perch accompagna le grida da soprano con una presaferrea sul mio gomito che mi costringe a mettermi seduta per ascoltarla. Arestare in silenzio, ovviamente, sono solo gli stremati ragazzi e Fleur chepassa il tempo a lisciare assente i capelli della figlia, mentre Bill si agitacome un avvocato difensore.

In breve apprendo che cosa successo. Due mesifa Teddy e Victorie si erano lasciati per un periodo. Cose da ragazzinaturalmente che non intendo e non mi interessano, sebbene Molly sia prodiga didettagli. In questo breve periodo Victorie ha frequentato un altro ragazzo, dicui si ostina a non dire il nome neanche sotto minaccia e sotto costrizione.Replica solo che stato un ripiego, una sua stupida vendetta dolorosa erancorosa per la separazione dalla persona di cui era veramente innamorata. Nonimporta chi diamine sia. Naturalmente, come ogni ragazzina confusa, Victoriefinisce a letto con il tipo, si vedono qualche sera per unuscita a Hogsmeade,si ingozzano di brownies e poi comprendono di essere solo amici e nulla pi.Victorie torna da sola, sempre pi distrutta dalla separazione da Teddy, poicomincia a stare male anche fisicamente e pensa solo allo stress. Nausea,vomito, vertigini: in una piccola farmacia babbana fuori Londra dove scappataun weekend con la scusa di andare a trovare una parente malata, scopre che staper diventare mamma.

I conti, purtroppo, sono inequivocabili: ilbambino pu essere solo del chiodo scaccia chiodo che ha clamorosamentefallito nellintento di farle scordare Teddy .

disperata naturalmente, distrutta, devastata.Nasconde la cosa per settimane, ne parla con il padre del bambino che, a quantopare, un ragazzo almeno responsabile e in gamba. Dice che non pronto perimpegnarsi, dice naturalmente che non innamorato di lei, dice che stato unerrore, dice che lei sar libera di scegliere che cosa vuole farne e che, inogni caso, lui la aiuter, fosse anche solo come padre del piccolo o piccola.Victorie si lascia solo sfuggire che un ottimo amico ed una bellissimapersona, e sottolinea quasi a mo di giustificazione che la sua famiglia stamolto bene economicamente, quindi suo figlio avrebbe comunque un futuro sereno.

La complicazione, naturalmente, giunge quandoTeddy si pente di averla lasciata e torna alla carica, professando scuse eimplorando perdono. in fondo solo un diciannovenne confuso da una vitalontana dalla terra natia e dalle cose e persone a cui abituato. Ecco cosafa il branco, il clan: ti fa crescere con le radici incardinate al suolo e nonti fa schiodare pi. Nemmeno i pensieri sfiorano il cielo, ma restano sepoltinella terra. Se ne esci, se voli e scappi, diventi polvere nel turbinio dellatempesta. In poco tempo Teddy torna alla ragione, si pente di averlalasciata, scrive lettere, manda fiori, contatta amici comuni.

Ma Victorie, adolescente sfiorita troppo presto,esibisce maturit e grazia: ed questo che mi colpisce di tutta la storia, piche i risvolti pratici di ci che accadr adesso.

Questa biondina dal volto ancora paffuto e dagliocchi teneri di azzurro, che porta sempre orecchini coordinati alle scarpe e dimercoled si veste sempre di rosa, reagisce come una donna di ferro: taglia iponti, brucia lettere e fiori, stoica dice a Teddy che non c storia, simulauna relazione con un altro, chiama anche lamico/padre a testimoniare. Proteggeil ragazzo che ama dalla vergogna del tradimento forse, ma in fondo lo vuolesalvare da una responsabilit che non sua, che non lo sar mai, che plasmerdestino e carne, che non potr mai pi a rimangiare. Lo vuole salvare, ecco, daqualsiasi peso possa portare.

Rinnega amore e cuore da ragazzina, per ilsangue e la placenta della madre.

Dovrebbero essere fieri di lei, altro cheadditarla come unirresponsabile che si fatta mettere incinta.

Sar pi mamma lei con questo alito da aquilache protegge i suoi cari, che qualsiasi nevrastenica quarantenne imbevuta dimanuali di puericultura con le braccia piene di tutine firmate.

Teddy, per, non se la beve. Per niente. Tornaallimprovviso, va a trovarla ad Hogsmeade, la ferma in un pub, pretende laverit. Lei tace, piange cocciuta, implora che la lasci in pace. Si sente male,rimette, sviene. La portano da un Medimago che parla con Teddy, mentre lei incosciente. Gli dice la verit, presupponendo che lui sia il padre del piccolo.

Teddy capisce tutto. Subito, come un fulmine. Ed stoico, implacabile: Se la sola cosa che ci tiene lontani lagravidanza, io sar chiunque tu vuoi che io sia. Per te e per il bambino.Chiedimi quello che vuoi e io lo far sparir, se sar necessario. Sarquello che tu vuoi, non avere paura. Far tutto ci che desideri. Ma se per unsolo istante, tu chiedi a me che cosa io voglia, se per un solo attimo sia lamia volont in gioco se deve essere quello che io voglio sia che, daoggi in poi, io sia tuo marito e il padre di tuo figlio.

Eccolo qui, il dramma.

Perch Victorie piange e lo bacia, lo abbraccia,si mette al dito un anello trovato nelle patatine ed accetta. E cimancherebbe con una dedica cos, persino a Molly rimasta impressa e mi citaparola per parola. E non finisce qui. Teddy sa tutto ci da dieci giorni,se ne va in giro con un fardello di risposte e discorsi da preparare ma tacecon tutti. Arriva qui solo quando ha trovato una specie di lavoro, quando hadelle fotografie di una casa in affitto vicino Salisbury ,minuscola come una stanza singola. Ne parla solo quando ha gi deciso chelascer la scuola per qualche anno, per poi riprendere dopo. Ne parla soloquando anche Victorie dice tranquilla che prender il diploma e poi rester acasa con il piccolo, fino a quando sar svezzato.

Il dramma nasce perch sembrano due bambini, esi comportano da adulti. Perch in un mondo di bambocci, noi abbiamo duemiracoli di maturit ed intelligenza e restiamo basiti.

Ognuno, naturalmente, nella stanza haunopinione diversa sulla questione e su come si dovrebbero comportare idiretti interessati.

Molly non ha una vera e propria idea, in realt semplicemente fossilizzata sulla vergogna e su ci che dir la gente quandosapr la cosa. Erompe rossa ogni due per tre che non possibile che siaaccaduta una cosa del genere nella loro famiglia, che Bill sempre statotroppo permissivo con la figlia, che adesso ci manchi che gli diamo la mano eci congratuliamo con loro per il pasticcio che hanno combinato.

Forse solo adesso mi rendo conto di quanto siainvecchiata: i suoi processi mentali sono meno permissivi e pi sclerotici, eforse anche giusto che sia cos. Questanno compir settantanni, ormai harinunciato a tingersi i capelli, lunghe striature di argento solcano il ramedei riccioli scomposti. sempre pi stanca, si siede spesso, ha le manideformate dallartrite. Non si pu pretendere da lei molto di pi.

Nemmeno ovviamente si pu pretendere molto daArthur. E un anno pi piccolo di Molly, ma non ha nulla dellenergia dellaconsorte. E vistosamente dimagrito. Lotta da anni con il diabete, sempre piperso nel suo mondo di invenzioni. Tendenzialmente ora passa molto tempo insilenzio, a rimuginare o a bofonchiare da solo. Cosa che sta facendo ancheadesso, non esprimendosi anche lui appieno. La sola cosa che fa, accarezzaread occhi spalancati ed ancora lievemente scioccati il dorso del suo cane,Birillo, un botolo di ormai quindici anni che passa il tempo seduto sotto isuoi piedi a sputare palle di pelo rognoso.

Se la senilit consente di ignorare le reazionidei miei suoceri o quantomeno di giustificarle, non posso dire lo stesso perquelle dei miei coetanei o quasi.

Bill, naturalmente, impegnato a difenderetardivamente lonore della figlia, cosa che lo rende dello stesso colore deisuoi capelli lunghi e lisci, legati in un codino. Le cicatrici spiccano bianchecome tagli nel sangue, dando persino limpressione di contorcersi mentre luicontinua a perorare la causa di Victorie e di una sua non meglio identificatapurezza ed ingenuit. Non naturalmente un argomento convincente e nemmenomolto veritiero se, con un candore ben diverso, Victorie ha confessato che nonera vergine al rapporto con il padre di suo figlio. E che, per pura casualitdellimprevedibile, il bambino era di costui, e non di Teddy. Non che ciimporti ma da padre, Bill ovviamente si aggrappa allidea ben pi accettabiledi una figlia stupidamente manovrabile, piuttosto che di una giovane donna cheha fatto delle scelte consapevoli che disposta persino ad affrontare. PerBill, naturalmente pi semplice quindi scagliarsi contro Teddy, reonellordine di averla lasciata, di aver consentito che subisse questo, diessere troppo freddo e calmo in questa situazione, di aver suggerito soluzionifrancamente inaccettabili per la sua perfettissima figlia.

A trattenere limpeto di Bill, non puintervenire nemmeno la solita carismatica pacatezza bionda di Fleur, la solarimasta immutata negli anni come il quadro fulvo e fosco di una dea greca. Ilsolo segnale del tempo trascorso un taglio di capelli pi corto, sbarazzino,maschile, ma che ha leffetto di farla sembrare per contrasto ancora pifemminile. Fleur di solito il ritratto della flemma e della calma, posata ededucata come pochi: ora, non smettendo un secondo di accarezzare i capelli diVictorie, parla fitta in francese allindirizzo dei ragazzi che rispondono inmodo meccanico ed apatico. Non ho idea naturalmente di che cosa stiano dicendo,di primo acchito mi sorprende stupidamente solo che Teddy parli perfettamentefrancese. Ma il viso di Fleur, quelle incomprensibili macchie violacee sul suoviso marmoreo, quel luccichio malato degli occhi acquamarina, quella presa diacciaio sul gomito della figlia e quella voce cantilenante e ripetitiva, mifanno capire agevolmente che sta premendo per qualcosa. La secchezza dellerisposte dei ragazzi, la loro stanchezza, il loro sguardo a tratti slavato e atratti infuriato, mi fa dedurre che non siano daccordo.

In una pausa dei discorsi degli altri, mi arrivaquella parola: avortement , come una frustata secca e fragorosa.Non devo essere certamente una madrelingua doltre Manica per intuire che cosasignifichi e per sbiancare un po, reggendomi allangolo del divano come sestessi per cadere. Victorie guarda ad occhi sbarrati la madre, come se fosseuna specie di strega con lunghe unghie affilate piazzate sul suo ventre astrapparle quel germe di vita bionda, poi si lascia trascinare via da Teddyfino ad una nicchia tra credenza e poltrona in fondo alla stanza. Restano l,immobili, ad occhi chiusi come due cuccioli spauriti.

Non parleranno pi, nel caos che li circonda.

Attorno, ovviamente, nessuno se ne rendepropriamente conto. Sono tutti impegnati nelle loro diatribe dialettiche, tuttiprofondamente sicuri della loro verit e della loro assoluta residenza dallaparte della ragione. George, con piglio spavaldo, sostenuto dalla moglieAngelina, ribadisce netto che ci pu anche stare che il bambino nasca e che sene prendano cura, ma che il matrimonio una cosa da escludere per dueragazzini. Non sapranno nemmeno che cosa vorranno linverno successivo e,comunque, il piccolo una responsabilit del padre, non di Teddy. Pu amare ecurare sua madre, ma anche in una forma pi leggera e meno impegnativa, cos danon avere pi pesanti ricadute in futuro se dovessero lasciarsi. E con tuttiloro ad aiutarli, non ci saranno eccessivi problemi.

Dallaltro lato della barricata, invece, sipiazzano Harry e Ron: se il primo ha una fiducia smisurata in Teddy e nelle suedecisioni, al punto da lodare continuamente la sua maturit ed assennatezza, ilsecondo invece fa del mantra dellinviolabilit degli impegni presi la suabandiera e vessillo. La gradazione degli impegni, secondo mio marito, va daquello con Victorie, che era comunque la sua ragazza sebbene non nel frangentestorico della relazione che ha generato la gravidanza, a quello verso ilbambino, ad uno pi generale verso lidea di una famiglia che probabilmente ci sarebbestata lo stesso.

La giovinezza dei ragazzi uno specchio adoppio fondo: se per Angelina e George il discrimine di unimmaturit aprescindere, per Harry e Ron invece qualcosa che non corrisponde ad unacerbaimprevedibilit. Se per i primi tutto volatile come aria, per i secondi tutto scolpito come roccia.

Solo dopo qualche minuto, mi rendo conto cheGinny comparsa al mio fianco come una nebbia rossa di silenzio. Non ha maiparlato da quando sono entrata.

Mi fa un sorriso stanco e flessuoso di pensieritutti suoi, sussurrando nel chiasso: Sono alquanto sorpresa, Hermione Granger.Non hai ancora detto una sola parola. Possibile che tu non abbia unopinione ariguardo? Ce lhanno tutti , persino Birillo il cane, e tu no?. Sorridoa mia volta, stendendomi meglio con la schiena sul divano e chiudendo gli occhiper un attimo: Nemmeno tu hai detto nulla.

Le mie opinioni sarebbero state mere bestemmiedi fronte allimpossibilit di questa famiglia di non interloquire con un tonodi voce da Concorde in fase di decollo commenta piccata Ginny,strappandomi un altro sorriso mentre la guardo di lato Ma fa parte del miopersonaggio: sono la stronza sarcastica. Tu sei la pedanterisolutrice .

Mi sposto di tre quarti per guardarla in viso e,contemporaneamente, togliere dalla traiettoria del mio orecchio le onde sonoreprodotte da Molly che sta ancora urlando con Bill.

Con il sapore del fiele in bocca, qualcosapersino di pi pesante della solita nausea mai del tutto scomparsa, ammetto concalma: Non credo di avere una vera opinione, Gin, scuoto il capo ignorandolo sguardo di Ron che cerca da me sostegno in un alterco con George che non stonemmeno ascoltando, poi proseguo con voce flebile: Sar anche strano, ma cos. Davvero non so che cosa sia la cosa giusta da fare.

E ti fa impazzire come cosa, vero? completaper me Ginny, dedicandomi un nuovo sorriso tra il sarcastico e il comprensivo.Un acuto di Angelina copre la sua voce nel finale, distorcendola.

Faccio una tenue smorfia annuendo lievemente conil capo come a non darle troppa soddisfazione, cosa che la fa scoppiare in unagenuina risata. Ron guarda male entrambe, ma poi torna alla sua discussione, leorecchie come due tizzoni ardenti, evidentemente offeso da non essere sostenuton dalla moglie, n dalla sorella.

Mi lascio quindi andare ad una veloceriflessione mordendomi lunghia del pollice.

Effettivamente, constato con una punta difrustrazione analizzando mentalmente la pianura dei miei pensieri, non riescoad avere una chiara opinione. Tutto mi sembra sfuggente e viscido come anguilledi fiume sporco. Chiamo ancora in causa la stanchezza, ma in verit non pensoche sia questo. Sono perfettamente in grado di ragionare anche con il cervellocongestionato, sempre stata una mia precipua e meravigliosa caratteristica.Ora, ogni pensiero ha la consistenza stopposa della segatura.

Riesco a capire ogni punto di vista ma nessunomi appartiene davvero.

Ammiro la maturit di Teddy e Victorie, ma michiedo se non stiano agendo secondo uno schema prestabilito dai loro stessidoveri confusi. Spio il loro amore come una rinsecchita zitella, ma temo sempreche sia una cotta da adolescenti sopravvalutata. Aborrisco allidea diuninterruzione di gravidanza, ma mi chiedo se non sia il caso comunque ditenerla in considerazione. Vedo il matrimonio come una cosa da adulti, eppureal pensiero di una mamma che cresce un figlio da sola, ho la nausea.

cos tangibile quel pensiero che, conrisoluzione, sento solo di escludere a priori che Victorie resti da sola adaffrontare questa cosa, a costo persino di stare assieme al padre del bambinoper semplice dovere. Aggrappandosi a lui. Se non si madri non lo si pucapire quanto a volte diventa necessario anche aggrapparsi con le unghie e coni denti a chi c in quel momento, pur di far stare bene il proprio figlio.

A me non successo, ho cresciuto i miei figlicon il loro padre accanto, ma c qualcosa di sorprendentemente morbido esanguigno dentro a farmi intuire cosa debba essere una cosa cos, anche se nonlo so per esperienza.

Una sola persona che si improvvisa per sempre madre e padre, innamorata esconfitta, salvatrice e salvezza, vittima e carnefice, tradita e traditrice.

La testa mi vortica come se fossi nel pieno diuna tempesta di vento, la tengo a freno chiudendo gli occhi e toccandomi unatempia.

Resta che, escluso questo particolare aspetto,non ho nessuna opinione a riguardo. O meglio, sono contro qualsiasi punto divista sto sentendo.

Le voci scemano, si smorzano, si avvitano tutteattorno a me come le spire di un serpente, perch ora tutti, persi nel lorocortocircuito dialettico, si rendono conto che io non ho ancora espressounopinione. E naturalmente si chiedono perch. E naturalmente sanno che sarquella lopinione da battere, o da smontare, o viceversa da appoggiare contutte le forze.

E io resto come un pesce allamo, incapace diparlare, ma solo di aprire e chiudere la bocca come un stupido luccio. Le irididi Ron saettano ferite nella mia direzione.

A salvarmi, per fortuna, il lungo suono un potirato del campanello.

Finalmente arrivato Percy! commenta rapidaMolly, fiondandosi nel corridoio per aprire la porta, certa di avere unosmisurato appoggio dal figlio pi intransigente della nidiata.

Sospiro per linaspettata tregua, maevidentemente troppo presto, dato che Ron pensa bene di guardarmi direttamentee chiedermi: Mione che cosa ne pensi tu?. Lo fulmino con lo sguardo peravermi di nuovo posta al centro dellattenzione e medito con un improvvisarisoluzione di spellarlo vivo non appena torniamo a casa. Penso naturalmente seoptare su una soluzione diplomatica, oppure su un ben pi sentito urlogeneralizzato alla ripresa della calma, mentre Teddy mi sorpassa affannato e siferma a poca distanza da me davanti alla porta del salone, berciando un velocee caloroso: Ciao zio.

Ci mancava anche Percy , borbotto tra me eme mentre mi tormento le mani in grembo sotto lo sguardo indagatore di Ron, cheindubbiamente vuole avere ragione su tutta la linea. Cosa che potrei ancheconcedergli: per davvero una delle mie poche certezze che non penso, comelui, che Teddy e Victorie abbiano un impegno tale da spingerli automaticamenteal matrimonio. Una considerazione simile mi spinge solo ad arricciare il naso ea trattenere il vomito di piccate contraddizioni. Ma potrei insomma concederglidi avere ragione per una volta e sostenerlo, tanto per spirito di pace econciliazione.

Tutti gli sguardi sono ancora puntati su di me esulla mia assoluta incapacit di parlare, mentre Teddy continua bellamente adintrattenere lignorato Percy: Come sta zia? Tutto a posto? Riesce ad alzarsidal letto?. Arriccio il naso aggrottando le sopracciglia sotto la sequela disguardi perforanti. Perch non pensano ad Audrey che ha la febbre, o che so o,e non riesce ad alzarsi dal letto invece di pensare a me?

Sta bene, Edward ma non cos tanto daliberarmi dal tedio abbastanza paralizzante di essere stato costretto adentrare in questa elegante magione . Ti ringrazio davvero ragazzo dellinvito, la tua solerte premura ha alleviato quella quarantina dicontrazioni intestinali che ho avvertito nel tragitto fin qui e dire che allaprecipitosa chiamata della mia cara genitrice preconizzavo un blocco renale.Quindi possiamo concludere che sia una meravigliosa giornata di insperatefortune .

Avverto immediatamente qualcosa di strano nellavoce di Percy, che mi fa chiudere le labbra quando stavo gi tentando dirispondere a Ron. Lui mi guarda in attesa con espressione nervosa, aspettandodelle rade parole che io invece ho gi dimenticato. Non intendo subito che cosaha detto Percy, ma solo il tono di voce profondamente diverso con cui le hadette. La voce di Percy la so a memoria: strillante, acuta, pedante eprofondamente troncata sugli accenti. Questa, invece, diversa. Lenta, roca,strascicata sulle finali come se fosse sempre convinto che non stai mai capendoche cosa sta dicendo e ci lo irritasse enormemente. una voce dal timbrochiaro, preciso, come una campana ridondante che impone attenzione e riverenza.Dallaccento inesistente, plasmato da una imposta dizione aristocratica enobile.

Un accenno di nausea mi risale senza motivodallo stomaco, corrodendo lesofago come se fosse acido: mi chiudo le labbracon una mano come a frenare il conato che, invece, si intensifica e mi dlimpressione che mi stiano rivoltando come un calzino. E forse a quel puntoche noto istantaneamente che la stanza calata nel pi profondo silenzio, unabella differenza abissale rispetto al caos di poco fa.

Mi sporgo oltre la sagoma di Teddy che mibloccava la visuale della porta, e la prima cosa che riesco a fare chiedermise non ho appena avuto un ictus celebrale asintomatico.

Penso che sia una cosa abbastanza normale temeredella mia salute, visto chi ho davanti agli occhi.

La mia voce si blocca in gola, mentre riconoscola figura davanti a me.

Ecco perch riconoscevo la voce, ma al contempomi sembrava diversa da quella di Percy Weasley.

Accanto ad unatterrita Molly, intenta a ridurread una palla informe il grembiule sporco di sugo che ancora indossa, comparsomisteriosamente ed inaspettatamente Draco Malfoy.

Continuo a guardarlo senza ritegno come sepensassi che fosse una specie di visione, daltronde si inserisce nel panoramadel salotto dei miei suoceri come si inserirebbe un eschimese nel cuore dellaforesta pluviale. ovviamente fuori posto, come se fosse sbagliato tuttoaccanto a lui. Persino io. Ogni cosa di me stona accanto a lui. Donna,babbana, mezzosangue, povera, castana... Lui il contrario di tutto questo. Trattengo ancora il conato di nausea, rendendomi conto che non pu essere unmio cortocircuito mentale da stanchezza o un improvviso aneurisma, visto cheanche gli altri sono ammutoliti e lo stanno guardando nella mia stessa identicamaniera.

Del resto mi sembra ovvio: che diamine centralui qui, adesso?

Spiandolo sotto le ciglia, seminascosta da Teddyancora in piedi davanti a me, mi do pena di osservarlo meglio mentre lui ancora intento con lo sguardo a soppesare Teddy stesso, non degnando il restodella stanza della bench minima attenzione. Forse la prima volta da anni chelo rivedo da cos vicino, credo di averlo incrociato spesso, ma sempre adistanza per fortuna.

Al binario 9 e 3/4 quando avevo accompagnatoRose per la partenza per Hogwarts, non ci avevo prestato molta attenzione. Eraavvolto dalla nebbia del fumo del treno, era distante solo Ron con il solitoastio lo aveva guardato bene dandomene un ritratto completo appena tornati acasa, accentuando che stava cominciando a stempiarsi anche lui.

Tutti i soldi che ha non possono comprare dei nuovi capelli! Esiste unagiustizia divina!

Noto, invece, che non credo esattamente chestesse perdendo capelli, ma che forse abbia deciso volontariamente di tagliarlimolto corti, quasi rasati, magari in un impeto di giovinezza tardiva. Cosa chedecisamente ha funzionato, sembra esattamente lo stesso dei tempi della scuola.La fronte spaziosa che sempre corrugata, le labbra sottili arricciate in unasmorfia di fastidio, e poi quellindiscusso talento di riempire le stanze. Nonso come definirlo, una sensazione particolare, mi ricordo che laveva ancheViktor come se ti schiacciasse contro le pareti per fare posto alla suapersona. Porta con eleganza un cappotto nero di panno pesante, cheprobabilmente, vista la fattura, costa quanto il mio intero appartamento. Ilcollo alto enfatizza i tratti appuntiti del suo viso facendomi notare chesembra dimagrito.

Risalgo la linea degli zigomi fino agli occhi.Con uno scoppio dentro lo stomaco che mi spinge di nuovo a chiudere lepalpebre, mi accorgo per la prima volta forse in decenni che non ha gli occhidi uno slavato azzurro sbiadito come ho sempre pensato. Sono occhi grigi .Come il colore della mia sciarpa. Sembrano perennemente in tempesta.

Un paio di occhi tempesta.

Questa piccola constatazione innocente mi mettea soqquadro le viscere come non mai. Resto ad occhi chiusi come se cercassi diancorare me stessa ad un qualsiasi punto che mi renda ferma, salda, immobile.Ma tutto sembra vorticare senza sosta. Draco Malfoy ha gli occhi grigi.Occhi grigi. Non ho mai conosciuto qualcuno con gli occhi grigi. Come sepiovesse ad aprile. Come una notte di pioggia in aprile.

Quellassociazione banale di idee peggio ditutto il resto, ho limpressione che rimetter a breve. Confusa, cerco atentoni la bacchetta in tasca, pronta a pronunciare un Incantesimo che hoappreso da una mia collega a pranzo, quando di nuovo la nausea mi facevaimpazzire. Non trovo subito la bacchetta e ricordo di averla lasciata in borsa,nellingresso. Imprecando mentalmente, riapro gli occhi perch con le palpebrechiuse la nausea mi fa davvero sentire come se fossi in una barchetta in mezzoal mare, e cerco di nuovo di acclimatarmi al clima circostante, respirando conla bocca per fermare i conati. Non passano, ma almeno migliorano, attorno a meper fortuna nessuno si accorto di niente. Sono ancora tutti intentinellesame di Malfoy, ed anche io fingo di non aver mai smesso di guardarlo.

Anche se adesso, per una buffa precauzionesciocca, evito di guardarlo negli occhi per una seconda volta, come se fosse unmaledetto serpente che potrebbe ipnotizzarmi.

Malfoy esamina tutta la stanza a grandi occhiatenervose come se stesse esaminando e comparando i mobili per un acquistoscadente, per poi tornare inquieto ed innervosito a Teddy, sbuffando consussiego. Poi, come se qualcosa lo avesse punto alla schiena, si sporgelievemente a sinistra del ragazzino, come se solamente adesso mi avesse notatoseduta sul divano. Mi guarda per qualche secondo con espressione indecifrabile,sento il grigio di quelle lame contro il mio viso e, per qualche strano motivo,adesso non distolgo prima il viso. Penso per sfida.

So solo che, quando si stacca con lo sguardo dame, mi accorgo di tornare a respirare. La nausea per un attimo mi acceca,medito persino una fuga in bagno.

Poi, restituendo uno sguardo rassicurante a Ronche si reso conto della mia manovra, finalmente passa.

Quando torno a guardare Malfoy come tutti glialtri, lui ha di nuovo la sua espressione consueta, quellaristocratica chepare infastidita per lesistenza stessa del mondo circostante. Lascia caderelungo il fianco un braccio, dopo che la mano destra aveva stretto in modofebbrile la stoffa del cappotto allaltezza delladdome, forse per uno spasmodi nervosismo. Suppongo, del resto, che non deve essere facile per lui starequi. Figuriamoci, ci considera ancora la feccia della razza umana. Ci mi rendeancora pi curiosa sul motivo per cui piombato qui.

Ripercorro mentalmente ci che ha detto appenaentrato, in cerca di una risposta, cercando di distrarre il mio corpo dalmalessere sempre in sottofondo.

E constato una cosa ovvia che mi lasciaabbastanza sconcertata: sembra che sia stato Teddy a chiamarlo. Malfoy infattisi rivolto solo a lui, ha parlato di un invito, ha risposto a convenevolisullo stato di una zia. Chi sia, naturalmente, mi sfugge specie perchTeddy ha appellato Malfoy in modo abbastanza affettuoso.

Lo ha chiamato zio.

Come chiama Harry, Ron, Percy, George, Bill eCharlie. La sua famiglia.

Con una punta di rammarico, mi rendo conto chetecnicamente pi Malfoy la sua famiglia che noi. Sono mezzi imparentati, suanonna Andromeda era la sorella di Narcissa Black. Con noi, non ha nessun legamedi sangue. Quel sangue stesso, per, un sangue sporco, impuro, lercio. Operlomeno Malfoy dovrebbe pensarla cos, stiamo sempre parlando di un ragazzinocon sangue di lupo mannaro nelle vene, mutaforma, figlio di mezzosangue edamico di nati babbani e Weasley. Malfoy, invece, inaspettatamente si rivoltonella pi classica delle maniere al ragazzo: stato sarcastico, pungolante, manon in modo perfido. Lo ha anche confidenzialmente chiamato Edward.

Ma certo concludo con ovviet, appannatadalla stanchezza Il suo nome completo. Figuriamoci se Malfoy pu chiamarequalcuno con un nomignolo o unabbreviazione.

Secondo me appella anche suo figlio in quel modo ridicolo, ma completo.Scorpius.

Sicuro che chiama tutta la gente senza alcuna abbreviazione. Specie quellia cui tiene, come se gli desse maggiore peso cos.

A rompere il silenzio che calato a grandimaglie su di noi naturalmente Ron, punto sul vivo dalla presenza del vecchionemico proprio nella sua casa. Vedo distintamente come segue lo sguardo grigiodelluomo che saetta su tutti i particolari pi infidi dellabitazione: dalcopridivano rammendato alle tende color bianco stinto, fino ai capelli privi dimessa in piega di Molly.

Che diamine ci fai qui, Malfoy? borbotta Ronal suo indirizzo, le orecchie gi in direzione del violetto Ci contavo arivederti a giugno. Teddy contrae le spalle, probabilmente messo in allarmedal tono di voce di mio marito, che preannuncia fulmini e tempesta. Fa peraprire la bocca, ma la richiude subito come sotto uno spasmo involontario. Silimita a guardare Victorie, come a comunicarle un solitario pensiero interiore,comprensibile solo da loro due. Quando mi volto a guardarla, per, la ragazzinabionda mi pare impassibile. Resta a testa bassa, persa nei suoi pensieri.

Malfoy ha fatto un solo singolo passo come sevolesse palesare maggiormente la sua presenza: ha la stessa andatura lunga edautoritaria che ricordavo ai tempi di scuola. Si massaggia distrattamente laporzione di fronte sopra il sopracciglio sinistro, appare stanchissimo enervoso, freme lievemente la pelle del suo collo come se ansimasse in predaallirritazione. Poi respira a lungo cercando di calmarsi ed ingiunge in modomeccanico, ignorando palesemente Ron: Edward, mi faresti la cortesia dispiegare la questione ai nostri gentili padroni di casa? Non serveconoscere la mia biografia per sapere quanto sia alquanto improbabile che ci intratteniamo piacevolmente chiacchierando della temperaturaeccessivamente rigida di questi giorni o dei nostri programmi natalizi, fauna pausa studiata come ad aspettarsi una reazione che naturalmente non arriva.Continua con voce pi bassa, quasi vellutata: Mi faciliteresti davvero lecose, ragazzo .

Teddy dimprovviso si accende come una candela,emana una luce tenue di speranza che non so davvero che motivazione abbia:persino i capelli, come vittima di uneccitazione improvvisa, trovano riflessidi oro giallo trasformandosi. Malfoy li guarda senza battere ciglio,confermandomi che non la prima volta che vede Teddy cambiare il suo aspetto.Ha ereditato questo aspetto da Dora, da sua madre, ma non la propensione allatrasformazione ad ogni pi sospinto che aveva lei. Sin da ragazzino Teddy lo fadi rado, quasi sempre involontariamente, tipo quando si emoziona per qualcosa.

Per il resto lascia le trasformazioni solo aimomenti di gioco con amici e cuginetti. una cosa che non gli mai piaciutofare, sembro un pagliaccio zia!

Teddy sempre stato un ragazzo pensoso, un pomalinconico in alcuni frangenti. Somiglia molto di pi a suo padre che a suamadre.

Malfoy chiude gli occhi come se sapesse anchequesto, e notasse quindi la trasformazione come un evidente segnale dinervosismo o agitazione in Teddy. Scatta quindi un nervo sottopelle vicino allelabbra che contrae, mentre sembra prepararsi a rispondere ad una domanda chenessuno ha sentito, ma che sembra che Teddy gli abbia fatto capiredistintamente.

Infatti Malfoy dopo pochi secondi riprende aparlare con voce scandita e decisa, come se fosse rimasto da solo con Teddy enoi non esistessimo pi: Mia madre ha una sua opinione. Che non ha mancato difarmi conoscere, sviscerandone ogni particolare e riflesso, prende fiatoprima di proseguire, fissando Teddy direttamente negli occhi mentre ilragazzino trattiene il fiato. Malfoy fa un sorriso sbilenco, storto, inseguendoun pensiero tutto suo prima di aggiungere lapidario: Non te la far conoscere la sua opinione . Non te ne devi sentire rincuorato o scoraggiato. Penso chetu sappia o immagini che, visto come stanno le cose, dovrai decidere le cose dasolo dora in poi. E se non lhai ancora capito, credo che siamo di fronte adun enorme problema ben pi grave di tutto il resto, Malfoy studia per unattimo il volto di Teddy come a sincerarsi della sua attenzione devota. Ilragazzino trattiene il fiato, poi annuisce in modo grave con il capo. Malfoyancora si lascia andare ad una piega delle labbra che somiglia ad un sorrisostatico, continuando monocorde: Puoi quindi ragionevolmente dedurre che nonsaprai nemmeno che cosa ne penso io, ragazzo. Sar qui solo ad accettarmi che,qualsiasi cosa tu decida, lonore della famiglia ne venga tutelato quelloche in fondo vuole mia madre. Ed quello che in fondo ci avrebbe chiesto difare Andromeda, nel silenzio che regna sovrano nella stanza, come se leparole di Malfoy avessero lo stesso potere della sua persona e cio dischiacciare tutte le altre contro le pareti non lasciandole respirare,riconosco agevolmente il nome della nonna di Teddy. Una spia ulteriore dicuriosit si accende nel fondo del mio cervello ricordando che Cissy e suasorella non erano in buoni rapporti. Assolutamente.

Ora, Malfoy la nomina con nonchalance e calma,persino con il suo nome di battesimo.

I miei occhi confusi incontrano casualmentequelli di Harry che, a sua volta, fa spallucce e mi testimonia che anche lui,come me, non ne sa assolutamente niente. Ha una piega strana degli occhi,Harry, somiglia a cenere rappresa. Forse somiglia ai miei di occhi. Perch entrambi,che pure cos tanto amiamo questo ragazzino, comprendiamo che ha tutto un mondodietro che non conosciamo affatto. Un mondo cucito pezzo per pezzo su di luiattraverso unappartenenza di sangue che mai avrei giurato.

Mi sento in fondo tradita per non aver maiconosciuto tutto questo.

Mi chiedo perch Teddy abbia sempre taciutoquesto legame, da quanto duri, come si svolga. Mi chiedo spaventata se Malfoynon lo abbia trattato male e, un secondo dopo, mi rendo conto che quello ilmotivo per cui non ne sappiamo nulla.

Il sapore di segatura in bocca che il pensieroche Malfoy possa fare del male a Teddy.

Gli sguardi di questa stanza che non lo lascianoin pace. Il silenzio alle sue parole. La ricerca malata di qualcosa che nonvada.

Non avremmo mai accettato che Teddyriagganciasse con la sua famiglia dorigine. Lo avremmo protetto e la solaprotezione davvero efficace sarebbe stata impedire ogni contatto .

Teddy, invece, ne aveva bisogno. E ha traditonoi tenendo fede a s stesso. Con una punta di fierezza per la sua forza ecoraggio, per la sua contrapposizione al clan che nemmeno a me riesce cosbene, osservo superficialmente che daltronde Malfoy lo tratta con enormerispetto e cura. evidente.

Non lo guarda come guarda noi: ha gli occhi picalmi, latteggiamento pacato, unironia spuntata di leggerezza e confidenza.

Si fa chiamare zio con la massima naturalezza possibile.

Forse, e mi sembra una contraddizione pensarlo,Malfoy vuole persino bene a Teddy. Mi sembra cos strano da darmi le vertigini.Ed allora che unaltra domanda fastidiosa mi tiene la mente ancora occupata,impedendole di staccarsi dalle sue riflessioni.

Ma a me, in fondo, chi me lha mai detto che Malfoy non ha voluto bene anessuno?

Sbatto le palpebre un paio di volte a quelpensiero come a scrollarlo e a cacciarlo fuori dalla mia testa: un pensierofondo, viscoso come petrolio. Mi ingolfa la mente come se volesse bloccarne gliingranaggi, rendendo tutto straordinariamente bianco. assurda come sensazionee, di nuovo, la nausea risorge come un pericoloso vento malato nel mio bassoventre. Mi massaggio la tempia con calma cercando di escludere quellasensazione e, con flemma, faccio passare quel gesto per stanchezza in modo chenon se ne accorga nessuno. Ron per fortuna mi d le spalle ed troppoimpegnato a guardare in cagnesco Malfoy per accorgersene. Sollevo lo sguardoquando credo che sia tornato limpido, concentrandomi di nuovo sulla scena difronte a me.

Sussulto con un lieve balzo dello stomaco, gliocchi di Malfoy sono puntati nei miei con una ferocia spavalda che noncomprendo, ma che mi incenerisce la pelle. questione di pochi secondi, ma holimpressione chiara di essere in apnea. Segue la linea delle mie dita chelasciano la tempia, chiude gli occhi e sbuffa un po con il naso, prima disoffiare fuori con voce bassa: cos saremo definitivamente pari, Edward.La voce di Malfoy, di solito cos strascicata e lenta da darmi i nervi, stavolta frettolosa e distratta come se volesse far sfuggire quelle parolelontano, veloci, quasi senza accorgersene. Mi chiedo ancora perch, prima didirmi che in fondo non che me ne interessa granch e che forse vedo in Malfoypi di quanto pensi. Il motivo, penso con unimprovvisa illuminazione, ladeformazione professionale delle indagini di Hogwarts quando lo credevamocapace di qualsiasi azione malvagia, a cui si aggiunge un innato istinto diprotezione verso Teddy.

Evidentemente, per, nonostante la miaattenzione, qualcosa ha comunque ferito Teddy nel sottotesto della loroconversazione. Mio nipote affloscia le spalle, prima di soffiare fuori con unavena di delusione infantile che diventa quasi un broncio: E solo questo,allora, zio? Parliamo ancora di quella vecchia storia ?.

Naturalmente non ci capisco nulla e me nerammarico molto: non intendo del resto restare ancora molto in questaignoranza. Appena Malfoy schioda, Teddy mi sente. Cos impara a fidarsi dipersonaggi del genere. Gli racconter un bel paio di episodi da far accapponarela pelle, cos capisce con chi ha a che fare. I piedi mi formicolano nella loroimmobilit, mentre mi innervosisco al silenzio di Malfoy e allo sguardocorrucciato di Teddy, cieca del resto della stanza ma solo vogliosa di mollareun ceffone in viso a quella serpe.

Non una sensazione nuova. Lho provata peranni, solo andarmene di dej vu. Mi mancava, oserei persino dire.

Dovevo mantenere i rapporti solo per trattarlocome palletta antistress.

Mentre lo fisso come se lo volessi impalareallistante, mi accorgo che le labbra di Malfoy si sono piegate in una speciedi sorriso che forse, anche a chiamarlo cos, si sbaglierebbe. solo una piegasfuggita della bocca mentre lui chiude gli occhi grigi. Si sistema meglio ilcolletto del cappotto, rivelando un pesante anello di oro bianco con una gemmanera allanulare. Si avvicina a Teddy, gli poggia una mano sulla spallachiudendo forte le dita, vedo persino i polpastrelli affondare nel suo maglioneazzurro mentre lui lo fissa negli occhi con una punta di timore. Malfoy, non lasciandoun attimo gli occhi di Teddy, dice piano con voce autoritaria rivolgendosi aBill che immediatamente alla sua destra: Weasley-quasi-accettabile-socialmente-senon fosse per quelle-orrende-cicatrici-da-competizione-con-Potter , passamiuna sigaretta o mi faccio di nicotina, o non resisto fino alla fine di questa deliziosa serata.

Bill, troppo intontito per rispondere in mododiverso da un semplice assenso, estrae dalla tasca una sigaretta che porge aMalfoy che laccetta ancora senza guardarlo, prima di lasciare la spalla diTeddy che finalmente sorride scuotendo il capo quasi incredulo. Malfoy con lamassima flemma di questa terra come se fosse a casa sua, si riabbottona ilcappotto fino al mento ed esce sulla terrazza, chiudendola poi alle sue spalle.Prima di sparire alla mia vista, lo sento mormorare un saluto corteseallindirizzo di Fleur, sempre ferma davanti alla portafinestra: Buonasera Delacour .

Sciao Drac risponde lei distrattamente ma assolutamente normalenel tono, cosa che causa anche in Bill una torsione innaturale del busto perguardare in viso la moglie, che indifferente fa spallucce.

Il rumore della finestra accostata che chiudefuori Malfoy assieme ad una folata gelida di vento di dicembre, ci risveglia daquella specie di torpore che ha portato la sua presenza. Sono successe circaduemila cose che non abbiamo capito appieno e che sembrano uscite da un film difantascienza.

Credo di aver anche rimosso la questione dellagravidanza di Victorie. Malfoy me lha tolta completamente dalla testa.

Penso che sia successo un po a tutti nellastanza considerando che appena lui esce, esplodono domande e scoppiettanoimprecazioni.

Capitano del tumulto naturalmente mio maritoche interroga Teddy per sapere che diamine ci faccia Draco Malfoy, 36 anni,Purosangue ed uno dei pi grandi stronzi della nostra generazione, a fumaretranquillamente sulla terrazza della Tana come se fosse un gentile ospiteinvitato a prendere il t del pomeriggio.

Anche Bill sottopone sua moglie ad una veloce interrogatoriosul saluto riservatole da Malfoy e sulla sua risposta assolutamente nonscandalizzata ma anzi quasi calorosa. Fleur non si scompone nemmeno per unsecondo, replicando stanca ed annoiata dallaccesso di gelosia del marito: Drac frequentava mia cugina Denise prima di sposareAstoria. Mi pare normale che lo conoscessi anche io non essere ridicule avec cette jalousie . Mi scappaun sorriso nonostante tutto alla nonchalance di Fleur e allespressione diBill, punto decisamente sul vivo.

Posso persino arrivare a comprenderelirritazione di Bill: contrariamente a quanto pu pensare Ron e continuare aripetere tra le sue invettive, Malfoy ancora decisamente un belluomo. Nonsono cieca, anzi mi vanto di essere decisamente obiettiva. Quindi s, Malfoy il diavolo incarnato o quasi. Ma decisamente un belluomo. Pochi fili grigisono spuntati tra i corti capelli biondi e stranamente sembrano averne trovatodimora in modo armonioso. Ha ancora lo sguardo tagliente dei tempi dellascuola, cosa che conferisce vivacit alla sua espressione facendolo sembrarepi giovane. Non ha sicuramente laspetto appannato ed offuscato che ho inveceio, ecco. Ha mantenuto un fisico asciutto forse perch probabilmente ancoradedito a qualche specie di sport, daltronde era un buon Cercatore per quantone possa aver capito io ai tempi. La maturit, giunta in ritardo, ha sopperitoalla scarsa altezza che aveva fino ai diciassette anni, adesso torreggia moltodi pi sulle persone di quanto comicamente potesse fare prima. Veste sempre inmodo impeccabile, non credo di averlo mai incrociato vestito in modo meno cheinappuntabile. ancora ricchissimo, dato che ha sommato al suo discretopatrimonio i proventi legati al fatto che, negli anni, diventato uno Pozionista di chiara fama.

Per la serie: piove sempre sul bagnato. Leda ci si fionderebbe sopra comeuna mosca sul miele. Dubito che non ci abbia gi provato.

Difficile non accorgersene per di quanto laguerra abbia lasciato delle impercettibili tracce anche su di lui. Penso chesia una cosa ampiamente assodata che la mia generazione abbia ricevutouneredit di tic nervosi, cicatrici nascoste, incubi ricorrenti o lievizoppie. Sono imperfezioni persino accolte con grazia e gratitudine, se sonotangibili segni di sopravvivenza a merito ed onore di chi invece non ce lhafatta.

Malfoy, sicuramente pi di molti, deve avere unintero armadio pieno di scheletri bellici, sebbene la postura autoritaria,laria strafottente e i modi aristocratici facciano supporre il contrario.Esteriormente, forse ora che mi sono data pi pena di osservarlo vista lastranezza della sua presenza qui, ho notato subito una caterva di piccoli segnibianchi sulla mano destra, come delle piccole escoriazioni rimarginatesi male eunimpercettibile indecisione dello stesso braccio quando si muove. Sembrastranamente essersi pi acclimatato alluso del braccio sinistro.

Mi stupisco della quantit di dettagli che honotato in pochi istanti, ma concludo con una punta di isterico infantilismoche, sebbene i tempi siano cambiati, sono una sorta di sua nemica naturale.Alla fine credo che i nemici siano quelli che ti conoscono meglio. Un nemico tistudia a fondo per scorgere ogni tua debolezza; invece un amico intimamenteterrorizzato dallidea di trovarne una in te, tale da farlo desistere dallostarti vicino. Quindi, credo di conoscerlo bene Malfoy, le sue espressioni, isuoi gesti e i suoi sguardi.

Non che lo vedi spesso, mi capita sempre disfuggita nel campo visivo della mia vita, per in quel modo solenne che ti siimprime negli occhi. Vuoi per la sua persona svettante, vuoi perch mi annotocon riflessi tardoadolescenziali se si stia comportando bene, vuoi perch dallafine della guerra ha assunto labitudine a riservarmi almeno un cenno di salutoa cui, mio malgrado, per educazione rispondo vuoi per tante cose, masicuramente una persona che, osservandola, conduce a molteplici riflessioni,fosse pure sul tempo che passa o sulle persone che cambiano.

Draco Malfoy tutto sommato cambiato appunto,assumendo una nuova rispettabilit borghese che non ha nulla da invidiare anessuno: si impegnato e sforzato, ha ingoiato rospi amari come case, ma allafine ha scollato la sua immagine da quella del Mangiamorte che quasi assassinSilente. ancora oggetto di pregiudizi e dubbi intendiamoci, e giurerei chesia rimasto una persona odiosa. Ma almomento credo che sia solo uno stronzo snob, non un razzista bigotto: sonosoddisfazioni, dato che frequenta Teddy a quanto pare.

Credo che, a pensarla come me, siamo sia io cheHarry. Forse Harry ha qualche riflesso persino di una maggiore positivitquando si tratta di Malfoy, forse per il contraccolpo della bugia di sua madrequando ment a Voldemort sulla sua morte, cosa che a conti fatti ha davvero decisole sorti della guerra e della sua stessa vita. Naturalmente questo siripercuote anche su Ginny, grata della salvezza del marito.

Caso diverso invece Ron che, per motivi tuttosommato comprensibili, non ha mai smesso di detestare Malfoy. In fondo parliamodel bulletto idiota che per tutti gli anni della scuola lo ha sempre trattatocome uno straccione, assieme alla sua famiglia. Ron era un Purosangue, ma forseha avuto il peggiore trattamento tra noi tre perch Malfoy premeva su aspettiche per Ron sono sempre stati delicati, riguardando la sua famiglia nellalogica da clan su cui riflettevo poco fa. E naturalmente in poche disgustateespressioni facciali, Malfoy ha mostrato chiaramente di non aver assolutamenterinnegato quel lato. Pu anche aver formalmente abiurato alla superiorit deimaghi Purosangue, anche se ci scommetto che continua a fare enormi distinguotra i maghi stessi, ma non per questo non considera i Weasley una massa diabominevoli teste rosse che disonorano il buon nome della comunit magica conla loro ridicola insulsaggine, la loro chiassosa povert e la loro scanzonatamodestia.

Comprendo quindi perch Ron, da quando Malfoy uscito, ha misurato la stanza a grandi passi borbottando a denti stretti ecalciando sedie e tavoli. Molly cerca in modo tattico di offrirgli una tazza dit al gelsomino, bevanda assunta sempre da mio marito per calmarsi, ma Ron laignora continuando a camminare e a gesticolare spazientito, le orecchie infiamme. Harry motteggia al suo indirizzo poche parole di rassicurazione cheper non hanno presa e gli altri sono bellamente presi dai loro affari e dalritorno pressante della conversazione su Victorie e Teddy. Dal canto mio, credodi lasciarlo sfogare per istinto di conservazione del nostro matrimonio. Quandosi tratta di Malfoy, Ron diventa abbastanza odioso e cocciuto, ben pi delbiondo che almeno solitamente non sento parlare.

Alla fine, sgonfiato come un souffl andato amale, Ron decide di dirigere la sua invettiva contro il colpevoledellintrusione di Malfoy nella sua casa. Si siede pigramente su una poltrona,punta un dito contro Teddy con espressione stralunata e chiede con una punta diferoce isterismo: Perch Malfoy al momento in casa mia a fumarsi unasigaretta in terrazza?! Potrei avere una decente spiegazione?.

Il fatto che tutti tacciano allimprovviso miingiunge naturalmente a pensare che il punto era oggetto di curiosit di tuttala stanza, persino pi di cosa dovrebbero fare i ragazzi. Noto per con unapunta di rammarico il colorito grigiastro di Teddy, che evidentemente siaspettava questa domanda ma quanto pi tardi possibile. Se consideriamolargomento delle conversazioni fino ad ora, comprendo quanto la cosa lo mettain difficolt se fino a poco fa rimasto calmo e flemmatico. Persino Victorie,che fino ad ora stata un fantasma di assente raccoglimento interiore, chiudela mano piccola sul polso del fidanzato, rendendo visibile alla luce dellampadario lanello di plastica rossa che porta come simbolo del lorofidanzamento.

Mi fanno una tenerezza tale che, in notevoleritardo, mi alzo in piedi e chioso severa verso mio marito: Ron datti unacalmata. Siamo tutti stanchi e provati dagli eventi della serata mipare che la presenza di Malfoy sia proprio lultimo dei problemi se Teddy loha voluto qui, avr le sue buone ragioni. Completo la mia tiritera sollevandoil mento fiera e sorridendo con dolcezza a Teddy che mi guarda con gratitudine.Tutto ci, per, si ripercuote sullo stato emotivo di Ron che mi dedicaunocchiataccia raggelante tra le migliori del suo repertorio, quella insommada umiliazione di fronte alla sua famiglia e da conseguente scorno perunintera settimana. Sospiro lungamente ancora pi stremata, preparandomi alfiume di parole sconnesse che adesso mi dedicher in preda alla rabbia, nonchallinevitabile tentativo di Molly di fare da paciere e a quello di Ginny disdrammatizzare, entrambe cose che rintuzzeranno di pi sia me che lui.

Lultima cosa che mi impongo di fare in unultimo singulto di buonsenso insonorizzare con un incantesimo pigro laportafinestra cos che almeno Malfoy non abbia pure la soddisfazione disentirsi questo litigio in diretta. un incantesimo che mi tocca fare almenouna volta al mese, quando a Ron salta in mente di urlare come unostraccivendolo per qualcosa e io temo che Ginny ed Harry sentano tutto.

Ron ha gi spalancato la bocca per prenderefiato che miracolosamente viene interrotto da Teddy che, in modo deciso, si dpena di intervenire e spiegare. La sua voce calma, pacata, monocorde, eppureho limpressione che sia contemporaneamente molto coinvolto da ci che stadicendo. Le poche pause mi fanno dedurre che un discorso preparato da tempo,forse da prima della gravidanza di Victorie. I balbettii sommessi mi informanodi quanto abbia temuto fino ad ora di parlare di questa storia, forse con lapaura di essere giudicato e non capito, come del resto sta in parte accadendo.

Eppure, il tono stentoreo che usa per iniziareimpone un silenzio di tomba attorno a lui, ben pi di quello che accadutoquando ha confessato della gravidanza.

Specie perch con una semplicit disarmante haproferito solenne: Draco Malfoy aveva tutti i diritti di essere qui. miozio . Esattamente come tutti voi.

A quelle parole persino un po crudeli, cheimpongono una somiglianza di cuore ed affetto a cui nessuno mai avevalontanamente pensato, ricado seduta sul divano in modo fiacco, aspettando cometutti che Teddy continui a parlare. La sagoma di Malfoy, nel velluto nero dellanotte, appena percettibile. Sembra unombra che si mangia la luce. La guardoper tutto il tempo dello scarno discorso di Teddy, come a cercare di farcollimare le parole del ragazzo con quella schiena dritta, altezzosa.

Mi dispiace non avervene parlato prima. Era unacosa che mi terrorizzava. Se aveste pensato che io non vi fossi grato opeggio che non vi volessi bene voi tutti siete la mia famiglia. Nellasfortuna di non avere genitori, siete stati tutto per me. La mia casa, quandopensavo di non averla. Non mi sono mai sentito mai solo una volta in tutta lavita grazie a voi. Per come spiegare cera sempre un buco dentro, ognigiorno. Tutti avevano delle radici ben piantate, io nessuna: ero un seme felicenel vento, ma se quello si fosse fatto pi intenso e pericoloso, sarei statospazzato via. Voi avete sempre avuto delle risposte per ogni mia domanda. Macerano alcune a cui non potevate rispondere. E paradossalmente quelle sonodiventate pressanti e pesanti nel mio cervello. Mia nonna lei capiva .Ha sempre capito. Mi ha detto una volta: far di tutto per farti capire,per piantarti unancora nel cuore cos che tu non ti senta perso nel mondo,bambino mio. Avevo tredici anni quando cominci con quella ricerca. Leiera gi debole, stanca. Malata. Ma recuperava coraggio, forza, sempre.Per me. Se sar una bambina se mia figlia lo sar sar AndromedaLupin. Non potrebbe avere nessun altro nome.

I Tonks superstiti erano pochi. Omuncoli edonnicciole sparse in poche case rade nel nord della Scozia, non sapevanonemmeno che esistevo. Ci offrirono un t freddo in una casa umida, parlaronobrevemente di mio nonno come di un parente lontano e distante. Erano tuttibabbani, raccontai loro della morte eroica di mio nonno Ted, piansero moltoassieme a mia nonna. Mi ringraziarono di quel pezzettino di storia che nonsapevano. And peggio con i Lupin. Non vollero vedermi, sembravano ancoraterrorizzati dalla fama da licantropo di mio padre. Non me ne curai. Andammovia, me ne dimenticai. Chi ricordava ancora mio padre come un semplicelicantropo, non meritava la mia attenzione. Incontrai anche qualche parente dimia nonna paterna Hope , dalle parti di Cardiff.Terminammo quel mese di viaggio con un senso di vuoto che ancora non se neandava. Per me pensavo che fosse normale, da orfano stavo sempre cos o quasi.Ci sapevo convivere bene. Per mia nonna, era una novit. Era tutto collegato adun nome che, come nellidea del suo significato, era nero di risposte. I Black .

Sapevo da voi la storia di Sirius. Avevo saputoda mia nonna delle sue sorelle Narcissa e Bellatrix, di ci che le avevadivise, del disonore che lei aveva causato con le sue nozze alla sua famiglia,delle simpatie per Voldemort, del matrimonio di Cissy con Malfoy e di quello diBella con Lestrange, della morte di Bella in guerra e della bugia al SignoreOscuro di Narcissa. Ma erano solo racconti, parole rade di vergogna e diribrezzo che non mi davano soddisfazione, anzi mi incuriosivano di pi come inuna sorta di attrazione fatale per una specie di oscurit latente anche in me.Mia nonna lei mi confess di aver spesso ripensato a sua sorella minore. Di aver sperato che le ultime fasi dellaguerra e quella bugia fossero segnali di un ravvedimento anche nei suoi confronti.Si sbagli di grosso. Narcissa non fece mai nulla per riavvicinarsi a lei, emia nonna si macerava nella nostalgia e nellassenza, incapace tuttavia di fareuna cosa qualunque per rompere il ghiaccio, certa che sua sorella non avrebbemai voluto vederla. Io, nel mio piccolo presi a masticare libri su libri suiBlack, ad impararne tradizioni ed usanze, a conoscerne membri ed abitudini,aiutato per come poteva da mia nonna. Non ero mai sazio, mai soddisfatto, comese in quella mancanza avessi riversato tutto il resto. So adesso che fu solo unripiego, mi mancavano in realt mia madre e mio padre come sempre era stato.Solo che quella mancanza cos aveva assunto una forma pi accettabile. Persinorimediabile. Persi parecchio tempo cos, studiai di nascosto, terrorizzato chelo sapeste. E poi arriv il mio quattordicesimo compleanno, il 9 aprile dicinque anni fa. Facemmo una festa qui. Ricordo dei palloncini blu cobalto. Epoi quel gufo andammo via prima io e la nonna con mille richieste di scuse eprofusi ringraziamenti. Una lontana parente reclama Teddy per un regalo!. Era la prima volta che sentivo una bugia uscire fuori dalle labbra di mianonna. Negli anni, poi, ho sempre pensato che in realt non ment. Ebbi davveroun regalo quel giorno.

Nella nostra completa ed ovvia ignoranza, nonchnella storica riservatezza di quella famiglia, non avevamo saputo naturalmenteche, nel mese di febbraio, Narcissa Black era stata colpita improvvisamente daun ictus celebrale. Rest in coma un paio di settimane, le diedero lestremaunzione perch convinti che non sarebbe sopravvissuta. Ed invece lei, osticacome sempre era stata, si riprese. Da allora, rimasta paralizzata dalla vitain gi: ma viva, combattiva, fiera. Come sempre stata. Quando si svegli,raccont a suo figlio e a suo marito che non aveva fatto altro che sognare unapersona, per tutto il tempo. Mia madre. Sua nipote Ninfadora. Non ha maidetto granch di che cosa sognava, di come lei fosse, di che cosa avesse dettoma da allora, continu ad insistere in modo pressante per incontrare me e mianonna. Non devo morire un secondo prima di questo momento. Pass deltempo naturalmente, doveva tornare a casa prima e quella lettera arriv solo ilgiorno del mio compleanno, come un regalo. Mi sono sempre chiesto se labbiafatto apposta. Lei non mi ha mai risposto, per questo penso sempre che siacos.

Mia nonna e sua sorella parlarono per cinqueore, prima che fossi ammesso nella stanza di Lady Malfoy. Era adagiata in unletto rosso, spiccava come un fiore dorato. Accanto a lei, come due guardiesilenziose pronte a realizzare ogni suo minimo ordine e comando, cerano Luciuse Draco. Mi intimorivano, sembravano solo accondiscendere a quella pazzia diNarcissa sebbene non lapprovassero. Lei mi fece segno di avvicinarmi, studiil mio volto con un attenzione maniacale, chiese sgarbatamente se fossi ancheio un mannaro. Mi incespicai con le parole e per tutta risposta i miei capellicambiarono colore, diventando celeste acquamarina. Scorpius, il nipote diNarcissa, che era seminascosto dietro le gambe del padre, mi venne incontroridendo, smaniando per toccarmi i capelli. Cissy sorrise e fu come se unrespiro fu rilasciato tuttassieme nello stesso momento. Mia nonna non fecealtro che piangere tutto il tempo, parlava e piangeva, rideva e piangeva,giocava con Scorpius e piangeva. Io feci quello che potevo, intontito come misentivo. E poi mi portarono il mio regalo: larazzo dei Black. Cera il mionome adesso. Non cerano pi bruciature adesso. Cera mia mamma, mio pap, mianonna, io. Sentii finalmente quelle radici attraccarmi alla terra, come mainella vita.

Allinizio, con Draco e Lucius, fu difficile.Narcissa era algida, caparbia, fiera. Ma ebbe subito una dolcezza tenace neimiei confronti, figlia del perdono che aveva destinato alla sorella. Suo maritoe suo figlio, invece, sembravano considerarmi solo un intralcio nella lorocasa. Ci misi un anno intero a farmi accettare da loro, mentre andavo insegreto a casa loro per visitare Narcissa e farle compagnia assieme a mianonna. Accadde per caso per me in un primo momento ma oggi penso che lo feceroapposta per vedere la mia reazione. Mi fecero assistere alla scrittura deltestamento di Cissy, cosa che mi fece diventare triste in un modo fin troppoevidente, anche se fingevo di no. Non potevo immaginare di perdere gi adessomia zia. Fu quello il segnale per loro, per Draco e Lucius. Capirono che erodavvero affezionato a lei, che non mi importava del denaro: non mi ero mostratominimamente incuriosito da quanto sicuramente avrei potuto ereditare, per meera peggiore la prospettiva di veder morire Cissy. Solo allora, davvero miaccolsero in casa loro come un pari, evitandomi e proteggendomi anche dallavista della moglie di Draco, Astoria, che invece aveva sottolineato spesso diconsiderarmi inferiore. A Draco, per, non importava. Per nulla. Prima perscherzo e poi seriamente si fatto chiamare zio, insistendo per per usare ilmio nome sempre al completo. Non sei un orsacchiotto, Edward. Ha pretesoin modo imperioso che gli presentassi Victorie. Ha insistito alla sua manierache firmassi per diventare il tutore di Scorpius. Mi ha imposto di accettare lasomma che mi aveva lasciato Lucius quando mor due anni fa. Tecnicamente luiche paga la scuola. Non mia nonna, non i suoi risparmi non ce lavrei maifatta, altrimenti. Draco stata la prima persona che ho chiamato quando morta la nonna. So che magari per voi suona incomprensibile, ed orribile, edingrato specie perch ve lho nascosto. Specie perch mai ne ho parlato. Dracoavrebbe sempre voluto che lo facessi, Weasley ci rimane sul colpo, dicevasarcastico, ma per me sempre stato impossibile. Impossibile, perch temevoche non capiste, temevo che mi giudicaste. So chi . So chi sono. So chi stata mia zia Narcissa, so tutto del passato di Draco Malfoy. Ma sono la miafamiglia, esattamente come voi. E se non potessi credere alla capacit dicambiare cuore e vita, vuol dire che mia madre e mio padre non mi hannotrasmesso nulla. Non sarebbero morti se avessero pensato che, dopo di loro, iocontinuassi a credere nei pregiudizi e non cercassi di cucire una nuova vitacon tutto il mio impegno e sforzo, seguendo il loro esempio.

Poco prima che mia nonna morisse fecepromettere agli zii non tanto di prendersi cura di me, perch per quellosapevano che ceravate voi anche se comunque si affidava anche a loro perchio fossi felice e al sicuro ma voleva soprattutto che mi facessero sentiredavvero lultimo dei Black assieme a Scorpius. Che mi considerassero parteintegrante della storia di una famiglia che dura da secoli, e che mia madre nonaveva invece potuto vivere appieno anche nei suoi aspetti positivi. Loro hannoaccettato, insomma. Alludevo a questo, a questa storia, prima, quando hoparlato con lo zio quando lui mi ha detto che cos saremmo stati pari.Narcissa considera la sua redenzione per il comportamento che ha avuto con miamamma, vincolata a stretto filo a quanto invece far per me. Come se io fossiuna specie di risarcimento danni: certe volte mi scoccia, lo dico sempre chesono storie passate e che ormai non hanno pi importanza. Ma la zia moltoseria in questo e per il resto so, insomma, che non solo una riparazionedei torti. A loro modo, in questo modo sarcastico e velenoso, loro zia Cissy ezio Draco mi vogliono bene. Ed ecco che arriviamo a perch lo zio qui ierigli ho parlato e gli ho raccontato di me e Victorie. Se lho fatto prima diparlarne con voi, perch un Black deve ottenere una specie di approvazionedal membro pi anziano della sua famiglia per contrarre matrimonio. Ed appunto,come vi ho detto, mi considerano tale adesso. Per fortuna conoscevo tutte letradizioni dei Black prima ancora di conoscerli insomma il membro pi anzianodella famiglia il solo che pu concedere un permesso per sposarsi.Altrimenti, certo uno si pu comunque sposare ma non sarebbe un matrimonioconsiderato onorevole. quello che accadde alla nonna, o a mamma. Ed il primosegnale per me che le cose sono cambiate era avere questo permesso la zia eracome sempre a letto, non mi ha potuto rispondere bene perch adesso ha anchedifficolt respiratorie, e non riesce a parlare. Quindi sostanzialmente haabdicato al suo ruolo in favore dello zio. E lui a modo suo mi ha detto pocofa di fare come credo che sia giusto. A patto che lonore della famiglia siarispettato su questo vigiler lui. Penso quindi che vorr partecipare aipreparativi o a tutte le altre faccende, se non altro per rassicurare zia Cissyche ci tiene molto a queste cose. Hanno conosciuto Victorie, a loro piacecredo davvero che sia solo una cosa formale che lo zio verr qui. Sento che giusto cos, in fondo. Cos come, adesso che sapete tutto questo ed adesso chesapete che anche loro ci potranno aiutare, dovreste essere certi che io e Vicnon finiremo in mezzo ad una strada. Siamo in grado di crescere un bambino,siamo in grado di sposarci ho gi parlato con lo zio, so che lui si sforzerdi non trasformare questa occasione in un tiro alla fattura. Me lo ha promesso.Voi potete fare lo stesso? Per me? Qualsiasi sia il modo in cui la pensiatenon voglio essere costretto a scegliere da che parte stare. Non costringetemi adoverlo farlo. Loro non lo hanno fatto. Voi lo farete? Io io non sono ingrado di poter scegliere. Non posso farlo. Per favore.

Teddy finisce di parlare in un suono di gola chesomiglia ad un singhiozzo trattenuto, mentre Victorie lo accarezza ritmicamentesulla spalla destra guardandoci con espressione torva ed arcigna. Per un attimonon studio colpevolmente la testa bassa del ragazzino e le spalle tremanti chevistosamente celano un pianto che non vuole lasciar sfuggire, ma mi fisso sugliocchi di Victorie, su quel ceruleo trasparente che diventa oltremare torbido.Penso di nuovo istantaneamente che sar una moglie e madre con un istinto allaprotezione cos spiccato da trasfigurare la dolcezza dello sguardo elimmaturit dellet in modo prodigioso. Guarda tutti, compresi i suoigenitori e nonni, con una punta di feroce orgoglio solo perch abbiamo toccatodi striscio Teddy facendolo soffrire. Figuriamoci quando ci sar di mezzo unfiglio.

Una madre si cava il sangue delle vene per unfiglio. Lei forse far persino di pi.

Dovrebbe davvero avere loccasione di esseremadre di questo bambino, anche se nato sotto un tempo acerbo. Lo penso davveroed improvvisamente.

Ed la prima opinione che riesco finalmente aformarmi.

La seconda invece prende sostanza nel momento incui mi rendo conto del silenzio che, dopo le parole di Teddy, non ha smesso digravare nella stanza. Nessuno vuole aprire bocca per primo, e ci dimprovvisomi pare cos ingiusto verso questo ragazzino che ha appena aperto il suo cuoredavanti a noi, che sono presa per converso dallimpulso di dire una cosaqualunque pur di rassicurarlo sul fatto che gli vogliamo bene comunque, che locapiamo, che in fondo non successo nulla, che non sar certo la sua vicinanzacon Malfoy a farcelo alienare come figlio, nipote, amico, qualsiasi cosa siastato in questi anni. Per amore di Teddy, per, cerco prima di analizzare afondo tutte le parole che Malfoy ha detto appena entrato, la sua espressione edil sottotesto, specie ora che conosco la verit, come a volermi purificare ipensieri, come a voler cercare di eliminare ogni onta di sospetto verso ilvecchio nemico. Non lo faccio per il biondo, sia chiaro, ma per Teddy.

come se mi chiedessi se, in fondo, possofidarmi di Teddy al punto da affidarlo a Malfoy.

Una sola cosa mi rimasta impressa e misovviene subito appena richiamo alla mente tutto il breve incontro: locchiatache Malfoy ha riservato a Teddy quando gli ha chiesto se faceva tutto questosolo per quella vecchia storia e che ora so essere la promessa fatta adAndromeda. Malfoy ha scosso il capo, sembrava incredulo, sembrava sbigottitoera sorpreso che Teddy ancora si chiedesse una cosa del genere.

Come se fosse ovvio, scontato, naturale che luilo facesse anche per altro perch si affezionato sinceramente a lui.

Gli ha poggiato la mano sulla spalla e non harisposto direttamente. Teddy per ha capito subito. Come se sapesse

La mia mente si lambicca attorno ad un concettoapparentemente semplice, ma che mi sfugge come se fosse fatto di polvere.Sguscia, sfrigola e sguizza, e mi sembra di perderlo sempre. Lo stomaco che mipunge, la nausea che resuscita nella mia gola donandole un sapore acre divomito, mi fa quasi perdere la presa come se facesse troppo male inseguire quelpensiero, come se mi portasse nel labirinto del Minotauro. Non ho un filo intasca, per, che mi riporti indietro: la camicia sotto il maglione aderiscealla pelle della schiena sudata, eppure continuo a cercare quel pensierocascatomi fuori dal cervello. Respiro piano, male, come se fossi sottacqua enon so perch ho paura di questo paragone e poi in un rantolo comparelilluminazione che cercavo.

Una frase sciocca che non capisco perch mimettesse in un tale soggezione mentale. Tutto ci che minuscolo e stupidocon altri, con lui invece, diventa grandissimo e sterminato.

E questo che Teddy sapeva e capiva, ci ha vistomolto pi di me in una pacca sulla schiena e in uno sguardo casuale.

Malfoy gli ha dato il motivo che cercava.

Accade allora: non ne prendo subito coscienza enon riesco quindi nemmeno a fingere che vada tutto bene, come ho fattodallinizio di questa lunghissima giornata. So solo che, in una frazione disecondo, tutti i colori della stanza sembrano sparire assieme alle voci, comese venissero risucchiati via in un vortice di luce intensa e malata. La nausea,ormai, non pi solo dentro il mio corpo ma ovunque, in ogni cosa. Fuori,dentro, di me: allesterno diventa solo una melassa condensata ed ondosa che misbatte e ribatte avanti ed indietro.

Tutto diventa bianco, le ombre della genteattorno si allungano e contorcono e qualcuno mi chiama preoccupato, ma io nonso pi parlare.

Perdo i sensi nella voce di Ron che grida il mionome.

il motivo che cerchi.

Quando Hermione Granger, 36 anni appena compiuti, riprese i sensi, era nelletto di casa sua sotto il suo copriletto caldo, accanto al comodino con illibro da finire in trenta pagine, vicino ad una camomilla con miele e limone.Suo marito sorrideva incoraggiante, dicendo che doveva smettere di lavorarecos tanto, che era svenuta a casa di sua suocera come una pera cotta, cheerano nel pieno di un dramma famigliare in piena regola ed aveva bisogno chelei stesse in forze. Sorrise suo marito, ironico e sarcastico, ed Hermione locap sorridendo a sua volta, scusandosi del malessere che ancora noncomprendeva.

Disse che adesso stava bene e che era tutto a posto, non si dovevapreoccupare. Ma lui aveva gi chiamato un Medimago, non si poteva prendereinfarti ogni volta.

Lei protest, mise il broncio, incroci le braccia, ma alla fine cedette.

Lasci entrare la dottoressa, una donna di colore alta e bruna con unsorriso sottile che non le arrivava agli occhi. La visit meticolosamente,disse che non era nulla di grave, le prescrisse un paio di giorni a letto. E lediede una Pozione Guaritrice, rossa come sangue fluido e mai coagulato.

Credo che abbia uno stato di debolezza generale, signora Weasleyaggiunse in tono flautato, sistemandosi i capelli Niente di preoccupante, mameglio assumere cautelarmente del ferro per innalzare lemoglobina del sangue.Beva la fiala e star meglio. Rest inattesa, cauta, come se si aspettasse che non lo facesse.

Hermione Granger era testarda, detestava gli ordini. Era convinta di esseresolo stanca, quella dottoressa imbelle non poteva sapere che razza di vitafaceva e che quindi, nelleconomia delle cose, uno svenimento ci poteva stare.Rassicur la dottoressa che avrebbe bevuto la Pozione, che sarebbe stata ariposo, che non si sarebbe agitata e non sarebbe uscita per un paio di giorni.

Il medico sorrise di nuovo con quella piega senza espressione, e lasci la stanza.

Hermione rote gli occhi al cielo, sbuff e poggi la Pozione sul comodino,prendendo invece la camomilla. Aveva bisogno solo di riposo, non dei rimedi diuna che doveva essere una ricca snob con la puzza sotto il naso e che faceva ilsuo lavoro solo come rimedio alla noia. Le consigliasse una migliore segretariainvece di Leda che triplicava il lavoro oppure una famiglia meno nevrastenica,invece di imbottirla di Pozioni!

Non bevve lintruglio, al mattino se ne scord quando Leda chiam per dirleche non trovava la pratica sul caso Latimore . E,dopo, Hugo pens bene di versarla sul tappeto.

Poco male si disse Hermione, scrollando le spalle Una che indossa sulcamice gioielli vistosi come il cameo di una rosa bianca, non pu essere unbuon medico!.

Postscriptum a suo modo necessario: questo capitolo, peraltro breve e dove forsenemmeno succede granch, arriva ad un anno quasi di distanza dal precedente. unacosa che mi provoca un enorme imbarazzo e disagio, perch davvero a questastoria ci tengo molto e credo che ormai, se ci siete ancora, lo sapete bene. Questanno purtroppo stato davvero sfiancante per molti motivi e la testaspensierata che mi serve per scrivere lho avuta per poche settimane, quelle incui ho scritto. Non vi star a raccontare che cosa mi successo, non nemmenogiusto cercare giustificazioni e parlare quindi della mia vita personale. Possosolo ripetere come sempre faccio che questa storia non sar mai abbandonata,che la porter a termine comunque vada ed anche con questi tempi, e posso soloringraziare chi mi stato vicino e chi ancora mi legge. Grazie davvero pertutto. Cercher di rispondere alle recensioni rimastemi e per il resto, sevolete, sono sempre su Facebook per qualsiasi domanda. Cassie.