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Su Kyokkjit si respira una strana atmosfera. Da quando 6-grigiottero-0 è stato sospeso dalle funzioni, le delicate apparecchiature di supporto vitale hanno cominciato a deteriorarsi. Le aromatiche emissioni dell’ossidazione funzionale sono state rimpiazzate dai sottoprodotti dell’attività batterica. Ma tanto né il flaadaass né il kwasskallak possiedono un senso dell’odorato capace di offendersi.
Nella sala delle Assemblee, 1-pervincaceo-7 e 4-amarantolo-6 stanno seguendo la procedura d’urgenza treunoquattro per punire la rivolta dell’ affssdewr . Sono in attesa della risposta dell’Alveare per allestire la cerimonia della punizione. Il Protettore è soddisfatto: le sue chele ticchettano felici. La loro sub-coscienza periferica pregusta il momento in cui saranno impiegate per eseguire ciò per cui sono state progettate. Il Cultore della Scienza è soddisfatto: la collaborazione mostrata all’Alveare durante la crisi è risultata conforme alle regole e l’opposizione alla cancellazione della colonia è passata in secondo piano.
Il cristallo catalizzatore riluce di tutta la potenza dell’Alveare. È possibile avvertire la molteplicità vibrazionale, la forza debordante di quella volontà pura. Per qualche cronotone, infatti, la coscienza collettiva sarà canalizzata e materializzata in quella sperduta sala su Kyokkjit , per valutare il caso e decidere il destino del rivoltoso, macchiatosi di uno dei più tremendi crimini che la collettività possa immaginare.
Il tribunale è pronto a procedere. A un cenno di 4-amarantolo-6, il diaframma d’ingresso nella sala si ritrae nelle giunture e il guscio sconfitto di 6-grigiottero-0 incede lentamente in avanti. Richiudendosi, il diaframma sospira per lui.
È una vibrafonia potente, quella emessa dal cristallo catalizzatore, una sinfonia di trklij-dij che il TIM traduce con insospettabile sicurezza: “ Affssdewr 6-grigiottero-0. Ti trovi qui per conoscere il tuo destino. I rappresentanti delle caste riassumeranno ora le accuse”.
1-pervincaceo-7 allarga gli pseudopodi e si erge con la sicurezza di chi si muove nel proprio ambiente naturale. Può finalmente esprimersi in altolingua, dato che il cristallo si occuperà della translitterazione per il traditore.
“Yuggoth è grande e l’Alveare è il tutto! Da quando il Sommo Fuujg-fuqys fondò il principio dell’Ordine dell’Equilibrio, ogni protocellula è parte del Grande Disegno. Ogni conglomerato, ogni molecola prodotta ha come unica aspirazione quella di servire la collettività; ma siamo comunque esseri tristemente imperfetti. Questo caso, e gli altri casi prima di esso, ci impongono una dolorosa riflessione sulla contraddizione che ci trasciniamo dalla prima mitosi fino all’apoptosi definitiva. Siamo conglomerati perfetti ma germoglia in noi il seme della distruzione: la denominazione personale singolare. L’Alveare è l’unica salvezza. Senza l’Alveare, la molteplicità rischia di travolgerci, di adombrare la perfezione dell’Unico raggiunto. Quando una cellula o, madre di tutte le catastrofi, un fuco intero devia dall’Ordine e si estranea alla logica dell’Alveare, siamo di fronte al più orrendo dei crimini, il peggior abominio che possiamo concepire. E come tale va corretto”.
Tecnicamente parlando, la prolusione del Protettore non è necessaria. D’altronde la chimica ricreativa ha bisogno, ogni tanto, di qualche concessione.
4-amarantolo-6 prende a lampeggiare i capi d’accusa: “6-grigiottero-0, sei accusato di mancanza ai tuoi doveri primari; scarsa manutenzione ordinaria: lucidatura imperfetta; scarsa manutenzione straordinaria: sensori opacizzati e mancata riciclatura di conglomerati esausti; colloquio vibrafonico con Eternati in ore lavorative. Sono naturalmente da considerarsi aggravanti il massacro estetico dell’altolingua…”.
“Faccio io, grazie” lo interrompe 1-pervincaceo-7, e continua: “Sei inoltre accusato di abuso di tecnologia di controllo, uso indebito della modalità “intervento divino”, sorveglianza superficiale di una colonia in stasi, studio non autorizzato di sub-creature-forza-lavoro, non-conformità reiterata alle procedure dell’Alveare e dei suoi rappresentanti, iniziativa inopportuna, sabotaggio, lesa Grandiosità nei confronti del Consiglio dei Protettori e il suo qui presente rappresentante, lesa Supremazia nei confronti della Commissione dei Cultori della Scienza e il suo qui presente rappresentante”.
“È forse rosacea di scherno, quella striatura?” pensa 4-amarantolo-6, ma non crede sia il caso di chiedere.
“E infine il crimine più grave di tutti: mancata collettività”.
Interminabili cronotoni trascorrono mentre il cristallo finisce di tradurre in vibrolingua i capi d’accusa, poi è finalmente il turno dell’Alveare, che comunica la propria decisione.
Non bisogna credere che certe decisioni si prendano alla leggera: per sua struttura, l’Alveare dispone delle risorse mentali e mnemoniche di una sterminata collettività, sparsa in tutto l’universo e in parte di quelli adiacenti. Quello che alcune sub-creature a simmetria bilaterale definirebbero un battito di ciglia è, riferito ai processi mentali dell’Alveare, l’equivalente di un intero cronosettore passato a rimuginare.
La vibrafonia perfetta del cristallo riempie la sala: “ Affssdewr 6-grigiottero-0, sei stato riconosciuto colpevole e condannato all’esilio dall’Alveare”.
“Punizione esemplare!” lampeggia in altolingua 1-pervincaceo-7.
“Per citare il sommo Fuujg-fuqys” ribadisce 4-amarantolo-6, “un esempio ha meno entropia di un ryyewf polisillabico”.
1-pervincaceo-7 si avvicina con solennità al fuco.
Sogghignerebbe, se potesse farlo.
Alza una chela, verifica che i tendini siano in perfetta efficienza, allarga le specole per godere meglio della chimica del condannato. E chiude la chela, di scatto.
Nessuno, nella sala, muove un solo pedipalpo al grido di sofferenza dell’ affssdewr , precipitato nell’individualità, separato per sempre dall’Alveare. Le sue antenne, morte, cadono ai suoi piedi, seguite dal loro ex proprietario. La sua coscienza, appena risvegliata, si spegne per la sofferenza.
Da svariati milioni di diktl di distanza, invece, giunge una szollerzzaarn soffocata di solidarietà e risuona nella sala. Inaspettata.
Per la prima volta nella sua vita, il Protettore è sorpreso. La sua genetica prende il sopravvento e si guarda intorno alla ricerca della fonte della vibrafonia. La sua sorpresa raggiunge il culmine alla vista della scena mostrata da un visore all’angolo della sala, che doveva essere spento.
“Pericolo!” lampeggia con odio 1-pervincaceo-7, “Il nemico si è impadronito della tecnologia!”. Si scaglia con ferocia verso il visore ma sa che non può più fare nulla contro di loro. Può solo sperare che il collasso della colonia sia abbastanza veloce da eliminare la nuova minaccia.