LNCrawler

Capitolo terzo

Il Quinto Cilindro — liberliber.it · All chapters

Capitolo terzo

Capitolo terzo

Una decina di chilometri dopo Tiefenbach aveva inizio una mirabolante serie di tornanti. A quanto pareva la strada accennava a scendere: la Duna aveva già superato il passo di Furka, quindi, se da qualche parte c’era una località con lo stesso nome, era presumibile che fosse alle spalle. Il fatto era già stato argomento di numerosi battibecchi, ai quali era seguito un lungo e rancoroso silenzio.

Sulla curva del terzo tornante la strada si allargava e dava su un’ampia piazzola di sosta, nella quale torreggiava una massiccia costruzione con la scritta “Hotel Belvedere”. Giacinto mise la freccia e puntò al primo parcheggio vuoto che gli capitò.

Alessio sporse il suo faccione in mezzo ai due sedili anteriori. “Che significa?”.

“Significa che è passata la mezza ” rispose Giacinto, “e che se qui c’è un posto dove sedersi ci facciamo portare un po’ di becchime . Poi magari ci facciamo una bella pènnica e prima di ripartire ci facciamo spiegare per bene la strada”.

“Approvo” disse Filippo.

Anche Alessio era d’accordo, quindi non disse niente. Si limitò a brontolare qualcosa, tanto per avere l’ultima parola, poi estrasse dal taschino una piccola cartuccia con delle pillole, ne fece rotolare una sul palmo e la ingollò con perizia: guai a dimenticare l’integratore antiossidante iperproteico ipolipidico prima di pranzo. Guai.

Dopo un abbondante pasto con salumi di ogni tipo, pretzel e birra in quantità, i tre anziani ebbero modo di appisolarsi sui divanetti della hall , davanti a un televisore dove trasmettevano una specie di sit-com in tedesco in cui nessuno sorrideva mai. Su una poltrona, un’attempata signora coi capelli bianchi sferruzzava con le bifocali in punta di naso. Non sollevava mai gli occhi, né sulla televisione, né sugli ospiti.

Quando i tre ripartirono erano quasi le quattro. Il ragazzo della reception aveva detto ai tre vecchi turisti di tornare indietro di qualche chilometro in direzione del San Gottardo, e di girare a destra dove c’era la piazzola del Furkapass . La piazzola era ben riconoscibile per i cartelli con il tracciamento dei percorsi: da lì si diramavano i sentieri, meta ambita degli escursionisti. Uno di quei sentieri era più largo degli altri e portava su, fino a Furka. Filippo aveva notato che la signora, la quale doveva avere un eccellente udito nonostante l’età, aveva alzato lo sguardo dal lavoro a maglia quando aveva udito la parola “Furka” e li aveva guardati in modo strano.

In meno di dieci minuti la guida disinvolta di Giacinto li riportò indietro secondo le indicazioni ricevute e lì, effettivamente, i tre poterono scorgere un cartello in legno con una scritta in gotico un po’ scolorita che indicava “Furka”. Non l’avrebbero mai visto se non si fossero addentrati nella piazzola.

Lo stradello sterrato che era indicato dal cartello saliva un po’ e si perdeva nella nebbia. Filippo non poté trattenere un’esclamazione: “nebbia sopra i duemila metri: può diventare un grosso problema...”

“ Uè , ma che ne sapète della nèbia , voialtri terùn ” esclamò Giacinto, facendo il verso ai milanesi, e ripartì sgommando verso la stradina, per nulla intimorito dal fenomeno. In effetti definirla nebbia non era corretto: dava l’impressione di una particolare densità dell’aria, più simile alla foschia che aleggia sulle paludi che alla nebbia vera e propria. I suoi filamenti sottili correvano tra gli alberi di ramo in ramo, come se fosse un’unica, enorme ragnatela. Più che la limitata visibilità, il suo effetto era una visione distorta e sfumata delle cose.

“Ma non potresti andare più piano, incosciente?” disse Alessio, rivolto a Giacinto che in effetti correva un po’ troppo. “Non si vede una beata mazza!”.

“E basta coi lamenti” lo rimbeccò l’altro. “Lasciami sfogare un po’ di sprint . Sono ancora giovane, io ”.

“Frenafrenafrena!”.

Richiamato da Filippo ai suoi doveri di autista, Giacinto cacciò un bestemmione e pigiò a tutta forza sul freno. Un coleottero spiccò il volo dall’erbetta che cresceva sui lati della strada e posandosi sul ramo più vicino rimase a fissare la scena. La Duna scivolò sulla ghiaia, scodò e si fermò a qualche centimetro da una grassa mucca bianca a macchie nere che stazionava al centro dello stradello. Giacinto rimase irrigidito con lo sguardo fisso davanti a sé, le dita artigliate al volante, le labbra contratte.

“Oddioddioddio” disse Filippo, cinereo. “Un infarto mi farete venire. Un infarto”. Alessio, finalmente, taceva.

Giacinto deglutì, si leccò le labbra asciutte, poi ebbe un sussulto: “Occazzo. E adesso chi la schioda di lì la mucca Carolina?”.

Fu come se avesse dato la stura a una botte. “Evidentemente una ragione c’era” disse Alessio con il suo tono più indisponente, “se ci hanno fatto un cartello stradale con una mucca dentro”.

“L’ammazzo” disse Giacinto. “Appena mi finisce il tremito alle mani l’ammazzo”.

“È inutile che fai l’insofferente” insistette l’altro. “Ce n’era almeno una decina, di cartelli così. Invece di pensare alle tue battute del cazzo, potevi concentrarti sulla guida”.

E mentre all’interno dell’auto la tensione si stemperava con simili manifestazioni di sollievo, il quadrupede al centro della strada guardava con sufficienza quello strano animale azzurro.

AC – 000-002-117

Kyokkjit . Questa denominazione è composta da due lemmi di vibrolingua: kyokh , che significa “vigilare”, e kkjit , “traiettoria circolare”. Con una certa approssimazione si può tradurre come “La Sentinella”.

L’asteroide è l’instancabile osservatore posto ai margini della galassia dalle profondità senzienti dell’Alveare; lo ricopre una rete di sensori di campo così sensibile da percepire il più remoto iffshel e lo attraversa un intreccio di asettici corridoi fluorescenti.

Nel corridoio 314-257, un’ombra che le menti primitive di Fkylljek -3 definirebbero spaventosa, scivola lentamente verso la sala di controllo. Una litania familiare echeggia per la volta ferrosa.

“… gfzzz … anni di studi per me- eee -tabolizzare i macchinari…”.

“…istruito dai migliori flaadaass …”.

“…costretto a una vile mansione da larva d’ affssdewr …”.

Al centro della sala, qualche visore mostra piccole forme in movimento impegnate nell’attività che tiene vivi i Sensori Avanzamento Produzione (SAP). Altri visori, invece, mostrano una scena immota, dove la luce azzurrina delle colture sconfina nell’ultravioletto. Altrove la luce è ormai tenue o del tutto estinta. Confrontata con l’ordine glaciale che regna nella sala, anche la radiazione cosmica di fondo sembra rumorosa quanto il Big Bang.

Questa volta non c’è il provvidenziale segnale di fine turno; un bizzarro pensiero sovversivo raggiunge la coscienza di 6-grigiottero-0, dedito alla sorveglianza dei visori. E s’innesca una reazione a catena…

A proposito del visore 713-624, da cui arrivano segnali di fasi alterne, cos’è mai una drykdervlosskwarm – carbonato quadrupede con bizzarro ornamento d’esoscheletro – nella logica dell’Avanzamento Produzione? O quel ridicolo veicolo azzurro feldspatoide che minaccia l’innocuo drykdervlosskwarm … Visualizza la casualità, si trovano proprio sul piccolo pianeta da cui proviene Heeva. Ma che ci faceva una neuralità così evoluta su un pianeta dominato da insulse forme di vita primitive?

Le domande rimangono prive di risposta e 6-grigiottero-0 si rende conto che ciò è male: nell’Alveare le domande senza risposta sono domande sbagliate per definizione, soprattutto se formulate da un semplice affssdewr . Per cancellare il malessere è opportuno riprendere le normali attività di sorveglianza, a cominciare dalla solita scansione delle biotropie.

Settore: setteunotre.

Pianeta: “ Fkylljek-3 ”, soprannominato “ Slyessshk ” (approssimabile con la perifrasi “là dove si litiga”).

Struttura sociale: anarchia/assenza di Alveare.

Livello tecnologico: trasformazione dei metalli.

Produzione: stasi temporanea.

Opzioni: invia sonda / allerta quartiere / inizializza sensori / cancella colonia.

I percettori visivi di 6-grigiottero-0 cadono sull’attuatore laterale, la membrana con una scritta lampeggiante che il Traduttore Istantaneo Multiversale (TIM) potrebbe tradurre grossolanamente come “Modalità intervento divino”.

Perché no? Qualche distrazione, ogni tanto, male non può fare.

Il pedipalpo corre sul piano orizzontale verdognolo, e lì dove lo sfiora appaiono alcune sezioni puntiformi più scure, che poi si allargano e si aprono come un reticolo di microscopiche fratture. 6-grigiottero-0 prende a percorrerle e lo scenario sui visori cambia radicalmente. L’oscurità delle cave per l’estrazione del hmssrix lascia il posto all’atmosfera azzurrina di Fkylljek -3, chiazzata da agglomerati di vapore d’idrossido in sospensione. Mentre il pedipalpo scivola sul piano orizzontale, il reticolo oscuro lo segue, traccia percorsi, e la scena sul visore cambia: il punto di vista si allontana dalla superficie planetaria e la sorvola, spostandosi tra le creste rocciose, poi si riavvicina. Il ridicolo veicolo azzurro di prima si affanna a risalire un percorso tracciato in una pietraia, liberando carbossido nell’atmosfera.

Un altro pedipalpo si mette in movimento e un nuovo visore si anima: ancora roccia, poi una distesa liquida d’idrossido salmastro, poi di nuovo superficie solida. C’è quell’altra miniera di zvennnssrix , poco lontano. Quando la visione è più dettagliata, compaiono singole creature che deambulano tra cubi a prevalente base-CaCO 3 , e poi ancora quei preistorici mezzi di locomozione base-alifatici impuri.

“Strano” pensa 6-grigiottero-0, “cre- eee -ature base-ossigeno che generano e inalano metalli pesanti. Se qui ci fsssrf … fosse un flaadaass della casta dei Cultori della Scienza potrei chiedergli di spiegarmi questi comportamenti irra- kkkzrrr -zionali”. Poi scuote le antenne. “Ma forse li capirebbe anche meno di me- eeekr . Io, un semplice affssdewr , le conosco meglio di chiunque altro, queste creature”. Mentre lo pensa le sue elitre vibrano d’orgoglio.

6-grigiottero-0 resta un po’ a guardare le creature-forza-lavoro di Fkylljek -3, poi emette un frinito prolungato e il suo colore vira al rosa chiaro. Il TIM direbbe che sta sorridendo.

Modalità intervento divino: attivata. Il ridicolo veicolo azzurro sul visore nella sezione di interesse per l’estrazione del hmssrix ? No, poco divertente. Quel grande tetraedro in mezzo ad altri tetraedri sul visore per la supervisione globale? Mmmh… no. Ecco, trovato: quell’edificio base-CaCO 3 , al centro di quella nidificazione indigena.

Sintesi energia… fatto.

Correzione traiettorie… fatto.

Focalizzazione raggi… fatto.

L’edificio in pietra porosa sussulta, scricchiola, si sgretola fino alle fondamenta.

“Pe- eeekrz -erduri lo stravolgimento” esulta 6-grigiottero-0. Stupide creature litigiose, si daranno la colpa l’un l’altro.

Game over.

Che noia, però, la vita qui su Kyokkjit .