29 - Punizione
29 - Punizione
*Dedicato a tutti voi, che mi aveteaspettato.
Scusate se ci ho messo tanto...ma spero ne sia valsa la pena.
Vi amo tutti...dal primo all'ultimo* CAPITOLO 29
Punizione
Era tutto perduto. In unprofondo,tetro, infinito inferno buio.
Irihe guardava la scena,sentendo isuoi pochi poteri magici abbandonarlo. Eppure, lo ricordava bene:Pixel e Velleda glieli avevano donati, e dando la protezione magica aMahel lo avevano privato di tutto quanto.
Era semplicemente un uomoormai.
I suoi tratti, orridi edeformi, siincavarono su loro stessi. La sua espressione tronfia, i suoisentimenti...tutto si affievol, come in una lenta morte.
Era quello che stavafacendo.
La sua rabbia infinita, peraver persotutto e non essere riuscito a tenere a s la Principessadell'Acqua,inizi a tenere legato a s l'unico incantesimoche, probabilmente,era meglio che fosse sparito nell'oblio.
Un'aura nera, fredda comeil ghiaccio,e bruciante come il fuoco, prese a rodere il suo corpo flaccido. Lacompagnia davanti a lui sent l'odore sgradevole di carnebruciata,e si volt. Pixel e Velleda furono i primi a capire cosastava peraccadere.
-No, Irihe, non oserai!-rugg Pixel,senza che riuscisse ad avvicinarsi.
Ormai, era troppo tardi.
L'incantesimo era statoiniziato.
Mahel guardava quell'uomo,che stavaletteralmente bruciando s stesso.
Non sapeva in che modoquesto potesseessere una vendetta, ma sentiva il suo cuore stringersi in una mortedolorosa. No...non di nuovo. Non davanti ai mieiocchi... penscon un'infinita tristezza. Strinse la mano con il braccialetto vicinoal suo cuore, e penso che stava tutto perdendosi in un'infinitatristezza. Non ancora...
Istintivamente, nonostantefossequalcosa che nessuno avrebbe mai fatto, Mahel si avvicin.Ma lamano di Lagharta la ferm -Cosa hai intenzione di fare? Sistaautodistreggendo, un incantesimo oscuro. Non farestupidaggini-
Mahel si volt,gli occhi lucidi el'espressione di chi non ha niente da perdere -Se lo lasciomorire...se lascio morire qualcuno di nuovo, non potr maiperdonarmelo!-
La mano di Laghartainizi adafferrare l'aria. Non era mai stata cos agile, dovevaessere ladisperazione.
La vide buttarsi dentroquell'aurafredda e nera, e neanche urlare il suo nome serv a fermarla.
La vide abbracciare ilcorposemi-bruciato di Irihe, mentre i suoi capelli ed i suoi vestitiiniziavano a bruciarle addosso. Ma non fece un gemito, non disse unaparola. Lo strinse forte, vicino al suo cuore, mentre le sue labbrasibilavano sull'orlo del dolore delle semplici, dolcissime parole-Sono qua. Non avere paura. Non ti lascer solo-
Uno scoppio di luce, edentrambifurono spariti nel nulla.
Lagharta guardava lo spaziovuoto ebruciato davanti a loro. La mano ferma a mezz'aria, i volti di tuttisconvolti da quel suicidio inutile.
-perch...?-sibil Lagharta, mentreSaluss volava sopra la bruciatura con gli occhi pieni di lacrime.
-Lagharta, dov'Mahel? Non pumorire, vero? Pixel, fa qualcosa!- url disperata la fatina,muovendo febbrile le ali mentre piangeva disperata -Pixel, andiamo!-
Pixel, dal canto suo, nonsapeva cosadire. Cosa fare. Quell'incantesimo oscuro non aveva ritorno, nonaveva regole e non poteva essere fermato una volta innescato. Mentrevedeva Irihe uccidersi, pens solo a quale doveva essere ilsacrificio offerto per poter morire. Perch per ottenere lamorte,quel desiderio che ormai era tutto ci che gli rimaneva,doveva averdato in cambio qualcosa di altrettanto importante. Ma cosa...?
-Non posso....fare nulla.La divinaMahel ...morta...- pronunci secco, guardandoverso il basso perla vergogna di averle promesso la vita senza fare nulla per salvarla.
Un attimo...la vita...?
-Velleda...se Mahel fossemorta, nonavremmo dovuto seguirla...?- chiese stupito, guardando il suo corpoin salute e quello della sua sposa -Qualcosa non va-
Velleda, dal canto suo,sorrise -Pudarsi che sia opera di Vie. Probabilmente...Irihe soltantoal suocospetto, per essere giudicato. Immaginavo che fosse quello, il suoultimo desiderio-
-Non unincantesimo di morte...?-chiese sconvolto, guardandola fissa negli occhi -Non pensavo avessealtri utilizzi-
-E' un incantesimo arcano,antico,forse anche pi antico di me. La sua natura oscura, ma contienela luce della Dea, perci tutto possibile. Hasacrificato la suavita, ma ha richiesto un appello con Vie, ne sono sicura. Per questonoi siamo ancora vivi. perch la stessa Mahel lo-
Saluss le siavvicin quindiagitatissima, piangendo con uno strano sorriso sul volto -Mahelviva...?- chiese speranzosa -Dici sul serio?-
Velleda tocccon le dita gentili icapelli di Saluss -Per adesso, viva. Noi siamo la prova diquesto.Ma non so cosa decider Vie. Se per lei Mahel devesottostare alleregole dell'incantesimo.....allora anche noi scompariremo. Ed ilvostro viaggio avr fine-
-Irihe, cosa diaminecredevi di fare?-chiese Mahel una volta aperti gli occhi, trovandosi immersa in unaluce bianca calda e accogliente -Non puoi permetterti di morire inquesto modo cos stupido!
Irihe apr gliocchi, vedendo unaMahel mezza bruciacchiata che lo guardava con aria di rimprovero-perch tu sei qua...?- chiese con voce rotta dalla sorpresa.
-Perch nonvoglio che tu muoia!-rispose scocciata Mahel, lasciando pian piano l'abbraccio dolce chegli aveva riservato poco prima -Ucciderti davanti a me...moriredavanti a me. ingiusto. Come hai osato...?-
-In...ingiusto?- chieseconfuso,mentre la sua espressione rimaneva di puro stupore.
-Si, ingiusto- rispose lei,guardandolo in viso e vedevo ancora il suo volto non sconvolto dalleustioni -Ho visto morire mio padre davanti ai miei occhi. Non che sisia dato fuoco, ma stata la cosa pi bruttadella mia vita. Nonpermetter a nessuno di fare altrettanto!-
Irihe si alz,senza rispondere,sentendo il suo corpo bruciare e far male cos tanto, chenessuno sisarebbe mai alzato al posto suo.
Mahel stava abbastanzabene, solo icapelli e parte dei vestiti era bruciata, e tir un sospirodisollievo. Nonostante tutto, la sua rabbia era sparita nell'istante incui tutto era andato perduto. E non voleva che qualcuno di innocentepagasse per i suoi crimini e le sue eresie -Ti chiedo scusa...Mahel.Mi dispiace non mostrarti rispetto neanche adesso, ma penso cheavrebbe poco senso...giusto?-
Mahel si alz,sorridendo, nonostantefosse ancora arrabbiata -Mahel va bene. Non ho bisogno di gestieclatanti di rispetto. Preferirei solo che nessuno si uccidessedavanti a me, tanto mi basta- rise lei, facendo sfuggire un sorrisoanche ad Irihe.
-Oh, vedo che sai sorrideredi cuore!-ridacchi Mahel, scorgendo nel viso deforme dell'uomo unespressionedavvero bella -Ne sono felice-
-Tu...non hai paura diniente, vero?-le chiese lui tornando serio, quasi infastidito.
-perch?-rispose lei, incurvando lesopracciglia per lo stupore.
-Ti ho quasi uccisa. Ioormai sonodeforme. Il mio corpo quasi del tutto in putrefazione.Puzzo dibruciato e non ho l'aspetto di un essere umano. Eppure tu mi parlicome se fossi una persona normale, con un apparenza normale. O haiuno stomaco di ferro, o non vedi ci che sono- risposestizzito,infastidito quasi.
Mahel sorrise -Certo che tivedo.Certo che sento questo odore pregnante di bruciato, quasi fastidioso.Vedo le tue ustioni, le ferite aperte piene di sangue rappreso, e ladeformit delle tue forme. Ma sei vivo, e sei una persona,qualsiasicosa tu abbia fatto prima. E poi...nei tuoi occhi...c'era qualcosache non sapevo spiegarmi. Per quanto mi disgustasse la tua personatronfia del Tempio, ci che vedo ora davanti ai miei occhinon lastessa cosa. un male...?-
Irihe stette in silenzio,pensando chelei lo aveva guardato. Forse era per quello.
Era quello che avevaportato Pixel avolerla proteggere, nonostante la avesse appena vista. Aveva visto isuoi occhi, aveva toccato il suo cuore, e tanto bastava a Pixel percapire. Un anima antica come lui capiva sempre. Lo ricordava bene.
-Avrei voluto non cedere alfascinodel potere oscuro del Tempio. Pixel non lo ha mai fatto, ed io loapprezzavo per questo. Ero solo un bambino, quando lui mi prese cons...-
Mahel sorrise, posando lamano sullacarne ustionata della sua testa -Andr tutto bene. Ne sonosicura.Abbi fiducia in...- improvvisamente si rese conto di dove fossero,della situazione abbastanza sfavorevole dato che Irihe si fossesuicidato -Un attimo. Siamo morti?-
Irihe la guardsenza capire,scoppiano poi a ridere senza ritegno -Io non so se sei strana tu, omi aspetto io troppo dalle persone- il suo volto parve rilassarsicome quello di un bambino, un bellissimo sorriso su quel volto oramaineanche pi umano -Io sono sicuramente morto. Ma tu sei unaseguacedella Dea, non penso che ti lascerebbe morire cos, senzaneancheuna spiegazione, no...?-
Mahel si guardattorno, vedendo ilnulla. E sorrise.
Pap...sisar sentito cos?Cos solo , quando morto,senza nessuno di noi a farglicompagnia? Avr avuto paura? Avr pianto, ciavr cercato? Non male...non c' dolore. Almeno non ha sofferto. Ma erasolo...Irihedavvero vuole affrontare tutto questo, da solo, persempre...?
-Sai, Irihe...- ripreseMahel, dopoaver scosso la testa a dei pensieri tanto tristi -Non sarmorta,probabilmente, ma qualsiasi peccato tu abbia commesso, non credo chefosse qualcosa di insito nella tua natura. I tuoi occhi sono buoni, emio padre mi ha insegnato a credere a ci che vedo con imiei stessiocchi. Si...il te malvagio mi disgusta, ma ci che hodavanti agliocchi in questo momento non mi disgusta affatto- sorrise verso dilui, sentendo una strana sensazione farsi spazio nel suo cuore -Se lovorrai, rester qui con te finch avrai bisognodi me. Anche se non il mio posto-
Irihe rimase sconvolto.Rimanere l?Nel nulla? Per sempre ? Perch avrebbedovuto? E perch lodiceva come se non fosse un sacrificio troppo grande? -Staischerzando, vero?-
Mahel scosse la testa,ridendo -No.Vedi...io ho perso il mio pap. Ho visto che moriva davantiai mieiocchi, e prima che morisse gli ho promesso che avrei visto il suomondo e che avrei amato qualsiasi suo personaggio. Questo includeanche te. Include anche i malvagi, ed i demoni, che abitano questaGaia. La Gaia del mio pap...- si interruppe, pensando aavvenimentiormai lontani -Pap stato solo. Non ha visto ilsuo mondo, chedesiderava tanto vedere. Ma io si, io sono qua. Se avessi potutosarei stata con il mio pap in questo luogo desolato, quandomorto, ma non mi stato concesso. Lo cerco quindi nellestelle,perch lo amo ancora tantissimo. Se posso fare compagnia adunpersonaggio del mondo che amava...rimarr qua per sempre...-
Irihe pianse. Non ricordavada quantotempo, ma pianse come un bambino.
Mahel gli siavvicin e lo abbracciforte, perch neanche nel dolore fosse solo.
Lo abbracci elo baci sullafronte, non guardando al suo aspetto esteriore, ma a quello del suocuore ora tornato buono -Lo sapevo che il tuo cuore era buono,Irihe...-
-Io non merito questo,Mahel...-singhiozz abbracciandola a sua volta, macchiandole ivestiti disangue -Tu non devi rimanere qua. Non devi farlo per me...-
Mahel ridacchi-Non lo faccio perte. Lo faccio per me. Sono una persona estremamente egoista. Vorreiche il mio pap mi vedesse. Vorrei che mi dicesse, tutti igiorni,che fiero di me. Che mi vuole bene. Eppure posso solo farequesto...mi dispiace-
Irihe strinse forte lapresa sul corpopiccolo e caldo di Mahel, sentendosi improvvisamente piccolo, stupidoe tanto egoista -Grazie, Mahel. Grazie di avermi salvato...-
Mahel sorrise, e lo strinseancora piforte -Grazie a te, Irihe. perch mi sono appena ricordatauna cosa-
-Cosa...?- gli chiesesinghiozzando,cos contento dopo anni da non voler davvero pirimanere solo.
-Mi hai appena ricordatoche iocapisco la lingua di Gaia, a volte, in un modo che mi deltuttoestraneo. E ho appena scoperto cosa significa iltuo nome-
Irihe si lasciscappare una risata-Il mio nome stupido-
-Invece- lo interruppe lei-bellissimo-
Sogno .Come quello che sapevaera quello che stavano vivendo.
Una luce bianca calda esoffice. Mahelben la conosceva.
L'aveva gisentita, quando Colonnal'aveva incontrata al Lago. E sorrise.
-Vie...?- chiamsottovoce, alzandola testa, alla ricerca di qualcosa -Sei tu...?-
E la voce di Vieparl, con quellacadenza dolce e materna che lei ben ricordava.
Come sempre...tu mistupisci,eletta di Vie.
Mahel rise,perch sapeva che lamisericordia degli dei non era infinita.
-Non so perch,ma penso di dovermiscusare...-
Una voce divertita lerispose dirimando, come fosse quella di un essere umano.
Non concedo secondepossibilit.Ma tu sei un tipo particolare.
Speciale.
Hai detto cherimarresti qua persempre, per non lasciare solo Irihe...?
Mahel annu conla testa, arrossendo- un male...?-
Una risata, cristallina,che fecestupire Irihe.
Si dice che sianogli dei ad esseremisericordioso.
Ma tu hai unlegame che trascendequalsiasi cosa. Ti priveresti di affetti e futuro per qualcuno che hacercato di ucciderti...?
Mahel annu dinuovo -Non voglio cherimanga da solo. Non qua. Non per sempre...
Un sospiro, nel silenzioovattato diquella luce, che Irihe non capiva.
Irihe...tu lasceresti chequestaragazza rimanesse qua con te per sempre...?
Era stato interpellato.Lui, untraditore del culto. Le lacrime presero di nuovo a scendergli lungole guance, sentendosi indegno -Non sono io che devo decidere. Io hopeccato, contro di voi e contro di lei. Non ho diritto di chiederenulla. Mi stato concesso un perdono che non mispetta...faccia dime quello che vuole, ma lasci andare la ragazza!-
Di nuovo, una risata piena,non degnadi una Dea.
Tu sei speciale, Mahel. Icuori dicoloro che incontri, cambiano.
Per questo speroche fermeraiLaherte e cambierai anche il suo cuore corrotto.
Fermerai laprossima Guerra.
Irihe vuole il mioperdono, quandoquello che dovrebbe chiedere il tuo, che giglielo hai concesso.Io non devo far nulla pi di questo.
Ma devo punirlo.Sapete beneentrambi, che questa la giustizia.
Irihe lasciMahel, si mise inginocchio con la faccia prostrata a terra e pianse -Ioaccettertutto. Volevo il perdono della Dea, perch sono indegno. Horubatoil potere di un uomo che possiede il suo rispetto, e che un tempoaveva il mio. Non ho conquistato con le mie forze la donna che amavoe l'ho rapita, ma essa non mi mai appartenuta. Sono uneretico, edun peccatore. Se la morte la mia punizione,l'accetter congioia. ci che merito. Ma la divina non devestare qua. Perquanto le sue parole siano dolci e misericordiose, io non voglio chelei faccia alcunch per me. Mi ha salvato...ha mandato viala miarabbia per me stesso nel momento in cui ha accettato il mio corpocorrotto. Non chiedo altro...-
Queste parole, Irihe, tifannoonore.
Di concedo il mioperdono, perchcolei che realmente te ne doveva lo ha gi fatto.
So che anche Pixele Velleda te neconcederanno a loro volta.
Ma purtroppo,Mahel, anche tu seiqua in questo luogo, e non posso spezzare il legame di questomaleficio che ha origini antiche quanto me.
Si aspettava qualcosa delgenere. Eannu -Se devo rimanere qua per sempre, lo far-
Bene. Questasar la tua ultimapunizione, allora.
-No!- urlIrihe, alzandosi in piedie imprecando senza ritegno -Non potete. Questa non giustizia! IOho evocato il maleficio, e sempre IO devo pagare per i miei peccati.Mahel non ha colpe, non la punisca!-
Irihe...non sono io che lapunisco,ma il maleficio stesso.
Io posso portarlavia di qua, malei deve pagare un prezzo per questo.
Mi dispiaceMahel...
-Perch Vie?Questa una miadecisione. Non lascer Irihe solo. Ha un cuore buono, e nonvoglioche passi l'eternit da solo...-
Non rivedrai maipi tua madre.
A quelle parole, il cuoredi Mahel siruppe. Non aveva pensato a quella possibilit. Forseperch Gaiaera entrata gi cos in profondit nelsuo cuore, ma adesso losentiva.
Il peso della sua decisione.
Eppure, sapeva che avrebbecapito.Sapeva che le avrebbe inflitto un dolore enorme, perchsarebberimasta sola, ma era il mondo suo e di suo padre. Lo sapeva.
Entrambi avrebbero volutoessere l.
-Io...potrvederla un'ultima voltaprima di tornare qua per sempre...? Potr salutarlaun'ultima voltae dirle addio, come ha fatto mio pap...?-
Si. Penso sia un desideriocheposso esaudire.
Finito ci chedevi, tornerai acasa a salutare tua madre. Te lo concedo.
Un sospiro di sollievo e unpeso nelcuore pesante come un macigno -Si arrabbier epianger persempre...-
Vuoi che non ricordinientedi...te?
-C' questapossibilit...?- chiesedi colpo -Potresti cancellarle la...memoria?-
Sei stata portata via daltuomondo.
Sei costretta afare un viaggio incui potresti morire in qualsiasi momento.
Viaggi con uno deimiei due Eletti,il quale ti nasconde un segreto oscuro.
E hai volutosalvare quest'uomo,che per te non era nulla.
Alla fine di tuttoquesto...ticonceder tre desideri. Se lo vuoi.
Mahel ci penssu. Avrebbe dovutorimanere l per sempre. Non avrebbe mai pirivisto sua madre. Epensava anche che qualcuno sarebbe morto, per causa sua. Ma Irihe, dinuovo, url il suo disappunto.
-No! Non voglio! Non giusto, Vie,perch? Mahel non ha colpe, non punirla a causa mia...nonvoglio,no!-
Mahel lo guardcon aria triste ecap che forse, ci che voleva, non era rimanerel. Era tornare acasa, dalla mamma, e dimenticare tutti i dolori passati in quei pochimesi l. Era come fossero passati anni...eppure non eranoche pochesettimane. Per vedeva Irihe, i suoi occhi distrutti daldolore, ilsuo cuore a pezzi, e non ci riusciva.
Erano come quelli di suopadre. Chementre moriva sorrideva, eppure aveva una strana ombra negli occhi dipaura. Non riusciva a far finta di nulla, guardando quell'ombrascura.
-Vie...iotorner qua, quando tuttosar finito. Anche se non completassi ci che percui sono qua, edovessi morire, tornerei subito qua. Per...non vogliolasciareIrihe solo ad aspettarmi. Lascia che venga con me-
Irihe la guard,senza parole,spaventato -Perch?-
Mahel lo guarde fece spallucce,mentre gli occhi le diventavano lucidi -Beh...hai gli stessi occhi dimio pap-
Una singola lacrima lebagn laguancia, mentre lei tentava in tutti i modi di sorridere -Non vogliovedere pi morire nessuno davanti a me. Non voglio lasciaresolonessuno. Ti prego, Irihe, non fare come il mio pap. I suoiocchierano come i tuoi...fieri e spaventati. Se n' andato senzadireneanche una volta che aveva paura. Dimmi che hai paura...e vieniindietro con me...-
Irihe di nuovo, si mise apiangere-Certo che ho paura! Sono spaventato a morte, o meglio, sono morto!Chi non avrebbe paura. Ma ho ancora pi paura del tuosacrificio perme. Ne vale davvero la pena?-
Mahel annu e siasciug gli occhi,tentando di darsi un contegno -Te l'ho detto, vorrei tornare dallamamma. Tornare a casa, dalle persone che mi amano. Ho paura dirimanere qua per sempre. Ma ho promesso, ho promesso a papcheavrei sempre amato Gaia, e negli anni ho invece sempre odiato questomondo che pap amava quasi pi di me. Vogliofarlo per pap.Torneremo qua, insieme, quando tutto sar finito. Ma vienicon me.Vieni in viaggio con me...-
Irihe afferr lamano di Mahel, chelasci poi per prendere una ciocca di capelli e baciarla,inginocchiandosi a terra -Sono il tuo schiavo...-
E Vie, di nuovo,parl.
Mahel...tu hai un cuoredolce ecaldo, vero.
Grandepi di quello di qualsiasialtra persona in tutto l'universo, tuo e mio.
Stai facendo ungrande sacrificio,e non posso che ringraziarti a nome di Irihe.
Perci,ecco un mio regalo.Piccolo, ma con tutto il mio cuore...
Irihe venne dolcementetrasportato inalto. Il suo corpo deforme inizi a brillare di una bellalucedorata, che lo avvolse e rese il suo corpo piccolo e morbido.
Le fattezze di una piccolafata,ancora pi piccolo, prima di sparire del tutto. E poi,eccole...duebellissime ali. Piccole come quelle di una fata, ma lui non era unafata.
Era un ibrido, con leorecchie lunghecome i conigli, ma con il corpo di un piccolo animale antropomorfo,come quello di un gatto. Una coda, morbida e voluttuosa, gli spuntodove prima, quando era umano, vi era l'osso sacro, e quello che eradiventato and a posarsi sulle braccia di Mahel.
Questo sei tu, Irihe. unapunizione per i tuoi peccati.
Pagherai con lamorte insieme aMahel, quando tutto sar finito.
Per adesso sei ilsuo famiglio.Nella forma pi antica degli Animaghi.
Sei diventato unAntico, Irihe...
Irihe alz ilmuso, guardando Mahel.Anche lei lo guardava. E sorrideva -Sei bellissimo, sai...? Seil'essere pi bello che abbia mai visto...-
Irihe non potevapi parlare. Ma sistrusci con il volto sulle guance di Mahel, come a volerlabaciare.E Mahel lo strinse -Mi prender io cura di te...-
un ess ere vivente. E come talesottost alle regole del mondo di Gaia.
Non ha poterimagici, ha solol'aspetto degli Antichi.
Nel tuo mondo lochiamano animaledomestico. Prenditene cura finch nonsar il momento di tornarequa.
Mi fido di te Irihe. ProteggiMahel...anche per me.
Mahel sorrise -GrazieVie...-
Grazie a te,Mahel...
Un nuovo lampo di luce, equel luogofu di nuovo finalmente vuoto.
Una voce, maschile egentile,interruppe quel silenzio di nuovo formatosi con una risata che avevala stessa cadenza di quella di Vie -Sei stata cattiva con lei. Lo saicome andr a finire-
Vie rise, come rideva conMahel,perch quella risata era davvero contagiosa.
So gi comeandr a finire.Aspetto la fine con impazienza.
Tu, piuttosto,perch non haidetto nulla?
La voce rise di nuovo-Perch nonsarebbe stato divertente-
Quando apr gliocchi di nuovo, Mahelera tra le braccia di Lagharta, che la stringeva forte conun'espressione di puro terrore -Sei tornata...- disse rilassandol'espressione, e sorridendo in un modo dolce che non gli aveva maivisto -E vedo che hai fatto come volevi anche questa volta...-
Mahel stringeva forte Irihea s,sapendo che era chiaro chi fosse colui che stringeva fra le braccia-Voleva solo essere perdonato-
Pixel e Velleda laguardavanodall'alto, sorridendo comprensivi -Se l'ha perdonato la Dea, eddiventato quello che vedo, io non devo perdonargli niente. Quello acui deve delle scuse Pixel- disse Velleda.
Pixel distolse lo sguardo,ma Irihevol verso di lui, strusciando il muso contro la frontepelosa delsuo aspetto di coniglio -Irihe...eri il mio allievo prediletto, e tiho voluto bene come un figlio. Non potr mai dimenticarequello chehai fatto...mi dispiace...-
Un sibil tristefuoriusc dallabocca dell'ormai bestia Irihe, che torn tra le braccia diMahelmesto e comprensivo. Mahel parl -Penso che ti capisca. Echeaccetta ci che dici. Per spero che in cuor tuotroverai il mododi perdonarlo...-
Pixel siallontan senza dire unaparola, lasciando anche Velleda con una strana espressione ditristezza -Non se lo perdoner mai...-
Mahel guardIrihe, un'espressionetriste dipinta sul muso. E poi Lagharta -Lagharta...-
-Cosa c'?- lerispose luiaggrottando le sopracciglia dubbioso, vedendo l'espressione di Mahelfarsi improvvisamente seria.
-Spero che miperdonerai...ma devodirti una cosa...-
***
Si, sono tornata. Scusate se ci ho messo un p.
Sono successe tante cose...tante cose brutte, che mi hanno davverofatto perdere ogni speranza e ogni voglia di arrivare ad un ipoteticodomani. Per...ora va meglio. Mi sento bene, sono felice...esono di nuovo qua, con il sogno nel cassetto di pubblicare Lagharta.
Con una promessa speciale nel cuore di una persona che mi ama, cometante altre, e con una grande voglia di riprendere in mano la mia vitada dove l'avevo lasciata.
Vi adoro, vi amo incommensurabilmente. Siete i lettori pibuoni e comprensivi del mondo. Sul serio, vi adoro. Se sono tornata, lodevo solo a voi.
Ringrazier per bene dalla prossima volta. Selenite tornata.
Grazie di tutto, a tutti voi...