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37 - La vera maledizione

Lagharta — www.efpfanfic.net · All chapters

37 - La vera maledizione

*Dedicato a te. Che ogni giorno mimanchi in un modo che non posso spiegare.

E a Clarissa .Perch mi ricordi tanto la me stessa di tanti anni fa...eche vorrei essere ancora*

CAPITOLO 37

La vera maledizione

Bruciava.

Un dolore cospungente che nonriusciva a respirare. Una fitta, continua e pesante, sul petto. Lestringeva il cuore e le faceva male.

Bruciava.

Gli occhi pesanti ebagnati, forse dalacrime di sofferenza...o di tristezza? Non riusciva ad accorgersenepi. Era circondata dal dolore, era forte...troppo forte,pi diquanto ne avesse mai provato prima.

Bruciava.

Un urlo straziante, cherimbombattorno a lei. Occhi malvagi, neri Non c'era luce in quegli occhi cheridevano del suo dolore...e che ascoltavano estasiati quell'urlo.

Apr gli occhidi scatto, senza chedalla sua bocca uscisse nessun suono.

Un sogno? Un incubo...

La sua gola bruciava ancoraperl'acqua del Lago, il corpo caldo e stretto a qualcosa che, appena sirese conto di cosa fosse, la fece sorridere.

Le braccia di Lagharta lastringevano.Forte. Le toccavano i fianchi tenendola stretta a s, laspada aportata di mano per qualsiasi evenienza.

La testa del guerrieroappoggiata alsuo collo, i capelli che le solleticavano le spalle.

Il suo profumo di erba e ivestitiancora leggermente bagnati. Un sorriso.

Riusc aliberarsi un poco da quellamorsa ferma e si mise pi comoda, spostando il corpo diLaghartasulle sue gambe.

-Non si accorge proprio dinientequando dorme...- ridacchi quasi soddisfatta.

Gli carezzava i capellisorridendo,passando le dita sui lineamenti del suo volto. Studi ognicurva,ogni difetto, ogni cicatrice. La forma delle labbra, degli occhi, lafronte e le orecchie, il mento e la linea del collo...era davverobello.

I suoi profondi occhi blu,nascostidalle palpebre chiuse...amava tutto.

Le sue mani andarono aprendere quellasinistra del guerriero. Una strana ombra pass davanti agliocchi diMahel...appena tocc il suo dito sinistro.

-Tu..non vuoi sposarti.Eppurerenderesti felice la tua sposa...- esit un attimo, prima dicontinuare -...anche se non dovessi mai essere il mio sposo, come tutanto temi...vorrei davvero vederti sorridere insieme alla tuasposa...voglio solo che tu sia felice...-

Respirava regolarmente,tranquillo.Non sapeva neanche come potesse dormire in quel modo, dopo la nottataappena trascorsa.

Eppure era con la testasulle suegambe, che respirava con la bocca socchiusa, senza fare alcun rumore.Un altro sorriso...e imbarazzo, non appena si avvicin alsuo viso,con l'intenzione di fare quel che voleva.

Il cuore le battevafortissimo. Se sifosse svegliato, le avrebbe urlato contro di tutto.

Ma non riusciva afermarsi...sapevache se ne sarebbe pentita, ma voleva farlo lo stesso.

Le sue labbra siavvicinarono al voltodel guerriero. Lentamente, tremanti, mentre il battito del suo cuorecontinuava ad aumentare.

Poi, di colpo, siferm.

-No...non posso farlo...-borbottcompletamente rossa in viso -Non me lo perdonerei mai-sentenziridacchiando, vergognandosi di s stessa -Scusami...-

Le sue labbra toccarono lasua fronte,schioccando un bacio leggero.

Inizi a riderecome una stupida,senza capire perch si sentisse comunque colpevole di averfatto unacosa tanto carina e innocente.

Poi, d'improvviso, Laghartaapr gliocchi e la guard.

Il fiato le morin gola.

Pens chesarebbe successo qualcosadi orribile, perch quello che aveva fatto era una cosa cheLaghartaodiava.

Ma non disse niente. Silimitava aguardarla negli occhi, senza proferire parola.

E Mahel fece altrettanto,mentre lesue gote continuavano a imporporarsi sempre di pi. Quandole suelabbra fecero per parlare, una mano di Lagharta le raggiunse laguancia. La carezz delicatamente, mentre i suoi occhi lafissavanosenza muoversi di un solo millimetro. Mahel addolc losguardo e lasua mano si pos sopra quella di Lagharta. Le sue labbra sidistesero in un sorriso e dentro di lei sent solo pace.

Poi, sorridendo a suavolta, ilguerriero parlo -Sono cos...felice, che tu sia viva...-

E, spontaneo come neanchelui credevadi essere, le stamp un bacio sul naso -...principessina-

Quando tutti furono svegli,fu ilmomento dei conti.

Alvexia giodiava quelle ninfe,sapere di quella notte non fece che montare il suo disprezzo. Velledae Pixel si limitarono ad annuire agli avvenimenti, promettendo diintervenire solo se fosse stato strettamente necessario.

-Io le ammazzo, Lagharta-sibilacida Alvexia, tenendo a freno a stento la sua trasformazione -Hannocercato di uccidere Mahel-

-Non farai niente, o quiinizieremouna guerra che non possiamo vincere- la riprese lui paziente, senzalasciar trasparire alcuna emozione -Loro sono vicino le acque delLago. Si rigenerebbero all'istante. Tu moriresti avvelenata. Chicredi che sia pi in vantaggio...?-

-I veleni quando sonotrasformatanon...- intervenne lei prontamente, prima di essere ancorpiprontamente ripresa -Non puoi niente contro il loro stesso corpo. E'un veleno che hanno solo loro in tutto il mondo. Non esiste antidoto,se volessero ucciderti davvero moriresti in meno di trenta secondi.Dove lo trovi un antidoto in trenta secondi?- chiede lui serio,lasciando la Lilith a pensarci a bocca aperta, infastidita eirritata.

-Le odio- sibildi nuovo pi abassa voce, mentre Lagharta la guardava con sguardo di rimprovero-Provo la stessa cosa Alvexia...- la support la fatina,avvicinandolesi.

Per la prima volta nel loroaccompagnarsi, entrambe si accorsero che la compagna di viaggio nonera poi il peggio che poteva capitare.

-Non sono sicura chedovremmoaccettare di allenare...quella cosa- sentenzi disgustataNahael,guardando Lagharta con sguardo indignato -E penso che i tuoi compagni debbano andarsene. Tu rimarrai qui, per punizione. Mi hai moltodeluso...-

Nahael era insieme allesorelle,quando Lagharta cerc di nuovo un dialogo. Sulle rive delLago,nella loro bellezza eterna, rispondevano alle sue domande in modoannoiato e distratto -Non siete pi i benvenuti-

-Maestre, voi noncapite...sta periniziare una guerra!-

-Non qualcosache ci riguarda-rispose di nuovo Nahael, toccando i capelli delle sorelle con farelanguido -Qui non pu succedere niente che ci tocchi.Neanche unaguerra. E finch il Lago non consumer finoall'ultima goccia dellesue acque, i nostri corpi si rigenereranno all'infinito. Se rimanicon noi vivrai in eterno...-

-...come uno di voi?-rispose a quelpunto infastidito Lagharta, mentre Alvexia muoveva con rabbia unagabbia nel tentativo di trattenere le parole.

-Scusa? Non credo di avercapito...-rispose Nahael alzando un sopracciglio, mentre Vahael voltava losguardo verso Mahel, che indietreggiava inconsciamente.

-Non ho nessuna intenzionediaccontentare questo capriccio. Non stavolta. La guerra vi riguarda,MI riguarda. La guerra si scatener per colpa mia e...-

-Per colpa SUA, non tua- lointerruppeVahael, mentre le sue dita artigliate indicavano Mahel -Leiinizierla guerra. Sarebbe dovuta non nascere mai, o morire affogata nelleacque del Lago questa notte...!- url sprezzante la ninfa,ridendodi gusto.

Alvexia fece per scattareverso dilei, ma venne trattenuta da Pixel, che scuoteva la testa -Stai ferma,farai solo il loro gioco!-

-Io la ammazzo. Stagiocando ad ungioco pericoloso, io...io...!-

-Tu- laapostrof Kahael,inespressiva -Non farai niente. Non puoi niente. Torna al villaggiomaledetto quale appartieni e muori seguendo il tuo codice d'onore.Nessuno sentir la mancanza di un demone che non prova amore-

-Brutta...-esclam Alvexia,liberandosi dalla presa di Pixel e lanciandosi contro le ninfe,fermandosi solo quando sent la mano di Mahel afferrarle levesti-Non farlo, ti prego-

Alvexia si voltverso di lei. Il suosguardo era furente. Ma appena vide gli occhi stanchi di Mahel ed ilsuo sorriso rassegnato, perse tutta la voglia di discutere che aveva.

Erano occhi stanchi. Occhistanchi edelusi.

La sua presenza eraqualcosa di cuiquel mondo non necessitava. Si sentiva in colpa perch lasuapresenza avrebbe fatto soffrire tutti.

Sua madre nel suo mondo, isuoi amici,che mai pi l'avrebbero rivista.

Gli abitanti di Gaia, cheavrebbero dinuovo conosciuto la guerra e la disperazione che porta cons. Lamorte.

-Io porter laguerra. Il dolore. Lostrazio. La morte- si ferm per respirare, ormai conscia dici chesarebbe successo, che lei volesse o meno -Io sono il motivo per cuila guerra scoppier. Lo so. Ma la Leggenda dice chesar anche ilmotivo per cui la guerra finir. Ed io voglio crederci-guardverso le Ninfe, che resero uno sguardo indefesso.

-Quindi?- chiese Vahael,annoiata -Anoi non interessa della guerra. Abbiamo gi conosciuto ilsuostrazio ed il suo dolore, eppure siamo ancora qua-

-Cos' che di meti spaventa tanto?-chiese Mahel ormai stufa, con gli occhi di chi quasi conosce larisposta -Di cosa hai tanto paura?-

-Paura?- chiese Vahaelstupita,scoppiando poi a ridere tronfia -Io...noi, non abbiamo paura diniente. Niente ci pu ferire, o uccidere. Niente ci tocca. Edovreiaver paura di un essere inutile come te...?-

Mahel rote gliocchi, destandol'irrito della Ninfa -Che vuol dire quel gesto?-

-Che non ti credo- risposeMahelscostandosi i capelli dal volto quasi annoiata e avvicinadosi aLagharta, prendendolo sotto braccio.

Fu un attimo e l'atmosferacambi.Nessuno pot fare niente.

Lagharta non riusciva acapire.Saluss, Alvexia, Velleda o Pixel non riuscirono a capire.

Mahel siavvicin a Lagharta e sialz sulle punte degli stivali, avvicinando il volto diLagharta alsuo. Le loro labbra erano cos vicine, bastava un soffio.

Vahael socchiuse gli occhie fischi,guardando Mahel che le rendeva uno sguardo di sfida.

-Hai ragione. Non paura, invidia. Invidia perch Lagharta non mi ama...ma potrebbeunirsi ame, mentre invece tu non puoi averlo. Non cos- le sue maniaccarezzavano il volto di Lagharta, che guardava la scena atterritosenza aver idea di cosa poter dire.

-Togligli le mani di dosso,schifosissimo essere...- sibil di nuovo Vahael, mentreanche lesorelle fischiavano senza muovere un muscolo -Non tipermetter ditoccarlo pi di cos, ti avverto...-

-E con questo? Uccidimi.Non cambierla realt delle cose. Io potrei unirmi a lui, anima e corpo,baciarlo con amore ed essere ricambiata. E se non fossi io, sarebbequalcun'altra...e tu non puoi cambiare questo, non puoi modificare larealt di questo mondo. Tu non potrai mai averlo. Averlodavvero.Lui non sar mai tuo!-

-Lui mio,sgualdrina...!-

Mahel vide la Ninfascattare nonappena le sue labbra schioccarono un bacio sul naso di Lagharta. Isuoi occhi andarono subito a quelli del guerriero, come a scusarmi,mentre Vahael la lanciava lontano, per poi correre sopra di leipronta ad ucciderla.

Kahael e Nahael si miserodavanti alresto del gruppo per fermarli dal salvare Mahel, Saluss fu la sola ariuscire ad avvicinarsi alla ragazza.

Ma poi con la codadell'occhio Nahaelsi accorse di un gesto, un'azione veloce che non si aspettava. I suoiocchi si dilatarono, spaventati, e la sua bocca cacci unurlodisumano verso la sua sorellina.

I suoi capelli eranoattorno al collodella Ninfa, che immobile la guardava con gli occhi sbarrati.

Una mano teneva i capelli,l'altra unpugnale, forse di Alvexia, che era in direzione della ciocca. Era unricordo lontano, un frammento di memoria...ma Mahel ricordava cosasuccedeva quando i suoi capelli venivano recisi di violenza.

-Tu sfiorami con un solodito...ed iotaglio i miei capelli. E tu sai cosa vuol dire...vero?-

Vahael saettava con gliocchi da unaparte all'altra, il volto immobile e terrorizzato.

Lagharta non aveva maivisto le Ninfecon quell'espressione. Mai.

Nahael guardava da lontanoimpotente,insieme alla sorella mediana, che allo stesso modo guardava la scenasenza muovere un muscolo.

-Non...non farle del male-chieseNahael con un filo di voce -Lasciala andare e prometto io stessa chenon ti faremo niente-

-No- rispose Mahel,stringendo laciocca attorno al collo di Vahael e tenendo ben stretto il pugnale-Voi ci aiuterete. Vero?-

-Non cediamo ai ricatti!-sibil laNinfa, intenzionata a secernere di nuovo il veleno che l'avevacorrotta una volta -Tu avvelenami, e tua sorella muore-

-No- url dinuovo, mentre Vahaelrimaneva immobile nella stessa posizione, senza muovere un muscolo-Non ne avresti il coraggio...- cerc di dire sprezzante, manegliocchi di Mahel non c'era pi paura.

-Non ho paura di morire. Midispiace.Avrei solo il rimorso di non aver fatto quello per cui sono statachiamata qui- Vahael continuava a guardarla, forse confusa -Esatto,chiamata. Vie mi ha voluta, ed eccomi- ribad di nuovo,stringendoancora i capelli -Avete due scelte. Mi dilani con il tuo veleno, mati porto via con me...- Vahael spalanc ancor dipi gli occhi,genuinamente terrorizzata -...oppure mi allenate. Aiutate me eLaghata, il vostro discepolo. Aiutate Vie. Il vostro mondo -

-Perch continuia insistere? Perchci minacci? Forse non sei cos buona come vuoi credere aituoicompagni, dico bene?- la imbecc Nahael, ridacchiandomaligna.

-Non sono mai stata buona.Non so benechi o cosa vi abbia fatto credere il contrario- rispose secca Mahel,stavolta guardando Vahael e cercando di essere il pi chiarapossibile -Io amo Lagharta. Lo amo, con tutto il cuore. Darei la miavita per la sua...e gi l'ho fatto, una volta. Con secondifini.Quindi come vedi...anche se lo amo, continuo a pensare pidi ognialtra cosa a me stessa-

Le Ninfe ascoltarono, senzaproferireparola.

-Io non...sono perfetta.Non lo eronel mio mondo e non lo sar qui. Ma mi statadata una possibilitper salvare questo ed anche il mio...di fare qualcosa di grande e diessere ricordata da qualcuno. E parlo dei miei amici, delle personeche amo. Potrei combinare qualcosa di importante nella vita...moltepersone questa fortuna non ce l'hanno. Quindi voglio farlo-

Fece un profondo respiro, econtinu.

-Mio padre nonc' pi. Lui ha dato,nel mio mondo, il nome a Gaia. Vuol dire Terra,che il nomedel mio mondo. Mia madre, per lui, per tutta lavita, hacontinuato a scrivere di Gaia, di Lagharta e di...Mahel. DellaSibilla. Solo ed unicamente perch non era pronta a direaddioa pap. Io ho la possibilit di fare in modo chelei ci arrivi.Anche se io non fossi accanto a lei...fisicamente. Se mammapucontinuare a scrivere a pap finch nonsar il momento dilasciarlo andare...io devo fare di tutto. Anche morire- la sua vocesi ruppe un attimo, ma i suoi occhi non cedettero -Io amo mia mamma.Mike. Zio. I miei amici, il mio mondo. Tutti. Voglio solo...vogliosolo non lasciare che tutto svanisca. Non ancora. Anche io vorreidire come si deve addio a pap...cercher difarlo anche da qua.Anche se non fosse possibile...ma voglio proteggere questo mondo chelui ha creato finch possibile. Se lui fossevivo e fosse al mioposto, farebbe la stessa cosa...-

Lagharta guardle Ninfe. Sapeva cheloro non capivano.

Amare qualcuno, dedicarsi aqualcuno...? Neanche lui era sicuro di capire.

Quando Laherte aveva presola suastrada, Lagharta non aveva neanche cercato di comprendere. Lo avevaodiato perch era pi facile. Ma laverit che avrebbe volutouna parola, una spiegazione, prima di andare alla ricerca di unultimo combattimento.

Mahel era oltre il concettodi giustoe sbagliato classici...per lei importava solo la motivazione. Ilprofondo significato, il perch.

Il legame .

Era stata costretta a direaddio aqualcuno che amava. Nessuno aveva fatto niente di male...eppure nonera stata capace di dire addio come avrebbe voluto.

Quindi per lei ora esistevasoloquello...dire addio in un modo per cui tutto avrebbe assunto senso.Il fatto che sua madre avrebbe sofferto era purtroppo un effettocollaterale del tutto...credeva che avrebbe chiesto a Vie di farlevedere sua madre un'ultima volta. Era sicuro che gliel'avrebbeconcesso. Sicuramente, lo avrebbe fatto.

Quindi capiva il profondodisagiodelle Ninfe a capire quel concetto cos basilare d'amore cheperloro era inesistente, ormai, dopo tutti quegli anni.

Eppure non si aspettavaquellarisposta. N quell'espressione.

Ma sorrise ugualmente,perch Mahelpoteva anche quello.

-Non fare del male a miasorella. Tiprego- chiese poi Nahael, comprendendo che Mahel non avrebbe maifatto del male a nessuno se anche loro si fossero impegnate a farealtrettanto -Nessuno morir. Non oggi-

-So-sorella-balbett Vahaelsconvolta, guardando il suo sguardo rassegnato. Umano .

-Vahael, mi dispiace. Ma latua vitavale pi dell'orgoglio, per me...- rispose Nahael,toccandosi lafronte, comportandosi anche se con sforzo come un essere umano -Nonvoglio vederti pi morire. Non davanti ai miei occhi. Dopoquest'ultimo millennio non lo sopporterei...-

-Che diamine staidivendo...?- disseVahael, mentre sentiva la stretta dei capelli di Mahel farsipileggera -Non provare neanche a...-

-Non la ucciderai, sorella-gridimperativamente Nahael, mentre Kahael si avvicinava alla minore permetterla al sicuro -Lei pu ucciderci. Ha detto che non lofar.Quindi basta-

-Ma solo unostupido essereumano...- sibil Vahael mentre la sorella l'allontanava, ementre leparole della maggiore incalzavano -...ma in questo mondo unadivinit e pu farlo. Non unostupido essere umano. l'emissaria di Vie, anche se non vuoi ammetterlo-

Era la prima volta chevedeva Nahaelcos umana.

La sua voce, le suemovenze. La videabbracciare la sorella sospirando di sollievo, baciandole la fronte evoltandosi verso Mahel con sguardo crudele ma sinceramente grato-Grazie per non averle fatto del male-

-Non avrei fatto niente dimale anessuno. Ma dovevo in qualche modo proteggere anche la mia vita-rispose Mahel alzandosi, restituendo il pugnale ad Alvexia -Scusa,non dovevo prenderlo in prestito senza chiedere-

Alvexia accolse la cosa conentusiasmoe un po' di stupore -Per quanto mi riguarda puoi uccidere con i mieipugnali tutte le volte che vuoi. statomagnifico......-

- statostupido. Vi chiedo scusa...-disse verso le Ninfe -Non succeder pi-

Vahael era stretta tra lebracciadella sorella, tremando di rabbia. Guardava Mahel in un modo chedefinire crudele non neanche lontanamente paragonabileallaverit.

-Morirai sola, con il tuocuorecompassionevole. Non potrai dire addio al tuo papino, nalla tuamammina. Rimarrai sola come un cane mentre passi l'eternitin unmondo che non ti appartiene e che fra un centinaio di anni nonricorder neanche il tuo nome...-

-Verissimo- la interruppeMahel,stupendola -Io non vedr mai pi mio padre. O miamadre.Probabilmente il mio addio non sar mai all'altezza dellamiavolont. Ma posso far qualcosa per questo mondo...e sequesto tutto ci che posso fare per difendere le persone che amo,alloracos sia-

-Stupida umana, tu...- laschernVahael, ma la voce della sorella la interruppe bruscamente -Basta,Vahael- disse stanca Nahael, guardando verso la sorella con unosguardo sinceramente preoccupato -...basta davvero...-

-Sorella, ma cosa tiprende? Ricordi inostri piani...? Lei non merita di vivere, lei non merita di esserefelice. Dobbiamo incatenare Lagharta a questo Lago, deve rimanerenostro per sempre, noi...-

-Noi non faremo niente ditutto ci.Lagharta libero di andare, se lo desidera- rispose Nahael,sorridendo amaramente -La tua maledizione non maiesistita,Lagharta. Sei libero-

Libero.

Quella parola loriport indietro ditanti anni. Anni di quando era bambino e giocava con il fratello,ancora ignari di ci che sarebbe successo.

Sorrisi innocenti e affettosincero.

Fratelli .

-Non credo di aver capitobene,maestra...- disse Lagharta confuso, con voce stralunata -Libero...?Sono sotto l'effetto di una Panacea Notturna, o sbaglio...?-

Nahael sorrise, sbuffando-PanaceaNotturna... una brutta parola. Le Panacee Notturne sonomaledizionicon un aspetto di miracoli. Noi non avremmo mai potuto fare una cosadel genere senza ucciderti. Era solo una...minaccia. Non sei maistato legato qua-

-Come...?-

-Non sei mai stato legatoqua- ribaddi nuovo, mentre le sorelle stesse la guardavano confuse -Sei semprestato un uomo libero-

Lagharta cipens bene. Gli ci volleun attimo per collegare la frase con la realt dei fatti,alla suasituazione.

Tutti gli anni in cui nellasua testac'erano solo le sue maestre, il dover tornare al Lago. Gliallenamenti devastanti, le iniziezioni dei veleni...tutto quanto.

Scoppi a ridereistericamente,buttandosi a terra con il volto tra le mani. Sconvolto.

Mahel lo guardava con unosguardorammaricato, quasi colpevole. E continu a guardarlo anchequandoinizi ad urlare bestemmie ed improperi contro le Ninfe, losguardocattivo -E quindi per tutti questi anni io sono stato legato ad unabugia? Un gioco...? Avete accusato Mahel di qualcosa che voi avetefatto in misura ben pi grande. E perch, perpuro divertimento?Cosa speravate di ottenere, tenendomi legato qua per sempre...?-

Mahel fu la prima aparlare, ancorprima della Ninfa -Nahael lo ha fatto per le sorelle. Perchtu eriloro necessario. Tu sei Lagharta...e lo sai cosa significa il tuonome, vero...?-

Lagharta guardverso Mahel. Poiguard verso Nahael, che in quel momento sostenne lo sguardoestrinse Vahael a s -Lo rifarei ancora-

-Che cazzo statedicendo...?- esordal limite il guerriero, prendendo Mahel per il colletto della magliae strattonandola forte, mentre Alvexia tentava inutilmente dimettersi in mezzo -C' qualcosa che tu sai ed io no...? Chegiochetto mai questo, eh?-

-Semplicemente, se loropronunciano iltuo nome io ne comprendo il significato. Non so se dipende dalla loromaledizione, o da cosa. Quando loro hanno pronunciato il mio nome,subito il mio cervello ha letto il mio nome comesperanza. Iltuo invece significa...-

-So benissimo cosasignifica il mionome. Significa distruzione- rispose seccoLagharta, la vocerotta dalla rabbia -E adesso non venirmi a dire che...-

-No- lo interruppe lei,confusa -Iltuo nome non significa distruzione,assolutamente...- Mahel sivolt verso le Ninfe, Nahael abbass subito losguardo, colpevole-Lagharta...le Ninfe non ti hanno mai detto che il tuo nome, inlingua antica...significa salvezza...?-

Una menzogna durata tuttauna vita.

La Sibilla a volteconfondeva i loronomi, se lo ricordava bene. Chiamava Lagharta con il nome di Lahertee viceversa, pensava fosse normale perch si somigliavanomoltissimo.

Anche se correvano diversianni tra diloro, i loro volti erano identici.

Invece la Sibilla scuotevala testaridendo, dicendo che era la radice dei loro nomi a confonderla. Illoro significato era diverso ma la radice era la stessa.

Portatore didistruzione eraLagharta.

Portatore disalvezza eraLaherte.

Cos gli erastato insegnato e cosera rimasto convinto per tutta la vita. Sapeva che era suo fratelload essersi presentato alla Sibilla con quei nomi, uguali a quelladella Leggenda. Sapeva di averlo sempre odiato, perch eraun nomesventurato.

-Il mio nomesignifica...salvezza?-

Mahel annu,guardando le Ninfe-Anche loro sono abbastanza antiche da potertelo confermare. Lorodovrebbero saperlo...- continuava a guardarle in cerca di unarisposta -Perch lui convinto del contrario...?-

Nahael fece un profondosospiro. Ed isuoi occhi andarono a centinaia, migliaia di anni prima, durante laprima guerra.

Il dolore che avevanascosto dentro dise...torn a squarciarle il petto come una volta.

La guerra eradura...non c'era picibo, o acqua potabile, a cui avessimo accesso.

Vahael avevatredici anni, quandoinizi. Kahael solo sedici. Io ne avevo ventidue.

Nostra madremor cercando diproteggerci dai soldati sotto il vessillo di Exitio. Noi eravamofedeli alla chiesa di Vie, cercavamo rifugio nei Templi a leidedicati, ma durante la guerra solo il grande Tempio rimase in piedi.A quel tempo non era cos facile entrarvi, percifummo costrette arifugiarci nelle case di contadini a lei devoti, o in grotte delleSemidee abbandonati.

Dopo una settimanadi digiuno,Vahael venne colta da una febbre alta e da strane vesciche su tuttoil corpo. Forse erano le scarse condizioni igeniche, o la fame. Mastava morendo, ed io non potevo far niente per salvarla. Kahael avevaappena iniziato ad avere gli stessi sintomi, e neanche il mio corpoavrebbe retto a lungo.

Sentivamo da ovestprovenireracconti macabri di demonesse dagli occhi rossi e di morti checamminano, mangiando le carni dei feriti e moribondi. Avevamo paurache sarebbero arrivati presto alle pianure, dalle montagne sullequale imperversava la guerra.

Quando Vahaelpeggior al puntoche inizi a vomitare sangue, andai alla ricerca di cibo eacqua daqualcuno nelle vicinanze, senza successo.

Una lunga scia dimorte avevainfestato le pianure, corpi in via di decomposizione e sanguerappresso avevano ormai riempito i prati che una volta abbondavano diprimizie e cereali. Era la fine.

Trovai un tempioabbandonato dellaSemidea dell'Acqua. Vi erano brocche d'acqua e frutta ancoracommestibile. E gioielli. Lasciai tutto ci che non eracibo, pregaichiedendo clemenza e portai tutto alle mie sorelle.

Non so se furonole mie preghiere,o l'acqua benedetta o il cibo o chiss cos'altro...ma nelgiro didue giorni entrambe guarirono da quella febbre maledetta. Ma eranoancora troppo deboli per riprendere il cammino e attorno a noi non viera pi un luogo sicuro.

Sentivamo i cornida guerra e ifumi neri della battaglia avvicinarsi. Dovevamo andarcene...ma eracomplicato.

Percitornai al Tempioabbandonato con le brocche ed i piatti ormai vuoti, nella speranzache una preghiera alla Semidea dell'Acqua ci avrebbe garantito almenoun po' di protezione.

E invece...

L'allora Semideadell'Acqua capche ero stata io a rubare le offerte e mi attacc senzapiet. Mifer selvaggiamente e mi accus di essere unaladra. Cercai dispiegare le mie motivazioni, ma era troppo furiosa. Mispieg chequelle erano offerte che lei aveva donato a Vie, che quindi io avevorubato a Vie stessa.

Non posso spiegareil mio senso dicolpa in quel momento...rubare le offerte della Dea che veneravo erail peggiore dei crimini. E mi spieg quasi divertita che laguerrache si stava combattendo era inutile, visto che le Semidee eranodevote a Vie.

Perci,nonostante io cercassi dispiegarle che era solo per salvare le mie sorelle che avevorubato...mi maledisse.

Mi rubil cuore e lo trasformin acqua, lasciando che bagnasse la terra di quel Tempio abbandonato.Iniziai a sentirmi male e a vomitare acqua, niente altro che acqua.

Mi disse che anchele mie sorellesarebbero state maledette come me. Che saremmo morte dopo infinitodolore, quando il nostro stesso corpo non si fosse trasformato inacqua.

C'era un solo modoper salvare mestessa e le mie sorelle...avrei dovuto trovare un grande Lago in cuivivere per il resto della vita. Io e le mie sorelle avremmo dovutovivere l per l'eternit, senza conoscere mai lapace della morte.

Come Ninfe delleAcque, che senzale acque del Lago da cui prendono la vita evaporano e muoiono.

E cosho fatto.

Ho preso le miesorelle ancora noncolpite dalla maledizione e portate via. Percorso ettari ed ettari distrada, in salita su questa distesa montuosa, per arrivare questoLago sacro, che si diceva comunicasse con il cielo stesso.Stupidamente speravo che avrei potuto pregare a squarcia golacosche Vie mi avrebbe sentito...ma mi sbagliavo.

Vie nonascolt mai le miepreghiere. E nei secoli a venire, io e le mie sorelle abbiamo subitola mutazione che ci ha fatto diventare...esseri oscuri.

Non ho mairimpianto, mai, neancheun'istante, di aver rubato per sfamare le mie sorelle, ormai morenti.Rimpiango di averle maledette a loro volta, visto che il miodesiderio era solo di salvarle.

Finita la guerraho provato adallontanarmi dalle acque del Lago...ma il mio corpo non resistelontano dalle sue rive. Perci ho letto...

Sono venutimigliaia di pellegriniin visita a questo Lago, viaggiatori, bardi, cavalieri. Ho semprechiesto loro di raccontarmi gli esiti della Guerra, cosa succedeva almondo esterno. Mi sono fatta regalare monili e libri e holetto...fino a quando non ho letto le parole della Leggenda e hocapito che qualcosa, forse, in futuro, sarebbe potuto cambiare.

Avremmo potutoavere una nostravendetta...grazie alle mani del portatore didistruzione...Laherte.

Ma poi, appenadopo un millenniodal nostro forzato esilio, arriva questo bambino. Un moccioso chepiangeva sempre...insieme ad una vecchia, rugosa e brutta, achiederci di allenarlo. Ci dice di chiamarsi Lagharta...fratello diLaherte. Colui che avrebbe distrutto il mondo.

Le parole dellaLeggenda miaccarezzarono le orecchie come niente altro prima di allora, Laherteera proprio il portatore di distruzione che ioavevo tantoatteso. Era gi nato e stava per portare il mondo alladistruzione.Forse addirittura distruggere Vie ed il mondo stesso.

Perquel bambino continuava adire che era lui distruzione, cosconvinto...quella stupidavecchia che lo accompagnava probabilmente non sapeva tradurre dallalingua antica, essendo la radice dei loro nomi uguali. Avevacresciuto colui che avrebbe salvato il mondo come colui che loavrebbe distrutto.

Per me non potevache essere ancorameglio...non pensate?

Crescere eallevare il salvatoredel mondo cos che Vie avesse un debito, verso di me.Poterlechiedere di annullare una maledizione minore come quella di unaSemidea. Tornare a vivere una vita normale, fino agli ultimi giorni,fino alla nostra meritata morte.

Eppure...eppurequel bambinoassumeva sempre un'ombra scura, quando parlava del fratello. E la suaforma demoniaca prendeva forma...

Un bambino checrede di esserecolui che distrugger il mondo...crescerlo dicendo che a noisiamole uniche persone, gli unici esseri, a cui non importa, modellarlo amio piacimento. Fargli credere ci che voglio,affinch seguaesattamente i miei desideri e le mie disposizioni...credi che sarebbestato altrettanto malleabile, se avesse saputo la verit...?

Ma ora non hapi importanza.Ormai lui sa. Che qualsiasi cosa succeda, lui salver questomondo.Con o senza di noi.

Perchcos scritto nellaLeggenda.

Mi dispiace,ragazzo...ma dovevofare in modo che tu salvassi le mie sorelle...

Lagharta rimase senzaparole.

Lui avrebbe salvato ilmondo. Lui erala salvezza, non la distruzione.

Aveva sempre creduto che isuoi unicialleati, in quel mondo che lo odiava, fossero le sue maestre. Ma larealt che se avesse detto ad alta voce il verosignificato delsuo nome, nessuno lo avrebbe pi odiato...maipi! Avrebbe potutovivere normalmente, insieme agli altri abitanti delvillaggio...essere un eroe.

Guard le Ninfe,Vahael e Kahael cheguardavano la maggiore con riverenza. Cap cosa diceva lamaggiore,ma la rabbia nel suo corpo non accennava a smettere.

Per tutta la vita era statosotto unamaledizione ben pi grave della Panacea Notturna di cuicredevaesser affetto. Era il suo nome, la sua vera maledizione.

Con questo anche laLeggenda...assumeva un altro significato. Poteva non morirenessuno...perch dipendeva da lui, la salvezza del mondo.

Poteva scegliere .

In un attimo tutto quantosi sgretol.

Guard Mahel e isuoi occhi sispensero per un istante.

***

Ci sono tante cose che vorrei dire. Ma non mi bastano le parole.

Devo fare qualcosa per farmi perdonare...perci aggiornoalle cinque di mattina, dopo aver scritto quasi 3 ore filate.

Questo racconto, un giorno, diventer qualcosa di speciale.Lo voglio far diventare qualcosa di speciale.

Perci vi dico solo grazie .Perch chiunque mi legga, da ora in avanti, merita unospazio eterno nel mio cuore.