3 - Il mio nome Lagharta
3 - Il mio nome Lagharta
CAPITOLO 3
Ilmio nome Lagharta
Eracome se adesso il suo sogno pi grande si fosse avverato.
Comeaver superato la prova pi difficile di tutti, ed esserearrivata alpremio finale. La sensazione di avere fra le mani qualcosa dipiimportante della sua stessa vita.
Sorrideva,di quel sorriso che in passato riservava solo a suo padre, mentresentiva le lacrime premere per uscirle. Ma non c'era bisogno dipiangere.
Erabellissimo. Proprio come nella fotografia di suo padre, forse dipi.
Quellacolonna sembrava fatta di un materiale sconosciuto. Mahellascicadere la borsa con gli attrezzi in terra, delicatamente, e vi siavvicin.
Tiepida,per via del sole, liscia al tatto, una sensazione piacevole comestoffa pregiata. Dura come marmo, ma non era marmo. Senza contarequei riflessi iridescenti di cui si colorava quando il sole lacolpiva. Di certo non era qualcosa di umano.
Guardandosiattorno, cap come mai adorava tanto quella foto, quelposto: ilcontesto stesso di quella colonna in mezzo al boschetto, in quellospazio d'erba lasciata all'incuria, lasciava senza fiato.
Glialberi secolari di cui era formato il boschetto erano cosalti,cos possenti, che sembravano guardie gigantesche. Le frondechescivolavano lentamente a terra, senza toccarne mai il fondo,sibilavano di dolci rumori quando il vento vi passava attraverso. E iraggi del sole che riuscivano a filtrare attraverso il labirinto difoglie era sempre un misto di colori: gialla, bianca, a volte verdeper via del riflesso dell'erba e delle foglie. Quando scendeva iltramondo forse erano anche rosa, o anche rosse.
Manon poteva aspettare il tramonto, non aveva portato gli attrezziadatti.
-Bene...giunta l'ora-
Primadi premere il click con il quale chiudeva la promessa ad i suoigenitori, soprattutto a suo padre, esit un attimo. Forsestavasognando, forse era tutta un'illusione. Tolse l'occhio dall'obiettivodella macchina fotografica, non vide niente. Scosse la testa eriprese posizione. No, non poteva crederci. Era l, laguardava, lesorrideva. Con quel sorriso che lei non aveva dimenticato e nonpoteva dimenticare. Le lacrime iniziarono a scenderle lente esilenziose lungo le guance. E scatt.
-Tivoglio bene pap...-
Michaella guardava scuotersi nelle spalle, ferma nella posizione in cuiaveva scattato la foto. Non si muoveva, si limitava a scuotere lespalle, ritmicamente, senza proferire un suono.
Guardavala giovane e la colonna, senza capire. Poi, ripensandoci conattenzione, pensando al luogo e alla promessa di Mahel, cap.
Lesi avvicin, le tocc la spalla con la mano,cercando di nonpeggiorare le cose -Mahel...va tutto bene?- chiese il giovane,sentendo sotto la sua mano singulti sconnessi -Mahel almenorispondimi. Cosa successo...?-
Mahelsi volt. Gli occhi pieni di lacrime, le dita chestringevano fortela macchina fotografica. Il suo corpo che tremava, senza ritegno,un'enorme tristezza nascosta negli occhi. Michael la guardper unistante, senza capire, non vedeva il motivo di quel pianto disperato.Suo padre, il suo ricordo, non le avevano mai causato lacrime da quelgiorno. E allora perch proprio adesso, che sicuramente erapivicino a lei che in qualsiasi altro momento? -Mahel che cos'hai?Perch piangi?-
-Pap...papmi ha sorriso Mick...- sussurr la giovane, trattenendo isinghiozzi. Michael le afferr le spalle, guardandola negliocchi,disperato di non poter alleviare il suo dolore -Tuo...padre...?-
Mahelgli si butt fra le braccia, sfinita da quel dolore immenso,senzapi preoccuparsi dei singhiozzi, delle lacrime o di queltremore chel'aveva invasa sin nelle ossa -Michael...il mio pap sarebbefierodi me, non vero? Pensi che sarebbe orgoglioso di me?-
Michaelsorrise, intenerito da quella Mahel che da anni non vedeva in quellecondizioni. Mai una lacrima, mai il musone, sempre con quel sorrisosulle labbra che contagiava tutti, con quella sicurezza ins stessache spiazzava. Voleva solo essere all'altezza e sentirsi amata.Cos,posandole una mano sui capelli e carezzandoli, mentre le labbra labaciavano lieve sulla fronte, Michael rispose -Pi diqualsiasialtra cosa al mondo-
Pianseper ore, lasciandosi cadere in terra, cullata dalle braccia diMichael.
Piansecome da bambina, quando era in braccio al suo pap,finch non sisent soddisfatta e non sent che il ricordo disuo padre si erafatto ancor pi intenso.
Piansereggendosi forte alla sua ultima speranza, nella speranza che nondimenticasse mai nulla di lui e del loro tempo insieme. Pianse epianse, e arriv il tramonto.
Guardandola colonna di sottecchi, illuminata dalla luce calda e rassicurantedel tramonto, vide ci che aveva visto nella foto di suopadre. Esorrise.
-Arrivedercipap-
-Mahel...comestai?- chiese Michael dopo qualche ora, quando i singhiozzi dellaragazza non furono che solo un ricordo, sentendo una gambaaddormentata e il profumo dei capelli di lei che gli inebriava latesta -Va meglio adesso?-
Mahelannu con la testa, stringendosi ancora di pinelle braccia di lui-Scusami Mick...mi approfitto di te, pur non avendo avuto modo diaverti dato una risposta concreta-
Michaelscosse la testa e rise addirittura, frizionandole la testa con ledita -Ma smettila. Non da te preoccuparti di questeinezie. Tulasciati andare qualche volta, non devi sempre preoccuparti per me-
Mahelsi strinse ancora di pi nella maglia ormai asciutta diMichael,annuendo -Tu sei una delle persone pi importanti della miavita.Non so come farei senza di te...-
Michaelsapeva gi quale sarebbe stata la risposta di Mahel alla suaproposta, alla fine. Non si potevano forzare i sentimenti di quellapersona, lo sapeva bene. Nessuno vi era mai riuscito e sapeva che nonsarebbe stato giusto.
Percila strinse forte a s, annusando a fondo il profumo di boscoe diMahel, portandoselo fino al cervello per non dimenticarlo mai.Avrebbe potuto tentare di baciarla, di forzarla a fare qualsiasicosa, ma si limit a stringerla forte e confortarla, ancoraunavolta, prima di lasciarla andare -Andiamo Mahel. Fammi un belsorriso-
Mahelalz lo sguardo, perdendosi negli occhi profondi di lui. Esorrise-Andiamo a casa Michael. A casa dalla mamma-
Michaelannu e l'aiut ad alzarsi.
Mettendovia l'attrezzatura, Mahel fece cenno a Michael di avviarsi verso labarca -Avviati pure, voglio rimanere solo qualche minuto qua. Dasola-
-Seisicura?- chiese il ragazzo, preoccupato -Rimango qua se vuoi-
Mahelscosse il capino, seria -Voglio solo dire addio a pap-
Michaelle si avvicin e le baci la fronte, per farlecoraggio -Ti do 10minuti. Se non arrivi vengo a prenderti-
Mahelannu a quell'affermazione e lo guard spariretra gli alberi.
Ilboschetto...la colonna...oddio, quanto aveva sognato tutto quello.
Sognavasempre, quando era piccola, il momento in cui lei e suo papsarebbero andati nel boschetto a fotografare la colonna.
Sognavadi essere presa tra le braccia, sognava di volteggiare in mezzo aquella radura odorosa e brillante di luci...sognava tante cose.
Manon era pi il momento di sognare. Non era pipiccola.
Alzandolo sguardo verso il cielo, coperto dalle fronde fitte degli alberi,chiuse gli occhi e cerc di ricordare ogni cosa di suo padrelefosse possibile.
Isuoi occhi...le sue mani...la sua voce...
Tuttodi lui le mancava, ma adesso non piangeva pi. Non potevapipiangere, perch Michael le aveva detto che lui eraorgoglioso dilei. E anche lei lo era.
Avevatenuto fede alla promessa, aveva fatto tutto ci che poteva.Adessopoteva guardarsi indietro senza provare rimorso. Suo padre eralcon lei, nel suo cuore.
Scossela testa e si incammin verso la barca.
Unaluce. Fioca e tiepida, la illuminava da dietro.
Mahelsi volt, sorpresa, vedendo solo la colonna. Ancorapi iridescentee trasparente di quel che non sembrava poco prima, vi siavvicin ela guard.
Nonaveva niente di diverso. Niente di speciale. Era solo una colonna.
Learrivava a met vita, forse un po' pi su, eraliscia e calda, laspaccatura la divideva obliquamente, in modo netto e pulito. Suquesta spaccatura dei segni strani, in rilievo, piccolissimi e fitti,che a guardarli da lontano sembravano formare un quadrato all'internodell'area centrale della colonna.
Mahelli guard distrattamente, carezzandone alcune parole forse,cogliendone il senso. Si stup di capire ci vi era scritto. E ancor di pi di capire chevi era scrittoproprio quello - Mahel ?Perch vi inciso il mio nome qua sopra...?-Mahel guardava adessocon pi attenzione e cerc di leggereattentamente ci che vi erascritto. Ma riusciva a capire poche parole, e non era neanche sicuradi capirle davvero.
Maquando un sibilo di vento gli sfior i capelli, come in unacarezza,una voce di donna lesse le parole incise nella colonna facendolasussultare:
Lanotte di Luna Piena
Mahel,dea della Vita, in onore al Dio del Cielo
salirsulle scale del Tempio di Saluss ed Exitio,
liberergli spiriti sopiti da mille anni
eporr fine alla Guerra di Gaia
Mahelsi volt, spaventata, non vedendo niente. Ma quellavoce...quellavoce cos'era?
Sirimise la borsa in spalla e si allontan a passo svelto,cercando diconvincersi che fosse stata solo la forza della sua immaginazione.
Maquella voce, di nuovo, prima che lei sparisse dallo spiazzo delboschetto, la ferm.
Mahel...
Laragazza sent il sangue gelarsi nelle vene. Siguard attentamenteintorno, nello spazio visivo in cui riusciva a vedere non c'eranessuno.
-Oddio...non che c' un fantama...?-
Mahel...voltati,Mahel...
Lagiovane deglut rumorosamente, spaventata. Cercdi raccoglieretutto il coraggio possibile, cerc di convincersimentalmente chedietro di lei non c'era nessuno.
Esi volt.
Perpoco non cadeva in terra dalla sorpresa: non c'era niente dispaventoso. Anzi. Era bellissima, cos schifosamente bellache leisi sentiva ancora pi brutta del solito.
Unadonna, alta e snella, dai lunghissimi capelli azzurri. Carezzavanol'erba del boschetto con tale leggerezza che non sembravano nemmenoreali. E poi gli occhi, di quell'azzurro simile ai capelli,cossplendenti e vivi. Brillavano quasi, alla luce del tramonto, di unguizzo argentato che riusciva a vedere sin da cos lontano.Maheldeglut, di nuovo, in soggezione. Da dove era spuntata?
Sicuramentese fosse stata l intorno prima l'avrebbero notata. Eraimpossibilenon guardarla, sembrava brillasse di luce propria.
Mahelfece un passo verso di lei, intimidita -Chi sei...?-
Ladonna sorrise, porgendole la mano. Mosse la bocca ma non neuscnessun suono.
-Oh...seiforse muta?- chiese Mahel, avvicinandoglisi di un altro passo. Ladonna annu e sorrise -Mi...mi dispiace tanto. Ma tu...haisentitoanche tu una voce?-
Ladonna, di nuovo, annu -Non eri tu, vero?- chiese Mahel,arrivandolecos vicino da porterla toccare -Ma dove ti eri nascostafino adora...?-
Mahelera sempre stata un tipo strano. E anche in quell'occasione non sisment. Chiunque a sentire quella voce si sarebbespaventato, ma nonda meno appena avesse visto la donna. Capelli azzurri, occhi chebrillavano come pietre preziose...non erano cose di questo mondo, no?E allora perch Mahel ne elogiava mentalmente la bellezza,senzarendersi conto che non erano qualcosa di umano ?
-Percaso sai chi stato a parlarmi, prima?- la donna, a quelleparole,sorrise e le porse una mano, come a volerla invitare. Mahell'afferrdelicamente, era cos piccola e curata, dalla pelle talmentecandidada sembrare surreale. Tiepida e liscia, sembrava non fosse fatta dicarne, ma dello strano materiale della colonna.
Lacolonna...ora che ci pensava, dov'era la colonna?!
-Oddio,la colonna dov'?!- disse Mahel, cercando di ritirare lamano via daquella della donna. Non ci riusc e la guardnegli occhi -Dimmi,tu sai dov'?-
Ladonna le sorrise e annu.
Michiamano spesso Colonna, quando vengono qua...
Mahelspalanc gli occhi e la guard. Poiguard la mano, di nuovo ladonna.
Zitta.Forse confusa ma sicuramente terrorizzata -...p unoscherzo...?-
No,Mahel, non uno scherzo. Scusami se ti ho spaventata.
Mahelsi irrigid, anche la sua mano divent immobile efredda come ilghiaccio -E allora com' che ti sento se ti tocco, ma non senon titocco?-
Inquesto mondo la mia vera forma quella di Colonna. Non hobocca, n parole.
Nonposso parlarti se non vengo a contatto con la tua mente...
Mahelrabbrivid. Si guard attorno, tutto era comeprima, tranne quelladonna. Che non era una donna, era una colonna. O forse la stava soloprendendo in giro.
-Fammicapire bene. In questo mondo, cio nel mio ,tu sei una...colonna?-
Si.Io non esisto in questo mondo.
Sonovenuta fin qua per cercarti, Mahel. Tu sei uno dei tre nomi dellaLeggenda.
Ilnome che ho nel mio mondo, qua il nome di ciche sono. E solograzie a questo ho potuto stabilire un contatto...
Mahelscosse la testa. Probabilmente era inciampata senza accorgersene eadesso stava sognando. Si, non poteva essere altrimenti.Percidecise di stare a quello strano sogno che sapeva di incubo per unaltro po'.
-Ciotu non sei una colonna...ma ti chiami Colonna?-
Ladonna annu, dolce.
Mahel,io non posso obbligarti a venire con me
Leleggi del mio mondo me lo proibiscono, la Leggenda stessa loproibisce.
Persolo tu puoi aiutarmi a salvare il mio mondo, Gaia.
Mahelci pens un attimo. Gaia...dove aveva gi sentitoquesto nome?
-Ioti posso aiutare...ma tu non puoi portarmi via contro la miavolont...?-
Ladonna annu di nuovo, mostrandole per una facciaseria.
LaMahel della Leggenda sceglie da sola di salire sulle gradinate delTempio.
Ionon ho il potere di portarti dall'altra parte.
Noncapiva del tutto cosa volesse dire quella donna, n come leipotesseessere uno strumento cos importante. Perciscosse la testa, anchese era un sogno doveva essere sincera con quella donna dallo sguardotriste.
-Nonposso venire con te. Non saprei come fare e anche lo sapessi nonvoglio lasciare la mamma da sola. Mi dispiace...-
Ladonna scosse la testa e sorrise.
Nonscusarti. Non devi, dopotutto devi scegliere tu.
Epoi le Leggende non sono mai accurate. Ho aspettato un secolo pervederti.
Adessomi assopir di nuovo, in attesa della venuta di Mahel.
Canceller i tuoi ricordi di questo posto. E spero che tu siafelice...
Mahelvide la donna lasciarle le mani e afferrarle il volto, sorridendo. Lesue labbra scandirono piano le parole scusami esi posaronosulla fronte.
Unbacio, cos straziante, che Mahel sent il suocuore stringersi inuna morsa dolorosa -Mi dispiace tanto...-
Quandola donna scosse la testa, come a indicarle che non importava, unaluce bianca e accecante le avvolse entrambe. Era fredda e giravaintorno a loro, strattonandole ovunque. Mahel si strinse alla donna,mantenendo il contatto fisico per poterle parlare -Che cosasuccede...? Colonna, che cosa sta accadendo?-
Mahelnon ti staccare da me. Non aver paura, andr tutto bene.
-Colonna...Colonna!-Mahel sent qualcosa colpirla alla testa e Colonna lalasciandare, in quel turbinio di luce e vento gelido. Poi il ventocess.
Colonnaera accanto a Mahel, la scuoteva cercando di farle riprendereconoscenza. Ma Mahel non si muoveva, si limitava a respirareregolarmente. Era svenuta.
Accantoa Colonna, improvvisamente, una figura. Un'altra donna.
Altacome Colonna, dai capelli lunghi quanto i suoi, biondi e fini. Gliocchi bianchi, forse era cieca, labbra carnose e rosee, il tuttoracchiuso in un volto dalla bellezza anche superiore a quello diColonna.
QuandoColonna sent dei passi dietro di lei si volt erimase sgomenta.
Sialz, guardando fissa negli occhi quella figura, poi siinginocchiodavanti a lei, baciandole le mani, piangendo. L'altra ragazza siabbass, le carezz la testa, sorrise.
-Colonna...haifatto un ottimo lavoro, in questi cento anni. Adesso puoi tornaredalle tue sorelle, nel nostro mondo, non c' pialcun bisogno chetu rimanga qua-
Colonnaguard verso Mahel e poi verso quella donna -Tranquilla, mioccuperio di lei. Anche io, come te, penso che sia lei ...-
Avvicinandosile mani al cuore, una piccola luce dorata le fuoriusc dalpetto,prendendo poi forma di un piccolo pendente d'oro a forma di chiave,che porse a Colonna -Torna indietro, avverti la Sibilla. Stanotte cisar la Luna Piena...-
Colonnaannu, mettendosi la chiave al collo. Prima di andare,per, guardper un'ultima volta verso Mahel e la donna, nuovamente, larassicur-Lei star bene. E decidera con le sue forze se compiere ilsuoDestino o meno...-
Colonnachiuse gli occhi poco convinta e, dopo aver mosso impercettibilmentele labbra, spar nel nulla. Al suo posto riapparve lacolonna. Nonvi erano pi incisi i caratteri della Leggenda ed eratornata adessere una semplice colonna di marmo, bianca e sciatta.
L'auradi fiaba di quel posto era sparita per sempre.
Ladonna, china su Mahel, le carezz la testa, dolce -Tiprocurer unsacco di guai. Ma tu devi aver fiducia in me ed in te stessa- unbacio lieve, sulla fronte -Ci rivedremo, Mahel... unapromessa-
Ilcorpo della donna si gonfi di luce bianca escoppi, in mille emille luci pi piccole bianche e brillanti.
Di,nuovo, in quel boschetto, torn a regnare la pace.
-Mahel!Mahel ma cosa...Mahel!- Michael era tornato indietro, in quanto eranopassati pi di dieci minuti da quando l'aveva lasciata sola.E l'aveva ritrovata. Sola e svenuta.
Lecorse intorno preoccupato, l'alz lievemente da terra, leguard ilvolto, la testa. Non c'erano segni di botte, che fosse inciampata inmodo stupido come al suo solito?
Glivenne da sorridere e inizi a schiaffeggiarla -Mahel...Mahelsvegliati-
Lagiovane non accennava a riaprire gli occhi, perci Michaella presein braccio e ritorn verso la barca, scuotendo la testa,pensando inche strano modo Mahel potesse essere caduta questa volta.
Nonaveva idea di quel che era successo, n vedevaci che Mahel,seppur svenuta, stringesse in mano. Era una pietra, tonda e liscia,di un colore opaco e indefinito.
Purtroppoper lui non lo avrebbe saputo mai.
Mahelsi risvegli nella barca, la testa gli pesava e gli occhibruciavanotantissimo.
Michaelnon fece domande, si limitava a remare e guardarla, sorridendo-Meglio?-
Mahelsi alz a sedere e annu, tenendosi la testa conle mani. Ormai erail tramonto inoltrato, forse era addirittura tardi per tornare acasa. Non le importava.
Siconvinse che ci che era successo nel boschetto era statosolo unsogno, magari dovuta ad una caduta.
Epoi la vide. Quella sfera, che al sole brillava di una debole luceazzurrina.
Cercdi rimanere impassibile, ma Michael not il suo sguardostranito-Cosa c' Mahel? successo qualcosa...?-
Mahelnon poteva raccontare ci che aveva visto, non le avrebbecredutonessuno. Tutt'ora lei non riusciva a crederci, per dovevaper forzaessere successo. Ora ne era convinta: non si trattava di un sogno.Non sapeva perch, ma era cos.
GuardMichael, cercando di essere il pi tranquilla possibile. Fula primavolta che ci riusc in tutta la sua vita -Niente Mick.Pensavo chemamma sar preoccupatissima-
Michaelle sorrise, constatando con gli occhi di essere ormai a pochi metrida terra -Ti accompagner io. Vedrai che tua mammacapir. Non mica successo niente, no?-
Mahelannu, poco convinta.
Dovevaindagare. Non poteva rimanere con il dubbio di ci che erasuccessoal Lago.
Quellanotte sarebbe tornata al boschetto, in un qualche modo, sarebbeandata da Colonna e avrebbe chiesto ulteriori spiegazioni.
Volevasapere cos'era la Leggenda, cos'era Gaia e chi era lei .
Ormai,aveva deciso.
Ineffetti sua madre non si era arrabbiata. Non aveva detto niente. Siera solo limitata a ridere al racconto di lei svenuta per terra aseguito di una sua eclatante caduta e l'aveva abbracciata,perchormai la promessa era stata mantenuta.
Quandofu il momento di andare a letto, per, sua madre laferm sullescale.
-Mahel...qualcosanon va?-
Ecco,la domanda. Mahel sapeva che sua mamma si sarebbe resa conto diqualcosa, la odiava per quello. Riusciva sempre acapire quandole nascondeva qualcosa.
-Nomamma, perch?- bluffava, lo sapevano bene entrambe -Sonosolostanca-
-Seisicura, tesoro? Non che Michael ha fatto qualcosa e tu nonvuoidirmelo?-
Primostrike. Come diavolo faceva a saperlo -Beh...forse-
-Beh,che Michael ci avrebbe provato prima o poi era scontato. O forsesuccesso qualcosa al boschetto? Per caso ti ha colpito la colonna?-
Secondostrike. Ma per caso leggeva nel pensiero quella donna?! -Per Michaelbeh...sono rimasta un po' stupita di ricevere un bacio- sua madre laguard ad occhi sgranati, mormorando un bravofigliolo oqualcosa del genere -Per quanto riguarda la colonna...si, mi hastupita. Non sembrava neanche...umana-
Ecco,era stupida. Come poteva dire umana di unacolonna? -Mahel,tesoro...forse volevi dire che non sembra qualcosadi umano ,vero?-
-Si,mamma, scusami...- Mahel si morse il labbro, non riusciva a mettereinsieme frasi che non l'avrebbero messa nei guai -Sai com',labotta...-
Suamadre sorrise -Mahel ricordi di quando ho iniziato a scrivere?-
Mahelscosse la testa -No mamma, non ricordo. Quando?-
Einizi a raccontare...
Apochi anni dal matrimonio con tuo padre, esattamente un anno primache scoprissi di essere incinta di te, feci un sogno molto strano.
Sarstata la vista della colonna nel boschetto, ebbene si, ci sono andataprima di te e tuo padre, sar stata la stanchezza di quellalungagiornata di lavoro, prima ero un'impiegata, ma sognai di una ragazzadai lunghi capelli castani e dagli occhi color smeraldo.
Somigliavaproprio a te, a ben pensarci. Era pi o meno della tuaet...
Ebbene,questa ragazza si perse nel boschetto. Si chiamava Mahel. Nelboschetto c' quella strana colonna che sembra fatta diluce, cosla definiva tuo padre, quella ragazza piangeva sopra quella colonna.
All'improvvisole incisioni sopra la colonna iniziarono a brillare e lo spiazzo nelboschetto divenne pieno di luca. Una voce di donna rassicurava laragazza, che piangeva ancora.
SaiMahel... stato grazie a quel sogno che iniziai a scrivere.
Inrealt non posso dirti con certezza il confine traci cherealmente sognai e ci che romanzai quando buttaigi il mioromanzo, ma il protagonista maschile era lo stesso ragazzo chesalvla Mahel del sogno. Un ragazzo quasi ventenne, coraggioso, prepotentee bello da impazzire.
Quandomi svegliai presi senza pensarci due volte la mia decisione.
Iniziaia buttare gi un qualcosa, che prese vita come un racconto.La Maheldel mio sogno aveva acquistato, nella scrittura, un po' di anni inpi. Solo il protagonista era rimasto tale e quale alragazzacciodel mio sogno.
Esai una cosa...? Ora che ci penso, visto che tu hai definitoumanala colonna, mi viene in mente che...beh, nel sogno la colonnaacquistava le sembianze di una splendida donna dagli occhi ed icapelli azzurrini. Non ti pare strano?
Sua madre labaci sulla fronte,augurandole buona notte.
Mahel rimase qualchesecondointerdetta a met scalinata, con un pensiero un po' curiosoinmente. Lei al boschetto aveva visto la colonna e, subito dopo, unadonna dagli occhi ed i capelli azzurrini. Il mondo che la colonnaproteggeva era Gaia, secondo la Leggenda che le aveva sussurratoall'orecchio, e Gaia era il mondo dei racconti di sua madre.
Una domanda la scosseprofondamente,come un fulmine: possibile che il mondo di fiabacreato osognato che fosse da sua madre, esistesserealmente?!
Sgattaiolando fuori dallasua stanza,con un passo talmente felpato da non sembrare neanche suo, Mahel siguardava attorno furtiva. E ascoltava.
Sua madre dormivabeatamente, nellastanza adiancente alla sua, respirando regolarmente e, a volte,borbottando qualche parola sconnessa.
Mahel rise, accertandosi diavere lapolaroid ben assicurata al collo, legata al cordoncino. Nelle taschedel giubbotto alcune pellicole. Non sapeva perch, masentiva che neavrebbe avuto bisogno.
Si ferm davantialla camera di suamadre, poggiandovi la fronte sopra. Sentiva una strana ansia dentrodi s, una strana tristezza.
Comese temesse, o forse sapesse ,che non sarebbe tornata a casa.
-Mamma...io sto andando alboschetto.Ci...ci vediamo presto...-
Mahel, con una strana morsaallostomaco, scese le scale, apr la porta e la richiuse dietrodi s,senza far rumore.
Nella sua stanza, sua madreapr gliocchi e, silenziosamente, si mise a piangere.
L'aria fredda del mattinole entravafin nelle ossa. Erano le tre di notte, forse le quattro.
Al molo tutto erasilenzioso eimmobile, l'acqua da cristallina e luminosa era adesso nera eimpenetrabile. E poche luci elettriche che circondavano il lago eranotroppo fioche e deboli per illuminare tutta la superficie del Lagofino al boschetto.
Mahel si fece coraggio edecise discassinare un lucchetto delle barche.
Ne scelse una a caso, laprima dellafila, ma con sua sorpresa il lucchetto era mezzo aperto: Mick. Vistala sua accuratezza nel lavoro, era sicuramentestata colpadella fretta con cui rimetteva tutto a posto.
Fortuna per lei,apr il lucchetto esi avvi verso la colonna.
Il silenzio eracos profondo cheriusciva a sentire i suoi stessi pensieri.
Erano troppe le domande dafare aColonna. Chi era? Cosa stava accadendo a Gaia? E dov'era Gaia? Percaso aveva avuto a che fare con sua madre...?
Troppe domande. Troppaconfusione.
Guard la pietrache quel pomeriggiosi era ritrovata in mano, che in quella tenebra di primo mattinosembrava un comune sasso. Se la mise in tasca e la chiuse, credendoche potesse essere importante. Poi incastr i remi sullabarca e sibutt indietro, guardando il cielo.
-Toh- sbotttranquilla, sbadigliando-Stasera c' luna piena...-
Si rialzstiracchiandosi,guardandosi intorno. Non sentiva il profumo del boschetto e vedeva leluci del molo in lontananza.
Doveva essere ormai proprioin mezzoal Lago.
Dal fondo del lago, dellebollicined'aria salirono fino alla superficie, incuriosendo Mahel per via diquel rumore pacato in mezzo al mare di silenzio.
In quelle profonde tenebre,unqualcosa si stava muovendo. Qualcosa di enorme, a grandissimavelocit.
Un qualcosa il cui occhioera grandequasi quando la barca di Mahel.
Quando vide le bollicineaccanto allabarca, Mahel si ferm e prese ad osservare la superficieliscia dellago. Era cos scura che non vedeva altro che quellebollicine.
Si susseguivano adintervalliregolari, come se qualcuno o qualcosa stesse respirando.
Quel pensiero la fecerimanere fermaed immobile -Cosa...cosa c' qua sotto...?-
Non appena le sue labbramormoraronoquelle parole, un qualcosa di enorme scivolo dalleprofonditdell'acqua fino in superifice.
Un pesce, unabalena...qualsiasi cosafosse era enorme. E aveva i denti.
Un gorgoglio indistinto sispanse pertutto il perimetro, lasciando Mahel senza parole e immobile sullabarca -Cosa...cosa diavolo ?!-
Cerc dimantenere la calma, giustoper un paio di secondi, poi prese i remi in mano e iniziforsennatamente a raggiungere il molo del boschetto.
Miuccider pensava Mi mangerin un boccone solo, io e la barcagli entriamo giusti giusti e continuava a remare,terrorizzata.
Allabestia non piacque quelmovimento brusco e, previo gorgoglio, guizz nell'acqualasciandonefuori solo la pinna dorsale.
Era enorme come una balena,dallapelle rugosa, nera anche questa.
Gli occhi sembravanobrillare di unastrana luce gialla, mentre la guardava, e anche le pinne dorsale elaterale erano colorate di una strana fluorescenza verde-azzurrina.
Ora, se guardava benenell'acqua, sivedeva distintamente una luce correre a velocitspropositata versoil boschetto, come a volerla precedere.
Quello che successe poi fuun lampo.
La bestia balzfuori dall'acquaspingendosi sopra la barca, che fin in pezzi.
Mahel venne letteralmentesbalzata inaria, senza possibilit di scampo: se il lancio eraabbastanza lungoda portarla al boschetto, sarebbe morta per via dello schianto, sefosse atterrata in acqua, sarebbe stata digerita dalla bestia inqualche ora.
In entrambi i casi, eramorta.
Persent qualcosa prenderla per lavita, un braccio forse, una strana calma si impossess dilei. Comese sapesse di essere al sicuro.
Davanti ai suoi occhipassvelocemente una luce rosata. Poi sent la terra sotto aipiedi.
-Stai bene?- una vocemaschile,gioviale e attraente -Puoi scendere-
Mahel cadde con il sedere aterra,aveva ancora gli occhi chiusi -Non sono morta?-
Il proprietario della vocerise -No,non sei morta. Sei ancora viva-
Mahel apr gliocchi e si ritrovdavanti un ragazzo.
Un ragazzo alto, daicapelli neri egli occhi scuri. La luce rosata che aveva intravisto poco prima sipos accanto al suo viso, mostrando a Mahel che il giovaneaveva gliocchi blu.
-Ti ringrazio di avermisalvata. Nonso cosa sia quella bestia l...-
-Quello unTheko, un mammiferoacquatico. Una delle bestie pi pericolose di tutte-
-Un...Theko?-
Unavocetta femminile ridacchi. Mahel si guardattorno, ma non videnessuno. Solo quella lucetta rosata -Suddai, sai che in questo mondo i Theko non esistono...-
-In questo...un momento,voi siete diGaia?- Mahel spalanc gli occhi e afferr ilbraccio del giovanedavanti a lei -Dimmi, qual' il tuo nome?-
Il ragazzoscost il braccio, conaria sospetta -Tu conosci Gaia?-
-Una ragazza...Colonna...miha dettodi Gaia-
-Colonna...ho capito...-
Il ragazzo siaccucci davanti a lei,mostrandole un viso bellissimo e degli occhi ancora pibelli. Laguard per un istante e poi rise tra s es -Il mio nome Lagharta. E tu dovresti essere Mahel, non cos?-
Mahel si sentmorire.
Non amava i racconti di suamadre,anzi non amava leggere in particolare, ma quel nome lo conoscevabene. Ricordava dove lo aveva sentito. E ne rimase sconvolta.
Lagharta era il nomedell'eroe deiracconti di sua madre.
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Questo capitolo il primo di una lunga serie didifficolt tecniche xD forse perch uno di quelli pi lunghi o forse perch introducoil mondo di Gaia ed i suoi protagonisti. La madre di Mahel inparticolare mi fa una tenerezza infinita. Lei sa che sta succedendoqualcosa, ma purtroppo sa anche di non poterla fermare. Per quantoriguarda il padre, visto che in molti l'avete chiesto, NON spiego lasua morte solo perch non importante al finedel racconto. Immaginate il perch come pi viaggrada.
Io, come al solito, anzich prolungarmi in spiegazioni,preferisco buttarmi sui RINGRAZIAMENTI ^^
Dust_and_Diesel :tu sei troppo gentile =D ti sei addirittura disturbata a mandarmi non1, non 2 ma addirittura 3 mail =D me felise!!! Spiacente di deluderti,Michael con questo capitolo ha abbandonato la scena. L'ho liquidatoabbastanza male in verit, nel racconto originale di qualcheanno fa Mahel gli diceva addio. Qua no, ma penso sia meglio. Per comeho impostato Michael in questa nuova stesura avrebbe fermato Mahel contutte le sue forze, impedendomi di andare avanti col racconto XDper in realt io sono molto affezionata alpersonaggio di Michael, perch per certi versi mi somiglia.Beh, spero che anche questo capitolo ti sia piaciuto e che tu continuia seguirmi fino alla fine =) un bacione =*
fruttina89 :ti ringrazio per la puntualizzazione, le ripetizioni in effetti sono ilmio punto debole =( ci provo a evitarle, ma alla fine ci ricarso xD eanche in questo capitolo sono numerosissime, solo che non riesco afarne a meno. Perdo il filo del racconto e mi blocco, perciper adesso scrivo come penso sia meglio al momento, in un secondomomento mi metter a ricontrollare quel che ho scritto. Fraqualche mese forse, perch adesso voglio solo finire lastoria xD ti ringrazio comunque per il tuo supporto e la tua gentilezza^^ per la saga del pugnale mi sto informando e forseriuscir ad avere tutti i libri entro fine ottobre ^^ nonvedo l'ora! Un ennesimo grazie, ti mando un bacione =*
Kuroshi_Tsukishiro :sto iniziando a diventare pi schizzata io o solo unamia impressione? xD a parte la domanda personale sulmio stato mentale, mi dispiace. Michael se ne andr dopoquesto capitolo U-U triste ma vero. Niente MichaelxMahel, te ne devifare una ragione xD ma penso che il finale ti riservermolte sorprese. Mi piace molto quel che scrivi, lo dico a costo didiventare ripetitiva, ma apprezzo tantissimo il tuo parere sulla miastoria ^^ non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi di questo mio nuovocapitolo. Intanto ti mando un bacione =*
Fairy_chan88 :tu sai gi come finisce, pi o meno, ne parlavamoun paio di anni fa, quando la storia era ancora in progettazione.Adesso invece sta prendendo forma e sta sviluppandosi in qualcosa che,spero, ti possa piacere. In cuor mio spero che un giorno cireincontreremo davanti ad una tazza di the/caffe/gelato e riparleremodei vecchi tempi. Magari di nuovo amiche come una volta, anche se non"fondamentali" come hai detto tu quando ci siamo parlate. Mi manca lamia sorellina ^^ ti mando un bacione =*
Dark_Blame :se non fosse stato per il tuo commento, neanche avrei continuato xDgiuro. Chiedi pure a Kuroshi, ero troppo depressa. Ma ilperch NON te lo dico U-U comunque sia hai ragione, sonosdolcinata in questi capitoli. Ma questa la Mahel delmondo "reale" che nel corso della storia evolver diventatoun'eroina un p particolare, ma sempre con un cuore umano.Per quanto riguarda Michael, l'ho gi detto, ma sparisce daquesto capitolo. Cos come venuto, se nesparisce xD mi dispiaciuto un p metterlo daparte, fino ad ora era il mio personaggio preferito, ma nella storianon avrebbe trovato modo di esistere. E voglio che la storia vada sullalinea tracciata tanti anni fa. Mi devi ancora dire perquale sport fai U-u sono curiosa! Mi aspetto di rivedere un tuo pareree, nella speranza, ti mando un bacione =*
Un graziespeciale al mio amico Gennino che ha letto tutta lastoria perch io gli ho rotto xD ed al mio LinusVanPelt che continua a leggereanche solo per farmi un favore. Vi adoro!!!
Ringrazio anche tutti quelli che leggono, coloro che hanno messo lastoria fra le seguite e tra le preferite ^^ siete molto gentili, viringrazio davvero dal pi profondo del cuore. Vi aspetto alprossimo capitolo e vi mando, come sempre, un bacio =*