25 - Nel suo cuore
25 - Nel suo cuore
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Ecco a voi due disegni di Mahel, commissionati appositamente suDeviantArt.
Quando ho visto la Mahel di inma ho sorriso...e ho pianto tanto.
Avrei voluto avere a disposizione quel suo cuore dolce e caldo ...manon stato possibile.
Eppure questo disegno, forse come per magia, mi ha aiutato. Da sorrisonasce sorriso.
Spero che possiate gradirlo. E che vi porti un sorriso, proprio come neha portato a me ^^
Mahel (by inma )
Mahel (by ryuuen )
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Se si potesse cambiare il passato, tutti noi avremmo qualcosa a cuirimediare. Ma probabilmente rifaremmo gli stessi, identici " sbagli ",perch sono ci che ci hanno trasformato inci che siamo.
Perci questo capitolo lo dedico al " passato che non ",alle scelte che avremmo potuto compiere ma che non sono state.
Perch ci che siamo oggi ci aiuta a diventareci che saremmo domani. Perch non ci dobbiamo mai pentire dellescelte fatte.
Perch, in un modo o nell'altro, anche domani il solesorger...
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CAPITOLO 25
Nel suo cuore
Si fermava a pensare a luispesso,ormai.
Mentre attraversavano Gaiaprovavaspesso ad immaginarlo in altre situazioni, come per esempio inallenamento o presso la casa della Sibilla, senza la sua ingombrantepresenza o con un sorriso pi marcato dipinto sulle labbra.
E poi lo metteva a fiancodi Michael,o almeno a quello dei suoi ricordi, e si perdeva in fantasticherieche in sedici anni di vita non si era mai permessa neanche diconsiderare.
Nonsapeva bene cos'era quel sentimento cos struggente chesentiva, masapeva che ci che gli aveva chiesto Lagharta aveva unmotivo benpreciso. Una promessa .
Aveva risposto di nononostante nonfosse pi sicura di ci che provava.
-Che idiota...-borbott flebilmentefra s e s, guardandosi attorno e perdendosinella vegetazioneselvaggia di Gaia, impregnata di magia.
Saluss le fu subito davantiagliocchi, sorridente -Idiota?-
Mahel la guarde sorrise, scuotendola testa, porgendole le mani e osservandola avvicinarlesi ai capelli,come sempre.
Era tutto cosassolutamente normale.
Ci che avrebbedovuto sconvolgerla oimpaurirla era ci che la faceva sentire al sicuro.
Gli occhi blu cobalto diLagharta,assolutamente inumani nel suo mondo; la piccola Saluss, coscarinae delicata, ma che agli occhi di qualsiasi persona, compresa suamadre, sarebbe apparsa come una zanzara geneticamente modificata emotivo di un'inattesa crisi isterica; le sacerdotesse del Tempio,dall'aspetto cos etereo ed affascinante, ma portatrici diuna forzae di una determinazione inaudite; lei stessa, per via dei suoi occhie dei suoi capelli, che ormai non avevano pi nulla diumano.Niente, neanche ci che era, corrispondeva a qualcosa diumano.
Ma questo pensiero,anzichspaventarla, la tranquillizzava.
E sorrise.
-Lagharta...pensi davveroche riuscira tornare a casa...?- chiese improvvisamente, spezzando il silenziodi quel momento -...nonostante la Profezia?-
Saluss spalancgli occhi per lasospresa di quella domanda e rimase in attesa di Lagharta, chevoltlo sguardo verso Mahel, abbozzando un sorriso -A cosa alludi?-
Mahel si strinse nellespalle -Vie miha detto che secondo la Profezia tu e la Mahel della Leggenda sarestediventati sposi. E sono io la Mahel della Leggenda, cos miha dettoVie, anche se non completamente pronta. Quindi...-
Lagharta rise -Io e te nondiverremomai sposi. E poi come mi ha fatto notare qualcuno, il futuro nonancora deciso. Quindi si, penso che tu potrai tornare a casa- disseserio, tornando a guardare davanti e s e riprendendo ilsilenzio.
Saluss, a quelle parole, sivoltverso Mahel. Si aspettava di trovare un'altra espressione, un'altraatmosfera, ma ci che vide la rese inquieta.
Occhi lucidi. Feriti .
Un sorriso triste dipintosullelabbra, lo sguardo rivolto al basso. Si era fermata dal cammino,persa in pensieri che Saluss non poteva leggere.
La guardava dispiaciuta,non trovandole parole adatte ad alleviare il suo dolore. Non capiva neanche qualefosse, il suo dolore.
-Mahel?- chiese Saluss-Va...va tuttobene?-
Sapeva di dover esseredelicata.Sapeva che qualsiasi parola sbagliata avrebbe solo peggiorato lecose. Ma la castana alz lo sguardo verso di lei, sorrisecercandodi essere il pi convincente possibile e sbuff-Tutto bene,Saluss. Tutto bene-
Era come se qualcosa leavessespezzato il cuore.
Non sapeva come spiegarloaltrimenti.
Una parola di troppo etutto eracrollato, inesorabilmente, verso un vortice di buio e di dolore chenon sapeva spiegarsi. Cercava di trovare una motivazione aci chesentiva, al dolore e all'inadeguatezza che l'aveva di nuovo colpitanel profondo. Ma non c'era.
Lagharta le aveva soloripetuto ciche si era sempre prefissato: non avrebbe dato alla Profezia il mododi avversarsi. E lei non capiva perch mai la cosa laferisse.
Sarperch ha detto chiaro etondo che io e lui nondiverremo mai sposi...? sidomand mentre il sorriso le incurvava le labbra, nonostanteil suocuore piangesse Forse perch ha parlato per laprima volta di noidue come le persone della Profezia? continu adomandarsi,sentendo il rimorso di una colpa che non aveva.
Nonostante cercasserisposte a quelledomande che mai, prima di allora, si sarebbe mai poste, cercava dipensare che davanti a s aveva ancora molta strada da fare.
Il profilo di Gaia erasplendido,senza ombra di dubbio.
Anche con quel peso nelcuore, Mahelpensava che fosse splendido e che agli occhi di chiunque sarebbeapparso uno spettacolo meraviglioso.
Le colline e le ampievallate siinvestivano di colori brillanti, alle prime luci dell'alba. Il verdechiaro delle praterie incolte, o i colori pi scuri deicampicoltivati, i boschi naturali e i laghi che avevano di che far invidiaa quelli che occupavano la superficie del suo mondo. Ovunque sivoltasse, percorrendo i sentieri montuosi che si ergevano ad altezzaincredibili per lei, mostravano paesaggi naturali che lei si erasempre solamente sognata.
I cieli erano semprelimpidi e sgombridi nuvole, ancora non aveva visto neanche la pioggia. Sapeva cheanche in quel caso Gaia si sarebbe colorata di tonalitmagiche chel'avrebbero resa assolutamente perfetta.
Perch in fondoquello era il mondofantastico e perfetto di sua madre.
Lagharta non l'avevapi presa permano, perci la sua andatura era tornata quella incerta elenta diun tempo. L'unica cosa che poteva fare era distrarsi guardandosiattorno, per imprimere nella memoria il ricordi di quei luoghilontani che mai avrebbe pi rivisto, una volta tornata acasa.
E sospirava, rassegnata.
Ogni tanto il suo sguardosi perdevasul guerriero e pensava se fosse mai appartenuto al suo mondo,l' altro mondo . Se sarebbe stato diverso, se avrebbeavuto lostesso carattere, o la stessa dolcezza. Non conosceva ancora i motividi ci che era, ma sapeva che presto sarebbero usciti alloscoperto.
Sempre che non tornasse suisuoi passiper tornare il riccio di un tempo, allontanandola di nuovo dal suocuore. Scuoteva la testa cercando di non pensarci, anche se dopotuttonon avrebbe dovuto fare cos la differenza.
Lei un giorno sarebbetornata a casa,valeva davvero la pena di preoccuparsi di qualcuno che un giornosarebbe sparito dalla sua vita per sempre?
-Assolutamente si-bisbiglisottovoce, senza farsi sentire, stringendo la pietra di Vie che avevaal collo -Lagharta, io...- e non fin la frase.
Aveva paura .
Paura di dare un valore aquellapersona, da cui prima o avrebbe dovuto allontanarsi.
Paura di sentire queldolore atrocenel perderla.
Paura di dare un nome aqueisentimenti, che ormai stava iniziando a capire.
Ed i giorni passavano,senza che quelsilenzio potesse essere spezzato di nuovo...
Il sole splendeva forte,piccolenuvole bianche spezzavano il celeste splendente di quel cielotiepido. Il profumo del bosco era penetrante ma piacevole.
Si stava bene.
Lagharta iniziava ariconoscere illuogo. Il piccolo sentiero sulla destra, che portava ai campi dellacittadina del nord; i tratti boschivi incolti, il cui colorepiscuro induceva all'abbandonare il passaggio. Oppure il sentierosterrato che stavano percorrendo, che andava man mano facendosisempre pi sicuro e curato, affiancato da pietre e da alberigiovani. Si, ormai erano arrivati.
Il Tempio di Roccia non erapoi coslontano.
Guardando di sottecchi allesue spalleguard la castana, che procedeva in silenzio con Salussaggrappataforte ai capelli. Non ci aveva fatto caso, ma ormai era qualchegiorno che Mahel non diceva una parola e non riusciva a capacitarsidel perch. A volte cercava anche di porgerle la mano, malei sirifiutava puntualmente di prenderla.
Era cosstrana...
Non riusciva a trovare, neisuoiricordi, il perch di quel comportamento. Concentrandosi sucome siera comportata in quei giorni, la rivedeva triste e sfuggevole...manon ne trovava il perch. Gli capitava anche di ripensareall'ultimavolta che l'aveva sentita parlare, quando le aveva domandato sepoteva tornare a casa.
E poi quella bugia...
Improvvisamente qualcosagli fuchiaro. C'entrava forse quella domanda? Era stato forse sgarbato,intollerante verso di lei? A parte ribadire che non sarebbero maistati sposi, non trovava ragioni per quel comportamento. Non pensavaneanche che potesse essere dovuto alla sua risposta secca, riguardola loro unione. Il pensiero non lo aveva neanche sfiorato. Dopotuttoglielo aveva detto. E lei aveva promesso.
Accantonando le variepossibilit,stufo di quel silenzio pesante che gli accompagnava e che non eraassolutamente da lei, prov a fare la cosa pisemplice: chiedere .
-Mahel...per casoc' qualcosa chenon va?- chiese voltandosi verso di lei e fermandosi.
Mahel alz losguardo verso Laghartae rimase in attesa, come aspettandosi di sentire qualcos'altro. MaLagharta rimase in silenzio, a guardarla. Fermo.
-Ma parli con me?- chieseinnocentemente lei, scuotendo la testa -Perch?-
-Si, parlo con te- chieseLaghartainiziando ad innervosirsi -Cosa diamine ti prende, si pusapere?Ormai sono pi di due giorni che non mi rivolgi la parola-chiesecon una certa acidit nella voce, cercando perdi mantenere ilcontrollo.
-E mi chiedi dopo giornidel perchnon ti parli? Io non ti capisco- chiese Mahel procedendo nelcamminare, superandolo addirittura, senza prendere sul serio quelladiscussione di cui non capiva il motivo.
Ma Lagharta la prese per ilpolso e laferm, non appena fu accanto a lui -Ti stai comportando comeunabambina. Fermati e guardami negli occhi. E rispondi- disse lui secco,strattonandole il braccio per farla fermare.
I suoi occhi, come sempre,loinchiodarono ad una realt muta che aveva sempre avutodavanti. Eche lo aveva sempre spaventato.
Quello sguardo non era ilsolito diMahel. C'era qualcosa di diverso.
I suoi occhi non loguardavano picon sfida. Da qualche tempo vi era dentro qualcos'altro, che luitemeva e che adesso gli era davanti agli occhi con una tale violenzada non poter pi fare finta di nulla.
La presa sul suo polso sifeceimprovvisamente pi stretta, seppure Mahel non mandasse unfiato erasicuramente doloroso.
-Avevi promesso che non loavrestifatto- sibil piano il guerriero, stringendo semprepi forte-Avevi promesso-
Mahel abbass losguardo, trattenendoa stento le lacrime -Di che diamine stai parlando?- chiese quasisussurrando, forse trattenendo dentro di s le urla didolore -Mistai facendo male, smettila di stringere-
La mano di Lagharta si fecepileggera, ma non moll la presa -Tu...cosa ti avevo fattopromettereprima di partire?-
Mahel ridacchisarcasticamente-Tante cose stupide...- rispose con un pizzico di astio nella voce-Di solito non si fanno promettere certe cose...-
-Allora vero?-chieseinterrompendola, scuotendo la testa -Dimmi che non vero-
Mahel alz losguardo, respirprofondamente. E lo guard negli occhi.
-Io...- la sua voce eraferma esincera -Io...-
Ma non potfinire.
Una scossa terribile liraggiunse e liatterr, facendo tremare la terra e gli alberi accanto aloro.Qualcosa si muoveva, fin nelle viscere della terra.
Istintivamente Laghartaavvicin a sMahel facendo scudo con lo spadone. Se fosse caduto qualcosa, nessunosi sarebbe fatto male.
Guardando davanti as, seppure nonlo vedesse, vi era solo il Tempio, un terribile presentimento si fecelargo in lui.
Qualcosa di terribile stavaperaccadere...
***
ANGOLO DELLO SFOGO PERSONALE E DELLE SCUSE (saltatelo pure se nonvolete deprimervi!):
Scusate. Vi chiedi umilmente scusa. Ormai la terza voltache rimando e sono IMPERDONABILE! Sono in ritardo...ma non stato per impegni di qualsivoglia tipo. Solo un grande squarcio ed ungrande dolore. Non stato un periodo facile. Alcuni di voisanno il perch. E' stato un brutto colpo, davvero tremendo,ancora non sono completamente lucida su ci che successo. Ho rischiato grosso davvero (fisicamente parlando) mafortunatamente sono ancora qua. Piano piano mi sto riprendendo, ma non cos immediata la cosa. Ho provato anche aincolparmi e andare avanti...ma non era la stessa cosa. E allafine...mi sono rassegnata. Mi sono scrollata le spalle, mi sono dettache dovevo reagire. Per adesso ho perso solo il sonno (il poco che ho tormentato da incubi orrendi) ma la parte pigrave sono riuscita a superarla. E ho scritto. E per Mahel ho pianto lelacrime che lei non si permessa, perch dovevoandare avanti. Sto andando avanti...vi chiedo solo di perdonarmi. Diperdonare se continuer ad essere in ritardo e anche se non risponder alle recensioni del prossimo capitolo...vi risponderei in modo triste evorrei solo dirvi cose spiritose e allegre, perch da mequesto vi meritate: allegria e riconoscenza. Aspettate solo pochigiorni...e potr anche farvi un sorriso sincero ^^
ANGOLO DEL CAPITOLO UN PO' MENO DEPRESSIVO:
Il capitolo non il massimo della felicit, mene accorgo, ma era un capitolo che doveva esserci. Dovevo spiegare iltormento interiore e non di Mahel, lo struggimento di una scoperta chela inquieta e che rende nervosi Lagharta e Saluss. E vedremo comeandr a finire... sequalcuno sapesse come andr a finire prima di me, gradireime lo facesse sapere . Ormai con loro due non sopi cosa aspettarmi, dico davvero...
Siamoa met avventura. Non so dirvi se come capitoli o comeavvenimenti...ma siamo davvero a met ormai.
Ormai a tutti chiaro cosa succede: qualcosa cambiato. Egi che qualcosa cambiato, significa che ormaisiamo davvero alla svolta decisiva. Giro di boa, ormai la Guerra proprio dietro l'angolo. Nei prossimo due capitoli, almassimo tre, ogni cosa verr chiarita. E la presentazionedei protagonisti sar ultimata. Mancano gli ultimidue...preparatevi ad una sorpresa!
Come sempre, ringrazio tutti coloro che hanno letto, recensito o solospulciato Lagharta. Graziein particolare a chi ha recensito lo scorso capitolo (vi prego discusarmi se non vi risponder, ma per evitare di sprofondarenel depressivo rispondo direttamente al prossimo con pienfasi, visto che vorrei regalarvi un sorriso ogni tanto, percambiare!) siete davvero delle persone meravigliose ! Moltidi voi mi hanno anche sostenuto in questo periodo e mi sento dinominarvi sempre anche nelle mie preghiere, perch ci siasempre qualcuno a proteggervi ^^
Grazie anche alle 56 persone che hanno inserito Lagharta tra le preferite, le 75 che l'hannoinserita tra le seguite e le 16 che l'hanno inserita tra quelle da ricordare. Grazie,grazie, grazie mille!!!
Lamia storia arrivata ad una media di lettura di 430 persone!!!
Ho fatto la media perch ho visto un 2000 letture delprologo e sono rimasta sbalordita. Perci ho voluto fare unamedia e...ed uno splendido risultato!!! Queste piccolesoddisfazioni mi rendono davvero felice, grazie davvero!!!
Tirando le somme, quindi, grazie a tutti quanti. Per avermi sostenutoleggendo, recensendo oppure contattandomi privatamente e dandomi ilvostro appoggio morale. Per me davvero prezioso tuttoquesto. Grazie mille a tutti, dal pi profondo del miocuore. Al prossimo capitolo!
Con affetto e dedizione,
Selenite =)