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26 - La Principessa dell'Acqua

Lagharta — www.efpfanfic.net · All chapters

26 - La Principessa dell'Acqua

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Dedica internazionale questa volta, abbiate pazienza ^^

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Dedicated to runawaywithyou ,who draw Mahel into the field of Moon Flower.

Thanks for the kindness, availability, and sweetness you prove to memake this beautiful piece.

It's one of the most beautiful things I have ever seen.

Thanks <3

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CAPITOLO 26

La Principessa dell'Acqua

Era una forza mistica spaventosa,capace di far tremare la terra fino a loro.

Una spaventosa sensazione si fecelargo nel cuore del guerriero, che non aveva mai senti prima diallora un disagio tale da costringerlo a ripensare se ciche stessefacendo era giusto o meno.

Sapeva benissimo perch sentissedentro di s tutta quella insicurezza: era per via di Mahel.Per luinon aveva paura...ma lei...

Piccola.Fragile. Umana .

Lui al contrario...non era pi umano.L'umanit gli era stata strappata anni prima, dalla personache piamava e pi odiava in tutto il mondo.

Il segreto che tentava di nascondere aMahel, che lo aveva portato ad odiarla, ormai era cosvicino chepoteva averne paura.

Quando aveva visto per la prima voltala trasformazione di Alvexia, cos diversa dalle Lilithtradizionaliche proclamavano solo l'amore in loro stesse, si era rivisto come maiin nessuna persona prima di allora. Poi aveva fatto i conti con ilcuore di Mahel e aveva avuto paura.

Proprio come in quel momento.

Non sapeva cosa doveva fare. Dovevaproteggerla? Doveva fare uno sforzo di coraggio e portarlaldentro, qualsiasi cosa si trovasse?

Mentre pensava a tutto questo, le suebraccia presero a tremare. Guerriero o meno, anche lui in quelmomento aveva paura...

Tremapens tra s e s Mahel, guardando gliocchi di Lagharta disottecchi Deve essere qualcosa di grosso. Lui non ha maipaura...

Era cos frustrante.

Tra le sue braccia, il cuore chebatteva a mille per il terrore di essere in quella situazione. Potevasuccedere di tutto e lei non avrebbe avuto le capacit perfarenulla.

Eppure quella stretta insicura era lacosa pi bella al mondo. Avrebbe voluto rimanere tra quellebracciaper sempre, anche se il mondo avesse dovuto finire.

Sapeva esattamente cos'era ci cheprovava, ma sapeva che dargli un nome sarebbe andato oltre lapromessa che Lagharta le aveva chiesto di fare. E non poteva.

Perquanto sia stupido, egoista e cattivo...su questo mondo nonc'nessuno di pi caro, per me... sorrise dei suoipensieri e lostrinse a sua volta, forte, sentendo i battiti del cuore delguerriero aumentare a quella stretta Questa voltasar io a farticoraggio

Si stacc di poco dal guerriero,affinch i suoi occhi screziati di argento incontrasseroquelli delragazzo davanti a s -Tremi per l'eccitazione o per lapaura?-chiese con sguardo malizioso, quasi provocatorio -PerchsennSaluss la prendo io e combatto al posto tuo, basta che me lo faisapere...-

Sapeva che stava evitando dirispondere.

E sapeva anche che voleva strappargliun unico, sincero sorriso.

-Tranquillaprincipessina, non sono ancora caduto cos in basso da farmiproteggere da te -insistette particolarmente sull'ultima parola, aggrottando lesopracciglia -Tu, piuttosto, sicura di voler entrare in quella chepare la tana del lupo?- aggiunse, aprendo le labbra in uno stupendosorriso.

Mahel si sent sollevata e insinuuna risata -Basta che mi dici se vuoi che mi mangi o meno- risposesarcastica.

Lagharta fece cenno di pensarci un po'-Per oggi no- sbuff infine.

Il Tempio di Pietra non era maestosocome si era immaginata. Pi che altro una cavitrocciosa, unagrotta. Ma non un Tempio.

Non aveva entrate particolarmenteimponenti, n decorazioni n qualsivogliaelemento che facessepresagire ad un passaggio fondamentale di Gaia.

Quello era il passato, il presente edil futuro di tutto quel mondo sconosciuto, di quel posto magico emisterioso. Eppure era neanche pi che un buco, impreziositoda duepietre ai lati, uno zaffiro rosa ed un'ametista, ed una splendenteacquamarina alla sommit.

Mahel tocc le due pietre ai latidell'entrata, delicatamente, lasciando che le dita sottili seguisseroi loro lineamenti morbidi e lisci.

-Sono state lavorate da un'orafoincredibilmente abile...- sussurr Mahel, stupendosi dellasuperficie priva di imperfezioni - incredibile!-

Lagharta si volt verso Mahel,inclinando di lato la testa -Orafo?-

Mahel resitu lo sguardo confuso,aggrottando le sopracciglia -Ehm...e chi avrebbe lavorato le pietrein questo modo cos perfetto?-

Lagharta fece spallucce -Un mago,ovviamente-

Ovviamente .

Mahel sospir e guard in lungo edin largo quella grotta rocciosa che si stagliava davanti a lei, chesembrava non finire mai. Sia in larghezza che in lunghezza,nonostante da lontano non sembrasse niente di che, era pigrande diqualsiasi altra cosa avesse mai visto. Anche le pietre eranocospiccole che da lontano erano impossibile vederle.

-Come mai il Tempio ha un aspetto cosanonimo?- domand poi curiosa la ragazza, vedendo Laghartaimmobiledavanti l'entrata del Tempio, lo sguardo perso a quel passato che nonle voleva raccontare -C' qualche motivo particolare?-

Lagharta si volt verso Mahel, losguardo perso a contemplare pensieri diversi -Perch questonon un Tempio come tutti gli altri- rispose secco, lasciando la rispostain sospeso.

A quanto pare, su Gaia tutto ci cheaveva a che fare con lei era diverso da tutto il resto...

-E che cosa avrebbe di diverso?-incalz di nuovo Mahel, cercando di non incrociare losguardo diLagharta -Puoi dirmelo?-

Lagharta ridacchi a quella domanda,scuotendo la testa come a voler allontanare i pensieri da s-Non un segreto. Semplicemente la persona a cui affidato ilTempio un uomo, perci non gli riconosciuto lo stessovalore dellesacerdotesse-

Mahelrimase basita a quell'affermazione, soppesando bene cosa volessero inrealt dire -In che senso, dal momento che un uomo ,non gli riconosciuto lo stesso valore delle sacerdotesse?!-

Di nuovo, Lagharta rise.

Sapeva che solo Mahel avrebbe reagitoa quella maniera, se lo immaginava.

Lui e suo fratello, che avevano presopossesso delle armi magiche Saluss ed Exitio, non erano stati altempo e neanche adesso portati per voce bene quanto Mahel, portatricedell'arma sacra Vie.

Ma era per la loro natura di uomini.

Chiunque avesse sentito parlare delpadrone del Tempio avrebbe mostrato una smorfia poco convinta,conscia che il potere magico di un uomo non avrebbe mai equivalsoquello di una donna. Ma Mahel no, lei era diversa. O forse lo era ilsuo mondo.

Sorrise come se ormai davanti ai suoiocchi ci fosse la risposta a tutte le domande del mondo...anche aquelle che non avrebbe avuto facilmente il coraggio di pronunciare...

-Mahel, ti sei mai chiesta come maitutte le figure pi importanti di Gaia sono...donne?-

Mahel scosse la testa, confusa. Checosa c'entrava?

-Pensaci bene. La Dea di Gaia Vie.Essa ha condiviso il suo potere magico con le due figlie, Exitio eSaluss. Il Tempio di Vie diretto da Sacerdotessebellissime e daipoteri magici incredibilmente forti. E anche le SemideeElementali...sono tutte donne...-

Mahel cominciava a capire -Quindiperch questo Tempio stato affidato ad unuomo...?-

Lagharta annu e prosegu -Perchuno degli stregoni pi potenti al mondo. I suoi poteripotrebberotener testa tranquillamente a Colonna, la prima Sacerdotessa delTempio di Vie...- esit un attimo, ricordando chi altroaveva unpotere magico altrettanto forte.

Mahel si morse il labbro-Quindi...deve essere una persona straordinaria...-

Lagharta fece spallucce -Non lo so.Non ho mai incontrato direttamente il padrone del Tempio. Non sonoriuscito a vederlo neanche quando sono venuto a estrasse Saluss, inrealt. Vedi...anche se il suo potere cos forte da averglifatto guadagnare il posto di guardiano, al padrone del Tempio nonpermesso mostrarsi in...pubblico- guard Mahel negli occhi,vedendoli attraversare da moltissimi sentimenti diversi.

Rabbia.Tristezza. Compassione. Furia .

-Che razza di regole malate avete inquesto mondo?!- sbott quindi la ragazza, agitando le maniper ariacome se l'avesse improvvisamente posseduta un demone -Le donnevengono portate come dee personificate e gli uomini sono consideratidei nullafacenti?! Svegliatevi! Esiste l'emancipazione- urlpienadi rabbia, piena di colpa nei confronti di quella persona cheguardava un Tempio cos enorme senza potersi neanchemostrare allaluce del sole -Nel mio mondo una volta era il contrario, ma con glianni abbiamo imparato a farci rispettare, almeno in parte. Datevi unasvegliata e dimostrate il vostro valore!-

Lagharta rise di nuovo, divertitodalla sua reazione. Si, decisamente quella era una reazione tipica diMahel -Non credo che si ribeller, n cherivendichi qualcosa...-

-Ma perch?!- chiese ancora pifuriosa Mahel, la voce salita di un'ottava rispetto a quella usata disolito -Perch non dovrebbe?!-

Lagharta le si avvicin, prendendolele mani e continuando a sorridere -Essere scelti da Vie in personaun onore a cui nessuno rinuncerebbe mai. Anche quando scelse me perliberare Saluss, ho accolto responsabilit e doveri diquesto onore.Non me ne pento assolutamente...- sui suoi occhi passl'ombra di undolore passato, inesauribile e indimenticabile, e Mahel non se lolasci sfuggire -Beh, comunque entriamo...-

Lasciandole le mani e facendo un passoverso l'entrata del Tempio, Lagharta venne fermato dalle parole diMahel, gentili e delicate rispetto alle sue urla di poco prima-Lagharta...quali sono queste responsabilit e doveri di cuiparli...?-

Il guerriero si volt verso di lei. Esi limit a sorridere.

-Facciamoun patto-

-Uh?-

-Promettidi rispondere a quella domanda lasciata in sospeso e...-

-E...?-

-Edio risponder alla tua-

Silenzio.

-Allora?-

-Midirai finalmente tutto ci di cui non sono a conoscenza?-

-Tutto-

-Alloraci sto-

C'era l'ombra di un'esitazione, nellasua risposta. Ma aveva promesso, quindi lasci correreimmaginandoche ci sarebbero state molte cose di cui parlare.

Il corridoio iniziale del Tempio erastretto e spoglio, come le pareti di una caverna. Piccole lanterne diluce illuminavano il pavimento, liscio rispetto a ci che siaspettava.

La roccia, ora che ci faceva caso, erafuori da ogni immaginazione. Come ogni altra cosa, l suGaia.

Era argentata .

All'inizio le sembr un'illusionedovuta alla luce che si rifletteva sulle pareti ma, avvicinandosi conle mani, la pietra riluceva al contatto con le sue dita.

Quando provava a chiedere spiegazionia Lagharta lui scrollava le spalle e le rispondevaMagia comese fosse una cosa ovvia.

Inizi a stufarsi di chiedere.Semplicemente era tutto intriso di magia, propriocome avevadetto Lagharta. Anche se le sembr un chiarimento misero.

Per lei era tutto cos strano e cosnuovo!

La pietra riluceva solo al contattocon il calore umano, ora che ci faceva caso, come volersi proteggereda qualcosa. Le deboli lanterne si accendevano al loro passaggio, nonsi poteva vedere molto lontano a parte qualche paio di lanterne.

Era tutto cos inusuale. Espaventoso, in un certo senso. Ma bello.

Quando i loro passi iniziarono arisuonare anche lontano, si apr davanti a loro un enormestanzacircolare. Le luci delle lanterne si accesero per tutto il perimetrodella stanza, puntando la debole luce su un oggetto meraviglioso.

-Che...che cos'?- chiesemeravigliata Mahel, avvicinandosi.

-Non ne ho idea- rispose confusoLagharta, guardandosi attorno -Non ricordavo ci fosse una stanzasimile, qua. Qualcosa non mi torna...-

Mahel fece l'ennesimo passo, toccandocon la punta delle dita lo splendido oggetto davanti ai suoi occhi-... bellissima...-

Una statua. Ma non lo era.

La bellezza e la perfezione di quelcorpo femmineo poteva assomigliare, secondo Mahel, solo ad unastatua. Non poteva esistere al mondo niente di cos bello.

Nonpoteva essere reale .

Eppure vi era acqua, o qualsiasiliquido fosse, all'interno dell'enorme cristallo davanti ai suoiocchi. Ed i capelli di quella figura vi fluttuavano delicatamente.

Morbidi riccioli celesti coprivanogran parte del suo corpo, altre ciocche danzavano attorno alle suebraccia, aggrovigliandosi come in un dipinto ai polsi o alla vita.

Un piccolo lembo di stoffa avvolgeva iseni e i fianchi, avvolgendola quel che bastava per non cadere nelvolgare.

Gli occhi chiusi, sottili lineeaggraziate su quella pelle pallida, sicuramente morbidissima eliscia, senza alcuna imperfezione che ne rovinasse l'effettocompleto.

Di nuovo, tutto ci che venne inmente a Mahel fu la parola bellissima.

-Secondo te ...vera?- domand Mahelsfiorando il cristallo freddo -Sembra quasi addormentata...-

Lagharta non rispose, guardandosiattorno all'erta -Non mi piace...-

-Perch?- domand Mahel guardandoverso di lui -Cosa c' in lei di sbagliato? perfetta! Ha tuttoci che vorrebbe una donna...beh, ci che vorreiio, almeno-

Ma guardando lo sguardo tirato diLagharta, si accorse che non era la bellezza a cui si riferiva ilguerriero...

-Eletto di Saluss, si rilassi. Non c'alcun pericolo qua- esord all'improvviso una voce lontana,cheriecheggi nella stanza spoglia in cui si trovavano.

-Chi va l...?- chiam forteLagharta, estraendo Saluss e picchiettando sulla lama -Saluss, hobisogno di te-

Saluss saett velocemente fuori dallaspada, guardando Lagharta negli occhi e capendo immediatamente-Nessun problema- di nuovo torn nella spada e la suaessenza brillforte, come a presagire una battaglia imminente.

-Vi prego di mettere gi la spada,eletto di Saluss-

-Se mi dici chi sei e ti fai vederepossiamo riparlarne...-

Uno sbuffo echeggi, rimbalzandosulle pareti, un rumore di passi decisi arriv sino a loro.

La prima a vederlo fu Mahel, cherimane senza parole. Poi la sua figura arriv sino aLagharta, cherimase ancora pi stupito di Mahel.

Un coniglio .

Si, sebbene sembrasse strano, quelloera proprio il volto di un coniglio.

Umanizzato, senza dubbio, ma le lungheorecchie, il pelo liscio e sicuramente morbidissimo, gli occhi diquel colore ambrato cos splendido ma assolutamente inumano.

Si, quello era senza dubbio unuomo-coniglio.

Indossava una tunica grigia, lemaniche ampie da cui non spuntavano neanche le mani. Camminavalentamente, i suoi passi si sentivano a malapena, ma non avevaincertezze. Non mostrava alcun segno di ostilit,n di paura.

Quado alz la manica verso Laghartale mani simili a quelle di un umano, ma coperte di pelo proprio comequelle di un animale, si schiusero in una richiesta -Per favore,eletto di Saluss, adesso potrebbe riporre l'arma...?-

Saluss usc dalla spada, mentreLagharta riponeva lo spadone nella fodera sulle spalle.Guardattentamente l'uomo-coniglio davanti a s e poiguard Mahel, aocchi sgranati, ancora perplessa per ci che stavaguardando.

-Mahel...?- chiese la vocina diSaluss, che da tanto tempo sproloquiava tra s es -Va tuttobene?-

Mahel si volt verso Saluss e annu,non sapendo come reagire -Un...coniglio?-

Lagharta trattenne a stento le risa,mentre Saluss scuoteva la testa -Non un coniglio, Mahel. unAnimago, tutto qua-

Tutto qua. Come se fosse facile...

-Ehm...- chiese la ragazza imbarazzata-Animago?-

Prese parola la...persona davanti as, inchinandosi elegantemente -Lei deve essere l'eletta diVie,suppongo- domand curioso, una certa luce negli occhi colordell'oro.

Mahel annu, senza proferire parola.

-Io mi chiamo Pixel, ultimodiscendente della razza degli Animaghi non-elementali. Sono l'umileservo della divina Vie, oltre che aiutante del signore del Tempio-

Mahel annu e inclin il volto a mdi saluto, a sua volta -Piacere. Il mio nome Mahel...-

L'Animago si rivolse quindi verso ilguerriero, in attesa.

-Io sono Lagharta. Ma penso che voi miconosciate gi...-

Pixel annu -Ho sentito molte voci,su di voi- rispose lui tranquillamente, volgendosi verso il cristallodavanti loro -Vedo che siete rimasti affascinati dalla Principessadell'Acqua-

Segu un momento di silenzio,spezzato solo dalla tenera voce di Mahel -Principessa...?-

Pixel sorrise, lo si vedeva dai suoiocchi, la sua voce divenne vellutata e dolce -Questa Velleda, laPrincipessa dell'Acqua. Era la promessa sposa del signore del Tempio-

-Era...?- chiese Mahel curiosa, nonaccorgendosi delle occhiate dubbiose di Saluss e Lagharta accanto alei -...?-

Pixel scosse la testa, guardando disottecchi gli occhi curiosi del guerriero -Purtroppo, tempo fa, uninvasore ha varcato le soglie del Tempio con intenzioni ostili. Leprotezioni magiche lo hanno bloccato, ma ha creato molti problemi alsignore del Tempio. Per sua grande concessione lo ha ridottosemplicemente in schiavit-

I suoi occhi guardarono quelli diMahel, aspettandosi una reazione che non arriv.

-Eri tu, Pixel?- chiese curiosa, senzatrasformare lo sguardo.

Pixel annu, posando gli occhi aterra, umiliato.

Si aspettava parole dure, sia perchdavanti a lui vi era una presenza divina, sia perch eranellacondizione di un uomo ridotto a schiavo. Ma la voce dolce di Mahel losconvolse, pi di qualsiasi altra cosa al mondo.

-Non mi sembri il tipo, tutto qua-

Dentro di lui un campanello diallarme, confermato non appena sent le parole del guerriero-Pixel,puoi rispondere solo ad una domanda?-

Pixel annu, serio -Certamente-

-Questo posto in appena un anno cambiato moltissimo. Questa sala non c'era e...neanche tu-

Pixel scroll le spalle, un gestoinusuale considerando il suo linguaggio elegante e le sue movenzeancor pi accorate -Io sono sempre stato qua. LaPrincipessa,invece, avete ragione a pensare che sia qua da poco. Direi che...-la sua voce si interruppe, cacciando dalla sua voce e dai suoipensieri parole che potessero sembrare lugubri -Beh, direi da quelche dite che sia capitato dopo la vostra ultima visita...-

Lagharta e Pixel si osservarono per unminuto che sembr eterno.

Mahel sentiva che c'era qualcosa chenon andava: un servo? A quel che aveva detto, Pixel era un mago. E,nonostante i suoi poteri magici, era un semplice servo di quel luogo.Troppo strano. E poi vi era quello sguardo dolce rivolto a quelladonna nel cristallo...

-E quel terremoto che abbiamo sentitopoco fa, che cos'era?- chiese Lagharta, interrompendo i pensieri diMahel -Ha tremato la terra fino al bosco-

Pixel, di nuovo, sospir -Unesperimento del mio signore. Sapete...a volte il potere porta asopravvalutare le proprie capacit...-

Lagharta sapeva bene, cosa volessedire.

Aveva provato su pelle l'ebbrezza diavere un potere magico che nessun altro aveva, la sensazione diessere in qualche modo superiore a qualcun altro...

E poi il terrore, il dolore, lostrazio di quella condizione. Le responsabilit.

Ed il dovere.

Pixel scosse la testa e indic unaporta a lato della grande stanza -Penso che siate venuti qua per farvisita al mio padrone?- domand con una punta di stranezzanellavoce, come di paura.

Lagharta scosse la testa -Vie inpersona ci ha detto di venire fino a qua. Penso che Mahel abbiaqualcosa da fare...-

Pixel guard verso Mahel con unosguardo pieno di rammarico, che la ragazza non riusc acapire, maabbass lo sguardo e prosegu -Allorasar meglio che chiediateudienza al mio padrone. Probabilmente potr aiutarvi megliodiquanto possa fare io...-

Lagharta si incammin verso la portaindicata da Pixel, dubbioso su ci che li aspettava.

Mahel, a sua volta, segu il passofiero e sicuro di Lagharta. Ma quando sent che i loro passieranosolitari, si volt indietro a guardare verso Pixel.

E vide.

Pixel guardava Velleda con uno sguardopieno di sentimento, strazio e tristezza.

E avrebbe detto, anche se era lontana,che i profondi occhi celesti della ragazza gli rendessero lo sguardo.

***

Comeavete visto, questa volta dedico il capitolo a runawaywithyou (visitate la sua gallery su DeviantArt: bravissima emerita uncomplimento per i sempre splendidi lavori che fa) che si dimostrata disponibilissima e che ha eseguito la commissione a tempodi record: a malapena un giorno! E' stata talmente gentile daspedirmi anche i WIP (work in progress), cio gli screenshotdellavoro: un amore. A lei va tutta la mia gratitudine <3

Grazie mille a tutti coloro che hanno commentato lo scorsocapitolo (dovrei aver risposto a tutti quanti: se cos nonfosse, viprego di segnalarmelo e provveder a mettermi in pari), achi leggesoltanto e a tutti coloro che hanno fatto di pi!

Grazie quindialle persone che hanno messo Lagharta tra i preferiti, le seguite oquelle da ricordare! Vi adoro!!!

Stavolta non vi tedio troppo, mavi lascio con la curiosit di sapere tutto sui nostri dueultimiprotagonisti (riuscite a capire chi siano? Anche se penso che siachiaro)...nel prossimo capitolo.

Grazie mille di nuovo a tuttiquanti. Ci vediamo!!!

Con affetto e devozione,

Selenite =)