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35 - Le Ninfe maledette del Lago del Cielo

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35 - Le Ninfe maledette del Lago del Cielo

*dedicato a Rossana .

Grazie...per le parole, l'affetto, la gentilezza, la dolcezza...grazieper tutto quello che hai scritto e detto e fatto per me. Sei adorabile.

Grazie...solo questo*

CAPITOLO 35

Le Ninfe maledettedel Lago delCielo

-Ripetimi dove stiamoandando- chiesedi nuovo Mahel, dopo appena un'ora che erano partiti -Penso di nonaver capito bene-

-Al Lago del Cielo, Mahel.Dalle miemaestre- rispose scocciato Lagharta, guardando Mahel che si toccava inuovi vestiti con un'espressione contrariata dipinta sul volto-Smettila di sgualcire i vestiti. Non diventeranno pilarghi dicos-

-Mi fa strano- rispose lei,toccandosidi nuovo il dolcevita senza maniche leggero e cangiante -Che stoffa?-

-Seta stellare- risposePixel,prendendo le mani di Mahel con riverenza e posandogliele lungo ifianchi -Non cambier mai forma e difficilmente sistrapper.Ottimo per una persona...- esit un attimo, guardando Mahelnegliocchi -...come te-

Mahel rise, infilando ipollici nelletasche dei jeans che, fortunatamente, erano ancora come li ricordava,anche se aggiustati con la magia -Tranquillo Pixel, capisco checercare una stoffa che io non possa devastare sia stata un'impresa-

-Nessuna impresa- le disseAlvexiavoltandosi verso di lei, ammiccando nel suo nuovo vestito rosso-Velleda ha potuto crearla con seta classica e un pizzico di magia-

Mahel guardverso Velleda, che lerestitu un sorriso bonario. Irihe le fu subito accanto,strusciandoil musetto sulle guance arrossate -Grazie Velleda...e grazie anche ate, Pixel- riprese Mahel, sorridendo riconoscente -I castoni e lepietre sono frutto della tua alchimia, vero?-

Pixel annusilenzioso, mentre unsorriso imbarazzato si sviluppava sul suo volto di coniglioumanizzato. Velleda sorrise a sua volta, ricordandosi che mai nellavita era stato mai ringraziato o apprezzato.

-Le Ninfe sono sempre statele tuemaestre, Lagharta?- chiese qualche ora pi tardi Alvexia,mentremangiavano qualcosa lungo la via -Non ci hai detto poi molto-

Il volto di Lagharta sicontorse inuna smorfia, mentre un brivido freddo gli percorreva la schiena.

Dopo tutti quegli anni,ancora nonsopportava il ricordo delle sue maestre durante i primi mesi diallenamento. Ne aveva paura .

-Quando Lahertecambi, avevo solo 10anni. Successe d'improvviso, una notte, senza che nessuno potessespiegarsi il perch- raccont Lagharta quellanotte, prima didormire, abbassando lo sguardo nel ricordo di un affetto che maipisarebbe tornato -Se ne and dalla casa della Sibilla, doveeravamocresciuti, mostr agli abitanti le nostre due forme eproclam cheio sarei stato la causa della distruzione del mondo. Una voltasparito non sentimmo pi parlare di lui, se non quandoExitio fuliberata- guard verso la fatina, che gli siavvicin e gli sorrise-Quando andammo a controllare, io e la Sibilla, le tre armi nonc'erano pi. Non solo Exitio, che era stata strappata dalsuo incavonella roccia con la forza, ma neanche Vie o Saluss, che sembravanosparite nel nulla...-

Un sospiro, profondo, e poiunsorriso.

-Rimasi in quel luogo pertre giorni.Senza dormire, senza mangiare, senza muovermi. Ero in preda adun'apatia e una rabbia incontrollabile. Riuscii a stento a mantenereil mio aspetto umano...e quando mi decisi ad andarmene, conscio chenulla sarebbe cambiato...ecco che una luce potentissima e luminosaillumin ogni cosa. E Saluss era l, adaspettarmi. Fuori della suaessenza, mi corse intorno e mi abbracci forte, piangendocome unafontana- rise lui ricordando il momento, mentre Saluss arrossivavistosamente -Le mancava Exitio. Si era svegliata e non l'avevatrovata. E aveva capito che, purtroppo, la Leggenda che aveva sentitodurante il suo sonno fino alla nausea si era avverata-

Saluss siavvicin ai capelli diLagharta e li afferr, quasi nascondendosi -Sapevo chesarebbearrivato quel giorno. Il giorno in cui la pazzia di Exitio a seguitodella guerra sarebe diventata troppo, per lei. Aveva scelto Laherteperch lui vuole distruggere il mondo...ed io scelsiLagharta,perch sapevo che avrebbe fatto di tutto per salvarlo-

-Io volevo davvero,davvero- riseLagharta, carezzando i capelli di Saluss -Uccidere Laherte. Mostrarela mia forma al villaggio, farmi odiare da tutti palesando cheeravamo noi i due della Leggenda...pensai che non sarebbe stato unmale uccidere lui e morire a mia volta. Poi la Sibilla mispeddalle Ninfe del Lago del Cielo- una risata, mentre Saluss assumevaun'espressione disgustata.

-Quelle sgualdrine...-sibil acida,mentre Lagharta ancora rideva.

-Suvvia, Saluss. Sonopassati anni...-

-Sono pur sempresgualdrine- sputlei acida, guardando verso il gruppo stupito e senza parole -Hannoprovato a cucinarmi, a strapparmi le ali ed affogarmi nel Lago. Ehanno giustificato il tutto dicendo che io rappresentavo, perLagharta, un...un...-

-...un ostacolo -concluseLagharta al posto della fatina, che scoppi per la rabbianella sualuce rosata, per poi tornare nella sua essenza per sbollire un po'-Hanno sempre avuto un senso dell'umorismo particolare. E sono anchemolto sadiche, questo vero-

-Sono sgualdrine !-url Salussdalla sua essenza, senza per uscirvi -Le odio-

-E loro odiano te Saluss,ma non solote. Loro sono...fredde. Molto passionali, ma in un senso possessivo,pi che affettivo. Sono gelose di ci chereputano di loropropriet- si indic, sospirando -Avendomiallenato per quasi diecianni, ormai pensano che io gli appartenga. E hanno detto che se maila Profezia dovesse avverarsi, saranno loro a uccidere la mia sposa-

Mahel prov uncerto disgustosentendo quell'ultima affermazione -Perch pensano che tunon farainiente per fermarle?-

Lagharta laguard di rimando, conun'espressione tale che Mahel cap immediatamente ilperch diquello sguardo: lui, ancora adesso, era convinto che mai si sarebbepresentata la sua sposa.

-Come sono le Ninfe?-chiese il giornosuccessivo Mahel, mentre percorrevano un lungo sentiero roccioso chesi innalzava lungo un dirupo a strapiombo. Pixel le era al fianco,nel caso fosse scivolata -Oltre che crudeli sono anche mostruose?-

-In realt no-rispose Laghartaaiutandola in un dislivello, prendendola in braccio e assicurandosiche mettesse i piedi bene in terra -Sono bellissime. Simili neitratti del viso, ma fisicamente molto diverse. Caratterialmente,invece, molto simili...anche se ognuna gestisce la suacrudelt convarie sfaccettature-

-Crudeli e bellissime.Insomma, comeme?- chiese Alvexia ridendo, mentre Lagharta la ammoniva con losguardo -Se la cosa ti pu far piacere, tu seipi buona di loro-rispose Lagharta, enfatizzando la parola buona-Non credo cheloro possano cambiare, neanche conoscendo Mahel. Accettano eamanosolo il loro piccolo mondo, fatto di egoismi e ripicche. Sono comebambine che mai cresceranno, intrappolate in un eternainfantilit-

-Insomma, delle stupideirrecuperabili- disse Alvexia ridacchiando.

-Si- rispose Lagharta,sorridendosarcastico -Un po' come te-

Le Ninfe. Mentori diLagharta, e forsecausa del suo carattere.

Mahel non sentiva lesarebberopiaciute, anche se le doleva ammetterlo.

Guardando Lagharta cheparlava conAlvexia e Velleda, stringendo i nuovi spallacci lungo il cammino, siguard i vestiti nuovi e pens.

Erano gipassati altri sette giorni.Una settimana...da quando il vero viaggio era iniziato.

Pixel aveva creato duecatalizzatoridell'essenza di Vie e li aveva incastonati a due stivali di pellerobusta e leggera, fatti a mano da un calzolaio del villaggio. Ivestiti, fatti da stoffa trattata magicamente, erano stati cucitidalla Sibilla in persona. I jeans, fatti rigenerare dalla magia,avevano dentro di s incantesimi protettivi, grazie aVelleda ePixel.

Mahel non si vedevapi come prima.

La piccola sedicenneimbarazzata ebruttina adesso non aveva pi lo stesso aspetto...e lostesso animo.I suoi occhi si erano schiariti, e avevano piccole luci argentatidentro di loro. I capelli erano diventati pi lunghi,pi domabilie morbidi, avrebbe detto. Il suo corpo sempre nascosto da abitilarghi e comodi, adesso era coperto da stoffe magiche e pietrepreziose. E il suo cuore, ormai, aveva conosciuto l'amore.

Era arrossita davanti alregalo diAlvexia, convinta che non lo avrebbe mai usato...e stupita, che anchelei sperasse in quella conclusione.

Strinse tra le sue mani lapiccolapepita di platino, mentre nella sua testa rimbombavano le paroledella Lilith, dolci e rassicuranti.

Un regaloanticipato...per ilgiorno del tuo matrimonio.

Lagharta iniziava a pensareche nonfosse una grandissima idea.

Mahel e leNinfe...l'avrebberoscuoiata viva. Non prima di averla torturata a morte. Insieme aSaluss. E si sorprese a ridere, di gusto, al pensare che Mahel sisarebbe battuta con tutte le sue forze.

Lei era...speciale, perlui. Non comelei avrebbe voluto, ma abbastanza per sperare non le accadesse nientedi male. Sper che non si arrivasse al punto di doverintervenirepersonalmente.

E poi si ricorddel loro gruppo diavventurieri, del carattere della Lilith e del potere di Velleda.Sbuff, sapendo che non sarebbe stato comunque facile.

Ma doveva portarlal, dovevachiedere aiuto alle Ninfe.

Doveva fare in modo che loaiutasseroa allenare Mahel.

Mahel si sorprese ad averpaura.

Guardava spesso Lagharta. Eripensavaspesso a ci che aveva raccontato loro riguardo le suemaestre.

Non sapeva ancoraesattamente come loavessero allenato, ma lo sguardo disgustato del guerriero la esortavadal chiedergli alcunch.

E se loro avessero scrutatoil suoamore nascosto...e le avessero voluto fare del male? Non aveva pauradel suo sentimento, quanto della reazione del guerriero.

Sperava, in cuor suo, cheLaghartal'avrebbe protetta.

L'ottavo giorno di cammino,eranofinalmente arrivati ai piedi del monte che custodiva, sulla suasommit, il Lago del Cielo.

Percorsero il sentiero checosteggiavail monte in rigoroso silenzio, e Mahel sembrava pensierosa edistante.

Nessuno riusciva a farlaparlare.

Quando si trovarono difronte al Lago,che si stagliava al cielo in tutta la sua magnificenza, non c'eraniente ad aspettarli.

Lagharta siavvicin alle sponde,carezzando silenzioso le acque silenziose e calme -Maestre...sonotornato-

Il silenzio era immenso. Lapace eraassoluta.

Il Lago era enorme,sconfinato. Lamontagna era davvero cos enorme da poterlo contenere tutto?Sembrava una magia.

Alberi altissimicircondavano il Lago,facendovi affondare le radici all'interno. Ricurvi e nodosi,sembravano volerlo proteggere, richiudendosi sopra le sue acque.

Le fronde toccavanol'acqua,gentilmente, quasi a volerne baciare la superficie.

Poi una crepatura, nelleacque, comeun soffio di vento.

Una piccola onda sipropagand per leacque, sempre pi grande, sempre pi grande,arrivando alle rive.Delicata e silenziosa, come se fosse stata una goccia a far scaturireil tutto.

Ma erano state loro, dalleprofonditdel Lago, ad annunciare la loro presenza.

Mahel vide un movimento dalontano, manon cap subito cosa fosse.

Erano tre piccoleteste...capelli,ecco. Di un colore indefinito da lontano, che sembrava tutt'uno conle acque...blu? No, anzi, verde. Un verde-azzurrino, delicato eluminoso, che nel mentre si avvicinava ai loro occhi si marcavasempre di pi.

Pelli scure...occhi scuri.Mahel sistup di quanto inusuali fossero quegli essere acquatici.

Uno scatto dalle acque, equalcosa dipiccolo e minuto era gi tra le braccia di Lagharta.

-Sei tornato, piccolo Lag!-

Lagharta laallontan subito,guardandola severo...poi sorrise -Sono tornato, maestra Vahael-

Il piccolo essere acquaticosi voltsubito verso il gruppetto accanto a Lagharta e i suoi profondi occhineri incrociarono quelli di Mahel. E la sua espressionediventcattiva.

Subito al suo fianco, lealtre duegiovani Ninfe si stagliarono in tutta la loro bellezza. Lapipiccola, Vahael l'aveva chiamata Lagharta, era la piformosa edall'espressione pi accigliata. Pi bassa diMahel, aveva lunghicapelli verde acqua, gi asciutti nonostante fosse uscitadalleacqua solo da pochi secondi, che le arrivavano fino al sedere.Leggermente mossi sulle punte, le davano un'aria selvaggia eindomabile, come probabilmente era.

Subito accanto vi era unaragazzamolto pi alta, dai capelli cortissimi, un sorrisoenigmaticodipinto sul volto e dal viso simile a Vahael. Teneva le mani invista, come a voler specificare che non vi era pericolo, ma gli occhierano accesi, da un sentimento che Mahel non riusciva a spiegarsi.

Poi vi era la terza, pocopi bassadella seconda, il viso inespressivo, anche lei dai lineamenti similialle altre due. I suoi capelli erano acconciati in una treccia che lescendeva lungo il fianco sinistro, chiusa da un laccio fatto di stelidi fiori.

-Loro- disse Lagharta,indicando letre giovani -Sono Kahael, Nahael e Vahael. Le tre Ninfe del Lago delCielo. Le mie maestre. A loro devo tutto-

-La Leggenda parlava diquestoincontro- disse la pi alta con voce profonda, avvicinandosialgruppo -Io sono Nahael, la maggiore tra le mie sorelle, vi do ilbenvenuto nella nostra casa- di nuovo quel sorriso strano, che Mahelnon riusciva a capire -Questa mia sorella Kahael, lamediana-indic la ragazza con la treccia, che non si scomposen disse unaparola, ma si limit a guardare davanti a s -Ela pi piccola Vahael-

-La pi piccola-esord Vahael, lavoce acuta ma melodiosa -Ma la pi carina-

-Si, maestra Vahael- disseLagharta,ridacchiando -Come sempre-

Vahael guardverso Lagharta esorrise quasi imbarazzata, prendendogli il braccio e avvicinandolo as -Il mio Lag tornato, che bello! Possopassare la notte conlui, sorella Nahael, posso?-

-A tempo debito, sorella-la ammonla pi grande, allargando la mano davanti al gruppo -Abbiamoospiti.Ci presenti, Lagharta?-

-Ma certo- risposeLagharta,avvicinandosi al gruppo.

-Vedo che non sietecambiate- sibilacida Saluss guardando verso Vahael, che le rendeva uno sguardomalizioso -Oh, guarda chi c'. La zanzaretta fastidiosa.

Saluss arrossper la rabbia,trattenendo dentro di s gli improperi pivolgari -Quanto ti odio-

-Provo la stessa cosa perte-

-Questa Alvexia. una Lilith, ed specializzata nel combattimento ravvicinato con armivelenose. Ilvostro aiuto potrebbe essere prezioso per aiutarla a preparare nuoviantidoti- Alvexia fece una specie di inchino e Kahael le siavvicin,riverente -Noi Ninfe utilizziamo e creiamo tantissimi velenisconosciuti che potrebbero esserti d'aiuto. Sono a tua disposizione-

-Grazie mille- risposestupitaAlvexia, guardando verso un Lagharta sorpreso quasi quanto lei.

-Questa Velleda. la Semideaelementale dell'Acqua e sposa di Pixel- indic l'uomoconiglio conriverenza -Signore del Tempio di Roccia-

-Benvenuti- disse Nahael,il solitosorriso enigmatico -Spero che il tempo che passerete qua vi siad'aiuto per ci che dovete compiere. Velleda, un onore conoscerladi persona- e anche lei esegu un rispettoso, e strano,inchino.

-Il piacere mio, e prego...non c'bisogno di questa riverenza. Non sono io quella a cui dovresteriservarla...- disse Velleda, guardando prima verso Pixel e poi versoLagharta, che le rese uno sguardo tirato.

-Oh, dice?- chiese Nahael,guardandosevera verso Lagharta -Cosa vuol dire?-

Lagharta siliber dalla presa diVahael, che sbuff contrariata, e si avvicin aMahel.

-Maestre...questa ragazza...-deglut, tentando di non far crollare la sua maschera disicurezza-...questa ragazza Mahel. La prescelta di Vie-

Fu un attimo.

Un sibilo spaventosofuoriusc dalleloro bocche, i loro volti bellissimi deformati in qualcosa dimostruoso.

Vahael le fu subito alcollo, leunghie adesso lunghe e affilate che colavano veleno nauseantevicinissime alla pelle -Tu...come hai fatto ad arrivare qua?-

-Lagharta!-sussurr lei, prima cheKahael le tirasse i capelli all'indietro, le mani senza artiglistrette per attorno al collo -Lagharta...!-

-Maestre, ferme!-cerc di fermarleil guerriero, sentendosi allontanare per da Nahael, checercava diparlare sempre con la sua voce calma e profonda -Non ti preoccupareLagharta, non la faremo soffrire...sar veloce e indolore, esai chequesto per noi un grande sforzo- lo ammon poi,quasi rassegnatadi quell'umanit che il loro discepolo sembrava aver assuntoneglianni -Anche se non capisco come tu possa sopportare la sua presenza-

-Non unpericolo, maestra Nahael-cerc di spiegare lui, ma sembrava non avere effetto.

E poi, finalmente, li vide.

Velleda e Pixel bloccaronole bracciadi Kahael, che lasci andare i capelli di Mahel e siallontan,spaventata da quella spaventosa vibrazione di magia.

Alvexia fu subito al collodi Vahaelcon un pugnale, che puzzava anch'esso di veleno, mentre un'altra manogi in preda alla trasformazione le aveva afferrato icapelli, pertenerla ben ferma -Ti avverto, un solo movimento sbagliato, una solaparola di troppo e ti affetto cos sottile che ti civorranno anniprima di rigenerarti del tutto-

-Provaci, piccola stupida,e potrestinon svegliarti pi dal mio veleno- rispose Vahael senzapermuoversi, conscia che le parole della Lilith fossero vere.

-Vediamo-

-Basta!- urlMahel, a terra, cherespirava affannosamente per lo spavento -Alvexia, allontana quelpugnale. Non mi faranno del male...- guard verso lamaggiore,sicura che se avesse detto di no le altre due si sarebbero fermate-...vero?-

Nahael laguard. Guard Lagharta,che le rendeva uno sguardo serio. Guard la Lilith, cheaveva tuttele intenzioni di uccidere sua sorella minore e poi guardVelleda ePixel, cos pieni di aura magica da poter distruggere in unsecondoil corpo fisico di sua sorella Kahael -Non ti vogliamo qui. Vattenevia e avrai salva la vita...tornatene a casa-

Andare a casa.

Casa .

Apr la boccaper rispondere, primadi capire che lei una risposta non poteva darla. O, almeno, nonquella che le tre ninfe si aspettavano.

Socchiuse gli occhi, senzadistoglierelo sguardo da Nahael, sospirando poi profondamente. E sorrise.

-Non posso tornare a casa.Non potrmai pi tornarci. Devo finire ci che devo...epoi tornare alTempio di Vie, dove mi aspetta il nulla eterno- si ferm,guardandogli occhi di Nahael illuminarsi per un attimo -Non sono la sposa diLagharta. Non lo diventer mai-

Alvexia le stava vicino unfianco,tenendo d'occhio Vahael, che sembrava volesse incenerirla. Pixel eVelleda le stavano al fianco opposto, per essere sicuri che neancheKahael potesse farle del male.

Lagharta le stava invecelontano,nella speranza che le sue tre maestre non si irritassero ancora dipi.

-Perch qua- esord dopo un lungosilenzio Vahael, che si era di nuovo appropriata del braccio diLagharta, mentre Saluss la fulminava con lo sguardo per cicheaveva provato a fare poco prima -Eh, Lag...?-

- la Maheldella Leggenda. Miaiuter a riportare la pace su Gaia- rispose automaticoLagharta,guardando la sua maestra negli occhi.

-No Lag- riprese lei,guardandolonegli occhi -Perch lei qua. Con te -

Lagharta sigratt la barba rasa,sorridendo -Con chi altro dovrebbe essere?-

-Con i vermi- rispose leiacida,guardando verso Mahel con disprezzo -Sotto terra-

-Brutta...!- disse Saluss,per poiessere bloccata dalla mano di Lagharta -Saluss, torna nell'essenza.Adesso-

Saluss guardfuriosa Lagharta, magli occhi del guerriero non si decidevano a lasciare quelli della suamaestra.

Lei odiava quelle Ninfe. Dasempre.

-Sei uno stupido- disselei, prima disparire di nuovo nella spada.

-Si affezionata a quella l- disseVahael indicando con un cenno della testa Mahel, che abbasslosguardo infastidita -Eppure anche la zanzaretta dovrebbe odiarequella che, secondo la Profezia, la tua sposa...-

-Mahel non lamia sposa, maestraVahael- ribad Lagharta, carezzando la guancia della suamaestra-Non avr mai una sposa. Non mi legher mai anessuna donna-

-Bravo il mio Lag- disselei,avvicinando il suo viso a quello del guerriero -Tu sei solonostro...per l'eternit!-

Fu uno spettacolodisgustoso.Ingiusto. Crudele .

Lagharta chiuse gli occhi,comerassegnato, per poi lasciare che le labbra della sua maestratoccassero le sue.

Mahel sent ilcuore andare in pezzi.Era un semplice bacio sulle labbra, ma ai suoi occhi equivaleva amille pugnalate al cuore, una pi a fondo della precedente.Undolore insopportabile, che la port al voltare lo sguardo,in predaai conati.

-Perch volti losguardo,bambina...?- la schern Nahael, con quella voce profonda esuadenteche adesso cozzava incredibilmente con la sua espressione -Tidisturba ci che vedi...?- ridacchi,avvicinandosi a Lagharta ebaciandolo a sua volta, carezzandogli poi i capelli -Lui nostro.Possiamo fare con lui tutto ci che vogliamo-

-Vero, sorella- siun Kahael, chebaci a sua volta Lagharta e poi volt lo sguardoverso Mahel, chetratteneva a stento un'espressione di dolore -Lagharta statocresciuto e allenato da noi. Lo abbiamo visto crescere e lo abbiamoscelto. Nessuna donna lo avr mai...se noi non possiamoaverlo-

Mahel guardverso Lagharta, cheaveva riaperto gli occhi e la guardava.

Colpevole .

-Ah...se solo potessibaciarti comevorrei!- scherz Vahael, baciandolo di nuovo sulle labbra epoistringendolo forte a s -Ma non posso, o ti ucciderei...-

-Lo...uccideresti...?-chiese Alvexiafuriosa, mentre guardava Lagharta -Che vuol dire?-

-Il nostro corpo puro veleno. lanostra unica arma, ma la pi potente del mondo.La nostra linguane contiene in dosi cos elevate che rischiamo di poterlouccidereanche solo sfiorando la sua pelle, figuriamoci baciandolo come sidovrebbe- spieg Nahael, come se il loro esimersi dalbaciarlo comeun compagno fosse prova di una sorta di perverso affetto verso dilui.

-Quindi non proprio del tuttovostro, il bel guerriero...- le sfid Alvexia, sentendoper losguardo di Lagharta farsi cattivo -Che c'?-

-Io non sono di nessuno.Non possiedouna compagna, o una sposa, possiedo solo la mia spada. Ed tuttoci di cui ho bisogno...- aggiunse il guerriero, guardandoverso lesue maestre quasi con aria di preghiera -...e adesso ho bisogno chevoi alleniate Mahel. E aiutiate i miei compagni per la sfida che ciaspetta...per favore...-

Vahael annusubito, contenta divedere quell'espressione inusuale sul volto di Lagharta. Kahaelguard la maggiore e questa esit, prima dirispondere. Poi videl'espressione di Mahel, sorrise e annu a sua volta-Possiamoaiutarti...ma credi che lei possa resistere, vedendo comegi perdele forze alla vista di un innocuo bacio...?-

Lagharta sivolt verso Mahel e sisent stringere il cuore.

Era pallida, si teneva inpiedi astento. Aveva la mano davanti alla bocca, come se stesse peresplodere, e cercava di allontanarsi invano da Alvexia, che la tenevastretta al suo fianco -Mahel...?- chiese per il guerrieroin predaad una sincera preoccupazione, avvicinandosi a lei lentamente-Mahel...tutto bene...?-

Mahel alz gliocchi. Vitrei estanchi.

Sent gli ultimipezzi del suo cuorerompersi e riusc finalmente a staccarsi da Alvexia eallontanarsi,abbastanza per accasciarsi a terra e rimettere, tenendosi lo stomacocon forza.

Nessuno ebbe la forza dimuoversi,alla vista di quel dolore cos pungente.

Nessuno...tranne Lagharta.

-Mahel, qualcosa nonva...?- chiesecon voce quasi rotta, ormai conscio che quella era stata tuttofuorch una buona idea -Ce la fai a rialzarti...?-

-Vattene via...- cercava diallontanarlo Mahel, sentendo i conati risalire di nuovo in gola-Stammi lontano, forse mi sentir meglio...-

Lagharta non riusciva astarla asentire.

Si odiava.

Sapeva che non avrebbedovutointromettersi in una possibile discussione, per non contrariare lesue maestre pi di quello che gi erano al solosentire il suonome. Sapeva che Mahel avrebbe dovuto affrontare anche quella prova.Ma non riusciva a capacitarsi che alla vista di un un solo baciopotesse reagire in quel modo cos violento.

Si accucciaccanto a lei,carezzandole la schiena. Anche se le sue mani avevano poco del poteredi Saluss, se lei non era presente, fu abbastanza da alleviarle ildolore ancora un po' -Mi dispiace...- sussurr lui a bassavoce, inmodo che le Ninfe non potessero sentirlo -Mi dispiace tanto...-

-Non mi interessa se miodi, per ilmio sentimento. Non mi interessa se non lo accetti, o se non lo fannoloro, non mi interessa niente. Ma abbi rispetto...solo rispetto, peri sentimenti che provo. Qualsiasi essi siano...-

-Mahel...era solo unbacio...- disselui come a giustificarsi, vedendo gli occhi della ragazza farsilucidi -Non era altro che un bacio...-

-Vale tanto poco per te, unbacio...?Nonostante ci che provo io, che mai potrdartelo...?- url dirimand -Se la pensi cos, sei proprio come loro!-

Le Ninfe sentirono quellafrase ecapirono. Capirono tutto.

E sorrisero maligne, mentretra diloro nasceva una complicit pericolosa e spaventosa, di cuiglialtri si accorsero immediatamente.

-Siamo nei guai...-sussurr Alvexia,guardando verso Pixel e Velleda con preoccupazione -Cosafacciamo...?-

-Aspettiamo- disse Pixel,socchiudendogli occhi -Interverremo quando sar opportuno-

-Non vorrei essere neipanni diSaluss, che costretta al silenzio e alla prigionia nellasuaessenza...- sussurr comprensiva Velleda, guardando Laghartae laspada, che brillava di una luce debole e indifesa -Spero solo cheLagharta faccia la cosa giusta...-

-Sentito sorelle...?-chiese Vahael,leccandosi le labbra -Lei lo ama!-

-Ho sentito, sorella-annuinespressiva Kahael, guardando verso la maggiore con aria rispettosa-La uccidiamo?-

Nahael guardLagharta, che sembravaaffezionato a Mahel. Troppo affezionato. Poteva evolversi, quelsentimento di affetto, poteva diventare amore. Poteva fare di lei lasua sposa...e non potevano permetterlo. Lagharta era di loropropriet.

-Al tempo, sorelle, altempo...peradesso giochiamo con lei. Facciamole una proposta gentile .Ese non cede...- ghign, mentre le sue sorelle ridacchiavanocon lei-...sar un piacere porre fine alla sua vita. Nei modi chereputeremo pi opportuni-

***

Io le odio queste tre s*****e. Ed ho detto tutto.

Ho cercato di scrivere in tempo record...poi sono stata presa da altrecose...eeeeee per ci ho messo solo due mesi. SOLO. Midispiace.

Ho una tabella di marcia, per, adesso. Cercherdi scrivere due capitoli alla volta, durante il mio giorno liberosettimanale da lavoro, cos potr tranquillamentepostare almeno una volta ogni due settimane almeno. Il prossimocapitolo gi in scrittura <3 spero diriuscire a postarlo almeno domenica. Lavora Cristina (si, il mio vero nome!) lavora!!!

Mi fa piacere che qualcuno continui a leggere questa piccola storia, ela ami, tanto quanto la amo io. So gi la persona a cuidedicare il prossimo capitolo.......chi sar mai? <3

Grazie a chiunque abbia messo la storia fra le preferite, le seguite oquelle da ricordare. A chi legge senza commentare, e a chi commenta. Achi aspetta un aggiornamento, o chi si arreso. A tutte lesplendide persone che hanno recensito e seguito questa storia inpassato...grazie a tutti.

Vi amo e vi rispetto tutti, dal pi profondo del mio cuore.Vi abbraccio con tutta me stessa.

Con amore e devozione

Selenite