Piove sempre sull'estate - Albus/Gellert
Piove sempre sull'estate - Albus/Gellert
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Scrittain occasione del SummerWriting Day indetto da 24hours-of-fun .Ilprompt scelto era il #12, Arriver l'estate ancheper te, solouna questione di stagioni e di tempo. O di persone, Odissea.
Dedicataa emme ,perch sotto sotto gliela regalerei sul serio, l'anima. (:
*Meine Gte dovrebbesignificare "vecchio mio" in tedesco, ma io sempre fatto talmenteschifo in lingue che non ci giurerei. Se qualcuno pi ferrato di me in tedesco, ben venga qualunque consiglio.
*
Piove sempre sull'estate
Albus x Gellert
1875 parole
Frale milioni di cose delle quali Albus Silente non aveva mai fattoparola con nessuno, c'era anche un vago senso di disagio inprossimit dell'arrivo della stagione autunnale.
Neaveva sempre amato i colori, le prime concilianti brezze fredde chegiungevano dal nord, e non di meno traeva soddisfazione dal poterfinalmente rispolverare i suoi calzettoni di lana dopo l'afa estiva.
Eppuresi ritrovava spesso a scrutare il cielo di piombo che anticipava leprime piogge, e quando scoppiavano i primi temporali restava per oreintere in piedi davanti alle alte finestre del proprio ufficio,osservando il lento scivolare delle gocce sul vetro e ascoltando illoro ritmato ticchettio.
Losi sarebbe detto perso in complessi e geniali ragionamenti qualierano solitamente i ragionamenti di un uomo complesso e genialequanto lui, ma non era vero: Silente ricordava solo autunni e pioggedi molti anni prima di secoli prima, diintere vite prima quando i suoi capelli non erano ancora bianchi e lasuabarba era molto pi corta e aveva il colore rossiccio delleultimefoglie.
Conle lunghe dita intrecciate dietro le schiena, guardava la pioggiainfrangersi sulle acque grige del Lago Nero senza vederla realmente.Nei suoi occhi c'era solo quella Germania dai colori di piombodell'autunno inglese, ma pi freddi, cos freddida far male findentro le ossa. Fin sotto le vene, oltre al cuore, nellaprofonditdel suo animo complesso e geniale, proprio dove aveva sepolto tantofaticosamente il ricordo di Gellert.
Gellertnon aveva la barba del color delle foglie che muoiono... oh,no. Lui aveva i riccioli come il grano d'estate e gli occhi limpidiquanto un cielo terso dalle nuvole. Aveva il sorriso di una giornatadi sole trascorsa sotto le fronde di una vecchia quercia di Godric'sHollow, aveva la risata frizzante e vivace delle capinere checantavano fra i rami. In quel ricordo c'era il retrogusto diun'estate che Silente aveva creduto interminabile, immortale,incancellabile.
Esseregiovani... quale dolce supplizio si ripeteva spesso.Poich con laleggerezza di poche decine di anni sulle spalle si pi forti esciocchi, si pi liberi e piinfelici o forse no, forse siera solo un po' pi prigionieri e un poco pifelici.
L'autunnoera grigio come la Germania del 1945, era rosso come un tempo lo erastata la sua barba e pioveva, pioveva... buon Dio, quanto piovevaquel giorno.
*
Germania,1945
Albussi rigir la bacchetta fra le mani con un'espressioneimperscrutabile sul volto. La bacchetta di Sambuco ,si disse. La pi potente bacchetta mai creata. L'impugnaturaera ancoratiepida per il lungo contatto con la mano salda di Gellert biancae liscia e delicata ma fra le dita di Albus sembravascottare. Nesfior distratto la sagoma raffinata prima di sollevare gliocchisull'altro uomo, ancora in ginocchio a pochi metri da lui, con lebraccia abbandonate lungo i fianchi, il capo chino e il volto pallidonascosto dai capelli biondi che la pioggia aveva schiacciato sullafronte.
Biondicome il grano d'estate.
Duna bella sensazione, non vero, meineG te *?mormor fra i denti Gellert in un inglese dal suonometallico,sollevando il viso di pochissimi centimetri.
Avevaperso e lo sapeva.
Difronte a qualsiasi altro nemico, Albus avrebbe atteso che tentasse difuggire, di attaccarlo disperatamente in un'ultima inutile difesa, maGellert non era un nemico qualsiasi. Non lo era mai stato. Se nerestava l, in mezzo a ci che restava del grigiocortile internodi Nurmengard, con la pioggia che scrosciava inesorabile fra lemacerie fumanti e le grate di ferro abbattute. Attendeva paziente chegli Auror giunti dall'Inghilterra con Albus arrivassero a prenderlo.
Haperso ,ripet Albus. Elo sa. Sa che io avrei fatto lo stesso. Ma non era Albus Silente, quello sconfitto. Non era lui, quello inginocchio. Lui era solo il possessore di una bacchetta demoniaca.
pesante constat amaramente Albus mentre scostavadal volto icapelli fradici.
straordinaria.
Michiedo come tu abbia potuto sopportarne lo straordinario pesoper tutti questi anni.
Gellertinclin appena il capo. Sulle sulle labbra comparve un vagosogghigno divertito.
MeineGte... io sono sempre stato un mago straordinario.
vero ,ammise a se stesso Albus. Maa quale prezzo?
Chene farai, ora? incalz Gellert. Ci siaspetta che un uomo dellatua elevatezza di spirito la distrugga. La disintegri. Potrestiperfino convincere tutti i maghi e le streghe del pianeta che nonmai esistita alcuna bacchetta di Sambuco. Potresti davvero, Albus. Hovisto uomini e donne credere a bugie ben pi inverosimili etu....Rise beffardo e scosse appena la testa. Oh, tu sei unbugiardo straordinario .
Anchequesto vero.
Tisei mai domando se sia valsa la pena di essere tanto straordinari?Maghi o bugiardi, non importa, ma tu dimmi, Gellert... credi davverone valga la pena?.
Losguardo di Gellert brill di beffarda malizia.Schiocc la lingua erispose:
Nevale completamente la pena, ma non credo riuscirai mai a capirlo. Non sei mai stato unmago straordinario come tutti credono. Guardati, meineGte ...cosa vedi?.
Albuscerc di farsi scivolare addosso quella pesante accusa, male paroledi Gellert si erano gi insinuate in profondit estavano scavandoattraverso ognuna delle sue misere sicurezza. Oh, quanto avevaragione, quanto ...eppure non aveva intenzione di arretrare, non aveva intenzione dilasciarlo vincere.
Nonquella volta.
Vedoche stringo fra le mani la bacchetta che tu hai inseguito per tuttala vita. E la vedo pesante ,Gellert, non straordinaria. Poi vedo te. E non sei tu, quello chevedo in piedi, perci.... Sospiramaramente e aggiunse:Continuer a credere che non ne valga davvero lapena.
Perdiversi secondi, l'unico rumore fu quello della pioggia che cadeva sudi loro e attorno a loro, dell'acqua che sgorgava dalle tubatureesplose e si concentrava in fredde pozzanghere. Ed erano grige ancheloro, cos com'era grigio il cielo e l'aria e Nurmengard, eagliocchi di Albus perfino loro due erano diventati grigi.
C'erail sole, una volta. C'era il sole e guardavamo l'estate all'ombra diuna quercia troppo pi grande di noi.
Larisata di Gellert parve l'imitazione di un centinaio di calici divetro che s'infrangono a terra. Limpida e cristallina, impietosa etagliente. Albus serr d'istinto le palpebre mentre nellasua menteGellert scoppiava in una risata ben diversa. Era il cinguettio dellecapinere, era il suono dell'estate che non avrebbe mai dovutoterminare.
Ungiorno, a molti giorni da questo giorno,ti volterai indietro, Albus, e sai cosa vedrai davvero? Non me inginocchio. Non te in piedi. Oh, no... se davvero vedessi solo questo, meineGte ,sarebbe un affronto tremendo a entrambi. Sarebbe un affronto alla tuastessa intelligenza, e tu non sei mai stato un uomo stupido.Insensato, forse, ma mai stupido.Vuoi sapere cosa vedrai quel giorno?.
No ,si rispose d'istinto Albus.
Vedraisolo il tempo trascorso fra oggi e quelgiorno ,quel giorno in cui capirai di non essere mai diventato la personastraordinaria che saresti potuto diventare. Vedrai interi mesi,Albus, interi anni... centinaia di stagioni si susseguiranno una dopol'altra nello stesso modo, e ognuna peser sulle tue spalleun po'pi della precedente, fin quando non resterai curvo epiegato almalefico trascorrere della vita. E poi, meineGte ,dopo infiniti gelidi autunni e infinite sterili primavere... ecco chearriver il tuo inverno, secco e silenzioso, e ti chiederaicome unuomo geniale quanto te abbia potuto commettere tutte quelle sceltesbagliate senza nemmeno rendersene conto. E forse lacomunit magicarimpianger la tua perdita ma certoche lo far, suodovere e chiss, con un po' di fortuna qualcunodi quegli idiotipotrebbe perfino rimpiangerti con sincero affetto... ma tu, Albus,rimpiangerai te stesso pi di tutti loro.
Albusabbass lo sguardo e studi per l'ennesima voltala bacchetta diSambuco. Poi arrangi un sorriso di vaga timidezza appenapercettibile ma Gellert lo aveva visto: Gellert aveva sempre vistoi suoi sorrisi.
Haisicuramente ragione sulla prima parte confess intono affabile.E potresti aver ragione sulla seconda. La fine giunge pertutti,prima o poi, e l'inverno non che uno dei tanti passaggiche lavita ci regala. E s, potrei avere la fortuna di essererimpianto ela sfortuna di rimpiangere... chi pu dirlo? Per quantodiscutibilmente straordinari, n io n tepossiamo affermarlo consicurezza. Posso solo conoscere cosa rimpiango ora, in questo giornoal quale ripenser in un altro giorno fra molti anni, omagaridomani... chi pu essere certo anche di questo?aggiunse con unpunta di velata tristezza. E se anche fosse domani, nonimporta.Fra oggi e domani o fra oggi e la mia morte, amico mio, a meparrcomunque di aver vissuto troppo poco e troppo in fretta, e il mioricordo di quest'oggi sar come l'autunno che scaccial'estate.Triste e malinconico... e, ahim ,naturale. Ed questo, alla fine, cherimpianger, Gellert: chenulla di quel tempo felice sia durato abbastanza. E tu svanirai conil trascorrere delle stagioni, Gellert, anno dopo anno, inverno dopoinverno... fino a quando di te non mi rester che il dolcericordodell'estate che trascorremmo a Godric's Hollow. Sentiva gliocchibruciare di lacrime che non desiderava mostrare, cos feceunrespiro profondo e finse di asciugarsi il volto dalla pioggia.stata una bella estate, quella.
Gellertsi morse il labbro inferiore e agit la testa con unimprovviso motodi stizza. Dall'esterno delle imponenti mura di Nurmengard si levavagi il caotico e distante gridare degli Auror.
L'estate sempre bella, meineGte comment amaramente. Ma una stagioneper i giovani e glistolti... e noi non lo siamo mai stati.
Giovanio stolti?.
Forseentrambi. Ti interessa davvero?.
Albussorrise e scroll vagamente le spalle.
Forseun giorno avr il coraggio di chiedermi cosa ne stato diquell'estate e mi interesser saperlo. Chi pudirlo?.
Gellertarrangi un sogghigno stentato che ad Albus parve quasi unperdutogesto d'affetto e gli mostr teatralmente i palmi dellemani.
Albus...non prenderti gioco di me. certo che lo farai... rispose lentamente. Te lochiederai fin quandonon arriver l'inverno, e un uomo intelligente come tepotrebbeperfino sperare di trovare una risposta che forse non esiste nemmeno.E se mai dovessi trovarla.... Sorrise con pigenuinit,mostrandogli per un istante fulmineo lo spirito del bel giovaneambizioso che era stato in un'estate di molto anni prima.Oh, meineGte ...promettimi che dirai anche a me cosa ne stato.