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Remus, Andromeda, Hagrid, Neville, Remus/Tonks

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Remus, Andromeda, Hagrid, Neville, Remus/Tonks

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Vipera

RemusLupin, AndromedaTonks

211parole

C'erauna vecchia storiella di taverna che raccontava di una suocera morsada una vipera. Si concludeva con la morte della vipera e gli amici dituo padre ne ridevano sempre un sacco.

Dabambino non la capivi mai davvero e in realtnon la capiscinemmeno ora che sei adulto, nemmeno ora che sei sposato, nemmeno orache tua suocera affonda le lacrime nella tua camicia lisa.

Non vero, non vero, non vero....

una litania che non puoi fermare, che non vuoi fermare, eppureogni singhiozzo un morso peggiore del precedente, e ilveleno noncessa di scorrere nelle tue vene e di ribollire come lavaincandescente.

Lapagheranno . Tilimiti apensarlo, lo annoti mentalmente perch non ilmomento per paroledi vendetta, ma la pagheranno cara.

Riportameloindietro... ti prego, Remus, riportamelo indietro.

StringiAndromeda in un abbraccio pi stretto, tremi all'idea chetua mogliene ancora allo scuro e riposa nel vostro letto con unamanoappoggiata sul pancione.

Trattieniun fremito: non vuoi farti sentire dalla donna che sta morendo fra letua braccia, e ti torna in mente quella storia, quella ridicola,sciocca storia... e ti chiedi chi fra la vipera e Andromeda sia statapi fortunata.

Tuavresti preferito essere la vipera.

*

Immagine

Hagrid

272parole

LeCreature Magiche ti piacciono da cos tanto tempo che nonsei mairiuscito a capire per quale motivo non piacciano a tutte le altrepersone. Hai sempre amato i draghi ricordi Norberto?Ricordi iltuo amico?

ancora l, da qualche parte fra i tuoi ricordi.

EFufi, ricordi Fufi? Amavi ognuna della sue tre teste e non capivicome il resto della comunit magica potesse trovarle tantospaventose.

Ricordi? ancora l, aspetta che torni a suonare per lui.

Ricordila tua Acromantula?

Laricordi? Lei ti sta aspettando davvero, si domanda perchnon tornipi a trovarla.

Etutto il resto, Hagrid, ricordi tutto il resto?

RicordiSilente? Ti ha detto che sarebbe tornato a prenderti, ti ha detto dinon dimenticare niente , di non farlo mai.

Luista arrivando e tu devi ricordarlo.

EHarry? Ti ricordi di Harry? Ti ricordi di Ron e Hermione? RicordiThor, ricordi la sensazione della sua lingua ruvida sul tuo faccionebarbuto?

Luisi ricorda del suo padrone. Aspetta accucciato davanti alla vostracapanna, alza il muso a ogni rumore e poi lo riabbassa. Non sei maitu, quello che va carezzarlo.

Ricordiil fruscio del vento fra gli alberi? La luce del sole sulle acque delLago Nero? Ricordi Hogwarts, ricordi la tua vita?

Resisti,Hagrid. Ricorda.

Ricorda,perch le porte di Azkaban si riapriranno e potrai rivederel'oceano, e le nuvole, e il cielo sopra la tua testa.

Ricorda,Hagrid, perch quel giorno sar come volare via,e niente niente - potr mai farti dimenticare le mille cose che tantogelosamente hai ricordato per tutti quei mesi.

*

Fortunato

NevilleLongbottom

262parole

Seiun bambino fortunato, Neville.

Nevillelo sa. Non replicherebbe comunque.

Lanonna lo ripete spesso in mezzo a favole che non terminano mai,perch c' sempre qualcosa di piimportante che Neville deveimparare a tenere a mente.

Ilmondo pieno di bambini pi sfortunati dite.

Sonobambini che Neville non conosce, ma tutti loro vivono e muoiono nellefavole della nonna. Talvolta si perdono, talvolta non tornano a casa,talvolta vengono abbandonati e rimangono soli e Nevillefortunato, ripete la nonna, e se lo deve ricordare.

Quandoc'era la guerra, i bambini morivano.

Cisono volte in cui Neville vorrebbe che le storie della nonnafinissero in modo diverso o che finissero e basta, ineffetti,perch non conoscere la fine era perfino peggiore di unafineinfelice. Ci sono altre volte in cui Neville non vorrebbe nemmeno cheiniziassero, in cui non vorrebbe sentire storie di bambinipisfortunati di lui... alla nonna non lo direbbe mai, ma ci sonoperfino delle volte in cui si domanda se in un mondo diverso la suamamma gli avrebbe raccontato le stesse storie brutte.

Sei bambini della mamma si sarebbero persi, sarebbero stati tristi,sarebbero morti perch c'era la guerra... Neville non lo sa.Lamamma continua a ballare da sola e a cantare fra i denti, e Nevillenon capisce le sue parole, la guarda e pensa a tutti quei bambinisoli, tristi e morti.

Quellesono le volte in cui sente molto pi sfortunato di tuttiqueibambini infelici.

*

Nonvedersi per un mese

Remus x Tonks

257parole

Nonsi era mai ritenutauna di quelle donne pronte ad attendere l'amore perl'eternit, maera stata costretta a ricredersi fin troppo in fretta.

Nonaveva mai fattoattenzione a ci che capitava in fretta troppoin fretta, sempretroppo in fretta e lei non era pronta. Dapprima c'era stataunmorsa all'altezza dello stomaco, un rossore imbarazzato celato nellasciarpa di lana, una nuova sensazione di calore nel petto... e poiera esploso tutto e aveva capito di essere davvero una come tantealtre, una di quelle che s, per lui avrebbe attesol'eternit.

Avevainiziato conl'attesa di una notte lui tardava a rientrare da queldannatoturno di guardia all'Ufficio Misteri e lei aveva avuto paura nontornasse davvero. Aveva continuato con l'attesa di una settimanalui evitava il mondo da quella maledetta battaglia, dal momento incui Sirius era svanito oltre il Velo e lei aveva avuto paura nontornasse davvero. E poi eccola, l'attesa di un mese luiaveva gliocchi vuoti, il volto scavato, il puzzo di quella vita dalla qualeera sempre sfuggito sugli abiti e lei aveva avuto paura se ne fosseandato davvero.

Nonsi era mai ritenutauna donna come tante altre, una di quelle pronte ad attendere persempre. Un giorno, una settimana, magari un mese... ma sempre era troppo tempo.

Midispiace.

Forsefu per quello chealla fine lo prese a pugni: lei non era una come tante altre.

*

Coseche cambiano

RemusLupin 293parole

Tiho portato il giornale, pap.

L'uomoresta immobile sulla sua poltrona davanti al camino spento. Una voltaera la sua poltrona preferita, e Remus si acciambellava ai piedi delpadre e lo ascoltava mentre gli raccontava delle buffe creature cheanimavano i suoi uffici al Ministero della Magia.

Nonera la sua poltrona preferita da molto tempo.

Erarimasta solo una poltrona.

Lascialosul tavolino.

Ipassi di Remus risuonano ovattati sul vecchio tappeto. Appoggia laGazzetta del Profeta sul treppiedi tarmato e rimane per un momentoaccanto al padre. Sorregge il capo basso con una mano, si fissa lepunte delle vecchie pantofole e tace tace sempre, tace daquandola sua poltrona tornata a essere una semplice poltrona.

Quandoalza gli occhi sul figlio, pare guardarlo senza nemmeno vederlodavvero.

Haibisogno di altro, Remus? gli domanda con vuota gentilezza.

S vorrebberispondere Remus, ma non trova il coraggio. S,ma non so dicosa. Resta fermo con le braccia sottili abbandonate aifianchi escuote appena il capo e fa un po' male, proprio dovedurante ilplenilunio il lupo ha picchiato contro le grate di ferro della cellastregata nella cantina.

No,pap.

solo la poltronaa non essere pi la sua preferita cerca diconvincersi Remus.Forse il giornale. Forse il camino. Forse semplicemente ilsalotto a non piacergli pi come prima.

Mamentre chiude laporta fra lui e suo padre, nella sua testa rimbomba un'unicaverit quella che alla fine ha attecchito davvero, quella che nonlasciata corrompere dalle illusioni del bambino e lo fa piangere nelcuscino ogni notte.

colpa mia. Sonoio.