Parmenide
Parmenide
Un giorno Parmenide incontr un brigante.
-O la borsa o la vita!-
-Mi stai rapinando perch sei un furfante, giusto?- domand il filosofo.
-S, certo. Dammi tutte le dracme che hai!- replic il brigante deciso.
-Dunque non sei onesto?- chiese Parmenide inquisitorio.
-Direi di no- rispose il brigante, e in quel momento sent uno strano formicolio sotto la pianta dei piedi. Abbasso il capo preoccupato e vide con orrore che questi ultimi stavano lentamente svanendo.
-Solo lessere , e non pu non essere, e il non essere non , e non pu essere: questa la verit!- disse il filosofo con tono solenne, a mo di risposta allo sguardo atterrito del brigante.
-No, no, ma io sono, io sono!- grid questi osservando che ormai anche le sue ginocchia non si vedevano pi.
-Quindi non vero che non sei onesto?-
-S, non vero; sono onesto, sono onesto, per Zeus!- Non appena ebbe pronunciato queste parole, lentamente le gambe cominciarono a riapparire.
-Bene, ringrazia piuttosto la dea Dike, la quale ci conduce al cuore della ben rotonda verit. Dato che sei una persona onesta, non hai alcun motivo di derubarmi, giusto?-
-No, proprio nessuno, per Dike!- rispose il malcapitato tastandosi le ginocchia tutto tremante.
-Buona giornata, allora.- lo salut tranquillamente il filosofo, e il brigante corse via a gambe levate.