Diogene
Diogene
Un giorno Diogene stava seduto di fronte alla sua botte, alla luce del caldo sole mattutino.
Un brigante svolt langolo della strada ed esclam:- O la borsa o- Ma si ferm nel vedere che la sua vittima era un vecchio uomo dalla barba selvaggia e pochi capelli in testa che giaceva a terra, coperto di miserabili stracci, davanti ad una botte logora che probabilmente fungeva da rifugio per la notte.
-No, dai, non sono ridotto cos male da rapinare i barboni- disse fra s e s il brigante abbassando la spada. Il filosofo lo guard distrattamente e con un minimo di disappunto: lombra del malfattore lo copriva quasi interamente.
-Anzi, mio poveruomo, forse hai bisogno di qualche soldo, o di cibo. Posso fare qualcosa per te?- domand il brigante al vecchio, frugandosi nelle tasche, come per cercare i suoi pochi risparmi.
-S: spostati un po, mi pari la luce del sole.- rispose calmo il filosofo, per quanto fosse un po infastidito dalla conversazione impostagli. Il brigante guard perplesso Diogene, e fece piano due passi di lato, continuando a osservare il suo interlocutore con curiosit.
-Non capisco, vivi per terra, in una botte, senza neanche una ciotola per lacqua, come un cane, anzi, peggio, poich un cane avrebbe accettato unofferta di cibo Pensi forse che in realt non serva nessuna delle comodit e dei beni di cui ci circondiamo per vivere? Mah!- In quel momento le riflessioni del brigante furono interrotte dal suono di passi nella via dalla quale questi era giunto. Pens allora di rifarsi derubando il gruppetto di sventurati che stava per girare langolo. Si appost presso il muro, mentre Diogene gli lanciava unocchiata indifferente.
-O la borsa o la- ma il grido mor nuovamente in gola al brigante nel momento in cui si trov di fronte Alessandro Magno circondato dai suoi generali e soldati della scorta, i quali prontamente circondarono lo sventurato.
-Miserabile pezzente, volevi attentare alla vita del nostro sovrano?- esclam il capo delle guardie sguainando la spada. Il brigante lasci subito cadere la sua.
-Io? No, assolutamente era solo uno scherzo, cercavo di far ridere quel povero barbone l per terra- farfugli disperato indicando Diogene. Alessandro si accorse quindi del vecchio e disse:- Dunque questi il famoso filosofo di Corinto.- E si pose davanti a Diogene che stava osservando la scena impassibile. Il brigante approfitt di un momento di distrazione delle guardie per fuggire a gambe levate. I soldati fecero per inseguirlo, ma il loro re li richiam.
-Lasciate perdere: quel criminale non chiaramente una reale minaccia, anzi sembra perseguitato dal capriccio di un dio malevolo.- e queste parole furono seguite da un mormorio di approvazione ed elogi per la magnanimit del sovrano da parte dei generali. Inoltre voglio conferire in pace con questuomo sapiente.-
Diogene allora ricambi il suo sguardo, ma durante tutta la scena un solo pensiero era passato per la sua mente:Oggi proprio tutti vogliono pararmi la luce del sole!.