Quasi blu
Quasi blu
Racconto 11
Quasi blu
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Quasi blu, quasi blu quando la notte una pasta densa in cui affondare lo sguardo: quasi blu quasi come le gocce di pioggia che tremolano sulle balaustre, sospese, gonfie dacqua. Quasi blu come delle promesse non mantenute, come la solitudine, come un letto sgualcito che esala il dolce profumo di unassenza: quando anneghi in una tristezza languida, da assaporare piano, come vino in una coppa di cristallo, allora lentamente scivoli, nel blu.
- Ma che bello questo cappello, non starebbe benissimo con il mio costume?
Quasi blu - non allegro azzurro, non celeste sublime, ma blu - quando malinconicamente una mano sfiora la tua mentre passeggi, quasi blu quando fissi un vecchio cane negli occhi, e lui sposta lo sguardo.
- Mi fa la faccia grassa, vero? per questo che mi guardi cos?
- Ti sta benissimo.
Dici, ma in realt contempli il suo viso esangue incorniciato dalle falde scure del cappello, ed ecco che quella sensazione di mancanza, dinebriante infelicit, gi si ispira nel tuo petto. Bella, la bionda Laura che si rammarica per lo smalto scheggiato, Carlotta, amabilmente gioviale mentre ride senza decenza, e ancora Paola, meravigliosa, la gemma pi splendente, la pietra pi preziosa.
- Dici davvero? Credi davvero che mi doni? Sei un tale tesoro!
E poi gi in strada, mentre le gonne si arricciano e frusciano come una risacca, chiss se di blu hanno anche qualcosaltro oltre gli occhi, civettuoli in uno sfarfallio di ciglia curve. Chiss se possono capire il tuo blu, gustarlo insieme.
No, forse non possono: le osservi sfilare ancheggiando, mandarti un ultimo bacio sulla punta delle dita, sparire nella nebbia. Graziose, fugaci come la prima lettura di un messaggio damore: ti mancher la seta della loro pelle, la tenerezza dei loro indumenti profumati, la fragranza dei loro capelli, in cui immergere il viso. Ricordi la loro mano esile che ti accarezzava la testa, ma soprattutto conservi il momento in cui, per la prima volta, le hai guardate ed hai sentito schiudersi il blu, e traboccare nel petto.
- Ma perch non ti fai pi sentire? Cho pensato tanto, e credo di amarti... S, ti amo! Ti amo, e adesso non farmi sentire una stupida per averlo confessato: chiamami.
tempo di andare.
Unaltra citt, un'altra donna, unaltra breve storia damore che si consuma negli spicchi dombra fra i coni di luce dei lampioni, ma ancora quel senso di indecifrabile malinconia che ovunque ti ritrova. Piccola Marianna, perch piange tanto forte? cos giovane e carina, Roberta: presto s dimenticher di te, e ne trover un altro.
- C unaltra, cos? Ami pi lei di me? per questo che non rispondi alle mie telefonate? Ti ho visto passeggiare mano nella mano con una ragazzina, perch pi giovane? per questo?
Quasi blu, quasi blu il tuo cuore vezzeggiato, ma sempre schivo; quasi blu lincontro occasionale con un viso un tempo conosciuto, che arrossisce e scappa via; quasi blu il suono ozioso del silenzio, il cigolio di suole nuove di zecca per una strada desolata, il baluginare di schegge di vetro, di un calice scagliato per terra.
Mai blu del tutto, forse questo che ti tormenta: questa tristezza mutila, questamarezza che ogni bellezza contiene, quasi blu ammiri la tua vita incerta. E lamore, chiss com: sar blu anchesso, o forse di una sfumatura eccezionale, un bocciolo screziato, un pugno di petali rossi?
Una figura, nascosta nel buio: dietro una voluta di fumo vorticoso, lo spigolo di un volto.
Non pi blu, mai pi blu il corpo di lei. Mai pi blu i suoi abbracci pregiati, i suoi baci proibiti. Mai pi blu: ricordi il momento in cui, per la prima volta, lhai guardata ed hai sentito il blu tirarsi indietro. E lhai inseguita, fino al capo della notte.