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Di un sorriso perfetto [Aro]

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Di un sorriso perfetto [Aro]

DI UN SORRISO PERFETTO

A onor delvero Aro non stava affatto cercando quel disegno. Gli capittra le mani mentre cercava lo schizzo preparatorio dellaVergine delle rocce, il dipinto in cui Leonardosi era ispirato al suo volto per raffigurare langelo; tra ifogli ingialliti che si era portato da scartabellare sullo scrittoiotrov il ritratto a carboncino dei loro volti, la scrittaAro e Didyme che correva da destra a sinistra.

Leonardo cisapeva fare con i sorrisi. Il volto perfetto di lui, con il suo solitosorriso a mezzaluna, e quello di lei. Lei sembrava la sua versionefemminile ed accentuata: i capelli talmente neri da sembrare blu, glizigomi ancora pi affilati, il mento pi aguzzo,il naso pi sottile. E il sorriso a mezzaluna che in leiperdeva tutto ci che aveva di enigmatico per diventare laquintessenza di un sorriso, un distillato di pura gioia che si spandevanelle guance, negli occhi, nelle sopracciglia, tanto che chiunque lovedesse non poteva esimersi dallessere felice a sua volta.

Un sorriso cheera come unepidemia.

Leonardo eraproprio geniale con i sorrisi, pens Aro quando si accorseche stava venendo contagiato dal sorriso di Didyme solo vedendoladisegnata.

Gli mancava.Lo sapeva che gli sarebbe mancata, la sua adorabile sorellina svampita,tutta piena di felicit e senza un briciolo di scaltrezza.Avrebbe davvero, davvero preferito non doverlauccidere.

Ma i Volturidovevano essere tre. Non due. Tre .

Quando laporta del suo studio si apr senza che nessuno avessebussato lui seppe che si trattava di sua moglie, perchnessun altro avrebbe osato prendersi una simile libert. Erauna cosa che in genere lo faceva innervosire oltremodo; in quel momentoinvece si sent quasi grato di non essere solo con Didyme.Sulpicia avanz verso di lui, gettunocchiata al disegno e si appoggi alloscrittoio senza dire una parola, fissandolo a braccia conserte.

Nonriusc a non notare gli anelli alle sue dita e il modo diportarli: riusciva ad abbinare in modo magistrale anelli romani,longobardi e cocktail ring di Cartier. Lo faceva anche con le collane,mescolando una massiccia torque celtica con un lungo filo di perlebirmane; guardarla vestirsi lo faceva impazzire pi diguardarla spogliarsi. Seguendo il percorso dei suoi orecchiniarriv ai suoi occhi che lo rimbalzarono di nuovo aldisegno, e si accorse che laveva rifatto.

Lo facevasempre. La sua mente saltellava di pensiero in pensiero, non aveva iltempo di fissarsi su una cosa soltanto mentre qualcosa di nuovo einteressante spostava altrove la sua attenzione, e questa era stata lasua fortuna: lo scorrere dei suoi pensieri era talmente rapido eimprevedibile da risultare impossibile da interpretare. Anche Didyme lofaceva, quando chiacchierava a voce alta: seguire il filo dei suoidiscorsi a volte era cos straniante da stordire.

-Leonardo cisapeva davvero fare con i sorrisi, non vero, Sulpicia?-

-Telavevo detto che non era interessante solo per le suemacchine impossibili.-

-A me erapiaciuto per quelle. Anche a lei piacevano le sue macchine impossibili,ma al contrario di me non mai riuscita a salire davvero suuna macchina volante. Un peccato, non trovi?-

Sulpiciasospir lievemente.

-A cosapensavi?-, gli domand. Lui le rivolse un sorriso che nonarrivava agli occhi.

-Ho pensatoche la tristezza si sarebbe annoiata e se ne sarebbe andata.-

-La tristezza come la felicit, Aro: non si annoia.-

Lui le sciolsele braccia, le cattur le mani, appoggi il visosul suo ventre.

-Mi stairimproverando, Sulpicia?-

-No-, risposelei. Era vero. Non cera nessuna decisione che Sulpicia glirimproverasse. Sua sorella era morta e lui era triste, una delle suerare reazioni normali. Anche se era stato lui ad ucciderla, cheimportanza hanno cavilli di questo genere? Lei era morta e lui eratriste.

-Dovreidimenticarla. colpa di Marcus, finch lui nonla dimentica e non torna quello di prima neanche io possodimenticarla incredibile legoismo delle persone,non trovi?-

Lei non ebbebisogno di rispondere a voce alta. Non parlava mai molto, soprattuttocon lui.

-Lo so che nonla dimenticher mai, mia amata, cerca di non fermarti alsignificato letterale, so che puoi fare di meglio Nonintendevo certo che deve scordarla. Intendevo dire che dovrebbe passareoltre.-

S,dovrebbe , penslei. Ma quel pensiero era una scatola, e il contenuto dentro alpensiero-scatola era: ma per se stesso, non per te .

-Per sestesso, per me cosa cambia, mia amata? Ci checonta il risultato!-

Gli vennevoglia di fare a pezzi quello stupido disegno dai sorrisi perfetti. Odi fare a pezzi solo la met in cui cera Didyme,forse, e tenersi la sua; non sarebbe stata la prima volta che facevaDidyme a pezzi.

Adogni modo non puoi farci nulla.

Sua moglieaveva ragione, ed era questo a innervosirlo. Detestava non poter farenulla. Meglio fare qualsiasi cosa piuttosto che nulla.

-Allo statoattuale delle cose, no.- Si scost da lei e prese in mano ildisegno, fissandolo intensamente. -Suppongo che gi il fattoche Marcus non abbia mai innalzato una pira funeraria per poibuttarcisi dentro dovrebbe in un certo senso tranquillizzarmi. Non chenon ci abbia pensato, allinizio. Ad ogni modo mi auguro chetrovi prima o poi il buonsenso di lasciarla andare, coslascer andare anche me.-

Sulpicia glitolse delicatamente il disegno dalle mani.

-Non possopermetterti di rovinare un Leonardo. Lo tengo io, e quandoverr il giorno in cui desidererai rivederlo potrai farlo.-

Almenoquesto .

-Equel giorno mi ringrazierai-, la scimmiott lui.

-No, non lofarai. Tu non mi ringrazi mai.-

Aro laguard uscire dalla stanza tenendo in mano i loro duesorrisi. Avrebbe saputo sempre dove li teneva nascosti, ma occhio nonvede, cuore non duole, si dice.

Bastavasoltanto non vederlo, quel sorriso perfetto.

Note: qui ero ancora nella fasedegli scritti un po' depressi, poi arrivato Dioniso e mel'ha fatta passare (a proposito, ri-grazie per i vostri commenti!).Questa l'ho scritta per il concorso indetto da Saorio , che prevedeva di scegliereuna tra varie frasi e metterla nella storia; per cui la frase "avevopensato che la tristezza si sarebbe annoiata e se ne sarebbe andata" di Michelle Featherstone, dalla canzone "Coffee ecigarettes". Invece la frase "meglio fare qualsiasi cosa piuttosto chenulla" di un autore latino che non ricordo. Forse Seneca,ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Il fatto che lareazione di Aro sia normale... oh, Sulpicia la vede cos.Cosa volete che le dica? Convinta lei!

Gente che mi commenta,che mi legge, che mi mette nei preferiti, che capita qui per caso edice "ma chi questa sfigata che scrive storie supersonaggi inventati da altri?"... grazie a tutti voi!