Un semplice colloquio di lavoro [Felix]
Un semplice colloquio di lavoro [Felix]
UN SEMPLICE COLLOQUIO DI LAVORO
Se tinoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quellaria spessa, carica di sale, gonfia di odori
L ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo strano
Quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
(La citt vecchia, F. De Andr)
Felix si sentiva braccato, e la cosa peggiore era che non aveva la stramaledetta idea di come cazzo potesse essere successo.
Eppure era spalle al muro, e non in senso figurato: cera una fottuta, invalicabile parete proprio dietro di lui, e nemmeno lombra di una via di fuga. Era stato spinto nel labirinto di carrugi e costretto a fuggire troppo in fretta, fino a perdere la strada, ed infine si era cacciato in un maledetto vicolo cieco. Appena se nera reso conto si era voltato per uscire da quella trappola, ma non era stato abbastanza veloce. E di fronte a lui stava luomo.
Lo conosceva: era uno dei passeggeri del Se ahawk , lui, i suoi due fratelli, la donna mora e i ragazzini gemelli. Per quel che si poteva fare nello spazio ristretto di un dannato clipper si era tenuto alla larga da tutti loro, perch uno come lui sopravviveva solo grazie allistinto e quello che listinto gli urlava era di fuggire a gambe levate. Aveva cercato in tutti i modi di evitarli: teneva docchio i loro movimenti e dormiva con il coltello tra le mani, cercando sempre di non incrociare la loro traiettoria. Eppure a volte se li ritrovava di fronte anche quando era fottutamente certo che non sarebbe potuto essere possibile; una volta uno di loro gli era perfino arrivato alle spalle senza che lui se ne accorgesse, gli aveva stretto la mano con quella untuosa finta cortesia da bastardo del cazzo, solo il diavolo sapeva perch, guardandolo in un modo che non gli era piaciuto per niente: come se gli stesse prendendo le misure per la bara. Appena la nave era giunta in porto ed erano scesi a terra si era considerato al sicuro, si era rilassato, era andato a bere e poi a puttane sperando di dimenticarli in fretta; invece quel fottuto albino chiss come laveva trovato e adesso era l davanti a lui, gli occhi rossi che ardevano come i baci di una donna, e sogghignava.
Anche il volto di Felix, madido di sudore, si storse in un ghigno.
Flett i muscoli, le dita si serrarono sul manico del coltello che portava alla cintura. Adesso che lo scontro sembrava inevitabile la paura era scivolata in secondo piano; cera solo listinto e lacuirsi dei suoi sensi, ludito, la vista, lodorato. Il problema era che tutti i suoi sensi gli dicevano che in quel vicolo qualcuno sarebbe morto e che quel qualcuno sarebbe stato lui . Bene, se questa doveva essere la fine almeno avrebbe venduto cara la pelle.
-Lepidemia sul Seahawk era una fottuta balla, e io lo so. Eravate voi, vero? Io gli assassini li fiuto, albino.-
-Com quel detto, Felix? Prendi un assassino per prendere un assassino?-
La postura delluomo era rilassata, le braccia lungo i fianchi, il volto sorridente. Nonostante questo lalbino metteva paura: sembrava uno squalo, un maledetto squalo bianco che aveva appena sentito lodore del sangue e nuotava lentamente attorno alla preda. Non era in guardia, anzi era completamente scoperto, ed a ben pensarci era proprio questa la cosa peggiore.
-Cosa vuoi da me, figlio di puttana? Sei qui per ammazzarmi. Ti hanno pagato? No, vero? Sei troppo ricco perch ti servano quei due soldi che guadagneresti facendo fuori uno come me. Ammazzi perch ti piace? Magari sei uno di quei pervertiti che dopo stuprano il cadavere Chi cazzo sei, eh?-
Luomo continuava a sorridere con aria di scherno.
-La sodomia e la necrofilia non rientrano nei miei principali interessi. Sono qui per offrirti un lavoro, Felix.-
Lui sput per terra. Stronzate.-
-Niente stronzate. Lavorerai per me e per i miei fratelli.-
-Vaffanculo tu e i tuoi fratelli, albino.-
Se voleva convincerlo ad abbassare la guardia non ci sarebbe riuscito. Listinto laveva tenuto in vita fino a quel momento, e listinto gli diceva che quelluomo voleva ucciderlo. Quasi a dargliene una conferma lalbino cominci ad avanzare lentamente verso di lui, lorlo del lungo cappotto nero che gli lambiva le caviglie ad ogni passo.
Mai mettersi contro un marinaio armato di coltello, si diceva, e Felix era sempre stato fermamente convinto che chi colpisce per primo colpisce due volte.
In un gesto fulmineo estrasse il coltello con la mano sinistra e si scagli ringhiando verso luomo, pieno della rabbia dellanimale intrappolato che si rivolta perch tanto non ha pi niente da perdere e che il puro istinto di sopravvivenza rende letale.
Lalbino si limit ad alzare il braccio destro e Felix si ritrov lanciato allindietro contro il muro, neanche lavesse colpito con una sbarra di ferro. Si rese conto che doveva essersi rotto qualche costola, ma non diede il tempo al dolore di diffondersi nel suo corpo. Si rialz inaspettatamente, molto pi rapido di quanto sarebbe stato chiunque altro, pronto ad un nuovo attacco. Ma lalbino sembr sparire per poi ricomparirgli di fronte e bloccarlo contro il muro prendendolo per il collo, continuando a sorridere soddisfatto.
La mano delluomo sembrava una morsa dacciaio. Felix prov a liberarsi o almeno a respirare, senza riuscire in nessuna delle due cose, fino a che la vista gli si annebbi e sprazzi di luce gialla gli balenarono davanti agli occhi. Con la forza della disperazione riusc ad alzare il braccio sinistro con energia sufficiente a piantare il coltello esattamente nel punto in cui doveva trovarsi il cuore dellalbino: fu come provare a piantarlo nel muro.
Avrei preferito morire in mare , riusc a pensare prima che il buio lo sopraffacesse.
-Il marinaio olandese tutto tatuato Felix, giusto? Che scelta di cattivo gusto, fratello-
-Parli tu che hai scelto questa nave solo perch ha il nome di un uccello rapace e comunque non mi serve un pezzo raro da aggiungere alla tua collezione. Mi sono stancato di donne e bambini, Aro. Voglio un uomo forte e senza scrupoli, che sappia come si combatte, uno a cui possiamo far fare il lavoro sporco. Dicono che Felix si sia venduto anche la madre.-
-Lha fatto. Ma considerato quello che la dolce mammina aveva fatto passare a lui, mi spingerei a definire come un atto di misericordia il fatto che si sia semplicemente limitato a venderla.-
-Felix mi piace. pi tosto di un chiodo da bara. Tu che ne pensi, Marcus?-
-Non ho nulla in contrario.-
-Benissimo, Caius. Allora prendilo, se proprio lo vuoi.-
-Attender la fine del viaggio. Appena sbarcheremo nel porto di Genova lo render uno di noi.-
-Spero che sia una buona scelta, fratello-
-Non vedo alcun problema, Aro. Non sono mai stato un sentimentale. Se si rivelasse una scelta sbagliata lo ucciderei e cercherei qualcun altro.-
-Ah, Caius, la pragmaticit sempre stata la tua qualit principale, questo devo ammetterlo!-
-Puoi dirlo. Spero che sia anche la sua.-
Non avrebbe mai immaginato che morire soffocato facesse cos male; pensava che passato il momento brutto fosse un po come addormentarsi, poi la morte sarebbe arrivata velocemente: quelli che lui aveva strangolato, almeno, morivano in fretta e senza urlare (era per quello che si strangolava la gente, in effetti, perch cos moriva in silenzio). Allora cosera quel dolore bruciante che gli divorava il corpo?
Ma forse non stava morendo: era gi allinferno, ecco cosera quel dannato fuoco. Doveva veramente sopportarlo per leternit, come dicevano quei preti del cazzo? O poteva sperare che finisse, a costo di ammazzarsi piuttosto, anche se a pensarci bene non poteva ammazzarsi se era gi morto?
Poi, poco alla volta, il morso del fuoco si affievol. S ritir come la marea, come quando dopo una tempesta le onde diventano pi basse e allora si capisce che il peggio passato forse neppure stavolta era morto, tutto sommato. Magari lalbino aveva lasciato il lavoro a met. Forse Jacqueline, la sirena tatuata sul suo braccio sinistro, gli aveva portato fortuna ancora una volta. Appena recuper la lucidit sufficiente Felix ignor il dolore residuo e si puntell sui gomiti pronto a combattere, scappare o bestemmiare a seconda di ci che si fosse trovato davanti. E quello che si trov davanti furono gli occhi di brace dellalbino.
Bestemmi.
-Amen-, ghign lalbino.
Quella era la sua voce? Ma era stato sordo, fino ad ora? E cieco, e paralitico cazzo, quello s che era linferno, ma lui non era un anima dannata: era un anima nera e dovevano averlo promosso a demone, o roba del genere. Riusciva a distinguere con chiarezza ogni minimo particolare della squallida stanzetta in cui doveva averlo fatto portare, o pi probabilmente portato, l albino; come se fino a quel momento avesse navigato nella nebbia, cazzo. Si sentiva dannatamente forte e veloce, i sensi si erano acuiti in una maniera quasi eccessiva e la sua mente non era mai stata cos lucida; si sarebbe sentito invincibile se non fosse stato per quella maledetta fame, o forse era sete, non capiva bene, sapeva solo che era insopportabile.
Voleva chiedere chiarimenti allalbino prima di spaccargli quella faccia di merda, ma anche i suoi nuovi sensi lo misero in guardia: era pericoloso quanto prima, era astuto e, se Felix lavesse attaccato, stavolta ci avrebbe davvero rimesso la pelle. Per almeno stavolta cera un se , ed eventualmente maggiori possibilit di giocarsela; non capiva a che gioco stava giocando luomo, per, che si limitava ad osservarlo sorridendo.
Poi Felix sent quellodore . Proveniva da una ragazzina, smarrita e spaventata, che era entrata nella stanza. Senza farsi domande Felix pens che doveva averla, ma no, il pensiero era gi troppo lungo, neanche il tempo di formularlo che era gi l con i denti affondati nella sua carne a bere quel liquido delizioso che lo dissetava. Era meglio del rhum, meglio di quei fottuti brandy che bevono i capitani, meglio di una scopata, tutto insieme. Quando ebbe finito si volt verso lalbino e lo trov accigliato che scuoteva la testa.
-Felix povera ragazza. Guarda comera giovane e bella. Era impaurita, magari aveva dei fratellini da sfamare, certamente non meritava una fine del genere. L hai dilaniata. Sei un mostro.-
Felix ghign, leccandosi le labbra per non sprecare neppure una goccia di quel sangue delizioso. Era diventato un cazzo di mostro, era vero, e adesso voleva proprio vedere chi avrebbe avuto il coraggio di fermarlo. Si rivolse alluomo, strafottente.
-Questa puttanella era nel posto sbagliato al momento sbagliato. Cos, adesso ti dispiace per lei, signorina ?-
Allora lalbino scoppi a ridere, una risata lunga, grassa, soddisfatta.
-Proprio come pensavo Felix, ti ripeto la proposta: lavorerai per me e per i miei fratelli. Tutto quello che ti ho dato, perch nel caso in cui tu ancora non avessi capito ti ho fatto un dono e se voglio me lo riprendo, ti rende allaltezza di servirci egregiamente. Sappi che non il genere di proposta che puoi permetterti di rifiutare.-
-Vaffanculo. Decido io se posso rifiutarla o no. Vuoi che lavori per voi, dici. Bene. Io faccio qualunque lavoro, per chiunque, a patto che mi paghino abbastanza. Tu quanto paghi?-
Luomo scosse la testa.
-Felix Felix Felix tutto muscoli e niente cervello, come direbbe Aro. Ma non hai ancora capito? Il pagamento limmortalit!-
Nel volto di Felix si dipinse un ghigno compiaciuto.
-In questo caso affare fatto, capo.-
Note: I clipper erano velieri mercantili, molto usati, mi si dice su wikipedia, tra il 1840 e il 1870, prima di essere soppiantati dalle navi a vapore. Felix olandese perch il nome tedesco od olandese ed un marinaio tedesco beh lidea mi faceva schifo, ecco. Felix un marinaio perch i marinai sono maragli, e Felix maraglio. Pi tosto di un chiodo da bara, come faccio dire a Caius copiando spudoratamente lespressione dal film Snatch.
La scena si svolge a Genova perch Genova un porto, in Italia, e cera la canzone di De Andr che ci stava bene. Ed uno con i capelli bianchi e gli occhi rossi un albino, per quel che ne sa Felix.
E vado a ringraziare chi legge, segue e commenta!
OttoNoveTre: prima o poi Afton se la sposa, la Chelsea! Nella versione seria basta aspettare che Felix si rompa abbastanza le scatole di tutta la situazione, dia appuntamento a Chelsea davanti ad un altare e poi faccia un catturone ad Afton che ormai, tanto che l, si sposa e buonanotte; nella versione stupida, beh ci pensa LEI !
lon8tana: non so che dire! La tua recensione mi ha commossa mille grazie!