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Il giorno che ho quasi convinto Afton [Chelsea]

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Il giorno che ho quasi convinto Afton [Chelsea]

IL GIORNO CHE HO QUASI CONVINTO AFTON

A cosa pensereste vedendo un gelso sotto un pergolato?

Alle more, forse, quelle grosse more scure che se le raccogliete con troppa foga o sono troppo mature macchiano la mano di un succo molto simile a sangue, e sembra che vi siate feriti o che abbiate appena ucciso qualcuno. Ma ai fini del mio racconto siete fuori strada.

Quelli che hanno pensato ai bachi da seta invece hanno seguito il filo giusto: grossi bruchi pallidi che divorano le foglie larghe e poi si chiudono nei loro bozzoli, ed da quei bozzoli che si produce lo splendido tessuto chiamato seta, che adorna il corpo magnificamente se nelle mani di unabile sarta.

Ed io, senza false modestie, sono la pi abile di tutte. Lo sono sempre stata. C la stoffa, ci sono i fili, c un ago: questo il mio regno. Annodo i fili, li ricamo, li taglio, cos come piace a me o come piace a chi mi commissiona il lavoro, e nessuno tranne Dio sa fare un lavoro migliore. Perfino se il tessuto liso e sta per cedere io non mi scoraggio: aggiungo fili, rinforzo orli e cuciture ed eccolo l, magari non proprio come nuovo ma fermo al suo posto. Se sostituite i termini stoffe a persone, o tessuto liso a Marcus dei Volturi il risultato non cambia: c sempre il lavoro preciso della sarta, dietro.

Ora, qual labito in cui una sarta pu mettere tutta se stessa, tutta la sua arte, sovrapporre tessuti, cucire perle, ricamare merletti ed amare ogni pi piccolo ed infimo punto?

Il proprio abito da sposa, ovvio. Questa era troppo facile.

Va da s che per farsi un abito da sposa bisognerebbe avere al proprio fianco qualcuno disposto a fare lo sposo, altrimenti labito inutile. E ci sono uomini felicissimi di ricoprire questo ruolo e che hanno approfittato della propria immortalit per ricoprirlo pi e pi volte, facendo la gioia di chiss quante sarte, e chiss quante mogli.

Poi c Afton.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: a tuttoggi Afton mi ama, ed io che vedo chiaramente la trama dei fili che Dio in persona tesse lo so con certezza. Non questo il problema. Il problema si trascina da tempo, e precisamente dal giorno in cui io, in opposizione alle consuetudini dellepoca che imponevano alluomo di fare le proposte di matrimonio e che vigevano anche tra vampiri, proposi: -Perch non ci sposiamo?-

La sua risposta fu: -Perch dovremmo?-

Afton ha un potere ben preciso, ed per questo che i Volturi lo vollero nella loro guardia: in grado di far credere a chi vuole di starsi decomponendo. Non per niente carino, lo so perch una volta lho provato, tanto per capire. Se c una cosa che abbiamo compreso su queste capacit peculiari che alcuni di noi hanno che esse, in genere, sono lamplificazione estrema di qualche tratto caratteriale o strana caratteristica che avevamo gi da vivi: nel mio caso una sensibilit in grado di farmi intuire, gi da umana, la trama di Dio, e la capacit di intervenite su di essa per unire o dividere le persone con frasi precise come fili che uniscono o che si spezzano; nel caso di Afton, beh non riesce a non pensare costantemente all inutilit a lungo termine di tutte le cose, siano esse mortali, vampiri, edifici, governi, religioni, galassie: niente eterno e tutto finir, e di fronte a questa consapevolezza tutto il resto che importanza pu avere? Lato positivo: bravissimo a sdrammatizzare e ridimensionare ogni situazione, anche quelle che ti rendono disperato, mostrandotele inserite nel variegato mosaico del mondo di cui non sono che tessere. Lato negativo: a cosa servono tutte quelle stupide cerimonie, ivi compreso il matrimonio, dato che nessuna forma di autorit sopravvive abbastanza da rendere sensato santificarle? Per quanto lo riguarda lui mi ama, io lo amo, e fintanto che durer questo stato di cose staremo insieme. Forse fino alla morte, forse no. Lui non pu saperlo, io neanche, neanche un Dio che fino a pochi millenni fa nessuno venerava e tra pochi millenni nessuno venerer pi, neanche i Volturi per i quali vale lo stesso discorso. E che senso ha celebrare una cerimonia priva di significato?

Cos non mi sposa.

Ma una volta, una sola volta, tanti anni fa, lho quasi convinto.

Per merito di Eleazar.

Poi non se ne fatto niente.

Per colpa di Eleazar.

E siccome lultima volta che ho visto Eleazar cera una radura tra noi, un sacco di gente intorno, e ancora mi chiedo come mai non finita in un bagno di sangue (Afton no. Afton non si chiesto un bel niente. Si guardato intorno, non ha fatto una piega, e quando una volta tornati in Italia sono scoppiati i pettegolezzi, i perch, le teorie, tutti facevano gli opinionisti che neanche Controcampo, lamicizia con Felix deleteria, lo so, e gli hanno chiesto: Tu cosa ne pensi?-, lui ha risposto: Certo che Carlisle Cullen vive proprio in un posto di merda-. E basta.), quella volta, dicevo, non sono potuta andare l da lui a dirgli che stato proprio stronzo, che poteva almeno aspettare ad andarsene, che Carmen secondo me avrebbe capito, se solo lui le avesse spiegato.

E invece se n andato, e io non sono ancora sposata.

Sono stati i bachi da seta.

Eleazar era bruno, bello e catalano, suonava magnificamente la chitarra ed aveva un atteggiamento calmo e serio capace di esplodere in momenti di estrema sensualit. Adorava le donne ed era abilissimo nel corteggiarle, ma siccome era un uomo donore non si permetteva di insidiare quelle gi impegnate. Essendo io la compagna di Afton, persona con cui Eleazar andava molto daccordo, i rapporti tra me e lui erano improntati ad uno scambio educato e cortese di saluti ed informazioni contingenti al nostro compito e nulla di pi.

Le cose cambiarono quando, in seguito ad un viaggio compiuto da Marcus, Caius ed Aro nelle terre spagnole di Sardegna, viaggio al quale partecip Eleazar perch sfruttasse i suoi contatti con la nativa Catalogna, con loro torn una neonata timida, discreta e insicura dalla non indifferente capacit di creare uno scudo su di s e su chiunque lei avesse toccato, in grado di sviare ogni tipo di attacco.

Renata.

Lo so, sembra che non ci arrivi mai a questi bachi. Abbiate pazienza. Vi sto cucendo una storia, la sto confezionando, sto ricamando il pizzo per adornarla. Alla fine sar completa, sar come se sollevassi labito che ho fatto per voi, ed allora mi direte se vi piace o no. Intanto lasciatemi lavorare, la sarta sono io.

Renata, dicevo.

Renata la persona a cui sono pi affezionata (dopo Afton, va da s) e linnesco del conto alla rovescia per far scoppiare Eleazar e fargli prendere la decisione di abbandonare i Volturi. Carmen Carmen stata la persona giusta al momento giusto, ma a volte mi chiedo se da sola, senza Renata, ci sarebbe riuscita. Perch fu Eleazar a vedere il potere di Renata, e lo vide quando lei era ancora mortale. Non pot esimersi dal comunicarlo ad Aro, un po perch Aro era l, un po perch tanto lavrebbe comunque scoperto prima o poi, e non saggio cercare di nascondere qualcosa ad uno che legge nella mente. Ovviamente a quel punto il destino della ragazza era segnato: un potere gi intuibile in un semplice mortale non sarebbe mai stato ignorato dal nostro Signore. Che infatti fece la cosa pi logica: la trasform.

Ed qui che salt il primo punto, e quando il primo punto salta c poco da fare: lorlo si scuce.

Eleazar non era abituato a vedere mortali che venivano trasformati deliberatamente. Non aveva mai pensato pi di tanto alla nostra natura, considerava la trasformazione un accidente come un altro: qualcuno si vuole nutrire, ti morde, poi capita qualcosa per cui ti lascia l ed ecco servito un nuovo vampiro neonato. Cerano Alec e Jane, che certo sarebbero stati trasformati nel medesimo modo di Renata, ma quella volta i fatti si erano evoluti in modo che il senso di colpa di Eleazar non trovasse appigli: stavano morendo sul rogo, trasformarli era stato un atto misericordioso, la sola maniera di salvargli la vita.

Renata invece, semplicemente, era l. Aveva la casa su un incrocio e solo per caso Aro, Marcus e Caius avevano deciso di farsi ospitare proprio da lei mentre attendevano Eleazar. Non aveva una vita particolarmente piacevole, ma neppure era in pericolo di morte; la sua umanit le era stata tolta per un semplice desiderio di Aro.

Specifichiamo: Renata era stata ben felice di ci. Laveva supplicato di togliergliela, la sua umanit, in ginocchio e piangendo. Viveva una misera esistenza, era orfana, povera e sola, confinata in un minuscolo paese della Sardegna dei primi anni del diciottesimo secolo: i Volturi per lei sono angeli redentori. Toccatele Aro, e la mite pecorella diventa una tigre feroce.

Eleazar tutto questo lo sapeva, ma secondo lui non era questo il punto: il punto era che per colpa sua una ragazza era diventata un mostro agli occhi dei mortali. Si sentiva in colpa nei suoi confronti e decise di prenderla sotto la sua ala protettiva, e tra parentesi anche nel suo letto. Dal canto mio appena Renata arriv dovette fronteggiare, totalmente impreparata, il disappunto di Jane che non poteva sopportare che Aro avesse unaltra protge ; non che Aro si fosse stancato di Jane, lui capacissimo di tenersi tutti i suoi tesori in equilibrio come un giocoliere, ma Jane, beh, Jane. Cos, cercando di calmare una e non fare impazzire laltra, mi affezionai a Renata e di conseguenza ad Eleazar.

Per un po tutto and bene, ed i dubbi di Eleazar si placarono davanti alle rassicurazioni di Renata. Fu larrivo di Carmen a destabilizzarci, come il drappo di stoffa rosso fuoco del toreador destabilizza il toro gi ferito dai colpi delle banderillas .

La conobbe a Granada, nel corso di una missione dalla quale torn sorridente, con una luce nuova e febbrile negli occhi: radun me, Afton e Renata e annunci: - Soy enamorado .-

Non capimmo subito la portata della cosa, perch pensavamo che gli sarebbe passata in fretta; insomma, era Eleazar, quello che trovava belle tutte le donne sulla faccia della terra, quello che, a suo dire, poteva amarle tutte perch ognuna di noi era splendida. E invece Carmen oper il miracolo.

Riusciva a tenere acceso il suo interesse in maniera magistrale. Rispondeva alle sue missive molto meno spesso di quante lui gliene inviasse, ma in modo da non farsi dimenticare: una volta gli mand un fazzoletto di splendido pizzo spagnolo che conteneva i petali secchi di una rosa rossa, e non so cosa significasse per loro ma lui rest distratto per giorni ed ogni volta che credeva che non lo stessimo guardando aveva il naso infilato nel fazzoletto. Un altra volta, sempre per non so quale celia privata, trascin me e Renata per tutta Firenze perch lo aiutassimo a comprare le calzature pi belle e alla moda, e poi non gli sembrarono ancora abbastanza e mi ci fece aggiungere ulteriori decori, prima di mandargliele. Trovava ogni scusa possibile per andare a Granada o svicolare in Spagna in qualsiasi missione, fino a che Aro gli disse di mostrarcela, questa Carmen, non vedeva davvero lora di conoscerla di persona.

Avevo sempre pensato, da ottima sarta, che Carmen in vita dovesse essere stata unottima cuoca, di quelle che cucinano come fanno lamore, con gioia, divertimento e sapiente uso di spezie. Una che, conosciuto Eleazar, avesse capito subito che certi piatti vanno cucinati dosando sapientemente la fiamma, a fuego lento , per dirla con parole sue.

Quando arriv a Volterra la mia convinzione si rafforz: Carmen era calda e generosa, aveva un sorriso splendido e rideva spesso e bene; Aro comment che il nome Carmen, canto, le si addiceva perfettamente, ed aveva ragione. Di carattere amabile, andava facilmente daccordo con tutti, e manteneva un atteggiamento educato e sereno anche con le eccezioni: ovviamente Jane, indispettita dal fatto che Carmen fosse donna, bella e che Aro si fosse sperticato in complimenti dopo averla vista ballare il flamenco, e Renata, perch Carmen aveva capito i suoi sentimenti per Eleazar molto pi di quanto li avesse capiti Renata stessa.

Fu nello stesso viaggio in cui la present a Volterra che Eleazar mi port i bachi da seta. Finalmente, dite? Finalmente.

A voler essere precisi mi port le uova dei bachi da seta, e me le port perch qualche anno prima erano stati piantati tre grandi gelsi in uno dei cortili interni, da un membro della guardia che qualche anno dopo ci aveva disgraziatamente lasciati per sempre dopo aver scatenato lira di Caius a causa di motivi assolutamente non pertinenti al mio racconto. Comunque cerano questi gelsi, a Granada cerano le uova dei bachi da seta, Eleazar era innamorato e generoso e me li port in regalo. Chiesi e ottenni di poter mettere le uova sugli alberi e le sorvegliai come una chioccia; in breve divennero il diversivo del momento e vennero adottate da tutti i mantelli scuri dellepoca, che chiedevano notizie sulle uova molto pi di quante ne chiedessero sui loro compagni. Un giorno ci trovai perfino Marcus, assorto sotto i gelsi, la pelle tremolante di luce tra le mobili chiazze dombra prodotte dallo stormire delle foglie. Incresp la bocca in un millimetro di sorriso, e con voce di una sola nota meno apatica del solito mi disse: -Ti auguro che si schiudano, queste uova, Chelsea-.

Marcus.

Rimasi letteralmente a bocca aperta.

E pensai che quelle uova dovevano essere magiche, per radunare cos tante persone sotto gli alberi su cui attendevano di schiudersi. Avevo ragione, in un certo senso, perch fecero molto di pi di quanto sia mai riuscita a fare io, e sono passati trecento anni.

Le uova si schiusero verso fine aprile, e me ne venne a dare notizia Afton. Ci misi qualche istante a capirlo, perch le sue esatte parole furono: -I gelsi sono in decomposizione-, ma sono abituata al modo di esprimersi peculiare del mio uomo e corsi fuori a vedere i bachi che divoravano felici le foglie larghe.

Mangiarono per ventotto giorni esatti, precisi come la luna, rituali come il ciclo femminile che in me era congelato da secoli; poi si cercarono i rametti dalle foglie ormai divorate e per quattro giorni si avvolsero di seta, tra gli sguardi incuriositi e stupiti delle guardie vampire dal mantello grigio scuro. Io ero orgogliosa come una madre: quella era seta, era tutta mia, era luminescente sotto la luna e univa i miei belligeranti compagni molto meglio di quanto io stessa sapessi fare.

E convinse Afton.

La cosa pi incredibile che fu lui ad iniziare il discorso, anche se ad onor del vero non voleva assolutamente andare a parare l . Guardava i gelsi costellati di bozzoli candidi mentre io riflettevo su quale sarebbe stato il momento migliore per raccoglierli, e ad un tratto mi disse:

-Quei bozzoli sono come noi due.-

Lo guardai perplessa, perch stavolta non riuscivo a cogliere assolutamente il nesso nelle sue parole. Lui me lo specific con tono calmo, come se stesse spiegando una cosa ovvia ad un bambino.

-Un verme e un filo, no?-

-Non sono vermi . Sono bachi.-

Lui alz le spalle. Fa lo stesso. Si sono divorati i gelsi come i vermi divorano i cadaveri. Poi si sono avvolti con fili di seta bianca. Sono vermi bianchi avvolti in un sudario bianco di seta. Siamo io e te, no?-

Gli sorrisi e gli presi il viso tra le mani per baciarlo. Credetemi sulla parola, se si la compagna di Afton questa una delle cose pi dolci che possiate mai sentirvi dire. Non mi dir mai che siamo come il sole e le stelle, o roba del genere. No. Il verme e il filo. Io amo quest uomo.

Sto ancora divagando, ma le sarte chiacchierano ed io non faccio certo eccezione. Comunque, adesso o mai pi, mi dissi. Cera Afton romantico, leco della chitarra di Eleazar innamorato nellaria, i bozzoli magici che avevano incuriosito i vampiri grigio scuro e fatto fare un millimetro di sorriso a Marcus. Le mie mani scivolarono sul suo corpo leggere come un velo di seta, fino a trovare le sue. Le legai con le dita alle mie, come la trama e lordito.

-E allora perch non ci sposiamo? Forse arriver il giorno in cui qualcuno ci butter nellacqua bollente, per uccidere te e srotolare me, o forse sarai tu a farmi a pezzi per andartene via. Ma cosa importa? Adesso siamo insieme, il verme e il filo. Sposiamoci, Afton.-

Lui parve considerare una serie di obiezioni, ma non ne trov. E al posto di Perch dovremmo?-, questa volta alz le spalle e rispose: -Perch no?-

Quasi non ci credetti io, figuriamoci gli altri. E cos commisi un errore, uno stupido errore da sciocca, che se non lo avessi commesso a questora sarei la moglie di Afton e non la sua compagna: avrei dovuto tenere ben strette le sue mani, acchiappare al volo Eleazar e Renata, tirare gi dal letto il prete della prima chiesa che avessi incontrato e pronunciare il fatidico s benedetti dal corpo, ma soprattutto dal sangue, di Cristo. Invece volli fare le cose con calma, organizzare nei dettagli il giorno che sognavo da secoli e cucirmi il vestito pi bello del mondo. Capitemi, sono una sarta: labito da sposa che avrei indossato sarebbe dovuto essere il mio capolavoro.

E il vestito prendeva forma: estrassi la seta dai bozzoli, ne feci uno splendido filato e poi lo mescolai ad altre stoffe; giocavo con le trame, i pieni e i vuoti, con la diversa consistenza dei tessuti ed il loro modo di riflettere la luce. Era la cosa pi splendida che mai avesse preso forma sotto le mie abili dita.

Afton, incredibilmente, pareva non avesse ripensamenti. Non dico che prendesse la cosa con entusiasmo, non esiste entusiasmo nella mente di uno che un monumento vivente al memento mori , e chiedo perdono per lossimoro ardito; per osservava i miei preparativi con una certa curiosit mista al solito scetticismo della sua espressione, quella che sembrava chiedere al mondo proprio necessario?. Lo era.

Un giorno Aro mi mand a chiamare, nella stanza circolare. Cerano tutti e tre e sorridevano. Perfino Marcus aveva sfoggiato il suo millimetrico sorriso per me ed Afton.

-Ci giunta alle orecchie la notizia chiss che questa non sia la volta buona, tesoruccio!- trill Aro, congiungendo le mani con grazia, come se dovesse catturare una farfalla.

Chinai il capo. Io lo spero, Signore-, risposi. Caius esplose in una risata fragorosa. Non sperarci troppo, bambina, che poi avrai tutta leternit per pentirtene e desiderare di poter tornare indietro e dartela a gambe!-, celi. Sorrisi: chiunque ci avesse abbastanza a che fare (ergo, avesse il mantello abbastanza scuro) sapeva perfettamente che Caius si lamentava sempre del matrimonio, ma senza Athenodora si sarebbe sentito perso. Daglielo, fratello!- incit Aro, rivolgendo a Marcus un cenno del capo.

Lui si rec leggero verso di me, la sua espressione era come al solito impenetrabile ma il filo dei suoi legami con gli astanti era molto meno sfilacciato del solito; reggeva tra le mani un piccolo scrigno, un oggetto che doveva appartenere agli arredi sacri della basilica di Hagia Sophia prima che fosse depredata durante la quarta crociata. Nel porgerlo a me lo apr lentamente.

Sono bachi da seta, fu il mio primo, incoerente pensiero. Invece erano perle, meravigliose, perfette perle birmane. A bocca aperta balbettai che era troppo, che non potevo accettare, che ancora facevo fatica a crederci perfino io che mi sarei sposata. Caius sbuff, Aro ribatt che non importava, che nessun dono era troppo per i suoi tesori. Marcus mi mise la scatola nelle mani. Consideralo una ricompensa per tutti gli anni di onorato servizio-, disse. Accettai, commossa.

Le perle finirono sulla seta, per adornare il mio abito. Usai le pi piccole per i delicati ricami del corpetto, quelle di misura media per i bottoncini sulla schiena, le pi grosse le applicai in fili di cinque sulla gonna ampia, a trattenere le balze di seta come fossero i bachi pallidi sul gelso.

Per nel frattempo il sorriso di sole di Carmen si spegneva ogni giorno di pi, i suoi vivaci occhi di rubino erano neri sempre pi spesso, e sempre troppo a lungo. Conoscevo il motivo perch me ne aveva accennato Eleazar: lei non sopportava il nostro modo di nutrirci.

Raramente partecipava ai banchetti, preferendo cacciare da sola. Aveva i suoi metodi e le sue vittime: prediligeva gli stupratori, gli uomini che picchiavano la moglie, quelli che maltrattavano i bambini; detestava togliere la vita a persone innocenti. Eleazar era turbato, ma non condivideva con noi i suoi turbamenti, forse perch a parte Carmen non cera nessun altro con cui potesse parlarne: non era il caso che si confidasse con Renata, non avrebbe trovato appigli discutendone con Afton (gi lo sento rispondergli: -Tanto dovremmo morire tutti, prima o dopo che differenza vuoi che faccia?- ), e la paura di guastare la mia gioia perfetta respingeva le sue confidenze.

Col senno di poi immagino che gli fossero tornati in mente tutti i pensieri risalenti alla trasformazione di Renata, dubbi che Carmen non fugava, ma anzi alimentava con il suo modo di pensare.

Ed io commisi il mio secondo errore, e se pesco quello che dice che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi lo divoro partendo dal cuore. Far anche i gattini ciechi, per almeno lei sposata.

Il filo che legava Eleazar a noi si stava sfilacciando a vista docchio. Ricordate quello che dicevo a proposito degli orli che si scuciono? vero in parte: se la sarta se ne accorge in tempo li ripara in men che non si dica. Peccato che la sarta fosse troppo distratta dal suo abito da sposa per badare a degli stupidi orli.

Vedevo il legame tra lui e Carmen rafforzarsi sempre di pi, cucito col filo luminoso del quale solo Dio possiede il rocchetto, e nella mia distrazione pensai che fosse a causa di quel contrasto che tutti gli altri fili mi sembravano pi sbiaditi.

Fino a che un giorno, io ero nella mia stanzetta da cucito ed applicavo del finissimo pizzo ad un velo impalpabile, Renata spalanc la porta e rimase fissa sulla soglia a guardarmi con i suoi occhi immensi, l espressione talmente triste che mi sembrava di vedere fiumi di lacrime scorrerle lungo le guance pallide.

-Eleazar se ne va. Lascia i Volturi-, rispose al mio sguardo interrogativo.

-Cosa? Quando?- balbettai, in inglese credo, basita.

-Adesso. Non so cosa sia successo, ma ha lasciato Volterra assieme a Carmen. Pare che abbia preferito andarsene senza salutare nessuno.-

Sentii lago accartocciarsi tra le mie dita. Ma e Aro Caius-

-E che potevano fare. Dispiaciuti, sono. Ma non potevano costringerlo.-

Scossi la testa. No, loro no per forse io s, se riesco a raggiungerlo, forse, io-

-No che non puoi. Non contro Carmen. Lei troppo forte per noi.-

Per noi . Capii subito cosa intendeva: non per la guardia dei Volturi, ma per me e per lei. Troppo forte per i miei poteri e per i suoi sentimenti.

Il viso di Renata era il perfetto riassunto di tutta la filosofia di Afton: il ritratto di chi si trova di fronte il momento che temeva ma che sapeva ineluttabile, quello contro cui non si pu lottare, in cui tutto finisce e si decompone. Andai ad abbracciarla, sperando di riuscire a tenerla insieme.

Ed qui che il mio racconto finisce. Sto fermando tutti i fili, ci siamo quasi.

Renata riuscii a tenerla insieme, perch il suo posto questo e questa la sua casa. Di Eleazar non parla quasi mai, ma io conosco bene la nostra natura bastarda e so che nessuno riesce a farglielo dimenticare, nonostante lei neghi ogni legame. Ha sempre negato, a pensarci bene.

Di Eleazar non ebbi che sporadiche notizie, sparse in questi tre secoli: andato nel Nuovo Mondo, si nutre solo di sangue di animali, si unito al clan di Tanya e le sue sorelle. Sempre con Carmen al fianco, ovvio. Chiss se riesce ad immaginare che gli sarebbe bastato aspettare qualche giorno in pi per andarsene ed ora io sarei la moglie di Afton; chiss se gliene arrivata qualcuna, di tutte le maledizioni che gli ho indirizzato.

Del matrimonio non se ne fece pi nulla: labbandono di Eleazar fu come una gelata improvvisa, che uccide tutte le uova prima che possano diventare un verme e un filo. La magia era stata spezzata, io ebbi il mio bel daffare a badare che nessun altro membro della guardia si scucisse e trascurai di finire labito.

Passata la tempesta era passato anche il momento giusto, e Afton era di nuovo il fiero portabandiera dellinfinita vanit del tutto. Il mio vestito bianco era l, perfetto di seta e perle, ed inutile. In questi anni lho disfatto e ricucito non so pi quante volte, seguendo le mode del tempo ed il mio estro di sarta, per essere pronta nel caso in cui capitasse di nuovo qualcosa, come la magia del gelso e dei bachi, capace di convincere Afton.

Eccomi qui, dunque, a mostrarvi il lavoro completo. Vi prego di credermi, sono la prima a rammaricarmi che questo racconto non finisca con un bel matrimonio, come dovrebbero fare i racconti perbene. Spero che sia di vostro gradimento, come usano dire le sarte attendendo una risposta.

Note: la cosa dei mantelli grigio scuro la dice in Breaking Dawn: Qui Quo e Qua hanno il mantello nero, i vampiri talentodotati grigio scuro, e gli altri di varie gradazioni di grigio che si schiariscono man mano che si scende nella gerarchia. Immagino che le scale di grigio non si mescolino pi di tanto, e un conto Felix, un conto Sconosciuto Vampirizzato Ieri che magari non ha neppure laccesso al giardinetto con i gelsi in cui ogni tanto si ferma anche Marcus.

Se la storia venuta troppo lunga colpa di Chelsea che non la smette mai di chiacchierare, se invece vabene merito mio.

Come sempre, grazie a tutti quelli che proseguono indefessi a leggere le storie di questi omarini snobbati solo perch sono piccoli e grigi scuri!

lon8tana: non sentirti Bella, mai! Corri il rischio di convincerti che uno stalker che non ti toglie gli occhi di dosso nemmeno mentre dormi possa essere luomo della tua vita! Tornando seri: neanche a me piacciono gli OOC (con le dovute eccezioni, va da se), e sentirmi dire che i personaggi sono credibili anche quando fanno gli scemi una gran soddisfazione. I Volturi non sono una famiglia come i Cullen, ci non toglie che vivano insieme da secoli e passino insieme 24 ore al giorno senza mai dormire. Quanto credibile che le passino tutte dicendo cose gotiche in pose plastiche? Ti ringrazio per i complimenti oddio, adesso mi hai messo in ansia! Mi raccomando, se combino una schifezza non aver paura di dirmelo!

OttoNoveTre: tamarrate! Evviva! Lieta di averti fatto ridere nonostante Tuailit sia, come recita la copertina della mia edizione economica, il manifesto della generazione emo, io cerco di mantenere lemitudine lontano da me. Se non dovessi riuscirci, fammi un favore: fammi esorcizzare dal sacerdote amico di Machete!