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Giardini - Eden [Aro, Sulpicia]

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Giardini - Eden [Aro, Sulpicia]

Nota iniziale: avete visto il bellissimo banner che ho vinto? Ecco, questa storia immaginatevela l. Proprio dentro quel banner.

Giardini

II- Eden

Sulpicia irruppe furiosa nel peristilio stringendo i pugni, trattenendo limpulso di prendere a calci la ghiaia del vialetto. Suo marito usc dalla loro stanza e comparve sotto il porticato che circondava il cortile, fluido come acqua.

Decisamente, lasciami stare era una frase che non aveva neppure preso in considerazione. Sorrideva, divertito.

-Sulpicia sei arrabbiata con me, mia amata? Ma non ce n ragione alcuna! Non dovresti alterarti per cos poco! Anche se in verit sei adorabile quando fai cos, sai? Tanto che potrei stare qui delle ore a spiare il tuo disappunto! Ma a te non piacerebbe affatto, o sbaglio?-

Il momento migliore delle sue infedelt coniugali era quando sua moglie ne veniva a conoscenza. Adorava vedere lirreprensibile Sulpicia fingere superiorit, smascherare i suoi veri pensieri con una sola carezza e a quel punto vederla sbottare come una delle servette di Plauto. Sebbene lui non glielavesse mai detto, lei sapeva perfettamente di essere il sale di ogni tradimento del marito. Riteneva di conoscerlo meglio di quanto lui conoscesse se stesso, e dentro di s Aro non era certo di poterle dare torto.

Lei ristette al centro del peristilio, accanto ai cespugli di rose. Gli gett una rovente occhiata scarlatta.

Sulpicia un hortus conclusus , pens Aro. Un giardino di delizie, accessibile a lui solo. Un eden da cui lui aveva scacciato tutti gli altri ed egli soltanto, in quanto divinit, poteva mettere piede.

Le si avvicin leggero. Avvertiva la tensione di lei nella linea delle spalle.

I suoi seni erano due cerbiatti, il suo collo una torre davorio, i suoi occhi chicchi di melograni maturi, il suo amore molto pi dolce del sangue. Il cantico non esattamente cos, si disse, ma che importa.

Allung il braccio come per toccarla, le sfior labito leggero, poi loltrepass e chiuse le dita intorno al gambo di una rosa.

-Vuoi che io mi faccia perdonare, Sulpicia? Cosa vuoi? Un pomo doro con su scritto alla pi bella? La testa di un santo su un piatto dargento? O ti basta una rosa rossa?-

Stacc la rosa e le sfior le labbra con i suoi petali.

-Cosa vuoi?- ripet intrecciando le sue dita a quelle, ridivenute arrendevoli, di lei.

Sorpreso dalla risposta catturata nei suoi pensieri lasci cadere la rosa e rise, poi baci la moglie con foga, con passione dirompente.

Tu pi lieve del sughero e pi sfrenato / che non sia nellira lAdriatico, / voglio vivere con te, / con te morire.

Note: Sono in uno stupido internet point, visto che il mio pc andato a meretrici. E mi fa quegli stupidi spazi tra una frase e l'altra che io odio furiosamente, ma non so togliere... maledetti computer!

La poesia che Aro storpia Il cantico dei cantici; mi stato fatto notare che la similitudine sui seni un po paradossale, ed verissimo, ma quello davvero un pezzo del cantico e non ho messo il pezzo sui capelli simili a greggi di pecore!

Quella a cui pensa Sulpicia invece fa parte delle odi di Orazio.

Il tema dell hortus conclusus , il giardino di delizie, era molto comune nel medioevo; il pomo doro ovviamente un riferimento al racconto mitologico sulle origini della guerra di Troia, mentre la testa di un santo su un piatto dargento relativo al racconto biblico di Salom e Giovanni Battista, e anche alla Salom di Wilde.

Grazie, grazie, grazie. A chi legge e commenta, a chi legge in silenzio, a chi arrivato fin qui e gli piaciuto. Grazie!

Ulissae: ammirevole la capacit di gestire il personaggio di Aro: non molto spesso si trovano fanfiction capaci di dargli verosimiglianza all'uomo descritto nei libri, pur inserendolo in un momento unico e con uno stampo quasi da commedia. Cosa vuoi che ti dica? Non grazie, grazie poco, di pi!

Effettivamente i miei Aro e Sulpicia sono molto diversi dai tuoi (io ti leggo silenziosamente!) e capisco la sensazione strana di trovarsi davanti a personaggi che in qualche modo sono gli stessi ma per altri aspetti sono completamente differenti. A dire il vero per anche questo che mi diverte da matti nel leggere e scrivere sui Volturi: mentre gli altri personaggi, se si vuole rimanere IC, sono pi o meno simili, Volterra uno spaccato di mondo che cambia notevolmente da uno scrittore ad un altro. E questi mondi sono tutti giusti, tutti credibili, vanno tutti bene (quelli non da ardere, intendo! XD). A me piace immergermi nella Volterra degli altri, compresa la tua Volterra, e sono contenta che ti sia piaciuto fare un giro nella mia; quando ti va fatti sentire, che Aro sempre lieto di avere ospiti, fan e seguaci!

P.S. Povero Felix, non sar uno stinco di santo, ma cosha fatto di cos male per vedersi appioppare sempre la Mary Sue? Ma non pi crack Felix/Mary Sue di Felix/Renata? Scherzi a parte, tranquilla, capisco benissimo la definizione, che io la spingo pi allestremo: loro due si conoscono, vivono nello stesso luogo, del loro carattere si sa poco o nulla, e non sapendone nulla non la vedo improbabile. Considero crack, che ne so, una Leah/Stefan; daltra parte per mi sa che di questi due ci scrivo solo io (Renata/Felix, non Leah/Stefan), quindi magari parecchio strana, in realt!

maleka: Ti piace la Felix/Renata? Wow, mi sento fierissima, un complimento meraviglioso (cio, non so se un complimento, ma io lo avverto come tale!). Sono contentissima che ti siano piaciuti; io li vedo bene insieme, ma da l a trasmettere la mia visione al lettore ce ne passa. Mi hai detto che divertente immaginarli, ed splendido sentirselo dire! Grazie!

Zenobia_vampire: Felix potrebbe aver fabbricato con le sue manine una delicata cornicetta di conchiglie e averci messo le foto, o potrebbe aver fatto quello che hai pensato tu e direi che molto pi probabile la seconda! S, la mia Renata adora i gatti; le piacerebbe averne uno, ma si sa che gli animali temono i vampiri. Siccome io sono una gattofila sfegatata non potevo non mettere un personaggio gattofilo come me! Afton e Chelsea? Chiss, intanto beccati Aro, che come sappiamo bene un figo assoluto!