Gioco di ruolo [Aro]
Gioco di ruolo [Aro]
GIOCO DI RUOLO
Sei qui per giocare e divertirti
Qualcuno aveva detto ad Aro che l, in un punto ad est di Antiochia alle pendici di un monte, cera una colonna sacra su cui era posata una statua miracolosa. La colonna era stata dimora del grande eremita e santo Simeone Stilita il Vecchio e perci, secondo le voci popolari, la statua ritraeva il grande uomo ad imperituro ricordo della sua santit.
Per la precisione essa rappresentava un uomo in preghiera, con la barba bianca e uno straccio a coprirne le pudenda. Sembrava scolpita dalla mano di Dio tanto era perfetta, gli avevano detto, e rifulgeva al sole come fosse coperta di gemme. Il miracolo consisteva nel fatto che la statua era comparsa l dal giorno alla notte, posta in quel luogo da Dio stesso, e ogni tanto cambiava posizione. Ora era in ginocchio, le mani intrecciate protese verso il cielo, ma cera chi giurava che anni prima fosse sempre in preghiera, per in piedi, ed un giorno era addirittura scomparsa come monito ai peccatori, per poi ricomparire in seguito a preghiere, lamenti e processioni.
Si portava dietro la solita sfilza di guarigioni miracolose, paralitici che tornavano a camminare e ciechi che tornavano a vedere, ma non erano quelle manifestazioni di credulit di massa che interessavano ad Aro. Era con lui che voleva andare a parlare, perch aveva immediatamente capito cosa fosse la cosiddetta statua miracolosa e non vedeva lora di sapere perch avesse deciso di condurre una vita cos inusuale.
Marcus, che quando qualcuno minacciava la sua famiglia o le sue terre combatteva come un leone ma era per il vivi e lascia vivere in ogni altro caso, aveva cercato di dissuaderlo; -Magari tutti i piantagrane decidessero di mettersi in cima ad una colonna e non disturbare, il mondo sarebbe un luogo molto pi vivibile-, aveva commentato. Caius, pi pragmatico, gli aveva detto che a parlare con i pazzi si passa per pazzi, e non capiva cosa ci fosse di interessante in uno che passa interi decenni fermo sopra una colonna.
Naturalmente Aro non li ascolt e alla prima occasione si rec alla colonna sacra, eccitato.
Lasceta era lass in cima, immobile. Di notte le moltitudini che di giorno si recavano a pregare tornavano nei propri accampamenti, inoltre la notte era scura e senza luna e cos si trovavano soli, lui e lasceta. Aro si present e gli chiese di parlare con lui, ma luomo non diede segno di averlo udito; senza scomporsi Aro si arrampic sul marmo e giunse sul piedistallo di fronte alluomo. Si accovacci, le suole dei sandali per met sospese nel vuoto, e lo osserv da vicino.
Gli occhi del santo erano neri come lossidiana, la sua pelle pareva il pi sottile foglio di papiro che Aro avesse mai visto; non dava mostra di accorgersi di lui n di nullaltro, perduto nelle immagini mistiche e nelle sue preghiere.
Curioso come un bambino, Aro gli tocc la fronte con un dito.
Lo ritrasse come se si fosse scottato.
Poi lo pos sulla fronte dellasceta di nuovo, pi lentamente.
Quella era la mente di un folle. Non cera pi un pensiero coerente, ogni cosa pensata in passato era stata in seguito disgregata, perduta e ricomposta a caso come il giocattolo di un demente. Pregava per avere la Pace e il Paradiso, ma non cera calma nelle preghiere che erano i suoi soli pensieri: cerano demoni e locuste e piogge di fuoco e mari di sangue, cerano uomini con la testa di porco e terribili angeli con la spada e i cavalieri dellApocalisse, cerano punizioni ed espiazione e pentimenti. Cerano pensieri su una donna seduta sopra una bestia scarlatta e il suo nome era nome di bestemmia, e il tino dellira di Dio fu pigiato e ne usc sangue, dolce, dolcissimo sangue che arrivava fino al morso dei cavalli. Cerano sentine di pentimenti, sensi di colpa e orrendi demoni latranti come cani. Cera il terrore dellInferno e un Dio spietato e vendicatore che esigeva preghiere e preghiere e preghiere, mortificazione della carne e penitenze, e per il quale comunque nulla era mai abbastanza. Il tutto turbinante come un vortice, illividito dai bagliori delle fiamme dellinferno.
Aro tolse il dito.
-Questo dunque il tuo Dio?-, mormor.
Guard in basso, nella piana in cui si riunivano le moltitudini a pregare.
-Questo dunque il vostro Santo?-, aggiunse.
Sorrise, e con un balzo leggero scese dalla colonna.
-Ma pensate! Quelluomo neanche si nutre, perso nelle sue visioni, cosa che lo fa soffrire tremendamente ma insieme godere per la sofferenza che prova. Come se fossimo qui per soffrire, come se non avessimo il diritto di essere felici e goderci la vita!-
Marcus sospir. Fratello, saranno fatti suoi, non credi? Se intende stare su una colonna a digiunare sperando di guadagnarsi il Paradiso che lo faccia. Fintantoch non crea problemi, si maceri pure nella sua follia.-
Aro scosse la testa. Invero, la mente e il corpo sono fatti perch noi possiamo tramite essi giocare, divertirci ed essere felici. E lui non lo fa.-
-E a te non va bene perch sei il solito curioso, viziato, prepotente giocatore.- rise Caius. Cosa hai intenzione di fare dunque, per quel misero pazzo sulla colonna?-
-Lo vedrai, fratello. Lo vedrete tutti-, sorrise Aro.
Passarono alcuni giorni senza che Aro accennasse pi allo stilita, tanto che gli altri due pensarono che se ne fosse dimenticato, preso da cose pi importanti. Invece un giorno Caius lo vide comparire nel salone della villa di Antiochia vestito con abiti da pellegrino, di buona fattura ma laceri, ed una benda sugli occhi uguale a quella che portavano gli accecati. Scoppi a ridere a crepapelle.
Marcus alz gli occhi dalle pergamene che stava studiando e sussult. -Fratello, si pu sapere cosa ha intenzione di fare cos conciato?-, gli domand.
Risult che Aro aveva intenzione di mischiarsi alle folle che andavano a pregare lo Stilita spacciandosi per un pellegrino cieco. Si era inventato uno pseudonimo, la citt di provenienza, i nomi dei membri della sua famiglia, il mestiere che esercitava e lappassionata storia di come la collera di Dio aveva punito la sua avidit rendendolo cieco e di come lui si fosse lasciato alle spalle i suoi beni recandosi in pellegrinaggio per chiedere perdono. Quando Caius gli chiese perch dovesse proprio essere cieco obiett che non poteva certo farsi vedere con gli occhi rossi davanti a gente invasata che credeva nel Demonio, che la benda era effettivamente un poscomoda ma la presunta cecit avrebbe dato molta pi credibilit alla sua storia. Allo sguardo esterrefatto di Marcus replic solo che se decidi di fare una cosa bisogna farla bene, e comunque il gioco tanto pi divertente quanto pi i dettagli sono curati.
-Auguratemi buona fortuna, fratelli-, trill contento come un bambino. Poi si cal il mantello sul capo e si accinse a raggiungere i pellegrini.
Caius e Marcus sincontrarono nel punto convenuto; i fuochi della carovana dei pellegrini ardevano ad una certa distanza, nella notte scura.
-Dunque, lhai visto?- chiese Marcus. Il fratello annu.
-Non capisco cosa voglia fare, ma lo sta facendo bene: a quanto pare riscuote un certo successo tra quella gente. Almeno cos mi ha detto.-
-Successo? Pendono dalle sue labbra. Sono andato a raccogliere informazioni e una donna mi ha detto che ci sono voci secondo cui un angelo, mandato a testare la fede dei pellegrini e a portare con s il santo in Paradiso- Scosse la testa, ridacchiando. Caius scoppi in una risata fragorosa.
-Un angelo? Nientemeno? Se conosco Aro, queste sono voci che ha messo in giro lui stesso. Per ottenere cosa, per, non riesco proprio a capire.-
-Per ottenere una reazione dallo stilita, credo non chiedermelo. Non so che reazione e perch. Per gioco, suppongo.-
I due sospirarono, continuando a tenere docchio per un po la carovana. Poi si voltarono e tornarono ad Antiochia.
Il viaggio dei pellegrini fu breve e si concluse di sabato; Aro aveva speso il suo tempo leggendo la mente di tutti coloro che gli capitavano a tiro, guadagnandosi cos la reputazione di uomo sensibile e pio. Durante il giorno aveva viaggiato intabarrato in un lungo mantello, asserendo che voleva mostrarsi allo sguardo di Dio solo nel momento in cui avrebbe fatto penitenza, mondato dai suoi peccati. Si era ben nutrito: approfittava dei momenti in cui tutti dormivano per eludere le guardie e andare a caccia nei dintorni, e la benda proteggeva il segreto rivelato dagli occhi.
Ora, giunto sotto la sacra colonna, predicava la penitenza, evocava immagini infernali e giurava che le avrebbe lavate col proprio sangue nel giorno santo di domenica; un gruppo di pellegrini, uomini e donne, lo ascoltavano come se fosse il nuovo messia. Era tutto pronto per la sua commedia. Una commedia dal finale aperto, tutta da giocare e dai molteplici svolgimenti, in cui niente poteva andare come previsto se solo a qualcun altro fosse venuto in mente di giocare.
Avanti, santo, pensava Aro. Ti sto lasciando tutto il tempo: scendi dalla colonna e vieni a fermarmi.
Ma il santo, consider con rammarico Aro, non era un giocatore. Poco importava, avrebbe fatto la sua parte in qualche modo, gli piacesse o no.
Fece scendere la notte, fece trascorrere le ore, attese con calma che fosse domenica inginocchiato nei pressi della colonna. I suoi fedeli lo circondavano adoranti e i pellegrini pregavano, aspettando come lui il giorno santo. Giunse infine la mezzanotte.
Aro si alz solennemente. Fece scivolare dalle spalle il mantello in un gesto di studiata trascuratezza, sorridendo tra s nel constatare che le persone accanto a lui trattenevano il fiato, colpite dalla sua bellezza. Cominci a pregare, poi a chiedere perdono e confessare i suoi peccati. Ricicl quelli che aveva letto nella mente dei pellegrini in modo che tutti potessero identificarsi in lui, invent dettagli sordidi per catturare lattenzione e dettagli drammatici per commuovere. Infine alz verso il cielo un coltello, in modo che tutti potessero vederlo. Si chiese perch non ci fosse nessuno con abbastanza buonsenso da scoppiare a ridere e rovinargli tutta la scenetta; non gli sarebbe dispiaciuto particolarmente.
Ma nessuno fiatava, dunque Aro continu il suo spettacolo.
-Far penitenza, Signore: ti ho lasciato tutto, e ora il mio sangue che ti dono!- esclam, e con il gesto pi teatrale che conosceva, copiato dagli attori tragici che aveva visto in Grecia secoli prima, si tagli il palmo della mano con la lama e la alz verso il cielo in modo che tutti potessero vedere il sangue (ad onor del vero non suo, semplice trucco da commediante) scorrere gi per il suo avambraccio candido. Poi cadde in ginocchio, le braccia alzate verso il cielo.
Fu un trionfo. Tutti cominciarono a urlare, pregare, confessare i peccati commessi. I pellegrini pi vicini ad Aro decisero di imitarlo e donare al Cielo il proprio sangue per mondare i propri peccati.
Quando lo fece il primo pellegrino non successe niente. E quando lo fece il secondo neanche, n il terzo, il quarto o il quinto. Poi la gente che si feriva e si fustigava per penitenza cominci ad aumentare esponenzialmente in un crescendo di isteria di massa; lodore di sangue era cos forte da stordire.
Il santo spalanc gli occhi, neri come la fossa dellInferno, e ringhi.
Aro rise, rise come un pazzo, mentre il santo sopraffatto dalla fame si lanciava dalla colonna e faceva scempio di tutti coloro che trovava sul suo cammino. Non poteva resistere, non ad una tale tentazione.
Il progetto originario di Aro sarebbe stato di unirsi al santo nel massacro e finire con un lauto e sfrenato banchetto la serata. Poi si rese conto che, nonostante il sangue scorresse abbondante, lui avrebbe potuto resistere a patto di avere la mente concentrata su altro. Un bel combattimento, per esempio: che storia senza un combattimento finale?
Con un gesto che avrebbe deliziato gli scultori ellenistici si tolse la benda dagli occhi e si strapp la tunica dal corpo; quasi nessuno fece caso a lui, ma Aro consider che questa non era certo una scusa per essere sciatti. In un solo movimento aggraziato si scagli contro il santo. Non fu uno scontro difficile, tanto che quasi rimase deluso. Il santo era debole e combatteva senza strategia, menando colpi a caso e seguendo solo listinto. Ogni volta che Aro lo toccava percepiva terribili immagini dalla sua mente: il santo era precipitato allinferno. Lo fece a pezzi davanti ad una folla di pellegrini terrorizzati.
Poi spalanc le braccia come fossero ali e balz leggero in cima alla colonna.
-Bruciatelo-, ordin alla folla in deliquio.
Marcus e Caius, increduli ed esterrefatti, guardarono il corpo del vampiro ardere ai piedi della colonna sulla quale ora stava Aro e che davvero sembrava un semidio.
Lo udirono servirsi senza pudore di tutti i trucchi retorici appresi in secoli di studio mentre parlava alla folla, presentandosi come lemissario di Dio venuto a liberarli dal demonio che stavano inconsapevolmente adorando e a dare loro una lezione: non con gli occhi che si vede la Verit, bens con la Fede non intaccata dai sensi mendaci. Il tutto corredato da una serie di gesti e pose che fecero sbellicare dal ridere Caius e alzare gli occhi al cielo a Marcus.
Infine Aro spalanc le braccia al cielo e spicc un balzo verso lalto che lo fece scomparire dalla visuale della folla, che aspett qualche istante poi cominci ad inneggiare al miracolo.
-Decisamente entrato nella parte-, comment Caius quando, qualche minuto dopo, si riprese dallo stupore.
-Io non ci posso credere-, gli rispose Marcus in tono rassegnato.
-Non puoi credere a cosa, fratello? Allora, vi piaciuto il mio spettacolo? Siate gentili, prestatemi qualcosa da mettere, non mi sembra il caso di andare in giro nudo-
-Aro-, lo interruppe Marcus, mentre Caius si sfilava il mantello color porpora, -si pu sapere cosa stai cercando di dimostrare?-
Lui assunse unespressione quasi offesa, poi prese a drappeggiarsi il mantello con cura, alla moda della toga della perduta Roma repubblicana. Ma niente, Marcus, non cerco di dimostrare niente. Stavo giocando. Siamo qui per giocare e divertirci; speravo che quel cosiddetto santo lo capisse, avremmo potuto giocare in due, invece non lha capito ed morto. Non era lunica conclusione possibile, davvero. Era solo una delle tante.-
Il giorno dopo tutta la citt parlava del demone travestito da santo e dellangelo giunto a smascherarlo. I tre fratelli lo sentirono nei sussurri dei servi, nel chiacchiericcio delle strade; Aro appariva soddisfatto come non mai mentre dava ordine di impacchettare le loro cose e cercare una nave che facesse rotta verso lItalia.
-Ce ne stiamo andando?- domand Caius. Quando Aro prendeva decisioni senza consultare nessuno si irritava oltremodo. Aro alz le spalle.
-Torniamo a casa, fratelli, qui non abbiamo pi nulla di cos urgente da fare e non vorrei che qualcuno mi riconoscesse per le strade. Dobbiamo andarcene prima che il fuoco devasti Antiochia, tanto vale farlo subito. Inoltre, Marcus, nella sua ultima missiva mia sorella non ha fatto che rimproverarmi: dice che ti sto tenendo troppo tempo lontano da lei ed io non ho cuore di angustiarla oltre!-
Il cognato gli sorrise. Didyme troppo viziata, davvero, pare che ogni suo desiderio sia un ordine! Non trovi anche tu, Caius?-
Caius annu con aria grave. Trovo. Ha un fratello che la vizia troppo, per non parlare del marito: loro governano il mondo e lei governa loro.- Poi scoppi a ridere. Donne! Non si fa altro che tornare alle donne, e davvero Dori mi manca anche troppo: torniamo a casa, lora!-
Aro batt le mani, deliziato. Ottimo! Sapevo che sareste stati tutti daccordo; tutto ha una fine e con il mio bel gioco questo soggiorno giunto al termine.- Nel suo volto si spalanc un sorriso a mezzaluna. Non vedo lora di raccontarlo a Sulpicia!-
Note: questa storia e quelle che seguiranno sono state scritte per il contest Lamore vissuto in tutte le sue forme indetto da Fabi Fabi sul forum di EFP. Si trattava di scegliere una carta su cui era scritta una frase damore (quella che io ho messo sotto il titolo) e scriverci qualcosa. Io ne ho scelte sei, questa la prima.
La storia ambientata intorno al VI secolo a.C.; suppongo che a quellepoca Didyme non fosse morta, quindi Marcus non fosse ancora diventato il personaggio annoiato e indifferente che compare nella serie. Nel 525 Antiochia fu devastata da un incendio; dato che il fuoco lunico vero pericolo per i vampiri suppongo che il viaggio dei tre avesse lo scopo di consolidare il proprio potere nellarea mediterranea, magari organizzandosi in modo da eliminare avversari scomodi.
Ciao gente! Mamma mia, era davvero dalla finale dei mondiali che non scrivevo niente? Il tempo passa troppo velocemente troppo in momenti come questo che capisco Bella Swan!
Scherzi a parte, grazie a tutti i lettori. Ma proprio a tutti tutti, anche a quelli nascosti e silenziosi. Grazie davvero.
enifpegasus: grazie mille per le tue parole, sapere che ti vedi i personaggi una soddisfazione grandissima! Spero di meritarmi i tuoi complimenti; come vedi questa una storia su Aro, spero ti sia piaciuta e non farti influenzare da Aro che dice che se c lui bella per forza!
Ulissae: ma certo che so chi sei. Sei quella che fa tutti i Volturi diversi dai miei! XDXD Per il pezzo della corazzata lhai immaginato come lavevo in mente io e questo mi inorgoglisce tantissimo: tu apprezzi la corazzata e io ti adoro! E che quella scena l ci stava troppo bene, e se vivi in Italia un'altra cosa da cui non si pu scampare Fantozzi! Eleazar spagnolo proprio in canon (egiziano? Ma oltre i Volturi anche gli altri pg li facciamo tutti diversi?XDXD), il fatto che stesse con Renata invece pura invenzione della mia beautifulosa mente. Hai una Volturi e calcio? E cosa aspetti a postarla, che lOlanda vinca i mondiali?
Grazie mille dei complimenti!
LazioNelCuore 1711: la Spagna ha rubato? Oh mio dio, povero Felix! Quando ho letto il tuo commento, nella mia testa la sua ira triplicata! Da oggi in poi, per lui, spagnolo=ladro. Ne terr conto. Grazie come sempre!
lon8tana: grazie mille come sempre!
Adoro inserire i personaggi nel mondo in cui vivono, me li fa sentire molto pi vicini, molto pi veri. In questo caso sono avvantaggiata dal fatto che i Volturi vivono in Italia, quindi mi posso ispirare a cose di dominio pubblico, cose che conosco meglio rispetto a, che so, quello che succede nello stato di Washington. Mi piace mostrarli cos; garantisco che quando vanno in missione fanno le persone serie, tranne Aro, che fa solo quello che gli pare. Farmi leggere da te e leggerti sempre un piacere, ti seguo!
Ps:labbronzatura da spagnola se n andata, ma per lestate prossima appuntamento in spiaggia! Diventeremo milionarie!
maleka: come sono contenta che ti piaccia Felix! Io gli voglio un gran bene, da solo o con Renata: non sono fatti davvero luno per laltra?
Ti ringrazio per le tue bellissime parole, saperti sorridente mentre ti immaginavi i miei omarini una soddisfazione esagerata! Far sorridere mi diverte molto pi che far piangere, quindi sono sempre felicissima di sapere di averti divertito. Spero che ti diverta anche Aro!
Grazie come sempre!
vannagio: eh, s, penso che Felix avesse preso la partita proprio cos: come una sorta di rivalsa. Quindi la sconfitta gli bruciata particolarmente, povero comunque lui svelto a riprendersi, non fa mica Swan di cognome!
Il caldo torrido se n andato da un po ma spero che apprezzerai Aro e i suoi stupidi giochidigli di s, mi raccomando, che altrimenti si arrabbia con me!
Scherzi a parte, grazie mille per le tue parole, mi fanno sempre un piacere immenso!
Zenobia_vampire: s, vero, Chelsea e Afton sono tenerissimi! Lui magari un pomacabro ma cosa vuoi farci, nessuno perfetto! E poi bello cos, vero? E certo che Felix guarda il calcio. I Cullen possono rincitrullirsi col baseball, i Volturi che sono in Italia potranno non subire i mondiali? E se poi vanno in finale Spagna e Olanda mi chiamano, proprio. Grazie mille come sempre!
Ariel Riddle Volturi: se le recensioni sono un tormento allora tormentami, sono masochista! Scherzi a parte, le tue recensioni mi hanno davvero fatto un immenso piacere.
Innanzitutto perch ogni volta che i Volturi si guadagnano un nuovo lettore io salto di gioia; si sa talmente poco di molti di loro che li tratto quasi da originali e quindi un commento (anzi, due!) cos bello me lo godo pienamente. Poi perch ti piaciuta la storia di Aro! Perch ti sembrava di avere davanti Aro mentre te la raccontava! Ti rendi conto di che cosa magnifica mi hai detto? Graziegraziegrazie!!!
Ho inserito Intervista col vampiro perch mi piace mettere i miei personaggi nel mondo, mettergli a disposizione libri, film, sport che sarebbe strano ignorassero, dato che vivono in Italia. E quel libro/film mi piaciuto tanto, e soprattutto penso che sarebbe piaciuto anche ad Aro!
Infine: ma davvero anche tu avevi visto la Renata/Eleazar? Davvero? Ma allora non sono pazza! Evviva!
Grazie di nuovo!