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Tatuaggi [Felix]

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Tatuaggi [Felix]

TATUAGGI Felix corse a rotta di collo davanti alla scrivania di Nora, lasegretaria, per poi infilarsi nei sotterranei e ancora pigi, nelle segrete.

Cera Gunnar di guardia davanti alla massiccia porta di ferrodella stanza delle torture; lo scans di lato con unaspallata e apr la porta, precipitandosi dentro. Le urla delprigioniero risuonarono in maniera orribile per i corridoi e Felix siconcesse un sospiro di sollievo, richiudendosi il massiccio portonealle spalle.

Caius, che aveva in mano uno strano strumento composto da denti divampiro assemblati su una superficie di ferro, lo fulmincon lo sguardo; Jane fece lo stesso, aspettando solo lordinedi fulminarlo con lo sguardo in maniera letterale.

Felix alz le mani, scoprendosi completamente; la porta sispalanc e Gunnar irruppe, atterrandolo. Lui lolasci fare, rivolgendosi direttamente a Caius.

-Boss, chiedo perdono, davvero, tutto il perdono che posso chiedere losto chiedendo, ma avevo paura che lo avevate gi ammazzato eio volevo solo il permesso di chiedergli una cosa, il Signor Aro hadetto che se era ancora vivo potevo-

Il prigioniero aveva smesso di urlare e li guardava, allibito eterrorizzato.

Caius tamburell sulla mano il suo strano strumento, lesopracciglia aggrottate.

-Gunnar, puoi tornare al tuo posto.- La sua voce era gelida come ilghiaccio; Gunnar si mise sullattenti e usc,rinchiudendo la porta.

-E ora, Felix. Dimmi perch non ti devo gettare nel fuoco.-

Felix abbass le braccia. Jane lo guardava con un sorrisoangelico e unespressione di smodata lussuria negli occhi.Non aspettava che lordine di usare il suo potere, eraevidente.

-Posso alzarmi, Boss?-

-Puoi, Felix-, ringhi Caius.

Felix si avvicin al prigioniero, che vedendolo arrivare siripar il viso con le braccia, gridando e implorando,giurando che avrebbe detto tutto, fatto tutto, bastava che lasmettessero. Lui si limit a strappargli un braccio per poimostrarlo a Caius, che sembr non capire.

-Sbrigati a spiegarti, Felix. Te ne sto dando la possibilitsolo perch sei tu, ma la mia pazienza ha un limite.-

Felix indic il bicipite del braccio senza corpo, su cui erarozzamente disegnata unaquila in volo.

-Boss vede qui? Questo pezzo di merda ha un tatuaggio!-

Felix si era fatto il primo tatuaggio quando aveva circa quattordicianni, forse meno. Pi o meno pochi giorni dopo aver visto laprima, vera, fottuta tempesta della sua vita, una tempesta che avevadisalberato la nave sulla quale lavorava come mozzo e che avevarischiato di portarselo in fondo al mare facendolo diventare cibo perquelle merde di pesci. E siccome era un moccioso non sapeva far frontead una tempesta vera, una di quelle che si porta via anche marinaiesperti, figuriamoci lui.

Per, quando londa laveva preso,sbattuto contro il parapetto di babordo e sbalzato fuori, e lui si eravisto morto, con lacqua gi dentro i polmoni, lei gli avevasalvato la vita.

Una sirena. Una fottutissima sirena, coda, tette nude e tutto quanto.Col viso pi bello che avesse mai visto, simile a quello dimiss Jacqueline Greyjoy, la figlia del capitano. Lavevapreso e cazzo, laveva rimesso dentro quella dannata nave,quanto vero dio.

Qualcuno degli altri marinai, finita la tempesta, a quel racconto avevariso, ma poco, perch non si sa mai. Il vecchio Zachariahinvece, che era stato tutta la vita in mare e sapeva come vanno lecose, gli aveva detto che era stato fortunato, e gli aveva creduto.

Quindi, appena sceso a terra Felix aveva cercato un tizio che facessetatuaggi e si era fatto tatuare Jacqueline sul bicipite sinistro. Lasua sirena portafortuna.

Dopo Jacqueline, negli anni, cerano stati tanti altritatuaggi, in altri porti, in altre galere e in altre situazioni.Tatuaggi misti a cicatrici, tutta la sua storia scolpita sul corpo.

E poi la sua storia era colata via.

Quando Caius laveva trasformato gli aveva datolimmortalit, cosa che vale molto dipi di qualche stupido disegno, ma tatuaggi e cicatricierano spariti, guariti dal veleno, restituendogli un corpo intonso efottutamente bianco.

Cosa che a Felix era sempre rimasta sul gozzo. Si era rassegnato, cimancherebbe, ci si rassegna facilmente se si immortali,imbattibili e si viene pagati per fare quello che pi si amafare, ma che a Felix mancasse Jacqueline non era un mistero per nessuno.

E Caius non lo diede a vedere, ma quando Felix gli sventolsotto al naso il braccio tatuato di quel vampiro, si diededellidiota per non averlo notato subito.

Ad un interrogatorio dei Volturi non si sfugge, figuriamoci scoprirechi gli avesse fatto il tatuaggio, cosa che al tizio conlaquila sul braccio non fregava nulla tenere segreta.Demetri ci mise pochissimo tempo a rintracciare il tatuatore, unpo per fare un favore a Felix, un poperch in effetti non che il suddetto citenesse particolarmente a nascondersi; a sentire Demetri girellava peril mondo facendosi i beneamati fatti suoi, ma il destino parve favorireFelix e attualmente se ne era tornato alla base, nel suo rifugioveneziano.

Felix ci sarebbe andato anche da solo o con Demetri, ma Caius decise diaccompagnarli. Avr voglia di mettere il naso fuori dallemura di Volterra, pens Felix.

Cos Demetri li condusse nel sestiere di Santa Croce, vicinoad una chiesa. Indic il piano superiore di una vecchiacasa, probabilmente una mansarda. Caius sghignazz.

-State pensando ai bei vecchi tempi, Caius?- sussurrDemetri.

-Taci, stupido, che io sono sposato e ho sempre guardato e basta, adifferenza vostra .-

Demetri sorrise.

Cera da divertirsi qui, quando era il quartieredei bordelli. Ma abbiamo di meglio a casa, noi. Heidi inarrivabile.-

Felix sospir.

Ok, Boss, quand che si finisce diparlare di troie e si comincia a parlare di tatuaggi?-

- Bene, Felix, siamo qui per te, daltronde. Andiamo.-

Caius si cal il cappuccio sul capo e sal nelpalazzo. Gli altri due lo seguirono, silenziosi come ombre.

Bianca non si accorse di nulla, probabilmente perch avevail giradischi con i Rolling Stones a tutto volume, anche se il suoudito avrebbe dovuto sentire lo stesso il movimento sulle scale. Invecesent solo la sua porta che si apriva, mentre tre vampiriincappucciati entravano nel suo salotto come fosse casa loro. Vampiri che indossavano lunghi mantelliscuri; uno dei tre aveva lunghi capelli candidi.

Non che li avesse mai visti, ma ne aveva sentito parlare. Come tutti.

- Merda -, esord, rendendosi conto che non doveva averfatto una gran buona impressione. - Giuro che non ho fatto niente,davvero. Niente.-

Quello con i capelli candidi, lunico con il mantello nero,scoppi a ridere.

- Sai cosa direbbe mio fratello? Che nessuno ha fatto niente , e sedavvero fosse cos sarebbe comunque colpevole di ignavia. Matranquillizzati, non sono mio fratello. D al tuo amico chefa i tatuaggi di venire fuori, devo parlare con lui.-

Bianca apr la bocca per ribattere, ma Demetri intervenne.

-Capo, con permesso il tatuatore lei.-

Il divano doveva essere un residuato bellico, a giudicare dai cigolii.Anche il resto dellappartamento era decisamente pittoresco:il tavolo poggiava su una botte vuota, come nei migliori filmpirateschi. Il comodino era una cassa di birra riverniciata,larmadio uno scaffale da officina. Solo il giradischisembrava nuovo di zecca.

Bianca, apparentemente convinta che nessuno volesse farle del male,aveva fatto cenno ai tre di mettersi a proprio agio e si era seduta, ipiedi appoggiati sul tavolo.

- Un vampiro chiamato Martin s, lhoincontrato ad Istanbul. Mi ha chiesto unaquila in volo elho accontentato. Non so altro di lui, davvero.-

Caius sogghign. Chiss perch non cicredeva mai nessuno, quando diceva voglio soltanto scambiaredue parole con te.

-Non era fatta granch bene, quellaquila. Non saifarli un po meglio i tatuaggi?-

Bianca fulmin Felix con lo sguardo, o meglio, conlunico occhio che le si vedeva. Laltro eracoperto da un ciuffo dei capelli rossicci, che le nascondevano il visoquasi per met. Tir gi i piedi daltavolo, si alz con uno scatto di reni e si diresse versouna porticina in fondo alla mansarda.

-Venite nel mio studio, vi spiego una cosa-, disse.

Il cosiddetto studio era una stanzetta minuscolailluminata da un lucernaio. Cera un lettino, una sedia e untavolino interamente ricoperto di inchiostri e pigmenti, su cui eraappoggiato un grosso quaderno pieno di disegni. Ma la cosapi incredibile erano le pareti, ricoperte dal pavimento alsoffitto di quadretti le cui tele erano in verit lembi dipelle umana di ogni etnia, su cui erano incisi tatuaggi meravigliosi,provenienti da ogni angolo del globo.

Bianca nel frattempo aveva preso in mano una boccetta dihenn, e la faceva saltellare sotto gli occhi di un Felix inevidente stato di beatitudine.

- Vedi questa? Con questa posso essere precisissima, come puoi notare.-

Tutto il braccio destro di Bianca, compresa la mano e la spalla, finsopra il seno, era ricoperto di intricati disegni scuri. A giudicaredai caratteri che si intrecciavano alle volute e alle spirali sembravaun tribale arabo; in effetti Caius not che la ragazza avevaqualcosa di arabo negli zigomi e nella forma del volto. Forse era unamezzosangue, consider.

- Ma questi sono solo scarabocchi, e durano poco -, prosegulei. Purtroppo per tatuare noi vampiri ci sono dueproblemi: i colori e gli aghi.-

Felix annu. La loro pelle guariva ogni ferita quasiistantaneamente, per questo i tatuaggi non rimanevano al loro posto. Seanche si fossero trovati degli aghi adatti a scalfire la loro pelle, ilcolore sarebbe scivolato via e in pochi minuti il tatuaggio sarebbescomparso.

- Ma io, signori, ho risolto questi problemi. O almeno, ho risolto unproblema e mezzo, per ora.-

Demetri e Caius, che stavano guardando stupefatti i lembi di pelle sulmuro, portarono lattenzione su di lei. Che sorrise, fieradella sua pausa ad effetto.

- Primo, i colori. Che cos lunicacosa che lascia cicatrici a noi vampiri? Il nostro veleno. Ecos mi bastato miscelare i vari colori alveleno, in modo che la nostra pelle li trattenga. Ho fatto variesperimenti e posso dire di aver trovato il dosaggio ideale di pigmentoe veleno per ottenere colori perfetti, brillanti e che non vengonoespulsi dal nostro organismo. Problema uno, risolto brillantemente.-

Felix la fissava, pensieroso.

- Cio vuoi dire che mi faresti un tatuaggio conlo sputo?-

- Se vogliamo metterla in questi termini, signor Felix-

- Felix.-

-Felix, diciamo che cos. Comunquelo sputo pu anche mettercelo lei, non necessario che sia il mio.-

Lui ci pens un attimo, poi ghign.

- Vada per lo sputo - decise, facendole locchiolino. Che poi un tatuaggio con lo sputo non sarebbe neanche trale cento cose pi schifose che ho fatto in vita mia!-

Demetri soffoc una risata, Bianca invece rise apertamente.

- Ben detto, niente tatuaggi alle fighette schizzinose!-esclam. Caius la fiss, sogghignando.

- E ora, contessa, passiamo al problema degli aghi -, le disse. Lei nonsi scompose. Sospir.

- Bene, signori, questo il punto dolente. Gli aghi. Cosapu scalfire la nostra pelle? La risposta semplice: un cazzo di niente.-

Si prese unaltra pausa ad effetto.

- Allinizio ho pensato ad aghi di diamante, ma niente dafare: non incidono bene e se sono troppo sottili si spezzano, inoltrenon facile trovarli, insomma, non ne vale la pena. Poi hopensato che ero una cretina, che la cosa che scalfisce la pelle deivampiri c, e ce labbiamo sotto gliocchi tutti i giorni, letteralmente: sono i denti di altri vampiri!-

Felix fischi, ammirato. Lei prese un sacchettino di vellutoe ne estrasse dei canini appuntiti, rigirandoseli tra le dita decoratedi henn. Caius e Demetri allungarono il collo per guardaremeglio.

- Problema: non hanno la forma giusta. Sono troppo piccoli, e anchemettendoli su un supporto sarebbero lo stesso troppo tozzi. Non sonoabbastanza affilati, non sono aghi; ho provato ad affilarli io, marestano lo stesso della forma sbagliata. Per questo il disegno vieneabbastanza approssimativo, Felix. Problema risolto a met,ma un tatuaggio approssimativo meglio di niente.-

Demetri la guard fisso.

- Dici che cos? Approssimativo meglio di niente?-

Lei gli punt in faccia uno sguardo che gliricord parecchio lo sguardo di Jane. Appoggi identi sul tavolino e fece due passi verso di lui, con le mani in tasca,fino a trovarsi a guardarlo dal basso.

- Dico, signor Demetri, che voi potete cercare quanto vi pare untatuatore migliore di me. Non ne troverete, perch ilmigliore sono io, e quindi il mio meglio di niente ilmassimo che si pu ottenere. Naturalmente non obbligonessuno a venire da me: Felix pu pensarci quanto vuole, ese decider, non dubito che riuscirete a rintracciarmi.Tutto qui.-

- Eppure c qualcosaltro chepu scalfire la pelle dei vampiri, ragazza.-

Bianca, Demetri e Felix si voltarono verso Caius. Stava fissandointensamente un lembo di pelle: doveva essere un pezzo del braccio diun uomo bianco, e raffigurava un lupo su una rupe che ululava adunimmensa luna bianca.

- Mai sentito parlare dei Figli della Luna?-

Bianca scoppi a ridere. Per un momento pensavoche avesse avuto unidea risolutiva, Signore!-

Poi si fece seria. Ne ho sentito parlare,s. Ma fuori discussione. Non se ne trovanopraticamente pi, a parte quello che ha trovato me, e siparla comunque di oltre un centinaio di anni fa.-

Caius si accigli. Quello che ha trovato te?-

Lei si pass una mano sulla fronte, tirandosi indietro icapelli. Appena sopra locchio sinistro aveva due profondecicatrici: una le correva dallattaccatura del naso allatempia, laltra da sotto locchioallorecchio, a formare una specie di C attornoallocchio.

- Quello che ha trovato me mentre me ne girovagavo per il Giapponeimparando larte di tatuare carpe koi e dragoni, Signore. Mela sono cavata con poco, tutto sommato, ma la mia prioritnon stata strappargli i denti. stata fuggiremolto velocemente.-

- E quando hai detto che successo, ragazza?-

Lei ci pens un momento.

- A che anni corrisponde lepoca Meiji?-

Caius sorrise, compiaciuto.

- Non credo che tu debba pi preoccuparti di quel lupo,ragazza. I lupi giapponesi sono estinti, sai? Ma se mi confermi che iloro denti potrebbero essere pi adatti al tuo scopo,allora-

Caius frug qualche istante sotto il mantello, poi sisfil dal collo una collana di zanne. Lunghe, affilate,letali. Concesse un ghigno a Bianca che lo fissava con gli occhispalancati.

- Dori, che il modo in cui io chiamo mia moglie, dice chenon una cosa molto fine girare con questa, e naturalmenteha ragione, per a me piace. Vieni, ragazza, guarda: pensiche questi potrebbero andare bene?-

Bianca prese in mano la collana quasi con reverenza. Sgrani denti tra le dita, ne saggi la lunghezza, cipass il pollice per sentirne il filo. Si tagli.Sorrise.

- Penso che questi potrebbero andare bene, s. No, penso chesarebbero perfetti. Potrei Signore, potrei comprarnequalcuno? Ditemi un prezzo.-

Caius sorrise. Poi guard con aria complice Felix e Demetri,come se si aspettasse la richiesta della ragazza. Felix, che vedeva isuoi tatuaggi farsi sempre pi vicini, si era stampigliatoin volto un sorriso che lo faceva sembrare uno squalo che ha fiutatolodore del sangue.

- Quella potrei lasciartela per intero, ragazza. Io ne ho altre e nonmi servono a molto, a parte ricordarmi combattimenti e vittorie e faresbuffare Dori; tu almeno la useresti per qualcosa.-

Bianca lo guard incredula. Felix e Demetri anche, ma menosfacciatamente.

- Naturalmente, ci sono delle condizioni. Condizioni, piche un pagamento vero e proprio che non potresti saldarmi,perch questa collana mi costata il rischiodella vita e quello senza prezzo.-

- Ah, mi sembrava Bene, Signore, dettate le vostrecondizioni.-

Bianca era risoluta. Si vedeva che voleva quella collana, se larigirava intorno ai polsi come se fosse gi sua.

- Ottimo, ragazza, vedo con piacere che collabori. Allora. Condizionesemplice: tatuerai Felix ogni volta che vorr, lui ed ognimembro della guardia dei Volturi che decider di farsiscarabocchiare qualcosa da te. Pensi di poterlo fare?-

- Questo lo far con piacere, Signore; la miaarte, ogni occasione per praticarla mi sta pi che bene.Quando arriva la merda?-

- Sarai unalleata dei Volturi, contessa. Questo significache se durante i tuoi viaggi saprai qualcosa che ritieni possainteressarci troverai il modo di riferirlo, che se avremo bisogno dite sarai disponibile, e che verrai presto a Volterra per presentarti aimiei fratelli. Magari con addosso qualcosa di pi adeguato , non che ame interessi, ma Aro lo preferirebbe. Naturalmente per questi serviziavrai ricompense e agevolazioni, come tutti i nostri alleati. Cosarispondi?-

Bianca si guard i vestiti. Sembrava non capire esattamentecosa non andasse nella sua canottiera da muratore e nei jeans,macchiati in pi punti di inchiostro da tatuatore. Poiguard le zanne di lupo.

- Si pu fare, Signore-, rispose.

- Sei una ragazza ragionevole. E infine, unultimasciocchezza: vorrei uno di quei quadri. Penso che mio fratello logradirebbe tantissimo, sai, da quando lo conosco che ha lamania di collezionare roba. Gli piacerebbe questo, posso prenderlo?-

Caius aveva staccato dal muro un lembo di pelle chiara, quasisicuramente la pelle di una giovane donna; vi era raffiguratalimmagine di un demone dal volto delicato, con ali di piumescure e lunghi capelli neri.

Sembr quella condizione pesasse a Bianca moltopi delle altre due. Felix avrebbe giurato che Caiuslavesse capito: aveva lo sguardo sadico del torturatore,sotto la facciata cortese. Demetri sfoggiava lespressioneimpassibile che si metteva in faccia quando capiva che non sarebbestato il caso di scoppiare a ridere.

Lei fiss il quadretto tra le mani di Caius.Fiss i denti di lupo tra le sua mani. Felix siprepar a scattare, perch aveva la nettasensazione che lei avrebbe fatto qualcosa tipo usare i denti di lupocontro Caius; ma poi listante pass, e latensione si sciolse.

- Prendetelo pure, Signore. Spero che vostro fratello lo apprezzi.-,ringhi.

- Lo apprezzer, e quando verrai a presentarti a luicapir esattamente cosa significa per te, e loapprezzer ancora di pi.-

Schiocc le dita.

- Bene, ti lasciamo lavorare. Torniamo domani sera, se pensi di esserepronta.-

- Sar pronta.-

- Ottimo.-

I tre uscirono. Dalla mansarda risuonava a tutto volume il disco deiRolling Stones.

- Una sirena. Qui.-

- Una sirena come?-

- Una fottutissima sirena.-

Felix aveva provato a disegnargliela su un foglio. Gli era venutaabbastanza bene; merito delle capacit da vampiro,perch non aveva mai saputo disegnare.

Lei laveva guardata, il sopracciglio alzato.

- Cos e basta? Posso fartela pi colorata,pi-

- Cos ebasta , bella topa. Questa Jacqueline. Capito?-

- Capito. Vada per Jacqueline.-

Linchiostro era pronto, lago aveva un aspettodecisamente incisivo, ecco. Bianca lavevagi provato su se stessa: il primo tatuaggio era stato suo,sul polso destro. Un carattere giapponese, come il lupo che le avevalasciato la cicatrice.

E grazie a un lupo poteva esercitare la sua arte. Il suo pigrande desiderio era stato esaudito.

Dopo Jacqueline, Bianca aveva avuto la possibilit di usaretantissimi colori.

Erano seguiti un veliero, squali, draghi, demoni e un sacco di altrecose. Erano seguiti altri membri della guardia dei Volturi, e poi lavoce si era sparsa e lei si era ritrovata a girare per il mondo con isuoi inchiostri e i suoi denti di lupo.

Mezzo secolo dopo ascoltava ancora musica a tutto volume, solo che erapassata al metal, collezionava ancora tatuaggi meravigliosi, epraticava la sua arte con inarrivabile maestria.

Bianca era convinta che avere accettato le tre condizioni di Caiusfosse stata la cosa migliore che aveva fatto nella sua esistenza; orapoteva esibire tatuaggi veri, che non perdeva occasione di mostrare,vestendosi perennemente in canotta e pantaloncini corti.Lultimo tatuaggio di Felix risaliva ad appena qualche meseprima: una pin-up dai capelli neri e dagli occhi grandi, simile a unadonna che Bianca aveva intravisto nel corpo di guardia e che lui ognitanto si fermava a fissare, quando pensava di non essere visto.

Ora, circondata da tutto quel verde, Bianca si chiese distrattamentequale fosse quello che leggeva i pensieri; il biondo, o il tizio con icapelli rossi e laspetto da ragazzino appena sverginato.Fiss la gente dallaltra parte della radura: lesarebbe piaciuto avere tra le mani luomo pieno di cicatrici,o ricoprire di rose la schiena della bellissima donna bionda, per nonparlare della carnagione ancora scura di quella coppia di ragazzi sulfondo.

Sempre se i Signori non avessero deciso di attaccare, naturalmente.

Note ,che risulteranno pi lunghe della storia. Nella sua nuovagiuda (dalla lettura della quale devo ancora riprendermi), la Meyer hadetto che i vampiri non possono avere tatuaggi, che nel momento dellatrasformazione vengono "guariti". Ora, dopo quello che ho combinato alpovero Felix, dovevo assolutamente restituirgli almeno i tatuaggi senon volevo morire di morte violenta, e cos nata questa storia.

Ah, per la cronaca: il lupi giapponesi sono estinti per davvero, eindovinate in che periodo si sono estinti? Chi ha detto "epoca Meiji"ha fatto un bingo!

Devo ringraziare tutti quelli che leggono, commentano, aggiungono lastoria qui e l, passano e si fanno due risate.

Ma stavolta ho qualche ringraziamento pi specifico da fare,e quindi diamo il via alle danze!

OttoNoveTre ,perch Bianca tutta sua. Creata su commissione,per lei. Le prime righe della descrizione dell'appartamento di Biancasono scritte da lei, nella storia "Malo Eres". La mansarda di Bianca sitrova nell'ex quartiere dei bordeli, da l le batture deitre. Spero che la tua tatuatrice ti piaccia, Chiara!

vannagio ,alla quale appartiene la segretaria Nora (quella prima di Gianna, checompare nella sua storia "Cambio di personale") e che, mentre ioraccontavo di voler far riavere i tatuaggi a Felix ma nonsapevose usare aghi di diamante o denti di vampiro, lei se nesalta su tutta placida con un bel "e perch non denti dilupo mannaro?", dandomi la soluzione pi maraglia possibile.

Solitaire per Gunnar (qui fa solo una comparsata, ma ha un background,perch a noi i personaggi belli-e-basta non ci piacciono) eper tutto il resto, nel cui resto compreso anche Vexen.

A tutti, grazie di essere passati da Volterra!