I.001 - HABARCAT - La Visita
I.001 - HABARCAT - La Visita
NOTEINTRODUTTIVE
GENERE
Introspettivo,Romantico, Avventura, Drammatico, Guerra.
RATING
Generalmente Giallo eVerde, a volte Arancione per le scenepidrammatiche.
PERSONAGGI
I Black, iMalfoy e i Lestrange; gliSherton e la Confraternita del Nord (i miei personaggi originali); LordVoldemort e i suoiMangiamorte; Dumbledore e gli studenti di Hogwarts; ilMinistero della Magia e il Primo Ordine della Fenice.
DESCRIZIONE
Ambientata nei primianni 70, SLYTHERIN'S BLOOD parla della primaascesadi Lord Voldemort. Gli eventi sono narrati in prima persona da varipersonaggi, tra i quali Sirius, Regulus e Orion Black,Rodolphus e Rabastan Lestrange, Severus Snape, James Potter eRemus Lupin,Albus Dumbledore e i componenti della famiglia Sherton.
NOTE
1. Nel 2013ho cambiato il mio nickname EFP da Meissa_s a Terre_del_Nord. 2.Ringrazio tutticoloro che leggeranno, commenteranno e/o metterannotra i preferiti questa fic e naturalmente coloro che l'hannogi fatto...
3.Potete trovareinfo relative a That Love sulla mia pagina autore inEFP e su FB dove esistono unapagina e ungruppo dedicati alle mie storie.
DISCLAIMER 1. Quasi tutti ipersonaggi di questa storia appartengono a J.K.Rowling. LaConfraternita, le leggende delle Terre del Nord, la famiglia Sherton ele loro vicende sono frutto della miafantasia.
2. Storia scritta perdivertimento, non a fini di lucro.
ThatLove is All There is Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Habarcat - I.001 - La Visita

SiriusBlack 12, Grimmauld Place, Londra - ven. 18 settembre1970
Non osare maipi parlare senza permesso! Non provare nemmeno a pensaresenza permesso! O giuro che ti strapper via il cuoreinsieme alla lingua! Non mi sono mai vergognata cos tantoin vita mia! Non riesco a credere che tu sia mio figlio, il mioSangue!
Stavo riflettendo su quelle parole, simili a tante altre che negliultimi mesi mi avevano gi riversato addosso mio padre e miamadre, a turno, con lievi sfumature che, secondo i giorni, variavanodal desolato, allarrabbiato, al minaccioso, quando ilcerchio pallido del sole comparve da dietro il palazzo di fronte, pochiistanti prima di perdersi nelle brume ormai autunnali. Chiusi gli occhie tirai un sospiro fondo: era finito un altro insulso giorno della miavita e, finalmente, la nebbia si sarebbe ripresa Londra per la notte.Avrei voluto che si prendesse anche me.
Non torni agiocare?
La voce di mio fratello mi strapp dal momento diautocommiserazione: la preoccupazione rendeva cupi i suoi occhi grigimentre mi scrutavano, identici ai miei. Quello appena trascorso erastato un tremendo pomeriggio di settembre: Regulus ed io eravamo incamera nostra, allultimo piano della nostra abitazione, agiocare a "Scacchi Magici" sdraiati sul tappeto persiano in fondo ainostri letti, in attesa di avere il permesso di scendere di sottoalmeno per la cena. Come al solito, io avevo perso tutte le partite,anche quelle che Reg, per scuotermi, aveva cercato invano di farmivincere: quel gioco mi entusiasmava poco, ma era lunica cosache potessimo fare quando eravamo entrambi relegati nella nostrastanza, in punizione. In realt, quel pomeriggio, avevo solosconvolto, senza volerlo, zia Druella, quando avevo chiesto notizie diMeda, che non avevo visto per tutta lestate e di cui, ormaida mesi, non sentivo quasi pi parlare. Mia madre ci avevaspedito subito in camera nostra e, una volta partita la zia, era salitaper il castigo: una settimana confinato nella "camera di punizione" nelsottotetto. Reg, innocente, mi avrebbe fatto compagnia per il resto diquel pomeriggio, perch fosse chiaro, senzapossibilit di equivoci, quello che ci si aspettava da noi,i figli di Walburga e Orion Black, ultimi rampolli ed eredi di unadelle pi nobili e antiche casate, il cui stemma, impressoovunque in casa nostra, recitava TOUJOURS PUR:cieca obbedienza ai precetti della famiglia, anche quelli impliciti,anche quelli appena sussurrati. Secondo me, serviva anche adinfervorare il clima di rivalit tra noi fratelli:Dividi et impera.
Preda della noia, in quei tanti pomeriggi, perch ormai cenerano stati parecchi di pomeriggi simili nella mia vita,avevo memorizzato tutti i disegni ricamati sul tessuto del tappeto, etutti quelli che ornavano le coperte, avevo fatto a Reg tutti idispetti che conoscevo, per lo meno quelli che non lasciassero segnicompromettenti troppo evidenti, ma quel giorno non mi andava nemmeno diminacciarlo, gli avevo solo intimato di starsene zitto e, in breve, nonmi era rimasto altro da fare che andare alla finestra per vedere se lanebbia fosse gi tornata a fagocitare il mondo. Ormaiosservavo il buio avanzare su volumi e superfici come una macchiadinchiostro svogliata, ammantando di uno strano coloregrigio topo, che subito virava allantracite, tutto quelloche conoscevo. E, immediatamente dopo, quel colore carico si disperdevanellindefinito dei vapori che dal fiume salivano a ghermirela citt, soffocandola nel suo abbraccio ovattato.
Il nostro palazzo si ergeva su una piazzetta lastricata, con uncespuglioso e incolto rettangolo di verde al centro, chiuso da unacancellata, circondata da case su tre lati, il quarto aperto sulla viaprincipale da cui era separata agli angoli estremi da quattro lampioniaccoppiati e, in mezzo, da quattro panchine e una fila di cinque alberispennacchiati. Una piazza brutta e anonima, almeno per me:lodiavo con tutto me stesso, soprattutto nei giorni umidi efreddi, quando nelle ore centrali, il sole lattiginoso a stentofiltrava a lambirci lanima, attraverso la nebbia spessa,dando a Grimmauld Place unaura di malsana Magia. La nostraera una casa indistinguibile e non individuabiledallesterno, dotata da mio padre dei migliori Incanti Oscuridestinati a proteggerla, cos che risultasse impercettibilee imperscrutabile a chiunque ci vivesse vicino, ma assolutamentemagnifica agli occhi di chi, Mago o Strega, sapesse come fare pervederla. Per me, per, non era una casa; per quanto fossericca, comoda e sontuosa, ai miei occhi era soltanto una prigionesoffocante.
Stavo per tornare ai miei Scacchi, depresso ed anche pisvogliato di prima, oltre che notevolmente affamato, quando la miaattenzione fu attratta dal rapido spegnersi dei lampioni che avevovisto accendersi negli ultimi minuti. Aguzzai lo sguardo e notai uncontorno fluido: apparve dal nulla, dalla nebbia che ormai aveva vintosulla luce e serrava di nuovo strade e palazzi come una morsa mortale,riprendendo corporeit gradualmente, mentre attraversava lafila dalberi e la piazza, ed ora si muoveva con le fattezzedi un uomo, diretto verso casa nostra: era intabarrato in un mantelloscuro, con un cappuccio che gli nascondeva il volto; sembrava un sognoo il parto della mia fantasia sollecitata, gi a quei tempi,da troppe letture gotiche. Quando sentii colpire il battente delportone secondo il codice stabilito e Kreacher spegnere i lumi a gas ecorrere con le sue gambette ossute allingresso, corsi a miavolta verso la porta della nostra stanza, rianimato da improvvisacuriosit, laprii piano, cercando di limitarequalsiasi rumore e imponendo il silenzio a Reg, che aveva ricominciatoad assediarmi con le sue lamentose domande.
Cosa fai Sir? Ci punirannoancora di pi se usciamo. Salteremo anche la cena!
Zitto e seguimi!
Apparve il broncio sul suo bel faccino e, come immaginavo,cerc di ribellarsi, ma quando vide che non mi lasciavoconvincere a essere ragionevole, la curiosit vinse sullapaura, mi segu nel buio della scalinata, ci affacciammo sulpianerottolo e scivolammo come spettri fino al secondo piano;l ci appiattimmo a terra, con gli occhi a scrutare dil della ringhiera in ferro battuto, in tempo per vedereKreacher chiudere la porta, riaccendere i lumi a gas e far stradaalluomo. Lo sconosciuto si sfil il cappucciomostrando una testa corvina, con i capelli lunghi un poltre le spalle, legati in una coda fermata da un nastro di seta nera,aveva il viso dallincarnato leggermente abbronzato, daitratti decisi ma regolari, con il naso diritto e nobile, gli occhiazzurri dal taglio felino, su cui balenavano inquieti riflessi colordellacciaio, una barba corta e ricamata e dei corposi bafficurati: era Alshain Sherton, il miglior amico di nostro padre. Reg edio ci guardammo, sui nostri visi cerano dei sorrisi radiosi:delle tante persone che ci facevano visita, quella eralunica che garantisse a noi ragazzi una serataallinsegna di racconti epici, fatti di leggende e avventura,niente sermoni formali, niente lezioni di etichetta, nientebarbosissime ciance.Quando si tolse il mantello,mostr il corpo asciutto e atletico che ben ricordavo: avevauna toga da mago verde scuro, attillata, lunga fino a metgambe, a coprirgli solo in parte i pantaloni di alta sartoria, colcolletto dal taglio orientale ricamato con inserti argentati, da cuiocchieggiava una camicia di seta color perla, portava stivali e guantidi finissima pelle di Drago, neri; era, come suo solito, diuneleganza sobria e austera, senza eccessi, a testimoniarela sua nobilt di stirpe. Dallangolo strettodella mia visuale non si poteva capirne la statura, ma sapevogi che era molto alto: quando si tolse i guanti, fuiattratto dallanello dargento a forma di due serpiintrecciate, con uno smeraldo tra le bocche avvinte,allanulare della mano destra, e dal bastone da passeggio lacui sommit dargento era anchessa aforma di testa di serpente, con due smeraldi come occhi.Allimprovviso alz il viso versolalto, forse per guardarsi attorno o, piprobabilmente, perch si sentiva osservato; i nostri sguardisincrociarono per un attimo ed io provai listintodi ritirarmi timidamente, temendo pi che altrounaltra raffica di punizioni da parte di nostra madre, se sifosse accorta della nostra presenza, ma lo sguardo delluomomi blocc, sul suo viso era apparso il sorriso noto e,fulmineo, strizz locchio sinistro al nostroindirizzo.
Alshain!
Prima la voce poi le fattezze di nostra madre irruppero nel mio campovisivo, interrompendo il silenzioso colloquio di sguardi elospite, dopo un galante inchino con baciamano, scomparvedietro alla padrona di casa, in una stanza del piano terra, facendoattenzione a non tradirci. Reg ed io risalimmo senza far rumore e cichiudemmo in camera, entrambi eccitati per quellapparizione:era diverso tempo, troppo per i miei gusti, che Sherton non veniva atrovarci, ed entrambi, annoiati dalla monotonia della nostra vita,avevamo gi iniziato a nutrire molte aspettative da quellavisita.
La prima volta che lo vidi, cinque anni prima, avevo fantasticato chefosse un ricco mercante straniero cui nostro padre aveva commissionatochiss quali esotiche rarit, pagandolo -sapevoche ne sarebbe stato capace- cedendogli uno di noi due come schiavo, senon fossimo stati allaltezza del nostro nome: in cuor mio,gi allora, avevo sperato di essere io il prescelto, pur difuggire da casa nostra. Allora pensavo che non potesse essere altro cheun uomo daffari: di certo non era un parente stretto,perch li conoscevamo tutti, tantomeno poteva essere unamico, perch i miei genitori non ne avevano nessuno.Rendermi conto della realt mi aveva letteralmentespiazzato. Stavamo immaginando quali novit si celasserointorno alla ricomparsa di quelluomo avventuroso, che spessosi era fermato dopo cena solo per noi, per raccontarci fantastichestorie di Draghi, Eroi, Battaglie e Cavalieri, seduti in cerchiodavanti al caminetto, quando Kreacher, il nostro Elfo domestico,viscido e odioso come sempre, entr ammonendoci di rendercipresentabili e di sbrigarci a scendere nel salotto, poichavevamo appena ricevuto una visita importante. Fu una delle rare volteche eseguimmo un ordine di nostra madre di buon grado, quasi facendo agara, tra noi, per arrivare di sotto per primo, ma alla fine, perevitare di rovinare tutto con una rissa e con unaltragiornata di punizione, ci accordammo per scendere insieme. Pur sapendogi che Sherton non badava troppo alle formalit,per ordine di nostra madre ci vestimmo come due damerini, pettinammo icapelli per bene allindietro, camminammo tenendo un passocerimoniale, mentre scendevamo la cupa scalinata di casa nostraabbellita da decine di quadri e ritratti difamiglia, da trofei di dubbio gusto, da arazziarabescati e dal solito senso di claustrofobico soffocamento. Regavanti di un gradino ed io subito dietro.
Il salotto in cui ci introdusse Kreacher era quello usato peraccogliere e meravigliare gli estranei con la variet e laricchezza degli arredi, e la nobilt delle nostre origini,avendo le pareti tutte ricoperte da arazzi in cui era stato tessuto ilnostro albero genealogico: di solito era usato anche nelle visiteufficiali del "parentame" e, soprattutto, era l che eravamoconvocati, mio fratello ed io, quando i nostri genitori dovevanoriprenderci e punirci, chiamando a testimonianza della nostrainadeguatezza tutto il peso del nostro Sangue, della nostra Casata,della nostra Stirpe. Quando entrammo, restai di stucco, misembr di immergermi nel quadro babbano, ereditdel trisavolo Phineas Black, che mia madre teneva nascosto in soffitta,maledicendo lavo diseredato per gli Incanti che impedivanoalla nostra famiglia di disfarsi di quellorrore: ciaccolsero la stessa fissit statuaria dei personaggi e lastessa innaturale atmosfera di cupo silenzio, come se in quei breviistanti, prima del nostro ingresso, fosse accaduto qualcosa dispiacevole. Di solito la visita di Sherton era uno dei rari momenti incui casa nostra si animava di un po di sincera allegria, maquel giorno la Magia non gli era riuscita, perci avanzainella stanza, preoccupato. Cera il caminetto acceso, a causadellumidit della sera e della vetustdella casa, e quattro bracieri ardevano ai lati della portadingresso, sulla tavola era stata sistemata una tovagliaricamata riccamente, ed era stato servito t con deidolcetti e frutta secca e fresca in attesa della cena.
Mio padre, rientrato da poco da Nocturn Alley, indossavaunelegante toga nera sopra alla camicia antracite dai ricamiargentati e ai pantaloni di alta sartoria, i suoi preziosi stivali dipelle di Drago e i capelli leggermente brizzolati riavviatiallindietro, a lasciar libero il viso dai nobili tratti, edora stava seduto nellangolo pi lontano dellastanza, rispetto a chi entrava, sorseggiando il suo t, conil Daily Prophet, i cui titoli richiamavanolultima prodezza di un Mago Oscuro e dei suoi seguaci,abbandonata sul tavolino pi vicino, a dimostrazione di comela visita dellamico avesse colto di sorpresa anche lui. Miamadre, bellissima e maligna, indossava un vestito borgogna, pieno dipizzi e ricami, lungo ed attillato, a fasciarne il corpo ancoraperfetto a quarantaquattro anni, una miriade dei suoi amati gioielli,alcuni risalenti a sette secoli prima, e teneva i capelli raccolti inun rigido chignon. La trovai appollaiata su una poltrona vicino alcaminetto, come un predatore che incombe sulla preda: sembrava che lavisita di Sherton li avesse sorpresi mentre si preparavano aprocessarmi per lodierna malefatta.Il nostroospite, infine, era vicino a lei, in piedi davanti alla finestra, conuna tazza in mano, e, assorto, guardava Londra dissolversi nellanebbia; si volt verso di noi, ci sorrise avvicinandosi e ciabbracci, scompigliandoci i capelli, sotto gli occhiimbronciati di nostra madre.
Come siete cresciuti! cos bello rivedervi!
Era straordinariamente alto, la bocca dalle labbra piene e bendisegnate esaltate da un leggero pizzetto, portava un elaboratotatuaggio sul collo, sotto lorecchio sinistro, a forma diserpe intrecciata ad una Runa, lo scorgevo tra la seta della camicia, edisegni simili erano tatuati alla base di tutte le dita, come ricordaiquando ci strinse la mano, con la consueta presa energica e calorosa.Alshain Sherton era il miglior amico, anzi lunico vero amicodi nostro padre: bench lontanamente imparentati, si eranoconosciuti solo a scuola e, tra loro, pap era quellopi grande det. Fino a pochi anniprima aveva vissuto a Londra in un palazzo nobile, ma babbano, pocolontano da casa nostra, a Essex Street, poi nel 1962, alla morte di suopadre, insieme alla sua famiglia aveva lasciato lInghilterraper trasferirsi a Herrengton Hill, la tenuta degli Sherton, nelleHighlands scozzesi. Ogni tanto lui e sua moglie erano tornati a Londra,per feste, inviti e ricorrenze, e per alcuni anni avevano tenutoricevimenti nella loro dimora di Amesbury, nello Wiltshire. Non avevomai visto la signora Sherton, di cui si diceva che fosse lapi bella strega dIrlanda. Una sera, dopo cheAlshain ci aveva raccontato la storia di una bellissima dama, glichiesi se assomigliasse a sua moglie, e lui, con sguardo sognante, mirispose che la bellezza di Deidra Sherton andava al di l diquanto la mente umana potesse immaginare. Ci aveva parlato anche deisuoi figli, due ragazzi pi grandi e una bambina dellanostra et, che non avevamo ancora mai avutoloccasione di conoscere. Negli ultimi due anni, poi, nonlavevamo pi visto, fino a quella sera: Shertonaveva continuato ad invitare nostro padre a seguirlo nei suoi viaggi,ed erano partiti spesso insieme, ma gli unici contatti con il restodella nostra famiglia erano state lettere e regali, che non mancavanomai per feste e compleanni, o quando entrava in possesso di qualcosache a suo avviso dovevamo avere.
"Il signor Sherton venutoper invitarvi a passare alcune settimane in Scozia la prossima estate,"la voce di nostra madre ci invest acuta con una pesantenota sarcastica "e visto che vostro padre ed io stiamo crescendo duerammolliti indegni del nome della nostra Famiglia, abbiamo deciso diaccettare linvito, sperando che vi faccia bene. Mi auguroper voi che sappiate approfittare dellopportunitche gentilmente vi stata offerta, o potete star certi cheve la faremo pagare, in un modo che non dimenticherete maipi!
Guardai Reg attonito: se da un lato si apriva dinanzi a noi laprospettiva di unavventura straordinaria, con un uomo cheavrei cambiato con mio padre in qualsiasi momento, dallaltrocera la possibilit che tutto si trasformassenella peggiore tortura ideata dai nostri genitori. Nostra madreevidentemente non era affatto contenta dellinvito, e se cifossimo dimostrati entusiasti avrebbe trovato il modo di farci sparireil sorriso dalla faccia per mesi, prima e dopo la vacanza in Scozia.
Si divertiranno, due ragazzidella loro et sono sprecati in citt, normale che qui si annoino. A Herrengton, invece, vivrannocon i miei figli, si troveranno bene e lestatepasser anche troppo in fretta."
Sherton torn a guardarci: aveva una strana luce negliocchi, come se fosse in grado di leggerci dentro, sentire le nostrepaure e trovare subito il modo di tranquillizzarci. Sapeva incantarecon le parole e con gli sguardi, aveva una voce calda, sensuale,parlava con calma, tenendo un tono molto pi basso di quellodei miei, solo anni dopo ne avrei capito il motivo.
Limportante che tornino Uomini, la voce di nostro padrealla fine usc, squittendo, dalla penombra Uominidegni del mio Nome: a settembre Sirius andr ad Hogwarts,lanno dopo toccher a Regulus. Non posso certofarmi rovinare la reputazione da queste due femminucce!
Nostro padre aveva compiuto da poco quarantun anni, era arcigno emaligno come mia madre, sembrava quasi che si alimentassero i latipeggiori del carattere a vicenda. Era stato un belluomo,cos alto, con i capelli mossi e bruni, e quei profondiocchi grigi che io e mio fratello avevamo ereditato, insieme alportamento elegante e la bellezza dei lineamenti, ma la sua avvenenzaera presto sfiorita sotto lattacco dei piaceri della tavolae dei suoi unici interessi: il potere e il denaro. Aveva una verapropensione alla meschinit, non sorrideva mai, non traevamai piacere da nulla ed era spesso manovrato da nostra madre e aizzatoda lei contro tutto e tutti. Assumeva una qualche scintilla diumanit e di vita solo in presenza di Sherton. Quando sialz per raggiungere lamico alla finestra, i suoidifetti si centuplicarono, per limpietosit delconfronto: nostro padre sembrava molto pi vecchio diAlshain, bench avesse appena due anni in pi.
Presto lattenzione nei nostri confronti scem:nostra madre ci lasci per dare disposizioni per la cena,pi per non averci davanti agli occhi e poter sfogare suidomestici la frustrazione di essere stata scavalcata dai due uomininelle decisioni relative allestate, che non per il realedesiderio di avere il nostro ospite ancora a lungo. Sherton, tralaltro, aveva gi detto che non si sarebbetrattenuto, quindi era inutile che recitasse la partedelloperosa padrona di casa. Liberi dalla presenza di nostramadre, i due amici iniziarono a parlare con tono sereno e disteso dellavita a Londra e di affari: quel giorno Alshain aveva partecipato ad unaseduta del Wizengamot, al termine della quale avevano assolto, perassenza di prove, un Mago di Manchester, accusato di aver partecipatoad una "Caccia al Babbano". Nostro padre mostr di non volerparlare di certi argomenti con noi tra i piedi, cos ladiscussione scivol rapidamente sul personale. Sherton avevaintrapreso i lavori di sistemazione della sua vecchia casa di EssexStreet, riteneva che, visti i tempi, fosse ormai necessaria una suapresenza pi attiva a Londra, nel frattempo sarebberitornato nello Wiltshire con i suoi familiari, almeno perlinverno, visto che presto sarebbe nato loro un altrobambino.
Essex Street troppo visibile e babbana! E questo che stai pensando, dicobene Orion?
Sherton rise, prendendo in giro nostro padre, scimmiottandone leconsiderazioni tradizionaliste riguardo alle sue scelte spessoanticonvenzionali: si trovavano a volte in disaccordo su alcuniargomenti, ma tra loro lamicizia e il rispetto eranoautentici e incondizionati.
Sfotti, sfotti pure, se nonti avessi visto prendere le Rune con i miei occhi, non riuscirei acredere che sei davvero uno Sherton, razza dun arrogantebastardo scozzese! Spero che tu prenda almeno delle contromisure! Nonche mi preoccupi per te, sia chiaro, se anche ti capitasse qualcosa nonsarebbe una gran perdita, evidente, per sonoin pensiero per i ragazzi e per Dei!
Mio padre sorrise sprezzante allocchiata benevola, eppureironica, del suo amico, che ora era diventato un ghigno, sottolineatoda un buffo sopracciglio alzato.
E smettila con quellesmorfie, sai quanto ti detesto quando imiti tuocugino!
Alshain proruppe in unalta risata, cristallina e spontanea,pap, burbero come non mai, gli vers vero whiskybabbano, che teneva nascosto in casa solo per le visitedellamico, e Sherton parve apprezzare sorridendo, complice,finendola con limitazione di Abraxas Malfoy e levando ilbicchiere a un muto brindisi. Mio padre lo guardintensamente, poi la sua espressione truce si distese e gli occhipresero un calore che assumevano molto raramente.
Allora questobambino Ormai ci siamo quasi
Gi, mancano pochesettimane e... non era programmato, se questo che ti staichiedendo.
S, sono passatidieci anni, se volevate verificare le Profezie, ci avreste provatoprima, credo.
Non tengo conto delleProfezie, lo sai, non ho mai voluto pensare a certecose
Ora per, volenteo nolente, ci starai pensando, ammettilo: se fosse femmina, lo saimeglio di me
Pap si interruppe e sorrise, levando il bicchierebrind ad alta voce a Deidra Sherton e al bambino, Alshainlo segu, ma il suo sguardo celava una certa tensione.
Per qualsiasi cosa, fai contosu di me, Alshain, tienilo sempre a mente.
Ti ringrazio, Orion, neapprofitter senza dubbio."
Mio padre cerc nuovamente di trattenere il suo amico, loinvit a mangiare con noi e a passare da noi la notte, ormaiera anche abbastanza tardi, scherzando sul fatto che casa nostra erapi ospitale di Malfoy Manor, ma Sherton, con un sospiro dirassegnazione che sembrava dire "come darti torto", fece capire che nonpoteva cedere; si abbracciarono e si baciarono le guance, poi sirivolse a noi, accarezzandoci con lo sguardo.
"Ora devo proprio lasciarvi, mi spiace, Abraxas ha chiesto di me, oggi,durante la riunione
Tienimi aggiornato sul bambino, mi raccomando. E vedi di nonsparire di nuovo, per favore!
Nostro padre gli fece locchietto e Alshain sorrise,cancellando lespressione tirata che gli era ricomparsa inviso parlando di Malfoy. Osservandoli pensai che il tempo passatoinsieme a Hogwarts doveva essere stato meraviglioso per quei due,pap sembrava un altro quando era col suo amico, eracos diverso dal solito che avrei anche potuto amarlo; eraevidente che linfluenza nefasta di nostra madre non siestendeva fino al profondo del suo animo, ma nascosta in qualche piegadel suo essere, cera ancora quella parte di lui che avevameritato lamicizia di un uomo ai miei occhi tantostraordinario. Infine nostro padre diede un paio di colpi col bastone aterra e Kreacher accorse, pronto a servire. Alshain si riavvolse nelmantello, ci diede la mano con un sorriso che era una tacita promessadi libert, fece un asciutto inchino a nostra madre, che,riemersa nella sala dell'Arazzo, sembrava ancora piuttosto astiosa eimpaziente che se ne andasse, e si ricopr il capo colcappuccio.
A presto.
Sei sicuro di non voler usarela Metropolvere?
Fece appena un cenno di diniego con la testa.
La detesto lo sai, poistasera c il clima adatto per una bellapasseggiata nei boschi!
Come se non ci stessimai!
Rise osservando lespressione attonita e orripilata di nostropadre: era evidente che, se non ci fosse stata nostra madre e avessepotuto parlare liberamente, pap gli avrebbe datoapertamente del pazzo. Lo accompagnammo alla porta e spegnemmo le luci,lui si fece avvolgere dalla nebbia che ormai spadroneggiava nellapiazza, riuscimmo a seguirlo con lo sguardo solo finoallultimo gradino, quando ormai, complice la notte, avevadissolto completamente la sua figura in quel profilo liquido etrasparente che era una delle abilit che pi miaffascinavano in lui. I lampioni erano ancora tutti spenti, poi dicolpo si riaccesero in rapida sequenza, ma la sua figura si era ormaipersa, forse confusa nel buio lattiginoso della notte o inghiottita neltronco di qualche albero. Una volta richiusa la porta, mentre mia madresi avviava con Regulus di sotto, in sala da pranzo, mio padre mi preseda parte: non mi url contro, n prova picchiarmi, non comment nemmeno in modo sarcastico le miemalefatte, si limit a dire semplicemente che mi avrebbefrustato le chiappe a sangue, se avessi di nuovo molestato i nostriospiti con le mie insolenze.
Io non ho molestato nessuno!Ho fatto quello che mi hai insegnato tu, ho soltanto cercato di esseregentile chiedendo alla zia delle mie cugine! Non ho fatto niente dimale!
Lo schiaffo arriv rapido e potente, tanto che nemmeno finiila frase. Lo guardai stupefatto.
Te lo giuro, Sirius, te loficcher in quella testa vuota dovessi scuoiarti vivo! Tuimparerai a comportarti da Black, fosse lultima cosa chefaccio! Sei mio figlio, per Salazar, hai il mio stesso Sangue, seil'Erede dei Black!
Sconvolto, sfregandomi la guancia dolorante e in fiamme, mi avviaimestamente alla "camera di punizione", senza uscirne per oltre unasettimana: quella sera finii a letto affamato e sconfitto, senza avercapito nulla di quanto era successo. Sapevo solo che mio padre avevasubito ristabilito lordine naturale delle cose, al 12 diGrimmauld Place, era come se Sherton non fosse mai entrato in quellacasa. Eppure mi accorsi, e Regulus me ne diede conferma, che i nostrigenitori dopo quella visita non si rivolsero la parola per giorni:largomento Sherton era davvero, a quanto pareva,lunico su cui mio padre non ammetteva le intromissioni dimia madre.
*continua*
NdA: Ringrazio quanti hanno letto, hanno aggiunto a preferiti/seguiti/ecc,hanno recensito e/o hanno proposto/votato questa FF per il concorso suimigliori personaggi originali indetto da Erika di EFP (maggio 2010). Valeria Scheda
Immagine: Nonsono al momento in grado di risalire alla fonte di questa immagine.
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