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I.009 - HABARCAT - Amicizia

That Love Is All There Is - Slytherin'S Blood [Marauders] — www.efpfanfic.net · All chapters

I.009 - HABARCAT - Amicizia

ThatLove is All There is Terre_del_Nord

Slytherin's Blood

Habarcat - I.009 - Amicizia

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SeverusSnape

Spinner's End, localit sconosciuta -giov. 25 febbraio 1971

"Corri! Corri!Prendilo!"

Sbrigati, Sam, ci stascappando!

Ora lo blocco io!

Sentii la "manona" di Eddy Thompson che mi ghermiva il retro del miserocappottino, tir e udii il rumore inconfondibile dellastoffa della fodera che si strappava. Mia madre mi avrebberimproverato, me lo meritavo: sapevo quanto costava la stoffa, e quantipochi soldi ci restavano. Ma in quel momento dovevo scappare, o sarebbestata la fine per me, se mi avessero raggiunto. Non l'avevo fattoapposta, non me lero cercata, io non me la cercavo mai,eppure anche quel giorno, appena era suonata la campanella della pausapranzo, i soliti prepotenti mi avevano preso di mira, mi avevanoaccerchiato e, oltre a farsi beffe di me, come sempre, avevano cercatodi picchiarmi. Io non lavevo fatto apposta nemmeno quandoRoger Templeton mi si era gettato contro, cercando di tirarmi un pugnoin faccia, ma stranamente i lacci delle sue scarpe si erano annodatitra loro ed era caduto con un tonfo sordo in mezzo alla neve: in quelfrangente ero scappato, mentre i teppistelli venivano investiti dallerisate di tutti i ragazzini del cortile. Anche i suoi: un timidosorriso aveva illuminato per un attimo la mia ennesima giornata buia.Era quello che mi capitava sempre, se Lily Evans era presente.

I cinque bulli non l'avevano presa affatto bene e a quel punto, perriportare in alto il proprio nome, avevano dato inizio al giocopi popolare della scuola elementare di "Hollies Way":"Caccia al ragnetto" detta anche Caccia al gufetto". Michiamavano cos dal primo giorno di scuola, per via del mioaspetto malatino, capelli neri e untuosi, colorito pallido, per nondire giallastro, fisico da moscerino, abiti sempre inadatti, o troppograndi o troppo corti. E le cose erano peggiorate ulteriormente quandofu evidente che ero il pi bravo della classe. Correvo:mintrufolai tra il cortile e il capanno del custode, sentiile voci avvicinarsi, saltai la recinzione, camminai sul muretto,superai anche quello e mi ritrovai finalmente fuori dalla scuola. Misiancora pi urgenza nelle mie gambe e voltai l'angolo: miamadre mi avrebbe punito, la maestra l'avrebbe informata che eroscappato e, soprattutto, stavolta avevo perso anche la cartella contutto quello che c'era dentro. Eppure non era proprio il caso ditornare indietro, dovevo tenermi alla larga per quel giorno, tralaltro non era la prima volta che capitava, sapevo a cosaandavo incontro. Rallentai, fino a fermarmi, non avevo pifiato, mi piegai a met, le mani sulle ginocchia, a boccaaperta, sperando di raccattare pi ossigeno che potevo: fuallora che mi saltarono addosso, quei maledetti si erano mossi,silenziosi e rapidi, tagliando per il sottopasso. Che stupido a nonaverci pensato io! Mi misero subito sotto, di sicuro mi avrebbero rottodi nuovo il naso e incrinato qualche costola, Eddy era una balena, adieci anni pesava gi oltre ottanta kg: era di questo che sipavoneggiava sua madre nel quartiere, soprattutto quando incrociava lamia. Il pugno arriv alla faccia ed io presi a contare nellamia mente, avevo scoperto che pensando ai numeri, a volte, miestraniavo a tal punto da me stesso da non percepire picome mio il corpo che veniva pestato. 1, 2....Non dovevo piangere.3.... 5.. non dovevo...

"Brutte canaglie che state facendo!Mariniamo la scuola eh! Andiamo a rubacchiare in giro? Ora chiamo lapolizia!

Jeffrey Coltrane usc dal suo negozio di idraulicaallangolo e li mise in fuga, brandendo il vecchio fucile dacaccia che aveva ritirato fuori da quando, per quattro volte diseguito, dei giovinastri gli avevano depredato il magazzino. Era unburbero misantropo, con una fosca nomea, sembrava che avesse ammazzatodue persone da giovane e solo grazie al buon cuore del vecchio padronedel negozio aveva da decenni quel posto, prima da garzone poi dagestore. Quando mi vide al suolo, immobile, mi raccolse su, prendendomiper il bavero, poteva sollevarmi con una mano sola: a me, da sempre, daquando mia madre me ne aveva parlato la prima volta, ricordava ungigante.

"Ah, il figlio di Prince... sei stranoproprio come tua madre, eh?"

Mi diede una pacca sulla schiena e mi port dentro, mivers una tazza di brodo caldo e un'aletta di gallina. Miguard mangiare con una strana espressione, sembrava quasiche mi misurasse.

Non ho di meglio, a teservirebbe carne vera, ma vedi d mangiare almeno questo o quellil son capaci di spezzarti la schiena.

Rimasi a mangiare in silenzio anche due patate e una carota, mivers unaltra scodella di brodo, poi sialz, and nel retro e torn con unfiascone di acqua ossigenata.

Non ho di meglio!

Mi strofin energico sul sopracciglio pesto, bruciava comel'inferno. Infine, sempre di mala grazia, mise un cerotto, dandomilaspetto di un "ragnetto corsaro".

Vedi di tenerti alla larga daquelli, Prince, altrimenti, prima o poi, qualcuno chiamer iservizi sociali e tua madre non avr pi nemmenote.

Mi rivolse uno sguardo profondo. Si diceva che la sua sventura fosseiniziata proprio perch la sua famiglia era troppo povera elavevano affidato ad un istituto da cui era scappato,dandosi poi alla macchia per anni, crescendo come un selvaggio. Lui nonpoteva sapere che io non ero destinato a niente di tuttoci: io avevo la scuola di magia di Hogwarts, a cui eroiscritto dal momento della mia nascita, da bravo mago...

Nessuno mi portervia da mia madre!

Certo, certo, figliolo,nessuno a parte Dumbledore!

Lo disse in un soffio, e a me quasi cadde la tazza di mano, misembr che mi facesse l'occhietto con aria burbera.

Come ha detto?

Nulla! Ora vattene e dammiretta, tieniti lontano dai guai, settembre non poicos lontano, no? E se ti trovassi ancora nei pasticci conquelli l, portali fino da me, che ci penso io! Quando passida queste parti, puoi fermarti per una tazza di brodo, o per guadagnarequalche soldo aiutandomi in negozio, non ho pi venti anni etu almeno non staresti per strada!

Era ormai il primo pomeriggio, in quel mentre entrarono un paio diclienti, mi squadrarono in malo modo, sapevo benissimo che avevamo unacattiva nomea nel quartiere, a causa di mio padre sempre ubriaco, cheperdeva un lavoro dopo laltro, ma non sapevoperch se la prendessero anche con la mamma: lei si facevagli affari suoi, non dava fastidio a nessuno, non era come certe madriche per procurarsi soldi... Non aveva mai fatto nulla che potesseindurre chicchesia a dubitare di noi, di cos'eravamodavvero Eppure, quei maledetti babbani ci deridevano, ciisolavano... ci odiavano. Uscii per strada, mi guardai attorno, i mieiaggressori erano ormai spariti da un pezzo, per fortuna era unagiornata rigida e ventosa, secca, col sole gelido che ormai iniziava ascendere dietro al rudere della vecchia ciminiera. Niente pioggia.Camminavo, solo, lungo i binari della ferrovia, arrampicandomi suiterrapieni ancora innevati, guardavo la citt che sidispiegava come una lumaca pigra lungo le rive del fiume. Ormai lagiornata scolastica era conclusa, potevo avviarmi lentamente versoSpinners End, per quel giorno nessuno a casa si sarebbeaccorto della mia fuga, con un p di fortuna avrei potutopersino nascondermi in camera fino al mattino dopo, nessuno avrebbenotato subito quei lividi. Finii col restare fuori a bighellonare,sperando di non incontrare di nuovo i bulli e riuscire a trovarequalche buona scusa da raccontare alla mamma. Per lo meno da qualchesettimana sembrava che mio padre nemmeno mi vedesse. Nonpi, dopo quella notte, in cui mi aveva fatto un occhio neroperch avevo difeso la mamma. Ero certo chelamico di mia madre centrasse qualcosa con lostrano torpore di mio padre, ma lei non m diceva nulla, anzisincupiva ogni volta che gliene parlavo: le avevo chiestoperch quel mago era stato da noi, perch non ciaiutava se era davvero nostro amico, perch non chiedevamo alui quello che ci era necessario. Fu lunica volta che miamadre mi diede uno schiaffo, ricordandomi che i Prince non chiedonolelemosina a nessuno, e di scordarmi anche di aver vistoquelluomo quella mattina. Sapevo, per, che, daquel giorno, quasi tutte le settimane, il mercoled venivada noi una donna dai capelli rossi, che sintratteneva incasa per un paio d'ore e di cui mia madre si rifiutava di dirmiqualsiasi cosa. Ero certo che si trattasse di una Sherton, avevo vistole sue mani tatuate, sbirciando, non visto, dal corridoio quando eraarrivata, subito prima che mia madre chiudesse a chiave la porta chedalle camere immetteva nel soggiorno.

Fin da piccolo la mamma mi aveva raccontato di Hogwarts, la scuola dimagia, mi aveva fatto leggere i libri d pozioni e di erbologia ed erastato su uno dei suoi libri che avevo letto per la prima volta quelnome, Alshain: non capivo perch l'avesse scritto, sapevosolo che era una stella della costellazione dellAquila, enon conoscevo nessun uomo che portasse un nome del genere. Mia madre miparl del suo compagno di scuola solo molto tempo dopo: eraun mago della sua stessa et, era stato il piforte cercatore di Quidditch della scuola nel periodo che vi avevanostudiato, ed anche uno dei ragazzi pi ambiti, provenienteda una delle pi nobili e antiche famiglie Serpeverdi delNord. Non aveva delle foto di Sherton, perci avevofantasticato a lungo sul suo aspetto e sulle leggende che circolavanosu quella famiglia, legata a Salazar stesso fin dalla notte dei tempi.

Avevo fantasticato anche sulla mia vita: come sarebbe stata se miamadre avesse sposato un altro mago, e non un babbano come mio padre?Vedere quel famoso mago, quella mattina, in casa nostra, mi avevaaperto il cuore, era la prova che presto la mia vita sarebbe cambiata,che Hogwarts era reale e aspettava solo me.

Attento a non cadere disotto!

Mi voltai di scatto e quasi caddi sul serio: Lily Evans eral, ai piedi del terrapieno con i suoi magnifici occhi verdie quella nuvola di capelli simili a seta rossa, sotto un cappellino dilana color panna: una fata che irradiava ovunque unaura dibellezza e magia. Era gi bellissima a dieci anni eimmaginavo come sarebbe stato un giorno vivere accanto a lei,meravigliosa come la strega che faceva visita a mia madre. Sua sorellaera poco lontana e ci guardava storto.Cercai di darmi un contegno escivolai con quello che era il massima della mia grazia, ovvero benpoca; con sollievo vidi che reggeva la mia cartella. Non ci potevocredere! Mia madre non avrebbe dovuto vendersi quel poco che aveva perricomprarmi i libri! E, soprattutto, Lily Evans pensava tanto a me, datogliermi da quel pasticcio e venirmi addirittura a cercare!

Questa tua

La ringraziai con un cenno, e m misi a guardare dentro, ceraproprio tutto.

Ti fa tanto male?

Con la mano sollev una ciocca dei miei capelli, scoprendoil livido incerottato.

No, non nulla

Le scansai ruvido la mano, con la solita voce saccente. Mi morsi illabbro pieno di vergogna: Merlino, perch uscivo semprecos dannatamente spocchioso con lei, che eralunica persona che si mostrava sempre gentile e meravigliosacon me?

Vai a casa? Se vuoi, tiaccompagnamo

No Evans, allungheresti lastrada per niente e non m pare il caso

Vidi lo sguardo sempre pi risentito e acido di sua sorella:no, non era proprio il caso. Lily si avvicin al mio viso emi sussurr piano con una volce dolcissima e ridente. Quasisvenni.

"Io sono una strega, Severus, posso farequalunque cosa lhai detto tu!

Tir fuori un righello dalla cartella e sotto gli occhiatterriti di Petunia si mise a fendere laria, ridendoaggraziata, simulando al tempo stesso la stoccata di un fiorettista eil morbido movimento di polso con cui, secondo mia madre, si dovevamuovere la bacchetta.

"Per la strada potresti raccontarmi diHogwarts, no? Hai gi ricevuto la lettera? Sonocos curiosa, lo sai? Chi pensi verr a parlarecon imiei genitori della scuola?

M'invest con mille parole, di cui capii appena le primetre, ero in un mondo tutto mio, in cui esistevano solo quegli occhi,quella risata e quella voce melodiosa.

"Severus?"

Divenni porpora, lei rise della mia faccia mortificata e sua sorella siincup anche di pi, camminando dieci passiavanti a noi, come se portasse un palo alla schiena, tanto era dritta escocciata. Da quando lanno prima, mentre giocava conPetunia, avevo fatto irruzione nel parco definendola una strega, LilyEvans aveva mostrato interesse per me. Lei, lunico essereumano al d fuori d mia madre. Mentre sua sorella non poteva vedermi,come quasi tutti gli abitanti di quella insulsa cittadina di provincia.Non che mi importasse di Petunia e di cosa pensavano i babbani comelei. Io ero felice, non potevo crederci! Avevo osservato Lily varievolte per la strada, mentre s avviava a scuola, lavevopersino seguita e spiata spesso, soprattutto nel parco, rischiandopi volte di essere scoperto e per questo perseguitato anchedi pi, ma alla fine avevo capito: dopo un' attenta analisi,mi ero reso conto che non erano i miei occhi a sbagliarsi,n la mia mente a sperare. No. Lily Evans era davvero unastrega, lei era come me. Poco importava se, come diceva mia madre, leiera solo una sangue sporco. Lei era come me. Saremmo partiti insiemeper Hogwarts, saremmo entrati insieme nella casa d Salazar e la miavita sarebbe finalmente cambiata, basta con le umiliazioni, i pestaggi,la miseria. Basta con la schifosa vita da babbano di mio padre, iosarei stato un mago, e la cosa migliore d tutte, avrei avuto la piccolaLily accanto a me.

Lo sai che la prossimasettimana arriver il circo? Ci saranno anche le giostre!Vuoi venire insieme a noi?"

Ero convinto di vedere le stelline nei suoi occhi verdi, non sapevocome facesse, ma ogni cosa che guardava o toccava, sembrava illuminarsicome le vetrine dei negozi a Natale. Ma io non potevo andare allegiostre, anche se avrei voluto, non avevo i soldi.

"Dai, dai Severus, dimmi dis! Sar bello, vedrai!"

Risalimmo lungo il pendio del terrapieno e avanzammo verso il fiume, miaveva preso per mano, era morbida e calda, e il suo buon profumo minebriava, dandomi una volta tanto laspetto radioso tipio diun bambino di undici anni. Si stava ormai facendo buio, eravamoarrivati sul ponte, di fronte al parco, bastava attraversarlo perentrare nella mia via, a Spinner's End.

"Allora verrai con me Sev?"

Petunia pistacchiava nervosa i piedi sull'asfalto, di l delponte le luci della mia casa m avvisavano che stavo per andare incontroa un brutto quarto d'ora.

"D'accordo, Evans!"

Lily inizi a saltellare contenta, m gett lebraccia al collo e mi stamp un bacio sulla guancia, poidisse qualcosa che non capii, tipo "a domani" o "ciao": io nn sentivopi niente, solo il caldo umido d quelle labbra sul mioviso, la mia faccia in fiamme, il cuore a mille. Attraversai volando ilponte, qualsiasi cosa fosse successa, ormai non importava.

Lily Evans mi aveva dato un bacio.

***

MeissaSherton

Amesbury, Wiltshire - sab. 27 febbraio 1971

Il parco era nuovamente nascosto sotto una coltredi soffice neve ed io stavo da sola in prossimit dellaghetto ghiacciato, a pensare; era lultimo giornoinglese, lindomani saremmo partiti.Non sapevo perch mio padre avesse deciso di anticipare didue settimane il nostro rientro in Scozia, tra laltro erastato anche annullato il mio viaggio con la mamma e Wezen in Irlanda,sarebbe partito solo Mirzam, al nostro posto. Sembrava che da qualchesettimana si fosse inasprita una specie di guerra tra babbani in quelleterre, e mio padre non voleva che corressimo rischi inutili: iLlywelyn, la famiglia di mia madre, abitava da nove secoli a sud/est diDoire, in un piccolo villaggio fondato nella notte dei tempi, lungo ilfiume Foyle. Fissavo i miei pensieri, disegnando con un bastoncinodelle figure geometriche sulla neve: ero entusiasta e al tempo stessospaventata, avrei iniziato prima i preparativi per Habarcat, conpap, a Herrengton. Per quanto mi sforzassi di immaginare,non riuscivo a farmi unidea del tipo di prove che miattendevano.

Ciao.

Mi voltai, Sirius Black era di fronte a me, con un mantello blu scuro elaria beffarda. Di colpo la giornata si fece fosca. Tornaiad occuparmi delle greche che stavo disegnando: lultimavolta che ci eravamo visti era meglio non ripensarcipi sentii il suo solito passo baldanzoso sullaneve soffice e mi misi subito sulla difensiva.

Che cosa vuoi Black? Non sonopi in vena di sopportare i tuoi patetici scherzi, tiavverto!

Volevo parlarti, prima chepartissi.

Si avvicin ancora un p. Tornai a guardarlo, conlaria omicida delle migliori occasioni.

Io non ho nulla da dirti,Black, e non mi interessa sentire quello che vorresti dirmi tu. meglio se torni dentro, al caldo, da tuo fratello e tuttigli altri!

Regulus rimastoa casa, ieri ha avuto un piccolo scontro con la mia... bacchetta. stato tuo padre a dirmi dove potevotrovarti Gli sfugg un ghigno perfido. Io non sapevo cosa mio padre ci trovasse inquellidiota, per, con quella frase, Sirius avevatrovato il modo sottile e vigliacco per dirmi che dovevo ascoltarlo perforza. Incrociai le braccia al petto e lo guardai, desiderosa chequella farsa finisse presto e mi lasciasse finalmente in pace. Fuallora che notai che teneva qualcosa sotto il mantello: mi preparai alpeggio, ma ero sollevata di essermene accorta in tempo, forse nonpotevo evitare linevitabile, ma almeno non gli avrei dato lasoddisfazione di vedermi spaventata.

Non so quali diavolerie tuabbia architettato stavolta, Black, ma ho visto che hai nascostoqualcosa l sotto.

Volevo sembrare decisa, ma mi accorsi di avere una sfumaturasupplichevole nella voce, e me ne vergognai. Sirius, con facciaannoiata, apr appena il mantello mostrando un sacchetto dicioccorane.

Giusto, il mio regalo diarrivederci per te, principessa, per renderti pi dolce ilviaggio, e convincerti a perdonarmi, se vuoi.

Ero rimasta sorpresa, pensavo che questo non fosse da Black, non misembrava il tipo da chiedere perdono, ma preferivo non abbassare laguardia, anche lultima volta sembrava intimidito e indifeso,e invece...

Non le hai avvelenate,vero?

Lo guardai sospettosa, facendo capire che non mi vendevo per tanto pocoe non mi fidavo affatto di lui.

Soddisfatta?

Rispose ridendo, porgendomi il sacchetto con malagrazia dopo avernemangiate un paio e aver finto di rimanere avvelenatoallistante, strabuzzando gli occhi e strappandomi unsorriso, per quanto era buffo; poi si diresse verso il laghetto, insilenzio. No, Black non era come tutti gli altri, aveva chiesto scusa,aveva fatto unofferta, a modo suo, e ora stava a medecidere. Non era il tipo da genuflettersi per ottenere il mio perdono,e forse meritava di ottenerlo proprio perch non era unpatetico molliccio come tanti che avevoincrociato, che tremavano davanti al nome d mio padre.

Daccordo Black, Tiposso concedere unaltra possibilit, ancheperch non voglio che tu mi rovini lestate,quando verrai a Herrengton. Se non mi farai altri stupidi scherzi,avrai il mio perdono pieno, alla fine dellestate.

Mi sorrise mentre mi prendeva la mano che gli avevo offerto, la suapresa era energica, ma anche gentile: il patto era sancito, mi chiedevose avesse tanto onore da rispettare limpegno.

Ti va di giocare a scacchimagici con me?

No, non mi piacciono gliscacchi, io non sono come mio fratello.

M diede le spalle e si mise a fissare il laghetto ghiacciato. Certo cheera proprio strano! Ti prenderai un malanno, se resti qui, tra pocoriprender a nevicare! Non importa se non vuoi giocare conme, ma ti conviene seguirmi. Se passiamo da quella porta saremo subitoal riparo".

Gli indicai la porta a vetri del salone che usavamo destate,posto sotto la mia camera, acconsent, probabilmente soloperch la neve gi cadeva sempre pifitta. Vidi che mi seguiva incerto.

Sei sicura di potermiinvitare?

Io non sono comete!

Ghignai e me lo lasciai dietro mentre salivo la scala, correndostranamente felice. Sirius non aveva mai visto quella parte dellavilla, era stato sempre e solo nelle stanze aperte agli ospiti durantele feste e i ricevimenti: la scalinata che portava alle stanzepadronali assomigliava oggettivamente a quella di Grimmauld Place, conappesi alle pareti tutti quei ritratti di maghi e streghe del passatoche seguivano il passaggio e bisbigliavano dietro a quanti siavventuravano lungo i gradini, ma confrontando il tutto con la casa deiBlack, ad Amesbury cera molta pi luce e unmaggiore senso di calore e intimit. Arrivati in cima allescale, i miei pensieri su quale fosse lelfo piorrido che avevo intravisto esposto a Grimmauld Place furonointerrotti: Sirius sembrava rimasto inebetito davanti al ritratto dimia nonna, Ryanna Meyer, una strega dai capelli corvini e gli occhidacciaio, che lo guardava con aria severa e altezzosa.Sembrava rimasto senza fiato.

Chi la donna delritratto?.

Dovresti riconoscerla, Ryanna Meyer, la mia nonna paterna.

Merlino, Meissa, le assomiglitantissimo!

Non riusciva a staccarle gli occhi di dosso, estasiato. Sorrisi,timida: lui non poteva saperlo, ma dicendomi una cosa simile mi avevafatto un complimento enorme, perch nella nostra famiglia enelle terre del Nord la bellezza di mia nonna era ancora leggendaria.

Andiamo dai, prima chequalcuno ci veda per le scale.

Allora stiamo davveroinfrangendo qualche regola di casa Sherton, principessa! Che dici?Sar allaltezza della sala delle torture di tuopadre?

Mi fece un occhiolino, complice, ed io trattenni a stentounaltra risata mentre aprivo la porta e mi affrettavo adentrare, chiamai subito Kreya. Sirius mi segu curioso e siritrov nella mia stanza dei giochi, che assomigliava a unagigantesca casa delle bambole, in cui i colori pastello, soprattutto ilrosa e il giallo chiaro, dominavano su tutto.

Lo sapevo, ecco la prova chesei una bambola animata! Qual il tuo angolino?.

Sei sempre il solito villano,sei proprio senza speranza!.

Gli voltai le spalle fintamente offesa, rivolgendogli a bassa voce unpaio d insulti giocosi in gaelico, fingendo di prendermela con mestessa per essermi illusa.

Non vale, Sherton lo sai chenon conosco lo scozzese, non mi provocare!

Mi guardava innocente, ma ero sicura che avesse capito che stavogiocando, forse conosceva abbastanza del mio dialetto da capire che nonlavevo affatto insultato. Divenni rossa, Merlino, cosa stavofacendo? finsi di non averlo sentito, gettai il cappotto su una sedia,e mi rivolsi a Kreya.

Se cercano Sirius digli chesta giocando qui con me, lho invitato altrimenti diventavaun pupazzo di neve!

Lo guardai deridendolo, poi congedai lelfa con tonoautoritario e Sirius trattenne a stento una risatina di scherno.

Coshai da ridereadesso ? Ti sembra una cosa tanto divertente?

No, che... Se lodicessi io, invece di rassicurarsi, si materializzerebbero tutti quantiin camera mia in un attimo!

Certo, tu sei un criminaledegno delle prigioni di Azkaban!

Risi acida e gli diedi le spalle.

Ah davvero? E tu cosasaresti? Se m hai invitato nelle tue stanzebench mi consideri adatto a Azkaban, sei gifolle damore per me, questa laverit! Immagino quanto sar contenta mia madrequando glielo dir!.

Rise sarcastico e io divenni color peperone, non sapevo se di rabbia,di paura o di vergogna.

Quale amore, Black?! Ho datoospitalit a un reietto, che stava morendo di freddo nel miogiardino!

Mi voltai a guardarlo con aria di sfida, mentre Sirius, appoggiatoancora alla porta della camera, rispondeva con occhi semprepi divertiti. Merlino che stavo facendo? Unavolta avevo visto Rigel comportarsi cos con la figlia diEmerson e Mirzam laveva poi preso in giro per giorni dicendoche ci aveva flirtato! Ormai di color rubino, miavvicinai alla libreria, dandogli le spalle, se lavessiguardato ancora non sarei pi stata capace di parlare.

Vuoi vedere lalbumdel Quidditch o sei talmente inutile che non tipiace nemmeno quello? Preferisci tenere su la porta, Black?

Lalbum delQuidditch di tuo padre?

Annuii e Sirius smise di fare immediatamente lidiota, sitolse il mantello, stranamente entusiasta, lo butt suunaltra sedia, avendo cura di togliere la bacchetta che dalgiorno del compleanno, bench non potesse usarla, tenevasempre con s: trattenne di nuovo un sorriso perfidoripensando, probabilmente, che il giorno prima non aveva fatto moltaattenzione mentre giocava con la bacchetta davanti a Regulus. Gli fecisegno di sedersi mentre io provavo a salire sulla sedia per prenderelalbum, su un ripiano, troppo alto.

Aspetta!

Sirius si avvicin, sal sulla sedia al mioposto, si sporse sulla mensola e indic il libro, io annuiie lui lo prese. Balz dalla sedia, e con un inchino miconsegn il libro.

Al tuo servizioprincipessa!

Non potei fare a meno di ridere.

Non c' nulla daridere, Sherton! Quando voglio sono davvero un Black,ricordatelo!

Mi fece locchietto. Cosa Merlino voleva dire? Ricordai chela mamma, parlando con mia zia, diceva sempre che i Black facevanoscuola, per eleganza e galanteria: avevo gi notato che ifigli di Walburga erano sempre perfetti rispetto a molti nostricoetanei, ma non avevo mai considerato che fossero due Orion Black inminiatura. E di Orion Black si diceva che fosse stato uno deipi famosi dongiovanni di Hogwarts, ai suoi tempi, anchepi di mio padre. Sirius si mise ad ammirarelalbum di pap, in cui erano raccolte alcune fotodi quando era il cercatore di Serpeverde a Hogwarts: notai che sisofferm su una foto in cui festeggiava la vittoria conOrion, pap reggeva la coppa e Black la sua scopa. Siriusaveva unaria strana, era sparita la sua proverbiale ariacanzonatoria, sembrava quasi triste.

Sirius? Va tuttobene?

Cosa? Ah s,s, certo, sto benissimo, se tu sei accanto a me, mia dolceprincipessina!

Mi prese la mano e me la baci, io la ritrassi attonita, noncapivo quegli sbalzi dumore.

Smettila Black, io non sonouna di quelle frignanti ragazzine inglesi che frequenti aLondra!.

Salazar, sei gigelosa Sherton? Dimmi di s e ti giuro che nonguarder mai pi in tutta la mia vitaunaltra ragazza, giuro!

E fece il segno del giuramento magico sul suo petto.

Quanto sei scemo! Volevo solodire che

Che?"

Salazar, in che situazione mi ero messa, e ora cosa gli dicevo? Siriusmi guardava con un'aria strana, non capivo pi se eradavvero interessato o si stava preparando a ridere, per come m eromessa nel sacco da sola.

Perch seicos triste? Perch la foto dei nostri genitori tha spento il sorriso?

E perch dovreidirlo a te?

Il sorriso radioso gli sfior subito sulle labbra e rimaseun attimo pensoso, come quel pomeriggio sotto al platano.

Perch se vuoiposso essere unamica per te.

Cosa ti fa credere che io neabbia bisogno, Sherton?

Stavo per rispondergli male, picchiarlo anche, perch secontinuava cos, forse mi sarei messa a piangere.Perch doveva essere cos odioso anche adesso chegli parlavo col cuore in mano?

Perch tu mi haiseguito quel giorno nella neve, senza nemmeno sapere chi fossi,perch hai avuto paura per me, pensando che mi fossi ferita.Rigel mi ha detto tutto. Sarai anche pazzo e scemo, Black, ma io nn dimentico.

Forse... se avessi saputo cheeri tu."

Mi guard divertito, a me salirono le lacrime agli occhi.

"No, scusa, non vero. Misono preoccupato davvero quel giorno. E sono stato davvero fiero di te,quando li hai messi in riga Sai, penso sarunestate entusiasmante per noi, Meissa, perch ioti dimostrer di meritare il tuo perdono e tu ... diventeraimia amica.. Ci stai?

S. Cisto.

Mi guard, serio, ma presto la luce giocosa ebbe la meglio enon potemmo evitare di ridere come mai avevamo fatto finora.

Comunque, Sherton, non credom vedrai spesso a Herrengton, conto di andare in giro per boschi contuo padre e i tuoi fratelli, lascer che sia Regulus afrignare attorno alle tue gonne!

Rise di nuovo.

Tu per i boschi diHerrengton, Black? Merlino! Devo ridere? Tu ti perderai ginel cortile, altro che boschi! E poi ti illudi che mio padre porti azonzo voi, lasciandomi a casa? Tu non hai proprio capito nulla diquello che ti aspetta, Black, questestate mio padre tirimetter in sesto quel tuo cervellino malato! Ecco quelloche ti succeder!

Vogliamo scommettere,Sherton?

E cosa vorresti giocarti,Black?

In quel momento, Kreya si materializz nella stanza ormaisatura della nostra strana complicit, facendoci sussultare:dovevamo scendere, i suoi erano pronti per ritornare a Grimmauld Place;Sirius mi diede la mano, col suo solito sorriso radioso.

Sai, Mey, magari mi stosbaglaindo, ma ho la sensazione che qualsiasi cosa accadr,io e te saremo amici per sempre!

Il momento zuccheroso pass subito, lui mi diede un baciosulla mano e mi guard strano, io gli lanciai uno dei mieisoliti sguardi di sfida: tornammo rapidamente ad essere noi stessi, insilenzio seguimmo Kreya fino nel salone dove ci aspettavano i suoigenitori. Mi spavent, come sempre, lariacompiaciuta con cui m guard Walburga, ma stavolta c'eraqualcosa di nuovo che mi rendeva allegra. Sirius Black era statosincero, e di certo saremmo diventati buoni amici.

*continua*

NdA: Ringrazio quanti hanno letto, hanno aggiunto a preferiti/seguiti/ecc,hanno recensito e/o hanno proposto/votato questa FF per il concorso suimigliori personaggi originali indetto da Erika di EFP (maggio 2010). Valeria Scheda

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