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I.012 - HABARCAT - Il Tocco del Male

That Love Is All There Is - Slytherin'S Blood [Marauders] — www.efpfanfic.net · All chapters

I.012 - HABARCAT - Il Tocco del Male

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Slytherin's Blood

Habarcat - I.012 - Il Tocco del Male

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MeissaSherton

Spinner's End, localitignota - sab. 22 maggio 1971

Eranopassati appena due giorni dallultima visita aSpinnersEnd, e di nuovo mi trovavo in quel parco, su unaltalenarossa,con grosse chiazze di vernice scrostata, allombra di unalberofrondoso, mentre un vento odioso imperversava sollevando mulinelli disabbia e foglie secche: anche quel giorno avrei aspettato impaziente le17, quando mia madre sarebbe uscita dalla casa color topo di EileenPrince, di l del ponte. In quel momento osservavo duebambinidi circa nove anni mentre tiravano sassi dal greto del fiume; odiavostare l, in quel vecchio parco giochi di un insulsoquartierefuori mano, dove cerano solo insetti fastidiosi, quellostupidofiume arido e senza pesci e quella strana ciminiera che svettavaallorizzonte, in mezzo a quelle case tutte uguali, anonime edisperate. Erano ormai settimane che arrivavamo in quellacitte in quello schifoso quartiere, ma non ne conoscevo la ragione, sapevosolo che mia madre doveva incontrare la donna della casa color topo, epassare qualche ora da lei. Non avevo il permesso di stareldentro con loro, n quello di parlare con qualcuno: la noiaregnava sovrana e avevo la terribile certezza che quella torturasarebbe durata almeno fino alla mia partenza per Hogwarts. Mi diediunaltra spinta, pi vigorosa, per prendere unpopi di slancio. Nel giro di appena tre mesi la mia vitasarebbecambiata enormemente, addio agli spazi aperti della Scozia, avreipassato gli ultimi giorni di libert, primadelliniziodella scuola, a Londra, a Essex Street: questo mi faceva sopportareanche meno il tempo sprecato l, in quella terra di babbanie dimiseria. Sospirai. Scesi dallaltalena, alla ricerca di unluogopi riparato, che fosse sempre a portata di sguardo dallasignora Shener, una magan che fingeva di essere la mia tatainquegli inutili pomeriggi, ma abbastanza lontano perch nonlefosse facile vedere bene cosa stessi facendo. Mi sistemai meglio lagonna a quadrettini, aveva preso una piegaccia suquellaltalena,e camminai spedita verso un cespuglio, sicura di essere sola,finch voci semi soffocate, provenienti da una siepe davantiame, non mi bloccarono. Cera davvero mancato poco, stavolta!

Sbirciai di l della siepe: erano i soliti due, un ragazzinoeuna ragazzina, forse della mia et, o poco pigrandi. Liavevo osservati da lontano, spesso, nelle settimane precedenti, masembrava che loro non si fossero mai accorti di me, impegnaticomerano a confabulare. Una volta, avevo visto il ragazzinogirovagare nel parco tutto solo e mi ero avvicinata un po dipi, volevo parlargli, invitarlo a giocare con me, tanto perpassare il tempo pi velocemente, ma avevo finito colperdere ilcoraggio, avevo lordine di non avvicinarmi a nessun babbano;decisi d farmi avanti quando cerano entrambi, magari lei,cheaveva una risata cos simpatica, mi avrebbe invitata agiocarecon loro. Signora Shener permettendo. Mi voltai, la tata eracompletamente presa dal suo lavoro a maglia e mi stava dando laschiena; forse quella era davvero loccasione buona.Sbirciandoda dietro la siepe, notai subito il ragazzino voltato di spalle, conuno spolverino scuro e informe, lei invece era di fronte, ma non mistava guardando, presa comera dai discorsi del compagno:aveva icapelli color rosso scuro, gli occhi verdi, le labbra rosse cherisaltavano sulla pelle di porcellana, sembrava una di quelle stupendebambole che mi regalava la mamma. Mossi un passo verso di loro, maprima mi voltai verso il ponte, proprio nellattimo in cuimiamadre usciva da quella casa e, al solito, quellaltra donna,magra e giallastra, dai capelli lunghi e neri,laccompagn circospetta fino al vialetto, poitorn indietro, gracchiando qualcosa ad alta voce erientrandosubito in casa, quasi temesse chiss cosa. La Shenerrisistem il suo lavoro a maglia nella borsetta, sialzdalla panchina e si guard intorno per cercarmi. Allora miritrassi, per correre incontro a mia madre; lammirai: alta,coni capelli rossi lunghi fino a met schiena, gli occhi verdicarichi di luce, lincarnato dolcemente ambrato, le miestessediffuse efelidi, che le davano un aspetto da ragazzina, la figuraslanciata e armoniosa, nonostante la maternit, tanto dailluminare la strada con le sue semplici movenze. Sembrava non toccarenemmeno i piedi per terra. E soprattutto, mentre si avviava sul ponteper raggiungermi, aveva un sorriso damore stampato sul viso:erofelice, nel giro di pochi secondi avrei finalmente affondato il visonella curva calda e profumata del suo collo. Fu allora che, mentre miamadre si era chinata a baciarmi, intravidi attraverso quei capellirossi e setosi, la figura sgraziata del ragazzino che attraversava dicorsa il ponte accanto a noi: visto cos da vicino, sembravaunragnetto e mi accorsi di quanto assomigliasse alla donna della casa.

"Andiamo".

Mia madre si sciolse dallabbraccio. E fu come se cadesse unvelo.

*

Aprii gli occhi, erostesa ai piedidi un cespuglio di sempreverdi, incapace di muovermi, e sentivo freddosulle braccia, il sole stava scendendo rapidamente oltre la linea deglialberi: con una fitta di terrore mi resi conto che non ero con miamadre, n tantomeno ero a casa mia. Non sapevo dove fossi,nonsapevo che ore fossero, e mentre il buio e una strana nebbiaminghiottivano, notai che le siepi assumevano i contorni diserpenti e una figura, vestita con un lungo mantello oscuro, siavvicinava a me, gli occhi che saettavano fiamme. Aveva il viso pallidoe smagrito, le dita delle mani, lunghe, bianchissime,scheletriche il suo profilo era simile a quello di unserpente.

Gridai. Ma la voce nonusc dalla mia bocca.

*

Sei tu Meissa ?

Ero ferma e immobile davanti a un cespuglio, come impietrita, nonsapevo come ci fossi finita, n che ore fossero, non sapevochefine avesse fatto luomo col mantello oscuro. Mi resi contodiriuscire a muovermi, cos, lasciando cadere i fiori chestringevo ancora in mano, senza ricordarmi di averli raccolti, mivoltai, presa dal panico, verso quella voce, amorfa e trascinata, eintercettai due occhi color della notte, su un viso che poco per voltaprendeva forma: capelli nero corvino appiccicati alla pelle pallida, lelabbra esangui, strette, sotto un naso grande. Mi allontanai appena elo misi a fuoco del tutto: era il ragazzo-ragnetto, che mi osservavacon unespressione indefinibile.

"Si".

Trem la mia voce, la voce della colpa; lo guardaititubante,non sapevo cosa sarebbe successo, non capivo che cosa mi fosse accaduto.

"Tua madre ti cerca da quasiunora, non per niente contenta".

Piatto come prima, nessuna nota nella voce. Prima ancora di riemergeredalla boscaglia, mi resi conto di averla fatta grossa. Il fiume non sivedeva proprio dalla siepe dove mi aveva trovata ilragnetto e stando alla posizione del sole eranole 18passate. Avevo perso pi di unora della mia vita,eppureero convinta di essermi voltata verso il ponte mentre mia madre uscivada quella casa, e sapevo di non essere sola, e Quandoarrivaidinanzi a lei, in mezzo alle altalene, il volto di mia madre erasegnato da unaria dura che ne distorcevalarmonia, laShener aveva un segno rosso sulla guancia destra e i suoi occhi mifiammeggiavano contro, pieni di rabbia e di risentimento. Mi resi contodei problemi che avevo causato, ma non feci in tempo a direscusi, che la mano di mia madre micolp conviolenza e il bruciore di una frustata si diffuse sul mio visoaccaldato. Chinai il capo in segno di pentimento e mimposidinon piangere, non avevo il permesso di farlo di fronte agli estranei.

Venite dentro e prendete unte, cosci calmiamo tutti. La voce della donna dai capelli neri erapiatta come quella di suo figlio.

Mia madre tradiva ancora un misto di collera e di preoccupazionerepressa, ma non mi rivolse nemmeno una parola, ci incamminammo versola casa color topo, la donna dai capelli neri apr la portae ciimmergemmo in una fresca penombra, con unocchiataordina suo figlio di fare il t, e cinvita sederci suun divano, che aveva visto tempi migliori, col semplice gesto dellamano.

Non devi disturbarti, Eileen,ora ce ne andiamo.

Nessun disturbo. Sev, quandohai fatto, puoiaccompagnare Meissa di sopra, mentre io parlo ancora un poconla signora Sherton.

Con un semplice gesto del capo, la mamma mi accord ilpermessoe bevuto il t, scivolammo lungoloscurit dellescale, diretti al piano di sopra, lasciandoci alle spalle le voci dellenostre madri. La camera di Sev era immersa nella penombra: era piccolae odorava di buono; per essere la camera di un ragazzino, e per dipi di un ragazzino come quello, era tutto in un ordineperfetto, quasi irreale. Era rimasto appoggiato alla porta, avvoltodallombra pi densa, a guardarmi, quasi adaspettare uncommento: aveva un paio di jeans, stropicciati e un po cortiperlui, e ora che aveva tolto lo spolverino, mostrava una t-shirt che nesottolineava estremamente il corpo esile e ossuto. I suoi occhi,seminascosti tra i capelli in disordine per la corsa, erano profondi eneri, carichi di mille domande, ardenti, per non dire famelici: nonavevo idea di quali domande vorticassero dentro di lui. O meglio,un'idea, anzi un timore, lavevo. Forse stava pensando cheavevounespressione insolita. Se sua madre gli aveva dettoqualcosa dinoi, di certo si aspettava di vedere sulla mia facciaaltezzosit e boria, invece dovevo sembrare un animalespaventato: e lo ero, perch non riuscivo a rendermi contodicome avessi fatto a perdermi unora della mia vita, e dovefossifinita poco prima che Severus mi ritrovasse, e soprattutto chi fossequelluomo dal mantello scuro.

Che fosse di nuovo Riddle?

Di fronte a quei pensieri angoscianti, persino la punizione, che disicuro mi avrebbero inflitto i miei per essere sfuggita al controllo,sembrava una stupidaggine: eppure sapevo che per situazioni comequella, dagli Sherton il perdono non era di casa. Tornai a valutarequellassurdo ragazzino babbano: di sicuro aveva notatoqualcosadi strano perch quando mi aveva trovata dietro quelcespugliomi ero voltata con occhi pieni dangoscia.

Come ti chiami?

La voce mi usc come un sussurro.

Severus, SeverusSnape.

Tirai un sospiro, feci qualche passo verso d lui e gli offrii la mano,con un altro sospiro profondo.

Io sono Meissa Sherton, mapuoi chiamarmi Mey, se vuoi.

Mi prese la mano, sorpreso, quasi ipnotizzato: sapevo di profumare difresie gi a distanza, e probabilmente gli sembravo unabambola,con le lunghe ciglia nere che mi ombreggiavano gli occhi verdi, ilvestitino a scacchi bianchi e rosso, e i capelli raccolti in unatreccia nera e grossa che mi arrivava fin oltre met schiena.

E tu puoi sederti... sevuoi.

Con un passo mi lasci alle sue spalle, apr leimpostedella finestra e la camera fu invasa dallultimo raggio delsoleal tramonto. Quando si volt m vide ancora in piedi cheguardavoil giradischi sul suo tavolo e quasi lo sfioravo con la punta delledita, a seguirne la forma, assomigliava a quello di mio padre, quelloche usavo sempre per sentire i dischi che mi aveva regalato; mi accorsiallultimo momento di essere osservata con attenzione esubitoritrassi la mano, quasi fossi stata scottata dal fuoco.

Non saicos, vero?

Rimasi interdetta, certo che sapevo cosa fosse, anche se non potevodire di saperlo. Quello che per non capivo eraperch mifacesse quella domanda. Lui sapeva qualcosa di me? Si era accorto diqualcosa quel pomeriggio? Quelli come lui e sua madre come sapevano diquelli come me?

Ti sei mangiata la lingua?Quello serve asentire la musica, ma voi di sicuro avete altre cose persentirla..

Stavo sognando? Quel ragazzo sapeva davvero che io, beh, s,ero diversa dagli altri?

Ti stai chiedendo se, e come,so che non sei una babbana, giusto?

A quella parola trasalii.

Certo che lo so, lo soperch non sonobabbano nemmeno io, solo mio padre lo , la mia mamma invece come me, come noi.

E sottoline noi trascinando lelettere.

Tu non lo sei? Io credevo..

Inoltre ormai ho undicianni disse contono pomposo interrompendomi quindi questannofinalmenteandr a Hogwarts. E tu? Hai gi 11anni?

Allora era vero! Lui sapeva! Tirai un sospiro di sollievo, ora tuttoera pi semplice. Sentii il mo viso riprendere colore e luimguard con sarcasmo.

Purosangue! Sarai stataterrorizzatapi al pensiero di stare da sola con un babbano cheallidea della punizione che ti attende a casa!

Tornai a guardarlo bene, quello era proprio un ghigno, un ghignoironico che gli attraversava la faccia. Poi rimase di fronte allafinestra, mi diede le spalle, con la luce che sembrava affinarlo anchedi pi, rendendolo ancora pi spigoloso.

S, ne hogi compiuti 11, partir anche io per Hogwart asettembre.

Feci un passo verso di lui. Severus si volt, sempre conquel ghigno sul viso.

Che cosa stavi combinandodietro a quel cespuglio, con quei fiori?

Mi accesi di un color rosso pomodoro.

Nulla

Stavi provando a fare magie,vero?

Deglutii e abbassai gli occhi.

Per favore non dirglielo,gi mi punir per essermi allontanata!.

Che cosa pensi tifaranno?

Non lo so, forse non mifarpi venire qua con lei, e mio padre mi porter acena daisuoi odiosi amici, sa che non mi piace andarci

Pronunciando quelle parole, una smorfia di disgusto mattravers il viso ormai pallido.

Non sono gravi punizioni, mipare che tu nonti diverta molto a seguire tua madre qui e non credo che siacos disgustoso andare a cena dai tuoi ricchiamici.

Io mi diverto qui!

Davvero? Ti ho visto in giroper il parco i giorni scorsi, sembravi un animale ingabbia..

E sbott in una risata senza gioia, mentre riguadagnava ilcentro della stanza e m squadrava con superiorit e unleggerodisprezzo, le braccia incrociate sul petto.

Sempre meglio qui che aMalfoy Manor, mi fa venire i brividi!

Sev non poteva sapere di cosa e di chi stessi parlando, ma fui contentadi averlo lasciato sbigottito, almeno per qualche istante.

E la tua amica con i capellirossi? una strega anche lei?.

Cercai di guadagnare un vantaggio mentre sembrava ancora unpo dubbioso. Era odiosamente arrogante.

La mia amica?

S, certo, crediche solo tu abbia osservato me in quel parco?

Severus not i pugnetti che serravo sulla stoffa dellagonna,gli occhi luminosi e pungenti, la voce chiara e decisa mentre un alitodi vento m muoveva un ricciolo di capelli corvini vicinoallorecchio; lo dissi proprio conquellaltezzositche immaginava dovesse sempre avere una come me.

S, anche lei famagie, anche se nata babbana.

Una nota di sfida nella voce. Questa volta fu lui a godere del miostupore.

Non so perch,per cos. Immagino che per voi purosangue sia un trauma cheanche ilsangue impuro .

Non fin la frase, pensava di avermi fatto arrabbiareabbastanza anche senza concludere.

Parli come mio padre..

La voce mi tremava, ma non di rabbia, e la cosa lo lasciper unattimo di nuovo spiazzato, forse pensava che avrei attaccato dicendoche erano menzogne, come immaginava facessero sempre quelli come me, einvece era forse rassegnazione quella nota in fondo allamiavoce?

Perch, tu forsela pensi in modo diverso da lui?

Si avvicin di nuovo alla finestra, questa volta nonsembravasarcastico e distaccato, ma davvero curioso di cosa potessirispondergli.

Io . Io non loso, non ci ho mai pensato per davvero.

E mi misi a guardare il parco giochi di l del fiume, conunespressione che Sev non riusciva proprio a decifrare. Nonriuscivo a capire nemmeno io.

Mey, scendi,andiamo.

La voce di mia madre ruppe il silenzio sceso tra noi ragazzi, ed ioriguadagnai svogliatamente la porta. Un In bocca al lupo perla punizione detto con gentilezza mi raggiunse proprio allultimo istante,facendomi sussultare. Non me lo sarei mai aspettato, era statocos acido con me! Mentre me ne andavo, mi accorsi cheimmaginavo con piacere Sev che si girava verso di me, in tempo pervedere la mia treccia corvina sparire gi per la scala:probabilmente tutto si sarebbe aspettato, quel giorno, tranne cheMeissa Sherton gli avrebbe fatto visita e gli avrebbe parlato di magianella sua stanza.

***

RegulusBlack

Lacock, Wiltshire - dom. 30 maggio 1971

Fin da piccolo mi era sempre piaciuto far visita a zio Cygnus: la casa,assolutamente maestosa, era immersa in un parco magnifico, scenarioperfetto per interminabili giornate di giochi e risate con mio fratelloe le nostre cugine. Con Meda in particolare. Mi spar subitoilsorriso dalla faccia, secondo nostra madre era un delitto verso ilnostro sangue persino pensarla. Mi guardai attorno: era una bellagiornata di fine maggio, le rose dello zio profumavano e abbellivanocon i loro diversi colori ogni angolo, il sole era una calda carezzasul mio viso. Quel giorno Black Manor, nei dintorni della cittadina diLacock, nel Wiltshire, avrebbe ospitato un evento importantissimo: lamia adorata Bellatrix avrebbe finalmente sposato Rodolphus, ilprimogenito ed erede dei nobili Lestrange. Era un momentoimportantissimo per i Black, dopo lo scandalo di Andromeda, alcunemalelingue avevano scommesso che i Lestrange si sarebbero tiratiindietro, alcuni dicevano che avrebbero fatto come gli Sherton. Daidiscorsi dei miei genitori, per, avevo scoperto che laverit era ben diversa: Mirzam Sherton, infatti, non avevarifiutato Bellatrix per lo scandalo, lui avrebbe voluto Meda per amore,non per il nome, perci non poteva sostituirla con Bellanellapropria vita. Ora era tutto passato, anche Mirzam si era fidanzato eaveva annunciato il proprio matrimonio per la fine dellanno,quello perci sarebbe stato un giorno di festa per tutti. EnoiBlack, per lennesima volta, saremmo stati invidiati datutti,tutti ci avrebbero guardati sognando, invano, di poter essere come noi.Ero soddisfatto di questo, soddisfatto di me, soddisfatto di essere unBlack: il mondo intero non poteva fare a meno di girarsi per ammirarci,quando entravamo in una stanza.

Calciai un sasso sul vialetto e seguii le risate di Barty Crouch jr. emio cugino Jimmy Rosier, che si rincorrevano nel prato. Mio fratellocome sempre mi aveva lasciato solo non appena eravamo arrivati; nonavevo idea di dove fosse, ma di sicuro stava facendo qualche danno: daquando aveva quella dannata bacchetta - che ancora non poteva nemmenosfiorare, a dire il vero - non faceva altro che combinare disastri e,dopo la miracolosa tregua invernale, era tornato a passare la maggiorparte del suo tempo libero in punizione nel sottotetto. Mi avviaiannoiato verso casa, al contrario di Sirius, a me piaceva anche restaredentro, per ammirare e magari toccare gli oggetti strani e misteriosiche occhieggiavano qua e l, come falsi soprammobili, unpo ovunque: quello era, in realt,lunico modo perme di finire nei guai, lasciarmi attirare da uno dei tanti pericolosigiocattoli dello zio. Nostra madre ci aveva preceduti nel Wiltshire daun paio di giorni, per aiutare suo fratello e sua cognata neipreparativi, io e Sir eravamo arrivati con nostro padre solo quelmattino. Zio Cygnus aveva subito attirato pap e gli altriospiti in discorsi daffari, sembravano tutti alquantoentusiastiper qualcosa ma ancora non ero riuscito a capire cosa fosse. Inoltresapevo di dovermi tenere alla larga dalla mamma, perch ledonnedi famiglia erano ancora impegnate con mia cugina e nella sistemazionedegli ultimi dettagli, per impedire che Bella avesse una delle sueproverbiali crisi di nervi. Per magari, se avessi promessodifare il bravo come mio solito, forse nessuna di loro avrebbe avuto ilcoraggio di cacciarmi, cos mi decisi a entrare. Inrealt quel giorno ero un po triste: se ancheBellausciva dalla mia vita per sposare il suo fidanzato, per me siprospettava un lungo anno di solitudine, con Sirius e Cissa e lamaggior parte dei miei amici a Hogwarts, erano pochi, infatti, iragazzini della mia et o pi piccoli che erosolitofrequentare.

In casa assistetti alla classica scenata di mia madre contro un paio delfi, rei di non aver sistemato un centrotavola a dovere. Scivolairapido su per le scale, avendo cura di non farmi notare, attratto daquella che sembrava la voce di Cissa, che riecheggiava al piano disopra: non la vedevo da Natale e avevo voglia di abbracciarla, di farmiabbracciare, di assicurarmi che almeno lei non sarebbe sparita dallamia vita, non erano stati mesi facili a Grimmauld Place, dopo la storiadi Meda e mio fratello non era esattamente la persona piindicata per farsi consolare. A pensarci, per, era strano,Narcissa doveva essere a scuola, tanto pi che quello perleiera lanno dei G.U.F.O. Avanzai lungo il corridoio, ovunque iritratti dei miei parenti mi osservavano arcigni e come sempre ostili,chiss perch poi, ma io ero sereno e felice,perch quello che avevo sentito erano indubbiamente la vocee larisata di mia cugina, provenienti dalla stanza di Bellatrix. Bussai eintanto mi specchiai in uno dei duecento specchi distribuiti lungo ilcorridoio, sistemandomi i capelli di nuovo troppo lunghi, in modo dalasciar scoperti i caratteristici occhi di famiglia. Appena la porta siapr mi sembr di essere al cospetto di angelo:NarcissaBlack, bionda, alta e armoniosa, con due occhi azzurri come il mare,era sempre dolcissima con me. Mi rivolse subito il suo meravigliososorriso ed io mi tuffai tra le sue braccia, facendo attenzione a nonpestarle il magnifico abito pervinca che aveva gi indossatoperla cerimonia.

Regulus! Finalmente! Sietearrivati adesso?

S, conpap ci siamo materializzati da circa unamezzoretta

Cissa, falloentrare!

Bellatrix era seduta, circondata da tre elfe affaccendate, aveva unalunga veste bianca di pizzo, semplice e lineare, attillato, a esaltarnela figura esile e perfetta, sopra quellabito cerimoniale,cheteoricamente avrebbe dovuto vedere solo il suo sposo alla fine dellagiornata, una volta che fossero statinellintimit dellaloro casa, sarebbe andata la veste matrimoniale, verde slytherins,costituito da un corpetto riccamente decorato, che scendeva poi in unsuntuoso tripudio di stoffe, veli e pizzi. Stavano finendo diacconciarle i capelli, lunghi, lisci e neri, annodandoli con nastri efiori.

Salazar, seibellissima!

Era una visione per gli occhi, mi sarei voluto mettere a piangere,attaccandomi alle sue gonne per farle giurare che non sarebbe andata disotto, che non avrebbe sposato quellodioso pallone gonfiato,uninetto che non meritava nemmeno di farsi calpestare da lei!

Hai perso lalingua?

Mi sentii le guance in fiamme e mi guardai subito le scarpe, Bellarise, di quella sua risata strana, che spaventava quasi tutti, ma che,non sapevo il perch, nel mio cuore infiammava sempre unsensodi felicit e appagamento. Quando sorrideva, era stupenda epericolosa, la sua era una bellezza molto diversa da quella di Cissa:se Narcissa Black era la dimostrazione dellesistenza delparadiso, Bella era il motivo per cui valeva la pena dannarsi perleternit, vendersi persino lanima.Sapevo bene,gi allora, che era una creatura pericolosa, venefica, maassolutamente e inevitabilmente indispensabile, pena la disperazioneeterna. Riuscivo a capire benissimo perch RodolphusLestrange,dopo essere riuscito a legarla a s con il fidanzamento,fosseimprovvisamente diventato un uomo felice. E quel giorno sarebbediventato, ai miei occhi, luomo pi fortunatodella terra.

Sirius che fine ha fatto? Nonsi sar fatto mettere in punizione anche oggi!

No, no, qui, daqualche parte,per sparito appena siamoarrivati

Quellidiota!Crescer mai?Dammi retta, Cissa, quello l trover il modo difarsidiseredare come la sua adorata Meda, prima deiventanni!

Bella!

E non fare il tuo faccinoscandalizzato,Cissa! Tu non ceri: dovevi vederlo, frignava come unaragazzinaper quella sciocca Che vergogna! Io non so checosha per fortuna cRegulus

Divenni rosso peperone.

perch se il futuro dei Blackdipendesse solo da quello l, allora saremmo messi davveromale

Lascia perdere nostro cuginoBella, solo un ragazzino, ne ha di tempo per crescere, ancora Tuinvece non ne hai quasi pi, tra meno di unorasinizia, quindi sbrigati a prepararti!

Cissa mi prese per mano ed io mi feci guidare, docile, fino nella suastanza, mi misi seduto sul suo letto, odorava di lei, tutto profumavadi fiori come lei, l dentro. Controll di nuovola suafigura allo specchio, riaggiust un ricciolo che sembravaribellarsi allacconciatura e intanto mi osservava divertitaattraverso lo specchio, mentre io prendevo una delle sue bambole dalcom e mi perdevo a osservarla.

Non ti sarai messo a giocarecon le bambole!

Mi sorrise ancora pi divertita ed io mollai il pupazzoallistante: ero color fuoco. Cercai di fare il sostenuto ediiniziare discorsi importanti, suscitando ancora di pi ilsuosorriso.

Avevo paura che non c fossi,oggi, che nonavresti potuto lasciare la scuola, anche se solo per ungiorno.

Oh no. Il preside statoinformato per tempo e ci ha accordato un giorno di permesso. Si rendonoconto anche loro che un evento davveroimportante

Ci ha accordato?

S, oggi cisar anche ilfratello di Rodolphus, Rabastan, potuto tornare a casaanchelui per il matrimonio.

Ahcredevo

Credevi?

La guardai vergognoso, e quasi soffiavi le parole tutte attaccate.

ChefossivenutaacasaconMalfoy

Cissa divent rossa pi di me ed io, sepossibile,peggiorai ulteriormente, abbassai gli occhi a guardarmi nuovamente lescarpe, mentre lei, un po a disagio, tornava di nuovo asistemarsi la stessa ciocca di capelli dorati.

No, Malfoy rimasto a scuola, non hamotivi ufficiali per farsi rilasciare un permesso di questo genere,lui.

Ma un giorno ti fidanzeraicon Lucius, vero?

Cissa mi guard di nuovo attraverso lo specchio, era ancoraunpo rossa di vergogna, ma il suo era lo sguardo fiero deiBlack.Mia cugina, con me, era solita mostrarsi per quello che era davvero,una giovane donna ben consapevole del proprio valore e di quello chedesiderava nella vita; con me difficilmente interpretava il ruolo cherifilava a tutti, quello della ragazzina infantile e civettuola, spessoun po svagata, che faceva credere a tutti quanti di trovarsidifronte una persona molto pi debole e ingenua di quanto inrealt fosse.

Ungiornoforse Sesmetter di comportarsi da sciocco e dimostrerdimeritarmi ...

Tirai un sospiro di sollievo, almeno lei, ancora per un po,non me lavrebbero portata via!

Ora andiamo, la cerimonia siterr trapoco, dobbiamo ricevere anche noi qualche ospite. Ti va di farmi dacavaliere?

E me lo chiedi?

Mi alzai di scatto e mi avvicinai a lei, alla toilette, mi sistemai dinuovo la cravatta e i capelli, con le dita, Cissa allora prese la suaspazzola e mi pettin, mi sistem il collettodellacamicia e spian per bene la mia giacca.

Sei proprio un bel ragazzoReg, sei proprio un Black, perfetto!

Mi stamp un bacio sulla fronte e alzandosi mi prese permano.La seguii felice ma ero anche un po turbato, ripensando alleparole di Bella e poi alle sue. Cerano giorni in cui nonsopportavo Sirius, cerano validi motivi per cui gli avreivolentieri rotto il naso, ma quello che aveva detto Bella eraterribile; peggio ancora, se si fosse avverato, se Sirius fosse statodavvero tanto pazzo da farsi buttare fuori dalla famiglia, mi rendevoconto che per quanto io avessi fatto per renderla felice, mia madresarebbe morta dal dolore e dalla vergogna. Per altro non riuscivo aimmaginarmi mio fratello con una babbana, no, quello eralunicomodo per farsi diseredare dai miei, e Sirius non poteva essere tantoscemo da fare una cavolata del genere!

Che coshai, Reg?Sei diventato tanto silenzioso!

Ripensavo alle parole diBella, io non voglio che Sirius

Lasciala perdere, Bella nondiceva sul serio, solo agitata per lacerimonia

Sicura?

Ma certo cucciolo mio, poi losai, non mai stata contenta che Sirius le preferisse Meda, perquesto che bisticciano sempre quei due ma ti assicuro cheglivuole bene, forse non tanto quanto ne vuole a te

Si ferm e mi accarezz di nuovo il viso, ed iole baciai la mano delicata.

e poi staitranquillo, tua madre nonpermetter mai a tuo fratello di mettersi davvero nei guai,laconosci e Sirius non cattivo,n pazzo, solo un ragazzino vivace, ma vedrai, appenaentrer aSerpeverde, gli sar subito ben chiaro chi ecosa devefare della sua vita per essere davvero felice

Ero ancora un po turbato, ma mi fidavo di lei; avanzai alfiancodi Cissa fino a raggiungere zio Cygnus e salutare con lei gli ospiti.Cerano davvero tutti: i nostri parenti, i parenti deiLestrange,alcuni provenienti persino dalla Francia, gli amici di zio Cygnus e dimio padre, gli amici dei Lestrange. Notai Malfoy e tirai un sospiro disollievo quando vidi che Lucius davvero non aveva ricevuto lo stessopermesso di Cissa: laustero mago ci salutappena,puntando direttamente verso Lestrange senior, sembrava avessero affariimportanti da discutere, in privato. Vidi poi gli Avery e i Crouch, iParkinson e i Zabini; allarmato mi chiesi se per caso gli Sherton nonsarebbero venuti: mia madre diceva sempre che il signor Sherton nonpoteva vedersi con il padre di Rodolphus, ma non potevo credere che perquesto motivo avrebbe mancato di rispetto a mio zio, non presentandosial matrimonio di sua figlia.

Cerchi qualcunoReg?

Cissa mi guardava ammiccante, di certo conosceva gi la miarisposta. Io divenni rosso: potevo dire di cercare mio fratello, ma eraevidente a tutti che di solito non ne sentivo la mancanza,cosmimpappinai, strappandole infine una risata giocosa.

Non cercherai Meissa Sherton,vero?

Non fin nemmeno la frase che ero gi di unviolentorosso porpora, le mani sudate e avevo serie difficolt arespirare: i suoi magnifici occhi azzurri sembravano analizzarmi comefosse un legilimens, mi sentivo nudo e indifeso davanti a lei.

Allora mamma ha ragione: ziaWalby stafacendo il diavolo a quattro perch vuole accaparrarsela perte!E a quanto pare, se ci riuscisse, ti farebbe davvero felice!

A me non interessa!

Cercai di mostrarmi fiero e determinato, ma la voce mi uscsquittendo, facendomi sprofondare in un baratro di vergogna.

S, lo vedo inquesto preciso istante

Rise ancora, lasciandomi indietro come un idiota.

Guarda i tuoi amici sonogi con tuo padre e tuo fratello

Mi riconsegn a mio padre, poi torn da Bella,prima chefacesse una strage di elfi, scomparendo in una nuvola vaporosa di riccidorati e profumo di fiori delicati.

***

MeissaSherton

Lacock, Wiltshire - dom. 30 maggio 1971

Avevo sempre pensato che mio padre e i miei fratelli fossero gli uominipi belli del mondo, ma quel giorno non potei fare a meno diammettere quanto Rodolphus Lestrange fosse affascinante, di unabellezza meno perfetta, vero, di sicuro diversa, ma era comunque moltoattraente, di certo al livello di Orion Black quando aveva la suaet. Sapevo bene che era amico di mio fratello, ma non cifrequentava quasi per niente, vederlo cos in sintonia conMirzam mi fece capire che esisteva tutto un mondo tanto vicino a me, madi cui io non sapevo praticamente nulla. Quel giorno mi resi contoanche che Rodolphus non era poi tanto pi grande, le rarevolteche lavevo intravisto, forse a causa dellaria unpo burbera, mi era sempre sembrato molto pivecchio, maora, grazie alla felicit sincera che lo pervadeva, sivedevabenissimo che aveva solo tre o quattro anni pi di Mir. Eraalto, senza esagerazione, forte e ben piantato, senza essere grasso,aveva i capelli bruni, gli occhi simili a ossidiana blu, i trattidecisi e ben scolpiti. Si diceva che la loro famiglia fosse di originifrancesi, ma mio padre sosteneva che i Lestrange erano sempre statigente del Norfolk e infestavano le isole britanniche comeunerbacattiva fin dalla notte dei tempi. E se lo diceva mio padre,cera da crederci.

Prima del banchetto gli adulti chiacchierarono a lungo, io come tuttigli altri ragazzini, decisi di godere della magnifica giornata di solegiocando nel parco. Mi sarebbe piaciuto parlare con Sirius, macomera gi accaduto a Habarcat, sembrava farfinta chenon esistessi, appena arrivati ci aveva salutato, poi era sparito,mentre suo fratello Regulus non si era visto affatto. Morale, mi stavoannoiando a morte, perci approfittai della momentaneascarsaattenzione di mia madre e mi allontanai, sapevo dai racconti di Siriusche Cissa aveva un gatto e chiaramente quel giorno nonlavrebbero tenuto in casa: non mi fu difficile trovarlo,girovagando per i cortili interni al maniero, e mi fermai in unchiostro a giocare con lui in attesa della cerimonia. Dopo ladisavventura di Spinners End, ero stata in punizione, cosararaper me: mio padre mi aveva proibito le sue stanze, quindi niente musicaper due settimane. Pur sapendo che mi sarei salvata, non avevo detto laverit, non volevo turbare la mamma, preferivo stare inpunizione che vederla preoccupata. Ma con mio padre era diverso: miofratello diceva che pap era il miglior legilimens della suagenerazione, ma che non praticava la sua arte nei nostri confronti,perch aveva metodi altrettanto infallibili per strapparcilaverit, senza doverci far del male o violare le nostrementi. Inquei giorni avevo scoperto che era il suo sguardo delusolarmache poteva usare contro di noi: non avevo detto nulla, eppure avevo lacertezza che sapesse la verit.

Anche quel giorno, a Lacock, era particolarmente nervoso:lavevosentito lamentarsi di qualcosa con Orion Black, gli aveva detto che nonglielavrebbe perdonata, che se avesse saputo checeraanche Lui, l quel giorno, non avrebbe portato me e lamamma.Non lavevo mai visto cos arrabbiato e Orionaveva fattodavvero fatica a difendersi, dicendo che non lo sapeva neppure lui, chela lista completa degli ospiti di Lestrange era stata un mistero fino aquella mattina. Mio padre aveva sbuffato qualcosa in gaelico e gliaveva intimato di sbrigarsi a fare quello che gli aveva chiesto, checera tempo fino ad agosto, o non se ne sarebbe fattopinulla, non avrebbe pi rispettato il patto. Ero triste epreoccupata: non avevo mai visto mio padre arrabbiato con Orionn Black cos spaventato, non volevo che la loroamiciziafinisse, perch sarebbe stata la fine anche della miaamiciziacon Sirius e Regulus. Non sarebbero pi venuti da noi perlestate

Gli Sherton e i gatti!Dovrebbero scriverci un trattato

Ero seduta su una panchina, con Basquiat, il gatto tigrato di NarcissaBlack che mi faceva il panettiere sulle ginocchia, nel luogo delmaniero forse meno visibile rispetto a dove si teneva il ricevimento.Alzai gli occhi: un giovane sui quindici anni stava appoggiato a unadelle colonnine di pietra del chiostro millenario, una buffa smorfiasul viso dovuta al sole che gli si specchiava in faccia, la camiciafuori dai pantaloni per met, la cravatta slytherin scioltae lagiacca sulle spalle, ribelli riccioli castano scuro a incorniciargli unviso dangelo, illuminato da due occhi di ossidiana blu,dallespressione tuttaltro che serafica. Sembravareduceda una corsa o da qualche altra attivit animataallaperto, di certo non sembrava pronto per una cerimoniacos importante. Lo guardai ostile, odiavo quando qualcunomicoglieva alla sprovvista, quando qualcuno mi metteva indifficolt, come stava facendo quel tizio, che sembravaconoscermi, mentre io non avevo idea di chi fosse.

E tu saresti?

I miei fratelli mi avevano insegnato ad attaccare sempre per primaquando il mio avversario non meritava un comportamento cerimonioso daparte mia, e quello era evidentemente la situazione adatta,perch quellidiota era stato tanto scortese daspaventarmi e non presentarsi.

Rabastan Lestrange perservirla, madamigella Sherton

Un inchino cerimonioso seguito da una risata beffarda semi soffocata:lo guardai meglio, vagamente disgustata, era evidentemente fuori dis, come quei meschini babbani dei racconti di mio padre,quandoeccedevano nel consumo di alcool e avanzavano barcollanti per lestrade. In effetti, non poteva che essere il fratello di RodolphusLestrange, per lesattezza la versione pi giovanedicirca dieci anni dell uomo che avevo ammirato al mio arrivo.Questindividuo, per, al contrario del fratello,avevaqualcosa di selvaggio e ribelle in s, qualcosa che urlava non fidatevi dime .

Ero proprio curioso, e aNatale mi erisfuggita, non mi andava di aspettare fino a settembre per scoprire comefossi!

Lo guardai sbalordita, quindi stava dicendo che mi aveva propriocercato, che non era l per caso. Il livello della miainquietudine si alz ulteriormente.

Io non sono sfuggita anessuno. E ora, con permesso

Ti posso riaccompagnare daglialtri, sevuoi cos capisco se sei come dice tuofratello

No grazie, dubito che Mirzamabbia parlato dime con chicchessia senza dirmelo, poi

No, parlavo diRigel siamo compagni di Quidditch a serpeverde

Feci una faccia ancora pi disgustata, se era stato Rigel sispiegavano tante cose, tra idioti, in effetti, non poteva essere nataaltro che complicit Rabastan si ricompose, sipass la mano tra i capelli e mi guard con fareserio,io restavo guardinga sulla panchina, valutando quale fosse la migliorevia di fuga. Era bene essere pronti a tutto.

Devo averti spaventata.Scusa nonvolevo che sto talmente tanto con tuo fratelloche misembra di conoscerti

Io non ti conosco e nonminteressaconoscerti, anzi, mi hai gi stancata! E per chiarire, ionon hopaura di nessuno Lestrange!

Lasciai andare il gatto di Narcissa, mi alzai, guardandolo con sguardofermo, lui mi rimandava unocchiataccia divertita; feci fintadinon aver paura passandogli vicino: non aveva fatto nulla di strano, erasolo uno sciocco, ma qualcosa in lui mi metteva sinceramente i brividi.

Anchesullostilit tra Shertone Lestrange dovrebbero scriverci un trattato, eppure i tuoi fratellisono la dimostrazione che non siamo poi cos cattivi, vistochesono i nostri migliori amici.

Dei miei fratelli,forse Ma non i miei

Lo fulminai come per dirgli Toglitidai piedi, idiota! ,alz le mani e mi lasci passare: ero abituata airagazziidioti, ma mi ero sempre illusa che, a parte mio fratello Rigel, cheera un cretino integrale, crescendo migliorassero poipensai aLucius Malfoy e mi fu chiaro quanto la mia fosse solo una piaillusione. Uscii dal chiostro, avanzai per i corridoi senza aver troppacura di dove stessi davvero andando e quando mi fu pi cheevidente che non mi stesse seguendo, mi misi a correre per tornareprima possibile dai miei familiari: no, non dovevo pifarlo,non potevo allontanarmi da sola, non in giornate come quella, in cuicerano tante persone che non conoscevo, in una casa che nonavevo visto mai. Non volevo ammetterlo nemmeno con me stessa, maquellessere, viscido, mi aveva fatto gelare il sangue comeluomo mascherato delle mie visioni. Mi ero persa nei mieipensieri e in quei corridoi: camminavo incerta, credevo di essere ormaifuori e invece mi si apr un nuovo chiostro davanti, per unattimo ebbi paura che stessi perdendo di nuovo il contatto con larealt come a Spinners End, avevo paura diriconoscere inquel chiostro il giardino dei miei incubi, iniziai a sudare freddo, nonsapevo pi da che parte dovevo andare. Tornai indietro,ripercorrendo un lungo corridoio con i famigerati ritratti dei Blackappesi un po ovunque, il soffitto fatto a volta a botte, conlapietra tessuta a spina di pesce; girai a sinistra e finalmente,attraverso le colonnine tortili che decoravano la finestra, vidi ilgiardino allestito per la festa. Sorrisi: che sciocca ero stata!Ripresi a correre radente il muro, felice: cera anche Siriusconmia madre e mio fratello, mio padre di sicuro stava con Orion daqualche parte a parlare daffari. Non notai percilaporta che si apriva d colpo, la centrai in pieno, finendo a terra,tramortita.

Salazar! Si fatto male Milord?

No Malfoy, staitranquillo non si pu dire lo stesso di leiinvece

Sentii una leggera risata agghiacciante, poi una mano gelida come lamorte mi afferr per il braccio, aprii appena gli occhi e mitrovai a specchiarmi in uno sguardo strano, simile a quello di unserpente: sapevo di conoscerlo, ma non capivo, avevo la testa confusa,mi resi conto chiaramente solo che qualcosa nel mio stomaco si stavamuovendo, come con mio padre a Herrengton, sulla spiaggia.

Merlino, lafiglia di Sherton, non morta, vero?

No, Abraxas, tranquillizzati,ha solo battuto la testa.

Staccai con difficolt i miei occhi da quelli strani,allungati,affascinanti che sembravano leggermi lanima e li rivolsiallaltra figura, imponente, di nero vestita, tanto bionda dasembrare una mattina nordica.

Zio...

Salazar ti ringrazio, mi hariconosciuto!

Lo zio e luomo dalla mano gelida mi aiutarono a rialzarmi,misembrava che tutto girasse e soprattutto continuavo a sentire quellastrana voce sibilante che m diceva cose strane in testa. Lo guardai dinuovo: era completamente glabro, pallido, con quegli inquietanti occhiallungati da serpente, gli stessi lineamenti erano simili a quelli diun rettile, era magro, quasi scheletrico, eppure emanava una forza e lasensazione di un potere straordinario, era vestito con un lungomantello nero, che lo avvolgeva completamente, il capo coperto da uncappuccio. Ero certa che lui capisse che lo stavo ascoltando, anche sele sue labbra, cos sottili da sembrare inesistenti, non simuovevano, lesse la mia paura nei miei occhi quando ripetpi volte

ho un messaggio per tuopadre

Mi stringeva la mano, mi sentii priva di forza, anche se ci provavo,non riuscivo a staccarla dalla sua, guardai Abraxas, quasi per chiedereaiuto, ma sembrava non rendersi conto di quello che mi stava accadendo,lo zio anzi mi parlava, ma io non capivo cosa dicesse, nella testarimbombava solo quella voce fatta di pensieri e non di aria,sibilante

Miincontrerai tre volte, tre occasioni avrai e alla terzamoriraise tuo padre

Meissa!

Il contatto sinterruppe, la voce di mio padre pervaselaria ed io tornai a respirare, uscii da quella strana bollaincorporea e senza tempo in cui mi ero ritrovata prigioniera, mistaccai da quella presa, trovandola docile e subito lo raggiunsicorrendo felice verso di lui.

Che cosa le stavatefacendo?

Alshain, eracaduta Milord la stavaaiutando a rialzarsi quando sei apparso anche tu

Va tutto bene Meissa? Ti famale qualcosa?

No padreio devo esserescivolata a terra, o essere finita contro la porta mentre la stavanoaprendo, stavo correndo da voi, avevo mi sono resa contocheera tardi

Mio padre mi strinse la mano e mimpose di precederlo, dandorapidamente le spalle a quei due, senza rivolgergli pinemmenouna parola.

Alshain aspetta, dovremmoparlarti

Abraxas si mosse rapido fino a raggiungerci, pose la manosullavambraccio di mio padre, scoprendo appena la pelle delsuobraccio sinistro, nascosto come sempre tra pizzi e merletti: percepiiqualcosa di nero che macchiava come inchiostro la sua pelle candida, manon capii cosa fosse, ero per certa che non si trattasse diunaruna simile a quelle della nostra famiglia. Mio padre guardquella cosa che appariva tra i pizzi e punt uno sguardodisgustato negli occhi chiari come laghi di montagna di Abraxas Malfoy.

Non ora, Malfoy, nonqui non con Dei o la bambina in giro chiaro?

S, scusa Hai ragione

E prega che non ci sianoconseguenze, cugino, o tu sarai il primo a pagare

Questo lo disse a voce ancora pi bassa, con tono taglientecheraramente gli avevo sentito, mi si gel il sangue comequando,per la prima volta, lavevo sentito parlare in serpentese. Ciallontanammo, lasciandoci Abraxas e il suo strano compagno alle spalle.

Padre Chi eraquelluomo?

Zitta e muovitifaremo i conti acasa, Meissa Non certo cos che tiho educata,andare in giro per le case altrui a impicciarti degli affari che non tiriguardano!

Mapadre.

Non so cosa ti passa per latesta, ragazzina,ma ora che impari un po di disciplina! Io e tuamadrenon ti abbiamo certo insegnato a comportarti in modo da farci sparlaredietro!

Ma cosa

Cosa diavolo facevi conRabastan Lestrange da sola qui in casa?

Era furibondo, mai lavevo visto cos arrabbiatocon me.

Ero in uno dei chiostriinterni, giocavo colgatto di Narcissa e apparso quel tizio, iolholasciato indietro per tornare da voi, poi devo essermipersa

Stai alla larga da quelragazzo, intesi? E non mi riferisco solo a oggi.

Ma

Meissa, non stoscherzando non voglioche tu gli parli ancora, mai pi chiaro? E guaia te se ti allontani di nuovo da me o da tua madre!

Mi stratton malamente fin dalla mamma, alla quale miaffid dicendole qualcosa allorecchio, lei mifulmin severa, poi entrambi guardaronoallindirizzo delgiovane Lestrange con fare poco amichevole. Per il resto della giornatami sembr di stare in prigione, anche Orion presebonariamentein giro mio padre, dandogli della chioccia e pap lofulmin con unocchiataccia. Dopo un potutti sisistemarono ai propri posti, lorchestra inizi asuonareuna musica molto bella, Rodolphus attendeva allaltare conaccanto mio fratello a fargli da testimone, in una bella vestetradizionale verde, riccamente decorata con motivi slytherin inargento, una fascia di seta alla vita, una camicia di seta barocca, labarba tagliata pi corta del solito, i capelli mossi lunghifinoal collo, le mani cariche di anelli. Aspettava la sua sposa radioso,sotto gli occhi compiaciuti di suo padre e sua madre, e quandofinalmente Bella fece il suo ingresso, coperta da un velo di pizzoantico, con la sorella che sembrava un angelo a tenerle lo strascico,tutti persero letteralmente la parola. Il giardino era stato decoratocon archi dargento che sorreggevano fiori e puttini doratichetiravano petali al passaggio di ospiti e sposi, noi tutti eravamoseduti su panche abbelliti da bouquet di rose, provenienti di certodalle coltivazioni di Cygnus Black, a tutti noto per la sua passioneper quel tipo di fiori. Il celebrante era vestito con una ricca vestecerimoniale dorata e un buffo copricapo a tre punte, che risultavaancora pi ridicolo se abbinato a quegli strani occhialetticheportava sul naso: quellimmagine mi distolse dal pensiero diquello strano uomo col mantello e dalle parole che avevo sentito nellamia testa. Di certo me lero solo immaginate.

Furono recitate le frasi che da un millennio sancivano i pattimatrimoniali nel mondo magico, tra le famiglie purosangue inparticolare, Bella simpegnava al rispetto del suo sposo,Rodolphus si faceva carico della sua sicurezza e felicit.Siscambiarono gli anelli, Bella sembrava decisamente pisicura edeterminata, Rodolphus si fece sopraffare dallemozione,quandole prese la mano ed ebbe un attimo di esitazionenellinfilarlelanello. Quando finalmente il celebrante formullultima frase con cui si annunciavalindissolubilit di quellunione,l'abbracci con passione, sollevandola quasi da terra e lediedeun bacio lunghissimo, al punto che mi chiesi se non volesse per casoasfissiarla e ucciderla allistante. Distolsi lo sguardo,disgustata, io non avrei mai permesso a Sirius di farmi una cosa delgenere Divenni rossa allistante, era assurdo cheiopensassi a quel dannato damerino inglese in quei termini, che io miimmaginassi di Cercai di far sparire il rossore dalla miafaccia, risollevai il viso, mi guardai attorno, e subito diventai dinuovo rosso fuoco quando mi accorsi dello sguardo di Rabastan Lestrangefisso e canzonatorio su di me.

*continua*

NdA: Ringrazio quanti hanno letto, hanno aggiunto a preferiti/seguiti/ecc,hanno recensito e/o hanno proposto/votato questa FF per il concorso suimigliori personaggi originali indetto da Erika di EFP (maggio 2010). Valeria Scheda

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