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II.002 - HOGWARTS - Smistamento

That Love Is All There Is - Slytherin'S Blood [Marauders] — www.efpfanfic.net · All chapters

II.002 - HOGWARTS - Smistamento

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Slytherin's Blood

Hogwarts - II.002 - Smistamento

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SeverusSnape

Castello di Hogwarts, Highlands - mer. 1 settembre1971

Mi ero immaginato diversamente quella giornata da passare in treno:pensavo che avrei ammirato la mia odiata vita scivolare via daifinestrini, mentre la mia nuova vita mi correva incontro; avevoimmaginato di parlare tutto il tempo con Lily, di confrontare le nostreemozioni e le aspettative, avevo immaginato di confortarla e didividere con lei tutte le caramelle che avevo acquistato a DiagonAlley. Per lei. Non avevo tenuto conto che Petunia potesse rovinarci ilviaggio, lasciando in lacrime Lily con la sua cattiveria e,soprattutto, non avrei di certo immaginato che Lily se la prendesse conme per il litigio con sua sorella. vero, avevamosbagliato,entrare nella stanza di Petunia, scoprire e leggere la lettera diDumbledore, ma mai avremmo immaginato che lei, proprio lei, chedisprezzava tanto la magia, che ci considerava fenomeni da baraccone,avesse implorato il preside di accettarla a Hogwarts. Molto avevamodiscusso, sul significato di quel fatto, e secondo me,lunicapossibilit era che Petunia fosse gelosa di noi, e adesso sivendicava definendoci mostri. Alla fine sembrava che Lily si fossecalmata un po, in fondo eravamo davvero arrivati a Hogwarts,ilnostro sogno comune da ormai molto tempo, presto la cattiveria diPetunia sarebbe stato solo un pallido ricordo, in confronto a tutte lemeraviglie che avremmo vissuto. Insieme. In un certo senso la ritrovataarmonia era merito proprio di quei due sbruffoni, erano stati talmenteodiosi che io e Lily avevamo fatto di nuovo fronte comune, dimostrandoche, insieme, eravamo davvero pi forti. Sarebbe stata dura,losapevo, per due come noi, un mezzosangue e una nata babbana: avreiscommesso che quei due erano invece purosangue, cosaltezzosi,cos spacconi, con quellaria snob con cuicriticavano lasacra casa del mago pi forte mai visto nel mondo magico,Salazar Slytherin. Chiss quanti altri a Hogwarts erano comequei due. Se non fossimo rimasti insieme, per me e Lily, sarebbe statadavvero dura.

Ormai allo smistamento mancava pochissimo: una volta scesi dal trenoeravamo stati accompagnati alle barche e avevamo attraversato, sotto lapioggia, il lago, ammirando da quella posizione cosspettacolare il castello che prendeva forma nella notte, con le tantetorri e le luci e quellaria di fiaba che si sprigionava daogniguglia e da ogni gargoyle. Ci eravamo stretti uno accantoallaltra sulla piccola barchetta, avvolti nei nostrimantelli,sotto la pioggia: tremavamo per il freddo e il timore, ma guardando leluci del castello riflesse nei suoi occhi carichi di meraviglia, misentivo pi forte. Avevamo poi risalito il sentiero e lascalinata fino alla grande porta, dove una strega, la professoressaMcGonagall, ci aveva istruito su come ci si comporta, quindi eravamoentrati. Ora eravamo nel salone, con tutti gli altri ragazzipigrandi gi disposti lungo la tavolate delle rispettive caseenoi, le matricole, in piedi davanti al tavolo degli insegnanti: erameraviglioso quel luogo, con quel soffitto in cui le stelle facevanocapolino tra le nuvole ancora cariche di pioggia, le luci chesembravano galleggiare nella stanza, e quei fantasmi, che avevanoimpressionato alcuni ragazzini allarrivo, ma che a me eranosembrati cos esaltanti. Il preside si era rivolto a noicalorosamente, dandoci il benvenuto, poi era stato portato uno sgabellocon quel cappello strano, il famoso Cappello Parlante: sapevo tutto,perch, da quando avevo comprato i libri di scuola, avevagi letto tre volte La storia diHogwarts e ognivolta rimanevo estasiato per qualche particolare. Ma nulla era tantobello quanto il racconto che mia madre mi aveva fatto fin da bambinodegli anni meravigliosi che lei stessa aveva trascorso in quel castello.

Sentii un brivido di eccitazione, la gola secca e le mani sudate,quando allimprovviso intorno a me cal ilsilenzio, smisisubito di rincorrere i miei pensieri: era iniziato lo smistamento. Unodei primi ragazzi a sedersi sullo sgabello fu proprio lo sbruffone chemi aveva chiamato Snivellus. Rimasi colpitoquando nesentii il nome: Black, Sirius Black, il rampollo di una delle famiglieslytherins pi ricche e famose dInghilterra, nonsolo, mala sua era la famiglia pi amica e pi intimadegliSherton. Il mio cuore perse un colpo: se era un Black, sicuramente melo sarei ritrovato a Serpeverde e la situazione non sarebbe stata moltopiacevole. Il cappello parlante, per, tra lo stuporegeneraledella sala, grid a chiara voceGrifondoro e ilmio cuore fece una capriola entusiasta: se tutto fosse andato comesperavo, non lavrei avuto tra i piedi come compagno di casa.Quellidiota, sotto lo sguardo sconvolto della tavolata deiserpeverde, si alz dallo sgabello, avviandosi tuttobaldanzosodai grifoni, facendo il cenno V di vittoria alsuo amicospettinato ancora incolonnato in attesa, e rivolgendo un occhiolino aMeissa Sherton, appena pi avanti di me. Avrei dato non socosaper vedere lespressione di Meissa in quel momento e capirecosadavvero stesse passando a entrambi per la testa. Poco dopo, di nuovo,rimasi in spasmodica attesa, perch era arrivato il turno diLily: questa volta fu con un tuffo al cuore che sentii ripetereinaspettatamente dal Cappello ParlanteGrifondoro. Ci fudelusione nei suoi occhi, come nei miei, quando ci guardammo mentreLily si dirigeva al suo tavolo, ma le feci un sorriso:chiss,magari tra poco poteva esserci una straordinaria e inattesa sorpresaanche per me. Avevo sempre sperato di essere un serpeverde, ma ora, mivergognavo ad ammetterlo, era tutto diverso, avrei accettato di tutto,pur di restare accanto a Lily. I nomi intanto si susseguivano, vidianche altri due dei ragazzi dello scompartimento, Remus Lupin e PeterPettigrew, finire tra i Grifondoro, finch anchequellaltro borioso, che si chiamava James Potter,and afar compagnia ai primi tre. Per un attimo mi sentii euforico a unpensiero che si stava facendo largo nella mia mente: Salazar, che inquello scompartimento fossimo tutti destinati a Grifondoro?

Cera poi stato lo smistamento di Meissa Sherton. E queimomentidattesa, di sospensione dal tempo, che avevo sentitostringersisu tutti i presenti e su tutte le cose intorno a me, mi avevano datouno strano senso deternit, come se fossi statochiamatoad assistere a un momento importante per la storia di tutto il mondomagico. Mia madre alla fine mi aveva raccontato tutta la storia, tuttele leggende: gli Sherton non si erano pi visti per alcunesettimane perch doveva nascere loro un altro bambino e,inaspettatamente, era nata proprio la figlia femmina che sembrava avercambiato la loro storia. Ed ora, quella sera, tutti eravamolper vedere se lipotesi avrebbe trovato conferma, se lafamosamaledizione fosse stata spezzata per sempre. Come tutti gli altriguardai curioso la ragazzina sedersi sullo sgabello, chiaramenteintimorita e notai che il cappello impieg pitempo peremettere la sua sentenza con lei: non era strano, era accaduto conaltri gi prima. Anche con Sirius Black. Ma al contrario dialtri, a me non faceva n caldo n freddo sapereilrisultato del suo smistamento. Poco dopo arriv finalmenteilmio turno: quando la professoressa McGonagall pronunci ilmionome, mi sentii tutti gli occhi addosso, cercai di nasconderelemozione mostrando un passo falsamente pomposo e deciso, misedetti sullo sgabello, mi sentii appoggiare appena il cappello sullatesta e subito una voce grid, senza alcuna esitazione,Serpeverde! Il tavolo delle serpi mifesteggi,come aveva gi festeggiato altre matricole smistate prima dime:con passo indeciso mi voltai verso i miei nuovi compagni, dove mi feceposto, con un sorriso di benvenuto, un ragazzo dagli occhi taglienti edai capelli tanto biondi da sembrare bianchi, con la spilla da prefettosul petto. Attraversando la sala avevo per lanciato unosguardoverso il tavolo dei grifondoro, per incrociare gli occhi di Lily: eradelusa e triste quanto me e, con orrore, vidi che le stavano sedutiaccanto proprio quei due odiosi ragazzi del treno, mentre lei,ostinata, dava loro le spalle. Non avrei mai creduto di poterapprezzare tanto poco la mia prima cena nel famigerato castello diHogwarts.

***

MeissaSherton

Castello di Hogwarts, Highlands - mer. 1 settembre1971

Meissa, vieni, prendiamoquesta barca!

Noi del primo anno fummo divisi dagli altri e condotti alleimbarcazioni con cui avremmo raggiunto il castello, mentre gli studentipi grandi sarebbero saliti dalla stazione con dellecarrozze.Eravamo guidati da una figura monumentale e dalla voce tonante, chedalle descrizioni di mio fratello doveva essere il guardiacaccia,Rubeus Hagrid: cos grande, grosso e decisamente selvatico,sembrava spaventoso, ma quando intercettai per un attimo i suoi occhipressoch mascherati da una foresta di barba, capelli ebaffi,mi rivolse uno sguardo gentile, a cui risposi con un sorriso, che parvesorprenderlo ma fargli anche piacere. Salii sulla barca con Sirius :una volta persi di vista James e gli altri, aveva smessoquellatteggiamento iperprotettivo e soffocante che mi avevarovinato ulteriormente lultima parte del viaggio, forseperch, anche se non voleva ammetterlo, anche lui si stavaemozionando e spaventando un po. Con noi salirono anchealtridue ragazzini, Alice e Frank, che non avevo visto neppure in stazione eche sembravano straordinariamente simpatici e molto pi dicompagnia di quanto non fosse Sirius. Ma appena la barca si mosse e,incolonnati sotto la pioggia, attraversammo il lago, rimanemmo tuttimuti per lemozione: strinsi la mano a Sirius che miguard un po trasognato, e divisi con lui, insilenzio,quel momento di autentica meraviglia.

Arrivati al moletto del castello, fummo incolonnati e fatti salirelungo una scalinata, in cima alla quale una strega, che sipresent come professoressaMcGonagall, ciraccomand di fare silenzio ed entrare con rispetto nellasaladel banchetto: poco dopo ci ritrovammo in una sala grandissima, il cuisoffitto, che sembrava aprirsi sul cielo di nuovo stellato,rapsubito il mio sguardo e la mia ammirazione. Camminavo estasiata tra itavoli gi pieni dei ragazzi pi grandi,incrociai losguardo di Rigel che mi fece un sorriso dincoraggiamento eandaiavanti, fino al tavolo dei professori, con un popi diautocontrollo. Il preside, il professor Dumbledore, ci accolse con unbreve discorso, mentre uno sgabello e il famigerato Cappello Parlante,protagonista dei miei peggiori incubi da vari anni, venivano introdottinella sala: ebbi un tuffo al cuore, alla fine era arrivato il momentodella verit. Rapidamente, vidi nello stupore generaleSiriusassegnato alla casa del Grifondoro, contro tutte le pilogicheaspettative, ma non mi parve che ne rimanesse particolarmentesconvolto, guard verso Rigel e fece unalzata dispalle,e mio fratello gli fece un cenno dincoraggiamento, sapevoche alui interessavano pi che altro le sorti di Regulus, a causadelfuturo della sua squadra di Quidditch. Sirius fece un incredibile gesto"V" di vittoria a qualcuno davanti a me, forse a uno dei ragazzi delloscompartimeto, guard anche me, rivolgendomi primalocchietto poi un sorriso strano: la bocca era atteggiata alsolito sorriso spensierato, ma i suoi occhi erano colmi di tristezza, esentii un brivido strano percorrermi da cima a piedi. A me quello nonparve un segno di buon auspicio: gi immaginavo come Orion eWalburga avrebbero preso male lennesima guaio in cui si eraficcato il loro figlio. Per un attimo temetti anche per la storia delCammino, ma sapevo che la casa di appartenenza non era condizionante:mio padre non avrebbe negato al suo figlioccio le rune del Nord soloper questo, inoltre la famiglia di Emerson, uno dei suoi miglioriamici, pur essendo da secoli Corvonero, aveva il suo stesso poteredecisionale al consiglio del Nord. Ed io stessa, pur a corvonero, avreicontinuato tranquillamente a prendere le rune.

Tornai al presente, vidi assegnata anche Lily Evans al Grifondoro consommo disappunto di Severus che, dietro di me, per tutto il tempo incui restammo incolonnati, aveva decantato come fosse una litania lealte qualit dei serpeverde e pregato non so qualedivinit di ritrovarsi con lei in quella casa. Ed ora sitrovavaa sperare di diventare a sua volte un grifone, borbottando frasisconnesse a mezza bocca. Anche gli altri ragazzini dello scompartimentoPotter, Remus e Peter, finirono a Grifondoro: io iniziai a pensare che,per lo meno, non avrei avuto tra i piedi a Corvoneroquellidiotadi Potter e questo mi sembrava gi un buon motivo perrallegrarmi Almeno quello Quando ormai eravamorimastiappena in dieci, la McGonagall pronunci il mio nome. Miaccorsiche non stavo pi respirando.

Sherton, MeissaSherton!

Lo ripet di nuovo. Qualcuno dietro di me mi diede unaspintaper farmi avanzare, di sicuro avevo appena fatto la figura da idiota,come se dovessi andare in cerca di altri motivi per vergognarmi!Guardai verso il tavolo di Serpeverde, dove il Capocasa Malfoy non mitoglieva gli occhi di dosso, con quello che, da l, misembravaun ghigno sinistro. Sent dei brusii salire sia dalla tavoladiserpeverde che da quella dei corvonero, il preside, che fino a quelmomento aveva parlato col professore Sloughorn, mi punt gliocchi celesti addosso, quasi fosse curioso, anche lui, di vedere cosasarebbe successo di l apoco, mi rivolsi di nuovo verso iserpeverde e mi accorsi che Rigel si stava torturando un labbro perlimpazienza e ormai non calcolava pi Avery, chesi davatanto da fare per farsi notare. Tutti a quella tavola erano moltointeressati, ed io, di colpo mi sentii incapace di muovermi,schiacciata dal peso delle aspettative che si erano accumulate persettecento anni, tutte l, per piovermi sulle spalle.Guardaiverso i grifondoro e ricevetti lo sguardo di sostegno di Sirius, ancorapi teso di mio fratello. Sent una fitta dipaura e misedetti quasi di peso sullo sgabello. La McGonagall miappoggiil cappello sulla testa, sentii il cuore battere a vuoto. Il vecchiocappello, che da quanto avevo letto e mi era stato raccontato, eraniente di meno che il cappello di Godric Grifondoro, emise un sospiro einizi a sussurrare; alzai gli occhi cercando la fonte diquellavoce, voelvo tra laltro capire se quel discorso lo sentissisoloio, o se la mia pubblica umiliazione fosse destinata a tingersi ditinte ancora pi ridicole e miserabili.

"Ecco qua, unaltra sceltadifficile questasera Vediamo Sei Serpeverde come tutta la tuafamiglia,o sei Corvonero, come la tradizione vorrebbe? Mmm, sei diversa, val lapena di leggerti dentro, ragazzina"

Serpeverde,Serpeverde

No, nononono... non ci siamo,mi avevi quasiingannato, come quell'altro... Potresti essere un Grifondoro, lo sai?Coraggio, impazienza, una certa dose di sconsideratezza Nonseicome le tue antenate, no niente Corvonero!

Io tirai un sospiro di sollievo, Grifondoro era gi megliodiCorvonero, per lo meno cera Sirius e sarei stata a settepianidi distanza da Lucius; stavo gi per concedermi un timidosorriso di felicit non dando pi ascolto agliulterioriborbottii del cappello, che stava elencando altre miequalit edebolezze, quando la sua voce grid in modo che tuttisentissero:

"SERPEVERDE!"

Un "ohhhhhhh" di stupore si lev dai Corvonero, Grifondoro eTassorosso iniziarono a bisbigliare, mentre dai Serpeverde si levaronofischi e urla di gioia da parte di mio fratello e dei suoi amici, esubito dopo grida festose da buona parte di tutti gli altri, infine unforte applauso si lev da tutta la tavolata, guidata dallabionda figura di Malfoy che applaudiva in piedi, sorridendo eborbottando qualcosa all'orecchio di mio fratello, come se davvero lenostre fossero due famiglie unite. Mi voltai verso la McGonagall prima,poi verso il preside, smarrita, quasi a chiedere di poter ripetere lacosa, perch non ci credevo, perch non potevaesserevero: io davvero non ero come le mie antenate, ma potevo essere unagrifondoro, cos aveva detto il cappelloChecosera accaduto poi? La professoressa si chin sudi meparlandomi piano, cos che nessuno sentisse:

"Va tutto bene, signorina Sherton...Puoi andare al tuo tavolo, tuo fratello ti aspetta... "

Dunque era vero, levai lo sguardo verso Dumbledore e poi di nuovo versoSloughorn, ancora un po attonita. Mi avviai al tavolo diSerpeverde, seguita da occhi e mani di sconosciuti che sicongratulavano, alcuni cercavano di trattenermi, ma appena fui vicino aRigel, lui si alz, mi tir via da tutti e miprese sottola sua ala protettiva.

"Temevo di dover salire su aprenderti Che cosa ti succede, piccolina? Ti tremano legambe?"

" vero Rigel?"

"S, tutto vero,ci sei riuscita, e adesso davvero finita..."

Mi diede un bacio, con tutto il calore che non mi aveva mostrato mai intutta la vita. Ero felice, soprattutto di uscire daquellodiosomomento di disagio, da tutta quellattenzione e di potermimettere seduta, non pi esspota agli occhi di tutti.

"Grazie "

Finimmo di seguire lo smistamento: vidi anche Sev smistato nella casadi Salazar, accolto dal sorriso glaciale di Lucius Malfoy, che pertutto il resto della cena non fece altro che fissarmi, senza dire unaparola, rimuginando Merlino sapeva cosa. Io gli avrei volentieri risoin faccia, ricordandogli come mi aveva trattata con Bellatrix Black,avevo voglia di sputargli di nuovo in faccia dicendogli "Allora? Hai visto che sonoriuscita a sbatterti fuori dal mio destino? Ma qualcosa in quello sguardo mi diceva che era meglio non festeggiare,non ancora. Gli scherzi del fato potevano ancora essere molteplici.Anzi capii subito che anche la felicit piagognataaveva un retrogusto amaro, che ne disperdeva la pi profondaessenza: per un lungo anno, infatti, me lo sarei trovata davanticontinuamente, dovendo condividere con lui gli spazi, per me ancoramisteriosi, dei sotterranei di Hogwarts. E il pensiero di Siriuslontano mi faceva venir voglia di piangere. Al termine del banchetto iprefetti ebbero lordine di accompagnare i ragazzi nellerispettive sale comuni e m'avviai con gli altri nei sotterranei doveavrei abitato per i successivi sette anni. Ora che il pericolo erapassato, provai un senso di tristezza per essere finita l,sottoterra, io che amavo i luoghi aperti, i boschi, l'ariaMiimmaginai cosa potevo perdermi a non essere finita davvero aGrifondoro... e fu allora che mi resi anche conto di essere sola:Sirius era sette piani pi in alto, accanto a mecera unfratello che dopo lentusiasmo iniziale mi avrebbeallontanata,perch troppo piccola, un cugino che amava perseguitarmi e,tratutti gli altri, le uniche persone che conoscevo un po dipi erano la cugina di Black, bellissima e glaciale, eSeverus,che non mi aveva degnato di uno sguardo per tutto il tempo.Lunica cosa positiva era che i miei genitori sarebbero statifelici.

Attraversai la sala comune, che aveva un arredamento molto familiare,con tutti quei fregi a motivi serpenteschi, il verde elargentoche ovunque vibravano, mi diressi verso lala assegnata alleragazze, entrai nella stanza in cui erano gi statisistematidagli elfi i miei bagagli: con me cerano altre quattroragazze,due purosangue, Maela Dickens e Georgina Parkinson, e due mezzosangue,Penny Edwards e Zelda Tobiatt. Le salutai con un sorriso ma solo una diloro, Zelda, sembr ricambiare per me, e non per il fattocheero la figlia di mio padre. Disfeci la valigia, appoggiando sul lettoci che mi serviva per la notte e gli altri vestitinellarmadio, poi disposi i libri sul tavolino vicino al mioletto, presi le cioccorane e gli altri dolci rimasti e lioffralle ragazze, ma nemmeno questo sembr addolcirle, e iniziaiacredere che davvero sarebbe stata una brutta avventura. Nel baulelasciai la maggior parte degli accessori acquistati da Madame 0,l'astuccio con loccorrente per scrivere, gli ingredienti perpozioni, la scopa di Rigel e le stranezze acquistate da Sinister,infine presi la scatola che conteneva la bacchetta e la deposi sulcomodino. Andai in bagno, mi lavai, mi pettinai i capelli e mi rivestiiindossando una leggera tunica, e sopra una toga verde da strega. Diediunocchiata alla fedina di Salazar, e seguii Zelda nella salacomune. La trovai quasi vuota, cerano solo dei ragazzidellultimo anno che si scambiavano confidenze sulle ultimevacanze e la squadra di Quidditch che si organizzava in vista deifuturi allenamenti, ovvero il gruppetto degli amici pi caridiRigel: come mi vide apparire, mio fratello si allontandaglialtri, probabilmente aveva giurato a mio padre di non farmi frequentareLestrange, e mi venne incontro con unaria felice.

"Mey, ti va se scriviamo insieme unalettera a casa?Sarebbe bello che lo sapessero da noi, prima che da altri..."

"S, credo dis..."

"Intanto ti presento qualcuno: AnthonyCox, JulianBeckett e Sawyer Mills, ti volevano fare i complimenti e dirti che sonocontenti che sei stata smistata qui "

"Grazie, grazie a tutti!"

Mi sporsi a salutare il gruppo che si era alzato, mentrelaltramet della squadra faceva fronte compatto attornoallinconfondibile figura di Basty Lestrange. Avevo evitatoilsuo sguardo per tutto il tempo, ma sapevo benissimo che, al pari diMalfoy, non mi aveva mai staccato gli occhi da dosso.

Anche io volevo farti icomplimenti, purtroppo sai, i doveri di prefetto

Lucius era uscito dalla sua stanza, aveva appena fatto la doccia e perla felicit delle sue ammiratrici stava dinanzi a noiavvolto inun superbo accappatoio, le ultime goccioline dacqua aimperlareancora la sua pelle diafana...

Puoi fare con comodo, Malfoy,mia sorella nonsi lamenter se ricever i tuoi complimentidomattina oquando non avrai di meglio da fare, non necessario usciredicorsa dalla doccia solo per questo. Mey vai in camera tua, la scriviamodomattina la lettera!"

Mi spinse verso lala femminile e per la seconda volta inquellagiornata, si mise tra me e Lucius. Mi voltai, sulluscio, aosservare la scena: mio fratello stava fulminando Malfoy, che loguardava ghignante.

"Ma che cosa ti prende Sherton?"

Lucius si esercitava in uno dei suoi sorrisi pi radiosi efalsi.

"Succede che questo ilprimo avvertimento, Malfoy. Stai lontano da mia sorella!"

***

SiriusBlack

Castello di Hogwarts, Highlands - mer. 1 settembre1971

Black, SiriusBlack

La strega, la professoressa Minerva McGonagall se avevo ben capito,pronunci il mio nome ed io, senza troppi timori, mi staccaidalla fila delle matricole per avanzare verso lo sgabello, sotto gliocchi interessati di molti. Vidi Narcissa al tavolo di Serpeverdealzare la testa e fissarmi, fredda e altera: non aveva lo sguardoamorevole di Meda, ma tra i parenti rimasti eraquellache, alla fine, nei miei confronti manteneva latteggiamentopi incoraggiante. Per lo meno non mi abbaiava addosso ipeggiori epiteti e maledizioni, come Bella la pazza. Tutti quanti, inrealt, mi osservavano attenti, ma senza particolareemozione,in attesa si compisse ci che da secoli avveniva senzasorprese.Il sangue dei Black era intimamente connesso alla casa di Serpeverde:mio padre, poche sere prima della mia partenza, me ne aveva parlato,pi diffusamente di quanto avesse mai fatto. Alla fine avevocompreso che, esattamente come avevamo da generazioni quello sguardoinconfondibile, cos, da sempre, avevamo quel sangue,pressoch unico per purezza e nobilt. Dovevosoltantoaccettare quelle parole e quella realt, come il colore deimieiocchi: non cera via di scampo.

Mi sedetti e attesi che il cappello di Godric mi fosse messo in testa.Sapevo da Andromeda quello che sarebbe accaduto: il cappello dicevaqualche parola per capire cosa ci fosse nel cuore del ragazzino che gliera proposto. Nel mio caso, il discorso sarebbe stato piuttosto breve,quello che avevamo nel cuore noi Black era qualcosa di unico, come ilsangue delle nostre vene e il colore dei nostri occhi. Anche se, unavolta, Meda mi aveva confidato che, forse, con lei il cappello avevacommesso un errore. Tutte le speranze (o paure, a secondo dello statodanimo momentaneo) che avevo nutrito nel corso degli ultimimesi, o forse, meno chiaramente, nel corso dei miei ultimi anni, miavevano portato a immaginare spesso, per me stesso, un futuro diverso:ricordavo ancora il turbamento, linverno precedente, quando,guardando le barche babbane al largo di Zennor, avevo immaginato diessere uno di loro. Un turbamento analogo a quello provato quando avevovisto cosa era capitato a Meda, per non aver rispettato i valori deiBlack: un misto di sacro terrore e folle esaltazione. Da quando,per, ero venuto a conoscenza della bizzarra storia dellaMaledizione capace di mutare il destino di sangue di una parte degliSherton, quel pensiero era ritornato ad accarezzare i miei sogni e lamia mente, apparendomi foriero di mille avventure, pi chedidisperazione e inquietudine. Era stato cos, cercando diottenere informazioni sulla Maledizione, che avevo attirato mio padrein una conversazione davvero inedita per noi, ed era stato lui, allafine, che mi aveva fatto comprenderelinevitabilit delfuturo che mi attendeva. Io ero come gli altri, al di ldellemie bizzarre ribellioni infantili, prima o poi sarei diventato come unodi loro, perch quello che non erano riusciti a farmi inundicianni mio padre e mia madre, lavrebbe fatto la scuola, congliinsegnamenti, le amicizie, la visione del mondo che avevano quelli comenoi. Una volta che lavessi capito, sarebbe stato facileancheaccettarlo, perch in fondo cera una notapositiva: ancheAlshain e la sua famiglia erano come noi, magari potevo diventarepi simile a lui che a mio padre, standogli accanto. Eraquelloche avevo imparato a desiderare quellestate: sarei statocomunque uno Slytherin, io avrei avuto ci che desideravo,ma imiei non avrebbero avuto pi motivi per lamentarsi di me.Era unbuon compromesso. Un ottimo compromesso. Eppure, nemmeno leggendolo inquesto modo, il mio futuro predeterminato mi rendeva felice.Lultima scintilla di ribellione me lavevanostrappata ilconfronto con lemozione e lorgoglio dimostrato daquellostrano ragazzino dai capelli cespugliosi, al pensiero di finire nellacasa di suo padre. Io, al contrario, non sentivo nessun orgoglio aessere come gli altri, cos, per un semplice istante, avevocreduto sinceramente alle mie parole

Forse io andr contro latradizione.

Poi era arrivata Meissa e avevo ricordato, al di l dei mieisentimenti per la mia famiglia, qual era lunicarealtche avesse valore per me: quella in cui lei fosse stata al mio fianco.Avevo ricacciato indietro quel turbinio di pensieri sconnessi per tuttoil viaggio, cercando di mantenermi il pi razionalepossibile,perch per il momento cera qualcosa diassolutamentepi importante: quella poteva essere lultimavolta chestavamo insieme. Se Meissa fosse finita a Corvonero, mia madre ciavrebbe diviso senza troppe esitazioni e riguardi, e anche se fossefinita a Serpeverde, cerano alte probabilit chenonfossi io il Black a lei destinato Per questo avevo preso lasuamano, incurante degli sguardi ironici dei nostri compagni di viaggio,stringendola come ci si aggrappa alla propria salvezza

Se solo esistesse un modoSe solo trovassi ilmodoSe solo

Dopo un tempo che mi sembr breve come il battitodali diuna farfalla, il viaggio si era concluso: Mei era diventata nervosa emi era sfuggita, era sceso un silenzio carico dattesa tranoi,mentre sistemavamo i nostri bagagli e ci preparavamo a scendere. Infineavevamo affrontato il Lago Oscuro sotto la pioggia: non avreipi dimenticato, per tutta la mia vita, lemozionecheavevo provato attraversando quelle acque oscure su quella piccolabarca, tenendo, sempre tra le mie, la mano di Meissa. Le luci delmagico castello si erano stagliate allimprovvisonelloscurit, la mole imponente del castello,carico distoria e segreti, mi aveva fatto riflettere: l dentro lamiavita sarebbe cambiata per sempre. Con un brivido mi resi conto che,qualsiasi cosa fosse successa, avevo dinanzi a me non sololopportunit di stare lontano dalla mia famiglia,masarei diventato un mago, un vero mago. E, soprattutto, stavo entrandobambino e sarei uscito da l trasformato in un uomo. Quelluogoavrebbe mutato per sempre la mia vita, tutto quello che avevaimportanza per me, quello che, in quel momento, mi dava sicurezza opaura sarebbe stato trasformato ai miei occhi da quanto avrei vissuto,imparato e sperimentato negli anni seguenti. Guardai Meissa e compresiche sarebbe cambiato tutto, ma lei sarebbe stata sempre la mia stellapolare, era lunica presenza che per me avesse davverovalore.Non importava il modo, importava solo lei.

Benvenuto,mio giovane amico

La voce antica del cappello di Godric mi riport alpresente,squarciando i sogni in cui mi ero rifugiato, con gli occhi semprepuntati su di lei. Ero arrivato al dunque, finalmente tutte le tesseresi sarebbero messe al proprio posto: dubbi, certezze e speranzeavrebbero lasciato il posto alla realt. In quel maredincognite e variabili, io avevo gi la miacostante cuitener fede.

Eccoci qui, il tanto atteso erede deiBlack

Ghignai tra me ascoltando il modo in cui mi aveva apostrofato ilvecchio cappellaccio: il tanto agognato erede, certo Quellochei propri genitori non amavano... Quello che non vedeva loradiessere il pi lontano possibile dalla sua dannatacasa

Ahdavvero?Lunica cosa che tinteressa starelontano daglialtri Black? Non tinteressa la grandezza, la fama,lonore? La purezza di sangue?

Se davveroriuscissi a vedermi dentro, come dicono, sapresti benissimo che hoununica cosa nel cuore e non nulla di tuttoquesto

Lanciai uno sguardo nella sala, alcuni iniziavano a rumoreggiare,Narcissa disse qualcosa al suo vicino di tavolo: di sicuro, visto ilmio nome, la lentezza del cappello appariva a tutti quanti a dir pocoinaudita. Rapido scorsi la tavolata e sorrisi a Rigel, anche lui miguardava perplesso, poi tornai a sfilare lungo le fila delle altrematricole fino a lei: era preoccupata, ma era difficile dire se per meo per se stessa. Avrei dato qualsiasi cosa per ridarle il sorriso.

Che strani pensieri nella mente di questo Blackdavvero arriveresti a tanto per lei?

Ghignai tra me, sapevo bene che mi stava prendendo in giro, mai si eravisto un Black generoso, questo aveva detto mio padre.

Perlei, offrirei anche la mia vita

questo non il modo di pensare di un serpeverde, lo sai,vero,mio giovane amico? Mostri ardore e coraggio, e sprezzo per i guai incui vorresti volontariamente cacciarti so che sto percomplicarti la vita ma tu non puoi che essere "

"GRIFONDORO!

La parola mi esplose dentro lasciandomi devastato. Io, Sirius Black,erede dellantichissima e nobile casata dei Black, erededoppiamente Black del grande Phineas Nigellus, ero stato smistato nellacasa di Godric Grifondoro? Nella casa di quelli che mi avevano sempreinsegnato a disprezzare? Quelli noti in tutto il mondo magicoperch traditori del sangue puro? Allora i miei sospettieranofondati, dentro di me cera davvero quanto avevo intuito aZennor?

Ero rimasto senza fiato, mi resi conto che non ero lunico aessere impietrito, ma dovevo, da bravo Black, fingere di non esseretoccato dagli eventi, cos mi alzai, mostrando naturalebaldanza, mi guardai attorno, mostrandomi addirittura strafottente evittorioso, finch non intercettai lo sguardo sgomento diMeissae a quel punto non riuscii pi a fingere appieno. Inrealt ero davvero perplesso e spaventato, non tanto per lareazione dei miei, che non stentavo a immaginare ma perchnonavevo idea delle altre conseguenze di quanto era avvenuto. La nostraamicizia, almeno la nostra amicizia, avrebbe resistito? E Alshain miavrebbe voluto ancora a Herrengton, o per lui sarei stato solo uno deitanti grifoni che disprezzava fin da quando era un ragazzo? Sapevo chepotevo comunque prendere le rune, ma Alshain mi avrebbe ancoraaccettato? E difeso e sostenuto? E che valore dare alle parole delcappello? Offrendogli la mia vita ero forse riuscito a mutare ildestino di Meissa?

Mi sedetti e con aria indifferente accolsi insieme ai miei nuovicompagni via via i nuovi grifoni che si aggiungevano: poco dopoarrivarono Lily e Alice, Frank e Remus, James e Peter. Vidi scorrereminuti e facce, nascosto dietro una maschera di supponenza, con cuirigettavo indietro le occhiate ostili e dubbiose dei grifonipigrandi e le facce sconvolte e sprezzanti di buona parte dei serpeverde:Narcissa non osava nemmeno guardarmi, come se fossi talmente sporco cheosservandomi potesse macchiarsi il suo bello sguardo, Rigel miosservava con unaria enigmatica, ma ancora benevolente, comese,in fondo, per lui non fosse poi una grande sorpresa. Quella suaespressione un poco mi risollev, forse almeno quelli dellasuafamiglia lavrebbero presa bene, magari mi avrebbero ospitatoloro, visto che di sicuro mia madre mi avrebbe fatto trovare le miecose fuori da Grimmauld Place. Quando vidi la ragazzina che precedevaMeissa avviarsi a tassorosso, e sentii la professoressa chiamarla, imiei pensieri si azzerarono di nuovo, appena la vidi avanzare incerta esedersi, sentii bruciare dentro di me un fuoco, ero pronto a salire epuntare la bacchetta contro quel dannato cappello, incendiarlo magari,minacciarlo, perch a quel punto doveva farsi bastare quellochegli avevo appena dato io, per quella sera non doveva piesibirsi in altre uscite a sorpresa. Scorsi lo sguardo famelico diMalfoy e quello ancor pi inquietante di Lestrange su Meissamentre il cappello esistava e lei cambiava espressione. Per un attimomi parve di cogliere del sollievo sul suo viso. Infine, come tutti, necapii il motivo: la voce si lev e tra lo stupore generalelasmist a Serpeverde ed io sospirai sollevato: era salva. Erascesa con qualche esitazione, probabilmente sconvolta e stupita, eppurequando, durante il banchetto, mi guard il suo non era unosguardo sereno, ma pieno di tristezza. Probabilmente nei suoi occhi sispecchiavano i miei. Rigirai a lungo le pietanze nel piatto, fingendodi scherzare con James, che mi sfotteva, scommettendo che entro lamattina seguente i miei genitori sarebbero venuti a protestare con ilpreside pretendendo un nuovo smistamento, ma oltre a quello non sentiiuna sola parola che fu detta a quel tavolo, n qualcosa dellungo discorso del preside.

I miei non sarebbero venuti a protestare con il preside. Sapevo chefaccia avrebbe fatto mia madre appena Phineas le avesse raccontato laverit. Avrebbero litigato esarebbero staticonvocatitutti i Black, per decidere il da farsi, per decidere come prenderequella sventura. E solo se avessero avuto misericordia di me, miavrebbero dato unaltra possibilit. Mio padre nonmiaveva nascosto nulla. E nessun altro a quel tavolo poteva immaginarequanto diverso dagli altri io fossi. Quanto diversi dagli altri fosseroi rapporti tra genitori e figli a Grimmauld Place. Ero solo felice perMei Avevo contribuito in qualche modo al suo destino? O lenostre sorti erano gi state decise da qualcun altro al disopradi noi? Che cosa importava ormai?

Lei salva... Ed io lho perduta per sempre...

Come mi aveva detto mio padre.

"Un Blackche non segue la sua famiglia solo un rinnegato."

Mi addormentai per la prima volta tra i colori rosso oro della torredei grifondoro, nel buio di quella stanza anonima, che sarebbe stata lamia per sette lunghi anni. Una lacrima scivol lungo la miaguancia. Mai mi ero sentito cos solo e sperduto. La miavita,per come la conoscevo fino a quel momento, giusta o sbagliata chefosse, era finita. Per sempre. Al mattino mi sarei svegliatosemplicemente Sirius, un me stesso completamente diverso. Avrei dovutotrovare la forza di creare il mio mondo tutto da capo.

Da solo.

*continua*

NdA: Ringrazio quanti hanno letto, hanno aggiunto a preferiti/seguiti/ecc,hanno recensito e/o hanno proposto/votato questa FF per il concorso suimigliori personaggi originali indetto da Erika di EFP (maggio 2010). L'immagine di iniziocapitolo stata realizzata per me da Ary Yuna (che ringrazio), potete trovare i suoi lavori su DeviantArt e nella sua paginaArtista su FB . Valeria Scheda

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