II.015 - HOGWARTS - Un Gryffindor a Grimmauld Place
II.015 - HOGWARTS - Un Gryffindor a Grimmauld Place
ThatLove is All There is Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Hogwarts - II.015 - Un Gryffindor a Grimmauld Place

SiriusBlack
Hogwarts Express - sab. 18 dicembre1971
E comunque sappiate che me lapagherete tutti e due!
Peter continuava a guardarlo e a ghignare, io e Remus ci lanciavamo deipiccoli sorrisetti innocenti e insieme maliziosi.
E tu non ridere, Pettigrew,perchpotrei vendicarmi anche di te! Dovevi montare la guardia, nondormire!
Peter smise di ridere e rischi di strozzarsi con leCioccoranecon cui si stava ingozzando. James per lennesima volta sicontroll la capigliatura sui vetri del finestrino,scuotendorassegnato la testa. A quel punto non potemmo fare a meno di scoppiarea ridere sguaiatamente: fatture Orcovolanti omeno,lespressione di Potter non poteva non strapparci ancora unarisata a suo danno.
*
SiriusBlack
Castello di Hogwarts, Highlands - 17/18 dicembre1971
Al termine della festa, quando ormai le tenebre eranoscesenella nostra stanza, su alla torre di Grifondoro, Remus ed io avevamodato vita al famigerato attacco: intorno a noi regnava un silenzioleggero, intervallato solo dal russicchiare regolare di Peter, che erasvenuto sul letto dopo le abbondanti abbuffate di quella sera e averdovuto fare un paio di giri diballo con MartinaStevens.
Dai Peter buttati! Buttati!Sei tutti noi! Vai! Vai dalla tua fan
E lui era andato, rosso come un pomodoro maturo, a farsi pistacchiare ipiedi dallunica ragazzina di Hogwarts forse pigoffa eimbranata di lui. Remus si avvicin con il suo passo leggerodalla sinistra, sollevando e ritirando piano la tenda del baldacchino,non facendo il bench minimo rumore, io sfoderai labacchetta emi avvicinai da destra, avendo cura di evitare gli oggetti distribuiticaoticamente da Potter: ogni volta che si spogliava per andare adormire, la zona della stanza intorno al suo letto pareva reduce dalpassaggio di un uragano. Sussurrai piano lincantesimo concuimio padre mi aggiustava i capelli, riportandomeli alla giustalunghezza, ebbi per lardire di aggiungere laparolaTotalus, con cui mia madre pi voltemi avevaminacciato di raparmi a zero, se non avessi smesso di fare i dispetti aRegulus. Remus, che solo a quel punto cap cosa stavocombinando, mi fulmin con lo sguardo, ma ormai era troppotardi: la chioma fluente, sparata per aria, che ci faceva tanto ridere,aveva lasciato il posto alla vista della testa completamente liscia eglabra di James Potter.
Oh Merlino, stavolta siamonei guai!
Remus si ritrasse spaventato e si gett rapidamente sui suoiquaderni, sperando di trovare tra le formulesalvavitache sua madre gli aveva appuntato, anche qualcosa che facessericrescere rapidamente i capelli, io invece mi stavo rotolando a terradalle risate, non avendo ben capito in quale mostruoso guaio mi eroappena cacciato.
Taci, idiota, e aiutami,piuttosto! Vuoiforse che Potter si accorga subito e che il preside ci cacci? Merlino,ma si pu essere pi Vieni qua eaiutami!
Dai, Remus... Almeno adessonessuno potr pi dirgliporcospino!
Mi ero seduto sul suo letto, in preda alle risate mi tuffaiallindietro, con la chiara intenzione di distogliere Lupindaisuoi libercoli e soffocare le risate sul suo cuscino. Remuspernon mi seguiva, quando mi risollevai, anzi, vidi che mi fulminava conlo sguardo, severo.
E se non gli ricrescesseropi?
Guardai intensamente la sua espressione, Remus era davvero terrorizzatoe solo a quel punto capii che forse aveva ragioneMerlino e se davvero non fossero piricresciuti? Quandoavevo affatturato la coda della gatta di Meissa, nemmeno mia madre eDeidra erano riuscite a correggere i miei errori Passammomet della notte sul suo letto, a cercare tra i libri e gliappunti, invano, alla fine, uno dopo laltro, cademmo in unsonnoagitato, da cui mi risvegliai solo allalba. Erogi inbilico sul bordo del letto di Remus, rischiando di cadere, quando misentii prendere per la collottola del pigiama e tirare a terra.
Tu
Ahhhhhche.
Non finii la frase: con gli occhi ancora annebbiati dal sonno,intravidi una figura nera e minacciosa piombarmi addosso; ci rotolammoa terra, portandoci dietro le coperte di Remus, parte delle tende delsuo baldacchino e almeno un paio di calzini maleodoranti di James. Unodei due mi fu ficcato quasi in gola con insistenza dal mio aggressore.E questo fu il meno.
Ma cos.
Aprii definitivamente gli occhi, quando per staccarmi quella furia dadosso, le mie mani salirono fino alla sua testa e cercarono diaggrapparsi e stringere le sue orecchie: non le trovai. James Potterincombeva su di me, una foresta di capelli neri e cespugliosi irti intesta ancora pi del solito: per un attimo mi sigel ilsangue, complice la confusione del brusco risveglio elimpossibilit di quello che vedevo. Temetti diavere difronte il suo fantasma, non James in carne e ossa.
O santo boccino! Ma come haifatto?
La voce ancora un po impastata di Remus lo colse di sorpresaePotter allent la pressione su di me, si voltversoLupin, rosso in viso, i capelli che sembravano fluttuarenellaria come i tentacoli di Medusa.
Ah quindi sei coinvolto puretu! Quale diavolo dincantesimo mi avete fatto?
Si voltava una volta verso di me, una volta verso Remus, brandendo labacchetta e pi si arrabbiava, pimisteriosamente icapelli si allungavano e sincasinavano sempre pisullasua testa. Non che lavessi mai visto con i capelli inordine, maquel giorno sembravano animati di vita propria. James calmati, che mi parela situazione stia peggiorando ulteriormente.
James corse al suo baule, riprese lo specchio e, isterico,affond una mano nella foresta nera: ero convinto che nonsarebbe pi riuscito a tirarla fuori.
Oh santo Boccino...
Dai stai fermoprovo a sistemarteli!
Non ti avvicinareBlack non tiavvicinare o ti affatturo le chiappe giuro... oggi nonrispondodi me!
Mi avvicinai, senza sapere nemmeno io cosa potessi fare, a parteridere, e non era esattamente quello il momento. Eppure vedere che ilmio esperimento notturno aveva avuto delle conseguenze ben diversedalla tragedia annunciata, mi rendeva particolarmente euforico epersino un po impudente.
Ma io te li avevo soloaccorciati un pochino,James, non avevo di certo Diglielo tu, Remus, diglielo cheionon ho fatto nulla di male!
Oh Black smettilaun po Che sei sempre tu a far casino!
Remus era al colmo dellesasperazione, mentre riprendeva astropicciare i suoi appunti cercando una formula: quel ragazzo eratroppo fiducioso nella scienza magica, erapi cheevidente che James Potter andava contro tutte le regole della natura edella magia. In quel momento Peter usc dal bagno e vedendodispalle James rimase sconvolto, mettendosi a balbettare frasi sconnessesulla presenza di uno sconosciuto in camera.
Sono io, Peter!
Il nostro Pettigrew rimase in stato di shock sulla porta, le sue cosecaddero a terra e i suoi occhi rimasero a fissarsi sui capellisvolazzanti, io scoppiai a ridere, mentre James aveva definitivamenteuna crisi isterica. Fu Remus come sempre a riportare lacalma.Allimprovviso, si alz con la suaclassicaflemma, prese la bacchetta e pronunci conunintonazionee uno svolazzamento della bacchetta diverso da quello usato da me, lostesso incantesimo che avevo pronunciato io la sera prima: era riuscitoa stabilizzare la situazione, sembrava che ora i capelli crescessero auna velocit inferiore.
Forse dovremmo andare dallaPomfrey prima che ricomincino a crescere selvaggiamente.
No rischieremmodi perdere iltreno ci penserai tu a tenere sotto controllo lasituazione,durante il viaggio Mi pare il minimo A casa cipenseranno i miei
Ma ti porteranno al San Mungose ti vedono conciato cos!
No mio padre sacome fare... Se ne intende, di queste cose
Che cosa vorresti dire? Chetuo padre fa il barbiere dei maghi?
Ripresi a ridere, ma gli sguardi di fuoco di Remus e di James mirimisero a cuccia.
No... che. In famigliaabbiamo dei capelli un po strani, e mio padre ha elaboratounincantesimo apposta per cercare di tenerli sotto controllononso come diavolo abbiate fatto, stanotte, a far caderelincanto dimantenimento
Oh ... se perquesto, io non tiavevo fatto cadere sololincantesimo
James mi fulmin, senza per fortuna capire di cosa parlassi,Remus fece no con la testa e convinse Potter a non indagare oltre, icapelli gi tendevano ad allungarsi di nuovo ed eranecessarioche facessimo colazione prima che tutti gli altri si accorgesserotroppo della stranezza, o James sarebbe diventato il fenomeno dabaraccone della scuola
Ci rivestimmo e scendemmo rapidamente in Sala Grande, io lasciai nellamia stanza un pezzetto del mio cuore, ben sapendo che quella per me eraormai, davvero, "casa".
*
SiriusBlack
Hogwarts Express - sab. 18 dicembre1971
Tornaia guardare fuori dal finestrino, il paesaggio scorreva via veloce,nascosto sotto una candida coltre di neve fresca: quella notte, notteoscura di luna nuova, aveva nevicato ancora abbondantemente. I minuti ei kilometri mi avvicinavano sempre pi rapidamente a casa,ungroppo mi stringeva alla gola ed io mi aggrappavo al pensiero dellasera precedente, del ballo e degli scherzi con i miei amici per nonsoccombere alla paura.
*
SiriusBlack
Castello di Hogwarts, Highlands - 17/18 dicembre1971
Subitodopo la colazione, mentre Remus prendeva da parte James e losottoponeva per la terza volta a un incantesimo ai capelli, avevoraggiunto Meissa, che sembrava meno tesa della sera precedente. Dopoaverla vista con quel biondo damerino di Corvonero e aver accettato diballare a mia volta con quellochetta della Dickens, solo perstare sulla pista e controllare da vicino cosa combinava Emerson, eroriuscito a passare il resto della serata con lei, il cui umore era adir poco funereo. Mi aveva spiegato che aveva quellimpegno acausa di una tradizione del Nord e che probabilmente non avrebbe potutopassare con me il giorno del matrimonio di Mirzam. Io ero dispiaciuto,vero, ma anche piacevolmente sollevato quando mi fu chiaro che nonaveva scelto spontaneamente di ballare con uno dei ragazzinipicelebri di Hogwarts, soprattutto ora che, catturato il boccino dopo treminuti dallinizio della partita con i Tassorosso, avevaportatola squadra dei Corvi in testa alla classifica. Mi dispiacevaper che fosse tanto turbata e triste a causa di questestorie:le dissi che la consideravo la pi bella ragazzina presentealballo, ma lei divent rosso fuoco e invece di ringraziarmidivent ancora pi taciturna Io nonla capivo,non sapevo cosa dovevo dirle e cosa dovevo fare perch fosseallegra come sempre. Ai miei occhi lei era davvero meravigliosa: avevaun bellissimo abito rosso e i capelli corvini intrecciati in una seriedi trecce che si sistemavano in maniera complicata sulla testa,esaltando il candore e la grazia del collo. Avevamo ballato per unpo, lei molto controvoglia, cos prestoceravamoritirati a chiacchierare come nostro solito: lei mi aveva raccontato unpaio di leggende del Nord ed io gi immaginavo chemeravigliasarebbe stato il matrimonio di suo fratello, se davvero tutto ilcastello di Herrengton, gi bellissimo, sarebbe stato paratoafesta. Se non fossi stato impegnato a tramare ai danni di Potter,probabilmente avrei passato tutta la notte a immaginarmi che ballavonel salone di Herrengton con Meissa. Poi quella mattina, avevamoraggiunto la stazione insieme. Lavevo tenuta per mano,avanzandolentamente nella neve, un po indietro rispetto agli altri,conlei che mi distraeva dal pensiero di casa, facendomi notare gli aghi dighiaccio che addolcivano tutto ci che ci circondava, e micoinvolgeva in una piccola battaglia a palle d neve: non so quantevolte mi centr, preso comero ad ammirare il suoritrovato sorriso.
*
SiriusBlack
Hogwarts Express - sab. 18 dicembre1971
Sei ancora dei nostri,Black?
Mi riscossi dai pensieri, avevamo ormai superato la met delviaggio, restavano poco pi di un paio di oreallarrivo,come compresi quando la signora delle cibarie pass,offrendociogni genere di delizia. Con gli altri misi in atto una specie diassalto alla diligenza, avendo cura di nonnegarciniente: Bolle bollenti,Cioccorane eGelatine Tuttigusti +1 su tutto il resto. Quelviaggio cipermetteva di passare insieme, seppure anticipatamente, il Natale: perquesto, per una volta, avevo preferito la loro compagnia a quella diMeissa, che se ne stava a qualche scompartimento di distanza con Zelda,Snivellus, Lily, Emily e le due ragazze Corvonero, provenienti dafamiglie del Nord. A meno dimprevisti, con lei ci saremmorivisti gi il luned seguente, quando sareiandato conla mia famiglia a Herrengton per il matrimonio di Mirzam. E, tradizionio meno, avrei trovato il modo di salvarla dallobbligo dipassareil suo tempo con quel dannato damerino biondo.
Come pensate di passare iprossimi giorni? Tutte abbuffate?
James era seduto sul sedile centrale, accanto a me: stava scartandolennesima barretta al cioccolato, io distolsi lo sguardo daltimido sole che andava a tramontare dietro le colline, per osservare laminuziosa devastazione che infliggeva alla carta stagnola che un temporicopriva il pezzo di cioccolata. Remus e Peter si scambiarono lefigurine dei maghi che avevano trovato con le ultime Cioccorane: disicuro ce le saremmo giocate nelle nostre lunghe serate in camera,sfidandoci a Sparaschiocco e a Gobbiglie. Da parte mia,benchavessi speso una piccola fortuna in Gelatine e Cioccorane, mi sentivolo stomaco chiuso dalla tensione.
Io passer lefeste dai miei nonnibabbani, vicino a Birmingham, con i cugini, gli zii, un potutti, insomma: canteremo le canzoni di Natale e mangeremo i dolci dimia nonna, non vedo lora di essere acasa
Peter aveva gli occhi con dentro le stelline, per lemozione:quando pass alla descrizione delle leccornie che loattendevano, sentii lo stimolo della fame. Ma non era solo quello: disicuro a casa mia si mangiava molto di pi e le pietanzeeranomolto pi raffinate, ma il senso di partecipazione e calorechetrasparivano dai racconti di Pettigrew, a casa mia nonlavevopercepito mai.
E tu Remus?
Star a casa,probabilmente, dubitoche riusciremo ad andare dai nonni Non lo soforseverranno a trovarci loro
Ho capito, al contrario dime, avete tuttidelle famiglie numerose, anche tu, vero Sirius? Oltre alla tua bellacugina Serpeverde hai altri parenti, giusto?
Li guardai, distogliendomi annoiato dalla spettacolo del sole ormaisparito allorizzonte, lultimo bagliore colorlilla sispecchiava tendente al nero sui campi spogli, nascosti sotto ilghiaccio e la neve: quelloscurit che scivolavatuttointorno a noi, richiamava loscurit soffocante diGrimmauld Place. Ero irrequieto: avrei volentieri tirato il freno diemergenza per fermare il treno, e poi mettermi a correre tra quei capi,fino allorizzonte e infine sparire.
S, Potter, ho unafamiglia numerosaanchio, anche se non tanto quanto piacerebbe aiBlack
Ghignai.
Probabilmentepasseremo il Natalenello Wiltshire, da mio zio Cygnus, il padre di Narcissa, e forse cisar anche Bellatrix, la sorella maggiore, con suo marito,Rodolphus Lestrange, che poi sarebbe il fratello maggiore di RabastanLestrange
Wow. Nonimmaginavo fossi imparentato anche con quel simpaticone!
James ghignava, ma a me quella storia non faceva ridere per niente.Pi passava il tempo pi avevo paura di quelgiovane,anche pi di Malfoy.
E poi che cosa fate tuttiinsieme? Oltre aigran balli di societ, ai pettegolezzi e ai matrimonicombinati?Se non sbaglio devi andare anche al matrimonio del fratello maggiore diMeissa, il cercatore del Puddlemere, giusto?
SMirzam si sposermartedi ma non so se mia madre mi porter aHerrengton
Perch nondovrebbe portarti, scusa?
Remus che mi aveva fatto la domanda, si morse la lingua basito quandomi vide afferrare il cravattino per mostrarlo a tutti: immediatamenteil ghigno divertito di James lasci il posto aunariapreoccupata.
Scherzi, vero? Vogliodire Noi ciabbiamo giocato in questi quattro mesi con la storia del tuosmistamento era tutto uno scherzo, giusto?
Non lo so, James, davvero,con i miei possoaspettarmi di tutto: hai visto da te quanto si son sprecati a scrivermi
Ma che razza digente? No scusa scusami Sirius, io... nonvolevo
Feci spallucce e sorrisi incurante a James. Volevo mostrarmiindifferente, volevo che pensassero che non mimportavaniente.Anche se il cappello non aveva riconosciuto in me una serpe, restavopur sempre un orgoglioso Black. Nel cuore per avevo ilfuoco.Che cosa mi aspettava a casa? Alla fine il treno rallentfino afermarsi, da tutti i vagoni si levarono grida di giubilo, a me sigel il sangue nelle vene: titubante presi la valigetta conlemie poche cose, i miei amici erano euforici, io, al contrario, nonavevo alcuna intenzione di scendere. Invece era giunto il momento.Avevamo rimesso a posto le nostre cose e rindossato gli abiti normali:non sapevo che cosa mi aspettasse, ma il buon senso mi diceva che avreifatto meglio a mostrare il meno possibile la mia divisa da Grifondoro.Mi chiedevo se sarebbero venuti a prendermi in stazione: qualche dubbioa quel punto lavevo, visto che non avevo ricevuto alcunaletterada parte loro. Mi avrebbero lasciato solo sotto la neve aKingsCross? Beh magari magari gli Sherton a quel punto miavrebberoospitato Se fossi stato fortunato, davvero i miei genitorinonsi sarebbero presentati a riprendermi... Sbirciai appena fuori dalvetro, carico di una nuova speranza. La luce tremula dei lampioni a gasrimandava limmagine del binario pieno di gente, arrivata ariprendersi i figli, io per non ebbi il coraggio diaffacciarmia cercare la figura nota dei miei genitori. Per i corridoi scorreva unafolla urlante, che si spingeva e non vedeva lora discendere,allimprovviso vidi lalta figura di Rigel farsilargo tragli altri fino a raggiungermi. Meissa era dietro di lui. Per un attimo,incrociando il suo sguardo, anche la paura di mia madre si sciolse comeneve.
Ciao ragazzi!Sirius dovrestiscendere con me e Meissa Ti aspettiamo, qui fuori, saluta ituoi amici e poi vieni con noi, cos raggiungiamo anche tuacugina, daccordo?
Lo guardai trasecolato. Il pensiero di Narcissa, con magari ancheMalfoy e i suoi amici boriosi, mi fece storcere il naso, e apprezzarepoco persino lidea di passare quegli ultimi minuti con Meiionon volevo lasciare i miei amici. James percep la miaindecisione, si avvicin, la solita aria spensierata epetulanteche sapeva coinvolgere, quando non ti faceva venire voglia dipicchiarlo selvaggiamente.
Forse meglio cheti faccia vederedai tuoi con degli amici di Serpeverde, invece che con dei grifoni comenoi
Mi fece locchietto, poi mi abbracci e miaugurbuone feste, salutai calorosamente anche Remus e Peter, i miei amicifecero gli auguri a Meissa e a Rigel, poi si dileguarono in mezzo aglialtri. Sospirai. Dentro di me sapevo che un giorno avrei trovato laforza di scendere con i miei amici, affrontando a testa alta ipregiudizi della mia famiglia. In quel momento era ancora troppo fortein me il terrore di non trovare nessuno ad attendermi, o trovareunaccoglienza anche pi gelida delsolito GuardaiMeissa, stretta nel suo cappotto scuro, i capelli intrecciati,unaria molto pi bambina di quanto avessemostrato lasera precedente: era tornata a essere la deliziosa monella che mipiaceva tanto, anche se non disdegnavo nemmeno la ragazzina raffinatache avevo scoperto la sera prima. Mi diede la mano e insieme scendemmodal treno. Sullultimo gradino mi trattenne, avvicinandosi miparl piano dandomi poi un leggero bacio sulla guancia. Unsensodi calore e uno strano brivido mi pervasero, quando percepii le pocheparole che mi disse allorecchio e le labbra sfioraronoappena lamia guancia.
***
OrionBlack
12, Grimmauld Place, Londra - sab. 18 dicembre1971
Mi ero nascosto nel mio studio gi dalla prima mattina, conlasolita scusa dei miei affari, ordinando agli elfi di non disturbarmiper nessun motivo e di servirmi il pranzo in quella stanza. Laverit era che non mi andava di affrontare, come al solito,losguardo pieno di rimprovero di Walburga o le sue frecciatine velenose aproposito di quanto le facessero schifo i grifoni o di quanto fosseroorgogliosi i Mulciber o gli Yaxley per le notizie che arrivavano daHogwarts sui loro figli. Non volevo si ripetesse pi unascenasimile a quella del primo settembre, per lo meno non davanti a Regulus:avevo temuto davvero che gli volesse fare qualcosa, solo per punirmi.Quando per il bambino stava dagli Sherton, per imparare astaresulla scopa o per andare alle partite del Puddlemere, Walburga coglievaloccasione per insultarmi in tutti i modi, mi sembrava diesseretornato indietro di alcuni anni, il clima di odio tra noi ormai era lostesso di allora. Stavolta, per, le avevo fatto capire dasubito che erano finiti i tempi delle sue maledizioni. E che nonostantelamassi ancora, non le avrei permesso di fare a Siriusquelloche aveva fatto a me. Il suo ghigno divertito alle mie manifestazionidamore per lei e di preoccupazione tardiva per i ragazzi migel lanima. Il momento peggiore fu quandoavevanoaggredito Sirius a Hogwarts, perch avevo sempre immaginatocheWalburga con i nostri figli recitasse la parte della donna distaccatacome facevo io, ma quando vidi il suo totale disinteresse per le sortidel ragazzo, capii: non recitava affatto. Tutte le mie idee, i mieitentativi erano solo patetiche illusioni: in quegli ultimi anni avevosperato che in fondo al suo cuore fosse rimasto qualcosa diciche eravamo stati, ma la vergogna, lorgoglio e il silenzio,avevano fatto morire quella timida eppure travolgente scintilla checera stata tra noi e tra lei e i nostri figli. In lei, lamaledizione dei Black, il nostro essere gelidi e senza cuore, alla fineaveva preso il sopravvento. Ed era solo colpa mia.
Erano mesi ormai che mi chiedevo come avessi fatto a gettare al ventocos la mia vita: quante stupidaggini avevo inanellato finoaquel momento? Avevo scelto di proteggerli rinunciando a loro, ma laverit era che li avevo solamente privati del mio sostegno.E incambio, per loro, non avevo ottenuto niente. Niente. Tuttoinutile La mia era una vita dannatamente inutile. Affondaineldivano, le mani nei capelli, quelli sarebbero stati giornidinferno, lo sapevo. E anche quello era colpa mia: da quandoSirius era stato smistato a Grifondoro, mi perseguitavano le ultimeparole che gli avevo detto prima della sua partenza. Tutte le nottirimanevo per ore insonne al pensiero del terrore che sicuramenteprovava a causa delle mie parole
Rinnegato. Un Black che si allontanasse dallapropria famiglia sarebbe solo un rinnegato
Infilai la mano nel panciotto e presi il tubetto, mi versai unamanciata di quelle pastiglie dal roseo colore plastico e le ingurgitai,sperando di placare il mal di testa feroce e insieme non pensarepi a niente Almeno per un po, almenofino allapartenza per Kings Cross.
*
OrionBlack
12, Grimmauld Place, Londra - dom. 29 agosto1971
(Missing Moment di "Una settimana e un giorno")
La giornata era calda, un caldo piacevole, leggermente ventilato, lapioggia della sera prima aveva portato via lafa degli ultimigiorni, e ora laria era intrisa di un odore umido e pulito,incui si mischiavano gli ultimi profumi dellestate. Anche quelgiorno mi ero sottratto alle mie responsabilit di genitoree miero nascosto l dentro, tra le mie carte, tra i miei stupidiaffari, per cercare di far tacere la realt che avevointorno. Ela mia coscienza. Ero un uomo, un uomo che aveva fatto delle scelte, edovevo portarle avanti, troppe volte ero gi tornato suimieipassi, e ora non era pi tempo per permettersi di esseredebolio avere dei ripensamenti, non con quella cena da Malfoy che incombeva agiorni, non con tutto quello che stava accadendo al Ministero e nelmondo magico. Non aveva senso avere dubbi adesso, Sirius era sul puntodi partire e ormai, giusto o sbagliato, quello che dovevo fare nonlavevo fatto. O non lavevo fatto come avreidovuto. Ognivolta che parlavo con Alshain mi prendevano i dubbi. Quel dannatoscozzese mi dicevo sempre che doveva occuparsi degli affarisuoi lui e quelle sue astruse idee Duemesi Duestramaledetti mesi gli erano bastati per entrare nel sangue di miofiglio e ora Sirius Sirius a sorpresa aveva gitrovatoil coraggio di parlarmi delle Rune
Che cosa ho trasmesso invece io in undici anni a mio figlio?
Sdraiato sul divano, scorrevo le righe della prima pagina dellaGazzetta senza per capire cosa stessi leggendo: ilpensiero,come sempre, correva allultimo piano, alle stanze in cuistavanostudiando Regulus e Sirius, me li immaginavo chini sui libri, perfettiometti, nel loro atteggiamento compito, ma con quella certa tensioneper il mondo, quella che volente o meno, gli avevo trasmesso con ilcolore degli occhi e le nobili fattezze. Sospirai: di nuovo unlancinante mal di testa. Allimprovviso sentii bussareleggermente alla mia porta. Maledizione! Avevo detto chiaramente aquegli stupidi elfi che non volevo essere disturbato!
Che diavolosuccede!
Restai sorpreso, dopo un attimo di esitazione, avevo sentito dil della porta la voce di mio figlio chiedermi di poterentrare.Glielo permisi.
Posso disturbartipadre?
Lhaigi fatto, Sirius, oravedi di andare al sodo e toglierti dai piedi in fretta! Ho dafare!
Non una cosarapida, padre
Alzai per la prima volta gli occhi dal giornale, colpito dallaseriet della voce, e soprattutto dalla mancanza del solitotonolamentoso nella stessa. Non osava muoversi, sapevo che aveva paura dime, come dargli torto, ma pur immobile la sua figura emanavaunaria di urgenza e i suoi occhi Mio figliostava ancorasulla porta, come migliaia di altre volte, ma era diverso, non dovevasupplicarmi per uno sconto di pena, o per ottenere uno stupido regalo,voleva invece la mia attenzione per qualcosa che lo stava facendoardere dentro. Non riuscii a sostenere a lungo il suo sguardo, cercaidi cancellare il mio stupore vestendo la mia maschera piarcigna.
Entra, non starel in piedi come un idiota!
Fece pochi passi, dopo essersi richiuso la porta alle spalle, lofissai, studiandolo: si muoveva con maggiore sicurezza come se fossecapace di contenere la sua paura nei miei confronti. Ghignai tra me,quel bastardo scozzese sapeva il fatto suo, era indubbio.
Puoi metterti seduto allascrivania, basta che non tocchi nulla! Intesi?
Tu restil?
"Sirius, per il tuo bene, non farmiperdere la pazienza, dimmi cosa diavolo vuoi!
Devo parlarti di una cosaimportante
Spero per te che non siaancora quelladannata faccenda delle Rune, o ti tatuo io le chiappe, ma a suon difrustate!
Quella storia non mi andava gi, bench avessiuna buonaparte di responsabilit: sapevo benissimo che se li avessilasciati andare da Alshain sarebbe successo. Ma perMerlino!Ora mi rendevo conto che anche solo una di quelle Rune sul suo corpodichiarava la mia inettitudine come uomo e come padre! Ovvero laverit, la stramaledetta verit! Lo vidiimpallidire, mala sua reazione fu soltanto quella: di solito avrebbe frignatoclemenza. Mi rimand anzi unocchiata strana: chefosse disfida? S, senza dubbio dovevo mandarceli prima. Poteva nonpiacermi, potevo rattristarmi, ma quella era lunica cosabuonache avessi fatto per loro in tutta la mia vita.
Vorrei chiederti unacosa dimagia credo che tu solo potrestirispondermi
Sirius, ho tolto dalla piazzai due miglioriprecettori dEuropa, da quando tu e tuo fratello siete nati,soloper garantirvi listruzione migliore: mi stai dicendo chequeivecchi cialtroni, dopo tutti i soldi che gli verso da anni, non sannorispondere nemmeno alle domande di un ragazzino? Merlinosantissimo!
No eccoio io vorrei saperequalcosa di pi sulla maledizione degliSherton
Pagina 372, Storia dellamagia volume I,dietro di te, secondo ripiano, il terzo volume da destra, ora puoiandare
NO! Voglio che miascolti!
Alzai definitivamente gli occhi dal giornale, Sirius sapeva che certecose in casa mia non potevo accettarle: cosa diavolo gli era preso? Chefosse impazzito? Sirius stava in piedi, in fondo al divano, tremavaappena, i pugni chiusi tanto da sbiancarsi le nocche, era pallido dallapaura e si mordeva quasi a sangue il labbro inferiore. Sapeva di averlafatta grossa, stavolta, ma i suoi occhi Merlino sericordavobene quello sguardo carico di passione, dicuriosit, divoglia di vivere Erano undici anni che lo allontanavo dame,per paura di rivedere in lui quello sguardo, perch sapevoquanto quegli occhi potevano ferirmi, identici ai miei, identici aquelli di un Orion Black ormai perduto.
Ti sei appena guadagnato unviaggio fino aHogwarts in piedi, perch di certo non potrai sederti primadiuna settimana, piccolo, arrogante, viziato e pure maleducato!
Daccordo,puniscimi quanto vuoi,per prima ascoltami e rispondimiseriamente!
Mi aspettavo di vederlo piangere e implorare, non che si mettesse amercanteggiare per una mia risposta. Sirius si era guadagnato la miaattenzione, e anche se era bene che non lo sapesse, la mia stima, oltrealla mia clemenza. Perch se era arrivato a tanto, quellononera pi solo il capriccio di un moccioso, ma qualcosa didavveroimportante per mio figlio.
Alshain deve esserti entratodavveronellanima se sei disposto a farti picchiare solo pertogliertiuna curiosit perch non hai chiestodirettamentea lui della maledizione?
Perch ho saputoalcune cose solo dopo che nataAdhara
Ah giLa notte che Meissa hadormito qui e siete rimasti a chiacchierare per ore nella sala dapranzo Kreacher mi ha detto tutto
Guardarlo cos sconvolto, spaventato e, pur tuttavia,caparbioera una gioia per gli occhi. Da sempre facevo il bastardo con miofiglio, dovevo mantenere la mia copertura maSalazardovevo ammettere che quello era uno dei giorni pi bellidellamia vita Era riuscito a spezzare quel muro di noia che miavevainghiottito da anni. E anche se lo temevo da undici anni, erocos orgoglioso di accorgermi di quanto mi assomigliassedavvero.
Se solo non fossi stato un vigliacco
Puniscimi anche per quello,per, perfavore, prima spiegami come funziona quella maledizione!
Hai forse intenzione dimaledire qualcuno Sirius?
Mi alzai, andai a versarmi del whisky, stavo per preparare qualcosa perSirius quando mi accorsi che non avevo idea di cosa amasse mio figlio:succo di zucca come tutti i ragazzini, o qualcosa di pistrano?Perch se aveva preso anche solo un decimo da me
KREACHER!
Lelfo, lorrido elfo ottenuto insieme alla casasposandoWalburga, apparve allistante: mi bastava guardare lui percapirequanto dovevo maledire e augurare linferno a mio padre, peravermi intrappolato in quel dannato matrimonio! Eppure, qualcosa dibuono alla fine ne era venuto fuori, e stava in piedi impettito davantia me Se solo fossi riuscito a percorrere quei pochi dannatimetri e abbracciarlo e riconquistarlo
Portami della frutta e quelloche ti chiededi solito mio figlio per merenda Non ci siamo per nessuno,lostudio vietato anche alla tua padrona almenofinch nonsono uscito, siamo intesi, stupido elfo?
Il mostriciattolo squadr mio figlio con un ghigno, disicuropensava che fosse l per qualche castigo e il fatto cheavessichiesto, alle quattordici, la merenda per Sirius, forse lo illudeva chesarebbe stato un lungo pomeriggio di punizione: lelfo non liamava, esattamente come mia moglie, in particolar modo rispecchiava loscarso interesse, per usare un eufemismo, che Walburga aveva perSirius. Pi di una volta, negli ultimi anni, le avevochiesto ilperch di quellatteggiamento col nostroprimogenito unbambino sano, robusto, sveglio, pienamente Black, leredeperfetto delle nostre famiglie. Dopo vari tentativi, alla fine, avevoavuto la risposta:
Lo odioperch la tua copia perfetta! Non possoguardare luisenza vedere luomo che mi ha rovinato la vita!
Non potevo darle torto, le avevo rovinato la vita, ma la colpa era miae dei nostri genitori, di certo non di nostro figlio. Cercai dirimandare gi, nelle profondit pioscure del mioessere, quelle immagini ed evocai un Muffliatoalla portae alle pareti, invitai di nuovo Sirius a sedersi, mentre io, semprealla finestra, lasciavo scorrere gli occhi sulla piazzetta: ogni volta,non potevo evitare che mi si rivoltasse lo stomaco, guardandodovero finito: io che amavo gli spazi aperti, ero chiusocome untopo di fogna in un dannato palazzo di citt.
Che cosa vuoi sapere sullamaledizione che non scritto sui libri?
Se il Cappello Parlante sentequello che unragazzo vuole nel profondo dellanima, perchmanda lefiglie degli Sherton a Corvonero? La maledizione confonde ilCappello?
La maledizione fa vacillarelavolont, fa in modo che siano troppo deboli, inadatte aquellaCasa.
Meissa non debole, e avrebbe troppo da perdere, non puvacillare
Lo sapremo la sera delprimo
Ma padrese
Se?
E mai successo chequalcuno abbia proposto uno scambio al Cappello?
Il Cappello non fa stupidigiochetti, e ciascuno responsabile per sestesso.
Ma
Non dire idiozie, per favore,chi maivorrebbe sacrificare il proprio destino per quello di un altro? Telho spiegato da quando eri piccolo, ormai dovresti saperlo:chiunque si allontani dalla propria famiglia, dalla propria tradizione,dalla propria essenza, solo un rinnegato, poco importano imotivi Resta sempre e solo un rinnegato Non sipu rinunciare al proprio destino, nessuno potrebbe,qualcosa che si eredita come il colore degli occhi, il nome, il sangue.Prendi noi siamo Black, Sirius: a parte i capricci damocciosi,alla fine il sangue torna sempre fuori, aiutatodallesperienza,dai giusti maestri, dalle giuste amicizie, perch un Blacksache senza la sua famiglia sarebbe nessuno, che senza la sua famigliaperderebbe tutto ci che gli spetta di diritto e non avrebbepi la forza per combattere per ci che vuole. UnBlackche si allontanasse dalla propria famiglia sarebbe solo unrinnegato Non scordarlo mai
*
OrionBlack
12, Grimmauld Place, Londra - sab. 18 dicembre1971
Sono le 16,padrone
La voce stridula di Kreacher mi riport al presente, rimisilagiacca, uscii, presi il mantello che il servo mi porgeva, gettaiunocchiata verso Walburga, che impassibile, leggeva nelsaloneuno dei suoi dannati giornali inneggianti Voldemort che le avevalasciato la nipote: di tutto si curava, tranne nostro figlio. Mivoltai, appena sentii il passo leggero di Regulus che scendeva le scale.
Sei pronto,ragazzo?
S셔
Notai che aveva la scatola di Dulcitus che mi aveva chiesto coninsistenza, nascosta sotto il mantello: come me, non vedevaloradi riabbracciare Sirius. Lo invidiai: a lui era permesso farlo. A megrazie, alla mia idiozia, non pi.
***
SiriusBlack
12, Grimmauld Place, Londra - sab. 18 dicembre1971
Mi lasciavo guidare in mezzo alla folla dalla figura sicura di Rigel,tutto preso da unapparente piacevole discussione con Cissa,edalla mano stretta alla mia di Meissa: aveva una straordinariacapacit di orientarsi tra le persone ed evitare gliostacoli,lo sapevo dallestate. Era lunica fonte di caloree vitaper me, mentre il fiato si cristallizzava in nuvolette di vapore gelidoe il cuore mi balzava irrequieto nel petto, stretto in un misto dipaura e speranza. Alla fine individuai la figura alta e inconfondibiledi Alshain, con un ampio sorriso stampato sul volto e al suo fianco, unpo arretrati, zio Cygnus e mio padre, accompagnato daRegulus:bench avesse la classica faccia arcigna delle migliorioccasioni, sentii un piacevole senso di appartenenza e sollievo quandovidi pap l, la possibilit che nonmi venissenemmeno a prendere non mi era sembrata tanto remota nelle ultime ore.And per subito a salutare Narcissa e i figli diAlshain, non degnandomi di uno sguardo. Regulus si avvicinlento e impettito, da bravo Black, non mi espresse i suoi sentimentiliberamente come sia io sia lui avremmo voluto fare, non era possibileper noi esibirci a quel modo davanti a tutti, ma quando mi diede lamano per salutarmi, sentii quanto fosse forte e desiderosa la sua presae quegli occhi dicevano molto di pi di quanto fosse lecitoperquelli come noi. Lo abbracciai, con compostezza, ma baciandogli laguancia esitai, il tempo di sussurrargli:
Mi sei mancato,piattola!
Sentii il suo brivido e labbraccio che si facevapi serrato.
Questo perte idiota!
S, era sempre il mio fratellino: mi porgeva una scatola, lacarta rossa non tradiva il contenuto, ma immaginavo che avesse speditoun elfo da Dulcitus per farmi trovare quello che amavo dipi.Poi mi lasci per fare i suoi saluti a Narcissa e agliSherton:mi ritrovai cos di fronte a mio padre, il qualecontinua non rivolgermi una parola, si limit ad afferrarmi lafacciacon la sua grande mano, girarmi il viso sotto la luce del lampione adestra e sinistra e sbuffare un semplice.
No, per lo meno sulla faccianon sono rimasti segni
Tutto qui. Non mi disse altro, non mi diede la mano, non miabbracci: come se non fossi altro che un pezzo di carne invendita o qualcuna delle sue propriet, che temeva sifosserodeprezzate a causa di un difetto fisico. Mi diede le spalle permettersi a ridere e scherzare con Meissa e Rigel, chericopr dicomplimenti per comerano cresciuti e, soprattutto Meissa,quantosi fossero fatti belli. Ed io che mi ero fatto chiss qualifantasie su quel pacco di abiti che mi aveva mandato!
Bastardo!
Strinsi i pugni e mi morsi un labbro per non urlargliaddossoAvevo una rabbia feroce dentro in quel momento, avrei voluto, avreivoluto Sherton era scivolato accanto a me e da qualchesecondomi parlava e mi salutava, io quasi non me ne resi conto, presocomero dalla mia rabbia. Riusc ad attirare lamiaattenzione, spettinandomi e sorridendomi, mi chiese come stessi e sicompliment per quanto ero cresciuto in quei pochi mesi,sostenendo ancora una volta che per i Black laria dellaScoziaera davvero portentosa. Eppure, per quanto mi facessero piacere la suaattenzione e il suo incoraggiamento, dovevo avere chiaro in faccia unforte turbamento, perch rivolse a mio padre conunocchiata gelida e la sua presa sulla mia spalla si fecepi possessiva e protettiva.
E ora di tornare acasa, ci vedremo domani per gli ultimi dettagli
Mio padre cinse con il braccio Regulus e mi fece cenno col capoperch lo seguissi. Non potevo crederci Quindinon eranoscherzi, davvero la mia vita, da quel momento, sarebbe statacos? Per sempre? Qualsiasi cosa giusta o sbagliata avessifattonella mia vita, ero condannato per sempre? Solo perch ilmiocravattino non era del colore giusto?
Maio sono suo figlio
Sentivo il sangue andarmi alla testa.
E quando ha mostrato in undici anni di considerarti suo figlio?
Infondo di che cosa mi meravigliavo? Per undici anni avevo sentito ognigenere di nefandezze sui grifoni e anche prima dello smistamento non che mi ricoprissero damore: perchmi ero illusoche le cose potessero essere diverse? Solo perch Alshaincontinuava a dirmi che infondo mio padre era diverso da come simostrava a me e mio fratello? Magari si sbagliava, magari aveva anchelui dei motivi per mentirmi. Perso nelle mie recriminazioni, sentii,allimprovviso, la sua mano prendere la mia con mala grazia,poiil turbinio della smaterializzazione congiunta mi si strinse addosso ein pochi secondi mi ritrovai nel corridoio dingresso diGrimmauld Place.
Nessuno di voi si muova, nonfate un passo di pi
Per tutto il viaggio avevo soffocato il pensiero di dover affrontaremia madre con lidea che non sarebbero venuti a prendermi.Sentire la sua voce dopo tutti quei mesi, per,minchiod a terra. Mentre Kreacher e altri dueelfi, -nonvidi Domizia, la nuova elfa che mia madre mi aveva assegnato al ritornodalla Scozia-, si occupavano di mio padre e mio fratello,accompagnandoli di sopra, lei avanz verso di me, temibile:misquadrava arcigna, nel suo abito nero, attillato, i capelli raccolti inalto, la sigaretta con il lungo bocchino tenuto mollemente con la manosinistra, alla destra la sua bacchetta. Notai mio padre passarleaccanto e bisbigliarle qualcosa allorecchio, lei gli rivolseunsorriso strano, cattivo, colsi la straordinaria somiglianza tra lei eBellatrix solo in quel momento.
Tu, lascia qui le tue cose eseguimi, ci penseranno gli elfi a buttarle via
Come buttare via? Ci sono imiei regali pervoi e i miei vestiti e i miei libri in quellaborsa
E allora? Nulla che sia statoa Grifondoroentrer nella casa dei miei padri fosse dipesoda me,non saresti entrato nemmeno tu
Volevo urlarle che potevano lasciarmi restare a Hogwarts, che ormai nonmimportava niente di loro, che li odiavo, li odiavoprofondamente, mai come in quel momento mi resi conto di quanto avreivoluto
Muoviti, non ho tempo daperdere, devocontrollare che le elfe facciano un lavoro accurato, non possopermettermi sbagli
Non capivo, ma la seguii, mi condussero fino al bagno che mi eraassegnato ormai da anni, probabilmente se voleva distruggere le miecose, voleva che prima mi lavassero, cos che non puzzassidiGrifondoro alla sua presenza. In fondo non mi dispiaceva, adoravosentirmi pulito, e dopo un viaggio cos lungo eunaccoglienza cos ruvida, Merlino solo sapeva seavevobisogno di stare di solo, nellacqua calda a rilassarmi unpo. Quando per le elfe iniziarono a spogliarmiminquietai: mia madre non accennava ad andarsene.
Ma
Non ti aspetterai che tilasci fare quelloche vuoi? Non uscirai da qui finch non sarpiche sicura che tu non abbia pi addosso nemmeno un granellodipolvere di quella sudicia topaia.
Umiliato e rabbioso, mi sottoposi a quellennesimamanifestazionedi amore materno: mentre le elfe mi strigliavano in malo modo, con miamadre che le incitava a fare pi forte, pensavo a quantofossediverso in quel momento il ritorno a casa dei miei amici e mi domandavocon una certa preoccupazione per quanto sarebbe durato questocomportamento nei miei confronti.
Bene, ora lasciatecisoli
Lavato, asciugato e rivestito, ero in piedi davanti a mia madre, sedutaalla consolle da cui aveva osservato tutto il rituale del mio bagnoimpartendo ordini secchi alle elfe a ripetizione.
E ora ascolta quello che hoda dirti eimprimitelo nel cervello, ammesso tu lo abbia. Nella loro incredibilebont, tuo padre e i tuoi nonni hanno deciso di dartiunaltra possibilit, potevano cancellartidallarazzo gi il primo settembre, come abbiamofatto conquellaltra ma secondo loro sei ancora giovane emagari colpa nostra se non hai ancora capito bene che cosa ci siaspetta da uno col tuo nome e il tuo sangue. Io per ticonosco,io so: sono undici anni che combatto con te per renderti un Black degnodi questo nome, ma evidentemente sei irrecuperabile, o ora non sarestiin mezzo alla feccia. Ebbene sappi che io non tipermetter di svergognare me e la mia famigliapi diquello che sei riuscito a fare fino adesso. E ti dicounaltracosa avvicinati a mio figlio con quelle teorie babbanofiledeituoi amici e compagni e giuro che ti uccido con le mie mani. La cena servita alle 19.30, gradirei non vederti prima diallora.
Ero pietrificato. Non appena vidi la sua figura varcare la porta escendere le scale, scappai fino alla mia stanza, mi chiusi dentro e miabbandonai al pianto.
*finedella seconda parte*
NdA: Ringrazio quanti hanno letto, hanno aggiunto a preferiti/seguiti/ecc,hanno recensito e/o hanno proposto/votato questa FF per il concorso suimigliori personaggi originali indetto da Erika di EFP (maggio 2010). Valeria Scheda
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