I.014 - HABARCAT - Herrengton Hill
I.014 - HABARCAT - Herrengton Hill
ThatLove is All There is Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Habarcat - I.014 - Herrengton Hill

SiriusBlack
Herrengton Hill, Highlands - ven. 18 giugno 1971
Allafine il giorno era arrivato: non potevo davvero crederci. Il mattinosuccessivo alla visita a Lestrange, mentre, ancora dubbioso, facevocolazione lentamente, sperando invano di poter rimanere da solo con miopadre e ottenere da lui qualche risposta, Kreacher arrivtuttotrafelato, con una lettera di Alshain Sherton stretta nel pugnettoossuto: ci comunicava che era tutto pronto per la nostra vacanza e chesarebbe venuto a prenderci personalmente quello stessovenerd.Quando mi resi conto che era ora di partire, invece di essere presodalleccitazione e dalla felicit, sentii farsilargo unterrore sordo: ero convinto che io non sarei partito, perchinquei pochi giorni poteva capitare di tutto, mia madre poteva inventarsiuna punizione per qualcosa, io potevo mettermi nei guai, ammalarmi oferirmi finii col passare i giorni che mi separavano daquelvenerd con unansia tremenda, che probabilmentemiavrebbe fatto ammalare sul serio.
Non dormii neppure la notte della vigilia: agitato, camminavo avanti eindietro nella mia stanza, guardavo fuori dalla finestra ogni pochiminuti, immaginando che Sherton arrivasse in piena notte e portasse viasolo Reg, finch, sfinito, mi appoggiai allo stipite dellafinestra e finii col cedere l alla stanchezza.Allalba,accarezzato dalle prime luci, mi ridestai di soprassalto, impaurito eallucinato, con la testa gonfia e confusa, con le orecchie tese perrecepire qualsiasi brusio, mi lavai, mi diedi una sistemata ai capelli,mi misi una camicia pulita, che, fresca di bucato, mi avevano portatogli elfi nottetempo, e attesi, seduto in fondo al letto: se fossiandato a svegliare Regulus o fossi sceso di sotto prima del tempo,avrei dato a mia madre la scusa per punirmi. Di colpo sentii qualcunobussare alla porta, tre, quattro volte, poi il vecchio Kreacherentr, grugn qualcosa, deluso di avermi trovatogi in piedi e di non avermi potuto svegliare con il suoorridoghigno e i vacui occhi a palla, quindi prima d andarsene mi disse inmalo modo di scendere di sotto. Nel soggiorno trovai i miei, comesempre arcigni, mio fratello, sceso poco prima di me, insonnolito econfuso, e Alshain Sherton, vestito con un elegante abito color crema,ancora pi bello che al matrimonio di mia cugina. Cercai dinonfar trasparire leccitazione che provavo: per la prima voltanella mia vita, stavo per fuggire dal 12 di Grimmauld Place e dai suoiorrendi proprietari, per quasi due mesi. Non era la vacanza ins, n il fatto che sarei stato con Sherton, erapropriolidea di non vedere mio padre e mia madre per tutto queltempoche mi rendeva felice: a quel punto riuscivo ad avere persino pensieriamorevolmente fraterni per Regulus.
Ragazzi mi raccomando, nonmettetemi inimbarazzo, non combinate guai, o vi giuro che vi sprofondo nellesegrete di casa Sherton con le mie stesse mani, una volta pertutte!.
Nostro padre ci gracchiava contro, ma n io nmiofratello lo stavamo pi a sentire: ci sembrava dipartecipare aun sogno, Alshain sembrava un cavaliere uscito da una favola perliberarci e presto anche noi saremmo stati protagonisti di fantasticheavventure al suo fianco. Il nostro sorriso era davvero compiaciuto esolo in parte offuscato dallaria funerea stampata sul visodellamamma; inoltre ci ritrovammo piacevolmente incoraggiati quando Alshainci rivolse una risata canzonatoria, commentando la comparsa dei nostribagagli.
Ragazzi, non necessario che portiatecon voi altro, oltre voi stessi, quello che indossate adesso, e iricambi che ho concordato con vostro padre. A Herrengtonc tutto quello che pu servirvi apassare leprossime settimane senza annoiarvi, non vi preoccupate.
S, stavamo davvero per uscire dallorbita delleassurdefisime di nostra madre! Niente regole, niente etichetta, niente ciance,per ben due mesi! Alshain si volt sorridente verso nostramadre, che finse di guardare altrove, e parve rimanerne deluso, ma nonsorpreso, fece un cenno a nostro padre che gli porse poco convinto unvecchio calzino rattoppato, di lana a righe rosse e verdi:lavevo notato stranamente abbandonato sul divano, una veraindegnit per i canoni della nostra famiglia, meritevole diunodei classici attacchi isterici e di folle rabbia per cui mia madre eratristemente famosa tra i nostri domestici. Capii solo allora che sitrattava della passaporta creata apposta da Sherton non solo perportarci a Herrengton, ma anche, e forse soprattutto, per prendere ingiro il carattere cos poco scherzoso dei miei genitori:cos bizzarra e fuori dagli schemi, contrastava infatticompletamente con la nobile altezzosit di casa Black.
E tu questa la chiamerestipassaporta?
Orion, in qualche modo dovevodimostrarti chenon laspetto a rendere migliore lamagia...
Gli fece un occhietto e mio padre sbuff esasperato, dicertoquella era una discussione che noi non capivamo ma che apparentementeli coinvolgeva gi da un p.
Bene, ragazzi, ora prendeteun lembo deltessuto e tenetelo stretto, e occhio a non mollare mai la presa finoallarrivo.
Per congedarsi, Sherton salut mia madre con un inchino e ilsolito bacio della mano, ma lei sdegnosa non parve perdonarlo, urtatacomera per la sfacciataggine del calzino e chisspercosaltro, poi, quasi di forza, abbracci miopadre, checercava di mediare tra la scontentezza della mamma e lasolaritdellamico, optando infine per unespressionescontenta,come se gli importasse davvero che stavamo partendo. Quando alla finesi guardarono, per, vidi nei suoi occhi la luce diversa, laluce vitale, quella che assumeva solo con Alshain, come se riconoscessese stesso solo in quei momenti, attraverso il suo amico. Gli prese lemani tatuate e le ammir, lo guard negli occhi,avvicin il viso allorecchio sinistro dicendoqualcosache nessuno di noi comprese, Sherton fece un cenno di assenso e, quandosi staccarono, sorrisero entrambi. Vidi, in mio padre,lespressione serena e giovane, che gli ero riuscito ascorgeresolo in qualche vecchia foto: fu allora che ricordai Quandoavevo cinque anni, giocando, avevo trovato una foto di scuola di miopadre, diciottenne, abbracciato a un ragazzo magro e gi unpocopi alto di lui, vestiti entrambi con la divisa diSerpeverde.Orion teneva con la destra una scopa da Quidditch, che non potevaessere la sua, poich sapevo che non aveva mai gareggiato, econlaltra faceva il gesto V di vittoria da dietro la spalla delsuoamico, che reggeva a sua volta una coppa. Erano radiosi e felici. Erala stessa foto che avevo visto ad Amesbury il giorno della partenza diMey lei mi aveva chiesto perch ero triste... emi avevaofferto la sua amicizia. Non ci avevo pensato in quei due mesi, avevofatto in modo di non pensare mai a lei in tutto quel tempo, di evitarlae ignorarla se cerano le condizioni per incontrarsi. Daalloranon le avevo pi parlato... Perch mia madredicevasempre a mio padre che doveva fare di tutto per averla... per Regulus.E sapevo che la mamma otteneva sempre tutto. Ora lavreirivista mi avrebbe perdonato per quei mesi di silenzio? Esaremmo stati davvero amici? Mentre ero perso nei miei pensieri,Sherton si mise al mio fianco e tocc a sua volta la partedelcalzino adiacente a quella che avevo impugnato io: subito si chiuse ilnostro cerchio e di colpo sentii uno strano calore emergere daltessuto, tutto inizi a girare attorno a me, ero come presoallamo, sembrava che qualcosa mi avesse ghermitoallaltezza dello stomaco, vorticai e resistetti a stento dalmollare la presa. La cosa dur per un tempo che mi parveinterminabile, non immaginavo che fosse cos difficiletrattenere un oggetto cos insulso, finch allafine misentii cadere dallalto, la presa allo stomacofin e ilcalzino smise di scottarmi in mano.
Mi ritrovai piegato a terra con mio fratello di fianco a me, sotto laluce di un pallido sole e una corona di montagne aspre e brulle tuttointorno a noi. Mi alzai e cercai di mettere a fuoco:dallombracapii che eravamo sul fianco occidentale di una montagna e precisamentesu una specie di mulattiera; in basso si apriva una valle, separata dalpiede del monte dal letto di un fiume turbinoso che faceva quasi daconfine con la civilt, e punteggiata da sparute abitazioniequalche campo coltivato. Noi eravamo molto pi in alto,circondati da boschi su tre lati e il quarto era appunto quella speciedi strapiombo di roccia bianca e levigata a picco sul fiume. Per unattimo fui preda delle vertigini, con la sensazione di essere senzascampo, poi notai che la stradina in cui ci trovavamo proseguiva e sisnodava tra gli alberi e che il nostro ospite si stava giavviando in quella direzione. Reg era stupito come me, entrambiimmaginavamo di ritrovarci subito nel salotto degli Sherton, non inmezzo al nulla, ma mi guard impaziente e misibil un MUOVITI! per non rischiare di rimanere indietro a causa delle mie indecisioni,anche perch, se lavessimo perso, non sapevamocome fareper andare avanti o tornare indietro. Mi passai le mani sui pantaloni ela camicia, sperando di togliere un po di polvere e nonapparirecome un barbaro quando fossimo arrivati a casa Sherton, e mi avviai conRegulus, allavventura, quasi trotterellando. Appena entrammonelbosco, vedemmo che Alshain si era fermato ad aspettarci, si era toltole vesti eleganti con cui si era presentato a casa nostra e avevainiziato a indossare dei pantaloni pi comodi e semplici, eunaspecie di tunica corta, rimanendo per un attimo a torso nudo. Ciinvit a fare altrettanto cambiando le nostre scarpe e inostriindumenti con quelli che ci offr; mentre, vergognandomi, mispogliavo, notai che, sul corpo temprato dalla vitaallaperto,portava numerosi tatuaggi: una serie di rune erano collegate dallespire di un serpente lungo tutta la spina dorsale, altre serpicingevano rune lungo le braccia e le gambe, avevo intravisto qualcosadurante la sua vestizione a Yule, ma l, nella luce soffusadella boscaglia, avevo una vista dinsieme di quel gioco diarabeschi sulla sua pelle. Mi chiedevo se anche Meissa avesse il corpodecorato in quel modo.
Per almeno i due terzi del viaggio, Sherton si mostr pocoloquace: per un po, ricordando come nostro padre silamentassespesso delle nostre vane chiacchiere, immaginai che quella fosse lanostra prima lezione, sicuro comero che quellavacanza fosse una specie di scuola di correzioneideatadai nostri genitori con la complicit del loro amico. Pernostrafortuna, per, lamico in questione era anchelunica persona che conoscessimo, in grado di farciapprezzare lavita e dimostrarci che era degna di essere vissuta.
In breve fu chiaro anche il concetto di femminuccerammollite con cui ci bollava sempre nostro padre: mentreSherton si muoveva agile su quel percorso aspro che si apriva tra iboschi, saltava i ruscelli, sinerpicava tra lingue diroccia, ioe Reg annaspavamo. Avevamo i piedi feriti, nonostante le calzaturepi adatte, le braccia e il viso graffiato dai rami e dairovi,i pantaloni prestati gi impolverati e infangati da alcunecadute. Mio fratello aveva la faccia di chi trattiene ormai a stento lelacrime, lo guardai storto e con un paio di grugniti, articolare leparole era ormai unimpresa troppo difficile e faticosa, glifecicapire che era probabilmente ci che si aspettava da noinostropadre e, forse, persino Sherton. Cos stringemmo i denti eproseguimmo. Con molta difficolt gli stemmo dietro fino araggiungere una specie di sbalzo di roccia, sempre sul lato ovest dellamontagna, da cui ammirammo un panorama maestoso e riprendemmo fiato. Ilsole era salito a segnare quasi mezzogiorno, la verde pianura era moltopi in basso di prima, la voce del fiume non erapipercettibile, dinanzi a noi le montagne che ci avevano accoltoallarrivo come una corona inviolabile, si aprivano ininaspettati altopiani, boschi e radure.
Sherton ci offr dellacqua e estrasse, da unapiccolabisaccia, un unguento con cui ci cur i piedi piagati.trassepoi dalla bisaccia pi capiente che portava alla cintola,delpane e della carne secca, e la distribu insieme a fruttaselvatica che aveva raccolto mentre salivamo fin l.
Herrengton moltolontana?
Con voce degna di un fantasma, Reg manifest quanto fossepreoccupato, sinceramente lo ero anchio: nulla intorno anoi,infatti, faceva pensare che dopo tutta quella fatica ci fossimoavvicinati a una qualche forma di civilt, anzi, dal,non si vedevano pi nemmeno le sparute casette di prima.Dovera lo splendido maniero che avevamo visto durante lafestadi Habarcat?
Tutto questo Herrengton, da quandosiamo entrati nel bosco e ci siamo tolti le vesti stiamo facendo la viapi sicura per arrivare a casa senza doverci inoltrare nelfittodella foresta, per ora non siete adatti a quella strada..
Io e Reg ci guardammo, entrambi non osavamo immaginare cosa potesseessere la foresta di Herrengton, se quellodissea senza fineincui ci eravamo imbarcati e da cui difficilmente saremmo usciti vivi,era da considerarsi la strada pi sicura e alla nostraaltezza.Non appena finimmo tutto il cibo che ci era stato offerto elunguento fece effetto, ci rimettemmo in viaggio, sempre insilenzio: la strada penetrava di nuovo nel fresco del bosco e scendevaa nord est, orientandosi poi sempre pi verso nord, infinevir dolcemente a est rialzandosi un poco; era quasimetpomeriggio quando ci fermammo in una nuova radura, in attesa di non sisapeva bene che cosa. Quel tratto del percorso correva su una cresta diroccia che sovrastava il mare, sembrava unenorme bolla dimercurio appena increspato da timide onde, su cui si rifletteva ilcielo grigio azzurro come gli occhi del nostro ospite. Mi affacciaiappena dallo strapiombo e vidi che la montagna scendevaperpendicolarmente nel mare, senza creare una spiaggia, ma innestandosisulla superficie liquida con faraglioni di roccia liscia ebianchissima, caduti a conficcarsi nel mare nella notte dei tempi. Nonera possibile sentire che in lontananza il suono della risacca, e sipercepiva appena il bianco della spuma che sinfrangeva sullaroccia. Che fossimo sopra la grotta di Salazar? Era quellolarcomarino da cui eravamo entrati? Mi resi conto che gi erorapitodalla vastit di quegli spazi infiniti, nonostante la totalestanchezza ammiravo i silenzi, i colori, le forme di quella terraselvaggia e indomita, e persino quel suo essere in realtcos terribile e pericolosa. Preso da ammirazione per ilmondoche esisteva fuori della mia casa, non mi accorsi subito che di frontea noi, alti nel cielo, erano apparse un paio di figure oscure chesingrandivano sempre pi, si muovevano nellanostradirezione e tendevano a scendere di quota. Quando finalmente li misi afuoco, per un attimo mi spaventai, non avendo idea di cosa fossero, poicapii: erano due ippogrifi, che si preparavano a planare dinanzi a noi.Su uno dei due, stupenda visione di una giovane amazzone, stava Meissavestita in un modo bizzarro, per niente simile agli abiti tuttivaporosi e eleganti che avevo imparato ad associare alla sua persona:portava dei pantaloni di pelle scamosciata, degli stivaletti e un unpesante spolverino, anchesso d pelle. I bei capelli corvinierano annodati in due trecce che scendevano alte ai lati del viso, lemani erano protette da guanti.
Una volta a terra, Sherton offr del cibo a Ipnos,lippogrifo arrivato da solo, e una volta reso mansueto,sistem me e mio fratello sulla sua schiena salendo poi asuavolta dietro di noi, mentre Meissa riprese il volo da sola,precedendoci sicura. Per me era unesperienza assolutamentenuovaed unica: dapprincipio sentii forte la morsa della paura, soprattuttoquando la bestia si stacc dai confini terrestri e silibr sopra il mare, diretta a est, poi mi resi conto dellamagnifica sensazione del vento sulla mia pelle, lo scenario da favolache mi circondava, il calore dellippogrifo e la strana enuovasensazione che mi dava il contatto tra le mie mani e il suo piumaggio.Meissa volava per lo pi davanti a noi, ma a volte virava esimetteva al nostro fianco, facendoci coraggio con un sorriso ochiedendoci se ci stavamo divertendo: allora tutta la mia tensionespariva ed io sorridevo come difficilmente mi capitava di fare. Coltramonto che iniziava a rosseggiare dietro di noi, diretti verso uncielo sempre pi cupo, gli animali smisero di sovrastare ilmaree ripresero a costeggiare gli speroni di roccia, salirono ancora unpo di quota e puntarono decisi verso est. In basso vedevo laforesta che si faceva pi selvaggia e inespugnabile,finch, mentre gli ippogrifi iniziavano a scenderevolteggiando,sotto di noi si apr allimprovviso una radurasegreta,che sembrava essere la nostra destinazione finale. Smontammo dagliippogrifi, che Sherton ricompens subito con del cibo,quindi sivolt verso di noi, prese la bacchetta che portava allacintolae fece un paio dincantesimi pulenti per toglierci unpodi polvere e di sudore da dosso. Ci ridiede le nostre vesti e le nostrescarpe, si rivest anche lui, rimise nella sua capientebisacciatutto quello che non ci serviva pi e ci avviammo nel bosco,sempre diretti a est, su una stradina di terra battuta, che prestodivenne un sentiero lastricato. Meissa ci precedeva a una certadistanza, sembrava che avesse anche pi fretta di noi ditornarea casa.
Gli alberi a mano a mano si diradarono, la vegetazione selvaggia fusostituita da ampi giardini, con i fiori sistemati ordinatamente, lesiepi tagliate secondo giochi geometrici, i roseti in fiore.Cerano delle fontane e delle statue qua e l,dellepanchine sistemate negli angoli pi affascinanti, con vistasulmare, ovunque cerano bracieri accesi, che illuminavano iltragitto, la sera calava inesorabile intorno a noi. Infine scorgemmolombra del maniero, sovrastato dalle sue 5 torri, spuntaretragli alberi, mentre ci incamminavamo sotto una specie di teoria diprofumati archi fioriti, che collegava quei giardini esterni con quellipi prossimi alla casa. Ora finalmente riconoscevo lamagnificadimora degli Sherton. Un porticato si apr davanti a noi altermine delle arcate, entrammo e lo risalimmo tenendo la sinistra, finoa penetrare in una specie di chiostro che circondava un cortile pienodi roseti: su di esso si apriva una scalinata di pietra a due ali, chesi congiungevano in una terrazza le cui pietre si sistemavano adisegno, a formare una coppia di serpenti avvinghiati a reggere unagigantesca sfera, forse di giada o di un altro minerale verde, nonpoteva essere uno smeraldo, impossibile che ne esistesse al mondo unocos grande. Sotto, il motto di famiglia degli Shertonrecitava LESBIEN-AIMES ,i prediletti. Da un paio di porte laterali sbucarono Kreya eDoims, mentre Meissa sembrava essersi givolatilizzata.
Ora seguite Kreya e dateviuna rinfrescata,tra mezzora sar servita la cena, vi prego di esserepuntuali,anche se siamo solo noi tre, cos poi potrete andare ariposare,ne avete sicuramente bisogno, oggi stata dura per tutti esoprattutto per voi due che non siete abituati.
Noi 3? E Meissa?
"Meissa e gli altri non staranno con noifin dopo ilsolstizio, devono aiutare Mirzam a prepararsi per il suorito"
Lelfa ci fece strada lungo un corridoio orientato asudovest,interminabile, in cui ammirammo una vera e propria galleria di ritrattidegli antichi Sherton, in cui tutto dalla struttura muraria nel suocomplesso al pi piccolo dettaglio dei bracieri, celebravalanatura Slytherin di quella famiglia; arrivati in fondo alla galleriacoperta, salimmo nella torre di sudovest lungo una scalinata che eraampia e luminosa anche a quellora della sera, soprattutto semessa a confronto con quella di casa nostra: anche quiceranobracieri accesi e ritratti appesi alle pareti, tutti accomunati da unostemma in cui campeggiavano i serpenti argentei dagli occhi di smeraldoe la dicitura les Bien-Aims, ma nonceranoanimali o elfi morti impagliati ed esposti, come a Grimmauld Place.Arrivati al primo piano, la scalinata sinterrompeva in unampioatrio, che dava su una terrazza con vista sul mare, e immetteva negliappartamenti destinati agli ospiti: fummo condotti in una grande cameraa due letti, in cui erano gi sistemate le nostre cose, escoprimmo di avere a disposizione un bagno, molto pi grandediquello a noi riservato a Grimmauld Place, e un immenso patio finestratoche si apriva a sud verso il bosco, con al centro una grande vascapiena di acque calde, circondate da rocce: io e Reg ci spogliammosperando di tuffarci subito in quella meraviglia, immaginandogi la nostra stanchezza scivolare via come per incanto eguardando storto Kreya quando ci ricord che era tardi e chedovevamo solo lavarci, vestirci e andare a cena, i giochi li avremmofatti a tempo debito. Sui nostri letti, enormi e circondati da ricchibaldacchini dorati, erano gi pronti i nostri vestiti, connostra gioia e sorpresa, Kreya non insistette perch cipettinassimo come damerini. Lelfa ci aspettava sulla portae,quando fummo pronti, ci avviammo dietro di lei in sala da pranzo; dallaterrazza scendemmo le scale, passammo dentro la lunga galleria egiungemmo alla scalinata principale, quella interna alla torrecentrale, che avrebbe portato in alto agli appartamenti della famigliaSherton e al primo piano alla grande sala da pranzo usata dallafamiglia: trovammo Alshain seduto ad uno scrittoio, stava firmando unapergamena, con la sua classica calligrafia inclinata ed energica, laarrotol e la leg alla zampa di un gufo che poiliber alla finestra.
La stanza era dominata da un enorme caminetto, in marmo nero,sovrastato da un ritratto di un uomo e una donna, eleganti e austeri:lui aveva gli occhi color dellacciaio di Alshain, lei,RyannaMeyer, che avevo gi visto nei ritratti di Amesbury, con glistessi capelli corvini del figlio, era la donna pi bellacheavessi mai visto fino a quel momento. A chiudere la composizione, inbasso, cerano due ragazzini, uno sui dieci anni elaltrointorno ai cinque, probabilmente Sherton e suo fratello: notai che lemani di tutti loro erano tatuate, tutti avevano anche la runa impressasul collo e che il padre portava allanulare destrolanello a forma di serpenti intrecciati con lo smeraldostrettonelle bocche che ora aveva Alshain. Perch mio padre avevadettoa Lestrange che Sherton nn portava anelli? Ricordavo benissimo davergli sempre visto quellanello da quando lo conoscevo,per, in effetti, quellanello spariva tutte levolte hesi presentava ad un evento pubblico. Era davvero strano
Come ci vide entrare, Sherton ci fece cenno di sederci, alla suasinistra: il tavolo da pranzo era in legno di mogano, rettangolare,riccamente intagliato, e presentava altri quattro coperti e relativiposti vacanti, due a sinistra al nostro fianco, uno allaltrocapotavola e lultimo a destra di fronte a noi, i posti vuotidella moglie e degli figli di Alshain; tutte le posate eranodargento finemente cesellato, i piatti erano di ceramicafinissima, con dei motivi floreali ricercati, la tovaglia eraanchessa ricamata con motivi floreali. Tutta la stanza erainpietra con il soffitto a costoloni e volte a sesto acuto, il pavimentoera ricoperto di tappeti tessuti con ricercati disegni orientali, ilmobilio era ridotto allindispensabile, facendo risaltareancoradi pi i dettagli di tutto il resto, come i braciericesellaticon i soliti motivi serpenteschi. Con il gesto convenuto Alshainordin ai domestici di servirci la ricca cena, costituita dacarne arrostita, molta verdura e a chiudere una torta deliziosa. Reg edio eravamo assolutamente sazi e sfiniti, consapevoli di non aver maimangiato cos bene, quello che per mi avevalasciatonotevolmente stupito era che ci fossimo scambiati pochissime parole pertutta la serata: era molto strano, perch di solito Alshainconnoi era molto simpatico e allegro.
Quando la cena ebbe termine si alz e si mise a sedere suun'antica poltrona di fronte al caminetto e sembr perdersineigiochi delle fiamme, io e Reg ci guardammo, non sapevamo cosa fare, seprendere quel gesto come il suo modo di congedarci, o se dovevamorimanere, se potevamo parlare o restare in silenzio. Fu allora, quandomeno ce laspettavamo, che, rimestato appena il fuoco, sivolt di nuovo verso di noi, con unespressioneaccogliente e ci chiam a sederci su due poltrone di frontealui. Era arrivato il momento della storia e quello era gisufficiente a farci riprendere dalla stanchezza del viaggio e dai mieidubbi: invece delle solite storie di maghi leggendari, di guerre ederoi, ci raccont la storia di una nuvola. Una semplice,innocua, nuvola. Una nuvola considerata da tutti la pibella,la pi nobile e la pi importante, tanto che leise negloriava e si isolava sempre di pi, ritenendo le altreindegnedi farle compagnia. Un giorno incroci il vento e gli chieseannoiata se conoscesse un luogo in cui le nuvole erano alla suaaltezza. Il vento le disse di s e la nuvola silasciconvincere a farsi trasportare lontano, nelle Highlands, con lapromessa di trovare un luogo e una compagnia degne della suanobilt. Una volta arrivata per, non solo nontrov alcuna nuvola, ma il vento smise di soffiare,cosrimase da sola, intrappolata nelle Terre del Nord, dovepass lasua vita a meditare sullimportanzadellumilt.
Di qualsiasi cosa abbiatebisogno, ricordateche Kreya sar a vostra disposizione e me loriferirsubito, ora, per, vi consiglio di andare a riposare, sevoletepassate nel patio, le propriet dellacqua vifarannodormire meglio. Domani avrei piacere di portarvi con me, qindi dovrestesvegliarvi presto. Ora, se volete, potete scrivere a casa, vi hoassegnato un paio di gufi per la corrispondenza, li troverete sullaterrazza della vostra camera.
Avevo la sensazione che volesse restare solo il prima possibile, quindifeci un cenno a Reg, ci alzammo e ci congedammo secondo i cerimonialiche ci avevano insegnato i nostri genitori, strappandogli un sorrisettodivertito. Seguimmo Kreya per non perderci fin dalla prima sera e,accogliendo il consiglio del nostro ospite, ci spogliammo e ci tuffammonelle acque del patio, sentendo la stanchezza perdersi nella carezza diquellacqua profumata di fiori. Giocammo un po aschizzarci, le nostre risate risuonarono e riecheggiarono nella stanzailluminata anchessa dai bracieri: non sarei maipiuscito da l, se non fosse stato per l'elfa che sipresent con degli accappatoi e ci tir fuoriquasi dipeso. Ci asciugammo e ci preparammo per la notte, ci sdraiammo sotto lemorbide coperte, ognuno nel proprio baldacchino e iniziammo achiacchierare sulle meraviglie viste e vissute quel giorno, celando amio fratello le perplessit sui silenzi di Alshain esullassenza degli altri, ma presto sentii la voce di Regfarsisempre pi flebile e confusa, fino a spegnersi nel sonno.Solocon i miei pensieri, rimasi a contemplare la luna che faceva capolinodalla finestra: sembrava che l il cielo fossepi terso,che le stelle brillassero di una luce pi intensa e decisa,anche laria sembrava essere diversa, e soddisfare meglio lamianecessit di respirare. Mi rotolai nel letto, trovandodifficolt ad addormentarmi, preso comero damilleparticolari che mi solleticavano curiosit e fantasia:quellacostruzione doveva avere mille anni, la pietra era pivecchiadi qualsiasi cosa io avessi mai visto fino a quel momento, mi immaginaiquali e quante persone, quali e quante storie potevano essere passatein quella mia stessa stanza, quali intrighi e passioni avevano avutoluogo a pochi centimetri da me.
La camera era ampia, con un soffitto decisamente alto, coperto daquattro volte a crociera, che poggiavano su una rosa di nove pilastri,otto addossati alle pareti e uno in mezzo alla stanza, costituiti dafasci d nervature che s spingevano in alto ad aprirsi come petali di unfiore. I due letti erano affiancati, ed entrambi erano orientati inmodo da avere di fronte le grandi vetrate ad arco ogivale che saprivano verso est, cos da essere baciati presto dalleprimeluci dellalba, mentre sul lato sud s apriva la porta checomunicava con il patio, a nord cerano le finestre da cui inquel momento ammiravo il cielo stellato e la porta che dava sullescale. Accanto ai letti una porta immetteva sulla terrazza. Era davverotutto meraviglioso, l, molto diverso da casa nostra, macerano tante domande che si agitavano nella mia mente, e mitoglievano il sonno, lottando e vincendo per ore sulla fatica. Nonpotevo smettere di pensare alla storia della nuvola, era semplice edanche scontata, ma non riuscivo a capire perch celavesse raccontata, quale messaggio voleva davverotrasmetterci:fin da quel primo giorno avevo la convinzione, magari errata, che intutto quello che Sherton faceva o diceva ci fosse un significatopregnante, nascosto sotto la semplicit visibile insuperficie.Quando alla fine riuscii a perdere i sensi, i miei sogni agitati furonopopolati da ippogrifi che mi lasciavano cadere in volo sulle scogliere,da immagini di mio padre che piombava in Scozia solo per sprofondarminelle segrete umide e anguste, piene di serpenti, di casa Sherton. Edal viso di mia madre, che si stagliava su tutti i ritratti dellascalinata del maniero scozzese, inseguendomi in una atroce fuga.
***
SiriusBlack
Herrengton Hill, Highlands - sab. 19/20 giugno 1971
Mi svegliai sudato e confuso, quando non era ancora l'alba e sul maresiniziava appena a cogliere il rosa del sole nascente; mialzai,mi lavai e mi vestii, presi in mano le scarpe e sgattaiolai fuori,senza far rumore, per non disturbare mio fratello che, al contrario dime, sembrava dormire sereno, in pace col mondo. Scesi le scale, usciinel cortile delle rose e da l raggiunsi il giardinoesterno,lasciandomi ritemprare dal fresco del mattino, restando sempre unpo agitato: non sapevo bene nemmeno io che cosa stavocercando,provavo ancora una strana sensazione di soffocamento. Arrivai allimitare del giardino, scavalcai il muretto e guardai di sotto, versoil mare e le scogliere, decine e decine di metri pi inbasso:pensai per un momento che quello poteva essere un buon posto persparire, tutti avrebbero detto semplicemente che terribiledisgrazia! Conla punta della scarpa mossi appena la terra per vedere con quantafacilit tutto quanto potesse franare, ma quando spostaidecisoil piede in avanti, verso il vuoto, ecco che mi sentii risospingereindietro, senza che dinanzi a me ci fosse apparentemente nulla.
E meglio giocarecon lacqua del patio, Sirius!.
Mi voltai spaventato: Sherton era improvvisamente seduto su unapanchina dietro di me, sembrava essersi materializzato dal nulla,fumava una strana pipa, nella sua sontuosa veste da camera, tuttovestito di verde, con i capelli legati in una spessa coda e i piedinudi, tatuati anchessi come le mani.
Non riuscivo a dormire,cos셔
Mi giustificai, pensando che si stesse chiedendo cosa ci facessigi in piedi. E soprattutto in quel posto.
Capita quando si dormelontano da casa, poiprobabilmente avrai mille domande in testa, abbastanzanormalenon riuscire a dormire.
Alshain non mi guardava nemmeno, preso da un puntino nel cielo e dallesue nuvolette di fumo, ma sembrava che per lui fossi un libro aperto.Avevo molte domande da fargli, ogni volta che avevo provato adaffrontare con mio padre il discorso Sherton ero finito in castigo, conlaccusa di non essere capace di farmi gli affari miei, maoraera l di fronte a me, eravamo da soli e non volevopirimandare. Era dallautunno precedente che aspettavo quelmomento.
Cosa mi ha trattenuto dalcadere?
Alshain mi guard serio.
Volevi per casocadere?
Certo che no!
Ma in cuor mio non ne ero poi cos sicuro. Non capivo cosamifosse passato per la testa, io non volevo di certo buttarmi di sotto,allora perch Era chiaro che nonlavevo convinto,ma Alshain torn comunque a guardare il cielo, conunespressione grave e seria.
Quando sono tornato qui, noveanni fa, con lamia famiglia, la prima cosa che ho fatto stata creare unaprotezione magica che cingesse la tenuta, cos che nessunestraneo potesse vederci, sentirci o disturbarci, e che impedisse a chi dentro di farsi del male, per esempio cadendo di sottoaccidentalmente o volontariamente. Nel punto in cui ti trovi in questomomento sono avvenute fin troppe disgrazie.
Mi fiss addosso i suoi penetranti occhi azzurri, come sevolesse leggermi nellanima. Sentii la faccia in fiamme echinailo sguardo, a osservare la punta dei miei piedi.
"La protezione naturalmente vale soloper chi ha ilsegno che gli Sherton tracciano sui loro cari, io lo impressi su te etuo fratello al momento della vostra nascita, perch siete ifigli delluomo che tengo nel cuore pi di unfratello, efar di tutto per proteggervi, ricordalo sempre!
Quelle parole ebbero su di me leffetto che mio padre invanoaveva cercato di ottenere con gli schiaffi per anni: di colpo compresilimportanza di molte cose a cui teneva tanto, come lafamiglia,la responsabilit, lamicizia e il rispetto dellepromesse. Alshain era gi tornato a guardare il cielo,assortoin chiss quali pensieri, ed io mi stavo domandando ancoradipi la vera ragione della nostra presenza in Scozia, cosa ciattendeva nelle settimane successive.
Ora dovresti rendermiqualcosa che mi appartiene
Misi la mano in tasca, in silenzio, tirai fuori la verghetta diLestrange e gliela posi nel palmo aperto, senza esitazioni, ma volevodelle risposte.
Che cosha di tantospeciale questanello da giustificare un furto?
Mi guard di nuovo e sorrise, rigirandosi tra le dita quellostupido oggetto.
Appartiene alla mia famigliadalla notte deitempi, Sirius, ci stato rubato durante le antiche guerre edaallora non facciamo che cercarlo. Lestrange laveva per purocasoe per puro caso ho scoperto che ne era lui in possesso. Ora grazie a te tornato a casa
Ma Lestrange dice che
Questanello non haalcun potere, sesta in mani sbagliate, Sirius, solo il legittimo proprietariopu sfruttarne i doni. La leggenda, oramai nota a pochi,narrache con questanello Hifrig Sherton spos lasorella diSalazar Slytherins e che in esso stato racchiuso poi daquelgrande mago un prezioso dono di nozze. Per impedire chelanellofosse rubato ne sono state create altre due copie, una delle quali ti servita per riprenderti loriginale.Laltra sempre rimasta qui.
Qual il dono dinozze? E chi il legittimo proprietario?
Ho solo una teoria e devoverificarla.Secondo me, comunque, si tratta solo di un dono simbolico. Seideluso?
Un po,credevo
Quello che hai fatto moltoimportante per me, Sirius, e te ne sar sempre grato, noneragiusto che quello che appartiene a questa Terra rimanesse lontano daqui, tenuto in poco conto, come fosse una cianfrusagliaqualsiasi
Si alz, mi pass la mano intorno alle spalle emi guard negli occhi.
Ora andiamo. Tra oggi edomani dovremotrovare tutto loccorrente per il rito di Litha cheavverr tra due giorni. Kreya ha gi preparato ivestitiadatti a te e Regulus, vai a cambiarti e fai colazione, si parte traunora e stanotte si resta a dormire fuori.
Asciutto ed essenziale, se ne and appena disse questeparole,lasciandosi quasi sparire tra le piante, senza alcun rumore, come se isuoi piedi non toccassero terra, ma si muovessero su una nuvola.Assistetti a tutto questo affascinato e confuso, perso in una specie ditranche, quando per interpretai quelle parole, mipreoccupai dinuovo: a stento ero sopravvissuto alla giornata precedente e ora midiceva che saremmo subito ripartiti, mi chiesi se Reg sarebbe stato ingrado di affrontare unaltra strapazzata del genere, in fondoeravamo entrambi poco pi che bambini. Al dunque,per,la giornata si rivel migliore di quanto avessi immaginato.Partimmo diretti a sudovest, uscendo dalla torre sud, leggeri, solo noitre, per quella che apparve da subito, con mio grande sollievo,semplicemente una passeggiata per i boschi: quella parte della tenuta,il giorno prima inaccessibile, vista dal basso sembrava meno aspra eselvaggia, fatta di morbidi declivi in cui i boschi non eranoinespugnabili barriere di verde e le sorgenti dacquaparevanomoltiplicarsi magicamente. In seguito scoprii che questo era il verovolto di quella terra, mentre il giorno precedente avevamo subitounillusione magica, creata ad arte da Alshain per proteggerelasua famiglia da occhi estranei.
Sherton parl per tutto il tempo, descrivendoci lepropriet delle piante che incontravamo e arricchendo ledescrizioni con racconti e aneddoti che esaltavano la mia fantasia: inparticolare mi colp la pianta del sambuco, legata allastoriadei fratelli Peverell e i doni dati loro dalla Morte, tra i qualiappunto una bacchetta dai poteri straordinari fatta col legno diquellalbero. Notai che il nostro ospite aveva moltoinsistitocon quella storia e in particolare non sulla bacchetta masullanello dato al secondo fratello, come se avesseunimportanza superiore a tutto il resto. Forse erasuggestioneper tutto quello che di strano e meraviglioso stavamo vivendo, ma miconvinsi ancora di pi che nulla accadeva per caso, checera un piano ben preciso sotto. Al contrario di me, Reg nonsembrava molto entusiasta: non riusciva a capirelutilitdi tutto questo cercare, quando, come ci insegnava nostro padre, erasufficiente tirar fuori i galeoni per avere quelle piante e i loroestratti senza sforzo. Mi vergognai per lottusitdi miofratello, ma Alshain lo guard senza meravigliarsi, forsevedevain lui la versione in fieri del suo miglioramico, quindigli accarezz bonariamente la testa e, canzonandolo unpo, gli rivolse una gran risata:
Con i galeoni non si comprail piacere di giornate come questa, ragazzo mio!
Mi domandai come mai quelluomo che, stando ai discorsi diLestrange, aveva anche pi denaro di nostro padre, nonavesse lasua stessa ossessione per i soldi e, almeno fino a quel momento,sembrasse utilizzare anche la magia solo quando era assolutamenteindispensabile. Ci fermammo a mangiare in una radura, ed io rimasi coni sensi in allerta per tutto il tempo, sperando di riconoscere subitounorma o un canto e fare bella impressione su Alshain. Allafine, scoprii un paio di orme fresche e ottenni da Sherton delleinteressanti spiegazioni, anche se erano solo impronte di scoiattolo.Nel pomeriggio ci affid lincarico di raccoglierelefoglie di alcune piante che ci aveva descritto e scovare anche delleradici utili al rito: ero sicuro che ci stesse proponendo subito unaverifica per stabilire quanto avevamo capito dei suoi discorsi.
In cosa consiste il rito,signore?
Reg, sempre timido con chiunque, sembrava libero da tutte le sue pauree condizionamenti e mi ritrovai a essere fiero di lui: sarebbe statobellissimo se quellestate avesse aperto gli occhi e fossesaltato dalla mia parte della barricata, se invece di avere unapiattola per fratello, avessi avuto finalmente un amico e unconfidente. Sarebbe stato bellissimo poter...
Festeggiamo Litha,liniziodellestate: di solito si cacciano e si offrono in sacrificiodeicervi. In pi celebrato il rito del Cammino dialcunimembri della mia famiglia, come negli altri Sabbat: questa volta il turno di Mirzam.
Ci guard e cap che non sapevamo nulla di questiargomenti. Sospir appena.
Nelle Terre del Nord ci sonoda sempre deiriti che la mia famiglia ama celebrare ancora, mentre in altre partidella Gran Bretagna sono ormai in disuso da secoli, anche tra i maghipi tradizionalisti. Secondo questi riti, nel corso dellanostravita, ogni cinque anni compiamo un passo nel nostro Cammino dellaConoscenza: Meissa ha preso le sue rune a Ostara, che per noiSlytherins coincide con la festa di Habarcat: era il suo terzo rito.Mirzam ha compiuto ventuno anni in maggio, festeggerperci a Litha il suo quinto rito. Lanno prossimotoccher a me e a mia moglie. I riti e le prove che liprecedonoservono a potenziare le nostre capacit, sacrificandoqualcosadi noi stessi e testimoniando la nostra adesione agli antichi precetti.Le piante che stiamo raccogliendo servono al rito, inoltre voi, con lavostra presenza, sarete testimoni e questo legher ancor dipi le nostre famiglie: anche vostro padre ha presenziatoperme, quando ho compiuto ventuno anni.
Come avevo intuito, tutto quello che stava succedendo non era casuale,ma aveva un senso e una ragione, che andavano di l dellanostravita, si legava a riti sacri che nascevano nella notte dei tempi, equelluomo, misterioso e affascinante, ci stava dandolopportunit di assistere a tutto questopercheravamo legati a lui, fin da prima della nostra nascita. In uno statodanimo particolare, in preda a una specie di misticailluminazione, come pu spesso capitare a undici anni,quandoelevi a tuo eroe un uomo di tale carisma, trovai subito le pianterichieste, presi le foglie come indicato e ne raccolsi una parte perme, deciso ad appuntare tutto quanto ci diceva Sherton, appena fossimotornati al maniero, ormai sicuro che un giorno ne avrei ricavatobenefici. Alshain non disse nulla quando cap le mieintenzioni,ma vidi uno strano sorriso aleggiargli sotto i baffi, non so se disoddisfazione o perch mi trovava buffo. Alla fine aiutaiancheReg, pi per far colpo su Sherton che non per amore di miofratello. Era ormai sera quando, tornando allaccampamentocon leultime radici, ci accolse una gradita sorpresa: Alshain, infatti, avevamontato una tenda per la notte, piuttosto rustica ed essenzialeallesterno, ma grande e piena di comoditallinterno, tanto che sembrava una tenda da sultano, concuscini, tappeti, letti morbidi e colorati. Mi sorprese unpoper quando capii che lui avrebbe dormito fuori, vicino alfuoco, sulla nuda terra: avevo notato che amava lavita spartana, ma misembrava assurdo che rimanesse fuori con quel freddo. La cena fu a basedi piccola selvaggina, catturata da Alshain mentre noi eravamoimpegnati nella nostra ricerca e arrostita sul fuoco, ma il momentopi bello fu appena dopo, quando Sherton inizi araccontarci la leggenda di quella sera: questa volta ciraccontdi epiche imprese e di maghi leggendari, un momento di rara bellezza,sia perch aveva una capacit interpretativadegna di unteatrante, sia perch mai i nostri genitori si erano presilabriga di passare il tempo a raccontarci storie. Quando ci ritirammo adormire, finalmente ero rilassato e mi lasciai andare a un buon sonnoristoratore, abitato da sogni incentrati sui racconti d Alshain e nonsui miei incubi e le mie paure; anche Reg, dopo quella giornata dinervosismo e insofferenza, che imputavo alla stanchezza non del tuttosmaltita del giorno precedente, si era parzialmente placato e prendemmosonno relativamente presto, mentre dallesterno si stagliavasulla tenda lombra di Sherton, seduto davanti al fuoco afumarela sua pipa.
*
Il mattino seguente, ci svegli il profumo di porridge,mangiammo anche frutta fresca e ripartimmo, appena Alshainsmont magicamente la tenda e cancell le traccedelbivacco: questa volta ci dirigemmo verso la costa, che raggiungemmoscendendo per molte decine di metri lungo un profondo canalone, ripidoe pericoloso. Allarrivo ci ritrovammo in una piccola baia,protetta a est e ovest da ripide scogliere e a sud costituita daunampia spiaggia di ciottoli che si disperdeva rapidamenteneiboschi per poi risalire verso una nuova cintura di rocce e alture, dacui eravamo appena scesi. Si era ormai fatto quasi mezzogiorno e dopoun pasto frugale, ci incamminammo lungo la spiaggia, risalendola sullato nord occidentale fino alle scogliere verticali aspre e irte diostacoli, dove Alshain eresse di nuovo la nostra tenda, poi affrontammogli scogli resi scivolosi dai muschi e dallacqua, ciarrampicammo di nuovo tra le rocce lungo un sentiero invisibile cheSherton per conosceva a memoria. Dopo circa un paiodoreci ritrovammo in una spiaggia minuscola protetta da un anfiteatro dirocce, alcuni faraglioni e archi marini, conficcati nel mare: ero certoche fossero i faraglioni che avevo ammirato dallalto duegiorniprima, dalla radura in cui ci avevano raggiunto gli ippogrifi. Laspiaggia di ciottoli e rocce era interrotta, divisa in due parti da unalingua di mare che la penetrava profondamente, con le acque turbinoseche finivano col nascondersi entro limboccatura di unagrottasemisommersa: vi si accedeva con estrema difficolt, inpartecamminando nellacqua, in parte nuotando, in partearrampicandocidi nuovo sulla roccia scivolosa, fino ad approdare su una secondaspiaggia interna pi ampia, fatta di detriti marini e, neipuntipi reconditi, da stalattiti e stalagmiti, con la partecentraledel soffitto costituito da una pietra quasi perlacea, su cui sirifletteva lazzurro verdastro dellacqua e delcielo.Cos buia non lavevo riconosciuta subito, ma allafinecapii che era la spiaggia in cui era stato celebrato il rito di Meissa.
Alshain si tolse la tunica che portava incollata addosso, bagnata,rimanendo a torso nudo con i soli pantaloni, anchessifradici,estrasse dalla cintola la sua bacchetta, ce la punt addossoeci asciug corpo e vesti allistante. Sistematinoi, siasciug a sua volta poi mosse la bacchetta einvocINCENDIO: dodici bracieri si accesero in cerchiotuttoattorno a noi, e altri sette si accesero sul rialzo di granito, su cuisi ergeva laltare di marmo nero e la gigantesca serpe dipietra,dalla testa dargento e dagli occhi d smeraldo, con le faucispalancate. Inorridii e sentii i peli della mia schiena rizzarsi,sembrava vero e feroce, pronto ad abbattersi su di noi. Sherton cisorrise incoraggiante, mentre dalla volta faceva calare sette stendardidi Salazar Serpeverde tutto intorno al serpente di pietra, mentre tra idodici bracieri si materializzava un altare dargentofinementecesellato con motivi serpenteschi, su cui era inciso il motto difamiglia.
quasi tuttopronto, qui avverranno isacrifici e saranno bruciate le piante che avete raccolto. Tutto questoaccadr domattina allalba. Ora dobbiamoprocurarci uncervo, in attesa che arrivino gli altri.
Ci saranno tanti maghi comelaltra volta?"
Non tanti come quel giorno,solo i maghi del Nord e alcuni miei parenti.
Alshain si avvicin, ci circond le spalle con lesuebraccia e ci smaterializzammo, non capivo per quale motivo nonlavessimo mai fatto finora, ma mi ripromisi che glielo avreichiesto quanto prima: ricomparimmo in una radura, dal rumore del marecapii che eravamo a pochi metri in linea daria dalla grotta,madiversi metri pi in alto. Di fronte a noi si apriva dinuovo ilbosco e Alshain si diresse nellintrico di alberi,apr labisaccia che aveva legato alla cintola, estrasse dei lacci e si mise atrafficare in prossimit dei piedi di alcune piante,depositandodelle esche, poi ci fece cenno di inoltrarci con lui in mezzo a deicespugli da cui era possibile controllare le trappole, si sedette aterra, distribu le uova, alcune fette di carne salata edellafrutta, tutto estratto come sempre dalla sua bisaccia senza fondo. Conla schiena appoggiata allalbero, di fronte a noi, moltopi vicino di quanto non lavessimo avuto mai inquei tregiorni, potevo studiarne con attenzione tutti i particolari del viso edel corpo: sembrava pi giovane della sua et,soprattutto per lespressione del suo sguardo, combattiva edenergica, non era molto muscoloso ma straordinariamente tonico, ilcorpo snello, quasi come quello di un ragazzo, i suoi capelli nonavevano ancora un solo filo grigio. Mi affascinavano soprattutto i suoitatuaggi, come quello che portava al centro del petto, ora potevovederglielo benissimo, sembrava una specie di candelabro, pieno dirighe orizzontali che sincurvavano a forma di corna diantilope.Alshain si accorse dellattenzione quasi morbosa con cuilosservavo, ma fece finta di nulla, probabilmente in attesachetrovassi il coraggio di chiedergli quello che mi passava per la testa.Piano piano, senza che me ne rendessi conto, mi assopii nel teporeestivo del sottobosco, in quella tenue luce che filtrava tra glialberi, e nel sonno agitato del pomeriggio mischiailimmagine diSherton giovane con la coppa in mano, il serpente di pietra e le nuvoleche correvano per i cieli della Scozia sospinte da un ventotruffaldino. Era quasi met pomeriggio quando i miei sogniconfusi si bloccarono, sentimmo un fruscio e dalla nostra postazione fufacile vedere le ampie corna ramate di un magnifico cervo piuttostogiovane e dal manto rossiccio, Alshain fulmineo si erse elanciun PETRIFICUS che immobilizzlanimalenellatto di cibarsi da un albero. Rimasi sorpreso, eroconvintoche fossimo l per uccidere e mi colpprofondamenteanche il gesto carico di tenerezza con cui luomo sichinsullanimale: gli accarezz il muso terrorizzatoquasi avolerlo rassicurare, poi con estrema delicatezza se lo mise sullespalle, e ci disse che era ora di procedere sulla via del ritorno.Questa volta non ci smaterializzammo, ma prendemmo un sentiero tra glialberi che lentamente e con poca pendenza portava alla spiaggia dellatenda.
Approfitt del viaggio, che affrontammo con estrema lentezzaecalma, per descriverci i riti cui avremmo assistito quella notte,raccontandoci alcune leggende legate al solstizio destate.Quando arrivammo, era ormai il tramonto e la spiaggia era ora bendiversa dal mattino, ovunque erano state erette tende, ovunque sistavano accendendo fal e numerosi maghi nei loro mantellichiacchieravano tra loro in piccoli e grandi crocchi. Nonceranofacce a me note e, soprattutto, notai di nuovo che quasi nessuno avevacon s mogli o figlie. Due streghe giovani e molto belle siavvicinarono e fecero grandi sorrisi ad Alshain il qualericambi con freddezza, queste si allontanarono ghignando esiavvicinarono a un altro gruppo di maghi, che le accolsero tra risa eabbracci affettuosi, offrendo loro da bere: guardai interrogativo ilnostro ospite, il quale sospir amareggiato.
Secondo la tradizione non permessolingresso alla spiaggia e alla grotta a donne che nonappartengano a Herrengton, durante i riti. Quanto avete appena vistodimostra che c molto lavoro da fare anche nellaConfraternita del Nord, per riportare decoro erispettabilitnella societ magica.
Raggiungemmo in silenzio la nostra tenda, dove Shertondeposita terra il cervo, proprio allingresso: Kreya ci attendevacon lacena di pesce appena preparata. Al termine, compiuta anche lavestizione, era ormai passata la mezzanotte, Sherton congedKreya, prese un sontuoso mantello nero, se lo gett addosso,cipose le braccia a cingerci le spalle e uscimmo dalla tenda.
Granbellesemplare.
Un vecchio, grassoccio e piuttosto basso, stretto, comepressoch tutti i presenti, in una magnifica veste smeraldo,conun cappello a punta, i pochi capelli argentati arruffati, i baffonistile tricheco che pendevano ai lati del naso, gli occhi azzurriacquosi, stava quasi sulluscio, ammirando il cervo catturatodaAlshain. Lavevo gi intravisto a Habarcat, ma nongliavevo dato troppa importanza.
Professore!
Si abbracciarono, baciandosi le guance, gli occhi erano pienidaffetto.
Sono felice che sia deinostri,questanno. Ragazzi, vi presento Horace Slughorn, professoredipozioni a Hogwarts, questi sono i figli di Orion, Sirius e RegulusBlack..
Il professore annu e sorrise.
Eccellente, finalmente ho ilpiacere di incontrarvi.
Ci strinse con energia la mano, mentre i suoi occhi inquietantisembravano trapassarci non solo le vesti, ma anche la carne, e unsorriso ambiguo gli si stampava in volto.
Mi raccomando, ragazzi,ascoltate conattenzione il signor Sherton, stato uno dei miglioristudentiche abbia mai avuto nella mia lunghissima carriera, e ora voi, standoal suo fianco, avete lopportunit di conoscereuna magiaantica che nelle scuole spesso ormai non sinsegnapi.
Poi torn a guardare il nostro ospite, serio e vagamenteincupito.
"Hai gi visto i segni,Alshain?
A Londra, e a Herrengton cisono gi,Horace, Deidra ha da poco visto un altro segno durante il suo viaggioin Galles, che si aggiunge agli altri gi noti, sarebbe benesequalcuno andasse a controllare Godric Hollow, ma credo non ci sianopi dubbi, ci siamo.
Capisco. Non pensi chesarebbe meglio se iragazzi stessero con me durante la cerimonia? Tu sarai impegnato ec gi molta confusione sullaspiaggia. Da solonon riuscirai a tener tutto sotto controllo stanotte. Saigi seAbraxas verr?
Unombra pass sul viso del nostro ospite.
E mio cugino,nulla puimpedirglielo. Comunque s, una buonasoluzione, inattesa che anche Orion ci raggiunga; ragazzi, quando ve lochieder, andrete col professore, vi spieghertuttoquello che accadr, mentre io sar impegnatodurante ilrito. Siamo intesi?"
Rispondemmo in coro con un s deciso, finora non ci avevadatomai veri ordini, era stato gentile e disponibile, anche se avreipreferito non mollarlo un attimo, doveva avere una buona ragione perfarci quella richiesta. Inoltre fino a quel momento non mi era passatoper la testa che nostro padre potesse raggiungerci per il rito elidea di rivederlo cos presto migett per unattimo nel panico totale. Slughorn si allontan con unsorriso eand a salutare altri maghi che a mano a mano simaterializzavano sulla spiaggia, noi restammo con Sherton, seduti suuna sontuosa pelle di drago stesa da Kreya di fronte al fuoco: laspiaggia era ormai piena di tende, si erano accese decine e decine difuochi, alcuni intonarono antichi canti, che Alshain ci traduceva.Piano piano ci addormentammo, di nuovo accoccolati al suo fianco,protetti dal suo calore e dal suo mantello, proprio come dei cuccioli,questa volta sognai di salire le scale che portavano alle stanzeprivate degli Sherton, aprivo una porta che dava su una stanzacompletamente vuota, dominata solo da un camino gigantesco dove miaspettava un vecchio mago dai capelli candidi come neve, lunghi finoltre la cintola, tondi occhialini calati sul naso ricurvo, mi facevasegno di entrare e mi metteva lanello di Lestrangeallanulare della mano destra, dopo avermi inciso sul pettounagigantesca runa. Non so quante ore passarono, ma di colpo mi svegliai,notai che gli occhi di Alshain, di solito persi in pensieri lontani,quella notte erano particolarmente vigili e attenti, mentre labacchetta, sempre portata con indifferenza alla cintola, era nella suamano: la osservava con attenzione, ogni tacca, ogni rilievo, ogniincisione, era seguita con cura maniacale sia con lo sguardo sia con lapunta delle dita.
Mi stirai, suscitando la sua attenzione, lo sguardo preoccupatospar dal suo viso, mi osserv sorridente,chiedendomi seero stanco, io negai con la testa, cercando di apparire convincente.Quelluomo mi sconvolgeva: in quella sera cosimportantestava l con noi a proteggerci, a prendersi cura come maiOrionaveva fatto, invece di occuparsi di quella gente certamentepiimportante che due mocciosi come noi, come di sicuro avrebbe fattonostro padre.
Signore, perchnoi non ci siamomaterializzati qui direttamente dalla villa, mentre questi maghipossono materializzarsi tranquillamente sulla spiaggia?.
Sherton sorrise capendo la mia confusione e mi guarddirettamente negli occhi:
Quando il signore diHerrengton non nella tenuta, lascia eretta una protezione completa contro gliestranei: per questo abbiamo usato una passaporta per venire fin qui daLondra. Quando siamo entrati nel bosco, mi sono spogliato non per nonsporcare le vesti ma per farmi riconoscere, attraverso i tatuaggi,cos che la foresta si aprisse a me. Analogamente, la grottadiSerpeverde accessibile a tutti solo dopo che il signore diHerrengton ha fatto il suo ingresso e ha tolto alcuni incanti: pertutti gli altri, fin quando non ho acceso i bracieri ed estratto glistendardi, la grotta non solo era inaccessibile, ma era persino nonindividuabile. E sar sempre cos. Se ad esempioungiorno lultimo degli Sherton morisse senza indicare unsuccessore e un custode, nessuno riuscirebbe pi a trovarelagrotta di Serpeverde, e tutta la tenuta di Herrengton pursopravvivendo, per il resto del mondo sparirebbe nel nulla..
Ma siamo a una festa,signore, perch sono necessarie tante protezioni?
Questo luogo detiene ungrande potere,Sirius. Un potere che attira molti, bench non sia qualcosachesi possa acquisire con la semplice volont, ncon laforza. Purtroppo nel corso della tua vita avrai modo di comprendere checi sono maghi innocui e maghi molto pericolosi, molti di questi sonotali non tanto per il potere che hanno, ma perch spesso nonusano la razionalit nellagire, ma sololistinto.Altri sono pericolosi perch conoscono solo alcuni tipi dimagia, e si scordano del valore e della potenza della magiapigrande.
Qual la magiapi grande?
Lamore. Ricordalosempre Sirius, lamagia pi potente, quella che ti d la forza diaffrontare le situazioni difficili e sconfiggere anche i nemicipi forti di te, semprelamore.
Mentre parlavamo, e i discorsi finivano in meandri che non avrei maiimmaginato di affrontare con lui, la notte era quasi giunta al termine.Fu allora che udimmo degli schiocchi, pi rumorosi di tantialtri che avevamo sentito fino a quel momento, tanto che persino Reg,ancora immerso nel sonno, si ridest. Tra noi simaterializzarono cinque maghi avvolti in pesanti mantelli neri, con icappucci che nascondevano i visi ma che lasciavano intravvedere, nelmago pi corpulento, una criniera biondissima, quasi bianca:aquellapparizione Alshain serr con determinazionelabacchetta, i suoi occhi divennero dei laghi oscuri, con i lampi delleultime fiamme del bivacco che vi si specchiavano in modo sinistro. Inuovi arrivati si guardarono intorno, fino a che quello pigrosso non mise a fuoco la figura di Sherton, quindi, mentre gli altririmanevano in disparte, avanz, con incedere imperioso,verso dinoi: era molto alto, massiccio, completamente vestito di nero,elegantissimo, ostentatamente ricco, con un bastone da passeggio conlimpugnatura a forma di testa di serpente, molto simile aquellache avevo visto nelle mani di Alshain a Grimmaul Place, gli occhi dghiaccio e una barba bionda, lunga fino alla cintola come i suoilunghissimi capelli. Alshain si alz, e per un attimo iosentiila morsa della paura attanagliarmi il corpo dallo stomaco alle gambe,temendo che quel mago fosse uno dei soggetti malvagi e pericolosi dicui mi aveva appena parlato, arrivato l proprio per farglidelmale, ma con sorpresa notai che sul viso del mio ospite comparverapidamente un ampio sorriso, apr le braccia e accolse conunabbraccio caloroso il nuovo arrivato, che nel frattempo si era ormaisfilato il cappuccio. Solo in quel momento forse frastornato dairacconti di Alshain, compresi che quello era soltanto Abraxas Malfoy.
Cugino, questa notte sei unavisione per gli occhi! Come sempre del resto!.
Alshain sorrise, era abituato ai complimentidellelegantissimo cugino Malfoy.
Deidra non ancora arrivata?
Ho visto i suoi segni, trapoco sarqui. Vieni. Conosci gi i figli di Orion, Sirius e RegulusBlack, vero?
Nostro padre aveva un rapporto dodio-amore con Malfoy:titolicome il maledetto bastardo avevano risuonatoinnumerevolivolte lungo la scalinata di casa nostra, e per un bel pezzo furonoallordine del giorno, allepoca in cui diversisuoi affarisfumarono a causa dellinterferenza di quelluomo.Ultimamente per avevano spesso fatto affari insieme, e orachepreferiva averlo come alleato invece che come avversario, i toni sierano notevolmente addolciti, ora nostro padre lo definiva addiritturaquel genio, ma qualche volta, se riusciva ametterlo nelsacco a sua insaputa, lo irrideva dandogli dellidiota.Lavevo visto pi o meno di sfuggita diversevolte,ultimamente anche troppo spesso per i miei gusti, e ogni volta ne avevopercepito la pericolosit, i suoi occhi di ghiaccio eranocomeprivi di vita, sembrava un serpente, come quello della grotta, temibilee pronto a colpire, ma soprattutto, ora, avevo idea che fosse davveroun individuo senza scrupoli, se persino Sherton mi era sembrato adisagio al suo arrivo. Abraxas ci diede la mano e sembrquasisoppesarci, come se solo osservandoci fosse capace di penetrare nellanostra mente e scovare chiss quale segreto: nostra madreunavolta ci minacci di metterci nelle mani di un ferocelegilimens, e per un momento mi percorse la schiena un brivido difredda paura allidea che quelluomo fosse riuscitodavveroa leggere quello che avevo pensato fin dal suo arrivo.
"S, certo che ci conosciamo,anche se forsesolo ora mi rendo conto di quanto assomigliate al buon vecchio Orionalla vostra et. Beh salutatemelo, ragazzi, e ditegli cheprestoandr a fargli visita.
Non ce ne sarbisogno, Orion ciraggiunger quanto prima, potrai parlarci dipersona.
Malfoy sorrise, viscido, Alshain guard prima lui poi lanerafigura che era rimasta in disparte a osservare tutta la scena, dopo chegli altri tre, che calatisi i cappucci riconobbi come Lestrange con idue figli, e l un brivido mi percorse la schiena, fecero unsegno di saluto a Sherton e si mischiarono alla folla dei maghi.
Abraxas. Sonocontento che sia quianche Lucius, puoi dirgli che avr piacere di riceverlo allafine del rito, cos chiuderemo quel discorso tragentiluomini
Sar da te appenalo vorrai, ora vado a salutare gli altri, a pitardi.
Alshain annu, si abbracciarono di nuovo, poi Malfoyraggiunsesuo figlio. Sherton lo segu con lo sguardo fino a che nonarriv a destinazione, si volse verso Slughorn, il vecchiosembrava aver visto bene tutta la scena, si avvicindiscretofino a portarsi dietro il nostro ospite, nellombra sidisseropoche parole, poi Alshain si volse verso di noi e ci affidallesue cure.
Mi raccomando, nonallontanatevi dalprofessore. Horace li affido a te come fossero i miei, miraccomando.
Ci pass la mano sui capelli e ci baci sullafronte, poi con uno schiocco si smaterializz.
*continua*
NdA: Ringrazio quanti hanno letto, hanno aggiunto a preferiti/seguiti/ecc,hanno recensito e/o hanno proposto/votato questa FF per il concorso suimigliori personaggi originali indetto da Erika di EFP (maggio 2010). Valeria Scheda
Immagine: hoscattato questa foto a Butt of Lewis durante le mie vacanze scozzesi(2014)
Mail , FB page , FBgroup , EFPpage
Quest'opera distribuita con Licenza CreativeCommons Attribuzione - Noncommerciale - Non opere derivate 4.0Internazionale .