III.003 - STORM IN HEAVEN - Il Dono
III.003 - STORM IN HEAVEN - Il Dono
ThatLove is All There is
Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Storm in Heaven - III.003 - Il Dono

Regulus Black
Diagon Alley, Londra - dom. 19 dicembre 1971
"Regulus!"
Mi voltai, appena sentii la voce imperiosa di mio padre: a pochi passida me, l'aria arcigna e landatura molto pimarziale del solito, si avvicinava rapido, cupo come una nera notte ditempesta, intabarrato nel suo mantello scuro con i risvolti dipelliccia, il bastone con la testa dargento e il cappelloben calato sugli occhi. Solo. A vederlo cos, con gli occhifoschi che sembravano lanciare fulmini, un brivido di paura mi percorsela schiena, e scese gi fino ad annodarmi la pancia: miopadre mi aveva detto di attenderlo nel negozio... ed ioinvece... solo in quel momento mi resi conto di aversbagliato e che di certo mi avrebbe punito.
"Alla buon'ora, Orion! Si pusapere che fine avevi fatto? E Sirius? Dov'?"
Gi dov'era mio fratello? Immaginai che la mammagli avesse impedito di... Lei non voleva che io gli dessiretta. Non voleva che mi parlasse della scuola e degli ultimi mesi. Edio sapevo che aveva ragione, perch era davvero vergognosoper tutti noi che lui fosse finito a Lui,per lui era un guastafeste, un odioso borioso,una sciagura. Senza contare che per colpa sua avevo preso tantepunizioni in passato che di certo non meritavo, ma... Era anche bellogiocare con lui, aveva sempre tante idee nuove per combattere la noiadei pomeriggi opprimenti, al 12 di Grimmauld Place, e mi coinvolgevasempre in certe avventure che Forse un p micostava ammetterlo, ma... mi era mancato davvero tanto in quegli ultimimesi perch lui Nonostante tutti isuoi difetti Era mio fratello
"Mi sembrava fossimo d'accordo...l'appuntamento era da Madam Malkin!"
"Hai ragione, ma... siccome non arrivavimai e Regulus non doveva provare dei vestiti invece che trapizzi e lustrini ti abbiamo atteso qui fuori, per avvantaggiarci sullascelta dei regali"
Alshain, gli occhi sornioni fissi su mio padre, mi teneva ancora lamano sulla spalla, con presa forte e sicura: sembrava deciso a nonmollarmi nemmeno ora che, con l'arrivo di pap, erano finitii suoi obblighi di tutore. Mio padre, di solito, partiva per primo conla Metropolvere, poi toccava a Sirius e infine a me, sotto lasupervisione della mamma, ma quel giorno, sapendo che dall'altra partec'era il mio padrino ad attenderci, aveva variato la proceduraabituale. All'inizio non avevo nemmeno pensato che potesse esserciqualcosa di sbagliato, troppo lentusiasmo che mi avevascatenato l'invito di Alshain ad attendere gli altri davanti allavetrina di "Articoli di Prima Qualit per il Quidditch" dimr. Jonas Casey, ma ora mi rendevo conto che, anche se ero col miopadrino, avevo disubbidito a mio padre e un sensodinquietudine e terrore sembrava non volermi lasciarepi.
"Salazar! Walburga avrebbe pensatosubito a un rapimento! Di questi tempi, poi"
"Suvvia, Orion, calmati! Mi assumo tuttala responsabilit Sono il suo padrino, ricordi?E comunque non successo nulla! Abbiamo lasciato dettoallelfo del negozio dove potevi trovarci cisiamo limitati ad attraversare la strada e ci siamo fermati in un postoben visibile... Andiamo Ci siamo solo fatti un'idea suiregali di Natale, so bene che non ami perdere tempo dietro a questionidel genere
Vidi locchiataccia che mio padre gli riserv e,come risposta, il sorriso pieno di Alshain: era vero, secera qualcosa che mandava fuori di testa mio padre eral'indecisione, in particolare diventava una belva quando io o miofratello gli facevamo perdere il suo preziosissimo tempo con quelli chelui chiamava "i nostri capricci"! Lentamente parve tranquillizzarsi,poi, controvoglia, fece un piccolo cenno di assenso, convenendo anchelui che era stata la decisione migliore, rimanendo per alungo con unespressione indispettita, perchamava avere sempre lultima parola su tutto. Almeno quando lacontroparte non era mia madre.
Torniamo a noi,Regulus quel set che hai visto perfetto,contiene tutto quello che ti servir per tenere pulita eperfetta la tua scopa da Quidditch! Ma Natale non sicelebra tutti i giorni e ora che finalmente possiamoentrare, sono sicuro che dentro troveremo qualcosa di piadatto alloccasione Allora? Ti va di seguirmi?"
Stavolta, prima di rispondere di nuovo di s, entusiasta,guardai mio padre, per avere il suo permesso, anche se temevo che midicesse di no, solo per punirmi della disubbidienza di prima, invece,esasperato per la nuova idea di Sherton, annu senza farestorie, bofonchiando quello che poteva sembrare un insulto nella linguadel Nord. Sapevo che pap non era uomo da esprimere in unmodo tanto inelegante il proprio malcontento, perci, quandoAlshain gli sorrise con un'aria divertita e beffarda, ed io compresiche quello era proprio un insulto bello e buono, dalla sorpresa rimasiper qualche istante a bocca aperta, fissandoli, poi, mentre ancoracontinuavano con i loro duelli verbali e non si decidevano a entrare,tornai ad ammirare la scopa in vetrina.
"Non mi hai ancora detto che fine hafatto Sirius..."
"Che fine vuoi che abbia fatto! Hapreferito restare a casa! Lo sai anche tu comfatto"
"Oh s, certo che lo so...per questo immagino che abbia scelto lui di restare a casa, invece diuscire con noi!"
Attraverso il riflesso sulla vetrina, vidi Alshain riservare apap un'altra occhiata gelida e lui rispondere con un'alzatadi spalle, io mi morsi appena il labbro, attonito, lo sguardo chescivolava via dalle forme armoniose della scopa da Quidditch usata daigiocatori della Nazionale, per salire a guardare i miei stessi occhi,cupi di delusione. Strinsi i pugni.
Quellinutile idiota! Lo sapevo!
Lo sapevo che avrebbe rovinato tutti i miei piani: avevo insistitotanto con nostro padre, per settimane, perch rimandassefino allultimo quella giornata di commissioni! In questomodo saremmo usciti insieme, avremmo passato una giornata intera aDiagon Alley, nel pieno del clima natalizio, a comprare dolci dadividerci poi in camera sua... e invece quello stupidorestava a poltrire a casa! Non gli interessava di me... no, non gliinteressava per niente di me... Altrimenti sarebbe uscito... nonostantetutto Altrimenti sarebbe sceso in tempo per cenare con me,la sera prima... Altrimenti... non avrebbe mai permesso a quel dannatocappello di
"Immagino che tu abbia letto il Daily,stamattina: stanotte c stato un p dicaos qui in citt e un Auror... forse ne dovremmo parlare..."
"Abbiamo tempo stasera, per parlare diqueste cose, Orion, ora rilassati, godiamoci questa bella giornata disole in pace"
"No, a casa mia, alla festa, cisar... no, stasera, non si pu... davvero importante che ne parliamo subito..."
Io invece voglio parlarnepi tardi
Alshain, perentorio, lo super di malagrazia senzaaggiungere altro, pass in mezzo a un gruppetto di ragazzinidallo sguardo sognante che ammiravano la divisa dei giocatori dellaNazionale, nella vana speranza di commuovere i genitori e farsiacquistare almeno la copia di un paio di guanti, e siassicur che lo seguissi, fino ad arrivare alsancta sanctorum del negozio e trovarci faccia afaccia col titolare. L'uomo, sui sessanta anni, radi capelli fulvisparati per aria e un paio di occhialini sottili e trasparenti, ilfisico asciutto e atletico di chi ha sempre condotto una vita sana eattiva, ci accolse con un sorriso vittorioso ben sapendo che, segi fino a quel momento aveva avuto una giornata fruttuosagrazie alle festivit e alla chiusura della scuola, l'arrivodel mio padrino significava notizie davvero splendide per il suo contoalla Gringott.
"Salve Jonas, vedo che unottima giornata per i tuoi affariperci non ti faremo perdere tempo... siamo qui per gliarticoli di cui ti ho parlato l'altro giorno "
L'uomo annu e spar dietro dei pesanti tendaggidi broccato rosso, io mi guardavo attorno ammirato: ero stato altrevolte in quel negozio al seguito di zio Alphard o nelle rare occasioniin cui nostro padre aveva deciso di darci ascolto. Ovunque c'erano altiscaffali di legno antico, ovunque vetrinette illuminate da luciazzurrine per esaltare i dettagli di scope, caschi, guanti e boccini,ma non ero mai entrato nel settore degli articoli da collezionismo,autentici e rari, nel quale si muoveva solo il proprietario, senzal'ausilio di alcun elfo. Mi guardai attorno, era talmente pieno dioggetti meravigliosi, che avrei desiderato restare a viverel per sempre. La mano di Alshain sulla mia spallariport la mia attenzione al tavolo di fronte a me, dove ilsignor Casey, appena ritornato, aveva deposto una scatolina e ora lastava aprendo.
Avanti, Regulus, provali edimmi che ne pensi... vedrai che sono proprio della tuamisura...
Alshain sorridente mi porse un paio di guanti di cuoio scuro, con lecuciture argentee e le effigi del Puddlemere stampate sui dorsi, su cuispiccava, sempre in argento, una firma: io non potevo crederci, nonerano guanti qualsiasi, erano i guanti di Terence Desmond Appleton, illeggendario Cercatore che aveva portato alla vittoria il Puddlemerenegli anni 40 e la cui specialit era afferrare il Boccinoappena pochi minuti dopo linizio della partita. Gliene avevoparlato alcune settimane prima, non avevamo nemmeno approfondito ildiscorso, gli avevo detto soltanto che Appleton era il mio mito maAlshain doveva essersene ricordato lo stesso e ora... Li provai, constupore mi accorsi che mi stavano perfettamente, anche se non erapossibile.
Come
C unpiccolo incantesimo di adattamento, che ti permetter diusare i guanti fin da adesso, e li render compatibili alletue dimensioni a mano a mano che crescerai..."
Salazar! bellissimo! Grazie, davvero io
Sono sicuro che ne avrai curae renderai loro giustizia, con il tuo impegno, Regulus Pertuo fratello, invece, ho ordinato questa J.T. Manson il suo eroe perci per Natale avrla pluffa autografata con la quale ha atterrato il Cercatore deiTornados, vincendo il campionato, due anni fa Tanto dubitoche, pigro com, gli articoli di vestiariosportivo gli serviranno mai a qualcosa
Avevo notato che aveva lanciato uno sguardo irridente a papquando aveva definito Sirius pigro, ma a me ormai non importavapi niente, di nessuno, tutto lanciato com'ero nelle miefantasie: gi immaginavo linvidia che avrebberoprovato tutti quando avessero visto il mio nuovo regalo! Non solo...ero pi che certo che, appena avessi avuto l'etper entrare in squadra, a Serpeverde, avrei portato alla vittoria lamia Casa, proprio indossando quei guanti...
I guanti di una leggenda
E ora prima diandare eccolo! Ti ringrazio Jonas, so che di solito non faiuscire l'originale dalla Gringott, per questo volevo che ci fosse ancheSirius beh sar per un'altravolta... Guarda Regulus: il Boccino di cui ti ho parlato tanto... Lasua superficie solcata dalle firme di tutti i Cercatoridella Nazionale, dall'inizio dei campionati mondiali... puoi toccarlo eammirarlo... Immagina... immagina il giorno in cui ci saranche la tua firma, su questo Boccino d'oro!"
Guardai mio padre che annu, lo presi in mano, sentii fortela vibrazione trasmessa dalla superficie quasi completamente increspatada sottili firme dorate: non si vedevano bene quei nomi, almeno nonsenza praticare un incantesimo Engorgio sulBoccino, ma sembrava di sentirli sussurrare, tutti quanti, uno dopol'altro. Nomi pieni di leggenda, di onore e di gloria... pidi ogni altra cosa, avrei voluto che anche il mio, un giorno, fossepronunciato insieme con quello di cos tanti campioni, avreidesiderato essere ammirato per le mie imprese, diventare immortale,proprio comera accaduto a tutti loro. Certo, in quantoBlack, la mia persona avrebbe comunque suscitato invidia nel prossimo,ma per la prima volta, immaginai quanto potesse essere ancorpi meraviglioso suscitare l'ammirazione per qualcosa chefosse soltanto mio, per me stesso e per le mie qualit. Perla mia bravura. Come diceva mia madre, anchio un giornoavrei dovuto contribuire a tenere alto il nome dei ToujoursPur con le mie scelte: di colpo immaginai che, se mi fossiimpegnato con tutte le mie forze, il Quidditch poteva diventarepi di un semplice gioco, per me. Poteva diventare la miastrada, la mia vita, il mio contributo alla leggenda della miafamiglia.
*
"Allora ragazzo mio, immagino quantosarai emozionato... Ormai manca poco pi di ungiorno"
Appena usciti dal Ghirigoro, immersi, per strada, nella follafrettolosa, eravamo tutti intorno a Mirzam, cui mio padre continuava astringere la mano e far complimenti su complimenti. Per gli Sherton,Orion Arcturus Black non era un padrino aperto e pienodiniziative come Alshain lo era per me e mio fratello, maera comunque evidente quanto, dietro quella corazza di disinteresse cheriservava al resto del mondo, li avesse a cuore. Con una punta diamarezza a volte arrivavo alla conclusione che tenesse pi aloro che a noi, i suoi stessi figli, allora ricordavo le parole dellamamma, che mi diceva sempre che da un vero Black ci si aspetta anchequesto, un atteggiamento distaccato e impassibile, perch isentimenti sono un segno di debolezza e non ci si pumostrare deboli agli altri, nemmeno se gli altri sono la nostra stessafamiglia. Cercavo sempre di seppellire nel profondodellanima quelle parole, perch, purriconoscendole giuste, mi mettevano tanta tristezza: dopo aver visto aHerrengton la vita quotidiana degli Sherton e il rapporto checera tra loro, a volte, tra me e me, mi chiedevo semostrarsi forti fosse sempre la cosa pi importante. Uscitidal negozio di mr. Casey, avevamo incontrato Rigel, sfuggito daMadame O con lo stesso entusiasmo di un evaso daAzkaban, perch sua madre aveva imposto a lui e a Meissa laprova vestiti, necessari alla cerimonia e alle mondanit deigiorni seguenti, ma lui considerava tutto questo solo una perdita ditempo. Dopo una breve ramanzina di Alshain, interrotta un paio di voltedai commenti ironici di mio padre, avevamo fatto rotta al Ghirigoro,per comprare alcuni libri che Alshain voleva regalare a moglie e figli;qui, mentre mi avventuravo con Rigel nel reparto dedicato alle leggendedel Quidditch, avevo assistito a un episodio singolare: il giovaneSherton aveva salutato un ragazzino poco pi grande di me,mingherlino e nervoso, con un cipiglio poco amichevole stampato infaccia, il naso grosso e incurvato, la vocetta strascicata e degliallucinanti capelli unticci. Mi ero fermato e voltato subito, fingendodi non essermi accorto di nulla, spaventato dallapossibilit che Rigel mi chiamasse e mi costringesse asalutare e a presentarmi a quel soggetto, poiappena mi sentii al sicuro, appostato per bene tra gli scaffali,studiai da lontano la situazione, avendo cura che non si accorgesseroche li stavo spiando, iniziai a prendere via via libri diversi, fingevodi sfogliarli, in realt, con la coda dell'occhio, seguivola scena e facevo le mie congetture. Quando, alla fine, Rigel si eraallontanato, avevo visto che il ragazzino era stato avvicinato da unadonna sciatta, dai lunghi capelli neri altrettanto unticci e la pellegiallognola, con un'aria arcigna che non aveva nulla da invidiare aquella di mio padre nei momenti migliori, la quale l'aveva trascinatovia, senza troppe cerimonie, appena si era accorta della presenza diAlshain, cui il ragazzino non aveva mai staccato gli occhi da dosso.Tutto questo era molto strano e inspiegabile, non vedevo che relazionepotesse esserci tra certa gentaglia e i miei amici, poiper, pur incuriosito, immaginando che cosa avrebbe detto lamamma di quelle persone, non mi curai oltre di loro e riemersi dagliscaffali, prima che mio padre si accorgesse che gli ero sfuggito dinuovo.
Usciti dal negozio, avevamo incontrato Mirzam, di ritorno dallaGringott, in compagnia del marito di mia cugina, Rodolphus Lestrange:continuavo a trovarlo un personaggio losco e minaccioso,bench ormai fosse una presenza piuttosto abituale per me,infatti, da quando si erano sposati, Bella era venuta a farci visita aGrimmauld Place sempre e soltanto in compagnia di quel bellimbusto.Allinizio, prima che mio fratello partisse per la scuola,quei fugaci incontri erano stati motivo di noia, certo, ma anche fontedei nostri siparietti, perch nessuno di noi due potevasopportarlo e Sirius era bravissimo a scimmiottarlo, lo chiamavaquellinutile, pomposo, stupido, pallonegonfiato e lo imitava nel modo di camminare e di parlare,strappandomi tante risate. Ora per che ero da solo, mirestava solo la sensazione spaventosa che sapesse leggermi nelpensiero, perch ogni volta che incrociavamo lo sguardo, mifissava a lungo, poi mi sorrideva beffardo ed io, se non fosse statosconveniente, sarei volentieri scappato via, il pipossibile lontano da lui. Cercai di reprimere i brividi e mi concentraisu Mirzam, non capivo come potesse frequentare un personaggio simile,lui sembrava cos diverso! Avevo visto diverse sue partitenelle ultime settimane, era proprio bravo, e non ero solo io a dirlo,inoltre, bench non fosse un tipo espansivo quanto suofratello, era sempre simpatico e gentile nei miei confronti. Quelgiorno per era distratto e molto nervoso: non gli piacevaattirare troppa attenzione su di s, lontano dai campi daQuidditch, lo sapevo, ma sembrava addirittura preoccupato e sullespine, come se volesse piantarci tutti il prima possibile e fuggire.Mentre mio padre gli faceva i complimenti, Rodolphus lo osservavadivertito, e Alshain e Rigel facevano battute, lui sembrava assente,forse vittima dell'emozione, forse preso da qualche dubbio: a casaavevo sentito la mamma dire pi volte che stava commettendoun errore, che un vero Sherton non si sarebbe fatto trattare a quelmodo da una ragazzetta qualsiasi, che quella Strega non era all'altezzadella loro famiglia, come a suo tempo non lo era Deidra. Mio padre, disolito, a quel punto, chiudeva la discussione, con una serie dicolpetti di tosse secchi e risentiti e mia madre, indispettita perlinterruzione, lo guardava male poi mi spediva a letto. Ionon capivo quei discorsi: a me Deidra piaceva, e molto, e Mirzam non misembrava il tipo che si lascia convincere a fare qualcosa contro lapropria volont. Daltra parte per lui, quellisarebbero stati giorni da passare interamente sotto il riflettore:gi quella sera, in qualit di padrino, mio padreaveva organizzato per lui una cena a Grimmauld Place a cui avevainvitato tutti i nostri parenti e gli amici comuni. Mia madre era inansia da giorni, tutta presa nei preparativi e, come al solito, a farnele spese erano gli Elfi, incapaci a suo dire di combinare qualcosa dibuono, anche se a dire il vero, era lei che cambiava continuamente ideae gli Elfi, Kreacher in testa, si ammattivano per starle dietro. Apoche ore dalla festa, non avevo idea di come sarebbe stata decorata lanostra casa, n quale sarebbe stato il men dellasera, solo di una cosa ero certo: a met della festa, difronte a tutti, mio padre avrebbe consegnato al suo figlioccio, comedono di nozze, una coppia di collane, due talismani rituali, fattirealizzare apposta da messer Yuket, il Folletto da cui si servivano dagenerazioni gli Sherton, usando una lega di platino, oro bianco eargento del Nord, in cui erano incastonate diverse gemme dallepropriet magiche, distribuite attorno al classico smeraldoslytherin, cos da infondere a quei gioielli un forte poterecurativo. Non sapevo per quale motivo avesse commissionato queglioggetti tanto particolari, quando esistevano decine e decine direliquie Black dinestimabile valore e indiscusso potere, cheda sempre erano donate in segno di amicizia e alleanza, in occasionisimili, a esponenti di famiglie amiche. Da quando era stato annunciatoquello strano fidanzamento, mio padre sembravainvece deciso a sorprendere tutti, persino Alshain: aveva condottoapprofondite ricerche, studiato fin nei minimi dettagli le tradizionipi antiche del Nord, alcune delle quali, perse nella nottedei tempi, erano ormai sconosciute persino alla maggior parte dei Maghidella Confraternita. E alla fine i suoi sforzi erano stati ripagati,quando aveva scoperto le propriet di questi particolaritalismani, e le procedure per crearli: una volta, poche settimaneprima, mi aveva portato da Yuket per farmeli vedere, a lavorazionequasi ultimata, e pur mancando ancora le pietre pipreziose, erano gi i gioielli pi belli cheavessi mai visto. Allimprovviso, sul volto di Alshain, sistamp un bel sorriso che attir rapidamentelattenzione di tutti noi sulloggetto del suointeresse: appena vidi Meissa, i capelli raccolti in una trecciacorvina e stretta nel suo cappotto bianco, che si avvicinava al fiancodi sua madre, diventai rubino e fui preso da una specie di panico,perch, gi la sera precedente mi erogi ammutolito di colpo, vedendola, ma almeno c'eraabbastanza buio da coprire il mio colorito imbarazzato, ora invece nonavevo via di scampo. Il fatto che Lestrange mi stesse guardando esembrasse intuire tutto quello che mi passava per la testa, peggioravaulteriormente la situazione. Mei, al contrario, parve non interessarsidelle attenzioni non richieste di Lestrange e, dopo i rapidi salutirivolti agli adulti, si avvicin a me sorridente, mi preseper mano e inizi a parlarmi a raffica, per sapere ilpi possibile di quei tre mesi passati lontano. Cercai diritrovare rapidamente l'uso della parola, anche se era difficile dovevofarlo, non volevo che si accorgesse che ero ancora cotto di lei comedurante lestate, n che mi avesse rattristatovederla tanto delusa per lassenza di mio fratello.
Prima di tornare a casa,ragazzi, faremo un salto anche da Dulcitus! stato un piacere rivederti, Rodolphus, spero di avere mododi parlarti, stasera, a Grimmauld Place
Alshain gli diede la mano, Rodolphus lo salut con i solitimodi pomposi e irritanti, poi in compagnia di un Mirzam particolarmenterestio, scivol furtivo tra la folla, diretti ai vicoli cheportavano a Nocturne Alley, una zona malfamata in cui di solito sifacevano acquisti al limite della legge. A volte, cero statoanch'io con mio padre, che periodicamente si avventuravalaggi per acquistare alcuni ingredienti per le sue pozioni,che altrove non erano in commercio: la prima volta che mi aveva portatonel negozio di Burgin, quasi quattro anni prima, vedendo degli oggettiche credevo esistessero solo nei miei incubi peggiori, avevo trattenutoa stento un grido di terrore, e da quel giorno mi ero sempre chiestoche tipo di pozioni preparasse mio padre nello scantinato. Da Dulcitus,mentre gli adulti ordinavano delle ricche confezioni di dolciumi e lefacevano impacchettare in bellissime scatole o in carte da regalo,Rigel, Meissa ed io andammo in perlustrazione, decisi a dar fondo atutti i nostri averi: a Herrengton, Rigel mi era sempre apparso unragazzino adulto, interessante proprio perch pieno diesperienza, non mi ero mai reso conto che fosse poco pi diun bambino, pi grande di me di appena tre anni, ma in quelnegozio, rapidamente, la realt mi fu chiara, tanto eraestasiato nello scoprire e assaggiare quelle squisitezze. Anchecos, per, era bello avere uno come lui a farcida guida: mi fece provare delle specialit di cui ignoravopersino lesistenza e che invece lui aveva giapprezzato a Mielandia, il negozio leggendario, il sogno di ognigiovane Mago o Strega, il vero motivo per cui ogni ragazzino dotato dimagia desiderasse visitare Hogsmeade.
Assaggia queste Renne diZucchero, Reg: sono squisite Sirius se le ha fatte comprarea Mielandia un paio di settimane fa, da mio fratello e mene ha regalate alcune, per me sono buonissime
Lo disse con un tono che apparve disgustosamente dolce alle mieorecchie, anche se magari non era vero, e, da quel momento, decisi cheavrei odiato per leternit le Renne di Zucchero!No, non era giusto! Io ero costretto a casa, ad annoiarmi conquellodioso precettore, e loro due potevano stare insieme,vedersi, parlarsi, giocare, scambiarsi quelle stupide Renne! Persinostando in due Case diverse!
Allora? Che hai? Non dirmiche non ti piacciono le Renne?
No, che...io io preferisco quelle dicioccolata sempre che quel tipo laggi riesca alasciarne qualcuna anche agli altri!
Indispettito e nervoso, deciso a sfogare il mio malumore su qualcuno,le feci un cenno, verso un ragazzino paffuto, sicuramente Mezzosangue,dai capelli simili a fili di paglia, gli occhi acquosi, con due enormibaffi di cioccolata ai lati della bocca, per la disperazione dellamadre, che cercava inutilmente, a colpi di bacchetta, di toglieremacchie di cioccolato che saltavano fuori da ogni parte, sul cappotto,sui guanti, sul cravattino, persino sul berretto diquellimbranato. Meissa, per, non fecelespressione divertita e disgustata che immaginavo, anzi,con mio estremo sconcerto, la vidi alzare la mano e salutare quel buffoindividuo, il quale, vedendola, con gli occhi spaventati tipici di untopo beccato nel formaggio, divenne rosso fuoco e riuscgiusto a squittire un patetico ciao, prima discappare a nascondersi dietro la forma inconfondibilmente babbana ecorpulenta di suo padre.
Non vorrai dirmi che conosciquel tipo?
Meissa annu, senza alcuna espressione ironica in faccia,anzi, dal tono di voce che us, fu subito chiaro che non miavrebbe sostenuto se lo avessi preso in giro per il suo Stato diSangue. Ero a dir poco perplesso.
Si chiama Peter, PeterPettigrew... frequenta il primo anno, come me, e sta aGrifondoro
A Grifondoro? Non vorrai direche Con Sirius? Con mio fratello?
Vederla annuire fu come prendere una violenta bacchettata sulle mani:di colpo misi a fuoco la realt, capii quanta ragione avessela mamma nel disperarsi per le sorti di mio fratello, perchsolo in quel momento mi fu palese quale orrendo rischio corressefrequentando quel postaccio. Dovevo parlargli, dovevo assicurarmi cheascoltasse la mamma, che non desse confidenza a nessuno, chefrequentasse solo i nostri amici Serpeverde e nostra cugina Narcissa.Quel Cappello pazzo l'aveva sbattuto l, di sicuro perdispetto o per errore, e ormai non potevamo farci niente, ma era nostrocompito aiutarlo, io dovevo aiutarlo, perch Sirius nondoveva sentirsi solo, e non doveva dimenticare mai chi fosse... Siriusera e sarebbe sempre stato un Black. Sirius era e sarebbe sempre statomio fratello.
***
Mirzam Sherton
Nocturne Alley, Londra - dom. 19 dicembre 1971
Sono piacevolmente sorpreso,lo ammetto... Avevo quasi perso la speranza, e invece... Eccocifinalmente qua...
Milord era in piedi, di fronte alla finestra, lo sguardo perso daqualche parte nel paesaggio circostante, Rodolphus ed io eravamo allesue spalle, in piedi, a capo chino, pronti a ricevere ulteriori ordini,o, almeno nel mio caso, una punizione. Dovevamo fare il resoconto dellanotte appena trascorsa, ammettere che la ricerca non aveva dato ifrutti sperati, anzi, la missione era stata priva di senso e noiceravamo salvati per il rotto della cuffia:lunica cosa buona, almeno dal punto di vista di Rodolphus edi Milord, era che un Auror era rimasto ucciso, altri due, quelli cheavevamo incontrato allinizio, era come se lo fossero e moltialtri erano stati feriti pi o meno gravemente.
stato solo unincidente, mio Signore quell'uomo cadutodurante la lotta, io io non l'ho gettato di sottovolontariamente stato stato solo un tragico incidente.
Provvidenziale! Volevi direprovvidenziale, vero Mirzam Sherton? Perch cos che lo definirei io, se fossi in te...Provvidenziale
Milord mi fiss, io mi ammutolii di colpo, non sapevo comegiustificare con lui i miei pensieri.
Quanto accadutoquesta notte ha semplificato di molto la tua vita e, in un certo senso,anche la mia. Non mi piace avere delle preoccupazioni, non mi piaccionole sfumature, il grigio, mi piace il bianco e mi piace il nero,soprattutto questultimo ci che nontollero limperfezione, lincertezza,il dubbio ed io ne avevo molti su di te, di dubbi, lo sai,Mirzam Sherton? Perci ora rilassati... Non sei di fronte alWizengamot, non devi nascondere le tue capacit e svilire letue imprese, al contrario, giusto esaltarle,felicitarsene Perch dora in poisar tutto pi semplice... te loprometto dopo la prima volta... tutto pi semplice dico bene Rodolphus?
Rodolphus al mio fianco ghign appena, mentre io nonriuscivo a tenere fisso lo sguardo in un solo punto: continuavo aguardarmi attorno, come una bestia in gabbia, volevo trovarmi lontanoda l, allaperto, libero, non in quella stanzasoffocante e spaventosa. Lappuntamento non era stato fissatoin un luogo protetto, ma a Nocturne Alley, nel locale di un amicocompiacente. Per la precisione, nel luogo che, ai miei occhi, era ilmeno adatto a un incontro del genere: eravamo proprio nella stanza incui ero gi stato in quella stessa stanza, menodi dodici ore prima mi ero calato da quella finestra ed eroscappato attraverso i tetti che Milord ora stavaosservando.La situazione per, ora, eracompletamente diversa. Ora, la luce piena del mattino entrava dallafinestra e rendeva le linee nette, le rendeva meno pericolose, lerendeva comprensibili: non cerano ombre in cui i fantasmi ei tormenti potevano nascondersi e prenderti alle spalle, era tuttochiaro, semplice, nitido soleggiato. Le ombre continuavanoa esistere, esistevano eccome: ma erano tutte dentro di me, nonpi intorno a me Tutto era diverso... io erodiverso. Non potevo ancora crederci. Col passare delle ore, a mano amano che l'adrenalina aveva finito d pomparmi violenta nelle vene e lalucidit si era fatta largo in me, mi rendevo conto diquanto era accaduto... finora ero sempre stato abile a tirarmi indietroo abbastanza fortunato da riuscirci. Non stavolta No, nonstavolta. Stavolta le mie azioni avevano prodotto effettiirreversibili, per colpa mia, anche se non per mia volont,una famiglia che nemmeno conoscevo aveva perso una persona cara e perquanto cercassi di dirmi che non lavevo fatto apposta, chemi ero solo difeso, che avevo provato ad attutire la caduta, che se nonsi fosse sbilanciato come invece aveva fatto... La colpa era soltantomia. Milord si volt di nuovo, di colpo, fissandomi addossoocchi color del sangue e dellinferno.
La tua faccia contrita non siaddice al momento, Mirzam Sherton n si adattaal tuo matrimonio Tra poche ore devi sposarti, no? E incircostanze del genere si fanno dei regali, dico bene Rodolphus?Perci dovrei darti anchio il mioregalo solo che... devo trovare un regalo nuovo, diverso,adatto alla situazione Rodolphus avrebbe dovuto dartici che tiene in mano, oggi, da parte mia, come dono dinozze... ma mi rendo conto che non pi il donoadatto a te
Guardai Rodolphus avvicinarsi con il braccio teso verso di me, guardaila sua mano guantata aprirsi, guardai l'oggetto che stava al centro delsuo palmo... il cuore perse un colpo e la mente si annebbidi nuovo.
No, non possibile Come diavolo ha...
Li fissai, prima l'uno poi l'altro, atterrito, violenta laconsapevolezza che dovevo fuggire, che era finita, che non avevoscampo...
Conosci questa moneta, vero,Mirzam Sherton? So che la consoci, so che conosci i suoi significati,la sua storia... Lo leggo dal terrore nei tuoiocchi No, non temere, non pidestinata a te... Mi hai dimostrato la tua fedelt stanottee sono sicuro che dora innanzi non avrai mai pidubbi su te stesso, sulla nostra causa, sulla nostra amicizia... Orastai solo pensando... che cosa ci fa qui? L'ultima volta che l'ho vistaera a casa mia, al sicuro, nel suo sacchetto, insieme a tutte le altre665... Anzi no Scusami hai ragione: sono solo663 ora, compresa questa, adesso. Le altre 3, quelle mancanti sonosotto sequestro, al Ministero, nellUfficio Misteri, in manoa qualche Indicibile, dopo essere state rinvenute tra i resti del rogodi casa Leach, qualche anno fa...
Presi la moneta di Giuda senza toccarla direttamente, ma con unfazzoletto, come avevo visto fare a Burgin, senza riuscire a capire checosa stesse accadendo: avevo rubato oltre tre anni prima quelle moneteintroducendomi di soppiatto nel negozio di Burgin, mentre provavo queldannato armadio svanitore che Rodolphus mi aveva chiesto di cercare...Avevo approfittato per muovermi nella notte, insospettabile, avevoappiccato l'incendio a casa del Ministro, solo per fargliela pagare perle sue leggi ai danni della Confraternita... volevo solo spaventarlo,per questo avevo lasciato tre di quelle oscene monete... Quando avevofinito la scuola avevo portato le monete via dalla Stanza delleNecessit dove le avevo nascoste, per custodirle a casa, aInverness, una cosa del genere non poteva certo essere depositata allaGringott. Le avevo protette con numerosi incantesimi e avevo finito coldimenticarmi di loro E adesso non capivo comefosse riuscito a impossessarsene.
Dovresti custodire meglio ituoi segreti, Mirzam Sherton! Dovresti curarel'inviolabilit della tua dimora almeno quanto curi quelladella tua mente... perch ora nella tua casa custodiraitesori ben pi preziosi di queste monete fasulleuna moglie e presto dei figli
I suoi occhi sembravano fiammeggiare, sentii il terrore stringermi ilcuore fino a farlo scoppiare... lo sapevo che non sarebbe servito aniente uccidere un uomo, e infatti non era servito assolutamente aniente.
Sei stato abile sai? Per anninon ho mai avuto alcun sospetto su di te! Sei da ammirare, per la tuainiziativa, per il tuo sprezzo del pericolo, per lassolutacapacit di non commettere errori a partelultimo, sintende Recentemente seidiventato molto meno accorto, forse hai troppi pensieri, o leccesso di sicurezza che ti rende cosincauto? Che cosa c che ti fasottovalutare tanto i tuoi nemici?
Io non capsico di cosa stateparlando, mio Signore Io non honemici
Non ha nemici Haisentito Rodolphus? Questo ci che si chiamaingenuit o sarebbe meglio direfollia? Se vuoi un consiglio, Mirzam Sherton, guardarti le spalle: nonc nulla di pi pericoloso di unastrega ingannata
Rodolphus scambi uno sguardo complice con Milord, poi conme, sapevamo benissimo di chi si stava parlando, anche se ancora nonriuscivo a capire quando e come avesse fatto Bellatrix a scoprirmi.
Perch hai decisodi precluderci l'accesso a Hogwarts? Perch dopo avertrovato e sperimentato larmadio lhai resoinutilizzabile? Sapevi quanto era importante per noi entrare nellascuola...
Io non ho stato un errore, mio Signore, uno stupidoerrore Mi era stato chiesto di trovarlo, ma ioio volevo compiacervi, mio Signore, volevo fare di pi,renderlo pronto allutilizzo, provarlo su me stesso io,cos che n voi nrischiaste nei tentativi ma... ho commesso un errore,Milord, credo di averlo danneggiato in qualche modo e... io... io hoavuto paura del vostro castigo mio Signore e non ho dettoniente... ho... sempre finto con Rodolphus di non averlo nemmenotrovato
E ora dove sitrova?
Quando ho lasciato Hogwarts,era ancora nella Stanza delle Necessit: non ho idea di dovesi trovi adesso, era considerato da tutti un semplice armadiorotto
Milord torn a guardare fuori, le mani strette a pugno e gliocchi fiammeggianti che percorrevano il cielo e i tetti sotto di noi.
Chiedi a Rabastan dicontrollare, Rodolphus ma non dirgli pi delnecessario non voglio altre iniziativepersonali ho bisogno di quella dannata spada Lavoglio! Il pi presto possibile!
Sar fatto , mioSignore Mio fratello Rabastan sar onorato efelice di potervi servire
Devi istruirlo a dovere primadel suo ritorno a Hogwarts non voglio altre perdite ditempo puoi andare quanto a te tuno, Sherton Mi dispiace che avvenga proprio ora,ma devi pagare in qualche modo per questo disdicevoleinconveniente
Annuii, vidi Rodolphus lanciarmi uno sguardo partecipe: per la primavolta mi chiesi se era mai stato punito, e nel caso, come facesse unocome lui ad accettare una cosa del genere, come poteva un Lestrangecome lui, piegarsi a quel modo a un No, dovevo trattenermida certi pensieri, dovevo concentrarmi e liberare la mente da tuttoquello che era pericoloso per me e i miei cari. Le rune rendevano fortirispetto al dolore, ma non conoscevo ancora la violenza e la ferocia diMilord, almeno non sulla mia pelle, non potevo sapere quanto si sarebbespinto oltre, non sapevo se sarei stato capace di difendermi dal suoLegilimens, mentre mi torturava. Appena la porta si richiuse dietro dilui, alzai appena lo sguardo sulla figura nera che occupava tutto ilmio campo visivo e incombeva su di me.
spiacevoleiniziare in questo modo la nuova fase della nostra amicizia, non credi,Mirzam Sherton?
Lo merito, miosignore
Chinai lo sguardo, cercando di fingere al massimo la mia devozione e ilmio dispiacere, in realt era accettazione,perch mi era stato insegnato che il dolore fisico diventapi facilmente sostenibile se la mente ha il tempo, prima,di considerarlo giusto, accettabile, se riesce a motivarlo,giustificarlo
Conosco la vostraabilit nel resistere al dolore, Sherton, e ora non ho tempoper verificare quanto sono vere certe dicerie su di voiInoltre non ho intenzione di punirti per unazione avvenutatanto tempo fa: sar la mia clemenza, il mio dono per te,per la tua nuova vita Ma mi dimostrerai la tua riconoscenzatra alcune settimane a Little Hangleton: la luna sar pienail 30 gennaio e la notte successiva celebreremo Imbolcinsieme rendi sacro quel giorno per me, Shertoned io ti accoglier nella mia famiglia, stendendo la miaprotezione su tutto ci cui tieni Ti hogi detto che abbiamo molto da dare lunoallaltro molto MirzamSherton
S, mioSignore vi ringrazio per la vostra clemenza,e
Molto bene Tiauguro una lunga e felice vita insieme alla tua Sile So chetimpegnerai in ogni modo per trasformare i tuoi sogni inrealt
Si smaterializz davanti ai miei occhi, senza aggiungerealtro. Mi ci volle qualche secondo per riprendermi, per capire che erafinita, almeno per il momento, che per stavolta me lerocavata con poco, anche se le sue parole erano cariche di spaventoseminacce. Dovevo verificare se mi aveva reso le monete e trovare un modoper disfarmene e soprattutto dovevo assolutamente affrettarmi a metterein atto i miei piani. Dovevo agire quella sera stessa, non potevoaspettare il ricevimento a Herrengton. Dovevo avvicinare Sirius epregare che tutto andasse al proprio posto.
***
Sirius Black
12, Grimmauld Place, Londra - dom. 19 dicembre 1971
Padrone ha atteso alle 19 inpunto, seggnore
Alzai gli occhi su quellodioso Elfo che mi guardavadisgustato: di certo, per aver messo al collo un cravattino rosso-oro,agli occhi della sua adorata padrona ero scivolato a un livelloaddirittura inferiore al suo, e questo nella sua piccola mente bacatalo autorizzava a mancarmi di rispetto, fissandomi in quel modo che mipareva tanto provocatorio. Ma tanto, a me, non importava piniente di nessuno, tantomeno di lui. Mi tirai su dal letto, indolente,la giornata alla fine era scivolata via ed io avevo avuto modo diragionare: non era la prima volta che dovevo passare il mio tempo intotale silenzio, ma non era ancora capitato mai che ad accompagnarmifossero dei pensieri tanto spaventosi e opprimenti. Avevo riflettutosulle parole di mio padre, sulla sua teoria secondo la quale un Anellodel Nord, nelle mie mani, le mani di Grifondoro, potesse costituire unproblema per Alshain presso gli altri Maghi della Confraternita, ma isuggerimenti che mi aveva dato, su come restituirlo, di nascosto, a suofiglio, mi lasciavano piuttosto perplesso. Mi aveva anche detto che pernessun motivo dovevo farmi avvicinare o restare da solo con il maritodi Bellatrix o con Bella stessa, e da questo avevo capito cheprobabilmente eravamo stati scoperti. Ero sempre stato curioso perquella storia, continuavo a chiedermi perchquellanello fosse tanto importante per Alshain, esoprattutto, che fine avesse fatto dopo che glielo avevo riconsegnato.Sapevo per che non avrei mai avuto risposta e iniziavo apensare che forse fosse meglio cos. Avevo gisentito rientrare pap e Regulus, da circa un paiodore, avrei desiderato uscire dalla mia camera per bussarealla porta di mio fratello, parlare con lui, chiederglicomera Diagon Alley e altre stupidaggini, ma mia madre avevadeciso di decorare per la festa persino lultimo piano eaveva voluto seguire personalmente i lavori degli Elfi sul nostropianerottolo: di fatto, aveva trovato un altro modo per tenermiprigioniero in camera mia. Alla fine avevo deciso di non rischiare, conun po di accortezza e altrettanta fortuna, avrei provato adavvicinarlo durante la festa: fino al mio arrivo, la sera prima, avevopersino dei bei regali da dargli, per Yule o Natale che dir si voglia,ma mia madre aveva fatto buttar via tutto, cos ora non mirestava niente. Per fortuna mio padre era riuscito a salvare almeno imiei libri, i miei quaderni e parte dei miei vestiti, sostenendo chenon fosse il caso di sprecare su quellol anche degli altri soldi... . Ero rimasto a dirpoco sconcertato. Mia madre non voleva oggetti provenienti dalla torredi Grifondoro, ma riguardo ai miei regali per Regulus, aveva sbagliatodi grosso, visto che arrivavano niente meno che da un favore che avevochiesto a Rigel Sherton: lavevo pregato un paio di settimaneprima di fare acquisti per me a Hogsmeade e lui mi aveva procurato unapipa per mio padre, un paio di orecchini per la mamma e per Regulus,dei dolci di zucchero a forma di renna e delle piume speciali, che glisarebbero servite appena avesse messo piede a scuola Ora michiedevo se sarei riuscito a spedirgli almeno il mio regalo dicompleanno, lavevo gi ordinato e avevo spesomet delle mie fortune per far contento quellapiattola Forse era meglio chiedere ad Alshain di farglieloavere da parte mia
Rattristato, avevo passato tutta la giornata a scavare tra le mie coseper cercare un oggetto che per me contasse molto e che mi facesse maledar via ma, appunto per questo, avrebbe avuto un valore particolareanche per mio fratello: alla fine avevo deciso che gli avrei regalatola bella scacchiera che zio Alphard mi aveva portato da un suo viaggioin India, fatta di legno di cedro e tessere dosso. Avevamolitigato diverse volte per quella scacchiera, in passato, e ora eragiunta loccasione per non farla marcire nella mia cassapancaabbandonata e contemporaneamente farlo contento. Richiusi la scatoladelle foto che avevo ammirato tutto il pomeriggio, avevo ritrovato lafoto di Regulus me e mio padre a Zennor, che Regulus avevo lasciato incamera mia quando si era trasferito nellaltra stanza.Lavevo staccata dalla cornice e lavevo messadentro la scacchiera, volevo che la tenesse lui, perch erastato lui a trovarla tra le tante e volerla sempre tenere in bellamostra sulla scrivania. Era giusto che in mezza alla bufera che si eraabbattuta su di noi, mio fratello avesse un ricordo di ciche eravamo stati, e di quello che avremmo potuto essere ancora: di unacosa ero certo, non avrei rinunciato a lui tanto facilmente, su questomia madre si stava sbagliando di grosso. Con un sospiro mi alzai, poimi lavai e mi rivestii di tutto punto, appuntando per neltaschino interno della giacca, la spilla da Grifone: mia madre mi avevafatto unispezione completa e aveva sequestrato tutto, machiss come, quella spilletta le era sfuggita. Per me quelfatto equivaleva a un segno: evidentemente era doveroso che io laportassi persino al cospetto dei Black, quella sera. Anche se nessunolavrebbe vista, non ero ancora cos coraggioso daprovarci, mi faceva sentire meno solo, mi faceva sentire i miei amiciaccanto a me, mi faceva sentire accanto la mia vera famiglia.
*
GrimmauldPlace, quella sera, era bellissima. S, non c'erano altreparole per descriverla: era persino pi bella, colorata eallegra, di come mi era apparsa il giorno del compleanno di Regulus, eallestita addirittura pi sontuosamente che per qualsiasialtra festa mai organizzata l dai nostri genitori. Me neresi conto appena uscii dalla mia stanza, sul pianerottolo, notando lericche decorazioni di fiori profumati e variopinti, e i nastri e leluci delle candele, che nuotavano e danzavano a mezzaria. Leguardai a bocca aperta, al tempo stesso ammirato e perplesso,chiedendomi chi mai e per quale motivo, secondo mia madre, si sarebbevoluto o dovuto avventurare fin lass, poi sorrisi tra me,pensando che stavo cercando un briciolo di logica nella mamma, unadonna dal gusto cos particolare e terrificante, da metteredelle decorazioni tanto belle persino sulle orride teste mozzate deinostri Elfi. Sospirando, cercai di liberare la mia mente dall'immaginedi quei volti deformi e decisi di pensare il meno possibile a lei...come se fosse un'impresa possibile. Placato un po' il terrore cheprovavo a causa sua, mi chiusi la porta alle spalle e mossi un passo:tanto prima o poi dovevo scendere e la cosa migliore era cercare di nonfarla avvelenare pi del necessario. Proprio in quelmomento, comera gi accaduto al mattino, appenauscii dalla mia, Regulus emerse dalla propria stanza, confermando ilmio sospetto che origliasse o mi spiasse dalla serratura per poisaltare fuori al momento pi opportuno: invece di seccarmi,come sarebbe capitato appena pochi mesi prima, sorrisi. Evidentemente,nonostante tutti gli improperi che di sicuro nostra madre mi avevascaricato addosso in mia assenza, ero riuscito acontagiare un po', con i miei modi, il suoprincipino, che ora appariva un po' meno perfetto del solito! Misorrise anche lui, gli occhi luminosi e furbi: sapevamo entrambi che inostri genitori sarebbero stati troppo impegnati con gli ospiti quellasera, per starci sempre addosso, perci bastava aspettarecon pazienza il momento giusto e avremmo potuto finalmente parlare tranoi, in pace, come desideravamo entrambi. Ero convinto che mio fratellomorisse dalla voglia di farmi duemila domande su Hogwarts, ed io daparte mia, volevo sapere cos'era davvero successo a casa dopo il primosettembre. Ero stato uno stupido, s, me ne rendevo contosolo ora, a restare chiuso in casa, quella mattina, e nonperch avessi perso l'occasione di visitare Dulcitus orivedere Meissa, ma perch non avevo passato, con lui, unaserena mezza giornata, entrambi finalmente lontani da nostra madre.
Vieni qua, piattola, hai ilcravattino allentato...
Non era vero, non capitava in pratica mai che Regulus si presentasse inpubblico con qualcosa fuori posto, ma ormai era un'abitudine: fin dapiccoli, prima di uscire dalla nostra stanza, lo controllavo io,perch apparisse, agli occhi della mamma, come leidesiderava, una bambola perfetta. Solo che avolte, in effetti quand'eravamo pi piccoli, miero divertito spesso a mettergli storto il cravattino, o ad allentargliun po' la camicia fuori dai pantaloni, o a spettinarlo, per farloarrabbiare, e soprattutto per far perdere la pazienza a nostra madre.Ero stato uno stupido, forse, anzi, sicuramente, ma era cosbuffo vedere il suo musetto tanto serio e composto diventare di colpofurente! Eppure, continuava a caderci: ogni volta che mi avvicinavo alui, bench ci fosse un'alta probabilit che allafine ci ritrovassimo entrambi in punizione, Regulus mi lasciava fare.Forse sapeva che gli volevo bene e che quello era solo il mio modo dicondividere qualcosa con lui, qualcosa che fosse solo suo e mio, che cirendesse diversi da tutti gli altri della nostra famiglia. Qualcosa checi ricordasse che eravamo, ancora, solo dei bambini. Anche quella sera,con una certa sorpresa e un notevole sollievo, benchfossimo entrambi cresciuti e mia madre dovesse avergli fatto le stessepesanti pressioni che stava facendo a me, instillandogli il dubbio cheio non fossi pi nemmeno un vero Black, vidi che mi lasciavafare.Che si fidava, ancora, di me.Avrei volutoabbracciarlo, con quel trasporto e quella naturalezza che invidiavotanto agli Sherton, per fargli capire quanto mi fosse mancato e quantofossi felice di averlo di nuovo vicino a me, di poterlo di nuovoguardare senza dover ricorrere agli stupidi sotterfugi di quelmattino.Eravamo, per, due Black e probabilmentenon avrebbe gradito o non avrebbe capito, di certo l'avrei turbato,cos decisi di passargli semplicemente la mano sulla spallasentenziando Ora sei a posto , poi lasciai che imiei occhi indugiassero nei suoi. Non era passato molto tempo, eppurenotai subito che mio fratello era gi un po' diverso, nonsolo perch era appena un po' pi alto e i suoicapelli erano pettinati indietro con ancora pi rigore delsolito: aveva una luce nuova nello sguardo, una nota piadulta, che contrastava con la morbidezza ancora bambina dei suoitratti. Mi chiesi preoccupato che cosa avesse dovuto sopportare in queipochi mesi di lontananza, temendo, per la prima volta, che la mamma sela fosse presa anche con lui, a causa mia.
Va tutto bene, Reg?
Va tutto bene, certo, se cidecidiamo a scendere gi tardi, ese non ti muovi, li faremo arrabbiare di nuovo...
Annuii, era vero, era meglio farci vedere, prima che i nostri genitoriiniziassero a inquietarsi: dai piani bassi sentivo salire delle voci,che non riuscivo ancora a riconoscere, di sicuro ceranoalmeno due uomini e un paio di donne, ma non si trattava dei nostrigenitori. Tesi bene lorecchio, sperando di cogliere la vocedi Alshain o di qualcuno della sua famiglia, invano: sapevo che sefossero stati presenti al nostro ingresso, non ci sarebbe capitatonulla di traumatico, perch in pubblico la mamma al massimoci avrebbe fissato con una delle sue occhiatacce minacciose, ma nonavrebbe detto niente di sconveniente. Quando arrivammo in fondo allescale, incrociammo nostro padre che entrava nella stanza attigua allaSala dell'Arazzo, reggendo con entrambe le mani una specie di ampiovassoio avvolto in quello che sembrava un lenzuolo: appena ci vide, lasua espressione da assorta e normalmente disinteressata si fecearcigna, nascose dietro di s l'involucro misterioso, poirapido tir fuori la bacchetta e la punt versodi me, con un colpo lieve di polso mi annod la cravattapi stretta e con un altro rese diritte e perfette le pieghedei miei pantaloni, infine si rivolse a Regulus ma, trovandologi in ordine, non gli fece niente.
Mi sembrava che vi fossestato ordinato di scendere cinque minuti fa, o sbaglio? I vostri nonnisono gi arrivati! Vi avverto: questa sera ci saranno tutti,parenti e amici importanti... Se non vi comporterete come si conviene adei Black... tutti e due... domani resterete qui da soli con Kreacher eal mio ritorno farete i conti con me! Tutto chiaro, Sirius?Vale ancora quello che ti ho detto questa mattina! E ora... via! Andatea salutare gli ospiti!
Mio fratello non se lo fece ripetere, io annuii riluttante: mio padremi fiss con uno sguardo talmente gelido e duro che miconvinsi all'istante di aver solo sognato o delirato, la notteprecedente, quando avevo creduto di averlo visto entrare nelle nostrestanze per darci la buonanotte. Lo guardai riprendere il misteriosovassoio, entrare nella stanza e richiudersi laporta alle spalle.Non mi aspettavo che mi colpissero tanto lesue parole, erano sempre le stesse ed io avevo smesso da tempo distarlo a sentire, ma quella sera...Aveva davvero chiestoanche a me di comportarmi da Black? Avevo temuto per mesi che non miavrebbe nemmeno riammesso a casa e, dopo quanto successo al mioritorno, con la mamma, non credevo che mi permettessero di mettere ilnaso fuori dalla stanza, figurarsi partecipare a una festa in cuicerano tutti!Tra l'altro le mie non erano paureprive di fondamento, o relative alle reazioni estremiste della mamma:mio padre era stato molto chiaro, prima della mia partenza, sul fattoche il diritto di essere trattato come uno della famiglia decadevaappena si mancava di rispetto verso i dettami dei ToujoursPur.E se non ero andato io contro le regole difamiglia, finendo smistato a Grifondoro...Un brivido di paurami percorse la schiena. Se ormai ero troppo imperfetto, ai loro occhi,per mantenere i diritti naturali di un Black, al punto che mia madre miaveva fatto chiaramente intendere che valevo meno della tovaglia logorache indossava Kreacher, perch mio padre continuava aimpormi tutti i doveri che competevano ai membri della mia odiosafamiglia? Era solo per evitare ulteriori chiacchiere su tutti noi, oforse credeva, al contrario della mamma, che ci fosse ancora una viad'uscita per me? Che potessi ancora redimermi? Magari pensava che cifosse una giustificazione per quel cravattino, che quanto era accadutonon dipendesse da me e dalla mia volont, ma fosse solo untragico sbaglio? A volte volevo crederlo anchio, ma sapevoche non era cos: all'inizio ero rimasto sconvolto e spessoero ancora spaventato dalle conseguenze, perch vedevo comemi guardavano e mi trattavano tutti, per, giorno pergiorno, stava rafforzandosi in me la consapevolezza che ero finitoproprio dove volevo stare, che Grifondoro era la mia veracasa.Quando riflettevo nel buio del mio baldacchino, mirendevo conto che quella era solo una tappa di un lungo camminointrapreso gi da tempo, da quando avevo sentito, in me, lavolont di essere diverso, pi vivo,pi vero, di tutti loro.Da quando avevo percepitol'odio che scorreva nelle vene degli altri, insieme al sangue puro, eavevo deciso che non avrei mai voluto nutrirmene anch'io.Conun certo disagio, temendo che entrando gli altri potessero leggerminegli occhi questa verit esaltante e spaventosa, seguiiRegulus nella Sala dell'Arazzo: ad attenderci, oltre la porta, con iprimi ospiti, cera nostra madre, bellissima e terribile comeal solito.Repressi per quanto possibile il desiderio di faremarcia indietro e nascondermi di nuovo, affrontai quel momento,ripetendo la promessa che mi ero fatto: non gliela avrei pidata vinta, non avrei pi pianto per lei.Maipi.
Per fortuna nemmeno ci vide entrare, presa com'era dagli ultimidettagli: stava infatti rimproverando un'Elfa perch icentritavola non erano perfettamente centrati. Mi guardai attorno,sollevato: le voci che avevo sentito si rivelarono quelle dei nonni edi zia Lucretia. Notai anche gli effetti dei lavori di magia messi inopera da pap per accogliere i nostri numerosi ospiti:doveva aver ridotto le dimensioni e il volume della stanza attigua perallungare e allargare la Stanza dell'Arazzo di oltre una buonamet. Non era la prima volta che lo vedevo compiereun'operazione simile e sapevo che lo faceva sempre con un'ariadisgustata stampata in faccia. Anche se un Black non doveva maimostrare le proprie emozioni, avevo capito che lui odiava GrimmauldPlace almeno quanto la odiavo io, seppur per motivi diversi: col tempoavevo intuito che, fosse dipeso da lui, noi saremmo nati e cresciuti aZennor, dove lui avrebbe passato giornate intere a caccia o nascostonei sotterranei, per non incrociare nessun altro della nostra famiglia.La mamma, invece, nonostante la vicinanza dei Babbani, era estremamenteorgogliosa del 12 di Grimmauld Place, al punto che aveva preteso danostro padre che la attrezzasse con una miriade di congegni antiBabbanie tutta un'altra serie di diavolerie oscure che non avevo nemmeno ideadi cosa servissero.Il motivo di tanto ardore era davanti ame: l'arazzo raffigurante l'albero genealogico dei Black, intessuto conla magia e capace di ampliarsi da solo per adattarsi allenovit anagrafiche della nostra famiglia, come matrimoni,nascite e lutti. Non poteva essere spostato da l, in alcunmodo, sarebbe rimasto per sempre attaccato a quelle pareti grazie agliincantesimi di permanenza che, nel 1500, un nostro lontano avo,Eridanus Nigellus Black, aveva imposto a quella stanza.Lamamma, col matrimonio, aveva ereditato da nonno Pollux la casa el'arazzo: sapevo che, secondo lei, il fatto che Phineas Nigellus Blackl'avesse lasciata in eredit a suo figlio Cygnus, padre dinonno Pollux, invece che a uno degli altri suoi figli, dimostrava chequel ramo della famiglia Black fosse pi puro epi Black di tutti gli altri, persino di quello di mio padreche, essendo come lei pronipote di Phineas, era suo cugino di secondogrado.Mia madre teneva a quella casa perch era,ai suoi occhi, l'emblema della purezza dei Black e per questo dovevamotutti portarle rispetto, quasi fosse un essere vivente.Io, alcontrario, odiavo e temevo quella casa, che mi scatenava incubi fin daquando ero solo un bambino: sognavo sempre che nessuno di noi, al paridi quell'arazzo, potesse sfuggire a quella prigione, bloccati a quellepareti come fantasmi alle proprie catene.Crescendo, pochimesi prima, avevo scoperto che in realt una via d'uscitaesisteva, l'avevo visto con i miei occhi il giorno in cui mio padreaveva bruciato il volto e il nome di mia cugina Andromeda da queltessuto per tutti tanto sacro: mia cugina era uscita dall'arazzo edalla nostra vita, guadagnando cos, finalmente, la tantoagognata libert.
Ragazzi!
Ritornai rapidamente in me, seppur ancora turbato e confuso. NonnoArcturus si stava avvicinando, era strano che lo facesse, di solito nonsi curava in alcun modo di noi, restava sempre a parlare con i mieigenitori o con gli zii, mai con me o con mio fratello: da come mifissava compresi che il motivo del suo inusuale interesse fossiio.Quando lo vidi metter mano al panciotto in cerca diqualcosa, addirittura iniziai a temere che volesse punirmil, davanti a tutti: sapevo che mio padre, da ragazzo, avevasperimentato pi volte la sua severit, tanto cheportava ancora delle profonde cicatrici da scudiscio su entrambe legambe e sulla schiena.
Questi sono per voi, perYule: cercate di fare acquisti oculati, non pensate solo a giocattoli edolcetti... siamo intesi?
Regulus ed io ci guardammo stupiti: non era mai accaduto che il nonnoci regalasse del denaro, di solito ci consegnava qualche vecchiareliquia di famiglia o dei libri, mentre per quanto riguardava igaleoni, lui e tutti gli altri nostri parenti li depositavanodirettamente alla Gringott, cos che avessimo da parte unbel gruzzolo quando fossimo diventati grandi.
... e ora, Regulus, perfavore, va da tua nonna, perch ho bisogno di parlare contuo fratello...
Regulus annu e mi rivolse un'occhiata interrogativa,sconcertato almeno quanto me, mentre io mi sbiancavo, temendo che ilnonno avesse architettato qualcosa di addirittura peggiore della festadi bentornato che mi aveva preparato la mamma, la sera prima.
Seguimi...
Le occhiate perplesse con cui nonna Melania e nonna Irma mi fissarono,non fecero altro che inquietarmi pure di pi, nonno Pollux,silenzioso, si allontan da zia Lucretia e da suo marito perseguirci, tutti e tre diretti nella stanza in cui avevo vistoscomparire mio padre. Salazar, era forse un oscuro oggetto di torturada usare durante un processo, quel vassoio misterioso che mio padreteneva nascosto sotto il lenzuolo? Nonno Arcturus buss edentr senza aspettare che mio padre gli rispondesse, iocercai di concentrarmi sui dettagli della stanza, effettivamenteridotta a un terzo delle sue dimensioni abituali, per non far vedereloro quanto avessi paura in quel momento.Pap ciaspettava nella penombra, rotta appena dalla luce fioca di alcunecandele disposte qua e l e riscaldata da un fuocoscoppiettante che faceva assomigliare il caminetto a un oscuro baratrosu cui si apriva un ghigno spaventoso; aveva sistemato tre poltrone,disposte a semicerchio, vicino al fuoco, e sul tavolino di fronte, inun vassoio d'argento, aveva preparato due bottiglie di Firewhisky, unodei migliori servizi di cristallo di Boemia e un paio di portacenered'argento a forma di serpente.S, era davvero unprocesso, il mio processo: lo capii mentre loro si sedevano indolentied io rimanevo in piedi di fronte a loro, non sapevo cosa fare,disperato e incapace di nascondere la mia paura.
Non stare l, inpiedi, come un bamboccio, Sirius, mettiti seduto qui di fronte anoi...
Nonno Arcturus attir un'altra poltrona di fronte as, cos che fossi pericolosamente in mezzo aloro e potessero esaminarmi con comodo, centimetro per centimetro, coni loro occhi inquietanti simili a quelli dei rapaci notturni: nonnoPollux, il naso aquilino e le labbra sottili che sembravano sparire deltutto quando parlava, era il pi inquietante dei tre, nonaveva ancora detto una sola parola e questo di solito era un pessimosegno. Con un sospiro fondo mi sedetti sotto i loro sguardi indagatori,li vidi soffermarsi tutti sulle mie mani, concentrandosi in particolaresull'anello che mi aveva regalato Alshain Sherton. Salazar,perch erano tutti fissati con quel benedetto anello?
Abbiamo discusso molto aproposito di te, in questi tre mesi, Sirius, inutile spiegartene leragioni, le conosci pi che bene. Possiamo arrivare a unaconclusione, per, solo dopo aver sentito cosa hai da diretu in proposito... Anche Phineas, stasera, qui per dire lasua...
Mi voltai sulla sedia cercando lungo le pareti il ritratto del nostroaugusto antenato, trovandolo invece appoggiato su una poltrona dietrodi me, come fosse un altro giudice: fingeva di sonnecchiare nellacornice, come suo solito, in realt ci teneva tutti sottocontrollo, con il suo ghigno arcigno, identico a quello di nonnoPollux. Ecco dunque cos'era la misteriosa tavolache mio padre aveva portato nella stanza nascosta sotto idrappi!Perfetto! Ora mancava solo la mamma, con la schiera diElfi pronti a strigliarmi davanti a tutti!
Tuo padre dovrebbe avertidetto tutto quello che un Black deve sapere sulla propria famiglia, acominciare dai doveri e dalle aspirazioni...
Fissai pap, che restava muto mentre suo padre, mio nonno,mi braccava: per un istante, dall'occhiata che nonno Pollux rivolse atutti e due, ebbi la sensazione che in quella stanza non fossi iol'unico imputato, che per tutti, responsabile di quello che erasuccesso a Hogwarts, oltre me, fosse proprio mio padre. Mi chiesi,smarrito, perch fossero convinti di questo.
... e se, per caso, perqualche oscuro motivo, non l'avesse fatto lui, di certol'avr fatto tua madre... quindi impensabileche tu sia arrivato a Hogwarts ignaro di quello che tutti noi ciaspettiamo da te... Pertanto ti chiedo di spiegarci, perchio proprio non lo riesco a capire, e nemmeno gli altri ci riescono...che cosa andato storto
Lo fissai ammutolito, incapace, per la paura, di spiccicare una solaparola, anche perch non sapevo da dove cominciare, che cosadire per non farli infuriare.
Sirius... voglio sapere checosa successo il primo settembre, che cosa ti ha detto ilCappello Parlante prima di emettere la sua sentenza... Che domande tiha fatto? Perch...
Allora? Sei forse sordo estupido, ragazzino?
Alla fine era intervenuto anche nonno Pollux, incalzandomi con occhifiammeggianti e i suoi modi spicci, poco cerimoniosi: ora mi fissavanotutti, ed io sapevo che non sarei mai riuscito a mentire a tutti loro,e al tempo stesso che non potevo permettermi di dire loro tutta laverit.
Il Cappello... il Cappello hadetto che in me... in me c'erano tutte lequalit di un Serpeverde ma...
Ma? Cosa significama? Cosa diavolo significama?
Pollux calmati, per favore,lasciamolo finire, prima...
... ha detto che... che inme... ha visto anche coraggio e... incoscienza, qualit chesuperavano di gran lungo tutto il resto...
Qualit?Qualit? Le ha chiamate Qualit! Queste sarebberole qualit per quel dannato Cappello!
Salazar! Sirius che cosa...perch... Perch non ti sei opposto con tutte letue forze? Ragazzo mio... Perch non gli hai
E gli chiedi ancheperch, Arcturus? Non l'hai ancora capito? Guardalo! Io lodico da quando venuto al mondo che questo qui nato sbagliato! Qualit! Belle qualit!Qualit di cui andare fieri, adatte a quelle risse dabettola che piacevano tanto a quello stramaledetto filobabbano!Salazar! Come potete ancora credere che questo idiota, cosinfluenzabile, possa guidare un giorno la nostra famiglia?
Non avevo mai visto mio nonno Pollux perdere le staffe in quel modo,davanti a tutti: era balzato in piedi prendendomi per il bavero,completamente fuori di s, gli occhi iniettati di sangue ela bocca che sputava parole e veleno, quasi volesse uccidere me pereliminare il fantasma stesso di Godric Grifondoro.
Salazar Pollux, moderati! nostro nipote!
Sar tuo nipote,Arcturus, il mio non lo di certo!
Ero terrorizzato, come non mi era capitato mai nella vita: nonnoArcturus gli arpion l'avambraccio con la mano, imponendoglidi recuperare la calma e lasciarmi andare, nonno Pollux miliber, poi si sistem la cravatta verdeargento,si vers un altro Firewhisky e s'immerse nella penombra, adistanza di sicurezza, borbottando da solo. Mio padre, per tutto iltempo, non mosse un muscolo, rimase seduto al suo posto, in silenzio, aguardare il fuoco e lisciarsi con le dita la barba e i baffi, come setutto ci che lo circondava nemmeno lo riguardasse.
Sirius...
Alzai gli occhi, ero riuscito per lo meno a ricacciare indietro lelacrime, ma sentivo ancora un formicolio fastidioso che andava su egi e si concentrava nella gola, pronto a farmi piangere eimpedirmi di parlare. Nonno Arcturus era tutto proteso verso di me, unbicchiere pieno d'acqua in mano e un'espressione accomodante, anche sepercepivo tutta la tensione repressa e lo sforzo che faceva per nonperdere la pazienza a sua volta.Con tutta la falsa gentilezzadi cui era capace mi convinse a bere, poi riprese a parlare, con calma.
Siamo una delle famigliemagiche pi antiche d'Inghilterra, Sirius, ci siamo gloriatiper secoli della nostra purezza e della nostra assoluta adesione ededizione ai principi di Salazar. Siamo Slytherin da sempre, come dasempre abbiamo questi occhi, questo cuore e questo sangue. Tu saiquanto siete importanti tu e tuo fratello per il nostro futuro: siete inostri due unici eredi maschi, solo attraverso voi due i Black potrannocontinuare a sopravvivere nei secoli a venire. Per questo non possiamopermetterci di commettere errori... Te ne rendi conto?
Annuii, quel discorso l'avevo sentito mille volte e mille volte ancora,fino alla nausea, e non ne potevo sinceramente pi, loguardai, cos accomodante e premuroso, ma sapevo quantofosse falsa quell'espressione partecipe con cui mi osservava.
Vorrei che mi dicessi chisono i tuoi compagni di stanza, Sirius...
Che cosa? Io... io noncapisco... perch? Che cosa c'entrano loro...
Lo vedi? pi preoccupato per quelle insulse canaglie che per sestesso... gi li protegge, come farebbe un qualsiasi altrodisgustoso Grifondoro... Questo per voi unBlack?
Non hai nulla da temere,Sirius
No, non hai nulla da temereper loro, stupido ragazzino, vogliamo solo sapere i nomi dei luridiSanguesporco con cui passi il tuo tempo, perch forsecos tuo padre aprir gli occhi e sidecider a fare quello che deve...
Guardai mio padre, sprofondato nella sua poltrona, pallido come uncencio: che diavolo volevano che facesse quei pazzi?
Pollux per favore, calmati...non questo il modo giusto per...
Calmarmi? Credi davvero diottenere qualcosa con questa recita, Arcturus? Noi non possiamopermettere che il presunto erede dei Black rimanga ancora a contattocon quella feccia! Gi solo il fatto che gli parlino...Tutta questa buffonata inutile, chiamare lui qui inutile, sei tu, Arcturus, sei tu che devi far capire aquesto idiota di tuo figlio qual l'unica decisione che vapresa, ora e subito!
Quali decisioni?Io...
Tu stai zitto! Parlerai soloquando sarai interpellato, moccioso!
Ora basta! Basta! Hogi preso la mia decisione sul suo futuro mesi fa e nulla mifar cambiare idea...Vuoi dirgli quello che deve fare,Pollux? Avanti, fai pure! Ricordagli quali sono i suoi doveri,minaccialo quanto ti pare, ma ricordati che il padre sono io e adecidere del suo futuro sono io ed io soltanto... Per quanto miriguarda la questione chiusa!
Ti sbagli, Orion, questi sonofatti che ci riguardano tutti... Sirius deve lasciare Hogwarts! Subito!Prima che i danni siano irreversibili! Devi mandarlo a Durmstrang, dovelo raddrizzeranno, visto che qui nessuno di noic riuscito... E devi tenerlo lontano da Regulus,perch non possiamo permetterci che sia influenzato anchelui! Ti sto dicendo quello che tutti pensano ma che nessuno ha ilcoraggio di dirti. Lo ripeto da mesi, lo sapete tutti bene quanto meche queste sono le sole decisioni giuste da prendere!
Io non toglierSirius da Hogwarts... non dar altre soddisfazioni aDumbledore, non lascer che per colpa sua e di quel dannatoCappello i Black siano ancora derisi... perch di questo che si tratta... solo di questo... L'ho deciso il due disettembre e sosterr le mie idee fino alla morte: mio figlionon ha nulla di diverso da tutti noi, quello che accaduto un chiaro segno che in quella scuola sta accadendoqualcosa di strano, ma se credono di avere la meglio si sbagliano digrosso. Mio figlio, un Black, nella casa di Grifondoro, saruna grande opportunit per tutti noi: faremo vedere che lemacchinazioni di quel vecchio pazzo sono inutili, che i veri valorisono pi potenti di questi patetici stratagemmi, che noisiamo pi forti e non ci piegheremo, non ci faremoinfluenzare, non perderemo la nostra identit, nemmeno inquel covo di Sanguesporco!
Sei solo un illuso, Orion, sepensi che il male venga da fuori Sai bene che tra noi Ti prego, fai qualcosa, Arcturus, evidente che tuo figlio di nuovo impazzito... Non puoilasciare che ci faccia correre tutti un rischio simile!
Come fai esserecos sicuro, Orion? Cosa ti fa credere che non saremotravolti tutti? Se avessi delle prove... io
Perchsar io a piegarlo fino a spezzargli la schiena con le miemani, se sar necessario...
Mio padre mi fiss, un'espressione indecifrabile nellosguardo: non si trattava delle sue solite minacce, quelle che rivolgevaa mio fratello e a me per chiudere subito una situazione fastidiosa,per zittirci rapidamente. In gioco non c'erano solo il sangue el'onore, ma qualcosa di pi, dinafferrabile,qualcosa tra me e lui, che escludeva tutti gli altri, qualcosa cheaffermava, nel pi feroce e drammatico dei modi, che io erosuo.
Solo suo.Come non ero stato mai.
Orion... gi tuamoglie... se non accetti consigli... Se la metticos... Pollux ed io... in questo modo leresponsabilit saranno solo ed esclusivamente tue, te nerendi conto?
Sirius miofiglio... chi altri si dovrebbe assumere questeresponsabilit? Sirius rester dove si trova ed'ora in poi mi assicurer personalmente che farsempre e soltanto quello che gli sar detto di fare,sar il degno erede di questa famiglia, e presto tutti sirenderanno conto di quanto sia diventato insignificante, di questitempi, il colore di quel cravattino...
Si scambiarono un'occhiata eloquente, mentre nonno Pollux mugugnavanella penombra e Phineas, che aveva taciuto fino a quel momento,continuava imperterrito a fingere di dormire.
Spero per te che a settembrenon avremo altre brutte sorprese, Orion... A te sta bene,Pollux?
Siete due pazzi e ve nepentirete... tutti e due... Ve ne pentirete...
Nonno Pollux se ne and, sbattendosi dietro la porta, nonnoArcturus sospir, poi ci lasci soli; io erorimasto impietrito sulla poltrona, senza il coraggio di guardaredirettamente mio padre che, lo scorgevo con la coda dell'occhio,continuava a contemplare le fiamme morenti nel caminetto.
Sirius...
Alzai lo sguardo su di lui, deglutendo: mi bast incrociarei suoi occhi appena un istante per capire che avevo di fronte l'uomoche era entrato nelle nostre stanze quella notte, un uomo ben diversodal padre che ero stato abituato a conoscere in quasi dodici anni divita. Con una sensazione strana nel petto, un misto dicuriosit, speranza, paura, elaborai lidea chequelluomo, di cui mi aveva parlato anche Alshain, esistessedavvero.
Lo dico per il tuo bene,Sirius... Non farmi pentire della mia decisione... Sei ancora unragazzino e non comprendi appieno la seriet di tuttoquesto, ma ti assicuro che non uno scherzoQuesta la tua vita, Sirius... Qui c' in giocola tua vita, non solo il futuro della nostra famiglia. Tu non sei comegli altri, tu sei un Black e il destino ha voluto mettere sulle tuespalle il futuro di tutti noi... come a suo tempo l'ha messo sullemie... So per esperienza che un errore, anche un solo,piccolo, insignificante errore, pu travolgere tutti noi esoprattutto pu rovinare te... pu privarti dici che ami... di chi ami... per sempre... senzapossibilit di rimediare, in alcun modo. miodovere essere severo con te, ma pi di ogni altracosa io non voglio che ti succeda mai qualcosa di male...io non voglio vederti costretto a rinunciare al futuro che sogni e allepersone che ti vogliono bene... Hai troppo da perdere, Sirius... forseancora non immagini nemmeno quanto... perci te lodir ora, una sola volta... Ti prego... fai moltaattenzione... rifletti bene... non farti condizionare...perch danneggeresti te stesso, prima ancora che tuttinoi...
Mi aveva fissato, pi di quanto fosse per noi lecito,riempiendomi di speranza che da quel momento in avanti potesse esseretutto diverso tra noi, che ci fosse la possibilit diparlarsi e capirsi.Tutte le mie speranze di averlo ancora conme, di avere le risposte alle domande che mi galoppavano in testa,sinfransero per allistante,perch subito si riscosse e ritorn ins, nel suo mondo, riprese le vesti dell'uomo freddo edenigmatico che ben conoscevo. Mi fece un cenno sbrigativo con cui capiiche voleva restare da solo, dovevo togliermi dai piedi: uscendo, lovidi avvicinarsi al ritratto di Phineas con un bicchiere in mano e miparve che il nostro caro avo smettesse di fingere di dormire e glisussurrasse qualcosa. Riemersi nel corridoio, scosso per tutto quelloche era accaduto: mi avevano davvero permesso di assistere a una lorodiscussione! Erano ancora cos sconvolti dal mio smistamentoche non erano d'accordo nemmeno tra loro su come comportarsi nei mieiconfronti: la mamma e nonno Pollux, se avessero potuto, avrebberoballato sul mio cadavere, come su quello di un qualsiasi altroGrifondoro, nonno Arcturus probabilmente considerava ottima l'idea dispedirmi a Durmstrang, ma temeva le chiacchiere che ne sarebberoseguite, se l'avessero fatto sul serio.E mio padre... miavevano sconvolto il suo silenzio e, ancora di pi, allafine, vedere come mi aveva difeso, come aveva sottolineato che fossisuo figlio... non l'aveva fatto mai.
Perch lo fa proprio ora?
Ero triste, pieno di domande, consapevole che non avrei mai avutorisposte: aveva parlato di esperienza personale, mi chiesi quali erroriavesse commesso lui, quali colpe avesse scontato e in chemodo...Inoltre quel discorso... era cosinquietante, e cos vero, cos dannatamente vero:se fossi stato diverso dagli altri Black, sarei stato libero, ma questosignificava anche dover rinunciare a molte cose, a molte persone, aRegulus prima di tutto, e forse anche ad Alshain e ai progetti cheavevo con lui e... Non sapevo cosa volevo no, non lo sapevopi. Mio padre usc dalla stanza poco dopo,infilandosi in tasca due cofanetti che probabilmente contenevano ipreziosi doni di nozze per Mirzam, il suo figlioccio, poi siun a tutti noi, chiacchierando con suo cognato di politicacome se nulla fosse.Dopo poco arriv via caminettoBellatrix con suo marito ed io feci in modo, come mi era statoconsigliato da mio padre, di tenermene alla larga, evitando come lapeste di essere coinvolto nei loro discorsi e cercando persino disfuggire alle loro occhiate.Quando mi avvicinai per salutarezio Cygnus, zia Druella e Narcissa, per, Bellatrix, com'eraprevedibile, mi apostrof con i suoi soliti modi gentili ela classica voce flautata, ma per mia fortuna mi venne in soccorso zioAlphard, che coinvolse me e Regulus, in attesa degli ultimi ospiti, inun interessante discorso sulle straordinarie creature magiche che avevavisto durante il suo ultimo viaggio in Oriente, per conto delMinistero. Il caminetto inizi a illuminarsi di continuo,per l'arrivo di diversi altri amici e parenti: in particolareassistetti allo sgradito arrivo di Lestrange senior con il suodiabolico secondogenito, Rabastan, dei parenti Rosier con l'odiosocugino maggiore, Evan, chemistig contro suo fratello James, al punto chequestultimo, come tutti i bambini, inizi aprendermi in giro cantilenando che fossi un Grifondoro, ed io mitrattenni pi volte, a stento, dal dargli unalezione.Cerano poi gli onnipresenti Malfoy, ancorapi pomposi e appiccicosi del solito, e molti altri, tracui, per peggiorare ulteriormente la serata, gli Yaxley, con il viscidoEvan, compagno serpeverde di Meissa, tutto galvanizzato all'idea dipoterla rivedere e passare con lei la serata. Via via dovettiaffiancare i miei genitori mentre accoglievano tutti gli ospiti, lamaggior parte di loro mi fece venire il mal di stomaco per come misalutarono schifati, quasi non avessi il diritto io, a casa mia, distare tra loro... cercai di curarmene il meno possibile, tutto presodai miei pensieri e dall'emozione che presto, finalmente presto avreirivisto i miei amici.Alla fine, il caminetto sicolor di verde per far passare gli ultimi invitati: unodopo l'altro, gli Sherton fecero il loro ingresso ed io, dopo appenauna giornata che mi era sembrata lunga un secolo, rividi finalmenteMeissa.La mia felicit durper appena un istante, il tempo di vedere l'occhiata chemia madre rivolse a lei e a mio fratello e il modo in cuiriusc a estromettermi dai saluti.Capii subito lavera portata del discorso di mio padre, su quanto avevo da perdere, equanto impegno avrebbe messo la donna che mi aveva messo al mondo,dora in poi, per farmi del male.
*
Mi ero nascosto, stanco di sentire tutte quelle voci, quei discorsi,l'odore di tabacco e i profumi intensi dei nostri ospiti, volevo stareda solo e preferibilmente sparire dalla faccia della terra. Non avevoretto quando mia madre aveva chiamato tutta gioviale Regulus per far dacavaliere a Meissa e aveva fatto in modo che nemmeno riuscissi asalutarla.
Buonasera Cenerentolo...
Avevo sorriso amaro, ripensando alle buffe espressioni di Remus che,con la sua ampia cultura che spaziava tutto lo scibile magico ebabbano, mi aveva aperto gli occhi sulla tragica storia di Cenerentolae della sua odiosa matrigna... Solo che la mia non era una matrigna...
Perch seiqui?
Secondo te?
Nemmeno alzai lo sguardo, mentre Regulus si richiudeva la porta dietrole spalle e mi raggiungeva sul divano, di fronte al caminetto e allepoltrone su cui si era tenuto il processo.
Quello non ilquadro di Phineas?
Gi
E che fine ha fattolui?
Che ne so! Sartornato a dormire nello studio del Preside, aHogwarts
Per colpa diquesta?
Mi voltai, mio fratello tendeva verso di me una mano e tra le ditaaveva la spilla da Grifondoro che avevo mostrato, inferocito, pochiminuti prima a Phineas, facendolo fuggire spiritato e sconvolto come seavesse visto un demone a cento teste. E che poi avevo cercato dinascondere tra i cuscini quando avevo visto aprirsi di scatto la portadi quella stanza.
Attento, potresti pungerti ediventare un Grifondoro pure te
Sghignazzai, mentre il viso di mio fratello diventava blu di rabbia epaura, miste insieme.
Non fai affatto ridere,sai?
Io non volevo farti ridere,pulce
Come hai fatto a portarlaqui? La mamma
La mamma era troppo impegnata astrepitarmi contro e a ululare alle Elfe che mi lavassero via lapolvere di Grifondoro, per accorgersi che questa mi era caduta daipantaloni Evidentemente nemmeno lei infallibile
La dovresti smetteresai?
Di fare cosa?
Di comportarticos!
Io sono cos,Regulus Io sonocos!
No, non vero!Non vero! Tu sei mio fratello questo quello che sei Tu sei miofratello
E sono unGrifondoro
Balz su come una furia, pensavo volesse saltarmi addosso eazzuffarsi, invece rimase in piedi davanti a me, con uno sguardo serioda persona adulta, lo stesso cipiglio che aveva la mamma quando eraconcentrata e pronta per un discorso importante.
Sei solo uno stupido, Sirius!Uno stupido! Ma non capisci? Se continuerai a esserne cosfiero loro loro
La voce gli mor in bocca, si volt tutto agitatoe si allontan da me, andando a rifugiarsi vicino alcaminetto, io lo raggiunsi, gli misi una mano sulla spalla e luiscatt, liberandosi dal mio tocco come se gli avessitrasmesso la scossa.
Che cosa ti succede,Regulus?
Non rispose, io cercai di voltarlo verso di me, ma lui mi resistette,allora gli passai davanti e gli alzai la faccia per guardarlo bene, luisi divincol ed io rischiai di prendermi uno schiaffo. Stavapiangendo e per nessuna ragione al mondo avrebbe voluto che lo vedessiin quelle condizioni.
Che cosa significa?
Io non voglio che ti mandinovia. Io non voglio!
Regulus
tutta colpatua sempre tutta colpa tua Faisempre questi disastri perch sei uno stupido,uno stupido
Reguluscalmati non mi manderanno da nessuna parteRegulus
Bugiardo! daquando sei partito che litigano tutti i giorni Voglionomandarti via a Durmstrang
Pap non mimander da nessuna parte, Regulus, mi dispiace per te madovrai sopportare questo tuo stupido fratello ancora per molto,moltissimo tempo
Alz gli occhi arrossati e tristi su di me, miscrut aspettandosi di vedere il mio ghigno di derisione ole mie lacrime: era lo stesso, perch entrambe avrebberotestimoniato la mia menzogna.Io per rimasitranquillo, sostenni il suo sguardo, fino a convincerlo.
Non partirai Vuoidire che davvero non partirai?
Certo chepartir per Hogwarts, appena saranno finite levacanze di Natale Poi torner a casa perlestate, appena avr finito gli esami, o forse,chiss, anche prima, in primavera, non so ancora comefunziona
Davvero non ti manderannovia?
Sei sordo? Ti ho detto dino Per ora, almeno, pare di no
Allora allora miha ascoltato
Torn a sedersi, tutto concentrato, perso in qualche ricordodi cui non sapevo niente. Come sospettavo, non ero lunico adaver subito le conseguenze di un fatto tanto sorprendente, e ancora dipi sentii crescere in me una rabbia sorda verso mia madre,perch se io ero responsabile delle mie scelte, non eragiusto che coinvolgesse anche Regulus nella guerra che aveva deciso difare a me.
Che cosa vuoi dire? Chi ti haascoltato?
Eravamo andati a vedere unapartita del Puddlemere, una bella partita, ma io avevosentito nonno dire alla mamma che dovevano spedirti lontano dacasa e
Non ti sarai mica messo apiangere per me davanti a tutti, vero, moccioso?
Cercai di risollevarlo un po, punzecchiandolo,cos che lorgoglio spazzasse via quella tristezza.
Certo che no! Ero solosovrappensiero e quando Deidra mi ha accompagnato da Mirzam per unautografo, mi ha chiesto che cosa avessi ed io
Tu gli hai detto di esseretriste per me, perch non volevi che mi mandasserovia
Regulus annu e mi conferm che Deidra gli avevadetto di non preoccuparsi, perch conosceva bene nostropadre, sapeva che avrebbe preferito tagliarsi un braccio da solo chevedersi portare via uno di noi due, perci noncera nulla di cui aver paura.
Per sicurezza,per, laltro giorno, mentre andavamo a provare ivestiti a Diagon Alley, ho detto a pap che perquestanno lunico regalo che volevo era cherimanessi a casa, che non ti mandasse via
Che stupido che sei, Regulus!Te lho detto mille volte I regali di Natale nonsi contrattano mai! Mai, hai capito? Mai
Scoppiai a ridere, per prenderlo di nuovo in giro e allentare latensione di quel momento, lui mi guard storto eminsult a voce bassa, poi, per,sorrise anche lui, finalmente sollevato al pensiero che la sua paurapi grande si fosse sciolta come neve al sole. Io non eroaltrettanto sicuro che fossimo in salvo, ma per non far vedere i mieiturbamenti, me lo tirai addosso, abbracciandolo: sapevo che non sidoveva fare, ma in quel momento non mimportava niente dicosa fosse conveniente per un Black.
Ed per me, perpaura che sparissi per sempre, che sei qui e non alla festa? Con tuttiquei begli ospiti e tutto quel cibo
Li ho visti fin troppospesso, gli ospiti, in questi mesi
Ma Narcissa nonlhai vista e nemmeno Rigel Sherton
Narcissa sta parlando conquel pallone gonfiato di Malfoye Rigel non soche cosha ha un muso, nervosoe
Non stentavo a crederlo, perch pur molto giovane ecircondato da un sacco di ragazze, da quanto avevo visto a scuola,pareva che fosse cotto a puntino di mia cugina, ma purtroppo per lui,lei nemmeno si rendeva conto della sua esistenza.
Bella ormai stasempre con i grandi, tutta presa dalla politica equel quel LestrangeSalazar
Vedo con piacere chebench ti abbia lasciato qui da solo, non sono riusciti aconvertirti sai, la mia paura pi grande era chepotessi aver fatto amicizia con lui, durante la miaassenza
Con chi? ConLestrange?
Il suo sguardo inorridito e schifato era a dir poco eloquente: uno deimomenti che pi mi erano mancati, lontano di casa, erano isiparietti che avevamo spesso messo in piedi ai danni di quel pallonegonfiato, di sera, in camera nostra, prima di addormentarci.
E gli altri?
Mirzam e suo padre stannoancora parlando di politica con gli altri ospiti, mentre le streghespettegolano e cercano di carpire a Deidra qualche anticipazione sullafesta di domani
Beh ma normaleche gli adulti non diano spago a te, che sei un bambino magli altri ragazzi? Perch non parli o giochi con loro?C Meissa, no? Ricordo bene quanto ti piacevaparlare con lei
E perch non lofai tu?
Io sono un Grifondoro, in unatana di Serpeverde tu sei lerede deiBlack dovresti approfittarne non questo che vuole da te, la mamma?
Regulus si rabbui di colpo, io pensavo di farlo sorridereparlando di Meissa, invece...
Che ti succedeadesso?
Ha chiesto di te, questamattina, era delusa e triste quando ha capito che non eri venuto connoi a quanto pare le tue renne erano particolarmentebuone
Mi fulmin con uno sguardo rancoroso, a me veniva da ridere.Salazar! Quel moscerino era uno spasso, era geloso di me, ma anchecos leale nei miei confronti, da non approfittare della miaassenza per starle vicino.
Ti ricordo che di solito iBlack non sono leali con i fratelli maggiori Grifondoro e senzasperanza
Non sono mai esistitifratelli maggiori Grifondoro, Sirius e comunqueI Black non si umiliano cercando chi non li vuoleancora
Mi fiss, di nuovo ecco, ora lo riconoscevo.
Credo che ora dovremmoritornare dagli altri e fai sparire quella spilla, oavr sprecato per niente il mio regalo diNatale
Non vuoi chiederminiente?
Che cosa dovreichiederti?
ComHogwarts? Di cosa parla il Cappello? Perch sono finitol?
Che sei uno stupido lo sogi, Sirius non c altraspiegazione al fatto che sei finito l per ilresto so gi che non mi dirai mai laverit, farai come Bellatrix e mi racconterai che dentro ilCappello c il fantasma di Godric, pronto adaffettarmi con la sua spada o un cespuglio diortiche
In realtc un geranio zannuto pronto a morderti leorecchie fossi in te, mi procurerei un bel paraorecchie peril primo settembre, le hai un po a sventola ricordi?Ahahah
Io non ho le orecchie asventola e non ho pi nemmeno cinqueanni!
Ahahahah
Salazar! Quante zuffe avevamo fatto in camera nostra, certi piovosipomeriggi, quando lo stuzzicavo dicendogli che aveva le orecchie asventola e lui, piccolo, ci credeva e ci restava male!
Hai finito?
Ahahahah
Non fairidere
Tu, invece,s ahahah Sei ancora cosrosso che
Oscusate
Ci riprendemmo subito, appena sentimmo una voce emergere dalla penombrae una sagoma umana riempire tutto larco della porta.
credevo che quici fosse il bagno
No il bagno in fondo al corridoio, asinistra
Ah ecco, mi sonoconfuso Ma voi che cosa fate nascosti qui, ragazzi? Vostramadre ha iniziato a cercarvi, credo fareste bene a raggiungere glialtri, il prima possibile
Andiamo subito, muovitiRegulus Grazie Milord
Puoi chiamarmi Rodolphus,Sirius Black infondo ormai siamoparenti
Mi tese la mano, io deglutii terrorizzato: non sapevo che cosa fare,mio padre era stato categorico, non dovevo in alcun modo farmi toccareda lui, n dovevo guardarlo negli occhi, ma lui eral, a un passo da me, sapevo che era entrato con una scusa,che non cercava il bagno ma noi, e stava inscenando quel sipariettosolo per fregarmi.
Checosa faccio adesso?
Mentre riflettevo e lui restava l, come un ostacoloinsormontabile tra noi e la nostra unica via di fuga, dicendo una mareadi sciocchezze che non interessavano a nessuno, la porta siapr di nuovo e stavolta, strappandomi un sospiro disollievo, vidi entrare Mirzam.
Orion, sei qui?
Mirzam!
Rodolphus? Che cosa ci faiqui?
Cercavo il bagnoe invece ho trovato loro
Reg, Siriusvostra madre vi cerca, io stavo cercando vostro padrelavete visto?
Regulus fece di nuovo no con la testa, io sollevato cercai diallontanarmi da Lestrange, certo che ormai fossimo fuori pericolo, luiper mi anticip vedendo sfuggirelopportunit di avermi cos facilmentetra le grinfie, mi afferr rapido lavambracciosinistro e mi sollev la mano verso la luce.
Hai visto Mirzam?Lho notato prima, quando ci siamo salutati al mioarrivo Che ne dici? Non un anello del Nord,quello che ha in mano il figlio maggiore di Orion?
Deglutii nervoso, mentre Mirzam, sorpreso, si avvicinava.Senon fossi stato preparato, sarei morto dalla paura, perchnon immaginavo che Lestrange si sarebbe comportato cos, cheavrebbe messo in atto quella specie di agguato, credevo avrebbe cercatodi ottenere ci che voleva con le lusinghe,nonGuardai Regulus, non aveva idea del pasticcioin cui si trovava coinvolto ed io mi scoprii spaventato per lui. Dovevaandarsene, subito.
Reg Tu vai,d che io sto con Mirzam, almeno non siarrabbiano!
Reg, ignaro di cosa stava per accadere, trovlidea accettabile e attravers la porta,lasciandomi l, da solo.Ero spaventato ma al tempostesso sicuro che Mirzam mi avrebbe protetto: ero convinto che adavvertirci fosse stato lui, di certo suo padre non avrebbe spedito unalettera anonima, visto che nei guai ceravamo finiti peraiutarlo a riprendersi quel dannato anello.
Posso vederlo,Sirius?
Annuii, Rodolphus moll la presa sul mio polso ed io misfilai delicatamente lanello, e glielo porsi, facendo fintache non trovassi affatto strana quella richiesta.
Me lha dato tuopadre quando siamo partiti da Herrengton, lestatescorsa
S, un anello del Nord, Rodolphus della nostra famiglia: cisono incise le rune che rappresentano gli Sherton, le stesse cheportiamo al collo.
Espose la pelle del collo alla luce della candela e riconobbi lo stessodisegno che era inciso dentro la fedina.
Cqualche problema? Con lanello intendo
No, nessun problema,Sirius Credo che Rodolphus fosse solo curioso, dico bene?Se un dono di mio padre, Sirius ha tutto il diritto ditenerlo, anche se
Anche se?
Beh non il mio pensiero, Sirius, lo sai, ma alcuniMaghi del Nord potrebbero non apprezzarediciamo cos che un anello simile stia sullemani di un
Di un...?
Mirzam mi pos la mano sulla spalla, io lo guardai inquieto,Rodolphus continuava a rigirarsi lanello tra le dita, comeun gatto fa con la sua preda: sembrava lo stesse studiando, e alloracapii, cercava di ricordare se era proprio lanello che avevatenuto a lungo suo padre e che io
Lo sai, lo sannotutti A nessuno fa piacere che un Black sia finito nellacasa di Godric Grifondoro, ma per loro, per i Maghi del Nord, questo un fatto oltremodo grave, perch laConfraternita devota a Salazar fin dalla notte deitempi Forse dovresti rendere questo anello,ragazzino... prima che il tuo adorato padrino passi dei guaicon i suoi amici, a causa tua, dico bene, Mirzam?
No, Rodolphus,lanello di Sirius e mio padre nonvuole vedersi imporre laltruivolont
Behma resterebbe una cosa tra noi, dico bene, Sirius? Se te lochiedesse, tu potresti dire ad Alshain Sherton che haisemplicemente perso il suo preziosoanello In questo modo lo toglierestidallimbarazzo di dovertelo chiedere e dai guaiin cui lo metteresti se i suoi amici sapessero diquestanello in maniinadatte
Lui lha affidato ame, non voglio passare per un incapace che non sa mantenere unimpegno...
Non credo che qualcuno siaspetti pi molto da te, ragazzo ahahah...
Lestrangesmettila! Sirius in questo momento non so ancora cosa siameglio fare non sapevo che avessi tu questoanello facciamo cos, finch non socome si comporterebbero gli altri, lo terr ioma te lo render appena si saranno calmate le acque,daccordo? Te lo prometto Per adesso,per, se te lo dovesse chiedere dovresti dire atuo padre o al mio che lhai lasciato nel baule, aHogwarts
Di sicuro hanno visto quandosono arrivato, che lavevo con me
Allora dirai chelhai perso qui in casa, stasera, cos quando loriavrai, non dovrai inventarti troppe scuse oraper, per favore, posso chiederti di prestarmi il tuoanello?
Lo fissai lavevano gi,perch dovevo concedere loro il permesso di tenerselo?
Daccordo
Troverai la ricompensa delletue buone azioni quando meno te laspetti, SiriusBlack per ora grazie
Mirzam se ne and, portandosi dietro quellidiotadi Lestrange: lo odiavo, odiavo tutte le persone che quella sera miavevano trattato come uno straccio e odiavo Rodolphus come simbolo ditutti loroOra non avevo pi nemmenolanello di Alshain, lunico simbolo di quel futuroche ero stato a un passo da vivere e che ormai, ne ero certo, non misarebbe appartenuto pi.Misi la mano nella tasca,per leggere lora dallorologio che mi avevaregalato zio Alphard, per il mio ultimo compleanno: quando lo estrassi,sentii cadere qualcosa a terra, mi chinai, raccolsi qualcosa di verdeche brillava acceso dalle luci ormai smorte del caminetto.Erauna pietra, una pietra verde, di forma quasi completamente sferica, unosmeraldo, in tutto e per tutto simile, ma di dimensioni ridotte, aquello che campeggiava tra le fauci dei serpenti a Herrengton sullostemma di pietra degli Sherton.
Troverai laricompensa delle tue buone azioni quando meno te laspetti,Sirius Black
Era davvero stato Mirzam Sherton a darmelo, materializzandolo quando miaveva messo la mano sulla spalla?E se s,perch laveva fatto?Che significatoaveva quello smeraldo?Lo rigirai tra le dita, pieno didomande, sicuro che difficilmente avrei avuto risposte.
Non dire maia nessuno che ora in mano tua Proteggilo acosto della vita, qualsiasi cosa accadaRicordati devi proteggerlo a costo dellavita
Phineas spar di nuovo dalla cornice, per un attimo michiesi se lavessi sentito davvero o lavessi solosognato. Rientrai nella sala, mio padre era impegnato con Alshain e isuoi amici, Regulus finalmente parlava con Meissa, ma lei, appena siaccorse di me, non mi stacc pi gli occhi dadosso per tutto il resto della sera.Rodolphus, eccitato comeun bambino la mattina di Natale, teneva banco parlando di politica conla sua combriccola, Bella, come sempre, fissava con odio gli Sherton,Rigel sospirava spiando Narcissa, corteggiata da Lucius, mia madreinfastidiva Deidra. Tutto sembrava come sempre uguale e immutabile.Solo dentro di me, avevo la percezione che tutto stesse correndovelocemente, verso il compimento di un misterioso destinogi scritto.
*continua*
NdA: ciao a tutti, volevo avvisarvi che ho iniziato a scrivere lo spin-offriguardante l'et dei fondatori, in cui vedremopi da vicino alcune delle stranezze degli Sherton, come laloro storia si sia legata a Salazar, ecc ecc. Ho preferito la formadello spin-off a quella dell'intermezzo cos la narrazionedi That Love non rester bloccata per mesi e iopotr aggiornare le storie con calma. Se vi interessa, "ThatLove - Old Tales" si trova qui . L'immaginea inizio capitolo di LM Rourke . Eora, con i consueti ringraziamenti a quanti hanno letto e recensito,aggiunto apreferiti, seguiti, ricordati, ecc visaluto... a presto. Valeria Scheda
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